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	<title>qualità &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>qualità &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Qualità, certificazioni e fiducia nei Consorzi guidano le scelte degli italiani</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/qualita-certificazioni-e-fiducia-nei-consorzi-guidano-le-scelte-degli-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 07:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una ricerca Salumitalia evidenzia il ruolo di qualità, certificazioni e fiducia nei Consorzi di Tutela nelle scelte degli italiani Per gli italiani il cibo rappresenta molto più di una necessità quotidiana. È un elemento legato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una ricerca Salumitalia evidenzia il ruolo di qualità, certificazioni e fiducia nei Consorzi di Tutela nelle scelte degli italiani</em></p>
<p>Per gli italiani il cibo rappresenta molto più di una necessità quotidiana. È un elemento legato al benessere personale, alla socialità e all&#8217;identità culturale. In questo contesto si inserisce la ricerca <strong>&#8220;<a href="https://www.qualivita.it/news/consumatori-e-salumi-dop-e-igp-un-rapporto-basato-sulla-fiducia-e-trainato-dai-consorzi-di-tutela/" target="_blank" rel="noopener">La percezione di consumo e la valorizzazione di mercato dei Salumi DOP e IGP</a>&#8220;</strong>, presentata durante il convegno <em>&#8220;Salumi DOP IGP e scelte di consumo&#8221;</em> organizzato a Milano, presso l&#8217;<strong>Università Cattolica del Sacro Cuore</strong>, in occasione dell&#8217;assemblea annuale di <strong>Salumitalia – Consorzi Indicazione Geografica</strong>.</p>
<p>Lo studio, realizzato da <strong>EngageMinds HUB</strong>, il centro di ricerca dell&#8217;Università Cattolica specializzato nell&#8217;analisi dei comportamenti alimentari, ha approfondito il modo in cui i consumatori percepiscono i salumi a <strong>Indicazione Geografica</strong>, il valore attribuito alle certificazioni e il ruolo svolto dai <strong>Consorzi di Tutela</strong>.</p>
<h4>Come è stata condotta l&#8217;indagine</h4>
<p>La ricerca ha coinvolto oltre <strong>1.000 italiani</strong>, selezionati attraverso un campione rappresentativo della popolazione nazionale per genere, età, professione e area geografica. Attraverso la metodologia <strong>CAWI</strong> e l&#8217;utilizzo di strumenti scientifici come il <strong>Psychological Food Involvement (PFI)</strong> e il <strong>Food Choice Questionnaire (FCQ)</strong>, i ricercatori hanno analizzato non solo le abitudini di acquisto, ma anche le motivazioni psicologiche che orientano le scelte alimentari.</p>
<p>Tra gli obiettivi dello studio figuravano la comprensione del significato attribuito alla qualità, il valore percepito delle certificazioni <strong>DOP</strong> e <strong>IGP</strong>, il legame tra prodotti e territorio e l&#8217;efficacia dei <strong>Consorzi di Tutela</strong> agli occhi dei consumatori.</p>
<p>[…]</p>
<h4>La fiducia nei Consorzi di Tutela</h4>
<p>Tra gli aspetti più rilevanti emersi dall&#8217;indagine figura il livello di fiducia attribuito ai <strong>Consorzi di Tutela</strong>.</p>
<p>Nella graduatoria degli organismi ritenuti più affidabili dai consumatori, i Consorzi occupano il terzo posto, preceduti soltanto dai <strong>NAS</strong> e dalle autorità sanitarie locali. Complessivamente, il <strong>92%</strong> degli intervistati dichiara di riporre nei Consorzi una fiducia media (<strong>47%</strong>) o elevata (<strong>45%</strong>).</p>
<p>La presenza di un Consorzio è inoltre considerata una delle caratteristiche distintive dei salumi certificati: viene indicata dal <strong>74%</strong> degli intervistati per i prodotti <strong>DOP</strong> e dal <strong>71%</strong> per quelli <strong>IGP</strong>. Tra gli altri elementi maggiormente associati alle Indicazioni Geografiche emergono il legame con il territorio (<strong>74%</strong> per le DOP e <strong>82%</strong> per le IGP) e i controlli svolti dagli organismi autorizzati (<strong>75%</strong> per le DOP e <strong>77%</strong> per le IGP).</p>
<p>La fiducia nei Consorzi risulta particolarmente elevata tra gli over 56.</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <a href="http://horecanews.it/salumitalia-qualita-certificazioni-e-fiducia-nei-consorzi-guidano-le-scelte-degli-italiani" target="_blank" rel="noopener">HorecaNews.it</a></p>
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		<title>[Roma] L’Arma dei Carabinieri a tutela della qualità agroalimentare italiana</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/roma-larma-dei-carabinieri-a-tutela-della-qualita-agroalimentare-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 15:24:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[CONTROLLI]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma, 6 giugno ore 17.00, Villaggio Arma – Villa Borghese. I Carabinieri custodi del Gusto Italiano Nel panorama agroalimentare italiano, eccellenza riconosciuta in tutto il mondo, l&#8217;attività di tutela della qualità e della genuinità dei prodotti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Roma, 6 giugno ore 17.00, Villaggio Arma – Villa Borghese. I Carabinieri custodi del Gusto Italiano</em></p>
