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	<title>panorama internazionale &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>panorama internazionale &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Canada, il mercato del vino si rimodella: cosa devono sapere i produttori italiani</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/canada-il-mercato-del-vino-si-rimodella-cosa-devono-sapere-i-produttori-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 06:43:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La guerra dei dazi tra USA e Canada ha creato uno spazio inedito sugli scaffali canadesi. I dati parlano chiaro ma le opportunità per i vini italiani vanno lette con attenzione strategica. La guerra commerciale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/canada-il-mercato-del-vino-si-rimodella-cosa-devono-sapere-i-produttori-italiani/">Canada, il mercato del vino si rimodella: cosa devono sapere i produttori italiani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La guerra dei dazi tra USA e Canada ha creato uno spazio inedito sugli scaffali canadesi. I dati parlano chiaro ma le opportunità per i vini italiani vanno lette con attenzione strategica.</em></p>
<h4>La guerra commerciale tra Stati Uniti e Canada ha tolto dagli scaffali il vino americano, aprendo uno spazio inedito nel mercato canadese. L’Italia guida le importazioni per volume, ma cresce meno del previsto. Ecco cosa dicono i dati — e quali strategie e leve possono utilizzare i produttori italiani.</h4>
<p>C’è un mercato, quello canadese, che nell’ultimo anno e mezzo ha subito una trasformazione profonda e rapida. Non per ragioni di gusto o di tendenza, ma per una decisione politica che ha svuotato letteralmente gli scaffali di una delle categorie più vendute: il vino americano. Quello che ne è seguito è un <strong>caso di studio che vale la pena analizzare con attenzione</strong> — non solo per chi esporta in Canada, ma per chiunque voglia capire come si muovono oggi i mercati vinicoli internazionali quando le variabili geopolitiche entrano in gioco.</p>
<h4>Il contesto: cosa è successo e perché</h4>
<p><strong>Il 4 marzo 2025</strong> <strong>entrano in vigore i dazi del 25%</strong> annunciati dall’amministrazione americana sulle merci canadesi. La risposta di Ottawa è simmetrica: tariffe equivalenti sui prodotti alcolici statunitensi, accompagnate — a livello provinciale — da <strong>veri e propri divieti di importazione</strong>. In un sistema dove la distribuzione degli alcolici è controllata da enti governativi provinciali (con la sola eccezione dell’Alberta, privatizzata nel 1993), una simile misura ha effetti immediati: <strong>i vini americani spariscono dagli scaffali dei liquor store pubblici</strong>, vengono bloccati nei magazzini dell’LCBO in Ontario, e i retailer privati in Alberta e British Columbia possono esaurire le scorte esistenti ma non rifornirsi.</p>
<p>Il risultato è un vuoto di mercato improvviso e consistente: <strong>negli ultimi dodici mesi il volume di vino importato dagli USA è crollato del 73%</strong>, passando da 66 a 18 milioni di litri. La quota di mercato americana scende dal 17% al 5%. Qualcuno deve occupare quello spazio.</p>
<h4>Chi ha guadagnato — e quanto</h4>
<p>I dati di Trade Data Monitor sui dodici mesi a febbraio 2026 mostrano una crescita generalizzata per i principali Paesi fornitori. <strong>L’Italia rimane saldamente al primo posto per volume</strong> con 77 milioni di litri (+4%). La Francia segue a 66 milioni (+9%). L’Australia raggiunge i 65 milioni (+6%).</p>
<p>A prima lettura, si potrebbe essere soddisfatti: l’Italia cresce, mantiene la leadership, il mercato risponde. Ma è proprio qui che occorre fermarsi a ragionare.</p>
<p><strong>Un +4% per il primo Paese fornitore, in un contesto in cui il secondo si è contratto del 73%, non è un risultato entusiasmante.</strong> Francia e Australia, partendo da basi inferiori, hanno saputo accelerare con più decisione.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Cosa significa tutto questo per i produttori italiani</h4>
<p><strong>L’Italia parte da una posizione di forza strutturale:</strong> primo Paese fornitore per volume, presenza consolidata nei principali canali distributivi, brand riconosciuti. Ma la crescita contenuta rispetto alle potenzialità del momento suggerisce alcune riflessioni.</p>
<p><strong>Il portafoglio varietale e di comunicazione conta.</strong> Il consumatore canadese conosce Pinot Grigio, <strong>Prosecco</strong>, <strong>Chianti</strong>. Ma la complessità del sistema denominazionale italiano — un punto di orgoglio legittimo — può diventare un ostacolo in un mercato che ragiona per vitigno e fascia di prezzo. I produttori che vogliono crescere in Canada devono chiedersi con onestà come si posizionano sugli scaffali di un LCBO: <strong>il nome del vitigno è in evidenza? Il prezzo è competitivo nella fascia 8-15 dollari canadesi? La referenza è stabile nel listino da almeno due stagioni?</strong></p>
