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	<title>#trasformatiDOPIGP &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>#trasformatiDOPIGP &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Pesca e Nettarina di Romagna IGP: nasce il Gin Tabar di Casoni Liquori</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pesca-e-nettarina-di-romagna-igp-nasce-il-gin-tabar-di-casoni-liquori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 07:26:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato il Gin Tabar alla Pesca e Nettarina di Romagna IGP, realizzato da Casoni Liquori in collaborazione con il Consorzio Pesca e Nettarina di Romagna IGP Si è svolta oggi, presso il Mercato Coperto di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentato il Gin Tabar alla Pesca e Nettarina di Romagna IGP, realizzato da Casoni Liquori in collaborazione con il Consorzio Pesca e Nettarina di Romagna IGP</em></p>
<p>Si è svolta oggi, presso il <strong>Mercato Coperto di Ravenna</strong> in piazza Andrea Costa, la presentazione del <strong>Gin Tabar alla Pesca e Nettarina di Romagna IGP</strong>, realizzato da <strong>Casoni Liquori</strong>. L’iniziativa rappresenta un passo significativo nel percorso di valorizzazione di una delle eccellenze frutticole emiliano-romagnole, portando al centro dell’attenzione la qualità e la tipicità della <strong>Pesca e Nettarina di Romagna IGP</strong>.</p>
<p>La Pesca e Nettarina di Romagna IGP è un frutto che racconta il territorio e nasce da una lunga tradizione peschicola, profondamente radicata nei territori romagnoli. Le condizioni pedoclimatiche favorevoli, la qualità dei suoli e l’esperienza degli agricoltori conferiscono al prodotto caratteristiche distintive – profumo intenso, polpa consistente e gusto equilibrato – che ne giustificano la tutela e la valorizzazione tramite l’<strong>Indicazione Geografica Protetta</strong>.</p>
<p>Il marchio IGP garantisce non solo qualità e tracciabilità, ma tutela un comparto agricolo strategico per il territorio. La certificazione difende la relazione tra prodotto, ambiente e saperi locali, valorizzando un patrimonio frutticolo che ha contribuito a costruire l’identità produttiva della Romagna.</p>
<p>«Collaborazioni come questa – afferma <strong>Paolo Pari</strong>, Presidente del Consorzio Pesca e Nettarina di Romagna IGP – permettono di far conoscere maggiormente la nostra denominazione e il suo valore. Non si tratta di promuovere un singolo prodotto, ma di rafforzare la consapevolezza su ciò che rappresenta l’IGP: una garanzia per il consumatore, una tutela per il territorio e un riconoscimento per il lavoro delle aziende agricole. La capacità delle nostre produzioni di dialogare con linguaggi diversi e più smart – continua Paolo Pari- dimostra la vitalità della filiera e il ruolo delle Indicazioni Geografiche come strumenti di valorizzazione e continuità.»</p>
<p>Il <strong>Gin Tabar alla Pesca e Nettarina di Romagna IGP</strong> rappresenta un esempio concreto di come le eccellenze del territorio possano essere valorizzate in contesti innovativi. Attraverso iniziative come questa, il Consorzio, le imprese agricole e l’intera filiera agroalimentare rafforzano la conoscenza della denominazione, promuovendo le radici territoriali e il valore della certificazione IGP anche presso nuovi pubblici. Questa iniziativa unisce tradizione, innovazione e valorizzazione delle eccellenze romagnole, celebrando la ricchezza del territorio e il ruolo delle Indicazioni Geografiche Protette come strumenti di tutela, identità e cultura.</p>
<p>Fonte: <a href="https://pescanettarinadiromagna.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Pesca e Nettarina di Romagna IGP</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/11/Comunicato-CSO-Italy_19-novembre-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>La pera dell&#8217;Emilia Romagna IGP entra nel mondo dei drink</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-pera-dellemilia-romagna-igp-entra-nel-mondo-dei-drink/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 08:03:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#trasformatiDOPIGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gustosa e versatile, la Pera dell&#8217;Emilia Romagna IGP William ha dimostrato di essere perfetta anche per esaltare i distillati. A sperimentare l&#8217;abbinamento è stata la distilleria Casoni Liquori di Finale Emilia che ha scelto proprio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gustosa e versatile, la Pera dell&#8217;Emilia Romagna IGP William ha dimostrato di essere perfetta anche per esaltare i distillati.</em></p>
