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	<title>Produzione vitivinicola &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Produzione vitivinicola &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Brunello di Montalcino DOP, vendemmia 2026 dal 7 settembre</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/brunello-di-montalcino-dop-vendemmia-2026-dal-7-settembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 07:38:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio del vino Brunello di Montalcino: “Vigneti in ottima salute, qualità molto elevata e volumi in linea o leggermente inferiori al 2025” Qualità elevata, vigneti in salute e volumi attesi in linea o leggermente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio del vino Brunello di Montalcino: “Vigneti in ottima salute, qualità molto elevata e volumi in linea o leggermente inferiori al 2025”</em></p>
<p class="p1"><strong>Qualità elevata</strong>, <strong>vigneti in salute</strong> e <strong>volumi attesi in linea o leggermente inferiori</strong> rispetto all’anno scorso. Sono queste le prime indicazioni del Consorzio del vino Brunello di Montalcino sulla vendemmia 2026, che, al netto di alcune eccezioni, per la maggior parte delle aziende inizierà lunedì 7 settembre, in anticipo di almeno una settimana rispetto al 2025.</p>
<p class="p1">Ad oggi, secondo la ricognizione sui vigneti campionati su tutto il territorio dal <strong>modello<span class="Apple-converted-space">  </span>Brunello Forma</strong> (il progetto dell’ente consortile che dal 2024 oltre alla valutazione dell’annate monitora l’interazione tra vitigno, clima e vino), le vigne si presentano in uno stato fitosanitario molto positivo.</p>
<p class="p1">Un’annata che ha registrato <strong>temperature elevate</strong> per il Sangiovese di Montalcino, pur disponendo di acqua nelle finestre decisive del proprio ciclo fisiologico. L’invaiatura precoce, registrata già a metà luglio, si è tradotta in un analogo anticipo della maturazione e le uve stanno proseguendo regolarmente il proprio percorso verso la raccolta. La vendemmia nei diversi areali di Montalcino dovrebbe protrarsi per circa tre settimane.</p>
<p class="p2"><em>“Il vigneto di Montalcino si presenta all’appuntamento vendemmiale in ottima salute </em>– commenta il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, <strong>Giacomo Bartolommei</strong><em>. Ci aspettiamo, al netto di possibili fenomeni meteorologici imprevedibili, volumi in linea o leggermente più contenuti a fronte di un livello qualitativo molto elevato. Da vent’anni il Consorzio adotta una politica di riduzione delle rese con l’obiettivo prioritario di preservare l’alto posizionamento della denominazione. Una scelta che, nell’attuale fase di mercato, assume un valore ancora più strategico per salvaguardare la sostenibilità economica delle imprese e per contenere le giacenze”</em>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/2181/vino-cons-brunello-di-montalcino-vendemmia-precoce-al-via-lunedi-7-settembre-attesi-qualita-elevata-e-volumi-in-linea-con-il-2025-bartolommei-pres-consorzio-rese-contenute-da-vent-anni-a-tutela-del-posizionamento-e-nell-attuale-fase-di-mercato-dell-equilibro-della-denominazione" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del vino Brunello di Montalcino</strong></a></p>
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		<title>Il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo: Quella del 2026? Una vendemmia tutta da scrivere</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-tutela-vini-dabruzzo-quella-del-2026-una-vendemmia-tutta-da-scrivere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 07:43:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una vendemmia ancora tutta da scrivere. È questa la fotografia che il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo consegna alla vigilia delle operazioni di raccolta, in un’annata caratterizzata da condizioni meteorologiche altalenanti e da un’estate segnata da [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una vendemmia ancora tutta da scrivere. È questa la fotografia che il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo consegna alla vigilia delle operazioni di raccolta, in un’annata caratterizzata da condizioni meteorologiche altalenanti e da un’estate segnata da temperature elevate, periodi prolungati di siccità ed eventi estremi localizzati.</em></p>
<p>In questo quadro, il Consorzio invita alla massima prudenza nell’elaborazione e nella diffusione di numeri e percentuali relativi alla vendemmia 2026, ricordando come, anche a livello nazionale, Assoenologi, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) e Unione Italiana Vini (Uiv) hanno scelto, per il momento, di non diffondere una previsione vendemmiale complessiva, proprio perché l’andamento meteorologico <strong>non consente ancora una stima sufficientemente attendibile</strong> delle quantità.</p>
