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	<title>Unione Europea &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Jul 2026 11:02:51 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Unione Europea &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<item>
		<title>UE, proposta agli USA per riduzioni sui dazi su una lista di prodotti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ue-proposta-agli-usa-per-riduzioni-sui-dazi-su-una-lista-di-prodotti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 07:03:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Portavoce della Commissione UE: &#8220;Fortemente impegnati nel dialogo con gli Stati Uniti, proposta una lista di prodotti per possibili riduzioni sui dazi&#8221; &#8220;Abbiamo condiviso con gli Stati Uniti un ampio elenco di prodotti esportati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ue-proposta-agli-usa-per-riduzioni-sui-dazi-su-una-lista-di-prodotti/">UE, proposta agli USA per riduzioni sui dazi su una lista di prodotti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Portavoce della Commissione UE: &#8220;Fortemente impegnati nel dialogo con gli Stati Uniti, proposta una lista di prodotti per possibili riduzioni sui dazi&#8221;</em></p>
<p>&#8220;Abbiamo condiviso con gli Stati Uniti un ampio elenco di prodotti esportati dall&#8217;Unione europea per i quali riteniamo possibili riduzioni tariffarie&#8221;.</p>
<p>Lo ha detto il <strong>portavoce della Commissione europea Olof Gill</strong>, interpellato sulle notizie riportate da Euractiv, secondo cui <strong>Bruxelles avrebbe chiesto a Washington di esentare dal dazio del 15% centinaia di prodotti, tra cui Roquefort, Pecorino, vini, macchinari industriali e dispositivi sanitari</strong>.</p>
<p>Alla domanda se la Commissione stia discutendo con gli Stati Uniti &#8220;altri possibili settori e prodotti&#8221; per i quali ottenere &#8220;riduzioni tariffarie più ampie o persino esenzioni tariffarie&#8221;, Gill ha risposto: &#8220;La risposta è sì. Siamo fortemente impegnati nel dialogo con gli Stati Uniti per raggiungere questo risultato&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2026/07/15/ue-proposta-agli-usa-lista-di-prodotti-per-possibili-riduzioni-sui-dazi_79eaff93-e462-4040-9ae1-0443e6f58f51.html" target="_blank" rel="noopener">Ansa.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ue-proposta-agli-usa-per-riduzioni-sui-dazi-su-una-lista-di-prodotti/">UE, proposta agli USA per riduzioni sui dazi su una lista di prodotti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>“Il sostegno alla filiera del vino sia una priorità”: Italia, Francia e Spagna scrivono all’Ue</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-sostegno-alla-filiera-del-vino-sia-una-priorita-italia-francia-e-spagna-scrivono-allue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 07:51:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il messaggio, a Bruxelles ed ai governi nazionali, delle rappresentanze della filiera del vino di Italia, Francia e Spagna, che valgono la metà del vino mondiale L’impatto dei cambiamenti climatici sui raccolti e sulla competitività [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-sostegno-alla-filiera-del-vino-sia-una-priorita-italia-francia-e-spagna-scrivono-allue/">“Il sostegno alla filiera del vino sia una priorità”: Italia, Francia e Spagna scrivono all’Ue</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em> Il messaggio, a Bruxelles ed ai governi nazionali, delle rappresentanze della filiera del vino di Italia, Francia e Spagna, che valgono la metà del vino mondiale</em></p>
<p>L’impatto dei<strong> cambiamenti climatici</strong> sui raccolti e sulla competitività delle aziende, il<strong> rallentamento dei consumi a livello mondiale</strong>, l’instabilità dei mercati di esportazione e del <strong>contesto geopolitico,</strong> l’<strong>aumento</strong> dei <strong>costi di produzione</strong>, la <strong>necessità di rafforzare i principi del mercato unico</strong> e l’indispensabile <strong>semplificazione amministrativa</strong> per eliminare gli ostacoli burocratici che frenano la competitività delle nostre imprese: sono le sfide del settore del vino di oggi, ampiamente condivise da chi lo rappresenta nei tre Paesi più importanti per la sua produzione, Italia, Franca e Spagna, che sono competitor, tra loro, ma allineati nella difesa di un settore che, solo in Europa, vale oltre 130 miliardi di euro di Pil (<a href="https://winenews.it/it/il-vino-europeo-rilancia-sulla-competitivita-i-messaggi-dello-european-wine-summit-by-ceev_594977/" target="_blank" rel="noopener">stime Ceev</a>).</p>
<p>Un settore che va tutelato, a partire dalla difesa di una <strong>Politica Agricola Comune</strong> &#8211; Pac (in fase di riforma, e sulla quale sono minacciati tagli e accorpamenti di voci di spesa, ndr), “che deve continuare ad essere uno strumento in grado di sostenere questi cambiamenti indispensabili”, con il settore che “deve poter disporre di risorse sufficienti e mirate”, perché “il sostegno alla nostra filiera deve essere una priorità per salvaguardare la nostra economia, la nostra cultura, l’ambiente e i nostri territori”.</p>
