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	<title>Sostenibilità &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Sostenibilità &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Consorzio Vini DOC Sicilia inaugura il nuovo progetto formativo “Doc Sicilia Academy”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-di-tutela-vini-doc-sicilia-inaugura-doc-sicilia-academy-al-via-il-nuovo-progetto-formativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 07:28:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo programma di formazione per le aziende, interamente finanziato dal Consorzio offre strumenti e competenze per valorizzare l&#8217;enoturismo, innovare i processi produttivi e migliorare l&#8217;efficienza energetica della filiera del vino Doc Sicilia. Il Consorzio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il nuovo programma di formazione per le aziende, interamente finanziato dal Consorzio offre strumenti e competenze per valorizzare l&#8217;enoturismo, innovare i processi produttivi e migliorare l&#8217;efficienza energetica della filiera del vino Doc Sicilia.</em></p>
<p>Il <strong>Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia inaugura Doc Sicilia Academy</strong>, il nuovo progetto formativo dedicato agli operatori del settore. Il programma propone percorsi specialistici su tematiche attuali e sempre più strategiche per il comparto vitivinicolo : dall&#8217;enoturismo all&#8217;innovazione in cantina, fino all&#8217;efficientamento energetico, con l&#8217;obiettivo di sostenere la competitività delle aziende associate e accompagnarle nelle trasformazioni del mercato,</p>
<p>&#8220;La formazione rappresenta uno strumento fondamentale per sostenere la competitività dei nostri produttori e accompagnarli in un mercato in continua evoluzione&#8221;, commenta Camillo Pugliesi, direttore del Consorzio &#8220;Con Doc Sicilia Academy vogliamo mettere a disposizione conoscenze e strumenti concreti per affrontare le nuove sfide del settore, dall&#8217;accoglienza all&#8217;innovazione tecnologica, fino alla sostenibilità energetica.&#8221;</p>
<p>Tra i percorsi proposti, particolare attenzione sarà dedicata all&#8217;enoturismo, un&#8217;attività sempre più strategica per il settore vitivinicolo siciliano. Il programma formativo affronterà le principali tematiche legate alla gestione dell&#8217;accoglienza, allo sviluppo commerciale e all&#8217;apertura verso nuovi mercati, evidenziando il ruolo centrale della cantina nell&#8217;esperienza del consumatore e nella promozione del territorio.</p>
<p>La crescente rilevanza di questo segmento trova conferma anche nei dati del report del Ministero del Turismo &#8220;Un&#8217;altra estate italiana da record&#8221;, secondo cui tra il 15 giugno e il 15 settembre il tasso di saturazione delle strutture ricettive siciliane dovrebbe raggiungere il 63%, superando la media nazionale del 58,9%. In questo contesto, l&#8217;enoturismo si conferma uno dei comparti più dinamici dell&#8217;offerta turistica regionale, capace di intercettare visitatori alla ricerca di esperienze autentiche e profondamente legate all&#8217;identità dei territori.</p>
<p>L&#8217;enoturismo rappresenta quindi un&#8217;opportunità concreta per rafforzare la relazione con i visitatori, promuovere l&#8217;identità dei territori e generare nuovo valore per le imprese vitivinicole. Attraverso esperienze autentiche e un contatto diretto con i produttori, le aziende possono consolidare il proprio posizionamento, accrescere la notorietà dei propri vini e contribuire alla valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico della Sicilia. Il programma formativo nasce dalla consapevolezza che la cantina è molto più di un luogo di produzione: è lo spazio in cui l&#8217;azienda può accogliere il visitatore, instaurare un dialogo diretto e trasformare la conoscenza del vino in un&#8217;esperienza memorabile. Da questo incontro prendono forma relazioni autentiche che si traducono in valore economico, fidelizzazione e nuove opportunità di sviluppo.</p>
<p>Doc Sicilia Academy prevede inoltre un articolato calendario di corsi dedicati all&#8217;innovazione e alle tecnologie di vinificazione, con approfondimenti sul riconoscimento sensoriale dei difetti del vino, sulla produzione e degustazione degli spumanti Metodo Classico e Metodo Charmat, sull&#8217;elaborazione dei vini rosati e rossi contemporanei e sulle basi molecolari degli aromi del vino.</p>
