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	<title>RassegnaRapporto2021 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>RassegnaRapporto2021 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>DOP e IGP per l&#8217;olio di oliva, il quadro nazionale</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-per-lolio-di-oliva-il-quadro-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2022 08:49:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante il numero crescente di marchi di origine, il volume degli oli certificati conta poco rispetto alla produzione nazionale. I dati del comparto nella fotografia del XIX Rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni A Indicazione Geografica nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nonostante il numero crescente di marchi di origine, il volume degli oli certificati conta poco rispetto alla produzione nazionale. I dati del comparto nella fotografia del XIX Rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni A Indicazione Geografica nel 2020, anno della pandemia.</em></p>
<p>Dopo anni di continua crescita, nell&#8217;anno della <strong>pandemia</strong> l&#8217;agroalimentare italiano con indicazione geografica (IG) ha dato un leggero segnale di arresto che ha messo in discussione molti fattori alla base dei sistemi di produzione, distribuzione e consumo.</p>
<p>Nel 2020, comunque, l&#8217;<strong>economia</strong> dei prodotti IG ha confermato il ruolo esercitato nei territori, grazie al lavoro svolto da 200.000 operatori e 286 Consorzi di tutela dei comparti cibo e vino.</p>
<p>A rappresentare tale scenario è l&#8217;analisi del XIX <strong>Rapporto Ismea- Qualivita</strong>, presentato a metà febbraio 2022, e che fornisce un&#8217;esaustiva panoramica sul settore italiano dei prodotti DOP e IGP. Il comparto IG nel 2020 ha raggiunto 16,6 miliardi di euro di <strong>valore alla produzione</strong> (-2,0%), pari al 19% del <strong>fatturato</strong> totale dell&#8217;<strong>agroalimentare italiano</strong>, e un export da 9,5 miliardi di euro (-0,1%) pari al 20% delle <strong>esportazioni</strong> nazionali di settore.</p>
<p>Risultati resi possibili dall&#8217;impegno di tutto il sistema con azioni di solidarietà, attività di sostegno agli operatori, accordi con i soggetti del mercato e un continuo dialogo con le istituzioni che, riconoscendo la valenza strategica del settore, hanno supportato attraverso apposite misure la continuità produttiva delle filiere DOP e IGP, capaci di esprimere un patrimonio economico per sua natura non delocalizzabile.</p>
<p>Fonte: <strong>Olivo e Olio</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/03/20220314_RS_OLIVO-E-OLIO.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Rapporto Ismea-Qualivita 2021: Fomaggi e salumi settori trainanti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/rapporto-ismea-qualivita-2021-fomaggi-e-salumi-settori-trainanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 09:04:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lieve flessione nella produzione e nell&#8217;export, ma l&#8217;Italia di DOP e IGP guarda al futuro Il re? Il Montasio DOP. Dal Grana Padano DOP alla Mozzarella di Bufala Campana DOP, dal Pecorino Romano DOP al [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lieve flessione nella produzione e nell&#8217;export, ma l&#8217;Italia di DOP e IGP guarda al futuro Il re? Il Montasio DOP.</em></p>
<p>Dal Grana Padano DOP alla Mozzarella di Bufala Campana DOP, dal Pecorino Romano DOP al Parmigiano Reggiano DOP, dallo Speck Alto Adige IGP alla Pancetta di Calabria IGP. &#8220;L&#8217;Italia è caratterizzata da un modello produttivo fortemente orientato al legame territoriale. Ed è necessario, in prospettiva, che la <strong>filiera agroalimentare</strong> affronti la questione con ancora più impegno rispetto al passato&#8221;.</p>
<p>Le parole con cui il presidente <strong>Ismea</strong> <strong>Angelo Frascarelli</strong> commenta i dati dell&#8217;ultimo rapporto stilato, in collaborazione con <strong>Qualivita</strong>, riguardo l&#8217;agroalimentare di qualità, sono un monito volto ad accendere i riflettori su un problema centrale per l&#8217;economia di settore.</p>
