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	<title>trend2025 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>trend2025 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Vigneti DOP e paesaggi traino per una nuova nicchia di mercato immobiliare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vigneti-dop-e-paesaggi-traino-per-una-nuova-nicchia-di-mercato-immobiliare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 08:10:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel corso degli ultimi dieci anni i prezzi e le compravendite immobiliari nelle località dove si producono vini di qualità sono cresciuti più della media nazionale. In testa ci sono aree del Piemonte, Toscana, Veneto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel corso degli ultimi dieci anni i prezzi e le compravendite immobiliari nelle località dove si producono vini di qualità sono cresciuti più della media nazionale. In testa ci sono aree del Piemonte, Toscana, Veneto ma anche di Sardegna e Sicilia</em></p>
<p>Qualità del <strong>vino</strong> e qualità della vita stanno creando una <strong>nuova nicchia del mercato immobiliare italiano</strong>. Ed è un fenomeno dai tratti positivi, destinato a durare e di cui nel tempo potranno beneficiare tanti piccoli centri. «Secondo le nostre rilevazioni prezzi e <strong>compravendite residenziali nelle località dove si producono vini di alta qualità sono cresciuti più della media nazionale</strong> negli ultimi dieci anni», sottolinea <strong>Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari</strong>. Come si evidenzia nell&#8217;elaborazione condotta da Scenari Immobiliari per Il Sole 24 Ore quei <strong>centri dove sono localizzati vigneti di qualità</strong> hanno registrato un <strong>aumento in media dell&#8217;82,4% dei prezzi delle abitazioni</strong> ma ci sono paesi del Piemonte, della Toscana, del Veneto, di Sardegna e Sicilia dove gli incrementi toccano nel caso della Sardegna il +200%, della Toscana il +162% e in Piemonte il +142%. Sicuramente il &#8220;<strong>turismo enologico&#8221; in forte sviluppo</strong> genera flussi significativi verso le cantine più note.</p>
<h4>Turismo dei borghi</h4>
<p>«Questo aiuta il marketing urbano e <strong>fa conoscere luoghi secondari rispetto a località più note</strong> &#8211; aggiunge Breglia -. Spesso si tratta di borghi intatti, con un buon patrimonio immobiliare e ormai ben serviti dalle infrastrutture. <strong>Ai primi posti resta sempre la zona del Chianti</strong>, che da un secolo ha turismo enologico. Ma <strong>cresce l&#8217;interesse verso la Maremma, i colli veneti e le aree interne della Sicilia</strong>».</p>
<p>Se infatti è indubbio che alla base c&#8217;è l&#8217;attrattività della terra e dei vigneti, altri elementi stanno via via assumendo un ruolo decisivo nella valorizzazione dei luoghi dove poi non solo si coltiva ma si vive o si va in vacanza. «<strong>I vigneti italiani, soprattutto nelle zone di pregio continuano ad aumentare di valore</strong>, nonostante il calo globale del consumo divino e gli investitori puntano su denominazioni prestigiose e limitate, come <strong>Barolo, Brunello e Bolgheri</strong>, per speculazioni a lungo termine», spiega Alberto Vigada, Consumer Goods &amp; Retail Leader di PwC Strategy &amp; Italia.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/" target="_blank" rel="noopener">Il Sole 24 Ore</a></p>
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		<title>Effetto Dazi: crolla l&#8217;export verso gli Stati Uniti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/effetto-dazi-crolla-lexport-verso-gli-stati-uniti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 07:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[trend2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crescita dell&#8217;export agroalimentare verso l’Europa non basta a compensare il crollo negli Stati Uniti (-22%) a causa dei dazi L&#8217;aumento delle esportazioni italiane verso i Paesi europei (+5,4%) ad agosto non riesce a compensare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La crescita dell&#8217;export agroalimentare verso l’Europa non basta a compensare il crollo negli Stati Uniti (-22%) a causa dei dazi</em></p>
