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	<title>Osservatorio Qualivita &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Osservatorio Qualivita &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>L’enoturismo mondiale continuerà a crescere ed entro il 2033 toccherà 119,7 miliardi di euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 08:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo studio di Persistent Market Research sull&#8217;enoturismo: Europa leader con le destinazioni iconiche di Italia, Francia e Spagna grazie a solidi sistemi normativi come le certificazioni DOP e IGP. L’Asia-Pacifico in forte crescita C’è un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lo studio di Persistent Market Research sull&#8217;enoturismo: Europa leader con le destinazioni iconiche di Italia, Francia e Spagna grazie a solidi sistemi normativi come le certificazioni DOP e IGP. L’Asia-Pacifico in forte crescita</em></p>
<p>C’è un <strong>trend</strong> che sembra non conoscere battute di arresto nel mondo del vino ed è quello dell<strong>’enoturismo</strong>. Coinvolge, ovviamente, anche <strong>l’Italia</strong>, considerando che sono oltre <strong>138 milioni i turisti che hanno visitato il Belpaese</strong> nel 2025 per<strong> 3,1 miliardi di euro di fatturato</strong> derivante da questa voce per le aziende vinicole italiane, cifra che è il <strong>21% del contributo medio al fatturato aziendale</strong>, secondo un <a href="https://winenews.it/it/ammonta-a-31-miliardi-di-euro-il-fatturato-derivante-dallenoturismo-per-le-aziende-italiane_588225/">report by Nomisma</a>, realizzato in partnership con UniCredit e Vinitaly e in collaborazione con Città del Vino.</p>
<p><strong>Numeri destinati a crescere</strong> ulteriormente, a livello internazionale, secondo <a href="https://www.persistencemarketresearch.com/market-research/wine-tourism-market.asp">la fotografia scattata da Persistent Market Research</a>, società specializzata nelle ricerche di mercato, che prevede che <strong>il mercato globale del turismo enologico raggiungerà un valore di 57,4 miliardi di dollari nel 2026 per arrivare a 138,4 miliardi</strong> di dollari (119,7 miliardi di euro, ndr) entro il 2033 con un tasso di crescita annuo composto (Cagr) del 13,4% tra il 2026 e il 2033.</p>
<p>L’aumento del reddito disponibile e la crescente preferenza per i viaggi esperienziali, del resto, stanno alimentando la domanda di visite immersive ai vigneti, degustazioni ed esperienze culturali: <strong>non sorprende, pertanto, che dal 2020 al 2025 ci sia stata una crescita del mercato pari al 12,3%. </strong></p>
<p><strong>L’Europa è leader nel mercato del turismo enologico con una quota di circa il 42% nel 2025, trainata da destinazioni iconiche come Bordeaux, la Toscana e la Rioja, che attraggono un forte flusso di visitatori internazionali. </strong></p>
<h4>La crescita dell’Asia-Pacifico</h4>
<p><strong>La zona con la più rapida crescita è, però, quella dell’Asia-Pacifico</strong> che nel 2025 ha toccato una quota di mercato del 32%, sostenuta da un Cagr del 15,2%, trainata dalla crescente domanda della classe media e dall’espansione delle infrastrutture per l’enoturismo. <strong>Le degustazioni ed i tour del vino dominano la categoria delle esperienze con una quota del 52% nel 2025</strong>, e continuano ad attrarre in quanto offrono un accesso diretto ai vigneti, esperienze in cantina e interazioni guidate con i produttori di vino.</p>
<p>[…]</p>
<h4>Il ruolo di infrastrutture e accessibilità</h4>
<p>L’enoturismo viene favorito anche dallo sviluppo nelle infrastrutture e nell’accessibilità alle cantine da parte dei turisti (anche se non mancano le difficoltà e, di riflesso, le potenzialità per crescere ancora, <a href="https://winenews.it/it/accessibilita-visibilita-digitale-e-sinergie-ecco-come-lenoturismo-italiano-puo-crescere-ancora_587997/">come dimostra lo scenario italiano</a>, ndr). <strong>“Regioni consolidate come la Toscana e Bordeaux &#8211; afferma il report &#8211; stanno migliorando l’accessibilità grazie a reti di trasporto più efficienti e investimenti nel settore dell’ospitalità, aumentando la comodità per i visitatori e la qualità complessiva dell’esperienza. Lo sviluppo delle infrastrutture, tra cui i collegamenti ferroviari, le piste ciclabili e le strutture ricettive nelle aziende vinicole, sta aumentando il tempo di permanenza dei visitatori e consentendo un’offerta diversificata</strong>. Questi miglioramenti permettono alle regioni di gestire maggiori flussi turistici, promuovendo al contempo esperienze integrate come itinerari enogastronomici, turismo culinario e tour del patrimonio culturale, supportando così una crescita sostenuta del mercato e la competitività della destinazione”.</p>
<p>[…]</p>
<h4>Il ruolo delle Indicazioni Geografiche</h4>