<p>A sperimentare l&#8217;abbinamento è stata la distilleria Casoni Liquori di Finale Emilia che ha scelto proprio la pera William per dare identità a un nuovo prodotto: il <strong>Gin Tabar alla pera William dell’Emilia Romagna Igp</strong>, specialità con tutte le carte in regola per farsi notare e ricordare.</p>
<p><strong>La gamma del Gin Tabar</strong> comprendeva già, oltre quella classica, le versioni al bergamotto e alla ciliegia di Vignola Igp. Ora, per rispondere alle esigenze di un mercato sempre più attento a prodotti di alta qualità con un <strong>forte richiamo territoriale</strong>, a unirsi al gin per questa inedita versione è stata la pera William dell’Emilia Romagna Igp.</p>
<p>Il lancio ufficiale del prodotto è avvenuto martedì 19 novembre, in Municipio a Ferrara. Alla conferenza stampa di presentazione, sono intervenuti, accanto al ceo di Casoni Liquori <strong>Paolo Molinari</strong>, il presidente di Cso Italy <strong>Cavalier Paolo Bruni e</strong> il neo-eletto presidente del Consorzio della Pera dell’Emilia Romagna Igp, <strong>Giuliano Donati</strong>.</p>
<h4>In Emilia Romagna 11mila ettari coltivati a pera</h4>
<p>Il presidente di CSO Italy ha ricordato che la regione <strong>Emilia Romagna</strong> detiene ancora il primato a livello nazionale, con circa <strong>11.000 ettari coltivati a pera</strong>, seppur nell’ambito di una situazione di drastico calo delle superfici, che in regione si è tradotta in circa 7.000 ettari in meno in soli sei anni.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.myfruit.it/news/la-pera-dellemilia-romagna-igp-entra-nel-mondo-dei-drink" target="_blank" rel="noopener"><strong>MyFruit.it</strong></a></p>
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		<title>Il Cioccolato di Modica IGP si espande sul mercato</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-cioccolato-di-modica-igp-si-espande-sul-mercato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2023 09:16:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#trasformatiDOPIGP]]></category>
		<category><![CDATA[Cioccolato e prodotti derivati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Cioccolato di Modica IGP si distingue sul mercato e sta conquistando una fascia di consumatori ogni giorno più ampia. Secondo il XX Rapporto Ismea-Qualivita, che analizza lo stato delle denominazioni a Indicazione Geografica (IG), [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Cioccolato di Modica IGP</strong> si distingue sul mercato e sta conquistando una fascia di consumatori ogni giorno più ampia. Secondo il XX Rapporto Ismea-Qualivita, che analizza lo stato delle denominazioni a Indicazione Geografica (IG), nella categoria Paste alimentari &#8211; Panetteria &#8211; Pasticceria &#8211; Cioccolato, il Cioccolato di Modica IGP rappresenta il prodotto con il maggiore indice di crescita che si è attestato a +<strong>75%,</strong> con un valore alla produzione di circa <strong>6 milioni di euro</strong>.</p>
<p>Un risultato eccellente, secondo il direttore del <strong>Consorzio di Tutela Cioccolato di Modica lgp</strong>, <strong>Nino Scivoletto</strong>, che premia gli artigiani produttori i quali hanno dovuto affrontare non pochi problemi, causati da pandemia e crisi energetica, in un mercato governato da colossi multinazionali.</p>
<p>Il prodotto è apprezzato non solo in purezza e in ricette di cucina, ma anche come <strong>ingrediente</strong> caratterizzante nei prodotti trasformati, dai lievitati ai dolci, dai gelati ai liquori. Il venti per cento del Cioccolato di Modica lgp è impiegato per valorizzare creazioni di pasticceria e gelateria nel canale artigianale (sessanta per cento) e in quello industriale (quaranta per cento).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Punto.IT</strong></p>
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		<title>Nasce il panettone alla Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP: un’esperienza gastronomica e turistica</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nasce-il-panettone-alla-cipolla-rossa-di-tropea-calabria-igp-unesperienza-gastronomica-e-turistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2022 08:13:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#trasformatiDOPIGP]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutta la dolcezza della Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP unita alla genuinità dell’extravergine d’oliva biologico ottenuto dalla cultivar autoctona Ottobratica, al posto del burro, come forte e convinta scelta identitaria che, ribaltando cliché consolidatisi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutta la dolcezza della Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP unita alla genuinità dell’extravergine d’oliva biologico ottenuto dalla cultivar autoctona Ottobratica, al posto del burro, come forte e convinta scelta identitaria che, ribaltando cliché consolidatisi, rende l’impasto ancora più soffice e profumato.</p>