<p>“<em>Oggi è prematuro dare numeri sulla vendemmia 2026 – sottolinea il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, Alessandro Nicodemi –. Abbiamo davanti settimane decisive e il clima potrà incidere ancora significativamente sia sulle quantità sia sul profilo qualitativo delle uve. Per questo preferiamo osservare, monitorare e attendere prima di formulare una stima complessiva</em>”.<br />
Le prime operazioni vendemmiali hanno riguardato le varietà più precoci e, in particolare, le uve bianche destinate alla Doc Abruzzo, con il caldo che ha determinato un generale anticipo rispetto alle consuete date di raccolta. Sarà però l’evoluzione delle condizioni meteorologiche delle prossime settimane a determinare il quadro definitivo, soprattutto per il Montepulciano d’Abruzzo, la cui raccolta entrerà nel vivo da settembre.</p>
<p>Dal punto di vista fitosanitario, il quadro che emerge dal monitoraggio del Consorzio è complessivamente buono. Il grande caldo, pur rappresentando una criticità sotto il profilo dello stress idrico e delle condizioni di maturazione, ha in molti casi limitato lo sviluppo delle principali fitopatie, agevolando le operazioni di difesa dei produttori.<br />
Ma questo non significa che il clima non abbia prodotto criticità: gelo tardivo in primavera, grandinate localizzate e soprattutto il prolungato periodo di caldo e siccità hanno avuto conseguenze sui vigneti.</p>
<p>La vendemmia 2026 conferma anche una questione che non può più essere affrontata soltanto in emergenza: la gestione della risorsa idrica. Gli effetti dei cambiamenti climatici impongono una strategia di medio e lungo periodo, capace di trattenere l’acqua nei momenti di maggiore disponibilità per poterla utilizzare nei periodi di necessità.</p>
<p>“<em>Di fronte a estati sempre più caratterizzate da picchi di caldo e da precipitazioni distribuite in maniera irregolare – continua Alessandro Nicodemi – non possiamo limitarci a discutere dell’acqua quando manca. Dobbiamo lavorare sulla capacità del territorio di conservare la risorsa idrica, attraverso una politica seria di manutenzione e potenziamento degli invasi e delle infrastrutture. L’acqua che oggi arriva in modo violento e concentrato deve poter diventare una riserva per l’agricoltura e per le nostre comunità nei mesi più difficili</em>”.</p>
<p>Il Consorzio sottolinea, inoltre, un elemento fondamentale quando si parla di numeri della vendemmia abruzzese: il perimetro delle denominazioni non coincide con l’intera produzione regionale di vino.</p>
<p>Le attività e le stime del Consorzio riguardano, infatti, principalmente le produzioni a denominazione tutelate, che rappresentano circa un terzo della produzione complessiva di vino regionale, mentre i restanti due terzi sono rappresentati da produzioni non a denominazione. Per questo motivo, qualsiasi dato relativo alle produzioni delle denominazioni non può essere automaticamente esteso all’intero comparto vitivinicolo abruzzese.</p>
<p>Accanto alla variabile climatica, inoltre, il settore deve fare i conti con l’equilibrio tra produzione, mercato e giacenze. Proprio per questo, in vista della vendemmia, il Consorzio ha sostenuto misure di contenimento produttivo, attraverso la riduzione delle rese e il bloccaggio amministrativo di una quota della produzione, con l’obiettivo di riequilibrare domanda e offerta e sostenere il valore delle produzioni. “<em>Non dobbiamo inseguire il record di quantità – conclude il presidente Nicodemi – ma costruire valore. La gestione della produzione è uno degli strumenti che abbiamo a disposizione per mantenere l’equilibrio del mercato e difendere la remunerazione dei viticoltori. Allo stesso tempo, dobbiamo continuare a investire sulla qualità, sulla sostenibilità e sulla capacità dei nostri vini di conquistare nuovi consumatori e nuovi mercati</em>”.</p>
<p>La vendemmia 2026 resta una pagina ancora da scrivere. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere l’effetto combinato di caldo, disponibilità idrica e andamento delle maturazioni.<br />
