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	<title>#RapportoDopIgp2021 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>#RapportoDopIgp2021 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>La Dop Economy italiana rimane in salute nonostante la prolungata emergenza</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-dop-economy-italiana-rimane-in-salute-nonostante-la-prolungata-emergenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2022 07:25:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dop economy: uno scenario con diverse sorprese emerge dal Rapporto Ismea-Qualivita, con crescita per il Sud Il modello delle DOP e IGP a filiera corta si è dimostrato efficace anche in un momento straordinario come [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dop economy: uno scenario con diverse sorprese emerge dal <a href="https://www.qualivita.it/osservatorio/rapporto-ismea-qualivita/" target="_blank" rel="noopener">Rapporto Ismea-Qualivita</a>, con crescita per il Sud</em></p>
<p>Il <strong>modello delle DOP e IGP</strong> a filiera corta si è dimostrato efficace anche in un momento straordinario come quello della pandemia Covid. Nei lunghi mesi dell&#8217;emergenza sanitaria internazionale, il <strong>valore della produzione di 16,6 miliardi di euro</strong> è rimasto sostanzialmente intatto grazie al lavoro svolto da 200.000 operatori e 286 consorzi di tutela per il settore agroalimentare e vitivinicolo.</p>
<p>Si tratta di un risultato importante, che evidenzia il calo legato alla pandemia nei mercati extra-UE, con un aumento delle <strong>esportazioni</strong> verso le destinazioni europee. Il valore complessivo è anche il risultato di un andamento diverso per i due settori: l&#8217;<strong>alimentare con 3,92 miliardi di euro</strong> ha registrato un aumento del valore esportato dell&#8217;1,6%, il <strong>vino con 5,57 miliardi di euro</strong> ha registrato un calo del -1,3%.</p>
<p><strong>Cesare Mazzetti</strong>, presidente della Fondazione Qualivita, ha dichiarato: &#8220;<em>Il sistema italiano delle Indicazioni Geografiche è tra i migliori al mondo, un sistema che ha introdotto il valore della qualità all&#8217;estero. Deve essere portato avanti nel segno della sostenibilità economica, sociale e ambientale, difendendolo da situazioni normative negative</em>&#8220;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><strong>Il cibo italiano, un mondo di qualità certificata</strong><br />
<em>Il cibo e il vino in Italia, con un valore di 16,6 miliardi di euro, raccontano territori da millenni e non hanno mai smesso di dare altrettante opportunità di sviluppo.</em></p>
<p>Sono 200 i dipendenti e 286 i consorzi che tutelano l&#8217;enogastronomia in Italia. Questi due settori dell&#8217;economia italiana hanno una dimensione sacra a livello sociale e un valore decisivo nel PIL nazionale. Rappresentano infatti 16,6 miliardi di euro in termini di valore della produzione, di cui 7,3 miliardi per il settore alimentare e 9,3 miliardi per quello vitivinicolo, che insieme costituiscono quasi il 20% dell&#8217;agroalimentare italiano, secondo l&#8217;ultimo <strong>Rapporto <a href="https://www.ismea.it/istituto-di-servizi-per-il-mercato-agricolo-alimentare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ismea</a> &#8211; Qualivita</strong> sull&#8217;economia delle DOP.</p>
<p>L&#8217;Italia è il primo Paese al mondo per prodotti certificati, con 841 DOP, IGP, STG sui 3.249 esistenti. I prodotti italiani DOP e IGP sono riconosciuti per il loro valore nel mondo, dando luogo a esportazioni per 9,5 miliardi di euro, che riguardano il 20% dell&#8217;export agroalimentare italiano. Si tratta di un risultato importante, perché in Italia esiste un vero e proprio sistema di qualità diffuso su tutto il territorio nazionale, che conta una decina di importanti produzioni certificate che sono protagoniste assolute, ma che permette anche al prodotto più piccolo e caratteristico di emergere, soprattutto a livello internazionale. È infatti un mondo in cui il dinamismo e l&#8217;evoluzione possono coinvolgere anche piccoli territori, rilanciando l&#8217;economia di un&#8217;area anche solo grazie a una pasta, un forno o un prodotto di pasticceria.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><strong>Il Sud Italia ha il maggior potenziale di crescita</strong><br />
<em>Con 306 prodotti per 2,7 miliardi di euro di valore, le DOP e IGP delle otto regioni del Sud Italia generano il 16% del valore totale nazionale</em></p>
<p>Il Sud Italia è un mondo economico molto giovane, che ha quindi grandi margini di crescita e sviluppo, come sta effettivamente avvenendo negli ultimi anni. Grazie alla forza trainante di Sicilia, Puglia e Campania, si sono registrate le migliori performance del 2020, che hanno dato una <strong>crescita annua del 7,5%</strong> secondo l&#8217;ultimo rapporto Qualivita relativo alla stagione Covid. La stessa Istat ha oggettivamente rilevato che il Sud Italia è protagonista in termini di vivacità imprenditoriale e le sue DOP IGP sono in costante aumento. Anche il numero di occupati nell&#8217;industria dei prodotti trasformati è in aumento (tra il 2016 e il 2017 il Mezzogiorno ha registrato un record di + 11,5%). Secondo l&#8217;Istat, la crescita costante del Mezzogiorno e delle isole è dovuta all&#8217;aumento dei riconoscimenti per i nuovi prodotti, che però devono ancora esprimere pienamente il loro valore. Allo stesso tempo, aumenta anche il numero di produttori, soprattutto nel settore lattiero-caseario in Sardegna e in quello dell&#8217;olio e del vino in Puglia e Sicilia.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><strong>Guardare al futuro della qualità della Dop economy italiana</strong><br />
Guardare al futuro della qualità della Dop economy italiana, mentre infuria una guerra, l&#8217;inflazione galoppa e le imprese sono preoccupate per la questione energetica, può essere rischioso. Anche in queste situazioni estranee al settore, <strong>Mauro Rosati</strong>, direttore di Qualivita, data driven, ha provato a ipotizzare le strade da percorrere in mezzo alle incertezze. Nonostante i fattori contingenti, infatti, la maggiore apprensione imprenditoriale riguarda la difesa dall&#8217;Italian sounding, un mercato fatto di prodotti che contraffanno le specialità italiane all&#8217;estero, rubando 120 miliardi di euro all&#8217;originai Made in Italy.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Italian Food Excellence</strong></p>
