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	<title>prodotti di montagna &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>prodotti di montagna &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Parmigiano Reggiano DOP: il 21% della produzione è ottenuta in montagna</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/parmigiano-reggiano-dop-il-21-della-produzione-e-ottenuta-in-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 08:14:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2024 gli 84 caseifici di montagna hanno prodotto oltre 884.000 forme di Parmigiano Reggiano DOP, con un aumento del +2,6% sul 2023. Cresce anche la certificazione “Prodotto di Montagna”, con oltre 230.700 forme (+1,78%): [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel 2024 gli 84 caseifici di montagna hanno prodotto oltre 884.000 forme di Parmigiano Reggiano DOP, con un aumento del +2,6% sul 2023. Cresce anche la certificazione “Prodotto di Montagna”, con oltre 230.700 forme (+1,78%): questi i dati illustrati nella conferenza stampa della 59a Fiera del Parmigiano Reggiano a Casina, evento durante il quale verrà annunciata ufficialmente da ONAF la nomina della località a Città del formaggio</em></p>
<p>Il Parmigiano Reggiano è il <strong>più importante prodotto Dop ottenuto in montagna</strong>, con <strong>oltre il 21,7% della produzione totale</strong>. Lo confermano i nuovi dati forniti dal <strong>Consorzio </strong>in occasione della conferenza stampa di presentazione della <strong>59a Fiera del Parmigiano Reggiano </strong>a<strong> Casina </strong>(1-4 agosto): nel <strong>2024</strong> la <strong>produzione </strong>degli<strong> 84 caseifici di montagna </strong>della Dop (situati nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna a sinistra del fiume Reno) ha superato le <strong>884.000 forme</strong>, con un aumento del <strong>+2,6% </strong>sul <strong>2023</strong> e del <strong>+15,4%</strong> sul <strong>2016</strong>, anno in cui è stata inaugurata la politica del Consorzio di rilancio e valorizzazione di questa produzione. <strong>In crescita </strong>anche la<strong> produzione di latte</strong>, con oltre <strong>425.000 tonnellate</strong> (<strong>+1,6%</strong> sul <strong>2023</strong> e <strong>+11,9% </strong>sul <strong>2016</strong>) fornite da <strong>più di 800 allevatori</strong> attivi in montagna.</p>
<p>Inoltre, nel 2016 il Consorzio ha lanciato la certificazione aggiuntiva <strong>Parmigiano Reggiano</strong> <strong>“Prodotto di Montagna”</strong> per dare maggiore sostenibilità allo sviluppo di quest’area di produzione e offrire ai consumatori garanzie aggiuntive legate all’origine e alla qualità del formaggio. Stando agli ultimi dati disponibili, il “Prodotto di Montagna” ha superato le <strong>230.700 forme</strong>, con un aumento del <strong>+1,78%</strong> sul <strong>2022</strong> e del <strong>+29,6%</strong> sul <strong>2016</strong>. Novità del 2025 è la modifica al regolamento del progetto che prevede il <strong>riconoscimento di un premio fisso di circa 50 cent/kg</strong> (<strong>20 euro/forma</strong>), quando viene <strong>bollata a fuoco</strong> per certificarla come “Prodotto di Montagna”, ovvero dopo la selezione e l’analisi sensoriale che il regolamento fissa a 20 mesi di stagionatura. Tale provvedimento ha l’obiettivo di <strong>rafforzare il valore commerciale </strong>della certificazione e <strong>promuoverne il valore aggiunto</strong>, per avere un posizionamento nel mercato che riesca a rendere sostenibile tale produzione nel tempo.</p>
<p>Tutti forti segnali che la politica del Consorzio continua a invertire una tendenza alla decrescita che aveva colpito il comparto fino al 2014. Nel decennio 2000-2010, infatti, nei territori di montagna della zona di origine si è assistito alla chiusura di ben 60 caseifici e a una riduzione del 10% della produzione del latte. <strong>Deficit </strong>che è stato<strong> azzerato</strong> a partire <strong>dal 2014</strong> grazie all’avvio del <strong>Piano di Regolazione Offerta</strong> che, tra le altre misure, ha previsto sia sconti specifici per produttori e caseifici situati in zone di montagna, sia il bacino “montagna” per le quote latte.</p>
<p>È proprio per valorizzare e promuovere il Parmigiano Reggiano di Montagna che <strong>da venerdì 1 a lunedì 4 agosto</strong> si terrà la <strong>59a Fiera del Parmigiano Reggiano </strong>a<strong> Casina</strong>: quattro giorni di concerti, dj set, balli, show cooking, visite guidate al castello di Sarzano, gare di tiro con l’arco, fuochi d’artificio e spettacoli per tutti, adulti e bambini. Nel corso della kermesse, verrà annunciata ufficialmente la nomina di <strong>Casina</strong> a <strong>Città del formaggio</strong> da parte di <strong>ONAF</strong> (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio) come <strong>località rappresentativa a livello nazionale per la produzione di Parmigiano Reggiano</strong>. Istituito nel 2020, l’Albo delle Città del Formaggio, che oggi conta 43 luoghi simbolo in Italia, premia l&#8217;impegno del Comune nella promozione della propria tradizione casearia, riconoscendo il ruolo centrale che Casina ha nella produzione di formaggio della dorsale appenninica e il lavoro intrapreso per comunicare questa identità proprio tramite la fiera.</p>
<p>Durante la quattro giorni, saranno ben <strong>45 i caseifici di montagna</strong>, quindi più della metà di quelli presenti nel comprensorio, a presentare i propri “gioielli”, offrendo a tutti i visitatori degustazioni con la possibilità di acquisto. Sarà inoltre presente uno <strong>stand </strong>in cui si potrà partecipare a <strong>degustazioni</strong> in abbinamento con vini, cocktail, mieli, aceti e altre eccellenze gastronomiche da tutta Italia curate da APR (Associazione Assaggiatori Parmigiano Reggiano), e comprare il Parmigiano Reggiano di montagna prodotto nelle quattro province della zona geografica.</p>
<p>L’appuntamento più atteso è la <strong>13a edizione</strong> del <strong>Palio del Parmigiano Reggiano “Città di Casina”</strong>, <strong>lunedì 4 agosto </strong>alle<strong> ore 20:00</strong> in piazza IV Novembre, nel quale i 45 caseifici competeranno con i Parmigiano Reggiano di montagna <strong>24 mesi</strong>, e <strong>12</strong> di essi si sfideranno anche con il <strong>40 mesi</strong>, tutti valutati da una giuria composta da assaggiatori certificati della APR. I <strong>vincitori </strong>delle due competizioni verranno poi celebrati insieme agli <strong>altri 11 vincitori dei Palii del Parmigiano Reggiano 2025</strong> con una serata evento in cui gli verrà consegnato il <strong>Casello d’Oro</strong>. Dopo i fasti della prime due edizioni del premio, svoltesi rispettivamente a Parigi e Londra, la sede della prossima è stata annunciata a <strong>Madrid </strong>a <strong>inizio febbraio</strong> <strong>2026</strong>. Durante la fiera, si terrà inoltre l’<strong>8a gara di taglio della forma</strong>: sotto gli occhi dei giudici e del pubblico, i mastri casari si sfideranno nel tagliare una forma in porzioni sempre più piccole, dalla mezza forma a un ottavo, sino ad arrivare a punte il più possibile vicine al chilo di peso l’una. È una gara che mira sia alla bellezza e alla nettezza del taglio, sia alla bravura nella porzionatura manuale della Dop.</p>
