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	<title>panorama internazionale &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>panorama internazionale &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Pecorino Romano DOP, 39 milioni di chili nell’ultima campagna</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pecorino-romano-dop-39-milioni-di-chili-nellultima-campagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 07:24:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP in assemblea tra situazione dei mercati e battaglia sui dazi USA: 39 milioni di chili nell’ultima campagna. Trentanove milioni di chili di Pecorino Romano DOP prodotti nell’ultima [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP in assemblea tra situazione dei mercati e battaglia sui dazi USA: 39 milioni di chili nell’ultima campagna.</em></p>
<p>Trentanove milioni di chili di Pecorino Romano DOP prodotti nell’ultima campagna, quasi 9mila allevatori e 47 caseifici coinvolti nella filiera, un export che vale il 60% della produzione e il mercato interno fra luci e ombre: i dati della campagna 2024/2025 sono stati resi noti oggi nell’annuale assemblea dei soci del Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP. Durante i lavori, che si sono svolti oggi a Siamaggiore, il presidente Gianni Maoddi ha fatto il punto anche sulle attività di tutela, vigilanza e promozione svolte nel corso dell&#8217;anno, con particolare attenzione alla questione dei dazi Usa che continuano ad alimentare incertezza e creare instabilità.</p>
<h4>La produzione</h4>
<p>Nella campagna 2024/2025 sono stati realizzati poco più di 39 milioni di chili di Pecorino Romano DOP, come certificato dall&#8217;ente di controllo. I 47 caseifici della filiera hanno lavorato oltre 300 milioni di litri di latte, di cui il 76% destinato alla produzione della DOP. La Sardegna resta il cuore produttivo, con il 92% del totale, contro l&#8217;8% di Lazio e provincia di Grosseto; il sistema cooperativo realizza il 54% della produzione, l&#8217;industria privata il restante 46%. Nel sistema di controllo risultano oggi iscritti quasi 9mila allevatori, 47 caseifici, 15 stagionatori e 91 tra confezionatori e grattugiatori</p>
<h4>Il mercato interno</h4>
<p>Sul mercato italiano le vendite di Pecorino Romano DOP nella grande distribuzione crescono per il secondo anno consecutivo, raggiungendo quasi 48mila quintali, con un aumento del 4,3% rispetto al 2024. Un risultato in controtendenza rispetto al resto del comparto: considerando anche i volumi assorbiti da industria alimentare, canale horeca (ristoranti, bar e catering) e vendita al dettaglio, il consumo interno complessivo del Pecorino Romano DOP si stima in circa 123mila quintali.</p>
<h4>I mercati esteri</h4>
<p>Gli Stati Uniti, ha sottolineato ancora il presidente Maoddi, restano saldamente il primo mercato estero del Pecorino Romano, con circa 131mila quintali esportati nel 2025, in leggera crescita per quanto riguarda il volume ma in calo in termini di valore per effetto dei dazi. Subito dopo gli Usa segue l&#8217;Unione Europea, che assorbe quasi 55mila quintali, in aumento del 2,4%. A crescere con più forza sono però i mercati emergenti: il Regno Unito segna un +8,6%, il Canada un +16%, l&#8217;Australia un +19,6%, confermandosi una delle scommesse vincenti degli ultimi anni, confermata dalla partecipazione del Consorzio alla Fiera Fine Food di Sydney. Nel complesso, l&#8217;export 2025 sfiora i 218mila quintali, pari al 60% della produzione vendibile.</p>
<h4>Il fronte dazi USA</h4>
<p>Il tema dei dazi statunitensi ha caratterizzato i tre quarti del 2025 e li ha inevitabilmente e fortemente condizionati, anche se si è riusciti a mantenere gli stessi volumi esportati dell’anno precedente. Dopo le tariffe introdotte nel 2019 nell&#8217;ambito della disputa Airbus-Boeing e la loro sospensione nel 2021, il 2 aprile 2025 l&#8217;amministrazione Trump ha varato un nuovo schema di dazi reciproci, sfociato ad agosto in una tariffa minima del 15% sui prodotti europei. A febbraio 2026 questi dazi sono stati dichiarati illegittimi, ma gli Stati Uniti hanno immediatamente introdotto, attraverso la Section 122 del Trade Act del 1974, un nuovo dazio generale del 10%, tutt’ora in vigore. Per difendere la filiera, il Consorzio ha promosso nel 2025, in collaborazione con lo studio legale Gibbons di New York, una serie di incontri a Washington con i vertici di importanti componenti del Congresso americano, sia democratici che repubblicani, con l&#8217;obiettivo di costruire un consenso bipartisan per l&#8217;esenzione tariffaria del Pecorino Romano. In parallelo è proseguito il confronto con il ministero degli Esteri italiano, che da settembre 2025 ha inserito il Consorzio nella Task Force dedicata alla questione dazi. Una battaglia ancora lunga e complessa, che impegna quotidianamente la filiera nella difesa di un prodotto che resta fondamentale per l’economia in particolare della Sardegna.</p>
<h4>Tutela e vigilanza</h4>
