<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>#RAPPORTODOPIGP2024 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<atom:link href="https://www.qualivita.it/argomento/rapportodopigp2024/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Tue, 18 Nov 2025 08:32:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>

<image>
	<url>https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/04/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>#RAPPORTODOPIGP2024 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Le certificazioni, passaporto per la competitività delle imprese italiane</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/le-certificazioni-passaporto-per-la-competitivita-delle-imprese-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 08:32:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2024]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=508919</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dai marchi DOP e IGP ai nuovi standard ambientali, cresce il peso dei bollini che garantiscono qualità e tracciabilità. E le imprese scoprono che certificarsi è anche una leva per innovazione e reputazione In un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/le-certificazioni-passaporto-per-la-competitivita-delle-imprese-italiane/">Le certificazioni, passaporto per la competitività delle imprese italiane</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dai marchi DOP e IGP ai nuovi standard ambientali, cresce il peso dei bollini che garantiscono qualità e tracciabilità. E le imprese scoprono che certificarsi è anche una leva per innovazione e reputazione</em></p>
<p>In un mercato globale sempre più sensibile a trasparenza, sicurezza e sostenibilità, <strong>le certificazioni sono diventate un asset strategico per le imprese italiane</strong>. Non rappresentano più soltanto un simbolo di garanzia per i consumatori, ma un <strong>fattore competitivo capace di rafforzare la reputazione del brand</strong>, favorire l’accesso ai mercati esteri e consolidare la fiducia lungo la filiera. Nei contesti internazionali, infatti, la <strong>conformità agli standard riconosciuti</strong> è ormai un requisito imprescindibile per entrare nei canali della distribuzione e dialogare con partner e investitori. A beneficiare di questo processo sono anche le aziende che sanno interpretare l’evoluzione del consumatore, oggi più informato e selettivo.</p>
<p>Un consumatore più consapevole diventa infatti il primo alleato delle imprese che investono in qualità certificata: la fiducia si costruisce su informazioni verificabili, e il controllo da parte di un ente terzo è una tutela concreta sia per chi acquista sia per chi produce. Questa fiducia trova riscontro nel successo delle certificazioni regolamentate, che restano il motore economico del made in Italy agroalimentare. Secondo il <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2024/" target="_blank" rel="noopener"><strong>XXII rapporto Ismea-Qualivita</strong></a>, la <strong>Dop economy ha superato i 20 miliardi</strong> di euro di valore complessivo – con una crescita del 52% negli ultimi dieci anni – di cui oltre nove miliardi provenienti dal comparto alimentare e circa undici miliardi dal vino imbottigliato. La tracciabilità è l’elemento distintivo: ogni confezione o bottiglia riporta un codice identificativo o un Qr code che consente di verificarne l’autenticità. Un dettaglio che fa la differenza soprattutto sui mercati esteri, dove le certificazioni d’origine sono percepite come sinonimo di sicurezza e valore aggiunto, contribuendo a rafforzare la competitività delle imprese italiane.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.repubblica.it/economia/dossier/valore-certificato/2025/11/17/news/le_certificazioni_passaporto_per_la_competitivita_delle_imprese_italiane-424986558/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Repubblica.it</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/le-certificazioni-passaporto-per-la-competitivita-delle-imprese-italiane/">Le certificazioni, passaporto per la competitività delle imprese italiane</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Indicazioni Geografiche: valore economico e presidio sociale dei territori</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/indicazioni-geografiche-valore-economico-e-presidio-sociale-dei-territori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 08:03:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2024]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[la cucina italiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=508550</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le proposte per rafforzare le Indicazioni Geografiche (DOP e IGP) sul territorio europeo lanciate dall&#8217;assessore Mammi a Bruxelles all&#8217;inaugurazione della ‘Settimana della Cucina Italiana nel Mondo’ Il valore delle 44 produzioni a indicazione geografica emiliano-romagnole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/indicazioni-geografiche-valore-economico-e-presidio-sociale-dei-territori/">Indicazioni Geografiche: valore economico e presidio sociale dei territori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le proposte per rafforzare le Indicazioni Geografiche (DOP e IGP) sul territorio europeo lanciate dall&#8217;assessore Mammi a Bruxelles all&#8217;inaugurazione della ‘Settimana della Cucina Italiana nel Mondo’</em></p>
<p>Il valore delle 44 produzioni a indicazione geografica emiliano-romagnole e gli investimenti finalizzati a promuoverle nel mondo sono al centro delle iniziative che la Regione Emilia- Romagna – in collaborazione con Art-ER, Apt Servizi, la Delegazione regionale presso l’Unione europea, l’Istituto italiano di Cultura di Bruxelles e la Fondazione CasArtusi – ha in programma a Bruxelles, per celebrare la ‘<strong>Settimana della Cucina Italiana nel Mondo’</strong>, e sostenerne la candidatura a patrimonio immateriale dell’umanità Unesco.</p>