<p><strong>La continuità di fornitura è un requisito, non un vantaggio.</strong> I sistemi di acquisto provinciali lavorano su forecast annuali e tollerano male le discontinuità di disponibilità. Un produttore che ottiene una listing ma non riesce a mantenere i volumi richiesti rischia di perdere lo spazio conquistato. Prima di entrare in un nuovo canale provinciale, è essenziale avere <strong>chiarezza sulla capacità produttiva</strong> destinabile a quel mercato.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.winemeridian.com/mercati/mercato-vino-canada-opportunita-strategie-produttori-italiani-2026/" target="_blank" rel="noopener">Wine Meridian.com</a></p>
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		<title>European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:09:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
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		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[MERCOSUR]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tycoon e il presidente argentino hanno siglato un accordo che regolamenta l’export verso Buenos Aires di prodotti alimentari come la mozzarella made in Usa, mettendo a rischio le produzioni europee. Una mossa che potrebbe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il tycoon e il presidente argentino hanno siglato un accordo che regolamenta l’export verso Buenos Aires di prodotti alimentari come la mozzarella made in Usa, mettendo a rischio le produzioni europee. Una mossa che potrebbe danneggiare anche gli allevatori americani senza portare benefici reali ai consumatori</em></p>
<p><a href="http://www.editorialedomani.it/tag/donald%20trump">Donald Trump</a> è riuscito a fregare l’Unione Europea come farebbe un salumiere disonesto che affetta più di quanto richiesto dal cliente per poi dire “che faccio, lascio?” mentre ha già il dito sul registratore di cassa pronto a battere lo scontrino, sempre che lo batta. E lo ha fatto con l’aiuto del presidente argentino neoliberista <a href="http://www.editorialedomani.it/tag/Javier%20Milei">Javier Milei</a>.</p>
<p><strong>I due hanno siglato un accordo, in poco più di tre mesi, che regolamenta l’export verso l’Argentina di prodotti alimentari</strong> come la mozzarella e il roquefort made in Usa mettendo a rischio le produzioni europee. Eppure quella che sembra una vittoria commerciale per Trump potrebbe trasformarsi in un boomerang in vista delle prossime elezioni di metà mandato.</p>
<p>La geopolitica è anche una questione di salumi e formaggi, perché l’intesa tra Washington e Buenos Aires, che dà una spallata all’Europa, stabilisce come l’Argentina permetterà l’ingresso nel proprio mercato a 39 denominazioni di formaggi e dieci di salumi, prodotti negli Usa, anche quando corrispondono a specialità europee. Alcuni dei nomi indicati dall&#8217;accordo sono Fontina, Gorgonzola, Asiago, Feta, Camembert, Pecorino, Mortadella e Prosciutto.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Sfida al Mercosur</h4>
<p>Il trattato tra i due paesi del continente americano entra in pieno conflitto con il piano dell’Unione Europea per tutelare i suoi prodotti tipici <a href="https://www.qualivita.it/argomento/mercosur/">verso il Mercosur</a>, l’unione economica composta da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Le ricadute economiche per il vecchio continente potrebbero essere devastanti.</p>
<p><strong>Gli Stati Uniti d’America infatti sono i leader globali nella produzione di alimenti <em>european sounding</em></strong>, ovvero prodotti che richiamano nomi, immagini o simboli di paesi europei pur non avendo alcun legame con i territori d&#8217;origine. Il solo mercato dell’italian sounding vale, secondo Ambrosetti, almeno 63 miliardi di euro, per Coldiretti addirittura 120.</p>
<p>[…]</p>
<p>Mentre i paesi del Sud America trattavano con l&#8217;Europa, Trump e Milei hanno visto un’opportunità e si sono accordati per far arrivare sugli scaffali dei supermercati argentini formaggi e salumi come il Parmesan o la Feta made in Usa, con tanto di bandierina italiana e greca sulla confezione, vicino al Parmigiano Reggiano o alla Feta prodotta nell’Epiro. Il tutto senza distinzione e senza che nessuno possa avviare un’azione legale per concorrenza sleale.</p>
<p><strong>L’accordo, in pratica, permette ai produttori americani di sfruttare il marketing, i loghi e la reputazione del made in Italy o del made in France</strong> senza doversene accollare i costi e i vincoli che gli europei devono rispettare.</p>
<p>[…]</p>
