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	<title>volumi produttivi &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Thu, 15 Oct 2026 08:26:46 +0000</lastBuildDate>
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	<title>volumi produttivi &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Parmigiano Reggiano DOP: produzione in crescita di oltre il 5%, il Consorzio approva un piano per tutelare il valore della DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/parmigiano-reggiano-dop-produzione-in-crescita-di-oltre-il-5-il-consorzio-approva-un-piano-per-tutelare-il-valore-della-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 07:33:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’Assemblea del Consorzio Parmigiano Reggiano approva nuove misure per il 2026 e 2027 per frenare l’aumento produttivo ed evitare squilibri di mercato. La produzione di Parmigiano Reggiano è cresciuta di oltre il 5% dall’inizio dell’anno. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’Assemblea del Consorzio Parmigiano Reggiano approva nuove misure per il 2026 e 2027 per frenare l’aumento produttivo ed evitare squilibri di mercato. </em></p>
<p>La <strong>produzione di Parmigiano Reggiano</strong> è <strong>cresciuta di oltre il 5% dall’inizio dell’anno</strong>. Un aumento che rischia di superare la capacità del mercato di assorbire il prodotto, con possibili ripercussioni sui prezzi e sulla redditività dei caseifici. Per questo oggi, mercoledì 14 ottobre, l’<strong>Assemblea generale dei Consorziati</strong>, riunita a Reggio Emilia, ha <strong>approvato con il 97,9% delle preferenze il “Progetto Equilibrio”</strong>, un <strong>piano di misure per il 2026 e 2027</strong> con l’obiettivo di <strong>frenare la crescita produttiva, salvaguardare il valore del Parmigiano Reggiano e tutelare l’intera filiera</strong>.</p>
<p>Il piano prevede <strong>contributi economici più elevati</strong> per i caseifici che superano le quote produttive assegnate, con <strong>importi fino a 65 euro al quintale nel 2027</strong> per chi registra gli sforamenti maggiori. Inoltre, sono stati inseriti nuovi vincoli (come una <strong>trattenuta del 5%</strong>) per chi vende le proprie quote aziendali all’esterno della filiera. L&#8217;intero pacchetto entrerà ufficialmente in vigore non appena arriverà il via libera da parte del Ministero dell&#8217;Agricoltura (MASAF), atteso entro fine anno.</p>
<p>L’Assemblea ha inoltre ratificato la nomina di <strong>Guglielmo Garagnani</strong> a <strong>presidente della Sezione di Bologna</strong>, dopo le dimissioni di Giulio Ghiaroni. Garagnani entra anche nel Consiglio di Amministrazione e nel Comitato Esecutivo del Consorzio, per la restante durata del mandato, fino al 2028.</p>
<p>«<em>Quello di oggi è un passo importante, di profonda consapevolezza</em>», ha dichiarato <strong>Nicola Bertinelli</strong>, presidente del Consorzio. «<em>I soci hanno capito che occorre fare un piccolo sacrificio per avere un grande beneficio nell&#8217;intera filiera. La misura approvata ci consente di sostenere con maggiore efficacia le azioni del piano marketing, sia in questo finale di 2026 sia soprattutto per il 2027, che saranno poi oggetto dell’assemblea di fine anno. Ci permette, inoltre, di rafforzare l&#8217;efficacia dei controlli, in sinergia con la serie di verifiche rafforzate legate al nuovo piano presentato oggi dall&#8217;organismo di controllo. L&#8217;obiettivo centrale del nostro mandato dal 2027 è concentrarci sulla qualità del prodotto, intervenendo a tutti i livelli per mantenerla sempre alta, pienamente all&#8217;altezza del posizionamento del marchio e del livello di valorizzazione che abbiamo raggiunto sul mercato</em>».</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.parmigianoreggiano.com/it/news/assemblea-ottobre-2026" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Parmigiano Reggiano</strong></a></p>
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		<title>Sos vino, tra dazi e cantine piene, c’è chi rinuncia a imbottigliare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/sos-vino-tra-dazi-e-cantine-piene-ce-chi-rinuncia-a-imbottigliare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 07:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Dazi e cantine piene, il vino nell’uragano. Per la prima volta c’è chi non imbottiglia”: consumi fermi e rincari spingono i produttori di rosso a fermarsi. Ma crescono Sud e giovani Dover escludere aziende produttrici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Dazi e cantine piene, il vino nell’uragano. Per la prima volta c’è chi non imbottiglia”: consumi fermi e rincari spingono i produttori di rosso a fermarsi. Ma crescono Sud e giovani</em></p>