<p>&#8220;<em>È la nuova esperienza del gusto che abbiamo voluto promuovere attraverso la rivisitazione della tradizionale ricetta del panettone, il dolce delle feste natalizie per antonomasia, che si presenta con un valore aggiunto in più: l’identità delle produzioni Made in Calabria.</em>&#8221;</p>
<p>È quanto dichiara <strong>Giuseppe Laria</strong>, Presidente del <a href="http://www.consorziocipollatropeaigp.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP</a> esprimendo soddisfazione per il successo ottenuto da questo esperimento gastronomico che ha tra gli obiettivi anche quello di sensibilizzare al consumo di prodotti regionali.</p>
<p>Il panettone La Tropea Experience è stato presentato nei giorni scorsi a Tropea, in occasione della cerimonia di accensione delle luminarie del Villaggio di Natale, alla presenza tra gli altri, del Sindaco Giovanni Macrì.</p>
<p>&#8220;<em>Declinato ormai in tutte le sue sfumature, dal dolce al salato, nelle ricette tanto tradizionali quanto gourmet</em> – aggiunge <strong>Daniele Cipollina</strong>, direttore marketing del Consorzio Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP – <em>la Cipolla Rossa di Tropea, si conferma essere ingrediente principe della Dieta Mediterranea, capace di esportare fuori dai confini regionali l’identità calabrese</em>.&#8221;</p>
<p>Il panettone è stato realizzato con la Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP e l&#8217;olio extravergine di oliva biologico dell’Azienda Agricola Frantoio Badia di Limbadi, in provincia di Vibo Valentia. Del peso di 5 kg è stato fatto degustare nel corso di una conferenza show diretta dalla conduttrice televisiva Anna Aloi.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/11/20221130_CS_CIPOLLAROSSADITROPEACALABRIAIGP.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<item>
		<title>Patata della Sila IGP, dagli scarti della patata alla barretta vegana grazie alla Ricerca</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/patata-della-sila-igp-dagli-scarti-della-patata-alla-barretta-vegana-grazie-alla-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2022 08:56:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#trasformatiDOPIGP]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti trasformati]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;applicazione della ricerca permetterà  ai produttori di Patata della Sila IGP di lavorare quintali di patate che ogni anno devono essere smaltiti perchè danneggiate nella raccolta o nel confezionamento Trasformare un sottoprodotto ortofrutticolo della Patata [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;applicazione della ricerca permetterà  ai produttori di Patata della Sila IGP di lavorare quintali di patate che ogni anno devono essere smaltiti perchè danneggiate nella raccolta o nel confezionamento</em></p>
<p>Trasformare un <strong>sottoprodotto ortofrutticolo</strong> della <strong>Patata della Sila IGP</strong> in valore, attraverso l&#8217;<strong>innovazione</strong> e la <strong>ricerca</strong>. E&#8217; l&#8217;obiettivo del progetto &#8216;Apoc Agro proof of concept. Ricerca e innovazione a servizio dell&#8217;agricoltura&#8217;, presentato oggi all&#8217;Università della Calabria, e che ha come protagonisti gli ortaggi trasformati.</p>
<p>Il <strong>progetto</strong> vede coinvolti il Consorzio produttori patate associati in veste di capofila e quattro partner: Cotrapa 2000 (cooperativa agricola) e Gias Spa che si occupano di lavorazione e trasformazione di prodotti agricoli, Galascreen srl, spin off accademico dell&#8217;Università della Calabria in veste di partner tecnologico/scientifico e il Discag dipartimento scienze aziendali e giuridiche dell&#8217;Unical.</p>
<p><em>&#8220;Il Progetto Apoc che abbiamo presentato oggi -spiega ad Adnkronos/Labitalia Albino Carli, direttore del Consorzio produttori patate associati- ha già portato a un primo risultato tangibile: siamo riusciti a realizzare una <strong>barretta a base di sottoprodotti della lavorazione delle patate</strong>. Il risultato è molto incoraggiante, le prime barrette sono molto piaciute, e sostanzialmente questo raggiunge quello che è l&#8217;obiettivo fondamentale della nostra richiesta al mondo della ricerca: prendere un prodotto che fino a questo momento abbiamo dovuto smaltire pagando dei soldi, dandogli invece un valore&#8221;.</em></p>