<p>Messaggio lanciato ad una sola voce, ai rispettivi <strong>governi</strong> e alla <strong>Commissione Europea</strong>, dalle associazioni di filiera dei tre Paesi che insieme valgono oltre la metà della produzione del vino mondiale (per l’Italia l’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Italiane, Assoenologi, Cia &#8211; Agricoltori Italiani, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini, Fivi e Unione Italiana Vini &#8211; Uiv) riunite, nei giorni scorsi a Irouléguy, in Francia, nel “Gruppo di contatto”, l’annuale momento di dialogo nel quale le associazioni nazionali rappresentative del settore discutono e condividono le proprie posizioni sulle principali sfide che il comparto vitivinicolo è chiamato ad affrontare.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/il-sostegno-alla-filiera-del-vino-sia-una-priorita-italia-francia-e-spagna-scrivono-allue_596392/" target="_blank" rel="noopener"><strong>WineNews</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-sostegno-alla-filiera-del-vino-sia-una-priorita-italia-francia-e-spagna-scrivono-allue/">“Il sostegno alla filiera del vino sia una priorità”: Italia, Francia e Spagna scrivono all’Ue</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Superano 3700 gli alimenti e le bevande europee con Indicazione Geografica</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/superano-i-3700-gli-alimenti-e-le-bevande-europee-con-indicazione-geografica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 07:24:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[NUOVE IG]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>13 nuovi prodotti si uniscono alle oltre 3700 Indicazioni Geografiche registrate in Europa: un modello che preserva il patrimonio alimentare e delle bevande europeo La Commissione europea ha tagliato un importante traguardo nella protezione del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/superano-i-3700-gli-alimenti-e-le-bevande-europee-con-indicazione-geografica/">Superano 3700 gli alimenti e le bevande europee con Indicazione Geografica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>13 nuovi prodotti si uniscono alle oltre 3700 Indicazioni Geografiche registrate in Europa: un modello che preserva il patrimonio alimentare e delle bevande europeo</em></p>
<p>La Commissione europea ha tagliato un importante traguardo nella protezione del patrimonio alimentare e delle bevande europee. Grazie all&#8217;odierno inserimento di <a href="https://eur-lex.europa.eu/oj/direct-access.html?locale=it">13 nuovi prodotti</a> nel registro, l&#8217;UE protegge ufficialmente oltre 3 700 indicazioni geografiche (IG) e continua così a svolgere un ruolo guida a livello mondiale nella protezione della tradizione, nella promozione della sostenibilità e nella premiazione dell&#8217;eccellenza.</p>
<p>Le tredici nuove IG comprendono prodotti provenienti dall’Italia (<a href="https://www.qualivita.it/news/zampina-di-sammichele-di-bari-igp-e-peperoncino-di-calabria-igp-ufficialmente-registrate-in-ue/" target="_blank" rel="noopener">la Zampina di Sammichele di Bari e il Peperoncino di Calabria</a>), dalla <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=CELEX:52026XC00735">Finlandia</a>, dalla Francia, dalla <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=OJ:C_202600750">Romania,</a> dalla Spagna, e dalla <a href="http://data.europa.eu/eli/C/2026/902/oj">Svezia</a>.</p>
<p>Le IG preservano il patrimonio alimentare e delle bevande europeo e promuovono prodotti di qualità in tutta l&#8217;UE e nel resto del mondo. Proteggono i nomi dei prodotti profondamente radicati nelle loro regioni &#8211; garantendo che i consumatori possano fidarsi della loro origine, della loro qualità e dei loro metodi di produzione tradizionali &#8211; e si applicano a un&#8217;ampia gamma di prodotti agricoli, prodotti alimentari, vini e bevande spiritose prodotte in varie regioni.</p>
<p>Le <a href="https://agriculture.ec.europa.eu/farming/geographical-indications-and-quality-schemes/geographical-indications-and-quality-schemes-explained_it">indicazioni geografiche dell&#8217;UE</a> comprendono le <a href="https://agriculture.ec.europa.eu/farming/geographical-indications-and-quality-schemes/geographical-indications-and-quality-schemes-explained_it#pdo">denominazioni di origine protetta (DOP)</a>, le <a href="https://agriculture.ec.europa.eu/farming/geographical-indications-and-quality-schemes/geographical-indications-and-quality-schemes-explained_it#pgi">indicazioni geografiche protette (IGP)</a> e le <a href="https://agriculture.ec.europa.eu/farming/geographical-indications-and-quality-schemes/geographical-indications-and-quality-schemes-explained_it#gi">indicazioni geografiche</a> (IG).</p>
<p>Tra gli esempi più noti vi sono il Parmigiano Reggiano e altri formaggi (come il Queso Manchego e il Roquefort),  la birra bavarese, lo champagne, il whiskey irlandese, le olive Kalamata o la vodka polacca. I prodotti aggiunti oggi rafforzano ulteriormente un sistema che genera oltre 75 miliardi di € di vendite annuali e sostiene centinaia di migliaia di posti di lavoro nelle comunità rurali. Le IG rappresentano il 15,5 % delle esportazioni agroalimentari dell&#8217;UE.</p>
<p>Il <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ:L_202401143">regolamento aggiornato dell&#8217;UE sulle IG</a>, entrato in vigore nel maggio 2024, ha reso la registrazione più rapida e più accessibile, rafforzando nel contempo le tutele contro gli abusi. Una nuova <a href="https://agriculture.ec.europa.eu/media/news/all-you-need-know-about-how-register-your-geographical-indication-product-2025-11-06_en?prefLang=it">guida passo per passo</a> alle IG aiuta ora i produttori a orientarsi nella procedura di domanda.</p>
