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	<title>trend2026 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>trend2026 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Il vino no e low alcol cavalca il trend della moderazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:22:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo una ricerca della società di analisi del beverage alcolico, la domanda di no e low alcol cresce nei mercati chiave grazie a Gen Z e Millennial, ma sensibilità al prezzo e aspettative di gusto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Secondo una ricerca della società di analisi del beverage alcolico, la domanda di no e low alcol cresce nei mercati chiave grazie a Gen Z e Millennial, ma sensibilità al prezzo e aspettative di gusto e qualità potrebbero frenarne il potenziale.</em></p>
<p>I consumatori dei principali mercati mondiali del vino si avvicinano sempre di più ai prodotti no e low alcol, <strong>complice il trend ormai consolidato della moderazione e l&#8217;attenzione crescente verso salute e benessere</strong>. Secondo il report <strong><em>Opportunities in No- and Low-Alcohol Wine 2025</em> </strong>di <a href="https://www.theiwsr.com/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2"><strong>IWSR</strong></a>, la partecipazione e la frequenza di consumo continuano a crescere, soprattutto tra i winelover più giovani, facendo espandere il mercato del vino <a href="https://www.qualivita.it/argomento/no-lo/" target="_blank" rel="noopener">no/low</a> nei T8, gli otto mercati principali monitorati.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Tutti e otto i mercati hanno registrato una crescita dei volumi di vino no alcol nel periodo 2019-2024, con tassi di crescita medi annui (CAGR) che vanno dalla crescita a una cifra dei mercati più maturi &#8211; <strong>Francia</strong> (+4%), <strong>Germania</strong> (+9%) e <strong>Spagna</strong> (+6%) &#8211; a incrementi decisamente più marcati in <strong>Stati Uniti</strong> (+23%), <strong>Regno Unito</strong> (+15%), <strong>Australia</strong> (+18%), <strong>Canada</strong> (+27%) e <strong>Giappone</strong> (+26%).</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/iswr_nolo_dati_2025.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-526818" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/iswr_nolo_dati_2025.jpg" alt="" width="1200" height="800" /></a></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://vinonews24.it/2026/07/30/iwsr-il-vino-no-e-low-alcol-cavalca-il-trend-della-moderazione/" target="_blank" rel="noopener">VinoNews24.it</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Vendemmia 2026, i produttori italiani di vino: «Clima troppo incerto, quest&#8217;anno impossibile fare previsioni sui volumi»</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vendemmia-2026-i-produttori-italiani-di-vino-clima-troppo-incerto-questanno-impossibile-fare-previsioni-sui-volumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:48:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In una nota congiunta, Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv) fanno sapere che i dati sulla vendemmia dell&#8217; annata corrente saranno resi noti solo al termine della campagna vendemmiale. L&#8217;incertezza climatica colpisce anche il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="summary-art is--brera-r is-mr-b-20 is-mr-t-20"><em>In una nota congiunta, Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv) fanno sapere che i dati sulla vendemmia dell&#8217; annata corrente saranno resi noti solo al termine della campagna vendemmiale.</em></p>
<p class="chapter-paragraph">L&#8217;incertezza climatica colpisce anche il mondo del<b> vino italiano</b>. Quest&#8217;anno &#8211; fanno sapere <b>Assoenologi</b>, <b>Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare</b> <b>(Ismea) </b>e <b>Unione italiana vini (Uiv)</b> &#8211; non si terrà la tradizionale conferenza stampa dedicata alle <b>previsioni sulla vendemmia</b>: impossibile, alla luce degli eventi meteorologici di queste settimane, fare previsioni esatte sui volumi di produzione per il 2026.</p>
<p class="chapter-paragraph">«La scelta &#8211; si legge in una nota congiunta &#8211; nasce dalla volontà di <b>fornire informazioni quanto più accurate e rappresentative possibile</b> dell’andamento della stagione. In un contesto caratterizzato da <b>condizioni climatiche sempre più variabili</b>, le stime effettuate prima della conclusione della raccolta possono risultare soggette a significative variazioni».</p>
<p class="chapter-paragraph">Per questi motivi, l&#8217;appuntamento è fissato direttamente per il<b> termine della vendemmia 2026. </b></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.corriere.it/cook/news/26_luglio_29/vendemmia-italia-vino-clima-967c895c-0dd4-4720-b7dc-2794479f1xlk.shtml" target="_blank" rel="noopener"><strong>Corriere.it</strong></a></p>
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		<item>
		<title>Cala l&#8217;export dei vini Dop europei nel primo quadrimestre, Italia -6,2%</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cala-lexport-dei-vini-dop-europei-nel-primo-quadrimestre-italia-62/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:21:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nomisma Wine Monitor sui vini Dop europei, perdite limitate per bianchi e spumanti giù molti rossi. Nessuno dei principali paesi esportatori di vini Dop europei chiude in positivo il primo quadrimestre 2026. Secondo il nuovo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cala-lexport-dei-vini-dop-europei-nel-primo-quadrimestre-italia-62/">Cala l&#8217;export dei vini Dop europei nel primo quadrimestre, Italia -6,2%</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nomisma Wine Monitor sui vini Dop europei, perdite limitate per bianchi e spumanti giù molti rossi.</em></p>