<p>E per i produttori di patata della Sila Igp si tratta di quintali e quintali di patate che ogni anno devono essere smaltiti perchè danneggiate nella raccolta o nel confezionamento. E che con &#8216;Apoc&#8217; possono puntare a una nuova &#8216;vita&#8217;, venendo valorizzati.</p>
<p><em>&#8220;Un&#8217;iniziativa encomiabile, che propone modelli innovativi e rilancia il ruolo della ricerca e della Calabria nel mondo agroalimentare&#8221;</em>, ha dichiarato l&#8217;<strong>assessore all&#8217;Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilfoglio.it/adnkronos/2022/11/24/news/dagli-scarti-della-patata-alla-barretta-vegana-dalla-calabria-ecco-la-proposta-di-apoc-4698284/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Il Foglio</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/patata-della-sila-igp-dagli-scarti-della-patata-alla-barretta-vegana-grazie-alla-ricerca/">Patata della Sila IGP, dagli scarti della patata alla barretta vegana grazie alla Ricerca</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>XX Rapporto Ismea Qualivita sulle produzioni DOP e IGP – il Cioccolato di Modica +75%</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/xx-rapporto-ismea-qualivita-sulle-produzioni-dop-e-igp-il-cioccolato-di-modica-75/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2022 08:16:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2022]]></category>
		<category><![CDATA[#trasformatiDOPIGP]]></category>
		<category><![CDATA[Cioccolato e prodotti derivati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presente il Ministro Francesco Lollobrigida e con l’intervento da Strasburgo di Paolo De Castro, è stato presentato a Roma il XX Rapporto Ismea- Qualivita, una rigorosa e puntuale analisi sullo stato delle denominazioni ad IG. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/xx-rapporto-ismea-qualivita-sulle-produzioni-dop-e-igp-il-cioccolato-di-modica-75/">XX Rapporto Ismea Qualivita sulle produzioni DOP e IGP – il Cioccolato di Modica +75%</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presente il Ministro <strong>Francesco Lollobrigida</strong> e con l’intervento da Strasburgo di <strong>Paolo De Castro</strong>, è stato presentato a Roma il XX Rapporto Ismea- Qualivita, una rigorosa e puntuale analisi sullo stato delle denominazioni ad IG.</em></p>
<p>Significati, fra tutti, il dato che segna la crescita del comparto nel 2021 +16,01%, raggiungendo un valore alla produzione di 19,1 mld€, grazie a 845  prodotti DOP, IGP e STG di cui 319 cibo e 526 vino.</p>
<p>Positivo il dato che riguarda la Sicilia che cresce nel 2021 del 13,2%, collocandosi al decimo posto per impatto economico delle DOP e IGP, nel settore cibo , e all’ottavo posto nel settore vino. Nelle diverse categorie DOP e IGP, la Sicilia si distingue negli ortofrutticoli e negli oli di oliva, con ben due filiere fra le prime cinque in Italia per valore : Val di Mazara e Sicilia Dop.</p>
<p>Interessante il dato relativo al raggruppamento delle altre categorie DOP e IGP, che comprende Paste Alimentari – Panetteria – Pasticceria – Cioccolato, categorie delle quali  il <strong>Cioccolato di Modica IGP</strong> rappresenta il prodotto con il maggiore indice di crescita che si è attestato a +75%, con un valore alla produzione di circa 6milioni€.</p>
<p><em>&#8220;Il Consorzio</em> – dichiara il Direttore <strong>Nino Scivoletto</strong> &#8211;  <em>considera questo un risultato eccellente, che premia gli artigiani produttori, che hanno dovuto affrontare non pochi problemi causati dalla pandemia da Covid 19 prima, dal conflitto Russia-Ucraina dopo e dalla crisi energetica, peraltro ancora irrisolta. In tale contesto, conquistare quote significative di mercato in un comparto come quello del cioccolato, governato da colossi multinazionali, è certamente un risultato apprezzabile e lascia ben sperare per il futuro.</em></p>
<p><em>È l’occasione per evidenziare un altro dato interessante e che riguarda il Cioccolato di Modica IGP, quale ingrediente caratterizzante nei prodotti trasformati.</em></p>
<p><em>Grazie alla sua versatilità il Cioccolato di Modica IGP si impone sempre più quale ingrediente nei lievitati, nei gelati , in generale in pasticceria, e finanche nei liquori ,è di questi giorni il lancio del primo liquore con Cioccolato di Modica IGP. Questo rappresenta certamente un importante mercato di sbocco in termini di produzione, favorendo allo stesso tempo una crescita esponenziale in termini di visibilità e di notorietà del prodotto.</em></p>
<p><em>Anche in questo caso i dati sono assai confortanti, basti pensare che nel 2020 il Ministero delle Politiche Agricole ha rilasciato 92 autorizzazioni a utilizzare il cioccolato di Modica Igp come ingrediente caratterizzante, pari al 53% del totale; 169 etichette pari al 51% di tutte quelle autorizzate.</em></p>
