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	<title>prodotti trasformati &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>prodotti trasformati &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Consorzio Primitivo di Manduria: tutela della denominazione e utilizzo nei prodotti trasformati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 07:14:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giovedì 23 aprile 2026, l’Assemblea Ordinaria dei Soci del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria  ha approvato il regolamento che rafforza la tutela della denominazione e disciplina l’utilizzo nei prodotti trasformati. Regole chiare, tutela [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Giovedì 23 aprile 2026, l’Assemblea Ordinaria dei Soci del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria  ha approvato il regolamento che rafforza la tutela della denominazione e disciplina l’utilizzo nei prodotti trasformati. Regole chiare, tutela del consumatore e nuove opportunità di sviluppo. Approvati anche bilancio 2025, attività svolte e preventivo 2026, con un quadro finanziario solido e in crescita</em></p>
<p>Si è svolta giovedì 23 aprile 2026 l’Assemblea Ordinaria dei Soci del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, durante la quale sono stati approvati all’unanimità tutti i punti all’ordine del giorno.</p>
<p>Nel corso dei lavori, l’Assemblea ha dato il via libera al <strong>rendiconto economico-finanziario 2025,</strong> alla relazione sulle attività svolte e al<strong> bilancio preventivo 2026,</strong> confermando la solidità gestionale e la coerenza delle strategie portate avanti dal Consorzio.</p>
<p>Al centro dei lavori, l’approvazione del regolamento per l<strong>’autorizzazione all’utilizzo della denominazione “Primitivo di Manduria DOC e DOCG” nei prodotti composti, elaborati o trasformati.</strong></p>
<p>Il regolamento disciplina l’uso del nome “Primitivo di Manduria” in prodotti diversi dal vino che lo contengono come ingrediente, con un obiettivo chiaro: <strong>tutelare la denominazione e garantire massima trasparenza al consumatore.</strong></p>
<p>In termini concreti, un’azienda non può utilizzare liberamente il nome “Primitivo di Manduria”, ma deve rispettare criteri precisi e ottenere una specifica autorizzazione da parte del Consorzio.</p>
<p>Tra i principi fondamentali, è previsto che il vino rappresenti <strong>un ingrediente significativo e caratterizzante del prodotto finale</strong>, con indicazione chiara della percentuale in etichetta. Non è quindi sufficiente un utilizzo marginale a fini promozionali.</p>
<p>Grande attenzione è inoltre posta alla corretta informazione del consumatore: deve essere sempre evidente che il Primitivo di Manduria è un ingrediente e non il prodotto stesso, evitando qualsiasi rischio di confusione.</p>
<p>Il regolamento definisce anche le modalità di utilizzo della denominazione in etichetta: il nome “Primitivo di Manduria” deve comparire con caratteri più piccoli, tra virgolette e accompagnato dalla dicitura DOC o DOCG. <strong>Non è consentito l’uso dei loghi ufficiali della denominazione.</strong></p>
<p>Per ottenere l’autorizzazione, gli operatori dovranno presentare una richiesta formale al Consorzio, corredata da documentazione tecnica e bozze di etichettatura. <strong>L’autorizzazione sarà rilasciata per il singolo prodotto, avrà durata triennale e sarà soggetta a controlli periodici.</strong></p>
<p>Le aziende autorizzate dovranno dimostrare l’effettivo utilizzo del vino, garantire tracciabilità e comunicare i volumi di produzione. <strong>In caso di irregolarità, il Consorzio potrà revocare l’autorizzazione e disporre il ritiro dei prodotti non conformi.</strong></p>
<p><strong>L’utilizzo di una denominazione come ingrediente rappresenta un elemento distintivo per il prodotto finale</strong>, contribuendo a rafforzarne il posizionamento e la percezione di qualità. Il nome della denominazione agisce come una garanzia riconosciuta, mentre il rispetto dei disciplinari assicura standard costanti e caratteristiche definite. Allo stesso tempo, il legame con il territorio consente di valorizzare origine, identità e saper fare, elementi sempre più centrali per un consumatore attento a qualità, tracciabilità e autenticità. <strong>In questo contesto, l’ingrediente certificato diventa un vero e proprio elemento qualificante dell’intero prodotto.</strong></p>
<p>Il regolamento completo è consultabile al seguente link: <a href="http://www.consorziotutelaprimitivo.com/regolamenti-1515/">www.consorziotutelaprimitivo.com/regolamenti-1515/</a></p>
<p>L’approvazione di questo strumento rappresenta un passaggio strategico per il Consorzio, che consolida il proprio ruolo nella gestione e nel controllo dell’utilizzo della denominazione, definendo un quadro chiaro di regole e responsabilità.</p>
<p>“Con questo regolamento compiamo un ulteriore passo nella tutela e nell’evoluzione della denominazione. – dichiara il <strong>Presidente Novella Pastorelli </strong>&#8211; Sono stati definiti criteri chiari e rigorosi per garantire qualità, trasparenza e coerenza nell’utilizzo del nostro vino anche quando viene impiegato come ingrediente in altri prodotti. Si tratta di un importante passo avanti anche sotto il profilo commerciale per la Dop Primitivo di Manduria, che potrà beneficiare del prestigio di prodotti alimentari di qualità, dando vita a un rapporto virtuoso di reciproca valorizzazione. Da un lato, infatti, il prodotto trasformato potrà avvalersi della reputazione della Dop, dall’altro la denominazione stessa potrà estendere la propria presenza sul mercato, ottenendo una nuova visibilità e una ulteriore risonanza commerciale attraverso la distribuzione di questi prodotti.”