<p>La contropartita che Trump ha garantito al collega sudamericano è quella di incrementare fino a cinque volte l’importazione di carne prodotta in Argentina e questo aspetto in particolare potrebbe costare caro al presidente americano in vista delle prossime elezioni per rinnovare il congresso.<strong> L’arrivo della carne argentina nelle macellerie statunitensi ha mandato su tutte le furie i produttori americani</strong> che lo avevano votato e che ora potrebbero voltargli le spalle.</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue-owd4azsv?utm_source=dlvr.it&amp;utm_medium=facebook&amp;fbclid=IwY2xjawSlvE9leHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFPOFd4ODBVanpmU2VXZkxZc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHoF_0zoo0uFYyJs1tbg7ShaXuj0aVVbSndogd3PBO_XfbpfVqIL5bm3nVxnz_aem_Gdw9aVbLBwSP8hUCFt_s9Q" target="_blank" rel="noopener">Domani</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/">European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Firmato memorandum d&#8217;intesa Italia-India sull&#8217;agricoltura, Lollobrigida: tutela per i prodotti DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/firmato-memorandum-dintesa-italia-india-sullagricoltura-lollobrigida-tutela-per-i-prodotti-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 08:26:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agricoltura, Lollobrigida firma memorandum d&#8217;intesa con l&#8217;India, asse strategico su innovazione e scambi commerciali: tutela dei prodotti a denominazione d&#8217;origine e delle indicazioni geografiche, condivisione di tecniche agronomiche sostenibili e di agricoltura di precisione &#8220;Questo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Agricoltura, Lollobrigida firma memorandum d&#8217;intesa con l&#8217;India, asse strategico su innovazione e scambi commerciali: tutela dei prodotti a denominazione d&#8217;origine e delle indicazioni geografiche, condivisione di tecniche agronomiche sostenibili e di agricoltura di precisione</em></p>
<p>&#8220;Questo <strong>accordo avvicina ancora di più Italia e India nella cooperazione in agricoltura</strong>. È un altro passo importante di avvicinamento tra due popoli dopo che, solo pochi mesi fa, insieme all&#8217;Ue hanno sottoscritto un trattato di facilitazioni per gli scambi commerciali nel rispetto dei rispettivi mondi agricoli. Per l&#8217;Italia ci saranno <strong>vantaggi nell&#8217;esportazione delle proprie eccellenze agroalimentari</strong>, in particolar modo per il <strong>vino</strong> le cui <strong>tariffe scenderanno progressivamente dal 150% al 20%</strong>. Voglio infine ringraziare Maria Chiara Zaganelli, direttrice generale del <strong>CREA </strong>che insieme all&#8217;omologa istituzione indiana (ICAR), avvieranno programmi di ricerca applicata e promuoveranno occasioni di joint venture tra imprese agricole indiane e italiane&#8221;, lo dichiara il <strong>ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste,</strong> <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, alla firma del <strong>Memorandum d&#8217;Intesa sulla cooperazione agricola con l&#8217;India</strong>. La cerimonia si è svolta a margine dell&#8217;incontro bilaterale tra il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il primo ministro indiano, Narendra Modi, presso Villa Doria Pamphili.</p>
<p>Il nuovo accordo supera il precedente quadro di cooperazione in materia di agricoltura e fitopatologia, risalente al 2008 e rinnovato nel 2017, ritenuto ormai inadeguato rispetto alle mutate condizioni di mercato e alle nuove esigenze dei due Paesi. <strong>L&#8217;intesa punta a rafforzare i legami economici, incrementare i flussi commerciali e favorire il trasferimento tecnologico nel settore primario</strong>.</p>
<p>Sul piano dei contenuti, il documento abbraccia un ampio spettro di ambiti: dalla <strong>tutela dei prodotti a denominazione d&#8217;origine e delle indicazioni geografiche</strong>, alla condivisione di tecniche agronomiche sostenibili e di agricoltura di precisione, fino alla cooperazione nel settore sementiero, alla protezione delle varietà vegetali e alla valorizzazione della biodiversità. Spazio anche al potenziamento della meccanizzazione agricola, della zootecnia, della pesca, dell&#8217;acquacoltura e delle tecnologie per la trasformazione alimentare.</p>
<p>Centrale nell&#8217;architettura dell&#8217;accordo è il ruolo affidato alla ricerca scientifica, con una sinergia strutturata tra il CREA italiano e l&#8217;ICAR indiano. Il testo promuove inoltre la nascita di joint venture e contatti diretti tra i rispettivi tessuti imprenditoriali agroalimentari.</p>