<p>Accanto a questi moduli, il Consorzio proporrà percorsi dedicati all&#8217;<strong>efficientamento energetico e alla sostenibilità</strong>, con focus sul <strong>monitoraggio dei consumi,</strong> l&#8217;<strong>ottimizzazione dei processi produttivi, gli impianti fotovoltaici, i sistemi di accumulo, le comunità energetiche e la valutazione economica degli investimenti. L&#8217;obiettivo è fornire alle imprese strumenti pratici per migliorare l&#8217;efficienza aziendale, ridurre i costi energetici e rafforzare la propria competitività.</strong></p>
<p>Con <strong>Doc Sicilia Academy</strong>, il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia conferma il proprio impegno nel sostenere la crescita dei produttori, per la valorizzazione dei vini DOC Sicilia, attraverso la diffusione di competenze specialistiche e l&#8217;adozione di pratiche innovative, contribuendo allo sviluppo sostenibile e alla valorizzazione del patrimonio vitivinicolo siciliano.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia </strong></p>
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		<title>Sivilotti (Consorzio San Daniele): &#8220;Senza il suo territorio sarebbe solo prosciutto&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/sivilotti-consorzio-san-daniele-senza-il-suo-territorio-sarebbe-solo-prosciutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 06:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il responsabile della comunicazione del Consorzio del Prosciutto di San Daniele, Nicola Sivilotti, racconta microclima, sostenibilità e la campagna europea 2025-2028 Raccontare un prodotto secolare significa spiegare ciò che, per chi lo lavora ogni giorno, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il responsabile della comunicazione del Consorzio del Prosciutto di San Daniele, Nicola Sivilotti, racconta microclima, sostenibilità e la campagna europea 2025-2028</em></p>
<p>Raccontare un prodotto secolare significa spiegare ciò che, per chi lo lavora ogni giorno, è quasi ovvio, e farlo arrivare a un pubblico che si rinnova di anno in anno. È l&#8217;impegno che il <strong>Consorzio del Prosciutto di San Daniele</strong> porta avanti con la campagna europea triennale 2025-2028, raccontata qui da<strong> Nicola Sivilotti</strong>, responsabile della Comunicazione e delle Relazioni Esterne. Identità del territorio, sostenibilità e formazione del consumatore: ecco come il Consorzio racconta il Prosciutto di San Daniele DOP.</p>
<h4>Il messaggio della campagna europea</h4>
<p>La chiave del racconto attuale del Consorzio è una sola frase: &#8220;<em>Senza il suo territorio, il Prosciutto di San Daniele sarebbe solo prosciutto</em>&#8220;. È il claim della campagna cofinanziata dall&#8217;Unione Europea, attiva in Italia, Francia e Germania con un investimento di circa tre milioni di euro, e racchiude un concetto preciso. &#8220;<em>Questo luogo, queste condizioni, ci permettono di rendere il Prosciutto di San Daniele un prodotto unico</em>&#8220;, spiega. &#8220;<em>Un prodotto che ha caratteristiche e un&#8217;attenzione di lavorazione che curano l&#8217;ambiente, il territorio, le persone. Genera una sostenibilità che non è solo ambientale, ma anche economica e di vantaggio per le persone</em>&#8220;.</p>
<h4>L&#8217;aria di San Daniele</h4>
<p>Tra gli elementi di &#8220;quel territorio&#8221; che la campagna intende valorizzare, il primo è il <strong>microclima del Comune di San Daniele del Friuli</strong>. Al Consorzio lo descrivono partendo dal punto in cui si incrociano due correnti d&#8217;aria — una fredda dalle Alpi, una più tiepida dall&#8217;Adriatico — convogliate dal corso del Tagliamento. &#8220;<em>Il fiume funge quasi da corridoio autostradale, permette di portare queste due ventilazioni proprio nella città di San Daniele. Lì dove il fiume si stringe, dove curva, i due venti si incrociano e generano quella che qua viene definita l&#8217;aria di San Daniele</em>&#8220;.</p>
<p>Quell&#8217;aria, proseguono, entra fisicamente negli stabilimenti, dove ogni giorno i produttori aprono le finestre per farla circolare tra i prosciutti in stagionatura. &#8220;<em>Asciuga le carni, stagiona i prosciutti, conferisce aromi, sapori e profumi. Un elemento unico, che non può essere ripetuto altrove. È per questo che il Prosciutto di San Daniele si può fare solo in questo luogo e il Consorzio si impegna, da sempre, a tutelare questo territorio: perché è proprio grazie a questo che qui si può produrre il San Daniele</em>&#8220;.</p>
<h4>La sostenibilità come sistema</h4>
<p>Sul fronte ambientale, le azioni del Consorzio sono numerose e affondano le radici negli ultimi vent&#8217;anni: dal trattamento del sale come unico rifiuto della lavorazione, al depuratore consortile che gestisce le acque reflue degli stabilimenti, all&#8217;acquisto collettivo di energia elettrica e gas metano in chiave di fonti rinnovabili. Quasi tutti i prosciuttifici sono oggi dotati di pannelli fotovoltaici e solari.</p>
