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	<title>RiformaIG2024 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>RiformaIG2024 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Indicazioni Geografiche: le sfide per i gruppi di produttori nell’attuale scenario di mercato</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/indicazioni-geografiche-le-sfide-per-i-gruppi-di-produttori-nellattuale-scenario-di-mercato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 07:11:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo regolamento europeo ridefinisce il ruolo delle Indicazioni Geografiche: ai Consorzi di tutela è affidata la governance di una qualità che integra sostenibilità ambientale, sociale, economica e valore sensoriale. I prodotti con indicazione geografica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il nuovo regolamento europeo ridefinisce il ruolo delle Indicazioni Geografiche: ai Consorzi di tutela è affidata la governance di una qualità che integra sostenibilità ambientale, sociale, economica e valore sensoriale.</em></p>
<p>I prodotti con indicazione geografica (IG), ossia i <strong>prodotti DOP, IGP e STG</strong>, sono una componente essenziale del <strong>sistema agroalimentare dell’UE</strong> e, in particolare, del sistema agroalimentare italiano.</p>
<p><strong>In Italia il sistema delle IG coinvolge un grandissimo numero di operatori (183.000)</strong>, occupando (864.000) addetti, e esprime un’offerta che ha raggiunto un valore di 21 miliardi di euro nel 2024, circa il 25% in più rispetto al 2020. Il sistema delle IG è tuttavia sottoposto a una pressione competitiva che sta attivando processi di riorganizzazione strutturale che viene rivelata, in Italia, da una riduzione del numero degli operatori, a fronte di una crescita degli occupati (Ismea-Qualivita, 2025).</p>
<p><strong>L’offerta dei prodotti con IG si confronta con una congiuntura economica che dal 2020 è stata particolarmente critica</strong>, prima per la pandemia, successivamente per le conseguenze economiche della pandemia e poi per quelle della guerra in Ucraina, cui ora si aggiungono le conseguenze del conflitto in Medio Oriente che limita il potere di acquisto di ampie fasce di consumatori e induce anche in chi non vede una contrazione del reddito disponibile una minore propensione agli acquisti. Ciò nonostante, nei consumatori rimane elevato l’interesse per il tema della sostenibilità.</p>
<p>Una recente indagine su scala globale di P&amp;W (2025) sul rapporto tra consumatori e acquisto di prodotti alimentari evidenzia che <strong>più dell’80% dei consumatori è preoccupato per il cambiamento climatico e il 62% per la presenza di pesticidi nel cibo</strong>; a fronte di questo, però, <strong>solo il 44% dei consumatori è disposto a pagare un premio di prezzo per prodotti sostenibili</strong> e il 43% è incerto. Per tutte le aziende coinvolte nelle filiere dei prodotti IG si impone, quindi, un affinamento delle strategie commerciali, un’ottimizzazione dei costi di produzione innalzando gli standard della qualità sensoriale e l’attenzione ai temi della sostenibilità.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.georgofili.info/contenuti/indicazioni-geografiche-le-sfide-per-i-gruppi-di-produttori-nellattuale-scenario-di-mercato/33661" target="_blank" rel="noopener">Accademia dei Georgofili.it</a></strong></p>
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		<title>Etichettatura, DOP e IGP più trasparenti con il nuovo regolamento</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/etichettatura-dop-e-igp-piu-trasparenti-con-il-nuovo-regolamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 08:22:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prodotti DOP e IGP, il nome del produttore o dell&#8217;operatore dovranno comparire in etichetta al pari dei marchi del supermercato: così la circolare Masaf del 6 marzo 2026. Dal 14 maggio 2026 sulle etichette dei prodotti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Prodotti DOP e IGP, il nome del produttore o dell&#8217;operatore dovranno comparire in etichetta al pari dei marchi del supermercato: così la circolare Masaf del 6 marzo 2026.</em></p>
<p>Dal 14 maggio 2026 sulle etichette dei prodotti Dop e Igp non basterà più il marchio del supermercato, ma denominazione e nome del produttore o dell&#8217;operatore responsabile dovranno essere leggibili allo stesso colpo d&#8217;occhio. L&#8217;articolo 37 del regolamento Ue 2024/1143 sulle indicazioni geografiche è stato modificato dall&#8217;articolo 4 del regolamento Ue 2026/471 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 febbraio 2026, ed è stato interpretato da una recente circolare del Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) del 6 marzo 2026, la n. 110473.</p>
<h4>Cosa dice il legislatore</h4>
<p>Andiamo con ordine, iniziando dal testo della norma: &#8220;Se i prodotti agricoli sono designati da un&#8217;indicazione geografica, un&#8217;indicazione del nome del produttore o dell&#8217;operatore appare nell&#8217;etichettatura nello stesso campo visivo dell&#8217;indicazione geografica. In tal caso, il 3.487 TOTALE PRODOTTI IG 80MLD DI EURO di Elisa Latella nome dell&#8217;operatore è inteso come il nome dell&#8217;operatore responsabile della fase dí produzione in cui è ottenuto il prodotto che deve essere oggetto dell&#8217;indicazione geografica o responsabile della trasformazione sostanziale di tale prodotto&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Prosciutto, formaggio e tanti altri prodotti potrebbero avere ora un&#8217;identità inequivocabile, mentre prima in presenza di private label, marche private, proprie della catena dei distributori, potevano sorgere dubbi. I produttori potranno riottenere quella parte della reputazione, costruita in tanti anni di soddisfazione dei clienti e poi assorbita dai supermercati, che tramite le marche private invece avevano costruito una loro immagine e discreti vantaggi commerciali.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Altro Consumo</strong></p>