<p>Per l&#8217;attuazione degli obiettivi sarà istituito un Gruppo di Lavoro Congiunto, composto da alti funzionari delle due amministrazioni, che si riunirà alternativamente nei due Paesi &#8211; anche in videoconferenza &#8211; con la facoltà di costituire specifici sottogruppi tecnici.</p>
<p>L&#8217;accordo, firmato in italiano, inglese e hindi, non comporta oneri aggiuntivi per i bilanci statali. Avrà durata quinquennale e si rinnoverà automaticamente per un ulteriore quinquennio.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/Lollobrigida-firma-memorandum-intesa-con-India" target="_blank" rel="noopener">Masaf &#8211; Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/firmato-memorandum-dintesa-italia-india-sullagricoltura-lollobrigida-tutela-per-i-prodotti-dop-e-igp/">Firmato memorandum d&#8217;intesa Italia-India sull&#8217;agricoltura, Lollobrigida: tutela per i prodotti DOP e IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dazi USA, l’Unione trova l’intesa: c’è lo scudo anti Trump</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dazi-usa-lunione-trova-lintesa-ce-lo-scudo-anti-trump/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 07:54:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agevolazioni sospese se Washington non rispetterà i patti raggiunti in Scozia. Introdotto un meccanismo di controllo trimestrale per monitorare i flussi L’Europa prova a blindare l’intesa commerciale con gli Stati Uniti, ma la tregua transatlantica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dazi-usa-lunione-trova-lintesa-ce-lo-scudo-anti-trump/">Dazi USA, l’Unione trova l’intesa: c’è lo scudo anti Trump</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Agevolazioni sospese se Washington non rispetterà i patti raggiunti in Scozia. Introdotto un meccanismo di controllo trimestrale per monitorare i flussi</em></p>
<p><strong>L’Europa prova a blindare l’intesa commerciale con gli Stati Uniti</strong>, ma la tregua transatlantica resta appesa alla pressione di Washington. Dopo oltre cinque ore di trattativa notturna, <a href="https://www.qualivita.it/news/dazi-leurocamera-da-il-primo-ok-allintesa-bruxelles-washington/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Parlamento europeo e governi hanno trovato il compromesso che apre la strada all’attuazione dell’accordo di Turnberry</strong></a>: evitare una guerra dei dazi, salvare il rapporto con gli Usa e impedire che Bruxelles si consegni senza condizioni alle mosse di Donald Trump.</p>
<h4>Il via libera ha una doppia chiave politica</h4>
<p>Da un lato l’Unione rivendica di essere un interlocutore che «onora gli impegni». Dall’altro l’Eurocamera, spinta dal negoziatore socialista Bernd Lange e forte dei 417 sì ottenuti a marzo, ha imposto una cintura di garanzie per evitare che il patto diventi una «fuga alla cieca».</p>
<p>Le scosse arrivate dalla Casa Bianca, compresa la minaccia di portare al 25% i dazi sulle auto europee, hanno convinto Bruxelles che l’intesa non poteva reggersi solo sulla fiducia.</p>
<p><strong>Il testo conferma l’abbassamento dei dazi Ue sui prodotti industriali e su gran parte dell’agroalimentare statunitense</strong>, mentre fissa al 15% il tetto americano sulla maggior parte dell’export europeo.</p>
<p>Il punto politico è nelle tutele: <strong>clausola «sunset»</strong> con scadenza nel 2029, protezioni per acciaio e alluminio e <strong>diritto di sospendere l’accordo in caso di violazioni o danni all’industria europea</strong>. È il compromesso tra il canale aperto con gli Stati Uniti e la prudenza dei Paesi più esposti, a partire dalla Germania, timorosa di un contraccolpo su manifattura e auto.</p>
<p>«L’Europa è un partner affidabile», ha scandito la <strong>presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola</strong>, presentando l’intesa come un atto di responsabilità, non di arretramento. Nella stessa direzione il vicepremier Antonio Tajani, secondo cui il patto offre «stabilità e certezza economica» alle imprese europee. Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha salutato una «buona notizia» per l’industria continentale.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.quotidiano.net/" target="_blank" rel="noopener"><strong>QN &#8211; Quotidiano Nazionale</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dazi-usa-lunione-trova-lintesa-ce-lo-scudo-anti-trump/">Dazi USA, l’Unione trova l’intesa: c’è lo scudo anti Trump</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>L’alimentare made in Italy resiste tra consumi deboli e caro energia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lalimentare-made-in-italy-resiste-tra-consumi-deboli-e-caro-energia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 06:45:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il comparto alimentare vale il 20% del Pil nazionale, preoccupano calo dei consumi e tensioni geopolitiche: fondamentale l’accordo Mercosur e le intese multilaterali con la Cina. Tra tensioni geopolitiche, crisi energetica e l’impatto dei cambiamenti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lalimentare-made-in-italy-resiste-tra-consumi-deboli-e-caro-energia/">L’alimentare made in Italy resiste tra consumi deboli e caro energia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il comparto alimentare vale il 20% del Pil nazionale, preoccupano calo dei consumi e tensioni geopolitiche: fondamentale l’accordo Mercosur e le intese multilaterali con la Cina.</em></p>