<p>«<em>Il Parmigiano Reggiano si riconferma un elemento chiave per fortificare l’economia e preservare l’unicità dell’Appennino emiliano</em>», ha dichiarato <strong>Nicola Bertinelli</strong>, presidente del Consorzio. «<em>È il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna, con più del 21,7% della produzione totale concentrata in ben 84 caseifici sui 291 totali. È stato fondamentale che il Consorzio introducesse interventi per la diffusione e la valorizzazione del “Prodotto di Montagna”, e che continui a farlo anche negli anni a venire: queste aree soffrono di condizioni svantaggiate e maggiori costi, ma la permanenza di una solida produzione agricola-zootecnica rappresenta un pilastro economico e sociale di interesse non solo per la comunità locale, ma per tutti. Il Parmigiano Reggiano rende possibile il mantenimento dell’agricoltura in zone altrimenti abbandonate e contribuisce allo sviluppo di una società modernamente agricola e di un paesaggio riconoscibile e apprezzato sia dai suoi abitanti, sia dal circuito del turismo di qualità. Per il Consorzio, sono il territorio e la comunità che lo abita i beni più preziosi e il nostro intento è quello di impegnarci sempre di più per preservarli ed essere un modello di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Inoltre, certificazioni come il “Prodotto di Montagna” e iniziative locali come la Fiera di Casina si inseriscono a pieno titolo nel quadro del progetto per diventare un vero brand iconico globale. La valorizzazione delle distintività della Dop e il legame con il territorio sono due dei pilasti di crescita e di costruzione per rendere il Parmigiano Reggiano un love brand, amato dai consumatori di tutto il mondo per i valori che rappresenta: naturalità, sostenibilità e qualità assoluta</em>».</p>
<p>«<em>Siamo felici di essere a fianco del Consorzio nell’annunciare la 59a edizione di questa rassegna unica</em>», ha dichiarato <strong>Stefano Costi</strong>, sindaco di Casina. «<em>Quest’anno si tratterà di una fiera particolarmente memorabile: per il numero record di caseifici partecipanti, oltre la metà di quelli presenti nel comprensorio di montagna; per l’ampio ventaglio di degustazioni in cui il Parmigiano Reggiano verrà abbinato a prodotti provenienti da tutta Italia; per la nomina di Casina a Città del formaggio ONAF, in quanto luogo rappresentativo a livello nazionale proprio per la produzione della Dop. Sarà un’occasione irrinunciabile non solo per far conoscere il nostro territorio, ma anche per comunicare il Parmigiano Reggiano di montagna: un prodotto di immenso valore non solo finanziario, dato che la Dop è la colonna portante dell’economia di montagna e una delle principali attrazioni per il turismo enogastronomico, ma anche e soprattutto sociale, dato che dà un contributo fondamentale al mantenimento delle comunità in zone altrimenti a rischio abbandono</em>».</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.parmigianoreggiano.com/it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del Parmigiano Reggiano</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/07/CS-Fiera-di-Casina-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Aree interne e montane: combattere lo spopolamento con agricoltura e risorse boschive</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/aree-interne-e-montane-combattere-lo-spopolamento-con-agricoltura-e-risorse-boschive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 09:02:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo spopolamento dei borghi il mancato utilizzo delle risorse forestali, un&#8217;agricoltura che non sa più valorizzare le sue storiche produzioni. La crisi delle aree interne, soprattutto sull&#8217;Appennino, sta cambiando la geografia umana del Paese, nonostante [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lo spopolamento dei borghi il mancato utilizzo delle risorse forestali, un&#8217;agricoltura che non sa più valorizzare le sue storiche produzioni. La crisi delle aree interne, soprattutto sull&#8217;Appennino, sta cambiando la geografia umana del Paese, nonostante alcuni segnali in controtendenza.</em></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Su 1,3 milioni di <strong>imprese agricole che hanno cessato la propria attività</strong> 3 su 4 si trovavano in zone collinari e montane: sono 936 mila quelle «morte». Negli ultimi dieci anni <strong>330 mila giovani laureati tra i 25 e i 39 anni si sono spostati verso le zone urbane</strong>, nello stesso periodo<strong> 550 mila giovani sono andati all&#8217;estero</strong>, metà sono laureati. È un&#8217;emorragia di risorse impressionante che va declinata con un altro numero: sono <strong>seimila i paesi abbandonati</strong> nelle aree interne dove si trova quasi la metà (48 per cento) dei nostri Comuni dove vivono ancora 13,6 milioni di italiani.</p>
<p>Secondo i dati più aggiornati, nel 2023 in 358 borghi non si è registrato alcun nato. Negli ultimi dieci anni, poi, nelle aree interne lo spopolamento è cresciuto a una velocità doppia (-5 per cento) rispetto alla media (-2 per cento) creando un gravissimo squilibrio visto che da quelle zone viene gran parte del prodotto agricolo che nutre l&#8217;Italia (basti pensare che <strong>nove prodotti DOP su 10 si fanno in comuni al di sotto dei cinquemila abitanti e che la Dop economy vale ormai oltre 20 miliardi di euro di cui quasi dieci fatti all&#8217;estero, NDR fonte <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2024/" target="_blank" rel="noopener">Rapporto Ismea Qualivita</a></strong>) .</p>
<p><strong>L&#8217;agricoltura delle aree interne vale il 56 per cento del totale</strong>: in pratica ogni abitante «vale» un ettaro di terreno coltivato. Ma è un ettaro che rende sempre meno. Nonostante <strong>le nostre coltivazioni siano seconde in Europa per valore aggiunto</strong>, proprio la marginalizzazione delle aree collinari-montane ha inciso sulla crescita. Uno studio di Nomisma in occasione dell&#8217;assemblea della Confederazione agricoltori italiani &#8211; il presidente Cristiano Fini è il più attivo a pretendere il rilancio della piccola agricoltura di montagna &#8211; evidenzia come <strong>il valore agricolo italiano sia cresciuto di solo il 2,4 per cento</strong> negli ultimi cinque anni mentre la media europea è del 4,1 e Spagna e Germania (hanno però molta coltivazione estensiva poco replicabile in Italia vista la nostra orografia) sono salite del 4,5 per cento.</p>