<p>Fonte: <a href="https://italy.representation.ec.europa.eu/notizie-ed-eventi/notizie/salgono-3700-gli-alimenti-e-le-bevande-europee-con-indicazione-geografica-protetta-2026-06-11_it" target="_blank" rel="noopener">Commissione Europea &#8211; Rappresentanza in Italia</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/superano-i-3700-gli-alimenti-e-le-bevande-europee-con-indicazione-geografica/">Superano 3700 gli alimenti e le bevande europee con Indicazione Geografica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Commissario Ue Agricoltura, il settore vino si trova ad affrontare sfide crescenti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/commissario-ue-agricoltura-il-settore-vino-si-trova-ad-affrontare-sfide-crescenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 07:13:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Christophe Hansen]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Commissario Agricoltura UE, Hansen, &#8220;l&#8217;Europa può offrire il quadro normativo, gli strumenti e la visione per la competitività del vino&#8221;. &#8220;Per l&#8217;Italia e per l&#8217;Europa il vino rappresenta un patrimonio vivente plasmato dai paesaggi, dalle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/commissario-ue-agricoltura-il-settore-vino-si-trova-ad-affrontare-sfide-crescenti/">Commissario Ue Agricoltura, il settore vino si trova ad affrontare sfide crescenti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Commissario Agricoltura UE, Hansen, &#8220;l&#8217;Europa può offrire il quadro normativo, gli strumenti e la visione per la competitività del vino&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;Per l&#8217;Italia e per l&#8217;Europa <strong>il vino rappresenta un patrimonio vivente</strong> plasmato dai paesaggi, dalle tradizioni e da generazioni di artigianalità. Perché il vino è molto più di un prodotto agricolo.</p>
<p>È un patrimonio condiviso a livello mondiale, una parte significativa delle nostre identità e della vita delle nostre regioni, soprattutto in Italia&#8221;. Lo ha detto <strong>Christophe Hansen, Commissario europeo per l&#8217;Agricoltura e l&#8217;Alimentazione</strong>, in un videomessaggio al congresso nazionale Assoenologi, in programma oggi e domani a Conegliano (Treviso).</p>
<p>Secondo Hansen &#8220;<strong>oggi, il settore si trova ad affrontare sfide crescenti</strong>&#8221; come il cambiamento climatico e &#8220;le aspettative dei consumatori stanno evolvendo rapidamente e i mercati diventano sempre più volatili e competitivi. Eppure il vino europeo &#8211; ha precisato &#8211; continua a rappresentare una storia di successo globale, con circa il 60% del consumo mondiale di vino e oltre <strong>1.700 Indicazioni Geografiche protette</strong>. Ma questa leadership non può essere data per scontata”.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino/2026/05/28/commissario-ue-agricoltura-il-settore-vino-si-trova-ad-affrontare-sfide-crescenti_c1db5727-d401-42b8-9d09-2ca5ba81fadf.html" target="_blank" rel="noopener">Ansa.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/commissario-ue-agricoltura-il-settore-vino-si-trova-ad-affrontare-sfide-crescenti/">Commissario Ue Agricoltura, il settore vino si trova ad affrontare sfide crescenti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Etichettatura d’origine, si allarga il fronte Ue: 12 Paesi chiedono di “rafforzarla ed estenderla”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/etichettatura-dorigine-si-allarga-il-fronte-ue-12-paesi-chiedono-di-rafforzarla-ed-estenderla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 08:39:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dodici Paesi UE chiedono alla Commissione europea di rafforzare l’etichettatura obbligatoria d’origine per gli alimenti, con l’obiettivo di aumentare trasparenza, tutela dei consumatori e competitività della filiera agroalimentare europea. Ad Italia, Austria e Francia si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/etichettatura-dorigine-si-allarga-il-fronte-ue-12-paesi-chiedono-di-rafforzarla-ed-estenderla/">Etichettatura d’origine, si allarga il fronte Ue: 12 Paesi chiedono di “rafforzarla ed estenderla”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dodici Paesi UE chiedono alla Commissione europea di rafforzare l’etichettatura obbligatoria d’origine per gli alimenti, con l’obiettivo di aumentare trasparenza, tutela dei consumatori e competitività della filiera agroalimentare europea. </em><em>Ad Italia, Austria e Francia si aggiungono altri 9 Stati membri. Coldiretti: “primo importante riscontro politico della direzione da noi indicata”</em></p>
<p><strong>Si allarga il fronte dei Paesi dell’Unione Europea decisi a rafforzare il sistema di etichettatura obbligatoria d’origine </strong>ed estenderla “al maggior numero possibile di prodotti alimentari”. Una <strong>richiesta rilanciata e avanzata ancora una volta alla Commissione Europea</strong>, in occasione del Consiglio Ue Agrifish in corso a Bruxelles, dagli<strong> Stati Membri in prima linea rispetto al tema, ovvero Italia, Austria e Francia, ma sostenuti stavolta anche da Bulgaria, Croazia, Finlandia, Grecia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Spagna.</strong></p>