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		<title>Cipolla Bianca di Margherita IGP, confermato CSQA per i controlli con obiettivo posizionamento forte nel comparto ortofrutticolo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cipolla-bianca-di-margherita-igp-confermato-csqa-per-i-controlli-con-obiettivo-posizionamento-forte-nel-comparto-ortofrutticolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 07:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Csqa è un organismo di certificazione, attivo per numerosi servizi, leader a livello nazionale nei settori agricoltura, alimenti e bevande è il primo ente italiano accreditato nel food. L`ente certificatore, è stato riconfermato dal (Icqrf), [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Csqa</strong> è un organismo di certificazione, attivo per numerosi servizi, leader a livello nazionale nei settori agricoltura, alimenti e bevande è il primo ente italiano accreditato nel food.</p>
<p>L`ente certificatore, è stato riconfermato dal (Icqrf), ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi, ad effettuare i controlli sull`eccellenza di uno dei prodotti più importanti nel territorio Bat, quale la <strong>Cipolla Bianca di Margherita IGP </strong>(Indicazione Geografica Protetta) prodotto coltivato da secoli nel territorio di Margherita di Savoia, con le stesse tecniche di produzione.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/09/CIPOLLA-BIANCA-DI-MARGHERITA-IGP-Infografica-scaled.jpg"><img class="alignnone  wp-image-410134 aligncenter" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/09/CIPOLLA-BIANCA-DI-MARGHERITA-IGP-Infografica-scaled.jpg" alt="" width="683" height="384" /></a></p>
<p>A conferma della qualità del prodotto, il consorzio di tutela nel <strong>rapporto Ismea-Qualivita 2021</strong>, con il report che riporta l`analisi e l`interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici relativi all`anno 2021 per il comparto del cibo e vino italiano, dei prodotti di qualità certificata Dop Igp Stg (specialità tradizionale garantita), la Cipolla Bianca di Margherita IGP in Puglia è il secondo prodotto del settore con un valore alla produzione di circa 1,1 milioni di euro, grazie al lavoro di trentanove operatori, che producono oltre 3.100 tonnellate di prodotto certificato.</p>
<p>La scelta di riconfermare Csqa, organismo di certificazione leader in Italia nel campo delle indicazioni geografiche, è dettata dalla volontà di continuare il lavoro intrapreso come afferma <strong>Giuseppe Castiglione</strong>, presidente del consorzio di tutela: <em>&#8220;Insieme a Csqa abbiamo iniziato il percorso della certificazione ed è stato per noi non solo l`ente che controlla e certifica la corrispondenza tra quanto previsto dal disciplinare e la produzione sul territorio&#8221;.</em></p>
<p>“<em>La nostra conferma quale Ente di controllo”</em> sottolinea <strong>Pietro Bonato, Direttore Generale e AD di CSQA – “</strong><em>è il risultato del lavoro sinergico svolto sul fronte della garanzia e della valorizzazione di questo prodotto simbolo del comparto ortofrutticolo pugliese&#8221;.</em></p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;Edicola del Sud</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Turismo enologico sempre più tecnologico: da Alba la nuova era dell’enoturismo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turismo-enologico-sempre-piu-tecnologico-da-alba-la-nuova-era-dellenoturismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2022 07:26:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla Conferenza mondiale dell‘enoturismo Unwto emergono nuovi modelli per aiutare il settore in forte crescita ma minacciato dal caro energia: si punta su metaverso e digitalizzazione Alba (CN) caput mundi per quanto riguarda il vino. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dalla Conferenza mondiale dell‘enoturismo Unwto emergono nuovi modelli per aiutare il settore in forte crescita ma minacciato dal caro energia: si punta su metaverso e digitalizzazione</em></p>
<p>Alba (CN) caput mundi per quanto riguarda il vino. La tre giorni organizzata nella città piemontese, che ospita il forum mondiale dedicato al turismo enologico, ha messo in mostra i territori di Langhe, Monferrato e Roero, patrimonio culturale dall’Unesco. La sesta edizione della conferenza mondiale promossa dalla <strong>World Tourism Organization</strong>, organizzata con il ministero del Turismo, Enit e Regione Piemonte, ha riunito i protagonisti internazionali dell’enoturismo. Dalle Nazioni Unite è arrivato un riconoscimento ad <strong>Alba come wine destination mondiale</strong>: un esempio da seguire per le altre località. Il ministro del Turismo, <strong>Massimo Garavaglia</strong>, insieme all’amministratore delegato di Enit, <strong>Roberta Garibaldi</strong>, hanno esortato all’utilizzo della tecnologia per stare al passo con i tempi e arrivare in tutto il mondo. Senza dimenticare la sostenibilità, un concetto tanto difeso da Slow Food e ricordato alla presenza di Carlin Petrini, attore protagonista nella salvaguardia dei territori. Turismo lento e cicloturismo stanno infatti registrando grande richiesta.</p>
<p><strong>I numeri dell’enoturismo</strong><br />
L’enoturismo vale complessivamente 2,5 miliardi di euro l’anno, in base al 17° Rapporto Città del Vino, mentre sono circa 14 milioni i turisti legati al settore (fonte dati: “17° Rapporto-Osservatorio del Turismo del Vino”). Un italiano su quattro si dedica all’enoturismo, secondo l’Osservatorio Vinitaly- Nomisma Wine Monitor, permettendo lo sviluppo e la valorizzazione dei territori. L’Italia è peraltro leader in Europa per numero di prodotti certificati con ben 844 referenze, delle quali 526 vinicole, in base all’<strong>Osservatorio Qualivita</strong>.</p>
<p>Per le aziende vinicole gli enoturisti incidono in media per il 27% del fatturato con più di 9 realtà su 10 offrono accoglienza enoturistica(74% tutto l’anno, mentre il 18% in alcuni periodi o mesi. La percentuale delle aziende vinicole che collaborano con le Ota si attesta invece al 58%. Le 25mila cantine aperte al pubblico danno lavoro a 30mila stagionali, secondo l’Ansa, mentre l’enoturista, secondo il <strong>Rapporto dell’Osservatorio Turismo del Vino</strong>, spende in media 85 euro per una giornata senza pernottamento e 160 se si comprende anche il pernottamento.</p>