<p>Dover escludere aziende produttrici di vino da una Guida loro dedicata non è mai un piacere per chi la fa. Ma lo è certo ancor meno quando la non recensione è dovuta non tanto a valutazioni tecniche, ma più banalmente (e drammaticamente) alla mancanza di prodotto da giudicare, alla <strong>rinuncia dei produttori a imbottigliare</strong> per non aumentare ancora, gonfiando le voci al passivo, le giacenze presenti in cantina.</p>
<p>«Lo scorso anno avevamo scritto che il mondo del vino stava entrando in una tempesta perfetta. Dazi, calo dei consumi, disaffezione dei giovani, nuove sensibilità salutistiche, cambiamento climatico: le nubi si addensavano all’orizzonte e già sentivamo alzarsi il vento. Oggi quello che osservavamo da lontano è diventato un uragano. E noi ci ritroviamo in mezzo. Durante le visite abbiamo incontrato diversi produttori che nel 2026 non hanno imbottigliato. Molti rinviano l’uscita dei vini rossi, oggi la categoria più in affanno.</p>
<p>Le esportazioni verso gli Stati Uniti mostrano preoccupanti segni meno, mentre i consumi italiani ristagnano e i costi continuano a salire. Non è una difficoltà passeggera, ma una crisi complessa: cause lontane tra loro finiscono per sommarsi e moltiplicarne gli effetti» dice <strong>Giancarlo Gariglio, curatore di Slow Wine</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
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		<title>La crisi dell&#8217;olio: è poco italiano e il prezzo crolla</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-crisi-dellolio-e-poco-italiano-e-il-prezzo-crolla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 07:24:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Olivicola]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sul mercato si trova olio extravergine di oliva a prezzi molto bassi. I produttori pugliesi chiedono controlli: “Non riusciamo più a venderlo”. Le frasi che usano gli agricoltori quando protestano possono suonare melodrammatiche: «La raccolta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sul mercato si trova olio extravergine di oliva a prezzi molto bassi. I produttori pugliesi chiedono controlli: “Non riusciamo più a venderlo”.</em></p>
<p>Le frasi che usano gli agricoltori quando protestano possono suonare melodrammatiche: «La raccolta sta per cominciare e noi non possiamo più raccogliere lacrime», dice uno di loro dal palco di piazza Prefettura a Bari, dove lunedì si è svolta la prima manifestazione (la seconda la organizza stamattina la Coldiretti). Ma questa volta non c`è esagerazione: in <strong>giacenza nei serbatoi</strong>, certifica il ministero dell`agricoltura, ci sono 195.044 tonnellate di olio extravergine d`oliva, il 46,7 in più rispetto a un anno fa.</p>
<p>Più della metà è concentrata nel <strong>Sud</strong>, in particolare in <strong>Puglia</strong> e <strong>Calabria</strong> ma anche in <strong>Toscana</strong>. E la colpa, secondo i produttori, è da ricercare nelle falle nel made in Italy di cui il ministro Francesco Lollobrigida va tanto fiero. Il dato certo sono i serbati pieni: non si riesce a smaltire la produzione dell`anno scorso.</p>
<p>Se fino a gennaio le <strong>quotazioni dell&#8217;extravergine</strong> erano altissime, fino a 10 euro al chilo (all`ingrosso si pesa così, non al litro), ora il prezzo — quotazioni dell`Ismea, l`istituto di servizi per il mercato agroalimentare — è sceso a 4 euro nella piazza di Foggia. E così i frantoiani, che di solito anticipano gli acquisti, si sono sovraesposti con le banche, acquistando le olive a un prezzo molto più elevato di quello al quale lo possono vendere adesso. Per questo, ora che riparte la raccolta, non le vogliono comprare più dai coltivatori, a loro volta in difficoltà.</p>
<p>Riuniti nel comitato dal nome evocativo <strong>Orgoglio Olivicolo</strong> — sono loro a chiedere una «moratoria bancaria straordinaria», possibile solo se il governo proclama lo stato di crisi. «È da marzo che lo chiediamo», dice Gennaro Sicolo, direttore pugliese della Cia. Della rivendicazione più pressante si fa portavoce, però, l`anziano conte Onofrio Spagnoletti Zeuli, erede di una storica famiglia di latifondisti di Andria: «Servono controlli: troppi delinquenti importano porcherie, le mescolano all`olio nostro e fanno l`extravergine». Una sorta di xenofobia agricola: contro gli oli extracomunitari che, arrivando qui a prezzi troppo bassi, hanno fatto abbassare anche il prezzo dell`olio nostrano.</p>