<p>Ovvero la necessità di uscire dall&#8217;impasse creato dalla pandemia e dalla conseguente crisi del settore Horeca, primo sfogo commerciale delle <strong>produzioni agroalimentari</strong> di fascia alta. Una crisi aggravata dalla flessione dell&#8217;<strong>export</strong> che continua a pesare su &#8211; quasi &#8211; tutti i settori del comparto per una perdita totale del 3,8% nel 2020 (gli studi Ismea si sono concentrati infatti sul primo anno di diffusione del Covid) rispetto al 2019.</p>
<p>La soluzione? &#8220;Orientare gli sforzi per fare della distintività l&#8217;elemento cardine delle strategie produttive e commerciali&#8221;. Esattamente come già accade nel settore caseario e in quello norcino (lavorazioni della carne), ovvero i vertici della piramide agroalimentare, com&#8217;è stata fotografata (economicamente) da Ismea.</p>
<p>Nonostante la pandemia, infatti, quello dei salumi e dei formaggi resta il fiore all&#8217;occhiello del <strong>distretto agroalimentare italiano</strong>. In tutto, la produzione di salumi e formaggi vale 6,05 miliardi, con un export che tocca quota 2,61 miliardi. In particolare, il settore caseario conta 56 denominazioni e 25.830 operatori che generano un valore di 4,18 miliardi di euro alla produzione (-7,8%) pari al 57% del comparto Cibo DOP IGP.</p>
<p>Fonte: <strong>I Piaceri del Gusto</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/03/20220311_RS_IL-PIACERE-DEL-GUSTO.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<item>
		<title>Radio 24 &#8211; Mangia come parli: intervista a Mauro Rosati</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/radio-24-mangia-come-parli-intervista-a-mauro-rosati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2022 09:39:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RapportoDopIgp2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al programma di Radio 24, Mangia come parli, lo chef Davide Oldani e il conduttore sportivo Pierluigi Pardo intervistano Mauro Rosati, direttore Fondazione Qualivita, sui dati del Rapporto Ismea-Qualivita 2021: la Dop Economy tiene nel 2020 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">Al programma di Radio 24, Mangia come parli, lo chef Davide Oldani e il conduttore sportivo Pierluigi Pardo intervistano <strong>Mauro Rosati</strong>, direttore Fondazione Qualivita, sui dati del <strong>Rapporto Ismea-Qualivita 2021</strong>: la Dop Economy tiene nel 2020 con 16,6 miliardi di euro</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Dop economy resiste: la mappa delle eccellenze</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-dop-economy-resiste-la-mappa-delle-eccellenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Feb 2022 08:46:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Food &#38; Wine, il rapporto Ismea-Qualivita su DOP e IGP fotografa un comparto che ha tenuto i valori alla produzione nonostante la frenata delle esportazioni extra Ue causa Covid La Dop economy, cioè la ricchezza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Food &amp; Wine, il rapporto Ismea-Qualivita su DOP e IGP fotografa un comparto che ha tenuto i valori alla produzione nonostante la frenata delle esportazioni extra Ue causa Covid</em></p>
<p>La <strong>Dop economy</strong>, cioè la ricchezza prodotta dal food&amp;wine IG (a Indicazione geografica), in pratica il paniere di cibo e vino DOP e IGP, ha raggiunto nel 2020 i <strong>16,6 miliardi di euro</strong> di valore alla produzione (-2,0%), pari al 19% del fatturato totale dell&#8217;agroalimentare italiano, e un <strong>export da 9,5 miliardi di euro</strong> (-0,1%) pari al 20% delle esportazioni nazionali di settore. Quindi in un anno di difficoltà straordinarie il comparto ha tenuto alimentando filiere produttive legate ai territori italiani con il Nord in primo piano ma anche con segnali interessanti di crescita al Sud. Lo conferma il 19° <strong>Rapporto Ismea- Qualivita</strong> che ogni anno scatta una istantanea al comparto delle eccellenze territoriali da cui si deduce che un euro su cinque di valore dell`agroalimentare italiano arriva da prodotti DOP e IGP.</p>
