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	<title>sistema IG &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>sistema IG &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Consorzio Vino Chianti al Ministero: “Rafforzare tutela delle Indicazioni Geografiche su mercati internazionali”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 07:15:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il direttore Galli Torrini all’incontro al MASAF con il dg dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale e il sottosegretario La Pietra: “Non è solo questione di proprietà intellettuale, ma scelta strategica per il futuro dell’agricoltura” “Difendere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il direttore Galli Torrini all’incontro al MASAF con il dg dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale e il sottosegretario La Pietra: “Non è solo questione di proprietà intellettuale, ma scelta strategica per il futuro dell’agricoltura”</em></p>
<p>“Difendere una denominazione di origine non significa soltanto proteggere un nome, ma tutelare un intero sistema economico, produttivo, sociale e culturale. Significa difendere il lavoro delle imprese, gli investimenti dei produttori e il legame inscindibile tra un prodotto e il suo territorio”.</p>
<p>Così <strong>Saverio Galli Torrini, direttore del Consorzio Vino Chianti</strong>, è intervenuto all’incontro organizzato stamani al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste con il <strong>direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale Daren Tang, il sottosegretario di Stato Patrizio La Pietra </strong>e altri consorzi di tutela del settore vitivinicolo e del food.</p>
<p>“Il sistema internazionale deve riconoscere sempre più chiaramente il valore delle denominazioni di origine, non soltanto come strumenti commerciali, ma come diritti collettivi legati ai territori e alle comunità produttive – ha detto il direttore del Consorzio Vino Chianti –. In questo percorso, <strong>una collaborazione più stretta tra istituzioni internazionali, autorità nazionali e Consorzi di tutela </strong>può contribuire a costruire un sistema di protezione più efficace e a sostenere le imprese sui mercati globali”.</p>
<p>“La tutela deve andare di pari passo con la valorizzazione: <strong>non basta difendere le denominazioni dagli utilizzi impropri, bisogna anche accrescerne la conoscenza, la reputazione e il valore percepito</strong>. La vera sfida è trasformare la notorietà internazionale in un maggiore valore economico per i produttori e per i territori – ha sottolineato Galli Torrini –. Un obiettivo ancora più importante in una fase complessa per il comparto vitivinicolo, tra cambiamenti nei consumi, tensioni sui mercati e difficoltà economiche per numerose imprese”.</p>
<p>“<strong>Il Chianti ha una forte vocazione internazionale e il suo nome rappresenta un elemento di riconoscibilità e di valore</strong>. Questa notorietà è una grande opportunità, ma comporta anche rischi legati alla contraffazione, alle imitazioni e all’evocazione indebita delle nostre denominazioni, fenomeni che possono danneggiare le produzioni autentiche e generare confusione nei consumatori. Per questo &#8211; ha aggiunto il direttore &#8211; riteniamo indispensabile rafforzare gli strumenti di protezione, soprattutto nei Paesi extraeuropei”.</p>
<p>Galli Torrini ha concluso il suo intervento sottolinenando che <strong>“la tutela delle Indicazioni Geografiche non è soltanto una questione di proprietà intellettuale</strong>, ma una scelta strategica per il futuro dell’agricoltura italiana, delle nostre imprese e del Made in Italy nel mondo”.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovinochianti.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vino Chianti</strong></a></p>
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		<title>La cucina italiana Patrimonio Unesco: un&#8217;opportunità per la GDO da non perdere</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-cucina-italiana-patrimonio-unesco-unopportunita-per-la-gdo-da-non-perdere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 07:33:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un riconoscimento che premia una cultura gastronomica secolare. Serve ora raccontare la cucina del Bel Paese andando oltre lo stereotipo e sottolineandone valori, sostenibilità e territori Un riconoscimento che premia un intero stile di vita [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un riconoscimento che premia una cultura gastronomica secolare. Serve ora raccontare la cucina del Bel Paese andando oltre lo stereotipo e sottolineandone valori, sostenibilità e territori</em></p>
<p>Un riconoscimento che premia un intero stile di vita non si tratta di un marchio di superiorità o di un riconoscimento commerciale da spendersi sul pack delle referenze <strong>made in Italy,</strong> ma piuttosto — come dichiarato dai promotori — un impegno verso il nostro Paese attraverso cui proteggere la nostra cucina sostenendo ricerca, educazione alimentare, progetti nelle scuole, archivi della cultura culinaria. […]</p>
<p><strong>Raccontare la nostra cucina oltre lo stereotipo </strong></p>
<p>Il rischio tuttavia, come precisa <strong>Mauro Rosati</strong>, <strong>direttore generale di Fondazione Qualivita</strong>, è quello di fermarsi alla celebrazione, suggerendo di guardare alla Francia, che dopo il 2010 ha costruito una campagna pluriennale mirata sui mercati esteri. Bene il Governo e in particolare il <strong>Ministro Lollobrigida</strong> per aver avviato un percorso di valorizzazione istituzionale. «Ora serve il prossimo passo: una strategia coordinata tra Governo, regioni, consorzi e imprese per educare i giovani all&#8217;agroalimentare di qualità e raccontare la cucina italiana oltre lo stereotipo». In questa direzione va anche il <strong>Turismo DOP</strong>, che <strong>fa vivere le Indicazioni Geografiche come esperienza diretta dei territori e dei prodotti</strong>. Insiste sull&#8217;importanza della comunicazione istituzionale anche Carlo Alberto Buttarelli: «Le famiglie italiane riconoscono nei prodotti del nostro Paese elevati standard di qualità e sicurezza alimentare. I<strong>l riconoscimento Unesco alla cucina italiana rappresenta un&#8217;importante opportunità per rafforzare ulteriormente la promozione delle nostre eccellenze</strong>, anche attraverso una comunicazione istituzionale più efficace, capace di valorizzare l&#8217;immagine dell&#8217;Italia a livello internazionale».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>DM Magazine</strong></p>