<p>Il profilo del visitatore si divide tra 49% uomo e 51% donna. Il 60% ha meno di 35 anni e nel 76% dei casi condivide l’esperienza online, mentre nel 90% dei casi integra il vino con un’esperienza a 360° tra cultura, benessere e sostenibilità. Nel 2021 il fatturato del vino ha superato i 12 miliardi secondo i dati diffusi da Coldiretti, un trend in crescita anche per quanto concerne le esportazioni: nei primi cinque mesi del 2022 si è registrato un aumento del +14,2% delle vendite all’estero rispetto allo stesso periodo del 2021,e del +21,3% sul 2019.</p>
<p>Per la prima volta le esportazioni registrano numeri record, superando 7,1 miliardi e, secondo le proiezioni di Coldiretti, il valore delle esportazioni di bottiglie italiane potrebbe sfiorare gli 8 miliardi di euro nel 2022. Gli Stati Uniti, secondo l’analisi Winenews su dati Istat, si confermano il primo mercato di riferimento all’infuori dell’Ue, con 796,5 milioni di euro di vino italiano esportato (+12,5% sul 2021). In Cina le vendite sono invece diminuite del 10,3% (48,4 milioni), mentre in Russia del -30,9% (32,7 milioni). In Europa, il primo mercato è la Germania, mentre la Francia fa registrare un netto incremento negli acquisti di bottiglie italiane (44%). Dopo il rallentamento delle vendite nel Regno Unito, a causa delle difficoltà legate alla Brexit, il valore dell’export vinicolo è aumentato del 27,2% (294 milioni). Il vino è il prodotto italiano più esportato all’estero e rappresenta un elemento di traino per il Paese, tanto che, secondo Coldiretti, il settore offre opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.italiaatavola.net/tendenze-mercato/horeca-turismo/2022/9/21/turismo-enologico-sempre-piu-tecnologico-da-alba-nuova-era-dell-enoturismo/90167/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Italia a Tavola</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turismo-enologico-sempre-piu-tecnologico-da-alba-la-nuova-era-dellenoturismo/">Turismo enologico sempre più tecnologico: da Alba la nuova era dell’enoturismo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>In Puglia al via la task-force contro le speculazioni sulle uve da vino</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/in-puglia-al-via-la-task-force-contro-le-speculazioni-sulle-uve-da-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2022 08:02:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contro le speculazioni con i prezzi in caduta libera delle uve da vino, al via controlli capillari e serrati della Guardia di Finanza su rese e PLV, la pianificazione e la regolamentazione di nuovi impianti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/in-puglia-al-via-la-task-force-contro-le-speculazioni-sulle-uve-da-vino/">In Puglia al via la task-force contro le speculazioni sulle uve da vino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Contro le speculazioni con i prezzi in caduta libera delle uve da vino, al via controlli capillari e serrati della Guardia di Finanza su rese e PLV, la pianificazione e la regolamentazione di nuovi impianti con scelte varietali coerenti alle vocazioni dei territori e le potenzialità commerciali, passando da una stretta sul catasto vitivinicolo per avere una fotografia reale del settore in Puglia.</em></p>
<p>L’annuncio dell’Assessore <strong>Pentassuglia</strong> del via a controlli stringenti giunge a seguito delle denunce sulle <strong>quotazioni delle uve da vino</strong> da profondo rosso a causa di ingiustificabili fenomeni speculativi, mentre in campagna si è registrato l’aumento di oltre il 50% per l’energia, le lavorazioni, le materie prime, l’irrigazione e la mancanza di manodopera che pesano come macigni sul settore vitivinicolo.</p>
<p>Necessaria attraverso il catasto vitivinicolo l’esatta consistenza del settore vitivinicolo, dei numeri e delle potenzialità reali del settore per costruire una strategia di filiera, puntando su qualità e su rese per ettaro appropriate per rafforzare e promuovere il settore, alla luce del report di Cantina Italia dell’<strong>Ispettorato Repressione Frodi del Ministro delle Politiche Agricole</strong> al 31 luglio 2022 che registra una impennata delle giacenze di vini DOP nelle cantine dell’11% e del 47% di vino IGP rispetto al 2021.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Con un totale di <strong>38 vini DOP e IGP la Puglia</strong> si posiziona al quinto posto della classifica nazionale dei prodotti certificati – aggiunge Coldiretti Puglia su <strong>Dati Ismea-Qualivita</strong> – con il settore vitivinicolo che vale 407 milioni di euro, con il comparto dei prodotti agroalimentari che pesa per il 7,3% e quello vitivinicolo per il 92,7%. Il successo dei vini di Puglia è stato da sempre – insiste Coldiretti  Puglia – il risultato di un mix vincente di fattori che partono dalle potenzialità del terroir e delle varietà autoctone, passando per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi che hanno portato al boom dei vini pugliesi, con la Puglia che non può disperdere il patrimonio di lavoro e investimenti fatti e può ripartire dai punti di forza con il segmento del vino che ha dimostrato resilienza di fronte la crisi e può svolgere un ruolo di traino per l’intera economia agroalimentare.</p>
<p>Occorre lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole e trasformatori con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni sottolineando l’importanza in questo contesto dell’apertura del Governo alla proposta di Coldiretti sulla defiscalizzazione del costo del lavoro.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.agricultura.it/2022/08/29/vino-in-puglia-al-via-la-task-force-contro-le-speculazioni-sulle-uve-da-vino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Agricultura.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/in-puglia-al-via-la-task-force-contro-le-speculazioni-sulle-uve-da-vino/">In Puglia al via la task-force contro le speculazioni sulle uve da vino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aceto Balsamico di Modena IGP, dalla filiera certificata 1 mld di valore al consumo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/aceto-balsamico-di-modena-igp-dalla-filiera-certificata-1-mld-di-valore-al-consumo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Conti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 07:55:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#RapportoDopIgp2021]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
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		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Passaporto Digitale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=408012</guid>

