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	<title>prodotti vegetariani &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>prodotti vegetariani &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>La rivoluzione delle &#8220;Protein Company&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-rivoluzione-delle-protein-company/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 10:08:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
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		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Amadori è la &#8220;Italian protein company&#8221;: con Lenti ha ideato una gamma di prodotti con carne 100 per cento italiana da filiera controllata e certificata da CSQA. Se la carta d&#8217;identità di un&#8217;azienda potesse parlare, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Amadori è la &#8220;Italian protein company&#8221;: con Lenti ha ideato una gamma di prodotti con carne 100 per cento italiana da filiera controllata e certificata da CSQA.</em></p>
<p>Se la carta d&#8217;identità di un&#8217;azienda potesse parlare, non si limiterebbe ad elencare dati anagrafici. Racconterebbe una storia fatta di tratti distintivi, valori e anche ambizioni. Per <strong>Amadori</strong>, tra i protagonisti italiani del settore agroalimentare, il «segno particolare» che spicca è, raccontano in azienda, una vera rivoluzione: oggi uno dei <strong>principali marchi in campo avicolo</strong> si definisce «<strong>Italian protein company</strong>». Che non vuole essere uno slogan, ma un manifesto di intenti: «<strong>Nutrire le comunità di oggi e domani con proteine buone per tutti</strong>, prendendosi cura degli ecosistemi di cui facciamo parte». Dunque, un futuro (alimentare) più inclusivo e variegato.</p>
<h4>Che cosa significa in concreto?</h4>
<p>Non solo le tradizionali carni di <strong>pollo e tacchino</strong> &#8211; il core business di Amadori &#8211; ma anche quelle di <strong>suino</strong>, <strong>uova</strong> e tutti gli <strong>ovoprodotti</strong> e, soprattutto, le <strong>proteine vegetali</strong>. Un modo per rispondere a un mercato sempre più esigente, senza dimenticare le radici profonde dell&#8217;azienda.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Di filiera integrata, certificata e controllata si parla anche per le proteine rosa. «Abbiamo lavorato in questa direzione dopo l&#8217;acquisizione nel 2022 dello storico prosciuttificio Lenti fondato nel 1935 a Santena (Torino), specialista nella produzione di cotti, arrosti e preaffettati &#8211; aggiunge Conti -. Con l&#8217;ingresso in Amadori, <strong>Lenti ha ideato una gamma di prodotti con carne 100 per cento italiana da filiera controllata e certificata, Le Eccellenze di Filiera</strong>, calcolando che solo il 20 per cento di prosciutti cotti in Italia deriva da produzioni prettamente italiane. <strong>I Prosciutti Cotti Lenti&amp;Lodi sono stati certificati con l&#8217;organismo CSQA</strong>».</p>
<p>Che si tratti di un pollo o di una cotoletta vegetale, l&#8217;obiettivo di Amadori resta lo stesso: portare il meglio della tradizione italiana con lo sguardo rivolto al futuro.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>COOK &#8211; Corriere della Sera</strong></p>
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		<title>La domanda spinge ricerca e produzione nel caseario</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-domanda-spinge-ricerca-e-produzione-nel-caseario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 07:51:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio del Grana Padano sta sperimentando l&#8217;uso di caglio non animale per andare incontro alle preferenze dei consumatori. Il report di Good Food Institute Europe rileva che, tra il 2022 e il 2023, i [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio del Grana Padano sta sperimentando l&#8217;uso di caglio non animale per andare incontro alle preferenze dei consumatori.</em></p>
<p>Il <a href="https://gfieurope.org/it/wp-content/uploads/sites/3/2024/09/Approfondimenti-sul-mercato-al-dettaglio-degli-alimenti-a-base-vegetale-in-Italia.pdf" target="_blank" rel="noopener">report di Good Food Institute Europe</a> rileva che, tra il 2022 e il 2023, i volumi di <strong>vendita dei &#8220;formaggi&#8221; di origine vegetale</strong> in Italia sono aumentati del +39,3%, quelli dei formaggi di origine animale del +12,4 per cento.</p>
