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	<title>Riccardo Ricci Curbastro &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Riccardo Ricci Curbastro &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Rapporto Ismea-Qualivita 2020 -Dichiarazioni istituzionali</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/presentazione-rapporto-ismea-qualivita-2020-le-dichiarazioni-istituzionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2020 13:06:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[#RapportoDopIgp2020]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare Mazzetti]]></category>
		<category><![CDATA[EUQuality]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo De Castro]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Ricci Curbastro]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa Bellanova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bellanova: DOP IGP spina dorsale di tenuta sociale ed economica dei nostri territori. [Comunicato Stampa 04] Al lavoro per rafforzare l’export e tutelare le nostre eccellenze dalla contraffazione. Teresa Bellanova Ministra politiche agricole, alimentari e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><em>Bellanova: DOP IGP spina dorsale di tenuta sociale ed economica dei nostri territori.</em></h1>
<p><strong>[Comunicato Stampa 04]</strong></p>
<p><em>Al lavoro per rafforzare l’export e tutelare le nostre eccellenze dalla contraffazione.</em></p>
<p><strong>Teresa Bellanova</strong><br />
Ministra <a href="https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/202" target="_blank" rel="noopener noreferrer">politiche agricole, alimentari e forestali</a><br />
<em>Il Rapporto Ismea &#8211; Qualivita ci fornisce dati economici fondamentali e una fotografia dettagliata del mondo delle denominazioni, che per molti nostri territori rappresentano la spina dorsale di tenuta sociale ed economica. Le IG sono uno straordinario volano di crescita e di manutenzione della qualità territoriale integrata, capace di influire sulle scelte di sviluppo cui sono chiamate le comunità di riferimento. Un patrimonio rilevante del nostro Paese, teso a valorizzare territori e imprese, qualità produttiva, sostenibilità ambientale, salvaguardia del paesaggio, incremento dell’occupazione e sviluppo economico. Tutte parole chiave che rientrano nelle nuove direttive di rivisitazione e sviluppo della politica agricola comune. Per le nostre prime dieci DOP registriamo un tasso di esportazioni importanti, ma dobbiamo ampliare questo elenco, rafforzare le altre produzioni di qualità riconosciuta, utilizzando le risorse disponibili per presidiare i mercati, aprire nuove strade, interpretare il tempo nuovo che la pandemia ci costringe a vivere. Lavoreremo insieme sul Patto per l’export, dove abbiamo preteso impegni chiari contro l’Italian sounding. Le nostre eccellenze sono troppo spesso vittima di imitazione e di furto di identità all’estero, una delle migliori risposte è la nostra presenza sul mercato. Dobbiamo ripartire dall’origine. E dobbiamo saperla difendere.</em></p>
<p><strong>Paolo De Castro</strong><br />
Presidente del <strong>Comitato scientifico di Qualivita</strong><br />
<em>Questo nuovo Rapporto Ismea &#8211; Qualivita, che esce nella ricorrenza dei vent’anni della Fondazione Qualivita, è un ulteriore contributo alla conoscenza per i consumatori del valore delle Indicazioni geografiche; prodotti agroalimentari che rappresentano ormai un asset economico rilevante, con i suoi oltre 16 miliardi di euro, tra alimenti e vini”. “In questo percorso di crescita &#8211; </em>aggiunge De Castro <em>&#8211; caratterizzato da un sentimento sempre più stretto fra i produttori di queste eccellenze e gli stessi consumatori, l’Unione europea continuerà a lavorare e a battersi per tutelare le Ig, con l’obiettivo di garantirne il mutuo riconoscimento attraverso accordi bilaterali anche nei Paesi extra-Ue.</em></p>
<p><strong>Enrico Corali</strong><br />
Presidente <a href="http://www.ismea.it/istituto-di-servizi-per-il-mercato-agricolo-alimentare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ISMEA</a><br />