<p><strong>L’Europa è leader nel mercato dell’enoturismo (42% nel 2025), grazie a destinazioni iconiche come Bordeaux, Toscana, Rioja, Valle della Mosella (ed ovviamente non solo, ndr). L’attrattiva di queste regioni è dovuta a tradizioni vitivinicole secolari, paesaggi di grande valore culturale e un forte afflusso di turisti internazionali. Francia, Italia e Spagna rimangono protagoniste, offrendo esperienze enologiche diversificate</strong>, che spaziano da lussuosi tour di châteaux a percorsi enogastronomici rurali. L’Europa, sottolinea lo studio, continua a mantenere la sua leadership grazie a solidi sistemi normativi come le <a href="https://www.qualivita.it/turismo-dop-2/" target="_blank" rel="noopener">certificazioni DOP e IGP</a>, che garantiscono uniformità qualitativa e fiducia dei consumatori.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/lenoturismo-mondiale-continuera-a-crescere-ed-entro-il-2033-tocchera-1197-miliardi-di-euro_593616/" target="_blank" rel="noopener">Wine News.it</a></p>
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		<title>Dop economy, la Bresaola della Valtellina IGP supera i 502 milioni di euro al consumo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-economy-la-bresaola-della-valtellina-igp-superai-502-milioni-di-euro-al-consumo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 07:35:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
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		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con una produzione complessiva pari a 11.947 tonnellate (-5,47%) e un valore al consumo che raggiunge i 502 milioni di euro (+4,6%), il 2025 conferma la resilienza del comparto della Bresaola della Valtellina IGP, che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con una produzione complessiva pari a 11.947 tonnellate (-5,47%) e un valore al consumo che raggiunge i 502 milioni di euro (+4,6%), il 2025 conferma la resilienza del comparto della Bresaola della Valtellina IGP, che rafforza il proprio posizionamento sui mercati internazionali nonostante la contrazione produttiva, l’aumento dei costi di produzione e il peso crescente delle barriere doganali sulle importazioni extra-UE.</em></p>
<p>Con una <strong>produzione</strong> che tocca le <strong>11.947</strong> <strong>tonnellate (-5,47% sul 2024),</strong> il comparto della <strong>Bresaola della Valtellina IGP – </strong>rappresentato dalle <strong>13 aziende certificate </strong>dall’Organismo di controllo <a href="https://www.csqa.it/it-it" target="_blank" rel="noopener"><strong>CSQA</strong> </a>(Certificazione Sicurezza Qualità Agroalimentare) <strong>– chiude il 2025</strong> confermando <strong>la propria capacità di tenuta e resilienza in un contesto socioeconomico complesso</strong>.  Nonostante l’aumento dei costi di produzione, che ha reso necessario un adeguamento dei prezzi incidendo sui comportamenti di consumo e sulla frequenza d’acquisto, il comparto conferma la propria solidità sia sul mercato nazionale sia soprattutto sui mercati esteri. Un dinamismo che si riflette anche nel <strong>valore al consumo, salito a 502 milioni di euro (+4,6% rispetto al 2024). </strong></p>
<h4>In notevole crescita i dati relativi all’esportazione</h4>
<p>Nel 2025 sono state infatti esportate <strong>836 tonnellate di Bresaola della Valtellina IGP (+32,34% rispetto al 2024)</strong>, distribuite per il <strong>64%</strong> nei <strong>Paesi UE (+17% sul 2024) </strong>e per il <strong>36% </strong>nei Paesi <strong>extra UE (+70% sul 2024), </strong>dove spiccano diversi paesi del<strong> Medio Oriente, soprattutto nei paesi di religione islamica.</strong></p>
<p>Tuttavia, nonostante i segnali di resilienza del comparto, restano elevate le preoccupazioni della filiera. La <strong>riduzione della materia prima</strong> disponibile sul mercato europeo spinge, infatti, i produttori ad aumentare le importazioni da Paesi extra-UE, sempre più onerose per l’evoluzione delle politiche commerciali internazionali e delle <strong>barriere doganali</strong>.</p>
<p>Le licenze <strong>GATT</strong> (General Agreement on Tariffs and Trade), che consentono l’importazione di carne con un dazio agevolato del 20%, restano infatti <strong>vincolate</strong> a <strong>contingenti rigidi e non ampliabili</strong>. Nel contesto attuale, caratterizzato da una persistente scarsità di materia prima, tali licenze non vengono più impiegate soltanto per l’importazione di tagli nobili – come la fesa utilizzata per la produzione di bresaola – ma anche per numerose altre lavorazioni dell’industria alimentare, incluse quelle destinate alla produzione di hamburger e preparati. Di conseguenza, il ricorso alle importazioni in regime <strong>extra-GATT</strong> è diventato <strong>strutturale e quasi inevitabile per i produttori di Bresaola della Valtellina IGP</strong>.</p>
<p><em>“Il comparto chiude un 2025 che riflette le complesse dinamiche socioeconomiche degli ultimi anni – </em>dichiara <strong>Mario Francesco Moro, presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina</strong><em> -. Il valore al consumo pari a 502 milioni di euro (+4,6%) è stato sostenuto anche dalla diminuzione della produzione e dal conseguente adeguamento dei prezzi. A incidere ulteriormente sul settore sono oggi anche le difficoltà di approvvigionamento e l’aumento dei costi legati alle importazioni extra-UE, aggravati dalle attuali dinamiche tariffarie internazionali. Da un lato, è fondamentale sostenere i produttori europei, incentivandoli ad aumentare i volumi di produzione per rafforzare l’autosufficienza del continente. Dall’altro, è innegabile che, nell’attesa, le imprese di trasformazione della carne stanno subendo pesanti conseguenze, trovandosi a fronteggiare una carenza di materia prima che potrebbe comprometterne la stabilità”.</em></p>