</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziotutelaprimitivo.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/04/202604_Consorzio-di-Tutela-del-Primitivo-di-Manduria.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA QUI IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Pratici e salutari, boom dei prodotti ortofrutticoli cotti e confezionati</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pratici-e-salutari-boom-dei-prodotti-ortofrutticoli-cotti-e-confezionati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 09:29:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I prodotti ortofrutticoli pronti sono un mercato in forte espansione: +9,2% in Italia nell`ultimo anno e in crescita rispetto ai surgelati. Prodotti ortofrutticoli precotti, confezionati e pronti al consumo: sono i prodotti di V gamma, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I prodotti ortofrutticoli pronti sono un mercato in forte espansione: +9,2% in Italia nell`ultimo anno</em><br />
<em>e in crescita rispetto ai surgelati.</em></p>
<p>Prodotti ortofrutticoli precotti, confezionati e pronti al consumo: sono i prodotti di V gamma, un mercato in forte espansione.</p>
<p>Dati Nielsen (ottobre 2025) indicano una<strong> crescita del 9,2% in Italia</strong> rispetto al 2024. In Europa il segmento dei prodotti refrigerati, tipico della V gamma, sta guadagnando terreno rispetto ai surgelati: secondo uno studio di <strong>Future Market Insights</strong>, entro il <strong>2035</strong> il <strong>formato refrigerato</strong> deterrà oltre <strong>il 52%</strong> della quota di mercato dei pasti pronti a base vegetale.</p>
<p>Un trend che intercetta le esigenze alimentari delle <strong>nuove generazioni </strong>sui prodotti ortofrutticoli: praticità e salute. Non è un caso se Bonduelle, colosso francese da oltre 2 miliardi di fatturato specializzato in alimenti vegetali e presente in 100 Paesi, lo scorso ottobre abbia debuttato in V gamma con il lancio de I Contornissimi, prima linea di contorni pronti dell&#8217;azienda.</p>
<p>L&#8217;<strong>Italia</strong> rappresenta il terzo mercato del gruppo a livello mondiale, con un fatturato che supera i 200 milioni di euro, poco meno del 10% del totale ed è l&#8217;unico Paese del gruppo a commercializzare prodotti in tutte e cinque le tecnologie.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>A&amp;F &#8211; La Repubblica </strong></p>
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		<title>La produzione del Cioccolato di Modica IGP raddoppia in cinque anni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-produzione-del-cioccolato-di-modica-igp-raddoppia-in-cinque-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 08:26:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Cioccolato di Modica IGP sempre più usato come ingrediente, 173 le autorizzazioni rilasciate. Il Consorzio di tutela: per ottenere un risparmio sul costo della pasta amara di cacao puntiamo sull’accorciamento della filiera produttiva. Il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Cioccolato di Modica IGP sempre più usato come ingrediente, 173 le autorizzazioni rilasciate. Il Consorzio di tutela: per ottenere un risparmio sul costo della pasta amara di cacao puntiamo sull’accorciamento della filiera produttiva.</em></p>
<p>Il caro cacao non sembra scalfire il mercato del <strong>Cioccolato di Modica IGP</strong> – unica Igp in Europa in questo settore – che continua a crescere anche nel numero di licenze concesse per il suo utilizzo come ingrediente di altri prodotti.</p>
<p>Secondo i dati dell’ultimo <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2025/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rapporto Qualivita</strong></a> diffuso un paio di settimane fa, la <strong>produzione è raddoppiata in cinque anni</strong>, arrivando a <strong>348 tonnellate nel 2024</strong> (+6,1% annuo). In crescita sia il valore alla produzione (6,9 milioni, +14,7%) sia quello al consumo (12,2 milioni, +12,5%). E anche il 2025 si dovrebbe chiudere con un bilancio positivo.</p>
<p>«Ove si confermasse l’andamento dei mesi di ottobre e novembre – dice il <strong>direttore generale del Consorzio Nino Scivoletto</strong> – che hanno segnato una crescita del 22% rispetto agli stessi mesi del 2024, registreremmo un incremento della produzione di circa il 5% su base annua. Rilevante è l’impiego del prodotto quale ingrediente nei prodotti trasformati dai lievitati ai gelati».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a></p>
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		<title>Pesca e Nettarina di Romagna IGP: nasce il Gin Tabar di Casoni Liquori</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pesca-e-nettarina-di-romagna-igp-nasce-il-gin-tabar-di-casoni-liquori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 07:26:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#trasformatiDOPIGP]]></category>
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		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato il Gin Tabar alla Pesca e Nettarina di Romagna IGP, realizzato da Casoni Liquori in collaborazione con il Consorzio Pesca e Nettarina di Romagna IGP Si è svolta oggi, presso il Mercato Coperto di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentato il Gin Tabar alla Pesca e Nettarina di Romagna IGP, realizzato da Casoni Liquori in collaborazione con il Consorzio Pesca e Nettarina di Romagna IGP</em></p>
<p>Si è svolta oggi, presso il <strong>Mercato Coperto di Ravenna</strong> in piazza Andrea Costa, la presentazione del <strong>Gin Tabar alla Pesca e Nettarina di Romagna IGP</strong>, realizzato da <strong>Casoni Liquori</strong>. L’iniziativa rappresenta un passo significativo nel percorso di valorizzazione di una delle eccellenze frutticole emiliano-romagnole, portando al centro dell’attenzione la qualità e la tipicità della <strong>Pesca e Nettarina di Romagna IGP</strong>.</p>