<p>Un “corpo” composto da <strong>12 soggetti che hanno promosso una discussione informale tra i Ministri europei dell’Agricoltura, tornando a insistere su una questione già sollevata più volte negli anni </strong>e della quale anche associazioni di categoria, come Coldiretti in primis, si sono fatte più volte promotrici, <a href="https://winenews.it/it/da-coldiretti-1-milione-di-firme-al-commissario-ue-varhelyi-per-la-sicurezza-alimentare_589949/">raccogliendo anche oltre un milione di firme</a>, consegnate direttamente al Commissario Europeo alla Salute Olivér Várhelyi nell’ultimo incontro a Roma a Palazzo Rospigliosi, <strong>per chiedere l’obbligo dell’indicazione di origine su tutti gli alimenti commercializzati nell’Unione Europea</strong>, o con <a href="https://winenews.it/it/cambiare-codice-doganale-e-si-alletichetta-di-origine-coldiretti-al-brennero-per-il-made-in-italy_589423/">mobilitazioni nazionali come la più recente al Brennero</a>, dove 10.000 agricoltori sono scesi in piazza per denunciare le distorsioni del codice doganale europeo e della norma dell’ultima trasformazione sostanziale, che consente a prodotti stranieri di diventare formalmente made in Italy dopo lavorazioni minime effettuate nel nostro Paese.</p>
<p>A Bruxelles, i 12 Paesi hanno denunciato che la “<strong>trasparenza per i consumatori e la parità normativa tra produttori europei ed extraeuropei rimangono insufficienti</strong>”, invitando l’esecutivo europeo ad accelerare la revisione del regolamento sull’informazione alimentare ai consumatori per “garantire maggiore trasparenza ai consumatori, rafforzare la posizione degli agricoltori europei e sostenere la sovranità alimentare dell’Ue”.</p>
<p>La misura consentirebbe “ai consumatori di compiere scelte di acquisto informate, rafforzerebbe la posizione degli agricoltori europei nella catena di approvvigionamento alimentare e contribuirebbe a migliorare la sovranità alimentare e a rafforzare la resilienza dell’agricoltura europea”, si legge nella nota informativa.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://winenews.it/it/etichettatura-dorigine-si-allarga-il-fronte-ue-12-paesi-chiedono-di-rafforzarla-ed-estenderla_592118/" target="_blank" rel="noopener">Wine News.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/etichettatura-dorigine-si-allarga-il-fronte-ue-12-paesi-chiedono-di-rafforzarla-ed-estenderla/">Etichettatura d’origine, si allarga il fronte Ue: 12 Paesi chiedono di “rafforzarla ed estenderla”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bilancio UE, l’Italia e altri quindici Paesi: no a tagli su coesione e agricoltura</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/bilancio-ue-litalia-e-altri-quindici-paesi-no-a-tagli-su-coesione-e-agricoltura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 07:33:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=522300</guid>

					<description><![CDATA[<p>Bilancio UE e agricoltura: torna la spaccatura tra Nord e Sud, a cui si aggiungono anche i Paesi dell’Est. I firmatari favorevoli anche a nuovo debito in comune e rimborso graduale di NGEU. Francia e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/bilancio-ue-litalia-e-altri-quindici-paesi-no-a-tagli-su-coesione-e-agricoltura/">Bilancio UE, l’Italia e altri quindici Paesi: no a tagli su coesione e agricoltura</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Bilancio UE e agricoltura: torna la spaccatura tra Nord e Sud, a cui si aggiungono anche i Paesi dell’Est. I firmatari favorevoli anche a nuovo debito in comune e rimborso graduale di NGEU. Francia e Germania insistono invece per investire soprattutto in ricerca, innovazione, digitale e difesa</em></p>
<p>Prende velocità il <strong>negoziato diplomatico sul futuro bilancio europeo 2028-2034</strong>. I Paesi membri hanno tenuto ieri un dibattito di orientamento nel quale sono state confermate (per ora) le tradizionali posizioni dei governi.</p>
<h4>Sedici governi hanno firmato un documento nel quale hanno difeso la spesa per la coesione e l’agricoltura</h4>
<p>Soprattutto si sono detti favorevoli a nuovo debito in comune per finanziare beni pubblici europei e un rimborso graduale del NextGenerationEU. «Il dibattito tra i ministri per gli Affari europei è stato utile – ha affermato Marilena Raouna, la viceministra cipriota per gli Affari europei che ha presieduto la riunione ministeriale di ieri -. Posso confermare che a breve presenteremo una proposta di schema negoziale, con specifiche cifre per posta di bilancio (…) Vi sono ancora divergenze tra i Paesi membri, ma stiamo lavorando per ridurre le differenze. Vediamo già potenziali zone di compromesso» (landing zones, in inglese).</p>
<p>In questo contesto, l’Italia e altri 15 Paesi del Sud e dell’Est Europa (Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Spagna, Croazia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia) hanno chiesto di rivedere la proposta di bilancio presentata dalla Commissione europea (si veda Il Sole 24 Ore del 17 luglio 2025).</p>
<h4>I pilastri</h4>