<p>[..]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/na/prosciutto-san-daniele/sivilotti-consorzio-san-daniele-senza-il-suo-territorio-sarebbe-solo-prosciutto-_116619067-202602k.shtml" target="_blank" rel="noopener">TG com 24.it</a></p>
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		<title>Il Consorzio Vini Trentino presenta il 3° Bilancio di Sostenibilità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-sostenibilita-nel-futuro-della-filiera-il-consorzio-vini-trentino-presenta-il-3-bilancio-di-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 07:35:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Vini del Trentino presenta il 3° Bilancio di Sostenibilità, un appuntamento che mette al centro dati, imprese e nuove sfide della filiera. Il 30 settembre a Trento produttori, istituzioni, GDO e professionisti si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio Vini del Trentino presenta il 3° Bilancio di Sostenibilità, un appuntamento che mette al centro dati, imprese e nuove sfide della filiera. Il 30 settembre a Trento produttori, istituzioni, GDO e professionisti si confronteranno su sostenibilità, competitività e capacità del vino trentino di creare valore, tutelando territorio e comunità.</em></p>
<p>La sostenibilità non è più soltanto una dimensione ambientale, ma una componente sempre più centrale della capacità di un territorio vitivinicolo di creare valore, tutelare le proprie risorse e affrontare con consapevolezza le trasformazioni del mercato. È questo il filo conduttore della <strong>presentazione del 3° Bilancio di Sostenibilità del </strong><a href="https://vinideltrentino.com/"><strong>Consorzio Vini del Trentino </strong></a>che si terrà mercoledì 30 settembre 2026 dalle 17:00 alle 19:30 presso l’ITAS Forum in via Adalberto Libera 13 a Trento.</p>
<p>Un appuntamento pensato per fare il punto sul percorso intrapreso dal comparto e, soprattutto, per mettere a confronto prospettive e competenze diverse.Il Consorzio Vini del Trentino, organismo di rappresentanza e tutela della vitivinicoltura trentina, svolge un ruolo di coordinamento e valorizzazione della filiera e del territorio. Il suo impegno sulla sostenibilità si inserisce in un percorso sviluppato negli anni, che coinvolge le aziende e affronta il tema nella sua dimensione ambientale, economica e sociale. Un percorso che trova nel Bilancio di Sostenibilità uno <strong>strumento di misurazione, trasparenza e confronto e non soltanto un documento di rendicontazione.</strong></p>
<p>La presentazione del Bilancio di Sostenibilità 2025 nasce proprio con questo spirito: raccontare ciò che è stato fatto, leggere i dati e aprire una riflessione sulle sfide che attendono il vino trentino. <strong>Il programma mette infatti in dialogo il mondo della produzione con quello della formazione, della grande distribuzione e della comunicazione</strong>, offrendo una lettura della sostenibilità che parte dal vigneto ma arriva fino al consumatore e ai mercati internazionali.</p>
<p>Ad aprire i lavori, moderati da <strong>Patrizia Orsingher</strong>, saranno i saluti istituzionali e l’intervento del <strong>presidente del Consorzio Vini del Trentino Albino Zenatti</strong>, con la partecipazione delle autorità provinciali. <strong><em>“La sostenibilità è una responsabilità che riguarda l’intera filiera e che non può essere affrontata come un tema isolato,</em></strong> – commenta il presidente Zenatti – <em>il Bilancio di Sostenibilità ci permette di dare concretezza a un percorso che coinvolge quotidianamente le nostre imprese e il territorio in cui operano. Il nostro obiettivo è continuare a costruire una viticoltura capace di guardare al futuro, mantenendo insieme qualità, competitività, tutela dell’ambiente e capacità di generare valore per le comunità trentine”.</em></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.winemeridian.com/ambiente-e-sostenibilita/bilancio-sostenibilita-2025-consorzio-vini-trentino-settembre-2026/" target="_blank" rel="noopener">Wine Meridian.com</a></p>
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		<item>