<p>La Pesca e Nettarina di Romagna IGP è un frutto che racconta il territorio e nasce da una lunga tradizione peschicola, profondamente radicata nei territori romagnoli. Le condizioni pedoclimatiche favorevoli, la qualità dei suoli e l’esperienza degli agricoltori conferiscono al prodotto caratteristiche distintive – profumo intenso, polpa consistente e gusto equilibrato – che ne giustificano la tutela e la valorizzazione tramite l’<strong>Indicazione Geografica Protetta</strong>.</p>
<p>Il marchio IGP garantisce non solo qualità e tracciabilità, ma tutela un comparto agricolo strategico per il territorio. La certificazione difende la relazione tra prodotto, ambiente e saperi locali, valorizzando un patrimonio frutticolo che ha contribuito a costruire l’identità produttiva della Romagna.</p>
<p>«Collaborazioni come questa – afferma <strong>Paolo Pari</strong>, Presidente del Consorzio Pesca e Nettarina di Romagna IGP – permettono di far conoscere maggiormente la nostra denominazione e il suo valore. Non si tratta di promuovere un singolo prodotto, ma di rafforzare la consapevolezza su ciò che rappresenta l’IGP: una garanzia per il consumatore, una tutela per il territorio e un riconoscimento per il lavoro delle aziende agricole. La capacità delle nostre produzioni di dialogare con linguaggi diversi e più smart – continua Paolo Pari- dimostra la vitalità della filiera e il ruolo delle Indicazioni Geografiche come strumenti di valorizzazione e continuità.»</p>
<p>Il <strong>Gin Tabar alla Pesca e Nettarina di Romagna IGP</strong> rappresenta un esempio concreto di come le eccellenze del territorio possano essere valorizzate in contesti innovativi. Attraverso iniziative come questa, il Consorzio, le imprese agricole e l’intera filiera agroalimentare rafforzano la conoscenza della denominazione, promuovendo le radici territoriali e il valore della certificazione IGP anche presso nuovi pubblici. Questa iniziativa unisce tradizione, innovazione e valorizzazione delle eccellenze romagnole, celebrando la ricchezza del territorio e il ruolo delle Indicazioni Geografiche Protette come strumenti di tutela, identità e cultura.</p>
<p>Fonte: <a href="https://pescanettarinadiromagna.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Pesca e Nettarina di Romagna IGP</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/11/Comunicato-CSO-Italy_19-novembre-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/pesca-e-nettarina-di-romagna-igp-nasce-il-gin-tabar-di-casoni-liquori/">Pesca e Nettarina di Romagna IGP: nasce il Gin Tabar di Casoni Liquori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>La certificazione MonteRé per l&#8217;assorbimento netto di Co2 e lo sviluppo sostenibile</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-certificazione-montere-per-lassorbimento-netto-di-co2-e-lo-sviluppo-sostenibile-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 12:05:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
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		<category><![CDATA[prodotti trasformati]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un sistema di coltivazione innovativo che valorizza la biodiversità e contribuisce all’adattamento climatico Prosegue la campagna digital di CSQA per raccontare il valore e l&#8217;importanza delle certificazioni volontarie, uno strumento sempre più strategico per garantire ai consumatori caratteristiche qualitative [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-certificazione-montere-per-lassorbimento-netto-di-co2-e-lo-sviluppo-sostenibile-2/">La certificazione MonteRé per l&#8217;assorbimento netto di Co2 e lo sviluppo sostenibile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un sistema di coltivazione innovativo che valorizza la biodiversità e contribuisce all’adattamento climatico</em></p>
<p>Prosegue la <strong>campagna digital di CSQA</strong> per raccontare il valore e<strong> l&#8217;importanza delle certificazioni volontarie</strong>, uno strumento sempre più strategico per<strong> garantire ai consumatori caratteristiche qualitative peculiari</strong> definite in apposite norme, sulla base di specifiche tecniche.</p>
<p>Quello che viene raccontato oggi è il<strong> progetto MonteRé, una storia italiana fatta di innovazione e sostenibilità.</strong></p>
<p>La <a href="https://www.montere.it/it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Cooperativa Modenese Essiccazione Frutta MonteRé</strong></a> ha ottenuto infatti la <strong>prima certificazione CSQA per l’assorbimento netto di carbonio </strong>grazie all’adozione di <strong>tecniche agricole avanzate nella coltivazione di prugne.</strong></p>
<p>Questa certificazione si inserisce in un contesto europeo in evoluzione, che punta a valorizzare il <strong>ruolo dell’agricoltura e della silvicoltura nella cattura e nello stoccaggio della CO2 </strong>incentivando economicamente le pratiche sostenibili per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico.</p>
<p>La <strong>certificazione </strong>– rivolta a valorizzare le aziende che applicano pratiche agricole sostenibili – si basa su uno <strong>schema </strong>che <strong>considera la normativa europea attualmente applicabile </strong>e che prevede la<strong> valutazione da parte di un organismo di certificazione</strong> per garantire accuratezza e competenza.</p>
<p>In questo contesto, <strong>CSQA</strong>, grazie alla sua lunga esperienza nel settore agronomico e forestale, è stato <strong>scelto come ente certificatore</strong> fornendo la robustezza, autorevolezza tramite le attività di verifica indipendenti.</p>