Il <strong>Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong> continuerà a monitorare i vigneti abruzzesi e fornirà una valutazione complessiva quando i dati saranno sufficientemente solidi e rappresentativi.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/08/CS_Vendemmia-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Toscana, vino invenduto: i Consorzi tagliano la vendemmia del 20%</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-invenduto-i-consorzi-tagliano-la-vendemmia-del-20/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 07:18:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le imprese toscane hanno 5,6 milioni di ettolitri stoccati, l’equivalente della raccolta di un anno. Dazi, crisi, gusto dei giovani tra le cause del vino invenduto: male i rossi, si tenta la strada degli spumanti. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le imprese toscane hanno 5,6 milioni di ettolitri stoccati, l’equivalente della raccolta di un anno. Dazi, crisi, gusto dei giovani tra le cause del vino invenduto: male i rossi, si tenta la strada degli spumanti. I Consorzi di tutela costretti a tagliare la vendemmia del 20%.</em></p>
<p>È come se un’intera vendemmia fosse in giacenza, quasi 740 milioni di bottiglie. Sono <strong>quasi 5,6 i milioni di ettolitri di vino ‘fermi’ in Toscana a fine giugno 2026</strong>, cifra simile a dodici mesi prima, mentre nel novembre 2019, poco prima del Covid, erano 4,4.</p>
<p>Mentre in alcune zone è già partita la vendemmia, <strong>per alcuni grandi Consorzi della Toscana la quantità di uva raccolta per ogni ettaro viene ridotta di circa il 20%</strong>, come concordato con la Regione Toscana. I numeri sulle bottiglie invendute arrivano da <strong>Cantina Italia</strong>, portale del Ministero dell’Agricoltura.</p>
<p>Il quadro per i rossi toscani, specie tra Pisa e Firenze, non è molto positivo: <strong>tra i vini Dop o Igp italiani in giacenza, la denominazione Toscano o Toscana è terza</strong> (4,3% del totale, circa 1,6 milioni di ettolitri) e il <strong>Chianti è quarto</strong> (3,4% e 1,4 milioni di ettolitri), numeri quasi uguali al 2025 ma in rialzo rispetto al pre-Covid.</p>
<p>Come detto, in vista della vendemmia <strong>la giunta toscana ha approvato le deliberazioni dei Consorzi</strong>, andando verso una <strong>riduzione delle cosiddette ‘rese’</strong> (la quantità di uva raccolta per ettaro di vigneto) <strong>del 20% sia per l’Igt che per le produzioni Doc</strong>.</p>
<p>Per <strong>l’assessore regionale Leonardo Marras</strong>, «programmare è più efficace che rincorrere le emergenze».</p>
<p>«Abbiamo chiesto che per la vendemmia 2026 la resa prevista dal disciplinare venisse abbassata del 20%, lo hanno chiesto anche <strong>Chianti, Chianti classico, Brunello di Montalcino</strong>. Questo è per contenere le disponibilità» sono le parole di <strong>Stefano Campatelli, direttore del Consorzio Vino Toscana</strong>, che da poco ha ottenuto l’’erga omnes’ per la promozione e la tutela della Toscana Igt. «Ci sono situazioni di giacenze al momento, c’è un po’ di difficoltà sul mercato» continua Campatelli, secondo cui quel che non aiuta le esportazioni «è il momento di incertezza nazionale e globale».</p>
<p>L’incertezza si ripercuote anche sui consumatori «sia per l’inflazione sia per l’aumento dei costi che frenano gli acquisti del vino e lo tolgono dal carrello della spesa». C’è anche un <strong>cambio nelle abitudini dei consumi</strong>, i giovani bevono meno vino rosso e il calo porta a far calare prezzi «e con l’abbassamento tante aziende soffrono». Per il Consorzio Vino Toscana è la prima volta che si arriva a questo calo, <strong>spiega il presidente Cesare Cecchi</strong>: «La produzione media rimane sempre minore rispetto al massimale. Più che di invenduto però parlerei di stoccaggio, perché il vino non ha scadenza a breve». La crisi preoccupa ma per Cecchi «sono momenti in cui le aziende riescono a trovare nuove strade» come per esempio gli spumanti.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Repubblica &#8211; Firenze</strong></p>
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		<item>
		<title>Vino e caldo record, l’annata più precoce del secolo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-e-caldo-record-lannata-piu-precoce-del-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 07:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I vigneti e il caldo record, i rossi già pronti e i bianchi in anticipo: “È l’annata più precoce del secolo”. Una volta la vendemmia cominciava quando lo decideva il parroco. Nulla di spirituale, ovviamente. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-e-caldo-record-lannata-piu-precoce-del-secolo/">Vino e caldo record, l’annata più precoce del secolo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I vigneti e il caldo record, i rossi già pronti e i bianchi in anticipo: “È l’annata più precoce del secolo”.</em></p>