<p>Nel panorama agroalimentare italiano, eccellenza riconosciuta in tutto il mondo, l&#8217;attività di tutela della qualità e della genuinità dei prodotti è cruciale. A garanzia di questo inestimabile patrimonio, l&#8217;Arma dei Carabinieri opera in prima linea, contrastando frodi e sofisticazioni, attraverso reparti altamente specializzati. Il suo impegno rientra in una complessa rete interistituzionale che coinvolge il mondo produttivo anche alla luce della nuova legge che tutela i prodotti agroalimentari a marchio protetto.  In questo sistema virtuoso anche il consumatore, debitamente informato, può fare la propria parte.</p>
<p>I rappresentanti di alcune importanti filiere di qualità illustrano come riconoscere un prodotto pregiato o a marchio tutelato con semplici consigli ed esempi pratici. Il rappresentante dell’Arma spiega l’attività svolta a tutela del <em>Made in Italy</em> di qualità.</p>
<h4 style="text-align: center;">PROGRAMMA</h4>
<p style="text-align: center;"><strong><u>MODERA</u></strong>: Chiara GIALLONARDO – giornalista, autrice e conduttrice radiofonica del programma RAI “Io Chiara e il Green”.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><u>INTERVENTI:</u></strong></p>
<p style="text-align: center;">Eleonora IACOVONI, Direttore Generale per la promozione della qualità agroalimentare (MASAF);</p>
<p style="text-align: center;">Cesare BALDRIGHI, Presidente <em>Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (</em>ORIGIN);</p>
<p style="text-align: center;">Piermaria SACCANI, Direttore Consorzio Mozzarella di Bufala Campana DOP;</p>
<p style="text-align: center;">Raffaele CIRONE, Presidente Federazione Apicoltori Italiani (FAI);</p>
<p style="text-align: center;">Nicola DI NOIA, Direttore Generale UNAPROL (Consorzio Olivicolo Italiano) e Consigliere Delegato della “Fondazione Evoo School Italia”;</p>
<p style="text-align: center;">Fabio CERRETANO, Presidente Federazione Nazionale Associazioni Tartufai Italiani;</p>
<p style="text-align: center;">Alessandro CIRCIELLO, Chef e consulente gastronomico di aziende e programmi televisivi RAI, Presidente Federazione Italiana Cuochi del Lazio;</p>
<p style="text-align: center;">Cap. Daniele VESCARELLI, Comandante Sezione Sicurezza Agroalimentare Reparto Operativo Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare.</p>
<p>Fonte: <strong>Comando</strong> <strong>Generale dell&#8217;Arma dei Carabinieri</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/convegno-Festa-Arma-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Vino, dopo lo scandalo metanolo le DOP e IGP sono cresciute dal 10% al 60%</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-dopo-lo-scandalo-metanolo-le-dop-e-igp-sono-cresciute-dal-10-al-60/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 08:03:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONTROLLI]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
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		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vino al metanolo, da una tragedia che costò 23 morti e un crollo di fatturato, la produzione è calata del 40% puntando su DOP e IGP, le esportazioni sono cresciute di 10 volte con livelli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vino al metanolo, da una tragedia che costò 23 morti e un crollo di fatturato, la produzione è calata del 40% puntando su DOP e IGP, le esportazioni sono cresciute di 10 volte con livelli elevati di qualità</em></p>
<p>Negli anni è diventato l’emblema del rimbalzo, della possibilità di risorgere dalle proprie ceneri. È lo s<strong>candalo del vino al metanolo</strong> che esplose il 17 marzo del 1986. Un caso di sofisticazione grossolana con il metanolo aggiunto al vino. Si tratta di un alcol naturale che però, aumentato dolosamente, può provocare, intossicazione, lesioni gravi, cecità e – purtroppo &#8211; anche la morte. E infatti <strong>furono 23 i morti e decine di persone furono ferite alcune con danni permanenti</strong>.</p>
<h4>Tragedia umana ed economica</h4>
<p>Ne derivò una gravissima crisi per il vino italiano. Si calcola circa <strong>mezzo miliardo di euro di perdite (su un fatturato del settore che all’epoca era di 2,5 miliardi)</strong> crollo delle esportazioni (meno 40% in un anno e meno 80% in Germania allora primo mercato estero in assoluto e ancora oggi tra i principali mercati per il vino italiano). Crollo del 70% anche dei consumi interni.</p>
<p>[…]</p>
<h4>La rivoluzione della qualità</h4>