<p>Il 2025 si è aperto con un riconoscimento storico: l&#8217;ufficio statunitense dei marchi e brevetti (USPTO) ha dichiarato incontestabile il marchio tridimensionale di certificazione del Pecorino Romano, rafforzandone in modo significativo la protezione giuridica negli Stati Uniti in un momento negoziale particolarmente delicato. Prosegue intanto il servizio di sorveglianza web attivo da un decennio, mentre in centro America si moltiplicano le azioni di opposizione contro tentativi di registrazione di marchi simili al toponimo &#8220;Romano&#8221;, con il sostegno delle ambasciate italiane in Ecuador, Guatemala e Cile. Il Consorzio ha inoltre dotato il laboratorio Laore di una nuova tecnologia di analisi rapida, a disposizione di tutti i soci, per il controllo di latti estranei, sporigeni e Listeria.</p>
<h4>Promozione</h4>
<p>Prosegue il piano di promozione internazionale sostenuto dai fondi europei. Si è concluso <strong>PR ON TOP</strong>, il progetto triennale dedicato al mercato statunitense, con un evento finale a New York che ha riunito importatori e distributori americani. Vanno avanti <strong>TASK EU</strong> su Regno Unito e Svizzera, realizzato insieme ai Consorzi Vini Alto Adige e Vini Etna, <strong>EMPIR EU</strong> su Italia e Germania, con la presenza alle fiere Cibus, Tuttofood e Anuga, e <strong>KYOI</strong> sul mercato giapponese. In Australia il progetto <strong>Marchi Collettivi</strong>, finanziato da MIMIT e Unioncamere, ha portato il Pecorino Romano a Sydney con una cena evento nel ristorante dello chef stellato Giovanni Pilu e una masterclass dedicata. È inoltre in attesa di avvio la <strong>Misura SRG 10</strong> della Regione Lazio, che finanzierà il nuovo sito istituzionale del Consorzio e attività didattiche nelle scuole. Nel corso dell&#8217;anno il Consorzio ha inoltre partecipato a nove fiere internazionali di settore, tra cui Summer Fancy Food a New York, Anuga a Colonia e Fine Food Australia a Sydney. “Investire nella promozione internazionale significa rafforzare il valore del Pecorino Romano sui mercati esteri e raccontare al mondo la storia, la qualità e il legame profondo di questo prodotto con i territori di origine”, dice <strong>il direttore del Consorzio Riccardo Pastore</strong>. “I progetti di promozione rappresentano uno strumento fondamentale per aumentare la conoscenza del nostro formaggio, sostenere le imprese della filiera e creare nuove opportunità di crescita. Attraverso queste iniziative possiamo valorizzare non solo un’eccellenza agroalimentare, ma anche il patrimonio di tradizioni, competenze e cultura che il Pecorino Romano porta con sé”.</p>
<h4>La dichiarazione del presidente del Consorzio Gianni Maoddi</h4>
<p><em>&#8220;I dati presentati oggi in assemblea confermano la solidità di una filiera che continua a crescere nonostante le difficoltà in un contesto internazionale complesso, ne siamo orgogliosi e siamo consapevoli che è il risultato di un anno di duro lavoro da parte di tutti”, dice il presidente del Consorzio Gianni Maoddi. “Purtroppo, il mercato interno nel 2025 è stato caratterizzato sì da una tenuta in termini di volumi di vendita, ma da una progressiva seppur ingiustificata diminuzione in termini di valore. Per quanto riguarda i mercati esteri, registriamo una crescita interessante </em>su mercati come il Canada e l&#8217;Australia, sui quali continueremo a puntare esplorando allo stesso tempo nuove opportunità commerciali<em>. </em><em>Ma il 2025 – sottolinea Maoddi &#8211; sarà ricordato soprattutto per l&#8217;intenso lavoro diplomatico svolto negli Stati Uniti: abbiamo portato le ragioni della nostra filiera fino al Congresso americano, costruendo un dialogo bipartisan che oggi ci consente di guardare al futuro con maggiore fiducia anche se sicuramente gli ostacoli da affrontare sono tanti e la situazione resta molto incerta, cosa che naturalmente non fa bene ai mercati che invece chiedono stabilità. Dunque siamo in un momento che richiede grande impegno e determinazione da parte dell’intera filiera e il supporto delle istituzioni regionali e nazionali, a cui chiediamo di mettere in campo ogni azione utile per affiancare il nostro lavoro. Noi, come Consorzio, continueremo a difendere con determinazione il valore del Pecorino Romano DOP, la sua origine e il lavoro di migliaia di allevatori e produttori che ogni giorno rendono grande questa denominazione”, conclude il presidente Maoddi.</em></p>
<div class="entry-content">
<p>Fonte: <a href="https://www.pecorinoromano.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di tutela del Pecorino Romano</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Cs-Pecorino-Romano-Assemblea-15-luglio-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></div>
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		<title>UE, proposta agli USA per riduzioni sui dazi su una lista di prodotti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ue-proposta-agli-usa-per-riduzioni-sui-dazi-su-una-lista-di-prodotti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 07:03:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Portavoce della Commissione UE: &#8220;Fortemente impegnati nel dialogo con gli Stati Uniti, proposta una lista di prodotti per possibili riduzioni sui dazi&#8221; &#8220;Abbiamo condiviso con gli Stati Uniti un ampio elenco di prodotti esportati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Portavoce della Commissione UE: &#8220;Fortemente impegnati nel dialogo con gli Stati Uniti, proposta una lista di prodotti per possibili riduzioni sui dazi&#8221;</em></p>