<p>Una volta la vendemmia cominciava quando lo decideva il parroco. Nulla di spirituale, ovviamente. Il prete non era un indovino, ma l’unico del paese a possedere un termometro a massima e minima, in grado di conoscere la temperatura del giorno e della notte. In un gabbiotto meteorologico rudimentale aveva anche un barometro e un anemometro, strumenti che lo informavano sulla situazione del clima, del vento e della pressione atmosferica. Annunciava con le campane la raccolta dell’uva e all’ingresso della chiesa, insieme con l’orario delle messe, fissava la data della vendemmia. Altri tempi. <strong>Oggi a decidere l’inizio del raccolto sono l’anticiclone africano e El Niño</strong>, i responsabili più o meno diretti dell’ondata di calore che ha investito l’Italia per tutta l’estate, scompigliando le carte anche tra i filari. Con il risultato che<strong> la vendemmia comincia sempre prima</strong>, accorciando fino a sovrapporre i tempi di maturazione delle differenti uve e costringendo i viticoltori a impegnativi tour de force per districarsi tra bianchi e rossi.</p>
<p><strong>In Sicilia e in Oltrepò Pavese i primi grappoli sono stati raccolti già a fine luglio, con un anticipo di almeno un paio di settimane.</strong></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Subito dopo le basi spumante, intorno a Ferragosto, è iniziata la <strong>vendemmia del Moscato</strong>, la più rilevante dal punto di vista quantitativo in tutto il Piemonte del vino. Circa diecimila ettari che si distendono tra le province di Cuneo, Asti e Alessandria per dar vita all’Asti Spumante e al Moscato d’<strong>Asti DOP</strong>.</p>
<p>«Quest’anno nessun produttore si è potuto permettere il lusso di andare in vacanza ad agosto» osserva il <strong>presidente del Consorzio dell’Asti, Stefano Ricagno</strong>. «Le piogge invernali, il caldo primaverile con conseguente anticipo della fioritura e le varie ondate di temperature roventi sono tutti fattori che hanno determinato un anticipo record per la zona».</p>
<p>Con conseguenze anche paradossali: a metà agosto molte cantine di vinificazione non avevano ancora aperto i battenti e i viticoltori si sono ritrovati con le uve bruciate dal sole in vigna e l’impossibilità di conferirle, con una significativa perdita di peso e una consistente diminuzione del reddito.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
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		<item>
		<title>Vendemmia 2026: la Puglia produce di più ma il mercato non tiene il passo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vendemmia-2026-la-puglia-produce-di-piu-ma-il-mercato-non-tiene-il-passo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 07:27:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le vigne pugliesi si preparano a una vendemmia abbondante, ma dietro i filari cresce l&#8217;inquietudine per un mercato che continua ad avere il fiato corto. 4.286.827 ettolitri di vino in giacenza, il 73,2%, è vino [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le vigne pugliesi si preparano a una vendemmia abbondante, ma dietro i filari cresce l&#8217;inquietudine per un mercato che continua ad avere il fiato corto. 4.286.827 ettolitri di vino in giacenza, il 73,2%, è vino di qualità, tra DOP e IGP.</em></p>
<p>Le vigne pugliesi si preparano a una vendemmia abbondante, ma dietro i filari cresce l’inquietudine per un mercato che continua ad avere il fiato corto.</p>
<p>Le prime valutazioni tecniche di <strong>Confagricoltura Puglia</strong> indicano un raccolto di uva da vino in aumento di <strong>circa il 10% rispetto al 2025</strong>, favorito da uno stato sanitario delle piante nel complesso buono. Il caldo intenso di queste settimane ha però anticipato la maturazione e reso più delicata la programmazione della raccolta, che in diverse zone della regione è già partita con giorni di anticipo sul calendario abituale.</p>
<p>È un dato che Confagricoltura Puglia guarda con cautela, perché la quantità da sola non risolve i problemi della filiera. L’ultimo report “Cantina Italia” dell’ICQRF, aggiornato al 31 luglio 2026, fotografa una regione che arriva alla nuova campagna con le cantine ancora piene: 4.286.827 ettolitri di vino in giacenza, il 10,1% dello stock nazionale e il terzo dato più alto d’Italia dopo Veneto e Toscana.</p>
<p>Non si tratta di eccedenze marginali o di vino generico: quasi tre quarti di quel volume, il 73,2%, è vino di qualità, tra DOP e IGP. La Puglia è anche la prima regione italiana per giacenze di mosto, con quasi il 30% del totale nazionale, un altro segnale di un sistema produttivo che fa fatica a smaltire quanto raccoglie.</p>