<p><strong>L&#8217;antidoto?</strong> Si chiama «<strong>restanza</strong>» termine coniato dall&#8217;antropologo Vito Teti e diventato un bestseller per Einaudi. Il concetto è che al diritto a migrare &#8211; quello invocato da tutti, papa compreso, che fa tanto politicamente corretto &#8211; corrisponde il <strong>diritto a restare</strong> costruendo un altro senso dei luoghi e di sé medesimi. È un continuo aggiornamento della tradizione. Per farlo servono però strumenti adeguati.</p>
<p>Il primo è la Pac, la <strong>Politica agricola comune</strong> che va cambiata. Ci sta lavorando il ministro del settore <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, lo chiede a gran voce Ettore Prandini presidente di Coldiretti. Significa garantire risorse a chi coltiva sul serio e mettere insieme i fondi per lo sviluppo rurale con i contributi per le coltivazioni.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.panorama.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Panorama</strong></a></p>
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		<title>Parmigiano Reggiano DOP, cresce la produzione del “Prodotto di Montagna”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/parmigiano-reggiano-dop-cresce-la-produzione-del-prodotto-di-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2024 06:37:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cresce la produzione della Certificazione Parmigiano Reggiano DOP “Prodotto di Montagna”: Nel 2022 Oltre 228.000 Forme (+28% Sul 2016) Durante la conferenza stampa della 58a Fiera del Parmigiano Reggiano a Casina, il Consorzio illustra gli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/parmigiano-reggiano-dop-cresce-la-produzione-del-prodotto-di-montagna/">Parmigiano Reggiano DOP, cresce la produzione del “Prodotto di Montagna”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cresce la produzione della Certificazione Parmigiano Reggiano DOP “Prodotto di Montagna”: Nel 2022 Oltre 228.000 Forme (+28% Sul 2016)</em></p>
<p><em>Durante la conferenza stampa della 58a Fiera del Parmigiano Reggiano a Casina, il Consorzio illustra gli interventi di valorizzazione degli 83 caseifici di montagna, che nel 2023 hanno rappresentato più del 21% della produzione totale con oltre 861.000 forme</em></p>
<p>Il Parmigiano Reggiano è il <strong>più importante prodotto DOP ottenuto in montagna</strong>. Lo confermano i nuovi dati forniti dal <strong>Consorzio </strong>in occasione della conferenza stampa di presentazione della <strong>58a Fiera del Parmigiano Reggiano a Casina </strong>(2-5 agosto): nel <strong>2023</strong> la <strong>produzione </strong>degli<strong> 83 caseifici di montagna </strong>della DOP ha superato le <strong>861.000 forme</strong>, con un aumento del <strong>+11% </strong>rispetto al 2016, anno in cui è stata inaugurata la politica del Consorzio di rilancio e valorizzazione della produzione di montagna. <strong>In crescita </strong>anche la<strong> produzione di latte</strong>, con oltre <strong>419.000 tonnellate</strong> (<strong>+9,3% </strong>sul 2016). Inoltre, il <strong>Parmigiano Reggiano</strong> <strong>“<a href="https://www.qualivita.it/argomento/prodotti-di-montagna/" target="_blank" rel="noopener">Prodotto di Montagna</a>”</strong>, la certificazione lanciata dal Consorzio nel 2016 per dare maggiore sostenibilità allo sviluppo di quest’area della zona di produzione e offrire ai consumatori garanzie aggiuntive legate all’origine e alla qualità del formaggio, nel 2022 ha raggiunto le <strong>228.000 forme</strong>, con un aumento del <strong>+28%</strong> sul 2016.</p>
<p>Tutti forti segnali che la politica del Consorzio continua a invertire una tendenza alla decrescita che aveva colpito il comparto fino al 2014. Nel decennio 2000-2010, infatti, nei territori di montagna della zona di origine si è assistito alla chiusura di ben 60 caseifici e a una riduzione del 10% della produzione del latte. <strong>Deficit </strong>che è stato<strong> azzerato</strong> a partire <strong>dal 2014</strong> grazie all’avvio del <strong>Piano di Regolazione Offerta</strong> che, tra le altre misure, ha previsto sia sconti specifici per produttori e caseifici situati in zone di montagna, sia il bacino “montagna” per le quote latte.</p>
<p>Nel 2023, dunque, <strong>più del 21% della produzione totale</strong> si è concentrata negli 83 caseifici di montagna sparsi tra le province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna a sinistra del fiume Reno, che impiegano <strong>oltre 800 allevatori</strong>. Ciò ha reso possibile il mantenimento dell’agricoltura in zone altrimenti abbandonate e ha contribuito allo sviluppo di una società modernamente agricola e di un paesaggio riconoscibile e apprezzato sia dai suoi abitanti, sia dal circuito del turismo di qualità. Altro segnale positivo è rappresentato dai<strong> cambiamenti generazionali </strong>all’interno dei caseifici: l’<strong>età media dei produttori</strong> si è <strong>abbassata</strong> dai 57 anni di media prima del 2016 ai <strong>30-40 di oggi</strong>, segnale che manifesta la fiducia che i giovani investono nel Parmigiano Reggiano.</p>
<p>La presentazione dei dati è avvenuta in un momento particolare per il <strong>Consorzio</strong>: il 27 luglio si sono infatti festeggiati i <strong>90 anni della fondazione</strong> dell’organismo che ha la funzione di <strong>tutelare, difendere e promuovere questo prodotto millenario</strong>, le cui radici affondano nel Medioevo, <strong>salvaguardandone la tipicità e pubblicizzandone la conoscenza nel mondo</strong>. Proprio questo è stato il giorno scelto dal Consorzio per sancire l’<strong>apertura dell’ufficio (corporation) negli Stati Uniti</strong>, primo mercato estero della DOP (avvenuta grazie alla collaborazione dello Studio Tarter Krinsky &amp; Drogin per gli aspetti legali USA, dello Studio Funaro &amp; Co. per gli aspetti fiscali USA, e dello Studio Bird &amp; Bird per gli aspetti legali e fiscali crossborder), per avere una maggiore efficacia nelle operazioni di promozione e di tutela nel mercato a stelle e strisce.</p>
