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	<title>Valorizzazione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Valorizzazione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Il Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte presenta la prima mappa geologica delle denominazioni</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 07:14:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Realizzata in collaborazione con Vigna Veritas, la nuova cartografia racconta le caratteristiche geologiche e paesaggistiche delle dieci denominazioni dell’Alto Piemonte, diventando un nuovo punto di riferimento per produttori, operatori e appassionati. Il Consorzio Tutela Nebbioli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Realizzata in collaborazione con Vigna Veritas, la nuova cartografia racconta le caratteristiche geologiche e paesaggistiche delle dieci denominazioni dell’Alto Piemonte, diventando un nuovo punto di riferimento per produttori, operatori e appassionati. Il Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte presenta la prima mappa dei territori dell’Alto Piemonte, un progetto nato con l’obiettivo di mettere a disposizione uno strumento di conoscenza, valorizzazione e promozione di uno dei territori vitivinicoli più affascinanti e complessi d’Italia. </em></p>
<p>“L’Alto Piemonte è un mosaico di territori, suoli e paesaggi che rendono ogni denominazione unica e irripetibile”, commenta Andrea Fontana, Presidente del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte. “Sentivamo la necessità di dotarci di uno strumento capace di raccontare in maniera chiara e scientificamente rigorosa questa straordinaria ricchezza. La mappa rappresenta un importante investimento culturale oltre che promozionale: sarà uno strumento prezioso per i produttori, per chi studia il territorio e per tutti coloro che, in Italia e all’estero, desiderano approfondire le caratteristiche che rendono i nostri vini così distintivi.” Realizzata in collaborazione con Davide Ferrarese e il suo gruppo di lavoro VignaVeritas, la mappa offre una lettura dettagliata delle peculiarità geologiche e morfologiche delle dieci denominazioni che compongono il patrimonio vitivinicolo dell’Alto Piemonte: Boca DOC, Bramaterra DOC, Colline Novaresi DOC, Coste della Sesia DOC, Fara DOC, Gattinara DOCG, Ghemme DOCG, Lessona DOC, Sizzano DOC e Valli Ossolane DOC “Il focus principale del progetto” dice VignaVeritas “è rappresentato dalla geologia dei suoli, elemento determinante per comprendere l’identità e le differenti espressioni dei Nebbioli dell’Alto Piemonte. Accanto alla rappresentazione delle principali formazioni geologiche, la cartografia evidenzia anche le altimetrie dei rilievi collinari, i corsi d’acqua, i principali centri abitati e la distribuzione delle superfici vitate, offrendo così una visione completa del paesaggio che caratterizza quest’area.”</p>
<p>La mappa nasce dalla volontà del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di realizzare uno strumento di riferimento per la valorizzazione dell’Alto Piemonte, in grado di raccontare con rigore scientifico la complessità e l’unicità del territorio. Destinata a viticoltori, operatori del settore, appassionati e stakeholder internazionali, costituirà uno degli strumenti chiave per le attività di promozione e divulgazione del Consorzio in Italia e nel mondo. Determinante per la realizzazione del progetto è stato il contributo di VignaVeritas, realtà specializzata nello studio del terroir vitivinicolo e nella cartografia applicata al mondo del vino. Guidato da Davide Ferrarese, il gruppo di lavoro integra competenze agronomiche, geologiche, pedologiche e cartografiche per sviluppare strumenti di analisi destinati alla valorizzazione delle aree viticole. Attraverso un approccio multidisciplinare e basato su dati scientifici, Vigna Veritas realizza cartografie tematiche che consentono di leggere e interpretare il legame tra suolo, paesaggio e produzione vitivinicola, contribuendo alla tutela e alla comunicazione dell’identità dei territori. Disponibile in formato cartaceo, la nuova mappa diventerà uno degli strumenti principali attraverso cui il Consorzio racconterà l’Alto Piemonte durante le attività di promozione in Italia e sui mercati internazionali, contribuendo a diffondere una conoscenza sempre più approfondita del patrimonio vitivinicolo delle sue denominazioni e del loro straordinario legame con il territorio</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/CS_MAPPA-TERRITORIO.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Dalla Calabria alla Puglia: a confronto due cipolle IGP del Mezzogiorno</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dalla-calabria-alla-puglia-a-confronto-due-cipolle-igp-del-mezzogiorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 07:02:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Puglia e Calabria insieme nel segno della cipolla IGP. La bianca di Margherita di Savoia e la Rossa di Tropea raccontano una parte dell’Italia agroalimentare. Si sono incontrate per la prima volta il 13 giugno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Puglia e Calabria insieme nel segno della cipolla IGP. La bianca di Margherita di Savoia e la Rossa di Tropea raccontano una parte dell’Italia agroalimentare. Si sono incontrate per la prima volta il <strong>13 giugno (ore 18.30)</strong> a Margherita di Savoia (Bt) presso l’ex Palazzo di Città (piazza Marconi). A confronto territori, storie e identità differenti, uniti dall’obiettivo di trasformare la tradizione agricola in qualità riconosciuta fuori dai confini nazionali.</em></p>
<p>All’evento del 13 giugno sono stati presenti <strong>Giuseppe Giacomantonio</strong> presidente del Consorzio di tutela e valorizzazione della Cipolla Bianca di Margherita Igp, <strong>Bernardo Lodispoto</strong> sindaco di Margherita di Savoia, <strong>Simone Saturnino </strong>agronomo e responsabile dell’Ufficio Tecnico del Consorzio di Tutela della Cipolla Rossa di Tropea IGP, <strong>Giuseppe Castiglione</strong> membro del Consorzio di tutela e valorizzazione della Cipolla Bianca di Margherita IGP.</p>
<p>«Due cipolle diverse nel colore e nel sapore, con lo stesso minimo comune denominatore: operare nel segno del marchio Igp, sinonimo di qualità. Siamo convinti che fare rete con una realtà come la Cipolla Rossa di Tropea Igp,  che lavora ogni giorno come noi per valorizzare i prodotti della terra e, insieme, i territori dove crescono, sia la chiave per crescere, promuovendo il consumo delle cipolle italiane – dichiara <strong>Giuseppe Giacomantonio, </strong>presidente del Consorzio di tutela e valorizzazione della Cipolla Bianca di Margherita IGP -. Questo confronto non potrà che arricchire la nostra conoscenza, per esempio, nell’ambito della trasformazione del prodotto, un progetto che la cipolla rossa di Tropea ha avviato da tempo».</p>