<p>Nessuno dei principali paesi esportatori di vini Dop europei chiude in positivo il primo quadrimestre 2026.</p>
<p>Secondo il nuovo Report di Nomisma Wine Monitor, rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente l&#8217;Italia perde il 6,2% a valore, la Francia il 3,4%, la Germania il 5,5%. Peggio di tutti la Spagna, con un -8,5%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Tra le singole denominazioni, partendo dagli spumanti, lo Champagne chiude i primi quattro mesi con volumi in crescita del 3%, ma il vero exploit è dei Cremant francesi con +19,4%. In Italia il <strong>Prosecco</strong> tiene, con un calo dello 0,8% nei volumi; l&#8217;<strong>Asti</strong> <strong>DOP</strong> prova invece il rimbalzo (+1% a volume) dopo un 2025 difficile, puntando anche sulla Cina, dove gli spumanti restano una nicchia ma crescono nei consumi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>In <strong>Italia</strong> reggono <strong>Sicilia</strong> e <strong>Toscana</strong>, con l&#8217;export a valore rispettivamente a +2,8% e +3,3%. Segno negativo invece per il Riesling della Mosella, che crolla dell&#8217;11%, e per i bianchi veneti con quasi -4% sul quadrimestre dello scorso anno. Nel capitolo dei rossi, il più critico, gli aumenti sono minimi. La Borgogna si salva anche qui, con l&#8217;export a valore con quasi +3%, ma a fronte di un calo nei volumi della stessa entità.</p>
<p>Continua la crisi di Bordeaux che nei rossi segna -19% a valore e -8% a volume. Anche i<strong> rossi Dop italiani</strong> non brillano: Toscana e Veneto perdono oltre il 10% a valore, mentre il Piemonte contiene i danni (-2,5%) e cresce addirittura del 9% a volume.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino/2026/07/29/cala-lexport-dei-vini-dop-europei-nel-primo-quadrimestre-italia_574d29f3-49af-4225-b374-39fa3cb3797d.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ansa.it</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cala-lexport-dei-vini-dop-europei-nel-primo-quadrimestre-italia-62/">Cala l&#8217;export dei vini Dop europei nel primo quadrimestre, Italia -6,2%</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Assodistil, export di spirits a 1,7 miliardi di euro. L’Italia tiene meglio dei competitor</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/assodistil-export-di-spirits-a-17-miliardi-di-euro-litalia-tiene-meglio-dei-competitor/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 08:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[bevande spiritose]]></category>
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		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Assodistil “per crescere servono innovazione, diversificazione e apertura verso nuovi mercati”. L’Italia tiene meglio dei competitor (-5%) nonostante il rallentamento del commercio mondiale e l’export raggiunge 1,7 miliardi di euro. Il mercato delle bevande spiritose [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Assodistil “per crescere servono innovazione, diversificazione e apertura verso nuovi mercati”. L’Italia tiene meglio dei competitor (-5%) nonostante il rallentamento del commercio mondiale e l’export raggiunge 1,7 miliardi di euro.</em></p>
<p>Il mercato delle bevande spiritose sta attraversando una fase particolarmente complessa, caratterizzata da nuove tendenze di consumo, una domanda interna debole, tensioni geopolitiche e commerciali che continuano a generare incertezza sui mercati internazionali. In questo contesto, nonostante il rallentamento del commercio mondiale, le bevande spiritose italiane confermano una <strong>forte vocazione internazionale con un export che nel 2025 ha raggiunto 1,7 miliardi di euro, in crescita del 33,7% rispetto al 2019 ma con un calo del -5% rispetto al 2024</strong>.</p>
<p>In uno scenario sempre più competitivo emerge la <strong>necessità di puntare sulla diversificazione geografica dell’export e sull’innovazione dell’offerta</strong>, intercettando le nuove tendenze di consumo e rafforzando la presenza nei mercati a maggiore potenziale di crescita. È quanto emerge dagli studi realizzati da <strong>Nomisma</strong> e dall’<strong>Osservatorio Distillati di Format Research</strong> presentati oggi in occasione dell’<strong>80ª Assemblea Annuale di AssoDistil</strong>.</p>
<p>Lo scenario economico mostra elementi di fragilità con una crescita contenuta dei consumi da parte delle famiglie italiane, fortemente condizionata dall’aumento delle spese obbligate e dai costi energetici. Sempre più consumatori, infatti, adottano comportamenti prudenti e selettivi, privilegiando acquisti consapevoli e orientati alla qualità. Nonostante questo, <strong>le imprese del comparto mostrano una buona capacità di tenuta</strong>: secondo l’Osservatorio Distillati di Format Research gli indicatori economici delle aziende del settore continuano infatti a collocarsi su livelli superiori alla media nazionale, confermando una sostanziale stabilità anche nelle prospettive per il 2026.</p>
<h4>In Italia prosegue il calo dei consumi di spirits (-10%), ma cambiano le modalità di consumo</h4>
<p>Nel 2025 il consumo di Spirits in Italia si è attestato a circa 125 milioni di litri, registrando una <strong>flessione del 10% rispetto al 2019</strong>. I liquori sono la categoria più importante del mercato nazionale con il <strong>52% dei consumi complessivi</strong>, seguiti da rum (11%), grappa (10%), vodka (8%) e gin (7%). Ma la riduzione dei volumi non significa però un venir meno dell’interesse verso il comparto. Gli italiani continuano a consumare Spirits, ma in modo diverso rispetto al passato, si consolida il <strong>paradigma del “better, not more”</strong>: il 52% dichiara di uscire meno per pranzi e cene fuori casa ma, quando lo fa, sceglie esperienze di maggiore qualità.</p>