<p>La base di partenza è contenuta &#8211; 1 milione di kg nel 2023 &#8211; ma è indice di una forte domanda. La sfida peri produttori è essere interessanti non solo per il mondo vegano e gli intolleranti al lattosio, ma per tutti, e sono varie le alternative sul mercato, con profili nutrizionali diversi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><strong>L&#8217;Italia</strong>, eccellenza globale nella produzione e nell&#8217;affinamento dei formaggi, potrebbe dare molto slancio a questo segmento in crescita e guidarlo.</p>
<p>Di recente in alcuni caseifici, <strong>sotto la vigilanza del Consorzio di Tutela del Grana Padano</strong>, si sta <strong>sperimentando l&#8217;uso di caglio non animale</strong>.</p>
<p>&#8220;Se la sperimentazione sarà positiva, verrà inserita nel Disciplinare di produzione la facoltà di usarlo &#8211; spiega il Direttore Generale del Consorzio di Tutela, Stefano Berni &#8211; . Occorreranno poi oltre dieci mesi di stagionatura per poterlo marchiare e offrirlo al consumo&#8221;.</p>
<p>Fondamentale sarà la salvaguardia delle caratteristiche compositive e sensoriali che costituiscono la peculiarità del <strong>Grana Padano DOP</strong>. Che cambia, per non cambiare affatto.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Consumi green: dal cibo ai vestiti, i trend in crescita</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consumi-green-dal-cibo-ai-vestiti-i-trend-in-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2024 07:35:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Green Deal]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consumi sostenibili: trend in crescita dal cibo agli abiti, dall&#8217;edilizia ai trasporti. Nel 2023 il mercato globale delle proteine vegetali ha toccato i 29 miliardi di $ (+34% dal 2019). In Europa +74% gli investimenti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Consumi sostenibili: trend in crescita dal cibo agli abiti, dall&#8217;edilizia ai trasporti. Nel 2023 il mercato globale delle proteine vegetali ha toccato i 29 miliardi di $ (+34% dal 2019). In Europa +74% gli investimenti nel settore, ma l&#8217;inflazione gonfia i prezzi e frena l&#8217;incremento dei consumi.</em></p>
<p>I consumatori chiedono e le aziende rispondono, sempre più e sempre meglio. Dal cibo alla moda, dalla mobilità alla cosmesi, all&#8217;edilizia, <strong>oggi sono sempre maggiori le opzioni per chi cerca di ridurre il proprio impatto sul Pianeta</strong>. Come rileva la società di ricerca internazionale Euromonitor, il 75% delle aziende globali riconosce l&#8217;influenza del cambiamento climatico sul comportamento dei consumatori e il 72% agisce di conseguenza.</p>
<p>Se non è ancora possibile racchiudere il valore dello stile di vita sostenibile in un solo numero, la sua crescita è evidente e trasversale a tutti i settori. Non si tratta più di un trend, ma di un fenomeno strutturale che comporta grandi trasformazioni tecnologiche e culturali. Un percorso non indenne da imprevisti e rallentamenti &#8211; come l&#8217;inflazione che azzoppa le vendite &#8211; ma la strada è imboccata.</p>
<p><strong>Il mercato globale.</strong> Il Rapporto 2023 sul settore delle proteine alternative di <strong>Good Food Institute</strong>, non profit e think tank internazionale, rileva che le <strong>vendite globali di carne e latticini a base vegetale hanno raggiunto i 29 miliardi di dollari</strong>: in leggera crescita sul 2022 (+3,57M, e +34% rispetto al 2019). Gli investimenti hanno sfiorato il miliardo. <strong>In Europa</strong> il capitale raccolto ha visto un + 33% sul 2022 (816 milioni di euro) e il settore ha visto crescere gli investimenti del +74%, toccando i 498 milioni di euro &#8211; anche se in gran parte attribuibili a due maxi operazioni della svedese Oatly.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><strong>Sull&#8217;Italia il peso dell&#8217;inflazione.</strong> Il nostro Paese è leader del biologico, con un mercato interno (+5%) e del fuori casa (+18%) che, sommati, hanno sfiorato i 5,4 miliardi di euro nel 2023. Ma <strong>l&#8217;Italia è anche il terzo mercato in Europa per le proteine vegetali</strong>, dopo Germania e Gran Bretagna. Del resto, come emerge dal Rapporto Italia 2024 di Eurispes, <strong>in dieci anni vegetariani e vegani sono quadruplicati </strong>e oggi rappresentano il 9,5% della popolazione (erano il 6,6%nel 2023).</p>