		<title>Vini Alto Adige: cresce il percorso verso una viticoltura sostenibile</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vini-alto-adige-cresce-il-percorso-verso-una-viticoltura-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 07:32:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel settore vinicolo altoatesino, la qualità non si limita al contenuto della bottiglia, ma abbraccia tutto il lavoro a monte. Un valore fondamentale è quello della sostenibilità, con – ad oggi – oltre due terzi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel settore vinicolo altoatesino, la qualità non si limita al contenuto della bottiglia, ma abbraccia tutto il lavoro a monte. Un valore fondamentale è quello della sostenibilità, con – ad oggi – oltre due terzi della superficie vitata ufficialmente certificata dal SQNPI (</em>Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata)<em>.</em></p>
<p>Con “l&#8217;Agenda 2030” il Consorzio Vini Alto Adige, l&#8217;ente di riferimento del settore vitivinicolo altoatesino, non solo ha elaborato esaurienti linee guida per una maggiore sostenibilità lungo l&#8217;intera catena produttiva – dalla vigna al bicchiere – ma ha anche compiuto passi concreti. Tra i più importante figura un progetto pilota iniziato nel 2022 con circa 100 aziende: la certificazione secondo il “Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata” (SQNPI). L&#8217;evoluzione del numero di aziende partecipanti dimostra che è stata intrapresa la strada giusta: dalle 100 aziende del 2022, oggi si è giunti a 2897 con una superficie vitata di 3913 ettari. Questo significa che, per circa il 67 per cento &#8211; ossia oltre due terzi &#8211; della superficie vitata dell&#8217;Alto Adige, gli sforzi a favore della sostenibilità sono un dato di fatto certificato ufficialmente.</p>
<p>“<em>Siamo convinti che l&#8217;importanza del SQNPI sia in costante crescita, come strumento per promuovere una produzione di vini sostenibile, orientata alla qualità e al futuro in tutto l&#8217;Alto Adige. E il numero di partecipanti, in rapida crescita, dimostra che questa convinzione è condivisa anche dalle nostre aziende</em>”, spiega Michael Wild del Consorzio.</p>
<p>Il SQNPI è un sistema di qualità creato e ufficialmente riconosciuto dal Ministero per l&#8217;Agricoltura che comprende tutti i metodi produttivi e le misure volte alla tutela della viticoltura e che, in Alto Adige, si basa su linee guida proprie, approvate dalla Provincia. L&#8217;obiettivo è quello di ridurre l&#8217;impatto ambientale riducendo al minimo l&#8217;utilizzo di prodotti fitosanitari chimici-sintetici. Allo stesso tempo si intende garantire una fertilizzazione efficace e adeguata alle singole esigenze e adottare misure ecologiche specifiche. Ne risulta un sistema che unisce responsabilità ecologica ed economicità sostenibile. I pilastri fondamentali del rigoroso sistema di verifica sono i controlli regolari nelle aziende e il monitoraggio digitale completo del quaderno di campagna. L&#8217;attività di controllo, però, non si limita all&#8217;aspetto burocratico. Anche le uve prodotte sono sottoposte ad approfondite analisi per verificare obiettivamente l&#8217;utilizzo effettivo dei prodotti fitosanitari e il rispetto degli standard stabiliti. È anche grazie a questo rigoroso sistema di verifiche che il SQNPI gode di un&#8217;elevata credibilità. Dietro queste cinque lettere si cela un&#8217;opportunità strategica per l&#8217;intero settore e per l&#8217;Alto Adige.</p>
<p><em>“Il sistema è stato elaborato da una squadra di esperti, composta da ricercatori e operatori del settore, per adeguarlo alle condizioni di coltivazione specifiche dell&#8217;Alto Adige e definito in un apposito documento. Questo è stato presentato dal Consorzio Vini Alto Adige e reso vincolante da un Decreto Provinciale. Come Consorzio siamo giuridicamente responsabili del processo e abbiamo creato i presupposti necessari per la partecipazione al programma di certificazione. Inoltre, in collaborazione con i comitati tecnici del settore, ogni anno determiniamo a nuovo l&#8217;”Agenda 2030 del Consorzio Vini Alto Adige”, che rappresenta un vademecum pratico e ne facilita la realizzazione”,</em> conclude Wild.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Vini Alto Adige</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/08/CS-VINI-ALTO-ADIGE-Sostenibilita-certificata-al-cento-per-cento.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<item>
		<title>Grana Padano DOP, Consorzio e filiera pronti alle novità sul greenwashing</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/grana-padano-dop-consorzio-e-filiera-pronti-alle-novita-sul-greenwashing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 14:53:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[green washing]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A settembre l&#8217;etichettatura dei prodotti dovrà essere più affidabile, il Consorzio di tutela del Grana Padano è da anni impegnato nel mappare scientificamente l&#8217;impatto ambientale del prodotto I 27 settembre 2026 entrerà in vigore il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A settembre l&#8217;etichettatura dei prodotti dovrà essere più affidabile, il Consorzio di tutela del Grana Padano è da anni impegnato nel mappare scientificamente l&#8217;impatto ambientale del prodotto</em></p>
