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	<title>Vendemmia &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Vendemmia &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Dazi e consumi in calo. Le Langhe tagliano il vino ma salvano il Barolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:33:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani di tutela riduce del 10% le rese di Nebbiolo e Barbera. I viticoltori preoccupati per le quotazioni delle uve sempre più basse Il Consorzio di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani di tutela riduce del 10% le rese di Nebbiolo e Barbera. I viticoltori preoccupati per le quotazioni delle uve sempre più basse</em></p>
<p><strong>Il Consorzio di tutela riduce del 10% le rese di Nebbiolo e Barbera</strong>. I viticoltori preoccupati per le quotazioni delle uve sempre più basse Meno bottiglie di Langhe Nebbiolo e Barbera d&#8217;Alba da vendere sul mercato, stop a nuovi vigneti, promozione più efficace e ricerca di mercati alternativi agli Stati Uniti, gravati dai dazi e dal minore potere di spesa degli americani.</p>
<p><strong>Anche le blasonate Langhe fanno i conti con la crisi globale del vino</strong> e provano a rispondere al rischio sempre più concreto di arrivare alla prossima vendemmia con un eccesso di produzione e le cantine ancora mezze piene.</p>
<p>I produttori aderenti al Consorzio di tutela del Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani hanno <strong>approvato in assemblea una riduzione delle rese di due denominazioni più esposte al pericolo</strong>: il Langhe Nebbiolo Doc e la Barbera d&#8217;Alba Doc.</p>
<p>Per entrambi, è stata<strong> decisa a larghissima maggioranza una riduzione del 10% della resa</strong>, che per quest&#8217;anno scenderà a 90 quintali per ettaro, contro i 100 quintali previsti dal disciplinare. È <strong>ammesso un 20% di esubero, ma solo il 5% potrà essere utilizzato per produrre vino da tavola</strong>, mentre il resto dovrà essere obbligatoriamente destinato ad altri usi come succhi di frutta o distillazione.</p>
<p>«Abbiamo ottenuto quasi l&#8217;unanimità, la compagine sociale si è espressa con una visione chiara e coerente – è il commento del <strong>presidente del Consorzio, Sergio Germano</strong> -. In questo scenario, attuare una riduzione del potenziale produttivo è una misura utile per tenere sotto controllo l&#8217;offerta, senza interventi drastici. Non avrà effetti positivi nell&#8217;immediato, ma è un utile segnale di responsabilità da parte di noi produttori. Inoltre, si inserisce in un programma più ampio di gestione avviato in questi anni e che passa anche attraverso il controllo degli ettari vitati e la promozione».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.lastampa.it/economia/2026/07/02/news/dazi_e_consumi_in_calo_le_langhe_tagliano_il_vino_ma_salvano_il_barolo-15677280/" target="_blank" rel="noopener">La Stampa.it</a></p>
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		<title>Il vino Delle Venezie DOP rafforza le misure a tutela del valore per la vendemmia 2026</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-vino-delle-venezie-dop-rafforza-le-misure-a-tutela-del-valore-per-la-vendemmia-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 07:33:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La programmazione produttiva e gestione equilibrata dell’offerta al centro della strategia del Consorzio DOC Delle Venezie per sostenere qualità, identità e competitività del Pinot Grigio DOC Delle Venezie Prosegue il percorso di valorizzazione e programmazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La programmazione produttiva e gestione equilibrata dell’offerta al centro della strategia del Consorzio DOC Delle Venezie per sostenere qualità, identità e competitività del Pinot Grigio DOC Delle Venezie</em></p>
<p>Prosegue il percorso di valorizzazione e programmazione produttiva del Consorzio DOC Delle Venezie, il più esteso modello di integrazione interregionale del vino italiano che riunisce la filiera del Pinot Grigio di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento. Nell’ambito della strategia di governo dell’offerta approvata nel corso dell’Assemblea dei Soci che si è tenuta nei giorni scorsi, <strong>il Consorzio ha quindi definito le misure da applicare alla vendemmia 2026</strong>, orientate a rafforzare equilibrio, qualità e valore del Pinot Grigio DOC Delle Venezie.</p>
<p>Nel dettaglio, per la campagna produttiva 2026 è stata deliberata una <strong>riduzione della resa massima di uva, fissata a 160 quintali/ettaro, di cui 30 quintali destinati a stoccaggio amministrativo</strong>.</p>
<p>La misura si inserisce nel percorso di gestione programmata del potenziale produttivo della denominazione, uno strumento che negli anni ha consentito alla DOC Delle Venezie di accompagnare in maniera efficace l’evoluzione del comparto, consolidando il valore ed il posizionamento del Pinot Grigio DOC nei mercati internazionali.</p>
<p>Attraverso la modulazione delle rese e il ricorso allo stoccaggio amministrativo, il Consorzio conferma un approccio orientato alla stabilità del sistema Pinot Grigio del Nordest e alla valorizzazione, con l’obiettivo di lavorare sulla qualità preservando identità, competitività e prospettive di sviluppo future.</p>
<p><em>“Le misure approvate dall’Assemblea dei Soci</em> – commenta il <strong>Presidente del Consorzio DOC Delle Venezie Luca Rigotti</strong> – <em>confermano l’impegno e la capacità del nostro Consorzio di operare con visione condivisa e senso di responsabilità. La programmazione dell’offerta rappresenta oggi uno strumento fondamentale per accompagnare la crescita del Pinot Grigio DOC Delle Venezie, rafforzandone valore, riconoscibilità, stabilità di mercato e posizionamento nel tempo”.</em></p>