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		<title>Vendemmia, Consorzio Vino Chianti: “Uve di grande qualità, provvidenziali le piogge di settembre&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vendemmia-consorzio-vino-chianti-uve-di-grande-qualita-provvidenziali-le-piogge-di-settembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 07:05:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente Busi: “Il mercato continua a risentire pesantemente delle tensioni geopolitiche e dello stato dell’economia, serve stabilità” Una vendemmia che si chiude con indicazioni molto positive sul fronte qualitativo, grazie anche alle piogge di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vendemmia-consorzio-vino-chianti-uve-di-grande-qualita-provvidenziali-le-piogge-di-settembre/">Vendemmia, Consorzio Vino Chianti: “Uve di grande qualità, provvidenziali le piogge di settembre&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Il presidente Busi: “Il mercato continua a risentire pesantemente delle tensioni geopolitiche e dello stato dell’economia, serve stabilità</i>”</p>
<p>Una vendemmia che si chiude con indicazioni molto positive sul fronte qualitativo, grazie anche alle <strong>piogge di settembre</strong> che hanno contribuito a riportare le uve in equilibrio dopo i mesi più caldi. È il bilancio tracciato da <strong>Giovanni Busi</strong>, <strong>presidente del Consorzio Vino Chianti</strong>, al termine della raccolta, che ha permesso di portare in cantina uve di ottima qualità, in particolare per quanto riguarda il Sangiovese.</p>
<p>“Quella di quest&#8217;anno è una vendemmia di grande qualità. Le <strong>piogge</strong> <strong>arrivate a metà settembre sono state provvidenziali</strong>, perché hanno restituito equilibrio alle uve e ci hanno consentito di raccogliere grappoli in condizioni ottimali, senza particolari sofferenze legate al caldo. Il Sangiovese – spiega Busi – è arrivato in cantina in uno stato davvero eccellente e ci sono le <strong>premesse per ottenere vini di grande livello</strong>”.</p>
<p>Sul fronte della produzione il bilancio è positivo perché, ricorda Busi, “saranno quelle attese dopo la decisione del consiglio del Consorzio di ridurre le rese”. E’ il fronte del mercato che continua a presentare criticità.</p>
<p>“<strong>Il problema di fondo è l&#8217;incertezza con cui ci troviamo a lavorare</strong>: ci sono periodi in cui gli ordini si fermano e altri in cui arrivano richieste anche importanti. Questa discontinuità rende difficile programmare le attività e affrontare il mercato con la necessaria serenità. A pesare – continua il  presidente del Consorzio Vino Chianti – sono evidentemente le preoccupazioni legate alle tensioni geopolitiche e allo stato dell’economia, che condizionano le scelte di acquisto e spingono imprese e consumatori ad adottare un atteggiamento più prudente”.</p>
<p>“Non possiamo dire con certezza che cosa accadrà quando la situazione internazionale migliorerà, ma una maggiore stabilità aiuterebbe sicuramente l&#8217;economia. Il Chianti ha fiducia, non ha paura: abbiamo le qualità e le potenzialità per affrontare il mercato anche in condizioni difficili, ma è fuor di dubbio che consumatori e aziende avrebbero bisogno di un contesto più stabile e affidabile”, conclude Busi.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovinochianti.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vino Chianti</strong></a></p>
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		<title>Dalle Regioni europee, nasce la Dichiarazione di Mantova: manifesto per rafforzare DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dalle-regioni-europee-nasce-la-dichiarazione-di-mantova-manifesto-per-rafforzare-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 07:42:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 15 ottobre la presentazione del manifesto di Arepo per il Piano d&#8217;azione Ue del 2027. Al centro tutela, competitività e sviluppo dei territori Fare delle Indicazioni Geografiche non soltanto uno strumento di tutela delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dalle-regioni-europee-nasce-la-dichiarazione-di-mantova-manifesto-per-rafforzare-dop-e-igp/">Dalle Regioni europee, nasce la Dichiarazione di Mantova: manifesto per rafforzare DOP e IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 15 ottobre la presentazione del manifesto di Arepo per il Piano d&#8217;azione Ue del 2027. Al centro tutela, competitività e sviluppo dei territori</em></p>
<p>Fare delle <strong>Indicazioni Geografiche</strong> non soltanto uno strumento di tutela delle produzioni agroalimentari, ma una <strong>leva di sviluppo economico,</strong> <strong>competitività delle filiere e valorizzazione dei territori</strong>. È l’obiettivo della <strong>Dichiarazione di Mantova</strong>, il documento che le Regioni europee presenteranno il 15 ottobre a Mantova, in occasione dell’Assemblea generale di Arepo (Associazione delle Regioni Europee per i Prodotti di Origine), ospitata da Regione Lombardia.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>La Dichiarazione di Mantova sarà presentata nel corso della sessione dedicata al futuro delle Indicazioni Geografiche nell&#8217;Unione europea. Al confronto parteciperanno, oltre a <strong>Beduschi</strong>, il ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, <strong>Diego Canga Fano</strong>, direttore generale aggiunto della DG Agri della Commissione europea, <strong>Paolo De Castro</strong>, presidente di Nomisma, <strong>Riccardo Deserti</strong>, presidente di oriGIn e direttore del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, e <strong>Carlo Fidanza</strong>, membro del Parlamento europeo. A coordinare i lavori sarà <strong>Laurent Gomez</strong>, segretario generale di Arepo. Al termine è prevista la firma del documento da parte di Beduschi e la consegna ufficiale del manifesto ai rappresentanti istituzionali presenti.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://terraevita.edagricole.it/attualita/dop-e-igp-le-regioni-europee-si-ritrovano-a-mantova/" target="_blank" rel="noopener"><strong>terraevita.edagricole.it</strong></a></p>