<p><em>Ciò è il frutto dell’impiego del 20% del cioccolato di Modica IGP, quale ingrediente nei prodotti trasformati, di cui il 40% è impiegato nella grande industria e il 60% nella pasticceria. Fra i marchi industriali che utilizzano il cioccolato di Modica Igp quale ingrediente, brillano la BAULI e la SAMMONTANA.</em></p>
<p><em>Il Consorzio ringrazia Ismea e Qualività, in particolare <strong>Mauro Rosati</strong>, per l’attenzione con la quale seguono il mondo delle IG, per l’assistenza fornita ai Consorzi  e agli organismi associativi dei produttori e alla amorevole assistenza assicurata al Consorzio del Cioccolato di Modica.&#8221;</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.cioccolatodimodica.it/index.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Consorzio del Cioccolato di Modica</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/11/20221123_CS_CIOCCOLATODIMODICAIGP.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Ingredienti pregiati presenti in quantità irrisorie nei prodotti… Quando le etichette ci illudono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 08:17:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#trasformatiDOPIGP]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando acquistiamo un alimento “industriale”, come una pasta ripiena, un secondo, un sugo, o anche una bevanda alla frutta o un prodotto da forno, spesso la scelta non è semplice perché l’offerta è sempre più ricca. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quando acquistiamo</strong> un alimento “industriale”, come una pasta ripiena, un secondo, un sugo, o anche una bevanda alla frutta o un prodotto da forno, spesso la scelta non è semplice perché l’offerta è sempre più ricca. Allora è facile affidarsi a ciò che ci colpisce di più, sulla confezione: l’immagine, la denominazione e gli ingredienti posti in evidenza. Sappiamo che l’immagine spesso è un semplice “<strong>suggerimento di presentazione</strong>” (e il produttore è tenuto a scriverlo, per legge), ma è comunque difficile sfuggire al fascino di una foto ben fatta.</p>
<p>E anche il nome del piatto, a volte, può trarre in inganno, in particolare quando sono vantati <strong>ingredienti pregiati</strong>, come crostacei, funghi porcini o aceto balsamico, presenti magari in quantità irrisorie.</p>
<p>Nei ravioli Rana “Oro rosso”, per esempio, ripieni di astice e gamberi, la polpa d’astice rappresenta il 20% del ripieno, che a sua volta corrisponde al 59% del prodotto. Una porzione da 125 g quindi, contiene 15 g scarsi di polpa d’astice e una pari quantità di gamberi. La quantità di crostacei è ancora inferiore nel risotto liofilizzato alle zucchine e gamberetti a marchio Conad. In questo caso la busta da 175 g corrisponde a due porzioni, per prepararla però sono necessari 600 ml di acqua: il peso finale sarà pari a 775 g, quindi circa 390 g a testa. La percentuale di gamberetti, sul totale è l’1,8%, quantità che corrisponde a 7 g.</p>
<p>Rimanendo sul gusto “pesce”, le Fantasie al salmone Philadelphia, piccole porzioni di formaggio spalmabile, contengono solo l’1,5% di salmone, affiancato dagli  “aromi”.</p>
<p>Il discorso è simile per i piatti arricchiti con ingredienti come i funghi porcini. Una porzione (250 g) di risotto ai porcini Viva la mamma-Beretta contiene 8,4 g di questi funghi pregiati. Il risotto disidratato Knorr Risotteria ai porcini dichiara l’1,1% di porcini, quantità che, tenendo conto della reidratazione, corrisponde a 4,3 g a porzione. Nei ravioli Conad ai funghi porcini il ripieno pesa per il 50% e i porcini ne rappresentano il 15%, una porzione da 125 g, quindi, ne contiene 9,4 g. Una quantità maggiore è presente nelle  tagliatelle ai porcini surgelate Findus-4 Salti in padella, dove una porzione da 275 g ne contiene quasi 15 g.</p>
<p>L’aceto balsamico è un condimento pregiato e profumato. Per insaporire un piatto ne basta poco e certo non è in eccesso quando va ad arricchire i piatti pronti che troviamo al supermercato. L’hamburger di bovino con parmigiano reggiano e “<strong>Aceto Balsamico di Modena IGP</strong>” Fior fiore Coop contiene il 4% di crema all’aceto balsamico, la quale a sua volta è preparata con il 20% di aceto balsamico, si tratta quindi dello 0,8%, che in un hamburger da 180 g, corrisponde a 1,4 g.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://ilfattoalimentare.it/ingredienti-pregiati-in-quantita-irrisorie.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il Fatto Alimentare</a></p>