<p>“<em>Il Parmigiano Reggiano contribuisce a fortificare l’economia e a preservare l’unicità dell’Appennino emiliano</em>”, ha dichiarato <strong>Nicola Bertinelli</strong>, presidente del Consorzio. “<em>È il più importante prodotto DOP ottenuto in montagna, con più del 21% della produzione totale concentrata in ben 83 caseifici sui 292 consorziati. La differenza delle DOP rispetto a tante altre realtà economiche è che l’attività non può essere delocalizzata, e pertanto il fatturato diventa automaticamente “reddito” per la zona di origine. Se a ciò aggiungiamo che nel 2021 un turista straniero su due ha visitato il nostro Paese in funzione dell’enogastronomia, risulta lampante l’importanza della DOP per lo sviluppo del turismo esperienziale in questi luoghi. Per il Consorzio, sono il territorio e la comunità che lo abita il bene più prezioso e il nostro intento è quello di impegnarci sempre di più per preservarli ed essere un modello di sostenibilità ambientale, economica e sociale</em>”.</p>
<p>Per <strong>Guglielmo Garagnani</strong>, vicepresidente del Consorzio, “<em>la produzione nelle zone di montagna è da sempre una delle caratteristiche salienti del Parmigiano Reggiano. È stato fondamentale che il Consorzio introducesse interventi per la diffusione e la valorizzazione del “Prodotto di Montagna”, e che continui a farlo anche negli anni a venire: queste aree soffrono di condizioni svantaggiate e maggiori costi di produzione, ma la permanenza di una solida produzione agricola-zootecnica rappresenta un pilastro economico e sociale di interesse non solo per la comunità locale, ma per tutti.</em> <em>Preso atto dei risultati raggiunti con il consolidamento della lavorazione del Parmigiano Reggiano nelle zone dell’Appennino, ora la sfida è riuscire a rafforzare il valore commerciale del “Prodotto di Montagna” e promuoverne il valore aggiunto, per avere un posizionamento nel mercato che riesca a rendere sostenibile tale produzione nel tempo</em>”.</p>
<p>È proprio per valorizzare e promuovere il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna” che <strong>da venerdì 2 a lunedì 5 agosto</strong> si terrà la <strong>58a Fiera del Parmigiano Reggiano di Casina</strong>: quattro giorni di spettacoli, dj set, balli, mostre, gare, aperitivi e giochi pensati per tutti, adulti e bambini, per portare nel comune dell’Appennino reggiano arte e divertimento, e soprattutto l’eccellenza produttiva locale. In particolare, saranno ben <strong>41 i caseifici di montagna</strong> che parteciperanno alla Fiera per presentare i propri “gioielli”, offrendo a tutti i visitatori degustazioni con la possibilità di acquisto. Sarà inoltre presente uno <strong>stand </strong>in cui si potrà partecipare a degustazioni curate da APR (Associazione Assaggiatori Parmigiano Reggiano) e comprare il Parmigiano Reggiano di montagna prodotto nelle quattro province della zona geografica. Inoltre, <strong>domenica 4 agosto</strong> alle ore <strong>20:30</strong> presso l’incrocio tra Via Roma e Via Caduti sarà possibile assistere alla <strong>creazione dal vivo di una forma di Parmigiano Reggiano</strong>.</p>
<p>L’appuntamento più atteso della Fiera è la <strong>12a edizione</strong> del <strong>Palio del Parmigiano Reggiano “Città di Casina”</strong>, <strong>lunedì 5 agosto </strong>alle<strong> ore 20:00</strong> in piazza IV Novembre, nel quale i 41 caseifici competeranno con Parmigiano Reggiano di montagna di <strong>24 e 40 mesi</strong>, che saranno valutati da una giuria composta da assaggiatori certificati della APR. A seguire, si terrà inoltre la <strong>7a gara di taglio della forma</strong>: sotto gli occhi dei giudici e del pubblico, i mastri casari si sfideranno nel tagliare una forma in porzioni sempre più piccole, dalla mezza forma a un ottavo, sino ad arrivare a punte il più possibile vicine al chilo di peso l’una. È una gara che mira sia alla bellezza e alla nettezza del taglio, sia alla bravura nella porzionatura manuale della DOP.</p>
<p>“<em>Siamo orgogliosi di annunciare la 58a edizione di questa rassegna unica nel suo genere</em>”, ha dichiarato <strong>Stefano Costi</strong>, sindaco di Casina. “<em>Questa fiera è un’occasione irrinunciabile non solo per far conoscere il nostro territorio, ma anche per comunicare un prodotto di immenso valore quale il Parmigiano Reggiano di montagna. Un valore che non è solo finanziario, dato che la DOP è la colonna portante dell’economia di montagna e una delle principali attrazioni per il turismo enogastronomico, ma anche e soprattutto sociale, dato che dà un contributo fondamentale al mantenimento delle comunità in zone altrimenti a rischio abbandono</em>”.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.parmigianoreggiano.com/it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del Parmigiano Reggiano</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/07/CS-Fiera-di-Casina-2024.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>“Think Milk, Taste Europe, Be Smart” un’opportunità per conoscere i formaggi DOP di montagna</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/think-milk-taste-europe-be-smart-unopportunita-per-conoscere-i-formaggi-dop-di-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 06:18:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti di montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scoperta del patrimonio lattiero caseario di montagna, dal Castelmagno DOP al Puzzone di Moena DOP che chiude l’estate con un Festival a lui dedicato e con la folcloristica &#8220;Desmontegade&#8221;, offre esperienze gastronomiche e umane [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La scoperta del patrimonio lattiero caseario di montagna, dal Castelmagno DOP al Puzzone di Moena DOP che chiude l’estate con un Festival a lui dedicato e con la folcloristica &#8220;Desmontegade&#8221;, offre esperienze gastronomiche e umane autentiche e contribuisce a supportare un’attività economica che è espressione d’identità e cultura locale.</em></p>
<p>Dalle alpi piemontesi dove si produce il <strong>Castelmagno DOP</strong>, alla provincia di Sondrio dove nascono il <strong>Valtellina Casera DOP</strong> e il <strong>Bitto DOP</strong>, dal Trentino Alto-Adige con il <strong>Puzzone di Moena DOP</strong> fino ad arrivare alle alpi triestine con il <strong>Montasio DOP</strong>: queste le coordinate suggerite da “Think Milk, Taste Europe, Be Smart” nel segno di una vacanza alla scoperta del patrimonio lattiero caseario di montagna. All’alba delle partenze estive, il progetto promosso dal settore lattiero-caseario dell&#8217;Alleanza delle Cooperative Italiane, realizzato da Confcooperative con il cofinanziamento della Commissione europea, suggerisce l’importanza di valorizzare quelle mete alpine a stretto contatto con natura, radici e ricchezze gastronomiche locali, dove il latte diventa un’eccellenza DOP.</p>