<p>Il valore del food raggiunge i 7,3 miliardi di euro alla produzione e il vitivinicolo imbottigliato raggiunge 9,3 miliardi di euro. Il Nord Italia traina sempre ma c&#8217;è una crescita del Sud e Isole che non va sottovalutata. Fra le prime venti province per valore, ben undici sono delle regioni del Nord Est, a partire dalle prime tre &#8211; Treviso, Parma e Verona &#8211; che registrano un impatto territoriale oltre il miliardo di euro. Nel 2020 solo l&#8217;area «Sud e Isole» mostra un incremento complessivo del valore rispetto all`anno precedente (+7,5%), con crescite importanti soprattutto per Puglia e Sardegna. Entrando nel merito delle produzioni, si vede che la classifica del cibo DOP IGP è dominata dai formaggi, in primo luogo Grana Padano e Parmigiano Reggiano, gli unici prodotti che superano il valore di 1 miliardo di euro alla produzione (1,3 miliardi il primo, 1,2 il secondo). Seguono Prosciutto di Parma DOP, Mozzarella di bufala DOP, Gorgonzola DOP, Aceto balsamico di Modena IGP, Prosciutto di San Daniele DOP, Mortadella di Bologna IGP, Pasta di Gragnano IGP, Pecorino Romano DOP. Nel mondo del vino il primato del valore alla produzione sfuso va al Prosecco DOP (oltre 600 milioni €), poi alla DOP delle Venezie (soprattutto Pinot Grigio), poi al Prosecco DOP Conegliano-Valdobbiadene; quindi Asti DOP, Amarone della Valpolicella DOP, Puglia IGP, Valpolicella Ripasso DOP, Alto Adige DOP, Chianti DOP, Terre Siciliane IGP.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Per <strong>Stefano Patuanelli</strong>, ministro dell&#8217;Agricoltura, i prodotti DOP IGP si confermano «<em>anche nel 2020 una componente fondamentale nell`affermazione del made in Italy sui mercati globali e un motore di promozione e tutela delle eccellenze italiane</em>».</p>
<p>Per <strong>Angelo Frascarelli</strong>, presidente <a href="https://www.ismea.it/istituto-di-servizi-per-il-mercato-agricolo-alimentare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ismea</a>, «<em>I dati ci parlano di un modello produttivo fortemente orientato alla qualità. in prospettiva è necessario orientare sempre più i propri sforzi per uscire dalla logica delle commodity e fare della distintività l`elemento cardine delle strategie</em>».</p>
<p><strong>Cesare Mazzetti</strong>, presidente Fondazione Qualivita: «<em>Continueremo a supportare il sistema delle IG attraverso l&#8217;analisi del settore, proponendo elementi utili a definire una nuova visione strategica sulla qualità in risposta ai mutamenti in atto e ai nuovi obiettivi della transizione ecologica</em>».</p>
<p>Fonte: <strong>QN &#8211; Economia e Lavoro</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/02/20220228_RS_QN.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Dop economy tiene bene</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-dop-economy-tiene-bene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 08:32:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
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		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il made in Italy DOP IGP contava nel 2020 16,6 mld di valore alla produzione e 9,5 mld di export: nuove norme e crisi ucraina agitano però il settore Nell&#8217;anno segnato dalla  pandemia, la Dop [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il made in Italy DOP IGP contava nel 2020 16,6 mld di valore alla produzione e 9,5 mld di export: nuove norme e crisi ucraina agitano però il settore</em></p>
<p>Nell&#8217;anno segnato dalla  pandemia, la <strong>Dop economy</strong> ha confermato il ruolo esercitato nei territori, grazie al lavoro svolto da 200mila operatori e 286 Consorzi di tutela dei comparti cibo e vino.</p>
<p>Il 19° <strong>Rapporto Ismea-Qualivita</strong> sui prodotti DOP IGP descrive un settore che nel 2020 ha raggiuto 16,6 miliardi di euro di valore alla produzione (-2%), pari al 19% del fatturato totale dell&#8217;agroalimentare italiano, e un export da 9,5 miliardi di euro (-0,1%) pari al 20% delle esportazioni nazionali di settore.</p>
<p><em>&#8220;Solo nel settore dei formaggi, però, c&#8217;è stato un calo dell&#8217;8%&#8221;,</em> spiega a MF-Milano Finanza <strong>Fabio Del Bravo</strong>, direttore di<a href="https://www.ismea.it/istituto-di-servizi-per-il-mercato-agricolo-alimentare" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> Ismea</strong></a>.</p>
<p><em>&#8220;A giugno 2020 rispetto allo stesso periodo del 2021 il Parmigiano Reggiano DOP e il Grana Padano DOP hanno registrato una riduzione dei prezzi rispettivamente del 31% e del 21%. In compenso ci sono settori in forte crescita come pasta e arancia rossa di Sicilia. Fondamentale è </em><em>stato il ruolo dei consorzi che hanno preso parte alla crescita di determinati settori&#8221;.</em></p>
<p>La Dop economy tiene insomma sul territorio nazionale e all&#8217;estero e rappresenta al meglio la peculiarità e la forza delle produzioni made in Italy.</p>