					<description><![CDATA[<p>Aceto Balsamico di Modena IGP, il Consorzio di tutela: “La collaborazione dei due enti ha reso possibile l’avvio del progetto relativo al Passaporto Digitale dell’Aceto Balsamico di Modena”. Dopo il record dei 100 milioni di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/aceto-balsamico-di-modena-igp-dalla-filiera-certificata-1-mld-di-valore-al-consumo/">Aceto Balsamico di Modena IGP, dalla filiera certificata 1 mld di valore al consumo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Aceto Balsamico di Modena IGP, il Consorzio di tutela: “</em><em>La collaborazione dei due enti ha reso possibile l’avvio del progetto relativo al Passaporto Digitale dell’Aceto Balsamico di Modena</em><em>”. Dopo il record dei 100 milioni di litri certificati IGP arriva la conferma di CSQA come ente di controllo.</em></p>
<p>L&#8217;Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi (ICQRF) dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha rinnovato, con Decreto Ministeriale 322481 del 20 Luglio 2022, l’autorizzazione a <strong>CSQA </strong>ad effettuare i controlli per l<strong>’</strong>Indicazione Geografica Protetta <strong>Aceto Balsamico di Modena.</strong></p>
<p>Uno dei grandi prodotti dal prestigio internazionale della food valley dell’<strong>Emilia-Romagna</strong>, una regione che vanta <strong>44 prodotti agroalimentari DOP IGP</strong> e genera un valore economico pari a <strong>2.779 milioni di euro</strong> ponendosi al primo posto tra le regioni italiane per impatto economico del food ad Indicazione Geografica (Dati Rapporto Ismea-Qualivita 2021).</p>
<p>L’<strong>Aceto Balsamico di Modena IGP </strong>– quinto prodotto italiano agroalimentare DOP IGP per valore alla produzione (Fonte: Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, dati 2021) – contribuisce al paniere made in Italy con <strong>100 milioni litri</strong> di produzione certificata capaci di generare <strong>400 milioni € di valore alla produzione</strong>, tradotti in <strong>1 miliardo € di valore al consumo</strong>, grazie anche al valore generato dal prodotto destinato all’<strong>export</strong> che tocca quota <strong>92%</strong> del totale. A livello di produzione un dato interessante da segnalare è il crescente apprezzamento del prodotto invecchiato che dal 2014 è cresciuto in modo esponenziale fino ad arrivare nel 2021 ad una produzione di oltre 5,2 milioni di litri con una crescita del 33% rispetto al 2020.</p>
<p>Nonostante la necessaria ed evidente autonomia e indipendenza tra Organismo di Controllo e Consorzio di tutela che ha sempre caratterizzato la relazione dei due enti e il rispetto delle diverse attività istituzionali svolte dagli stessi, la necessità di valorizzare e di implementare sempre più strategie di tutela del prodotto ha spinto CSQA e il <strong><a href="https://www.consorziobalsamico.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio</a> Tutela Aceto Balsamico di Modena</strong> a sviluppare anche progetti innovativi orientanti al miglioramento delle attività istituzionali e a un maggior coinvolgimento del consumatore. <em>“La collaborazione dei due enti ha reso possibile l’avvio del progetto relativo al Passaporto Digitale dell’Aceto Balsamico di Modena &#8211; </em>afferma il<strong> Direttore Federico Desimoni</strong><em> &#8211; un programma innovativo e pionieristico nel campo della tracciabilità, sicurezza alimentare, legalità e trasparenza che approderà sul mercato nei prossimi mesi e che anticipa le politiche comunitarie in materia di passaporto digitale dei prodotti recentemente annunciato dalla Commissione Europea.” </em></p>
<p><em> </em>“<em>Siamo orgogliosi che un’eccellenza del made in Italy come l’Aceto Balsamico di Modena IGP confermi CSQA nei controlli</em> &#8211; ha sottolineato <strong>Pietro Bonato, Direttore Generale e AD di CSQA</strong>. <em>Questo a dimostrazione di un importante lavoro sul fronte dei controlli, volti alla garanzia e tutela di un prodotto storico e simbolo dell’Italia. La quota export raggiunta del 92% è a dimostrazione dello straordinario valore e riconoscibilità raggiunti sui mercati internazionali e l’apprezzamento da parte dei consumatori.</em>  <em>L’Aceto Balsamico di Modena IGP è stato la prima tra le grandi Indicazioni Geografiche italiane ad avviare la sperimentazione del Passaporto Digitale, il sistema di tracciabilità agroalimentare realizzato in collaborazione con il Poligrafico dello Stato, CSQA e Fondazione Qualivita, la cui realizzazione è la conferma dell’impegno sul fronte dell’innovazione per i prodotti a denominazione di origine”.  </em></p>
<p><strong> </strong>L’<strong>Aceto Balsamico di Modena IGP </strong>conferma il valore del portfolio prodotti DOP IGP certificato da CSQA, che comprende ad oggi 71 Indicazioni Geografiche: un dato che sottolinea la volontà di accompagnare sempre di più lo sviluppo sostenibile delle filiere agroalimentari di <strong>qualità</strong>, simbolo del made in Italy e della <strong>vocazione dei territori</strong>.</p>
<p>Fonte: <strong>CSQA</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/07/20220626_CS_ACETO-BALSAMICO-DI-MODENA-IGP_CSQA-1.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA COMPLETO</a></p>
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		<title>L&#8217;Olio Toscano IGP Bolgheri nel menu di nove ristoranti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lolio-toscano-igp-bolgheri-nel-menu-di-nove-ristoranti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2022 07:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#RapportoDopIgp2021]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Olio Toscano IGP Bolgheri si potrà conoscere, degustare e apprezzare anche nei piatti dei menu di nove ristoranti top della Costa degli Etruschi grazie ad una stretta sinergia con le aziende olivicole Presentato all’Osteria Del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’Olio Toscano IGP Bolgheri si potrà conoscere, degustare e apprezzare anche nei piatti dei menu di nove ristoranti top della Costa degli Etruschi grazie ad una stretta sinergia con le aziende olivicole</em></p>
<p>Presentato all’Osteria Del Tasso il progetto promosso dal <a href="https://www.oliotoscanoigp.it/"><strong>Consorzio di tutela dell’olio Toscano IGP</strong></a> per promuovere e valorizzare la nuova indicazione territoriale legata alla fama internazionale di Bolgheri.</p>
<p>Il progetto, che a distanza nemmeno di un anno dalla sua nascita ha già dimostrato performance di adesione al disciplinare da parte delle aziende olivicole dell’areale bolgherese molto incoraggianti, è ora pronto per fare il passo successivo: entrare nelle cucine dei ristoranti.</p>