<p>L`<strong>assessore</strong> <strong>regionale</strong> <strong>all&#8217;agricoltura della Regione Puglia</strong> Francesco Paolicelli spinge per la bolletta elettronica (per rendere più tracciabile la provenienza del prodotto). Vito Leccese, sindaco di Bari, chiamato direttamente in causa in piazza dagli agricoltori — «andate a controllare nei supermercati cosa viene venduto» — ha scritto ieri al direttore della Asl perché avvii «una campagna straordinaria di campionamenti e analisi sull`olio extravergine in vendita a Bari, con verifiche nella grande distribuzione come nei negozi di quartiere, a partire dagli oli 100 per cento italiani venduti a prezzi troppo bassi».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Repubblica</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Consorzio vini doc Trasimeno, cala la produzione di vino non la qualità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-vini-doc-trasimeno-cala-la-produzione-di-vino-non-la-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 07:48:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vendemmia, caldo estremo e siccità riducono la produzione del 10%, ma la qualità del vino resta alta. Tra costi in aumento e consumi in calo, i produttori affrontano nuove sfide. Nell’estate più calda di sempre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vendemmia, caldo estremo e siccità riducono la produzione del 10%, ma la qualità del vino resta alta. Tra costi in aumento e consumi in calo, i produttori affrontano nuove sfide.</em></p>
<p>Nell’estate più calda di sempre la vendemmia del Colli del Trasimeno DOP è ormai alle spalle e in cantina si lavora già da settimane ai vini segnati da temperature roventi e scarsissime piogge. Risultato: un <strong>calo della produzione di circa il 10%</strong> con acini più piccoli e asciutti, ma senza che questo abbia compromesso la qualità rimasta invece molto alta.</p>
<p>Le contromisure sono già iniziate da diversi anni. Al <strong>consorzio dei vini doc del Trasimeno</strong> con impianti di irrigazione già da oltre un decennio e altri accorgimenti in vigna.</p>
<p>Il calo della produzione si accompagna ad altre problematiche per i produttori come <strong>l’aumento dei costi, specie carburanti ed energia</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.rainews.it/tgr/umbria/video/2026/02/tgr-umbria-web-tasciotti-umbria-del-vino-ok-1200-logomp4-ff7ceffb-5294-43d3-a5ad-f5a365c6b5a7.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>RaiNews</strong></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Produzione italiana di vino in calo del -7,2% nel 2026</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/produzione-italiana-di-vino-in-calo-del-72-nel-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 07:20:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra siccità e giacenze elevate raccolti contenuti a 41,1 milioni di ettolitri, accolto l&#8217;appello dei Consorzi di tutela a ridurre le rese L’Italia con la vendemmia 2026 produrrà 41,1 milioni di ettolitri, il 7,22% in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra siccità e giacenze elevate raccolti contenuti a 41,1 milioni di ettolitri, accolto l&#8217;appello dei Consorzi di tutela a ridurre le rese</em></p>
<p><strong>L’Italia con la vendemmia 2026 produrrà 41,1 milioni di ettolitri</strong>, il 7,22% in meno rispetto allo scorso anno. La <strong>siccità</strong> da un lato, ma anche, dall’altro, gli <strong>appelli da parte dei Consorzi di tutela</strong> a ridurre le rese produttive per contenere l’offerta, considerato l’elevato livello (42,6 milioni di ettolitri) di giacenze di vino invenduto, hanno portato a una consistente riduzione della produzione italiana.</p>
<p>È quanto emerge dai dati resi noti dalla Commissione Ue sulla vendemmia in Europa . Va ricordato che quest’anno, per la prima volta, si è deciso di non diffondere stime sulla vendemmia che solitamente venivano comunicate a inizio settembre. Col <strong>cambiamento climatico</strong> in atto è infatti aumentato molto il rischio di scostamenti rilevanti con i dati definitivi.</p>