<p><strong> Parallelamente si rafforzano alcune tendenze che stanno trasformando il mercato</strong>: cresce l’interesse per la <strong>mixology</strong>, sia nei locali sia tra le mura domestiche: l’80% dei consumatori che frequenta i locali preferisce consumare spirits in modalità miscelata, quota che si attesta al 52% anche nel consumo domestico. Continua inoltre <strong>l’espansione dei Ready To Drink a base spiritosa, che nel 2025 hanno raggiunto 22,4 milioni di litri consumati</strong>, registrando una <strong>crescita del 52% rispetto al 2019</strong>. Si affermano inoltre nuove sensibilità verso il benessere e la moderazione: il 15% degli italiani si dichiara interessato a consumare o provare Spirits low alcohol, segnale di un mercato in continua evoluzione.</p>
<h4>Export: rallenta il commercio mondiale, ma l’Italia tiene meglio dei principali competitor (-5%). A trainare la diversificazione dei mercati</h4>
<p>Anche sul fronte internazionale il 2025 ha rappresentato un anno di rallentamento. Dopo anni di crescita sostenuta, il commercio mondiale di Spirits ha registrato una contrazione che ha coinvolto gran parte dei principali Paesi esportatori. In questo scenario <strong>l’Italia ha mostrato una maggiore capacità di tenuta</strong> rispetto ai principali competitor internazionali: a fronte del <strong>-5% registrato dal nostro Paese</strong>, <strong>Francia</strong> (-11%), <strong>Stati Uniti</strong> (-11%) e <strong>Messico</strong> (-17%) hanno subito contrazioni significativamente più marcate.</p>
<p>Restano forti però i motivi di preoccupazione legati all’evoluzione delle politiche commerciali internazionali e alle tensioni geopolitiche per questo assume un’importanza strategica crescente la diversificazione geografica dell’export. Se nel 2019 i primi <strong>tre mercati di destinazione rappresentavano il 43% del valore complessivo dell’export italiano di Spirits</strong>, nel 2025 il peso degli altri mercati è salito al 60%, segnale di una progressiva apertura verso nuove destinazioni.</p>
<p><strong>Tra i Paesi che hanno registrato le migliori performance</strong> dal 2019 spiccano <strong>Polonia</strong> (+227%), <strong>Croazia</strong> (+150%), <strong>Cina</strong> (+129%), <strong>Romania</strong> (+116%), <strong>Svezia</strong> (+111%), <strong>Irlanda</strong> (+107%) e <strong>Giappone</strong> (+100%), a conferma delle opportunità offerte dai mercati emergenti e ad alto potenziale di crescita. Particolare attenzione meritano inoltre le prospettive offerte dall’area Mercosur, un mercato che presenta ampi margini di sviluppo per le produzioni spiritose italiane.</p>
<p>La spinta verso <strong>l’innovazione</strong> e <strong>l’internazionalizzazione</strong> emerge con forza anche dalle aspettative delle imprese. <strong>Secondo Format Research, oltre il 75% delle aziende guarda con fiducia ai prossimi cinque anni</strong>. Il 32,2% individua nei nuovi prodotti la principale direttrice di sviluppo, mentre il 30% punta sull’apertura verso nuovi mercati come condizione fondamentale per agganciare un nuovo ciclo espansivo. Cresce inoltre l’attenzione verso digitalizzazione, automazione dei processi e sostenibilità, considerate leve sempre più importanti per rafforzare la competitività delle imprese nel medio-lungo periodo.</p>
<h4>Dichiarazioni</h4>
<p>“La fase che il settore sta attraversando richiede visione strategica e politiche capaci di sostenere la competitività delle nostre imprese. Le bevande spiritose italiane rappresentano un patrimonio economico, produttivo e culturale che continua a essere apprezzato nel mondo” – <strong>dichiara Antonio Emaldi, Presidente di AssoDistil</strong>. “I dati confermano che le aziende continuano a investire, innovare e guardare al futuro con fiducia, nonostante un contesto internazionale complesso. Oggi più che mai è necessario accompagnare il comparto nelle sfide poste dal cambiamento dei consumi, dalle nuove normative e dall’instabilità dei mercati internazionali. Al tempo stesso dobbiamo cogliere le opportunità offerte dall’innovazione di prodotto, dalla mixology, dalle proposte a basso contenuto alcolico e dall’apertura verso nuovi mercati esteri. Qualità, innovazione e valorizzazione delle nostre produzioni identitarie restano le leve fondamentali per sostenere la crescita del settore e rafforzare il ruolo del Made in Italy nel mondo” – conclude.</p>
<p>“L’analisi condotta da Nomisma evidenzia come la contrazione dei volumi sul mercato interno non coincide con un disinteresse dei consumatori, ma con una trasformazione dei modelli di consumo. Gli italiani non smettono di consumare bevande spiritose, ma cambiano il modo in cui lo fanno: si riducono le occasioni di uscita per via di un quadro macroeconomico complesso, ma si pretende una qualità decisamente superiore quando si frequentano bar e ristoranti, cresce l’interesse per i <strong>ready to drink</strong> e i <strong>NOLO</strong> e continua ad espandersi il fenomeno della mixology (anche fra le mura domestiche). Questa stessa evoluzione si riflette anche sul fronte internazionale: in un anno di generalizzato rallentamento per il commercio mondiale di spirits, l’export italiano si riduce solo del -5% a fronte di cali a doppia cifra di grandi competitor come la Francia, a conferma dell’eccellente reputazione delle produzioni Made in Italy. In tale scenario, la chiave per il futuro risiede nella diversificazione geografica: il fatto che il peso dei top-3 mercati si sia ridotto nel corso degli ultimi anni dimostra come le aziende italiane stiano presidiando con successo nuovi mercati, dall&#8217;Europa dell&#8217;Est all&#8217;Asia” dichiara Emanuele Di Faustino, Head of Industry &amp; Retail di Nomisma.</p>