<p>E invece? E invece proprio da quel momento il vino italiano ha avviato quella che è stata etichettata come la “<strong>rivoluzione della qualità</strong>”. La produzione è calata di oltre il 40% (da 76,8 milioni di ettolitri ai 44,3 di oggi). Ridimensionamento produttivo che non ha impedito all’Italia di restare tutt’ora il primo produttore mondiale di vino.<strong> Parallelamente i vini a indicazione geografica (Igt, Doc, Docg) che nel 1986 erano appena il 10% del totale oggi coprono oltre il 60%</strong> della produzione made in Italy. «Un passaggio – hanno commentato alla Coldiretti – che mostra come il mondo del vino italiano abbia conquistato in questi anni posizioni di leadership a livello mondiale puntando sulla qualità legata al territorio, anziché sulla quantità a basso prezzo».</p>
<p>In questo quadro di escalation qualitativa<strong> le esportazioni sono cresciute di oltre 10 volte</strong> passando dagli 800 milioni di euro del 1986 agli otre 8 miliardi di oggi. Il fatturato del settore è passato da 2,5 miliardi a oltre 16.</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/vino-metanolo-40-anni-scandalo-bottiglie-doc-e-igt-sono-passate-10percento-60percento-totale-AIgu5XjB" target="_blank" rel="noopener">Il Sole 24 Ore.it</a></strong></p>
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		<title>Qualità, territorio e ricerca: l’Olio di Roma IGP protagonista della giornata ‘Olio nel Cuore’</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/qualita-territorio-e-ricerca-lolio-di-roma-igp-protagonista-della-giornata-olio-nel-cuore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 08:15:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una giornata per raccontare l’Olio di Roma IGP in piena campagna olearia, tra scienza, tradizione e identità del territorio Il 22 novembre, nella cornice di Villa Cavalletti a Grottaferrata, si terrà l’evento “Olio nel Cuore. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/qualita-territorio-e-ricerca-lolio-di-roma-igp-protagonista-della-giornata-olio-nel-cuore/">Qualità, territorio e ricerca: l’Olio di Roma IGP protagonista della giornata ‘Olio nel Cuore’</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una giornata per raccontare l’Olio di Roma IGP in piena campagna olearia, tra scienza, tradizione e identità del territorio</em></p>
<p>Il <strong>22 novembre</strong>, nella cornice di <strong>Villa Cavalletti a Grottaferrata</strong>, si terrà l’evento <em>“Olio nel Cuore. Percorso tra salute, territorio e cultura”</em>, una giornata dedicata all’approfondimento del valore dell’olio extravergine di oliva e del suo ruolo nella salute, nella cultura alimentare e nella valorizzazione del territorio. Al centro del confronto ci sarà in particolare l’<strong>Olio di Roma IGP</strong>, simbolo dell’identità agricola laziale e punto di riferimento della produzione regionale.</p>
<p>L’appuntamento arriva in un momento particolarmente significativo per la filiera olivicola: quello della raccolta delle olive. Quale occasione migliore, dunque, per parlare di olio? Mentre nei frantoi del Lazio prende forma l’olio nuovo, cresce anche l’attenzione verso la qualità, l’origine certificata e il legame profondo tra prodotto, benessere e tradizione. L’iniziativa nasce proprio per mettere in dialogo questi aspetti, offrendo una lettura contemporanea e completa dell’olio come prodotto agricolo, culturale e scientifico.</p>
<p>A moderare i lavori sarà la giornalista del <strong>TG2, Laura Squizzato</strong>, che accompagnerà gli interventi e guiderà il confronto tra i relatori per l’intera mattinata.</p>
<p>La giornata si aprirà alle <strong>11:00</strong> con i saluti istituzionali del Sindaco di Grottaferrata, <strong>Mirko Di Bernardo</strong>, e del Presidente del Consorzio Olio di Roma IGP, <strong>David Granieri</strong>.</p>
<p>Alle <strong>11:15</strong> inizierà la sessione di lavoro <em>“Olio nel Cuore. Percorso tra salute, territorio e cultura”</em>. Interverranno <strong>Tiziana Torelli</strong>, Consigliere Delegato del Consorzio Olio di Roma IGP; <strong>Francesco Barillà</strong>, Presidente della Fondazione Italiana Cuore e Circolazione ETS; <strong>Stefania Ruggeri</strong>, ricercatrice e nutrizionista del CREA Alimenti e Nutrizione del MASAF; <strong>Nicola Di Noia</strong>, Direttore di Unaprol e Consigliere Delegato della Fondazione EvooSchool Italia; <strong>Carlo Hausmann</strong>, del Comitato Tecnico Scientifico dell’Olio di Roma IGP; <strong>Deodato Cianfanelli</strong>, Direttore del Centro Equestre Federale FISE – CONI; e <strong>Michelle Grillo</strong>, Consigliere della Presidenza del Consiglio dei Ministri.</p>
<p>Saranno inoltre presenti <strong>Massimiliano Raffa</strong>, Presidente di ARSIAL, e <strong>Giancarlo Righini</strong>, Assessore della Regione Lazio con delega a Bilancio, Agricoltura e Sovranità Alimentare.</p>
<p>Nel corso della mattinata parteciperanno anche atleti dell’A.S.D. Frascati Scherma e campioni vincitori del secondo scudetto dell’A.S. ROMA.</p>
<p>Il pomeriggio si aprirà alle <strong>15:00</strong> con una <strong>visita guidata al Museo dell’Olio di Villa Cavalletti</strong>, un percorso immersivo attraverso la storia e la cultura olearia del territorio. A seguire, alle <strong>16:00</strong>, è prevista una <strong>masterclass sull’Olio di Roma IGP</strong>, a cura della Fondazione EvooSchool, pensata per approfondire gli aspetti sensoriali e qualitativi dell’olio extravergine e per offrire ai partecipanti un’esperienza diretta di assaggio.</p>