<p>Sul fronte estero arrivano invece segnali positivi. Nel 2025 l’export di vino pugliese ha toccato i 242 milioni di euro, con una crescita del 6% sull’anno precedente e quasi il 50% in più rispetto al 2020. Un risultato che va in controtendenza rispetto al dato nazionale, fermo a 7,78 miliardi di euro e in calo del 4% circa.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.batmagazine.it/notizie/2026/08/25/vendemmia-2026-la-puglia-produce-di-piu-ma-il-mercato-non-tiene-il-passo/" target="_blank" rel="noopener">BAT Magazine.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vendemmia-2026-la-puglia-produce-di-piu-ma-il-mercato-non-tiene-il-passo/">Vendemmia 2026: la Puglia produce di più ma il mercato non tiene il passo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il paradosso della vendemmia: la crisi idrica riduce i raccolti ma non abbastanza</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-paradosso-della-vendemmia-la-crisi-idrica-riduce-i-raccolti-ma-non-abbastanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 06:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Produttori di vino preoccupati per le giacenze di invenduto che penalizzano i prezzi. Vendemmia in anticipo e siccità riducono le rese produttive ma nelle cantine ancora 45 milioni di ettolitiri di vino e mosto. Una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-paradosso-della-vendemmia-la-crisi-idrica-riduce-i-raccolti-ma-non-abbastanza/">Il paradosso della vendemmia: la crisi idrica riduce i raccolti ma non abbastanza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Produttori di vino preoccupati per le giacenze di invenduto che penalizzano i prezzi. Vendemmia in anticipo e siccità riducono le rese produttive ma nelle cantine ancora 45 milioni di ettolitiri di vino e mosto.</em></p>
<p>Una vendemmia paradossale. Perché i viticoltori che hanno sempre identificato nel raccolto le prospettive di reddito se non di ricchezza oggi si trovano quasi a dover sperare di produrre meno.</p>
<p>E la <strong>siccità</strong> che pure ha colpito i vigneti italiani, darà un contributo a ridurre la produzione, perché insieme alla mancanza di sbalzo termico tra giorno e la notte ha provocato fenomeni di disidratazione nelle uve e di <strong>perdita di peso dei grappoli</strong>. Ma la flessione produttiva sarà minore rispetto a quanto sarebbe auspicabile. È questo il contraddittorio sentiment che si respira tra i produttori italiani di vino mentre la vendemmia è, in anticipo sui tempi, già a buon punto.</p>
<p><strong>Il problema vero, infatti, non è la produzione ma il mercato.</strong> Il vino italiano arriva all’annata 2026 con giacenze record di invenduto: secondo il ministero dell’Agricoltura, al 31 luglio scorso erano <strong>presenti nelle cantine italiane 45,6 milioni di ettolitri di vino e mosti (+8,2% rispetto al 31 luglio 2025)</strong>. Quantitativo che equivale ad avere in magazzino una vendemmia in più.</p>
<p>Ne deriva <strong>una pesantezza d’offerta che penalizza i prezzi</strong>. A giugno scorso<strong> i vini sfusi Doc italiani sono stati quotati in media 1,57 euro al litro</strong>, in calo del 7% rispetto all’anno prima. Peggio ancora è andata per i vini comuni (-19%). A questo quadro già complesso va aggiunto che <strong>nei primi 5 mesi dell’anno l’export ha registrato un calo di quasi il 7%</strong> (a 3 miliardi di euro), con gli <strong>Usa a -15%</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Per olio e vino italiani crisi gemelle ma diverse</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/per-olio-e-vino-italiani-crisi-gemelle-ma-diverse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 07:36:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[olivicoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I comparti olio e vino sono sotto pressione per giacenze da record alla vigilia delle nuove raccolte. I problemi strutturali sono differenti: gestione errata dei flussi di import e cambio dei consumi. Le due filiere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I comparti olio e vino sono sotto pressione per giacenze da record alla vigilia delle nuove raccolte. I problemi strutturali sono differenti: gestione errata dei flussi di import e cambio dei consumi. Le due filiere alla nuova campagna con i magazzini che scoppiano. Ma i problemi strutturali sono diversi tra eccesso di import e cambio dei gusti<br />
</em></p>
<p><strong>In Alto Adige comincia in questi giorni «la vendemmia più precoce nella storia»</strong> del territorio, ha annunciato il <strong>direttore del Consorzio, Eduard Bernhart</strong>. Se nessuno si stupisce della <strong>raccolta dei primi grappoli in Sicilia a fine luglio</strong>, infatti, la vendemmia di Ferragosto nelle regioni più a Nord d’Italia è davvero un segno del cambiamento climatico, conseguenza non solo del caldo estivo, ma anche delle temperature decisamente più miti della primavera.</p>
<p>Un anticipo che però quest’anno non è esattamente il benvenuto, visto che <strong>non si è ancora risolta la questione delle giacenze</strong>: 42,6 milioni di ettolitri di vino e 3,1 milioni di ettolitri di mosti secondo l’ultimo bollettino del ministero dell’Agricoltura, che corrispondono rispettivamente a un aumento del 6,9% e del 31,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le quantità di una intera vendemmia italiana.</p>