<p>&#8220;Abbiamo condiviso con gli Stati Uniti un ampio elenco di prodotti esportati dall&#8217;Unione europea per i quali riteniamo possibili riduzioni tariffarie&#8221;.</p>
<p>Lo ha detto il <strong>portavoce della Commissione europea Olof Gill</strong>, interpellato sulle notizie riportate da Euractiv, secondo cui <strong>Bruxelles avrebbe chiesto a Washington di esentare dal dazio del 15% centinaia di prodotti, tra cui Roquefort, Pecorino, vini, macchinari industriali e dispositivi sanitari</strong>.</p>
<p>Alla domanda se la Commissione stia discutendo con gli Stati Uniti &#8220;altri possibili settori e prodotti&#8221; per i quali ottenere &#8220;riduzioni tariffarie più ampie o persino esenzioni tariffarie&#8221;, Gill ha risposto: &#8220;La risposta è sì. Siamo fortemente impegnati nel dialogo con gli Stati Uniti per raggiungere questo risultato&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2026/07/15/ue-proposta-agli-usa-lista-di-prodotti-per-possibili-riduzioni-sui-dazi_79eaff93-e462-4040-9ae1-0443e6f58f51.html" target="_blank" rel="noopener">Ansa.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ue-proposta-agli-usa-per-riduzioni-sui-dazi-su-una-lista-di-prodotti/">UE, proposta agli USA per riduzioni sui dazi su una lista di prodotti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Antibes. Lollobrigida: &#8220;Più fondi per la PAC e intesa con Parigi per tutelare DOP e IGP&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/antibes-lollobrigida-piu-fondi-per-la-pac-e-intesa-con-parigi-per-tutelare-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 07:38:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ad Antibes un vertice Italia-Francia, al centro le risorse PAC e la strategia di tutela comune per i prodotti DOP e IGP Più risorse per la PAC, difesa della reciprocità commerciale e una strategia di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ad Antibes un vertice Italia-Francia, al centro le risorse PAC e la strategia di tutela comune per i prodotti DOP e IGP</em></p>
<p>Più risorse per la PAC, difesa della reciprocità commerciale e una <strong>strategia di tutela comune per i prodotti DOP e IGP</strong>. Il Vertice Intergovernativo Italia-Francia di Antibes si chiude con un asse agricolo Roma-Parigi fortemente rilanciato, finalizzato a fare sponda comune a Bruxelles in vista dei prossimi negoziati europei.</p>
<p>Il bilaterale a Villa Thuret tra il Ministro dell&#8217;Agricoltura italiano, <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, e la controparte francese <strong>Annie Genevard</strong> &#8211; inserito nella cornice del summit guidato dalla Premier Giorgia Meloni &#8211; ha messo al centro la Politica Agricola Comune (PAC). Per le due potenze agroalimentari la linea è chiara: la PAC è un asset strategico intoccabile e non si presterà a tagli di bilancio, dovendo anzi garantire fondi adeguati per transizione climatica e stabilità dei mercati.</p>
<p>Sul fronte del <strong>commercio internazionale</strong>, i due Paesi hanno ribadito il &#8220;principio di reciprocità&#8221;: stop all&#8217;ingresso sul mercato UE di merci straniere che non rispettano i rigidi standard ambientali e sanitari imposti agli agricoltori europei. Parallelamente, sul fronte dei consumi, si punta all&#8217;estensione dell&#8217;obbligo di etichettatura d&#8217;origine a livello comunitario.</p>
<p><strong>La cooperazione tra Roma e Parigi si è tradotta anche in atti formali</strong>. Durante la plenaria è stato siglato un Memorandum d&#8217;intesa sulle indicazioni geografiche (con il coinvolgimento dell&#8217;INAO) per rafforzare la tutela delle produzioni di qualità. Fissata inoltre la tabella di marcia 2026-2027, che prevede il potenziamento dei controlli anti-contraffazione (anche digitali) e un coordinamento nei mercati esteri. Infine, sul piano della ricerca, è stata siglata una dichiarazione d&#8217;intenti tra gli istituti CREA e INRAE per l&#8217;innovazione e la sostenibilità scientifica nel settore.</p>
<p>Il pacchetto di intese definito ad Antibes segna così un rafforzamento della cooperazione bilaterale, con l&#8217;obiettivo di tradurre la convergenza politica in iniziative comuni nei prossimi passaggi europei, a partire dalla riforma della PAC e dal <strong>futuro piano d&#8217;azione sulle Indicazioni Geografiche</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/Antibes_Pac_Parigi_Dop_Igp" target="_blank" rel="noopener">Masaf &#8211; Ministero dell&#8217;agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste</a></p>
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		<item>
		<title>Canada, il mercato del vino si rimodella: cosa devono sapere i produttori italiani</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/canada-il-mercato-del-vino-si-rimodella-cosa-devono-sapere-i-produttori-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 06:43:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La guerra dei dazi tra USA e Canada ha creato uno spazio inedito sugli scaffali canadesi. I dati parlano chiaro ma le opportunità per i vini italiani vanno lette con attenzione strategica. La guerra commerciale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La guerra dei dazi tra USA e Canada ha creato uno spazio inedito sugli scaffali canadesi. I dati parlano chiaro ma le opportunità per i vini italiani vanno lette con attenzione strategica.</em></p>