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		<title>Il Consorzio Tutela Valcalepio organizza una tavola rotonda in occasione di &#8220;Emozioni dal mondo&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-tutela-valcalepio-organizza-una-tavola-rotonda-in-occasione-di-emozioni-dal-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 07:10:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vino si vende. O almeno: così dicono. A «Emozioni dal Mondo» si torna a parlare del futuro del vino, questa volta partendo da dove tutto finisce: la vendita. Il vino ha un futuro? Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-tutela-valcalepio-organizza-una-tavola-rotonda-in-occasione-di-emozioni-dal-mondo/">Il Consorzio Tutela Valcalepio organizza una tavola rotonda in occasione di &#8220;Emozioni dal mondo&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il vino si vende. O almeno: così dicono. </em><em>A «Emozioni dal Mondo» si torna a parlare del futuro del vino, questa volta partendo da dove tutto finisce: la vendita.</em></p>
<p>Il vino ha un futuro? Due anni fa, a Emozioni dal Mondo, la domanda era questa. E la risposta, alla fine di una tavola rotonda tutt&#8217;altro che rassicurante, era stata accompagnata da una nota di speranza: sì, il vino un futuro ce l&#8217;ha.</p>
<p>Nel 2025 si è provato a guardare quel futuro dal punto di vista del prodotto: come cambia il vino, come cambia il consumatore, che cosa si aspetta da una bottiglia e, soprattutto, che cosa è disposto a scegliere. Nel 2026 si cambia prospettiva. Questa volta si parla di vendita.<br />
Perché possiamo produrre il vino più buono del mondo, raccontarlo nel modo più affascinante possibile, portare il consumatore in cantina, tra le vigne e persino a fare aperitivo al tramonto. Ma alla fine arriva sempre quella domanda, molto meno poetica e molto più concreta: il vino si vende?<br />
E il consumatore, il vino, lo beve ancora? Lo compra? Dove lo compra? Quando lo compra? Perché sceglie una bottiglia invece di un&#8217;altra? E che cosa si aspetta davvero da quella bottiglia, dal momento in cui la prende dallo scaffale al momento in cui la porta a tavola?</p>
<p>Sono queste alcune delle domande da cui parte <strong>«Vendesi vino disperatamente»</strong>, la tavola rotonda organizzata dal <strong>Consorzio Tutela Valcalepio</strong> nell&#8217;ambito del <strong>22° Concorso Enologico Internazionale «Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme»</strong>, in programma <strong>sabato 17 ottobre alle ore 9 nella Sala delle Carrozze di Villa Carrara a Villa di Serio</strong>.</p>
<p>Non sarà un convegno. Non sarà una masterclass. Non sarà una lezione. <strong>Sarà una conversazione.</strong></p>
<p>Una conversazione tra professionisti del mondo del vino, con esperienze, competenze e punti di vista differenti, chiamati non a recitare un copione ma a confrontarsi su una questione che ormai è impossibile ignorare: <strong>la crisi del vino non è più un campanello d&#8217;allarme. È una questione sistemica.</strong><br />
E se è sistemica, non basta trovare una nuova parola d&#8217;ordine.<br />
Due anni fa, la tavola rotonda conclusiva di Emozioni dal Mondo si era aperta con un&#8217;espressione latina tanto evocativa quanto poco rassicurante: <em>Rari Nantes in Pelagus Profundus</em>, «rari nuotatori in un mare profondo». Si parlava di <strong>«Il vino del futuro o il futuro del vino?»</strong> e si cercava di capire se, in quel mare, ci fosse ancora una rotta possibile.<br />
Oggi la domanda è diventata più urgente e, forse, anche più scomoda.<br />
<strong>Non basta più chiedersi quale sarà il vino del futuro. Bisogna capire se saremo ancora capaci di venderlo.</strong></p>
<p>«Siamo stati i primi, due anni fa, a parlare di crisi del vino. Tutti ci guardavano storto e mettevano in dubbio la realtà del fenomeno. Due anni dopo, la crisi del vino è sulla bocca di tutti, ma manca ancora il coraggio di affrontare il fenomeno con onestà», spiega <strong>Sergio Cantoni</strong>, enologo e Presidente di Vignaioli Bergamaschi, che modererà la tavola rotonda.<br />
«Si parla di enoturismo, di vino a bassa gradazione, di aperitivi in vigneto&#8230; Tutto fumo negli occhi. Stiamo perdendo di vista il cuore della faccenda. Ecco perché vogliamo tornare a parlare con professionisti di varia provenienza e competenza di una situazione evidente, che è necessario affrontare se vogliamo che il mondo del vino sopravviva. Per confrontarsi, valutare i danni e cercare possibili soluzioni, ma soprattutto soluzioni realistiche.»</p>
<p>Sul palco, insieme a Cantoni, si confronteranno <strong>Valeria Quagiotto, </strong>consulente per sviluppo wine brand sui mercati esteri<strong>, Pietro Ghilardi</strong>, Amministratore Delegato di Ghilardi Selezioni e membro del CDA di EXCELLENCE Srl – Società Italiana Distributori e Importatori, <strong>Manuel Marcotti,  </strong>agente di commercio del settore vino, <strong>Beppe Damioli</strong>, Formatore e founder Un Venditore Migliore® e Università della Vendita®, <strong>Alberto Lupini</strong>, direttore di <em>Italia a Tavola </em>e <strong>Marco Falconi</strong>, sommelier e patron della Trattoria Falconi di Ponteranica (BG).</p>
<p>Voci diverse, ruoli diversi, mercati diversi. Proprio perché per affrontare una crisi sistemica serve smettere di guardarla da un solo punto di vista.<br />
L&#8217;obiettivo non è trovare il colpevole. Non è nemmeno inventare l&#8217;ennesima ricetta miracolosa.</p>
