<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>produzione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<atom:link href="https://www.qualivita.it/argomento/produzione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Wed, 14 Oct 2026 07:34:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.20</generator>

<image>
	<url>https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/04/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>produzione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Pecorino Romano DOP, accordo tra pastori e produttori</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pecorino-romano-dop-accordo-tra-pastori-e-produttori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 07:25:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=530634</guid>

					<description><![CDATA[<p>La proposta della Regione sul Pecorino Romano DOP convince il mondo delle campagne: decisivo il ritiro dal mercato di 30mila quintali di formaggio Nelle ultime settimane abbiamo lavorato per arrivare a questo vertice con uno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/pecorino-romano-dop-accordo-tra-pastori-e-produttori/">Pecorino Romano DOP, accordo tra pastori e produttori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La proposta della Regione sul Pecorino Romano DOP convince il mondo delle campagne: decisivo il ritiro dal mercato di 30mila quintali di formaggio</em></p>
<p>Nelle ultime settimane abbiamo lavorato per arrivare a questo vertice con uno strumento che consenta di intervenire subito per mettere in sicurezza le giacenze di pecorino romano stoccate nei magazzini delle aziende». A parlare è Riccardo Barbieri, presidente della <a href="https://www.sfirs.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Sfirs</strong> </a>(Società Finanziaria della Regione Sardegna), mentre lo strumento citato consiste nell&#8217;<strong>avviso pubblico rivolto ai produttori che dovrebbe consentire il ritiro dal mercato circa 30mila quintali di Pecorino <a href="https://www.qualivita.it/news/prodotto-di-riferimento/5698" target="_blank" rel="noopener">Romano DOP</a></strong>. E questo avverrà attraverso una società costituita ad hoc, la PR Service, che acquisterà il formaggio che i produttori decideranno di vendere (a valore di carico e non a quotazioni di mercato) e lo depositerà presso lo stagionatore (dodici quelli riconosciuti dalla DOP). Cambia la titolarità e cambia il luogo di custodia. Non cambiano il disciplinare, nè la marchiatura. Il prodotto resta a disciplinare e marchiato, dentro al sistema di controllo della DOP, continuando a stagionare in Sardegna.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><strong>Gianni Maoddi</strong>, presidente del <strong>Consorzio del Pecorino Romano</strong>: «Stiamo mettendo in campo iniziative che nel breve e medio termine porteranno risultati positivi. Le soluzioni si trovano e i problemi si risolvono dialogando con tutte le parti. Sul prezzo del latte voglio precisare che oltre ad essere presidente del Consorzio sono anche un produttore di formaggio, quindi noi e i pastori siamo sulla stessa barca. In questo momento loro hanno ragione: gli aumenti dei costi creano difficoltà a stare sul mercato e a portare a casa un po&#8217; di guadagno. Tuttavia, anche le aziende vivono le stesse problematiche. <strong>Solo lavorando insieme, organizzando le produzioni, del latte, del formaggio e quella commerciale, possiamo portare a casa il miglior risultato possibile</strong>. Tutto dipenderà da come verrà gestita questa situazione, ma non possiamo sicuramente scaricare i costi sull&#8217;allevatore. Infine, non sono convinto che ci sia questo esubero di pecorino romano, come non sono convinto che il latte in più sia stato utilizzato per quella produzione».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Nuova Sardegna</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/pecorino-romano-dop-accordo-tra-pastori-e-produttori/">Pecorino Romano DOP, accordo tra pastori e produttori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;estate del Garda DOP passa da enoturismo, low alcol e novità del disciplinare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lestate-del-garda-dop-passa-da-enoturismo-low-alcol-e-novita-del-disciplinare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 07:43:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[No-Lo]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=524995</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;estate si vive sul Garda: attraverso calici che raccontano un territorio in continua evoluzione, come testimoniano il nuovo ingresso del comune di Castenedolo e la nuova proposta di vini low alcol Garda DOP C&#8217;è un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lestate-del-garda-dop-passa-da-enoturismo-low-alcol-e-novita-del-disciplinare/">L&#8217;estate del Garda DOP passa da enoturismo, low alcol e novità del disciplinare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;estate si vive sul Garda: attraverso calici che raccontano un territorio in continua evoluzione, come testimoniano il nuovo ingresso del comune di Castenedolo e la nuova proposta di vini low alcol Garda DOP</em></p>
<p>C&#8217;è un luogo in cui il clima mediterraneo incontra il fascino delle Alpi, dove la brezza del lago accompagna la maturazione delle uve e ogni calice racconta uno stile di vita. È il territorio di Garda DOP, una delle destinazioni enoturistiche più affascinanti d&#8217;Italia, che con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate invita a vivere un patrimonio unico di tradizione vitivinicola.</p>
<p>Affacciata sul lago più grande d&#8217;Italia e distribuita tra le province di Brescia, Mantova e Verona, la denominazione continua oggi il proprio percorso di crescita <strong>con l&#8217;ingresso del comune di Castenedolo nell&#8217;area di produzione</strong>. Un ampliamento che conferma la vitalità di Garda DOP e rafforza il legame con un territorio in grado di evolversi preservando la propria identità.</p>
<p>Come ama definirlo il presidente del Consorzio Garda DOC, <strong>Paolo Fiorini</strong>, il Garda è <em>&#8220;un angolo di Mediterraneo ai piedi delle Alpi&#8221;</em>: un equilibrio climatico irripetibile, caratterizzato da una straordinaria luminosità, dalla costante brezza del lago e da un microclima mite che regala ai vini freschezza, eleganza e una ricca espressione aromatica.</p>
<p>Non sorprende quindi che ogni anno milioni di visitatori scelgano il Lago di Garda come meta delle proprie vacanze. Qui il vino è parte integrante dell&#8217;esperienza del territorio: accompagna le degustazioni in cantina, le passeggiate tra i vigneti, le gite in barca, la cucina locale e le serate all&#8217;aperto. A interpretare al meglio queste esperienze è anche <strong>la nuova proposta di vini low alcol Garda DOP</strong>: una risposta contemporanea ai nuovi stili di consumo che vede la denominazione protagonista, prima DOP italiana ad aver introdotto questa tipologia. Vini pensati per chi desidera vivere ogni momento dell&#8217;estate con leggerezza e consapevolezza, senza rinunciare alla qualità, all&#8217;identità e all&#8217;eleganza che contraddistinguono il territorio gardesano.</p>
<p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate, Garda DOP rinnova così il proprio invito a scoprire un territorio in cui il vino è molto più di un prodotto: è il racconto di un paesaggio, di una cultura dell&#8217;ospitalità e di uno stile di vita che trova nel lago la sua espressione più autentica. La denominazione continua a evolversi, come dimostrano l&#8217;ingresso di Castenedolo e l&#8217;introduzione dei vini low alcol, interpretando le nuove esigenze dei consumatori senza perdere il legame con le proprie radici.</p>
<p>Le attività si inseriscono nel programma del progetto europeo Euchronicles <em>Eccellenze DOP : un savoir-faire tutto europeo</em>, iniziativa di promozione dedicata alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari europee, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza delle denominazioni tra operatori e consumatori.</p>
