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	<title>Vendemmia &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Vendemmia &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Francia, nel 2026 non ci saranno vini di questa DOP: la crisi della viticoltura ne sospende la produzione</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 08:09:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Viticoltori diminuiti, piano estirpi, meteo avverso e costi troppo alti: la filiera della Saint-Sardos, piccola denominazione a nord di Tolosa per quest’anno non produrrà alcun vino. Niente DOP Saint-Sardos per l’annata 2026. In una Francia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Viticoltori diminuiti, piano estirpi, meteo avverso e costi troppo alti: la filiera della Saint-Sardos, piccola denominazione a nord di Tolosa per quest’anno non produrrà alcun vino.</em></p>
<p>Niente <strong>DOP Saint-Sardos</strong> per l’annata 2026. In una Francia in difficoltà per la congiuntura di mercato, per l’andamento meteo e condizionata dagli incentivi per l’estirpo dei vigneti accade anche questo. E una piccola denominazione a <strong>nord di Tolosa</strong> per quest’anno non produrrà <strong>alcun vino</strong>. Saint-Sardos è una Dop (Aop per la classificazione francese) destinata ai <strong>vini rossi e rosati</strong>, creata nel 2011, a base di uve syrah e tannat. Di fatto, la Francia per la prima volta perde la possibilità di rivendicare una Dop nazionale.</p>
<h5>La decisione di sospendere la produzione</h5>
<p>Il problema è collegato al fatto che la cooperativa <strong>Vignerons de Saint-Sardos</strong>, la quale pesa per il 97% sui volumi di questa piccola denominazione del sud ovest francese, ha deciso di fermarsi per <strong>mancanza di soci</strong>. I viticoltori, infatti, hanno aderito massicciamente agli incentivi per l’estirpazione dei vigneti <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/attualita/francia-piano-anti-crisi-estirpi-definitivi-vigneti/" target="_blank" rel="noopener">decisa dal governo francese</a>, e approvata dall’Ue. La cooperativa, quindi, <strong>non ha raccolto le uve</strong> ritenendo che quelle poche rimaste (falcidiate dal clima avverso) non avrebbero coperto i <strong>costi di produzione</strong>. Inoltre, l’unica <strong>cantina indipendente</strong> che rivendicava la Aop Saint-Sardos ha annunciato di voler <strong>declassificare</strong> il prodotto a Vin de France (vino comune).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/tre-bicchieri/niente-vini-denominazione-saint-sardos-produzione-ferma/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gambero Rosso.it</strong></a></p>
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		<title>Consorzio Montecucco, il caldo non frena la qualità: vendemmia 2026 con uve eccellenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 07:34:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le riserve idriche accumulate grazie alle piogge di inverno e primavera hanno permesso ai vigneti di affrontare una delle estati più calde e siccitose degli ultimi anni. La vendemmia, anticipata di circa 15 giorni, restituisce [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le riserve idriche accumulate grazie alle piogge di inverno e primavera hanno permesso ai vigneti di affrontare una delle estati più calde e siccitose degli ultimi anni. La vendemmia, anticipata di circa 15 giorni, restituisce grappoli sanissimi e di ottima qualità. Registrato nell’areale un calo medio della produzione tra il 10 e il 15% rispetto al 2025.</em></p>
<p>Nel pieno dell’estate, mentre le ripetute ondate di calore facevano alzare il livello di attenzione nei vigneti di tutta Italia, nel Montecucco si delineava una situazione che non destava particolari preoccupazioni: filari in salute e condizioni vegetative equilibrate, sostenute dalle abbondanti piogge di inverno e primavera che avevano garantito alle piante importanti riserve idriche. A vendemmia ormai prossima alla conclusione, quelle previsioni trovano conferma nei risultati della raccolta.</p>
<p>Volge infatti al termine nell’areale del Montecucco DOC e DOCG la stagione produttiva 2026, che porta in cantina <strong>uve sanissime e di qualità eccellente</strong>, con una <strong>riduzione media dei volumi compresa tra il 10 e il 15%</strong> rispetto all’annata precedente e <strong>un anticipo di circa 15 giorni su tutto il territorio</strong>, a seconda del comune di produzione – Cinigiano, Seggiano, Castel del Piano, Civitella Paganico, Arcidosso, Roccalbegna e Campagnatico –, nella provincia di Grosseto che si estende tra le pendici del Monte Amiata e la Maremma Toscana. Già dalla metà di agosto, infatti, sono iniziate le raccolte dei bianchi e dalla fine del mese quelle dei rossi; ad oggi, la stragrande maggioranza delle aziende è oltre la metà delle operazioni e si avvia verso la fine della vendemmia.</p>
<p><strong>L’andamento stagionale ha messo certamente a dura prova i vigneti, senza tuttavia compromettere la qualità dell’uva</strong><strong>.</strong> Dopo un <strong>inverno e una primavera caratterizzati da piogge abbondanti e ben distribuite</strong>, l’estate ha infatti segnato un netto cambio di passo: dai primi di giugno fino al 20 agosto sul territorio non si sono registrate precipitazioni, con un deficit stimato di 80-100 millimetri rispetto a quelli che normalmente interessano questo periodo. Alla siccità si sono aggiunte cinque ondate di calore: dal 10 giugno sono stati registrati picchi di 37-38°C – tra gli 8 e i 10°C sopra la media – che hanno accelerato il ciclo della vite determinando un <strong>anticipo della </strong><strong>maturazione</strong>. <strong>In questo contesto, proprio le riserve idriche accumulate nei mesi precedenti sono state determinanti</strong> per consentire alle piante di affrontare il caldo e mantenere un buono stato vegetativo. Le piogge di fine agosto e inizio settembre hanno poi <strong>favorito il completamento della maturazione fenolica</strong>, che, soprattutto nel Sangiovese, si era fatta un po’ attendere. <strong>Un trend che ha favorito un eccellente </strong><strong>stato fitosanitario dell’uva</strong> – equiparabile a quello della scorsa annata<strong> –</strong><strong> e che, fino alla raccolta, ha permesso di preservare l’integrità dei grappoli e di raggiungere un equilibrio dei parametri molto soddisfacente.</strong></p>