<p>Nelle prossime settimane sarà definita inoltre la <strong>data limite di riclassificazione orizzontale</strong> che, anche per la campagna vitivinicola 2026/2027, consentirà di regolamentare le riclassificazioni dei volumi di Pinot Grigio in ingresso, provenienti cioè da altre DOC territoriali con tipologia varietale Pinot Grigio, con l’obiettivo di monitorare in maniera più efficace i volumi e le giacenze e poter quindi promuovere una sempre migliore programmazione delle misure di gestione in relazione alle disponibilità.</p>
<p>Con circa 27 mila ettari vitati distribuiti nel Triveneto, la DOC Delle Venezie rappresenta oggi uno dei principali modelli di coordinamento e visione del vino italiano, espressione di una filiera ampia e integrata capace di coniugare qualità, coesione territoriale e competitività.</p>
<p>Fonte: <a href="https://4j0gt.r.sp1-brevo.net/mk/mr/sh/1t6AVsd2XFnIGLpGcnBz0NDmJf83JS/Ahar4WOqxHW0" target="_blank" rel="noopener"><strong><span dir="auto">Consorzio DOC delle Venezie</span></strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/17.-CS-DOC-delle-Venezie_Misure-di-gestione-stagione-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Lugana DOP: concluso House of Mediterraneo, un’esperienza dinamica tra vino, cucina e contemporaneità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lugana-dop-concluso-house-of-mediterraneo-unesperienza-dinamica-tra-vino-cucina-e-contemporaneita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 08:51:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consorzio Tutela Lugana Doc: con House of Mediterraneo la tradizione che guarda avanti, un’esperienza dinamica tra vino, cucina e contemporaneità Si è svolto il 27 gennaio da House of Mediterraneo l’evento ideato dal Consorzio Tutela [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Consorzio Tutela Lugana Doc: con House of Mediterraneo la tradizione che guarda avanti, un’esperienza dinamica tra vino, cucina e contemporaneità</em></p>
<p>Si è svolto il 27 gennaio da<strong> House of Mediterraneo</strong> l’evento ideato dal <strong>Consorzio Tutela Lugana DOC</strong> in collaborazione con <strong>Tuorlo Magazine</strong>: un progetto esperienziale che ha messo in dialogo vino e cucina attraverso una cena d’autore firmata da due chef d’eccezione.</p>
<p>Protagonisti dell’iniziativa <strong>Vladimiro Poma</strong>, chef alla guida di <em>Silvano, Vini e Cibi</em> nel quartiere NoLo di Milano, e <strong>Tommaso Zoboli</strong>, giovane talento modenese, Miglior Chef Under 30 d’Italia 2021 e oggi alla guida del ristorante <em>Patrizia</em> a Modena. Due percorsi diversi ma complementari, accomunati da una cucina identitaria, sincera e profondamente legata alla materia prima.</p>
<p>La serata ha raccontato il <strong>Lugana</strong> non solo come Denominazione storica, ma come <strong>espressione viva, contemporanea e in continua evoluzione</strong>: un vino profondamente radicato nella propria origine, ma capace di esprimersi con un linguaggio attuale e di accompagnare piatti che mettono in relazione tradizione e nuove letture gastronomiche.</p>
<p><em>“La partnership tra il Consorzio e Tuorlo Magazine si inserisce in un obiettivo più ampio”,</em> dichiara <strong>Edoardo Peduto, Direttore del Consorzio Tutela Lugana DOC</strong>: <em>“Creare nuove sinergie culturali, attraverso linguaggi contemporanei, in linea con quanto stiamo già facendo in altri ambiti, oltre al vino, come moda, design e lifestyle, <strong>valorizzando il Lugana</strong> come vino ad alto potenziale gastronomico, versatile, attuale, capace di dialogare con cucine e sensibilità diverse”.</em></p>
<p>La serata è stata guidata da Andrea Amadei, che ha saputo tenere insieme contenuti, ritmo e partecipazione, trasformando la masterclass e la cena in un racconto continuo e condiviso. Il percorso gastronomico si è sviluppato come un racconto a più voci, in cui ogni piatto ha rappresentato un capitolo di una narrazione fatta di memoria e nuove sensibilità: <strong>Crème caramel di lasagna, cappero e limone</strong>, <strong>Lasagna con coniglio alla ligure, senape e olive taggiasche</strong>, <strong>Ribollita toscana, Indivia belga con mandarino, alici e spezie “Spagyria”</strong>, <strong>Zuppa inglese non inglese.</strong></p>
<p>Ricette della tradizione e riletture contemporanee hanno dialogato con il Lugana in modo sorprendente e non convenzionale, esaltandone freschezza, struttura e capacità di accompagnare piatti complessi e stratificati.</p>
<p>In abbinamento al menu sono stati proposti Lugana di diverse aziende e stili, dal Lugana d’annata alla Riserva e la Vendemmia Tardiva, a testimonianza della ricchezza espressiva della Denominazione: <strong>Lugana Doc Brut Metodo Classico 2020 “Primessenza” – Montonale; Lugana Doc 2024 – Ottella; Lugana DOC 2024 – Tenuta Frontelago;  Lugana DOC 2024 “Demesse Vecchie – Famiglia Olivini; Lugana DOC 2024 “Lac” – Cavalchina; Lugana DOC Superiore 2023 “Molin” – Cà Maiol; Lugana DOC Riserva 2022 “Luna del Lago” – Fratelli Zenegaglia; Lugana DOC Vendemmia Tardiva 2021 “Filo di Arianna” – Tenuta Roveglia.</strong></p>