<p>Fonte:<a href="https://www.gardadocvino.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong> Consorzio Garda DOC</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/CS-GARDA-DOC-ESTATE-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lestate-del-garda-dop-passa-da-enoturismo-low-alcol-e-novita-del-disciplinare/">L&#8217;estate del Garda DOP passa da enoturismo, low alcol e novità del disciplinare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fontina DOP alpeggio, la stagione è nel vivo: tra caldo e siccità le mandrie risalgono la montagna</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/fontina-dop-alpeggio-la-stagione-e-nel-vivo-tra-caldo-e-siccita-le-mandrie-risalgono-la-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 13:59:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=524761</guid>

					<description><![CDATA[<p>Eccellenza europea riconosciuta come Denominazione di Origine Protetta dal 1996 e tutelata dal Consorzio Produttori e Tutela della DOP Fontina, la Fontina DOP Alpeggio entra nel cuore della stagione: una produzione di nicchia che vale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/fontina-dop-alpeggio-la-stagione-e-nel-vivo-tra-caldo-e-siccita-le-mandrie-risalgono-la-montagna/">Fontina DOP alpeggio, la stagione è nel vivo: tra caldo e siccità le mandrie risalgono la montagna</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Eccellenza europea riconosciuta come Denominazione di Origine Protetta dal 1996 e tutelata dal Consorzio Produttori e Tutela della DOP Fontina, la Fontina DOP Alpeggio entra nel cuore della stagione: una produzione di nicchia che vale circa 70mila forme l’anno e racconta, tra transumanza e adattamento climatico, l’economia viva della montagna</em></p>
<p>All’alba, lungo i sentieri che salgono dal fondovalle, le mandrie si mettono in cammino. È la monticazione: le mucche risalgono la montagna seguendo un ritmo antico che, ancora oggi, scandisce una parte concreta dell’economia valdostana. In gioco non c’è solo una tradizione, ma una filiera produttiva che ogni anno porta alla realizzazione di circa 400mila forme di Fontina DOP, di cui quasi 70mila prodotte esclusivamente in alpeggio.</p>
<p>È qui, tra i 2.000 e i 2.700 metri di quota, che nasce la Fontina DOP Alpeggio, la sua espressione più rara e identitaria, appena il 15% della produzione totale. Una produzione di nicchia, affidata a circa 125 alpeggi attivi, veri e propri micro-caseifici di montagna, dove tutto avviene in quota: il latte viene munto, lavorato e trasformato direttamente sul posto, spesso nel giro di poche ore.</p>
<p>Il latte, rigorosamente crudo, viene trasformato in alpeggio poche ore dopo la mungitura. Non si tratta di un obbligo imposto dal disciplinare, ma di una caratteristica intrinseca di una produzione che nasce e si sviluppa in quota, a stretto contatto con il territorio. Nessun passaggio intermedio, nessuna standardizzazione: ogni forma nasce dove pascolano le bovine e porta con sé le caratteristiche di quell’erba, di quella stagione e di quell’altitudine.</p>
<p>Quest’anno, la stagione dell’alpeggio si apre sotto il segno di un clima sempre più variabile. Le alte temperature e le scarse precipitazioni delle ultime settimane rappresentano una sfida per chi lavora in montagna. Eppure, l’alpeggio, per sua natura, è un sistema adattivo. Le mandrie si spostano seguendo l’erba e l’acqua: se il caldo anticipa la maturazione dei pascoli più bassi, si sale prima; se alcune aree si inaridiscono, si cercano quote più alte o versanti meglio esposti.</p>
<p>È una mobilità continua, fatta di tappe intermedie – i cosiddetti <em>tramuti</em> – che scandiscono la salita verso gli alpeggi più elevati. Un sapere pratico che permette di gestire anche condizioni climatiche complesse, sfruttando un vantaggio naturale: in quota le temperature restano più miti, garantendo migliori condizioni di benessere per gli animali e una qualità superiore del latte.</p>
<p>Nonostante le scarse piogge, la stagione sta procedendo in modo positivo. La presenza di riserve idriche naturali, tra ruscelli alpini e bacini alimentati dai ghiacciai, consente ancora oggi di sostenere l’attività di alpeggio.</p>
<p>In questo contesto, la Fontina DOP Alpeggio si conferma, oltre che un prodotto, un indicatore sensibile del territorio. Ogni forma riflette l’andamento della stagione: accanto ai tradizionali sentori lattici (latte, burro, panna, burro fuso) si sviluppano note erbacee, floreali, di frutta secca, legno e sottobosco che variano da alpeggio ad alpeggio, regalando al prodotto una sua unicità inimitabile.</p>
<p>La produzione segue un calendario flessibile, legato più al clima che alle date. I primi alpeggi iniziano tra fine maggio e giugno a quote più basse; a luglio e agosto si sale stabilmente sopra ai 2.000 metri, mentre tra fine agosto e settembre le mandrie ridiscendono progressivamente verso i pascoli iniziali, prima del rientro a valle. La stagione di alpeggio dura complessivamente circa 120 giorni. Tra fine agosto e inizio settembre, terminato il periodo minimo di stagionatura di 80 giorni, saranno disponibili le prime forme di Fontina DOP Alpeggio.</p>
<p><em>“Parliamo di una produzione limitata ma strategica: circa 70mila forme che rappresentano il valore più identitario della nostra DOP”</em> — sottolinea <strong>Fulvio Blanchet</strong>, Direttore del Consorzio Produttori e Tutela della DOP Fontina — <em>l’alpeggio è un sistema dinamico, capace di adattarsi anche a condizioni climatiche difficili. È qui che si misura la resilienza della nostra filiera e la capacità di coniugare tradizione, sostenibilità e qualità”.</em></p>
<p>Al di là della produzione, infatti, l’alpeggio continua ad essere una risorsa per la montagna: il pascolo mantiene vivi i versanti, previene l’abbandono e contribuisce alla stabilità dell’ecosistema alpino. In un contesto in cui il cambiamento climatico ridisegna equilibri e stagioni, la Fontina DOP Alpeggio racconta una montagna che continua a essere abitata, lavorata e interpretata.</p>
<p>E mentre le mandrie continuano a salire, giorno dopo giorno, la stagione entra nel suo momento più intenso.</p>
<p>Fontina: <strong>Consorzio Produttori e Tutela della DOP Fontina</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/CS-_-FONTINA-DOP-ALPEGGIO_30_06_2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/fontina-dop-alpeggio-la-stagione-e-nel-vivo-tra-caldo-e-siccita-le-mandrie-risalgono-la-montagna/">Fontina DOP alpeggio, la stagione è nel vivo: tra caldo e siccità le mandrie risalgono la montagna</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al via la campagna 2026 della Pesca e Nettarina di Romagna IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/al-via-la-campagna-2026-della-pesca-e-nettarina-di-romagna-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 07:28:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=523359</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si apre ufficialmente la campagna commerciale 2026 della Pesca e Nettarina di Romagna IGP, con prospettive incoraggianti sul fronte produttivo e una qualità che, anche quest&#8217;anno, si preannuncia di ottimo livello. Il Consorzio di Tutela [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/al-via-la-campagna-2026-della-pesca-e-nettarina-di-romagna-igp/">Al via la campagna 2026 della Pesca e Nettarina di Romagna IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si apre ufficialmente la campagna commerciale 2026 della <strong>Pesca e Nettarina di Romagna IGP</strong>, con prospettive incoraggianti sul fronte produttivo e una qualità che, anche quest&#8217;anno, si preannuncia di ottimo livello. Il Consorzio di Tutela della Pesca e Nettarina di Romagna IGP lancia la stagione con un messaggio chiaro: la filiera romagnola è in piena ripresa, forte di un parco varietale rinnovato, di un marchio riconosciuto sui mercati italiano ed europeo e di una domanda che premia la distintività del prodotto certificato.</em></p>
<p>A livello europeo, secondo i dati di CSO Italy, la campagna 2026 si inserisce in un contesto di recupero produttivo: secondo le stime più recenti, la produzione comunitaria di pesche, nettarine e percoche dovrebbe raggiungere oltre 3,4 milioni di tonnellate, con una crescita del 9% rispetto al 2025. In Italia la produzione complessiva è stimata intorno alle <strong>912.000 tonnellate</strong>, con un recupero significativo nel Nord Italia, dove si collocano i pescheti romagnoli IGP. In Emilia-Romagna l’offerta 2026 è attesa su circa 174.000 tonnellate, di cui 122.000 tonnellate sono rappresentante dalle nettarine. La crescita rispetto allo scorso anno è significativa, +16% le nettarine e +13% le pesche da consumo fresco. Da segnalare una certa stabilità delle superfici dopo anni di calo, con solo le pesche in diminuzione di pochi punti percentuali.</p>