<p>L&#8217;<strong>aumento</strong> delle<strong> esportazioni italiane verso i Paesi europei</strong> (+5,4%) ad agosto <strong>non riesce a compensare il calo consistente verso gli Stati Uniti</strong> <strong>(-21,1%</strong>) ma anche verso Turchia e Cina. Non hanno successo i tentativi di compensare gli aumenti dovuti ai dazi con “sconti” sui listini: ci provano i produttori di vino, spiega la Uiv, con un taglio sui prezzi del 17%, ma incassano comunque un calo dell`export del 28% in valore tra luglio e agosto.</p>
<p>Per l`intero <strong>agroalimentare</strong> il calo di export verso gli Usa è anche superiore alla media, <strong>meno 22%</strong> rispetto allo stesso mese del 2024, calcola la Cia, con una perdita di 126 milioni di euro in soli trenta giorni, ma le perdite sono diffuse in tutti i settori, attesta l`Istat.</p>
<p>In qualche modo però l`<strong>export non crolla del tutto</strong>: ad agosto il calo è “solo” dell`1,1% in termini monetari e del 2,8% in volume, e se si guarda al dato complessivo dei primi otto mesi dell`anno il dato è ancora ampiamente positivo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>la Repubblica</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Effetto GenZ: analcolici e low alcol trainano il business dell’aperitivo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/effetto-genz-analcolici-e-low-alcol-trainano-il-business-dellaperitivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 07:49:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[No-Lo]]></category>
		<category><![CDATA[trend2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Estate, il business dell’aperitivo trainato dagli analcolici: in Italia vale 4,5 miliardi. Effetto GenZ: il 61% dei consumatori ha optato per un aperitivo analcolico negli ultimi tre mesi Il mercato degli aperitivi in Italia continua [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Estate, il business dell’aperitivo trainato dagli analcolici: in Italia vale 4,5 miliardi. Effetto GenZ: il 61% dei consumatori ha optato per un aperitivo analcolico negli ultimi tre mesi</em></p>
<p>Il mercato degli aperitivi in Italia continua a dimostrarsi un settore solido e in crescita, ma anche in trasformazione verso un’esperienza gastronomica completa, dove il cibo diventa protagonista al pari del drink.</p>
<p>Secondo i dati della ricerca Cga by Niq presentata al <b>“World aperitivo day”, il giro d’affari dell’aperitivo vale in Italia 4,5 miliardi di euro</b>, evidenziando come questo rituale rappresenti ormai molto più di una semplice abitudine sociale.</p>
<p>L’analisi del consumo domestico rivela numeri interessanti: nella grande distribuzione organizzata, <strong>aperitivi classici e Vermouth</strong> raggiungono un fatturato di 200 milioni di euro, registrando rispettivamente un <strong>calo dello 0,5% e del 5,2% rispetto al 2024</strong>. Compensano questa flessione gli spumanti, gin e ready-to-drink che crescono del 4,2% in valore, toccando quota 813 milioni di euro. La crescita del segmento no e low alcol, però, è la tendenza più significativa del mercato.</p>
<p><strong>Il 61% dei consumatori ha optato per un aperitivo analcolico negli ultimi tre mesi</strong>, con il 15% che lo fa in via esclusiva. Questo cambiamento di paradigma sta spingendo le aziende a investire in proposte innovative: si registra un’<a href="https://www.qualivita.it/argomento/no-lo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>espansione dell’offerta beverage verso birre e vini 0% alcol</strong></a>, mocktail (bevanda analcolica che imita l’aspetto e il gusto di un cocktail tradizionale, senza l’uso di alcol, ndr) e ready-to-drink analcolici o a bassa gradazione alcolica, <strong><a href="https://www.qualivita.it/argomento/giovani/" target="_blank" rel="noopener">tutte proposte particolarmente apprezzate dalla Gen Z</a>.</strong></p>