<p><strong>I 27 settembre 2026 entrerà in vigore il D. Lgs. n. 30 del 2026</strong> che ha recepito la <strong>direttiva Ue 824 del 2024 contro il greenwashing</strong> e il <strong>Consorzio di tutela del Grana Padano si prepara a certificare i propri claim ambientali</strong>.</p>
<p>«Per tutelare l&#8217;autenticità delle dichiarazioni ecologiche, abbiamo adottato diverse misure per mapparne scientificamente l&#8217;impatto &#8211; ha spiegato<strong> Renato Zaghini, presidente del Consorzio</strong> &#8211; e rendere conformi e coordinate le informazioni fornite sui vari media».</p>
<p><strong> Da anni il sistema Grana Padano ha attivato Life Ttgg</strong>, un progetto di rilevanza europea che sviluppa un software specifico, <strong>validato dall&#8217;ente di certificazione Csqa</strong>, in grado di quantificare l&#8217;impronta ambientale. «L&#8217;obiettivo è promuovere l&#8217;efficienza energetica e fornire dati misurabili &#8211; ha sottolineato Zaghini &#8211; che aiutino le aziende a evitare dichiarazioni vaghe o ingannevoli».</p>
<p>In questa prospettiva <strong>grande attenzione è dedicata alla formazione</strong>. «Il Consorzio organizza e promuove regolarmente incontri rivolti ai produttori &#8211; ha ricordato il presidente &#8211; per favorire una <strong>comunicazione corretta e contrastare il greenwashing</strong> nel settore lattiero-caseario». Queste procedure sono applicate con grande successo in varie aziende.</p>
<p>«Voglio ricordare il <strong>riconoscimento al Caseificio Torre Pallavicina, il primo della filiera del Grana Padano Dop ad ottenere l&#8217;autorizzazione all&#8217;uso del logo Made Green in Italy</strong>, lo schema nazionale promosso dal ministero dell&#8217;Ambiente e della sicurezza energetica per la valorizzazione delle performance ambientali dei prodotti italiani &#8211; ha sottolineato il presidente -. Il risultato rappresenta un traguardo di assoluto rilievo per una delle filiere agroalimentari più rappresentative del Made in Italy e costituisce l&#8217;esito di un percorso strutturato e condiviso, reso possibile grazie alla collaborazione tra il sistema produttivo e una qualificata squadra di enti di ricerca».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Informatore zootecnico</strong></p>
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		<title>CSQA accelera sulla qualità del futuro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/csqa-accelera-sulla-qualita-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 13:06:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[Organismi di controllo]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sostenibilità, digitale e sicurezza guidano la crescita dell&#8217;ente di certificazione CSQA In uno scenario economico e normativo in continua evoluzione, il tema della certificazione assume oggi un valore sempre più strategico per la competività delle [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sostenibilità, digitale e sicurezza guidano la crescita dell&#8217;ente di certificazione CSQA</em></p>
<p>In uno scenario economico e normativo in continua evoluzione, il tema della certificazione assume oggi un valore sempre più strategico per la competività delle imprese. La crescente attenzione verso <strong>sostenibilità, sicurezza, trasparenza delle filiere e responsabilità sociale</strong> sta infatti ridefinendo il modo stesso di fare impresa, imponendo nuovi standard e nuove competenze.</p>
<p>La <strong>qualità</strong> non è più soltanto un requisito tecnico o un adempimento normativo: è diventata tua elemento distintivo, capace di incidere sulla reputazione aziendale, sull&#8217;accesso ai mercati internazionali e sulla fiducia dei consumatori.</p>
<p>In questo contesto, gli <strong>organismi di certificazione</strong> sono chiamati a svolgere un ruolo sempre più centrale nell&#8217;accompagnare le aziende lungo percorsi di innovazione, conformità e sviluppo sostenibile.</p>
<p>È in questo scenario che <strong>CSQA conferma la propria leadership nazionale</strong>, chiudendo il 2025 con risultati economici e gestionali di particolare rilievo e consolidando il proprio ruolo di punto di riferimento italiano nei settori della qualità, della sicurezza agroalimentare, della sostenibilità e dei servizi di certificazione.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Veneto Più</strong></p>
