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	<title>Unità geografiche aggiuntive &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Unità geografiche aggiuntive &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Fenomeno sottozone: la mossa che sta cambiando il vino italiano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/fenomeno-sottozone-la-mossa-che-sta-cambiando-il-vino-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 07:20:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le sottozone stanno diventando il nuovo punto di forza del vino italiano. Mentre il mondo chiede semplificazione, i consorzi rispondono con un&#8217;ulteriore parcellizzazione del territorio sul modello Borgogna. Dall&#8217;Alto Adige al Chianti, ecco chi lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le sottozone stanno diventando il nuovo punto di forza del vino italiano. Mentre il mondo chiede semplificazione, i consorzi rispondono con un&#8217;ulteriore parcellizzazione del territorio sul modello Borgogna. Dall&#8217;Alto Adige al Chianti, ecco chi lo sta facendo e con quali obiettivi</em></p>
<p>La situazione è semplice: da quando la Borgogna ha rimpiazzato Bordeaux come bussola per gran parte del vino mondiale, la <strong>vivisezione di territori</strong> anche piccoli in unità ancor più ridotte – a volte singole vigne – è diventata una <strong>tendenza quasi inevitabile</strong>. Si tratta di una <strong>mossa apparentemente in controtendenza</strong> rispetto alla richiesta corale di semplificare il linguaggio del vino, dato che per il consumatore medio è già difficile distinguere  regioni e denominazioni grandi. Eppure, l’approccio parcellare ha una presa straordinaria su appassionati e curiosi, che amano l’idea di “<strong>bere il luogo</strong>”.</p>
<h4>La mappa delle sottozone italiane</h4>
<p>Pensiamo alle <strong>contrade dell’Etna</strong>, che hanno dato un impulso formidabile a un intero territorio. «Le contrade sono uno strumento di <strong>storytelling potentissimo</strong>. Chi viene a visitarci e vede i vigneti da cui nascono i vini di contrada, poi vuole comprare solo quelli», spiega <strong>Salvino Benanti</strong> dell’omonima azienda, tra le realtà che puntano con più convinzione sul sistema, proponendo dieci diverse etichette da singola contrada.</p>
<p>Negli ultimi tempi le denominazioni che hanno introdotto questo modello si sono moltiplicate. Se prima erano quasi esclusivamente l’Etna, il Barolo e il Barbaresco ad avere le <strong>Unità Geografiche Aggiuntive</strong> – il nome ufficiale dato dalla legge italiana a queste sottozone – in anni recenti si sono aggiunti il <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/pievi-nobile-montepulciano-anteprima-2026/"><strong>Vino Nobile di Montepulciano</strong> con le sue Pievi</a>, il <a href="http://gamberorosso.it/notizie/vino/degustazioni/chianti-classico-2023-2024-degustazioni/"><strong>Chianti Classico</strong> </a>(per ora solo con la tipologia Gran Selezione), il <strong>Chianti Docg</strong> (che<a href="https://www.qualivita.it/news/vino-dal-rose-alla-sottozona-terre-di-vinci-ecco-le-novita-del-nuovo-disciplinare-del-chianti-dop/" target="_blank" rel="noopener"> ha appena approvato la sottozona Terre di Vinci</a>), l’<a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/alto-adige-cosa-sono-vini-super-sudtiroler/"><strong>Alto Adige</strong></a> e anche  il <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/marsala-doc-nuovo-disciplinare-unita-geografiche-aggiuntive/">Marsala, con il consorzio di tutela che ha recentemente approvato quattro Uga</a> dello storico vino liquoroso.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/fenomeno-sottozone-vino-italiano-mappa-territori-chianti-marsala-alto-adige-nobile-etna/" target="_blank" rel="noopener"> <strong>Gambero Rosso.it</strong></a></p>