<p>Anche dal punto di vista del consumatore finale emerge un quadro di <strong>fedeltà consolidata</strong> a questo rito tutto italiano: <strong>il 37% della popolazione ha consumato almeno un aperitivo negli ultimi tre mesi</strong>, con una crescita di un punto percentuale rispetto al 2023. Uno su due (51%) acquista prodotti per oltre 50 euro l’anno destinati all’aperitivo fatto in casa, confermando l’emergere di una categoria di consumatori sempre più attenti e sofisticati. Questa tendenza si traduce in una <strong>domanda più esigente in termini di qualità</strong>, <strong>prestando attenzione al km 0, alle certificazioni DOP</strong>, alla valorizzazione del territorio e alla cura nella preparazione che parte dalle materie prime.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/estate-business-dell-aperitivo-trainato-analcolici-italia-vale-45-miliardi-AHxSJfiB" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a></p>
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		<item>
		<title>Vino, allarme dei Consorzi piemontesi: nelle cantine migliaia di ettolitri</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-allarme-dei-consorzi-piemontesi-nelle-cantine-migliaia-di-ettolitri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 07:40:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Allarme dei Consorzi di tutela piemontesi, chiesto un confronto con la Regione: «Giù prezzi e consumi, servono spazi per la prossima vendemmia» Botti piene nelle cantine del Piemonte, ma non è una buona notizia. Mancano [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Allarme dei Consorzi di tutela piemontesi, chiesto un confronto con la Regione: «Giù prezzi e consumi, servono spazi per la prossima vendemmia»</em></p>
<p><strong>Botti piene nelle cantine del Piemonte</strong>, ma non è una buona notizia. Mancano meno di tre mesi alla vendemmia e secondo le <strong>stime dei quindici Consorzi di tutela</strong> ci sono ancora 190 mila ettolitri di vino a denominazione d&#8217;origine invenduti. Lo scenario generale poi non aiuta: i <strong>consumi sono in calo</strong>, i <strong>prezzi in flessione</strong> e gli <a href="https://www.qualivita.it/news/agroalimentare-lexport-tiene-ma-i-dazi-di-trump-fanno-paura/" target="_blank" rel="noopener">scenari internazionali</a> più incerti che mai.</p>
<p>A fare le spese della congiuntura sono <strong>soprattutto i vini rossi a base Barbera e Dolcetto</strong>, ma anche gli aromatici come Brachetto e Moscato, e il Cortese. In cima alla classifica dei vini rimasti <strong>fermi in cantina ci sono quelli a base Moscato</strong> (circa 100 mila ettolitri), e poi Barbera, Dolcetto e Cortese (50 mila ettolitri).</p>
<h4>L&#8217;Allarme dei Consorzi di tutela piemontesi</h4>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/distillazione-straordinaria-dei-vini-doc-e-docg-richiesta-urgente-dai-consorzi-piemontesi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>I Consorzi hanno espresso le loro preoccupazioni in una lettera alla Regione</strong></a>, in cui chiedono la convocazione degli stati generali del vino e la costituzione di un&#8217;unità operativa per <strong>pianificare gli interventi anti-crisi</strong>.</p>
<p><strong> La riunione si terrà il 30 giugno a Torino</strong>, con l&#8217;assessore regionale all&#8217;Agricoltura Paolo Bongioanni.</p>
<p>«Nell&#8217;immediato c&#8217;è bisogno di &#8220;liberare&#8221; le cantine. Le realtà produttive più grandi hanno bisogno di spazio per affrontare la prossima vendemmia», dice <strong>Daniele Oddone</strong>, titolare dell&#8217;azienda agricola Cascina Gentile e presidente del Consorzio di tutela dell&#8217;Ovada Docg.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsecoloxix.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Secolo XIX</strong></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Consumi e made in Italy: crescono i prodotti biologici, DOP e &#8220;senza&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consumi-e-made-in-italy-crescono-i-prodotti-biologici-dop-e-senza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 07:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[BIOLOGICO]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