<em>Anche il sistema delle DOP e IGP è stato investito dalle ricadute dell’ondata pandemica tuttora in corso. La crescita del comparto, confermata anche dai dati del 2019 in continuità con un trend ininterrotto negli ultimi dieci anni, ha subito pertanto una battuta di arresto, a partire dal primo trimestre del 2020, in molte delle sue filiere. Le criticità nel funzionamento delle catene del valore e le forti restrizioni alla mobilità di gran parte dei Paesi, conseguenti al diffondersi dell’emergenza sanitaria, hanno minato i pilastri su cui si è retto finora lo sviluppo della nostra DopEconomy ma, nonostante le difficoltà oggettive, si può ritenere verosimilmente che il settore contenga in sé le forze per la ripartenza e gli elementi per governare i cambiamenti richiesti dal mercato e dalla politica e di rispondere alle nuove priorità del consumatore che vanno dalla sicurezza alla sostenibilità.</em></p>
<p><strong>Cesare Mazzetti</strong><br />
Presidente<strong> Fondazione Qualivita</strong><br />
<em>Il Rapporto Ismea &#8211; Qualivita da 18 anni accompagna lo sviluppo del sistema italiano delle Indicazioni Geografiche, oggi assurto a esempio mondiale per la capacità di garantire qualità eccezionale ai prodotti, e al tempo stesso elemento di grande richiamo turistico, di mantenimento di valori economici, sociali, culturali, ambientali anche nei territori più isolati, favorendone lo sviluppo laddove si rischiava l’abbandono. Nel mezzo di un’ emergenza di proporzioni mondiali, che non lascia spazio a facili previsioni e che richiede azioni immediate e ben mirate per salvare l’economia di interi comparti dalla crisi, le valutazioni e i dati economici contenuti nel Rapporto, saranno di grande utilità per l’elaborazione delle necessarie strategie politiche ed economiche.</em></p>
<p><strong>Nicola Cesare Baldrighi</strong><br />
Presidente <a href="https://www.origin-italia.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">OriGIn Italia</a><br />
<em>Il Rapporto Ismea &#8211; Qualivita, oltreché uno strumento insostituibile, rappresenta il momento di riflessione più importante per il comparto italiano agroalimentare e vitivinicolo delle Indicazioni geografiche, perché ci offre una fotografia chiara e puntuale sui numeri e sulle tendenze in atto. Per l’anno produttivo 2019 constatiamo una crescita complessiva ed omogenea delle DOP IGP, un consolidamento dell’export, nonostante le incertezze date dai dazi Usa e la Brexit. La DopEconomy, in un momento di congiuntura economica particolare, ribadisce con decisione la validità e la penetrazione sui mercati interni e internazionali, del sistema delle IG, nonché la centralità dei Consorzi di tutela come riferimento fondamentale del comparto agroalimentare del Paese.</em></p>
<p><strong>Riccardo Ricci Curbastro</strong><br />
Presidente <a href="https://www.federdoc.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Federdoc</a><br />
<em>Il Rapporto Ismea &#8211; Qualivita rappresenta, da sempre, una valida guida per conoscere ed analizzare il mercato delle nostre denominazioni di origine. Questa analisi risulta ancor più importante in un momento come questo in cui l’economia del Paese è stata messa a dura prova dalla pandemia, portando gli operatori di tutto il settore alla ricerca di nuove strategie che, nel rispetto delle misure restrittive, consentano il rilancio economico del Made in Italy. L’elaborazione realizzata ci permette di confrontare il trend 2019 delle nostre DO ed i risultati conseguiti con lo stato attuale del settore di qualità, dando prova di come le nostre eccellenze riescano a mantenere il loro grande appeal sui mercati e sui consumatori. Ringraziamo Ismea e Qualivita per averci dato, ancora una volta, l’occasione di approfondire la conoscenza dello scenario.</em></p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2020/12/20201211-CS04_RAPPORTO-2020-ISMEA-QUALIVITA-_Dichiarazioni.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA COMPLETO</a></p>