<p>“La produzione dei formaggi d’alpeggio &#8211; sottolinea <strong>Giovanni Guarneri del Settore lattiero-caseario di Alleanza delle Cooperative Agroalimentari</strong> &#8211; oltre ad essere un’attività economica che sopravvive grazie al lavoro di cooperazione, è il segno vivo di una storia secolare ed espressione d’identità e cultura locale che si tramanda di generazione in generazione. Ecco perché la scoperta della ruralità montana e l’incontro con uomini e donne testimoni di una realtà contadina che ha saputo preservare l’economia locale e il paesaggio alpino, è un modo per avvicinare grandi e piccini al mondo del latte di montagna che inizia il suo viaggio dagli alpeggi dove le mucche pascolano libere fino ad arrivare alle malghe, alle fattorie e ai caseifici dove si trasforma in burro, yogurt e formaggi”.</p>
<p>L’opportunità di conoscere da vicino profumi e valori dell’oro bianco di montagna arriva fino agli ultimi giorni d’estate: dal 20 al 22 settembre, nei borghi alpini di Moena, Soraga e Predazzo, tra le dolomiti della Val di Fassa e della Val di Fiemme, il Festival del Puzzone di Moena DOP regalerà esperienze dedicate al re dei formaggi trentini. “Il Puzzone di Moena DOP con il suo gusto morbido e avvolgente, che racchiude tutta la fragranza delle erbe foraggere dei pascoli, sarà il protagonista di masterclass e tasting, aperitivi caseari, visite alle stalle e ai luoghi di produzione e laboratori per i bambini” – evidenzia <strong>Giambattista Vanzo, Presidente del Caseificio Sociale di Predazzo e Moena</strong>, tra gli organizzatori della tre giorni di evento, che si concluderà con la folcloristica &#8220;Desmontegade&#8221;, una rievocazione della tradizionale discesa dagli alpeggi con bovini che, adornati con fiori e campanacci, sfilano per le vie dei borghi.</p>
<p>Fonte: <a href="https://thinkmilkbesmart.eu/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Think Milk, Taste Europe, Be Smart</strong></a></p>
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		<title>Opportunità e sfide per i prodotti di montagna e IG, le novità del quadro normativo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/opportunita-e-sfide-per-i-prodotti-di-montagna-e-ig-le-novita-del-quadro-normativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2024 13:47:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti di montagna]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG2024]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercoledì 10 aprile 2024, dalle ore 13.00, si terrà il convegno, organizzato da oriGIn EU, AREPO e Euromontana, intitolato &#8220;Il nuovo quadro normativo per i prodotti di qualità dell’UE: opportunità e sfide per i prodotti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mercoledì 10 aprile 2024, dalle ore 13.00, si terrà il convegno, organizzato da oriGIn EU, AREPO e Euromontana, intitolato &#8220;Il nuovo quadro normativo per i prodotti di qualità dell’UE: opportunità e sfide per i prodotti di montagna e IG&#8221;.</em></p>
<p>Nell’ambito del progetto Horizon2020 MOVING, <strong>AREPO</strong>, <strong>Euromontana</strong> e <strong>oriGIn EU,</strong> organizzano una conferenza che riunisce le istituzioni dell’UE, i governi regionali, i produttori di prodotti di montagna e di Indicazioni Geografiche (IG) e gli stakeholder europei del settore agroalimentare, per <strong>discutere del nuovo quadro giuridico dell’UE per i prodotti di qualità</strong>.</p>
<p>L&#8217;attenzione sarà posta sull&#8217;impatto dei <strong>cambiamenti introdotti dal nuovo regolamento sulle IG</strong> e sui termini di qualità e sulle opportunità che essi aprono. Questa sarà l’occasione per discutere il <strong>ruolo delle Indicazioni Geografiche e dei prodotti di qualità dell’UE nella futura PAC</strong> e il ruolo che svolgono nello <strong>sviluppo sostenibile</strong> delle nostre aree rurali e remote.</p>
<p>Una sessione sarà dedicata all&#8217;implementazione del termine di qualità facoltativo &#8220;<strong>Prodotto di montagna</strong>&#8220;, il più recente tra i sistemi di qualità dell&#8217;UE. L’obiettivo è discutere come rafforzarlo per aumentarne il valore aggiunto per la resilienza ecologica, l’attrattività e lo sviluppo socio-economico delle aree montane.</p>
<p>L&#8217;interpretazione sarà fornita in DE, EL, EN, ES, FR, IT.</p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">13:00 – 14:00 | Caffè di benvenuto e registrazione </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">14:00 – 14:15 | Saluti di benvenuto</span><br />
<strong>Mercedes Morán Álvarez</strong> | Presidente dell&#8217;AREPO e Assessore regionale dell&#8217;Agricoltura dell&#8217;Estremadura<br />
<strong>Karine Gloanec Maurin</strong> | Membro e relatrice del Comitato delle regioni dell&#8217;UE</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">14:15 – 14:30 | Introduzione al progetto MOVING<br />
</span><strong>Mar Delgado</strong> | Università di Cordoba</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">14:30 – 15:00 | Sfruttare al meglio il nuovo regolamento UE sulle IG</span><br />
<strong>Paolo De Castro</strong> | Eurodeputato e relatore per la revisione delle IG, Parlamento Europeo<br />
<strong>Diego Canga Fano</strong> | Direttore responsabile per la divulgazione, la ricerca e le indicazioni geografiche, DG Agri, Commissione europea<br />
<strong>Nicola Bertinelli</strong> | Presidente del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">15:00 &#8211; 16:15 Tavola rotonda<br />
</span>Modera <strong>Angelo Di Mambro</strong> | Redattore Agrifood di Euractiv<br />
<strong>Anne Sander</strong> | Eurodeputata e relatrice ombra per la revisione delle IG, Questore del Parlamento Europeo<br />
<strong>Irène Tolleret</strong> | Eurodeputata e relatrice ombra per la revisione delle IG, Parlamento Europeo<br />
<strong>Sébastien Breton</strong> | Membro di oriGIn EU e Delegato Generale del Conseil National des Appellations d’Origine Laitières (CNAOL)<br />
<strong>Federico Moncunill</strong> | Membro di oriGIn EU e Segretario generale del Consiglio di regolamentazione dell&#8217;IGP Jijona e dell&#8217;IGP Turrón de Alicante<br />
<strong>Alessio Mammi</strong> | Assessore Regionale all&#8217;Agricoltura dell&#8217;Emilia-Romagna<br />
<strong>Katerina Zografu</strong> | Vicegovernatrice della Regione Macedonia Centrale</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">16:45 – 17:10 Attuazione della denominazione di qualità facoltativa UE “prodotto di montagna”<br />
</span><strong>Guillaume Corradino</strong> | Direttore Euromontana<br />
<strong>Giulia Scaglioni</strong>, Responsabile Policy AREPO</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">17:10 – 17:45 Casi di studio nazionali<br />
</span><strong>Cătălina Rogozan</strong> | HCC (Romania)<br />
<strong>Angelo Romagnoli</strong> | Produttore montano di Parmigiano Reggiano DOP, Caseificio Canevaccia (Bologna – Italia)<br />
Caso di studio dalla Francia</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">17:45 – 18:00 Conclusioni<br />
