Argomento: Stati Uniti

  • 4 aprile 2018

    Consorzio Tutela Vini Sannio: dopo la promozione in USA parte la trasferta al “Vinitaly”

    Calato il sipario sugli importanti eventi che durante l’intero mese di marzo hanno visto protagonisti i vini sanniti nelle più importanti piazze del mercato italiano e statunitense. È stata una fitta agenda quella che ha visto impegnato il Sannio Consorzio Tutela Vini in manifestazioni che si sono svolte nelle più importanti città italiane e in un articolato tour oltreoceano che ha toccato le piazze più importanti del mercato del vino statunitense. Il tour promozionale in Italia si è concretizzato nell’ambito dell’iniziativa itinerante "Anteprima Fiere Vino" del Gambero Rosso: una serie di eventi promossi in diversi capoluoghi regionali per valorizzare il prezioso patrimonio enologico italiano e avvicinare il grande pubblico al bere di qualità. Grazie a questa importante collaborazione i vini a denominazione di origine della terra sannita hanno sfilato in passerella a Lecce, Torino, Roma, Milano e Napoli. Negli Stati Uniti il Sannio Consorzio Tutela Vini ha toccato ...
  • 12 luglio 2016

    Il futuro del vino da una sponda all’altra del Pacifico

    Le ultime tendenze di mercato dei due mercati principe del futuro, uno consolidato e affidabile, gli stati uniti, e l’altro, la cina, ancora “di frontiera”, ma potenzialmente inarrestabile Il futuro del mercato del vino si gioca in USA e Cina, le prospettive nei report di Impact DataBank e Wine Intelligence. Dal punto di vista enoico il Pacifico è bifronte: da un lato si trovano gli Stati Uniti, un mercato attualmente impareggiabile per affidabilità e numeri, specialmente per il mondo del nettare di Bacco tricolore, dall’altro, invece, c’è la frontiera, ancora tutta da esplorare nelle sue potenzialità di consumo di massa, dell’altra potenza economica globale, la Repubblica Popolare Cinese. Due mercati diversissimi fra loro, entrambi degni di attenzione, specialmente a valle di quanto avvenuto con il referendum britannico del 23 giugno scorso, che nel medio termine porterà probabilmente più di un produttore a dover spostare il baricentro delle proprie esport...
  • 18 novembre 2015

    Così il “Trattato di libero scambio del Pacifico” affossa Dop e Igp

    Il Trattato di libero scambio del Pacifico - TPP - potrebbe mettere a rischio gli sforzi dell'Ue per vedere riconosciute nel mondo la tutela dei marchi DOP e IGP. E avere un impatto anche nei negoziati commerciali che l'Ue deve ancora chiudere con importanti partner dell'area, come gli Usa e il Giappone. Il capitolo sui prodotti a indicazione geografica (IG) contenuto nell'accordo di libero scambio raggiunto dagli Stati Uniti e da altre 11 economie del Pacifico, la cui ratifica è attesa nei prossimi mesi, ribalta l'approccio europeo che garantisce a DOP e IGP una «super tutela» e protegge invece i titolari di marchi registrati e nomi generici. Che, nei paesi aderenti al Tpp, prevarrebbero sempre sui marchi a indicazione geografica, sia nei casi di denominazioni preesistenti uguali o simili, sia per i componenti individuali di quelle composte (come Parmigiano in Parmigiano Reggiano). Vanno approfonditi, poi, gli effetti che il TPP potrebbe avere su accordi commerciali già ...
  • 17 luglio 2015

    I “falsi” negli USA valgono un miliardo. De Castro: «Definire regole trasparenti»