<p>In questo contesto, il 2025 si rivela un anno di complessità per il comparto della Bresaola della Valtellina IGP, che dimostra <strong>solidità nonostante lo scenario economico</strong> caratterizzato da forti pressioni sui costi produttivi e di approvvigionamento. Il Consorzio sottolinea quindi la necessità di creare una maggiore sinergia tra istituzioni, filiera e operatori del settore, al fine di affrontare con strumenti condivisi le criticità legate alla disponibilità della materia prima e all’impatto crescente delle dinamiche tariffarie internazionali.</p>
<p><em>“Il comparto continua a dimostrare solidità e capacità di tenuta, ma senza interventi concreti sarà difficile sostenere a lungo questa situazione. L’aumento dei costi di produzione, che da anni pesa sulle aziende, non può più gravare esclusivamente sui produttori. Come Consorzio siamo impegnati nel contenere questo squilibrio, ma è necessario uno sforzo condiviso lungo tutta la filiera, che coinvolga non solo i produttori, ma anche la distribuzione, le Istituzioni e i decisori politici. Solo attraverso un’azione comune sarà possibile affrontare con efficacia le sfide del contesto attuale.” </em><strong>conclude il Presidente Moro.</strong></p>
<h4>Bresaola della Valtellina IGP: nuove norme nel disciplinare di produzione</h4>
<p>Nel mese di marzo è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana la <strong>domanda di modifica ordinaria del disciplinare di produzione della Bresaola della Valtellina IGP</strong>, entrata oggi ufficialmente in vigore.</p>
<p>Tra le principali novità del disciplinare figura il rafforzamento dei sistemi di <strong>tracciabilità</strong> e <strong>rintracciabilità </strong>del prodotto. In particolare, tutte le fasi del processo produttivo dovranno essere documentate attraverso una registrazione puntuale dei flussi in entrata delle materie prime e di quelli in uscita dei prodotti finiti.</p>
<p>A questo si affianca l’obbligo di iscrizione in appositi elenchi – gestiti dall’organismo delegato – per tutti gli operatori coinvolti nelle diverse fasi, inclusi elaboratori, porzionatori, affettatori e confezionatori, nonché la comunicazione tempestiva delle quantità lavorate. L’insieme di queste misure consente di garantire una piena tracciabilità e rintracciabilità del prodotto lungo l’intera filiera produttiva, da monte a valle.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://bresaolavaltellina.it/news/bresaola-della-valtellina-igp-nel-2025-valore-al-consumo-a-502-milioni-di-euro-export-in-forte-crescita-3234/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di tutela Bresaola della Valtellina</a></strong></p>
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		<title>Agroalimentare Equo e Solidale: in Italia crescono le aziende certificate</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/agroalimentare-equo-e-solidale-in-italia-crescono-le-aziende-certificate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 08:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I numeri Fairtrade per il 2025 indicano una tendenza positiva nella scelta etica dei prodotti. Il contributo maggiore arriva dal cacao con oltre la metà del consumo nazionale Poi banane e caffè Quando ci si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I numeri Fairtrade per il 2025 indicano una tendenza positiva nella scelta etica dei prodotti. Il contributo maggiore arriva dal cacao con oltre la metà del consumo nazionale Poi banane e caffè</em></p>
<p>Quando ci si chiede che valore e <strong>che impatto abbia la sostenibilità per la filiera agroalimentare</strong> in un momento di forte tensione sul mercato delle materie prime, arrivano i numeri Fairtrade a rispondere.</p>
<p>In Italia, nel 2025, <strong>i consumi certificati dall’organizzazione hanno generato 3,6 milioni di euro di premio</strong> (la somma aggiuntiva al prezzo di vendita che le organizzazioni di agricoltori gestiscono in autonomia) destinati al <strong>supporto di lavoratori e agricoltori di Asia, Africa e America Latina</strong>.</p>
<p>Il contributo maggiore è del <strong>cacao</strong>, che da sola ha generato oltre 2 milioni di euro, confermandosi come il principale motore di impatto economico con il 56% del totale nazionale. Seguono le <strong>banane</strong>, pilastro dei consumi certificati in Italia con oltre 16,5 milioni di kg venduti (+13% rispetto al 2024) e 807mila euro di premio, il <strong>caffè</strong> con 329mila euro circa e lo zucchero con 234mila euro.</p>
<p>Numeri che confermano come la <strong>scelta etica sia diventata uno strumento indispensabile per la competitività delle imprese</strong>, con una crescita del 4% delle aziende certificate, non solo nelle logiche economiche ma anche agli occhi del consumatore (profilo: 35-54 anni, istruito, residente in aree urbane e attento ai temi dell’ambiente e dei diritti).</p>