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		<title>Vino Nobile di Montepulciano DOP: sostenibilità in chiave Glocal</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-nobile-di-montepulciano-dop-sostenibilita-in-chiave-glocal/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 08:05:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Pievi come avanguardia di un racconto di sistema, dove la storia poliziana si intreccia con la certificazione Equalitas e il peso crescente dell&#8217;enoturismo. Dalla filiera del Vino Nobile di Montepulciano DOP, nel 2025, hanno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le Pievi come avanguardia di un racconto di sistema, dove la storia poliziana si intreccia con la certificazione Equalitas e il peso crescente dell&#8217;enoturismo. Dalla filiera del Vino Nobile di Montepulciano DOP, nel 2025, hanno avuto origine circa 6,4 milioni di bottiglie, in linea con i valori del biennio 2023–24.</em></p>
<p><strong>Montepulciano</strong> è un sistema dove il <strong>Nobile</strong> è parte di un insieme più grande, in cui storia e vino si fondono in una prospettiva green ormai parte integrante della cultura imprenditoriale di zona. Progettualità nuove nel solco della massima valorizzazione del territorio guardano all&#8217;enoturismo con crescente interesse, soprattutto a fronte delle difficoltà su alcuni mercati esteri, segnati da crisi economica e tensioni geopolitiche. In un simile contesto, il progetto delle Pievi offre un ulteriore spunto di articolazione, anche nel bicchiere, dell&#8217;offerta poliziana.</p>
<h4>RESILIENZA AGRICOLA E PIEVI</h4>
<p>Il Nobile è uno dei più chiari esempi di come un vino a denominazione possa trascendere la sua dimensione agricola per <strong>diventare infrastruttura economica, sociale e identitaria</strong> di un territorio. A fronte di un&#8217;estensione comunale di circa 16.500 ettari, la vite ne occupa approssimativamente 2.000, di cui 1.411 imputabili al Vino Nobile di Montepulciano DOCG e 587 al Rosso di Montepulciano DOC, ridisegnando di fatto il paesaggio rurale e la declinazione economica dell&#8217;area.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/vino-nobile-di-montepulciano-dop-leuropa-del-nord-primo-mercato/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La produzione vitivinicola genera da sola un valore medio annuo di circa 65 milioni di euro</strong></a>, mentre l&#8217;impatto complessivo – dato dalla somma tra patrimonio aziendale, fatturato e valore della produzione – sfiora il miliardo di euro. In termini generali, le stime del Consorzio indicano che <strong>oltre il 70% dell&#8217;economia locale deriva direttamente o indirettamente dal vino</strong>, sostenuta da una filiera composta da oltre 250 viticoltori, 90 imbottigliatori e circa 2.000 addetti tra fissi e stagionali, impegnati ogni anno tra vigneti, cantine, enoteche e strutture ricettive.</p>
<p>Da questa filiera, <strong>nel 2025 hanno avuto origine circa 6,4 milioni di bottiglie, in linea con i valori del biennio 2023–24</strong>, quando la produzione si collocava fra 6,6 e 6,8 milioni di pezzi. Osservato nel lungo periodo, il dato dell&#8217;imbottigliato delinea una crescita evidente: nel 1994 la denominazione non raggiungeva i 3,5 milioni di bordolesi prodotte, mentre oggi la “piattaforma” del Nobile si è stabilizzata intorno alla fascia 6–7 milioni di bottiglie.</p>
<p>Osservando le rivendicazioni post-vendemmia – in attesa che lo storico dell’imbottigliamento consenta analisi più accurate – si ottiene un primo quadro quantitativo delle Pievi, ultimo e sostanziale aggiornamento del disciplinare del Vino Nobile di Montepulciano. Nel suo complesso, <strong>il Nobile Pieve ha registrato nel 2025 rivendicazioni per 585 mila litri</strong>, a fronte di quasi 4,9 milioni di litri rivendicati come Vino Nobile di Montepulciano privo di menzione aggiuntiva. Una ripartizione che sembra confermare le stime consortili, secondo cui, una volta a regime, <strong>le Pievi dovrebbero attestarsi attorno al 10% del Nobile complessivamente imbottigliato.</strong></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://vinonews24.it/2026/03/17/nobile-montepulciano-glocal-anteprime-2026/" target="_blank" rel="noopener">VinoNews24.it</a></p>