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		<title>Consorzi di tutela: il nuovo Decreto MASAF completa la riforma italiana delle Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzi-di-tutela-il-nuovo-decreto-masaf-completa-la-riforma-italiana-delle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 07:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il nuovo decreto attuativo del Regolamento (UE) 2024/1143, il MASAF aggiorna il quadro normativo nazionale, rafforza il ruolo dei Consorzi di tutela e introduce nuove competenze in materia di sostenibilità, vigilanza e valorizzazione delle [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con il nuovo decreto attuativo del Regolamento (UE) 2024/1143, il MASAF aggiorna il quadro normativo nazionale, rafforza il ruolo dei Consorzi di tutela e introduce nuove competenze in materia di sostenibilità, vigilanza e valorizzazione delle Indicazioni Geografiche.</em></p>
<p>Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha adottato il nuovo <a href="https://www.qualivita.it/news/dop-igp-fondazione-qualivita-il-nuovo-dm-consorzi-rafforza-il-ruolo-delle-filiere-di-qualita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Decreto ministeriale di attuazione del Regolamento (UE) 2024/1143</strong></a>, completando il percorso di aggiornamento della disciplina nazionale sui <strong>Consorzi di tutela delle DOP e delle IGP</strong>. Il provvedimento si inserisce nel quadro della riforma europea delle Indicazioni Geografiche, avviata con il <strong>pacchetto qualità 2024</strong> e finalizzata a rafforzare la competitività, la trasparenza e la governance delle filiere certificate.</p>
<p>Il decreto interviene in modo organico sulla normativa nazionale, aggiornando i criteri di riconoscimento dei Consorzi, ridefinendo le loro funzioni e ampliando le competenze operative. In particolare, vengono recepite le innovazioni introdotte dal Regolamento (UE) 2024/1143 in materia di <strong>sostenibilità ambientale e sociale</strong>, <strong>tutela della proprietà intellettuale</strong>, <strong>gestione dell’uso delle IG nei prodotti composti</strong> e <strong>regolazione dell’offerta</strong>, in coerenza con quanto già previsto dal <strong>Regolamento (UE) n. 1151/2012</strong> e successive modifiche.</p>
<p>Tra gli elementi più significativi, il decreto riconosce ai Consorzi un ruolo rafforzato nella <strong>vigilanza sul mercato</strong>, nella prevenzione delle evocazioni e delle imitazioni, anche online, e nella gestione degli elenchi degli operatori autorizzati all’uso dell’IG come ingrediente. Viene inoltre introdotta la possibilità di costituire <strong>Consorzi unici per più denominazioni</strong>, anche appartenenti a filiere diverse, favorendo processi di aggregazione e razionalizzazione già auspicati dal settore.</p>
<p>Il provvedimento attribuisce ai Consorzi nuove funzioni in ambiti strategici quali la <strong>sostenibilità</strong>, la <strong>valorizzazione territoriale</strong> e il <strong>turismo enogastronomico</strong>, in linea con gli orientamenti europei sulla multifunzionalità agricola e con gli obiettivi del <strong>Green Deal europeo</strong> e della <strong>Strategia Farm to Fork</strong>. Sul piano economico, viene confermata la possibilità di proporre misure temporanee di <strong>regolazione dell’offerta</strong>, nel rispetto delle norme sulla concorrenza e delle previsioni del <strong>Regolamento (UE) 2021/2117</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://agenparl.eu/2026/06/08/consorzi-di-tutela-il-nuovo-decreto-masaf-completa-la-riforma-italiana-delle-indicazioni-geografich/" target="_blank" rel="noopener">AgenParl.eu</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consorzi-di-tutela-il-nuovo-decreto-masaf-completa-la-riforma-italiana-delle-indicazioni-geografiche/">Consorzi di tutela: il nuovo Decreto MASAF completa la riforma italiana delle Indicazioni Geografiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dalla riforma dei Consorzi una nuova spinta alla crescita della Dop economy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dalla-riforma-dei-consorzi-una-nuova-spinta-alla-crescita-della-dop-economy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 07:17:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
		<category><![CDATA[regolamentoIG]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG2024]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rosati, Direttore della Fondazione Qualivita e Origin Italia: dal turismo alla regolazione dell’offerta, l’allargamento del ruolo degli enti può rafforzare la parte agricola della filiera Al via la riforma dei Consorzi di tutela delle indicazioni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dalla-riforma-dei-consorzi-una-nuova-spinta-alla-crescita-della-dop-economy/">Dalla riforma dei Consorzi una nuova spinta alla crescita della Dop economy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Rosati, Direttore della Fondazione Qualivita e Origin Italia: dal turismo alla regolazione dell’offerta, l’allargamento del ruolo degli enti può rafforzare la parte agricola della filiera</em></p>