<p>«In totale, il consumo di prodotti con almeno un ingrediente Fairtrade all’interno, circa 2.740 referenze a scaffale (+7% rispetto al 2024, trainata dal comparto cioccolato e biscotti con 1.152 prodotti), è stato di circa 550mila euro nel 2025 in Italia, di cui il 90% nel commercio al dettaglio e il 10% nel fuori casa. Qui i protagonisti sono i circa 2.500 bar che servono caffè Fairtrade», precisa <strong>Thomas Zulian, direttore commerciale Fairtrade</strong>, attiva in Italia dal 1994. Altro contributo arriva dalla ristorazione collettiva di matrice pubblica. Con l’introduzione dei Cam (Criteri minimi ambientali), i prodotti Fairtrade hanno visto un piccolo boom nelle mense. Soprattutto le banane: «In Italia se ne consumano duemila tonnellate nelle mense pubbliche, dovrebbero essere tutte bio o Fairtrade anche se dal nostro osservatorio notiamo che sono poche le amministrazioni a seguire la normativa», aggiunge Zulian.</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte:<strong> La Repubblica – Affari&amp;Finanza</strong></p>
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		<title>L’ultimo miglio delle emozioni: i negozi fisici tornano al centro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lultimo-miglio-delle-emozioni-i-negozi-fisici-tornano-al-centro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 08:15:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[MARKETING]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il futuro del retail. Sopravvissuti alla rivoluzione digitale, i punti vendita si trasformano in luoghi di esperienza, servizio e consulenza dove si gioca una parte crescente della competizione tra le marche Un salto da guinness [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il futuro del retail. Sopravvissuti alla rivoluzione digitale, i punti vendita si trasformano in luoghi di esperienza, servizio e consulenza dove si gioca una parte crescente della competizione tra le marche</em></p>
<p>Un salto da guinness dei primati, e non solo per il campione coinvolto. Perché per la prima volta una marca legata alla grande distribuzione decide di raccontarsi mettendo in scena i suoi prodotti. La nuova campagna di Lidl propone uno speciale salto di Armand “Mondo” Duplantis, astista svedese con cittadinanza statunitense, due volte campione olimpico e tre volte campione mondiale. L’atleta salta un muro alto 5,50 e largo 12 metri realizzato con una parete di tremila prodotti.</p>
<h4>Ibridazione di mondi</h4>
<p>Benvenuti nel marketing di prossimità che bussa alle porte dei brand e li costringe a ricalibrare le proposte tra tecnologie che migliorano l’esperienza del cliente e la fisicità del negozio che restituisce concretezza. Così tra intelligenze artificiali pervasive e dematerializzazione delle esperienze, si vira verso la fisicità. Packaging da toccare, da scartare, soprattutto da acquistare di persona.</p>
<p>Nel tempo della conversazione continua, il punto vendita amplifica la relazione e il business. <strong>Il negozio smette di essere ultimo miglio logistico</strong> e diventa ultimo miglio relazionale. Secondo Mordor Intelligence il mercato dei software Pos – ossia point of sales, quindi punto vendita – raggiungerà il valore di 32,3 miliardi di dollari entro il 2031.</p>
<p><strong> Gli investimenti si concentrano su strumenti che rendono il negozio personalizzato</strong>: digital signage, self-scanning, chioschi digitali, sistemi di Crm integrati, AI e soluzioni omnicanale. <strong>Tre sono le direttrici</strong>: <strong>semplificare l’esperienza</strong> d’acquisto, <strong>consolidare la relazione</strong> tra brand e consumatore, <strong>aumentare la componente di intrattenimento</strong>.</p>
<p>Per gli Osservatori del Politecnico di Milano <strong>in Italia il 46% dei top retailer ha già integrato l’intelligenza artificiale per personalizzare offerte</strong>, ottimizzare assortimenti, supportare il personale e migliorare la customer experience. <strong>Il salto vero però sarà in negozio</strong>: self scanning intelligente, raccomandazioni contestuali, in-store programmatic e misurazione degli effetti a cassa.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<item>
		<title>Per la Gdo la parola chiave è diventata “assortimento”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/per-la-gdo-la-parola-chiave-e-diventata-assortimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 06:21:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
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		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>De Camillis (NielsenIQ): “Selezione mirata dei prodotti da esporre, pricing coerente e una gestione più efficiente delle superfici” La crescita dei volumi della Gdo è qualcosa che ormai appartiene al passato e che molto difficilmente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>De Camillis (NielsenIQ): “Selezione mirata dei prodotti da esporre, pricing coerente e una gestione più efficiente delle superfici”</em></p>
<p>La <strong>crescita dei volumi della Gdo</strong> è qualcosa che ormai appartiene al passato e che molto difficilmente tornerà, ma esistono lo stesso buoni margini di crescita. A patto che l’offerta presente sugli scaffali sia quella effettivamente cercata dai consumatori.</p>
<p><strong>La parola chiave è “assortimento”</strong> che, a differenza del passato, non va più interpretata con un metro quantitativo ma qualitativo. <strong>I clienti non sono più attratti da un numero infinito di referenze</strong>, ma da quelle coerenti con le loro esigenze.</p>