<p>Tra i vitigni che compongono il panorama ampelografico del Montecucco, accanto a un Sangiovese straordinario, <strong>eccelle il Vermentino</strong>, che sta mostrando un’ottima capacità di risposta alle mutate condizioni climatiche. <strong>La fine della vendemmia è prevista indicativamente per il 20 settembre</strong>.</p>
<p><strong>Giuliano Guerrini, storico agronomo di ColleMassari a Poggi del Sasso (Cinigiano)</strong>, commenta: <em>“I vitigni precoci – Vermentino in primis, Syrah e Merlot – hanno registrato una resa leggermente inferiore ma con una qualità molto alta. Per il Sangiovese, più tardivo, abbiamo dovuto aumentare l’irrigazione ai primi di agosto ma anche per il vitigno principe del Montecucco abbiamo ottenuto un livello qualitativo da buono a ottimo a fronte di un’importante diminuzione delle rese”.</em> E rivolge un appello alle istituzioni circa l’importanza e l’urgenza di introdurre bacini idrici come laghi collinari e pozzi per affrontare le sfide del cambiamento climatico: <em>“Fondamentale in questo senso deve essere la collaborazione della Provincia e della Regione: confidiamo in un dialogo sempre più stretto con le istituzioni per individuare insieme strumenti e soluzioni concrete che possano aiutare la viticoltura della nostra regione ad adattarsi con maggiore efficacia a scenari in continua evoluzione”.</em></p>
<p><em>“I risultati di questa vendemmia confermano ancora una volta la capacità del nostro territorio e dei nostri produttori di affrontare stagioni climaticamente complesse preservando qualità e identità delle uve”</em>, commenta <strong>Giovan Battista Basile, presidente del Consorzio di Tutela</strong>. <em>“È un risultato che accompagna un momento positivo per il Montecucco: nell’ultimo anno abbiamo registrato una crescita degli imbottigliamenti dell’11% e continuiamo a lavorare per rafforzare il posizionamento della denominazione. Dopo gli appuntamenti internazionali della prima parte del 2026, in autunno saremo nuovamente protagonisti all’estero insieme ai Consorzi Tutela Vini della Maremma Toscana e Morellino di Scansano, per raccontare in maniera sinergica il valore e l’identità dell’‘altra Toscana’ del vino sui principali mercati”.</em></p>
<p>Si chiude così una vendemmia impegnativa, capace però di restituire <strong>grande qualità, che pone basi molto promettenti per i vini della nuova annata</strong>. Un risultato che guarda oltre il 2026 e rafforza le prospettive di una denominazione in crescita, sempre più chiamata a trasformare le peculiarità del proprio territorio – dall’altitudine dei vigneti all’influenza del Monte Amiata e del Mar Tirreno – in elementi distintivi nel confronto con le nuove sfide del clima e sui mercati internazionali.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziomontecucco.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini Montecucco</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/09/05.-Montecucco_verso-la-vendemmia-26.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Consorzio Vini Bardolino: uve sane e qualità alta, vendemmia degna del centenario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 07:34:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ottime prospettive per la vendemmia del Bardolino, iniziata 2 giorni fa su un’area complessiva di circa 2400 ettari. Secondo il Consorzio vini Bardolino, il raccolto si annuncia di qualità generale alta, con uve sanissime, buone [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ottime prospettive per la vendemmia del Bardolino, iniziata 2 giorni fa su un’area complessiva di circa 2400 ettari. Secondo il Consorzio vini Bardolino, il raccolto si annuncia di qualità generale alta, con uve sanissime, buone gradazioni e acidità. Il caldo ha impattato solo parzialmente sui volumi, previsti leggermente inferiori alla media. </em></p>
<p>“Sarà una vendemmia degna del Centenario di nascita del Consorzio – ha detto il <strong>presidente dell’ente, Fabio Dei Micheli</strong> – che celebreremo tra meno di un mese (9-11 ottobre), poco dopo la fine della raccolta. Le recenti piogge hanno riportato a un equilibrio idrico ottimale per i vigneti e consentito l’avvio della fase vendemmiale con circa una settimana di anticipo rispetto alle medie del passato”.</p>
<p>Il Consorzio, che conta più di 800 soci con una rappresentatività al 92%, prevede un’annata 2026 da circa 20 milioni di bottiglie equamente suddivise tra le Dop Bardolino e Chiaretto. Il bel tempo e le temperature favorevoli, intervallate nella prima parte della stagione da piogge rigeneranti – rileva il Consorzio nella relazione tecnica -, hanno consentito di mantenere l’anticipo iniziale fino alla vendemmia. Da luglio abbiamo assistito a temperature elevate associate ad una scarsa piovosità che hanno creato condizioni di stress per le piante. La presenza di irrigazione su tutto il territorio, ben gestita, ha permesso di arrivare alla vendemmia con gradazioni elevate, una buona acidità e una sanità direi ottimale delle uve. Solo alcune zone limitate sono state colpite da eventi grandigeni che hanno arrecato danni, a volte gravi.</p>
<p>Fonte:<strong> Consorzio Vini Bardolino</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/09/cs-ConsorzioViniBardolino_vendemmia2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<item>