<p>Alla presentazione erano presenti, oltre al Presidente del Consorzio di tutela, <strong>Fabrizio Filippi</strong>, il sindaco di Castagneto Carducci, <strong>Sandra Scarpellini</strong>, il Presidente del Consorzio per la tutela dei Vini DOC Bolgheri e DOC Bolgheri Sassicaia, <strong>Albiera Antinori </strong>ed il Presidente di Terre dell’Etruria,<strong> Massimo Carlotti. </strong></p>
<p><em>“Abbiamo accolto un’altra sfida per il futuro.</em> – ha spiegato il presidente del Consorzio <strong>Filippi</strong> – <em>Il ruolo dei ristoranti è strategico per sostenere le produzioni agricole ed agroalimentari di qualità che esprimono il territorio racchiudendo in se gli elementi di tracciabilità, trasparenza, sicurezza, salute e sostenibilità. I ristoratori sono gli ambasciatori del gusto di un territorio, guide delle produzioni locali, ed è con loro che vogliamo fare questo percorso di valorizzazione della denominazione Toscano IGP Bolgheri”</em>.</p>
<p>Il tour del gusto coinvolgerà inizialmente nove <strong>mete della ristorazione tra le più conosciute ed apprezzate tra Bolgheri, Marina di Castagneto, Marina di Bibbona e San Vincenzo: </strong>Sole e Luna, La Tana del Pirata, Vecchio Frantoio, Enoteca La Bolgherese, Osteria Del Tasso, Enoteca Tognoni, La Magona, La Pineta, Perla Del Mare.</p>
<p>Ed altrettante aziende agricole che forniranno l’Olio extravergine di oliva <strong>Toscano IGP Bolgheri</strong>. Si tratta dell’azienda agricola Laghetto, Mulini di Segalari Società Agricola, Azienda agricola Persico Giovanni, Terre dei Ghelfi, Podere Vignanova, Podere Conca 196, Terre dell’Etruria, Antico Frantoio di Segalari di Serni Fabrizio e Guada al Tasso Marchesi Antinori.</p>
<p>L’obiettivo dell’iniziativa è favorire, anche attraverso l’utilizzo da parte dei ristoratori, la produzione e la commercializzazione dell’extravergine Toscano IGP Bolgheri, simbolo della dieta Mediterranea e primo olio a denominazione d’Italia secondo l’ultimo <strong>Rapporto Ismea-Qualivita</strong>.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di tutela dell’olio Toscano IGP</strong></p>
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		<title>Allarme dal Summer Fancy Food: gli USA pronti a invadere il mercato con i falsi made in Italy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/allarme-dal-summer-fancy-food-gli-usa-pronti-a-invadere-il-mercato-con-i-falsi-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2022 07:48:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con le imitazioni delle nostre DOP, dal Parmigiano Reggiano al Prosciutto di Parma, si mette a rischio la Dop Economy italiana che vale 16,6 miliardi. Gli Stati Uniti vogliono invadere il mercato europeo e italiano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con le imitazioni delle nostre DOP, dal Parmigiano Reggiano al Prosciutto di Parma, si mette a rischio la Dop Economy italiana che vale 16,6 miliardi.</em></p>
<p>Gli Stati Uniti vogliono invadere il mercato europeo e italiano con le imitazioni a stelle e strisce delle specialità nazionali DOP e IGP, mettendo in pericolo una Dop Economy Made in Italy che vale oggi 16,6 miliardi di euro.</p>
<p><strong>A lanciare l’allarme Coldiretti e Filiera Italia al Summer Fancy Food 2022,</strong> evento fieristico mondiale dedicato alle specialità alimentari a <strong>New York City</strong> presso il Javits Center, con le eccellenze del Made in Italy a tavola protagoniste a Padiglione Italia.</p>
<p align="JUSTIFY">“<em>Nel Rapporto 2022 sulle stime del commercio nazionale americano l’Ufficio del rappresentante Usa al Commercio (Ustr)</em> – <strong>afferma Coldiretti</strong> – <em>attacca il sistema europeo delle indicazioni geografiche (DOP e IGP) con l’accusa di costituire una vera e propria barriera d’accesso al mercato europeo per i prodotti a stelle e strisce che si basano, al contrario, sui nomi comuni. <strong>Gli americani, in pratica, non solo non riconoscono il diritto dei produttori italiani a vedere tutelati dalle imitazioni negli States prodotti come il Parmigiano Reggiano Dop o il Prosciutto di Parma Dop, ma vorrebbero</strong></em> – aggiunge l’organizzazione agricola – <em><strong>che sui mercati Ue si potessero vendere in piena libertà prodotti con nomi che richiamano esplicitamente le specialità casearie più note del Belpaese</strong> senza averci nulla a che fare, dalla mozzarella alla ricotta, dal provolone all’asiago, dal parmesan al romano ottenuto però senza latte di pecora, fino alla mortadella ‘bologna’, nonostante si tratti con tutta evidenza di imitazioni delle più note specialità italiane”.</em></p>
<p align="JUSTIFY">E’ bene ricordare che l’analisi del <strong>Rapporto Ismea-Qualivita</strong> sul settore italiano dei prodotti DOP IGP ci dice che la <strong>Dop Economy raggiunge 16,6 miliardi di euro </strong>di valore alla produzione, pari al 19% del fatturato totale dell’agroalimentare italiano.</p>
<p align="JUSTIFY">[&#8230;]</p>
<p align="JUSTIFY">Fonte: <a href="https://www.gustoh24.it/allarme-dal-summer-fancy-food-gli-usa-pronti-a-invadere-il-mercato-con-i-falsi-made-in-italy/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">GustoH24</a></p>
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		<title>La rete per DOP e IGP e l&#8217;ecommerce del Made in Italy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-rete-per-dop-e-igp-e-lecommerce-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2022 07:40:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
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		<category><![CDATA[E-COMMERCE]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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		<category><![CDATA[Valorizzazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiama Destination Gusto la piattaforma lanciata da Supernova Hub e Intesa Sanpaolo. Il fondatore Pozzi Chiesa: bisogna valorizzare i piccoli produttori. Prossimo step, la moda e il design. Con la pandemia sono cambiate anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si chiama Destination Gusto la piattaforma lanciata da Supernova Hub e Intesa Sanpaolo. Il fondatore Pozzi Chiesa: bisogna valorizzare i piccoli produttori. Prossimo step, la moda e il design. </em></p>