<p>Al via la <a href="https://www.qualivita.it/news/dop-igp-fondazione-qualivita-il-nuovo-dm-consorzi-rafforza-il-ruolo-delle-filiere-di-qualita/" target="_blank" rel="noopener">riforma dei Consorzi di tutela delle indicazioni geografiche agroalimentari (Ig)</a> e per Mauro Rosati, inventore del neologismo “<a href="https://www.qualivita.it/dop-economy/" target="_blank" rel="noopener">Dop economy</a>” e direttore generale della Fondazione Qualivita e di Origin Italia (oltre 90 Consorzi di tutela delle Dop associati), non vi sono molti dubbi.</p>
<p><strong>Il decreto ministeriale</strong> firmato dal ministro Lollobrigida assegna compiti nuovi e decisivi ad un settore che ha grande parte nello sviluppo dell’agroalimentare made in Italy, con 20,7 miliardi di valore alla produzione e 12,3 di export, un contributo del 19% al fatturato complessivo del settore agroalimentare italiano e del 21% all’export nazionale.</p>
<p>&#8220;Il decreto – <strong>commenta Rosati</strong> – fissa finalmente una serie di compiti che i Consorzi possono svolgere. È dunque una grande evoluzione rispetto al passato, non più solo funzioni classiche di rispetto delle norme e controlli da svolgere, ma anche <strong>attività in materia di sostenibilità, promozione del Turismo DOP, programmazione</strong> che riguarda tutta la produzione, l’offerta, il prezzo, dando così valore anche alla parte agricola&#8221;.</p>
<p>Coinvolta nella fase di predisposizione del decreto di riforma chiamato ad attuare il <strong>regolamento Ue 1143/2024</strong>, <strong>Origin Italia</strong> ha svolto quello che Rosati definisce un lavoro di «portatore di idee» all’elaborazione del testo con <strong>interlocuzioni costanti con Paolo De Castro</strong>, riconosciuto tra i principali protagonisti della riforma Ue delle Ig, con il ministero, <strong>con tutti gli attori di questo mondo delle produzioni Dop e Igp che, nei giorni scorsi, si è ritrovato ad Altamura</strong>, nella Murgia barese, in occasione dell’assemblea annuale della stessa associazione, tutta concentrata sui temi decisivi per il futuro del comparto: sostenibilità, digitale e turismo.</p>
<p>Ora il mondo delle denominazioni di origine deve misurarsi con la riforma ( il decreto Lollobrigida è arrivato a due anni esatti dal regolamento Ue 1143) chiamato a sfide decisive.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.agrisole.ilsole24ore.com/art/imprese/2026-06-05/dalla-riforma-consorzi-nuova-spinta-crescita-dop-economy-153422.php?uuid=AIn4mMUD" target="_blank" rel="noopener"><b>Agrisole &#8211; Il Sole 24 Ore</b></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dalla-riforma-dei-consorzi-una-nuova-spinta-alla-crescita-della-dop-economy/">Dalla riforma dei Consorzi una nuova spinta alla crescita della Dop economy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mazzetti: il DM Consorzi sostiene il ruolo delle filiere di qualità DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-igp-fondazione-qualivita-il-nuovo-dm-consorzi-rafforza-il-ruolo-delle-filiere-di-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[regolamentoIG]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG2024]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il decreto attua il Regolamento UE 2024/1143 e riconosce ai Consorzi nuove funzioni su gestione produttiva, sostenibilità e Turismo DOP La pubblicazione del nuovo decreto ministeriale sui Consorzi di tutela dei prodotti agricoli e alimentari [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-igp-fondazione-qualivita-il-nuovo-dm-consorzi-rafforza-il-ruolo-delle-filiere-di-qualita/">Mazzetti: il DM Consorzi sostiene il ruolo delle filiere di qualità DOP e IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il decreto attua il Regolamento UE 2024/1143 e riconosce ai Consorzi nuove funzioni su gestione produttiva, sostenibilità e Turismo DOP</em></p>
<p>La pubblicazione del <strong>nuovo decreto ministeriale sui Consorzi di tutela dei prodotti agricoli e alimentari DOP e IGP</strong> rappresenta un passaggio rilevante per l’evoluzione del sistema italiano delle Indicazioni Geografiche. Il provvedimento dà <strong>attuazione al Regolamento UE 2024/1143</strong> e consolida il ruolo dei Consorzi come soggetti centrali nella gestione delle filiere di qualità, nella tutela delle denominazioni e nello sviluppo territoriale.</p>
<p>Per Fondazione Qualivita <strong>il decreto conferma un percorso che la ricerca scientifica ha evidenziato con crescente chiarezza negli ultimi anni</strong>: le DOP e IGP non sono solo strumenti di certificazione e protezione giuridica, ma sistemi organizzati di filiera, fondati sulla capacità dei produttori di gestire collettivamente reputazione, mercato, sostenibilità, innovazione e rapporto con il territorio.</p>
<p>I <strong>Rapporti Ismea-Qualivita</strong> hanno documentato nel tempo il <strong>peso economico e sociale della Dop economy italiana</strong>, mettendo in luce il valore dei Consorzi di tutela come infrastrutture di governance capaci di aggregare imprese, valorizzare la produzione agricola, rafforzare la competitività delle filiere e sostenere la crescita dei territori. In questa prospettiva, il nuovo decreto rappresenta uno strumento operativo importante per rendere più efficace il ruolo delle Indicazioni Geografiche nel quadro nazionale ed europeo.</p>