<p>Fonte: <a href="https://assodistil.it/80a-assemblea-assodistil-ottantanni-di-eccellenza-italiana/" target="_blank" rel="noopener">Assodistil</a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/cs-AssoDistil-mercato-spirits.pdf">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/assodistil-export-di-spirits-a-17-miliardi-di-euro-litalia-tiene-meglio-dei-competitor/">Assodistil, export di spirits a 1,7 miliardi di euro. L’Italia tiene meglio dei competitor</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Vini a bassa gradazione alcolica: il Delle Venezie DOP protagonista del confronto europeo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vini-a-bassa-gradazione-alcolica-il-delle-venezie-dop-protagonista-del-confronto-europeo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 07:10:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[No-Lo]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal convegno sugli effetti del Reg. (UE) 2026/471, c.d. pacchetto vino, promosso da UGIVI, il Consorzio DOC Delle Venezie rilancia il tema del Pinot Grigio a basso contenuto alcolico naturale, una delle principali sfide per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vini-a-bassa-gradazione-alcolica-il-delle-venezie-dop-protagonista-del-confronto-europeo/">Vini a bassa gradazione alcolica: il Delle Venezie DOP protagonista del confronto europeo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal convegno sugli effetti del Reg. (UE) 2026/471, c.d. pacchetto vino, promosso da UGIVI, il Consorzio DOC Delle Venezie rilancia il tema del Pinot Grigio a basso contenuto alcolico naturale, una delle principali sfide per il futuro della viticoltura europea</em></p>
<p>Il Consorzio DOC Delle Venezie ha portato al centro del dibattito europeo sul futuro del vino il tema della bassa gradazione alcolica naturale in occasione del convegno <em>“Il vino cambia: sfide ed opportunità. Il Pacchetto Vino e le sue prime applicazioni”</em>, organizzato da <strong>UGIVI – Unione dei Giuristi della Vite e del Vino</strong>, la Camera Civile di Mantova e Legal Hackers Mantova, svoltosi sabato 13 giugno presso la Cantina di Quistello. L’iniziativa, dedicata all’analisi delle novità introdotte dal Reg. (UE) 2026/471, ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, professionisti e rappresentanti del settore vitivinicolo sui cambiamenti che stanno interessando il comparto.</p>
<p>Nel corso della tavola rotonda conclusiva, moderata dal giornalista Giulio Somma, che ha riunito alcuni tra i principali esponenti del mondo vitivinicolo nazionale ed europeo, <strong>Luca Rigotti</strong>, Presidente del Consorzio DOC Delle Venezie, nonché Presidente del Settore Vino di Confcooperative e del Gruppo di Lavoro Vino di Copa-Cogeca e il Direttore del Consorzio DOC Delle Venezie, <strong>Stefano Sequino</strong> hanno richiamato l’attenzione su una delle questioni più strategiche per il futuro del settore: <strong>la produzione di vini a bassa gradazione alcolica naturale, ottenuti a partire dal vigneto attraverso specifiche pratiche colturali ed agronomiche e non mediante processi meccanici di dealcolazione in cantina</strong>.</p>
<p>Un tema che il Consorzio DOC Delle Venezie segue e approfondisce da tempo e che rappresenta oggi uno degli ambiti di ricerca e innovazione più significativi per il sistema del Pinot Grigio del Triveneto e non solo. Già in occasione del <a href="https://4j0gt.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsDg0irXlPPXcx0CzoNYOI/qDeOamD4eEDS"><strong>convegno annuale del Consorzio, svoltosi a Trento nel novembre 2025</strong></a>, il dibattito aveva evidenziato la necessità di individuare nuove risposte alle trasformazioni del mercato e agli effetti del cambiamento climatico sulla viticoltura.</p>
<p>L’interesse crescente verso i vini a ridotto contenuto alcolico trova infatti riscontro nelle dinamiche dei mercati internazionali. Le più recenti analisi evidenziano una crescita costante del segmento No and Low Alcohol (NoLo), sostenuta dall’evoluzione delle abitudini di consumo, da una maggiore attenzione alla moderazione e dal crescente interesse delle giovani generazioni verso prodotti capaci di coniugare qualità, equilibrio e sostenibilità. In particolare, nei principali mercati internazionali, <strong>il comparto low-alcohol continua a registrare tassi di crescita particolarmente evidenti</strong> che negli USA – primo mercato di riferimento della DOC nordestina – sono stimati tra il +15% e il +18% nel periodo 2024–2028, con un valore complessivo atteso prossimo ai 4–5 miliardi di dollari entro il 2028, aprendo nuove opportunità per le produzioni vitivinicole di qualità.</p>
<p>Accanto alle esigenze del mercato, anche il cambiamento climatico sta imponendo nuove riflessioni al comparto viticolo. L’aumento delle temperature medie e l’anticipo dei processi di maturazione stanno infatti determinando un progressivo incremento del potenziale alcolico delle uve, rendendo sempre più necessario individuare strumenti agronomici capaci di preservare l’equilibrio qualitativo e sensoriale dei vini. In questo contesto, la produzione di vini a bassa gradazione alcolica naturale potrà rappresentare una concreta strategia di adattamento.</p>