<p>Con la pandemia sono cambiate anche le nostre abitudini alimentari, abbiamo cominciato a ordinare pranzo e cena tramite i food delivery e prodotti alimentari sempre più sofisticati grazie all&#8217;ecommerce. Il mercato online del food&amp;grocery ha segnato infatti un&#8217;impennata del 70% rispetto al 2019 e nel 2021 la crescita è proseguita con un ulteriore 39% (dati dell&#8217;Osservatorio ecommerce del Politecnico di Milano). In questo momento scommettere sulle eccellenze del Made in Italy e sul digitale può fornire molte opportunità. A crederci fortemente, con il lancio di «<strong>Destination Gusto</strong>», <strong>piattaforma di ecommerce di prodotti enogastronomici di alta qualità provenienti da tutto il Paese</strong>, sono Supernova Hub, corporate venture accelerator del gruppo ITLM, fondato da Federico Pozzi Chiesa, amministratore delegato anche di Italmondo, azienda di trasporti milanese con fatturato di oltre 200 milioni, che sarà socio di maggioranza, e Intesa Sanpaolo, con il 49%. «Destination Gusto è un progetto molto importante che incontra la nostra visione di creare un marketplace del Made in Italy partendo dai prodotti enogastronomici di altissima qualità &#8211; spiega Pozzi Chiesa -. Sarà possibile ordinare da un vasto catalogo online di vini e generi alimentari da tutte le regioni d&#8217;Italia e da produttori poco noti ma d&#8217;eccellenza attraverso una app e il sito Destinationgusto.it».</p>
<p>I prodotti verranno consegnati in giornata o al massimo il giorno dopo, grazie alla partnership con DeliveryNow. Italmondo si occuperà della gestione del magazzino, del picking e dell&#8217;impacchettamento; Sendabox, scale up di Supernova Hub, delle consegne. «Il modello di business di <strong>Destination Gusto</strong> si svilupperà su tre direttrici: verso il consumatore, che potrà fruire di un vero e proprio viaggio immersivo nel Made in Italy, verso le imprese con servizi incentive, di royalty e regalistica per le aziende; verso nuovi clienti corporate che potranno includere Destination Gusto tra gli strumenti di welfare aziendale per i loro dipendenti &#8211; prosegue Pozzi Chiesa -. La nostra intenzione è che diventi il punto di riferimento del settore e getti le basi per un progetto più ampio che coinvolgerà anche gli ambiti della moda, arredamento e viaggi». La <strong>valorizzazione del Made in Italy</strong> è sicuramente una delle priorità del progetto anche perché l&#8217;Italia è il primo paese al mondo per certificazioni DOP e IGP, con 841 produzioni di qualità diffuse su tutto il territorio nazionale che generano 16,6 miliardi di euro di valore alla produzione ed <strong>export</strong> per 9,5 miliardi di euro (<strong>Rapporto Ismea Qualivita 2021</strong>). «Entro il 2026 puntiamo a raggiungere ricavi per una ventina di milioni di euro grazie alla stretta collaborazione tra i soci &#8211; spiega il fondatore -. Nel dettaglio, Intesa conferirà alla newco cash, strumenti finanziari partecipativi, una piattaforma dagli elevatissimi standard tecnologici, brand e domini e un avviamento commerciale per una valorizzazione totale di circa 9 milioni (49% delle quote).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;economia &#8211; il Corriere della Sera</strong></p>
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		<title>Tante DOP e IGP nel vino. Ma il 50% è al lumicino</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/tante-dop-e-igp-nel-vino-ma-il-50-e-al-lumicino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2022 07:28:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#RapportoDopIgp2021]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tante DOP e IGP nel vino, poche quelle che realmente producono. Tante da rischiare di far perdere vantaggio competitivo al settore. Sono 526 le denominazioni italiane enologiche, 408 DOP e 118 IGP. Ma «oltre il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/tante-dop-e-igp-nel-vino-ma-il-50-e-al-lumicino/">Tante DOP e IGP nel vino. Ma il 50% è al lumicino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tante DOP e IGP nel vino, poche quelle che realmente producono. Tante da rischiare di far perdere vantaggio competitivo al settore. Sono 526 le denominazioni italiane enologiche, 408 DOP e 118 IGP.</em></p>
<p>Ma «<strong>oltre il 50% delle denominazioni vitivinicole non certifica o certifica una quantità al di sotto dei mille litri di vino all&#8217;anno</strong>. Un paniere così grande e non utilizzato di <strong>Indicazioni Geografiche</strong> non è vantaggio competitivo sui mercati, anzi rischia di sminuire il concetto di denominazione ed inserisce elementi distorsivi del percepito del nostro sistema», sottolinea a ItaliaOggi, <strong>Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita</strong>. «La normativa prevede già un meccanismo di cancellazione; è opportuno operare in tal senso facendo una revisione delle denominazioni italiane che non hanno un vero sistema produttivo dietro», dice Rosati».</p>
<p>Dai dati dell&#8217;<strong>Osservatorio Ismea-Qualivita</strong> il 65% (2,118 miliardi di euro) del valore totale del valore alla cantina (3,23 miliardi di euro) è realizzato da soltanto 20 tra DOP e IGP. Ce ne sono infatti 87 (17%) che non hanno nessuna quantità certificata, ovvero tra zero e 100 litri, 145 (28%) tra 100 e 1.000 litri e 232 (44%) con meno di mille litri. Ovvero 464 denominazioni che pesano poco o niente. Sul portale <strong>Qualigeo</strong> (<a href="https://www.qualigeo.eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.qualigeo.eu)</a>, si scopre, tanto per fare qualche esempio, che in provincia di Catanzaro Valdamato ha un solo vinificatore, 1,3 ettari di vigneto e zero per produzione e fatturato. Anche nel senese, il Valdarbia non ha alcuna quantità rivendicata, nonostante 16 vinificatori iscritti; stesso discorso per il Trexenta nella provincia Sud Sardegna, con zero in tutte le voci o il Terre di Veleja, provincia di Piacenza.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.italiaoggi.it/news/tante-dop-e-igp-nel-vino-ma-il-50-e-al-lumicino-2561254" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Italia Oggi</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/tante-dop-e-igp-nel-vino-ma-il-50-e-al-lumicino/">Tante DOP e IGP nel vino. Ma il 50% è al lumicino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>&#8220;DOP economy&#8221;: tiene nell&#8217;anno della pandemia e rilancia per il futuro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-economy-tiene-nellanno-della-pandemia-e-rilancia-per-il-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2022 08:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RapportoDopIgp2021]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato presentato lo scorso 14 febbraio il Rapporto Ismea-Qualivita 2021, l&#8217;analisi della &#8220;DOP economy&#8221; italiana sui valori economici e produttivi dei settori agroalimentare e vitivinicolo DOP e IGP Nell&#8217;anno della pandemia, sembra che la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-tiene-nellanno-della-pandemia-e-rilancia-per-il-futuro/">&#8220;DOP economy&#8221;: tiene nell&#8217;anno della pandemia e rilancia per il futuro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>È stato presentato lo scorso 14 febbraio il Rapporto Ismea-Qualivita 2021, l&#8217;analisi della &#8220;DOP economy&#8221; italiana sui valori economici e produttivi dei settori agroalimentare e vitivinicolo DOP e IGP</em></p>