<p>Un percorso che ha messo in luce la versatilità del Lugana e la sua naturale vocazione all’abbinamento gastronomico</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.consorziolugana.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Tutela Lugana Doc</a> </strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/02/2.-CONSORZIO-LUGANA_PARTNERSHIP-CON-TUORLO.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Il Consorzio Vini Valtellina preannuncia un’annata positiva per la vendemmia 2025</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-vini-valtellina-preannuncia-unannata-positiva-per-la-vendemmia-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 08:07:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buone le premesse con uve di qualità e condizioni climatiche favorevoli. La vendemmia 2025 in Valtellina si preannuncia ottima Si è conclusa da qualche settimana quella che sembra prospettarsi una raccolta promettente: uva molto buona [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Buone le premesse con uve di qualità e condizioni climatiche favorevoli. La vendemmia 2025 in Valtellina si preannuncia ottima</em></p>
<p><strong>Si è conclusa da qualche settimana quella che sembra prospettarsi una raccolta promettente</strong>: uva molto buona con equilibrio in termini di zuccheri, acidità e struttura tannica.</p>
<p><strong>L’andamento climatico ha favorito un risveglio vegetativo della vite tipico di queste zone</strong> nonostante alcune nevicate tardive in quota e condizioni di pioggia e freddo che hanno interessato i nuovi germogli. Con il mese di giugno, si sono registrate temperature insolite per il periodo e un andamento del meteo piuttosto irregolare e altalenante. Successivamente, a luglio, il clima è stato più freddo e piovoso per poi proseguire ad agosto con condizioni nella media stagionale e precipitazioni contenute.</p>
<p><strong>L’invaiatura di quest’anno ha avuto un inizio particolarmente precoce</strong> e, di conseguenza, l’inizio di raccolta non è andata oltre la metà di settembre: i grappoli destinati allo Sforzato di Valtellina Docg hanno presentato livelli di zucchero ideali e un corredo polifenolico di eccellente qualità. Per il Rosso di Valtellina DOC e il Valtellina Superiore Docg si è partiti a fine settembre con i vigneti situati alle quote altimetriche più basse, con una sospensione negli ultimi giorni del mese a causa di precipitazioni piovose, salvo poi terminare a ottobre con giornate calde e soleggiate e notti fredde, e con un marcato contrasto termico che ha contribuito in modo decisivo a regalare un prodotto di buona qualità.</p>
<p><strong><em>Andrea Gandossini, Direttore del Consorzio</em></strong>, dichiara: “Il meteo di quest’anno ha sicuramente contribuito in modo positivo a portare in cantina un’uva di qualità. Qui in Valtellina la vendemmia è interamente manuale: ciò permette un’accurata selezione dei grappoli e valorizza al meglio il prodotto delle nostre denominazioni. Quest’anno la resa per ettaro è stata inferiore del 15% rispetto alle medie degli scorsi anni”.</p>
<p>Prosegue: “Dai primi assaggi, si preannuncia un’annata promettente: un Nebbiolo dal rosso intenso, tannini vibranti e una nota acida ben presente fondamentale ad ammorbidire i toni appena terminata la malolattica. Grazie a questa maturazione ‘estrema, frutto di un clima altrettanto ‘estremo’, per questo 2025 si avranno prodotti con tenori alcolici medi di circa 13 gradi, acidità naturali fresche e acide” conclude “per lo Sforzato, si può affermare che ci troviamo di fronte a una delle annate migliori degli ultimi anni con un appassimento che si sta svolgendo in condizioni ideali grazie ai venti freddi e secchi delle Alpi”.</p>
<p>Commenta e conclude il <strong><em>Presidente Mamete Prevostini</em></strong>: “Nonostante la complessità di questa vendemmia, grazie alla forza del terroir e la dedizione dei produttori, la Valtellina è riuscita a confermare ancora una volta la sua straordinaria identità vitivinicola, riuscendo a trasformare una stagione difficile in un’opportunità per valorizzare al meglio le caratteristiche uniche di questa area di montagna”.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.vinidivaltellina.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/11/CS-Valtellina_vendemmia-2025_181125_def.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<item>
		<title>Vini Alto Adige: vendemmia ultimata, presupposti per una buona annata</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vini-alto-adige-vendemmia-ultimata-presupposti-per-una-buona-annata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 07:28:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli ultimi grappoli devono ancora essere vendemmiati, ma già si riconosce che, nonostante l’estrema instabilità meteorologica dell’estate, l‘annata 2025 sembra essere buona – con rossi succosi e bianchi più leggeri rispetto agli ultimi anni. Dando [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vini-alto-adige-vendemmia-ultimata-presupposti-per-una-buona-annata/">Vini Alto Adige: vendemmia ultimata, presupposti per una buona annata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gli ultimi grappoli devono ancora essere vendemmiati, ma già si riconosce che, nonostante l’estrema instabilità meteorologica dell’estate, l‘annata 2025 sembra essere buona – con rossi succosi e bianchi più leggeri rispetto agli ultimi anni.</em></p>
<p>Dando uno sguardo all’annata del 2025 nei vigneti, gli esperti sono concordi: è stato un anno caratterizzato da un’estrema instabilità meteorologica, soprattutto durante l’estate. Per contro, l’inverno è stato mite, comportando una fioritura abbondante e precoce: “Sembrava che le viti volessero compensare gli esigui raccolti dell’anno precedente”, ricorda Lukas Ploner, enologo dell’Abbazia di Novacella. “Tuttavia, già nel periodo della fioritura, le viti hanno regolato la quantità di produzione in gran parte da sole.”</p>
<p>A un giugno caldo, in alcuni luoghi persino torrido, ha fatto seguito un luglio piovoso ed estremamente freddo che si è ritrasformato in un agosto dalle temperature a tratti particolarmente elevate. Proprio queste bizze meteorologiche hanno messo a dura prova i viticoltori di tutta la regione: “Le viti sono come noi esseri umani: se hanno il tempo di abituarsi al calore, allora lo sopportano bene, ma quando il gran caldo scoppia dopo giornate fredde, allora le sottopone a stress termico“, spiega Matthias Bernhart di Ansitz Mairhof a Parcines.</p>