<p>«Per me è un onore rappresentare il nostro Consorzio all’evento annuale dedicato alla Cipolla Bianca di Margherita di Savoia IGP – commenta <strong>Simone Saturnino, </strong>agronomo e responsabile dell’Ufficio Tecnico del Consorzio di Tutela della Cipolla Rossa di Tropea IGP -. Sarà un’occasione per porre l’accento sulle peculiarità botaniche, oltre che genetiche, che accomunano e differenziano le due tipologie di prodotto. Inoltre, parlerò delle caratteristiche fisiologiche, nutraceutiche e funzionali delle due liliacee, del ruolo che rappresenta la quercetina, potente antiossidante naturale, che caratterizza entrambe le eccellenze italiane. Un confronto costruttivo, che non celebra solo due prodotti simbolo, ma ribadisce un principio fondamentale e cioè che la cipolla, grazie alle sue proprietà funzionali, è un pilastro della dieta mediterranea. Un patrimonio da conoscere, tutelare e consumare, per una vita sana».</p>
<p>L’iniziativa apre il cartellone di “<strong>Cipolla in festa</strong>”, in programma 13 e 14 giugno con una serie di attività, che includono eventi sportivi, laboratori per bambini, degustazioni e musica dal vivo. La manifestazione, organizzata dal <strong>Consorzio di tutela e valorizzazione della Cipolla Bianca di Margherita IGP</strong>, è promossa e patrocinata dal<strong> Comune di Margherita di Savoia</strong> e dalla <strong>Proloco locale</strong>. Protagonista assoluto di questa ottava edizione sarà il gusto. In programma, infatti, sono previste diversi appuntamenti per assaporare l’eccellenza Igp. In particolare, quello di domenica 14 giugno, a cura degli Slow Food di Castel del Monte e Manfredonia, oltre che di Alleanza dei Cuochi Slow Food. Previste anche attività per bambini, sportive e culturali</p>
<p><strong><u>Il programma</u></strong></p>
<p>Un programma ricco di attività, pensate per tutte le età, studiate nel segno di gusto, sport, cultura e divertimento.</p>
<p>Protagonista assoluta la Cipolla Bianca IGP, a partire dalle numerose degustazioni previste durante i giorni della manifestazione.</p>
<p><strong>Sabato 13 giugno, </strong>dopo il convegno che ha visto le due cipolle IGP a confronto, alle 20.30 c&#8217;è stata la camminata serale con torce, a cura di <strong>Margherita di Savoia Runners</strong> e <strong>Margherita Cammina</strong>. All’arrivo è stata prevista una degustazione gratuita presso il Circolo Nautico, accompagnata da musica.</p>
<p><strong>Domenica 14 giugno </strong>(ore 8, presso il Circolo windsurf, lungomare Cristoforo Colombo) appuntamento con “<strong>Pilates al mare</strong>” (a cura di M&amp;M Bluevibes) e, al termine, ci sarà la degustazione a colazione dei prodotti a base di confetture di cipolla. Entrambe le attività sono gratuite.</p>
<p>Dalle 17 alle 19 spazio ai più piccoli con un <strong>laboratorio gratuito in spiaggia</strong> durante il quale potranno sfidare gli adulti. L’iniziativa è a cura dell’associazione Sale in Zucca e si svolge presso i lidi Levante, Sirenetta, Adriatico, Nettuno.</p>
<p>Ore 20, in piazza Libertà, l’evento clou. La degustazione a base di Cipolla Bianca di Margherita IGP a cura di <strong>Slow Food Manfredonia, Slow Food Alleanza dei Cuochi, Slow Food Castel del Monte</strong>. Si potranno anche assaporare specialità per celiaci in collaborazione con Aic Puglia. Nell’occasione di potranno degustare anche vini pregiati, selezionati dall’<strong>Enoteca Riontino </strong>(acquisto ticket sul posto).</p>
<p>Alle ore 21.30, gran finale con il concerto in piazza Libertà dei <strong>Cascemir Italian Pop</strong>.</p>
<p>Entrambi i giorni dell’iniziativa, in collaborazione con <strong>Asba</strong>, presso gli stabilimenti balneari aderenti, a pranzo si potranno gustare ricette a base della Cipolla Bianca di Margherita Igp.  Gli stabilimenti aderenti sono: Moby Dick, Piccolo Eden, Sant’Antonio, Perla, Levante, Hotel, Sirenetta, Adriatico, Apulia, Darsena, Baywatch, Le Dune, Paradiso dei Giovani, 93, Conchiglia, Raffaella.</p>
<p><em>La Cipolla Bianca di Margherita IGP non viene prodotta nel terreno, come di consueto accade, ma nelle sabbie del Mar Adriatico, a sud del Gargano, in una zona di elevato interesse ambientale, tutelata da una convenzione internazionale (Ramsar 1979), nei territori compresi tra Margherita di Savoia (Bat), Zapponeta (Fg) e Manfredonia (Fg). Al Consorzio, riconosciuto nel 2016, partecipano venti aziende di piccoli produttori, due cooperative di produzione, quattro aziende di confezionamento</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di Valorizzazione e Tutela della Cipolla bianca di Margherita IGP</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/26.06.11-CIPOLLA-IN-FESTA-E-Cipolla-Tropea.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>“Progetto Identità Soave”: al via la seconda fase per crescere sui mercati</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/progetto-identita-soave-al-via-la-seconda-fase-per-crescere-sui-mercati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 07:16:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Approvato dall’Assemblea del Consorzio di tutela il nuovo pacchetto di misure per rendere la denominazione ancora più tonica e competitiva. Grazie a queste misure, il viticoltore diventerà il primo artefice del miglioramento qualitativo delle produzioni. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Approvato dall’Assemblea del Consorzio di tutela il nuovo pacchetto di misure per rendere la denominazione ancora più tonica e competitiva. </em><em>Grazie a queste misure, il viticoltore diventerà il primo artefice del miglioramento qualitativo delle produzioni. </em><em>L’imbottigliato, intanto, ad inizio 2026 è già cresciuto del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.</em></p>
<p>Il “<strong>Progetto Identità Soave</strong>”, l’insieme di buone pratiche lanciato due anni fa per rendere la denominazione del bianco veronese più tonica e competitiva rispetto ai mercati, <strong>entra ora in una nuova fase</strong> con un insieme di misure di gestione della DOC approvato ad ampissima maggioranza nel corso dell’ultima Assemblea del Consorzio di tutela, recentemente tenutasi alla Casa del Vino di Soave.</p>