<p>Proprio in questa direzione si inserisce il <strong>percorso avviato dal Consorzio DOC Delle Venezie, promotore di un percorso di ricerca con l’obiettivo di fornire ai produttori strumenti tecnici e scientifici </strong>che consentano di tutelare l’identità varietale e la tipicità territoriale del Pinot Grigio DOC Delle Venezie ma nel contempo ottenere dei vini di elevata qualità più contenuti sul fronte del contenuto alcolico.</p>
<p>Non ultimo, nel corso del confronto è emersa la necessità di un <strong>adeguato riconoscimento normativo per questa specifica tipologia produttiva</strong>. I vini a bassa gradazione alcolica naturale, infatti, si distinguono nettamente dai vini dealcolati e parzialmente dealcolati in quanto la riduzione del contenuto alcolico è il risultato di interventi effettuati direttamente in vigneto e non mediante l’applicazione in cantina di tecnologie di sottrazione dell’alcol etilico.</p>
<p>“<em>Con l’avvio di un nuovo anno di sperimentazione finalizzato all’ottenimento di Pinot Grigio a bassa gradazione alcolica naturale prosegue un percorso che per il Consorzio DOC Delle Venezie presenta un valore strategico in termini di opportunità di posizionamento e ulteriori margini di competitività in un mercato in costante evoluzione</em> – ha dichiarato <strong>Stefano Sequino, Direttore del Consorzio DOC Delle Venezie</strong> – <em>Occorre inoltre riconoscere, anche sotto il profilo normativo e merceologico, la specificità dei vini a bassa gradazione alcolica naturale, distinguendoli in modo chiaro dai vini dealcolati e parzialmente dealcolati. Si tratta infatti di una tipologia produttiva profondamente diversa, in cui la riduzione del contenuto alcolico deriva da scelte agronomiche e gestionali effettuate in vigneto, e non dall’impiego di successivi interventi tecnologici in cantina. Una distinzione sostanziale </em>– ha concluso Sequino –<em> che può aprire nuove opportunità per le imprese e che merita di essere adeguatamente valorizzata e comunicata anche nei confronti del consumatore”.</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://4j0gt.r.sp1-brevo.net/mk/mr/sh/1t6AVsd2XFnIGLpGcnBz0NDmJf83JS/Ahar4WOqxHW0" target="_blank" rel="noopener"><strong><span dir="auto">Consorzio DOC delle Venezie</span></strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/20.-CS-DOC-delle-Venezie_Convegno-UGIVI-13giugno_Basso-grado-naturale.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vini-a-bassa-gradazione-alcolica-il-delle-venezie-dop-protagonista-del-confronto-europeo/">Vini a bassa gradazione alcolica: il Delle Venezie DOP protagonista del confronto europeo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>L’enoturismo mondiale continuerà a crescere ed entro il 2033 toccherà 119,7 miliardi di euro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lenoturismo-mondiale-continuera-a-crescere-ed-entro-il-2033-tocchera-1197-miliardi-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 08:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo studio di Persistent Market Research sull&#8217;enoturismo: Europa leader con le destinazioni iconiche di Italia, Francia e Spagna grazie a solidi sistemi normativi come le certificazioni DOP e IGP. L’Asia-Pacifico in forte crescita C’è un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lenoturismo-mondiale-continuera-a-crescere-ed-entro-il-2033-tocchera-1197-miliardi-di-euro/">L’enoturismo mondiale continuerà a crescere ed entro il 2033 toccherà 119,7 miliardi di euro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lo studio di Persistent Market Research sull&#8217;enoturismo: Europa leader con le destinazioni iconiche di Italia, Francia e Spagna grazie a solidi sistemi normativi come le certificazioni DOP e IGP. L’Asia-Pacifico in forte crescita</em></p>
<p>C’è un <strong>trend</strong> che sembra non conoscere battute di arresto nel mondo del vino ed è quello dell<strong>’enoturismo</strong>. Coinvolge, ovviamente, anche <strong>l’Italia</strong>, considerando che sono oltre <strong>138 milioni i turisti che hanno visitato il Belpaese</strong> nel 2025 per<strong> 3,1 miliardi di euro di fatturato</strong> derivante da questa voce per le aziende vinicole italiane, cifra che è il <strong>21% del contributo medio al fatturato aziendale</strong>, secondo un <a href="https://winenews.it/it/ammonta-a-31-miliardi-di-euro-il-fatturato-derivante-dallenoturismo-per-le-aziende-italiane_588225/">report by Nomisma</a>, realizzato in partnership con UniCredit e Vinitaly e in collaborazione con Città del Vino.</p>
<p><strong>Numeri destinati a crescere</strong> ulteriormente, a livello internazionale, secondo <a href="https://www.persistencemarketresearch.com/market-research/wine-tourism-market.asp">la fotografia scattata da Persistent Market Research</a>, società specializzata nelle ricerche di mercato, che prevede che <strong>il mercato globale del turismo enologico raggiungerà un valore di 57,4 miliardi di dollari nel 2026 per arrivare a 138,4 miliardi</strong> di dollari (119,7 miliardi di euro, ndr) entro il 2033 con un tasso di crescita annuo composto (Cagr) del 13,4% tra il 2026 e il 2033.</p>
<p>L’aumento del reddito disponibile e la crescente preferenza per i viaggi esperienziali, del resto, stanno alimentando la domanda di visite immersive ai vigneti, degustazioni ed esperienze culturali: <strong>non sorprende, pertanto, che dal 2020 al 2025 ci sia stata una crescita del mercato pari al 12,3%. </strong></p>
<p><strong>L’Europa è leader nel mercato del turismo enologico con una quota di circa il 42% nel 2025, trainata da destinazioni iconiche come Bordeaux, la Toscana e la Rioja, che attraggono un forte flusso di visitatori internazionali. </strong></p>
<h4>La crescita dell’Asia-Pacifico</h4>