<p><strong>L’Olio di Roma IGP e le sue caratteristiche</strong></p>
<p>L’evento rappresenta un’occasione unica per approfondire il profilo dell’<strong>Olio di Roma IGP</strong>, un extravergine che esprime al meglio l’identità agricola e culturale del Lazio. La zona di produzione abbraccia l’intera provincia di Viterbo e ampie aree delle province di Roma, Rieti, Frosinone e Latina, territori caratterizzati da suoli vulcanici, microclimi mediterranei e paesaggi collinari che influenzano in modo decisivo la qualità dell’olio.</p>
<p>Le cultivar tipiche del disciplinare – <em>Itrana, Carboncella, Moraiolo, Caninese, Salviana, Rosciola, Marina, Sirole, Maurino e Pendolino</em> – contribuiscono a creare un profilo sensoriale riconoscibile, con sentori vegetali, note di pomodoro e carciofo, mandorla ed erbe fresche, e un equilibrio armonico tra amaro e piccante.</p>
<p>Il disciplinare dell’IGP garantisce inoltre una filiera tracciata e controllata, dalla raccolta alla trasformazione fino al confezionamento, assicurando autenticità e qualità costanti. L’olio diventa così non solo un prodotto agricolo, ma un racconto che unisce biodiversità, storia, cultura gastronomica e innovazione.</p>
<p>Con questa iniziativa, realizzata con il contributo dell’ARSIAL – REGIONE LAZIO, il Consorzio Olio di Roma IGP intende promuovere una maggiore consapevolezza sulle qualità dell’olio extravergine, sul suo ruolo nella prevenzione e nel benessere e sull’importanza della valorizzazione del territorio laziale. Il <strong>22 novembre</strong> sarà dunque una giornata dedicata alla conoscenza, ma anche all’esperienza diretta, in un dialogo continuo tra scienza, tradizione e gusto.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Olio di Roma IGP</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/11/CS-_Olio-nel-Cuore.-Percorso-tra-salute-territorio-e-cultura_.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vino Alto Adige: nuovo documentario per raccontare la rivoluzione qualitativa</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-alto-adige-nuovo-documentario-per-raccontare-la-rivoluzione-qualitativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 08:22:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Vini Alto Adige celebra i protagonisti della rivoluzione enologica che dagli anni Ottanta a oggi ha cambiato il destino del territorio Con il film “Vino in Alto Adige – Storia di una rinascita”, presentato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-alto-adige-nuovo-documentario-per-raccontare-la-rivoluzione-qualitativa/">Vino Alto Adige: nuovo documentario per raccontare la rivoluzione qualitativa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio Vini Alto Adige celebra i protagonisti della rivoluzione enologica che dagli anni Ottanta a oggi ha cambiato il destino del territorio</em></p>
<p>Con il film <em>“</em><strong><i>Vino in Alto Adige – Storia di una rinascita</i></strong><em><b>”</b></em>, presentato nei giorni scorsi in anteprima al Filmclub di Bolzano, il <strong>Consorzio Vini Alto Adige</strong> celebra le figure che hanno guidato la svolta qualitativa degli anni ’80 e ne conserva memoria per le generazioni future.<u></u><u></u></p>
<p><strong>Dodici interpreti</strong> – i <strong>pionieri</strong> degli anni settanta e ottanta appunto – compaiono davanti alla macchina da presa per raccontare le loro storie, rendendo partecipe il pubblico dei loro successi, delle loro sfide e delle loro visioni. La trama del docufilm non poteva che essere scandita dai ritmi della Natura e delle sue stagioni, a cui si intreccia da sempre l’arte paziente della produzione del vino: dai primi caldi raggi di sole primaverili alle dorate vendemmie autunnali. <u></u><u></u></p>
<p>Attraverso un raffinato montaggio e immagini spettacolari dove le montagne diventano protagoniste silenziose e assolute, l’opera intreccia al passato anche la prospettiva delle <strong>giovani generazioni</strong>: <strong>donne</strong> &#8211; figlie e nipoti &#8211; che portano avanti l’eredità con passione, senso di responsabilità e coraggio.<u></u><u></u></p>
<div  class='avia-button-wrap avia-button-center  avia-builder-el-0  avia-builder-el-no-sibling ' ><a href='https://tr.zedcomm.it/e/tr?q=0%3dGYNcG%26B%3dI%26K%3dGWRf%26x%3dUKeCS%26C%3dE3J8P_1qkw_Ba_0xbp_Jm_1qkw_AfET6.O7R3KtB.lE5_OZsh_YOMsQl8_0xbp_Km5_HizY_SVTp4E1pk3VVA_0xbp_Jco5sQ4Hw_OZsh_ZMO7R3K.tB%26m%3d%269A%3dYDWLg%263I%3dJgAUIXIWIZCRLd%26q%3dStBn6xYFZLaETtcoWIcmTOf0XR8DVPYC6wBlXsgF18j1sOdl6Ic05xfE4x9l1Ogo6LBm&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt' class='avia-button   avia-icon_select-no avia-color-dark avia-size-medium avia-position-center ' target="_blank" rel="noopener"><span class='avia_iconbox_title' >GUARDA IL TRAILER</span></a></div>