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		<category><![CDATA[GDO]]></category>
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		<category><![CDATA[trend2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Osservatorio Immagino di GS1 Italy: il made in Italy resta una certezza, a tavola prodotti naturali, DOP e «senza» sono le scelte degli italiani Maggiore attenzione alla salute, sempre più acquisti Made in Italy, focus [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consumi-e-made-in-italy-crescono-i-prodotti-biologici-dop-e-senza/">Consumi e made in Italy: crescono i prodotti biologici, DOP e &#8220;senza&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Osservatorio Immagino di GS1 Italy: il made in Italy resta una certezza, a tavola prodotti naturali, DOP e «senza» sono le scelte degli italiani</em></p>
<p>Maggiore attenzione alla salute, <strong>sempre più acquisti Made in Italy</strong>, focus su <strong>sostenibilità</strong> e <strong>naturalità</strong>. Sono le principali tendenze che caratterizzano i prodotti acquistati dagli italiani nel 2024, secondo la diciassettesima edizione dell&#8217;<a href="https://servizi.gs1it.org/servizi/immagino/?utm_source=AdWords&amp;utm_medium=Search&amp;utm_campaign=web_marketing_immagino_2023-08&amp;gad_source=1&amp;gad_campaignid=20525400446&amp;gbraid=0AAAAAozPYmCEiMCwSbBOwiG_Imz_S6u-P&amp;gclid=CjwKCAjw9uPCBhATEiwABHN9K6yYzqQUloLacur0EGpjyKQqTFSt_43ok5dMI5qViWzH_MzMost1zhoChAwQAvD_BwE" target="_blank" rel="noopener"><strong>Osservatorio Immagino di GS1 Italy</strong></a>, lo studio semestrale che fotografa e racconta i cambiamenti in atto nel carrello della spesa degli italiani, dedicando anche un dossier sui nuovi prodotti lanciati sul mercato nel 2024.</p>
<p>Ebbene, tra le <a href="https://www.qualivita.it/news/generazione-z-consumi-al-minimo-e-a-sorpresa-poca-sensibilita-green/" target="_blank" rel="noopener"><strong>nuove tendenze dei consumi</strong></a>, emerge che oggi nel carrello della spesa ci sono innanzitutto <strong>più <a href="https://www.qualivita.it/argomento/indicazioni-geografiche/" target="_blank" rel="noopener">prodotti DOP</a>, biologici, vegani, senza glutine e senza zuccheri</strong>. Mentre ci sono meno vini Docg, prodotti con farina integrale e cibi arricchiti con vitamine o privi di olio di palma. E tanta <strong>attenzione per i richiami relativi alla naturalità e alla sicurezza</strong> dei prodotti. Con un occhio attento alla sostenibilità.</p>
<p>«Il paniere dei prodotti connotati come italiani, per esempio con la bandiera tricolore o il claim &#8220;<strong>made in Italy</strong>&#8221; sulla confezione si conferma il primo per quota e giro d&#8217;affari (27,9% dei prodotti venduti in super e ipermercati, 28,4% del fatturato totale, ndr) &#8211; spiega <strong>Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy</strong> &#8211; mentre la tendenza principale che sta cambiando il carrello della spesa è l&#8217;attenzione al benessere. Questo si traduce nel ruolo importante dei prodotti &#8220;free from&#8221; (16,3% dei prodotti e 22,1% del giro d&#8217;affari, ndr) con particolare attenzione alla riduzione di grassi e zuccheri, e di quelli arricchiti (12,9% e 14,2%), dove crescono soprattutto ferro, fibre, Omega 3 e fermenti lattici».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.corriere.it/economia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Corriere della Sera &#8211; L&#8217;Economia</strong></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Italia secondo maggiore esportatore di vino UE</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/italia-secondo-maggiore-esportatore-di-vino-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 06:52:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[trend2025]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati Eurostat sul commercio di alcolici vedono l&#8217;Italia al secondo posto come esportatore di vino UE, con un valore di 6 miliardi di euro. Nel 2024 l&#8217;UE ha esportato bevande alcoliche per un valore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/italia-secondo-maggiore-esportatore-di-vino-ue/">Italia secondo maggiore esportatore di vino UE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I dati Eurostat sul commercio di alcolici vedono l&#8217;Italia al secondo posto come esportatore di vino UE, con un valore di 6 miliardi di euro.</em></p>