		<title>Vendemmia 2026: il Consorzio Barbera d&#8217;Asti e Vini del Monferrato richiama l&#8217;attenzione degli stati generali sul futuro della filiera</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vendemmia-2026-il-consorzio-barbera-dasti-e-vini-del-monferrato-richiama-lattenzione-degli-stati-generali-sul-futuro-della-filiera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:17:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vendemmia 2026 nel territorio del Consorzio Barbera d&#8217;Asti e Vini del Monferrato si apre con segnali incoraggianti. Le vigne hanno reagito bene a una stagione segnata da eventi climatici sempre più variabili, restituendo un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La vendemmia 2026 nel territorio del Consorzio Barbera d&#8217;Asti e Vini del Monferrato si apre con segnali incoraggianti. Le vigne hanno reagito bene a una stagione segnata da eventi climatici sempre più variabili, restituendo un quadro vendemmiale complessivamente molto positivo: le prime stime indicano infatti una produzione equilibrata e in linea con il potenziale del territorio, con prospettive incoraggianti sia dal punto di vista qualitativo sia quantitativo. </em></p>
<p><span data-contrast="auto">Dietro queste prospettive favorevoli si nasconde però una realtà più complessa: le aziende vitivinicole devono confrontarsi con un contesto economico difficile, segnato dalla contrazione dei consumi, dalla pressione sui prezzi e da una crescente incertezza produttiva. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:300}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In questo scenario, il Consorzio Barbera d&#8217;Asti e Vini del Monferrato richiama l&#8217;attenzione sulla necessità di garantire la sostenibilità economica delle imprese agricole, una priorità strategica per il futuro dell&#8217;intero comparto. </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:true,&quot;134233118&quot;:true,&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:300}"> </span></p>
<p><i><span data-contrast="auto">&#8220;Le aziende vitivinicole stanno dimostrando grande capacità di adattamento e il quadro della raccolta si presenta positivo sotto il profilo produttivo ed enologico. Tuttavia, non possiamo fermarci ai risultati della vendemmia: oggi la vera sfida è garantire alle imprese la possibilità di generare valore e, soprattutto, assicurare ai viticoltori un reddito onesto, sostenibile e dignitoso. Senza questa condizione non può esserci futuro per la nostra viticoltura.”</span></i><span data-contrast="auto"> dichiara </span><b><span data-contrast="auto">Filippo Mobrici, Presidente del </span></b><b><span data-contrast="auto">Consorzio Barbera d&#8217;Asti e Vini del Monferrato.</span></b> <i><span data-contrast="auto">“Di fronte al calo dei consumi, all&#8217;aumento delle giacenze e agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico, riteniamo urgente convocare gli </span></i><b><i><span data-contrast="auto">Stati Generali del vino</span></i></b><i><span data-contrast="auto">. È necessario riunire intorno allo stesso tavolo istituzioni, a partire dalla Regione Piemonte, organizzazioni di rappresentanza, consorzi, imprese e distribuzione per costruire una visione condivisa del futuro del settore. Dobbiamo individuare strumenti concreti per rafforzare la competitività delle aziende, </span></i><b><i><span data-contrast="auto">sostenere il reddito dei produttori</span></i></b><i><span data-contrast="auto">, </span></i><b><i><span data-contrast="auto">valorizzare le denominazioni</span></i></b><i><span data-contrast="auto"> e creare </span></i><b><i><span data-contrast="auto">prospettive solide</span></i></b><i><span data-contrast="auto"> per le nuove generazioni che scelgono di investire nel mondo del vino.&#8221;</span></i><span data-contrast="auto"> </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:300}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Secondo il Consorzio, il tema dell&#8217;equilibrio tra produzione e domanda richiede strumenti condivisi e una visione di sistema capace di coinvolgere tutti gli attori della filiera, dalle aziende agricole fino al mondo della distribuzione. </span></p>
<p><i><span data-contrast="auto">“Il vino italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione che va governata con coraggio e lungimiranza. Le sfide legate al mercato, al clima e alla gestione del potenziale produttivo richiedono una riflessione collettiva e scelte condivise. Solo attraverso un confronto strutturato tra tutti gli stakeholder sarà possibile tutelare il lavoro dei viticoltori e garantire uno sviluppo sostenibile del comparto nel medio e lungo periodo. I produttori sono i veri custodi del territorio: non si limitano a coltivare la vite, ma investono quotidianamente tempo, risorse e competenze nella manutenzione del paesaggio, nella salvaguardia delle colline e dei borghi che rendono unico il nostro patrimonio UNESCO. Se i viticoltori abbandonano le vigne, non perdiamo soltanto produzione agricola e occupazione, ma rischiamo di compromettere anche il modello di enoturismo che negli ultimi anni è diventato un motore fondamentale di sviluppo per il territorio. La tutela del reddito delle imprese vitivinicole non è quindi solo una questione economica: significa preservare un patrimonio culturale, paesaggistico e turistico che appartiene a tutta la comunità.&#8221;</span></i><span data-contrast="auto"> conclude Mobrici.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:300}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il Consorzio conferma il proprio impegno nella promozione delle denominazioni del territorio e nel favorire un percorso condiviso che metta al centro qualità, innovazione e sostenibilità economica, elementi indispensabili per consolidare il ruolo del Monferrato e dell&#8217;Astigiano tra le aree vitivinicole di riferimento a livello nazionale e internazionale. </span></p>