<p>Il team di scienziati e specialisti, tra cui il <strong>Premio Nobel Riccardo Valentini</strong>, ha sviluppato per conto di MonteRé il<strong> disciplinare di certificazione e uno strumento di monitoraggio chiamato “Tree Talker”</strong>.</p>
<p>Il <strong>dispositivo</strong>, progettato per monitorare in tempo reale la salute degli alberi, <strong>raccoglie dati fondamentali sul loro assorbimento di CO2</strong>,<strong> sulla crescita e sullo stato idrico</strong>.</p>
<p>Queste informazioni permettono agli agricoltori di <strong>ottimizzare le pratiche colturali</strong>, riducendo l’impatto ambientale e massimizzando il sequestro di carbonio.</p>
<p>Grazie all’adozione di queste innovazioni, <strong>MonteRé </strong>ha implementato un <strong>sistema di coltivazione </strong>che non solo<strong> valorizza la biodiversità, </strong>ma contribuisce attivamente all’<strong>adattamento climatico.</strong></p>
<p><em>“I dati che otteniamo dai Tree Talkers ci permettono di fare scelte consapevoli per migliorare la qualità dei nostri frutteti, promuovendo l&#8217;adozione di pratiche di carbon farming e contribuendo alla riduzione del cambiamento climatico”</em> chiarisce, <strong>Alberto Mario Levi, Presidente MonteRé</strong>.</p>
<p>I <strong>vantaggi per le aziende agricole </strong>includono la <strong>possibilità di certificare la CO2 assorbita</strong>, che può essere utilizzata <strong>per compensare le emissioni aziendali e, dove possibile, convertita in crediti di carbonio volontari, registrabili e vendibili su un mercato</strong> dedicato, con un eventuale beneficio economico.</p>
<p>Inoltre, le<strong> aziende certificate</strong> vengono riconosciute come <strong>&#8220;custodi della biodiversità&#8221;</strong>, poiché l’applicazione di queste buone pratiche agronomiche contribuisce a mantenere la qualità dell’ecosistema.</p>
<p>La certificazione offre infine <strong>al consumatore la sicurezza di acquistare un prodotto proveniente da una realtà aziendale impegnata</strong> in un percorso concreto di sostenibilità e conservazione della biodiversità.</p>
</p>
<div class='avia-iframe-wrap'><iframe loading="lazy" title="La certificazione MonteRé per l&#039;assorbimento netto di Co2 e lo sviluppo sostenibile" width="1333" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/Ysr_owOz0NY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p>
<p>Fonte: <a href="https://www.csqa.it/it-it/press/la-certificazione-montere-per-l-assorbimento-netto-di-co2-e-lo-sviluppo-sostenibile" target="_blank" rel="noopener">CSQA Certificazioni</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-certificazione-montere-per-lassorbimento-netto-di-co2-e-lo-sviluppo-sostenibile-2/">La certificazione MonteRé per l&#8217;assorbimento netto di Co2 e lo sviluppo sostenibile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Boom dei cibi ultra-trasformati e il Nutriscore non li ferma: allarme dei medici italiani</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/boom-dei-cibi-ultra-trasformati-e-il-nutriscore-non-li-ferma-allarme-dei-medici-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 08:23:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ALIMENTAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema degli ultra-trasformati sta animando il dibattito, coni medici italiani che puntano l&#8217;accento sui pericoli di quei cibi che mettono a rischio la salute soprattutto delle giovani generazioni. Del tema se ne parlerà ampiamente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il tema degli ultra-trasformati sta animando il dibattito, coni medici italiani che puntano l&#8217;accento sui pericoli di quei cibi che mettono a rischio la salute soprattutto delle giovani generazioni. Del tema se ne parlerà ampiamente in occasione del Forum internazionale dell&#8217;agricoltura e dell&#8217;alimentazione di Coldiretti in collaborazione con The European House Ambrosetti, in programma il 28 e il 29 novembre a Villa Miani (Roma).</em></p>
<p>Nonostante l&#8217;Italia vanti delle eccellenze enogastronomiche di assoluta pregevolezza, viviamo sul cibo ampi paradossi che ci spingono a serie ed accurate riflessioni. I <strong>dati su sovrappeso e obesità nel nostro Paese</strong>, che interessano il <strong>47% della popolazione</strong>, evidenziano che c&#8217;è ancora molto da fare sebbene altri paesi vivano condizioni peggiori (in Usa si arriva al 67%).</p>
<p>I <strong>dati recenti dell&#8217;Italian Obesity Barometer Summit</strong>, mostrano che l&#8217;obesità è in aumento soprattutto nei giovani, con una <strong>crescita negli ultimi 20 anni di 1,6 milioni di giovani di età compresa tra 18 e 34 anni</strong> affetti da questa patologia.</p>
<p>E mentre <strong>i sistemi agroalimentari italiani vantano dei primati indiscussi</strong> che vengono suggellati dai dati sulle <strong>produzioni di qualità</strong> (primo Paese al mondo per numero di Indicazioni geografiche tutelate IG), sulla <strong>salubrità</strong> (impatto decisamente inferiore dei residui nei prodotti alimentari rispetto a quelli importati extra-Ue) e sulla <strong>sostenibilità</strong> (trend di riduzione delle emissioni rilevante) ancora evidenti appaiono le discrasie che il settore vive con una serie di sfide e che si riflettono inevitabilmente su cittadini/consumatori e imprese.</p>
<p>Pensiamo ad esempio all&#8217;<strong>ascesa incontrollata dei cibi ultra-trasformati</strong>. Nel tempo questi prodotti hanno trovato una <strong>rapida affermazione tra le nuove generazioni</strong> sino a rappresentare oggi la quotidianità nei consumi alimentari, perché molto palatabili, veloci da preparare ed economici. <strong>In alcuni Paesi come gli Usa coprono la maggioranza (60/70%)</strong> dei consumi alimentari giornalieri.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Avvenire</strong></p>