<p>L&#8217;Italia, infatti, con i suoi 841 prodotti è il paese con il maggior numero di filiere DOP IGP STG al mondo, davanti a Francia (697), Spagna (343), Grecia (260) e Portogallo (181).</p>
<p>Nel corso del 2021, il nostro Paese ha registrato tre nuovi prodotti per l&#8217;agroalimentare: il Pistacchio di Raffadali DOP (Sicilia), la Pesca di Delia DOP (Sicilia) e l&#8217;Olio di Roma IGP (Lazio).</p>
<p>Per il<strong> settore vitivinicolo</strong> si contano <strong>526 denominazioni</strong>, considerando anche la denominazione autorizzata a livello nazionale all&#8217;etichettatura transitoria Pignoletto DOP (Emilia-Romagna) e la cancellazione a livello italiano della Denominazione Valtènesi DOP (Lombardia).</p>
<p>Se a livello comunitario<em> &#8220;ci aspetta un anno impegnativo, sia per la revisione del quadro normativo dell&#8217;etichettatura che per quello del regolamento DOP e IGP&#8221;</em>, come sottolineato da <strong>Stefano Patuanelli</strong>, ministro delle politiche Agricole, in prima battuta grava sul settore il contesto delle forti tensioni internazionali che soffiano dall&#8217;Ucraina.</p>
<p>L&#8217;Italia è al decimo posto in Europa per scambi alimentari con l&#8217;Ucraina, per un fatturato complessivo di 496 milioni di euro, pari al 3% dell&#8217;export agroalimentare ucraino, in flessione del 19% su base annua.</p>
<p>Il nostro Paese acquista dall&#8217;Ucraina soprattutto oli grezzi di girasole, frumento tenero e mais. E, proprio in relazione al mais, l&#8217;Ucraina è il nostro secondo fornitore dopo l&#8217;Ungheria, con una quota di poco superiore al 20% sia in volume che in valore.</p>
<p><em>&#8220;Oltre al rincaro energetico del gas pesa anche quello delle materie prime</em>&#8220;, continua Del Bravo.</p>
<p><em>&#8220;Il mais è usato per la produzione di fertilizzanti e mangimi e va ad impattare soprattutto sul settore zootecnico. Gli allevamenti da latte e da carne subiscono un aumento del prezzo degli alimenti da bestiame. Se si rimanesse indietro sul fronte della competitività, anche per pochi mesi, si rischierebbe di essere rimpiazzati da altri paesi perdendo una quota di mercato estero conquistato con fatica. In prospettiva il PNRR assume un ruolo determinante con l&#8217;agrisolare e la produzione di biometano che consentirebbero al Paese una crescita sostenuta delle filiere DOP IGP&#8221;</em>.</p>
<p>Fonte: <strong>Milano Finanaza</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/02/document64.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<item>
		<title>La Dop economy resiste al Covid: 16,6 miliardi di euro nel 2020</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-dop-economy-resiste-al-covid-166-miliardi-di-euro-nel-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 08:45:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È ciò che emerge dal Rapporto Ismea-Qualivita 2021. Per il ministro Patuanelli &#8220;i prodotti DOP e IGP si confermano fondamentali nell`affermazione del made in Italy sui mercati globali&#8221; L&#8217;agroalimentare italiano è sempre più un asset [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-dop-economy-resiste-al-covid-166-miliardi-di-euro-nel-2020/">La Dop economy resiste al Covid: 16,6 miliardi di euro nel 2020</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>È ciò che emerge dal Rapporto Ismea-Qualivita 2021. Per il ministro Patuanelli &#8220;i prodotti DOP e IGP si confermano fondamentali nell`affermazione del made in Italy sui mercati globali&#8221;</em></p>
<p>L&#8217;agroalimentare italiano è sempre più un asset per la ripresa del paese. Il settore dei prodotti DOP e IGP può contare, nel 2020, su <strong>200mila operatori</strong>, <strong>286 consorzi di tutela</strong>, <strong>16,6 miliardi di euro</strong> di valore della produzione (pari al 19% del fatturato totale dell&#8217;agroalimentare italiano), un <strong>export da 9,5 miliardi di euro</strong> (pari al 20% delle esportazioni nazionali di settore).</p>
<p>In particolare, nel 2020 il mondo del cibo DOP raggiunge i <strong>7,3 miliardi di euro</strong> di valore alla produzione: il segno meno dell&#8217;anno dei lockdown (-3,8%) va rapportato al trend crescente dell&#8217;ultimo decennio: +29% dal 2010. Stabile il <strong>valore al consumo a 15,2 miliardi di euro</strong> (+34% rispetto al 2010). Dal canto suo, nel 2020, il settore vitivinicolo italiano DOP e IGP registra <strong>24,3 milioni di ettolitri</strong> di vino imbottigliati (+1,7% in un anno), con le DOP che rappresentano il 68% della produzione e le IGP il 32%. Questi i dati che emergono dal <strong>Rapporto Ismea-Qualivita 2021</strong>, l&#8217;analisi della Dop economy italiana sui valori economici e produttivi dei settori agroalimentare e vitivinicolo basati su prodotti a denominazione di origine protetta e a indicazione geografica protetta.</p>