<p>Fonte: <b><span data-contrast="auto">Consorzio Barbera d&#8217;Asti e Vini del Monferrato</span></b></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/09/CONSORZIO-BARBERA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vendemmia-2026-il-consorzio-barbera-dasti-e-vini-del-monferrato-richiama-lattenzione-degli-stati-generali-sul-futuro-della-filiera/">Vendemmia 2026: il Consorzio Barbera d&#8217;Asti e Vini del Monferrato richiama l&#8217;attenzione degli stati generali sul futuro della filiera</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Consorzio Vini d’Abruzzo: conclusa la prima vendemmia Piwi d’Abruzzo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-vini-dabruzzo-conclusa-la-prima-vendemmia-piwi-dabruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 08:13:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel vigneto sperimentale dell’Istituto Ridolfi di Scerni raccolte le uve delle 18 varietà resistenti. Il progetto è promosso dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo con una qualificata partnership. Il presidente del Consorzio Nicodemi: “Una sfida enologica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consorzio-vini-dabruzzo-conclusa-la-prima-vendemmia-piwi-dabruzzo/">Consorzio Vini d’Abruzzo: conclusa la prima vendemmia Piwi d’Abruzzo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel vigneto sperimentale dell’Istituto Ridolfi di Scerni raccolte le uve delle 18 varietà resistenti. Il progetto è promosso dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo con una qualificata partnership. Il presidente del Consorzio Nicodemi: “Una sfida enologica e di sostenibilità”. L’assessore regionale all’Agricoltura Imprudente: “Ricerca ed innovazione per la viticoltura abruzzese del futuro”</em></p>
<p>Dalla vigna al vino per capire se i vitigni resistenti possono rappresentare una risorsa per la viticoltura abruzzese. È terminata, a Scerni, la <strong>prima vendemmia sperimentale di vitigni Piwi</strong>, coltivati presso l’azienda agraria dell’Istituto Tecnico Agrario “Cosimo Ridolfi”. Si tratta del primo raccolto di un progetto che studia il comportamento di <strong>varietà resistenti alle principali malattie fungine della vite e verificarne, nel tempo, l’adattamento al territorio, le caratteristiche produttive e il potenziale enologico</strong> e che il <strong>Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong> promuove e finanzia dal 2024.</p>
<p>La vendemmia, iniziata lo scorso <strong>29 luglio</strong>, arriva al terzo anno dall’impianto del vigneto e apre una fase importante della sperimentazione: le uve raccolte a Scerni sono state sottoposte a microvinificazione. I vini ottenuti, insieme ai dati agronomici raccolti in campo, forniranno ulteriori elementi per valutare il potenziale delle singole varietà.</p>
<p>Nel vigneto sono presenti 18 varietà: <strong>Bronner, Charvir, Fleurtai, Johanniter, Kersus, Palma, Pinot Iskra, Sauvignon Nepis, Sauvignon Rytos, Solaris, Sauvignier Gris, Cabernet Eidos, Nermantis, Pinot Kors, Pinot Regina, Sevar, Termantis e Volturnis</strong>.</p>
<p>Il lavoro di monitoraggio è stato guidato dall’agronomo <strong>Fausto Cimini</strong>, che ha seguito la crescita di dieci piante per ciascuna cultivar, contrassegnate individualmente, effettuando rilievi tecnici settimanali dalla fase di gemma cotonosa fino alla maturazione. Sono stati registrati i principali parametri fenologici e produttivi: germogliamento, fioritura, allegagione, invaiatura, numero di germogli e grappoli, fertilità delle gemme, posizione del primo grappolo sul tralcio, peso dell’uva, numero e peso dei grappoli e peso medio degli acini. Un monitoraggio che non si è limitato alla produttività. L’intero vigneto è stato infatti osservato anche dal punto di vista fitosanitario per verificare la risposta delle varietà a <strong>peronospora e oidio</strong>, le due principali patologie fungine per le quali i Piwi sono stati selezionati. Secondo la relazione tecnica, <strong>tutte le piante osservate hanno mostrato completa resistenza alle due patologie</strong>.</p>
<p><strong>“Quella dei vitigni resistenti è una sfida enologica, ma anche una sfida di sostenibilità</strong>, che abbiamo scelto di affrontare mettendo insieme partner importanti e competenze diverse &#8211; <strong>sottolinea</strong> <strong>Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong> -. La prima vendemmia è un passaggio fondamentale perché ci permette di cominciare a confrontarci concretamente con il prodotto della vigna. Da ora saranno le uve e le microvinificazioni a dirci qualcosa in più sul potenziale enologico di queste varietà. Ma il progetto non si esaurisce con una vendemmia: servono anni di osservazione, dati e confronti per capire quali genotipi possano essere realmente adatti al nostro territorio. Come Consorzio, crediamo <strong>che la ricerca sui vitigni resistenti sia un investimento strategic</strong>o poiché la sostenibilità non può essere soltanto una dichiarazione di principio ma deve tradursi in capacità di innovare senza perdere il legame con il territorio. Per questo – <strong>aggiunge Nicodemi </strong>– abbiamo costruito una squadra con <strong>partner importanti</strong>, ciascuno con una competenza specifica: dalla scuola all’università del sapere tecnico, dal mondo vivaistico agli enologi, dagli agronomi ai periti agrari. È proprio questa integrazione di competenze che può permetterci di affrontare seriamente una sfida che riguarda l’intera filiera”.</p>
<p>“L’avvio della vendemmia Piwi in Abruzzo rappresenta un risultato importante di un percorso che mette ricerca, innovazione e sostenibilità al servizio della nostra viticoltura – <strong>dichiara Emanuele Imprudente, vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore all’Agricoltura</strong> -. La sperimentazione condotta a Scerni ci consente di acquisire dati e conoscenze preziose su varietà che potrebbero contribuire a rendere il sistema vitivinicolo regionale sempre più resiliente e competitivo, riducendo al contempo la pressione delle principali patologie fungine e l’impiego di trattamenti. È un lavoro che richiede tempo, rigore scientifico e capacità di fare sistema, ma che va nella direzione che, come Regione Abruzzo, riteniamo strategica: sostenere l’innovazione in agricoltura senza perdere il legame con le nostre produzioni e con la specificità dei nostri territori. Continueremo a seguire con attenzione questa sperimentazione – <strong>conclude l’assessore Imprudente</strong> &#8211; e tutti i futuri progetti scientifici sul tema, perché i risultati che emergeranno nei prossimi anni potranno offrire nuove opportunità e strumenti alle nostre imprese vitivinicole”.</p>