<p>Tra <strong>tensioni geopolitiche</strong>, <strong>crisi energetica</strong> e l’<strong>impatto dei cambiamenti climatici</strong>, il settore <strong>agroalimentare italiano</strong> naviga in acque piuttosto agitate, ma mostra i segni di una resilienza che fa ben sperare. In uno scenario da “tempesta perfetta” inasprito dal conflitto mediorientale, la competitività di questo asset strategico per il nostro Paese non è diminuita.</p>
<p>Anzi, i dati elaborati dalla <a href="https://www.ambrosetti.eu/le-nostre-community/forum-food/" target="_blank" rel="noopener">Community Food and Beverage</a> di The European House-Ambrosetti confermano la crescita di un comparto che nel <strong>2024</strong> <strong>ha raggiunto un</strong> <strong>fatturato record da 270 miliardi di euro</strong> (di cui oltre settanta riconducibili all’ambito agricolo e 193 all’industria) e <strong>18 miliardi in investimenti</strong>. Risultati frutto di un’evoluzione costante del mercato nell’ultimo decennio, che neanche i dazi Usa sono riusciti a invertire. Come dimostra l’<a href="https://www.qualivita.it/news/agroalimentare-vola-lexport-e-la-produzione-va-su-dell18/" target="_blank" rel="noopener"><strong>altro record storico relativo all’export agroalimentare, che nel 2025 ha superato i 70 miliardi</strong></a>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Sulle <strong>esportazioni</strong>, l’impatto dei dazi nel corso dell’ultimo anno non ha impedito risultati positivi ma ha scosso l’Europa, accelerando la chiusura di <a href="https://www.qualivita.it/news/leuropa-punta-su-mercosur-india-e-australia-per-aumentare-lexport/" target="_blank" rel="noopener">importanti accordi commerciali</a> oltre al Mercosur e alle intese multilaterali con la Cina su cui si sta discutendo.</p>
<p>Il <a href="https://www.qualivita.it/news/gli-italiani-e-i-consumi-alimentari-stili-di-vita-e-sguardi-al-futuro/" target="_blank" rel="noopener">fronte più critico resta invece quello dei <strong>consumi</strong></a>, in grado di influenzare lo sviluppo del comparto ma stagnanti da una decina d’anni per effetto dei salari reali rimasti negativi e di un potere d’acquisto che fatica a recuperare il terreno perso. Il picco inflativo sui beni alimentari è più alto rispetto all’indice generale dei prezzi e a soffrire sono per lo più le famiglie meno abbienti, che si mostrano per questo più attente.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Avvenire</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lalimentare-made-in-italy-resiste-tra-consumi-deboli-e-caro-energia/">L’alimentare made in Italy resiste tra consumi deboli e caro energia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>In vigore il patto con il Mercosur, più tutele per DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/in-vigore-il-patto-con-il-mercosur-piu-tutele-per-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 07:25:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MERCOSUR]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Patto con il Mercosur in vigore dal 1° maggio, l&#8217;esecuzione provvisoria in attesa della Corte Ue: più tutele per le IGP e le DOP europee Entra in vigore da oggi (1° maggio 2026, Ndr) l’accordo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Patto con il Mercosur in vigore dal 1° maggio, l&#8217;esecuzione provvisoria in attesa della Corte Ue: più tutele per le IGP e le DOP europee</em></p>
<p>Entra in vigore da oggi (<em>1° maggio 2026, Ndr</em>) l’<strong>accordo tra l’Ue e il Mercosur</strong>. Si tratta, per ora, della sua applicazione ad interim, in attesa che sull’accordo &#8211; come chiesto dall’Eurocamera &#8211; si pronunci la Corte di Giustizia Ue.</p>
<p>La mossa dell&#8217;Aula di Strasburgo, nel gennaio scorso, aveva rischiato di far saltare sine die l&#8217;intesa. Ursula von der Leyen, tuttavia, ha sfruttato appieno la clausola prevista dall’accordo, secondo la quale è possibile una sua <a href="https://www.qualivita.it/news/mercosur-la-ue-accelera-sullapplicazione-provvisoria/" target="_blank" rel="noopener">attuazione provvisoria</a>. Ha chiesto e <strong>ottenuto il placet del Parlamento europeo e degli Stati membri</strong>.</p>