<p>Sul fronte IGP, il Consorzio gestisce oggi oltre <strong>1.100 ettari certificati</strong> in un territorio che comprende le province di Ferrara, Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, coinvolgendo circa 500 aziende agricole. La Romagna produce circa un quinto della produzione nazionale di pesche e nettarine: un primato storico che affonda le radici nel XIX secolo e che il marchio IGP – riconosciuto nel 1998 – ha ulteriormente consolidato e valorizzato.<br />
<strong>La parola al Presidente Paolo Pari</strong><br />
«La campagna 2026 si apre in un momento di concreta ripresa per il nostro settore. Dopo anni in cui la peschicoltura romagnola ha attraversato fasi molto difficili, oggi vediamo segnali chiari e confortanti: la domanda cresce, il marchio IGP è sempre più riconosciuto — il 70% dei consumatori associa la Pesca e Nettarina di Romagna alla nostra certificazione — e le aziende socie hanno dimostrato una resilienza straordinaria, tenendo la barra dritta anche negli anni più bui. A loro va il mio primo ringraziamento.<br />
Nel 2024 abbiamo aumentato le vendite del 21% e la campagna 2025, nonostante qualche difficoltà climatica nella fase iniziale, si è chiusa positivamente sia in Italia che in Germania. Questo ci dà fiducia e responsabilità. La fiducia che il percorso intrapreso sia quello giusto. La responsabilità di non fermarci.<br />
La sfida davanti a noi è chiara: dobbiamo consolidare la crescita, rinnovare costantemente il parco varietale del disciplinare con cultivar più performanti e più vicine al gusto del consumatore contemporaneo, e investire ancora di più in comunicazione. Il valore del marchio IGP non si difende da solo: va raccontato, presidiato, portato nelle corsie della distribuzione e nelle scelte quotidiane di chi fa la spesa. La nostra unicità territoriale — questo mix di storia, cultura, clima e competenze che solo la Romagna sa esprimere — è un patrimonio inimitabile. Il nostro compito è valorizzarlo ogni anno di più.<br />
Come Consorzio continueremo a lavorare in stretta sinergia con i soci, con la Regione Emilia-Romagna e con CSO Italy, perché solo una filiera coesa può reggere la competizione di un mercato sempre più esigente. La stagione 2026 parte con le premesse migliori: qualità eccellente, produzione in ripresa, mercati attenti. Sta a noi trasformare queste premesse in risultati».<br />
<strong>I soci protagonisti della stagione</strong><br />
<em>Abbiamo chiesto a ciascun socio del Consorzio una sola cosa: dirci cos’ha di speciale questa stagione. Queste le loro risposte.</em><br />
<strong>Enrico Bucchi Alegra</strong><br />
«Questa terra fantastica offre nel periodo estivo il meglio di sé sotto tutti i punti vista e lo fa anche attraverso la produzione delle Pesche e Nettarine di Romagna IGP, sapientemente coltivate dai nostri soci agricoltori.<br />
Siamo all’esordio di una stagione che ha tutte le premesse per confermare questo prodotto come riferimento per qualità e riconoscibilità nel comparto peschicolo nazionale.»<br />
<strong>Apofruit Mirco Zanelli  </strong><br />
Dopo anni difficili, finalmente il mercato ci restituisce segnali più che positivi: i volumi ci sono e le prospettive per l&#8217;estate sono buone. L&#8217;anticipo della stagione calda ha favorito uno sviluppo ottimale del prodotto, con una qualità che quest&#8217;anno si preannuncia davvero eccellente. Siamo fiduciosi che questa sia una bella estate per la peschicoltura romagnola.<br />
<strong>Massimiliano Moretti   Agribologna &#8211; </strong><br />
«La grande distribuzione è il banco di prova di ogni annata produttiva. La presenza costante del prodotto in GDO con continuità e con riscontri positivi  dei consumatori, è la nostra risposta alla stagione 2026  che si preannuncia molto buona sia sotto l’aspetto produttivo che qualitativo; i nostri produttori stanno mettendo in campo tutte le loro competenze per portare al consumatore un prodotto d’eccellenza come ci si aspetta dal nostro territorio.»<br />
<strong>Vincenzo Finelli Orogel Fresco</strong><br />
«Una pesca di Romagna porta con sé un territorio preciso: il clima, la terra, le mani di chi la coltiva. Questo legame non è uno slogan — è quello che il consumatore sente quando la assaggia. Le regole che ci siamo dati come Consorzio sono finalizzate proprio alla qualità.»<br />
<strong>Naturitalia — Gabriele Ferri</strong><br />
«Una stagione che parte con una produzione adeguata e una qualità eccellente. Il consumatore riconoscerà nella produzione romagnola il valore identitario e il gusto riconoscibile. Il freno al consumo può essere la capacità di spesa, ma l’estate calda porta la voglia di mangiare il frutto dell’estate per eccellenza.»<br />
<strong>Antonio Zani Granfrutta Zani</strong><br />
«Il rinnovo varietale non è solo una scelta tecnica, è una scelta di campo. Restare legati al territorio romagnolo e, al tempo stesso, portare varietà più performanti e più buone: è la scommessa che facciamo ogni anno, e con annate come queste chi fa qualità in campo sarà ripagato»<br />
<strong> Cristian Tozzi – Tozzi Frutta</strong><br />
«Le Pesche e nettarine di Romagna rappresentano la sintesi perfetta tra territorio, competenza e rispetto della filiera. Dopo quindici anni, trascorsi in campagna e oggi con la responsabilità in azienda, della qualità e della sicurezza alimentare nel post-raccolta, so quanto contino rigore e trasparenza per portare ai consumatori un frutto integro, buono e tracciabile. Questa campagna sarà una conferma del nostro saper fare. »<br />
<strong>AOP Italia – Andrea Bini </strong><br />
«Quest’anno è il primo degli ultimi sei anni con una produzione equilibrata e dove c’è equilibrio c’è qualità. Consistenza, grado zuccherino, aroma al top. Ed è quello che il mercato si aspetta dalla produzione romagnola.»<br />
La stagione 2026 si apre con tutti i requisiti che rendono la Pesca e la Nettarina di Romagna IGP un prodotto unico: dolcezza, consistenza, aroma e una filiera che, anno dopo anno, investe in innovazione varietale per rispondere con ancora più precisione ai gusti del consumatore. In Italia, un mercato che già esprime, secondo i dati di CSO Italy circa 15 kg di consumo di pesche e nettarine per famiglia all&#8217;anno — con una crescita del 4% registrata nel biennio 2023-2024 — e una distribuzione organizzata sempre più attenta alla distintività dell&#8217;origine certificata. In Europa, e in particolare in Germania, un pubblico che cresce nell&#8217;attenzione verso il localismo e le denominazioni IGP e DOP.<br />
Il Consorzio di Tutela della Pesca e Nettarina di Romagna IGP si conferma punto di riferimento per chi cerca il vero sapore dell&#8217;estate italiana: un prodotto che nasce in un territorio vocato viene coltivato con disciplinare certificato e arriva al consumatore con la garanzia di un&#8217;eccellenza riconosciuta.</p>
<p><em>Le pesche e le nettarine di Romagna IGP sono disponibili sul mercato dal 10 giugno al 20 settembre.</em></p>
<p><strong>Fonte: </strong>Consorzio di Tutela della Pesca e Nettarina di Romagna IGP</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/FinaleCS1-2026PESCHE-E-NETTARINE-DI-ROMAGNA-IGP-_.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/al-via-la-campagna-2026-della-pesca-e-nettarina-di-romagna-igp/">Al via la campagna 2026 della Pesca e Nettarina di Romagna IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dop economy, la Bresaola della Valtellina IGP supera i 502 milioni di euro al consumo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-economy-la-bresaola-della-valtellina-igp-superai-502-milioni-di-euro-al-consumo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 07:35:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=523114</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con una produzione complessiva pari a 11.947 tonnellate (-5,47%) e un valore al consumo che raggiunge i 502 milioni di euro (+4,6%), il 2025 conferma la resilienza del comparto della Bresaola della Valtellina IGP, che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-la-bresaola-della-valtellina-igp-superai-502-milioni-di-euro-al-consumo/">Dop economy, la Bresaola della Valtellina IGP supera i 502 milioni di euro al consumo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con una produzione complessiva pari a 11.947 tonnellate (-5,47%) e un valore al consumo che raggiunge i 502 milioni di euro (+4,6%), il 2025 conferma la resilienza del comparto della Bresaola della Valtellina IGP, che rafforza il proprio posizionamento sui mercati internazionali nonostante la contrazione produttiva, l’aumento dei costi di produzione e il peso crescente delle barriere doganali sulle importazioni extra-UE.</em></p>