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		<title>Amaro Amara a base di Arancia Rossa di Sicilia IGP: ecco il campione del mondo degli amari</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/amaro-amara-a-base-di-arancia-rossa-di-sicilia-igp-ecco-il-campione-del-mondo-degli-amari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2022 08:25:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diana: “Premio mondiale al nostro associato Amaro Amara motivo di orgoglio e volano di sviluppo. Richieste di uso della denominazione IGP in forte aumento” “L’amaro Amara a base di Arancia Rossa di Sicilia IGP, è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Diana: “Premio mondiale al nostro associato Amaro Amara motivo di orgoglio e volano di sviluppo. Richieste di uso della denominazione IGP in forte aumento”</em></p>
<p><em>“L’amaro Amara a base di Arancia Rossa di Sicilia IGP, è il campione del mondo degli amari. Il premio ricevuto durante la competizione mondiale World Liqueur Awards dal digestivo siciliano, nato dalla felice intuizione del nostro associato Edoardo Strano, ci rende orgogliosi e conferma la bontà della politica del Consorzio nel concedere, solo ad aziende di provata qualità, l’uso della denominazione e del prodotto&#8221;, </em> così il presidente del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP sulla notizia del prestigioso riconoscimento ottenuto dall’azienda catanese.</p>
<p><em>“Stavamo già lavorando a nuove partnership con aziende siciliane e multinazionali e dopo questa notizia ci sono arrivate altre qualificate richieste di uso della denominazione che valuteremo con l’attenzione che abbiamo sempre avuto nei riguardi del nostro frutto e nel rispetto dei consumatori”</em>, aggiunge il numero uno del Consorzio.</p>
<p><em>“Appena appresa la notizia sono andato a congratularmi di persona con Edoardo. Questo riconoscimento, che è innanzitutto un giusto premio per il lavoro di un giovane imprenditore, dei suoi stretti collaboratori e della sua famiglia, lo sentiamo anche un po’ nostro. Infatti, le Arance Rosse di Sicilia IGP che crescono baciate dal sole ai piedi dell’Etna sono le protagoniste indiscusse di Amaro Amara, ingrediente inebriante che con il suo intenso profumo ha sbaragliato la concorrenza alla competizione mondiale.  Grazie all’intuizione e alla costanza di chi ha guidato il Consorzio Arancia Rossa di Sicilia in questi anni, i marchi che utilizzano la nostra denominazione sono aumentati in quantità e qualità.  Abbiamo aziende siciliane, pluripremiate per le bevande alla Rossa di Sicilia IGP, grosse multinazionali, aziende di cosmetici, aziende dolciarie locali e internazionali e questo ci permette di essere sul mercato, non solo del fresco, per 365 giorni l’anno”</em>.</p>
<p>Nel corso degli anni nessun amaro siciliano è mai arrivato così in alto, grande è la soddisfazione per <strong>Edoardo Strano</strong>, che nove anni fa trasformò in realtà il sogno di creare un amaro artigianale realizzato solo con scorze di Arancia Rossa di Sicilia IGP e erbe spontanee dell&#8217;Etna.</p>
<p><em>&#8220;Un riconoscimento che arriva dopo due anni difficili &#8211; racconta l&#8217;imprenditore &#8211; ma in cui non abbiamo mai fatto compromessi sulla qualità. Questo oggi ci viene riconosciuto, a testimonianza che con il lavoro e l&#8217;impegno si può arrivare ovunque. È un vero orgoglio ricevere un premio così importante che ci aiuta a realizzare il nostro obiettivo più alto: raccontare la bellezza e l&#8217;autenticità del territorio agricolo etneo nel mondo”</em>, conclude Strano.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong></p>
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		<title>DOP e IGP: il bello di averli in etichetta</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-il-bello-di-averli-in-etichetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 09:01:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ingredient branding è un fenomeno in piena crescita, con benefici per i prodotti trasformati e anche per le Indicazioni Geografiche Dalla Fanta con Arance Rosse di Sicilia IGP al minestrone Findus con Basilico Genovese DOP, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;ingredient branding è un fenomeno in piena crescita, con benefici per i prodotti trasformati e anche per le Indicazioni Geografiche</em></p>
<div class="entry-content">
<p>Dalla Fanta con <strong>Arance Rosse di Sicilia IGP </strong>al minestrone Findus con <strong>Basilico Genovese DOP</strong>, dalla <strong>Patata del Fucino IGP</strong> alla <strong>Cipolla Rossa di Tropea IGP,</strong> fino alla crema spalmabile al <strong>Cioccolato di Modica IGP</strong>. L’impiego delle eccellenze gastronomiche tutelate nei prodotti trasformati è un fenomeno in crescita costante.</p>