<p><strong>La zona con la più rapida crescita è, però, quella dell’Asia-Pacifico</strong> che nel 2025 ha toccato una quota di mercato del 32%, sostenuta da un Cagr del 15,2%, trainata dalla crescente domanda della classe media e dall’espansione delle infrastrutture per l’enoturismo. <strong>Le degustazioni ed i tour del vino dominano la categoria delle esperienze con una quota del 52% nel 2025</strong>, e continuano ad attrarre in quanto offrono un accesso diretto ai vigneti, esperienze in cantina e interazioni guidate con i produttori di vino.</p>
<p>[…]</p>
<h4>Il ruolo di infrastrutture e accessibilità</h4>
<p>L’enoturismo viene favorito anche dallo sviluppo nelle infrastrutture e nell’accessibilità alle cantine da parte dei turisti (anche se non mancano le difficoltà e, di riflesso, le potenzialità per crescere ancora, <a href="https://winenews.it/it/accessibilita-visibilita-digitale-e-sinergie-ecco-come-lenoturismo-italiano-puo-crescere-ancora_587997/">come dimostra lo scenario italiano</a>, ndr). <strong>“Regioni consolidate come la Toscana e Bordeaux &#8211; afferma il report &#8211; stanno migliorando l’accessibilità grazie a reti di trasporto più efficienti e investimenti nel settore dell’ospitalità, aumentando la comodità per i visitatori e la qualità complessiva dell’esperienza. Lo sviluppo delle infrastrutture, tra cui i collegamenti ferroviari, le piste ciclabili e le strutture ricettive nelle aziende vinicole, sta aumentando il tempo di permanenza dei visitatori e consentendo un’offerta diversificata</strong>. Questi miglioramenti permettono alle regioni di gestire maggiori flussi turistici, promuovendo al contempo esperienze integrate come itinerari enogastronomici, turismo culinario e tour del patrimonio culturale, supportando così una crescita sostenuta del mercato e la competitività della destinazione”.</p>
<p>[…]</p>
<h4>Il ruolo delle Indicazioni Geografiche</h4>
<p><strong>L’Europa è leader nel mercato dell’enoturismo (42% nel 2025), grazie a destinazioni iconiche come Bordeaux, Toscana, Rioja, Valle della Mosella (ed ovviamente non solo, ndr). L’attrattiva di queste regioni è dovuta a tradizioni vitivinicole secolari, paesaggi di grande valore culturale e un forte afflusso di turisti internazionali. Francia, Italia e Spagna rimangono protagoniste, offrendo esperienze enologiche diversificate</strong>, che spaziano da lussuosi tour di châteaux a percorsi enogastronomici rurali. L’Europa, sottolinea lo studio, continua a mantenere la sua leadership grazie a solidi sistemi normativi come le <a href="https://www.qualivita.it/turismo-dop-2/" target="_blank" rel="noopener">certificazioni DOP e IGP</a>, che garantiscono uniformità qualitativa e fiducia dei consumatori.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/lenoturismo-mondiale-continuera-a-crescere-ed-entro-il-2033-tocchera-1197-miliardi-di-euro_593616/" target="_blank" rel="noopener">Wine News.it</a></p>
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		<title>L’ultimo miglio delle emozioni: i negozi fisici tornano al centro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lultimo-miglio-delle-emozioni-i-negozi-fisici-tornano-al-centro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 08:15:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[MARKETING]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il futuro del retail. Sopravvissuti alla rivoluzione digitale, i punti vendita si trasformano in luoghi di esperienza, servizio e consulenza dove si gioca una parte crescente della competizione tra le marche Un salto da guinness [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il futuro del retail. Sopravvissuti alla rivoluzione digitale, i punti vendita si trasformano in luoghi di esperienza, servizio e consulenza dove si gioca una parte crescente della competizione tra le marche</em></p>
<p>Un salto da guinness dei primati, e non solo per il campione coinvolto. Perché per la prima volta una marca legata alla grande distribuzione decide di raccontarsi mettendo in scena i suoi prodotti. La nuova campagna di Lidl propone uno speciale salto di Armand “Mondo” Duplantis, astista svedese con cittadinanza statunitense, due volte campione olimpico e tre volte campione mondiale. L’atleta salta un muro alto 5,50 e largo 12 metri realizzato con una parete di tremila prodotti.</p>
<h4>Ibridazione di mondi</h4>
<p>Benvenuti nel marketing di prossimità che bussa alle porte dei brand e li costringe a ricalibrare le proposte tra tecnologie che migliorano l’esperienza del cliente e la fisicità del negozio che restituisce concretezza. Così tra intelligenze artificiali pervasive e dematerializzazione delle esperienze, si vira verso la fisicità. Packaging da toccare, da scartare, soprattutto da acquistare di persona.</p>
<p>Nel tempo della conversazione continua, il punto vendita amplifica la relazione e il business. <strong>Il negozio smette di essere ultimo miglio logistico</strong> e diventa ultimo miglio relazionale. Secondo Mordor Intelligence il mercato dei software Pos – ossia point of sales, quindi punto vendita – raggiungerà il valore di 32,3 miliardi di dollari entro il 2031.</p>
<p><strong> Gli investimenti si concentrano su strumenti che rendono il negozio personalizzato</strong>: digital signage, self-scanning, chioschi digitali, sistemi di Crm integrati, AI e soluzioni omnicanale. <strong>Tre sono le direttrici</strong>: <strong>semplificare l’esperienza</strong> d’acquisto, <strong>consolidare la relazione</strong> tra brand e consumatore, <strong>aumentare la componente di intrattenimento</strong>.</p>