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		<title>Cichetti, Consorzio Prosciutto di San Daniele: &#8220;La sostenibilità è parte della nostra costituzione&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cichetti-consorzio-prosciutto-di-san-daniele-la-sostenibilita-e-parte-della-nostra-costituzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:57:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tradizione, sostenibilità e proiezione internazionale per il vini del Consorzio del Prosciutto di San Daniele. A guidare uno dei Consorzi DOP più riconosciuti d&#8217;Italia è da anni la stessa figura: Mario Cichetti, Direttore Generale del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="flex flex-col gap-y-6 py-2 lg:py-3 px-4 lg:px-6">
<div data-testid="paragraph-content">
<div>
<div class="font-lato text-base-loose font-normal html-paragraph-content inline wrap-break-word" data-testid="paragraph-text">
<p><em>Tradizione, sostenibilità e proiezione internazionale per il vini del Consorzio del Prosciutto di San Daniele.</em></p>
<p>A guidare uno dei<strong> Consorzi DOP </strong>più riconosciuti d&#8217;Italia è da anni la stessa figura: <strong>Mario Cichetti</strong>, Direttore Generale del <strong>Consorzio del Prosciutto di San Daniele</strong>. Sotto il suo coordinamento, le 31 imprese che operano nel Comune di San Daniele del Friuli hanno consolidato una strategia che intreccia tradizione, sostenibilità e proiezione internazionale. Un punto sul presente e sull&#8217;orizzonte del Prosciutto di San Daniele DOP.</p>
</div>
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<div class="flex flex-col gap-y-6 py-2 lg:py-3 px-4 lg:px-6">
<div data-testid="paragraph-content">
<div>
<h3 class="font-ui text-base-snug font-rti-semibold inline after:content-['_-_'] wrap-break-word" data-testid="paragraph-inline-title">La sostenibilità come scelta identitaria</h3>
<div class="font-lato text-base-loose font-normal html-paragraph-content inline wrap-break-word" data-testid="paragraph-text">
<p>Per Cichetti, la sostenibilità non è un capitolo recente del racconto del Consorzio, ma il fondamento stesso della sua identità. “È uno stimolo etico — spiega — ma è anche parte della nostra costituzione come associazione di produttori”.</p>
<p>Una constatazione che si traduce in pratiche operative concrete: la tutela del territorio, l&#8217;utilizzo corretto dell&#8217;energia e del gas, la formazione dei dipendenti, e soprattutto il presidio dell&#8217;ambito naturale di San Daniele.</p>
</div>
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<div data-testid="paragraph-content">
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<div class="font-lato text-base-loose font-normal html-paragraph-content inline wrap-break-word" data-testid="paragraph-text">
<p>Elementi che, ricorda il Direttore, “<strong>sono sempre stati cari al nostro sistema</strong>”, sedimentati nelle abitudini delle imprese consorziate ben prima che la parola sostenibilità diventasse di uso comune. “Abbiamo capito che quegli elementi che spontaneamente misuravamo e realizzavamo erano elementi di sostenibilità che abbiamo poi messo a sistema”.</p>
<div class="font-lato text-base-loose font-normal html-paragraph-content inline wrap-break-word" data-testid="paragraph-text">
<p> Tra i progetti più recenti, l&#8217;impianto inaugurato nel 2025 a Trasaghis è il più rappresentativo di questa filosofia. Il sale derivato dalla lavorazione del prosciutto, fino all&#8217;anno scorso conferito a impianti di smaltimento autorizzati, oggi viene rigenerato in uno stabilimento di proprietà del Consorzio e restituito al ciclo produttivo. “Abbiamo costruito un&#8217;impresa vera e propria — sintetizza <strong>Cichetti </strong>— che recupera il sale delle imprese, lo tratta, lo pulisce, lo rigenera e lo rende utile per altri utilizzi”. Il sale rigenerato viene oggi impiegato come antighiaccio sulle strade del Friuli-Venezia Giulia e nell&#8217;industria della conceria. “<strong>Quello che prima era un rifiuto diventa una materia prima per altri utilizzi</strong>”</p>
</div>
<p>Fonte: <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/na/prosciutto-san-daniele/cichetti-consorzio-san-daniele-la-sostenibilita-e-parte-della-nostra-costituzione-_114914717-202602k.shtml" target="_blank" rel="noopener"><strong>TGcom 24</strong></a></p>