    «L'Europa ha interessi rilevantissimi nel settore agroalimentare, con un saldo attivo di 6 miliardi di euro, ed in questo negoziato è evidente che l'Italia - il Paese europeo con il maggior numero di prodotti Dop - si gioca tanta parte di uno sviluppo possibile e da sostenere con ogni azione». Così Paolo De Castro - europarlamentare e già presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo - si esprime all'indomani del confronto che ha avuto tra i protagonisti, a Bruxelles, il direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Riccardo Deserti, ascoltato dalla Commissione Europea nell' ambito dei negoziati Ttip tra Ue e Usa. «Proprio a partire da questo confronto - aggiunge De Castro - va rilanciata un'azione autorevole per raggiungere un risultato ambizioso ed equilibrato, perché sul mercato americano c'è ancora molto spazio per la crescita delle esportazioni italiane ed europee, soprattutto per i prodotti di alta qualità come le Dop, e ...
  • 15 luglio 2015

    Consumi, olio in rivoluzione

    Calano i consumi di olio d'oliva nei paesi produttori e invece salgono altrove. Un trend inarrestabile, cominciato agli inizi degli anni 2000, che cambia scenari e politica internazionale del settore. "Occorre adeguarsi alle necessità dei paesi consumatori, non solo di quelli produttori" ha esordito Eleonora Iacovoni, neodirigente del settore ortofrutta e olio d'oliva del Ministero delle Politiche Agricole, al convegno "Olio di oliva per una sana alimentazione" a Expo. Una presa d'atto dei numeri del settore, profondamente mutati anche in Italia. I dati del Consiglio oleicolo internazionale mostrano che, nel nostro paese, dal 2003 a oggi i consumi dell'olio d'oliva sono scesi da 800mila a 600mila tonnellate, pari a 10 litri pro capite all'anno. Sul terzo gradino del podio, tra i paesi consumatori, si piazzano gli Stati Uniti che consumano il 9% dell'olio di oliva mondiale, contro il 21% dell'Italia e il 18% della Spagna. Fonte: Italia Oggi SCARICA L'ARTICOLO COMPLETO
  • 14 luglio 2015

    Il Parmigiano Reggiano DOP fa breccia negli USA

    Il Parmigiano Reggiano DOP si fa strada nella grande distribuzione organizzata degli Stati Uniti come prodotto top. Il Consorzio dei produttori dell'eccellenza alimentare ha siglato un accordo con una delle più importanti catene americane posizionate nella fascia alta di mercato, Whole Foods. In base all'intesa il formaggio DOP emiliano diventa il primo formaggio sugli scaffali del colosso distributivo americano, attraverso una campagna di comunicazione e promozione, che prevede anche una specifica formazione degli addetti dei vari punti vendita dell'insegna statunitense. Come ha ricordato il direttore del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano, Riccardo Deserti, L'accordo, basato sulla valorizzazione delle caratteristiche del prodotto, cerca anche di mettere un freno ai falsi e alle contraffazioni del marchio. Sugli scaffali troverà spazio un prodotto selezionato con una stagionatura di almeno 24 mesi che sarà porzionato direttamente nei negozi. Fonte: Il ...
  • 13 luglio 2015

    Paolo De Castro sui Ttip: “Con gli Stati Uniti tuteleremo le Dop”

    Mercoledì scorso il Parlamento europeo ha dato il via libera al trattato commerciale con gli Stati Uniti. Il nome è complesso: Ttip, cioè Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti. I voti favorevoli sono stati 436, un'ampia maggioranza rispetto al numero dei parlamentari che sono 751. Per fare il punto ne parliamo con Paolo De Castro, ex ministro per le politiche agricole, e su questo tema oggi relatore permanente per il Parlamento Ue. De Castro afferma: "Non prevedo ripercussioni negative per i nostri prodotti, anzi. Dobbiamo occuparci della difesa delle Indicazioni Geografiche Protette, dei prodotti copiati che possono indurre in errore il consumatore americano. Fonte: CorrierEconomia - Corriere del Mezzogiorno SCARICA L'ARTICOLO COMPLETO
  • 10 luglio 2015