<p><strong>La flessione attesa in Italia è inoltre coerente con quanto previsto anche in altri Paesi</strong> produttori come la Francia (-2,1% anche per effetto del massiccio piano di estirpazione di vigneti portato avanti in questi anni), mentre un forte rimbalzo (+13,4%) è previsto in Spagna.</p>
<p>A livello Ue la <strong>vendemmia 2026 dovrebbe toccare quota 137,4 milioni</strong> <strong>di ettolitri</strong> in calo dell’1,2% rispetto allo scorso anno. Nonostante il calo <strong>l’Italia resta saldamente primo produttore europeo con 41,1 milioni di ettolitri</strong>, seguita dalla Spagna (37,6), dalla Francia (33,9). Più distanziate la Germania (8 milioni), il Portogallo (6,6), la Romania (4,4), la Slovenia (1,8) e l’Austria (1,7 milioni).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
<p><em>AL</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Eccedenze vino, la Regione Piemonte stanzia 1,5 milioni di euro per i vini DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/eccedenze-vino-la-regione-piemonte-stanzia-15-milioni-di-euro-per-i-vini-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Regione Piemonte stanzia 1,5 milioni di euro per incentivare la stipula di accordi di filiera al fine di smaltire le giacenze di vino: destinatari i vini DOC e DOCG non condizionati L’assessorato all’Agricoltura della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Regione Piemonte stanzia 1,5 milioni di euro per incentivare la stipula di accordi di filiera al fine di smaltire le giacenze di vino: destinatari i vini DOC e DOCG non condizionati</em></p>
<p>L’assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte annuncia uno stanziamento da <strong><a href="https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/misura-rilancio-settore-vitivinicolo-attraverso-sostegno-ad-accordi-filiera" target="_blank" rel="noopener">1,5 milioni di euro «a sostegno del comparto vitivinicolo piemontese per incentivare la stipula di accordi di filiera</a>»</strong>.</p>
<p>L’assessore <strong>Paolo Bongioanni</strong>, spiega: «Questa misura dà una risposta ad alcune problematiche del comparto vitivinicolo piemontese che abbiamo raccolto». E chiarisce: «È emersa la forte necessità di individuare <strong>soluzioni concrete per far fronte al problema delle giacenze di vino</strong> invenduto attualmente stoccate presso alcune cantine del territorio, con la consapevolezza che il vino piemontese è un prodotto d’eccellenza che non dev’essere distrutto o svalutato». Dichiarazioni che sembrano mettere una pietra tombale sull’ipotesi distillazione, già richiesta da altre regioni italiane che lamentano quantitativi di vino invenduto.</p>
<p>Aggiunge Bongioanni che: «Per superare la fase di criticità e supportare la sostenibilità economica di alcune aziende vitivinicole, <strong>questo stanziamento promuove lo sviluppo di strumenti d’integrazione e rafforzamento delle reti d’impresa con l’obiettivo di aprire nuovi sbocchi di mercato per la produzione in giacenza</strong> e di incentivare la stipula di accordi di filiera tra le imprese vitivinicole. La criticità di stoccaggio viene convertita così in un valore economico per la filiera complessiva del vino piemontese».</p>
<p>Nello specifico dall’assessorato fanno sapere che possono beneficiare della misura produttori di vino e cantine cooperative. «Il sostegno – è chiarito – ha lo scopo di sostenerli nei costi affrontati per conservare il vino ancora privo di sbocchi commerciali a condizione che essi stipulino accordi di filiera per le giacenze della vendemmia 2025 e annualità precedenti ancora disponibili e detenute presso i propri stabilimenti alla data del 31 luglio 2025 e fino alla scadenza del bando, il 30 novembre 2026. <strong>Sono oggetto del sostegno esclusivamente i vini non condizionati e certificati a Doc e Docg</strong>».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.saporidelpiemonte.net/blog/dai-palazzi-eccedenze-vino-la-regione-piemonte-stanzia-15-milioni-di-euro-bongioanni-risolve-il-problema-delle-giacenze-nelle-cantine-a-sostegno-dei-nostri-produttori-costi-e-condiz/" target="_blank" rel="noopener">Sapori del Piemonte.net</a></p>