<p>Particolare rilievo assume l’impatto del decreto sulla gestione produttiva. La <strong>possibilità di attivare misure di regolazione dell’offerta</strong>, estesa alle diverse filiere agroalimentari, consente di rafforzare la programmazione, migliorare l’equilibrio di mercato e sostenere una più equa valorizzazione della componente agricola. Si tratta di un passaggio strategico perché restituisce centralità alla produzione primaria e alla capacità delle comunità produttive di governare dal basso lo sviluppo delle denominazioni.</p>
<p>Il decreto recepisce inoltre le nuove funzioni attribuite dal Regolamento UE 2024/1143 ai Consorzi in materia di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Un ambito sul quale anche FAO, Origin hanno sviluppato negli anni attività di analisi, ricerca e sensibilizzazione, evidenziando la necessità di una sostenibilità costruita dentro le filiere, coerente con i disciplinari, con i territori e con le specificità produttive delle singole DOP e IGP.</p>
<p>Di grande importanza è anche il riconoscimento del “Turismo DOP” tra le attività collegate alla valorizzazione delle Indicazioni Geografiche. Fondazione Qualivita aveva già individuato questo tema come una delle nuove frontiere della Dop economy, proponendo al relatore On. <strong>Paolo De Castro</strong> nel percorso europeo del Regolamento 1143 un emendamento con l’appoggio del Ministro <strong>Francesco Lollobrogida</strong> e di Origin Italia volto a riconoscere il ruolo dei Consorzi nella promozione del turismo legato alle denominazioni. Il decreto rende ora concreta questa visione, aprendo la strada a iniziative capaci di valorizzare il prodotto, la sua storia, il legame con il territorio e il patrimonio culturale delle comunità locali.</p>
<p>“<em>Il nuovo DM Consorzi rappresenta un passaggio importante per trasformare le Indicazioni Geografiche in strumenti sempre più evoluti di politica agroalimentare, sviluppo rurale e promozione territoriale</em> – sottolinea <strong>Cesare Mazzetti</strong> Presidente di Fondazione Qualivita –. <em>Il rafforzamento delle funzioni dei Consorzi va nella direzione indicata dalla ricerca scientifica e dai Rapporti Ismea-Qualivita: sostenere filiere più organizzate, più trasparenti, più sostenibili e più capaci di generare valore per la parte agricola, per le imprese e per i territori</em>”.</p>
<p>Con questo provvedimento <strong>il Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste dota il sistema italiano delle DOP e IGP di una cornice aggiornata per affrontare le nuove sfide della qualità certificata</strong>: gestione dei mercati, tutela dei nomi protetti, sostenibilità, turismo, innovazione e valorizzazione del legame tra prodotto e territorio. Una prospettiva che rafforza il modello italiano delle Indicazioni Geografiche e ne consolida il ruolo nella crescita dell’agroalimentare nazionale.</p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/20260604-COMUNICATO-QUALIVITA-DM-CONSORZI.pdf">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/MASAF-2026-0264637-MASAF-2026-0257501-Allegato-12_DMconsorziagro_2026cxdocx_030606DEF__signed.pdf">SCARICA IL DM CONSORZI</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-igp-fondazione-qualivita-il-nuovo-dm-consorzi-rafforza-il-ruolo-delle-filiere-di-qualita/">Mazzetti: il DM Consorzi sostiene il ruolo delle filiere di qualità DOP e IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Per le Indicazioni Geografiche due riforme e un gran pasticcio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/per-le-indicazioni-geografiche-due-riforme-e-un-gran-pasticcio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 08:02:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[RiformaIG2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In vigore il Testo unico Ue che salva gli interessi dei fornitori nord europei. Mentre diventa operativo il nuovo regime delle IGP «non agroalimentari» A distanza di pochi giorni, a metà maggio, sono arrivate due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/per-le-indicazioni-geografiche-due-riforme-e-un-gran-pasticcio/">Per le Indicazioni Geografiche due riforme e un gran pasticcio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>In vigore il Testo unico Ue che salva gli interessi dei fornitori nord europei. Mentre diventa operativo il nuovo regime delle IGP «non agroalimentari»</em></p>
<p>A distanza di pochi giorni, a metà maggio, sono arrivate due notizie che sembrano raccontare vicende diverse ma in realtà raccontano la medesima storia. <a href="https://www.qualivita.it/news/registrazione-delle-ig-in-tempi-certi-pubblicate-disposizioni-nella-gazzetta-ufficiale-italiana/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il 14 maggio è scaduto il periodo di deroga previsto dal Regolamento Ue 1143 del 2024</strong></a>: da quel giorno è illegale per i supermercati nascondere il <a href="https://www.qualivita.it/news/nuove-regole-per-letichettatura-dop-e-igp-obbligo-di-indicare-il-produttore/" target="_blank" rel="noopener"><strong>nome del produttore effettivo sul retro delle confezioni a marchio</strong></a> del distributore che portano un logo Dop o Igp. Il nome deve comparire nello stesso campo visivo del bollino europeo.</p>
<p>Presentata come una conquista della trasparenza, la norma in realtà cambia poco per i consumatori: <strong>la garanzia di un prodotto a Indicazione geografica, Dop o Igp che sia, è già assicurata dal rispetto del disciplinare e dai controlli dei Consorzi di tutela</strong>. Saper quale sia il caseificio che ha prodotto e stagionato una forma di Grana Padano o quale il salumificio da cui sia uscito un Prosciutto di Parma sposta poco.</p>