<p>Il programma ha incluso una serie di eventi attraverso i quali la Regione conferma il suo impegno nella promozione della gastronomia italiana e del suo riconoscimento a livello internazionale, sottolineando come la cucina sia simbolo di identità, cultura e convivialità.</p>
<p>Tra le iniziative, lo spettacolo all’Istituto Italiano di Cultura, cui ha partecipato l’assessore regionale all’Agricoltura, <strong>Alessio Mammi</strong>, ‘E Risalutami tuo fratello’ di e con <strong>Marco Ligabue</strong> e <strong>Andrea Barbi</strong> che racconta l’Emilia-Romagna attraverso il suo cibo, la sua musica e i suoi luoghi. Durante la serata, ai circa <strong>300 ospiti</strong> accreditati, è stata proposta la degustazione di <strong>15 prodotti</strong> emiliano-romagnoli (Aceto balsamico di Modena Igp, Aceto balsamico tradizionale di Modena Dop, Aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia Dop, Aglio di Voghiera Dop, Culatello di Zibello Dop, Olio EVO di Brisighella Dop, Parmigiano-Reggiano Dop, Piadina romagnola Igp, Prosciutto di Parma Dop, Riso del Delta del Po Igp, Scalogno di Romagna Igp, Coppa, Pancetta e Salame piacentini Dop), oltre ai <strong>vini dell’Emilia-Romagna</strong> forniti da Enoteca regionale. Protagonista a Bruxelles anche <strong>l’erbazzone reggiano</strong>, in attesa del riconoscimento come 45mo prodotto Igp, presente in degustazione e presentato dall’Associazione produttori erbazzone reggiano.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>I numeri delle Dop e Igp in Emilia-Romagna</h4>
<p>Secondo i dati Qualivita/Ismea il valore complessivo della Dop-Economy dell’Emilia-Romagna è di <b>3,9 miliardi di euro</b> di cui 3,5 miliardi sono generati dal cibo, con un impatto dell’88,5% sul paniere nazionale in termini assoluti, e 455 milioni provengono dai vini a indicazione geografica, con un impatto dell’11,5% sull’intero paniere nazionale.</p>
<p>Oltre a svolgere un importante ruolo economico, le indicazioni geografiche influenzano fortemente anche l’equilibrio territoriale, contribuendo a tenere insieme le comunità nelle zone rurali offrendo posti di lavoro, presidio sociale e una fortissima identità culturale in un territorio dove lavorano circa <b>53mila </b>imprese agricole e agroalimentari, di cui circa <b>4.500</b> nell’industria alimentare.</p>
<p>Per contribuire alla promozione nazionale e internazionale dei gusti e dei valori rappresentati da questi prodotti la Regione Emilia-Romagna nel biennio 2025/2026 ha investito complessivamente <b>25 milioni di euro</b>, di cui 7 milioni destinati ad un bando per la promozione dei vini a qualità certificata nei paesi extra europei, che verrà rinnovato nel 2026, 5 milioni per un bando per la promozione internazionale di prodotti alimentari certificati all’interno dell’unione europea e altri 6 milioni per la promozione nazionale attraverso la partecipazione a fiere, manifestazioni e azioni dirette territoriali.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/novita/notizie/2025/novembre/indicazioni-geografiche-garantiscono-ai-territori-valore-economico-e-presidio-sociale" target="_blank" rel="noopener">Regione Emilia-Romagna</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/indicazioni-geografiche-valore-economico-e-presidio-sociale-dei-territori/">Indicazioni Geografiche: valore economico e presidio sociale dei territori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cattelan, CSQA: segreti, regole e controlli delle DOP e IGP italiane</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cattelan-csqa-segreti-regole-e-controlli-delle-dop-e-igp-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 07:53:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2024]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[Organismi di controllo]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=505771</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le certificazioni DOP e IGP rappresentano la garanzia dell’autenticità e della qualità del Made in Italy agroalimentare. Come spiega Alvise Cattelan di Csqa Certificazioni, dietro ogni marchio c’è un percorso rigoroso di verifiche, controlli e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cattelan-csqa-segreti-regole-e-controlli-delle-dop-e-igp-italiane/">Cattelan, CSQA: segreti, regole e controlli delle DOP e IGP italiane</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le certificazioni DOP e IGP rappresentano la garanzia dell’autenticità e della qualità del Made in Italy agroalimentare. Come spiega Alvise Cattelan di Csqa Certificazioni, dietro ogni marchio c’è un percorso rigoroso di verifiche, controlli e responsabilità condivise, essenziale per tutelare territorio, filiere e consumatori</em></p>
<p>In un momento storico in cui l’<strong>origine dei prodotti alimentari è sempre più centrale nelle scelte dei consumatori</strong> e nelle strategie delle imprese, il tema delle <strong>certificazioni Dop e Igp</strong> assume un ruolo determinante per la tutela delle filiere, del territorio e della reputazione del Made in Italy. <strong>Dietro a ogni marchio di qualità c’è un percorso complesso, fatto di verifiche, regole e responsabilità condivise</strong>.</p>
<p>A raccontarlo è <strong>Alvise Cattelan</strong>, responsabile comunicazione di <a href="https://www.csqa.it/it-it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Csqa Certificazioni</strong></a>, uno dei principali organismi italiani autorizzati dal Ministero dell’Agricoltura per il controllo e la certificazione delle Indicazioni Geografiche. Con lui ripercorriamo le fasi di un iter che, oltre a garantire autenticità e trasparenza, rappresenta un vero investimento collettivo nella credibilità del sistema agroalimentare.</p>