<p><strong>Un problema identico si riscontra per l’olio extravergine d’oliva</strong>, anche in questo caso alla vigilia della campagna 2026. Nei frantoi italiani al 31 luglio c’erano ancora 158.715 tonnellate di olio extravergine di oliva sfuso, che unito alle 26.657 di olio confezionato arrivano quasi ai due terzi della produzione della campagna dell’anno scorso, 300 mila tonnellate.</p>
<p>Le giacenze ci sono tutti gli anni, ma<strong> i nostri settori produttivi non hanno mai visto cumuli di questo tipo</strong>. Il <strong>rischio è il “declassamento” del prodotto</strong> dello scorso anno, per evitare che i prezzi, già bassi, crollino ulteriormente, e anche per far posto alla nuova produzione.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Repubblica &#8211; Affari &amp; Finanza</strong></p>
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		<title>Consorzi del vino, la bozza del decreto introduce indicatori di orientamento dei prezzi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/i-consorzi-del-vino-potranno-orientare-i-prezzi-di-uve-e-vini-senza-imporli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 07:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un provvedimento focalizzato sui Consorzi del vino è al centro del confronto tra Masaf e organizzazioni di settore, si discute su regolazione dell&#8217;offerta e Turismo DOP La bozza del nuovo Decreto Ministeriale amplia funzioni e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un provvedimento focalizzato sui Consorzi del vino è al centro del confronto tra Masaf e organizzazioni di settore, si discute su regolazione dell&#8217;offerta e Turismo DOP</em></p>
<p><em>La bozza del nuovo Decreto Ministeriale amplia funzioni e poteri dei Consorzi del vino, trasformandoli in organi di governance economica. I presidenti dei Consorzi di Barbera d&#8217;Asti, Brunello di Montalcino, Asti e Custoza accolgono la svolta, sollevando cautela su reale tenuta degli indicatori di prezzo a tutela dei viticoltori, flessibilità triennale e operatività turistica, ma evidenziando opportunità su enoturismo e sostenibilità</em></p>
<p>Il nuovo decreto ministeriale dovrebbe ampliare funzioni e poteri degli enti di tutela: dal <strong>piano triennale di regolazione dell&#8217;offerta</strong> agli <strong>indicatori di prezzo</strong>, fino all&#8217;<strong>enoturismo</strong>. I presidenti dei Consorzi di <strong>Barbera d&#8217;Asti</strong>, <strong>Brunello di Montalcino,</strong> <strong>Asti Docg</strong> e <strong>Custoza Doc</strong> accolgono la svolta, ma propongono tre osservazioni: <strong>flessibilità annuale</strong>, <strong>concertazione</strong> con chi il turismo lo fa già, la consapevolezza che un <strong>orientamento non vincolante</strong> non ferma il mercato. Il percorso di rafforzamento dei <strong>consorzi di tutela</strong> era già stato avviato: il <strong>decreto ministeriale entrato in vigore a giugno</strong> aveva ampliato competenze e strumenti degli enti di tutela delle<strong> </strong>Dop e Igp. <a href="https://www.italiaatavola.net/wine/2026/7/23/nuovo-decreto-consorzi-riuscira-a-fermare-il-problema-del-vino-invenduto/120510/">Ora la bozza </a><a href="https://www.italiaatavola.net/wine/2026/7/23/nuovo-decreto-consorzi-riuscira-a-fermare-il-problema-del-vino-invenduto/120510/">di un nuovo pr</a><a href="https://www.italiaatavola.net/wine/2026/7/23/nuovo-decreto-consorzi-riuscira-a-fermare-il-problema-del-vino-invenduto/120510/">ovvedimento focalizzato sui Consorzi del vino è al centro del confronto tra <strong>Masaf </strong>e organizzazioni di settore</a>, come anticipato dal Gambero Rosso, e compie un passo ulteriore.</p>
<p>Il testo dovrebbe sostituire il <strong>decreto del 2018</strong> e recepisce le novità del <a href="https://www.italiaatavola.net/attualita-mercato/2026/6/4/dop-igp-consorzi-piu-forti-chi-usa-i-prodotti-dovra-chiedere-via-libera/119612"><strong>regolamento europeo sulle Indicazioni Geografiche</strong></a><a href="https://www.italiaatavola.net/attualita-mercato/2026/6/4/dop-igp-consorzi-piu-forti-chi-usa-i-prodotti-dovra-chiedere-via-libera/119612"> (</a><a href="https://www.italiaatavola.net/attualita-mercato/2026/6/4/dop-igp-consorzi-piu-forti-chi-usa-i-prodotti-dovra-chiedere-via-libera/119612"><strong>Reg. Ue 2024/1143</strong>) e del <strong>Pacchetto vino</strong> (<strong>Reg. Ue 2026/471</strong>).