<p><strong>Quello che la riforma non ha scalfito è il nodo vero: l’origine della materia prima</strong>. A differenza delle Dop (Denominazioni d’origine protette) per le quali la materia prima deve essere 100% italiana, chi compra una bresaola della Valtellina Igp al banco del supermercato continuerà a non sapere che in massima parte la carne viene dal Sudamerica.</p>
<p>Il 18-19 maggio il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato sul Bollettino nazionale le <strong>prime quattro domande di Igp per prodotti artigianali e industriali</strong> — le cosiddette <a href="https://www.qualivita.it/news/la-tutela-igp-si-estende-allartigianato-e-il-vetro-di-murano-fa-da-apripista/" target="_blank" rel="noopener">Igp non-agri</a>: Vetro di Murano, Merletti di Burano, Cammeo e Corallo di Torre del Greco. Non si tratta ancora di una registrazione definitiva: devono trascorrere 60 giorni senza che arrivino eventuali opposizioni. Solo allora le domande verranno trasmesse all’Euipo &#8211; l’ufficio Ue per la proprietà intellettuale &#8211; per l’esame finale e la registrazione a livello europeo.</p>
<p>Ma è un passaggio storico: <strong>per la prima volta il bollino Igp certificherà prodotti che non hanno nulla a che fare con il cibo</strong>. Messi insieme, i due fatti descrivono un sistema che si espande e si aggiusta ai margini senza affrontare il problema centrale: cosa garantisce davvero il bollino giallo-blu della Igp.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.liberoquotidiano.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Libero</strong></a></p>
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		<title>Ferrarese (CSQA): La sostenibilità che nutre l’agrifood</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ferrarese-csqa-la-sostenibilita-che-nutre-lagrifood/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 06:35:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agrifood. Dalla sostenibilità come obbligo a leva strategica per governance e filiere agroalimentari, con DOP e IGP al centro della nuova identità competitiva. Negli ultimi decenni il settore agroalimentare ha attraversato una trasformazione profonda: dall’attenzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Agrifood. Dalla sostenibilità come obbligo a leva strategica per governance e filiere agroalimentari, con DOP e IGP al centro della nuova identità competitiva.</em></p>
<p>Negli ultimi decenni il <strong>settore agroalimentare</strong> ha attraversato una trasformazione profonda: dall’attenzione alla <strong>sicurezza alimentare</strong> e <strong>rintracciabilità</strong> si è giunti a un modello che integra qualità, <strong>tutela ambientale</strong>, <strong>responsabilità sociale e solidità economica</strong>. È un percorso guidato dall’<strong>evoluzione normativa</strong>, dalla spinta degli <strong>standard volontari</strong> e dalla crescente <strong>sensibilità dei mercati</strong>.</p>
<p>Oggi, però, questo processo richiede un salto di maturità culturale. Nel dibattito pubblico la sostenibilità è spesso associata a dovere da assolvere o, al contrario, come un’operazione di immagine. In realtà, nel contesto segnato dal <em><strong>Green deal europeo</strong></em>, dagli obblighi di rendicontazione e dal divieto di greenwashing, <strong>la sostenibilità assume una dimensione politica oltre che industriale</strong>. Non è più una scelta opzionale: è un <strong>criterio di accesso ai mercati</strong>, alle risorse finanziarie e – sempre di più – alla stessa legittimazione sociale dell’impresa.</p>
<p><strong>La sostenibilità diventa così un’infrastruttura strategica</strong>, capace di incidere sui modelli di governance, sulle politiche industriali e sulla competitività del comparto agroalimentare. Quando viene percepita solo come adempimento, la sostenibilità rischia di trasformarsi in un costo. Se invece è assunta come scelta strategica, diventa una leva competitiva.</p>
<h4>Senza sostenibilità economica non è possibile investire in quella ambientale e sociale</h4>
<p>La sfida è trovare l’equilibrio tra i tre pilastri, superando una logica di mero rispetto delle regole. Per farlo è necessario un passaggio evolutivo: <strong>integrare la sostenibilità nei processi decisionali</strong>, nella pianificazione e nella gestione. In altri termini, farla diventare parte del “metabolismo” dell’impresa e della filiera. Nel settore agroalimentare, infatti, il perimetro dell’azienda non è sufficiente: la sostenibilità è un tema di supply chain.</p>
<p>La governance rappresenta l’elemento imprescindibile di qualunque strategia di sostenibilità. Programmazione, attuazione, monitoraggio e rendicontazione sono gli assi metodologici; mentre obiettivi, indicatori e requisiti costituiscono il cuore del progetto.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><strong>L’agroalimentare è pionieristico su questo fronte</strong>. Numerosi standard volontari definiscono la sostenibilità delle produzioni, altri, più innovativi, la definiscono anche a livello di aziende e addirittura su scala territoriale. Sono esperienze che dimostrano come il settore possa anticipare il legislatore e proporsi in modo unitario sui mercati globali.</p>
<p><strong>Un passaggio culturale significativo è rappresentato dal regolamento (Ue) 2024/1143</strong> in materia di <strong>prodotti Dop/Igp</strong> che attribuisce, per la prima volta, <strong>ai Consorzi di tutela un ruolo istituzionale esplicito sulla sostenibilità e sullo sviluppo del turismo enogastronomico</strong> nelle aree a indicazione geografica. <strong>È un cambio di paradigma</strong>: la sostenibilità diventa un elemento di identità territoriale e di competitività sistemica.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><em>Di Maria Chiara Ferrarese</em></p>