<h4>Vendemmia precoce e rapida</h4>
<p>Le elevate temperature di agosto hanno fatto progredire rapidamente la maturazione. “Quest’anno la vendemmia è arrivata prima del previsto“, spiega Jakob Gasser, enologo della Cantina Produttori San Michele Appiano. Lì la vendemmia è iniziata con circa due settimane d’anticipo rispetto all’anno scorso. Circa dieci giorni prima è iniziata anche la vendemmia dei primi grappoli di Müller-Thurgau in Valle Isarco, mentre la Schiava in Val Venosta ha precorso i tempi dell’anno passato di addirittura tre settimane. “Questa è una delle vendemmie più precoci che io ricordi“ afferma Matthias Bernhart, anche presidente dell’Associazione Viticoltori Val Venosta.</p>
<p>In tutte le zone di coltivazione, la vendemmia non è solo arrivata in anticipo rispetto all’anno scorso, ma è anche stata – come sottolineato da Lukas Ploner – “breve e intensa”. È stato necessario, infatti, sfruttare le finestre di bel tempo, motivo per cui i viticoltori hanno dovuto dimostrare grande impegno e flessibilità. “Era fondamentale raccogliere la varietà giusta nella zona giusta al momento giusto“, spiega Jakob Gasser, che sottolinea come la vendemmia di quest’anno sia stata anche una delle più rapide nella storia della Cantina Produttori San Michele Appiano.</p>
<p>Matthias Bernhart precisa, inoltre, quanto la vendemmia sia stata laboriosa anche dal punto di vista tecnico. &#8220;La volubilità meteorologica e le precipitazioni durante la vendemmia hanno reso necessario accelerare i tempi di raccolta e prestare grande attenzione ad eventuale marciume.&#8221;</p>
<h4>Vendemmia precisa, resa ottimale</h4>
<p>Poiché la vendemmia in Alto Adige viene eseguita esclusivamente a mano, la sfida imposta dal meteo è stata superata grazie a un lavoro preciso nei vigneti che ha dato una resa molto buona, seppur con qualche differenza da luogo a luogo. &#8220;Quest&#8217;anno le uve provenienti dalle zone migliori sono state nettamente superiori dal punto di vista qualitativo, rispetto a quelle provenienti da zone meno idonee&#8221;, dice Jakob Gasser.</p>
<p>Matthias Bernhart si dimostra completamente soddisfatto dei suoi vigneti: &#8220;La qualità dell&#8217;uva è molto buona, i livelli di zucchero un po&#8217; più bassi rispetto all&#8217;anno scorso. Questo basso valore non costituisce affatto un problema quando il grado di maturazione dell&#8217;uva è giusto, anzi, al contrario: uno 0,5 o un 1 percento in volume di alcol in meno fa bene ai nostri vini.&#8221; Dal punto di vista quantitativo, si è abbondantemente nella media in tutta la regione. Solo nell&#8217;Oltradige e nella Bassa Atesina le quantità sono state leggermente inferiori alle aspettative, a causa di grappoli spargoli.</p>
<p><strong>Rossi succosi (e talvolta grandi) </strong></p>
<p>Dopo una vendemmia rapida e difficile, i produttori altoatesini iniziano ora il lavoro in cantina. Naturalmente è ancora troppo presto per prevedere nel dettaglio come sarà l&#8217;annata 2025, ma i primi giorni in cantina hanno già fornito alcuni indizi. &#8220;È ancora difficile dire come si svilupperanno i singoli vitigni, ma sono fiducioso che anche quest&#8217;anno porteremo buone qualità in bottiglia&#8221;, afferma Lukas Ploner dell&#8217;Abbazia di Novacella.</p>
<p>Jakob Gasser della Cantina Produttori San Michele Appiano osa una previsione più dettagliata. Per il Pinot Nero profetizza vini freschi e succosi. E non solo: &#8220;Quest&#8217;anno i vigneti meglio esposti possono produrre anche grandi vini.&#8221; Anche il Merlot di quest&#8217;anno è succoso, mentre la Schiava e il Lagrein del 2025 promettono bene, continua Gasser &#8211; un giudizio condiviso da Matthias Bernhart di Ansitz Mairhof a Parcines: &#8220;Per la Schiava mi aspetto una bella annata, probabilmente la migliore degli ultimi quattro o cinque anni&#8221;, dice Bernhart.</p>
<h4>Vini bianchi eccezionalmente leggeri e fruttati</h4>
<p>Soprattutto per quanto riguarda le varietà bianche, gli esperti sottolineano che quest&#8217;anno i livelli di zucchero sono inferiori rispetto agli ultimi anni. Questo fa sì che i vini bianchi si distinguano per una minore quantità di alcol e un po&#8217; più di acidità. Per l&#8217;annata 2025 sono, quindi, attesi bianchi altoatesini leggeri, freschi e fruttati che sposano pienamente le tendenze a livello globale.</p>
<p>Guardando le singole varietà, il Pinot Bianco si distingue leggermente dagli altri bianchi. Quest&#8217;anno è maturato particolarmente presto e anche i valori dello zucchero sono leggermente superiori a quelli delle altre varietà. Ci si aspetta, tuttavia, vini freschi dall&#8217;acidità croccante. Anche il Riesling è arrivato in cantina molto prima, per questo ha un basso contenuto di zuccheri. &#8220;Mi aspetto vini con circa il 12% di alcol e un buon sapore fruttato&#8221;, afferma Matthias Bernhart.</p>
<p>In conclusione, il Pinot Grigio e il Sauvignon sono arrivati in cantina con un grado di maturazione perfetto: &#8220;Dovrebbero essere molto buoni&#8221;, afferma Jakob Gasser, il cui giudizio sullo Chardonnay dell&#8217;Alto Adige 2025 è ancora più entusiasta: &#8220;Nelle zone meglio esposte, in cui si è potuto attendere il punto ideale di maturazione, le uve mostrano tutti i presupposti per grandi vini&#8221;, afferma Gasser.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.vinialtoadige.com/it/home/1-0.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vini Alto Adige</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/10/CS-Vendemmia-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Area Lambrusco: anticipo record e -17% di uve,  qualità eccellente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 07:24:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per i vini Lambrusco di Modena e Reggio Emilia la vendemmia è conclusa. In una campagna segnata da un anticipo di quasi due settimane sulla raccolta, la qualità delle uve appare ottima ma i volumi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per i vini Lambrusco di Modena e Reggio Emilia la vendemmia è conclusa. In una campagna segnata da un anticipo di quasi due settimane sulla raccolta, la qualità delle uve appare ottima ma i volumi raccolti sono inferiori.</em></p>