<p><em>AL</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/eccedenze-vino-la-regione-piemonte-stanzia-15-milioni-di-euro-per-i-vini-dop/">Eccedenze vino, la Regione Piemonte stanzia 1,5 milioni di euro per i vini DOP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il vino italiano aggancia la stabilità: ripartono le DOP (+5%)</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-vino-italiano-aggancia-la-stabilita-ripartono-le-dop-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 07:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati di Valoritalia per ItaliaOggi: ripartono le DOP (DOC a +5% e DOCG a +4,9%, guidano bianchi e spumanti. Restano criticità su specifiche tipologie di prodotto e sulle giacenze Il vino italiano vive un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I dati di Valoritalia per ItaliaOggi: ripartono le DOP (DOC a +5% e DOCG a +4,9%, guidano bianchi e spumanti. Restano criticità su specifiche tipologie di prodotto e sulle giacenze</em></p>
<p>Il vino italiano vive un strano paradosso: mentre le vigne affrontano la complessità dei mercati e il peso delle giacenze, tra le bottiglie torna la fiducia. Dopo un avvio d’anno caratterizzato da una significativa contrazione e dal gelo dei consumi, <strong>il terzo trimestre del 2026 regala una svolta e mostra segnali di progressiva stabilizzazione</strong>, azzerando quasi del tutto la flessione e mantenendo le attività di imbottigliamento sostanzialmente invariate, con una variazione contenuta allo -0,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.</p>
<p>A rivelare questo quadro sono i <strong>dati stilati al 30 settembre dalla Business Intelligence di Valoritalia</strong>. L’analisi si basa sui dati relativi alle denominazioni e produzioni sottoposte a certificazione, che nel 2026 comprendono un perimetro di 219 denominazioni certificate, pari ad oltre il 60% della produzione nazionale dei vini di qualità. L’inversione di marcia si manifesta con particolare vigore nel mese di settembre, capace da solo di registrare una crescita del +4,9% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>DENOMINAZIONI E TIPOLOGIE: IL RISCATTO DI DOC, DOCG, BIANCHI E BOLLICINE</h4>
<p>L’analisi per categoria restituisce un quadro particolarmente articolato, delineando un mercato a velocità differenti nel quale alla complessiva stabilizzazione dei volumi si accompagna una crescente divaricazione tra i diversi segmenti.</p>
<p>Nel terzo trimestre, <strong>le denominazioni di origine di fascia alta mostrano un chiaro cambio di passo</strong>: gli imbottigliamenti dei <strong>vini Doc registrano una crescita del +5,0%</strong> rispetto allo stesso periodo del 2025 e <strong>le Docg un aumento del +4,9%</strong>.</p>
<p><strong>Prosegue invece la forte difficoltà delle Indicazioni Geografiche Tipiche (Igt), che subiscono una contrazione del -18,9% nel trimestre</strong>. Il recupero estivo consente comunque a Doc e Docg di riportare quasi in equilibrio anche il dato cumulato dei primi nove mesi: rispetto allo stesso periodo del 2025, i volumi imbottigliati risultano in lieve calo rispettivamente dello -0,5% e dello -0,2%. Più complessa rimane la situazione delle Igt, che nel periodo gennaiosettembre mantengono una flessione del -13,0%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
<p><em>AL</em></p>
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		<title>Pecorino Romano DOP, nasce PR Service: alleanza fra produttori per gestire produzione e mercati</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pecorino-romano-dop-nasce-pr-service-alleanza-fra-produttori-per-gestire-produzione-e-mercati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 06:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto nasce come strumento strutturale per la filiera: la prima azione sarà organizzare il ritiro di 3.000 tonnellate di formaggio e a seguire l’obiettivo di diminuire la produzione pari alla quantità ritirata dal mercato. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il progetto nasce come strumento strutturale per la filiera: la prima azione sarà organizzare il </em><em>ritiro di 3.000 tonnellate di formaggio e a seguire l’obiettivo di diminuire la produzione pari alla quantità ritirata dal mercato. In campo insieme ai produttori ci sono il Consorzio di </em><em>tutela del Pecorino Romano DOP, la Regione e la Sfirs</em></p>
<p>Nasce PR Service, società della filiera del Pecorino Romano DOP attraverso la quale promuovere iniziative comuni a tutela del valore del prodotto e della giusta remunerazione degli allevatori: a costituirla sono stati i produttori della filiera del Pecorino Romano DOP. L&#8217;iniziativa è concepita come uno strumento strutturale, non emergenziale, con un ruolo operativo che si integra alle funzioni del Consorzio, destinato a operare nel tempo per lo sviluppo del comparto. La realizzazione dell&#8217;operazione poggia su un lavoro condiviso: accanto ai produttori e al Consorzio ci sono la Regione Sardegna e la Sfirs. “Emersa questa esigenza, il Consorzio ha favorito la nascita di questo soggetto, aiutando le imprese private e le cooperative, a mettersi per la prima volta insieme per essere più forti e competitive, a vantaggio poi dell&#8217;intera filiera”, spiega il presidente Gianni Maoddi.</p>