</span><strong>Charles Deparis | </strong>Presidente di oriGIn EU e Presidente dell&#8217;organizzazione dei produttori di Camembert de Normandie e Pont l&#8217;Évêque</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.moving-h2020.eu/events" target="_blank" rel="noopener"><strong>MOVING</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/04/AGENDA-10-April_Conference-GI-Quality-schemes-regulation-1.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Doppia vittoria del Consorzio Tutela Formaggio Asiago in Brasile e Cile</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/doppia-vittoria-del-consorzio-tutela-formaggio-asiago-in-brasile-e-cile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2024 14:05:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti di montagna]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA]]></category>
		<category><![CDATA[tutela agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bloccati due tentativi di registrazione di marchi in violazione della DOP ASIAGO. La DOP sempre più forte in Sud America. Vicenza, 18 gennaio 2024 &#8211; Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago festeggia due importanti risultati nell’azione internazionale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Bloccati</em><em> due</em><em> tentativi di registrazione di marchi in violazione della DOP ASIAGO. </em><em>La DOP sempre più forte in Sud America.</em></p>
<p>Vicenza, 18 gennaio 2024 &#8211; Il <strong><a href="https://asiagocheese.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Tutela Formaggio Asiago</a> </strong>festeggia due importanti risultati nell’azione internazionale di tutela della Denominazione d’Origine Protetta <a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/asiago-dop/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Asiago DOP </strong></a>in Brasile e Cile, promettenti mercati per il <strong>Made in Italy di qualità</strong>.</p>
<p>In Brasile, il Consorzio ha ottenuto l’annullamento della registrazione per un marchio figurativo “<strong>ASIAGO CCFN</strong>” depositato nel 2020 da <strong>CONSORTIUM FOR COMMON FOOD NAMES HOLDINGS INC</strong>., entità collegata all’omonima organizzazione di interessi statunitense.</p>
<p>L’Ufficio Marchi brasiliano, che aveva in un primo tempo concesso la registrazione, <strong>ha riconosciuto l’ingannevolezza del marchio</strong>, oltre all’assenza di legittimazione nella richiesta di registrazione.</p>
<p>Il Consorzio si è inoltre opposto con successo alla domanda di registrazione presentata dalla medesima entità americana in <strong>Cile</strong>, per lo stesso marchio, che è stata bloccata grazie al riconoscimento in questo paese della DOP ASIAGO, ottenuto dal Consorzio nel 2018.</p>
<p>La doppia affermazione dell’azione consortile rappresenta una vittoria di particolare rilievo nell’attività di tutela in corso in tutto il mondo contro marchi che usurpano la DOP e ne promuovono l’impiego come nome comune di prodotti che nulla hanno a che vedere con il formaggio Asiago.</p>
<p>Il <strong>Sud America è un mercato promettente</strong> per l’Asiago DOP. In Brasile, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago è presente da anni con attività di valorizzazione del prodotto, in particolare, nella regione del Sud-Est, a partire dalla città di San Paolo, che conta il 20% di abitanti di origine italiana e dove la qualità del formaggio Asiago è ricercata e considerata simbolo di stile e qualità.</p>
<p>“<em>In questi anni – </em>afferma <strong>Flavio Innocenzi</strong>, direttore del Consorzio Tutela Formaggio Asiago<em> – abbiamo consolidato l’attività di tutela e siamo pronti a cogliere le opportunità che sorgeranno alla fine dei negoziati in corso tra Ue e Mercosur</em>.”</p>
<p>Oggi questa doppia vittoria, in Cile ed in Brasile, rafforza in tutto il Sud America il riconoscimento dell’identità della DOP ASIAGO, considerata credibile perché portatrice di una storia unica e di una produzione legata al luogo d’origine.</p>
<p>“<em>Da chiunque venga attuata – </em>prosegue Flavio Innocenzi<em> – la strategia mirata all’evocazione del nome o all’imitazione delle caratteristiche per designare prodotti che nulla hanno a che vedere con la DOP, è non solo sleale ma senza futuro, in un mondo in cui c’è sempre più ricerca di autenticità e prossimità.”</em></p>
<p><em>&#8220;Complimenti al Consorzio Tutela Formaggio Asiago per le importanti vittorie riportate in Brasile e Cile. Questi successi confermano ancora una volta l&#8217;infondatezza delle teorie basate sulla presunta genericità a livello internazionale di alcuni nomi geografici” – </em>afferma<strong> Massimo Vittori</strong>, Direttore di oriGIn, la coalizione mondiale delle Indicazioni Geografiche.</p>
<p><em>”D&#8217;altra parte – </em>continua <strong>Massimo Vittori</strong> <em>&#8211; le attività di monitoraggio ed esecuzione dei diritti delle indicazioni geografiche sui mercati internazionali richiedono sforzi economici sempre più importanti per i Consorzi. Il sostegno delle autorità nazionali e regionali in materia di enforcement è dunque cruciale.&#8221;</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://asiagocheese.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Formaggio Asiago</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/RS_Doppia-vittoria-Asiago-DOP-in-Brasile-e-Cile.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<item>
		<title>Convegno &#8220;Agricoltura di montagna e (è) sostenibilità&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/convegno-agricoltura-di-montagna-e-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 15:19:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti di montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[viticoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è tenuto martedì 16 gennaio presso l&#8217;Institut Agricole Régional, in località La Rochère, ad Aosta, il convegno &#8220;Agricoltura di montagna e (è) sostenibilità &#8211; Le giuste sinergie tra orticoltura, frutticoltura e viticoltura&#8221;. Il programma [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/convegno-agricoltura-di-montagna-e-e-sostenibilita/">Convegno &#8220;Agricoltura di montagna e (è) sostenibilità&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si è tenuto martedì 16 gennaio presso l&#8217;Institut Agricole Régional, in località La Rochère, ad Aosta, il convegno &#8220;Agricoltura di montagna e (è) sostenibilità &#8211; Le giuste sinergie tra orticoltura, frutticoltura e viticoltura&#8221;.</em></p>