<p>In<strong> aiuto delle insegne arrivano gli strumenti digitali</strong>, gli unici in grado di risolvere il problema della profilazione del cliente in base a cluster basati su posizione geografica e disponibilità economica.</p>
<p>L’altra buona notizia per gli operatori della Gdo è che le fasce sociali meno abbienti non sono “perse”. Pur in presenza di una <strong>diminuzione del potere di acquisto di molte famiglie</strong>, il trend di polarizzazione dei consumi, che fino a pochi anni fa sembrava essere strutturale, si è arrestato. I <strong>prodotti dedicati al benessere</strong>, per esempio, non vengono messi nel carrello solo da chi ha maggiori disponibilità economiche, ma anche da chi deve fare bene i conti per arrivare a fine mese.</p>
<p>Questo comportamento ha sorpreso gli stessi analisti di NielsenIQ, che solo qualche anno fa avevano rilevato il fenomeno della “polarizzazione”.</p>
<p>«Un fattore determinante &#8211; <strong>spiega Romolo de Camillis, retailer director di NielsenIQ</strong> &#8211; è rappresentato dalla riduzione dei consumi fuori casa, che ha liberato risorse per la spesa al supermercato. La situazione continua dunque a presentare criticità, ma il bilancio per la Gdo è sicuramente positivo».</p>
<p>Anche il <strong>calo della disoccupazione</strong> che si è registrato negli ultimi anni ha probabilmente contribuito a sostenere i consumi di prodotti di qualità. I dati raccolti da NielsenIQ illustrano bene il quadro dei consumi alimentari degli italiani. <strong>Negli ultimi dodici mesi il “fresco” ha messo a segno un progresso del 4%</strong> e hanno fatto molto bene anche “frutta e verdura” (+5,5%), “macelleria &amp; polleria” (+6,8%) e “prodotti freschi confezionati” (+3,7%).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Repubblica &#8211; Affari&amp;Finanza</strong></p>
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		<title>Montasio DOP, crescita di valore, investimenti e sviluppo internazionale</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/montasio-dop-crescita-di-valore-investimenti-e-sviluppo-internazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 07:15:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Prezzo medio del Montasio DOP aumentato del 3%, produzione + 9% rispetto alla programmazione. Primo quadrimestre 2026 già oltre il 4%. Approvato dall’Assemblea dei soci del Consorzio di Tutela del Formaggio Montasio Dop il bilancio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Prezzo medio del Montasio DOP aumentato del 3%, produzione + 9% rispetto alla programmazione. Primo quadrimestre 2026 già oltre il 4%.</em></p>
<p>Approvato dall’Assemblea dei soci del <strong>Consorzio di Tutela del Formaggio Montasio Dop</strong> il bilancio 2025, un esercizio caratterizzato da crescita del valore della denominazione. Contestualmente l’Assemblea ha nominato anche il nuovo Consiglio d’Amministrazione composto da nove consiglieri, di cui cinque rappresentanti dei produttori del Friuli e quattro del Veneto Orientale.</p>
<p><strong>Il Montasio Dop ha raggiunto una produzione complessiva di 757.535 forme </strong>mantenendo sostanzialmente invariati i volumi rispetto all’anno precedente ma<strong> superando del 9% la programmazione del piano produttivo</strong> <strong>iniziale.</strong> <strong>Particolarmente significativa la performance </strong><strong>il PDM &#8211; Prodotto della Montagna &#8211; che ha superato le 71.500 forme, in crescita del 5% e pari al 10% della produzione complessiva</strong>.</p>
<p>Sul fronte economico il dato più rilevante riguarda l’incremento del <strong>prezzo medio della DOP, cresciuto del 3%, indicatore che evidenzia la crescente capacità di valorizzare il prodotto e rafforzare il posizionamento nei segmenti a maggiore valore aggiunto.  Il trend positivo trova conferma anche nei primi mesi del 2026 con una produzione che registra già una crescita superiore al 4%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.</strong></p>
<p><em>“Le prospettive restano positive grazie all’espansione dei mercati, al rafforzamento delle attività promozionali e a un programma di investimenti focalizzato su innovazione, sostenibilità e valorizzazione della qualità certificata &#8211; commenta il Presidente <strong>Valentino Pivetta</strong>.</em><em> Il crescente interesse dei consumatori verso prodotti certificati, territoriali e di alta qualità conferma la validità delle strategie adottate dal Consorzio e dagli operatori della filiera”</em><strong>. </strong></p>
<p>Tra le direttrici di sviluppo più significative si conferma il canale Ho.Re.Ca. ritenuto strategico per intercettare nuovi target di consumo e rafforzare la presenza del Montasio Dop nella ristorazione contemporanea. In questo contesto si inserisce la recente collaborazione con <em>La Piadineria</em>, che nei tre mesi di campagna ha registrato il consumo di oltre 450 mila piadine nei 497 punti vendita coinvolti, offrendo un’importante opportunità di visibilità e avvicinamento al consumatore.</p>