<p>Nonostante questo, secondo Good Food Institute è plausibile aspettarsi un rallentamento delle vendite del settore, dopo il +21% del 2022 sul 2020 (oltre 680 milioni di euro), dovuto<br />
alla pressione inflazionistica, che ha particolare impatto sulle famiglie italiane, e le differenze di Iva, per esempio fra bevande vegetali (22%) e latte (4%).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<item>
		<title>Polli presenta il nuovo Ragù Vegetale, senza soia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/polli-presenta-il-nuovo-ragu-vegetale-senza-soia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 09:29:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[Csqa]]></category>
		<category><![CDATA[plant-based]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti trasformati]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[vegano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Polli ha sviluppato una nuova gamma di Ragù vegetali, 100% plant based e senza soia per rispondere alle esigenze dei consumatori per una dieta più ricca di verdure e proteine vegetali. La sempre maggiore consapevolezza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Polli ha sviluppato una nuova gamma di Ragù vegetali, 100% plant based e senza soia per rispondere alle esigenze dei consumatori per una dieta più ricca di verdure e proteine vegetali.</em></p>
<p>La sempre maggiore consapevolezza dell’importanza di un’alimentazione più ricca di verdure e proteine vegetali, sia per la salute individuale che per l’ambiente, sta determinando significativi cambiamenti nelle scelte di acquisto dei consumatori.</p>
<p>Per rispondere alla domanda crescente di soluzioni gustose, ma al contempo più ricche di vegetali, Polli ha sviluppato una nuova gamma di <strong>Ragù vegetali</strong>, <strong>100% <em>plant based </em>e senza soia. </strong></p>
<p>I Ragù vegetali Polli rappresentano la scelta ideale per coloro che cercano un’alimentazione bilanciata, ricca di verdure, senza rinunciare al gusto e nel rispetto di uno <strong>stile di vita sostenibile</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>La nuova gamma di Ragù vegetali Polli si affianca alla già esistente <strong>linea di pesti Polli</strong>, tra cui il classico <strong>Pesto alla genovese</strong>, quello nella versione senza aglio, il genovese con olive taggiasche e quello con pomodori secchi, tutti preparati con basilico fresco italiano da filiera certificata*, formaggi DOP e pinoli selezionati. Oltre a questi si aggiungono il <strong>Pesto rosso</strong>, con pomodori secchi e formaggio, e il <strong>Pesto alla calabrese</strong>, con peperoni italiani da filiera certificata*.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>*La filiera del basilico Polli è certificata CSQA – ISO22005 cert. n. 71049 – DTP035 cert. n. 71050.</p>
<p>*La filiera del peperone Polli è certificata CSQA – ISO22005 cert. n. 80596 – DTP035 cert. n. 80597.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.gdonews.it/2024/04/02/polli-presenta-il-nuovo-ragu-vegetale-senza-soia/" target="_blank" rel="noopener">GDONews.it</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sostenibilità: nuova certificazione ottenuta per Latteria Soresina</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/sostenibilita-nuova-certificazione-ottenuta-per-latteria-soresina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Dec 2023 11:06:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[vegano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Latteria Soresina continua il suo impegno concreto verso la sostenibilità ambientale, uno dei valori cardine che da sempre accompagnano la filosofia della Cooperativa. L&#8217;azienda Latteria Soresina ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 14001:2015, rilasciata ad ottobre [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Latteria Soresina continua il suo impegno concreto verso la sostenibilità ambientale, uno dei valori cardine che da sempre accompagnano la filosofia della Cooperativa.</em></p>