<p>Oltre alla posta dedicata all’amministrazione comunitaria, gli altri <strong>pilastri sono dedicati alla coesione e all’agricoltura</strong> (865 miliardi di euro), alla <strong>competitività economica</strong> (410 miliardi) e all’<strong>azione esterna</strong> (200 miliardi). Nel loro documento i 16 Paesi notano innanzitutto che nella proposta «la politica della coesione, dell’agricoltura e della pesca sono le uniche politiche soggette a riduzioni in termini reali, nonostante l’aumento complessivo della dotazione del nuovo bilancio europeo».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Compromesso UE sul Prosecco australiano: export vietato tra 10 anni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/compromesso-ue-sul-prosecco-australiano-export-vietato-tra-10-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 07:25:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’intesa firmata da von der Leyen apre alla possibilità di utilizzare i marchi DOP e IGP in via transitoria: I produttori si dividono Un periodo transitorio di dieci anni per arrivare al divieto di export [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’intesa firmata da von der Leyen apre alla possibilità di utilizzare i marchi DOP e IGP in via transitoria: I produttori si dividono</em></p>
<p>Un <strong>periodo transitorio di dieci anni per arrivare al divieto di export del prosecco made in Australia</strong>, che non potrà più utilizzare questa denominazione. Il compromesso raggiunto nell’accordo di libero scambio con l’Unione europea non ha soddisfatto tutti i produttori.</p>
<p>Anzi, c’è chi, come <strong>Giacomo Ponti, presidente di Federvini, parla di «occasione persa» per affermare l’unicità delle nostre IG</strong>.</p>
<p>«Le copie basano la loro competitività sul prezzo: quando sullo stesso scaffale sono accanto ai nostri prodotti creano confusione nel consumatore», rileva Ponti. Eppure persino Coldiretti, che da anni periodicamente pubblica dati su quanto <strong>il made in Italy perde a causa dell’italian sounding</strong>, ha accolto l’intesa Ue-Australia come «una spinta importante per l’export agroalimentare tricolore», pur ribadendo che «<strong>occorre rafforzare la tutela delle nostre eccellenze</strong>».</p>
<p>In realtà<strong> il riconoscimento delle Indicazioni Geografiche</strong>, formalizzato a livello europeo solo nel 1990, ma che affonda le sue radici in tradizioni produttive secolari, è un effetto “collaterale” positivo per la Ue dei trattati di libero scambio firmati affannosamente uno dietro l’altro negli ultimi mesi dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, per trovare vie alternative all’export dopo la <strong>guerra dei dazi</strong> scatenata dal presidente Usa Donald Trump. Il sistema europeo di DOP e IGP, che si calcola valga 75 miliardi di euro in ricavi annuali, ha “copie” in tutti i Paesi d’oltremare dove esistono forti comunità di origine europea.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Repubblica</strong></p>
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		<title>IG, viaggio attraverso l&#8217;Europa: disuguaglianze e prospettive dell&#8217;uso di uno strumento comunitario</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ig-viaggio-attraverso-leuropa-disuguaglianze-e-prospettive-delluso-di-uno-strumento-comunitario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 10:37:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
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		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricerca dell’Università di Padova rileva che l’uso delle IG rimane disomogeneo, con poche prospettive, per le regioni con meno IG, di recuperare sulle altre, a meno di decisi interventi di politica A livello europeo, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La ricerca dell’Università di Padova rileva che l’uso delle IG rimane disomogeneo, con poche prospettive, per le regioni con meno IG, di recuperare sulle altre, a meno di decisi interventi di politica</em></p>
<p>A livello europeo, le IG sono uno strumento sempre più utilizzato per proteggere e valorizzare produzioni agroalimentari fortemente legate ai territori di origine. Tale sviluppo del settore è sostenuto in maniera importante dalla politica agricola comunitaria, la quale identifica nelle IG uno dei capisaldi del settore agroalimentare europeo, operandosi attivamente per la loro protezione e promozione, sia a livello interno che in sede internazionale. Quando però osserviamo “chi” utilizza le IG, la situazione appare alquanto sbilanciata, con il 70% di tutte le IG europee, escludendo i vini, registrate in soli cinque Paesi dell’area Mediterranea (Figura 1). Da un lato, questa non è una situazione sorprendente, vista la lunga tradizione che questi Paesi hanno di una valorizzazione basata sul binomio origine-qualità, anche codificata in leggi nazionali antecedenti la normativa europea. Dall’altro lato, questa disparità di utilizzo (che si riscontra anche a livello sub-nazionale) comporta il rischio che i benefici delle politiche comunitarie di promozione e protezione delle IG siano raccolti in via prevalente proprio da quelle regioni europee dove le IG trovano maggiore diffusione. È importante sottolineare che quest’ultimo aspetto non necessariamente è un elemento di criticità, quanto piuttosto una questione di quale indirizzo strategico si adotta nella valorizzazione dei prodotti agroalimentari. Ad esempio, la promozione, a fianco del sistema IG, di strategie di valorizzazione alternative, più adatte a contesti tradizionalmente lontani dall’uso delle IG, potrebbe essere un modo per raggiungere lo stesso obiettivo (valorizzare le produzioni agroalimentari) percorrendo strade diverse. Se, al contrario, si identifica il sistema IG come strumento principe per la valorizzazione agroalimentare, estenderne l’utilizzo anche alle regioni più distanti da questa strategia di