<p>Fonte: <strong>Formiche</strong></p>
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		<title>Il futuro delle Indicazioni Geografiche passa dal Piano UE</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-futuro-delle-indicazioni-geografiche-passa-dal-piano-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 07:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
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		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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		<category><![CDATA[regolamentoIG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Action Plan europeo: il settore IG ha chiesto con il Libro Verde regole più forti contro la contraffazione e le barriere per sostenere export e territori C&#8217;è bisogno di crescere su più mercati, valorizzando, innanzitutto, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Action Plan europeo: il settore IG ha chiesto con il Libro Verde regole più forti contro la contraffazione e le barriere per sostenere export e territori</em></p>
<p>C&#8217;è bisogno di crescere su più mercati, valorizzando, innanzitutto, le tipicità, le <a href="https://agriculture.ec.europa.eu/farming/geographical-indications-and-quality-schemes/geographical-indications-and-quality-schemes-explained_it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Indicazioni Geografiche</strong></a> (IG), che rappresentano una rete di difesa dei territori e delle loro culture; sostengono la coesione sociale, la tutela ambientale e il turismo. <strong>Un&#8217;intuizione europea, con una forte matrice italiana</strong>, che si sta diffondendo anche in Cina, America Latina e in altre aree del mondo. Tutt&#8217;altro che folclore, <strong>questi prodotti sono fondamentali perché, a cascata, portano valore al sistema produttivo nel suo complesso</strong>. E hanno anticipato alcuni dei trend attuali: la distintività, il local, la tracciabilità. Un proposito tutt&#8217;altro che agevole in un clima &#8220;turbolento&#8221; (così il report Coop definisce il 2025), dove il controllo dei mari e delle rotte commerciali è sempre più strategico.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/leuropa-punta-su-mercosur-india-e-australia-per-aumentare-lexport/" target="_blank" rel="noopener"><strong> L&#8217;Europa prova a reagire alle chiusure</strong></a> e all&#8217;inasprimento dei dazi con i trattati di libero scambio, facendo attenzione che non si rivelino un boomerang. Tra gli accordi più recenti quello col <strong>Mercosur</strong> (pur momentaneamente &#8220;congelato&#8221; in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia Ue) che, dopo oltre 20 anni di negoziati, garantisce e tutela 57 IG italiane, compresi Asiago, Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, Provolone Valpadana e Taleggio. Per quello con l&#8217;<strong>India</strong>, di cui si attende la pubblicazione dei testi giuridici, Coldiretti e Filiera Italia hanno elogiato l&#8217;approccio prudente, con il mantenimento di adeguate barriere su settori sensibili, considerata la rilevante capacità produttiva dell&#8217;India, che per il latte supera le 250 milioni t l&#8217;anno.</p>
<p>È <strong>fondamentale garantire una protezione forte delle IG negli accordi commerciali con i Paesi terzi</strong>, rafforzando i meccanismi contro la contraffazione e assicurando un pieno riconoscimento giuridico delle denominazioni nei mercati di esportazione.</p>
<h4><a href="https://www.qualivita.it/libro-verde-sulle-indicazioni-geografiche-download/" target="_blank" rel="noopener">Nel Libro Verde</a></h4>
<p>Tra i progetti futuri, a partire dal 2027, è previsto uno <a href="https://www.qualivita.it/news/leuropa-punta-su-mercosur-india-e-australia-per-aumentare-lexport/" target="_blank" rel="noopener"><strong>specifico Action Plan europeo dedicato al sistema delle IG europee</strong></a>. Uno spaccato sempre più importante, che oggi comprende 3.485 prodotti, per un valore complessivo di circa 80 miliardi di euro, e che contribuisce per il 16% all&#8217;export totale del comparto agroalimentare comunitario. L&#8217;obiettivo, annunciato dal commissario europeo all&#8217;Agricoltura Hansen, è quello di dare piena attuazione al <strong>Regolamento Ue 2024/1143</strong>, di cui è stato relatore parlamentare <strong>Paolo De Castro</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Siena è stata la città dove si è tenuto il <a href="https://www.qualivita.it/vii-forum-europeo-qualivita-sulla-qualita-alimentare/" target="_blank" rel="noopener"><strong>VII Forum Europeo della Qualità Alimentare</strong></a>, organizzato dalla <strong>Fondazione Qualivita</strong> in collaborazione con <strong>OriGin</strong>, <strong>OriGin Europa</strong>, <strong>Origin Italia</strong>, <strong>OriGin France</strong>, <strong>Origen España</strong> e <strong>Qualifica-OriGin Portugal</strong>, al quale sono intervenuti lo stesso <strong>Hansen</strong> e i ministri dell&#8217;Agricoltura <strong>Francesco Lollobrigida</strong> per l&#8217;Italia, <strong>Annie Genevard</strong> per la Francia e <strong>Luis Planas Puchades</strong> per la Spagna.</p>