<p>È stata un’annata precoce quella del <strong>Lambrusco</strong>. Tra Modena e Reggio Emilia, si è cominciato a vendemmiare con un anticipo di circa due settimane rispetto alla media. Ed è così che, nella prima parte di ottobre, la raccolta può dirsi conclusa ed è già possibile trarre le prime conclusioni.<u></u><u></u></p>
<p>“<em>L’andamento climatico particolare dei primi mesi dell’anno ha determinato una maturazione precoce delle uve</em>” commenta <strong>Claudio Biondi, Presidente del<a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/430592/" target="_blank" rel="noopener"> Consorzio Tutela</a> Lambrusco</strong>. “<em>Inoltre, le forti escursioni termiche registrate sia nel periodo primaverile che nelle settimane precedenti la vendemmia hanno portato ad una forte concentrazione degli aromi, che risultano quest’anno particolarmente spiccati con uve di qualità ottima. A livello di quantitativi, registriamo un calo medio di circa il 12%, con percentuali diverse a seconda della specifica varietà. Per varietà come il Lambrusco Grasparossa e il Lambrusco di Sorbara la contrazione dei volumi è decisamente più marcata”.</em> <u></u><u></u></p>
<p>I <strong>motivi</strong> del <strong>calo produttivo</strong> nelle province di Modena e Reggio Emilia, pari a -17% per le uve nel loro complesso e a -12% per le uve Lambrusco, sono principalmente riconducibili a due fattori. Da un lato la minore allegagione dovuta alla piovosità registrata nei mesi primaverili, dall’altro i picchi di temperatura dei mesi estivi che hanno portato a grappoli dal peso medio inferiore rispetto agli anni precedenti, specialmente nelle aree con difficoltà di irrigazione.</p>
<p>Fonte: <a href="https://lambrusco.net/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Lambrusco</strong></a></p>
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		<title>Previsioni positive per vendemmia Conegliano Valdobbiadene-Prosecco DOP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 08:05:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Soddisfazione tra le colline di Conegliano e Valdobbiadene. L’annata è promettente, la capacità di gestione del vigneto e dei tempi vendemmiali è stata determinante, ora il lavoro passa in cantina La Denominazione Conegliano Valdobbiadene-Prosecco DOP [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Soddisfazione tra le colline di Conegliano e Valdobbiadene. L’annata è promettente, la capacità di gestione del vigneto e dei tempi vendemmiali è stata determinante, ora il lavoro passa in cantina</em></p>
<p>La Denominazione <strong>Conegliano Valdobbiadene-Prosecco DOP</strong> prevede un risultato positivo dalla vendemmia 2025, un&#8217;annata che ha messo alla prova la capacità di adattamento e la flessibilità non solo dei viticoltori, ma anche della vite stessa. Una annata  che si preannuncia con un profilo qualitativo interessante, mantenendo la diversa espressività delle Rive. Le condizioni climatiche, caratterizzate da un andamento non lineare, ma fortunatamento non estremo hanno comunque richiesto un&#8217;attenta gestione del vigneto, premiando le scelte tempestive e l&#8217;esperienza dei produttori. A livello quantitativo la produzione complessiva è tornata ai livelli pre-2022, segnando un ritorno alla normalità dopo annate più parche.</p>
<p>L&#8217;annata 2025 ha avuto un avvio promettente. Da aprile a fine maggio, il lavoro in vigneto è proceduto in modo regolare seppur caratterizzato da  precipitazioni leggermente superiori alla media storica. E’ seguito il mese di giugno  caldo con poca acqua, ma senza  stress idrici o termici per le viti. <strong>Queste condizioni hanno favorito un buon sviluppo vegetativo</strong>. La <strong>fase di invaiatura</strong> ha preso l’avvio a fine luglio con temperature più fresche, un fattore cruciale che ha contribuito positivamente sin da subito alla sintesi degli aromi e in particolar modo  dei terpeni. La successiva ondata di calore a Ferragosto, seguita da piogge significative il 21 agosto, ha impattato sullla maturazione precoce, rallentandola. La maturazione è proseguita, ma su un tono più basso e ciò ha indotto i  viticoltori ad agire con prontezza, spesso optando per una minore concentrazione del grado zuccherino potenziale per preservare l&#8217;equilibrio complessivo delle uve.</p>
<p>&#8220;<em>La vendemmia 2025 è stata un ulteriore banco di prova per i nostri viticoltori</em>,&#8221; <strong>ha commentato Diego Tomasi Direttore del <a href="https://www.prosecco.it" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di Tutela</a></strong>, &#8220;<em>in vigneto si sono dovute mettere in gioco l’esperienza, la conoscenza e la sensibilità per scegliere il momento corretto della vendemmia. Quando le annate riservano sorprese climatiche di questo genere, e ormai questa è la realtà, la competenza del viticoltore fa la differenza.  Ad oggi siamo soddisfatti di aver portato in cantina partite di uve molto buone e in pochi casi nella norma, a testimonianza della complessità di questa stagione e della prontezza dei viticoltori nell’affrontare l’imprevisto climatico</em>.&#8221;</p>