<p>Nell&#8217;anno della pandemia, sembra che la &#8220;<strong>DOP economy</strong>&#8221; abbia confermato il suo ruolo nei territori. Nel 2020 il settore italiano dei prodotti DOP e IGP ha raggiunto i <strong>16,6 miliardi di euro</strong> di valore alla produzione (-2,0%), pari al <strong>19% del fatturato totale dell&#8217;agroalimentare italiano</strong>. Se da un lato si interrompe il trend di crescita del settore, ininterrotto negli ultimi dieci anni, dall’altro si conferma la capacità di tenuta di un sistema di qualità diffuso in tutto il territorio nazionale. Il comparto agroalimentare DOP/IGP vale 7,3 miliardi di euro alla produzione e il vitivinicolo imbottigliato raggiunge 9,3 miliardi di euro. L’agroalimentare italiano DOP/ IGP/STG coinvolge oltre <strong>86mila operatori, 165 consorzi autorizzati e 46 organismi di controllo</strong>. L’export dei prodotti certificati vale 9,5 miliardi di euro (-0,1%) pari al 20% delle esportazioni nazionali di settore. Le esportazioni hanno risentito degli effetti della pandemia soprattutto sui mercati extra UE, mentre sono cresciute verso i Paesi europei. A patire maggiormente è stato il comparto del vino che con 5,6 miliardi di euro mostra un calo dell’1,3%, mentre il cibo, con 3,9 miliardi di euro registra un incremento delle esportazioni in valore dell’1,6%.</p>
<p><strong>Paolo De Castro, Coordinatore S&amp;D alla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo</strong>: <em>Al di là dei danni e delle ripercussioni sulla salute pubblica, la pandemia da Covid-19 è stata una fase di transizione per l’economia agroalimentare con alcuni settori strategici, come quello dei formaggi a Denominazione di origine, che si confermano ad alto valore aggiunto sul mercato interno e su quelli globali. Non solo per i loro elevati standard di qualità, apprezzati e riconosciuti dai consumatori, ma anche per la loro intrinseca capacità di esprimere un patrimonio dei territori italiani che non è delocalizzabile. E questo nonostante i diffusi e frequenti tentativi di imitazione e le azioni fraudolente cui sono soggetti nel mondo. Le criticità e le opportunità sono insite nella unicità di questi prodotti, in quanto patrimonio fatto appunto di una materia prima, come il latte, di tecniche di lavorazione che si tramandano da secoli e che non sono replicabili al di fuori delle zone d’origine. Parliamo di fondamentali sui quali poi si innesta la capacità dei produttori e dei loro consorzi di tutela di programmare l’offerta per i mercati. La diversificazione produttiva in termini di stagionatura e la commercializzazione possono risultare determinanti per l’efficienza di tutta la filiera. Il futuro delle Indicazioni Geografiche è subordinato alle dinamiche di mercato e alla capacità dei produttori di realizzare economie di scala in un mondo che è in continua evoluzione e con una popolazione in aumento. Il peso specifico di prodotti identificabili e riconoscibili sul piano della qualità non può tuttavia prescindere da una corretta e costante informazione, che deve coinvolgere tutti gli anelli e gli attori delle filiere, dagli agricoltori-allevatori ai consumatori finali. Un prodotto buono e di valore deve essere raccontato da chi lo sa fare. La formazione e la comunicazione in questo senso restano fondamentali.</em></p>
<p><strong>Nicola Bertinelli, Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano</strong>: <em>Il mercato del Parmigiano Reggiano sta diventando sempre più internazionale. Oggi l’Italia rappresenta il 55% del mercato mentre la quota export è pari al 45% (+2,9% a volume rispetto al 2020). Gli Stati Uniti sono il primo mercato (21% dell’export totale), seguito da Francia (19%), Germania (17%), Regno Unito (11%) e Canada (5%). Nei mercati più importanti, le performance migliori, rispetto al 2020, sono state in USA (+10,4%), Francia (+4,5%) e Canada (+5,5%). Crescono anche la maggior parte dei mercati europei, in particolare Svizzera  (+14,7%) e Svezia (+13,2%). Perde terreno il Regno Unito (-15,6%) a causa di Brexit, e la Germania (-1,9%) ma dopo un rialzo importante rispetto al 2019. Tutti i Paesi menzionati hanno un forte potenziale e ci aspettiamo che possano darci grandi soddisfazioni nei prossimi cinque anni. Più a lungo termine sono gli investimenti in Asia e Sudamerica. La strategia, per la comunicazione, è quella di far conoscere e spiegare i valori del prodotto, ossia i contenuti distintivi del disciplinare: dall’assenza di additivi e conservanti alla zona di origine, dalla totale naturalità all’assenza di lattosio che consente la stagionatura anche in tempistiche molto lunghe. La tregua che il Covid sta dando all’Europa potrebbe preludere, secondo l’OMS, alla fine della pandemia. La nostra filiera non solo ha retto all’onda d’urto del Covid ma quest’anno è riuscita a espandere i consumi e a trovare la stabilità dei prezzi alla produzione. Ora che stiamo uscendo da questa fase, dovremo fare fronte ai riflessi di un mercato che è stato tonico ma che potrebbe manifestare a seguito di un aumento produttivo trainato dai prezzi e dalla domanda &#8211; problemi di eccesso di offerta. Il piano marketing e i nuovi piani produttivi, deliberati in assemblea a dicembre 2021, sono i due strumenti principali con i quali ci apprestiamo ad affrontare queste sfide di breve e medio termine per posizionare, ancora una volta, il Parmigiano Reggiano su una traiettoria di crescita forte e di lungo periodo. Anche nel contesto attuale di incertezza, possiamo dire che il mondo dei prodotti di qualità ha superato bene il periodo Covid grazie alle scelte dei consumatori. Ora però ci sono sfide importanti all’orizzonte che, al netto dei nuovi problemi come la guerra in Ucraina e i suoi riflessi, si legano alla nuova PAC. Il 2022 sarà un anno chiave per le proposte di riforma UE della regolamentazione delle IG. Si tratta di un appuntamento politico importante per riuscire a semplificare il regolamento comunitario e, in particolare, le procedure di registrazione delle nuove DOP e il procedimento di modifica dei disciplinari. Sarà inoltre necessario trovare un modo per evitare le penalizzazioni nelle nuove regole legate all’attenzione nutrizionale: pensiamo al Nutriscore, alle recenti notizie dei bollini neri contro il vino e altre misure anche sulle carni lavorate. Siamo in una fase di transizione in cui va fatto quadrato politico per tutelare il valore dei prodotti di qualità che, se consumati responsabilmente, sono un motore di sviluppo del territorio anche in ottica sostenibile. E in questo c’è la priorità di lavoro sia a livello nazionale, sia comunitario sia anche di orIGin</em>.</p>