</a> Tre le parole chiave: <strong>regolamento dell&#8217;offerta vitivinicola</strong>, <strong>enoturismo</strong>, <strong>sostenibilità</strong>. In sintesi, i consorzi passerebbero da enti di tutela e valorizzazione a organi di governance economica della denominazione. Il passaggio destinato a far discutere di più riguarda gli “indicatori di orientamento sui prezzi non vincolanti” per <strong>uve</strong>, <strong>mosti</strong> e <strong>vini sfusi a Ig</strong>, sul modello dell&#8217;<strong>interprofessione francese</strong>, a condizione che non eliminino la <strong>concorrenza</strong> per una parte sostanziale dei produttori. Un terreno delicato, come evidenziano i Consorzi interpellati da Italia a Tavola, che evidenziano anche la necessità di una <strong>attenzione specifica</strong> alla voce <strong>enoturismo</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>I commenti dei Consorzi di tutela</h4>
<p>«Sul piano della <strong>responsabilità</strong> non cambia molto – precisa <strong>Stefano Ricagno</strong>, presidente del <strong>Consorzio dell&#8217;Asti</strong> &#8211; nel senso che per quanto ci riguarda ci sentiamo sempre molto responsabili della <strong>gestione</strong>. Ora c&#8217;è la possibilità di agire in un modo ancora più diretto e più incisivo. E forse senza andare a creare delle forzature all&#8217;interno della filiera. Quindi sinceramente le vedo positive queste proposte di implementazione di poteri o comunque di possibilità di azione da parte degli enti di tutela». [&#8230;]</p>
<p><strong>Giacomo Bartolommei</strong>, presidente del <strong>Consorzio del Brunello di Montalcino</strong>, che conferma un <strong>apprezzamento</strong> per il lavoro in corso. «Sicuramente questo è un <strong>passo in avanti</strong> per i Consorzi, perché comunque si <strong>rafforza l&#8217;istituto</strong> e allo stesso tempo si creano delle <strong>nuove possibilità</strong>», dichiara. Il nodo critico è forse la <strong>rigidità dell&#8217;orizzonte triennale</strong>: «sulla <strong>pianificazione triennale</strong> magari ci vuole una possibilità anche di <strong>rimodulazione</strong> durante il triennio, nel senso che non può sapere come si evolve il <strong>mercato»</strong>. [&#8230;]</p>
<p><strong>Filippo Mobrici</strong>, presidente del <strong>Consorzio Barbera d&#8217;Asti e Vini del Monferrato</strong>, pone gli interrogativi più espliciti sul capitolo <strong>enoturismo</strong>. «È facile scrivere che noi dobbiamo essere <strong>promotori del turismo</strong>, ma poi nella pratica bisogna confrontarsi innanzitutto con le <strong>realtà che operano già</strong> in quel settore, e capire il <strong>ruolo</strong> che dobbiamo avere. Perché noi fino adesso siamo stati <strong>promotori indiretti</strong> dell&#8217;enoturismo. Qui invece ci si chiede di <a href="https://www.italiaatavola.net/wine/2026/5/29/enoturismo-oltre-60-delle-cantine-aumento-vendite-dirette/119506/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">essere <strong>direttamente coinvolti</strong></a> con le varie <strong>realtà operative</strong>, piuttosto che con le stesse <strong>enoteche</strong> e con i <strong>tour operator</strong>». [&#8230;]</p>
<div>
<p>Dalla sponda veneta del Lago di Garda arriva una lettura orientata all&#8217;equilibrio di filiera con <strong>Roberta Bricolo</strong>, presidente del <strong>Consorzio di tutela Custoza Doc</strong>: «Accogliamo queste misure con <strong>serietà</strong>, <strong>impegno</strong> e <strong>fiducia</strong>. <strong>Enoturismo</strong> e <strong>sostenibilità</strong> rappresentano ormai una declinazione concreta e imprescindibile del <strong>fare vino</strong>: <a href="https://www.italiaatavola.net/wine/2026/4/18/export-in-frenata-vino-italiano-entra-nella-fase-della-selezione/118670" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è quindi importante che i <strong>Consorzi</strong> dispongano di <strong>strumenti adeguati</strong></a> per contribuire in modo efficace alla loro attuazione». [&#8230;]</p>
</div>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://convivium2000.blogspot.com/2026/07/i-consorzi-potranno-orientare-i-prezzi.html" target="_blank" rel="noopener">Convivium 2000</a></p>
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		<title>Champagne DOP, il Comité sceglie di continuare ad abbassare la produzione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/champagne-dop-il-comite-sceglie-di-continuare-ad-abbassare-la-produzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 06:52:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I vignaioli e le maisons francesi scelgono di continuare ad abbassare la produzione di Champagne DOP, fissata la resa della vendemmia 2026 a 8.800 kg per ettaro. I vignaioli e le maisons produttrici di Champagne hanno fissato a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I vignaioli e le maisons francesi scelgono di continuare ad abbassare la produzione di Champagne DOP, fissata la resa della vendemmia 2026 a 8.800 kg per ettaro.</em></p>
