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	<title>sovranità alimentare &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>sovranità alimentare &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Boom dei cibi ultra-trasformati e il Nutriscore non li ferma: allarme dei medici italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 08:23:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[ALIMENTAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema degli ultra-trasformati sta animando il dibattito, coni medici italiani che puntano l&#8217;accento sui pericoli di quei cibi che mettono a rischio la salute soprattutto delle giovani generazioni. Del tema se ne parlerà ampiamente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il tema degli ultra-trasformati sta animando il dibattito, coni medici italiani che puntano l&#8217;accento sui pericoli di quei cibi che mettono a rischio la salute soprattutto delle giovani generazioni. Del tema se ne parlerà ampiamente in occasione del Forum internazionale dell&#8217;agricoltura e dell&#8217;alimentazione di Coldiretti in collaborazione con The European House Ambrosetti, in programma il 28 e il 29 novembre a Villa Miani (Roma).</em></p>
<p>Nonostante l&#8217;Italia vanti delle eccellenze enogastronomiche di assoluta pregevolezza, viviamo sul cibo ampi paradossi che ci spingono a serie ed accurate riflessioni. I <strong>dati su sovrappeso e obesità nel nostro Paese</strong>, che interessano il <strong>47% della popolazione</strong>, evidenziano che c&#8217;è ancora molto da fare sebbene altri paesi vivano condizioni peggiori (in Usa si arriva al 67%).</p>
<p>I <strong>dati recenti dell&#8217;Italian Obesity Barometer Summit</strong>, mostrano che l&#8217;obesità è in aumento soprattutto nei giovani, con una <strong>crescita negli ultimi 20 anni di 1,6 milioni di giovani di età compresa tra 18 e 34 anni</strong> affetti da questa patologia.</p>
<p>E mentre <strong>i sistemi agroalimentari italiani vantano dei primati indiscussi</strong> che vengono suggellati dai dati sulle <strong>produzioni di qualità</strong> (primo Paese al mondo per numero di Indicazioni geografiche tutelate IG), sulla <strong>salubrità</strong> (impatto decisamente inferiore dei residui nei prodotti alimentari rispetto a quelli importati extra-Ue) e sulla <strong>sostenibilità</strong> (trend di riduzione delle emissioni rilevante) ancora evidenti appaiono le discrasie che il settore vive con una serie di sfide e che si riflettono inevitabilmente su cittadini/consumatori e imprese.</p>
<p>Pensiamo ad esempio all&#8217;<strong>ascesa incontrollata dei cibi ultra-trasformati</strong>. Nel tempo questi prodotti hanno trovato una <strong>rapida affermazione tra le nuove generazioni</strong> sino a rappresentare oggi la quotidianità nei consumi alimentari, perché molto palatabili, veloci da preparare ed economici. <strong>In alcuni Paesi come gli Usa coprono la maggioranza (60/70%)</strong> dei consumi alimentari giornalieri.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Avvenire</strong></p>
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		<item>
		<title>[Roma] &#8220;Cibo bene comune: per un nuovo modello di sviluppo&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/roma-cibo-bene-comune-per-un-nuovo-modello-di-sviluppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 08:33:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[ALIMENTAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercoledì, 30 ottobre 2024 &#8211; dalle ore 14, presso via dell’Arco de’Ginnasi, 6, Roma &#8211; si terrà l&#8217;iniziativa &#8220;Cibo bene comune: per un nuovo modello di sviluppo&#8221; organizzato da Fondazione Metes. Sarà possibile seguire l&#8217;evento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mercoledì, 30 ottobre 2024</strong> &#8211; dalle ore 14, presso via dell’Arco de’Ginnasi, 6, Roma &#8211; si terrà l&#8217;iniziativa &#8220;<strong>Cibo bene comune: per un nuovo modello di sviluppo</strong>&#8221; organizzato da Fondazione Metes.</p>
<p>Sarà possibile seguire l&#8217;evento sia a distanza che in presenza.<br />
Per seguire l&#8217;evento online <a href="https://events.teams.microsoft.com/event/7030424e-a850-45cc-ac17-f4a03ae64e4b@d1b42235-36ac-45ec-bffc-05a6c316d85d" target="_blank" rel="noopener">clicca qui</a>.<br />
Per partecipare in presenza è necessario contattare <a href="mailto:posta@fondazionemetes.it" target="_blank" rel="noopener">posta@fondazionemetes.it</a>.</p>
<h3 style="padding-left: 40px;">PROGRAMMA</h3>
<h4 style="padding-left: 40px;">Ore 14:15 &#8211; Introduzione</h4>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Tina Balì &#8211; Presidente Fondazione Metes</strong></p>
<h4 style="padding-left: 40px;">Ore 14.30 &#8211; Interventi:</h4>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Massimiliano D’Alessio – Fondazione Metes</strong><br />