<p>Ed è un fenomeno che coinvolge <strong>1.600 aziende per un fatturato stimato in oltre 1 miliardo di euro</strong>. Questi in estrema sintesi i risultati dell’indagine quali-quantitativa della <strong>Fondazione Qualivita,</strong> ripresi questa settimana in un articolo di Enrica Ruggieri su Largo Consumo.</p>
<p>L&#8217;<strong>ingredient branding</strong> è una strategia di marketing in base alla quale il prodotto finale di un’azienda è realizzato attraverso componenti di un brand noto o prodotti apprezzati sul mercato. E il ricorso al sistema delle Indicazioni Geografiche come materia prima della trasformazione industriale sta prendendo sempre più piede:  si fa per <strong>distinguersi dalla concorrenza e conquistare un posizionamento premium</strong>.</p>
<p>Il prodotto a marchio UE diventa <strong>elemento caratterizzante</strong>, dal forte richiamo evocativo e dalla solida reputation di qualità. Molti grandi nomi dell’industria nazionale italiana ci hanno già investito: basta pensare a Ferrero, o anche ad autentici colossi come Findus, McDonald’s e Coca-Cola.</p>
<p>Ma andiamo nel dettaglio. Secondo la ricerca della<strong> Fondazione Qualivita</strong>, le DOP e le IGP destinate alla trasformazione hanno raggiunto un <strong>valore alla produzione di 260 milioni</strong>, generando un <strong>giro di affari </strong>al consumo finale <strong>superiore al miliardo</strong>. Le imprese della trasformazione alimentare che nel 2020 hanno utilizzato un prodotto di qualità certificata sono 1.600, per un totale di <strong>4.600 autorizzazioni attive e 13mila rilasciate</strong>.</p>
<p>Del resto, di fronte a un consumatore <strong>sempre più sensibile all’origine</strong> di ciò che mangia, l’impiego da parte delle industrie alimentari di prodotti che si fregiano del bollino UE si sta rivelando una strategia vincente sotto differenti punti di vista.</p>
<p>Non è solo una questione di <strong>maggiore garanzia di qualità della materia prima</strong> utilizzata e di tracciabilità della filiera a connotare positivamente le preparazioni che utilizzano le DOP e le IGP come ingredienti, ma un insieme di <strong>elementi intangibili</strong> come il <strong>legame con il territorio, l’autenticità, la salvaguardia delle economie locali.</strong> Tutti valori ormai sdoganati nel vissuto del consumatore contemporaneo e che ne condizionano l’acquisto.</p>
<p>Le opportunità per la food industry riguardano la possibilità di <strong>trarre vantaggio dalla reputazione delle DOP e IGP</strong>, <strong>attirare nuovi segmenti di consumatori</strong>, imporsi sul mercato con <strong>prezzi premium</strong>, e caratterizzare il proprio prodotto rispetto al territorio.</p>
<p>L’analisi di Qualivita ha poi <strong>sottolineato l’assenza a livello europeo di una disciplina </strong>puntuale e uniforme che regoli le condizioni per l’impiego di denominazioni registrate, <strong>non solo nella composizione</strong> (<em>intesa come quantità minima di materia prima certificata che un prodotto può contenere perché tale ingrediente sia definibile caratterizzante</em>), <strong>ma anche nella etichettatura,</strong> <strong>presentazione e pubblicità</strong> degli alimentari che contengono DOP e IGP. In Italia il quadro giuridico, sebbene incompleto e frammentato, ha <strong>previsto una regolamentazione in capo ai Consorzi di tutela riconosciuti</strong>, ove presenti, oppure in capo al Dicastero delle politiche agricole.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.myfruit.it/myfruit/2022/01/dop-e-igp-il-bello-di-averli-in-etichetta.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>MyFruit</strong></a></p>
</div>
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		<title>Il boom dell&#8217;ingredient branding</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-boom-dell-ingredient-branding/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2022 08:25:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#trasformatiDOPIGP]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti trasformati]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;utilizzo delle eccellenze gastronomiche tutelate in prodotti trasformati è un fenomeno in crescita, che coinvolge 1.600 aziende per un fatturato stimato in oltre 1 miliardo di euro. Dalla crema spalmabile al Cioccolato di Modica IGP [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-boom-dell-ingredient-branding/">Il boom dell&#8217;ingredient branding</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;utilizzo delle eccellenze gastronomiche tutelate in prodotti trasformati è un fenomeno in crescita, che coinvolge 1.600 aziende per un fatturato stimato in oltre 1 miliardo di euro.</em></p>