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		<title>Vino Nobile di Montepulciano DOP, la UGA “Pieve” compie un anno</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-nobile-di-montepulciano-dop-la-uga-pieve-compie-un-anno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 08:55:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Unità geografiche aggiuntive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Primo bilancio per la nuova menzione Pieve del Vino Nobile di Montepulciano DOP, di fascia premium: 50mila bottiglie prodotte e un prezzo tre-quattro volte superiore alla Docg base Circa 50mila bottiglie e un prezzo che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Primo bilancio per la nuova menzione Pieve del Vino Nobile di Montepulciano DOP, di fascia premium: 50mila bottiglie prodotte e un prezzo tre-quattro volte superiore alla Docg base</em></p>
<p>Circa<strong> 50mila bottiglie e un prezzo che può andare da 70 a 120 euro</strong>, vale a dire tre o quattro volte tanto il costo di un <strong>Nobile di Montepulciano Docg</strong>. È questo il bilancio a ormai un anno dal lancio del primo Vino Nobile di Montepulciano “<strong>Pieve</strong>”, la denominazione di fascia altissima messa in commercio da febbraio 2025, dopo che il consorzio ha scelto di modificare il disciplinare per introdurre questa nuova menzione.</p>
<p>«A quattro anni dal voto in assemblea &#8211; racconta il <strong>presidente del consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi</strong> &#8211; più del 50% delle nostre cantine ha chiesto di aderire al progetto Pieve e altre aziende vitivinicole si aggiungeranno con la vendemmia 2025. Con questa denominazione puntiamo a raggiungere il 5% della produzione totale: non è una cifra elevata, ma è una quota ad alto valore aggiunto. E soprattutto, puntiamo su questo progetto per rilanciare tutta la comunicazione della nostra Docg».</p>
<p>Approvata dal Comitato nazionale vini il 10 ottobre 2024, <strong>la tipologia &#8220;Pieve&#8221; del Vino Nobile di Montepulciano si affianca alla Docg Vino Nobile di Montepulciano e a quella Vino Nobile di Montepulciano riserva</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/vino-nobile-montepulciano-denominazione-pieve-compie-anno-AIXFdZR" target="_blank" rel="noopener"> <strong>Il Sole 24 Ore</strong></a></p>
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		<title>La DOP Lago di Caldaro vuole definire la sua identità con la Uga &#8220;Spiegel&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-dop-lago-di-caldaro-vuole-definire-la-sua-identita-con-la-uga-spiegel/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 08:14:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lago di Caldaro DOP, denominazione a cavallo tra Trentino e Alto Adige, cerca di rinsaldare il legame con il territorio d’origine concentrandosi sulla zona classica: la proposta dell’Unità geografica Spiegel e la rivalutazione della Schiava, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-dop-lago-di-caldaro-vuole-definire-la-sua-identita-con-la-uga-spiegel/">La DOP Lago di Caldaro vuole definire la sua identità con la Uga &#8220;Spiegel&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lago di Caldaro DOP, denominazione a cavallo tra Trentino e Alto Adige, cerca di rinsaldare il legame con il territorio d’origine concentrandosi sulla zona classica: la proposta dell’Unità geografica Spiegel e la rivalutazione della Schiava, varietà che ne è alla base</em></p>
<p><strong>Caldaro</strong> è un nome evocativo: una Doc che richiama in un lampo l’immagine del suo lago, abbracciato da vigneti e frutteti, cullato dal clima mediterraneo e accarezzato dalle brezze dell’Ora, protetto a nord dalle Alpi. In effetti, la <strong>Doc </strong>porta sia il nome <strong>Caldaro </strong>sia <strong>Lago di Caldaro</strong>, a voler rinsaldare quest’antica connessione ben radicata.<br />