<p><strong>È provare a capire che cosa sta succedendo e, soprattutto, che cosa si può fare davvero.</strong><br />
Perché forse il problema non è soltanto che il consumatore beve meno vino. Forse è che il vino non riesce più a farsi scegliere. O non riesce più a farsi trovare. O viene raccontato in un modo che non parla più alle persone. O, semplicemente, non ha ancora capito fino in fondo che il mondo intorno a lui è cambiato.<br />
Sono ipotesi. La tavola rotonda servirà proprio a metterle sul tavolo, discuterle, smontarle quando necessario e provare a costruire qualche risposta.<br />
E questa volta il pubblico non sarà soltanto pubblico: <strong>sarà parte della conversazione.</strong></p>
<p>Al termine della tavola rotonda verranno annunciati i risultati del <strong>22° Concorso Enologico Internazionale «Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme»</strong>, l&#8217;unico concorso al mondo ufficialmente riconosciuto da OIV per i vini Merlot, Cabernet e i loro tagli.</p>
<p>Ma la giornata non finirà con i premi.<br />
Nel pomeriggio, sempre a Villa Carrara, la <strong>Tinaia</strong> aprirà gratuitamente al pubblico il banco d&#8217;assaggio dei vini vincitori della competizione internazionale: un&#8217;occasione per assaggiare vini Merlot e Cabernet arrivati a Bergamo dai quattro angoli del globo.<br />
Accanto ai vini premiati da tutto il mondo ci sarà poi <strong>«Emozioni di Valcalepio»</strong>, dedicata alla storica DOP bergamasca che proprio quest&#8217;anno celebra i suoi primi 50 anni.<br />
Un&#8217;altra occasione per parlare di vino, ma questa volta con chi il vino lo fa ogni giorno: i produttori di Valcalepio DOP e Terre del Colleoni DOP racconteranno la <strong>vendemmia 2026</strong>, il lavoro in vigna, le scelte fatte in cantina e, naturalmente, faranno assaggiare i loro vini.</p>
<p>Una giornata per parlare del futuro del vino. E, soprattutto, per capire se quel futuro ha ancora qualcosa da vendere.<br />
Perché alla fine la domanda rimane tutta lì, semplice e terribilmente concreta: <strong>vendesi vino. Ma a chi?</strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.valcalepio.org/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Valcalepio</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-tutela-valcalepio-organizza-una-tavola-rotonda-in-occasione-di-emozioni-dal-mondo/">Il Consorzio Tutela Valcalepio organizza una tavola rotonda in occasione di &#8220;Emozioni dal mondo&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Prosecco DOP in Cina: l&#8217;export corre (+30%) e la Gen Z di Pechino ridisegna il racconto delle bollicine italiane</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/prosecco-dop-in-cina-lexport-corre-30-e-la-gen-z-di-pechino-ridisegna-il-racconto-delle-bollicine-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 07:20:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nei primi sei mesi del 2026 il mercato cinese registra un balzo record per la denominazione. Nelle università UIBE e BLCU di Pechino, due seminari con oltre 100 studenti cinesi che creano nuovi slogan e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nei primi sei mesi del 2026 il mercato cinese registra un balzo record per la denominazione. Nelle università UIBE e BLCU di Pechino, due seminari con oltre 100 studenti cinesi che creano nuovi slogan e format di comunicazione per il vino italiano</em></p>
<p><strong>I dati economici e le prospettive in Estremo Oriente</strong>. Nel primo semestre del 2026, il Prosecco DOP registra un&#8217;importante accelerazione sul mercato cinese, mettendo a segno una crescita che supera il +30% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. La Cina assorbe attualmente circa 1 milione di bottiglie all&#8217;anno (pari allo 0,2% dell&#8217;intera quota export della denominazione), rappresentando un bacino strategico con un potenziale di sviluppo costante.</p>
<p>I dati delle vendite in Cina si inseriscono nel quadro complessivo di una denominazione leader nel mondo: estesa tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia (con 12.322 viticoltori, 1.110 aziende vinificatrici e 350 case spumantistiche), la DOP Prosecco ha raggiunto nel 2025 una produzione annua di 667 milioni di bottiglie e un valore al consumo stimato in 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>A commentare la performance economica e l&#8217;impatto delle iniziative a Pechino è <strong>Giancarlo Guidolin, presidente del Consorzio di Tutela della DOP Prosecco</strong>: <em>«Il Prosecco D</em>OP è oggi un ambasciatore dello stile di vita italiano nel mondo, e il successo di queste masterclass ne è ulteriore conferma. Il mercato cinese, che nel primo semestre 2026 ha registrato un ottimo +30%, è <em>per noi uno sguardo nuovo su un contesto in cui la nostra denominazione vuole crescere con rispetto, curiosità e visione di lungo periodo. Il Prosecco DOP parla un linguaggio universale, fatto di gioia e convivialità: vederlo reinterpretato dai giovani cinesi con tanta freschezza, ci conferma che la strada del dialogo culturale è quella giusta. Il vino, quando è autentico e legato a un territorio, sa costruire ponti tra culture. Questi risultati sono uno stimolo concreto per le nostre future strategie di promozione, e ringraziamo l&#8217;UIBE, la BLCU e David Cheng per aver reso possibile questo dialogo.»</em></p>
<p><strong>Creatività giovanile e cultura italiana a Pechino</strong>. In questo scenario di crescita si inserisce l&#8217;iniziativa promossa dal Consorzio in collaborazione con l&#8217;Università di Commercio Internazionale ed Economia (UIBE) e l&#8217;Università di Lingue e Culture di Pechino (BLCU). Due masterclass condotte dal sommelier AIS David Cheng hanno guidato oltre cento studenti alla scoperta della storia della denominazione, del Metodo Martinotti, della degustazione e della mixology con il classico Spritz.</p>
<p>Durante i seminari sono state degustate le selezioni di 13 cantine rappresentative della DOP: Borgo Molino, Bosco del Merlo, Bottega, Brilla!, Cantina Trevigiana, De Stefani, La Gioiosa, Masottina, Martellozzo, Paladin, Piera 1899, Tenuta Sant&#8217;Anna e Valdo.</p>