<p>L&#8217;azienda<strong> Latteria Soresina</strong> ha ottenuto la certificazione <strong>UNI EN ISO</strong> 14001:2015, rilasciata ad ottobre 2023 dal <strong>CSQA</strong>, ente certificatore esterno, grazie all’implementazione nei propri siti produttivi di un Sistema di Gestione Ambientale (SGA) rispondente ai requisiti della stessa normativa.</p>
<p>L’ottenimento della certificazione ambientale rappresenta un ulteriore tassello nell’ambito dello sviluppo in termini di sostenibilità per la Cooperativa, e segna un punto di partenza per una continua evoluzione della sua politica ambientale come asset fondamentale della visione strategica più generale: <strong>Latteria Soresina</strong> ritiene di fondamentale importanza l’assunzione di un atteggiamento proattivo al fine di garantire il rispetto dell’ambiente per la salvaguardia delle generazioni presenti e future.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.agenfood.it/cibo/sostenibilita-nuova-certificazione-ottenuta-per-latteria-soresina/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Agenfood.it</strong></a></p>
<p><em>Crediti foto: Latteria Soresina</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Veg: la sfida dei vini è un passo indietro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/veg-la-sfida-dei-vini-e-un-passo-indietro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2023 08:39:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[vegano]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rivoluzionaria cultura gastronomica consente di ripartire da zero. I vini devono diventare veicolo di trasporto per sapori in evoluzione La rivincita dei bianchi equilibrati ma anche dei rossi leggeri. I vino e il dialogo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La rivoluzionaria cultura gastronomica consente di ripartire da zero. I vini devono diventare veicolo di trasporto per sapori in evoluzione </em></p>
<p><em>La rivincita dei bianchi equilibrati ma anche dei rossi leggeri.</em></p>
<p>I <strong>vino</strong> e il <strong>dialogo con la cucina vegetale</strong> è tra le ultime ed entusiasmanti sfide che siamo chiamati ad analizzare prima che vivere. Potrà sembrare illusorio, ma non è difficile abbinare il vino a questo tipo di cucina. Anzi. La letteratura sullo <strong>studio dell&#8217;affinità</strong> di gusti sensoriali<strong> tra vino e le famiglie di ortaggi</strong> (Composite, Crucifere, Cucurbitacee, Graminacee, Leguminose, Liliacee, Solanacee, Ombrellifere) è pressoché nulla, ma nascente.</p>
<p>C`è una libertà di scelta inespressa sebbene siano moltissime le strade di abbinamenti percorribili con ingredienti come rapa, bietole, carciofi, cardi, patate. Percorsi più agili e snelli rispetto agli <strong>abbinamenti classici</strong> da fare con piatti a sola base di <strong>carne</strong> o <strong>pesce</strong>. E se è vero che la cucina vegetale non è cosa per tutti, perché il food cost è oneroso e sono molte le tecniche di preparazione da conoscere, altrettando reale è che sono diversi i piatti vegetali che ci vengono in mente, attualmente presenti nelle carte di alcuni dei più importanti ristoranti italiani in questo autunno.</p>
<p>Fonte: <strong>G &#8211; I piaceri del Gusto</strong></p>
<p><em>Crediti foto: PxHere.com</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bauer: qualità e sostenibilità certificate</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/bauer-qualita-e-sostenibilita-certificate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Mar 2023 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[vegano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bauer, storica azienda del Trentino-Alto Adige, da oltre 90 anni produce dadi da brodo e insaporitori di qualità. Fin dalle origini, l’ambizione di Bauer è quella di proporre prodotti gustosi, innovativi, trasparenti e certificati. In [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/bauer-qualita-e-sostenibilita-certificate/">Bauer: qualità e sostenibilità certificate</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Bauer, storica azienda del Trentino-Alto Adige, da oltre 90 anni produce dadi da brodo e insaporitori di qualità. Fin dalle origini, l’ambizione di Bauer è quella di proporre prodotti gustosi, innovativi, trasparenti e certificati. In poche parole, rispettosi, del consumatore ma anche dell’ambiente.</em></p>