Diritto al cibo, sovranità alimentare e benicomunismo del cibo: riflessioni sul ruolo della Politica agricola comune</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Francesca Giarè – CREA PB</strong><br />
Spreco alimentare e politiche agroalimentari sostenibili: dalla sicurezza alimentare alla giustizia sociale</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Sabrina Giuca e Annalisa Angeloni – CREA PB</strong><br />
Politiche per diete sane e sostenibili secondo l’approccio One Health: novità, riflessioni e prospettive</p>
<h4 style="padding-left: 40px;">Ore 16:00 &#8211; Tavola Rotonda</h4>
<p style="padding-left: 40px;">coordinata da <strong>Monica Di Sisto </strong>&#8211; Vicepresidente Fairwatch</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Giampiero Mazzocchi </strong>&#8211; Rete Italiana Politiche Locali per il Cibo</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Federico Varazi</strong> &#8211; Vicepresidente Consiglio Direttivo Slow Food Italia</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Fabio Ciconte </strong>&#8211; Direttore Associazione Terra!</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Daniela Barbaresi </strong>&#8211; Segretaria CGIL Nazionale</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Giovanni Mininni </strong>&#8211; Segretario Generale Flai CGIL</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.fondazionemetes.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Fondazione Metes</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/10/AE-22024-Programma-5-1116.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO</a></strong></p>
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		<item>
		<title>La pesca italiana va a fondo, dipendiamo dall&#8217;import</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-pesca-italiana-va-a-fondo-dipendiamo-dallimport/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2024 07:41:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Acquacoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;estero acquisti per 4 miliardi di euro, le nostre vendite si fermano a 390 milioni. Lo stock nazionale copre solo il 20% dei consumi. Le statistiche dicono che questa è l&#8217;ultima settimana per mangiare pesce sicuramente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dall&#8217;estero acquisti per 4 miliardi di euro, le nostre vendite si fermano a 390 milioni. Lo stock nazionale copre solo il 20% dei consumi.</em></p>
<p>Le statistiche dicono che questa è l&#8217;ultima settimana per mangiare pesce sicuramente pescato nei nostri mari. Ogni anno, tra metà e fine aprile, è come se si esaurisse lo <strong>stock ittico italiano</strong> che non copre neanche il 20% del consumo. Per il resto <strong>dipendiamo dall&#8217;estero</strong> da cui importiamo per un valore di circa 4 miliardi di euro, a fronte di esportazioni per meno di un decimo (390 milioni di euro).</p>
<p>Il <strong>giro d&#8217;affari complessivo delle marinerie italiane si aggira intorno a 700 milioni di euro</strong>. Così, pur essendo i maggiori consumatori europei di pesce (25 kg pro capite l&#8217;anno, contro la media di 23), la situazione peggiora costantemente da 15 anni.</p>
<p>&#8220;Nel 2030 &#8211; denuncia <strong>Paolo Tiozzo</strong>, vicepresidente di Fedagripesca Confcoooperative &#8211; oltre 9 prodotti ittici su 10 sulle tavole degli italiani potrebbe essere di importazione per <strong>mancanza di imprese e di lavoratori</strong> della pesca&#8221;.</p>
<p>La maggiore organizzazione del settore punta il dito contro i troppi divieti e le poche misure di sostegno alla pesca italiana che arrivano dall&#8217;Europa. Non mancano, però, le esperienze positive, tant&#8217;è che alcune <strong>&#8220;buone pratiche&#8221; di sostenibilità ambientale e di gestione delle risorse</strong>, saranno in mostra da martedì a giovedì al <strong>Seafood Expo Global di Barcellona</strong>, il più importante evento internazionale del comparto.</p>
<p>Il <strong>padiglione a cura del ministero dell&#8217;Agricoltura e della sovranità alimentare</strong> ospiterà 85 imprese e otto Regioni (Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Sardegna, Toscana e Veneto).</p>
<p>L&#8217;Italia arriva a Barcellona avendo già speso, come previsto, gran parte dei circa <strong>500 milioni del programma finanziato dal Fondo Europeo per gli Affari Marittimi per il periodo 2021-2027</strong>. L&#8217;obiettivo del piano è quello di <strong>rinnovare la marineria italiana</strong> così da fare crescere la produzione annua (262.641 tonnellate lo scorso anno, per il 50,4% generate dal comparto pesca e per il 49.6% dall&#8217;acquacoltura, secondo le rilevazioni del Masaf).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Messaggero</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Elena Cattaneo: meno sovranità, più innovazione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/elena-cattaneo-meno-sovranita-piu-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2023 09:01:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei mesi scorsi ha fatto discutere la scelta del nuovo governo di modificare la denominazione del ministero dedicato alle politiche agricole, oggi Ministero dell&#8221;Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Il concetto di sovranità &#8211; [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nei mesi scorsi ha fatto discutere la scelta del nuovo governo di modificare la denominazione del ministero dedicato alle politiche agricole, oggi Ministero dell&#8221;Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. </em></p>