<h4>Le origini di un percorso complesso</h4>
<p>Per <strong>ottenere il riconoscimento europeo di un prodotto Dop o Igp</strong>, spiega Cattelan, occorre prima di tutto dimostrare che la denominazione sia utilizzata da almeno trent’anni e che le caratteristiche qualitative siano legate in modo diretto al territorio di provenienza. È un lavoro di ricostruzione storica e scientifica: servono documenti, fotografie, ricettari e testimonianze che provino la continuità di utilizzo e l’unicità del prodotto.</p>
<p>«Il primo passo &#8211; racconta &#8211; è la verifica storica e documentale. Subito dopo si costituisce un comitato promotore, formato da produttori o associazioni, che diventa il soggetto proponente. Poi si definisce il perimetro territoriale e si redige il disciplinare tecnico, la vera carta d’identità del prodotto».</p>
<p><strong>Il disciplinare</strong> è un documento dettagliato che stabilisce nome, zona geografica, materie prime, metodo di produzione, caratteristiche fisiche e sensoriali, regole di etichettatura e modalità di confezionamento. È qui che si fissa il legame tra qualità e territorio, ciò che distingue una Dop da una Igp.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Sostenibilità e futuro delle Indicazioni Geografiche</h4>
<p>Negli ultimi anni, la sostenibilità è entrata stabilmente nel lessico delle denominazioni di origine. <strong>I nuovi regolamenti europei attribuiscono ai Consorzi di tutela il compito di integrare criteri ambientali, economici e sociali nella gestione delle Dop e Igp</strong>.</p>
<p>Cattelan spiega che la sostenibilità nelle filiere certificate si fonda su quattro pilastri: resilienza economica, buona governance, benessere sociale e integrità ambientale. L’obiettivo è assicurare ai consumatori un valore aggiunto reale, che unisca qualità e responsabilità.</p>
<p>Csqa, da parte sua, ha sviluppato sistemi informatici avanzati per il monitoraggio dei flussi produttivi e dei bilanci di massa, strumenti fondamentali per garantire la tracciabilità integrata e contrastare frodi o incongruenze quantitative. «Il controllo digitale delle filiere &#8211; osserva &#8211; è una frontiera sempre più strategica per la credibilità del sistema».</p>
<h4>Il peso economico della Dop economy italiana</h4>
<p><strong>L’Italia è leader mondiale per numero di Indicazioni Geografiche</strong>, con 893 prodotti riconosciuti tra alimenti, vini e bevande spiritose. Il comparto genera oltre 20 miliardi di euro di valore complessivo e rappresenta circa il <strong>20% del fatturato agroalimentare nazionale</strong>, con oltre 300 consorzi e 850mila lavoratori. . È il quadro descritto nell&#8217;ultimo <strong>Rapporto Ismea-Qualivita</strong>, che delinea un primato scaturito dal legame tra cibo, territorio e comunità. In questo contesto, <strong>il comparto del food Dop e Igp</strong> conta 328 prodotti in tutta Italia per un valore di oltre 9 miliardi di euro e <strong>4,7 miliardi di export</strong>.</p>
<p>In questo scenario, Csqa, quale organismo di certificazione di parte terza, è garante della conformità di 80 prodotti che rappresentano, per valore economico, oltre la metà della produzione nazionale Dop o Igp (<a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2024/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Osservatorio Qualivita su dati ISMEA-Qualivita 2024</strong></a>).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<a href="https://www.italiaatavola.net/attualita-mercato/2025/10/8/come-nasce-dop-o-igp-segreti-regole-controlli-della-qualita-italiana/114848/" target="_blank" rel="noopener"> <strong>Italia a Tavola.net</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cattelan-csqa-segreti-regole-e-controlli-delle-dop-e-igp-italiane/">Cattelan, CSQA: segreti, regole e controlli delle DOP e IGP italiane</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come nasce una DOP o IGP: segreti, regole e controlli della qualità italiana</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/come-nasce-una-dop-o-igp-segreti-regole-e-controlli-della-qualita-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 07:50:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2024]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[Organismi di controllo]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=505766</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le certificazioni DOP e IGP rappresentano la garanzia dell’autenticità e della qualità del Made in Italy agroalimentare. Come spiega Alvise Cattelan di Csqa Certificazioni, dietro ogni marchio c’è un percorso rigoroso di verifiche, controlli e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/come-nasce-una-dop-o-igp-segreti-regole-e-controlli-della-qualita-italiana/">Come nasce una DOP o IGP: segreti, regole e controlli della qualità italiana</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le certificazioni DOP e IGP rappresentano la garanzia dell’autenticità e della qualità del Made in Italy agroalimentare. Come spiega Alvise Cattelan di Csqa Certificazioni, dietro ogni marchio c’è un percorso rigoroso di verifiche, controlli e responsabilità condivise, essenziale per tutelare territorio, filiere e consumatori</em></p>
<p>In un momento storico in cui l’<strong>origine dei prodotti alimentari è sempre più centrale nelle scelte dei consumatori</strong> e nelle strategie delle imprese, il tema delle <strong>certificazioni Dop e Igp</strong> assume un ruolo determinante per la tutela delle filiere, del territorio e della reputazione del Made in Italy. <strong>Dietro a ogni marchio di qualità c’è un percorso complesso, fatto di verifiche, regole e responsabilità condivise</strong>.</p>