<p><strong>Quella dei Piwi è, infatti, solo una delle iniziative del Consorzio nell’ambito di studi di filiera</strong> che, insieme ai vitigni resistenti, vedrà presto l’avvio di altri due filoni di ricerca, uno sulle <strong>Tea</strong> (Tecnologie di evoluzione assistita) che permettono di generare nuovicloni migliorati di varietà già esistenti, autoctone oltre che internazionali, meno suscettibili alle malattie e agli stress biotici e abiotici e l’altro dedicato ai vini autoctoni regionali, con l’obiettivo di mettere a disposizione dei viticoltori maggiori conoscenze e, soprattutto, più possibilità di scelta per le future strategie produttive.</p>
<p>Il progetto del <strong>Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong> coinvolge infatti <strong>l’Istituto “Ridolfi-Zimarino” di Scerni</strong>, i <strong>Vivai Cooperativi Rauscedo</strong>, il <strong>CIVIT – Consorzio Innovazione Vite</strong>, <strong>Assoenologi Abruzzo-Molise</strong>, la <strong>Federazione Regionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali dell’Abruzzo</strong> e il <strong>Collegio Interprovinciale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati di Chieti-L’Aquila</strong>.</p>
<p>La sperimentazione ha un orizzonte complessivo di <strong>almeno 5-6 anni</strong>, con almeno tre microvinificazioni e la costruzione, per ciascun genotipo, di un profilo quantitativo e qualitativo completo. L’obiettivo finale è arrivare a disporre di dati sufficienti per valutare le varietà e, per quelle che dimostreranno di possedere caratteristiche adeguate, procedere con l’eventuale richiesta di <strong>iscrizione nell’Elenco regionale delle varietà di vite autorizzate in Abruzzo</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.vinidabruzzo.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/09/CS_Prima-Vendemmia-Vitigni-Resistenti-PIWI.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Consorzio Valtènesi protagonista degli eventi della Riviera Gardesana</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-valtenesi-protagonista-degli-eventi-della-riviera-gardesana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 07:10:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Turismo DOP. La vendemmia entra nel vivo mentre a settembre il Consorzio Valtènesi porta in scena vino, gastronomia e grandi appuntamenti sul Garda Settembre si apre con un doppio impegno per le aziende della Valtènesi: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Turismo DOP. La vendemmia entra nel vivo mentre a settembre il Consorzio Valtènesi porta in scena vino, gastronomia e grandi appuntamenti sul Garda </em></p>
<p>Settembre si apre con un doppio impegno per le aziende della Valtènesi: da un lato il lavoro tra i filari, dove la vendemmia è ormai entrata nel vivo, dall&#8217;altro un fitto calendario di eventi che porterà i vini della denominazione al centro di alcuni dei principali appuntamenti della Riviera del Garda.</p>
<p>“<em>La vendemmia 2026 in Valtènesi e nell&#8217;area della Riviera del Garda Classico è partita con qualche giorno di anticipo rispetto allo scorso anno. Le prime aziende hanno iniziato la raccolta già intorno al 19 agosto, concentrandosi sulle uve destinate alla produzione dei rosé. Per la maggior parte delle cantine, tuttavia, la raccolta delle uve a bacca nera destinate alle DOC è entrata nel vivo soltanto a partire dal 25 agosto. Le prime impressioni che arrivano dai vigneti sono decisamente positive e ci restituiscono un quadro molto incoraggiante dal punto di vista qualitativo</em>”, commenta <strong>Paolo Pasini, presidente del Consorzio Valtènesi</strong>. “<em>Le uve si presentano sane, equilibrate e con un ottimo grado di maturazione. Nonostante una lieve riduzione delle quantità rispetto alle aspettative iniziali, conseguenza delle alte temperature registrate durante la stagione e di alcuni eventi climatici che hanno interessato il territorio, ci aspettiamo vini capaci di esprimere al meglio l&#8217;identità della Valtènesi. È ancora presto per trarre conclusioni definitive, ma l&#8217;avvio della raccolta lascia intravedere le premesse per un&#8217;annata di grande interesse</em>”.</p>
<p>Mentre nelle cantine si respira già il profumo del mosto, il Consorzio si prepara a un settembre ricco di iniziative dedicate alla valorizzazione del territorio e dei suoi frutti.</p>
<p>Non mancheranno importanti collaborazioni territoriali come la partecipazione alla premiazione della <strong>Centomiglia del Garda, il 6 e 7 settembre</strong> la storica regata che continua a rappresentare uno degli eventi sportivi più iconici del lago e che ancora una volta vedrà il Consorzio affiancare un appuntamento capace di richiamare equipaggi e appassionati da tutta Italia e dall&#8217;estero.</p>
<p>Tra gli appuntamenti in programma spicca l&#8217;evento del <strong>12 settembre i Giardini della Casa del Vino</strong>, che celebrerà i vini della denominazione in uno dei luoghi simbolo della Valtènesi, il chiostro il parco di Villa Galnica. Durante la manifestazione avrà luogo la cerimonia di consegna del <strong>premio &#8220;Sante Bonomo&#8221; al miglior rosso a base Groppello dell&#8217;anno.</strong></p>
<p>Il <strong>13 settembre</strong> il Consorzio sarà inoltre protagonista a <strong>Padernello a Tavola</strong>, iniziativa organizzata al Castello di Padernello in collaborazione con i ristoratori del territorio, dove i vini della Valtènesi, della Riviera del Garda Classico e del San martino della Battaglia accompagneranno un percorso dedicato alle eccellenze gastronomiche locali.</p>