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		<title>La Cassazione: i wine kit ingannano i consumatori. Ricci Curbastro: &#8220;finalmente una parola definitiva&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-cassazione-i-wine-kit-ingannano-i-consumatori-ricci-curbastro-finalmente-una-parola-definitiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2020 11:05:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Ricci Curbastro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Cassazione nei giorni scorsi ha chiuso una querelle giudiziaria che durava da tempo. I wine kit, le confezioni di mosto in polvere che promettono di produrre vino in casa semplicemente aggiungendo acqua con una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Cassazione</strong> nei giorni scorsi ha chiuso una querelle giudiziaria che durava da tempo. I <strong>wine kit</strong>, le confezioni di mosto in polvere che promettono di produrre vino in casa semplicemente aggiungendo acqua con una spesa irrisoria rappresentano un <strong>illecito</strong>. Una <strong>pratica illegittima perché trae in inganno il consumatore</strong>, evocando un`inesistente origine italiana e una altrettanto inesistente provenienza da mosti di vini Doc. Queste sono le conclusioni della Corte di Cassazione su un contenzioso iniziato nel febbraio 2016 con una sentenza di assoluzione di primo grado da parte del Tribunale penale di Reggio Emilia e poi proseguito nel maggio 2019 con quella della Corte di Appello penale di Bologna che ne aveva ribaltato l`esito.</p>
<p>«Dopo anni di battaglie legali ha commentato il <strong>presidente</strong> della <strong>Federdoc</strong>, <strong>Riccardo Ricci Curbastro</strong> &#8211; contro questi famigerati wine kit, che avrebbero causato un danno di almeno 200 milioni di euro al settore vinicolo nazionale, finalmente una parola definitiva nel senso della trasparenza e della tutela del consumatore, ma anche della salvaguardia del vino italiano a livello internazionale».</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2020/03/20200316_RS_SOLE-24-ORE_WINE-KIT.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Ricci Curbastro, Federdoc: &#8220;Tutela D.O. sfida globale attraverso gli accordi bilaterali&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/rai-3-tgr-regioneuropa-intervista-a-ricci-curbastro-presidente-federdoc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2020 11:08:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
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		<category><![CDATA[Riccardo Ricci Curbastro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;intervista realizzata dal TGR RegionEuropa su RAI 3, in occasione della presentazione dell&#8217;Atlante Qualivita 2020, a Riccardo Ricci Curbastro, presidente Federdoc, sulle denominazioni di origine del settore vitinicolo in tema di tutela internazionale e accordi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<div class='avia-iframe-wrap vimeo'><iframe loading="lazy" title="RAI 3 - TGR REGIONEUROPA - INTERVISTA RICCARDO RICCI CURBASTRO" src="https://player.vimeo.com/video/384466383?dnt=1&amp;app_id=122963&amp;title=0&amp;badge=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=EFB800" width="428" height="240" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen" allowfullscreen></iframe></div>
<p><br />
L&#8217;intervista realizzata dal <strong>TGR RegionEuropa</strong> su <strong>RAI 3</strong>, in occasione della presentazione dell&#8217;Atlante Qualivita 2020, a <strong>Riccardo Ricci Curbastro</strong>, presidente <strong>Federdoc</strong>, sulle denominazioni di origine del settore vitinicolo in tema di <strong>tutela internazionale </strong>e<strong> accordi bilaterali</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/rai-3-tgr-regioneuropa-intervista-a-ricci-curbastro-presidente-federdoc/">Ricci Curbastro, Federdoc: &#8220;Tutela D.O. sfida globale attraverso gli accordi bilaterali&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Vino e sostenibilità: i grandi Consorzi scelgono la certificazione Equalitas</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-e-sostenibilita-i-grandi-consorzi-scelgono-la-certificazione-equalitas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Apr 2017 10:27:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Ricci Curbastro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riccardo Ricci Curbastro tira le linee del bilancio di Equalitas &#8211; la società per la sostenibilità di cui è presidente &#8211; a un anno dalla sua nascita: «Equalitas ha già raccolto adesioni da diverse aziende [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Riccardo Ricci Curbastro</strong> tira le linee del bilancio di Equalitas &#8211; la società per la sostenibilità di cui è presidente &#8211; a un anno dalla sua nascita: «<strong>Equalitas ha già raccolto adesioni da diverse aziende</strong> che hanno avviato il percorso di adeguamento al modulo <strong>&#8220;azienda sostenibile&#8221;</strong> ma anche al modulo <strong>&#8220;prodotto sostenibile&#8221;</strong> con l&#8217;intenzione di ottenere la certificazione e poter quindi utilizzare il marchio entro il 2017. Si tratta indubbiamente di un percorso impegnativo su un tema particolarmente delicato quale quello della sostenibilità che non può essere improvvisato o sottovalutato: richiede attenzione, dedizione e tempo per essere applicato in modo concreto, oggettivo e credibile».</p>