<p>L&#8217;evento ha visto i giovani studenti cinesi cimentarsi nella reinterpretazione del brand:</p>
<ul>
<li>Traduzione evocativa del nome: proposte di caratteri cinesi basate su concetti di gioia, effervescenza e la convivialità grazie all’incontro con l'&#8221;ospite che arriva da lontano&#8221;, ovvero il Prosecco DOP.</li>
<li>Strategie promozionali: dalle collaborazioni con programmi TV dedicati al benessere e allo stile di vita slow, al coinvolgimento di testimonial locali, nonché progetti di co-branding ispirati al fenomeno <em>guochao</em>, la tendenza a valorizzare prodotti e linguaggi capaci di reinterpretare in chiave contemporanea l’identità culturale cinese, fino al consumo nei momenti di relax pomeridiano.</li>
</ul>
<p>Questi giochi linguistici non solo rendono il nome più immediato e attrattivo per il pubblico cinese, ma contribuiscono anche a costruire una narrazione ricca di significato, nella quale il Prosecco diventa protagonista della tavola e delle occasioni di festa, portando con sé valori di accoglienza, gioia e socialità.</p>
<p>Come evidenziato dalle docenti Wang Ying (UIBE) e Zhang Yuan (BLCU), il progetto ha dimostrato come l&#8217;estetica e la cultura enogastronomica italiana possano unire mondi diversi, fornendo al Consorzio spunti concreti per le future campagne di posizionamento del Prosecco DOP in Cina.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.prosecco.wine/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela della DOC Prosecco</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/10/19.-CS_Prosecco-DOC-in-Cina-ottobre-2026_def.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
<p>AR</p>
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		<title>A Madrid, il Consorzio della Mela Val di Non DOP lancia la campagna 26/27</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/a-madrid-melinda-lancia-la-campagna-26-27-qualita-e-mercati-al-centro-dellagenda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 07:34:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla fiera Fruit Attraction il Consorzio guarda già al mercato: alta la qualità delle mele mentre continua la crescita dei trasformati. Tra le priorità intercettare i giovani consumatori  “L’eccellenza della produzione, trainata dalle nostre varietà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alla fiera Fruit Attraction il Consorzio guarda già al mercato: alta la qualità delle mele mentre continua la crescita dei trasformati. Tra le priorità intercettare i giovani consumatori</em></p>
<p style="font-weight: 400;"> “L’eccellenza della produzione, trainata dalle nostre varietà DOP, è la migliore garanzia in un mercato sempre più competitivo: in Val di Non la Golden, in particolare, ha dimostrato anche quest’anno di saper resistere a tutto evidenziando una qualità straordinaria. Quest’anno la produzione di mele è in calo, come d’altro canto in tutta Europa, ma la qualità è elevata. Le escursioni termiche della montagna, con notti più fresche tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, hanno favorito la qualità della nostra varietà regina della Val di Non, e delle nostre varietà club”. Lo ha affermato <strong>Ennio Magnani</strong>, consigliere di <strong>Melinda</strong>, presidente di <strong>Assomela</strong> e del <strong>Consorzio di Tutela della D.O.P. Mela Val di Non</strong>, intervenendo a <strong>Fruit Attraction</strong>, la fiera internazionale dell’ortofrutta a Madrid che, fino all’8 ottobre, ospita oltre 2.500 aziende e più di 120.000 professionisti da 150 Paesi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un appuntamento ormai tradizionale, quello nella capitale spagnola, che diventa occasione per tracciare un quadro dell’ultima stagione e illustrare le priorità dell’agenda come il mantenimento della leadership di marca e il contributo sempre più importante dei trasformati 100% naturali a base di frutta di Melinda Lab. A trainare la crescita della controllata di Melinda, in questi anni, c’è la continua innovazione di prodotto: gli snack, in particolare, permettono di avvicinare i giovani al consumo di frutta intercettando così un pubblico più ampio. Tra gli obiettivi principali per il futuro la crescita sui mercati esteri, supportata dal gioco di squadra con il comparto del fresco a partire dalle strategie di marketing e di distribuzione.</p>
<p style="font-weight: 400;">A sostegno di questi obiettivi una materia prima con una qualità eccezionale – che, accanto alla Golden, emerge quest’anno in particolare nelle varietà Morgana, Dolcevita ed Evelina &#8211; e il supporto continuo delle campagne promozionali che guardano con attenzione alle scelte del pubblico e al dialogo con i consumatori. “Oltre a consolidare la sinergia con il settore dei trasformati, le nostre priorità includono un crescente uso dei canali digitali e dei nuovi linguaggi e lo sviluppo dell&#8217;e-commerce come ulteriore punto di contatto e canale di vendita”, sottolinea <strong>Andrea Fedrizzi, responsabile marketing di Melinda</strong>. “Il commercio online, infatti, apre nuove possibilità per un’offerta in grado di parlare anche ai giovani”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Accanto alle iniziative commerciali prosegue l’impegno del <strong>Distretto della Mela</strong> della Val di Non e Val di Sole, nato per iniziativa di Melinda e delle sue 16 cooperative per sostenere e valorizzare la filiera melicola nelle Valli del Noce. Continua anche quest’anno, quindi, il progetto didattico <strong>“RaccontaMELA”</strong> che porta gli studenti tra i 10 e i 15 anni alla scoperta della filiera trentina e del valore dell’agricoltura. Ad affiancarlo la seconda edizione del concorso “RACCONTAMELA giusta!” che invita le scuole a raccontare in un video un prodotto del proprio territorio e mette in palio, per il lavoro migliore, un soggiorno in Val di Non o Val di Sole. Sempre nel quadro del Distretto continua l’attività di ricerca del <strong>progetto “Mela In-forma”</strong>. Gli studi in corso analizzano le proprietà nutrizionali e i possibili effetti benefici della Golden DOP e della Renetta DOP, con particolare attenzione ai composti bioattivi e alle relazioni tra intestino, fegato e cervello. Un impegno nel quale Melinda vuole continuare a investire per approfondire le conoscenze sulle proprie mele e mettere a disposizione informazioni fondate su evidenze scientifiche.</p>