<p>Per gli Osservatori del Politecnico di Milano <strong>in Italia il 46% dei top retailer ha già integrato l’intelligenza artificiale per personalizzare offerte</strong>, ottimizzare assortimenti, supportare il personale e migliorare la customer experience. <strong>Il salto vero però sarà in negozio</strong>: self scanning intelligente, raccomandazioni contestuali, in-store programmatic e misurazione degli effetti a cassa.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Allarme per la Piadina Romagnola IGP: &#8220;gli aumenti affossano le imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/allarme-per-la-piadina-romagnola-igp-gli-aumenti-affossano-le-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 07:56:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[costi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti di panetteria pasticceria confetteria o biscotteria]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola IGP lancia l&#8217;allarme: Gas +41%, imballaggi +40%, energia +25%. Sotto pressione una filiera da 65 milioni di euro e 1.200 addetti La Piadina Romagnola IGP è molto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/allarme-per-la-piadina-romagnola-igp-gli-aumenti-affossano-le-imprese/">Allarme per la Piadina Romagnola IGP: &#8220;gli aumenti affossano le imprese&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola IGP lancia l&#8217;allarme: Gas +41%, imballaggi +40%, energia +25%. Sotto pressione una filiera da 65 milioni di euro e 1.200 addetti</em></p>
<p>La <a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/433980/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Piadina Romagnola IGP</strong></a> è molto più di un prodotto da forno. E un simbolo identitario, un&#8217;eccellenza certificata, un <strong>motore economico capace di muovere oltre 1.200</strong> <strong>addetti</strong> e un <strong>indotto che abbraccia l&#8217;intero territorio romagnolo</strong>.</p>
<p>Eppure, dietro il profumo inconfondibile di questa sfoglia antica, si nasconde oggi una <strong>preoccupazione crescente: quella dei costi di produzione</strong>, lievitati a ritmi insostenibili negli ultimi mesi.</p>
<p>A <strong>lanciare l&#8217;allarme è il <a href="https://www.consorziopiadinaromagnola.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola IGP</a></strong> che ha fotografato la situazione raccogliendo la voce diretta dei propri associati. Il quadro che emerge è tutt&#8217;altro che rassicurante: aumenti a doppia cifra su quasi tutte le principali voci di spesa stanno comprimendo i margini delle aziende del comparto, mettendo a rischio la sostenibilità economica di una filiera strategica.</p>
<h4>I numeri parlano chiaro</h4>
<p>Il gas ha registrato un incremento del 41,2%; gli imballaggi del Uno stabilimento di produzione delia piadina 40,1%; l&#8217;elettricità del 25,3%; i trasporti del 10,4%. Una pressione che, sommata, si trasforma in una morsa sempre più stretta sulla redditività delle imprese, siano esse artigianali, industriali o gestori di chioschi.</p>
<p>«Siamo davanti a una situazione che si fa sempre più complessa e pesante per le nostre imprese», dichiara <strong>Alfio Biagini, Presidente del Consorzio</strong>. «I rincari energetici, dei trasporti e del packaging incidono direttamente sui costi di produzione, con la conseguenza di comprimere i margini delle aziende e mettere in difficoltà una filiera cardine dell&#8217;economia regionale».</p>
<p>Il presidente non usa mezzi termini quando si tratta di contestualizzare la posta in gioco: «La Piadina Romagnola IGP rappresenta una delle eccellenze dell&#8217;agroalimentare italiano e un simbolo identitario della Romagna. Dietro a questo prodotto ci sono imprese, lavoratori, investimenti e una filiera che ogni giorno garantisce qualità, sicurezza e tracciabilità».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere Romagna</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/allarme-per-la-piadina-romagnola-igp-gli-aumenti-affossano-le-imprese/">Allarme per la Piadina Romagnola IGP: &#8220;gli aumenti affossano le imprese&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>oriGIn pubblica l&#8217;indagine sulle tendenze IG del 2026</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/origin-pubblica-lindagine-sulle-tendenze-ig-del-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 06:43:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=520395</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tendenze globali IG: le Indicazioni Geografiche dimostrano resilienza e i loro gruppi si confermano la spina dorsale del sistema, pur dovendo affrontare l&#8217;aumento dei costi, le tensioni commerciali e una prospettiva economica prudente per il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/origin-pubblica-lindagine-sulle-tendenze-ig-del-2026/">oriGIn pubblica l&#8217;indagine sulle tendenze IG del 2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tendenze globali IG: le Indicazioni Geografiche dimostrano resilienza e i loro gruppi si confermano la spina dorsale del sistema, pur dovendo affrontare l&#8217;aumento dei costi, le tensioni commerciali e una prospettiva economica prudente per il 2026.</em></p>
<p><strong>oriGIn</strong>, <strong>l&#8217;alleanza globale delle Indicazioni Geografiche, ha pubblicato i risultati della sua indagine annuale <em>sulle tendenze delle Indicazioni Geografiche</em></strong> . Giunta alla sua quinta edizione, l&#8217;indagine monitora le performance economiche e le priorità strategiche delle Indicazioni Geografiche a livello mondiale. L&#8217;edizione 2026 si basa sulle risposte di 32 gruppi di Indicazioni Geografiche provenienti da 20 paesi di 5 continenti, che coprono prodotti agricoli, vini, distillati e artigianato, e riflette la diversità delle circa 20.000 Indicazioni Geografiche riconosciute a livello internazionale.</p>