<p>Nelle prossime ore, dopo 25 anni di attesa, l’Ue-Mercosur vedrà la luce. L’accordo coinvolge 700 milioni di consumatori ed elimina gradualmente i dazi all&#8217;import su oltre il 91% delle merci Ue esportate nel Mercosur. I dazi sono ridotti sulle principali esportazioni, quali automobili, prodotti farmaceutici, vini, bevande alcoliche e olio d’oliva.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.lastampa.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Stampa</strong></a></p>
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		<title>Vino: causa guerra, fermi mercati da 80 milioni euro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-causa-guerra-fermi-mercati-da-80-milioni-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 06:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Export del vino in crisi a causa della guerra: ordini bloccati in 20 mercati e costi in forte aumento per imprese già sotto pressione “Il settore del vino sta già subendo i primi danni diretti generati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Export del vino in crisi a causa della guerra: ordini bloccati in 20 mercati e costi in forte aumento per imprese già sotto pressione</em></p>
<p><strong>“Il settore del vino sta già subendo</strong> i primi danni diretti generati dal <strong>conflitto iraniano.</strong> Registriamo l’arresto degli ordini in una ventina di mercati – da quelli del Golfo ad altri limitrofi – che sommano complessivamente un valore annuo delle esportazioni per circa 80 milioni di euro. Oltre a ciò, si prospettano criticità importanti –<strong> dal costo delle materie prime secche</strong> a quelle dei trasporti al calo turistico ed enoturistico &#8211; non sostenibili da un settore già provato da una domanda in evidente contrazione. <strong>Come Uiv,</strong> richiamiamo il Governo italiano e l’Ue a risposte urgenti sulle possibili misure da adottare anche in favore del<strong> nostro settor</strong>e per mitigare attuali e future dinamiche involutive”. Lo ha detto oggi il presidente di Unione italiana (Uiv), Lamberto Frescobaldi nel corso del Consiglio nazionale dell’associazione ospitato da<strong> Cantina Girlan</strong> a Cornaiano (BZ).</p>
<p>Secondo l’Osservatorio Uiv<strong>, i soli eventuali costi aggiuntivi stimati per le materie prime secche (vetro carta, cartone, capsule, gabbiette) potrebbero influire sul prezzo finale</strong> di una bottiglia da 4 euro in un range compreso tra 10% e 20%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://finanza.lastampa.it/News/2026/04/23/vino-uiv-causa-guerra-fermi-mercati-da-80-milioni-euro/MTY1XzIwMjYtMDQtMjNfVExC" target="_blank" rel="noopener">La Stampa.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-causa-guerra-fermi-mercati-da-80-milioni-euro/">Vino: causa guerra, fermi mercati da 80 milioni euro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Economia: le nuove rotte dell’export di vino per arginare i danni dei dazi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/economia-le-nuove-rotte-dellexport-di-vino-per-arginare-i-danni-dei-dazi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 06:55:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
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		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Ue-Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Ue-India]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vino Made in Italy, export in calo del 3,7% a causa dei dazi Usa. Le intese con l’India, l’Australia e l’area Mercosur produrranno risultati nel tempo mentre nel Vecchio continente il valore delle vendite è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/economia-le-nuove-rotte-dellexport-di-vino-per-arginare-i-danni-dei-dazi/">Economia: le nuove rotte dell’export di vino per arginare i danni dei dazi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vino Made in Italy, export in calo del 3,7% a causa dei dazi Usa. Le intese con l’India, l’Australia e l’area Mercosur produrranno risultati nel tempo mentre nel Vecchio continente il valore delle vendite è cresciuto del 31% in sei anni</em></p>
<p>Per un <strong>settore export oriented come il vino italiano</strong> (una bottiglia su due è venduta fuori dei confini nazionali) la priorità per i prossimi mesi non può che essere la <strong>ricerca di contromisure ai <a href="https://www.qualivita.it/argomento/dazi/" target="_blank" rel="noopener">dazi Usa</a></strong> e, in particolare, di sbocchi alternativi. Un compito non facile perché <strong>gli Usa oltre a rappresentare il primo mercato al mondo per consumi totali di vino è anche uno sbocco maturo</strong> in grado di valorizzare i prodotti di qualità. Quindi se può essere alla portata individuare nuove chance per ricollocare parte dell’invenduto negli Usa più difficile è garantire il medesimo fatturato. Ma, finché i dazi saranno confermati, questa è la strada da percorrere.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>I danni dei dazi</h4>