<p style="font-weight: 400;">Infine le prospettive della <strong>nuova campagna</strong>. Le previsioni diffuse ad agosto da Assomela stimano per l’Unione europea un raccolto 2026 di 9,5 milioni di tonnellate, il 16% in meno rispetto al 2025 e il livello più basso degli ultimi nove anni. La produzione italiana dovrebbe invece limitare la flessione al 2% con oltre 2,2 milioni di tonnellate. Più marcato il calo previsto per il Trentino, anche se la raccolta è ancora in corso ed è presto per conoscere il dato definitivo. Le indicazioni a livello organolettico, come si diceva, sono al tempo stesso molto positive.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Quest’anno avremo a disposizione meno mele ma la qualità complessiva sarà in compenso davvero ottima”, sottolinea <strong>Nicola Magnani, responsabile commerciale di Melinda</strong>. “Il mercato interno resta protagonista e saremo impegnati a garantire che le nostre eccellenze abbiano una presenza di valore per tutta la stagione, forti di una qualità straordinaria.”</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.melavaldinon.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela della DOP Mela Val di Non</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/10/20261007-CS-TRADE-Melinda-Madrid-Fruit-Attraction-2026.docx.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
<p>AR</p>
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		<title>Pasta di Gragnano IGP, Giovanni Cafiero nuovo Direttore del Consorzio di Tutela</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pasta-di-gragnano-igp-giovanni-cafiero-nuovo-direttore-del-consorzio-di-tutela/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 07:28:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[CDA]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Pasta alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo sei anni alla Promozione, la nomina alla Direzione del Consorzio. Una storia di competenze e “restanza”: partire per formarsi, tornare per contribuire alla crescita del proprio territorio A 33 anni è tra i più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dopo sei anni alla Promozione, la nomina alla Direzione del Consorzio. Una storia di competenze e “restanza”: partire per formarsi, tornare per contribuire alla crescita del proprio territorio</em></p>
<p>A <strong>33 anni è tra i più giovani professionisti alla guida di un Consorzio di Tutela in Italia</strong>. Ma l’età racconta solo una parte della storia di <strong>Giovanni Cafiero</strong>, nuovo Direttore del <strong>Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP</strong>.</p>
<p>L’altra è quella di un giovane nato a Gragnano che ha scelto di partire per formarsi e poi di tornare, mettendo competenze ed esperienze al servizio del territorio in cui è cresciuto. Una storia di <strong>restanza</strong> che oggi, dopo sei anni trascorsi all’interno del Consorzio come Responsabile Promozione, lo porta ad assumerne la direzione.</p>
<p>In questi anni Cafiero ha contribuito alla <strong>crescita </strong><strong>di una delle denominazioni più rappresentative del panorama agroalimentare italiano</strong> <strong>con</strong> un lavoro che ha reso il Consorzio di Tutela Pasta di Gragnano Igp sempre più presente nel dialogo con istituzioni, media e stakeholder.</p>
<p>Tra i progetti che meglio raccontano questa crescita c’è “<strong>Gragnano Città della Pasta”</strong>, la manifestazione che negli anni si è affermata come uno degli appuntamenti più riconoscibili dedicati alla cultura della pasta, richiamando giornalisti, istituzioni, operatori del settore e migliaia di visitatori. Un appuntamento che ha contribuito a riportare la città e la pasta al centro dell’attenzione nazionale, facendo del legame tra prodotto, territorio e comunità uno degli elementi centrali del racconto della Pasta di Gragnano IGP.</p>
<p><strong>UN PERCORSO COSTRUITO PER TORNARE</strong></p>
<p>Classe 1993, Giovanni Cafiero ha costruito il proprio percorso tra <strong>Napoli, Torino, Pollenzo e Roma</strong>, intrecciando economia, marketing, cultura gastronomica e diritto alimentare.</p>
<p>Dopo la laurea in <strong>Economia Aziendale </strong>ha approfondito gli studi in marketing <strong>a Torino</strong>. Ha poi scelto di specializzarsi nel settore agroalimentare <strong>presso</strong><strong> l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo</strong> e successivamente un <strong>Master di II livello in Diritto Alimentare<span style="text-decoration: line-through;">.</span></strong></p>
<p><strong>Un interesse per il mondo della pasta che emerge già durante gli studi.</strong> Alla produzione di pasta di semola Cafiero dedica infatti la propria tesi magistrale, approfondendo il rapporto tra origine del grano duro, qualità e scelte dei consumatori.</p>
<p>Nel 2023-2024 ha inoltre frequentato l’<strong>Executive Master Direttore Consorzio di Tutela dell</strong>’<strong>Accademia Qualivita – Origin Italia</strong>, completando una formazione specifica sul sistema delle Indicazioni Geografiche. Oggi è anche <strong>Coordinatore Scientifico presso 24ORE Business School</strong>.</p>
<p><strong>Un percorso costruito in luoghi diversi, ma con una scelta precisa: tornare.</strong> Cafiero ha deciso di investire le competenze maturate fuori nel territorio in cui è nato, legando la propria crescita professionale a quella di uno dei suoi prodotti simbolo.</p>