<p>Forti dei buoni risultati raccolti ad inizio anno, con una denominazione che ha registrato un <strong>+3% dell’imbottigliato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente</strong> – dato che va a premiare le scelte perseguite negli ultimi 24 mesi – le nuove misure che entreranno in vigore già con la vendemmia 2026 mirano a <strong>rendere la DOC Soave ancora più responsiva nei confronti delle attuali tendenze di mercato, puntando alla valorizzazione delle produzioni e ad una crescente attenzione rispetto alla tematica della redditività dei vigneti.</strong></p>
<p>Con l’introduzione di queste buone pratiche, nell’ambito del progetto “Identità Soave” <strong>ogni singolo produttore sarà chiamato a scelte preventive, sulla base di una ben definita specializzazione aziendale: in questo modo ogni viticoltore diventerà protagonista determinante per il miglioramento complessivo delle produzioni.</strong> <strong>I viticoltori, infatti, dovranno gestire il vigneto programmando e decidendo fin da subito quali saranno le parcelle più vocate da destinare alla produzione di DOC Soave e quali invece quelle da destinare ad altre produzioni.</strong></p>
<p><strong> </strong>Nello specifico, <strong>le nuove misure di gestione</strong>, che andranno a regolamentare le prossime 3 vendemmie, <strong>prevedono, per ciascun produttore, un taglio del 50% della propria superficie vitata potenzialmente rivendicabile a DOC ed una contestuale riduzione delle rese produttive.</strong></p>
<p><strong>La volontà è quella di perseguire con energia un costante allineamento tra domanda ed offerta dando al mercato il giusto quantitativo garantendo equilibrio e stabilità, elementi, questi, imprescindibili per sorreggere ogni progetto di valorizzazione del prodotto.</strong></p>
<p>La riduzione del 50% della superficie vitata potenzialmente rivendicabile a DOC rappresenta, tra tutte, la misura più significativa sia per l’effetto che punta a raggiungere, sia perché tale scelta è il frutto di una politica di gestione della DOC ampiamente condivisa all’interno della base sociale.</p>
<p>Grande appoggio anche da parte della Regione del Veneto per la quale la DOC Soave rimane asset strategico di fondamentale importanza.</p>
<p>«È necessario un attento governo della denominazione perché è simbolo di garanzia e qualità &#8211; evidenzia <strong>Cristian Ridolfi, presidente del Consorzio di tutela</strong> –. Le nuove misure di gestione della denominazione, approvate nel corso dell’ultima assemblea sono la naturale evoluzione di un percorso che punta a rendere la nostra denominazione più tonica e virtuosa, rispetto alla legge aurea della domanda e dell’offerta. Nel medio-lungo periodo ne beneficeranno sia i produttori, che vedranno premiato il loro lavoro, sia i consumatori, che si troveranno nei calici un vino Soave fortemente identitario. Siamo infine consapevoli che oggi le tendenze di mercato premiano sempre di più vini bianchi, freschi e dal moderato contenuto alcolico e che per tale ragione, il Soave ha carte importanti da giocarsi proprio in questo momento».</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di tutela Soave </strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/2026.06.03_Progetto_Identità_Soave_fase_2.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Turismo DOP: aumento delle produzioni con un 26% di eventi in più in un anno</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-aumento-delle-produzioni-con-un-26-di-eventi-in-piu-in-un-anno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 08:08:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le competenze in materia attribuite ai Consorzi di tutela previste dal regolamento Ue 2024/1143 stanno dando slancio alla creazione di sinergie locali e piattaforme di offerta integrate Siamo i numeri uno in Europa per numero [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le competenze in materia attribuite ai Consorzi di tutela previste dal regolamento Ue 2024/1143 stanno dando slancio alla creazione di sinergie locali e piattaforme di offerta integrate</em></p>
<p><strong>Siamo i numeri uno in Europa per numero di prodotti DOP, IGP e STG: ben 897 tra cibo, vino e bevande spiritose, pari al 25,7% del totale europeo.</strong> E ora puntiamo a diventare i leader anche nel turismo legato ai prodotti a Indicazione Geografica tutelati dalla Ue. Un settore finora esplorato e sviluppato solo da alcune realtà consortili, Parmigiano Reggiano in testa, ma che ora punta a diventare un sistema ampio, diffuso e strutturato.</p>
<p>Con l’obiettivo dichiarato di far diventare DOP e IGP non solo attrattori turistici ma vere e proprie piattaforme territoriali innovative e motori integrati di sviluppo locale. Lo starter di questo fermento è l’entrata in vigore del Regolamento n. 2024/1143, con cui la Ue ha inserito nelle attività di informazione e promozione attribuite ai Consorzi di tutela dei prodotti DOP e IGP anche lo sviluppo di servizi turistici sul territorio, facendone così uno degli assi di sviluppo dei prodotti a indicazione geografica. Una norma che ha favorito una più ampia consapevolezza del fenomeno e ha aperto nuove frontiere alla valorizzazione sistemica del potenziale turistico dei prodotti tipici.</p>
<p>Già nel 2025 si sono visti i primi effetti, come emerge dal <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-turismo-dop-2026-download/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Secondo Rapporto Turismo DOP</strong></a>, realizzato da <a href="https://www.qualivita.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Fondazione Qualivita</strong></a> in collaborazione con <a href="https://www.origin-italia.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Origin Italia</strong></a> e con il supporto del <strong>Masaf</strong>. In 12 mesi sono <strong>aumentate del 12% le attività censite e del 26% gli eventi organizzati tra sagre e feste, degustazioni, festival ed eventi sportivi.</strong> Ben 41 delle 292 manifestazioni sono nate nel 2025, a conferma dello slancio del sistema DOP e IGP verso lo sviluppo di progettualità turistiche sempre più strutturate.</p>
<p>«Il rapporto restituisce l’immagine di un settore in movimento, ancora in fase di strutturazione, ma già capace di esprimere una vitalità diffusa – commenta <strong>Mauro Rosati, Direttore Generale della Fondazione Qualivita</strong> – e dove si sta affermando una logica di rete tra attori diversi del sistema pubblico e di quello privato, con 500 tra enti e associazioni locali coinvolti in attività turistiche insieme a 367 Consorzi». Sono tante, dunque, le iniziative in calendario, come le visite nei caseifici del Pecorino Toscano DOP (fino a luglio) e quelle presso i produttori di miele della Lunigiana DOP (17 maggio), la due giorni Di Freisa in Freisa (23-24 maggio) e la Festa della Focaccia di Recco IGP (24 maggio), per limitarci a questi giorni. Nel 2025 sono stati 147 le feste e le sagre dedicate ai prodotti DOP e IGP, che in pochi giorni riescono ad attrarre centinaia di migliaia di persone.</p>