<p>Con una <strong>produzione</strong> che tocca le <strong>11.947</strong> <strong>tonnellate (-5,47% sul 2024),</strong> il comparto della <strong>Bresaola della Valtellina IGP – </strong>rappresentato dalle <strong>13 aziende certificate </strong>dall’Organismo di controllo <a href="https://www.csqa.it/it-it" target="_blank" rel="noopener"><strong>CSQA</strong> </a>(Certificazione Sicurezza Qualità Agroalimentare) <strong>– chiude il 2025</strong> confermando <strong>la propria capacità di tenuta e resilienza in un contesto socioeconomico complesso</strong>.  Nonostante l’aumento dei costi di produzione, che ha reso necessario un adeguamento dei prezzi incidendo sui comportamenti di consumo e sulla frequenza d’acquisto, il comparto conferma la propria solidità sia sul mercato nazionale sia soprattutto sui mercati esteri. Un dinamismo che si riflette anche nel <strong>valore al consumo, salito a 502 milioni di euro (+4,6% rispetto al 2024). </strong></p>
<h4>In notevole crescita i dati relativi all’esportazione</h4>
<p>Nel 2025 sono state infatti esportate <strong>836 tonnellate di Bresaola della Valtellina IGP (+32,34% rispetto al 2024)</strong>, distribuite per il <strong>64%</strong> nei <strong>Paesi UE (+17% sul 2024) </strong>e per il <strong>36% </strong>nei Paesi <strong>extra UE (+70% sul 2024), </strong>dove spiccano diversi paesi del<strong> Medio Oriente, soprattutto nei paesi di religione islamica.</strong></p>
<p>Tuttavia, nonostante i segnali di resilienza del comparto, restano elevate le preoccupazioni della filiera. La <strong>riduzione della materia prima</strong> disponibile sul mercato europeo spinge, infatti, i produttori ad aumentare le importazioni da Paesi extra-UE, sempre più onerose per l’evoluzione delle politiche commerciali internazionali e delle <strong>barriere doganali</strong>.</p>
<p>Le licenze <strong>GATT</strong> (General Agreement on Tariffs and Trade), che consentono l’importazione di carne con un dazio agevolato del 20%, restano infatti <strong>vincolate</strong> a <strong>contingenti rigidi e non ampliabili</strong>. Nel contesto attuale, caratterizzato da una persistente scarsità di materia prima, tali licenze non vengono più impiegate soltanto per l’importazione di tagli nobili – come la fesa utilizzata per la produzione di bresaola – ma anche per numerose altre lavorazioni dell’industria alimentare, incluse quelle destinate alla produzione di hamburger e preparati. Di conseguenza, il ricorso alle importazioni in regime <strong>extra-GATT</strong> è diventato <strong>strutturale e quasi inevitabile per i produttori di Bresaola della Valtellina IGP</strong>.</p>
<p><em>“Il comparto chiude un 2025 che riflette le complesse dinamiche socioeconomiche degli ultimi anni – </em>dichiara <strong>Mario Francesco Moro, presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina</strong><em> -. Il valore al consumo pari a 502 milioni di euro (+4,6%) è stato sostenuto anche dalla diminuzione della produzione e dal conseguente adeguamento dei prezzi. A incidere ulteriormente sul settore sono oggi anche le difficoltà di approvvigionamento e l’aumento dei costi legati alle importazioni extra-UE, aggravati dalle attuali dinamiche tariffarie internazionali. Da un lato, è fondamentale sostenere i produttori europei, incentivandoli ad aumentare i volumi di produzione per rafforzare l’autosufficienza del continente. Dall’altro, è innegabile che, nell’attesa, le imprese di trasformazione della carne stanno subendo pesanti conseguenze, trovandosi a fronteggiare una carenza di materia prima che potrebbe comprometterne la stabilità”.</em></p>
<p>In questo contesto, il 2025 si rivela un anno di complessità per il comparto della Bresaola della Valtellina IGP, che dimostra <strong>solidità nonostante lo scenario economico</strong> caratterizzato da forti pressioni sui costi produttivi e di approvvigionamento. Il Consorzio sottolinea quindi la necessità di creare una maggiore sinergia tra istituzioni, filiera e operatori del settore, al fine di affrontare con strumenti condivisi le criticità legate alla disponibilità della materia prima e all’impatto crescente delle dinamiche tariffarie internazionali.</p>
<p><em>“Il comparto continua a dimostrare solidità e capacità di tenuta, ma senza interventi concreti sarà difficile sostenere a lungo questa situazione. L’aumento dei costi di produzione, che da anni pesa sulle aziende, non può più gravare esclusivamente sui produttori. Come Consorzio siamo impegnati nel contenere questo squilibrio, ma è necessario uno sforzo condiviso lungo tutta la filiera, che coinvolga non solo i produttori, ma anche la distribuzione, le Istituzioni e i decisori politici. Solo attraverso un’azione comune sarà possibile affrontare con efficacia le sfide del contesto attuale.” </em><strong>conclude il Presidente Moro.</strong></p>
<h4>Bresaola della Valtellina IGP: nuove norme nel disciplinare di produzione</h4>
<p>Nel mese di marzo è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana la <strong>domanda di modifica ordinaria del disciplinare di produzione della Bresaola della Valtellina IGP</strong>, entrata oggi ufficialmente in vigore.</p>
<p>Tra le principali novità del disciplinare figura il rafforzamento dei sistemi di <strong>tracciabilità</strong> e <strong>rintracciabilità </strong>del prodotto. In particolare, tutte le fasi del processo produttivo dovranno essere documentate attraverso una registrazione puntuale dei flussi in entrata delle materie prime e di quelli in uscita dei prodotti finiti.</p>
<p>A questo si affianca l’obbligo di iscrizione in appositi elenchi – gestiti dall’organismo delegato – per tutti gli operatori coinvolti nelle diverse fasi, inclusi elaboratori, porzionatori, affettatori e confezionatori, nonché la comunicazione tempestiva delle quantità lavorate. L’insieme di queste misure consente di garantire una piena tracciabilità e rintracciabilità del prodotto lungo l’intera filiera produttiva, da monte a valle.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://bresaolavaltellina.it/news/bresaola-della-valtellina-igp-nel-2025-valore-al-consumo-a-502-milioni-di-euro-export-in-forte-crescita-3234/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di tutela Bresaola della Valtellina</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-la-bresaola-della-valtellina-igp-superai-502-milioni-di-euro-al-consumo/">Dop economy, la Bresaola della Valtellina IGP supera i 502 milioni di euro al consumo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il futuro del Garda DOP: low alcohol, nuovi trend e mercati internazionali</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-garda-doc-guarda-al-futuro-low-alcohol-nuovi-consumi-e-mercati-internazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 07:24:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[No-Lo]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=523053</guid>