<p>Il <strong>27 settembre</strong> sarà invece la volta di <strong>Salò Golosa</strong>, manifestazione che porterà nel cuore della cittadina gardesana i migliori interpreti del gusto e della produzione agroalimentare, offrendo al pubblico l&#8217;opportunità di scoprire e degustare le etichette della denominazione.</p>
<p>Il calendario culminerà il <strong>4 ottobre con &#8220;Profumi di Mosto&#8221;</strong>, l&#8217;evento diffuso che ogni anno apre le porte delle cantine della Valtènesi e della Riviera del Garda Classico. Una giornata dedicata alla scoperta del territorio nel momento più suggestivo dell&#8217;anno, quando l&#8217;aria profuma di mosto e la vendemmia si avvia alla conclusione, consentendo ai visitatori di vivere un&#8217;esperienza autentica tra vigneti, degustazioni e incontri con i produttori.</p>
<p>Tra i filari che si tingono dei colori dell&#8217;autunno e un calendario ricco di iniziative, la Valtènesi si conferma così protagonista di un settembre che prolunga l&#8217;estate gardesana e invita residenti e turisti a scoprire il volto più autentico della Riviera del Garda Classico. Una stagione fatta di lavoro in vigna, di vini che nascono e di occasioni d&#8217;incontro capaci di raccontare l&#8217;identità di un territorio unico</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovaltenesi.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Valtènesi</strong></a></p>
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		<title>Brunello di Montalcino DOP, vendemmia 2026 dal 7 settembre</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/brunello-di-montalcino-dop-vendemmia-2026-dal-7-settembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 07:38:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio del vino Brunello di Montalcino: “Vigneti in ottima salute, qualità molto elevata e volumi in linea o leggermente inferiori al 2025” Qualità elevata, vigneti in salute e volumi attesi in linea o leggermente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio del vino Brunello di Montalcino: “Vigneti in ottima salute, qualità molto elevata e volumi in linea o leggermente inferiori al 2025”</em></p>
<p class="p1"><strong>Qualità elevata</strong>, <strong>vigneti in salute</strong> e <strong>volumi attesi in linea o leggermente inferiori</strong> rispetto all’anno scorso. Sono queste le prime indicazioni del Consorzio del vino Brunello di Montalcino sulla vendemmia 2026, che, al netto di alcune eccezioni, per la maggior parte delle aziende inizierà lunedì 7 settembre, in anticipo di almeno una settimana rispetto al 2025.</p>
<p class="p1">Ad oggi, secondo la ricognizione sui vigneti campionati su tutto il territorio dal <strong>modello<span class="Apple-converted-space">  </span>Brunello Forma</strong> (il progetto dell’ente consortile che dal 2024 oltre alla valutazione dell’annate monitora l’interazione tra vitigno, clima e vino), le vigne si presentano in uno stato fitosanitario molto positivo.</p>
<p class="p1">Un’annata che ha registrato <strong>temperature elevate</strong> per il Sangiovese di Montalcino, pur disponendo di acqua nelle finestre decisive del proprio ciclo fisiologico. L’invaiatura precoce, registrata già a metà luglio, si è tradotta in un analogo anticipo della maturazione e le uve stanno proseguendo regolarmente il proprio percorso verso la raccolta. La vendemmia nei diversi areali di Montalcino dovrebbe protrarsi per circa tre settimane.</p>
<p class="p2"><em>“Il vigneto di Montalcino si presenta all’appuntamento vendemmiale in ottima salute </em>– commenta il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, <strong>Giacomo Bartolommei</strong><em>. Ci aspettiamo, al netto di possibili fenomeni meteorologici imprevedibili, volumi in linea o leggermente più contenuti a fronte di un livello qualitativo molto elevato. Da vent’anni il Consorzio adotta una politica di riduzione delle rese con l’obiettivo prioritario di preservare l’alto posizionamento della denominazione. Una scelta che, nell’attuale fase di mercato, assume un valore ancora più strategico per salvaguardare la sostenibilità economica delle imprese e per contenere le giacenze”</em>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/2181/vino-cons-brunello-di-montalcino-vendemmia-precoce-al-via-lunedi-7-settembre-attesi-qualita-elevata-e-volumi-in-linea-con-il-2025-bartolommei-pres-consorzio-rese-contenute-da-vent-anni-a-tutela-del-posizionamento-e-nell-attuale-fase-di-mercato-dell-equilibro-della-denominazione" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del vino Brunello di Montalcino</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/brunello-di-montalcino-dop-vendemmia-2026-dal-7-settembre/">Brunello di Montalcino DOP, vendemmia 2026 dal 7 settembre</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo: Quella del 2026? Una vendemmia tutta da scrivere</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-tutela-vini-dabruzzo-quella-del-2026-una-vendemmia-tutta-da-scrivere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 07:43:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una vendemmia ancora tutta da scrivere. È questa la fotografia che il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo consegna alla vigilia delle operazioni di raccolta, in un’annata caratterizzata da condizioni meteorologiche altalenanti e da un’estate segnata da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una vendemmia ancora tutta da scrivere. È questa la fotografia che il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo consegna alla vigilia delle operazioni di raccolta, in un’annata caratterizzata da condizioni meteorologiche altalenanti e da un’estate segnata da temperature elevate, periodi prolungati di siccità ed eventi estremi localizzati.</em></p>