<p>A partire dalla seconda metà degli Anni Ottanta, l’intero settore vitivinicolo altoatesino ha vissuto una trasformazione radicale, che consente oggi all’ Alto Adige di essere protagonista riconosciuta sulla scena internazionale. “<em>Se durante la crisi del vino negli Anni Ottanta non ci fossero stati uomini e donne lungimiranti, disposti a rischiare e a cambiare rotta, oggi l’Alto Adige non sarebbe dove si trova</em>”, afferma il presidente del Consorzio Vini Alto Adige, <strong>Andreas Kofler</strong>. <u></u><u></u></p>
<p>L’idea del film nasce proprio dal desiderio di rendere omaggio a questi protagonisti, raccontarne le intuizioni, il coraggio e l’eredità culturale. “<em>Queste persone hanno scritto la sceneggiatura di una nuova epoca</em>”, spiega <strong>Eduard Bernhart</strong>, direttore del Consorzio e ideatore di questo speciale progetto. “<em>Desideravo che fossero ricordati come personaggi vivi e autentici, era giusto documentare anche con voci e immagini il loro spirito pionieristico, non solo per noi ma anche per le generazioni future. Più che un documentario questo progetto vuole essere un archivio di memorie, vissuti, emozioni e racconti</em>.” <u></u><u></u></p>
<p>La forza del lavoro di squadra e l’impegno collettivo fanno da <em>fil-rouge</em>: “<em>Allora tutti remavano nella stessa direzione, credendo in un nuovo futuro per il vino altoatesino e lavorando instancabilmente per realizzarlo</em>”, racconta <strong>Kofler</strong>.<u></u><u></u></p>
<p>Accanto ai <strong>protagonisti storici</strong>, il film dà anche voce alla <strong>nuova generazione</strong> di produttori – ben interpretata sullo schermo da donne che oggi sono tra le protagoniste della viticoltura della regione –, offrendo un dialogo tra passato e presente, tra chi ha aperto la strada e chi la percorre. “<em>È proprio il confronto tra ieri e oggi, tra esperienza e rinnovamento, che rende il film così vivo e attuale</em>”, conclude <strong>Bernhart</strong>. <u></u><u></u></p>
<p>Realizzato dal regista Peter Künzel con Michael Tscholl come aiuto regista e operatore e prodotto da Axel Bernhard e F-Tech Production questo docufilm – che ha cinque lunghi anni di lavoro alle spalle – è il secondo grande progetto culturale promosso dal Consorzio dopo il volume “Vino in Alto Adige”, pubblicato lo scorso anno in italiano e tedesco, e recentemente premiato dall&#8217;Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino (OIV) come uno dei migliori libri nella categoria &#8220;Wines and Territories&#8221;.</p>
<p>Fonte: <a href="https://h9f6h.mailupclient.com/f/rnl.aspx/?mlh=ww/yu1dalj=s3el:=z_2210e8bb=d:ol&amp;x=pp&amp;v/im9b&amp;x=pv&amp;nam65al4&amp;x=pv&amp;9k=vzyv2NCLM" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vini Alto Adige</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-alto-adige-nuovo-documentario-per-raccontare-la-rivoluzione-qualitativa/">Vino Alto Adige: nuovo documentario per raccontare la rivoluzione qualitativa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Speck Alto Adige IGP protagonista della tradizione enogastronomica del Törggelen</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/speck-alto-adige-igp-protagonista-della-tradizione-enogastronomica-del-torggelen/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 07:33:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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		<category><![CDATA[qualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal tagliere al piatto: così lo Speck Alto Adige IGP è protagonista del Törggele, la tradizione enogastronomica dell&#8217;Alto Adige che si svolge in autunno In autunno, in un maso o in un Buschenschank dell’Alto Adige, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal tagliere al piatto: così lo Speck Alto Adige IGP è protagonista del Törggele, la tradizione enogastronomica dell&#8217;Alto Adige che si svolge in autunno</em></p>
<p>In autunno, in un maso o in un <em>Buschenschank</em> dell’Alto Adige, può capitare che lo speck venga servito direttamente sul tavolo, con tanto di coltello.In questo caso è in corso il <strong data-start="3" data-end="16">Törggelen</strong> è una tradizione autunnale dell’Alto Adige, durante la quale si degustano vini novelli e prodotti tipici locali come castagne, salumi e formaggi. È nato come momento conviviale tra contadini e viticoltori dopo la vendemmia</p>
<p>Lo <strong>Speck Alto Adige IGP</strong> fa parte del Törggelen tanto quanto le castagne. Che sia servito come antipasto freddo o protagonista di una ricetta più elaborata, è sempre più di un semplice contorno: è una tradizione viva. In alcuni masi ti verrà persino chiesto di affettarlo da solo.<b> Il metodo giusto per tagliarlo?</b> Si parte realizzando una<b> fetta di circa 3 cm</b> lungo la baffa o il pezzo intero, si toglie la cotenna e poi si <b>affetta trasversalmente alla fibra</b>, in fette sottili. Così il suo sapore si sprigiona al meglio – e farai anche un’ottima figura con amici e famigliari.</p>
<p>Se invece preferisci portare il gusto del Törggelen direttamente in cucina, lo Speck Alto Adige IGP si presta a molte ricette. Dai <b>classici </b>canederli allo speck al risotto con pere, ogni piatto racconta un pezzetto d’autunno.</p>