<h4>La guerra commerciale tra Stati Uniti e Canada ha tolto dagli scaffali il vino americano, aprendo uno spazio inedito nel mercato canadese. L’Italia guida le importazioni per volume, ma cresce meno del previsto. Ecco cosa dicono i dati — e quali strategie e leve possono utilizzare i produttori italiani.</h4>
<p>C’è un mercato, quello canadese, che nell’ultimo anno e mezzo ha subito una trasformazione profonda e rapida. Non per ragioni di gusto o di tendenza, ma per una decisione politica che ha svuotato letteralmente gli scaffali di una delle categorie più vendute: il vino americano. Quello che ne è seguito è un <strong>caso di studio che vale la pena analizzare con attenzione</strong> — non solo per chi esporta in Canada, ma per chiunque voglia capire come si muovono oggi i mercati vinicoli internazionali quando le variabili geopolitiche entrano in gioco.</p>
<h4>Il contesto: cosa è successo e perché</h4>
<p><strong>Il 4 marzo 2025</strong> <strong>entrano in vigore i dazi del 25%</strong> annunciati dall’amministrazione americana sulle merci canadesi. La risposta di Ottawa è simmetrica: tariffe equivalenti sui prodotti alcolici statunitensi, accompagnate — a livello provinciale — da <strong>veri e propri divieti di importazione</strong>. In un sistema dove la distribuzione degli alcolici è controllata da enti governativi provinciali (con la sola eccezione dell’Alberta, privatizzata nel 1993), una simile misura ha effetti immediati: <strong>i vini americani spariscono dagli scaffali dei liquor store pubblici</strong>, vengono bloccati nei magazzini dell’LCBO in Ontario, e i retailer privati in Alberta e British Columbia possono esaurire le scorte esistenti ma non rifornirsi.</p>
<p>Il risultato è un vuoto di mercato improvviso e consistente: <strong>negli ultimi dodici mesi il volume di vino importato dagli USA è crollato del 73%</strong>, passando da 66 a 18 milioni di litri. La quota di mercato americana scende dal 17% al 5%. Qualcuno deve occupare quello spazio.</p>
<h4>Chi ha guadagnato — e quanto</h4>
<p>I dati di Trade Data Monitor sui dodici mesi a febbraio 2026 mostrano una crescita generalizzata per i principali Paesi fornitori. <strong>L’Italia rimane saldamente al primo posto per volume</strong> con 77 milioni di litri (+4%). La Francia segue a 66 milioni (+9%). L’Australia raggiunge i 65 milioni (+6%).</p>
<p>A prima lettura, si potrebbe essere soddisfatti: l’Italia cresce, mantiene la leadership, il mercato risponde. Ma è proprio qui che occorre fermarsi a ragionare.</p>
<p><strong>Un +4% per il primo Paese fornitore, in un contesto in cui il secondo si è contratto del 73%, non è un risultato entusiasmante.</strong> Francia e Australia, partendo da basi inferiori, hanno saputo accelerare con più decisione.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Cosa significa tutto questo per i produttori italiani</h4>
<p><strong>L’Italia parte da una posizione di forza strutturale:</strong> primo Paese fornitore per volume, presenza consolidata nei principali canali distributivi, brand riconosciuti. Ma la crescita contenuta rispetto alle potenzialità del momento suggerisce alcune riflessioni.</p>
<p><strong>Il portafoglio varietale e di comunicazione conta.</strong> Il consumatore canadese conosce Pinot Grigio, <strong>Prosecco</strong>, <strong>Chianti</strong>. Ma la complessità del sistema denominazionale italiano — un punto di orgoglio legittimo — può diventare un ostacolo in un mercato che ragiona per vitigno e fascia di prezzo. I produttori che vogliono crescere in Canada devono chiedersi con onestà come si posizionano sugli scaffali di un LCBO: <strong>il nome del vitigno è in evidenza? Il prezzo è competitivo nella fascia 8-15 dollari canadesi? La referenza è stabile nel listino da almeno due stagioni?</strong></p>
<p><strong>La continuità di fornitura è un requisito, non un vantaggio.</strong> I sistemi di acquisto provinciali lavorano su forecast annuali e tollerano male le discontinuità di disponibilità. Un produttore che ottiene una listing ma non riesce a mantenere i volumi richiesti rischia di perdere lo spazio conquistato. Prima di entrare in un nuovo canale provinciale, è essenziale avere <strong>chiarezza sulla capacità produttiva</strong> destinabile a quel mercato.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.winemeridian.com/mercati/mercato-vino-canada-opportunita-strategie-produttori-italiani-2026/" target="_blank" rel="noopener">Wine Meridian.com</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/canada-il-mercato-del-vino-si-rimodella-cosa-devono-sapere-i-produttori-italiani/">Canada, il mercato del vino si rimodella: cosa devono sapere i produttori italiani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:09:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tycoon e il presidente argentino hanno siglato un accordo che regolamenta l’export verso Buenos Aires di prodotti alimentari come la mozzarella made in Usa, mettendo a rischio le produzioni europee. Una mossa che potrebbe [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/">European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il tycoon e il presidente argentino hanno siglato un accordo che regolamenta l’export verso Buenos Aires di prodotti alimentari come la mozzarella made in Usa, mettendo a rischio le produzioni europee. Una mossa che potrebbe danneggiare anche gli allevatori americani senza portare benefici reali ai consumatori</em></p>