    Ttip, da Strasburgo sì con i paletti

    Sì dall'Europarlamento a negoziare con gli Stati Uniti la creazione di una gigantesca area di libero scambio, ma senza compromettere gli standard di sicurezza alimentare europei, né tribunali privati. Le "liti" tra Stati e multinazionali dovranno essere regolate da organismi pubblici. Il Parlamento ha approvato mercoledì le proprie raccomandazioni per i negoziatori della Commissione Ue sul Ttip, l'accordo di libero scambio su commercio e investimenti fra Ue e Stati Uniti in corso di negoziazione. Il testo è stato approvato dall'Aula con 436 voti favorevoli, 241 voti contrari e 32 astensioni. Fonte: Il Sole 24 Ore SCARICA L'ARTICOLO COMPLETO
  • 3 luglio 2015

    Assicurazioni: gli agricoltori scommettono

    Nel 2014 il Congresso ha tagliato 4,5 miliardi di sussidi all'agricoltura. Gli agricoltori americani hanno dovuto scegliere tra un programma di assicurazioni che gli garantiva reddito anche in caso di cattivi raccolti e un altro che paga al calo dei prezzi. Il 15 giugno il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti ha stimato quanti di questi agricoltori abbiano scelto di affidarsi alle forze del mercato e quanti alla forza di Dio, alluvioni e siccità. La percentuale degli agricoltori di grano che ha sottoscritto il contratto di assicurazione per tutelarsi dai cattivi raccolti è stata del 91%. Tra questi il signor Bidner, che si aspetta un aumento dei prezzi di grano e soia, ma al tempo stesso è preoccupato dalla possibilità che un inaspettato clima pieghi il suo raccolto. Fonte: Bloomberg Business Week SCARICA L'ARTICOLO COMPLETO IN LINGUA ORIGINALE
  • 30 giugno 2015

    Export in America: è boom per il Parmigiano Reggiano DOP

    Ogni tanto per gli agricoltori modenesi arriva anche qualche buona notizia: le esportazioni verso gli Stati Uniti, nei primi tre mesi dell'anno, sono aumentate del 78%. Un risultato senza precedente, sul quale, però, il Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano DOP chiede cautela. Gli Stati Uniti, rappresentano infatti, per il Parmigiano Reggiano DOP, il primo mercato extra UE e il terzo mercato estero in assoluto. E sul risultato ha sicuramente inciso il rallentamento registrato negli ultimi mesi del 2014 per le attese degli operatori commerciali sui mercati valutari, tanto che l'anno si era chiuso con un -8%, ed un rapporto euro-dollaro decisamente favorevole alla moneta americana. Fonte: Gazzetta di Modena SCARICA L'ARTICOLO COMPLETO
  • 19 maggio 2015

    Prosciutto di Parma DOP, boom negli USA

    Gli Stati Uniti diventano il primo mercato di sbocco all'estero per il Prosciutto di Parma DOP. E le 150 aziende del Consorzio emiliano si preparano a capitalizzare la caduta delle barriere fitosanitarie, con la conferma da parte delle autorità americane dell'equivalenza dei sistemi di controllo italiani e statunitensi. Dopo aver portato nel 2014 a 60 milioni il valore delle esportazioni in USA, i produttori stimano una ulteriore crescita a doppia cifra quest'anno, caratterizzato già in questi primi mesi dalla crescita della domanda da oltreconfine. «Il mercato statunitense dice il presidente del consorzio, Paolo Tanari - ci ha fatto crescere. I nostri produttori hanno acquisito delle capacità che altri distretti non hanno. Abbiamo avuto conferma di dover puntare sempre alla qualità del nostro prodotto. Questo ha permesso alle nostre imprese di avviare un processo di internazionalizzazione che le ha portate ad affrontare i mercati esteri con le dovute competenze e la ...
  • 24 ottobre 2014

    Il Cotechino Modena IGP affascina New York

    Il Consorzio Zampone Modena Cotechino Modena ha partecipato all’iniziativa che si è svolta a New York lo scorso 13 ottobre, inviando un consistente quantitativo di prodotto per l’Emilia Burger, ovvero un panino farcito con un impasto di carne di manzo e parmigiano, salsa verde e due fette di Cotechino Modena IGP.
  • 22 ottobre 2014