<p>Nel 2024 <strong><a href="https://www.qualivita.it/argomento/export/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;UE ha esportato bevande alcoliche</a> per un valore di 29,8 miliardi di euro</strong>, registrando un aumento del +10,9% rispetto al 2019.</p>
<p>Lo certificano i dati Eurostat sul commercio di alcolici, secondo cui <strong><a href="https://www.qualivita.it/argomento/made-in-italy/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;Italia</a> si conferma il secondo Paese esportatore tra i Ventisette</strong>, con vendite pari a 6 miliardi di euro &#8211; principalmente di vino -, rappresentando il 20% del totale delle esportazioni UE verso i Paesi terzi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.avvenire.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Avvenire</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/italia-secondo-maggiore-esportatore-di-vino-ue/">Italia secondo maggiore esportatore di vino UE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Allarme ortofrutta: cresce del 12% l&#8217;import extra UE</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/allarme-ortofrutta-cresce-del-12-limport-extra-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 08:42:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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		<category><![CDATA[trend2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ortofruttta, alla Fruit Logistica di Berlino faro sul calo di competitività delle produzioni di nazionali Cresce in Italia l&#8217;importazione di frutta e verdura. In particolare aumenta quella di provenienza extraeuropea, e si porta dietro non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ortofruttta, a</em><em>lla Fruit Logistica di Berlino faro sul calo di competitività delle produzioni di nazionali<br />
</em></p>
<p>Cresce in Italia l&#8217;importazione di frutta e verdura. In particolare aumenta quella di provenienza extraeuropea, e si porta dietro non pochi timori sulla sicurezza alimentare di quanto finisce nel piatto. Secondo una proiezione Coldiretti sui dati Istat, nel 2024 le <strong>importazioni</strong> di <strong>ortofrutta</strong> fresca e trasformata dai <strong>Paesi extra-Ue</strong> sono cresciute in valore del <strong>12%</strong>, per un totale di <strong>3,5 miliardi di euro</strong>.</p>
<p>L&#8217;<strong>ortofrutta italiana</strong> vale più di <strong>17 miliardi di euro</strong> all&#8217;anno. È prima in Europa per l`export di kiwi, di uva da tavola e di conserve di pomodoro. È seconda per l&#8217;esportazione di mele e cocomeri, terza per le insalate, i cavolfiori e i broccoli. Eppure, nonostante tutti questi primati, è costretta ad aumentare l`acquisto di prodotti sui mercati internazionali.</p>
<p>L&#8217;Istat conferma: i dati delle importazioni sono tutti in crescita, con percentuali simili per tutto il comparto ortofrutticolo e un tasso medio di incremento dell&#8217;<strong>11,22%</strong>.</p>
<p>L&#8217;allarme arriva da Berlino, dove ieri si è aperta <strong>Fruit Logistica</strong>, la fiera internazionale che ogni anno ra- duna gli operatori dell`ortofrutta mondiale.</p>
<p>Cosa sta causando un aumento delle importazioni? In primo luogo le perdite di produzione nazionale dovute alle <strong>avversità climatiche</strong> e alle <strong>patologie</strong> che colpiscono le piante. Secondo la Coldiretti, negli ultimi quindici anni sono andati <strong>persi 200mila ettari di frutteti</strong>, con la <strong>superficie coltivata a frutta e agrumi</strong> che è scesa per la prima volta <strong>sotto la soglia dei 500 mila ettari</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 ore</strong></p>