<p>A raccontarlo è <strong>Alvise Cattelan</strong>, responsabile comunicazione di <a href="https://www.csqa.it/it-it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Csqa Certificazioni</strong></a>, uno dei principali organismi italiani autorizzati dal Ministero dell’Agricoltura per il controllo e la certificazione delle Indicazioni Geografiche. Con lui ripercorriamo le fasi di un iter che, oltre a garantire autenticità e trasparenza, rappresenta un vero investimento collettivo nella credibilità del sistema agroalimentare.</p>
<h4>Le origini di un percorso complesso</h4>
<p>Per <strong>ottenere il riconoscimento europeo di un prodotto Dop o Igp</strong>, spiega Cattelan, occorre prima di tutto dimostrare che la denominazione sia utilizzata da almeno trent’anni e che le caratteristiche qualitative siano legate in modo diretto al territorio di provenienza. È un lavoro di ricostruzione storica e scientifica: servono documenti, fotografie, ricettari e testimonianze che provino la continuità di utilizzo e l’unicità del prodotto.</p>
<p>«Il primo passo &#8211; racconta &#8211; è la verifica storica e documentale. Subito dopo si costituisce un comitato promotore, formato da produttori o associazioni, che diventa il soggetto proponente. Poi si definisce il perimetro territoriale e si redige il disciplinare tecnico, la vera carta d’identità del prodotto».</p>
<p><strong>Il disciplinare</strong> è un documento dettagliato che stabilisce nome, zona geografica, materie prime, metodo di produzione, caratteristiche fisiche e sensoriali, regole di etichettatura e modalità di confezionamento. È qui che si fissa il legame tra qualità e territorio, ciò che distingue una Dop da una Igp.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Sostenibilità e futuro delle Indicazioni Geografiche</h4>
<p>Negli ultimi anni, la sostenibilità è entrata stabilmente nel lessico delle denominazioni di origine. <strong>I nuovi regolamenti europei attribuiscono ai Consorzi di tutela il compito di integrare criteri ambientali, economici e sociali nella gestione delle Dop e Igp</strong>.</p>
<p>Cattelan spiega che la sostenibilità nelle filiere certificate si fonda su quattro pilastri: resilienza economica, buona governance, benessere sociale e integrità ambientale. L’obiettivo è assicurare ai consumatori un valore aggiunto reale, che unisca qualità e responsabilità.</p>
<p>Csqa, da parte sua, ha sviluppato sistemi informatici avanzati per il monitoraggio dei flussi produttivi e dei bilanci di massa, strumenti fondamentali per garantire la tracciabilità integrata e contrastare frodi o incongruenze quantitative. «Il controllo digitale delle filiere &#8211; osserva &#8211; è una frontiera sempre più strategica per la credibilità del sistema».</p>
<h4>Il peso economico della Dop economy italiana</h4>
<p><strong>L’Italia è leader mondiale per numero di Indicazioni Geografiche</strong>, con 893 prodotti riconosciuti tra alimenti, vini e bevande spiritose. Il comparto genera oltre 20 miliardi di euro di valore complessivo e rappresenta circa il <strong>20% del fatturato agroalimentare nazionale</strong>, con oltre 300 consorzi e 850mila lavoratori. . È il quadro descritto nell&#8217;ultimo <strong>Rapporto Ismea-Qualivita</strong>, che delinea un primato scaturito dal legame tra cibo, territorio e comunità. In questo contesto, <strong>il comparto del food Dop e Igp</strong> conta 328 prodotti in tutta Italia per un valore di oltre 9 miliardi di euro e <strong>4,7 miliardi di export</strong>.</p>
<p>In questo scenario, Csqa, quale organismo di certificazione di parte terza, è garante della conformità di 80 prodotti che rappresentano, per valore economico, oltre la metà della produzione nazionale Dop o Igp (<a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2024/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Osservatorio Qualivita su dati ISMEA-Qualivita 2024</strong></a>).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<a href="https://www.italiaatavola.net/attualita-mercato/2025/10/8/come-nasce-dop-o-igp-segreti-regole-controlli-della-qualita-italiana/114848/" target="_blank" rel="noopener"> <strong>Italia a Tavola.net</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/come-nasce-una-dop-o-igp-segreti-regole-e-controlli-della-qualita-italiana/">Come nasce una DOP o IGP: segreti, regole e controlli della qualità italiana</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Per la Pasta di Gragnano IGP oltre il 50% di esportazioni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/per-la-pasta-di-gragnano-igp-oltre-il-50-di-esportazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 07:47:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2024]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=504212</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al via la festa della Pasta di Gragnano IGP: una filiera con un fatturato da 400 milioni e che esporta oltre il 50% del prodotto. Gragnano Città della Pasta. Degustazioni, showcooking, talk, musica: è partita [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/per-la-pasta-di-gragnano-igp-oltre-il-50-di-esportazioni/">Per la Pasta di Gragnano IGP oltre il 50% di esportazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Al via la festa della Pasta di Gragnano IGP: una filiera con un fatturato da 400 milioni e che esporta oltre il 50% del prodotto.</em></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/gragnano-citta-della-pasta-2025-torna-levento-che-celebra-gusto-cinema-e-tradizione/" target="_blank" rel="noopener">Gragnano Città della Pasta</a>. Degustazioni, showcooking, talk, musica: è partita la <strong>tre giorni che celebrala Pasta di Gragnano Igp</strong>. Anche all&#8217;insegna della <strong>collaborazione con dodici altri Consorzi Dop e Igp</strong>, che presenteranno primi piatti a base dei loro prodotti.</p>