<p>Ma nel sistema del turismo DOP rientrano anche 108 strade dei vini e dei sapori ed itinerari proposti dai Consorzi, 39 spazi didattici e 27 musei dedicati ai prodotti DOP e IGP, da quello del Prosciutto di Parma DOP a quello dell’Olio Seggiano DOP. Progetti che servono a destagionalizzare il turismo, “spalmandolo” lungo tutto l’anno. Come succede con l’aceto balsamico di Modena, un comparto che supera il miliardo di euro e che genera già un flusso turistico stabile. Tra visite in acetaie, degustazioni, corsi di cucina e l’evento Acetaie Aperte attira 150mila-200mila visitatori l’anno, per l’80% stranieri. E se il 10% degli italiani ha già visitato un’acetaia, il 62% dichiara di volerlo fare in futuro, evidenziando un forte potenziale di crescita anche sul pubblico interno. Per costruire un’offerta turistica integrata è nato il progetto Le Vie dei Balsamico DOP. «Negli ultimi anni abbiamo lavorato per rafforzare la dimensione turistica del nostro prodotto, avviando collaborazioni e sviluppando iniziative di successo, con l’obiettivo di trasformare l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena anche in un’esperienza da vivere perché la promozione del territorio passa oggi dalla capacità di raccontarlo e renderlo accessibile», spiega Enrico Corsini, presidente del Consorzio di tutela.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>A Tuttofood di Milano si celebra la Carota Novella di Ispica IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/a-tuttofood-milano-si-celebra-la-carota-novella-di-ispica-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 07:20:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente del Consorzio di Tutela IGP Pavan: “Le istituzioni devono supportare la presenza dei prodotti DOP e IGP affinché abbiano la loro valenza anche all’interno della grande distribuzione” Incontri con buyer provenienti dagli Emirati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/a-tuttofood-milano-si-celebra-la-carota-novella-di-ispica-igp/">A Tuttofood di Milano si celebra la Carota Novella di Ispica IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il presidente del Consorzio di Tutela IGP Pavan: “Le istituzioni devono supportare la presenza dei prodotti DOP e IGP affinché abbiano la loro valenza anche all’interno della grande distribuzione”</em></p>
<p>Incontri con buyer provenienti dagli Emirati Arabi Uniti, Lituania e Spagna che aprono potenziali nuove prospettive commerciali, partecipazione a una tavola rotonda sulle “Indicazione Geografiche tra identità territoriale e competitività globale” e la realizzazione di una gustosa e originale pizza “Sapori di Sicilia” con la <strong>Carot</strong><strong>a Novella di Ispica IGP</strong> realizzata dallo chef <strong>Claudio Maucieri</strong> e “celebrata” all’interno dello stand del Consorzio. Sono questi alcuni eventi salienti della prima presenza del Consorzio della Carota Novella di Ispica IGP a “Tutto Food Milano”,  una delle più importanti fiere internazionali dell’agroalimentare che oggi chiude i battenti.</p>
<p><em>“Sapori di Sicilia” <strong>&#8211; afferma lo chef</strong> <strong>Claudio Maucieri &#8211; </strong>nasce con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze del nostro territorio e trasformarle in un’esperienza autentica da raccontare e condividere. Questa pizza non è solo una proposta gastronomica, ma un vero e proprio ambasciatore della nostra terra, pensato per far conoscere e riconoscere, anche a chi viene da fuori, la qualità e l’identità dei nostri prodotti. Protagonista è la carota novella di Ispica IGP, simbolo di un’agricoltura locale fatta di tradizione e cura, adagiata su una fonduta di Ragusano DOP, affiancata da pomodorini rossi semi-secchi, olive e basilico fresco. Un insieme armonico di ingredienti selezionati, che esprime equilibrio, autenticità e appartenenza. La nostra mission &#8211; <strong>conclude Mauceri</strong> <strong>titolare di “Incavò” dove la storia, materia e gusto si fondono nel cuore della Cava d’Ispica</strong> &#8211; è portare in tavola il territorio, valorizzarlo</em> <em>attraverso il gusto e renderlo riconoscibile, morso dopo morso”.</em></p>
<p>Nel corso della tavola rotonda sulle <em>“Indicazione Geografiche tra identità territoriale e competitività globale”,</em> moderata dalla giornalista del Sole 24 Ore <strong>Maria Rosaria Sica</strong> che ha registrato la partecipazione del presidente di Edamus <strong>Emilio Ferrara</strong> e dell’assessore regionale all’Agricoltura della Regione Campania <strong>Maria Carmela Serluca</strong>, il presidente Consorzio della Carota Novella di Ispica IGP <strong>Massimo Pavan</strong> ha affermato: <em>“i piccoli consorzi hanno bisogno che la grande distribuzione creda di più in loro commercializzando maggiormente i prodotti DOP e IGP per favorirne la crescita. Specialmente i consorzi che hanno una periodo di produzione come il nostro, dall’1 febbraio al 15 di giugno, fanno fatica a entrare in tutta la grande distribuzione perché i nostri prodotti non vogliono inserirli per tre o quattro mesi all’anno”. </em>Pavan, ringraziando la Regione siciliana e le istituzioni che a vario titolo aiutano la crescita dei consorzi, ha sottolineato che “<em>i consorzi devono essere aiutati anche dal Ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare al fine di garantire una maggiore presenza dei prodotti DOP e IGP all’interno della grande distribuzione”. </em></p>
<p>Intanto, si è svolto oggi, all’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “G. Curcio” di Ispica (Rg), l’ultimo dei quattro seminari programmati dal Consorzio della Carota Novella di Ispica IGP. I lavori sono stati aperti dal vice <strong>presidente del Consorzio di Tutela IGP </strong><strong>Carmelo </strong><strong>C</strong><strong>alabrese </strong>(titolare dell’azienda “Fonteverde”). Il prof. <strong>Rosario Mauro, docente di Orticoltura e floricoltura all’Università di Catania, </strong>ha evidenziato le principali peculiarità qualitative della Carota Novella di Ispica IGP (organolettiche, nutrizionali e igienico-sanitarie) che emergono dal legame indissolubile tra la coltura e il suo ambiente d’origine. Mauro ha fatto un excursus storico della Carota Novella di Ispica, dalle origini della coltivazione fino al riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP), passando per le trasformazioni degli areali produttivi e delle pratiche agronomiche.</p>