La realtà però è diversa: dei <a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/lago-di-caldaro-dop/" target="_blank" rel="noopener"><strong>nove comuni altoatesini</strong></a>, alcuni si affacciano sul lago e altri no e soprattutto la denominazione è interprovinciale, dato che ne fanno parte otto comuni trentini, il più distante a circa 50 chilometri dal lago. È una storia che risale indietro nel tempo, definita già con decreto ministeriale nel 1931, disciplinata poi nel 1970. Ma che potrebbe avere una svolta.</p>
<h4>La valorizzazione dell’area storica</h4>
<p>«Stiamo valutando», spiega <strong>Andreas Kofler</strong>, presidente del <strong><a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/437332/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-cmp-ab="2">Consorzio Vini Alto Adige</a></strong>, «di introdurre un’Uga (<a href="https://www.qualivita.it/argomento/unita-geografiche-aggiuntive/" target="_blank" rel="noopener">Unità geografica aggiuntiva</a>), che dovrebbe chiamarsi <strong>Spiegel </strong>(specchio in italiano), termine figurativo scelto per il suo significato simbolico: contempla la raffigurazione dei vigneti che si riflettono nel lago, ma anche l’identità culturale e geografica dei luoghi». Rifacendosi alla storica <strong>Riegelkarte</strong> (una sorta di zonazione ante litteram di Caldaro), si sta pensando di valorizzare gli areali vicini al lago e la zona “classica” (il nucleo storico). «Sono necessari diversi passaggi amministrativi», continua Kofler, «prima che la nuova Uga possa entrare ufficialmente in vigore. L’auspicio è che possa essere riconosciuta entro la vendemmia 2026».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Il ritorno della Schiava</h4>
<p>La <strong>Schiava</strong>, vitigno tradizionale altoatesino alla base della denominazione (min 85%, anche se è quasi sempre 100%), <strong>sta tornando in auge</strong>. Le sue uve danno vita a vini semplici, leggeri, eleganti, caratterizzati dalla delicatezza dei tannini, colore scarico, profumi fruttati e accattivanti. Piace per la sua versatilità, la capacità di abbinarsi a tutto pasto, persino con il pesce, oltre che come aperitivo. I caldaresi lo bevono più freddo, sui 14-16 gradi, e così ci insegnano che diventa un vino <strong>per tutte le stagioni</strong>. È un vino <strong>contemporaneo</strong>, che incontra il piacere dei bevitori, alla ricerca di rossi dalla beva rinfrescante, poco strutturati e dalla gradazione alcolica bassa.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.civiltadelbere.com/la-doc-lago-di-caldaro-vuole-definire-la-sua-identita/" target="_blank" rel="noopener">Civiltà del Bere.com</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-dop-lago-di-caldaro-vuole-definire-la-sua-identita-con-la-uga-spiegel/">La DOP Lago di Caldaro vuole definire la sua identità con la Uga &#8220;Spiegel&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il microbioma del suolo: il terroir che valorizza e tutela il Vino Nobile di Montepulciano DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-microbioma-del-suolo-il-terroir-che-valorizza-e-tutela-il-vino-nobile-di-montepulciano-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 14:15:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[microflora]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio dell&#8217;Università di Bologna evidenzia come i microrganismi presenti nei terreni viticoli rappresentino un attore cruciale nella produzione vitivinicola Il legame tra il vino e il suo territorio di origine è da sempre considerato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-microbioma-del-suolo-il-terroir-che-valorizza-e-tutela-il-vino-nobile-di-montepulciano-dop/">Il microbioma del suolo: il terroir che valorizza e tutela il Vino Nobile di Montepulciano DOP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Uno studio dell&#8217;Università di Bologna evidenzia come i microrganismi presenti nei terreni viticoli rappresentino un attore cruciale nella produzione vitivinicola</em></p>