					<description><![CDATA[<p>La denominazione conferma la propria crescita e apre il confronto sulle nuove opportunità offerte dai vini a ridotto contenuto alcolico. Esperti internazionali e operatori del settore a confronto sulle strategie di sviluppo nei principali mercati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consorzio-garda-doc-guarda-al-futuro-low-alcohol-nuovi-consumi-e-mercati-internazionali/">Il futuro del Garda DOP: low alcohol, nuovi trend e mercati internazionali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span data-contrast="auto">La denominazione conferma la propria crescita e apre il confronto sulle nuove opportunità offerte dai vini a ridotto contenuto alcolico. Esperti internazionali e operatori del settore a confronto sulle strategie di sviluppo nei principali mercati esteri.</span></i><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:true,&quot;134233118&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Una denominazione in forte crescita, capace di interpretare i cambiamenti del mercato e di guardare alle nuove esigenze dei consumatori internazionali. È questo il messaggio emerso dal convegno </span><b><span data-contrast="auto">“Garda DOC: strategie di crescita e percezione nei mercati internazionali. Low alcohol, versatilità e nuovi trend di consumo”</span></b><span data-contrast="auto">, promosso dal Consorzio Garda DOC presso la Dogana Veneta di Lazise. L’incontro ha riunito studiosi, giornalisti e opinion leader internazionali per approfondire il ruolo che i vini a basso contenuto alcolico e le nuove tendenze di consumo potranno avere nello sviluppo futuro della denominazione.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:true,&quot;134233118&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><i><span data-contrast="auto">“Affrontare oggi il tema dei vini a basso contenuto alcolico significa leggere con attenzione l’evoluzione della domanda internazionale, comprendere i nuovi stili di consumo e anticipare i cambiamenti che stanno interessando il settore vitivinicolo a livello globale” ha dichiarato </span></i><b><i><span data-contrast="auto">Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Garda DOC</span></i></b><i><span data-contrast="auto">. “Sempre più consumatori ricercano vini versatili, contemporanei e coerenti con un approccio al bere più consapevole, senza rinunciare alla qualità, all’autenticità e al legame con il territorio. In questo scenario il ruolo di una denominazione è quello di interpretare il cambiamento con responsabilità e visione strategica, trasformando le nuove tendenze in opportunità di crescita per le imprese. Come Consorzio siamo stati la prima denominazione italiana a introdurre nel disciplinare una tipologia a gradazione ridotta, una scelta pionieristica che testimonia la volontà della DOC Garda di innovare e di fornire ai produttori strumenti concreti per rispondere alle richieste dei mercati internazionali, rimanendo al tempo stesso saldamente ancorata ai propri valori identitari. È proprio con questo spirito che nasce questo convegno all’interno di Garda Wine Stories: un progetto che non vuole limitarsi alla promozione della denominazione, ma che si propone come osservatorio permanente sui principali mercati del vino, sui consumatori e sulle tendenze che ne influenzano le scelte. Mettere attorno allo stesso tavolo analisti, giornalisti, Master of Wine, operatori e produttori significa costruire conoscenza, favorire il confronto e offrire alle aziende strumenti utili per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide future. Il Garda è un territorio che ha sempre saputo evolversi senza perdere la propria identità: la crescita della nostra denominazione passa dalla capacità di guardare avanti, investire in innovazione e continuare a valorizzare ciò che ci rende unici nel panorama vitivinicolo italiano.”</span></i><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:true,&quot;134233118&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Ad aprire i lavori il Presidente del Consorzio Garda DOC, </span><b><span data-contrast="auto">Paolo Fiorini</span></b><span data-contrast="auto"> ha illustrato l’evoluzione della denominazione e i risultati raggiunti negli ultimi anni. Con oltre </span><b><span data-contrast="auto">23 milioni di bottiglie imbottigliate nel 2025</span></b><span data-contrast="auto">, la DOC Garda ha registrato il proprio miglior risultato storico, consolidando un percorso di crescita iniziato nel 2016 e sostenuto dalla capacità di proporre vini contemporanei, versatili e in sintonia con le richieste dei mercati. Tra le più recenti innovazioni introdotte dal disciplinare spicca la possibilità di produrre il </span><b><span data-contrast="auto">Garda Garganega con una gradazione minima di 9% vol.</span></b><span data-contrast="auto">, scelta che pone la denominazione all’avanguardia nell’interpretazione delle nuove esigenze di consumo.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:true,&quot;134233118&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Sul fronte normativo e produttivo, il Professor </span><b><span data-contrast="auto">Eugenio Pomarici</span></b><span data-contrast="auto"> dell’Università di Padova ha delineato lo scenario dei prodotti vitivinicoli a grado alcolico nullo o ridotto, evidenziando come il segmento NoLo rappresenti oggi uno dei fenomeni più dinamici del panorama vitivinicolo mondiale. Pur trattandosi di un mercato ancora giovane, i tassi di crescita risultano significativi e in controtendenza rispetto alla contrazione dei consumi di vino tradizionale. In base ai dati esposti dal Prof. Pomarici, il successo futuro del comparto dipenderà dalla capacità di migliorare ulteriormente la qualità organolettica dei prodotti, dall’evoluzione delle tecnologie di dealcolazione e dal sostegno alla ricerca e all’innovazione.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:true,&quot;134233118&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Uno sguardo approfondito sul Regno Unito è arrivato da </span><b><span data-contrast="auto">Patrick Schmitt MW</span></b><span data-contrast="auto">, editor-in-chief di </span><i><span data-contrast="auto">The Drinks Business</span></i><span data-contrast="auto">, che ha analizzato le opportunità di crescita dei vini a basso tenore alcolico nel mercato britannico. Lo studio presentato ha evidenziato come il cambiamento degli atteggiamenti dei consumatori verso il consumo di alcol e l’introduzione di sistemi fiscali sempre più legati alla gradazione alcolica stiano ridefinendo il settore vinicolo nel Regno Unito. In questo contesto, i vini low alcohol rappresentano quindi uno dei segmenti più promettenti in termini di sviluppo. L’analisi ha messo in luce come la domanda sia trainata dalla ricerca di prodotti più leggeri, adatti a un consumo moderato e compatibili con stili di vita orientati al benessere. Al tempo stesso, Schmitt ha sottolineato l’importanza di individuare corrette strategie di posizionamento, prezzo e distribuzione per intercettare efficacemente questa crescita. In questo contesto i vini della denominazione Garda DOC rappresentano una risposta alla domanda del mercato, grazie alla propria vocazione alla freschezza, alla bevibilità e alla versatilità, di sviluppo in un mercato che continua a premiare le proposte innovative senza rinunciare alla qualità e all’identità territoriale.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:true,&quot;134233118&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Particolarmente significativa anche l’analisi del mercato tedesco presentata da </span><b><span data-contrast="auto">Karin Eymael</span></b><span data-contrast="auto">, editor-in-chief di </span><i><span data-contrast="auto">Weinwirtschaft</span></i><span data-contrast="auto"> e </span><i><span data-contrast="auto">Meininger’s International</span></i><span data-contrast="auto">. I dati illustrati hanno mostrato una crescita molto sostenuta del segmento dei vini analcolici e a bassa gradazione, trainata da una maggiore attenzione alla salute, dall’innovazione tecnologica e dall’evoluzione degli stili di vita  pur in un contesto di riduzione generale dei consumi di vino.  Secondo Eymael, i vini naturalmente a basso tenore alcolico, nel mercato tedesco che continua a rappresentare uno dei principali mercati mondiali e un partner strategico per il vino italiano, possono rappresentare una concreta opportunità per le denominazioni capaci di coniugare autenticità territoriale, sostenibilità e qualità.