<p><a href="http://www.editorialedomani.it/tag/donald%20trump">Donald Trump</a> è riuscito a fregare l’Unione Europea come farebbe un salumiere disonesto che affetta più di quanto richiesto dal cliente per poi dire “che faccio, lascio?” mentre ha già il dito sul registratore di cassa pronto a battere lo scontrino, sempre che lo batta. E lo ha fatto con l’aiuto del presidente argentino neoliberista <a href="http://www.editorialedomani.it/tag/Javier%20Milei">Javier Milei</a>.</p>
<p><strong>I due hanno siglato un accordo, in poco più di tre mesi, che regolamenta l’export verso l’Argentina di prodotti alimentari</strong> come la mozzarella e il roquefort made in Usa mettendo a rischio le produzioni europee. Eppure quella che sembra una vittoria commerciale per Trump potrebbe trasformarsi in un boomerang in vista delle prossime elezioni di metà mandato.</p>
<p>La geopolitica è anche una questione di salumi e formaggi, perché l’intesa tra Washington e Buenos Aires, che dà una spallata all’Europa, stabilisce come l’Argentina permetterà l’ingresso nel proprio mercato a 39 denominazioni di formaggi e dieci di salumi, prodotti negli Usa, anche quando corrispondono a specialità europee. Alcuni dei nomi indicati dall&#8217;accordo sono Fontina, Gorgonzola, Asiago, Feta, Camembert, Pecorino, Mortadella e Prosciutto.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Sfida al Mercosur</h4>
<p>Il trattato tra i due paesi del continente americano entra in pieno conflitto con il piano dell’Unione Europea per tutelare i suoi prodotti tipici <a href="https://www.qualivita.it/argomento/mercosur/">verso il Mercosur</a>, l’unione economica composta da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Le ricadute economiche per il vecchio continente potrebbero essere devastanti.</p>
<p><strong>Gli Stati Uniti d’America infatti sono i leader globali nella produzione di alimenti <em>european sounding</em></strong>, ovvero prodotti che richiamano nomi, immagini o simboli di paesi europei pur non avendo alcun legame con i territori d&#8217;origine. Il solo mercato dell’italian sounding vale, secondo Ambrosetti, almeno 63 miliardi di euro, per Coldiretti addirittura 120.</p>
<p>[…]</p>
<p>Mentre i paesi del Sud America trattavano con l&#8217;Europa, Trump e Milei hanno visto un’opportunità e si sono accordati per far arrivare sugli scaffali dei supermercati argentini formaggi e salumi come il Parmesan o la Feta made in Usa, con tanto di bandierina italiana e greca sulla confezione, vicino al Parmigiano Reggiano o alla Feta prodotta nell’Epiro. Il tutto senza distinzione e senza che nessuno possa avviare un’azione legale per concorrenza sleale.</p>
<p><strong>L’accordo, in pratica, permette ai produttori americani di sfruttare il marketing, i loghi e la reputazione del made in Italy o del made in France</strong> senza doversene accollare i costi e i vincoli che gli europei devono rispettare.</p>
<p>[…]</p>
<p>La contropartita che Trump ha garantito al collega sudamericano è quella di incrementare fino a cinque volte l’importazione di carne prodotta in Argentina e questo aspetto in particolare potrebbe costare caro al presidente americano in vista delle prossime elezioni per rinnovare il congresso.<strong> L’arrivo della carne argentina nelle macellerie statunitensi ha mandato su tutte le furie i produttori americani</strong> che lo avevano votato e che ora potrebbero voltargli le spalle.</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue-owd4azsv?utm_source=dlvr.it&amp;utm_medium=facebook&amp;fbclid=IwY2xjawSlvE9leHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFPOFd4ODBVanpmU2VXZkxZc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHoF_0zoo0uFYyJs1tbg7ShaXuj0aVVbSndogd3PBO_XfbpfVqIL5bm3nVxnz_aem_Gdw9aVbLBwSP8hUCFt_s9Q" target="_blank" rel="noopener">Domani</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/">European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Firmato memorandum d&#8217;intesa Italia-India sull&#8217;agricoltura, Lollobrigida: tutela per i prodotti DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/firmato-memorandum-dintesa-italia-india-sullagricoltura-lollobrigida-tutela-per-i-prodotti-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 08:26:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
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		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[tutela agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agricoltura, Lollobrigida firma memorandum d&#8217;intesa con l&#8217;India, asse strategico su innovazione e scambi commerciali: tutela dei prodotti a denominazione d&#8217;origine e delle indicazioni geografiche, condivisione di tecniche agronomiche sostenibili e di agricoltura di precisione &#8220;Questo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/firmato-memorandum-dintesa-italia-india-sullagricoltura-lollobrigida-tutela-per-i-prodotti-dop-e-igp/">Firmato memorandum d&#8217;intesa Italia-India sull&#8217;agricoltura, Lollobrigida: tutela per i prodotti DOP e IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Agricoltura, Lollobrigida firma memorandum d&#8217;intesa con l&#8217;India, asse strategico su innovazione e scambi commerciali: tutela dei prodotti a denominazione d&#8217;origine e delle indicazioni geografiche, condivisione di tecniche agronomiche sostenibili e di agricoltura di precisione</em></p>