<p><strong>Il primo passo: 3000 tonnellate di Pecorino Romano DOP fuori dal mercato &#8211; </strong>La prima azione che PR Service dovrà svolgere sarà organizzare un&#8217;operazione di ‘destocking’, ovvero di gestione delle scorte di formaggio, con l&#8217;obiettivo di ritirare dal mercato 3.000 tonnellate di Pecorino Romano. Si tratta di un intervento concreto per mantenere equilibrio fra produzione e disponibilità di prodotto, pensato per sostenere il valore del formaggio e, a monte, il reddito di chi produce il latte.<br />
Il meccanismo è graduale: il formaggio ritirato sarà reimmesso poco alla volta nei periodi in cui la disponibilità di prodotto sarà inferiore per effetto della programmazione produttiva che sarà anch’essa gestita dalla PR service all’interno del progetto. In questo modo le scorte diventano una risorsa da governare nel tempo.<br />
“I produttori hanno deciso di unirsi e di dare un segnale forte al mercato”, afferma Maoddi. “Stiamo lavorando con Sfirs, con la Regione Sardegna attraverso l&#8217;assessorato dell&#8217;Agricoltura e con il sistema finanziario per costruire e mettere in campo gli strumenti necessari a realizzare il progetto. Con questa iniziativa vogliamo difendere, nel tempo, il valore dei nostri magazzini e la giusta remunerazione del lavoro degli allevatori”.</p>
<p><strong>Gli altri obiettivi di PR Service</strong> &#8211; Il destocking sarà la prima iniziativa di un programma duraturo. PR Service lavorerà alla programmazione produttiva, a iniziative per la vendita del latte e al costante miglioramento qualitativo sia del latte che del formaggio. La società intende inoltre favorire l’aggregazione e la concentrazione dell’offerta, con particolare attenzione alle strutture che finora hanno avuto maggiori difficoltà a organizzare la propria presenza commerciale. Curerà poi la partecipazione a bandi per indigenti nazionali e internazionali e la partecipazione a progetti di filiera.</p>
<p>Con PR Service i produttori vogliono dunque dare al comparto una capacità di azione forte e comune che prosegua oltre l&#8217;intervento iniziale e contribuisca stabilmente alla valorizzazione del Pecorino Romano e di tutta la sua filiera.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Tutela del Formaggio Pecorino Romano </strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/10/Cs-PR-Service.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Francia, nel 2026 non ci saranno vini di questa DOP: la crisi della viticoltura ne sospende la produzione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/francia-nel-2026-non-ci-saranno-vini-di-questa-dop-la-crisi-della-viticoltura-ne-sospende-la-produzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 08:09:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viticoltori diminuiti, piano estirpi, meteo avverso e costi troppo alti: la filiera della Saint-Sardos, piccola denominazione a nord di Tolosa per quest’anno non produrrà alcun vino. Niente DOP Saint-Sardos per l’annata 2026. In una Francia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/francia-nel-2026-non-ci-saranno-vini-di-questa-dop-la-crisi-della-viticoltura-ne-sospende-la-produzione/">Francia, nel 2026 non ci saranno vini di questa DOP: la crisi della viticoltura ne sospende la produzione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Viticoltori diminuiti, piano estirpi, meteo avverso e costi troppo alti: la filiera della Saint-Sardos, piccola denominazione a nord di Tolosa per quest’anno non produrrà alcun vino.</em></p>
<p>Niente <strong>DOP Saint-Sardos</strong> per l’annata 2026. In una Francia in difficoltà per la congiuntura di mercato, per l’andamento meteo e condizionata dagli incentivi per l’estirpo dei vigneti accade anche questo. E una piccola denominazione a <strong>nord di Tolosa</strong> per quest’anno non produrrà <strong>alcun vino</strong>. Saint-Sardos è una Dop (Aop per la classificazione francese) destinata ai <strong>vini rossi e rosati</strong>, creata nel 2011, a base di uve syrah e tannat. Di fatto, la Francia per la prima volta perde la possibilità di rivendicare una Dop nazionale.</p>
<h5>La decisione di sospendere la produzione</h5>