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		<title>La pera dell&#8217;Emilia Romagna IGP entra nel mondo dei drink</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-pera-dellemilia-romagna-igp-entra-nel-mondo-dei-drink/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 08:03:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#trasformatiDOPIGP]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti trasformati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gustosa e versatile, la Pera dell&#8217;Emilia Romagna IGP William ha dimostrato di essere perfetta anche per esaltare i distillati. A sperimentare l&#8217;abbinamento è stata la distilleria Casoni Liquori di Finale Emilia che ha scelto proprio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gustosa e versatile, la Pera dell&#8217;Emilia Romagna IGP William ha dimostrato di essere perfetta anche per esaltare i distillati.</em></p>
<p>A sperimentare l&#8217;abbinamento è stata la distilleria Casoni Liquori di Finale Emilia che ha scelto proprio la pera William per dare identità a un nuovo prodotto: il <strong>Gin Tabar alla pera William dell’Emilia Romagna Igp</strong>, specialità con tutte le carte in regola per farsi notare e ricordare.</p>
<p><strong>La gamma del Gin Tabar</strong> comprendeva già, oltre quella classica, le versioni al bergamotto e alla ciliegia di Vignola Igp. Ora, per rispondere alle esigenze di un mercato sempre più attento a prodotti di alta qualità con un <strong>forte richiamo territoriale</strong>, a unirsi al gin per questa inedita versione è stata la pera William dell’Emilia Romagna Igp.</p>
<p>Il lancio ufficiale del prodotto è avvenuto martedì 19 novembre, in Municipio a Ferrara. Alla conferenza stampa di presentazione, sono intervenuti, accanto al ceo di Casoni Liquori <strong>Paolo Molinari</strong>, il presidente di Cso Italy <strong>Cavalier Paolo Bruni e</strong> il neo-eletto presidente del Consorzio della Pera dell’Emilia Romagna Igp, <strong>Giuliano Donati</strong>.</p>
<h4>In Emilia Romagna 11mila ettari coltivati a pera</h4>
<p>Il presidente di CSO Italy ha ricordato che la regione <strong>Emilia Romagna</strong> detiene ancora il primato a livello nazionale, con circa <strong>11.000 ettari coltivati a pera</strong>, seppur nell’ambito di una situazione di drastico calo delle superfici, che in regione si è tradotta in circa 7.000 ettari in meno in soli sei anni.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.myfruit.it/news/la-pera-dellemilia-romagna-igp-entra-nel-mondo-dei-drink" target="_blank" rel="noopener"><strong>MyFruit.it</strong></a></p>
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		<title>Le Indicazioni Geografiche e i prodotti trasformati nel Regolamento 2024/1143</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/le-indicazioni-geografiche-e-i-prodotti-trasformati-nel-regolamento-2024-1143/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 13:03:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti trasformati]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Regolamento prevede, con riferimento ai prodotti trasformati, specifici obblighi per l’utilizzazione delle IG nella Comunicazione, riservando un ruolo centrale ai Consorzi nella gestione della materia Principali innovazioni del Regolamento Il Parlamento Europeo, con il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Regolamento prevede, con riferimento ai prodotti trasformati, specifici obblighi per l’utilizzazione delle IG nella Comunicazione, riservando un ruolo centrale ai Consorzi nella gestione della materia</em></p>
<h4>Principali innovazioni del Regolamento</h4>
<p>Il Parlamento Europeo, con il Regolamento n. 2024/1143, ha coordinato e armonizzato la normativa riguardante le Indicazioni Geografiche dei vini, delle bevande spiritose e dei prodotti agricoli. La Riforma, innanzitutto, ha risposto all’esigenza di offrire ai portatori di interessi una unica fonte regolatoria sul sistema di protezione delle IG a livello europeo. Con il Regolamento, inoltre, si è inteso dare applicazione alla strategia “Farm to work”, prescritta nel Green Deal europeo in termini di sostenibilità alimentare. L’intervento normativo, ancora, ha introdotto disposizioni finalizzate a rafforzare la tutela delle Indicazioni Geografiche, anche sotto l’aspetto della Proprietà Intellettuale. Le principali novità che contraddistinguono la Riforma, schematizzando, possono essere classificate sotto tre titoli: Semplificazione, Rafforzamento dei Consorzi e Protezione, tutto nell’ambito di una cornice fortemente caratterizzata dal paradigma della Sostenibilità. Quanto alla Semplificazione, rilevano le modifiche riguardanti la procedura di registrazione delle Indicazioni Geografiche, con particolare riferimento alla riduzione dei tempi e all’assegnazione alla Commissione di competenze amministrative ad hoc.</p>
<p>In merito al Rafforzamento dei Consorzi, assumono rilievo le varie disposizioni che ne sottolineano l’assoluta centralità nel sistema, con l’attribuzione di inedite competenze nella prevenzione e nel contrasto alle pratiche commerciali lesive della reputazione delle IG, nello studio e nell’implementazione di misure per la Sostenibilità, nella lotta contro le violazioni dei disciplinari. Sul versante della Protezione, considerata l’esponenziale crescita del commercio elettronico, il Regolamento affida all’EUIPO European Union Intellectual Property Office il compito di dare vita ad un sistema di monitoraggio della regolarità dei traffici.</p>