<p>Il programma del convegno &#8220;<strong>Agricoltura di montagna e (è) sostenibilità &#8211; Le giuste sinergie tra orticoltura, frutticoltura e viticoltura</strong>&#8221; prevede gli interventi del professore ordinario di Economia agraria della Facoltà di Economia dell&#8217;Università di Trento Geremia Gros (&#8220;Economie di montagna: potenzialità e distintività&#8221;), dell&#8217;insegnante e ricercatrice dell&#8217;Institut Agricole Régional Francesca Madorno (&#8220;Ricerche sulla qualità delle produzioni agricole in Valle d&#8217;Aosta&#8221;), di Stefano Foschi e Paolo Prigione delle società Biogard e Bioplant (&#8220;Strategie di difesa sostenibile in Valle d&#8217;Aosta&#8221;), di <strong>Luca Valdetara dell&#8217;ente certificatore Csqa</strong> (&#8220;Il valore della certificazione nei territori di montagna&#8221;).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://lavalleenotizie.it/dal-giornale/agricoltura-di-montagna-e-sostenibilit/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Vallèe Notizie</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/convegno-agricoltura-di-montagna-e-e-sostenibilita/">Convegno &#8220;Agricoltura di montagna e (è) sostenibilità&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>1000 alberi per il futuro: Asiago DOP in prima linea per l’ambiente</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/1000-alberi-per-il-futuro-asiago-dop-in-prima-linea-per-lambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 11:48:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Green Deal]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti di montagna]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=444745</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, promotore di sviluppo del proprio territorio d’origine, contribuisce alla riforestazione di un’area colpita dalla tempesta Vaia. Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago sceglie di agire con un’azione concreta contro gli effetti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/1000-alberi-per-il-futuro-asiago-dop-in-prima-linea-per-lambiente/">1000 alberi per il futuro: Asiago DOP in prima linea per l’ambiente</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, promotore di sviluppo del proprio territorio d’origine, contribuisce alla riforestazione di un’area colpita dalla tempesta Vaia.</em></p>
<p>Il <strong><a href="https://asiagocheese.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Tutela Formaggio Asiago</a></strong> sceglie di agire con un’azione concreta contro gli effetti già in atto del cambiamento climatico e concorre alla riforestazione di una zona boschiva dell’<strong>Altopiano di Asiago</strong> colpita, nel 2018, dalla tempesta Vaia.</p>
<p>In un’ottica di economia circolare, il <strong><a href="https://asiagocheese.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Tutela Formaggio Asiago</a></strong> aderisce al progetto di riforestazione di una zona boschiva sull’Altopiano di Asiago, luogo di produzione della Denominazione d’Origine Protetta, adottando 1000 nuovi alberi,  simbolicamente a rappresentare ognuna delle mille aziende che compongono la filiera produttiva dell’<a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/asiago-dop/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Asiago DOP</strong></a> e gli oltre mille anni di storia di questo prodotto, per aiutare l’ambiente a ritrovare il suo stato naturale là dove i segni della tempesta Vaia del 2018 sono ancora visibili.</p>
<p>Questa iniziativa si inserisce nel percorso avviato col progetto <strong>Asiago Green Edge</strong>, che prevede l’ottimizzazione dell’impatto ambientale ed energetico dell’intera filiera del formaggio Asiago. Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago prosegue ora nel suo impegno di tutela della biodiversità del luogo d’origine con progettualità di più ampi orizzonti<strong> basate sulla conservazione dell’equilibrio ambientale.</strong></p>
<p>La nuova azione testimonia il forte legame tra l’Asiago DOP e il suo <strong>territorio</strong> e traduce in concreto lo spirito del <strong>Green Deal</strong> europeo e gli obiettivi condivisi sulla <strong>biodiversità</strong> che vincolano i paesi membri, entro il <strong>2030</strong>, a piantare almeno 3 miliardi di alberi in più, riconoscendo la cruciale importanza delle piante per la salute del pianeta. La prossima area forestale &#8211; composta da mille alberi tra abeti e larici – una volta a regime contribuirà ad assorbire circa 22 tonnellate di Co2 all’anno.</p>
<p>“Gli impegni globali richiedono azioni locali, per non restare lettera morta” – dichiara <strong>Flavio Innocenzi</strong>, direttore del Consorzio Tutela Formaggio Asiago – “Il recente accordo raggiunto nella COP28 ha una portata storica, e non conosciamo altro modo di onorarlo se non quello di attivarci concretamente e con continuità nel tempo. Questo primo ciclo di attività si colloca fattivamente al punto 15 (“Life on Land”) dell’Agenda ONU2030 mirato a proteggere, ripristinare e promuovere l&#8217;uso sostenibile degli ecosistemi.”</p>
<p>“Noi che di questo territorio così unico e fragile siamo i custodi e ne interpretiamo la vera essenza con la produzione del formaggio Asiago” &#8211; afferma Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago – “oggi vogliamo simbolicamente restituire quanto abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere. È dovere di tutti prendersi cura del nostro pianeta con azioni concrete che vanno al di là delle dichiarazioni d’intenti e questi 1000 alberi sono un segno tangibile del nostro impegno ma, anche, un’occasione per condividere con quanti hanno a cuore, come noi, l’ambiente, una scelta che vedremo dare i suoi frutti negli anni”.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://asiagocheese.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Tutela Formaggio Asiago</a></strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/12/Asiago-DOP-1000-alberi-per-il-futuro.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Economia circolare nelle filiere di montagna: il caso di tre formaggi DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/economia-circolare-nelle-filiere-di-montagna-il-caso-di-tre-formaggi-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2023 08:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Circolare]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti di montagna]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un&#8217;indagine nata dalla collaborazione tra l&#8217;Università di Cordoba, Università di Cluj-Napoca, Institute für Agrarwissenschaften e Origin for Sustainability, analizza l’effettiva adozione dei principi di economia circolare in tre filiere dei formaggi DOP. L’economia circolare si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un&#8217;indagine nata dalla collaborazione tra l&#8217;Università di Cordoba, Università di Cluj-Napoca, Institute für Agrarwissenschaften e Origin for Sustainability, analizza l’effettiva adozione dei principi di economia circolare in tre filiere dei formaggi DOP.</em></p>