<p>«Sono partito da Gragnano per studiare, conoscere altre realtà e costruire le mie competenze. Poi ho scelto di tornare», racconta <strong>Giovanni Cafiero</strong>. «Per me, crescere professionalmente significa anche poter riportare esperienza e competenze là dove tutto è iniziato, mettendole al servizio di una realtà in cui riconosco un valore profondo. Assumere oggi la direzione del Consorzio è una grande responsabilità e, al tempo stesso, il privilegio di poter contribuire a una storia di eccellenza costruita nel tempo dalle imprese e dalle persone che hanno fatto della Pasta di Gragnano IGP un patrimonio riconosciuto nel mondo&gt;&gt;</p>
<p><strong>DALLA PROMOZIONE ALLA DIREZIONE</strong></p>
<p>Entrato nel Consorzio nel 2020, Cafiero passa oggi dalla responsabilità della Promozione alla Direzione, dopo sei anni nei quali ha seguito da vicino l’evoluzione della struttura e contribuito a costruire progetti e relazioni che ne hanno progressivamente rafforzato la capacità di rappresentare la denominazione e le imprese che ne fanno parte.</p>
<p>Il passaggio rappresenta una scelta di <strong>continuità</strong>, ma anche un segnale di rinnovamento generazionale. <strong>A 33 anni Cafiero si colloca infatti tra i più giovani direttori alla guida di un Consorzio di Tutela in Italia</strong>, portando nel nuovo incarico una conoscenza maturata sul campo delle imprese, della filiera e del territorio, insieme a una formazione specifica nel sistema delle Indicazioni Geografiche.</p>
<p><strong>Una storia professionale partita da Gragnano, cresciuta attraverso esperienze e formazione fuori dal territorio e tornata a casa con una nuova responsabilità: contribuire a portare ancora più lontano la Pasta di Gragnano IGP.</strong></p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.pastadigragnanoigp.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/10/CS-PASTA-DI-GRAGNANO-CAFIERO-NUOVO-DIRETTORE.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
<p>AR</p>
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		<title>Continua l&#8217;impegno per arrivare al riconoscimento IGP per la Mela di Verona</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/continua-limpegno-per-arrivare-al-riconoscimento-igp-per-la-mela-di-verona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 07:19:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[NUOVE IG]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[sistema IG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo cinque anni di lavoro condiviso tra cooperative e privati, la Mela di Verona guarda al riconoscimento europeo Continua l&#8217;impegno per per portare la Mela di Verona al riconoscimento dell&#8217;Indicazione Geografica Protetta. E&#8217; stato ribadito [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dopo cinque anni di lavoro condiviso tra cooperative e privati, la Mela di Verona guarda al riconoscimento europeo</em></p>
<p>Continua l&#8217;impegno per per portare la <strong>Mela di Verona</strong> al riconoscimento dell&#8217;<strong>Indicazione Geografica Protetta</strong>. E&#8217; stato ribadito nei giorni scorsi durante l&#8217;inaugurazione della 75ª Festa della Mela di Belfiore e della mostra pomologica, occasione di confronto sul percorso avviato per valorizzare una delle eccellenze del territorio veronese.</p>
<p>I numeri confermano il peso della melicoltura scaligera. Nel 2024/2025, secondo il Report Agricoltura Veronese 2025 a cura del Centro Studi di <strong>Coldiretti Verona</strong>, in provincia di Verona il <strong>melo</strong> occupa <strong>4.060 ettari</strong>, con una produzione complessiva di 199.341 tonnellate e una Produzione Lorda Vendibile stimata in 133,6 milioni di euro. Verona è la prima provincia del Veneto per questa coltura e concentra oltre il 70% della superficie regionale investita a melo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>&#8220;È una soddisfazione vedere proseguire un percorso per il quale lavoriamo da cinque anni – ha dichiarato <strong>Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona</strong> –. Abbiamo fatto collaborare realtà cooperative e private del territorio attorno a un marchio comune, costruendo la reputazione della Mela di Verona. Ora il riconoscimento del legame tra prodotto e territorio può dare maggiore valore alle nostre mele e al lavoro dei produttori, offrendo nuove opportunità per promuovere questa eccellenza veronese&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.freshplaza.it/article/9880387/continua-l-impegno-per-arrivare-al-riconoscimento-igp-per-la-mela-di-verona/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Fresh Plaza</strong></a></p>
<p>AR</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/continua-limpegno-per-arrivare-al-riconoscimento-igp-per-la-mela-di-verona/">Continua l&#8217;impegno per arrivare al riconoscimento IGP per la Mela di Verona</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Cioccolato di Modica IGP protagonista della presentazione sul patrimonio agroalimentare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-cioccolato-di-modica-igp-protagonista-della-presentazione-sul-patrimonio-agroalimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 07:28:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cioccolato e prodotti derivati]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[sistema IG]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=529732</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio del Cioccolato di Modica IGP alla Camera dei deputati per la presentazione della Relazione sul patrimonio agroalimentare: il Cioccolato di Modica IGP citato come modello di tutela e valorizzazione Il Presidente del Consorzio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-cioccolato-di-modica-igp-protagonista-della-presentazione-sul-patrimonio-agroalimentare/">Il Cioccolato di Modica IGP protagonista della presentazione sul patrimonio agroalimentare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio del Cioccolato di Modica IGP alla Camera dei deputati per la presentazione della Relazione sul patrimonio agroalimentare: il Cioccolato di Modica IGP citato come modello di tutela e valorizzazione</em></p>