<p>I preparati alimentari Bauer nascono dalla maestria della manodopera artigianale che si unisce alla costante ricerca di modalità sempre nuove e sostenibili per mantenere inalterata la naturalità del prodotto. Un’attenzione costante che parte dall’accurata selezione di materie prime di qualità.</p>
<p>A testimoniare i traguardi raggiunti, di seguito le certificazioni conseguite dall’azienda che abbracciano diversi aspetti della produzione:</p>
<ul>
<li><strong>sicurezza e qualità</strong>: <strong>certificazione UNI EN ISO 9001:2015 </strong>e le <strong>Certificazioni BRC GSFS </strong>e <strong>IFS</strong>, per gli elevati standard di qualità e sicurezza alimentare.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Prodotti tracciabili e claim sempre specificati in etichetta</strong>: l’<a href="https://www.csqa.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">azienda trentina ha conseguito la <strong>certificazione Biologica</strong>con l’ente <strong>ICEA nel 1996</strong> e qualche anno più tardi ha ricevuto da CSQA</a> la certificazione <strong>No Glutine</strong> che certifica che tutti i prodotti Bauer sono privi di glutine e quindi ideali da inserire nella dieta di chi soffre di celiachia. CSQA Certificazioni è associato ad <strong>IFOAM</strong>, la federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica, sia a livello globale, IFOAM Organics International, che a livello regionale, IFOA EU group e garantisce la <strong>tracciabilità</strong> delle materie prime e del prodotto finito. Nel 2017, Bauer ha ottenuto il <strong>certificato Qualità Vegetariana</strong>, la <strong>prima certificazione nazionale di prodotti vegetariani e vegani</strong>, promossa dall’<strong>Associazione Vegetariana Italiana.</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="https://www.csqa.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Produzione eco-sostenibile: </strong>i prodotti Bauer hanno ottenuto la <strong>certificazione PEF</strong> (<strong>Product Environmental Foodprint</strong>) rilasciata da <strong>CSQA</strong>,</a> la quale testimonia il ridotto impatto ambientale dei prodotti nell’arco del proprio intero ciclo di vita, dall’estrazione di materie prime, alla produzione, all’uso e alla gestione finale dei rifiuti. Inoltre, lo stabilimento Bauer, situato nei pressi della città di Trento, è il primo edificio produttivo a livello mondiale certificato secondo gli <strong>standard LEED</strong> con punteggio <strong>gold</strong> che ne attesta la capacità di risparmio energetico e delle risorse idriche. Infine, l’azienda ha recentemente ottenuto la certificazione <strong>RSPO</strong> (<strong>Roundtable on Sustainable Palm Oil</strong>) Supply Chain Certification confermando il proprio impegno a favore della biodiversità. La certificazione RSPO si propone infatti di tutelare il mercato, l’industria e la catena di approvvigionamento dalla diffusione indiscriminata dell’olio di palma.</li>
</ul>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<a href="https://www.magazinequalita.it/bauer-qualita-e-sostenibilita-certificate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> <strong>Magazine Qualità</strong></a></p>
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		<title>La patata del Veneto rafforza le proprie posizioni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-patata-del-veneto-rafforza-le-proprie-posizioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2023 09:27:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pepi Dora, un marchio che nel 2023 vuole imporsi a livello nazionale &#8220;Siamo nel pieno della campagna di semina e le previsioni sono buone: al termine delle operazioni, pensiamo di raggiungere le superfici dello scorso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pepi Dora, un marchio che nel 2023 vuole imporsi a livello nazionale</em></p>
<p>&#8220;Siamo nel pieno della campagna di semina e le previsioni sono buone: al termine delle operazioni, pensiamo di raggiungere le superfici dello scorso anno, attorno a 500 ettari&#8221;. Lo afferma <strong>Piergiorgio Agostini, presidente del Consorzio La Patata dal Cuore Veneto</strong> che quest&#8217;anno punta a lanciare in maniera definitiva il proprio <strong>brand &#8220;Pepi Dora&#8221;</strong>.</p>