valorizzazione può diventare un modo per diffonderne i benefici in maniera più omogenea sul territorio comunitario. Quest’ultima visione sembra quella adottata a livello comunitario, supportata sia da dichiarazioni che hanno preceduto le ultime due riforme del settore IG, sia da atti pratici, come la decisione di includere, nei nuovi accordi con Paesi terzi per la protezione di IG europee, almeno un prodotto IG di ogni Stato Membro. Ponendosi in quest’ottica, quindi, lo studio delle disparità regionali nell’utilizzo delle IG è funzionale sì a capire qual è l’entità delle disuguaglianze, ma anche per comprendere se sono necessari interventi mirati alla loro riduzione e quali potrebbero essere i più adatti, quali sono le potenziali barriere che ostacolano una diffusione delle IG nei contesti dove la loro presenza è scarsa e, non ultimo, se gli eventuali interventi e sforzi fatti hanno prodotto i risultati attesi. Questo studio si è concentrato su due aspetti in via principale. Il primo è l’analisi temporale delle disparità nell’uso delle IG tra le diverse regioni europee, così da comprendere se e in che misura queste siano andate riducendosi nel tempo. Il secondo, invece, è la valutazione degli effetti del Regolamento 1151/2012, durante la stesura del quale già si richiamava alla necessità di interventi per stimolare la registrazione di IG in quelle regioni dove questo strumento era meno utilizzato. A questo proposito, va sottolineato che la strada scelta è stata principalmente quella di una semplificazione burocratica nei processi di riconoscimento delle IG, strada sulla quale si è proseguito con la riforma del 2024.</p>
<blockquote><p><strong>Leonardo Cei</strong></p>
<p>ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi di Padova, la sua attività di ricerca e di insegnamento si è concentrata sugli schemi di qualità nel settore agroalimentare, con particolare riferimento alle Indicazioni Geografiche a livello di domanda, offerta e su scala territoriale.</p></blockquote>
<h4>Metodologia</h4>
<p>Di disuguaglianze si parla spesso in ambito economico, di solito riguardo alla distribuzione della ricchezza. Uno strumento semplice ed intuitivo per misurarle è l’indice di Gini: se il suo valore è alto (il valore massimo è 1) le disuguaglianze sono elevate, se il suo valore è prossimo a zero, la variabile che stiamo osservando (per esempio, la ricchezza) è distribuita equamente. In questo studio, l’indice di Gini è stato calcolato sulla base del numero di IG registrato nelle diverse regioni europee. Così, il suo valore attuale ci dice quanto è disomogenea la presenza delle IG sul territorio europeo. La sua dinamica nel tempo, invece, analizzata tramite una “analisi di convergenza”, permette di capire se le disuguaglianze siano andate aumentando o diminuendo. Infine, guardare, tramite specifiche analisi d’impatto, se e come l’indice è cambiato dopo l’entrata in vigore del Regolamento 1151/2012 ci dice se questo ha avuto qualche effetto nel rendere l’uso delle IG più omogeneo nell’UE.</p>
<h4>Risultati</h4>
<p>Come atteso, il valore attuale dell’indice di Gini è abbastanza alto, pari a 0,59. Questo conferma che le disuguaglianze tra regioni europee sono tutt’ora rilevanti. Guardando alla loro evoluzione nel tempo, riportata in Figura 2, si nota che tali disuguaglianze si sono in parte ridotte, anche se non in maniera accentuata (tra il 2000 ed il 2022 l’indice è sceso solamente dell’11,5%). Ciò testimonia che il processo di “convergenza”, che dovrebbe portare ad un uso più uniforme delle IG su tutto il territorio europeo, procede abbastanza lentamente. Analisi più dettagliate mettono poi in luce due elementi di interesse. Il primo è che esistono differenze rilevanti tra le due tipologie di IG: DOP e IGP. Mentre per le IGP, infatti, si assiste ad una certa riduzione delle disuguaglianze, per le DOP queste rimangono elevate (indice di Gini pari a 0,70). Evidentemente, mentre le regioni “povere” di IG sono riuscite a recuperare, anche se poco, sull’utilizzo delle IGP, le stesse non hanno fatto invece passi in avanti sostanziali nel settore DOP. Attraverso una “scomposizione” delle disuguaglianze, un secondo aspetto rilevato è che le disuguaglianze “interne” (cioè quelle tra regioni di uno stesso Stato) giocano un ruolo marginale rispetto alle disuguaglianze “esterne” (cioè quelle tra regioni di Stati diversi). Questo suggerisce un’importanza rilevante, nel determinare la diversa propensione a sfruttare le IG come strumento di valorizzazione, di fattori che agiscono su scala nazionale, come potrebbero essere il contesto istituzionale o la presenza di particolari organismi ed organizzazioni locali. Un’ultima evidenza riguarda l’effetto degli interventi di riforma del settore IG sulla riduzione nelle disparità di utilizzo delle stesse. A questo riguardo, non si è osservato nessun impatto del Regolamento 1151/2012 in questo senso. Gli auspicati snellimenti burocratici previsti dalla scorsa riforma non sembrano aver quindi dato un contributo per un uso più omogeneo delle IG sul territorio europeo.</p>
<h4>Conclusioni</h4>