<p><b>Più delicate</b> sono le varianti con gnocchi di castagne e mele, o le tagliatelle con speck croccante. E <b>se ti piace sperimentare</b>, prova i funghi ripieni con crema di patate e formaggio Stelvio oppure i <b>moderni </b>canederli con Speck Alto Adige IGP e formaggio.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.speck.it/it/news/speck-alto-adige-e-toerggelen/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Speck Alto Adige IGP</strong></a></p>
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		<title>La tradizione italiana di Galup: intervista a Daniela Mirabello</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-tradizione-italiana-di-galup-intervista-a-daniela-mirabello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 10:14:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti di panetteria pasticceria confetteria o biscotteria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pasticceria italiana è composta da prodotti classici e nuove tendenze. Unico neo: l&#8217;aumento dei prezzi di materie prime ed energia che si riflette, seppur in misura più contenuta, sui prezzi al consumo. Intervista a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La pasticceria italiana è composta da prodotti classici e nuove tendenze. Unico neo: l&#8217;aumento dei prezzi di materie prime ed energia che si riflette, seppur in misura più contenuta, sui prezzi al consumo. Intervista a Daniela Mirabello, responsabile assicurazione qualità e ricerca e sviluppo di Galup.</em></p>
<p><strong>Il responsabile ricerca e sviluppo e assicurazione qualità di uno stabilimento</strong> che prepara prodotti da forno formula e industrializza nuove ricette, migliora le esistenti, seleziona materie prime e fornitori alternativi, valuta l&#8217;applicabilità di nuove tecnologie, assicura la conformità alla normativa vigente, il mantenimento dei sistemi di qualità e di certificazione volontaria, gestisce le eventuali non conformità, coordina personale e altre risorse. Deve quindi avere solide competenze tecniche e legali, attenzione per i dettagli, capacità relazionali e soprattutto una spiccata passione per il lavoro da svolgere. <strong>Ne abbiamo parlato con la dottoressa Daniela Mirabello</strong>, responsabile assicurazione qualità e ricerca e sviluppo di <a href="https://www.galup.it/?srsltid=AfmBOorV57zmMi3Pql9i3RW2gYp3FZD04Ygcwwnj_bDum3yooox_0eCA" target="_blank" rel="noopener"><strong>Galup</strong></a>, azienda piemontese, conosciuta dai consumatori soprattutto per suoi ottimi dolci da ricorrenza.</p>
<h4>Che tipo di formazione ha avuto?</h4>
<p>Sono un Agronomo specializzato in qualità alimentare. Mi sono laureata in Scienze agrarie con indirizzo in Agroingegneria presso l&#8217;Università degli Studi d&#8217; Palermo, per poi specializzarmi in Imprenditorialità e qualità del sistema agroalimentare.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Come ha completato la sua formazione?</h4>
<p>Nel 2015 ho frequentato un <strong>Master di Alta formazione per Lead Auditor, presso l&#8217;ente di certificazione CSQA</strong> acquisendo gli strumenti riguardanti le certificazioni più richieste dalle aziende alimentari sui <strong>Sistemi dl gestione della qualità</strong>: BRC, IFS, ISO 9001 e ISO 22000. Questi standard nefin&#8217;scono i requisiti volontari cui le imprese decidono di conformarsi per ottenere la certificazione.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.macchinealimentari.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Macchine Alimentari</strong></a></p>
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		<title>Dal produttore alla bottiglia: il viaggio dell’Olio Riviera Ligure DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dal-produttore-alla-bottiglia-il-viaggio-dellolio-dop-riviera-ligure/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 07:20:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non tutti sanno che dietro una bottiglia di Olio DOP Riviera Ligure ci sono mani, colline, passaggi, attese, regole e gesti antichi. Un olio così non si improvvisa: si costruisce. Passaggio dopo passaggio. Ti portiamo con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non tutti sanno che dietro una bottiglia di Olio DOP Riviera Ligure ci sono mani, colline, passaggi, attese, regole e gesti antichi. <strong>Un olio così non si improvvisa: si costruisce</strong>. Passaggio dopo passaggio. Ti portiamo con noi in questo viaggio, dal primo ramo d’ulivo alla bottiglia finale.</em></p>
<h4><strong>Tutto inizia tra i muretti a secco</strong></h4>
<p>Gli ulivi liguri non stanno in comode pianure. Crescono sospesi tra mare e cielo, su terrazzamenti costruiti a fatica, scalino dopo scalino. Qui il lavoro è manuale, faticoso, lento. Ma anche pieno di <strong>orgoglio</strong>. I produttori liguri raccolgono ancora a mano, spesso con reti e pettini, per non danneggiare le olive.<br />