<p>Il concetto di <strong>sovranità</strong> &#8211; da intendersi, ha chiarito il ministro <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, in senso contrario a quello di &#8220;autarchia&#8221; &#8211; rimanda a un modello di gestione delle risorse agroalimentari che difenda e valorizzi i prodotti nazionali e la nostra cultura alimentare, anche nell&#8217;ottica dell&#8217;indipendenza dall&#8217;estero. Ma quali sono questi &#8220;prodotti nazionali italiani&#8221; da difendere? Qual è la loro storia? Studiando, si capisce come pomodoro, mela, ciliegia, melanzana, patata, mais, riso e agrumi, che percepiamo come &#8220;nostri&#8221; prodotti, e che negli anni hanno guadagnato certificazioni di provenienza e qualità, hanno un fattore in comune: non sono originari dell&#8217;Italia e nemmeno dell&#8217;Europa.</p>
<p>Gli odierni frutti della terra sono peraltro anche il risultato di <strong>decenni di adattamento e miglioramento genetico</strong>, tramite incroci, innesti, impianti di colture &#8220;aliene&#8221; in terreni dove non si erano mai viste prima. Rappresentano perciò un&#8217;innovazione rispetto a quello che naturalmente crescerebbe sul territorio italiano. Prendiamo le mele, oggi orgoglio e tipicità di tante nostre regioni. Non sono nate vicino a noi, ma a 7.000 metri, sulle montagne del Kazakhstan e &#8220;migrate&#8221; verso Ovest lungo migliaia di anni, grazie anche a orsi e cervi che di esse si nutrivano e i cui escrementi contribuivano a spargerne i semi sempre più lontano dall&#8217;ambiente originario. 0 il riso, pianta originaria dei climi tropicali del Sudest asiatico, oggi coltivata, grazie alla selezione operata dall&#8217;uomo, anche nei climi freddi delle zone umide del Nord Italia.</p>
<p>In altre parole, la <strong>tradizione &#8220;sovrana</strong>&#8221; da difendere oggi non è che<strong> l&#8217;innovazione di ieri</strong>. Un processo che va avanti da quando la specie umana ha iniziato a praticare l&#8217;agricoltura. Viene da chiedersi, quindi, sulla base di quali criteri questa innovazione, che nel tempo ha aiutato a sfamarci sempre di più e meglio, abbia smesso di essere parte della nostra storia per diventare uno spauracchio da combattere a tutti i costi, al di là di ogni evidenza scientifica.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><em>di Elena Cattaneo</em></p>
<p>Fonte: <strong>D La Repubblica delle Donne</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sovranità agricola volano dell&#8217;export</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/sovranita-agricola-volano-dellexport/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2022 09:31:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che il concetto di sovranità alimentare, nelle intenzioni del Governo Meloni non vada confuso con quello di anarchia è stato chiaro fin dalle primissime battute. Infatti, la prima settimana di lavoro al neo ministero dell&#8217;Agricoltura [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Che il concetto di sovranità alimentare, nelle intenzioni del <strong>Governo Meloni</strong> non vada confuso con quello di anarchia è stato chiaro fin dalle primissime battute.</em></p>
<p>Infatti, la prima settimana di lavoro al neo<a href="https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/202" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> ministero dell&#8217;Agricoltura e della Sovranità alimentare il ministro</a>, <strong>Francesco Lollobrigida</strong> si è dovuto occupare di disinnescare una vera e propria mina a <strong>Bruxelles</strong>: il dossier che puntava a escludere vino e carni dal novero dei settori beneficiari di fondi alla promozione Ue. E la missione si è conclusa con un successo. Le azioni promozionali all&#8217;estero di vino e carni continueranno a essere sovvenzionate da fondi Ue per l&#8217;intero 2023. Ma, soprattutto, il concetto di Sovranità alimentare può diventare anche una leva per l&#8217;<strong>export</strong>. Se ne è discusso ieri a margine dell&#8217;assemblea della <strong>Coldiretti</strong> a Roma.</p>