<p><strong>Parallelamente, il Consorzio prosegue il proprio percorso di internazionalizzazione con investimenti promozionali nei mercati Europei e in aree ad alto potenziale come Nord America, Canada, Giappone, Australia, attraverso attività di comunicazione e sviluppo commerciale. </strong></p>
<p>Il Consorzio continuerà inoltre a investire in ricerca, sostenibilità e valorizzazione di un prodotto autentico e nutrizionalmente equilibrato capace di parlare alle nuove generazioni di consumatori senza perdere il legame profondo con il territorio e la tradizione. In questo contesto il formaggio Montasio Dop si inserisce a pieno titolo anche come alimento pienamente inseribile in una dieta sana ed equilibrata. <strong>A confermarlo è lo studio promosso dal</strong> <strong>Consorzio di tutela del Montasio in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, che ha portato alla definizione di piani alimentari e nutrizionali calibrati per differenti età e stili di vita: dai bambini agli anziani, fino agli sportivi e alle donne in gravidanza.  </strong></p>
<p>“Il Montasio DOP si conferma così protagonista attento di un modello alimentare moderno, equilibrato e scientificamente validato &#8211; sottolinea il direttore del Consorzio di tutela, Renato Romanzin. <strong>Grazie alla collaborazione con l’Università di Udine abbiamo trasformato le evidenze scientifiche in strumenti concreti, sviluppando piani alimentari facilmente applicabili. Inoltre, la possibilità di inserire il Montasio Dop nei menu scolastici rappresenta un’opportunità rilevante sia dal punto nutrizionale sia educativo”.</strong></p>
<p>Il prossimo autunno rappresenterà inoltre una tappa storica per il Consorzio e per l’intero comparto lattiero-caseario del Friuli: ricorreranno i quarant’anni dalla produzione della prima forma di formaggio Montasio marchiata DOP. Un anniversario significativo che renderà omaggio alla figura di Salvino Braidot, vero profeta e mentore del sistema lattiero caseario friulano dai primi anni del Novecento fino agli anni Sessanta, il cui lavoro e contributo hanno lasciato un segno profondo e duraturo per tutto il settore lattiero-caseario del Montasio friulano.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di Tutela del Formaggio Montasio Dop</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/Bilancio-Montasio-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO</a></p>
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		<title>Caseifici aperti, il Parmigiano Reggiano DOP investe 1,2 milioni nel territorio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/caseifici-aperti-il-parmigiano-reggiano-dop-investe-12-milioni-nel-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 07:49:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[MARKETING]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Turismo DOP, il Consorzio del formaggio Parmigiano Reggiano punta sulle visite nei caseifici come asset di costruzione della marca: &#8220;l’esperienza in caseificio si traduce in acquisti immediati e fidelizza il cliente&#8221; Risorse proprie per 1,2 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Turismo DOP, il Consorzio del formaggio Parmigiano Reggiano punta sulle visite nei caseifici come asset di costruzione della marca: &#8220;l’esperienza in caseificio si traduce in acquisti immediati e fidelizza il cliente&#8221;</em></p>
<p>Risorse proprie per 1,2 milioni di euro: è <a href="https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-torna-caseifici-aperti-con-il-primo-evento-off-a-bologna/" target="_blank" rel="noopener"><strong>l’investimento sul marketing territoriale stanziato dal Consorzio del Parmigiano Reggiano Dop</strong></a> per il 2026 e rientra nei 42 milioni di euro destinati alle attività di comunicazione e marketing.</p>
<p>Ma è solo l’inizio, perché<strong> i progetti in ambito turistico</strong> sono ambiziosi e hanno un orizzonte lungo. Infatti la cifra è pronta a raddoppiare mano a mano che aumenterà il numero dei produttori coinvolti. «Vogliamo traghettare il Parmigiano Reggiano da prodotto a destinazione – afferma <strong>Cristiano Casa, esperto di turismo entrato nel consorzio nel 2025 come destination manager</strong>– Nel 2025 abbiamo avuto 180mila visitatori ma vogliamo arrivare a 300mila entro il 2029. Per l’Italia sono tanti ma sono ancora poco se paragonati agli oltre 12 milioni di presenza annue tra i vigneti della regione dello Champagne».</p>
<p>Non si tratta semplicemente di attirare più visitatori ma soprattutto di posizionare l’area di origine del Parmigiano Reggiano come meta turistica riconoscibile e desiderata e di <strong>trasformare la visita in caseificio in un asset di costruzione della marca</strong> in quanto touchpoint che aumenta la conoscenza e la reputazione del formaggio. Con ricadute anche commerciali, perché l’esperienza in caseificio si traduce in acquisti immediati e fidelizza il cliente, che tende a ricomprare il formaggio anche dopo il rientro a casa attraverso gli e-commerce dei produttori e il sito consortile shop.parmigianoreggiano.com.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/parmigiano-reggiano-torna-caseifici-aperti-cosi-territorio-dop-diventa-destinazione-turistica-AIrAZXCD" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a></p>