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		<title>Vino a gradazione zero: i produttori dell’Asti DOP favorevoli pensando a Usa e Emirati</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-a-gradazione-zero-i-produttori-dellasti-dop-favorevoli-pensando-a-usa-e-emirati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 08:17:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[No-Lo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la nuova legge è possibile dealcolare in Italia. Nelle Langhe molti contrari, ma altrove si guarda ai mercati esteri La prima cosa da fare sarà assaggiarli, perché se c’è una cosa su cui concordano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con la nuova legge è possibile dealcolare in Italia. Nelle Langhe molti contrari, ma altrove si guarda ai mercati esteri</em></p>
<p>La prima cosa da fare sarà assaggiarli, perché se c’è una cosa su cui concordano tutti – gli scettici, i curiosi, gli entusiasti – è che i <strong>vini dealcolati</strong> &#8220;sono una cosa diversa&#8221;, che con il vino avranno poco a che spartire. Però i gusti cambiano, il mercato pure e, con le <strong>disposizioni attuative pubblicate dal ministero dell’Agricoltura</strong>, anche il Piemonte si affaccia al <strong>mercato del vino integralmente o parzialmente alcol free</strong>.</p>
<p><strong>Le novità</strong>: mentre fino a oggi le cantine – tra i pionieri c’è Bosca di Canelli – dovevano rivolgersi ad aziende alimentari o esportare vino all’estero per reimportarlo dealcolato, da oggi lo si potrà privare dell’alcol anche in azienda. E chiamarlo vino. Avviare un impianto costerà intorno ai 300 mila euro.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Se la Langa dei grandi rossi resta al momento poco attratta, <strong>ad aprirsi è l’Astigiano</strong>. &#8220;Non ci spaventa. Siamo da sempre produttori di vini a basso grado alcolico: si prestano meglio a intercettare una tendenza che va seguita e coordinata&#8221;, dice <strong>Stefano Ricagno, presidente del Consorzio dell’Asti DOCG</strong>, che ha appena finito di conteggiare le bottiglie: oltre 90 milioni anche nel 2024, in linea con l’anno precedente.</p>
<p>A trainare è il Moscato d’Asti DOP, con 33 milioni di pezzi, in crescita doppia proprio grazie a States, Cina e Corea, mentre la Russia torna a +49 per cento.</p>
<p>Per Ricagno non c’è da aver paura. &#8220;Anzi, bisognerebbe aprire nuovi spazi di riflessione. Oggi fare un dealcolato da uve piemontesi è impossibile, perché sono tutte tutelate da DOC e DOCG&#8221;.</p>
<p><strong>Il decreto apre infatti solo a bianchi e rossi generici</strong>, con il risultato che sarebbe controproducente, per i produttori piemontesi, declassare le uve DOC e DOCG deprezzandole in uve generiche. &#8220;In Francia però già si produce Cabernet zero e come piemontesi dovremmo capire se vogliamo veramente rimanere al di fuori di questa opportunità&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://torino.repubblica.it/cronaca/2025/01/10/news/vino_zero_alcol_produttori_astigiano_favorevoli_usa_emirati-423929691/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Repubblica.it &#8211; Ed. Torino</strong></a></p>
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		<title>Agricoltura: nel 2025 luci e ombre da Mercosur e PAC a minaccia dazi USA</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/agricoltura-nel-2025-luci-e-ombre-da-mercosur-e-pac-a-minaccia-dazi-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 08:44:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[MERCOSUR]]></category>
		<category><![CDATA[No-Lo]]></category>