<p>Per quanto le IG siano un valido strumento per valorizzare le produzioni agroalimentari locali, il loro utilizzo rimane ancora molto eterogeneo. Alcune regioni, come ad esempio l’area mediterranea, ne fanno un uso ampio ed importante, registrando molti prodotti IG. In altre aree, invece, le registrazioni scarseggiano e stentano a decollare. Ciò produce forti disparità, la cui persistenza pone alcune questioni di rilievo per la politica comunitaria. In particolare, la tendenza verso un uso delle IG più uniforme sul territorio europeo non sembra essere un processo spontaneo. Ne deriva, quindi, che, se questo è l’obiettivo perseguito, tale processo richiede di essere stimolato ed accompagnato con interventi mirati ad incrementare l’uso delle IG nelle regioni meno propense a farlo. A questo proposito, ed in attesa della piena attuazione delle misure previste dal nuovo Regolamento 2024/1143, gli interventi finora messi in atto, incentrati sulla semplificazione burocratica dei processi di registrazione, non sembrano risultati efficaci in questo senso. Ciò è in linea con la dinamica delle registrazioni di DOP ed IGP: a fronte di processi burocratici analoghi, la disparità nell’uso delle DOP è rimasta invariata, mentre passi in avanti sono stati fatti nel comparto IGP. Lo snellimento delle pratiche burocratiche, quindi, per quanto di potenziale utilità per facilitare la registrazione di IG, dovrebbe essere considerato solo uno degli interventi per colmare il gap in termini di IG tra diverse regioni. Agire anche su altri fattori sembra quindi fondamentale. In questo senso, tra quelli suggeriti dalla letteratura scientifica, particolare importanza sembrano avere quelli di carattere nazionale. A questo riguardo, investire sullo sviluppo dei singoli sistemi IG nazionali, intesi come esperienza e capacità degli attori tecnici ed istituzionali, potrebbe essere un punto di partenza per estendere ulteriormente l’utilizzo delle IG anche in contesti finora rimasti ai margini della politica IG.</p>
<blockquote><p><strong>RIFERIMENTI RICERCA</strong></p>
<p><strong>Titolo</strong><br />
The distribution of geographical indications across Europe. Reflecting spatial patterns and the role of policy.</p>
<p><strong>Autori</strong><br />
L. Cei</p>
<p><strong>Fonte</strong><br />
European Planning Studies 2025, 33 (2): 281-300. https://doi.org/10.1080/09654313.2024.2438039</p>
<p><strong>Abstract</strong><br />
La politica agricola dell’Unione Europea affida alle Indicazioni Geografiche il compito di valorizzare le produzioni agroalimentari<br />
locali, ma il loro utilizzo varia notevolmente tra le regioni europee. Il Regolamento IG del 2024 nasce anche con l’obiettivo di incentivare le registrazioni nelle aree tradizionalmente meno attive. L’articolo analizza la disuguaglianza nella distribuzione spaziale<br />
delle IG in Europa: i) esamina i pattern di registrazione tramite tecniche di analisi della disuguaglianza; ii) verifica l’esistenza di processi di convergenza tra regioni; iii) valuta l’impatto della riforma nel favorirli. L’applicazione di scomposizioni dell’indice di Gini evidenzia che le DOP e fattori transnazionali contribuiscono ad accrescere le disuguaglianze. I processi di convergenza sono in atto ma procedono lentamente, suggerendo la necessità di politiche più incisive; inoltre, l’analisi d’impatto tramite serie temporali interrotte non rileva effetti significativi dell’ultima riforma nel promuovere tale convergenza.</p>
<p><strong>Bibliografia essenziale</strong><br />
1. Cei, L., Stefani, G., Defrancesco, E. (2021). How do Local Factors Shape the Regional Adoption of Geographical Indications in Europe? Evidences from France, Italy and Spain. Food Policy, 105.<br />
2. Cei, L., Stefani, G., Defrancesco, E., Lombardi, G.V. (2018). Geographical Indications: A First Assessment of the Impact on Rural Development in Italian NUTS3 Regions. Land Use Policy, 75: 620-630.<br />
3. Huysmans, M. (2022). Exporting Protection: EU Trade Agreements, Geographical Indications, and Gastronationalism. Review of International Political Economy, 29: 979-1005.<br />
4. Huysmans, M., Swinnen, J. (2019). No Terroir in the Cold? A Note on the Geography of Geographical Indications”. Journal of Agricultural Economics 70: 550-559.<br />
5. Resce, G., Vaquero-Piñeiro, C. (2022). Predicting Agri-Food Quality Across Space: A Machine Learning Model for the Acknowledgement of Geographical Indications. Food Policy, 112.<br />
6. Vaquero-Piñeiro, C. (2021). The Long-Term Fortunes of Territories as a Route for Agri-Food Policies: Evidence from Geographical Indications. Bio-based and Applied Economics, 10: 89-108.</p></blockquote>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2026-01/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2026 n°01</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/Consortium-30_IG-viaggio-attraverso-lEuropa_Cei.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L’ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>L’Europa punta su Mercosur, India e Australia per aumentare l’export</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/leuropa-punta-su-mercosur-india-e-australia-per-aumentare-lexport/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 07:18:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dagli accordi di Bruxelles con il Sud America e Nuova Delhi una riduzione delle tariffe di almeno 8 miliardi che cerca di scongiurare gli effetti dei dazi USA sull&#8217;Export UE Tra un mese, il prossimo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dagli accordi di Bruxelles con il Sud America e Nuova Delhi una riduzione delle tariffe di almeno 8 miliardi che cerca di scongiurare gli effetti dei dazi USA sull&#8217;Export UE</em></p>