<p>Equalitas, la cui <strong>direzione tecnica</strong> è affidata a <strong>Maria Chiara Ferrarese</strong>, è una certificazione volontaria per i produttori, nata dalla rete fra <strong><a href="http://www.federdoc.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Federdoc</a>,</strong> <strong><a href="http://www.uiv.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unione Italiana Vini</a>, <a href="http://www.csqa.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Csqa</a>, <a href="http://www.valoritalia.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Valoritalia</a>, 3A Vino e Gambero Rosso</strong>. I pilastri per ottenere lo standard sono tre (sociale, ambientale ed economico) e valutano aspetti come biodiversità, consumi, impronta carbonica, gestione fitosanitaria, interazione con le comunità locali. Il Prosecco vuole scrollarsi di dosso le polemiche sull&#8217;uso di agenti dannosi per l&#8217;uomo e l&#8217;ambiente: i fitofarmaci sono quindi vietati nei vigneti certificati, con esclusione di quelli a bassa classe di pericolosità che vengono tollerati.</p>
<p>Un passo importante di Equalitas è stata la creazione di un <strong>modulo specifico per le aziende a Denominazione di Origine</strong> che è applicabile ai diversi territori. «È un modulo rivolto ai Consorzi di tutela che intendono implementare un sistema di gestione della sostenibilità della Denominazione &#8211; spiega Ricci Curbastro &#8211; Questo modulo ha trovato un notevole interesse da parte dei principali Consorzi di Tutela che hanno già avviato una specifica progettualità finalizzata alla certificazione Equalitas <strong>&#8220;Denominazione per la sostenibilità&#8221;</strong>: si tratta dei Consorzi <strong>Prosecco</strong>, <strong>Franciacorta</strong>, <strong>Nobile di Montepulciano</strong> e <strong>Lambrusco</strong>».</p>
<p>Fonte: <strong>Gambero Rosso</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2017/04/20170421_RS_GAMBERO-ROSSO.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<item>
		<title>Bernard Farges è il nuovo Presidente della Federazione Europea dei Vini a DO &#8211; EFOW</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/bernard-farges-e-il-nuovo-presidente-della-federazione-europea-dei-vini-a-do/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 10:46:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Ricci Curbastro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cambio di vertice ad EFOW (www.efow.eu), la Federazione Europea dei Vini a Denominazione di Origine. A succedere a Riccardo Ricci Curbastro, dopo due mandati e molti obiettivi raggiunti, è il francese Bernard Farges. Viticoltore con suo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cambio di vertice ad EFOW (<a href="http://efow.eu/fr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.efow.eu</a>), la <strong>Federazione Europea dei Vini a Denominazione di Origine</strong>. A succedere a <strong>Riccardo Ricci Curbastro</strong>, dopo due mandati e molti obiettivi raggiunti, è il francese <strong>Bernard Farges</strong>. Viticoltore con suo fratello Mauriac Gironde, Bernard Farges <strong>è stato Presidente del Consorzio delle denominazioni Bordeaux e Bordeaux Superiore ed è Presidente in carica della CNAOC</strong> (Confederazione Nazionale dei Produttori di Vino e Distillati di Vino DOC – membro di EFOW) <strong>e del CIVB</strong> (Comitato Interprofessionale dei vini di Bordeaux). Proseguendo sulla linea del suo predecessore, <strong>la presidenza di Bernard Farges sarà incentrata sulla</strong> <strong>valorizzazione dei vini europei di qualità all’interno dell’UE</strong> <strong>e nei negoziati commerciali</strong>. “Voglio prima di tutto riconoscere l’eccellente lavoro e il costante impegno dimostrato da Ricci Curbastro in questi anni su questioni molto care a noi tutti – dichiara Farges – Dobbiamo proseguire il suo lavoro. È essenziale che le istituzioni europee continuino a mirare alla qualità e alle <strong>Indicazioni Geografiche</strong> (IG). Queste ultime sono un vero e proprio valore aggiunto per l’economia europea. Si tratta di un patrimonio inestimabile da tenere in vita e promuovere costantemente”.</p>