		<category><![CDATA[Nutriscore]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[trend2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà un 2025 tutt’altro che facile per l’agricoltura italiana e più in generale europea quello che si prospetta all’orizzonte, complice anche il persistere di tensioni geopolitiche in Ucraina, alle porte dell’Europa ed in Medio Oriente. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/agricoltura-nel-2025-luci-e-ombre-da-mercosur-e-pac-a-minaccia-dazi-usa/">Agricoltura: nel 2025 luci e ombre da Mercosur e PAC a minaccia dazi USA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sarà un 2025 tutt’altro che facile per l’agricoltura italiana e più in generale europea quello che si prospetta all’orizzonte, complice anche il persistere di tensioni geopolitiche in Ucraina, alle porte dell’Europa ed in Medio Oriente.</em></p>
<p>Su tutte le questioni c’è sicuramente la <strong>Pac (Politica Agricola Comune)</strong> che va rivista e l’accordo della Ue con il <a href="https://www.qualivita.it/argomento/mercosur/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mercosur</strong> </a>(mercato comune dell&#8217;America meridionale) su cui è importante ci sia reciprocità di regole, come chiedono gli imprenditori agricoli, che potrebbero essere assediati dalla concorrenza sleale. Un accordo che <strong>il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ritiene sia &#8220;una potenziale buona carta per le economie europee</strong>. Ma tutti i settori devono vederne un vantaggio&#8221; secondo quanto ha affermato di recente.</p>
<p>Del resto il 2024 si è chiuso <strong>per il settore primario con perdite di 9 miliardi di euro</strong> a causa delle ripercussioni dei <strong>conflitti internazionali</strong>, del <a href="https://www.qualivita.it/argomento/cambiamenti-climatici/" target="_blank" rel="noopener"><strong>cambiamento climatico</strong></a> e dell&#8217;impennata dei <strong>costi di produzione</strong>, secondo quanto stima la Coldiretti. Dunque, se in Ucraina si arrivasse alla tanto auspicata pace, sarebbe una boccata di ossigeno per chi vive nei campi per i costi dell’energia e delle sementi, arrivati ormai alle stelle.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Un’altra partita da giocare nel <a href="https://www.qualivita.it/argomento/no-lo/" target="_blank" rel="noopener">mondo del vino è il prodotto <strong>dealcolato</strong></a> o con un ridotto quantitativo di alcol. Dopo che il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida ha varato l’attuazione del decreto che ne facilita in Italia la produzione, fortemente voluta da molti operatori, ovvero i prodotti il cui titolo alcolometrico non è superiore allo 0,5% e a quelli “parzialmente dealcolati” compresi tra lo 0,5% e lo 0,9%. Si tratta di un’esigenza legata soprattutto all’export in mercati come il Nord America, il Nord Europa, l’Arabia Saudita e l’Indonesia. Mentre <strong>non potranno essere dealcolati i vini a denominazione di origine protetta (DOP) e a indicazione geografica protetta (IGP)</strong>.</p>
<p>In Europa poi c&#8217;è ancora la battaglia da vincere contro il <a href="https://www.qualivita.it/argomento/nutriscore/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Nutriscore</strong></a>, le cosiddette etichette a semaforo, adottate in vari Paesi che <strong>penalizzano molti prodotti DOP e IGP made in Italy</strong>. In questa situazione, alquanto complessa, per la redditività degli agricoltori ed i paletti posti dal Green Deal, con i trattori pronti a marciare di nuovo a Bruxelles, permangono in Italia sacche di caporalato e lavoro nero su cui il ministro del Lavoro, Marina Calderone, ha promesso che utilizzerà ogni mezzo per sconfiggerlo, una iniziativa su tutte, un assegno di inclusione per le vittime del caporalato che hanno il coraggio di denunciare.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://ilcentrotirreno.it/sito/economia/199999-agricoltura-nel-2025-luci-e-ombre-da-mercosur-e-pac-a-minaccia-dazi-usa.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Centro Tirreno.it</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/agricoltura-nel-2025-luci-e-ombre-da-mercosur-e-pac-a-minaccia-dazi-usa/">Agricoltura: nel 2025 luci e ombre da Mercosur e PAC a minaccia dazi USA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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