<p>La varietà Glera, vitigno che caratterizza la denominazione, si conferma anche quest&#8217;anno con un inferiore tenore zuccherino, <strong>il che si tradurrà in vini con livelli alcolici contenuti</strong>, in linea con la tradizione, ma anche con i trend di consumo più recenti, e <strong>con la freschezza e l’eleganza tipica del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOP</strong>.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco</strong></p>
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		<title>Vendemmia 2025, Montecucco DOP: annata da ricordare per qualità delle uve</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 07:29:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si avvia alla conclusione una vendemmia 2025 che, nell’areale del Montecucco DOC e DOCG, verrà ricordata per la sanità e la qualità eccellente delle uve. Contestualmente, si osserva una riduzione media dei volumi compresa tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si avvia alla conclusione una vendemmia 2025 che, nell’areale del Montecucco DOC e DOCG, verrà ricordata per la sanità e la qualità eccellente delle uve. Contestualmente, si osserva una riduzione media dei volumi compresa tra il 20 e il 30%, dato variabile a seconda del comune di produzione – Cinigiano, Seggiano, Castel del Piano, Civitella Paganico, Arcidosso, Roccalbegna e Campagnatico –, tutti nella provincia di Grosseto. Un territorio che oggi conta una superficie vitata di 500 ettari rivendicati Montecucco (con un potenziale di 800 ettari) e volumi che superano il milione di bottiglie/anno.</em></p>
<p><em> </em><em>“Quest’anno abbiamo avuto un andamento climatico più regolare rispetto alle ultime tre vendemmie, con un’estate meno estrema e, in particolare, un luglio e un agosto che possiamo definire ‘mediterranei’; inoltre, abbiamo avuto piogge che sono arrivate nei momenti giusti, senza eccessi né eventi dannosi. Tutto questo ci ha permesso di portare in cantina uve sanissime, con acini piccoli e buccia ricca di estratti polifenolici, perfetti per ottenere vini longevi e di struttura”,</em> spiega <strong>Giovan Battista Basile</strong>, presidente del <strong>Consorzio di Tutela</strong>, la cui tenuta si trova nel cuore della denominazione, a Cinigiano.</p>
<p><em>“In particolare, per quanto riguarda la mia azienda, abbiamo iniziato la raccolta l’8 settembre con il Merlot, poi il Vermentino, quindi il Sangiovese in due fasi, per aspettare il giusto punto di maturazione. In molti, come me, hanno chiuso la vendemmia intorno al 20 settembre, giusto prima delle precipitazioni di fine mese. È un’annata eccellente: clima equilibrato, nessun problema fitosanitario, uve belle e sanissime, con buone acidità e un grande potenziale per l’affinamento”</em>, chiude Basile.</p>
<p>La stagione è stata caratterizzata da un inverno non rigido ma nemmeno anomalo, senza gelate primaverili e con una piovosità regolare, che ha permesso alle viti di iniziare il ciclo vegetativo senza stress. Anche i mesi estivi hanno mostrato un clima favorevole: due ondate di calore, sì, ma non eccessive e mai troppo prolungate. A luglio e agosto si sono registrate temperature elevate, ma più contenute rispetto agli ultimi tre anni, mentre settembre ha regalato giornate calde e secche, ideali per la raccolta.</p>
<p>La vendemmia ha avuto un anticipo di circa 10/12 giorni su tutto il territorio, condizione diventata ormai normale per effetto del cambiamento climatico. Già dalla prima settimana di settembre sono iniziate le raccolte dei bianchi e delle varietà precoci; al 30 settembre, la stragrande maggioranza delle aziende ha già concluso la raccolta, restano solo pochi ettari con uve tardive – o per scelte stilistiche specifiche di singoli viticoltori – ancora da raccogliere.</p>
<p><strong>Giuliano Guerrini</strong>, storico agronomo di ColleMassari a <strong>Poggi del Sasso</strong> (Cinigiano), riassume così la stagione: <em>“La parola chiave della stagione appena conclusa è <strong>regolarità</strong>. Qualità da buona a ottima e, da un primo giro di assaggi da botte, confermo un 80% di eccellenza e un 20% da buono a eccellente: un risultato fantastico. I grappoli erano più piccoli</em> – continua l’agronomo – <em>e proprio questo comporta un rapporto buccia-succo più elevato, ideale per i rossi da invecchiamento. È stata un’annata che si ricorderà”.</em></p>
<p>A confermare il trend anche i produttori delle zone più alte, come <strong>Montenero</strong> e <strong>Seggiano</strong>, che parlano di uve bellissime e di una vendemmia “quasi da manuale”. Nonostante la vendemmia anticipata rispetto alle annate del passato, la maturazione è stata equilibrata, con acini ricchi di antociani e tannini maturi, PH bassi e quindi ottime acidità. Come nel resto della Do, si è registrato un <strong>calo della resa</strong> rispetto alle previsioni di metà estate, dovuto al minor peso specifico dei grappoli. Un dato che ha sorpreso, ma che ha portato <strong>evidenti benefici in termini di qualità.</strong></p>
<p>Nell’area di <strong>Campagnatico</strong> si è osservata qualche difficoltà in più – soprattutto nei vigneti biologici – a causa di qualche episodio di peronospora primaverile, allarme subito rientrato, e in alcuni casi i cali sono stati un po’ più consistenti. Tuttavia, le uve portate in cantina hanno mostrato <strong>grande concentrazione</strong> e <strong>ottimo stato sanitario</strong>.</p>
<p>Situazioni simili anche nella parte meno elevata della denominazione, a <strong>Civitella Paganico</strong> e <strong>Roccalbegna</strong>, dove le piogge primaverili sono state gestite bene e il decorso estivo ha favorito una maturazione equilibrata. Il <strong>Sangiovese</strong> si è mostrato in alcune zone leggermente più sofferente, ma comunque in grado di raggiungere <strong>ottimi livelli di maturazione fenolica</strong>, specialmente dove si è potuto vendemmiare prima delle piogge di fine mese.</p>