<p>Il legame tra il vino e il suo territorio di origine è da sempre considerato un elemento essenziale per determinarne le caratteristiche distintive e per orientare le scelte dei consumatori. Questo rapporto unico è definito dal concetto di terroir, che comprende fattori ambientali, climatici e pratiche agricole tradizionali, capaci di conferire al vino qualità regionali uniche. Oggi, il terroir è riconosciuto a livello globale ed è regolamentato da Denominazioni di Origine, come le denominazioni DOC e DOCG in Italia, che certificano e valorizzano questa unicità. Recentemente, la componente microbica del terroir (cioè il microbioma del suolo del vigneto) è stata proposta come elemento ulteriore di caratterizzazione del territorio di produzione, tuttavia sono pochi gli studi che approfondiscono l’argomento. In questo contesto, il Vino Nobile di Montepulciano, eccellenza della Toscana conosciuta in tutto il mondo, si distingue per le sue qualità organolettiche, che riflettono le peculiarità del territorio. Recentemente, l’area di produzione è stata suddivisa in 12 Unità Geografiche Aggiuntive (UGA), le &#8220;Pievi&#8221;, ognuna caratterizzata da specifiche condizioni pedoclimatiche e da una chimica del suolo unica (Figura 1). Nello studio da poco pubblicato sulla rivista del circuito Nature – Communications Biology – i ricercatori hanno analizzato i microbiomi del suolo e della rizosfera, ossia le comunità microbiche che vivono nell’ambiente attorno alle radici delle piante, nei vigneti delle 12 UGA del territorio di produzione del Vino Nobile di Montepulciano. L’obiettivo è stato indagare il contributo specifico di questi microbiomi alla biodiversità locale e alle caratteristiche distintive dei vini. Lo studio si propone un duplice traguardo: da un lato, una caratterizzazione approfondita del terroir microbico, dall’altro, la promozione di pratiche agricole volte a tutelare la biodiversità microbica, considerata un elemento chiave per salvaguardare l’eccellenza del settore vinicolo italiano.</p>
<blockquote><p><strong>Simone Rampelli</strong> è ricercatore in Tenure-Track in Chimica e Biotecnologie delle Fermentazioni presso il Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna. La sua attività di ricerca ha come scopo la caratterizzazione di comunità microbiche complesse con approcci di Next-Generation Sequencing, con una particolare attenzione alla valorizzazione e tutela dei microbiomi naturali in un’ottica di economia circolare e sostenibilità ambientale.</p></blockquote>
<p><strong>Metodologia</strong></p>
<p>Durante la stagione vitivinicola del 2022, sono stati raccolti 392 campioni di radichette e terreno provenienti da 14 aziende distribuite nelle 12 Unità Geografiche Aggiuntive (UGA). La raccolta è avvenuta in quattro momenti distinti, corrispondenti ai mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre. Il microbioma del suolo e della rizosfera è stato analizzato attraverso tecniche avanzate di sequenziamento del DNA. In particolare, è stato utilizzato il sequenziamento del gene 16S rRNA per identificare la tassonomia batterica e il sequenziamento della regione ITS per caratterizzare i funghi presenti. Inoltre, è stato eseguito il sequenziamento dell’intero genoma (whole genome sequencing) per ricostruire i genomi completi dei microrganismi e analizzarne le funzioni. Particolare attenzione è stata dedicata a quelle attività microbiche che favoriscono la salute della vite, come la solubilizzazione dei minerali, la fissazione dell’azoto, la produzione di fitormoni e di enzimi coinvolti nella risposta agli stress ambientali, come la siccità, a cui la pianta può essere sottoposta.</p>
<blockquote><p><strong>Menzioni specifiche tradizionali DOCG, DOC e IGT</strong></p>