<p>Dopo le tariffe introdotte dal presidente Trump, <strong>il vino made in Italy ha chiuso l’anno, negli Usa, con una flessione del -9,2%</strong> (e una perdita in valore di 178 milioni di euro) trascinando <strong>al ribasso l’intero export italiano di vino</strong> (che ha chiuso il 2025 a 7,78 miliardi di euro con un calo del 3,7%). Male in genere le vendite nei paesi extra-Ue che, con la sola eccezione del <strong>Brasile</strong> (+3,8%), hanno invece perso terreno in <strong>Regno Unito (-3,9%)</strong>, <strong>Canada (-5,9%)</strong>, <strong>Svizzera (-4,2%)</strong> e <strong>Russia (-16 per cento)</strong>.</p>
<p><strong>Meglio è andata invece sui mercati comunitari</strong>, dove tiene la Germania (+0,6%, a 1,1 miliardi di euro) e crescono ancora la Francia (+3,6%) e i Paesi Bassi (+5,6 per cento).</p>
<p><strong> Tra le regioni, segno negativo per le tre capofila</strong>: il Veneto a -1,2% (2,9 miliardi di euro), la Toscana (-2%) e il Piemonte (-2,2%). Sul fronte delle tipologie di prodotto, a valore, limitano i danni gli spumanti (-2,5%, 2,3 miliardi di euro), va peggio per vini fermi e frizzanti (-4,3%, a 5 miliardi di euro).</p>
<h4>Gli accordi internazionali</h4>
<p>Questo il quadro delle esportazioni nel 2025. Tuttavia, <strong>con l’inizio del 2026 vanno registrati anche gli <a href="https://www.qualivita.it/argomento/accordi-internazionali/" target="_blank" rel="noopener">importanti accordi internazionali stretti dall’Unione</a></strong> europea rispettivamente con l’America latina (<a href="https://www.qualivita.it/argomento/mercosur/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mercosur</strong></a>), con <a href="https://www.qualivita.it/argomento/ue-india/" target="_blank" rel="noopener"><strong>l’India</strong> </a>e, da ultimo, con <a href="https://www.qualivita.it/argomento/ue-australia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>l’Australia</strong></a>. Accordi che prevedono un sensibile taglio dei dazi su quei mercati e, in prospettiva, possono far crescere le spedizioni di vino made in Italy.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/nuove-rotte-l-export-e-radici-europa-ecco-ricetta-anti-dazi-il-vino-italiano-AISFC6MC" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/economia-le-nuove-rotte-dellexport-di-vino-per-arginare-i-danni-dei-dazi/">Economia: le nuove rotte dell’export di vino per arginare i danni dei dazi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Il peso delle guerre sul vino: &#8220;Rincari e futuro incerto&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-peso-delle-guerre-sul-vino-rincari-e-futuro-incerto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 07:02:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A tracciare le prospettive del settore vitivinicolo è Stefano Amerighi presidente del Consorzio Vini Cortona Doc: &#8220;Il contraccolpo anche sui consumi calanti e giovani meno attratti dall’alcol&#8221;. Rincari, guerre, incertezza sui mercati internazionali: il 2026 si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-peso-delle-guerre-sul-vino-rincari-e-futuro-incerto/">Il peso delle guerre sul vino: &#8220;Rincari e futuro incerto&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A tracciare le prospettive del settore vitivinicolo è Stefano Amerighi presidente del Consorzio Vini Cortona Doc: &#8220;Il contraccolpo anche sui consumi calanti e giovani meno attratti dall’alcol&#8221;.</em></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/argomento/panorama-internazionale/" target="_blank" rel="noopener">Rincari, guerre, incertezza sui mercati internazionali</a>:</strong> il 2026 si preannuncia come uno degli anni più difficili per il settore vitivinicolo. Ma il <strong>Consorzio Vini Cortona Doc</strong> si presenta all’appuntamento di Vinitaly con una carta in più: la revisione del disciplinare, che punta a fare di Cortona il sinonimo di Syrah.</p>
<p>A tracciare le prospettive è <strong>Stefano Amerighi</strong>, presidente del consorzio, reduce dal successo di Chianina e Syrah. &#8220;Ci muoviamo su uno scenario internazionale terribile, come mai forse era stato ultimamente — dice Amerighi — le guerre, l’inflazione, l’incertezza: questo è quello che giocherà di più su questo 2026. Il non sapere che cosa ci aspetta non nei prossimi mesi, ma proprio nelle prossime settimane&#8221;.</p>
<p>A pesare non c’è solo la congiuntura geopolitica: &#8220;Non solo le guerre e l’inflazione: pesano anche i consumi calanti e fasce giovanili sempre meno attratte dall’alcol&#8221;.</p>