<p>L’evento curato dallo chef <strong>Peppe G</strong><strong>iuffr</strong><strong>è </strong>ha visto la Carota Novella di Ispica IGP riscrivere le regole della cucina creando la “Nuova Grammatica del Gusto”. Dopo il successo della<strong> cassata salata</strong> e del <strong>pane dolce</strong>, il 2026 segna il consolidamento di un format che inverte i paradigmi sensoriali tra dolce e sapido. Non più un semplice ingrediente da soffritto, ma il centro gravitazionale di un’esperienza gastronomica d’avanguardia. La <strong>Carota Novella di Ispica IGP</strong> torna a stupire, confermandosi protagonista di una sperimentazione che va ben oltre la cucina tradizionale.</p>
<p><strong>L’evoluzione di un Percorso: Dal 2025 ad Oggi</strong></p>
<p>Il viaggio è iniziato lo scorso anno con una sfida audace: invertire le consuetudini del palato. Il pubblico era rimasto stregato dalla <strong>cassata siciliana salata</strong> (un omaggio provocatorio a Palermo) e dal<strong> pane alla carota dolce</strong>, due pilastri di un format che ha dimostrato come la “croccantezza vitrea” e la dolcezza minerale di questa radice possano scardinare i confini tra le portate. A questi si sono aggiunti gli iconici <strong>anelli di carota</strong>, un piatto gourmet dal forte impatto visivo capace di trasformare l’estetica della radice in puro design gastronomico.</p>
<p><strong>Le novità 2026: Completare la “Nuova Grammatica”</strong></p>
<p>Pochi giorni fa, il percorso si è arricchito di due nuove creazioni che integrano e completano il manifesto della &#8220;Nuova Grammatica del Gusto”: <strong>Ispica d’Amare:</strong> Un incontro audace tra la terra sabbiosa e il mare, dove la carota dialoga con la sapidità della sardina di conserva, vellutata di acciughe e terra di olive Nocellara del Belice. <strong>Carota Oro:</strong> Un’elevazione in alta pasticceria, dove la radice diventa una mousse leggera in simbiosi con la ricotta di pecora e il calore di un panmielato avvolgente.   <em>“Siamo sulla strada giusta per definire un nuovo linguaggio culinario”</em> &#8211;  <strong>afferma lo chef e curatore Peppe Giuffrè &#8211;</strong>.<em> “Unendo le innovazioni di quest&#8217;anno ai successi precedenti, non stiamo solo cucinando un prodotto: stiamo codificando una nuova grammatica dove la Carota Novella di Ispica IGP detta i tempi, i sapori e le consistenze”.</em></p>
<p><strong>Eccellenza, Sostenibilità e Territorio</strong></p>
<p>Il progetto continua a farsi portavoce della filosofia <strong>Zero Spreco</strong>. Dalle bucce sottili ai ciuffi verdi trasformati in pesti aromatici, ogni parte della Carota di Ispica viene nobilitata. Questo approccio non celebra solo il talento creativo, ma rende omaggio alla fatica dei produttori e alla particolarità di un territorio che regala una radice unica per profumo e fragranza. La Carota Novella di Ispica IGP non è più un contorno: è il futuro di una Sicilia che sa innovare partendo dalle proprie radici.</p>
<p>Fonte: <a href="https://carotadiispica.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di Tutela IGP Carota Novella di Ispica</a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/La-Carota-Novella-di-Ispica-IGP-protagonista.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA QUI IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Mortadella Bologna IGP, successo per i &#8220;Maestri del gusto rosa&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/mortadella-bologna-igp-una-sola-igp-molteplici-interpretazioni-di-gusto-il-successo-di-maestri-del-gusto-rosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 07:14:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bestpractice]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MARKETING]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Maestri del gusto rosa&#8221;: oltre 30 milioni di persone raggiunte, 3 milioni di interazioni, 17 produttori raccontati: si chiude con risultati record il primo progetto digitale consortile dedicato alle aziende produttrici di Mortadella Bologna IGP. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Maestri del gusto rosa&#8221;: oltre 30 milioni di persone raggiunte, 3 milioni di interazioni, 17 produttori raccontati: si chiude con risultati record il primo progetto digitale consortile dedicato alle aziende produttrici di Mortadella Bologna IGP.</em></p>
<p>Numeri che parlano da soli. <strong>“Maestri del Gusto Rosa”</strong>, il progetto editoriale digitale promosso dal <a href="https://mortadellabologna.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Italiano Tutela Mortadella Bologna</strong></a> tra ottobre 2025 e marzo 2026, ha superato ampiamente gli obiettivi iniziali, confermandosi un caso di riferimento nella comunicazione digitale dei prodotti a Indicazione Geografica.</p>
<p><strong>Il progetto nasce da una precisa scelta strategica</strong>: non raccontare solo la Mortadella Bologna IGP come un prodotto unico e indifferenziato, bensì <strong>valorizzare anche la storia, l’esperienza e le specificità di ciascun produttore</strong>: <em>una sola IGP, ma molteplici interpretazioni di gusto</em>. Hanno aderito diciassette aziende, ciascuna protagonista di un episodio dedicato, condotto dall’Ambassador <strong>Daniele Reponi, </strong>il “Maestro dei Panini”. Per ognuna, una ricetta originale: un panino pensato per esaltare le caratteristiche distintive di quella specifica Mortadella Bologna IGP.</p>
<p>In breve, <strong>il format ha sviluppato un racconto corale</strong> capace di integrare identità consortile e identità aziendali, mettendo in luce il legame con il territorio, le specificità produttive e la ricchezza delle sfumature di gusto di ciascuna <strong>Mortadella Bologna IGP</strong>.</p>
<p>Parallelamente, il progetto ha rafforzato gli asset digitali del Consorzio: il<strong> restyling della sezione “Aziende” di mortadellabologna.com</strong> e la <strong>creazione di una pagina permanente</strong> dedicata ai contenuti prodotti, concepita per valorizzarli in modo organico e duraturo.</p>
<p>Sul circuito Meta il progetto ha registrato oltre <strong>30,2 milioni di copertura, con 7,5 milioni di utenti unici </strong>e più di <strong>3 milioni di interazioni</strong>. Su TikTok e LinkedIn, dove i contenuti sono stati distribuiti in una seconda fase, il progetto ha generato oltre <strong>2,5 milioni di visualizzazioni e circa 3.900 interazioni.</strong></p>
<p>Sul fronte web, la pagina dedicata a “Maestri del Gusto Rosa” ha registrato circa <strong>25.000 sessioni e oltre 100.000 eventi collegati</strong>, a testimonianza di un pubblico attivo e di interazioni profonde con i contenuti prodotti.</p>