<p><strong>Il piano</strong> prevede campagne dedicate (l&#8217;Eurobarometro certifica che anche tra i cittadini Ue le IG non sono ancora così conosciute), maggiori accordi di protezione internazionale e una tutela legislativa più efficace, nuovi investimenti in ricerca e sviluppo e sui mercati interni, oltre a una collaborazione più forte 40 con la distribuzione per aumentare la visibilità del logo e della denominazione dei prodotti certificati.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Latte</strong></p>
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		<title>Registrazione delle IG in tempi certi: pubblicate disposizioni nella Gazzetta Ufficiale italiana</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/registrazione-delle-ig-in-tempi-certi-pubblicate-disposizioni-nella-gazzetta-ufficiale-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 08:38:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[regolamentoIG]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblicate in Gazzetta Ufficiale le disposizioni europee contenute nel Reg.UE 2024/1143 in materia di procedura per la registrazione, la modifica del disciplinare e la cancellazione di denominazioni già riconosciute Le domande di registrazione delle indicazioni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblicate in Gazzetta Ufficiale le disposizioni europee contenute nel Reg.UE 2024/1143 in materia di procedura per la registrazione, la modifica del disciplinare e la cancellazione di denominazioni già riconosciute</em></p>
<p>Le domande di registrazione delle indicazioni geografiche dei vini, delle bevande spiritose, dei prodotti agricoli e delle specialità tradizionali garantite saranno istruite ed approvate con una procedura armonizzata e tempi certi, così come stabilito dal <strong>regolamento quadro dell’Ue n. 2024/1143</strong>. Con <strong>decreto del 22/12/2025, <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-03-16&amp;atto.codiceRedazionale=26A01217&amp;elenco30giorni=true" target="_blank" rel="noopener">pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 62 del 16/3/2026</a></strong>, il ministero dell’agricoltura ha recepito le disposizioni europee in materia di procedura per la registrazione, la modifica del disciplinare e la cancellazione di denominazioni già riconosciute ed ha stabilito le regole per i controlli e per la designazione dell’autorità competente responsabile delle verifiche e del corretto utilizzo delle denominazioni protette.</p>
<p><strong> Il provvedimento ministeriale si compone di 61 articoli</strong>, con regole trasversali che si applicano a tutti i prodotti tutelati, più alcune norme specifiche che riguardano le indicazioni geografiche dei vini e delle bevande spiritose, le regole per i prodotti agricoli tutelati e quelle per le specialità tradizionali garantite.</p>
<p>Oltre a dare <strong>certezza nella tempistica delle procedure ed a semplificare l’iter</strong> che i gruppi di produttori interessati devono seguire, le nuove disposizioni mirano anche a migliorare la trasparenza dei procedimenti e scongiurare l’avvio di conflitti giudiziari tra operatori economici con interessi divergenti.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/registrazione-delle-ig-in-tempi-certi-pubblicate-disposizioni-nella-gazzetta-ufficiale-italiana/">Registrazione delle IG in tempi certi: pubblicate disposizioni nella Gazzetta Ufficiale italiana</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>L’Arancia Rossa di Sicilia IGP si conferma motore dell’economia “made in Sicily”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/larancia-rossa-di-sicilia-igp-si-conferma-motore-delleconomia-made-in-sicily/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 06:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[CDA]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG2024]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Arancia Rossa di Sicilia IGP dà lavoro a migliaia di persone in tutto il territorio, senza contare l’indotto che genera l’IGP. Gerardo Diana (Presidente Consorzio): “Un prodotto che crea posti di lavoro, mantiene vive piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/larancia-rossa-di-sicilia-igp-si-conferma-motore-delleconomia-made-in-sicily/">L’Arancia Rossa di Sicilia IGP si conferma motore dell’economia “made in Sicily”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’Arancia Rossa di Sicilia IGP dà lavoro a migliaia di persone in tutto il territorio, senza contare l’indotto che genera l’IGP. Gerardo Diana (Presidente Consorzio): “Un prodotto che crea posti di lavoro, mantiene vive piccole realtà di provincia, ma soprattutto che mantiene e attira giovani nel territorio generando redditività e indotto economico”.</em><br />
<em>L’Assemblea del Consorzio ha approvato il bilancio di esercizio al 31/10/2024</em></p>
<h4><a href="https://www.qualivita.it/riforma-dei-sistemi-delle-indicazioni-geografiche-dellue-food-wine-spirits/" target="_blank" rel="noopener">Con la Riforma europea delle IG il Consorzio di tutela diventa oggi lo strumento per la salvaguardia del marchio</a></h4>
<p>Migliaia di posti di lavoro nelle <strong>oltre 500 aziende agricole, 7300 ettari di terreno tutelato</strong> dalla mano degli agrumicoltori e <strong>30 milioni di Kg di prodotto</strong> di media all’anno per un fatturato che supera i 40 milioni di euro, senza contare l’indotto, impegnando la forza lavoro per l’equivalente di oltre 50 mila giornate lavorative. L’Arancia Rossa di Sicilia IGP non è solo uno degli agrumi più apprezzati a livello nazionale e internazionale, ma un vero e proprio player di <strong>sviluppo</strong> del suo territorio d’origine. È quanto sottolineato nel corso dell’assemblea di bilancio che si è svolta nella sede del Consorzio di tutela, a Catania, martedì 20 maggio.</p>