<p><strong>Ricci Curbastro</strong> è stato Presidente EFOW dal 2003, anno della sua fondazione, operando sempre con l’<strong>obiettivo primario di migliorare la qualità del vino</strong> all’interno dell’Unione Europea e puntando tutto sull’imprescindibilità delle <strong>Indicazioni Geografiche</strong>. La Federazione è stata da lui stesso fortemente voluta e da subito accreditata presso la Commissione Europea. Sotto la sua guida infatti, l’EFOW è stata in prima linea in importanti battaglie riguardanti il futuro delle Indicazioni Geografiche, in particolare per il mantenimento di una regolamentazione circa l’impianto delle viti e per la protezione delle denominazioni dei vini nel contesto dei domini “.wine” e “.vin”. Fondamentale in tal senso l’accordo raggiunto nel giugno del 2015 tra EFOW, Comunità Europea e <strong>ICANN</strong> – proprietaria dei domini – che ha permesso a Donuts di poter firmare il Registry Agreement per disporre dei domini “.wine” e “.vin”. Ricci Curbastro continua a prestare il proprio contributo in EFOW quale Consigliere e come Presidente di Federdoc, augurando il meglio a Bernard Farges, con la certezza di una positiva guida per il futuro.</p>
<p>Proprio il neo-Presidente ha ricordato che il settore deve affrontare diverse sfide. “La Commissione Europea ha negoziato una serie di <strong>accordi ambiziosi per le IG</strong> e deve continuare a dimostrare che il modello creato è utile per la comunità e i consumatori di tutto il mondo. <strong>Accordi</strong> come il <strong>TTIP</strong> e il <strong>Libero Scambio UE-Giappone</strong> daranno in questo senso del filo da torcere, ma l’UE non può limitarsi a negoziare l’eliminazione dei dazi. Il commercio si basa infatti anche su dei valori e il sistema delle IG è parte integrante degli ideali europei. Non dobbiamo dimenticare che la competitività del settore deriva da questo <strong>know-how</strong> specifico e dall’approccio qualitativo.” Farges ha infine sottolineato l’importanza di prendere in considerazione la dimensione digitale del mercato, come è stato chiaramente dimostrato dal dossier “<strong>.wine</strong>” e “<strong>.vin.</strong>”. “Internet sarà probabilmente il nostro più grande mercato nei prossimi anni. Per evitare fenomeni di contraffazione e di cyber-squatting, l’UE dovrà impegnarsi seriamente in una strategia specifica per le IG. Noi saremo vigili per quanto riguarda la corretta attuazione dell’accordo commerciale sui domini web. Dobbiamo anche prontamente intraprendere una revisione della prima ondata di nuovi nomi di dominio generici di ICANN prima di decidere di avviare un nuovo ciclo di apertura”. A livello europeo i grandi progetti dovrebbero essere attentamente monitorati, chiosa Farges. “I membri EFOW saranno in prima linea per difendere la qualità della viticoltura e seriamente vigili sulla cosiddetta semplificazione dei regolamenti esistenti e in vigore”.</p>
<p>Fonte: <a href="http://efow.eu/bernard-farges-nouveau-president-des-appellations-viticoles-europeennes/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Efow</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/bernard-farges-e-il-nuovo-presidente-della-federazione-europea-dei-vini-a-do/">Bernard Farges è il nuovo Presidente della Federazione Europea dei Vini a DO &#8211; EFOW</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ricci Curbastro, Federdoc:  “De.Co. Nel Vino? No, Grazie!”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ricci-curbastro-presidente-federdoc-de-co-nel-vino-no-grazie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2015 17:01:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Riccardo Ricci Curbastro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ di questi giorni la notizia secondo la quale, a partire da giovedì 1 ottobre, verrà presentata la De.Co. “Verdicchio di Cupramontana”. In sostanza il vino prodotto presso il comune marchigiano potrà fregiarsi appunto della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ di questi giorni la notizia secondo la quale, a partire da giovedì 1 ottobre, verrà presentata la <strong>De.Co. “Verdicchio di Cupramontana”</strong>. In sostanza il vino prodotto presso il comune marchigiano potrà fregiarsi appunto della Denominazione Comunale.<br />