<p><em>“Con ‘Maestri del Gusto Rosa’ abbiamo voluto raccontare la Mortadella Bologna IGP attraverso le sue molteplici interpretazioni, dando voce alle aziende e ai territori che ne custodiscono la qualità. Il coinvolgimento diretto dei produttori e il linguaggio digitale ci hanno permesso di raggiungere risultati molto significativi, rafforzando il posizionamento del Consorzio e aprendo nuove modalità di dialogo con il pubblico”, </em>ha dichiarato <strong>Guido Veroni</strong>, Presidente del Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna.</p>
<p><strong>“Maestri del Gusto Rosa” si conferma quindi un progetto innovativo</strong> nel panorama della comunicazione digitale dei prodotti a Indicazione Geografica, <strong>capace di coniugare la promozione del prodotto, la valorizzazione delle imprese</strong> consorziate produttrici e <strong>la costruzione di un racconto </strong>autentico e contemporaneo.</p>
<p>Il Consorzio Italiano Tutela Mortadella Bologna ribadisce, attraverso questa iniziativa, il proprio impegno a rafforzare la presenza digitale della Mortadella Bologna IGP e a promuovere, anche attraverso nuovi linguaggi e piattaforme, il valore di una tradizione produttiva unica.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/CS_UNA-SOLA-IGP-MOLTEPLICI-INTERPRETAZIONI-DI-GUSTO-IL-SUCCESSO-DI-MAESTRI-DEL-GUSTO-ROSA_REV.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Pecorino Romano DOP: &#8220;filiera sempre più solida in un mercato internazionale incerto&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pecorino-romano-dop-filiera-sempre-piu-solida-in-un-mercato-internazionale-incerto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 07:13:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[fiere]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Pecorino Romano DOP si conferma tra i protagonisti assoluti di Tuttofood, a Milano: nel padiglione 1 (stand R01) degustazioni, incontri business e momenti di valorizzazione culturale dedicati a uno dei simboli più riconoscibili dell’agroalimentare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Pecorino Romano DOP si conferma tra i protagonisti assoluti di Tuttofood, a Milano: nel padiglione 1 (stand R01) degustazioni, incontri business e momenti di valorizzazione culturale dedicati a uno dei simboli più riconoscibili dell’agroalimentare italiano. </em></p>
<p>Un flusso continuo di visitatori attraversa durante l’intera giornata lo spazio espositivo, tra operatori internazionali, buyer e un pubblico sempre più giovane e curioso, attratto dalla storia e dall’identità del prodotto. Lo stand è un vero punto di incontro tra tradizione e contemporaneità: da un lato la narrazione della lunga storia del Pecorino Romano DOP, dall’altro l’interpretazione gastronomica dello chef Matteo Barbarossa, che ha proposto piatti d’autore capaci di raccontare il formaggio in chiave moderna e creativa.</p>
<p>“Partecipare a TuttoFood, in una fase così delicata e instabile per gli equilibri economici internazionali, significa ribadire con forza il valore di una filiera solida, riconoscibile e profondamente legata ai territori. In un mercato globale attraversato da incertezze, il consumatore cerca autenticità, sicurezza e qualità garantita: nel Pecorino Romano DOP trova tutto questo”, dice il presidente del Consorzio di tutela Gianni Maoddi. “Il nostro formaggio rappresenta un prodotto unico, con una storia secolare, standard produttivi rigorosi e un’identità che nessuna imitazione può replicare. Il riscontro che stiamo ottenendo a Milano, con uno degli stand più visitati della manifestazione, conferma la forza di questa eccellenza”, ha aggiunto, sottolineando come la partecipazione a una delle più importanti fiere europee del settore rafforza la visibilità del Pecorino Romano sui mercati esteri e consolida la crescita dell’export.</p>
<p>Accanto alla dimensione internazionale, il Consorzio ha registrato un dato significativo: la forte presenza di giovani tra i visitatori dello stand. Studenti, neolaureati e professionisti emergenti del settore agroalimentare ed economico hanno mostrato grande interesse per la filiera, segnalando una crescente attenzione verso le professioni legate alla produzione e alla trasformazione lattiero-casearia. “L’esperienza a TuttoFood ha confermato il forte interesse che il Pecorino Romano DOP continua a suscitare non solo tra operatori e buyer internazionali, ma anche tra le nuove generazioni”, sottolinea il direttore del Consorzio, Riccardo Pastore. “Un segnale importante, che ci incoraggia a guardare al futuro con una visione di lungo periodo, ancora di più in questo momento in cui abbiamo investito oltre 70mila euro per tre borse di studio destinate agli universitari per sostenere la formazione altamente specializzata e il ricambio generazionale nella filiera”.</p>
<p>In un mercato agroalimentare in continua evoluzione, il Pecorino Romano DOP si conferma così non solo un’eccellenza storica del Made in Italy, ma anche un prodotto capace di dialogare con il presente: competitivo all’estero, riconosciuto dai consumatori e sempre più vicino alle nuove generazioni.</p>
<p>I dati aggiornati alla campagna casearia 2024/2025 confermano infatti una filiera solida e dinamica: più di 230 milioni di litri di latte trasformati e oltre 1,39 milioni di forme prodotte, 44 produttori attivi tra Sardegna, Lazio e Grosseto, e 25.000 addetti impiegati lungo l’intera catena del valore.</p>
<p>Il 64% del Pecorino Romano DOP prodotto viene esportato: di questa quota, il 61% negli Stati Uniti, dove si registra una leggera crescita (+0,4% su base annua – dati Censis Bureau &#8211; nonostante l’incertezza legata ai dazi doganali), il 25% nell’Unione Europea e il 14% nel resto del mondo. In Italia, le vendite nella distribuzione moderna restano robuste, registrando nell’anno 2025 circa il +4,3% a volumi.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di tutela Pecorino Romano DOP</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/Cs-Tutto-Food.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Dalla Gen Z ai nuovi Paesi, una partita doppia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dalla-gen-z-ai-nuovi-paesi-una-partita-doppia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 07:55:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Valorizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Vini Alto Adige promuove una visione di lungo periodo per rafforzare il proprio posizionamento nel panorama enologico internazionale  Cerchiamo sempre di muoverci in largo anticipo per poter essere il più proattivi possibile». Guarda [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio Vini Alto Adige promuove una visione di lungo periodo per rafforzare il proprio posizionamento nel panorama enologico internazionale </em></p>