<p>In questo quadro, il Consorzio invita alla massima prudenza nell’elaborazione e nella diffusione di numeri e percentuali relativi alla vendemmia 2026, ricordando come, anche a livello nazionale, Assoenologi, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) e Unione Italiana Vini (Uiv) hanno scelto, per il momento, di non diffondere una previsione vendemmiale complessiva, proprio perché l’andamento meteorologico <strong>non consente ancora una stima sufficientemente attendibile</strong> delle quantità.</p>
<p>“<em>Oggi è prematuro dare numeri sulla vendemmia 2026 – sottolinea il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, Alessandro Nicodemi –. Abbiamo davanti settimane decisive e il clima potrà incidere ancora significativamente sia sulle quantità sia sul profilo qualitativo delle uve. Per questo preferiamo osservare, monitorare e attendere prima di formulare una stima complessiva</em>”.<br />
Le prime operazioni vendemmiali hanno riguardato le varietà più precoci e, in particolare, le uve bianche destinate alla Doc Abruzzo, con il caldo che ha determinato un generale anticipo rispetto alle consuete date di raccolta. Sarà però l’evoluzione delle condizioni meteorologiche delle prossime settimane a determinare il quadro definitivo, soprattutto per il Montepulciano d’Abruzzo, la cui raccolta entrerà nel vivo da settembre.</p>
<p>Dal punto di vista fitosanitario, il quadro che emerge dal monitoraggio del Consorzio è complessivamente buono. Il grande caldo, pur rappresentando una criticità sotto il profilo dello stress idrico e delle condizioni di maturazione, ha in molti casi limitato lo sviluppo delle principali fitopatie, agevolando le operazioni di difesa dei produttori.<br />
Ma questo non significa che il clima non abbia prodotto criticità: gelo tardivo in primavera, grandinate localizzate e soprattutto il prolungato periodo di caldo e siccità hanno avuto conseguenze sui vigneti.</p>
<p>La vendemmia 2026 conferma anche una questione che non può più essere affrontata soltanto in emergenza: la gestione della risorsa idrica. Gli effetti dei cambiamenti climatici impongono una strategia di medio e lungo periodo, capace di trattenere l’acqua nei momenti di maggiore disponibilità per poterla utilizzare nei periodi di necessità.</p>
<p>“<em>Di fronte a estati sempre più caratterizzate da picchi di caldo e da precipitazioni distribuite in maniera irregolare – continua Alessandro Nicodemi – non possiamo limitarci a discutere dell’acqua quando manca. Dobbiamo lavorare sulla capacità del territorio di conservare la risorsa idrica, attraverso una politica seria di manutenzione e potenziamento degli invasi e delle infrastrutture. L’acqua che oggi arriva in modo violento e concentrato deve poter diventare una riserva per l’agricoltura e per le nostre comunità nei mesi più difficili</em>”.</p>
<p>Il Consorzio sottolinea, inoltre, un elemento fondamentale quando si parla di numeri della vendemmia abruzzese: il perimetro delle denominazioni non coincide con l’intera produzione regionale di vino.</p>
<p>Le attività e le stime del Consorzio riguardano, infatti, principalmente le produzioni a denominazione tutelate, che rappresentano circa un terzo della produzione complessiva di vino regionale, mentre i restanti due terzi sono rappresentati da produzioni non a denominazione. Per questo motivo, qualsiasi dato relativo alle produzioni delle denominazioni non può essere automaticamente esteso all’intero comparto vitivinicolo abruzzese.</p>
<p>Accanto alla variabile climatica, inoltre, il settore deve fare i conti con l’equilibrio tra produzione, mercato e giacenze. Proprio per questo, in vista della vendemmia, il Consorzio ha sostenuto misure di contenimento produttivo, attraverso la riduzione delle rese e il bloccaggio amministrativo di una quota della produzione, con l’obiettivo di riequilibrare domanda e offerta e sostenere il valore delle produzioni. “<em>Non dobbiamo inseguire il record di quantità – conclude il presidente Nicodemi – ma costruire valore. La gestione della produzione è uno degli strumenti che abbiamo a disposizione per mantenere l’equilibrio del mercato e difendere la remunerazione dei viticoltori. Allo stesso tempo, dobbiamo continuare a investire sulla qualità, sulla sostenibilità e sulla capacità dei nostri vini di conquistare nuovi consumatori e nuovi mercati</em>”.</p>
<p>La vendemmia 2026 resta una pagina ancora da scrivere. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere l’effetto combinato di caldo, disponibilità idrica e andamento delle maturazioni.<br />
Il <strong>Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong> continuerà a monitorare i vigneti abruzzesi e fornirà una valutazione complessiva quando i dati saranno sufficientemente solidi e rappresentativi.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/08/CS_Vendemmia-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Toscana, vino invenduto: i Consorzi tagliano la vendemmia del 20%</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-invenduto-i-consorzi-tagliano-la-vendemmia-del-20/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 07:18:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le imprese toscane hanno 5,6 milioni di ettolitri stoccati, l’equivalente della raccolta di un anno. Dazi, crisi, gusto dei giovani tra le cause del vino invenduto: male i rossi, si tenta la strada degli spumanti. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-invenduto-i-consorzi-tagliano-la-vendemmia-del-20/">Toscana, vino invenduto: i Consorzi tagliano la vendemmia del 20%</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le imprese toscane hanno 5,6 milioni di ettolitri stoccati, l’equivalente della raccolta di un anno. Dazi, crisi, gusto dei giovani tra le cause del vino invenduto: male i rossi, si tenta la strada degli spumanti. I Consorzi di tutela costretti a tagliare la vendemmia del 20%.</em></p>