<p>&#8220;<em>I prodotti DOP e IGP si confermano anche nel 2020 una componente fondamentale nell&#8217;affermazione del <strong>made in Italy</strong> sui mercati globali e un motore di promozione e tutela delle eccellenze italiane</em>&#8220;, assicura <strong>Stefano Patuanelli</strong>, ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. &#8220;<em>L&#8217;analisi del XIX Rapporto Ismea-Qualivita</em> &#8211; continua Patuanelli &#8211; d<em>imostra ancora una volta come grazie alla distintività e alla tradizione delle nostre produzioni, la Dop economy tenga sia sul territorio nazionale che all`estero, cresca nelle regioni del Sud e nelle Isole e traini l&#8217;intero comparto agroalimentare italiano</em>&#8220;.</p>
<p>In effetti, tutte le regioni e le province italiane registrano un impatto economico importante delle filiere DOP e IGP, anche se si conferma la concentrazione del valore nel Nord Italia. Fra le prime venti province per valore, ben undici sono delle regioni del Nord-Est: <strong>Treviso</strong>, <strong>Parma</strong> e <strong>Verona</strong> registrano un impatto territoriale oltre il miliardo di euro. Nel 2020 solo l&#8217;area &#8220;Sud e Isole&#8221; mostra un incremento complessivo del valore rispetto all&#8217;anno precedente (+7,5%), con crescite importanti soprattutto per Puglia e Sardegna. Risultati importanti anche nelle <strong>esportazioni</strong>: il lieve calo provocato dagli effetti della pandemia sui mercati extra-Ue è compensato da una crescita delle esportazioni verso destinazioni europee. Il valore complessivo &#8211; 9,5 miliardi di euro, pari al 20% nell&#8217;export agroalimentare italiano &#8211; è pure il frutto di un andamento diverso fra i due comparti del cibo e del vino. Il settore del cibo, con 3,92 miliardi di euro, registra un incremento del valore esportato del +1,6%. Mentre il comparto del vino, con 5,57 miliardi di euro, mostra un calo del -1,3%.</p>
<p>&#8220;<em>A livello comunitario</em> &#8211; avverte il ministro <strong>Patuanelli</strong> &#8211; <em>ci aspetta un anno impegnativo, sia per la revisione del quadro normativo dell&#8217;etichettatura che per quello del regolamento delle DOP e delle IGP. Proprio per questo è necessario salvaguardare e tutelare l&#8217;intero sistema produttivo dai rischi che possono generare l&#8217;omologazione alimentare, i sistemi di etichettatura fuorvianti come il Nutriscore, le fake news, i tentativi di imitazione sia sui mercati comunitari che su quelli terzi</em>&#8220;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Riformista</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/02/20220222_RS_ILRIFORMISTA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>VIDEO &#8211; RAI TGR RegioneEuropa &#8211; Il Rapporto Ismea-Qualivita DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/video-rai-tgr-regioneeuropa-il-rapporto-ismea-qualivita-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 08:32:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News video]]></category>
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		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
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		<category><![CDATA[RassegnaRapporto2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato a TGR REGIONEUROPA del 20/02/2021, il Rapporto Ismea-Qualivita 2021, l&#8217;analisi della Dop economy italiana sui valori economici e produttivi dei settori agroalimentare e vitivinicolo DOP IGP. Rosati: &#8220;Una sostanziale tenuta del valore economico, quasi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<div class='avia-iframe-wrap vimeo'><iframe loading="lazy" title="RAI TGR RegionEuropa - Il Rapporto Ismea Qualivita DOP e IGP" src="https://player.vimeo.com/video/679919652?h=085fcda9a5&amp;dnt=1&amp;app_id=122963&amp;title=0&amp;badge=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=EFB800" width="480" height="228" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>