<p>Le indicazioni geografiche (IG) oggetto dell&#8217;indagine registrano <strong>un fatturato di 73,1 miliardi di euro, esportazioni per 58,9 miliardi di euro e 640.000 posti di lavoro diretti.</strong> Rappresentano oltre 1 milione di chilometri quadrati di territorio e attraggono circa 14 milioni di visitatori all&#8217;anno.</p>
<p><strong>Nel 2025, l&#8217;andamento delle vendite è stato contrastante</strong> : il 42% dei gruppi GI intervistati ha registrato una crescita, mentre il 39% ha subito un calo, a causa dell&#8217;impatto combinato delle tensioni commerciali globali, dei dazi e dell&#8217;incertezza geopolitica. I costi di produzione sono aumentati per il 77% degli intervistati, tuttavia il 78% ha mantenuto livelli di forza lavoro stabili, a dimostrazione della resilienza strutturale del settore e dell&#8217;impegno occupazionale a lungo termine. <strong>Le prospettive per il 2026 sono prevalentemente prudenti</strong> : il 48% dei gruppi prevede condizioni economiche sfavorevoli, un dato più pessimistico rispetto a un anno fa.</p>
<div  class='avia-button-wrap avia-button-center  avia-builder-el-0  avia-builder-el-no-sibling ' ><a href='https://www.origin-gi.com/wp-content/uploads/2026/04/Results_GI_Trends_2026_FINAL.pdf' class='avia-button   avia-icon_select-no avia-color-dark avia-size-medium avia-position-center ' target="_blank" rel="noopener"><span class='avia_iconbox_title' >VAI AL RAPPORTO</span></a></div>
<p><strong>L&#8217;indagine di quest&#8217;anno ha introdotto un focus specifico sui gruppi, la spina dorsale operativa del sistema GIS</strong>, la cui governance, il cui finanziamento e le cui dinamiche interne sono rimasti finora in gran parte non documentati. Tra i risultati principali si evidenziano:</p>
<ul>
<li>Il 77% dei gruppi intervistati segnala un coinvolgimento elevato o molto elevato dei membri nel processo decisionale strategico, a testimonianza del modello di governance collettiva e dal basso che è alla base del sistema delle infrastrutture verdi.</li>
<li>Il 48% di essi rappresenta il 100% degli stakeholder della catena del valore, confermando una solida legittimità istituzionale.</li>
<li>La promozione e la tutela legale dominano la classifica delle attività.</li>
</ul>
<p><strong><em>“I gruppi di indicazione geografica (IG) sono un pilastro del sistema IG, il fondamento della sua resilienza e credibilità a lungo termine</em></strong><em> . L&#8217;indagine del 2026 conferma che, nonostante un contesto globale difficile, queste associazioni restano impegnate a tutelare i propri marchi, ad espandere i propri mercati e a servire i propri membri, generando così valore sociale, economico e ambientale a lungo termine per le loro comunità. Avendo individuato modelli e best practice di gruppi di successo in tutto il mondo, <strong>oriGIn rafforzerà le proprie iniziative di capacity building</strong> ”, ha commentato Riccardo Deserti, Presidente di oriGIn.</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.origin-gi.com/04-05-2026-origin-releases-2026-gi-trends-survey-while-navigating-rising-costs-trade-tensions-and-a-cautious-economic-outlook-for-2026gis-demonstrate-resilience-and-their-groups-confirm-to-be-the/" target="_blank" rel="noopener"><strong>oriGIn &#8211; alleanza globale delle Indicazioni Geografiche</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/04_05_2026_PR_oriGIn_GI_Trends_2026_pub.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA IN LINGUA INGLESE</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/origin-pubblica-lindagine-sulle-tendenze-ig-del-2026/">oriGIn pubblica l&#8217;indagine sulle tendenze IG del 2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Il cappello come vino o Ciauscolo, pronta la candidatura al marchio IGP</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 08:55:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Logo e disciplinare di produzione, il distretto del cappello fermano-maceratese punta al marchio europeo per il primo prodotto non agroalimentare.  Il cappello al pari di un&#8217;eccellenza agroalimentare, come il Ciauscolo IGP o i Maccheroncini di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Logo e disciplinare di produzione, il distretto del cappello fermano-maceratese punta al marchio europeo per il primo prodotto non agroalimentare. </em></p>
<p>Il cappello al pari di un&#8217;eccellenza agroalimentare, come il Ciauscolo IGP o i Maccheroncini di Campofilone IGP. Il <strong>distretto del cappello</strong> e della calzatura fermano-maceratese si candida infatti al marchio di tutela <strong>IGP (Indicazione Geografica Protetta)</strong> dell&#8217;Unione europea, e sarebbe il primo caso di riconoscimento per un prodotto non agricolo o alimentare.</p>
<p>La candidatura ha preso le mosse con un incontro in Provincia, a Fermo, che ha sancito attraverso la firma di una serie di <strong>protocolli d&#8217;intesa</strong> il progetto condiviso da istituzioni, associazioni di categoria e rappresentanze produttive, per rilanciare una delle filiere più identitarie del territorio. Ci sono grandi aspettative per gli effettivi benefici che il riconoscimento dell&#8217;Ue potrebbe portare.</p>
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<p>Oggi il distretto del cappello fermano-maceratese conta una novantina di aziende, circa <strong>1.350 addetti</strong> e un fatturato complessivo che si aggira sui <strong>100 milioni di euro</strong> all&#8217;anno, contribuendo per circa il 70% alla produzione italiana di cappelli. Il distretto fermano-maceratese com prede i Comuni di Montappone, Massa Fermana, Monte Vidon Corrado e Falerone nel Fermano, Loro Piceno, Sant`Angelo in Pontano e Mogliano nel Maceratese.</p>
<p>Fonte: <strong>Il Resto del Carlino</strong></p>
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