<p>Il <strong>Presidente del Consorzio di Tutela del Cioccolato di Modica IGP, Salvatore Peluso</strong>, e il <strong>Direttore Nino Scivoletto</strong> hanno partecipato mercoledì 30 settembre, presso la Sala della Regina di Montecitorio, alla presentazione della <em>“Relazione sul patrimonio agroalimentare: frodi economiche, mercato e tutela del consumatore”</em>.</p>
<p>L&#8217;evento, moderato dalla giornalista <strong>Simona Branchetti</strong>, è stato aperto dall&#8217;intervento di <strong>Jacopo Morrone</strong>, Presidente della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali e agroalimentari, che ha illustrato i principali contenuti della Relazione approvata dalla Commissione bicamerale. Successivamente hanno preso la parola il Segretario di Presidenza <strong>Stefano Vaccari</strong>, il Presidente di <strong>Coldiretti</strong> <strong>Ettore Prandini</strong>, il Presidente di <strong>Confagricoltura</strong> <strong>Massimiliano Giansanti</strong> e, attraverso un videomessaggio, il Presidente di <strong>Cia-Agricoltori Italiani</strong> <strong>Cristiano Fini</strong>.</p>
<p>La Relazione, approvata il 16 settembre 2026, si articola in sette capitoli. Il terzo è dedicato alle eccellenze agroalimentari regionali e riserva particolare attenzione alle produzioni siciliane a Indicazione Geografica. Proprio in questo contesto viene richiamata la missione istituzionale svolta in Sicilia nel 2024, durante la quale sono state approfondite le strategie di valorizzazione e tutela adottate dai Consorzi del <strong>Cioccolato di Modica IGP</strong>, del <strong>Pomodoro di Pachino IGP</strong>, dell&#8217;<strong>Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong> e del <strong>Pistacchio di Raffadali DOP</strong>.</p>
<p><em>Un ampio passaggio della Relazione è dedicato al <strong>Cioccolato di Modica IGP</strong>, definito il primo e tuttora unico cioccolato europeo ad avere ottenuto il riconoscimento dell&#8217;Indicazione Geografica Protetta, conseguito nel 2018. Il documento evidenzia come il riconoscimento sia stato il risultato di una complessa ricerca archivistica condotta presso l&#8217;Archivio di Stato, Fondo Famiglia Principe Grimaldi, che ha consentito di documentare il radicamento storico della produzione nel territorio modicano.</em></p>
<p><em>La Relazione sottolinea inoltre la crescita della filiera produttiva, passata dalle <strong>171 tonnellate del 2019 alle 328 tonnellate del 2023</strong>, e richiama l&#8217;adozione del <strong>Passaporto Digitale</strong>, il sistema anticontraffazione sviluppato in collaborazione con il <strong>Poligrafico e Zecca dello Stato, Fondazione Qualivita e Csqa</strong>. La soluzione, basata su QR Code integrati con tecnologia blockchain, consente la completa tracciabilità del prodotto e permette ai consumatori di verificare in tempo reale provenienza e autenticità delle informazioni riportate in etichetta attraverso il proprio dispositivo mobile.</em></p>
<p>Al termine della presentazione si è svolta una degustazione delle principali eccellenze agroalimentari italiane presso il ristorante della Camera dei deputati. Per il Consorzio del Cioccolato di Modica IGP si è trattato di un&#8217;importante occasione di promozione istituzionale. Ai partecipanti sono state offerte degustazioni del prodotto in formato monoporzione da 7 grammi, accompagnate da <strong>CHO</strong>, il primo liquore realizzato con Cioccolato di Modica IGP. Agli ospiti sono state inoltre donate le tradizionali barrette istituzionali da 70 grammi e il nuovo formato innovativo da 25 grammi.</p>
<p>Durante la degustazione è nato anche un originale incontro di sapori che ha suscitato grande interesse tra i presenti. Dall&#8217;incontro tra <strong>Antonella Tolomelli</strong>, Corporate Marketing Director di <strong>Fabbri 1905</strong>, e il Direttore del Consorzio <strong>Nino Scivoletto</strong>, è stato infatti sperimentato un inedito abbinamento composto da gelato al fior di latte, polvere di Cioccolato di Modica IGP, liquore CHO e amarene Fabbri 1905. A sorprendere ulteriormente gli ospiti è stato anche lo chef di <strong>Fabbri 1905, Cristian Monaco</strong>, che ha proposto un raffinato e inedito abbinamento tra <strong>Zenzero Fabbri</strong>, immerso in un pregiato sciroppo allo zenzero e curcuma, con un velo di<strong> Cioccolato di Modica IGP</strong>. La specialità, ispirata alla filosofia produttiva che ha reso unica e inimitabile l&#8217;<strong>Amarena Fabbri</strong>, ha dato vita a un connubio di sapori intenso ed equilibrato, capace di valorizzare le note aromatiche del cioccolato modicano e le sfumature speziate dello zenzero. Un&#8217;esperienza sensoriale originale che ha riscosso grande apprezzamento tra i presenti, confermando l&#8217;incontro tra due eccellenze simbolo della tradizione agroalimentare italiana. Un connubio che ha conquistato la curiosità e l&#8217;apprezzamento degli ospiti, valorizzando due simboli del Made in Italy agroalimentare, spesso oggetto di imitazioni e contraffazioni sui mercati nazionali e internazionali.</p>
<p>Nel corso della manifestazione il Consorzio ha inoltre avuto l&#8217;opportunità di incontrare il <strong>Generale di Brigata Salvatore Altavilla</strong>, nuovo Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare. Al Generale è stato rivolto l&#8217;invito ufficiale a visitare Modica e il primo distretto europeo del cioccolato a Indicazione Geografica Protetta, realtà che rappresenta oggi una delle più significative esperienze italiane di tutela, innovazione e valorizzazione delle produzioni territoriali.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.cioccolatodimodica.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela del Cioccolato di Modica IGP</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/10/CS-02-ott-2026-Montecitorio_-il-Cioccolato-di-Modica-IGP-ospite-della-Commissione-Agromafie.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-cioccolato-di-modica-igp-protagonista-della-presentazione-sul-patrimonio-agroalimentare/">Il Cioccolato di Modica IGP protagonista della presentazione sul patrimonio agroalimentare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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