<blockquote><p><strong>Alberto Improda.</strong> Avvocato, Docente e Saggista. Managing Partner di Studio Legale Improda – Avvocati Associati. Professore di Innovation Management all’Istituto Universitario ISIA. Presidente di Fondazione Città Italia e del Centro Studi Cross Route Impresa. Membro del Board dell’ESG European Institute e del Comitato ESG di REAM SGR, Gruppo Intesa Sanpaolo. Autore di vari saggi, tra i quali Italian Soul, Il Design Crisalide e La Rotta dei Brand.</p></blockquote>
<h4>La protezione delle IG nei prodotti trasformati</h4>
<p>Le presenti note hanno riguardo ad un particolare profilo della Riforma, di peculiare interesse: gli interventi del Regolamento concernenti la protezione delle Indicazioni Geografiche nei prodotti trasformati. Prima della Riforma le principali fonti normative rilevanti erano il Regolamento n. 1169/2011, seguito dal Regolamento n. 1151/2012, che rimandava alla Comunicazione della Commissione 2010/C 341/03. Nello specifico, sintetizzando, la menzione DOP IGP veniva considerata corretta ove fossero rispettati tre requisiti.</p>
<p>In primo luogo, il prodotto alimentare non doveva contenere nessun altro “ingrediente comparabile”, ovvero che potesse sostituire completamente o parzialmente l’ingrediente che beneficiava di una DOP o IGP.</p>
<p>In secondo luogo, l’ingrediente tutelato doveva essere utilizzato in quantità sufficiente a conferire una caratteristica essenziale al prodotto trasformato.</p>
<p>In terzo luogo, la percentuale di utilizzo doveva essere indicata nella denominazione o nell’elenco degli ingredienti.</p>
<p>L’impianto normativo non è però risultato di piena efficacia, sia per l’assenza di adeguate misure sanzionatorie di contrasto alle irregolarità, sia per la genericità dei parametri presi in considerazione. Menzioniamo, a titolo esemplificativo, il caso “Champagner Sorbet”. La vicenda traeva origine dalla commercializzazione, da parte della catena di discount tedesca “Aldi”, di un prodotto surgelato con la denominazione “Champagner Sorbet”, nel quale figurava tra gli ingredienti una percentuale di Champagne pari al 12%. Il CIVC, “Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne”, ritenendo che il prodotto con tale denominazione rappresentasse una violazione della DOP “Champagne”, adiva il Tribunale del Land di Monaco di Baviera, al fine di ottenere un provvedimento inibitorio dell’utilizzo della denominazione. La controversia, che vedeva il Comitato vittorioso in primo grado e soccombente in appello, giungeva dinanzi alla Corte di Federale di Giustizia, la quale sospendeva il procedimento e si rivolgeva alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per l’interpretazione della normativa sulla tutela delle DOP. La Corte stabiliva che l’utilizzo di una Denominazione di Origine Protetta come parte della denominazione di un prodotto alimentare posto in vendita e non conforme al disciplinare di produzione della DOP, ma contenente un ingrediente che conferiva al prodotto una caratteristica essenziale, non costituisse un indebito vantaggio reputazionale in favore del Trasformatore.</p>
<h4>Le innovazioni del Regolamento su IG e prodotti trasformati</h4>
<p>Assolutamente opportuno, in buona sostanza, risulta l’intervento della Riforma sul tema in discussione. L’articolo 27 del Regolamento, al Punto 1, recita: ”<em>l’Indicazione Geografica che designa un prodotto utilizzato come ingrediente in un prodotto trasformato può essere usata nel nome di tale prodotto trasformato, nella relativa etichettatura o nel relativo materiale pubblicitario se: a) il prodotto trasformato non contiene alcun altro prodotto comparabile all’ingrediente designato dall’Indicazione Geografica; b) l’ingrediente designato Geografica è utilizzato in quantità sufficienti a conferire una caratteristica essenziale al prodotto trasformato in questione; c) la percentuale dell’ingrediente designato dall’Indicazione Geografica nel prodotto è indicata in etichetta</em>”.</p>
<p>La norma, fin qui, non si discosta di molto rispetto a quanto affermato nelle disposizioni preesistenti, chiedendo sostanzialmente il rispetto dei medesimi tre requisiti sopra già indicati. Le novità più rilevanti sono racchiuse al Punto 2, il quale prescrive che: “<em>i produttori di un alimento preimballato, quale definito all’articolo 2, paragrafo 2, lettera e), del regolamento (UE) n. 1169/2011, che contiene come ingrediente un prodotto designato da un’Indicazione Geografica, che desiderano utilizzare tale Indicazione Geografica nel nome di tale alimento preimballato, compreso nel materiale pubblicitario, forniscono una notifica preventiva scritta al gruppo di produttori riconosciuto, se tale gruppo esiste, per l’Indicazione Geografica in questione. Tali produttori includono in detta notifica le informazioni che dimostrano che le condizioni elencate al paragrafo 1 del presente articolo sono soddisfatte e agiscono di conseguenza. </em><em>Il gruppo di produttori riconosciuto conferma il ricevimento di tale notifica per iscritto entro quattro mesi. Il produttore dell’alimento preimballato può iniziare a utilizzare l’Indicazione Geografica nel nome dell’alimento preimballato dopo il ricevimento di tale conferma o dopo la scadenza del termine, se precedente. Il gruppo di produttori riconosciuto può allegare a tale conferma informazioni non vincolanti sull’uso dell’Indicazione Geografica in questione</em>”.</p>
<p>Il Legislatore Europeo, attraverso l’introduzione di questo meccanismo autorizzativo, ha evidentemente inteso rafforzare la protezione delle Indicazioni Geografiche. La tutela viene implementata con l’attribuzione, al “gruppo di produttori”, di un ruolo di controllo nei confronti di chi desidera utilizzare una denominazione IG nell’indicazione del prodotto preimballato, a garanzia anche dei diritti dei consumatori. La ratio della disposizione è quella di prevenire nel mercato gli usi illeciti delle DOP e IGP, al fine di evitare sia che un produttore sleale tragga indebito vantaggio dallo sfruttamento della notorietà di una IG, sia che il consumatore finale venga indotto in errore confidando nell’indicazione riportata.</p>