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:true,&quot;134233118&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il tema dell’evoluzione culturale del consumo è stato approfondito da </span><b><span data-contrast="auto">Alessandra Piubello</span></b><span data-contrast="auto">, giornalista di </span><i><span data-contrast="auto">Decanter</span></i><span data-contrast="auto"> che ha affrontato il tema dei vini low alcohol da una prospettiva tanto concreta quanto strategica, interrogandosi sul loro ruolo nel futuro del settore. Più che fornire risposte definitive, il suo intervento ha aperto una riflessione sul rapporto tra innovazione, identità e nuove abitudini di consumo, evidenziando come la vera sfida per il mondo del vino sia comprendere e accompagnare il cambiamento senza perdere autenticità e valore culturale.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:true,&quot;134233118&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il convegno si è concluso con una tavola rotonda moderata dall’enologa e wine expert </span><b><span data-contrast="auto">Sissi Baratella</span></b><span data-contrast="auto">, durante la quale relatori, giornalisti e produttori hanno condiviso riflessioni e strategie per il futuro della denominazione. Dal confronto è emersa la necessità di continuare a investire nella ricerca, nella comunicazione e nell’analisi dei mercati internazionali, valorizzando al tempo stesso i punti di forza che rendono Garda DOC una realtà unica nel panorama vitivinicolo italiano: versatilità produttiva, identità territoriale e capacità di intercettare i cambiamenti dei consumatori.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:true,&quot;134233118&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p>Fonte:<strong> Consorzio Garda DOC</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/CS_Chiusura-Convegno-Garda-Doc.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consorzio-garda-doc-guarda-al-futuro-low-alcohol-nuovi-consumi-e-mercati-internazionali/">Il futuro del Garda DOP: low alcohol, nuovi trend e mercati internazionali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coppa di Parma IGP: boom del preaffettato (+26%) e fatturato a 78 milioni di euro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/coppa-di-parma-igp-boom-del-preaffettato-26-e-fatturato-a-78-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 08:15:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=521418</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dati economici 2025 della Coppa di Parma IGP: sono stati ben 525mila i chilogrammi destinati alle vaschette, per un valore al consumo di 30 milioni di euro spinto dal preaffettato. Vola anche l’export, arrivato a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/coppa-di-parma-igp-boom-del-preaffettato-26-e-fatturato-a-78-milioni-di-euro/">Coppa di Parma IGP: boom del preaffettato (+26%) e fatturato a 78 milioni di euro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dati economici 2025 della Coppa di Parma IGP: sono stati ben 525mila i chilogrammi destinati alle vaschette, per un valore al consumo di 30 milioni di euro spinto dal preaffettato. Vola anche l’export, arrivato a superare il 30% delle vendite totali</em></p>
<p>Un vero e proprio <strong>boom del preaffettato cresciuto del 26%</strong> e spinto soprattutto <strong>dall’estero, che ha superato il 30%</strong> delle vendite per oltre 700mila chili esportati. Sono alcuni dei numeri principali del Consorzio della Coppa di Parma Igp, l’ente di tutela che racchiude <strong>21 aziende associate</strong> per un comparto da oltre 500 occupati tra addetti diretti e lavoratori legati all’indotto, che ha chiuso il 2025 con <strong>un fatturato al consumo di 78 milioni di euro.</strong></p>
<p>Nell’ultimo anno i volumi sono rimasti in linea rispetto al 2024, <strong>con 3,5 milioni di chilogrammi di carne lavorata, di cui 1,8 (-6%) destinata al prodotto certificato </strong>per un fatturato alla <strong>produzione</strong> di circa <strong>29 milioni di euro. </strong>Se il costo della materia prima (ovvero la porzione muscolare del collo del suino) dopo tre anni consecutivi non è aumentato, pur con prezzi ancora molto al di sopra della media pre-Covid, la notizia più importante arriva dal <strong>preaffettato.</strong> La Coppa di Parma Igp infatti ha registrato una crescita esponenziale nell’ultimo anno con un <strong>+26%</strong>, passando dai 415mila chilogrammi destinati del <a href="https://www.qualivita.it/news/il-preaffettato-spinge-la-crescita-della-coppa-di-parma-igp/" target="_blank" rel="noopener">2024</a> ai <strong>525mila del 2025</strong>. Un aumento che porta il valore delle <strong>vaschette</strong> al consumo a <strong>30 milioni di euro</strong> (rispetto ai 25 precedenti), rappresentando così il <strong>38% del fatturato complessivo</strong> che si è attestato a 78 milioni di euro (erano stati 74 nel 2024).</p>
<p>Un incremento dovuto soprattutto al fronte estero dove l’export ha superato il <strong>30% delle vendite</strong> totali: la principale area di esportazione è rappresenta dall’Europa in cui la Francia rimane il primo mercato, mentre il Canada si conferma il punto di riferimento per quanto riguarda i paesi extra Unione Europea. Sull’Italia invece, il comparto della Gdo, con una quota <strong>del 70% rappresenta il canale di commercializzazione principale</strong> mentre l’<strong>horeca</strong> &#8211; fondamentale per il Consorzio sia in termini di reputazione che di valorizzazione del prodotto &#8211; si attesa sul <strong>30%.</strong></p>
<p><strong>Fabrizio Aschieri,</strong> presidente del Consorzio di Tutela della Coppa di Parma Igp: <em>«Siamo estremamente soddisfatti dell’ottimo riscontro avuto dal preaffettato, all’interno di una rinnovata fiducia da parte dei consorziati nello spingere in questa direzione. D’altronde la vaschetta ha diversi pregi per il cliente finale, soprattutto in termini di comodità e di qualità nel mantenere inalterati gli aromi e i profumi tipici di questo prodotto d’eccellenza. Inoltre accogliamo con piacere i dati positivi sull’export su cui dovremo investire maggiormente per far conoscere la Coppa di Parma IGP sempre di più sui mercati internazionali».</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.coppadiparmaigp.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio della Coppa di Parma IGP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/04/3_Dati-economici-2024_Coppa-di-Parma.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/coppa-di-parma-igp-boom-del-preaffettato-26-e-fatturato-a-78-milioni-di-euro/">Coppa di Parma IGP: boom del preaffettato (+26%) e fatturato a 78 milioni di euro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Allarme per la Piadina Romagnola IGP: &#8220;gli aumenti affossano le imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/allarme-per-la-piadina-romagnola-igp-gli-aumenti-affossano-le-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 07:56:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[costi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti di panetteria pasticceria confetteria o biscotteria]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=521405</guid>

					<description><![CDATA[<p>Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola IGP lancia l&#8217;allarme: Gas +41%, imballaggi +40%, energia +25%. Sotto pressione una filiera da 65 milioni di euro e 1.200 addetti La Piadina Romagnola IGP è molto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/allarme-per-la-piadina-romagnola-igp-gli-aumenti-affossano-le-imprese/">Allarme per la Piadina Romagnola IGP: &#8220;gli aumenti affossano le imprese&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola IGP lancia l&#8217;allarme: Gas +41%, imballaggi +40%, energia +25%. Sotto pressione una filiera da 65 milioni di euro e 1.200 addetti</em></p>
<p>La <a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/433980/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Piadina Romagnola IGP</strong></a> è molto più di un prodotto da forno. E un simbolo identitario, un&#8217;eccellenza certificata, un <strong>motore economico capace di muovere oltre 1.200</strong> <strong>addetti</strong> e un <strong>indotto che abbraccia l&#8217;intero territorio romagnolo</strong>.</p>
<p>Eppure, dietro il profumo inconfondibile di questa sfoglia antica, si nasconde oggi una <strong>preoccupazione crescente: quella dei costi di produzione</strong>, lievitati a ritmi insostenibili negli ultimi mesi.</p>