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		<title>La prima denominazione di vini naturali al mondo? Potrebbe arrivare dal Galles</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-prima-denominazione-di-vini-naturali-al-mondo-potrebbe-arrivare-dal-galles/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:02:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[bestpractice]]></category>
		<category><![CDATA[BIOLOGICO]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’idea della prima IGP con vini naturali è di un gruppo di viticoltori gallesi che puntano su produzione nel territorio, trasparenza in etichetta, sostenibilità. La sostenibilità in vigna sembra essere un “modus operandi” sempre più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em> L’idea della prima IGP con vini naturali è di un gruppo di viticoltori gallesi che puntano su produzione nel territorio, trasparenza in etichetta, sostenibilità.</em></p>
<p><b>La sostenibilità </b>in vigna sembra essere un “modus operandi” sempre più presente nelle idee dei produttori, come si vede dall’ascesa delle superfici biologiche ma anche dall’interesse per i vini naturali, un fenomeno ancora di nicchia, ma con un interesse in crescita. Un panorama comunque in divenire e dove non mancano esempi virtuosi o progetti nuovi. In Italia, ad esempio, il <strong>Valdarno di Sopra DOP</strong>, in Toscana, i cui viticoltori del Consorzio sono già certificati biologici o in fase di conversione, sta da tempo lavorando per diventare la prima denominazione italiana interamente biologica per disciplinare.</p>
<p>E poi c’è anche chi, ai margini climatici estremi della viticoltura, come nel caso del <strong>Galles</strong>, sogna di aprire una nuova strada, diventando la patria della prima indicazione geografica di vino naturale al mondo. L’idea arriva dai produttori vinicoli gallesi.</p>
<p>Come riporta The Drink Business le norme proposte per la <strong>IGP del vino naturale</strong> del Galles escluderebbero l’uso di sostanze chimiche sintetiche, coadiuvanti tecnologici, additivi e lieviti industriali nella produzione del vino. Gli apporti di zolfo sarebbero limitati in quantità e consentiti solo durante l’imbottigliamento.</p>
<p>Per i vini, si parla di una <strong>produzione in Galles</strong> (l’attuale Igp per i vini gallesi consente che fino al 15% del vino sia prodotto con uve coltivate in Inghilterra; molti vini gallesi, inoltre, vengono prodotti in cantine inglesi) da uve fermentate spontaneamente coltivate nel Paese secondo pratiche biologiche su tenute certificate biologiche, rigenerative o biodinamiche.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/la-prima-denominazione-di-vini-naturali-al-mondo-potrebbe-arrivare-dal-galles_598001/" target="_blank" rel="noopener"><strong>WineNews</strong></a></p>
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		<title>Cinta Senese DOP: trema un sistema che vale 5,5 milioni di euro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cinta-senese-dop-trema-un-sistema-che-vale-55-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 07:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
		<category><![CDATA[peste suina]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Zootecnia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cinta senese, un tesoro a rischio. La peste suina mette i brividi, il Consorzio di tutela: «Il rischio è reale, non più un&#8217;ipotesi lontana». E la Regione nomina un commissario speciale per gestire l&#8217;emergenza A [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cinta senese, un tesoro a rischio. La peste suina mette i brividi, il Consorzio di tutela: «Il rischio è reale, non più un&#8217;ipotesi lontana». E la Regione nomina un commissario speciale per gestire l&#8217;emergenza</em></p>
<p>A rischio una filiera da cinque milioni e mezzo di euro, quello della cinta senese dop, un maiale parte della tradizione toscana e della storia di Siena nel tempo diventato simbolo del made in Italy. A lanciare l&#8217;allarme è il Consorzio di Tutela dopo i nuovi focolai in Toscana di peste suina, un&#8217;emergenza sanitaria che rischia di travolgere gli allevamenti allo stato brado e semi brado e di cancellare un patrimonio genetico costruito in decenni.</p>
<p><strong>I numeri parlano di 79 allevatori, 6 macelli e 18 imprese di trasformazione</strong> compongono l&#8217;intero sistema produttivo della razza suina autoctona toscana. <strong>Nel corso del 2025 sono stati certificati 3.135 capi macellati, per un totale di 617.423 chilogrammi di mezzene</strong>, oltre 617 tonnellate. Un dato che assume particolare rilievo se rapportato alla distribuzione territoriale degli allevamenti: su settanta aziende riconosciute dal sistema di controllo, ben 52 sono concentrate tre province, Siena (24), Firenze e Grosseto (14 ciascuna). Una concentrazione che, in caso di focolaio in una di queste aree, potrebbe avere effetti sproporzionati sull&#8217;intero comparto.</p>