<p><strong>Un’annata che lascia intravedere vini di grande freschezza, strutturati per quanto riguarda il Sangiovese e i rossi in generali, e capaci di affrontare lunghi affinamenti.</strong> La sanità impeccabile delle uve, l’equilibrio climatico dell’annata e il buon bilanciamento tra acidità, contenuto polifenolico e grado zuccherino fanno prevedere una produzione 2025 di altissimo livello qualitativo. Nonostante i cali in termini di quantità, il millesimo si preannuncia tra i più interessanti degli ultimi dieci anni, confermando la vocazione del Montecucco per vini di carattere e longevi.</p>
<p>Fonte:<strong> Consorzio Tutela Vini Montecucco</strong></p>
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		<title>Vendemmia, Morellino di Scansano DOP: qualità alta, rese minori e mercato da consolidare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 07:32:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente del Consorzio Morellino di Scansano Calamai: evitiamo allarmismi e confidiamo in una stabilizzazione del comparto È tempo di vendemmia per il Sangiovese della costa toscana. Dopo una stagione caratterizzata da buone condizioni climatiche, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Presidente del Consorzio Morellino di Scansano Calamai: evitiamo allarmismi e confidiamo in una stabilizzazione del comparto</em></p>
<p>È tempo di vendemmia per il Sangiovese della costa toscana. Dopo una stagione caratterizzata da buone condizioni climatiche, il <strong>Consorzio Morellino di Scansano</strong> conferma che le prime operazioni di raccolta sono in linea con quanto osservato in vigna nelle scorse settimane: <strong>uve sane, maturazioni regolari ed equilibrio tra zuccheri e componenti fenoliche,</strong> elementi che lasciano prevedere vini di ottima qualità, mentre per quanto riguarda le quantità si stima una <strong>riduzione rispetto alla vendemmia dello scorso anno.</strong> <u></u><u></u></p>
<p>“<em><b>La vendemmia 2025 è caratterizzata da ottimo livello qualitativo e da una riduzione delle rese</b></em><em>, due buone notizie tenendo conto della preoccupazione suscitata dal calo dei consumi sia sul mercato interno che quelli internazionali </em>– spiega Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Morellino di Scansano – <em>È opportuno essere prudenti, tuttavia a volte vedo un eccessivo allarmismo: sono dinamiche congiunturali, già vissute in passato e auspichiamo che possa risolversi anche questo momento particolarmente complesso, nel quale la situazione economica è condizionata anche da fattori di carattere internazionale. Guardiamo con fiducia al futuro e <b>confidiamo in una stabilizzazione del comparto dopo lo shock determinato dai dazi sulle esportazioni negli Stati Uniti</b>, che rappresenterebbe un importante segnale di ripresa. Nel frattempo continuiamo a lavorare per sfruttare le opportunità di apertura di nuovi mercati esteri</em>.” <u></u><u></u></p>
<p>Il Consorzio continuerà a promuovere il Morellino sui <strong>mercati nazionali e internazionali</strong>, valorizzando territorio e sostenibilità. L’obiettivo è consolidare la presenza in nuovi mercati, cogliere eventuali opportunità commerciali e rafforzare la fiducia dei consumatori, confermando la <strong>solidità della denominazione</strong> e affrontando con pragmatismo le <strong>sfide di mercato.</strong><u></u><u></u></p>
<p>“<em>Come Consorzio, in sintonia con le altre denominazioni italiane, riteniamo sarebbe necessario avviare una<b> campagna di informazione incisiva e basata su dati scientifici, che promuova un consumo responsabile ed equilibrato</b> e al tempo stesso <b>contrasti la deriva proibizionista che negli ultimi anni si sta diffondendo contro gli alcolici e in particolare contro il vino</b>. Si tratterebbe di un progetto di comunicazione che non parli solo agli appassionati, ma che si rivolga in modo <b>mirato anche alle nuove generazioni</b>, utilizzando un linguaggio più semplice, immediato e vicino alla loro sensibilità. È fondamentale che i giovani comprendano il <b>valore culturale e sociale che il vino rappresenta</b>: non soltanto un prodotto, ma un elemento che accompagna da millenni la nostra storia, le nostre tradizioni e l’identità delle comunità locali</em>.” conclude Guicciardini.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziomorellino.it/it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Morellino di Scansano</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Vendemmia, Primitivo di Manduria DOP: qualità al top ma il mercato resta fragile</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vendemmia-primitivo-di-manduria-dop-qualita-al-top-ma-il-mercato-resta-fragile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 08:06:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Analisi del fine vendemmia per  Novella Pastorelli, Presidente del Consorzio di Tutela Primitivo di Manduria DOP: “risultati promettenti, uve sane e di qualità eccellente, preoccupano i mercati e le giacenze in aumento&#8221; La vendemmia 2025 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vendemmia-primitivo-di-manduria-dop-qualita-al-top-ma-il-mercato-resta-fragile/">Vendemmia, Primitivo di Manduria DOP: qualità al top ma il mercato resta fragile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Analisi del fine vendemmia per  Novella Pastorelli, Presidente del Consorzio di Tutela Primitivo di Manduria DOP: “risultati promettenti, uve sane e di qualità eccellente, preoccupano i mercati e le giacenze in aumento&#8221;</em></p>