<p>Cerchiamo sempre di muoverci in largo anticipo per poter essere il più proattivi possibile». Guarda già al 2027 Andreas Kofler, presidente del Consorzio Vini Alto Adige che riunisce 263 aziende del sistema vitivinicolo altoatesino e genera un valore complessivo tra i 350 e i 380 milioni di euro, a fronte di una produzione di circa 40 milioni di bottiglie.</p>
<p>La visione di lungo periodo pensa a rafforzare il posizionamento dell’Alto Adige nel panorama enologico internazionale, anche con l’enoturismo. «L’obiettivo è rafforzare il legame tra vino, territorio e ospitalità, valorizzando l’esperienza complessiva dell’Alto Adige come destinazione d’eccellenza. In questo senso, il racconto diventa un elemento centrale: non si tratta solo di promuovere il prodotto, ma di costruire un racconto coerente e coinvolgente», osserva Kofler. Sul fronte internazionale, la parola d’ordine è diversificazione.</p>
<p>«Investiamo in mercati nuovi come Australia, Polonia e Sud America, con una prospettiva di crescita nel medio-lungo periodo», spiega il presidente. Tra i cambiamenti, anche il modo di raccontare il vino, attraverso nuovi codici e linguaggi innovativi. L’attenzione si allarga ai più giovani: «I canali digitali e i social media giocano un ruolo importante nel raggiungere nuovi pubblici, contribuendo a rafforzare l’identità del marchio territoriale con contenuti capaci di valorizzare persone, valori e paesaggi», spiega Kofler.</p>
<p>Il sistema altoatesino si distingue per la qualità, con oltre il 96% dei vigneti sotto la DOP Alto Adige, e punta anche sulla valorizzazione della Doc Lago di Caldaro, la più antica della zona. A rafforzare il percorso del Consorzio, anche una nuova infrastruttura simbolica e operativa.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere della Sera</strong></p>
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		<title>Il vino dell&#8217;Emilia-Romagna a Vinitaly: degustazioni brevi, masterclass e vini in mescita</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-vino-dellemilia-romagna-a-vinitaly-degustazioni-brevi-masterclass-e-vini-in-mescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 06:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazioni Consorzi di Tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[horeca]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Valorizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consorzio Tutela Lambrusco e Consorzio Emilia-Romagna, dal 12 al 15 aprile, saranno presenti in fiera nel Padiglione 1, stand A5 e B1, con quasi 150 vini in mescita. Completeranno la partecipazione una serie di percorsi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-vino-dellemilia-romagna-a-vinitaly-degustazioni-brevi-masterclass-e-vini-in-mescita/">Il vino dell&#8217;Emilia-Romagna a Vinitaly: degustazioni brevi, masterclass e vini in mescita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Consorzio Tutela Lambrusco e Consorzio Emilia-Romagna, dal 12 al 15 aprile, saranno presenti in fiera nel Padiglione 1, stand A5 e B1, con quasi 150 vini in mescita. Completeranno la partecipazione una serie di percorsi rapidi di degustazione presso lo stand e tre masterclass nella sala eventi del Padiglione 1, per offrire a tutti i visitatori uno sguardo completo sulla produzione enologica emiliana.</em></p>
<p>A pochi giorni da Vinitaly, fiera internazionale del vino in programma a Veronafiere dal 12 al 15 aprile, i consorzi emiliani si preparano a partecipare con un calendario di iniziative, proponendo diverse formule e attività per chi vorrà conoscere più da vicino le diverse tipologie di bollicine del territorio, ma non solo. Il Consorzio Tutela Lambrusco (stand A5 Pad 1) e il Consorzio Emilia-Romagna (stand B1 Pad 1) saranno presenti in uno spazio speculare e condiviso all’interno del Padiglione Emilia-Romagna. Con quasi 150 vini in mescita, nei quattro giorni di fiera i visitatori della manifestazione potranno approfondire le tante declinazioni della produzione vitivinicola del cuore della regione: dalle sei DOC del Lambrusco alla Spergola, varietà bianca autoctona delle colline reggiane, fino al Pignoletto nelle sue diverse espressioni, dall’Emilia-Romagna DOC al Colli Bolognesi Pignoletto DOCG. Ci sarà spazio anche per vini fermi di pregio, con le versioni Classico e Classico Superiore del Pignoletto e con i rossi tipici delle colline bolognesi.</p>
<p>In aggiunta alla possibilità di degustare al banco i vini di proprio interesse, corredati da tutte le informazioni tecniche necessarie a comprenderne le caratteristiche, sono previsti dei <strong>percorsi guidati di degustazione breve</strong>. <strong>Trenta minuti e quattro vini</strong> in degustazione per approfondire diverse tematiche. Il calendario prevede <strong>ogni giorno, alle ore 14, un focus sui vini tutelati dal Consorzio Emilia-Romagna</strong>. I primi tre giorni i percorsi si snoderanno attorno al Pignoletto, in un viaggio dal frizzante allo spumante, dal fermo al rifermentato. Un’occasione per scoprire la grande versatilità di un vino di cui, ogni anno, vengono prodotte complessivamente quasi 16 milioni di bottiglie tra Emilia-Romagna DOC e Colli Bolognesi Pignoletto DOCG. L’ultimo giorno sarà dedicato ai Colli Bolognesi, con una selezione di vini prodotti in questo areale, culla di un ricco tessuto di cantine artigianali.</p>
<p>Le degustazioni brevi saranno proposte anche dal <strong>Consorzio Tutela Lambrusco</strong>. <strong>Domenica e lunedì, alle ore 15</strong>, i percorsi rapidi proporranno selezioni in grado di raccontare la grande varietà che si cela sotto un unico cappello. Non si parlerà infatti di Lambrusco, ma di Lambruschi. Dal frizzante al rifermentato, fino allo spumante, dai vini più freschi e con un’importante spinta acida a versioni più strutturate, i visitatori potranno apprezzare le sfumature della produzione sin dal primo sguardo, grazie ad una palette cromatica unica nei calici.</p>