<p>&#8220;Il seme sta arrivando regolarmente, nonostante qualche difficoltà logistica. <strong>La preoccupazione maggiore riguarda invece le riserve idriche</strong>, attualmente già sotto scorta come si può ben immaginare, visto l&#8217;inverno poco piovoso e mite. Anche per quanto riguarda le condizioni pedo-climatiche, preoccupano le alte temperature dei mesi scorsi e le poche precipitazioni. Ci sono infatti ancora molti parassiti presenti nel suolo, che il clima freddo solitamente aiuta a debellare. Mentre le piogge scarse non hanno permesso di ripristinare le scorte. Per fortuna, nei nostri areali la presenza del ferretto non incide&#8221;.</p>
<p>Il Consorzio è riconosciuto sul territorio come soggetto coordinatore, anche grazie al marchio Qualità Verificata (QV), certificazione rilasciata dal CSQA, per la produzione del tubero.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.freshplaza.it/article/9505804/la-patata-del-veneto-rafforza-le-proprie-posizioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Fresh Plaza</strong></a></p>
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		<title>La carne vegetale ha fallito? No, ma non sembrerà più carne</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-carne-vegetale-ha-fallito-no-ma-non-sembrera-piu-carne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 08:39:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti vegetariani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carne vegetale: Beyond Meat, la prima società che ha investito sul &#8220;plant-based food&#8221;, ha perso l&#8217;83% del valore in Borsa dopo anni di crescita esponenziale. Eppure altre aziende stanno, lentamente, crescendo. In modo diverso. Vegetariani [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Carne vegetale: Beyond Meat, la prima società che ha investito sul &#8220;plant-based food&#8221;, ha perso l&#8217;83% del valore in Borsa dopo anni di crescita esponenziale. Eppure altre aziende stanno, lentamente, crescendo. In modo diverso.</em></p>
<p>Vegetariani e vegani avevano trovato il modo di assaporare gusti nuovi e attraenti migliorando la dieta proteica senza violare le loro regole. Per gli animalisti era la soluzione ideale per porre fine al trattamento crudele degli animali d&#8217;allevamento. A tutti gli altri veniva offerta la possibilità di diventare <strong>flexitarian</strong>: nuovo vocabolo inventato per descrivere chi, pur non volendo rinunciare al gusto delle carni bovine, suine, del pollo o di altri derivati animali, dalle uova al latte, è disposto a sostituire, almeno in parte, tutto ciò con nuovi alimenti a base vegetale che ne imitano gusto, apparenza e consistenza: cibi meno dannosi per l&#8217;ambiente (gli allevamenti sono giganteschi produttori di CO2) e per la salute dell&#8217;umanità (incidenza delle carni su varie patologie a partire da quelle cardiovascolari).</p>
<p>Tre anni fa quello del <strong>plant based food</strong> &#8211; carni e altri alimenti basati su proteine e fibre derivanti da piante come piselli verdi e gialli, ceci e soia &#8211; sembrava poter diventare il nuovo Eldorado dell&#8217;alimentazione mondiale. Oltre che salutare, consumare carni alternative stava diventando trendy grazie alle celebrity apripista del nuovo mondo: Benedict Cumberbatch votato come vegano più avvenente del 2018, anno in cui altri artisti celebri, come Beyoncé annunciavano di aver messo al bando le carni dalla loro dieta. Seguite, poi, da personaggi come Billie Eilish e Ariana Grande, mentre Katy Perry sollevava nuvole di polemiche per aver trascinato nel veganesimo anche il suo cane («Nugget condivide il mio viaggio»): una diversa forma di crudeltà nei confronti di esseri indifesi secondo altri gruppi di animalisti.</p>
<p>Dal 2019 il business delle carni alternative ha registrato <strong>tassi di crescita esplosivi</strong> anche perché ad alimentarlo sono arrivati i grandi nomi delle tecnologie digitali, da Bill Gates al fondatore di Twitter, Jack Dorsey. E quando Jeff Bezos ha deciso di investire nella startup NotCo, lo hanno seguito anche campioni della Formula i e del tennis come Lewis Hamilton e Roger Federer. La crociata contro le carni è arrivata fino al calcio: dagli spagnoli Sergio Busquets e Sergi Roberto che hanno investito in una startup vegana di Barcellona, Heura, a Chris Smalling, vegano anche lui, con ForGood, la sua società di venture capital che investe in nuove iniziative del plant based food.</p>