Ferma e decisa la presa di posizione di <strong>Federdoc</strong>, la Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari per la Tutela delle Denominazioni dei Vini Italiani, che ha già provveduto a inviare un atto di significazione e diffida indirizzato al Comune di Cupramontana nella figura del Sindaco, all’<strong>ICQRF</strong> (Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi), al <strong>Dipartimento delle Politiche Competitive</strong>, alla <strong>Direzione Generale per la Promozione della Qualità Agroalimentare</strong> e all’<strong>Ufficio Italiano Brevetti e Marchi</strong>, sottolineando la palese illegittimità dell’iniziativa.</p>
<p>“Quello dei <strong>De.Co.</strong> è un problema che va assolutamente affrontato e risolto – puntualizza <strong>Riccardo Ricci Curbastro</strong>, Presidente di Federdoc – prima che possa provocare danni gravi all’intero sistema vino. Va subito compreso il fatto che le De.Co. rappresentano un’anomalia che va a colpire tanto chi produce quanto chi consuma e, come se non bastasse, costituiscono un’evidente violazione della vigente disciplina europea e nazionale in tema di Denominazione di Origine dei vini”.</p>
<p><strong>Federdoc</strong> pone l’accento su alcuni aspetti fondamentali del problema. I produttori di vini a Denominazione di Origine devono rispettare i disciplinari di produzione, sottoponendosi a un sistema di controlli capillari di enti terzi e affrontare spese importanti per conservare lo status di vino a D.O., il tutto portando un valore aggiunto all’intera denominazione. Cosa che non avverrebbe per i produttori di vini De.Co., non esistendo per quest’ultimi l’obbligo di tracciabilità e dei relativi controlli. “Il Verdicchio di Cupramontana” De.Co. è quindi sostanzialmente un vino da tavola e, come tale, non dovrebbe poter utilizzare indicazioni geografiche.</p>
<p>“A nostro giudizio con l’utilizzo delle De.Co. si entrerebbe in un regime di concorrenza sleale – prosegue <strong>Ricci Curbastro</strong> – offrendo l’uso di Denominazione a un vino che non rispetta le normative in materia. A questo aggiungete la confusione ingenerata nel consumatore, il quale potrebbe faticare a comprendere la differenza tra un <strong>Verdicchio dei Castelli di Jesi DOP</strong> , e quindi sottoposto a tutti i controlli del caso, e un “Verdicchio di Cupramontana” De.Co. che, con tutto il rispetto, non risponde a nessuno dei requisiti qualitativi richiesti”.</p>
<p>Sulla scorta di tutti questi elementi <strong>Federdoc</strong> ha provveduto all’invio dell’atto di diffida nei confronti del Comune di Cupramontana, sollecitando le Autorità preposte a un pronto intervento che impedisca che il caso della De.Co. in questione possa costituire un pericoloso precedente.<br />
“Tra l’altro – conclude Ricci Curbastro – è paradossale che mentre da più parti si sottolinea la confusione ingenerata dal numero eccessivo delle denominazioni italiane, qualcuno pensi di crearne delle nuove che non avrebbero nemmeno il merito di offrire garanzia e controllo. Un atteggiamento, permettetemi di sottolinearlo, che flirta pericolosamente con il masochismo”.</p>
<p>Fonte: <strong>Federdoc</strong></p>
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		<title>&#8220;.wine&#8221; e &#8220;.vin&#8221;: produttori determinati a prendere provvedimenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2014 08:03:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Ricci Curbastro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All&#8217; ICANN50, i governi non sono riusciti nel raggiungere un consenso. La domanda avanzata dalle delegazioni EU dai paesi dell&#8217;EU di sospendere la delegazione del “.wine” e “.vin” non è stata presa in considerazione. Non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/03030ffc4617cba2c4dc1c214e9aec18.jpg" alt="" />All&#8217; ICANN50, i governi non sono riusciti nel raggiungere un consenso. La domanda avanzata dalle delegazioni EU dai paesi dell&#8217;EU di sospendere la delegazione del “.wine” e “.vin” non è stata presa in considerazione. Non c&#8217;è nessun altro ostacolo ad una delegazione di questi domini nominati dall&#8217;ICANN e del loro uso in spregio alle leggi nazionali, internazionali ed europee.  EFOW, la Federazione Europea dei vini di Origine è delusa ma determinata. Altri interessi hanno preso il sopravvento su quelli dei produttori e dei consumatori. </p>