<p>&#8220;Questo <strong>accordo avvicina ancora di più Italia e India nella cooperazione in agricoltura</strong>. È un altro passo importante di avvicinamento tra due popoli dopo che, solo pochi mesi fa, insieme all&#8217;Ue hanno sottoscritto un trattato di facilitazioni per gli scambi commerciali nel rispetto dei rispettivi mondi agricoli. Per l&#8217;Italia ci saranno <strong>vantaggi nell&#8217;esportazione delle proprie eccellenze agroalimentari</strong>, in particolar modo per il <strong>vino</strong> le cui <strong>tariffe scenderanno progressivamente dal 150% al 20%</strong>. Voglio infine ringraziare Maria Chiara Zaganelli, direttrice generale del <strong>CREA </strong>che insieme all&#8217;omologa istituzione indiana (ICAR), avvieranno programmi di ricerca applicata e promuoveranno occasioni di joint venture tra imprese agricole indiane e italiane&#8221;, lo dichiara il <strong>ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste,</strong> <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, alla firma del <strong>Memorandum d&#8217;Intesa sulla cooperazione agricola con l&#8217;India</strong>. La cerimonia si è svolta a margine dell&#8217;incontro bilaterale tra il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il primo ministro indiano, Narendra Modi, presso Villa Doria Pamphili.</p>
<p>Il nuovo accordo supera il precedente quadro di cooperazione in materia di agricoltura e fitopatologia, risalente al 2008 e rinnovato nel 2017, ritenuto ormai inadeguato rispetto alle mutate condizioni di mercato e alle nuove esigenze dei due Paesi. <strong>L&#8217;intesa punta a rafforzare i legami economici, incrementare i flussi commerciali e favorire il trasferimento tecnologico nel settore primario</strong>.</p>
<p>Sul piano dei contenuti, il documento abbraccia un ampio spettro di ambiti: dalla <strong>tutela dei prodotti a denominazione d&#8217;origine e delle indicazioni geografiche</strong>, alla condivisione di tecniche agronomiche sostenibili e di agricoltura di precisione, fino alla cooperazione nel settore sementiero, alla protezione delle varietà vegetali e alla valorizzazione della biodiversità. Spazio anche al potenziamento della meccanizzazione agricola, della zootecnia, della pesca, dell&#8217;acquacoltura e delle tecnologie per la trasformazione alimentare.</p>
<p>Centrale nell&#8217;architettura dell&#8217;accordo è il ruolo affidato alla ricerca scientifica, con una sinergia strutturata tra il CREA italiano e l&#8217;ICAR indiano. Il testo promuove inoltre la nascita di joint venture e contatti diretti tra i rispettivi tessuti imprenditoriali agroalimentari.</p>
<p>Per l&#8217;attuazione degli obiettivi sarà istituito un Gruppo di Lavoro Congiunto, composto da alti funzionari delle due amministrazioni, che si riunirà alternativamente nei due Paesi &#8211; anche in videoconferenza &#8211; con la facoltà di costituire specifici sottogruppi tecnici.</p>
<p>L&#8217;accordo, firmato in italiano, inglese e hindi, non comporta oneri aggiuntivi per i bilanci statali. Avrà durata quinquennale e si rinnoverà automaticamente per un ulteriore quinquennio.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/Lollobrigida-firma-memorandum-intesa-con-India" target="_blank" rel="noopener">Masaf &#8211; Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/firmato-memorandum-dintesa-italia-india-sullagricoltura-lollobrigida-tutela-per-i-prodotti-dop-e-igp/">Firmato memorandum d&#8217;intesa Italia-India sull&#8217;agricoltura, Lollobrigida: tutela per i prodotti DOP e IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Dazi USA, l’Unione trova l’intesa: c’è lo scudo anti Trump</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dazi-usa-lunione-trova-lintesa-ce-lo-scudo-anti-trump/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 07:54:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agevolazioni sospese se Washington non rispetterà i patti raggiunti in Scozia. Introdotto un meccanismo di controllo trimestrale per monitorare i flussi L’Europa prova a blindare l’intesa commerciale con gli Stati Uniti, ma la tregua transatlantica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dazi-usa-lunione-trova-lintesa-ce-lo-scudo-anti-trump/">Dazi USA, l’Unione trova l’intesa: c’è lo scudo anti Trump</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Agevolazioni sospese se Washington non rispetterà i patti raggiunti in Scozia. Introdotto un meccanismo di controllo trimestrale per monitorare i flussi</em></p>
<p><strong>L’Europa prova a blindare l’intesa commerciale con gli Stati Uniti</strong>, ma la tregua transatlantica resta appesa alla pressione di Washington. Dopo oltre cinque ore di trattativa notturna, <a href="https://www.qualivita.it/news/dazi-leurocamera-da-il-primo-ok-allintesa-bruxelles-washington/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Parlamento europeo e governi hanno trovato il compromesso che apre la strada all’attuazione dell’accordo di Turnberry</strong></a>: evitare una guerra dei dazi, salvare il rapporto con gli Usa e impedire che Bruxelles si consegni senza condizioni alle mosse di Donald Trump.</p>