<h4>Il CDA del Consorzio</h4>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/389830/" target="_blank" rel="noopener"><strong>L’Assemblea dei Soci del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong></a>, riunita in seconda convocazione, ha approvato all’unanimità Il bilancio di esercizio 01/11/2023 – 31/10/2024. La relazione al Bilancio, svolta dal consigliere Dott. Riccardo Di Stefano, ha attestato che <strong>il bilancio si è chiuso positivamente</strong> ed è stato caratterizzato da un forte aumento delle attività progettuali, dei ricavi derivanti dalle attività varie, comprese l’attività di vigilanza che il consorzio svolge in convenzione con diversi altri consorzi di tutela, da una forte attività di promozione con gli più svariati canali d’informazione, partecipazione a fiere, conferma del tram a Milano e altre numerose attività. L’utile d’esercizio verrà destinato a copertura di eventuali debiti futuri.</p>
<p>Tutti gli indici di bilancio, attivo circolante e altro, ha aggiunto il Dott. Francesco Scuderi, Revisore Unico del Consorzio, presente ai lavori dell’assemblea, sono assolutamente positivi e indici di buona salute dei conti del Consorzio. “L’Arancia Rossa di Sicilia IGP dà lavoro a migliaia di persone in tutto in tutto il territorio, senza contare l’indotto che genera l’IGP &#8211; ha affermato <strong>Gerardo Diana</strong>, Presidente Consorzio, nel corso dell’Assemblea &#8211; un prodotto che crea posti di lavoro, mantiene vive insieme alle grosse aziende anche piccole realtà economiche del territorio, attira giovani generando redditività e <a href="https://www.qualivita.it/argomento/dopeconomy/" target="_blank" rel="noopener">indotto economico</a>”.</p>
<p>“In questo importante momento di confronto abbiamo voluto non solo dare conto dell’operato del nostro Consorzio, ma sottolineare l’importanza economica, sociale, ambientale che sta dietro a questo agrume famoso in tutto il mondo – ha aggiunto Diana – la forza di questo è data da tutti i soci che utilizzano il nostro marchio e dalla squadra del CdA del Consorzio che voglio ringraziare per il grande impegno e oggi più che mai, con la Riforma europea delle IG, il Consorzio assume un ruolo fondamentale anche sulla tutela e la promozione del “Made in Sicily” rappresentando lo strumento fondamentale per l’attuazione dei controlli al prodotto IG”.</p>
<h4>La tutela tra i principali compiti del Consorzio</h4>
<p>Nel 2024 sono stati effettuati circa 200 controlli in tutta Italia e non solo, attività che hanno portato alla scoperta e alla segnalazione di prodotti non conformi al marchio, sia nel fresco che nel trasformato, a tutela del consumatore finale. Nel bilancio del Consorzio anche le tante <strong>attività di promozione</strong> con le partecipazioni a eventi nazionali e internazionali, a partire dalle campagne promozionali sui principali media italiani (radio, tv e carta stampata) passando per i tram di Milano vestiti coi colori dell’IGP e con la foto dell’Etna, simbolo dell’agrume siciliano. Poi ancora la partecipazione alle principali fiere internazionali di settore, ma anche a eventi sportivi, legati al vino e non solo, tra tutti il G7 che si è svolto a Ortigia. “Vogliamo che l’Arancia Rossa di Sicilia IGP non solo rappresenti la nostra terra all’estero, ma possa essere una vera e propria attrazione anche localmente, dal momento che è uno dei prodotti più rappresentativi e iconici del territorio siciliano, per questo stiamo programmando attività finalizzate al turismo, il cosiddetto Turismo DOP, che siano in grado di legare il viaggio nel territorio dell’arancia rossa di Sicilia IGP”, ha aggiunto la Vicepresidente del Consorzio, <strong>Elena Albertini</strong>.</p>
<h4>Dop economy</h4>
<p>Nel 2024 <strong>l’Arancia Rossa di Sicilia IGP è al terzo posto per valore</strong> e produzione tra i prodotti ortofrutticoli italiani a marchio IG <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2024/" target="_blank" rel="noopener"><strong>secondo i dati dell’ultimo rapporto Ismea-Qualivita</strong></a> (nel 2023 era al quinto). Il Consorzio, che ha chiuso l’esercizio 2024 positivamente, rappresenta più di 500 aziende agricole, oltre cento altre aziende autorizzate all’utilizzo del marchio d’origine. Ottanta i centri di confezionamento dislocati nel territorio della Indicazione Geografica e oltre 300 le etichette autorizzate. Un territorio che comprende 32 comuni dislocati nella provincia di Catania, Siracusa e Enna, “Senza contare l’indotto che nel territorio questo prodotto genera, a partire dall’edilizia, i servizi all’agricoltura, il packaging fino ad arrivare al marketing – ha ribadito il Vicepresidente del Consorzio, <strong>Salvatore Scrofani</strong> – per questo riteniamo che l’Arancia Rossa di Sicilia IGP non sia un solo valore aggiunto per i produttori, grazie anche a una più ampia redditività, ma una vera e propria ambasciatrice della Sicilia nel mondo visto che viene commercializzata in tre Continenti”.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.tutelaaranciarossa.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/05/16-Arancia-Rossa-Sicilia-IGP-assemblea-.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/larancia-rossa-di-sicilia-igp-si-conferma-motore-delleconomia-made-in-sicily/">L’Arancia Rossa di Sicilia IGP si conferma motore dell’economia “made in Sicily”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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