<p><strong>L’economia circolare</strong> si è dimostrata uno strumento promettente nel raggiungimento di molti degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, sostituendo il sistema lineare e riducendo gli impatti negativi sull’ambiente.</p>
<p>La ricerca del team composto da Habli, Dumitras, Schmitt, Maglietti Smith e Barjolle mira a valutare l’effettiva adozione dei principi di economia circolare in tre formaggi a indicazione geografica (<strong>Caciocavallo Silano DOP, Tête de Moine, Serra da Estrela DOP</strong>) attraverso un’analisi delle pratiche identificate nelle rispettive catene del valore.</p>
<p>Le interviste qualitative mostrano la <strong>persistenza di pratiche storiche</strong> che <strong>preservano il patrimonio dietro il prodotto</strong>, mantengono l&#8217;<strong>autonomia rispetto agli input esterni</strong> e <strong>risparmiano energia</strong> o fanno un <strong>uso intelligente dei sottoprodotti</strong>.</p>
<p>Dall&#8217;analisi emerge infatti come i <strong>produttori locali hanno mantenuto con successo pratiche storiche</strong> per rimanere autonomi e indipendenti e preservare l’eredità dietro il prodotto. Il <strong>concetto di circolarità in queste regioni rurali è integrato nelle pratiche produttive</strong> attraverso l’uso sostenibile delle risorse naturali come il riutilizzo dei sottoprodotti e la riduzione dei rifiuti.</p>
<p>Inoltre, l’agricoltura di montagna fornisce servizi ecosistemici che aiutano a conservare la <strong>biodiversità</strong> e le <strong>risorse naturali</strong>. Sostiene lo <strong>sviluppo economico</strong> delle regioni montane utilizzando materiali locali e di qualità. Dal punto di vista sociale, l’agricoltura in queste aree aiuta a <strong>conservare la gastronomia tradizionale e storica della comunità</strong>. Per questi motivi, molti prodotti di montagna europei o internazionali sono registrati come indicazioni geografiche per tutelare il patrimonio e mantenerne la produzione.</p>
<p>Tuttavia l’adozione radicale dei principi di economia circolare richiede <strong>innovazione</strong> per ridurre il ricorso a nuovi input e le emissioni di gas serra; la <strong>lontananza delle piccole imprese nelle zone rurali</strong> profonde, lontane dai centri di ricerca, sta rallentando il trasferimento delle conoscenze e l’adozione delle tecnologie più recenti, in particolare nelle zone montane.</p>
<p>Secondo l&#8217;indagine sono <strong>necessarie una ricerca più partecipativa</strong> e <strong>iniziative innovative</strong> per garantire la <strong>transizione verso un’economia circolare</strong> per i prodotti tradizionali di montagna, che sono fortemente legati alle <strong>tradizioni</strong> culinarie locali e all’<strong>identità culturale</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://doi.org/10.3390/foods12213954" target="_blank" rel="noopener"><strong>Habli, K.; Dumitras, D.E.; Schmitt, E.; Maglietti Smith, I.; Barjolle, D. Circular Economy in Mountain Value Chains: The Case of Three PDO Cheeses. <em>Foods</em> 2023, <em>12</em>, 3954.</strong></a></p>
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		<title>L’autenticità dell’Asiago DOP parla alle Generazioni Y e Z</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lautenticita-dellasiago-dop-parla-alle-generazioni-y-e-z/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 16:24:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNICAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[MARKETING]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti di montagna]]></category>
		<category><![CDATA[SPOT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al via la campagna di comunicazione natalizia del Consorzio Tutela Formaggio Asiago Si fa voce della ricerca di cibi di origine certa, volano di una socialità attenta all’ambiente e alla sostenibilità la nuova campagna di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Al via la campagna di comunicazione natalizia del Consorzio Tutela Formaggio Asiago</em></p>
<p>Si fa voce della ricerca di cibi di origine certa, volano di una socialità attenta <strong>all’ambiente</strong> e <strong>alla sostenibilità</strong> la nuova campagna di <strong>comunicazione</strong> del <strong><a href="https://asiagocheese.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Tutela Formaggio Asiago</a></strong> che, dal prossimo 5 novembre, parla alle <strong>Generazioni</strong> <strong>Y</strong> e <strong>Z</strong> col claim <strong>“Sì Asiago DOP”</strong> su Tv, radio nazionali e canali digitali.</p>
<p>Globali, aperti, appassionati, rispettosi della biodiversità e interessati a un’alimentazione che passa da scelte naturali, i giovani delle Generazioni Y (dai 18 ai 24 anni) e Z (dai 25 ai 39 anni) sono i <strong>protagonisti della campagna di comunicazione natalizia del Consorzio Tutela Formaggio Asiago</strong> e del grande “SI’” ai valori che l’Asiago DOP comunica. Un messaggio nel quale il cibo è occasione di convivialità, momento di condivisione di un’autenticità che esprime la gioia di stare insieme e di vivere esperienze che fanno sentire bene.</p>
<p>L’anima sincera del formaggio Asiago torna on e off line col pluripremiato spot “Sì Asiago DOP”, già “miglior spot radio” ai Formaggi &amp;amp; Consumi Awards, assegnato da una giuria composta da buyer di Grande Distribuzione e Distribuzione Organizzata, normal trade e operatori del settore. In questo affresco della vita delle nuove generazioni, divise tra lavoro, sport e tempo di valore trascorso insieme agli amici, il formaggio Asiago, che <strong>lega tradizione millenaria alla moderna sensibilità di consumo</strong> ed è vera espressione del suo territorio d’origine, unisce in un grande Sì di scelte consapevoli e diventa la colonna sonora di tutti i momenti della giornata: dallo spuntino veloce, alla pratica sportiva, dall’aperitivo, alla cena in famiglia al pranzo gourmet fino alla gita fuori porta.</p>
<p>Con la nuova campagna di comunicazione natalizia, il <strong><a href="https://asiagocheese.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Tutela Formaggio Asiago</a></strong> testimonia il percorso di naturalità e promuove la grande varietà delle sue stagionature, dall’Asiago DOP Fresco Riserva, all’Asiago DOP con caglio vegetale, fino alle più lunghe maturazioni, 100% naturali e senza conservanti, dell’Asiago DOP Stagionato, capaci di offrire una risposta di qualità.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://asiagocheese.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Tutela Formaggio Asiago</a></strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/10/LAsiago-DOP-parla-alle-Generazioni-Y-e-Z.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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