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		<title>Il vino Delle Venezie DOP rafforza le misure a tutela del valore per la vendemmia 2026</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-vino-delle-venezie-dop-rafforza-le-misure-a-tutela-del-valore-per-la-vendemmia-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 07:33:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La programmazione produttiva e gestione equilibrata dell’offerta al centro della strategia del Consorzio DOC Delle Venezie per sostenere qualità, identità e competitività del Pinot Grigio DOC Delle Venezie Prosegue il percorso di valorizzazione e programmazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-vino-delle-venezie-dop-rafforza-le-misure-a-tutela-del-valore-per-la-vendemmia-2026/">Il vino Delle Venezie DOP rafforza le misure a tutela del valore per la vendemmia 2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La programmazione produttiva e gestione equilibrata dell’offerta al centro della strategia del Consorzio DOC Delle Venezie per sostenere qualità, identità e competitività del Pinot Grigio DOC Delle Venezie</em></p>
<p>Prosegue il percorso di valorizzazione e programmazione produttiva del Consorzio DOC Delle Venezie, il più esteso modello di integrazione interregionale del vino italiano che riunisce la filiera del Pinot Grigio di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento. Nell’ambito della strategia di governo dell’offerta approvata nel corso dell’Assemblea dei Soci che si è tenuta nei giorni scorsi, <strong>il Consorzio ha quindi definito le misure da applicare alla vendemmia 2026</strong>, orientate a rafforzare equilibrio, qualità e valore del Pinot Grigio DOC Delle Venezie.</p>
<p>Nel dettaglio, per la campagna produttiva 2026 è stata deliberata una <strong>riduzione della resa massima di uva, fissata a 160 quintali/ettaro, di cui 30 quintali destinati a stoccaggio amministrativo</strong>.</p>
<p>La misura si inserisce nel percorso di gestione programmata del potenziale produttivo della denominazione, uno strumento che negli anni ha consentito alla DOC Delle Venezie di accompagnare in maniera efficace l’evoluzione del comparto, consolidando il valore ed il posizionamento del Pinot Grigio DOC nei mercati internazionali.</p>
<p>Attraverso la modulazione delle rese e il ricorso allo stoccaggio amministrativo, il Consorzio conferma un approccio orientato alla stabilità del sistema Pinot Grigio del Nordest e alla valorizzazione, con l’obiettivo di lavorare sulla qualità preservando identità, competitività e prospettive di sviluppo future.</p>
<p><em>“Le misure approvate dall’Assemblea dei Soci</em> – commenta il <strong>Presidente del Consorzio DOC Delle Venezie Luca Rigotti</strong> – <em>confermano l’impegno e la capacità del nostro Consorzio di operare con visione condivisa e senso di responsabilità. La programmazione dell’offerta rappresenta oggi uno strumento fondamentale per accompagnare la crescita del Pinot Grigio DOC Delle Venezie, rafforzandone valore, riconoscibilità, stabilità di mercato e posizionamento nel tempo”.</em></p>
<p>Nelle prossime settimane sarà definita inoltre la <strong>data limite di riclassificazione orizzontale</strong> che, anche per la campagna vitivinicola 2026/2027, consentirà di regolamentare le riclassificazioni dei volumi di Pinot Grigio in ingresso, provenienti cioè da altre DOC territoriali con tipologia varietale Pinot Grigio, con l’obiettivo di monitorare in maniera più efficace i volumi e le giacenze e poter quindi promuovere una sempre migliore programmazione delle misure di gestione in relazione alle disponibilità.</p>
<p>Con circa 27 mila ettari vitati distribuiti nel Triveneto, la DOC Delle Venezie rappresenta oggi uno dei principali modelli di coordinamento e visione del vino italiano, espressione di una filiera ampia e integrata capace di coniugare qualità, coesione territoriale e competitività.</p>
<p>Fonte: <a href="https://4j0gt.r.sp1-brevo.net/mk/mr/sh/1t6AVsd2XFnIGLpGcnBz0NDmJf83JS/Ahar4WOqxHW0" target="_blank" rel="noopener"><strong><span dir="auto">Consorzio DOC delle Venezie</span></strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/17.-CS-DOC-delle-Venezie_Misure-di-gestione-stagione-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-vino-delle-venezie-dop-rafforza-le-misure-a-tutela-del-valore-per-la-vendemmia-2026/">Il vino Delle Venezie DOP rafforza le misure a tutela del valore per la vendemmia 2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Consorzio Brunello di Montalcino, confermata riduzione rese per vendemmia 2026</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-brunello-di-montalcino-confermata-riduzione-rese-per-vendemmia-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 07:21:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
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		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consorzio Brunello di Montalcino, Bartolommei (Presidente): riduzione rese per vendemmia 2026 misura necessaria nel segno della continuità per mantenere posizionamento denominazione Confermata la riduzione delle rese da 80 a 70 quintali, escluso il primo ettaro, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consorzio-brunello-di-montalcino-confermata-riduzione-rese-per-vendemmia-2026/">Consorzio Brunello di Montalcino, confermata riduzione rese per vendemmia 2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Consorzio Brunello di Montalcino, Bartolommei (Presidente): riduzione rese per vendemmia 2026 misura necessaria nel segno della continuità per mantenere posizionamento denominazione</em></p>