<p>A <strong>lanciare l&#8217;allarme è il <a href="https://www.consorziopiadinaromagnola.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola IGP</a></strong> che ha fotografato la situazione raccogliendo la voce diretta dei propri associati. Il quadro che emerge è tutt&#8217;altro che rassicurante: aumenti a doppia cifra su quasi tutte le principali voci di spesa stanno comprimendo i margini delle aziende del comparto, mettendo a rischio la sostenibilità economica di una filiera strategica.</p>
<h4>I numeri parlano chiaro</h4>
<p>Il gas ha registrato un incremento del 41,2%; gli imballaggi del Uno stabilimento di produzione delia piadina 40,1%; l&#8217;elettricità del 25,3%; i trasporti del 10,4%. Una pressione che, sommata, si trasforma in una morsa sempre più stretta sulla redditività delle imprese, siano esse artigianali, industriali o gestori di chioschi.</p>
<p>«Siamo davanti a una situazione che si fa sempre più complessa e pesante per le nostre imprese», dichiara <strong>Alfio Biagini, Presidente del Consorzio</strong>. «I rincari energetici, dei trasporti e del packaging incidono direttamente sui costi di produzione, con la conseguenza di comprimere i margini delle aziende e mettere in difficoltà una filiera cardine dell&#8217;economia regionale».</p>
<p>Il presidente non usa mezzi termini quando si tratta di contestualizzare la posta in gioco: «La Piadina Romagnola IGP rappresenta una delle eccellenze dell&#8217;agroalimentare italiano e un simbolo identitario della Romagna. Dietro a questo prodotto ci sono imprese, lavoratori, investimenti e una filiera che ogni giorno garantisce qualità, sicurezza e tracciabilità».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere Romagna</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/allarme-per-la-piadina-romagnola-igp-gli-aumenti-affossano-le-imprese/">Allarme per la Piadina Romagnola IGP: &#8220;gli aumenti affossano le imprese&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Asiago DOP: nel 2025 crescono produzione, quotazioni e consumi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/asiago-dop-nel-2025-crescono-produzione-quotazioni-e-consumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 07:46:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=520966</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio di Tutela Formaggio Asiago DOP propone di avviare un nuovo modello di sviluppo territoriale condiviso tra prodotto, competenze e turismo. Il 2025 si è chiuso con risultati di assoluto rilievo per l’Asiago DOP: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/asiago-dop-nel-2025-crescono-produzione-quotazioni-e-consumi/">Asiago DOP: nel 2025 crescono produzione, quotazioni e consumi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio di Tutela Formaggio Asiago DOP propone di avviare un nuovo modello di sviluppo territoriale condiviso tra prodotto, competenze e turismo.</em></p>
<p>Il 2025 si è chiuso con risultati di assoluto rilievo per l’Asiago DOP: crescita della produzione al +8.3% rispetto al 2024, rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso e migliore performance di incremento dei consumi tra i formaggi DOP duri e semiduri sul mercato domestico, con un +4% a volume e +11,3% a valore.</p>
<h4>La tavola rotonda “Ecosistema DOP 2040: Territorio, Talento, Turismo”</h4>
<p><strong>I risultati</strong> sono stati presentati nel corso dell’annuale Assemblea dei soci, svoltasi nella Basilica Palladiana di Vicenza lo scorso 8 maggio, durante la quale il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha annunciato la <strong>proposta di avviare la prima azione sistemica di sviluppo condiviso del territorio</strong>, affidando alla<strong> tavola rotonda “Ecosistema DOP 2040: Territorio, Talento, Turismo”</strong> il compito di aprire la riflessione su come tradurre questa visione in un percorso concreto. All’incontro hanno contribuito: <strong>Alberto Mattiacci</strong>, Professore Ordinario Economia e Gestione delle Imprese, Sapienza Università di Roma, <strong>Mauro Rosati</strong>, Direttore Generale OriGIn Italia e Fondazione Qualivita, <strong>Matteo Zoppas</strong>, Presidente ICE-Agenzia, <strong>Nicola Vladimiro Ciccarelli</strong>, Vicepresidente Confindustria Alberghi e <strong>Antonio Auricchio</strong>, Presidente AFIDOP &#8211; Associazione Formaggi Italiani DOP e IGP.</p>
<h4>I risultati 2025</h4>
<p><strong>Nel 2025 sono state prodotte 1.629.284 forme complessive di Asiago DOP, con un incremento dell’8,3% rispetto al 2024 e un fatturato alla produzione di 181 M€, aumentato del 16,6%.</strong> <strong>L’Asiago Fresco, con 1.371.339 forme, segna un +6,7%, mentre l’Asiago Stagionato, con 257.945 forme, registra un aumento a doppia cifra: +17,6%</strong>. La crescita produttiva è stata supportata da un modello di valorizzazione della qualità del prodotto e un meccanismo di efficientamento produttivo che riconosce i produttori più virtuosi e favorisce l’esplorazione di nuove nicchie e nuovi mercati.</p>
<p>Sul fronte dei prezzi, <strong>l’anno segnala il rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso</strong>. Il prezzo medio dell’Asiago Fresco si è attestato a 7,18 €/kg, con una crescita del +12,54% rispetto al 2024. L’Asiago Stagionato ha raggiunto un prezzo medio di 8,57 €/kg, segnando un +4,38%.</p>
<p><strong>Nel mercato interno, i consumi di formaggio Asiago hanno registrato </strong><strong>la migliore combinazione di incremento fra i formaggi DOP duri e semiduri del 2025: </strong><strong>+4% a volume e +11,3% a valore</strong>. Un risultato sostenuto da scelte mirate in termini di qualità, promozione, presidio dei canali distributivi e apertura di nuovi sbocchi. Nei primi tre mesi del 2026 il trend mostra una tenuta resiliente rispetto al generale rallentamento, con una crescita del +2,9%  a volume e del +2,6% a valore.</p>
<p>In particolare, <strong>la Denominazione Asiago conferma la propria capacità di intercettare i nuovi modelli di consumo, sempre più orientati alla praticità e versatilità d’uso</strong>. Ne sono espressione sia l’innovazione di formato come lo snack, i cubetti, i petali, le fettine, il grattugiato e la julienne, sia la crescita del prodotto trasformato, aumentata del 169,7% nel biennio 2023-2035.</p>
<h4>Il percorso di sostenibilità del Consorzio</h4>
<p>Il <strong>Consorzio Tutela Formaggio Asiago</strong> ha proseguito nel percorso di sostenibilità che, dal 2022, coinvolge l’intera filiera con l’innovativo progetto Asiago Green Edge. L’azione promuove uno sviluppo responsabile fondato sulla tutela dell’ambiente naturale, il benessere animale e l’efficienza energetica. In quest’ambito si inserisce anche <strong>l’adozione della certificazione volontaria MADE GREEN IN ITALY del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica </strong>per incentivare modelli produttivi sostenibili, a conferma di un impegno avviato da oltre vent’anni verso uno sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale, sociale ed economico della produzione.</p>
<p>In uno scenario segnato da crisi geopolitiche, incertezza sui mercati internazionali, <strong>il Con</strong><strong>sorzio di Tutela ha continuato ad investire nello sviluppo di nuovi mercati e nel rafforzamento della presenza in Europa.</strong> È proseguito il progetto triennale multi-paese dedicato al Sud-Est asiatico, insieme alle campagne nei Paesi in area DACH, nei mercati nordici e alle azioni di promozione in altri paesi europei.</p>
<p>Nel 2025 le rilevazioni consortili evidenziano che l&#8217;export di filiera ha raggiunto un valore complessivo di 13,1 M€, con un incremento del +2,3% a valore e del +3,5% a volume rispetto al 2024. In Europa i principali paesi di sbocco sono: Francia (10,2% dell’export totale), Germania (6,3%) e Spagna (5,5%) mentre tra i paesi extraeuropei gli Stati Uniti si confermano primo mercato col 26,4% del totale seguiti da Svizzera 14,7% e Australia 4,6%.</p>
<h4>Dichiarazioni</h4>
<p>“I positivi risultati del 2025 &#8211; ha affermato il Presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni &#8211; sono il frutto di una visione strategica e di un lavoro condiviso lungo tutta la filiera. Per il futuro la sfida è costruire un ecosistema territoriale in cui produttori, istituzioni, università, centri di ricerca, operatori economici, convergano attorno a una visione condivisa, puntando a generare valore duraturo per l&#8217;intero areale di produzione.”</p>