<p>Di sicuro interesse è anche il Punto 3 della norma, ai sensi del quale le aziende produttrici ed i Consorzi hanno facoltà di concludere intese negoziali sui profili tecnici e visivi, per la presentazione dell’IG in etichetta ed in genere nell’ambito della comunicazione. Le novità in questione, da un punto di vista sistematico, rappresentano un ulteriore passo nel processo di inserimento delle Indicazione Geografiche nelle dinamiche tipiche della Proprietà Intellettuale.</p>
<p>Non può non essere colta, tra l’altro, l’assonanza degli interventi in esame con alcuni tradizionali istituti della Proprietà Intellettuale, tipici del Diritto d’Autore e del Brevetto per Invenzione. Quanto al Diritto d’Autore, ci si riferisce al meccanismo concernente la relazione tra “opera originaria” e “opera derivata”. L’opera derivata, ai sensi dell’art. 4 della Legge sul Diritto D’Autore, è una creazione dell’ingegno con un evidente collegamento all’opera originaria, che si configura però autonomamente tutelabile, in quanto dotata di un adeguato gradiente di creatività. Malgrado ciò, in forza dell’art.18, la modificazione o la trasformazione dell’opera originaria, secondo varie modalità e con determinati limiti, deve essere autorizzata dal soggetto che ne detiene i diritti. Nell’ambito della disciplina sulle Invenzioni, poi, rileva il concetto di “invenzione dipendente”, ex. art. 68, comma 2, del Codice della Proprietà Industriale.</p>
<p>L’invenzione dipendente concerne un trovato innovativo derivante da una privativa anteriore, la cui attuazione presuppone l’applicazione dell’invenzione precedentemente brevettata da terzi. Il titolare dell’invenzione originaria dovrà dare il proprio consenso all’inventore successivo, nello specifico una licenza obbligatoria, per lo sfruttamento della prima invenzione, ai sensi dell’art. 71.</p>
<p>La Proprietà Intellettuale, nelle declinazioni che riguardano i suoi diversi istituti, si caratterizza insomma per un generale principio di tutela del soggetto titolare di un diritto riguardo alle applicazioni, modifiche e trasformazioni ad opera di terzi. Evidente appare l’analogia con il meccanismo delle Indicazioni Geografiche e del loro utilizzo in sede di Trasformati, oggetto della Riforma in esame.</p>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2024-03/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2024_03</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/10/Consortium-24-speciale-regolamento-2024-1143-Improda.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/le-indicazioni-geografiche-e-i-prodotti-trasformati-nel-regolamento-2024-1143/">Le Indicazioni Geografiche e i prodotti trasformati nel Regolamento 2024/1143</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Diana, Arancia Rossa di Sicilia IGP: &#8220;bene l&#8217;anticipo del 70% sul contributo regionale&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/diana-arancia-rossa-di-sicilia-igp-bene-lanticipo-del-70-sul-contributo-regionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2024 15:18:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti trasformati]]></category>
		<category><![CDATA[Siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP, Gerardo Diana: &#8220;L&#8217;anticipo del 70% sul contributo regionale per acquisto di succhi è una boccata di ossigeno per il comparto&#8221; “L’arrivo di un acconto del 70% [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Presidente del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP, Gerardo Diana: &#8220;L&#8217;anticipo del 70% sul contributo regionale per acquisto di succhi è una boccata di ossigeno per il comparto&#8221;</em></p>
<p>“L’arrivo di un <strong>acconto del 70% dei fondi stanziati nel gennaio scorso dalla Regione</strong> per l’acquisto di <strong>agrumi da trasformare in succhi</strong>, da destinare a scopi umanitari e di solidarietà sociale, è una <strong>boccata d&#8217;ossigeno per gli agrumicoltori siciliani</strong> stretti nella morsa dalla siccità, che potranno così contare su un po’ di liquidità per le imprese”, lo afferma il <strong>presidente del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP Gerardo Diana</strong>.</p>
<p>La norma, prevista dalla legge finanziaria regionale di quest’anno, è stata pensata per sostenere il <strong>comparto agrumicolo alle prese con una persistente siccità</strong>, che colpisce l’Isola da circa un anno.<br />
“La siccità dell’ultimo anno è una delle più gravi dell’ultimo cinquantennio e ha fatto piombare la Sicilia, unica area in Europa, in “zona rossa” per carenza di acqua al pari di Marocco e Algeria. Per questo motivo chiediamo interventi tempestivi alle istituzioni. Grazie al dirigente generale del dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana Dario Cartabellotta per la sensibilità dimostrata. Adesso è importante che si provveda subito ai pagamenti in favore degli agrumicoltori”, conclude Diana.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.tutelaaranciarossa.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/diana-arancia-rossa-di-sicilia-igp-bene-lanticipo-del-70-sul-contributo-regionale/">Diana, Arancia Rossa di Sicilia IGP: &#8220;bene l&#8217;anticipo del 70% sul contributo regionale&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Industria alimentare e Indicazioni Geografiche:  Origin Italia lancia da Cibus l’alleanza virtuosa</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/industria-alimentare-e-indicazioni-geografiche-origin-italia-lancia-da-cibus-lalleanza-virtuosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 May 2024 09:54:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus]]></category>