<p>Dalla crema spalmabile al Cioccolato di Modica IGP alla Fanta con Arance Rosse di Sicilia IGP, dal minestrone Findus con basilico genovese DOP, patata del Fucino IGP e cipolla rossa di Tropea IGP alle varie paste ripiene a base di prosciutto di Parma o gorgonzola, proposte dalle insegne della grande distribuzione organizzata. Si fa sempre più ricco il paniere di referenze che per <strong>differenziarsi dalla concorrenza</strong> e <strong>conquistare un posizionamento premium</strong> hanno puntato sulla presenza, come elemento caratterizzante, di un prodotto a marchio UE, dal forte richiamo evocativo e dalla solida reputation di qualità. Il ricorso al sistema delle denominazioni protette e delle indicazioni all&#8217;origine come <strong>materia prima della trasformazione industriale</strong> è un fenomeno in espansione, che coinvolge grandi nomi dell`industria nazionale italiana come Ferrero, brand appartenenti a multinazionali come il già citato Findus, autentici colossi come McDonald`s e Coca-cola, ma anche piccole realtà del territorio in cui lo stesso prodotto a indicazione geografica ricade.</p>
<p>A fotografare il fenomeno e le sue implicazioni anche dal punto di vista normativo, è stata un&#8217;<strong>indagine quali-quantitativa della Fondazione Qualivita</strong>, condotta presso i consorzi che si occupano di tutelare le produzioni di qualità certificata e concedere le autorizzazioni per il loro impiego nelle preparazioni industriali. Secondo la ricerca, le DOP e le IGP destinate alla trasformazione hanno raggiunto un <strong>valore alla produzione di 260 milioni di euro</strong>, generando oltre <strong>1 miliardo di euro di giro di affari al consumo finale</strong>. Le imprese della trasformazione alimentare che hanno utilizzato nel 2020 un prodotto di qualità certificata sono 1.600, per un totale di 4.600 autorizzazioni attive e 13.000 rilasciate finora. Del resto, di fronte a un consumatore dal gusto mediamente più evoluto e attento all`origine di ciò che porta a tavola, l`impiego da parte delle industrie alimentari di prodotti che si fregiano dell&#8217;ormai noto bollino comunitario si sta rivelando una strategia vincente sotto diversi punti di vista.</p>
<p>Non è solo un tema di maggior garanzia di qualità della materia prima utilizzata e di tracciabilità della filiera a connotare positivamente le preparazioni che utilizzano le DOP e le IGP tra gli ingredienti, è anche un insieme di elementi intangibili come il legame con il territorio, l`autenticità, la salvaguardia delle economie locali, tutti valori ormai sdoganati nel vissuto del consumatore contemporaneo e che ne ispirano l&#8217;esperienza di acquisto.</p>
<p>Tra i primi a comprendere il valore aggiunto nell&#8217;utilizzo di un prodotto a qualità certificata c&#8217;è stato niente di meno che <strong>McDonald`s</strong>, con il suo Mcltaly a base di Parmigiano reggiano lanciato oltre 10 anni fa e a cui ha fatto seguito, in tempi più recenti, la collezione My selection, firmata da Joe Bastianich. I panini griffati dal noto ristoratore italoamericano vedono l&#8217;impiego di numerose eccellenze del comparto come la cipolla rossa di Tropea, l&#8217;Asiago, il pecorino toscano e l&#8217;aceto balsamico di Modena e rappresentano uno degli esempi più emblematici di questo connubio in chiave giocai tra due mondi in origine agli antipodi. Un sodalizio mosso dall`esigenza della multinazionale di rivedere la sua value proposition in ottica più salutistica e locale e rilanciare il brand in un momento di forte demonizzazione del modello di consumo del fast food. Le opportunità per la food industry fanno quindi riferimento alla possibilità di trarre vantaggio dalla reputazione delle DOP e IGP, attirare nuovi me segmenti di consumatori, imporsi sul mercato con prezzi premium, e caratterizzare il proprio prodotto rispetto al territorio.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>L&#8217;<strong>analisi di Qualivita</strong> ha inoltre sottolineato l&#8217;assenza a livello europeo di una <strong>disciplina puntuale e uniforme</strong> che regoli le condizioni per l`impiego di denominazioni registrate, non solo nella composizione, intesa come quantità minima di materia prima certificata che un prodotto può contenere affinché tale ingrediente sia definibile caratterizzante, ma anche nella etichettatura, presentazione e pubblicità degli alimentari che contengono DOP e IGP. In Italia il quadro giuridico, seppure incompleto e frammentato, ha previsto una regolamentazione in capo ai consorzi di tutela riconosciuti, ove presenti, oppure in capo al Dicastero delle Politiche agricole.</p>
<p>Fonte: <strong>Largo Consumo</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/01/20220119_RS_LARGOCONSUMO.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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