<p>Il problema è collegato al fatto che la cooperativa <strong>Vignerons de Saint-Sardos</strong>, la quale pesa per il 97% sui volumi di questa piccola denominazione del sud ovest francese, ha deciso di fermarsi per <strong>mancanza di soci</strong>. I viticoltori, infatti, hanno aderito massicciamente agli incentivi per l’estirpazione dei vigneti <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/attualita/francia-piano-anti-crisi-estirpi-definitivi-vigneti/" target="_blank" rel="noopener">decisa dal governo francese</a>, e approvata dall’Ue. La cooperativa, quindi, <strong>non ha raccolto le uve</strong> ritenendo che quelle poche rimaste (falcidiate dal clima avverso) non avrebbero coperto i <strong>costi di produzione</strong>. Inoltre, l’unica <strong>cantina indipendente</strong> che rivendicava la Aop Saint-Sardos ha annunciato di voler <strong>declassificare</strong> il prodotto a Vin de France (vino comune).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/tre-bicchieri/niente-vini-denominazione-saint-sardos-produzione-ferma/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gambero Rosso.it</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/francia-nel-2026-non-ci-saranno-vini-di-questa-dop-la-crisi-della-viticoltura-ne-sospende-la-produzione/">Francia, nel 2026 non ci saranno vini di questa DOP: la crisi della viticoltura ne sospende la produzione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Prosciutto Toscano DOP: andamento positivo con preaffettato (+10%) e export in crescita</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/prosciutto-toscano-dop-andamento-positivo-con-preaffettato-10-e-export-in-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 08:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viani (Consorzio Prosciutto Toscano): “L’andamento dell’anno è positivo, con preaffettato in crescita del 10%. Bene anche l’export” Fabio Viani, presidente del Consorzio Prosciutto Toscano Dop, fa il punto sul mercato in esclusiva per Alimentando. “L’andamento del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prosciutto-toscano-dop-andamento-positivo-con-preaffettato-10-e-export-in-crescita/">Prosciutto Toscano DOP: andamento positivo con preaffettato (+10%) e export in crescita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Viani (Consorzio Prosciutto Toscano): “L’andamento dell’anno è positivo, con preaffettato in crescita del 10%. Bene anche l’export”</em></p>
<p><strong>Fabio Viani</strong>, presidente del <strong>Consorzio Prosciutto Toscano Dop</strong>, fa il punto sul mercato in esclusiva per Alimentando. “L’andamento del 2026 è positivo e siamo soddisfatti. <strong>Ad agosto registriamo circa +16% come produzione e questi dati ci fanno ben sperare per il proseguimento dell’anno</strong>. Il <strong>preaffettato</strong> è in<strong> crescita del 10%</strong>. Certamente il mercato è competitivo e affollato, quindi bisogna continuare e tenere alta l’asticella della qualità”.</p>
<p>Quanto ai diversi canali distributivi, “<strong>la Gdo resta quello principale con il 70% circa</strong>, l’Horeca vale il 20%, mentre il normal trade circa il 10%. Fin dalla nascita del Consorzio, la distribuzione moderna è sempre stato il canale più importante e un interlocutore privilegiato. Penso che ormai il consumatore sia diventato esperto anche di salumi Dop e Igp, quindi non può essere ‘tradito’: bisogna essere all’altezza di quello che si comunica, nella certezza che la Dop deve essere sinonimo di qualità, materia prima italiana e controlli rigorosi. Poi <strong>con i social i produttori di food and beverage sono sempre ‘in vista’, nel bene e soprattutto nel male</strong>. Se ci sono problemi o criticità di qualunque natura, tutto viene enormemente amplificato”, prosegue.</p>
<p>All’estero il <strong>Prosciutto Toscano Dop deve farsi spazio</strong> tra competitor italiani e internazionali.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.alimentando.info/viani-consorzio-prosciutto-toscano-landamento-dellanno-e-positivo-con-preaffettato-in-crescita-del-10-bene-anche-lexport/" target="_blank" rel="noopener">Alimentando.info</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prosciutto-toscano-dop-andamento-positivo-con-preaffettato-10-e-export-in-crescita/">Prosciutto Toscano DOP: andamento positivo con preaffettato (+10%) e export in crescita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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