<p>A raccogliere questa sfida è la<strong> proposta strategica presentata in Assemblea: capitalizzare il patrimonio di competenze e di reputazione della Denominazione, già promotrice di sviluppo per l’intero territorio d’origine, per sviluppare energie nuove e costruire un percorso condiviso.</strong> Un ecosistema articolato su tre direttrici: il territorio come infrastruttura identitaria e produttiva, il talento come complesso di competenze diffuse e il turismo come vettore di innovazione dell’offerta territoriale. Attorno a questi temi si è sviluppata la riflessione della tavola rotonda &#8220;Ecosistema DOP 2040: territorio, talenti, turismo&#8221;.</p>
<p>“Il lattiero-caseario è tra i comparti più solidi e identitari del nostro agroalimentare &#8211; ha affermato <strong>Matteo Zoppas, Presidente di ICE-Agenzia</strong> in apertura &#8211; con 57 denominazioni DOP e un valore delle esportazioni che supera l&#8217;80% del fatturato alla produzione. In questo ecosistema, l&#8217;Asiago DOP rappresenta un caso esemplare di come territorio, tradizione e qualità certificata si traducano in valore internazionale concreto.”</p>
<p><strong>Alberto Mattiacci, Professore Ordinario Economia e Gestione delle Imprese Sapienza Università di Roma</strong> ha ricordato come “la storia del movimento che oggi chiamiamo <em>DOP Economy</em> insegni due cose: la prima è che dietro il primato italiano delle DO c’è una storia d’innovazione di prospettiva; la seconda è che senza quella spinta impressa al sistema con straordinaria costanza dal mondo Qualivita, oggi non saremmo qui a interrogarci sul 2040.”</p>
<p>A conferma del percorso intrapreso, <strong>Mauro Rosati, Direttore Generale di Origin Italia e della Fondazione Qualivita ha ribadito</strong> come “ i dati dell’Osservatorio Qualivita dimostrino che i territori con maggiore capacità di rete sono anche quelli che generano più volumi produttivi e più alto valore economico nelle filiere DOP e IGP. Non è un caso che oggi il Veneto sia la prima regione italiana per valore economico territoriale delle Indicazioni Geografiche: un risultato che nasce dalla capacità di fare rete fra imprese, Consorzi, istituzioni e strumenti di promozione”.</p>
<p>Il lavoro, però è solo all’inizio. <strong>Nicola Vladimiro Ciccarelli</strong>, <strong>Vicepresidente di Confindustria</strong> Alberghi non ha dubbi: “i Consorzi di tutela sono tra i partner strategici più sottovalutati dall&#8217;industria alberghiera italiana. Quando un Consorzio presidia una denominazione, non fa solo un lavoro di filiera: costruisce e mantiene il contesto identitario dentro cui l&#8217;ospitalità di qualità può prosperare. La prossima frontiera competitiva del turismo di eccellenza passerà da alleanze operative stabili tra produttori DOP e strutture ricettive: non collaborazioni episodiche, ma ecosistemi integrati capaci di trasformare l&#8217;identità territoriale in un&#8217;esperienza coerente sui mercati internazionali.”</p>
<p>Fonte: <a href="https://asiagocheese.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Formaggio Asiago</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/Bilancio-Asiago-DOP-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/asiago-dop-nel-2025-crescono-produzione-quotazioni-e-consumi/">Asiago DOP: nel 2025 crescono produzione, quotazioni e consumi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Olio, premiato il Toscano IGP: qualità preservata dagli olivicoltori</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/olio-premiato-il-toscano-igp-qualita-preservata-dagli-olivicoltori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 07:24:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Olivicola]]></category>
		<category><![CDATA[concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=520219</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ottimo risultato per gli oli EVO Toscano IGP  alla &#8220;Selezione degli oli extravergine di oliva DOP e IGP della Toscana&#8221;. Il Presidente del Consorzio di tutela, Fabrizio Filippi: “competenza ed esperienza hanno fatto la differenza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/olio-premiato-il-toscano-igp-qualita-preservata-dagli-olivicoltori/">Olio, premiato il Toscano IGP: qualità preservata dagli olivicoltori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ottimo risultato per gli oli EVO Toscano IGP  alla &#8220;Selezione degli oli extravergine di oliva DOP e IGP della Toscana&#8221;. Il Presidente del Consorzio di tutela, Fabrizio Filippi: “competenza ed esperienza hanno fatto la differenza in un’annata piena di ostacoli”.</em></p>
<p>Grande successo per il <strong>Toscano IGP</strong> al concorso la &#8220;<em>Selezione degli oli extravergine di oliva DOP e IGP della Toscana&#8221;, </em>concorso che ha messo in competizione i migliori oli DOP e IGP promosso dalla Regione Toscana<span class="s3"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'UICTFontTextStyleBody',serif;">. Con 39 etichette sulle 55 finaliste – pari a sette su dieci – si conferma la denominazione più rappresentata. Un segnale chiaro della volontà degli olivicoltori di partecipare e valorizzare la qualità delle proprie produzioni in quella che è considerata, dal mondo dell’olio regionale, una sorta di “Oscar” dell’olio IGP. L’ampia partecipazione delle aziende del Toscano IGP non ha sorpreso il <a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/390420/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di tutela</strong></a>, che parla di un “livellamento verso l’alto della qualità degli oli regionali”.</span></span></p>
<p>Lo sottolinea il presidente del Consorzio, <span class="s1"><b><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'UICTFontTextStyleEmphasizedBody',serif;">Fabrizio Filippi</span></b></span><span class="s3"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'UICTFontTextStyleBody',serif;">: <em>“Il dato che emerge da questa edizione, al di là della straordinaria partecipazione delle imprese del Toscano IGP e dei riconoscimenti ottenuti, è la qualità degli extravergine che gli olivicoltori sono riusciti a portare in bottiglia nonostante una situazione climatica sfavorevole. La scorsa annata non è stata tra le più semplici: piogge abbondanti, rese basse e una presenza diffusa della mosca olearia. Gli ostacoli non sono mancati. È qui che entrano in gioco professionalità, competenza ed esperienza, che hanno fatto la differenza. Senza questo patrimonio, che rende la nostra regione un punto di riferimento mondiale per l’olio di qualità e oggi anche per l’oleoturismo, non avremmo ottenuto questi risultati. Voglio complimentarmi con tutti i colleghi che hanno partecipato: in ogni goccia ci sono identità, territorio, orgoglio e passione”</em>.</span></span></p>
<p class="p1" style="margin: 0cm; font-width: normal; font-size-adjust: none; font-kerning: auto; font-variant-alternates: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-position: normal; font-feature-settings: normal; font-optical-sizing: auto; font-variation-settings: normal;"><span class="s3"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'UICTFontTextStyleBody',serif;">Il <strong>Consorzio per la tutela dell’olio extravergine di oliva Toscano IGP</strong> nasce nel 1997 e ottiene nel 1998 il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta. Oggi riunisce quasi 8.000 soci su tutto il territorio regionale, rappresenta circa 7 milioni di piante ed è espressione dell’intera filiera: produttori, frantoi e imbottigliatori. Il marchio Toscano IGP e il relativo disciplinare garantiscono che tutte le fasi della produzione – dalla raccolta delle olive alla frangitura fino al confezionamento – avvengano in Toscana, per un olio 100% toscano.</span></span></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.oliotoscanoigp.it/" target="_blank" rel="noopener"><span class="s3"><strong>Consorzio per la tutela dell’olio extravergine di oliva Toscano IGP</strong></span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/olio-premiato-il-toscano-igp-qualita-preservata-dagli-olivicoltori/">Olio, premiato il Toscano IGP: qualità preservata dagli olivicoltori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