<p>La Denominazioni di Origine Controllata e Garantita (DOCG), la Denominazione di Origine Controllata (DOC) e l’Indicazione Geografica Tipica (IGT) sono menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall’Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP e IGP realizzati in determinate zone geografiche nel pieno rispetto dei relativi disciplinari. Tali menzioni possono essere indicate nell’etichettatura da sole o congiuntamente alla corrispondente espressione europea DOP e IGP.</p></blockquote>
<p><strong>Risultati</strong></p>
<p>Lo studio ha evidenziato una chiara differenziazione geografica delle comunità microbiche del suolo e della rizosfera, sia batteriche che fungine, nell’area di Montepulciano, indipendentemente da fattori stagionali o pratiche agronomiche, come la conduzione del vigneto. Cinque generi batterici (Ilumatobacter, Microlunatus, Hydrogenispora, Gemmata, Nocardioides) e cinque fungini (Rhizopus, Gongronella, Lipomyces, Penicillum, Mortierella) sono risultati peculiari del terroir di Montepulciano, distinguendolo da altre regioni italiane e internazionali. All’interno del territorio di Montepulciano, diversi generi microbici mostrano distribuzioni differenti, descrivendo un gradiente che va dal sud-est all’ovest: l’UGA di Sant’Ilario e quella di San Biagio rappresentano gli estremi, con le comunità microbiche più differenziate (Figura 2). Questa segregazione è stata ulteriormente confermata attraverso un’analisi metagenomica, che ha evidenziato variazioni nei tratti microbici PGP (Plant Growth-Promoting). In particolare, le UGA a sud-est del territorio mostrano un maggiore potenziale per la solubilizzazione del fosforo, un processo essenziale per rendere disponibile alla vite questo nutriente fondamentale, mentre le UGA occidentali sono caratterizzate da una maggiore produzione di ACC deaminasi, un enzima che aiuta a ridurre lo stress delle piante abbassando i livelli di etilene, un ormone che inibisce la crescita in condizioni difficili, come la siccità estrema. Alcune aree presentano anche un picco nella produzione di siderofori, molecole che chelano il ferro, facilitandone l’assorbimento da parte delle radici, e di acido indol-3-acetico (IAA), un ormone vegetale che stimola la crescita delle radici e favorisce lo sviluppo della pianta. Infine, l’analisi metabolomica dei vini ha rivelato una correlazione significativa tra la diversità microbica della rizosfera nelle diverse UGA e i metaboliti presenti nel vino finale, con molecole come L-acetilcarnitina, quercetina, L-metionina e adenina che risultano correlate alle specificità microbiche del terroir.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Lo studio evidenzia come il microbioma del suolo e della rizosfera giochi un ruolo chiave nella definizione delle peculiarità del terroir viticolo dell&#8217;area del Vino Nobile di Montepulciano. La chiara differenziazione geografica osservata, sia a livello globale che locale, suggerisce che le comunità microbiche non solo sono uniche rispetto ad altri vigneti italiani e internazionali, ma presentano anche specificità rilevanti tra le diverse UGA. Un aspetto di particolare interesse riguarda il gradiente geografico identificato tra le UGA sud-orientali e quelle occidentali. La maggiore capacità di solubilizzazione del fosforo nelle UGA sud-orientali non solo evidenzia una risposta microbica a suoli localmente poveri di questo nutriente, ma suggerisce una sinergia funzionale tra il microbioma e le esigenze delle piante, migliorando l’approvvigionamento di fosforo, cruciale per la crescita della vite. Al contrario, la predominanza della produzione di ACC deaminasi nelle UGA occidentali può essere interpretata come un meccanismo adattativo volto a mitigare lo stress ambientale, come la siccità, una condizione sempre più frequente nei vigneti contemporanei. Queste osservazioni rafforzano l’idea che il microbioma non sia statico, ma piuttosto risponda dinamicamente alle caratteristiche pedologiche e climatiche locali, creando un legame profondo tra suolo, pianta e ambiente. L’analisi metabolomica dei vini rappresenta un punto cruciale per comprendere le implicazioni