    Vini italiani: gli Usa primo mercato, ma crescono Cina e Russia

    Secolo d'Italia Gli Usa restano il primo mercato estero per i vini italiani ma negli ultimi tredici anni sono cresciuti notevolmente Cina e Russia. E per il futuro si continua a guardare alle bollicine. Sono alcuni dei dati di Wine Monitor, l'osservatorio di Nomisma. Negli Usa si consumano oggi 29 milioni di ettolitri di vino, con una crescita nell'ultimo decennio pari al 37%. La Russia, con oltre 10 milioni di ettolitri, ha invece fatto un balzo del 121%, un +57% si è registrato in Cina dove oggi si consumano 16 milioni e 800 mila ettolitri di vino. Cresce la produzione in Spagna (oltre 42 milioni di ettolitri, + 2% in dieci anni) ma crescono notevolmente anche Australia (+54%), Sud Africa (+58%), Cile (+92%), Argentina (+20%), Stati Uniti (+15%) e Cina (+11 %).
  • 15 ottobre 2014

    Qualità europea tutelata in Usa

    Italia OggiTutela rinforzata e riconoscimento delle Dop e delle Igp europee negli Usa, «protezione» degli standard sanitari e ambientali fissati dal «diritto comunitario e dalla legislazione degli Stati membri», con particolare attenzione alle esigenze delle pmi. Sono alcuni dei principi del mandato che nel giugno 2013 gli Stati membri dell'Ue hanno conferito alla Commissione per negoziare un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti (TTIP). Dopo mesi di mediazione con le altre cancellerie europee, è passata la linea della trasparenza voluta dall'Italia e il documento è stato reso pubblico, secondo la richiesta di ong, partiti politici e del difensore civico Ue Emily O' Reilly. Iniziativa arrivata pochi giorni prima dell'evento tenuto ieri a Roma sul TTIP alla presenza delle parti sociali, e del Consiglio informale Ue che si terrà oggi sempre nella capitale, con un eventuale accordo Ue-Usa punto centrale del dibattito tra i ministri al commercio dei Ventotto. Tra i ...
  • 2 ottobre 2014

    Extravergine e biologico, boom in USA

    Terra e Vita Negli Stati Uniti, Paese che non vanta una tradizione nel consumo dell'olio di oliva, cresce tuttavia l'abitudine a utilizzarlo. E mentre si impara a consumare l'olio di oliva in generale, si apprezza sempre più - poiché esiste una forte sensibilità verso il biologico, settore piccolo, nicchia di mercato, ma in rapida crescita - anche l'extravergine di oliva biologico. Sotto l'ombrello dei crescenti consensi per la dieta mediterranea, la qualità dei prodotti biologici italiani e pugliesi, e in particolare dell'olio extravergine di oliva, è ormai riconosciuta. Sono le indicazioni essenziali, sulle prospettive espansive del mercato statunitense fornite da Pablo Voitzuk, consulente tecnico del settore oleario negli Usa
  • 30 settembre 2014

    Atlantico più stretto

    Capital Somiglia ad soffione il Partenariato transatlantico su commercio e investimenti (Ttip), l'accordo di libero commercio che dovrebbe stringere i ponti commerciali fra Ue e Usa. Le discussioni sono cominciate circa un anno fa il lavoro è tutt'altro che concluso ma procede sotterraneo. La possibilità di creare un colossale mercato sulle due sponde dell'Atlantico senza più vincoli e dazi è una rivoluzione e naturalmente minaccia potenti interessi. Secondo un recente studio del Centro for economie policy research, l'accordo potrebbe garantire un beneficio economico stimato in 119 miliardi di erro l'armo ai paesi Ue, di 95 miliardi agli Stati Uniti. Alcuni capitoli dell'accordo potrebbero essere però limitati, uno dei temi che più sta a cuore all'Europa è la difesa dei marchi geografici. Capital.pdf