<p>Un quadro complesso, che tuttavia non frena la spinta propulsiva del consorzio. Il punto di svolta è la modifica del disciplinare, proposta in Regione Toscana, con l’introduzione della menzione superiore e una novità che Amerighi considera cruciale: &#8220;Cortona sarà sinonimo di Syrah. Non sarà più bisogno di specificare Cortona-Syrah&#8221;. Un cambio di identità preciso, frutto di anni di lavoro: &#8220;Non è stato facile cercare di traghettare una produzione un po’ più generalista, che sì aveva sempre avuto sulla Syrah la propria bandiera, ma che logicamente aveva anche un focus su tante altre varietà&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.lanazione.it/arezzo/cronaca/il-peso-delle-guerre-sul-e0e112ef" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Nazione</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-peso-delle-guerre-sul-vino-rincari-e-futuro-incerto/">Il peso delle guerre sul vino: &#8220;Rincari e futuro incerto&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Crolla l’export verso l’America, colpiti cibo, tessile e legno</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/crolla-lexport-verso-lamerica-colpiti-cibo-tessile-e-legno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 08:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi bilaterali]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MERCOSUR]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=517138</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Istat certifica il calo dell&#8217;export verso l&#8217;America per l’effetto negativo dei dazi a gennaio: -6,7%. Bene Cina, Svizzera e Austria, negativa la bilancia commerciale dell’Ue, von der Leyen verso l’intesa con l’Australia Il saldo è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/crolla-lexport-verso-lamerica-colpiti-cibo-tessile-e-legno/">Crolla l’export verso l’America, colpiti cibo, tessile e legno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’Istat certifica il calo dell&#8217;export verso l&#8217;America per l’effetto negativo dei dazi a gennaio: -6,7%. Bene Cina, Svizzera e Austria, negativa la bilancia commerciale dell’Ue, von der Leyen verso l’intesa con l’Australia</em></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/argomento/export/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il saldo è positivo per poco più di un miliardo di euro e l’export è stabile</strong></a>: a gennaio il sistema Italia sembra ancora resistere alle tempeste internazionali. Ma in realtà l’impatto negativo di <a href="https://www.qualivita.it/argomento/panorama-internazionale/" target="_blank" rel="noopener"><strong>guerre tariffarie e sconvolgimenti geopolitici</strong></a> emerge ampiamente se si guarda un po’ più in dettaglio ai dati di gennaio pubblicati dall’Istat: per le esportazioni i segni più sono solo tre e riguardano <strong>Svizzera (+15,5%)</strong>, <strong>Cina (+14,6%)</strong> e, nell’Unione europea, l’<strong>Austria (+5,1%)</strong>.</p>
<p>Per il resto ci sono solo indicazioni di <strong>cali delle esportazioni, con picchi significativi per i Paesi del Mercosur: -18,4% in attesa dell’applicazione provvisoria del trattato stipulato con Bruxelles</strong>, che dovrebbe abbattere il 90% dei dazi reciproci.</p>
<p><strong>Dati negativi</strong> del 16,1% per il Giappone e del 12,3% per il Regno Unito. <strong>Male gli Stati Uniti</strong> (-6,7%): spicca il <strong>calo pesante dell’export agroalimentare (-27%)</strong>, dei prodotti tessili (-22,9%) e di quelli in legno (-21,2%), proprio quel made in Italy che a lungo ha considerato gli Usa il mercato di sbocco per eccellenza. «In questo scenario – rileva il presidente dell’Ice Matteo Zoppas – diventa ancora più importante rafforzare la presenza delle imprese italiane nei mercati ad alto potenziali individuati dal Piano d’azione dell’export promosso dal ministero degli Esteri».</p>
<p>Vale anche per l’Unione europea nel suo complesso: <strong>la presidente Ursula von der Leyen sta per firmare, all’inizio della prossima settimana, l’ennesimo accordo di libero scambio, stavolta con l’Australia</strong>. E intanto i dati Eurostat di gennaio riferiti all’area euro sono decisamente peggiori rispetto a quelli italiani: la bilancia commerciale è in deficit di 1,9 miliardi (male soprattutto le vendite di macchinari e veicoli) e le esportazioni di beni sono in calo del 7,6% su base annua</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.repubblica.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Repubblica</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/crolla-lexport-verso-lamerica-colpiti-cibo-tessile-e-legno/">Crolla l’export verso l’America, colpiti cibo, tessile e legno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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