del microbioma sul prodotto finale. La correlazione tra i profili microbici della rizosfera e metaboliti chiave del vino, come L-acetilcarnitina, L-metionina e quercetina, suggerisce che il microbioma possa influenzare indirettamente le caratteristiche organolettiche del vino. In particolare, questi metaboliti non solo differenziano le qualità sensoriali, ma potrebbero rappresentare marcatori biologici delle diverse UGA, contribuendo alla diversificazione del prodotto finale. In conclusione, questo studio suggerisce che il terroir microbico potrebbe rappresentare una componente trascurata ma cruciale del terroir tradizionale, con potenziali implicazioni sulla qualità e la diversità del vino. Questa conoscenza potrebbe essere sfruttata per preservare e valorizzare la diversità locale della produzione vinicola italiana, fornendo ulteriori incentivi economici per pratiche agricole ed enologiche che preservano il terroir microbico regionale e la biodiversità. Inoltre, la comprensione delle peculiarità funzionali del terroir microbico potrebbe aprire la strada a nuove strategie per migliorare la resilienza e la qualità del vino in un contesto di cambiamento globale sfruttando i microbiomi naturali del vigneto.</p>
<blockquote><p><strong>Titolo</strong><br />
Zonation of the Vitis vinifera microbiome in Vino Nobile di Montepulciano PDO production area</p>
<p><strong>Autori</strong><br />
G Palladino, E. Nanetti, D. Scicchitano, N. Cinti, L. Foresto, A. Cozzi, A. Gonzalez Vara Rodriguez, N. Interino, J. Fiori, S. Turroni, M. Candela,<br />
S. Rampelli</p>
<p><strong>Fonte</strong><br />
Communications Biology 7, 1626 (2024).<br />
https://www.nature.com/articles/s42003-024-07261-8</p>
<p><strong>Abstract</strong><br />
La dimensione microbica del terroir è fondamentale per la qualità del vino, poiché i microbiomi contribuiscono alla biofertilizzazione delle piante, alla tolleranza allo stress e alla soppressione dei patogeni. Mentre il terroir microbico può fungere da firma biologica su larga scala, mancano dati per i contesti locali, il che ostacola la caratterizzazione della diversità microbica regionale nei vigneti. Qui, definiamo il terroir microbico dei vigneti nelle 12 sottoaree (Unità Geografiche Aggiuntive &#8211; UGA) dell&#8217;area DOP &#8220;Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano DOCG&#8221; (Italia), una regione vinicola di fama mondiale. Rizosfere di Vitis vinifera cultivar Sangiovese e campioni di terreno sono stati raccolti durante la stagione viticola 2022 e analizzati attraverso un approccio metagenomico integrato metabarcoding/ shotgun, prendendo di mira batteri e funghi. È stata anche eseguita la metabolomica del vino, proiettando le variazioni compositive e funzionali del terroir microbico a livello di UGA in una corrispondente variazione nel profilo metabolico del prodotto. I nostri risultati rivelano una configurazione tassonomica unica del terroir del Vino Nobile di Montepulciano rispetto ad altri vigneti, con microbiomi &#8220;UGA-specifici&#8221; nell&#8217;abbondanza tassonomica e nelle funzioni di promozione della crescita delle piante, confermando la potenziale rilevanza della caratterizzazione e della conservazione del terroir microbico per salvaguardare vini tradizionali di alta qualità.</p>
<p><strong>Bibliografia essenziale</strong></p>
<ol>
<li>Belda I, Zarraonaindia I, Perisin M, Palacios A, Acedo A. From Vineyard Soil to Wine Fermentation: Microbiome Approximations to Explain the &#8220;terroir&#8221; Concept. Front Microbiol. 2017 May 8;8:821. doi: 10.3389/fmicb.2017.00821.</li>
<li>Gobbi A, Acedo A, Imam N, Santini RG, Ortiz-Álvarez R, Ellegaard-Jensen L, Belda I, Hansen LH. A global microbiome survey of vineyard soils highlights the microbial dimension of viticultural terroirs. Commun Biol. 2022 Mar 18;5(1):241. doi: 10.1038/ s42003-022-03202-5.</li>
<li>Marasco R, Rolli E, Fusi M, Michoud G, Daffonchio D. Grapevine rootstocks shape underground bacterial microbiome and networking but not potential functionality. Microbiome. 2018 Jan 3;6(1):3. doi: 10.1186/s40168-017-0391-2.</li>