		<category><![CDATA[cibus2024]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ingredienti]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti trasformati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli italiani nel 2023 hanno preferito una spesa di qualità alla quantità: cresce in valore l’acquisto di prodotti DOP IGP che sono anche il volano per la scelta a tavola. La qualità, a tavola, vince [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/industria-alimentare-e-indicazioni-geografiche-origin-italia-lancia-da-cibus-lalleanza-virtuosa/">Industria alimentare e Indicazioni Geografiche:  Origin Italia lancia da Cibus l’alleanza virtuosa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gli italiani nel 2023 hanno preferito una spesa di qualità alla quantità: cresce in valore l’acquisto di prodotti DOP IGP che sono anche il volano per la scelta a tavola.</em></p>
<p>La qualità, a tavola, vince sulla quantità. È quanto emerge dall’<strong>indagine Nielsen</strong> presentata oggi, mercoledì 8 maggio, al <strong>Cibus</strong> di Parma da <strong>Origin Italia, l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche</strong> che rappresenta 79 Consorzi di tutela, una Associazione di settore e ben oltre il 95% delle Indicazioni Geografiche italiane. Secondo l’analisi, infatti, nel 2023 i consumatori italiani nella GDO hanno preferito acquistare <strong>meno alimenti</strong> (-1,7% la perdita in volume), <strong>ma di maggiore qualità</strong> (+8,3% la crescita in valore).</p>
<p>Ed è proprio “<strong>Il favoloso mondo di DOP e IGP</strong>”, questo il titolo dell’indagine presentata da Nielsen al convegno <strong>organizzato da Origin Italia e Cibus</strong>, che ha fatto la differenza, non solo a livello di acquisti (<strong>DOP +9,1% in valore; IGP +0,5% in valore</strong>), ma anche stimolando l’acquisto e il consumo di prodotti basati sull’utilizzo e <strong>valorizzazione di prodotti DOP e IGP come ingredienti</strong>: l’indagine rileva per questo paniere un trend significativamente migliore con un +14,7% a valore e un +9,6% in volume.</p>
<p>Sulla base di questi elementi Origin Italia ha voluto lanciare dalla vetrina più rappresentativa del mondo agroalimentare italiano, il Cibus di Parma, <strong>l’alleanza strategica tra prodotti DOP IGP e Industria alimentare</strong>.</p>
<p>“<strong>IG4Ingredients. Indicazioni Geografiche e Industria alimentare: nuove opportunità di collaborazione virtuosa</strong>”, questo il titolo del convegno che ha visto partecipare partner di eccezione, come McDonald’s Italia con l’amministratore delegato <strong>Giorgia Favaro</strong>, <strong>Marco Tambini</strong> del Group Supply Chain di Barilla, il Direttore Ricerca Sviluppo e Qualità di Sammontana, <strong>Guido Calò</strong>, e <strong>Nicola Bertinelli</strong>, Presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano DOP. Tutti allo stesso tavolo per testimoniare, attraverso le case history raccontate, quanto il <strong>futuro dell’alimentazione italiana e mondiale sarà sempre più tendente alla qualità</strong> ricercata dai consumatori. Hanno preso parte inoltre al tavolo di discussione il Presidente di Origin Italia, <strong>Cesare Baldrighi</strong> e l’eurodeputata <strong>Mazaly Aguilar</strong> (gruppo ECR) che ha contribuito alla stesura del Regolamento IG.</p>
<p>“<em>Abbiamo voluto sottolineare con dati alla mano che l’unione fa la forza e quindi che Industria alimentare e produzioni di qualità quali le IG possono sviluppare insieme progetti di reciproco successo, come per altro già dimostrato dai casi che abbiamo portato oggi a Cibus</em> – spiega il Direttore di Origin Italia, <strong>Mauro Rosati</strong> – <em>l’indagine Nielsen mette in evidenza infatti come l’uso di prodotti DOP IGP rappresenti uno stimolo nel momento della scelta del consumatore, per un corretto sviluppo di tale alleanza è tuttavia necessario rimarcare il ruolo dei Consorzi di tutela che, come ribadito in diverse occasioni da Origin Italia, devono rappresentare i referenti principali delle collaborazioni con l’Industria alimentare, monitorandone i vari passaggi”.</em></p>
<p>Una sinergia, quella tra <strong>Industria alimentare e prodotti IG</strong>, che vedrà sempre più protagonisti i Consorzi di tutela, grazie anche alla recente Riforma europea del settore, come ha sottolineato nel suo intervento il relatore stesso del nuovo testo unico adottato, l’On. <strong>Paolo De Castro</strong>.</p>
<p><em>“L’opportunità generata della Riforma è quella di rafforzare un modello in cui l’Italia ha fatto scuola in Europa. Un modello basato sul ruolo centrale dei Consorzi di tutela quali garanti della denominazione e della corretta concorrenza tra gli operatori industriali” </em>è quanto ha rimarcato nel chiudere il convegno il Presidente di Origin Mondo, <strong>Riccardo Deserti</strong><em> &#8211; “ora ci aspettiamo un ruolo attivo del Masaf e di Icqrf per confermare tale impianto nei decreti attuativi della Riforma IG da cui potremo avere, a livello europeo, un rafforzamento del ruolo di regolatore dei Consorzi grazie all’obbligo di notifica preventiva dei nuovi prodotti da parte di qualsiasi industria alimentare comunitaria”. </em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.origin-italia.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Origin Italia</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/05/20240508-CS-ORIGIN-ITALIA-INCONTRO-CIBUS-PARMA-2.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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