<p>Eppure questo promettente mercato, esploso nel 2019 e 2020 con tassi di crescita del 60-70 per cento, negli Stati Uniti si è stabilizzato nel 2021 e quest&#8217;anno, almeno per i sostituti delle carni, registra una flessione del 1o per cento. A fare notizia è soprattutto la parabola di <a href="https://www.beyondmeat.com/en-GB/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Beyond Meat</strong></a>, la società apripista del settore che, dopo anni di crescita fantastica, nel 2022 è arrivata a registrare una flessione in Borsa addirittura dell&#8217;80 per cento mentre la riduzione di domanda e produzione ha portato al licenziamento del 19 per cento della forza lavoro.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Sette &#8211; Corriere della Sera</strong></p>
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		<title>L&#8217;UE vuole hamburger e scaloppine vegetali. Vietate le dizioni legate a DOP IGP e zootecnia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lue-vuole-hamburger-e-scaloppine-vegetali-vietate-le-dizioni-legate-a-dop-igp-e-zootecnia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2020 07:24:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Carni fresche]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[vegano]]></category>
		<category><![CDATA[Zootecnia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Europarlamento verso il sì alle denominazioni fake meat come compromesso in seno al pacchetto sulla PAC. Saranno però vietate le dizioni legate alla zootecnia e alle DOP IGP. Verso la scaloppina vegetale e l&#8217;hamburger vegano, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lue-vuole-hamburger-e-scaloppine-vegetali-vietate-le-dizioni-legate-a-dop-igp-e-zootecnia/">L&#8217;UE vuole hamburger e scaloppine vegetali. Vietate le dizioni legate a DOP IGP e zootecnia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;Europarlamento verso il sì alle denominazioni fake meat come compromesso in seno al pacchetto sulla PAC. Saranno però vietate le dizioni legate alla zootecnia e alle <strong>DOP IGP</strong>.</em></p>
<p>Verso la scaloppina vegetale e l&#8217;hamburger vegano, ma strada sbarrata alla bistecca di soia, alla costoletta di tofu o alla cotoletta di grano. Il compromesso raggiunto in seno all`Europarlamento sulla cosiddetta <strong>fake meat</strong> &#8211; che andrà al voto dell`emiciclo <strong>UE</strong> tra oggi e venerdì, assieme all`intero pacchetto sulla futura <a href="https://ec.europa.eu/info/food-farming-fisheries/key-policies/common-agricultural-policy/cap-glance_it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Politica agricola comune</strong></a> &#8211;<em> «punta su una netta distinzione tra denominazioni legate alla produzione e alla tradizione zootecnica e denominazioni generiche, indicative della mera forma»</em>: lo rivela a ItaliaOggi l`eurodeputato <strong>Paolo De Castro</strong>, raggiunto nella serata di ieri al termine dei negoziati sulla futura Pac.</p>
<p>Così, l&#8217;utilizzo delle denominazioni legate al patrimonio storico e produttivo <strong>zootecnico</strong> sarà vietato al mondo vegetale, mentre nei menù del mondo veg sarà possibile far ricorso a denominazioni di prodotto, mutuate dalla tradizione carnivora, ma ormai considerate generiche, <em>«per indicare forme e tagli di pietanze vegetali»</em>. E c`è di più: i gourmet vegani, vegetariani e fruttariani dovranno rinunciare anche <em>«all`utilizzo di denominazioni da origine animale legate alle <strong>DOP IGP</strong>»</em>; non sarà possibile, ad esempio, impiattare la porchetta di farro o servire in tavola un bue grasso di seitan, visto che la Porchetta di Ariccia è una IGP (indicazione geografica protetta) e il bue grasso di Carrù ha un suo consorzio di tutela.</p>
<p>La partita, va detto, non è di poco conto: il <strong>mercato dei prodotti alternativi alla carne</strong> è in crescita e a livello mondiale ha raggiunto i <strong>4,6 mld</strong> di dollari in valore. Entro i prossimi quattro anni dovrebbe superare i 6 mld e il 39% del suo volume d`affari sarà in Europa. In Italia, le città più «vegane» sono Bologna, Piacenza e Firenze, ma la capitale europea del veg è Berlino.</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2020/10/20201021_RS_ITALIA-OGGI.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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