<h4>Il via libera ha una doppia chiave politica</h4>
<p>Da un lato l’Unione rivendica di essere un interlocutore che «onora gli impegni». Dall’altro l’Eurocamera, spinta dal negoziatore socialista Bernd Lange e forte dei 417 sì ottenuti a marzo, ha imposto una cintura di garanzie per evitare che il patto diventi una «fuga alla cieca».</p>
<p>Le scosse arrivate dalla Casa Bianca, compresa la minaccia di portare al 25% i dazi sulle auto europee, hanno convinto Bruxelles che l’intesa non poteva reggersi solo sulla fiducia.</p>
<p><strong>Il testo conferma l’abbassamento dei dazi Ue sui prodotti industriali e su gran parte dell’agroalimentare statunitense</strong>, mentre fissa al 15% il tetto americano sulla maggior parte dell’export europeo.</p>
<p>Il punto politico è nelle tutele: <strong>clausola «sunset»</strong> con scadenza nel 2029, protezioni per acciaio e alluminio e <strong>diritto di sospendere l’accordo in caso di violazioni o danni all’industria europea</strong>. È il compromesso tra il canale aperto con gli Stati Uniti e la prudenza dei Paesi più esposti, a partire dalla Germania, timorosa di un contraccolpo su manifattura e auto.</p>
<p>«L’Europa è un partner affidabile», ha scandito la <strong>presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola</strong>, presentando l’intesa come un atto di responsabilità, non di arretramento. Nella stessa direzione il vicepremier Antonio Tajani, secondo cui il patto offre «stabilità e certezza economica» alle imprese europee. Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha salutato una «buona notizia» per l’industria continentale.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.quotidiano.net/" target="_blank" rel="noopener"><strong>QN &#8211; Quotidiano Nazionale</strong></a></p>
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		<title>L’alimentare made in Italy resiste tra consumi deboli e caro energia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lalimentare-made-in-italy-resiste-tra-consumi-deboli-e-caro-energia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 06:45:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
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		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il comparto alimentare vale il 20% del Pil nazionale, preoccupano calo dei consumi e tensioni geopolitiche: fondamentale l’accordo Mercosur e le intese multilaterali con la Cina. Tra tensioni geopolitiche, crisi energetica e l’impatto dei cambiamenti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lalimentare-made-in-italy-resiste-tra-consumi-deboli-e-caro-energia/">L’alimentare made in Italy resiste tra consumi deboli e caro energia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il comparto alimentare vale il 20% del Pil nazionale, preoccupano calo dei consumi e tensioni geopolitiche: fondamentale l’accordo Mercosur e le intese multilaterali con la Cina.</em></p>
<p>Tra <strong>tensioni geopolitiche</strong>, <strong>crisi energetica</strong> e l’<strong>impatto dei cambiamenti climatici</strong>, il settore <strong>agroalimentare italiano</strong> naviga in acque piuttosto agitate, ma mostra i segni di una resilienza che fa ben sperare. In uno scenario da “tempesta perfetta” inasprito dal conflitto mediorientale, la competitività di questo asset strategico per il nostro Paese non è diminuita.</p>
<p>Anzi, i dati elaborati dalla <a href="https://www.ambrosetti.eu/le-nostre-community/forum-food/" target="_blank" rel="noopener">Community Food and Beverage</a> di The European House-Ambrosetti confermano la crescita di un comparto che nel <strong>2024</strong> <strong>ha raggiunto un</strong> <strong>fatturato record da 270 miliardi di euro</strong> (di cui oltre settanta riconducibili all’ambito agricolo e 193 all’industria) e <strong>18 miliardi in investimenti</strong>. Risultati frutto di un’evoluzione costante del mercato nell’ultimo decennio, che neanche i dazi Usa sono riusciti a invertire. Come dimostra l’<a href="https://www.qualivita.it/news/agroalimentare-vola-lexport-e-la-produzione-va-su-dell18/" target="_blank" rel="noopener"><strong>altro record storico relativo all’export agroalimentare, che nel 2025 ha superato i 70 miliardi</strong></a>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Sulle <strong>esportazioni</strong>, l’impatto dei dazi nel corso dell’ultimo anno non ha impedito risultati positivi ma ha scosso l’Europa, accelerando la chiusura di <a href="https://www.qualivita.it/news/leuropa-punta-su-mercosur-india-e-australia-per-aumentare-lexport/" target="_blank" rel="noopener">importanti accordi commerciali</a> oltre al Mercosur e alle intese multilaterali con la Cina su cui si sta discutendo.</p>
<p>Il <a href="https://www.qualivita.it/news/gli-italiani-e-i-consumi-alimentari-stili-di-vita-e-sguardi-al-futuro/" target="_blank" rel="noopener">fronte più critico resta invece quello dei <strong>consumi</strong></a>, in grado di influenzare lo sviluppo del comparto ma stagnanti da una decina d’anni per effetto dei salari reali rimasti negativi e di un potere d’acquisto che fatica a recuperare il terreno perso. Il picco inflativo sui beni alimentari è più alto rispetto all’indice generale dei prezzi e a soffrire sono per lo più le famiglie meno abbienti, che si mostrano per questo più attente.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Avvenire</strong></p>