<p><strong>Antonio Auricchio, Presidente del Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonnzola DOP</strong>: <em>L’Italia è il Paese con il più alto numero di DOP e tra i nostri prodotti certificati i formaggi sono i più numerosi con 56 denominazioni. Il Gorgonzola in particolare, che è un formaggio senza concorrenti in Italia, è la terza DOP per importanza nel panorama dei formaggi da latte vaccino. Il nostro obiettivo pertanto è di rafforzare e valorizzare il nostro prodotto in Italia facendo conoscere al meglio le sue caratteristiche non solo di gusto ma anche nutrizionali. Pochi sanno per esempio che è adatto anche a chi è intollerante al lattosio, essendo naturalmente privo di lattosio (&lt;0,1 g/100g), conseguenza naturale del tipico processo di produzione, e che è un mood food, ovvero uno di quegli alimenti che fanno bene anche all’umore. Abbiamo però ancora importanti margini di crescita soprattutto tra il pubblico più giovane con sbocchi su nuovi mercati nel mondo dove siamo presenti in 88 Paesi sovrani con una copertura globale del 46%. Le opportunità sono la nostra storia millenaria e un know how che solo i nostri esperti casari hanno e questo rappresenta una cultura del prodotto da valorizzare. Una criticità può essere rappresentata da scelte come quella del Nutriscore che non convincono perché appiattiscono il mercato e rischiano di penalizzare soprattutto i prodotti d’eccellenza. Poi il nostro grande nemico: l’Italian sounding che combattiamo costantemente ed è diventata una sfida imponente. Il legame col territorio è la forza delle IG e rafforzandolo non si può che crescere. Basti pensare a quanto sta aumentando il turismo enogastronomico. In Italia siamo leader in quanto a biodiversità, varietà di prodotti, cultura, paesaggio, clima. Dobbiamo essere consapevoli tutti, anche le istituzioni e la politica, che crescendo insieme si cresce di più e si rende un buon servizio al sistema Italia.</em></p>
<p><strong>Stefano Berni, Direttore Generale del Consorzio Tutela Grana Padano</strong>: <em>Veniamo da due anni controversi, dove i consumi domestici, anche all’estero, hanno assorbito il crollo dell’horeca. almeno durante il lockdown. La tendenza si è attenuata nel 2021 pur tra numerose incertezze, ma sui mercati esteri ha tuttavia visto consolidarsi e proseguire crescite significative. Questo dice che il Grana Padano DOP è entrato con maggiore decisione nelle case e quindi dovremo favorire questa tendenza e portarlo a essere sempre più un formaggio a pieno titolo nelle abitudini alimentari a ogni fascia di età, come avviene in Paesi di grande tradizione casearia, su tutti Germania e Francia. Sono anche convinto che i consumatori, oltre alla genuinità e ai controlli di qualità che da sempre garantiamo, sapranno anche apprezzare la sostenibilità, che offriamo da anni con studi e innovazioni, e il legame con il territorio, che va oltre il Made in Italy. Dovremo essere bravi a comunicare questi valori e perciò ci siamo attrezzati con un nuovo piano di marketing che prevede di superare il tasso di crescita media dei consumi del 2,6% annuo dell’ultimo decennio e già nel 2022 punterà a un rialzo del 3% circa delle vendite. Le criticità sono come di consueto l’Italian sounding, che cresce nei Paesi dove non ci sono accordi bilaterali con la UE per la protezione delle DOP, e gli ostacoli frapposti da sanzioni, embarghi e dazi che precludono ai prodotti italiani mercati importanti, come la Russia, da otto anni, e favoriscono l’affermarsi di prodotti “tarocchi”. L’opportunità è che la grande voglia d’Italia in tutti i continenti ci consentirà di far diventare il Grana Padano il formaggio simbolo d’italianità nel mondo. La nuova campagna di promozione e comunicazione che stiamo definendo valorizzerà il concetto che il Grana Padano è il frutto dei luoghi in cui è lavorato e delle sue materie prime, un formaggio dal sapore unico capace di comunicare la vera essenza del made in Italy. Sono convinto che il nostro lavoro sarà utile a tutto il sistema, pur se va ricordato che due formaggi e due prosciutti concentrano oltre l’80% della produzione DOP italiana. Un obiettivo da condividere dovrà essere l’affermazione delle produzioni IG come il risultato di una filiera legata rigorosamente a un territorio in ogni fase, partendo dalla materia prima utilizzata. È questo rapporto esclusivo tra territorio e prodotto che va oltre le produzioni italiane pur prestigiose, ma dove la materia prima non è necessariamente della zona di produzione, a rappresentare il valore aggiunto delle DOP e IGP.</em></p>
<p><strong>Formaggi: produzione su, valore giù</strong><br />
Secondo quanto emerge dal Rapporto Ismea – Qualivita, i formaggi possono contare su 56 denominazioni e 25.830 operatori per un valore di 4,18 miliardi € alla produzione (-7,8%) pari al 57% del comparto alimenti DOP e IGP. Cresce la quantità certificata, ma cala il valore per alcuni formaggi DOP per le difficoltà di assorbimento del mercato interno, soprattutto per la chiusura dell’horeca durante la pandemia. Le esportazioni raggiungono 2,06 miliardi € grazie alla crescita nei Paesi UE. In Lombardia (1,32 miliardi €) e Emilia-Romagna (1,31 miliardi €) si concentrano quasi i due terzi del valore della categoria; al terzo posto la Campania (414 milioni €). Le prime cinque filiere DOP per valore alla produzione sono Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Mozzarella di Bufala Campana, Gorgonzola e Pecorino Romano che valgono 3,7 miliardi €.</p>
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<p>Fonte: <strong>Il Latte</strong></p>
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