<p>Sarà organizzato un diffuso boicottaggio nei confrotni di questi domini. EFOW chiama l&#8217;EU e i suoi Stati membri a implementare tutte le misure necessarie per far rispettare la legge su Internet includendo il blocco dei nomi dei domini illegali. EFOW annuncia che sarà impegnata in altri settori – anche minacciati dall&#8217;appropriazione dei nomi di dominio genereci – (con) azioni per cambiare le norme sulla governance di Internet e difendere la diversità culturale. EFOW ritiene che la Presidenza italiana deve affrontare/dedicarsi a questo problema e di fornire una risposta rapida e concreta. La forte mobilitazione delle delegazioni europee non era sufficiente. </p>
<p>I Governi rappresentati nel GAC (organo consultivo intergovernativo), non sono riusciti a trovare un consenso a favore della sospensione della delegazione. ICANN può ora delegare i (domini) “.wine” e “.vin” e le imprese candidate possono incodizionatamente vendere all&#8217;asta nomi di dominio di secondo livello, compresi quelli che contengono il nome di un vino a Indicazione Geografica. L&#8217;incapacità dei governi nel trovare un accordo incoraggerà lo sviluppo di fenomeni quali la frode al consumatore, appropriazione indebita di notorietà, la contraffazione e cybersquatting (fenomeno di accaparramento di nomi di dominio corrispondenti a marchi altrui). </p>
<p>Il Presidente dell&#8217;EFOW, Riccardo Ricci Curbastro ha detto: “ Noi deploriamo questa situazione. Non è normale che una presumibile organizzazione tecnica può applicare norme differenti su internet rispetto a quelle decise dai stati sovrani. Nel decidere che il concetto delle Indicazioni Geografiche non era altro che una merce e che i nomi potrebbero essere utilizzati da chiunque per vendere qualsiasi cosa, ICANN prende le parti nei negoziati internazionali in corso. Questa è una ulteriore prova della sua mancanza di indipendenza e un segnale negativo per le discussioni transatlantici tra Europa e Stati Uniti!” </p>
<p>Tuttavia, i viticoltori continueranno a combattere. EFOW conferma che contatterà altre organizzazioni nei settori vitivinicoli e agricoli in Europa e di tutto il mondo per oganizzare a un generale boicotaggio dei nomi dei domini “.wine” e “.vin”. Si chiede agli Stati Membri dell&#8217;EU di informare i consumatori e di bloccare i nomi dei domini che sono in violazione delle normative nazionali ed europee. Inoltre, il Presidente dell&#8217;EFOW annuncia una mobilitazione generale. “Scopriamo ogni giorno di non essere i soli ad essere preoccupati per la mancanza di regole su Internet. Alcuni produttori di caffè, il cui know-how è ben affermato in tutto il mondo e le regole di produzione sono definite, stanno giustamente per iniziare a preoccuparsi della tutela del nome dei loro prodotti (“.coffe”). Il “.food” sarà un altro dominio a cui i produttori agroalimentari dovranno prestare molta attenzione. Possiamo inoltre menzionare per altri settori l&#8217;appropriazione dei nomi generici come “.voyage”, “.house” da parte dell&#8217;industria dei nomi dei domini.</p>
<p> Chiamiamo tutti i settori che sentono d&#8217;impatto di unirsi a noi e ad agire con noi per ottenere dai nostri governi una riforma della governance di Internet che deve assicurare lo sviluppo del commercio, preservare la diversità culturale e il cibo e il mantenimento delle condizioni per una concorrenza leale &#8220;. EFOW invita la Presidenza Italiana di cogliere questa pratica e di agire rapidamente. &#8220;L&#8217;Unione Europea e i suoi membri devono lavorare insieme per proteggere con fermezza le nostre denominazioni che sono minacciati dalla politica intrapresa da un ente privato come ICANN. Internet deve rispettare il nostro patrimonio vivente e ICANN non può concedere per sé il diritto di vendere al miglior offerente. Il futuro del settore europeo della agro-alimentare di qualità è in gioco &#8220;, aggiunge <strong>Riccardo Ricci Curbastro</strong>.<br /> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/06/CS_EFOW.pdf" alt="CS_EFOW.pdf">CS_EFOW.pdf</a></p>
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