<p>Presentato a <strong>TGR REGIONEUROPA</strong> del 20/02/2021, il Rapporto Ismea-Qualivita 2021, l&#8217;analisi della Dop economy italiana sui valori economici e produttivi dei settori agroalimentare e vitivinicolo DOP IGP.</p>
<p><strong>Rosati</strong>: &#8220;<em>Una sostanziale tenuta del valore economico, quasi 17 miliardi, nonostante la crisi e la pandemia e fra questi dati dobbiamo mettere in luce il Sud e le isole che fanno un +7% rispetto agli anni scorsi. Un sistema DOP IGP che si sta affermando su tutte e 107 le province, un sistema pronto alla transizione Green Deal perché il 54% dei Consorzi hanno già avviato dei progetti di sostenibilità lungo le filiere DOP IGP.</em>&#8220;</p>
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		<title>Export e filiere: gli affari della DOP spingono la ripresa</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/export-e-filiere-gli-affari-della-dop-spingono-la-ripresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 08:17:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;economia delle etichette certificate traina il settore agroalimentare e risulta una delle aree che, in tempo di pandemia, ha saputo contenere meglio l&#8217;emorragia causata dalle limitazioni a produzione, distribuzione e consumo A rivelarlo è il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;economia delle etichette certificate traina il settore agroalimentare e risulta una delle aree che, in tempo di pandemia, ha saputo contenere meglio l&#8217;emorragia causata dalle limitazioni a produzione, distribuzione e consumo</em></p>
<p>A rivelarlo è il <strong>XIX Rapporto Ismea &#8211; Qualivita</strong> sul settore italiano dei prodotti DOP e IGP nel 2020, presentato lunedì scorso alla presenza del Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali <strong>Stefano Patuanelli</strong>.</p>
<p>L&#8217;analisi mostra che, nell&#8217;anno dell&#8217;esplosione della pandemia da Covid-19, il valore complessivo della produzione certificata DOP e IGP agroalimentare e vinicola italiana che conta 841 prodotti e 286 Consorzi di tutela &#8211; è pari a <strong>16,6 miliardi di euro</strong>, in flessione del 2% rispetto al 2019.</p>
<p>Di questi, 7,3 miliardi provengono dal comparto cibo (-3,8% su base annua) e 9,3 dal vino (-0,6%). Si tratta del primo stop importante nel percorso delle etichette certificate, che non ridimensiona l&#8217;importanza della filiera nel fatturato complessivo del settore agroalimentare nazionale (19% del totale).</p>
<p>L&#8217;impatto del Covid sul valore alla produzione non è stato uguale in tutti i comparti: i formaggi, che rimangono i leader della filiera DOP e IGP, hanno perso il 7,8% rispetto al 2019, mentre gli ortofrutticoli e cereali (+26,9%), i prodotti di panetteria e pasticceria (+18,1%) e le paste alimentari (+17%) hanno fatto segnare le crescite più rilevanti. Regge nel complesso l&#8217;export delle etichette DOP e IGP (+1,6% nell&#8217;agroalimentare, -1,3% nel vitivinicolo), con un valore complessivo di 9,5 miliardi di euro (-0,1% sul 2019) e un peso del 20% sul fatturato totale delle esportazioni nel settore agroalimentare.</p>
<p>Sui mercati esteri, cibo e vino registrano crescite rispettivamente del15% e del 4,1%, nell&#8217;export verso i Paesi Ue e cali del 12% e del 4,3% verso gli extra Ue.</p>
<p><em>&#8220;Questi dati evidenziano come il modello delle Indicazioni geografiche sia ormai consolidato</em> &#8211; ha detto <strong>Mauro Rosati</strong>, direttore generale di Qualivita-.<em> La pandemia ha mostrato che la globalizzazione è stata messa in crisi mentre le filiere a medio e corto raggio hanno retto all&#8217;urto del Covid. Questo sistemava replicato e non solo nel settore agroalimentare&#8221;.</em></p>
<p>A livello territoriale, la regione che produce più valore complessivo con i suoi prodotti DOP e IGP è il <strong>Veneto</strong> (3,6 miliardi), soprattutto grazie alle iniziative messe in atto negli ultimi anni con il prosecco (il vino da solo vale 3,2 miliardi).</p>
<p>Al secondo posto l&#8217;Emilia-Romagna (3,2 miliardi), trainata dal food (2,8 miliardi), mentre chiude il podio la Lombardia (2 miliardi). In quarta posizione il Piemonte (1,3 miliardi), seguito dalla Toscana (1,1 miliardi). Per quanto riguarda le province, la regina indiscussa è Treviso (1,5 miliardi), che precede Parma (1,3 miliardi) e Verona (1,2 miliardi).</p>