Le olive devono arrivare <strong>freschissime</strong> in frantoio per poter essere lavorate e fornire in questo modo la mappa sensoriale degli oli Riviera Ligure DOP che variano a seconda della varietà locale. Gli Riviera Ligure DOP – Taggiasca  hanno un fruttato leggero – medio, con sentori di mandorla, pinolo, carciofo a cui seguono lievi note di amaro e piccante. tutto in equlibrio.</p>
<p>La regola è chiara: nel tempo più breve possibile dalla raccolta le olive devono essere portate in frantoio e vanno frante. <strong>Non possiamo compromettere la qualità della produzione</strong>. Nei frantoi della Riviera Ligure, le olive vengono subito defogliate, lavate, macinate e gramolate (lavorate lentamente per separare la pasta oleosa).</p>
<p>Ogni lotto di olio viene analizzato chimicamente (acidità, perossidi…) e assaggiato da <strong>panel test ufficiale</strong> che ne verificano il profilo sensoriale, con i suoi profumi e sentori. Solo se supera questi test entra è Riviera Ligure DOP.</p>
<p>Solo a questo punto l’olio viene imbottigliato e marchiato con il <strong>collarino giallo numerato</strong>. Ogni numero corrisponde a una tracciabilità totale: dal campo alla bottiglia.</p>
<p><strong>Ora quell’olio è pronto a finire nei tuoi piatti per esaltarne il gusto.</strong> Condimento? No è un r<strong>acconto agricolo, culturale e umano</strong>. E tutto questo è possibile solo grazie alla certificazione DOP, che protegge ogni passaggio.</p>
<p><strong>Quando apri una bottiglia di DOP Riviera Ligure, non apri un generico “olio extravergine di oliva”. Apri un pezzo di Liguria, fatto di tempo, fatica e regole chiare. E sì, anche di passione. Quella vera.</strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.oliorivieraligure.it/news/dal-produttore-alla-bottiglia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela Olio DOP Riviera Ligure</strong></a></p>
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		<title>Lenti: 90 anni di storia, tradizione e qualità d&#8217;eccellenza</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lenti-90-anni-di-storia-tradizione-e-qualita-deccellenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2025 13:35:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;azienda di Santena (Torino), fondata nel 1935, festeggia un importante anniversario. I plus dell&#8217;ingresso nel Gruppo Amadori. II consolidamento nel settore salumi d&#8217;alta gamma con &#8220;Le Eccellenze di Filiera&#8221;. E il recente restyling del sito [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;azienda di Santena (Torino), fondata nel 1935, festeggia un importante anniversario. I plus dell&#8217;ingresso nel Gruppo Amadori. II consolidamento nel settore salumi d&#8217;alta gamma con &#8220;Le Eccellenze di Filiera&#8221;. E il recente restyling del sito e dei canali social.</em></p>
<p>Fondata nel 1935 da Attilio Lenti a Santena (Torino), <strong>Lenti è parte del Gruppo Amadori dal 2022</strong> e continua ad affermarsi come un punto di riferimento nel settore della salumeria di alta qualità.</p>
<p>La storia di Lenti è un racconto di <strong>passione per la qualità e rispetto per la tradizione</strong>. Le ricette originali di Attilio Lenti, tramandate da quasi un secolo, sono un segreto custodito gelosamente e svelato solo attraverso il gusto inconfondibile dei suoi prodotti.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Il <strong>lancio della linea &#8220;Le Eccellenze di Filiera&#8221;</strong>: una gamma di specialità, intere e affettate, con <strong>carni 100% italiane di filiera tracciata</strong> e certificata. La gamma è stata lanciata ad aprile 2024, con l&#8217;obiettivo di posizionarsi nella fascia alta del mercato.</p>
<p>Le carni utilizzate nella lavorazione de &#8220;Le Eccellenze di Filiera&#8221; provengono esclusivamente da animali nati, allevati e lavorati in Italia. Mangimifici, allevamenti e impianti di trasformazione alimentare sono <strong>tutti certificati con l&#8217;Organismo di certificazione CSQA</strong>, primo ente italiano accreditato nel settore alimentare.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Salumi &amp; Consumi</strong></p>
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		<title>Parmigiano Reggiano DOP, prosciutto e ortofrutta: l&#8217;Italia è diventata una superpotenza agroalimentare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/parmigiano-reggiano-dop-prosciutto-e-ortofrutta-litalia-e-diventata-una-superpotenza-agroalimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 07:18:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parmigiano Reggiano DOP, Prosciutto di Parma DOP e San Daniele DOP, ortofrutta: ecco come l&#8217;Italia è diventata una superpotenza dell&#8217;agroalimentare di qualità Non c’è un politico, nemmeno uno, che non abbia criticato Bruxelles per l’eccessiva [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/parmigiano-reggiano-dop-prosciutto-e-ortofrutta-litalia-e-diventata-una-superpotenza-agroalimentare/">Parmigiano Reggiano DOP, prosciutto e ortofrutta: l&#8217;Italia è diventata una superpotenza agroalimentare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Parmigiano Reggiano DOP, Prosciutto di Parma DOP e San Daniele DOP, ortofrutta: ecco come l&#8217;Italia è diventata una superpotenza dell&#8217;agroalimentare di qualità</em></p>