<p>A complemento delle iniziative nello stand, un calendario di <strong>masterclass nella sala eventi del Padiglione 1 </strong>permetterà a chi lo desidera di concentrarsi su uno specifico tema e approfondirlo sotto la guida di esperti di primo piano della scena enologica nazionale. Si comincia <strong>domenica 12 aprile alle 16:30 </strong>con una masterclass dal titolo “<strong>Emilia Spumeggiante. Presente e futuro di Lambrusco, Pignoletto e Spergola</strong>”. Condotta da Giuseppe Carrus e Marzio Taccetti, la degustazione esplorerà le diverse varietà che rendono ricco ed eterogeneo un territorio frizzante per natura. Si prosegue <strong>martedì 14 aprile alle 12:30</strong> con la masterclass <strong>“Metodo Classico: le nuove sfumature dei Lambrusco DOC”.</strong> Filippo Bartolotta dialogherà con i produttori presenti per raccontare le potenzialità del Metodo Classico, ad oggi produzione di nicchia in termini di volumi, per le DOC del Lambrusco. Il calendario si chiuderà sempre <strong>martedì 14 aprile alle 16:30</strong> con una masterclass dal titolo <strong>“Spergola: radici profonde, sguardo al futuro”.</strong> Un’occasione unica per approfondire la Spergola Metodo Classico sotto la guida dell’enologo Ruben Larentis. Durante l’appuntamento sarà illustrato il progetto di valorizzazione del Consorzio Tutela Lambrusco dedicato a questa varietà.</p>
<p>“<em>Per un consorzio di tutela manifestazioni come Vinitaly hanno un ruolo e un’importanza strategica</em>” commenta <strong>Claudio Biondi, Presidente del Consorzio Tutela Lambrusco</strong>. “<em>Un’occasione ideale per fare formazione e raccontare peculiarità e sfaccettature di una produzione eterogenea, orientando i visitatori all’interno di un contesto che, tramite una serie di assaggi, diventa certamente più facile comprendere fino in fondo. Un quadro che molti scelgono poi di approfondire con visite sul territorio”.</em></p>
<p><em>“In uno scenario internazionale sempre più complesso, cercare sinergie è un aspetto fondamentale” </em>commenta <strong>Carlo Piccinini, Presidente del Consorzio Emilia-Romagna</strong><em>. “A più di un anno dalla fusione tra produttori dei Colli Bolognesi e Consorzio Emilia-Romagna, ne siamo sempre più convinti. Essere compatti nel promuovere e proporre a operatori e consumatori le tante declinazioni dell’offerta del territorio è la strada giusta per mantenersi competitivi di fronte alle sfide del mercato. Con sinergie mi riferisco sia alla capacità di fare squadra al netto delle differenze, ad esempio tra grandi e piccole aziende, che alla collaborazione con altri consorzi ed enti di tutela sul territorio.”</em></p>
<p>Per ulteriori informazioni e per accreditarsi ai diversi appuntamenti:  <a href="http://www.lambrusco.net">www.lambrusco.net</a> e <a href="http://www.consorzioer.it">www.consorzioer.it</a></p>
<p>Fonte: <a href="https://lambrusco.net/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Lambrusco</strong></a>, <a href="https://www.collibolognesi.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Colli Bolognesi</strong></a>, <a href="https://www.consorzioer.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Emilia-Romagna</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/04/CS_Bollicine-emiliane-a-Vinitaly.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-vino-dellemilia-romagna-a-vinitaly-degustazioni-brevi-masterclass-e-vini-in-mescita/">Il vino dell&#8217;Emilia-Romagna a Vinitaly: degustazioni brevi, masterclass e vini in mescita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Chianti Classico DOP e Chianti Classico DOP &#8211; Olio EVO: bando di gara per la campagna &#8220;LOVE&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/chianti-classico-dop-e-chianti-classico-dop-olio-evo-bando-di-gara-per-la-campagna-love/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 09:03:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 23 febbraio sarà disponibile l&#8217;avviso di gara dei Consorzi Chianti Classico DOP e Chianti Classico DOP Olio Evo per l’affidamento di una campagna di informazione e promozione sulle certificazioni europee di qualità del programma [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal 23 febbraio sarà disponibile l&#8217;avviso di gara dei Consorzi Chianti Classico DOP e Chianti Classico DOP Olio Evo per l’affidamento di una campagna di informazione e promozione sulle certificazioni europee di qualità del programma denominato Legacy of Origins, Values of Europe (LOVE)</em></p>
<p>Il <strong>Consorzio Vino Chianti Classico</strong> e il <strong>Consorzio dell’Olio Extravergine di Oliva Chianti Classico DOP</strong> informano che dalla data 23/02/2026 sarà disponibile, pubblicato nel Supplemento della Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, l’avviso di gara a procedura aperta per l’affidamento della realizzazione di una <strong>campagna di informazione e promozione</strong> sulle certificazioni europee di qualità del programma denominato <strong>Legacy of Origins, Values of Europe (LOVE)</strong> che verrà presentato sul Bando 2026 “Call for proposals for simple programmes – Promotion of agricultural products”.</p>
<p>Il Programma triennale (2027-2029) è relativo ad attività di informazione e <strong>promozione rivolte ai mercati target USA, CANADA, BRASILE</strong>.</p>
<p>In caso di approvazione della proposta di progetto da parte della Commissione Europea, tale attività dovrà essere espletata dall&#8217;avvio del contratto fino al termine dello stesso, in coerenza con finalità, metodi e risultati attesi della politica comunitaria. L&#8217;aggiudicatario dovrà organizzare, sviluppare e coordinare diverse aree di attività individuando le migliori soluzioni strategiche ed innovative, articolate in:</p>
<ol>
<li>WP2 – Pubbliche Relazioni</li>
<li>WP3 – Sito Web e Social Media (con focus su digital educational storytelling)</li>
<li>WP4 – Advertising (Print e Online)</li>
<li>WP5 – Visual Identity e Materiale Promozionale</li>
<li>WP6 – Eventi (Fiere, Seminari &amp; Workshops, Walk Around Tastings, Study Trips)</li>
</ol>
<p><strong>Il valore dell’appalto è pari a euro 2.087.000</strong>, inclusivo del fee di agenzia, per una <strong>durata di 36 mesi</strong>. Il termine per il ricevimento delle offerte è fissato per le ore 12:00 del giorno 25/03/2026.</p>
<p>Il bando ed il capitolato tecnico sono pubblicati sul sito del CONSORZIO VINO CHIANTI CLASSICO (<a href="https://www.chianticlassico.com/progetti/chianti-classico-1144-2026/">https://www.chianticlassico.com/progetti/chianti-classico-1144-2026/</a>).</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.chianticlassico.com/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Vino Chianti Classico</a> e <a href="https://www.oliodopchianticlassico.com/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio dell’Olio Extravergine di Oliva Chianti Classico DOP</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/chianti-classico-dop-e-chianti-classico-dop-olio-evo-bando-di-gara-per-la-campagna-love/">Chianti Classico DOP e Chianti Classico DOP &#8211; Olio EVO: bando di gara per la campagna &#8220;LOVE&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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