<p><strong>I vignaioli</strong> e le maisons produttrici di <strong>Champagne</strong> hanno fissato a 8.800 Kg per ettaro la resa destinata alla commercializzazione della vendemmia 2026. Una quantità in calo per il quarto anno consecutivo quella annunciata dal <strong>Comité Champagne</strong> alla luce di un contesto geopolitico con notevoli incertezze e per le ricorrenti problematiche dettate dall&#8217;andamento climatico.</p>
<p>&#8220;Si tratta &#8211; spiega in una nota l&#8217;interprofessione della filiera delle pregiate bollicine d&#8217;Oltralpe, che rappresenta oltre 16.000 Vigneron e 350 Maison &#8211; di una decisione collettiva è volta a riequilibrare progressivamente gli stock, salvaguardando al tempo stesso la sostenibilità economica del vigneto e il mantenimento dei loro elevati standard qualitativi&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.lanazione.it/economia/ultimaora/champagne-vignaioli-francesi-scelgono-di-d2b40eb6" target="_blank" rel="noopener">La Nazione.it</a></strong></p>
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		<title>Vino, distillazione di crisi in Francia: 770.000 ettolitri la richiesta, da Bordeaux in primis</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-distillazione-di-crisi-in-francia-770-000-ettolitri-la-richiesta-da-bordeaux-in-primis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 07:18:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati di FranceAgriMer, domande per la distillazione di vino da oltre 2.000 operatori. Per il futuro si guarda all’innovazione, dalla vigna fino al consumatore Da un lato il presente, con il processo di distillazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-distillazione-di-crisi-in-francia-770-000-ettolitri-la-richiesta-da-bordeaux-in-primis/">Vino, distillazione di crisi in Francia: 770.000 ettolitri la richiesta, da Bordeaux in primis</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I dati di FranceAgriMer, domande per la distillazione di vino da oltre 2.000 operatori. Per il futuro si guarda all’innovazione, dalla vigna fino al consumatore</em></p>
<p>Da un lato il presente, con il<strong> processo di distillazione del vino</strong>, una delle misure scelte per la <strong>gestione della crisi in una fase di difficoltà per i viticoltori</strong>; dall’altra il futuro che dovrà guardare con attenzione all’innovazione, dalla vigna fino al consumatore.</p>
<h4>La Francia del vino continua a confrontarsi per lo sviluppo di un settore fondamentale per l’economia del Paese e che, ormai da tempo, sta vivendo un periodo delicato</h4>
<p><strong>Nei giorni scorsi, a Montreuil, <a href="https://www.franceagrimer.fr/actualites/linnovation-au-coeur-des-echanges-du-conseil-specialise-vin-et-cidre">si è riunito il consiglio specializzato “Vin et cidre” di FranceAgriMer</a></strong> che ha ribadito l’importanza del lavoro svolto per molti anni dall’industria vitivinicola e da diverse parti interessate in merito agli impatti dei cambiamenti climatici, alle sfide dell’adattamento e alla necessaria strategia di resilienza. Le associazioni professionali, dalla fase a monte a quella a valle della filiera, hanno chiesto un’accelerazione di questo lavoro, data l’urgenza della situazione.</p>
<p>FranceAgriMer ha mostrato una prima <strong>valutazione delle richieste di impegno presentate nell’ambito del programma di distillazione della crisi 2026</strong>, la cui seconda fase si è conclusa il 30 giugno.</p>
<p><strong>L’analisi dei dati provvisori</strong>, al 1 luglio 2026, parla di <strong>più di 2.000 operatori che hanno presentato domanda per un totale di oltre 770.000 ettolitri</strong>. L’<strong>Aquitania</strong> è la prima regione vitivinicola rappresentata (40% delle richieste e 45% dei volumi), seguita da <strong>Languedoc-Roussillon</strong> e <strong>Valle del Rodano</strong> e <strong>Provenza</strong>. La Gironda è, invece, il primo Dipartimento (è in Nuova Aquitania e il suo centro principale è Bordeaux) davanti ad Hérault e Aude, con le cantine private che rappresentano il 92% delle richieste e l’80% dei volumi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://winenews.it/it/vino-distillazione-di-crisi-in-francia-770-000-ettolitri-la-richiesta-da-bordeaux-in-primis_597214/" target="_blank" rel="noopener">Wine News.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-distillazione-di-crisi-in-francia-770-000-ettolitri-la-richiesta-da-bordeaux-in-primis/">Vino, distillazione di crisi in Francia: 770.000 ettolitri la richiesta, da Bordeaux in primis</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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