<p><strong>La vendemmia 2025 del Primitivo di Manduria</strong> si è chiusa con risultati promettenti: <strong>uve sane e di qualità eccellente.</strong> Nella nostra area di produzione, che comprende 18 comuni tra Taranto e Brindisi, le viti hanno maturato in condizioni ideali, regalando grappoli perfettamente equilibrati e pronti a diventare vini corposi e intensi.</p>
<p>Rispetto al 2024 si registra un aumento produttivo di circa il 10%, accompagnato da una qualità eccellente. La stabilità delle temperature, il caldo costante, le scarse piogge e una buona ventilazione hanno garantito una maturazione regolare e completa dei grappoli</p>
<p>Il settore vitivinicolo nazionale vive <strong>un momento delicato</strong>. Nonostante una vendemmia ottima grazie al clima favorevole, restano <strong>criticità</strong>: le giacenze in Puglia e in Italia sono significative e i consumi sono in calo. Questa combinazione rischia di <strong>destabilizzare il mercato, comprimere i prezzi e rallentare nuovi investimenti</strong>, vanificando i progressi fatti in termini di qualità e competitività del vino italiano. Qualche segnale positivo arriva però dal Primitivo di Manduria: <strong>al 31 luglio 2025 le giacenze si sono ridotte del circa il 10%</strong>, mentre <strong>l’imbottigliato del primo semestre 2025 registra un aumento del 7%</strong> rispetto allo stesso periodo del 2024.</p>
<p>Per affrontare questa fase serve <strong>rapidità e coordinamento</strong>. Tra le misure proposte ci sono <strong>finanziamento equilibrato della distillazione di emergenza, rafforzamento dei fondi per l’internazionalizzazione, agevolazioni fiscali per investimenti in sostenibilità, moratorie su mutui e prestiti e sostegno all’enoturismo</strong> come leva strategica per promuovere il vino sul territorio.</p>
<p>Dal canto nostro ribadiamo l’urgenza di adottare <strong>misure coordinate e tempestive</strong>, da un lato una <strong>regolazione della produzione</strong> già in atto, che garantisca <strong>equilibrio e qualità</strong>: ridurre la produzione tramite il <strong>blocco delle autorizzazioni per i nuovi vigneti</strong> e la <strong>riduzione delle rese</strong>, a garanzia di una giusta remunerazione alla base; dall’altro, <strong>accelerare con campagne promozionali straordinarie e mirate</strong>.</p>
<p>Già, il <strong>Consorzio di Tutela</strong>, insieme alle <strong>organizzazioni degli agricoltori più rappresentative</strong>, ha richiesto e ottenuto la <strong>riduzione delle rese</strong> per l’<strong>IGP Puglia, Salento</strong> e altri uvaggi. Inoltre, ha ottenuto la <strong>sospensione dell’iscrizione allo schedario viticolo</strong> delle nuove superfici di “Primitivo” per la rivendicazione della <strong>DOC “Primitivo di Manduria”</strong> e della <strong>DOCG “Primitivo di Manduria dolce naturale”</strong> per le campagne vendemmiali dal 2025 al 2030. Questa misura rappresenta un <strong>atto di responsabilità e visione strategica</strong>, volto a mantenere un <strong>equilibrio strutturale tra domanda e offerta</strong>, salvaguardando il <strong>valore del prodotto, la qualità</strong> e la <strong>sostenibilità economica delle imprese</strong>. Con questo intervento, che incide direttamente sul <strong>potenziale produttivo</strong>, si punta a <strong>rafforzare la posizione del Primitivo di Manduria DOP</strong> a livello nazionale e internazionale.</p>
<p>Tutti i mercati attraversano <strong>crisi cicliche</strong>. Per il settore del vino, gli ultimi <strong>30 anni</strong> sono stati caratterizzati da <strong>periodi molto positivi, forse eccezionali</strong>. E quindi ora la conseguenza è una <strong>contrazione dei consumi</strong>, che porterà alla necessità di provvedere a un <strong>calo della produzione</strong>.</p>
<p>La riduzione degli acquisti riguarda sia i <strong>consumatori maturi</strong>, influenzati da <strong>cambiamenti di stile di vita, immagine e consigli medici</strong>, sia i più giovani, con <strong>minore capacità di spesa</strong> e alternative emergenti come il mercato degli <strong>spirit</strong>, insieme a una riduzione degli spazi di socialità.</p>
<p>Sul fronte economico, <strong>la situazione resta complessa</strong>. La scarsa remunerazione delle uve pesa sulle spalle di <strong>aziende agricole e viticoltori</strong>, limitando gli investimenti e rendendo difficile sviluppare strategie di crescita sostenibili.</p>
<p>In questo contesto la totale mancanza di un <strong>catasto vitivinicolo conferma la sua importanza</strong>: conoscere con precisione superfici, volumi e potenzialità produttive è essenziale per costruire filiere più equilibrate, <strong>che premiano la qualità senza compromettere le rese</strong>. Il concetto di una sostanziale <strong>inoperosità del catasto vitivinicolo da parte della Regione Puglia</strong> rappresenta senza dubbio il <strong>problema concreto</strong> a cui porre rimedio: è come cercare bendati <strong>un ago in un pagliaio</strong>, senza strumenti adeguati per orientarsi.  Siamo certi che la qualità dei nostri <strong>Primitivo di Manduria</strong> sarà riconosciuta e premiata sul mercato, valorizzando appieno il lavoro di chi ogni giorno investe passione e competenza nella vigna e in azienda.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziotutelaprimitivo.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/09/nazionale_Qualità-al-top-per-il-Primitivo-di-Manduria-ma-il-mercato-resta-fragile.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vendemmia-primitivo-di-manduria-dop-qualita-al-top-ma-il-mercato-resta-fragile/">Vendemmia, Primitivo di Manduria DOP: qualità al top ma il mercato resta fragile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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