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		<title>In vigore il patto con il Mercosur, più tutele per DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/in-vigore-il-patto-con-il-mercosur-piu-tutele-per-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 07:25:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MERCOSUR]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Patto con il Mercosur in vigore dal 1° maggio, l&#8217;esecuzione provvisoria in attesa della Corte Ue: più tutele per le IGP e le DOP europee Entra in vigore da oggi (1° maggio 2026, Ndr) l’accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/in-vigore-il-patto-con-il-mercosur-piu-tutele-per-dop-e-igp/">In vigore il patto con il Mercosur, più tutele per DOP e IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Patto con il Mercosur in vigore dal 1° maggio, l&#8217;esecuzione provvisoria in attesa della Corte Ue: più tutele per le IGP e le DOP europee</em></p>
<p>Entra in vigore da oggi (<em>1° maggio 2026, Ndr</em>) l’<strong>accordo tra l’Ue e il Mercosur</strong>. Si tratta, per ora, della sua applicazione ad interim, in attesa che sull’accordo &#8211; come chiesto dall’Eurocamera &#8211; si pronunci la Corte di Giustizia Ue.</p>
<p>La mossa dell&#8217;Aula di Strasburgo, nel gennaio scorso, aveva rischiato di far saltare sine die l&#8217;intesa. Ursula von der Leyen, tuttavia, ha sfruttato appieno la clausola prevista dall’accordo, secondo la quale è possibile una sua <a href="https://www.qualivita.it/news/mercosur-la-ue-accelera-sullapplicazione-provvisoria/" target="_blank" rel="noopener">attuazione provvisoria</a>. Ha chiesto e <strong>ottenuto il placet del Parlamento europeo e degli Stati membri</strong>.</p>
<p>Nelle prossime ore, dopo 25 anni di attesa, l’Ue-Mercosur vedrà la luce. L’accordo coinvolge 700 milioni di consumatori ed elimina gradualmente i dazi all&#8217;import su oltre il 91% delle merci Ue esportate nel Mercosur. I dazi sono ridotti sulle principali esportazioni, quali automobili, prodotti farmaceutici, vini, bevande alcoliche e olio d’oliva.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.lastampa.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Stampa</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/in-vigore-il-patto-con-il-mercosur-piu-tutele-per-dop-e-igp/">In vigore il patto con il Mercosur, più tutele per DOP e IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Vino: causa guerra, fermi mercati da 80 milioni euro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-causa-guerra-fermi-mercati-da-80-milioni-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 06:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=520044</guid>

					<description><![CDATA[<p>Export del vino in crisi a causa della guerra: ordini bloccati in 20 mercati e costi in forte aumento per imprese già sotto pressione “Il settore del vino sta già subendo i primi danni diretti generati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-causa-guerra-fermi-mercati-da-80-milioni-euro/">Vino: causa guerra, fermi mercati da 80 milioni euro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Export del vino in crisi a causa della guerra: ordini bloccati in 20 mercati e costi in forte aumento per imprese già sotto pressione</em></p>
<p><strong>“Il settore del vino sta già subendo</strong> i primi danni diretti generati dal <strong>conflitto iraniano.</strong> Registriamo l’arresto degli ordini in una ventina di mercati – da quelli del Golfo ad altri limitrofi – che sommano complessivamente un valore annuo delle esportazioni per circa 80 milioni di euro. Oltre a ciò, si prospettano criticità importanti –<strong> dal costo delle materie prime secche</strong> a quelle dei trasporti al calo turistico ed enoturistico &#8211; non sostenibili da un settore già provato da una domanda in evidente contrazione. <strong>Come Uiv,</strong> richiamiamo il Governo italiano e l’Ue a risposte urgenti sulle possibili misure da adottare anche in favore del<strong> nostro settor</strong>e per mitigare attuali e future dinamiche involutive”. Lo ha detto oggi il presidente di Unione italiana (Uiv), Lamberto Frescobaldi nel corso del Consiglio nazionale dell’associazione ospitato da<strong> Cantina Girlan</strong> a Cornaiano (BZ).</p>
<p>Secondo l’Osservatorio Uiv<strong>, i soli eventuali costi aggiuntivi stimati per le materie prime secche (vetro carta, cartone, capsule, gabbiette) potrebbero influire sul prezzo finale</strong> di una bottiglia da 4 euro in un range compreso tra 10% e 20%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://finanza.lastampa.it/News/2026/04/23/vino-uiv-causa-guerra-fermi-mercati-da-80-milioni-euro/MTY1XzIwMjYtMDQtMjNfVExC" target="_blank" rel="noopener">La Stampa.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-causa-guerra-fermi-mercati-da-80-milioni-euro/">Vino: causa guerra, fermi mercati da 80 milioni euro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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