<p>Infatti, se l&#8217;obiettivo è quello di difendere le specificità agroalimentari italiane e le filiere che ne sono coinvolte nella produzione e vendita si può certo prescindere dall&#8217;esigenza di difenderne gli spazi di mercato e, se possibile, di ampliarne ancora gli sbocchi. «<em>Noi ne siamo fermamente convinti</em> &#8211; ha commentato ieri il presidente della Coldiretti, <strong>Ettore Prandini</strong> -. <em>L&#8217;agroalimentare made in Italy per autopromuoversi ha sempre puntato sulla valorizzazione delle proprie specificità, del proprio legame con le tradizioni e i territori. Il nostro agroalimentare potrà differenziarsi da quelli di altri produttori perché è tra quelli più sicuri (i test sui residui chimici dei prodotti ortofrutticoli made in Italy riportano sempre valori di molto inferiori non solo ai limiti ma anche alla media dei prodotti riscontrati sui mercati) ed è tra quelli più sostenibili<strong>&#8220;</strong></em>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>D&#8217;altro canto, non si tratta di nulla di nuovo. Il vino italiano, ad esempio, ha saputo guadagnare spazio sui mercati proprio grazie alla propria <strong>distintività</strong>. Alla propria estrema varietà dovuta al legame con territori, condizioni pedoclimatiche e vitigni autoctoni. Tutte caratteristiche molto diverse da una regione all&#8217;altra. Requisiti che lo hanno distinto rispetto alle produzioni di altri competitors basate su poche varietà e condizioni ambientali spesso molto simili.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>&#8220;<em>La sovranità alimentare</em> &#8211; ha detto il ministro dell`Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida &#8211; <em>è anche la difesa delle specificità del nostro sistema agroalimentare in termini di produzione e di trasformazione. È garanzia di poter continuare ad esportare all`estero, sulla base della domanda dei prodotti assicurati dal sistema Italia, che è considerato a livello mondiale di per sé garanzia di eccellenza. La sovranità alimentare è tutt`altro che chiusura, ma volontà di rafforzare il ruolo dell`Italia, dei suoi prodotti e delle sue imprese a livello internazionale, per far crescere la ricchezza e poterla redistribuire ai più deboli</em>&#8220;.</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Ministro Lollobrigida: «Priorità sostenibilità e promozione di DOP e IGP»</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-ministro-lollobrigida-priorita-sostenibilita-e-promozione-di-dop-e-igp-un-piano-per-le-coltivazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2022 07:36:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Lollobrigida]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità alimentare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=411717</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il neo ministro Lollobrigida e la rotta del Made in Italy: &#8220;dobbiamo difendere la nostra agricoltura . La sovranità alimentare non è un concetto di destra&#8221; «Sovranità alimentare non è un concetto di destra, non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-ministro-lollobrigida-priorita-sostenibilita-e-promozione-di-dop-e-igp-un-piano-per-le-coltivazioni/">Il Ministro Lollobrigida: «Priorità sostenibilità e promozione di DOP e IGP»</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il neo ministro Lollobrigida e la rotta del Made in Italy: &#8220;dobbiamo difendere la nostra agricoltura . La sovranità alimentare non è un concetto di destra&#8221;</em></p>
<p><em>«Sovranità alimentare non è un concetto di destra, non a caso l&#8217;hanno messa in costituzione anche paesi socialisti, come Ecuador, Venezuela, Mali. L&#8217;autarchia non c`entra, il concetto nasce da una organizzazione che si chiama Vita Campesina, è stato promosso da organizzazioni internazionali e noi lo condividiamo perché è un concetto giusto. I prodotti d`eccellenza e la qualità vanno difesi mettendo al centro il rapporto con i coltivatori. E io intendo farlo». </em>Così <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, neoministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare.</p>
<p><strong>Ministro, quale è il vostro modello di agricoltura?</strong> «<em>La sovranità alimentare è un principio che nasce dal diritto dei popoli di tutelare la loro economia agricola dalle aggressioni indiscriminate di un modello produttivista che non tiene conto del metodo di produzione e spesso produce più quantità che qualità. Noi invece vogliamo una agricoltura che metta al centro la qualità, sia della produzione che dei prodotti. Che sia socialmente e ambientalmente sostenibile»</em>.</p>
<p><em>«Tra le poche eccellenze rimaste in Italia c&#8217;è l`enogastronomia, dove il Made in Italy è sinonimo di qualità. La tipicità del nostro prodotto è vincente e va difesa»</em>. Quindi massima priorità alla tutela della filiera porta alla <strong>promozione di DOP e IGP</strong> e no ai cibi sintetici. <em>«Quanto alla promozione di Dop e lgp, lavoreremo alacremente in sede europea per difenderci dai prodotti italian sounding, spacciati per italiani, e lavoreremo per collegare le filiere. Rafforzeremo in ogni modo il Made in Italy».</em></p>
<p>Fonte: <strong>QN</strong></p>
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