<p>È come se un’intera vendemmia fosse in giacenza, quasi 740 milioni di bottiglie. Sono <strong>quasi 5,6 i milioni di ettolitri di vino ‘fermi’ in Toscana a fine giugno 2026</strong>, cifra simile a dodici mesi prima, mentre nel novembre 2019, poco prima del Covid, erano 4,4.</p>
<p>Mentre in alcune zone è già partita la vendemmia, <strong>per alcuni grandi Consorzi della Toscana la quantità di uva raccolta per ogni ettaro viene ridotta di circa il 20%</strong>, come concordato con la Regione Toscana. I numeri sulle bottiglie invendute arrivano da <strong>Cantina Italia</strong>, portale del Ministero dell’Agricoltura.</p>
<p>Il quadro per i rossi toscani, specie tra Pisa e Firenze, non è molto positivo: <strong>tra i vini Dop o Igp italiani in giacenza, la denominazione Toscano o Toscana è terza</strong> (4,3% del totale, circa 1,6 milioni di ettolitri) e il <strong>Chianti è quarto</strong> (3,4% e 1,4 milioni di ettolitri), numeri quasi uguali al 2025 ma in rialzo rispetto al pre-Covid.</p>
<p>Come detto, in vista della vendemmia <strong>la giunta toscana ha approvato le deliberazioni dei Consorzi</strong>, andando verso una <strong>riduzione delle cosiddette ‘rese’</strong> (la quantità di uva raccolta per ettaro di vigneto) <strong>del 20% sia per l’Igt che per le produzioni Doc</strong>.</p>
<p>Per <strong>l’assessore regionale Leonardo Marras</strong>, «programmare è più efficace che rincorrere le emergenze».</p>
<p>«Abbiamo chiesto che per la vendemmia 2026 la resa prevista dal disciplinare venisse abbassata del 20%, lo hanno chiesto anche <strong>Chianti, Chianti classico, Brunello di Montalcino</strong>. Questo è per contenere le disponibilità» sono le parole di <strong>Stefano Campatelli, direttore del Consorzio Vino Toscana</strong>, che da poco ha ottenuto l’’erga omnes’ per la promozione e la tutela della Toscana Igt. «Ci sono situazioni di giacenze al momento, c’è un po’ di difficoltà sul mercato» continua Campatelli, secondo cui quel che non aiuta le esportazioni «è il momento di incertezza nazionale e globale».</p>
<p>L’incertezza si ripercuote anche sui consumatori «sia per l’inflazione sia per l’aumento dei costi che frenano gli acquisti del vino e lo tolgono dal carrello della spesa». C’è anche un <strong>cambio nelle abitudini dei consumi</strong>, i giovani bevono meno vino rosso e il calo porta a far calare prezzi «e con l’abbassamento tante aziende soffrono». Per il Consorzio Vino Toscana è la prima volta che si arriva a questo calo, <strong>spiega il presidente Cesare Cecchi</strong>: «La produzione media rimane sempre minore rispetto al massimale. Più che di invenduto però parlerei di stoccaggio, perché il vino non ha scadenza a breve». La crisi preoccupa ma per Cecchi «sono momenti in cui le aziende riescono a trovare nuove strade» come per esempio gli spumanti.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Repubblica &#8211; Firenze</strong></p>
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		<title>Vino e caldo record, l’annata più precoce del secolo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-e-caldo-record-lannata-piu-precoce-del-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 07:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I vigneti e il caldo record, i rossi già pronti e i bianchi in anticipo: “È l’annata più precoce del secolo”. Una volta la vendemmia cominciava quando lo decideva il parroco. Nulla di spirituale, ovviamente. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I vigneti e il caldo record, i rossi già pronti e i bianchi in anticipo: “È l’annata più precoce del secolo”.</em></p>
<p>Una volta la vendemmia cominciava quando lo decideva il parroco. Nulla di spirituale, ovviamente. Il prete non era un indovino, ma l’unico del paese a possedere un termometro a massima e minima, in grado di conoscere la temperatura del giorno e della notte. In un gabbiotto meteorologico rudimentale aveva anche un barometro e un anemometro, strumenti che lo informavano sulla situazione del clima, del vento e della pressione atmosferica. Annunciava con le campane la raccolta dell’uva e all’ingresso della chiesa, insieme con l’orario delle messe, fissava la data della vendemmia. Altri tempi. <strong>Oggi a decidere l’inizio del raccolto sono l’anticiclone africano e El Niño</strong>, i responsabili più o meno diretti dell’ondata di calore che ha investito l’Italia per tutta l’estate, scompigliando le carte anche tra i filari. Con il risultato che<strong> la vendemmia comincia sempre prima</strong>, accorciando fino a sovrapporre i tempi di maturazione delle differenti uve e costringendo i viticoltori a impegnativi tour de force per districarsi tra bianchi e rossi.</p>
<p><strong>In Sicilia e in Oltrepò Pavese i primi grappoli sono stati raccolti già a fine luglio, con un anticipo di almeno un paio di settimane.</strong></p>
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<p>Subito dopo le basi spumante, intorno a Ferragosto, è iniziata la <strong>vendemmia del Moscato</strong>, la più rilevante dal punto di vista quantitativo in tutto il Piemonte del vino. Circa diecimila ettari che si distendono tra le province di Cuneo, Asti e Alessandria per dar vita all’Asti Spumante e al Moscato d’<strong>Asti DOP</strong>.</p>
<p>«Quest’anno nessun produttore si è potuto permettere il lusso di andare in vacanza ad agosto» osserva il <strong>presidente del Consorzio dell’Asti, Stefano Ricagno</strong>. «Le piogge invernali, il caldo primaverile con conseguente anticipo della fioritura e le varie ondate di temperature roventi sono tutti fattori che hanno determinato un anticipo record per la zona».</p>
<p>Con conseguenze anche paradossali: a metà agosto molte cantine di vinificazione non avevano ancora aperto i battenti e i viticoltori si sono ritrovati con le uve bruciate dal sole in vigna e l’impossibilità di conferirle, con una significativa perdita di peso e una consistente diminuzione del reddito.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
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