<p><strong> Dopo i casi recenti</strong>, che non hanno riguardato solo cinghiali selvatici che abitano nei boschi ma anche maiali di allevamento, con un aggravarsi ella situazione, il presidente della Toscana Eugenio Giani ha deciso di <strong>nominare un commissario straordinario per gestire l&#8217;emergenza della peste suina africana</strong>: sarà il medico veterinario dell&#8217;Asl Toscana Sud Est Giorgio Briganti, direttore del dipartimento di prevenzione territoriale.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>«Siamo davanti a un pericolo reale, non più a un&#8217;ipotesi lontana», <a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">dichiara il presidente del Consorzio Nicolò Savigni</a>, ricordando che dall&#8217;agosto 2024 è al vaglio delle istituzioni un progetto per costituire, in un sito isolato e ad alta biosicurezza, un nucleo di riserva genetica composto da 12-15 femmine e 3 maschi riproduttori. A quasi due anni dal primo sopralluogo, però, il sito non è stato individuato, l&#8217;istruttoria sanitaria non è completa e il nucleo non è stato costituito.</p>
<p>Per <strong>Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia</strong>, la posta in gioco supera i confini toscani: «La Cinta Senese è un patrimonio storico, genetico, culturale ed economico dell&#8217;intero Paese. Perderla significherebbe un danno irreversibile».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Nazione &#8211; Pisa</strong></p>
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		<title>Scatta l&#8217;allarme per la cinta senese: &#8220;Così la razza rischia l&#8217;estinzione&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/scatta-lallarme-per-la-cinta-senese-cosi-la-razza-rischia-lestinzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:43:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
		<category><![CDATA[peste suina]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Zootecnia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=526023</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le preoccupazioni del presidente del Consorzio di tutela Savigni e del direttore generale di Qualivita Rosati. «Da due anni aspettiamo di poter definire un progetto per la messa in sicurezza della specie» L&#8217;allarme, scattato già [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/scatta-lallarme-per-la-cinta-senese-cosi-la-razza-rischia-lestinzione/">Scatta l&#8217;allarme per la cinta senese: &#8220;Così la razza rischia l&#8217;estinzione&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le preoccupazioni del presidente del Consorzio di tutela Savigni e del direttore generale di Qualivita Rosati. «Da due anni aspettiamo di poter definire un progetto per la messa in sicurezza della specie»</em></p>
<p>L&#8217;allarme, scattato già da un paio di anni, è ora ai massimi livelli: la diffusione del<a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;epidemia di peste suina rischia di mettere a rischio gli allevamenti di cinta senese</a>.</p>
<p>«Rischiamo l&#8217;estinzione della razza», dice senza tanti giri di parole <strong>Nicolò Savigni, presidente del Consorzio di tutela della cinta senese Dop</strong>. Quella dei suini neri con la striscia bianca dalla carne pregiata, allevati in stato brado o semibrado.</p>
<p>«Stiamo lavorando da tempo a un progetto di salvaguardia della specie, ora che la situazione è così allarmante spero che si riesca ad accelerare», <strong>aggiunge Mauro Rosati, direttore generale di Qualivita</strong>.</p>
<p>Per capire i timori, bisogna partire dai numeri: il Consorzio raduna in tutta la regione 79 allevatori, 6 macelli, 18 imprese di trasformazione.</p>
<p>La stima è di circa 3.300 capi. «<strong>Sotto la soglia di tremila si rischia l&#8217;estinzione &#8211; sottolinea Savigni</strong> &#8211; e con la diffusione della peste suina il rischio è che qualcuno sia tentato di bloccare la riproduzione e vendere i capi. Spero che ora il commissario superi lentezze burocratiche e rimpalli di responsabilità che stanno bloccando i nostri progetti di tutela».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <b>La Nazione &#8211; Siena</b></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/scatta-lallarme-per-la-cinta-senese-cosi-la-razza-rischia-lestinzione/">Scatta l&#8217;allarme per la cinta senese: &#8220;Così la razza rischia l&#8217;estinzione&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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