<p>Con i suoi 12,3 miliardi di valore sui 16,6 totali, il <strong>Nord Italia trascina le filiere DOP e IGP italiane</strong>, ma è invece il <strong>Sud l&#8217;unica area del nostro Paese a mostrare un incremento complessivo del valore nel 2020 rispetto al 2019 (+7,5%)</strong>. Viste le ripercussioni positive per le etichette certificate anche nella grande distribuzione organizzata (+9,7% di vendite a peso netto nel 2020), secondo Ismea e Qualivita siamo di fronte a un nuovo contesto alimentare, in cui gusti ed esigenze dei consumatori sono cambiati.</p>
<p>Il sistema delle indicazioni geografiche contribuisce alla penetrazione del made in Italy nel mondo, <em>&#8220;ma per consolidare questo trend abbiamo individuato le sfide del futuro: filiere sostenibili, turismo di qualità e cultura e benessere&#8221;</em>, dice Rosati. Ci saranno da affrontare anche i cambiamenti che seguiranno alle riforme europee, come la revisione del quadro normativo dell&#8217;<strong>etichettatura</strong> e del regolamento DOP e IGP, che potrebbero penalizzare il sistema agroalimentare italiano e già stanno suscitando polemiche: <em>&#8220;Sarà necessario salvaguardare e tutelare l`intero sistema produttivo dai rischi che possono generare l&#8217;omologazione alimentare o i sistemi di etichettatura fuorvianti come il Nutriscore</em> &#8211; ha detto il ministro Patuanelli -.<em> Vogliamo mettere le imprese nelle migliori condizioni per intercettare le opportunità delle iniziative del governo e compiere un ulteriore salto di qualità in Europa e nel mondo&#8221;.</em></p>
<p>Fonte: <strong>Corriere l&#8217;Economia</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/02/document61.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dop economy oltre il Covid. Vale 16,6 mld</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-economy-oltre-il-covid-vale-166-mld/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 08:12:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
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		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[RassegnaRapporto2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Italia Oggi intervista Mauro Rosati, direttore generale di Qualivita, sui dati del Rapporto Ismea &#8211; Qualivita 2021 presentato a Roma il 14 febbraio 2022 &#8220;La filiera corta dell&#8217;agroalimentare italiano, delle DOP e delle IGP ha [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Italia Oggi intervista Mauro Rosati, direttore generale di Qualivita, sui dati del Rapporto Ismea &#8211; Qualivita 2021 presentato a Roma il 14 febbraio 2022<br />
</em></p>
<p><em>&#8220;La filiera corta dell&#8217;agroalimentare italiano, delle DOP e delle IGP ha retto anche durante la pandemia, mentre quelle lunghe sono saltate. Questa è una certezza&#8221;</em>. Lo ha sottolineato <strong>Mauro Rosati</strong>, direttore generale  di Qualivita, al termine della presentazione del Rapporto Ismea &#8211; Qualivita  sul settore italiano dei prodotti DOP e IGP.</p>
<p>Settore che nel 2020 ha raggiunto i 16,6 miliardi di euro di valore alla produzione (-2,0%), pari al 19% del fatturato totale dell&#8217;agroalimentare italiano, e un export da 9,5 miliardi di euro (-0,1%) pari al 20% delle esportazioni nazionali di settore.</p>
<p><em>&#8220;La tenuta della Dop economy è il segnale di come le filiere corte dei prodotti a denominazione possano avere più spazio e più valore. Sono il modello funzionale ed economico dei sistemi alimentari del futuro&#8221;</em>, continua Rosati<em>. &#8220;È in atto un cambio di passo di questo sistema, che attraverso i consorzi di tutela ha iniziato la rifles- sione sui temi legati alla strategia europea Farm to Fork , tanto che il 54% dei consorzi ha avviato progetti legati alla sostenibilità in generale&#8221;</em>.</p>
<p>Dai dati del rapporto, un euro su cinque dell&#8217;agroalimentare italiano arriva da prodotti DOP IGP, con il comparto agroalimentare che vale 7,3 miliardi di euro alla produzione e il vitivinicolo imbottigliato raggiunge da solo 9,3 miliardi di euro. Per quanto riguarda le esportazioni, il cibo con 3,92 miliardi di euro registra un incremento del valore dell&#8217;1,6%, mentre il vino con 5,57 miliardi di euro mostra un calo dell&#8217;1,3%.</p>