<p>Tra un mese, il prossimo 1° maggio, <a href="https://www.qualivita.it/argomento/mercosur/" target="_blank" rel="noopener"><strong>entrerà ufficialmente in vigore l’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e i Paesi del Mercosur</strong></a>. Le sessantamila imprese europee che esportano in Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay – di cui circa 13 mila italiane – potranno vendere i loro prodotti a un prezzo inferiore grazie al taglio dei dazi, che verranno gradualmente azzerati per circa il 91% delle merci. A beneficiarne saranno soprattutto i settori industriali, la chimica, la farmaceutica, ma anche l’abbigliamento. Un <strong>risparmio calcolato in 4 miliardi di euro l’anno</strong> che, a regime, dovrebbe avere un <strong>impatto di circa 80 miliardi di euro sull’economia europea</strong>.</p>
<p>Ed è <strong>di circa 4 miliardi anche il taglio dei dazi</strong> previsto dall’intesa raggiunta nelle scorse settimane <a href="https://www.qualivita.it/argomento/ue-india/" target="_blank" rel="noopener"><strong>con l’India</strong></a>, che aprirà le porte a un <strong>mercato di 1,45 miliardi di persone</strong> con l’obiettivo di «raddoppiare» le esportazioni entro il 2032.</p>
<p><strong> I produttori di vini</strong> – soprattutto quelli italiani – non vedono l’ora che entri in vigore, dato che oggi il mercato è sbarrato da dazi che arrivano fino al 150%. Ma per vederne gli effetti bisognerà attendere ancora un po’ di tempo, in quanto l’iter di approvazione e di ratifica dell’accordo non è ancora iniziato: <strong>i governi Ue e il Parlamento europeo dovranno dire la loro</strong>.</p>
<p>Stesso discorso per l’ultimo arrivato nella lista degli accordi commerciali, quello con <a href="https://www.qualivita.it/argomento/ue-australia/" target="_blank" rel="noopener">l’<strong>Australia</strong></a>: in questo caso <strong>l’Ue punta a far salire del 33% le esportazioni</strong> verso il Paese dell’emisfero Sud grazie al <strong>taglio di circa un miliardo di euro di dazi</strong>. Al tempo stesso, <strong>l’intesa garantirà all’Ue anche un accesso privilegiato al “tesoro minerario” del Paese</strong>. Si tratta di tre tasselli fondamentali della politica commerciale dell’Unione europea che, dopo un periodo di stagnazione nei negoziati, si è rinvigorita in seguito alle tensioni con gli Stati Uniti di Donald Trump.</p>
<p>Nei giorni scorsi, <strong>l’Europarlamento ha dato il suo via libera all’intesa commerciale firmata nel luglio scorso in Scozia</strong>, pur considerandola sbilanciata. La guerra dei dazi scatenata dall’inquilino della Casa Bianca ha seminato grande incertezza nel commercio globale e così <strong>l’Ue ha cercato di fare squadra con alcuni «partner affidabili», rifugiandosi in una serie di accordi guardati con molto scetticismo da determinati settori produttivi europei, in primis quello agricolo</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.lastampa.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Stampa</strong></a></p>
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		<title>Dazi, l&#8217;Eurocamera dà il primo ok all&#8217;intesa Bruxelles-Washington</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dazi-leurocamera-da-il-primo-ok-allintesa-bruxelles-washington/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:21:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dazi USA-UE: dalla Commissione Parlamentare europea il via libera al compromesso con clausole precise su durata e condizioni la palla passa all&#8217;aula A fatica e con una serie di paletti, l&#8217;Europarlamento prova a far tornare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dazi-leurocamera-da-il-primo-ok-allintesa-bruxelles-washington/">Dazi, l&#8217;Eurocamera dà il primo ok all&#8217;intesa Bruxelles-Washington</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dazi USA-UE: dalla Commissione Parlamentare europea il via libera al compromesso con clausole precise su durata e condizioni la palla passa all&#8217;aula</em></p>
<p>A fatica e con una serie di paletti, <strong>l&#8217;Europarlamento prova a far tornare il sereno commerciale sulle due sponde dell&#8217;Atlantico</strong>. Lo fa dopo una serie di tentativi andati a vuoto per via delle tensioni riaccese prima con le minacce trumpiane di conquista della Groenlandia e poi con quelle di vendetta contro la Spagna. A complicare il quadro, pure l&#8217;<strong>incertezza generata dalla sentenza con cui la Corte Suprema Usa ha invalidato i dazi americani</strong>.</p>
<p>Tutti sviluppi che, in un modo o nell&#8217;altro, hanno lasciato nel limbo la ratifica, da parte dell&#8217;Eurocamera, del patto siglato a luglio in Scozia da Donald Trump e Ursula von der Leyen: cioè dazi zero o quasi su gran parte della manifattura e dell&#8217;agroalimentare Usa, in cambio di un 15% &#8220;tutto incluso&#8221; sull&#8217;export Ue.</p>
<h4>IL VOTO</h4>
<p>Ieri mattina, con un voto a lungo atteso, <strong>la commissione parlamentare Commercio internazionale ha provato a riavvolgere il nastro</strong>. E con 29 sì, 9 no e un astenuto ha dato il <strong>primo via libera alle concessioni promesse a Washington</strong>. In nome di un&#8217;ampia convergenza politica, tuttavia, gli eurodeputati hanno fissato delle condizioni ben precise.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Messaggero</strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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