<p>«Abbiamo già seguito questa strada e crediamo sia proficua. La pasta si sposa con tutti i prodotti tipici italiani: è una via promozionale che vogliamo perseguire di più anche all&#8217;estero», dice il <strong>presidente del Consorzio e ad del Pastificio Lucio Garofalo, Massimo Menna</strong>.</p>
<p>Del resto <strong>l&#8217;export per le aziende del Consorzio nato nel 2013 pesa per oltre il 50% dei 400 milioni di fatturato</strong> alla produzione (<a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2024/" target="_blank" rel="noopener"><strong>decimo prodotto per valore tra le Dop e Igp e il secondo del Sud secondo Ismea- Qualivita</strong></a>).</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/per-la-pasta-di-gragnano-igp-oltre-il-50-di-esportazioni/">Per la Pasta di Gragnano IGP oltre il 50% di esportazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alto Piemonte, valore agroalimentare oltre 1 miliardo e leader nella risicoltura</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/alto-piemonte-valore-agroalimentare-oltre-1-miliardo-e-leader-nella-risicoltura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 08:10:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2024]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[riso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=504166</guid>

					<description><![CDATA[<p>Risicoltura in Piemonte: un chicco italiano su due è prodotto in regione. Il Piemonte in quarta posizione in Italia con 1.641 milioni di euro generati dalle 84 filiere del cibo e del vino DOP IGP [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/alto-piemonte-valore-agroalimentare-oltre-1-miliardo-e-leader-nella-risicoltura/">Alto Piemonte, valore agroalimentare oltre 1 miliardo e leader nella risicoltura</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Risicoltura in Piemonte: un chicco italiano su due è prodotto in regione. Il Piemonte in quarta posizione in Italia con 1.641 milioni di euro generati dalle 84 filiere del cibo e del vino DOP IGP</em></p>
<p>La prima edizione di <a href="https://www.masaf.gov.it/riso2025-vercelli-festival-internazionale" target="_blank" rel="noopener">Risò, il Festival Internazionale del Riso</a>, è l&#8217;occasione per fare il punto sulla situazione del mondo risicolo locale, e in senso più ampio dell&#8217;agroalimentare, con il Presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, Fabio Ravanelli.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Qual è lo stato di salute del settore agroalimentare locale e, in particolare, del comparto risicolo?</h4>
<p>Il valore e il potenziale dell&#8217;agroalimentare dell&#8217;Alto Piemonte sono notevoli: parliamo infatti di quasi 7.500 aziende, ovvero 1&#8217;8,8% delle imprese attive in quest&#8217;area geografica e il 13% sul totale regionale di settore. Ma il nostro territorio si difende bene anche nella particolare <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2024/" target="_blank" rel="noopener"><strong>classifica elaborata da ISMEA-Qualivita</strong></a> che misura il settore delle <strong>filiere del cibo e del vino DOP IGP</strong> made in Italy.</p>
<p>Gli ultimi dati disponibili si riferiscono al 2023, ma sono già significativi perché vedono <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/12/20241203_04_CS-PIEMONTE.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>il Piemonte mantenere stabilmente la quarta posizione in Italia con 1.641 milioni di euro generati dalle 84 filiere del cibo e del vino Dop Igp</strong></a> che ricadono sul territorio; un <strong>valore cresciuto del +21% in cinque anni</strong>. Nelle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli, in cui sono stati riconosciuti ben 12 prodotti Dop e Igp (a cui si aggiungono due vini Docg e otto Doc), il valore creato è pari a 139 milioni di euro, l&#8217;8,5% del fatturato regionale.</p>
<p>Parlando di DOP, occorre ricordare che Vercelli e Biella custodiscono l&#8217;unica Dop italiana ed europea del settore risicolo, il <a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/riso-di-baraggia-biellese-e-vercellese-dop/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP</strong></a>, una vera e propria eccellenza che brilla nel panorama dell&#8217;agroalimentare italiano e che è molto apprezzata anche all&#8217;estero. Guardando alla produzione complessiva di questo cereale, <strong>l&#8217;Italia copre da sola circa la metà dell&#8217;intero raccolto europeo</strong> e vanta una grande ricchezza varietale che si estende su una superficie di oltre 235mi1a ettari dedicati a questa coltura.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://lasesia.vercelli.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Sesia</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/alto-piemonte-valore-agroalimentare-oltre-1-miliardo-e-leader-nella-risicoltura/">Alto Piemonte, valore agroalimentare oltre 1 miliardo e leader nella risicoltura</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Innovazione, l’agroalimentare sfida crisi e dazi. Verso un futuro più smart e sostenibile</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/innovazione-lagroalimentare-sfida-crisi-e-dazi-verso-un-futuro-piu-smart-e-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2025 08:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2024]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=500259</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’adozione dell’AI nel sistema agroalimentare accelera innovazione e competitività. Produzione intelligente, tracciabilità, tutela del marchio, logistica integrata e interoperabilità dei dati diventano asset chiave per superare le criticità strutturali L&#8217;agroindustria ha affrontato una vera e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/innovazione-lagroalimentare-sfida-crisi-e-dazi-verso-un-futuro-piu-smart-e-sostenibile/">Innovazione, l’agroalimentare sfida crisi e dazi. Verso un futuro più smart e sostenibile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’adozione dell’AI nel sistema agroalimentare accelera innovazione e competitività. Produzione intelligente, tracciabilità, tutela del marchio, logistica integrata e interoperabilità dei dati diventano asset chiave per superare le criticità strutturali</em></p>