<p><b>Non c’è un politico, nemmeno uno, che non abbia criticato Bruxelles per l’eccessiva regolamentazione comunitaria.</b> Eppure il compito della <b>Commissione Ue</b> è proprio quello di fissare <b>standard comuni</b> per raggiungere gli <b>obiettivi </b>indicati dai <b>politici </b>(eletti dai cittadini dei singoli Stati) che stanno all’<b>Europarlamento</b>. Standard che poi vengono adottati insieme al <b>Consiglio europeo</b>, dove siedono i rappresentanti dei governi dei<b> 27 Paesi membri</b>. Prendiamo il settore alimentare: da almeno <b>25 anni</b> l’<b>Unione europea</b> ha messo al centro dell’<b>agenda politica</b> l’incremento della circolazione dei <b>prodotti nel mercato unico</b>, la <b>difesa delle eccellenze</b> (oggi minacciate dai <a href="https://www.qualivita.it/argomento/dazi/" target="_blank" rel="noopener">dazi di Donald Trump</a>) e le regole per proteggere <b>la salute dei suoi cittadini</b>. Vediamoli questi regolamenti, e quali ricadute per le imprese e i consumatori.</p>
<h4>Come nasce la regolamentazione comunitaria</h4>
<p><b>Qualcuno ricorderà gli scandali alimentari degli anni 90: mucca pazza, i polli e le uova alla diossina</b>, il conseguente crollo dei consumi di carne e aziende in crisi. Al tempo non esistevano <b>misure uniformi </b>per affrontare le <b>emergenze </b>che scatenarono il panico nelle <b>opinioni pubbliche</b>. Proprio per evitare il ripetersi di casi simili, la <b>Commissione europea</b> ha proposto <b>rigorose linee guida sulla legislazione alimentare</b> e <b>standard unici per la tracciabilità dell’intera filiera</b>, «dal produttore al consumatore». Il <a href="https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CONSLEG:2002R0178:20060428:IT:PDF" target="_blank" rel="noopener">Regolamento 178/2002</a> è stato adottato nel <b>2002</b>.</p>
<h4>La tutela dei prodotti d’origine</h4>
<p><b>Per proteggere i prodotti agroalimentari tipici, l’Unione ha creato un sistema di marchi</b> come <b>DOP </b>(Denominazione di Origine Protetta) e <b>IGP </b>(Indicazione Geografica Protetta). Il primo indica un vino o un alimento originario di una determinata regione: <b>ogni parte del processo di produzione, trasformazione e preparazione</b> deve avvenire solo in quel<b> territorio specifico</b>, come accade per il <b>Parmigiano Reggiano DOP</b> o il <b>Gorgonzola DOP</b>. Il marchio <b>IGP </b>indica invece la <b>relazione fra il nome del prodotto e l’area geografica specifica</b> dove deve svolgersi <b>almeno una fase del processo produttivo</b>: è il caso della <b>Mortadella Bologna IGP</b> o dell’<strong>A</strong><b>ceto Balsamico di Modena IGP</b>. Per ottenere i marchi <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/rapporto-ismea-qualivita-2024/" target="_blank" rel="noopener"><b>DOP</b> e </a><b><a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/rapporto-ismea-qualivita-2024/">IGP</a> </b>occorre che uno Stato faccia richiesta alla <b>Commissione europea</b>. Una volta ottenuto, nessun può falsificarlo. Ad esempio se un produttore francese vende formaggio con il marchio «parmigiano reggiano», si può chiedere all’autorità francese di bloccarlo. <a href="https://www.qualivita.it/osservatorio/osservatorio-ue/" target="_blank" rel="noopener">Attualmente nella Ue sono 3.457 i prodotti a denominazione di origine e a indicazione geografica</a> protetta (261 extra-Ue).</p>
<p><b><a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/qualivita-atlas-g7-edizione-treccani/" target="_blank" rel="noopener">E l’Italia è il Paese che conta più prodotti protetti</a>: 891, contro i 773 della Francia e i 387 della Spagna</b>. Il sistema è diventato un volano per <b>i prodotti agroalimentari</b>, stimolando la competitività tra impresa, e oggi complessivamente garantisce alla Ue un fatturato di <b>80 miliardi di euro</b>.</p>
<h4>Contraffazione e falso Made in Italy</h4>
<p><b>L’Italia è anche tra le nazioni che più beneficiano della </b>«<b>DOP economy</b>»<b></b>: secondo il rapporto <a href="https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13232">Ismea-Qualivita</a> vale<b> 20,2 miliardi di euro </b>(<b>11,5 miliardi </b>arrivano <b>dall’export</b>) e coinvolge <b>194 mila imprese e 850 mila occupati</b>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/parmigiano-prosciutto-e-ortofrutta-ecco-come-l-italia-e-diventata-una-superpotenza/18e99631-29e6-4db4-bf51-605a4d57exlk.shtml?refresh_ce" target="_blank" rel="noopener"><strong>Corriere della Sera &#8211; DataRoom</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/parmigiano-reggiano-dop-prosciutto-e-ortofrutta-litalia-e-diventata-una-superpotenza-agroalimentare/">Parmigiano Reggiano DOP, prosciutto e ortofrutta: l&#8217;Italia è diventata una superpotenza agroalimentare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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</rss>