<li>Nanetti E, Palladino G, Scicchitano D, Trapella G, Cinti N, Fabbrini M, Cozzi A, Accetta G, Tassini C, Iannaccone L, Candela M, Rampelli S. Composition and biodiversity of soil and root-associated microbiome in Vitis vinifera cultivar Lambrusco distinguish the microbial terroir of the Lambrusco DOC protected designation of origin area on a local scale. Front Microbiol. 2023 Feb 22;14:1108036. doi: 10.3389/fmicb.2023.1108036.</li>
<li>Sessitsch A, Wakelin S, Schloter M, Maguin E, Cernava T, Champomier-Verges MC, Charles TC, Cotter PD, Ferrocino I, Kriaa A, Lebre P, Cowan D, Lange L, Kiran S, Markiewicz L, Meisner A, Olivares M, Sarand I, Schelkle B, Selvin J, Smidt H, van Overbeek L, Berg G, Cocolin L, Sanz Y, Fernandes WL Jr, Liu SJ, Ryan M, Singh B, Kostic T. Microbiome Interconnectedness throughout Environments with Major Consequences for Healthy People and a Healthy Planet. Microbiol Mol Biol Rev. 2023 Sep 26;87(3):e0021222. doi: 10.1128/mmbr.00212-22.</li>
</ol>
</blockquote>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2024-04/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2024_04</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/02/CONSORTIUM25_terroir-nobile-Montepulciano-DOP.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Consorzio Franciacorta: in arrivo 134 unità geografiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2024 08:31:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Unità geografiche aggiuntive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per il Consorzio Franciacorta in arrivo 134 unità geografiche. “Ci apprestiamo finalmente a portare le Uga nel disciplinare che avevamo chiesto nel 2016 – ha annunciato il presidente Silvano Brescianini. Quella di ieri, col presidente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per il Consorzio Franciacorta in arrivo 134 unità geografiche. “Ci apprestiamo finalmente a portare le Uga nel disciplinare che avevamo chiesto nel 2016 – ha annunciato il presidente Silvano Brescianini.</em></p>
<p>Quella di ieri, col presidente Silvano Brescianini che si è dichiarato a fine mandato, è stata anche l&#8217;occasione per fare il punto sul distretto vitivinicolo lombardo delle bollicine Metodo Classico.</p>
<p>&#8220;Ci apprestiamo finalmente a <strong>portare le <a href="https://www.qualivita.it/argomento/unita-geografiche-aggiuntive/" target="_blank" rel="noopener">Uga</a> nel disciplinare</strong> &#8211; ha annunciato &#8211; che avevamo chiesto nel 2016. Per lungaggini burocratiche ci <strong>siamo arrivati ora individuandone 134</strong>, tutti luoghi con delle vigne da duecento anni. E&#8217; stato un lavoro, con Alessandro Masnaghetti, complesso, diciamo più da notaio delle terre e di riconoscimento dei nomi autentici dei luoghi così come vengono identificati da chi ci vive. Non potevamo decidere a tavolino e in futuro vedremo quali saranno le unità geografiche più utilizzate in etichetta&#8221;.</p>
<p>Particolare <strong>soddisfazione viene espressa per l&#8217;accordo triennale, con la guida Michelin negli Stati Uniti</strong>, alla luce della recente esperienza di promozione in Texas e gli abbinamenti sperimentati con cucine stellate di ogni tipo, dal barbecue alla cucina messicana.</p>
<p>Ora <strong>nella sede di Erbusco (Brescia) si lavora per il rinnovo delle cariche</strong> ed essendoci più denominazioni sotto lo stesso ombrello, bisogna dare una rappresentatività proporzionale &#8220;sempre con l&#8217;obiettivo, visto che la macchina è rodata da 35 anni, di puntare alla crescita, frutto di una maturità imprenditoriale&#8221; ha assicurato il presidente.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino/2024/11/26/consorzio-franciacorta-in-arrivo-134-unita-geografiche_17035e32-05d7-4319-9d24-dab6f1d8e093.html" target="_blank" rel="noopener"><b>Ansa.it</b></a></p>
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