<p><strong>L&#8217;agroindustria ha affrontato una vera e propria prova di resilienza dentro e fuori i confini UE</strong>, aggravata da tensioni geopolitiche e cambiamento climatico: prima l’esplosione dei <strong>costi energetici</strong>, poi l’impennata delle materie prime e infine l’<a href="https://www.qualivita.it/news/export-per-il-largo-consumo-limpatto-dei-dazi-e-tra-500-milioni-e-33-miliardi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>impatto dei dazi</strong></a>. Eppure, il settore non solo ha retto l’impatto, ma ha reagito rilanciando in termini di innovazione. <strong>Le aziende italiane sono prime in Europa per esportazioni e valore aggiunto</strong>.</p>
<p><strong>A trainare la ripresa è la tecnologia</strong>, con l’<a href="https://www.qualivita.it/news/dop-igp-e-intelligenza-artificiale-thiene-detta-gli-standard-di-qualita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>intelligenza artificiale</strong></a> che assume un ruolo sempre più centrale in progetti strategici, dalla gestione predittiva delle colture all’automazione dei processi industriali. Un vero cambio di paradigma, che concentra l’attenzione su efficienza operativa, completa tracciabilità delle filiere, pianificazione dinamica della supply chain e approccio sostenibile all’intera produzione.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/tracciabilita-e-innovazione-al-santa-chiara-lab-le-proposte-di-agritech/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il comparto agrifood sta adottando un articolato mix di strategie</strong></a>: dall’autoproduzione di energia al miglioramento dell’efficienza nei processi, dalla diversificazione dei mercati di sbocco alla tutela della biodiversità, fino allo <a href="https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-del-prosciutto-di-san-daniele-dop-inaugura-il-nuovo-impianto-per-il-riciclo-del-sale-esausto/" target="_blank" rel="noopener"><strong>sviluppo di pratiche di</strong> <strong>economia circolare</strong></a>. A questi si aggiungono ingenti investimenti sia nelle attività primarie sia nelle tecnologie, in particolare nel digitale e nell’intelligenza artificiale, per rafforzare la resilienza necessaria. Nonostante le previsioni in chiaroscuro, gli analisti confermano un outlook positivo anche per il 2025, sostenuto principalmente dalla domanda interna.</p>
<p>Tuttavia, si tratta di una realtà a doppia velocità: <strong>mentre l’industria alimentare registra anni da record, le imprese agricole crescono a un ritmo più contenuto</strong>, pur restando sopra la media dei principali Paesi europei. Secondo il <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/01/stima-andamento-economia-agricola-2024.pdf" target="_blank" rel="noopener">report ISTAT di gennaio</a>, nel 2024 il settore agricolo ha visto un aumento dell’1,4% nei volumi prodotti e una crescita dello 0,8% nei prezzi di vendita. Di conseguenza, il valore complessivo della produzione agricola a prezzi correnti è salito del 2,2%, in controtendenza rispetto a Francia e Germania, dove si sono registrate diminuzioni rispettivamente del 7,7% e dello 0,9%. In termini di valore aggiunto, invece, l’Italia ha conquistato lo scorso anno la leadership europea, superando Spagna e Francia – quest’ultima detentrice del primato nel 2023 – e consolidando così la sua posizione di eccellenza.</p>
<h4>CRESCITA E COMPETITIVITÀ</h4>
<p>L’ottimo stato di salute del settore agroalimentare è confermato dall’<a href="https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13303" target="_blank" rel="nofollow noopener">ultimo rapporto <strong>ISMEA</strong></a>, l’istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare. Nel 2024 è cresciuta non solo l’importanza del settore nell’economia nazionale, ma si è anche consolidata la capacità di esportazione delle produzioni più rappresentative del “Made in Italy”. In dieci anni, le esportazioni agroalimentari italiane sono quasi raddoppiate, superando la cifra record di 69 miliardi di euro: un risultato che testimonia la qualità e la competitività delle nostre produzioni, ovunque riconosciute e apprezzate. Non a caso il nostro Paese è <strong>primo al mondo per numero di DOP, IGP e STG</strong>, con più di un quinto dei prodotti agroalimentari e quasi un terzo dei vini certificati in UE. Il peso della DOP Economy (20 miliardi di euro e 850mila occupati) rispetto all’agroalimentare nazionale è di circa il 20%, in aumento di tre punti percentuali rispetto a dieci anni fa (Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2024/" target="_blank" rel="noopener">Rapporto Ismea-Qualivita 2024</a>).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Un esempio è il sistema di tracciabilità, unico in Europa, del <strong>Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP</strong>, in grado di tutelare allevatori e produttori e garantire ai consumatori finali che il latte utilizzato per la produzione della Mozzarella di Bufala Campana DOP sia 100% latte di bufala intero fresco, proveniente da bufale allevate solo in precise zone, che costituiscono l’area territoriale della DOP.</p>