<p>Fonte:<strong> Italia Oggi</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/02/document58.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Dop economy non ha accusato il colpo del Covid</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-dop-economy-non-ha-accusato-il-colpo-del-covid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 08:10:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RapportoDopIgp2021]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[RassegnaRapporto2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentati i dati della Dop economy relativi al 2020: 841 prodotti a marchio d’origine hanno raggiunto i 16,6 miliardi di euro di valore alla produzione (-2%). Nel 2020, l&#8217;anno segnato dalla pandemia, che ha messo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentati i dati della Dop economy relativi al 2020: 841 prodotti a marchio d’origine hanno raggiunto i 16,6 miliardi di euro di valore alla produzione (-2%).</em></p>
<p class="atext">Nel 2020, l&#8217;anno segnato dalla pandemia, che ha messo in discussione molti fattori alla base dei sistemi di produzione, distribuzione e consumo, la <b>Dop economy </b>ha confermato il ruolo esercitato nei territori, grazie al lavoro svolto da <b>200mila operatori e 286 Consorzi di tutela </b>dei comparti cibo e vino.</p>
<p class="atext">A confermare questi numeri è l&#8217;analisi del <b>X</b> <b>IX Rapporto Ismea-Qualivita </b>sul settore italiano sugli <b>841 prodotti italiani a marchio DOP IGP </b>che anche nel difficilissimo 2020 ha raggiunto i <b>16,6 miliardi di euro di valore alla produzione (-2%)</b>, pari al 19% del fatturato totale dell&#8217;agroalimentare italiano, e un export da 9,5 miliardi di euro (-0,1%) pari al 20% delle esportazioni nazionali di settore.</p>
<p>Risultati resi possibili dall&#8217;impegno di tutto il sistema con azioni di solidarietà, attività di sostegno agli operatori, accordi con i soggetti del mercato («<em>sono 60 i milioni erogati dagli istituti bancari italiani per la misura del Pegno rotativo. Sono DOP e IGP una fetta rilevante degli aiuti erogati nell&#8217;ambito del Fondo indigenti</em>», ha ricordato il direttore della Fondazione Qualivita, <b>Mauro Rosati</b>) e un continuo dialogo con le istituzioni che, riconoscendo la valenza strategica del settore, hanno supportato attraverso apposite misure la continuità produttiva delle filiere DOP IGP, capaci di esprimere un patrimonio economico dei territori italiani per sua natura non delocalizzabile.</p>
<p class="atext">Sul fatturato complessivo<b> i prodotti agroalimentari pesano per 7,3 miliardi </b>alla produzione contro i <b>9,3 miliardi dei soli vini</b>. Confermato il valore delle esportazioni targate Dop e Igp che nel 2020 hanno raggiunto un valore di 9,5 miliardi (-0,1%). Un risultato che è frutto dei 3,92 miliardi dei cibi a marchio Ue (+1,6%) e dei 5,57 miliardi di esportazioni dei vini (-1,3%).</p>
<p class="atext">Di grande rilievo i dati del rapporto Ismea-Qualivita relativi al<b> peso territoriale </b>delle produzioni Dop e Igp. Cifre che mostrano come nel 2020 se da un lato restano predominanti in termini di valori espressi le regioni del Nord Italia, tuttavia, è tra quelle del <b>Sud che si registrano i maggiori progressi</b>. Le prime cinque regioni per produzioni a marchio Ue sono nell’ordine Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Toscana. Mentre le prime tre provincie sono Treviso, Parma e Verona. Tuttavia, nel 2020 l’area Sud e Isole ha messo a segno <b>un incremento del fatturato rispetto all’anno precedente del 7,5% con in prima fila Puglia e Sardegna</b> e con produzioni come l&#8217;Arancia Rossa di Sicilia o la Pasta di Gragnano entrambe IGP.<br />
L&#8217;agroalimentare italiano DOP, IGP, STG è un sistema articolato che coinvolge complessivamente oltre 86mila operatori, 165 Consorzi autorizzati e 46 organismi di controllo.</p>
<p>«<em>In Europa c’è una forte spinta all’<b>omologazione alimentare </b>che per noi, che puntiamo invece alla differenziazione legata alle tradizioni, è semplicemente inaccettabile. Dobbiamo promuovere e stringere alleanze a partire da Francia e Spagna per contrastare questa deriva</em>». A dirlo nel corso della presentazione del rapporto Ismea-Qualivita sui prodotti DOP e IGP, il ministro per le Politiche agricole, <b>Stefano Patuanelli</b>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/la-dop-economy-non-ha-accusato-colpo-covid-AEJkazDB" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-dop-economy-non-ha-accusato-il-colpo-del-covid/">La Dop economy non ha accusato il colpo del Covid</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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