<p>Questo sistema è frutto del lavoro congiunto dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, del Ministero delle Politiche agricole, del Dipartimento Qualità Alimentare Certificazioni e del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP. Tutti gli attori della filiera, che a qualsiasi titolo entrano in contatto con la materia prima, sono obbligati a registrare quanto è stato prodotto, trasferito o trasformato.<a href="https://www.qualivita.it/news/lia-per-tracciare-lorigine-geografica-il-caso-della-mozzarella-di-bufala-campana-dop/" target="_blank" rel="noopener"><strong> Il sistema si basa su AI</strong></a>, addestrata attraverso l’esame di tutte le etichette dei soci del consorzio (oltre seimila e settecento etichette singole) per verificare i riferimenti specifici al prodotto, identificando imitazioni e contraffazioni sulle confezioni e distinguendo l’autentico dal falso.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.datamanager.it/2025/07/lagrifood-sfida-crisi-e-dazi-verso-un-futuro-piu-smart-e-sostenibile/" target="_blank" rel="noopener">Datamanager.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/innovazione-lagroalimentare-sfida-crisi-e-dazi-verso-un-futuro-piu-smart-e-sostenibile/">Innovazione, l’agroalimentare sfida crisi e dazi. Verso un futuro più smart e sostenibile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>C&#8217;è spazio per la crescita dell&#8217;Ortofrutta DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ce-spazio-per-la-crescita-dellortofrutta-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2025 07:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2024]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=496635</guid>

					<description><![CDATA[<p>II valore alla produzione ortofrutta DOP e IGP è risultato di 379 milioni di euro. Intanto si intensificano i processi aggregativi. Nel 2023, il valore alla produzione delle DOP e IGP ortofrutticole (cereali compresi) è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ce-spazio-per-la-crescita-dellortofrutta-dop-e-igp/">C&#8217;è spazio per la crescita dell&#8217;Ortofrutta DOP e IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>II valore alla produzione ortofrutta DOP e IGP è risultato di 379 milioni di euro. Intanto si intensificano i processi aggregativi.</em></p>
<p>Nel 2023, il<strong> valore alla produzione delle DOP e IGP ortofrutticole (cereali compresi) è risultato di 379 milioni di euro</strong>, cioè intorno al 5% di quello delle Indicazioni Geografiche (Ig) agroalimentari nazionali (Fonte <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2024/" target="_blank" rel="noopener">Rapporto Ismea-Qualivita 2024</a>).</p>
<p>Anche se con un andamento in leggero in calo nell&#8217;ultimo triennio (-0,8%), probabilmente condizionato dalle ricadute sulla produzione per gli eventi catastrofali del 2023, per il <a href="https://www.qualivita.it/news/nasce-il-comitato-ortofrutta-dop-igp-la-risposta-di-origin-italia-alle-sfide-del-settore-ortofrutta/" target="_blank" rel="noopener">comparto ortofrutticolo le Ig</a> sono un elemento segnaletico della superiore qualità di un articolato paniere di prodotti. Molti di essi, penalizzati dal fatto di essere delimitati territorialmente e circoscritti ad una diffusione commerciale prevalentemente locale o regionale hanno nell&#8217;Ig il loro principale elemento segnaletico.</p>
<p>Nel 2023 (ultimo annodi aggiornamento dei dati) le <strong>IG ortofrutticole erano 126</strong>, cioè l&#8217;1% in più rispetto all&#8217;anno precedente. In media, le mele (<strong>Alto Adige IGP </strong>e <strong>Val di Non DOP</strong>) congiuntamente, hanno pesato per il 39,7% sul valore complessivo della categoria.</p>
<p>Nel settore ortofrutticolo il livello di copertura dei costi garantito dal <strong>processo di lavorazione e commercializzazione genera il surplus monetario</strong> (valore aggiunto) destinato a remunerare il rischio d&#8217;impresa. L&#8217;andamento di questo indicatore, riferito alle top 5 produzioni IG, evidenzia che sono le mele ad avere il livello di performance più elevato. Nel 2023 Val di Non DOP si è attestata a 138 milioni di euro (201-63), seguita dall&#8217;Alto Adige IGP (79 milioni di euro) (160-81) contro un valore medio delle altre Top 3 Ig di soli 36 milioni di euro.</p>
<p>La distintività delle due menzionate, Dop/Igp, associata ad OP di grandi dimensioni è un importante elemento di generazione del valore che anche le altre produzioni ortofrutticole sono chiamate nei prossimi anni a rafforzare per emergere sul mercato.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.foodweb.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>FOOD</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ce-spazio-per-la-crescita-dellortofrutta-dop-e-igp/">C&#8217;è spazio per la crescita dell&#8217;Ortofrutta DOP e IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>DOP e IGP piemontesi, giro d&#8217;affari da 1,6 miliardi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-piemontesi-giro-daffari-da-16-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 06:33:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2024]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=496536</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un tesoro da 1,6 miliardi, l&#8217;eccellenza in crescita delle DOP e IGP piemontesi fotografata nel rapporto Ismea- Qualivita: in 5 anni è cresciuta del 20% La qualità è una questione di precisione: bastano pochi grammi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-piemontesi-giro-daffari-da-16-miliardi/">DOP e IGP piemontesi, giro d&#8217;affari da 1,6 miliardi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un tesoro da 1,6 miliardi, l&#8217;eccellenza in crescita delle DOP e IGP piemontesi fotografata nel rapporto Ismea- Qualivita: in 5 anni è cresciuta del 20%</em></p>
<p>La qualità è una questione di precisione: bastano pochi grammi o una sfumatura di colore diversa per non poterla più garantire. Precisione che <strong>vale, almeno in Piemonte, 1,64 miliardi di euro e 12.837 posti di lavoro</strong>.</p>
<p>È il<strong> valore, nel 2023, della <a href="https://www.qualivita.it/argomento/dopeconomy/" target="_blank" rel="noopener">Dop economy</a></strong>, pari al 19% del settore agroalimentare regionale: la nostra regione è al <strong>quarto posto in Italia </strong>con 84 filiere tra cibo e vino DOP (Denominazione di origine protetta) o IGP (Indicazione geografica protetta), marchi riconosciuti dall&#8217;Ue per garantire la provenienza del prodotto.</p>
<p><strong>L&#8217;impatto varia</strong>: dai <strong>974 milioni di euro nel Cuneese</strong> ai 14 nel Torinese, fino a soli 4 nel Biellese. L&#8217;economia piemontese delle DOP, fotografa il <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2024/" target="_blank" rel="noopener"><strong>rapporto Ismea- Qualivita</strong></a>, ha subìto un piccolo calo rispetto al 2022, perdendo l&#8217;1,2% del valore, ma <strong>in 5 anni è cresciuta del 20%</strong>: più 290 milioni di euro dal 2019.</p>
<p>Il <strong>vino</strong> ne è il re, con <strong>60 filiere</strong> in Piemonte e <strong>1,2 miliardi di euro di esportazione</strong>, ma è in crescita anche il valore del comparto del cibo, il 23% del mondo DOP che vale circa 400 milioni, con protagonisti formaggi, nocciola, riso.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://torino.repubblica.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Repubblica &#8211; Torino</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-piemontesi-giro-daffari-da-16-miliardi/">DOP e IGP piemontesi, giro d&#8217;affari da 1,6 miliardi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Assaggi 2025: il Lazio racconta i suoi sapori e la crescita della Dop economy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/assaggi-2025-il-lazio-racconta-i-suoi-sapori-e-la-crescita-della-dop-economy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 07:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2024]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=495059</guid>

					<description><![CDATA[<p>Assaggi 2025 &#8211; il Salone dell’Enogastronomia del Lazio &#8211; si prepara alla sua IV edizione, a Viterbo dal 17 al 19 maggio, accogliendo stakeholders, buyers, cultori del gusto. La Dop economy regionale cresce del +8,8%. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/assaggi-2025-il-lazio-racconta-i-suoi-sapori-e-la-crescita-della-dop-economy/">Assaggi 2025: il Lazio racconta i suoi sapori e la crescita della Dop economy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Assaggi 2025 &#8211; il Salone dell’Enogastronomia del Lazio &#8211; si prepara alla sua IV edizione, a Viterbo dal 17 al 19 maggio, accogliendo stakeholders, buyers, cultori del gusto. La Dop economy regionale cresce del +8,8%.</em></p>
<p>Secondo i dati risalenti al 2023, il settore agroalimentare del Lazio si conferma trainante per l’economia regionale. È quanto emerge dal <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2024/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rapporto ISMEA-Qualivita 2024</strong></a>, che riporta anche una<strong> crescita dell’8,8% nel valore della Dop</strong> (Denominazione Origine Protetta) Economy, con un giro d’affari di <strong>153 milioni di euro e 66 prodotti certificati</strong> tra DOP e IGP. Con<strong> 5.866 operatori attivi</strong>, la regione consolida il proprio ruolo nel sistema agroalimentare italiano. Il comparto, che rappresenta il<strong> 3% del PIL regionale</strong> e contribuisce per circa<strong> 6,3 miliardi di euro al settore agrifood</strong> nazionale, dimostra inoltre una forte vocazione all’innovazione e all’export, e con una rete di oltre 3.500 imprese, l’agroalimentare del Lazio è uno dei settori strategici per lo sviluppo sostenibile e l’identità del territorio.</p>
<p>Ed è con queste premesse che <strong>Assaggi 2025</strong> &#8211; il Salone dell’Enogastronomia del Lazio &#8211; si prepara alla sua IV edizione, sempre a <strong>Viterbo, dal 17 al 19 maggio</strong> accogliendo stakeholders, buyers, cultori del gusto e semplici appassionati per una staffetta di tre giorni ricca di appuntamenti tra<strong> sapori, degustazioni, percorsi sensoriali, laboratori, show-cooking, chef stellati ed esaltazione del patrimonio storico dell’Alto Lazio.</strong></p>
<p>Al centro dell’evento ci saranno 70 aziende, di cui 20 nuove partecipanti, pronte a raccontare le loro storie attraverso prodotti unici e autentici. &#8220;Assaggi mette in primo piano le vere protagoniste dell’enogastronomia laziale: le imprese e i produttori&#8221;, spiega il <strong>Segretario Generale della Camera di Commercio Rieti &#8211; Viterbo, il dott. Francesco Monzillo</strong>, sottolineando come il Salone espositivo rappresenti il cuore pulsante della manifestazione. Oltre al piacere del palato, Assaggi è pensato come uno <strong>spazio di conoscenza, condivisione e approfondimento</strong> dove laboratori, seminari e percorsi sensoriali si confermano come momenti centrali dell’evento: &#8220;Vogliamo offrire un’esperienza completa e coinvolgente – afferma ancora – e la collaborazione con l’Università della Tuscia ci ha permesso di arricchire ulteriormente il programma, mantenendolo però divulgativo, leggero e con &#8216;gusto'&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://finanza.repubblica.it/News/2025/05/05/assaggi_2025_il_lazio_si_racconta_con_i_suoi_sapori-123/" target="_blank" rel="noopener">Repubblica.it &#8211; Affari e Finanza</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/assaggi-2025-il-lazio-racconta-i-suoi-sapori-e-la-crescita-della-dop-economy/">Assaggi 2025: il Lazio racconta i suoi sapori e la crescita della Dop economy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