<p>Confermata la <strong>riduzione delle rese da 80 a 70 quintali</strong>, escluso il primo ettaro, per la <strong>campagna vendemmiale 2026 del Brunello di Montalcino</strong>. È la misura varata ieri sera a larga maggioranza dall’assemblea dei soci del Consorzio del vino Brunello di Montalcino a tutela della denominazione, anche alla luce della difficile e attuale situazione congiunturale.</p>
<p>“La riduzione delle rese è una misura che il Consorzio porta avanti da anni ed è storicamente orientata a mantenere il posizionamento qualitativo della denominazione – <strong>commenta il presidente dell’ente consortile Giacomo Bartolommei</strong> -. Oggi, però, questa scelta risponde anche all’esigenza di tenere conto dell’attuale contesto di mercato e di tutelare l’equilibrio e il valore della denominazione stessa. In fasi particolarmente complesse, infatti, un’eccessiva disponibilità di vino può generare criticità legate alle giacenze e al conseguente valore del prodotto, talvolta aggravate dalle necessità strutturali di stoccaggio e dagli impegni finanziari che le aziende sostengono per i propri investimenti”.</p>
<p>Nello specifico, per la prossima vendemmia, <strong>per il primo ettaro la quantità massima di uva rivendicabile sarà di un massimo di 80 quintali</strong>, restando invariata rispetto al disciplinare di produzione. A partire dal secondo ettaro, potranno essere rivendicati un massimo di 70 quintali/Ha. Per quanto riguarda i rimanenti 10 quintali derivanti dalla riduzione delle rese potranno essere destinati alla produzione di Rosso di Montalcino o di Sant’Antimo. <strong>Rimane invariata la resa del Rosso di Montalcino “annata”: 90 quintali/Ha.</strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/home/home" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del Brunello di Montalcino</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/cs_consorzio-Brunello_riduzione-rese.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consorzio-brunello-di-montalcino-confermata-riduzione-rese-per-vendemmia-2026/">Consorzio Brunello di Montalcino, confermata riduzione rese per vendemmia 2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Vendite in calo per il vino toscano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vendite-in-calo-per-il-vino-toscano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 07:19:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vino toscano, nel 2024 flessione del 3,9% sul mercato nazionale. Dall&#8217;export il 60% del fatturato. In risalto il lavoro di Qualivita Toscana in evidenza nella fotografia sull&#8217;industria vinicola italiana pubblicata dall&#8217;Area Studi Mediobanca. Lo studio, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vendite-in-calo-per-il-vino-toscano/">Vendite in calo per il vino toscano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vino toscano, nel 2024 flessione del 3,9% sul mercato nazionale. Dall&#8217;export il 60% del fatturato. In risalto il lavoro di Qualivita</em></p>
<p>Toscana in evidenza nella <a href="https://www.qualivita.it/news/il-settore-vinicolo-in-italia-vendite-in-calo-mercato-piu-selettivo/" target="_blank" rel="noopener">fotografia sull&#8217;industria vinicola italiana pubblicata dall&#8217;Area Studi Mediobanca</a>. Lo studio, che raccoglie i bilanci di 255 società di capitali con fatturato 2024 superiore a 20 milioni di euro (ricavi aggregati per 12 miliardi di euro, metà dei quali realizzati all&#8217;estero), offre un quadro dettagliato di produzione, commercio, investimenti e governance del comparto, con un <strong>approfondimento della Fondazione Qualivita sul segmento DOP e IGP</strong>.</p>
<p><strong>Nel 2025 l&#8217;Italia conferma il suo primato mondiale per produzione di vino</strong>: 44,4 milioni di ettolitri, pari al 19,7% della produzione globale stimata a 227 milioni di ettolitri. <strong>Il saldo commerciale resta positivo</strong> e in forte crescita negli ultimi vent&#8217;anni: le esportazioni hanno portato il valore dagli 2,7 miliardi del 2005 ai 7,2 miliardi del 2025. <strong>L&#8217;Italia è il primo esportatore per quantità (21 milioni di ettolitri) e il secondo per valore (7,8 miliardi di euro),</strong> alle spalle della Francia.</p>
<p>I dati del rapporto mostrano però <strong>segnali di cedimento sui consumi interni</strong>: il <strong>consumo pro-capite è sceso da 38 litri annui nel 2022 a 35,6 litri nel 2025</strong> e l&#8217;80% delle imprese ha rilevato una diminuzione dei consumi negli ultimi cinque anni. Nonostante questo, il 70% dei produttori considera í1 settore ancora attrattivo.</p>
<p>Per la prima volta il <a href="http://www.areastudimediobanca.com" target="_blank" rel="noopener">Rapporto</a> include anche un contributo della Fondazione Qualivita dedicato al comparto deí vini Dop e Igp e al ruolo dei Consorzi di tutela.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.corrieredisiena.it/" target="_blank" rel="noopener">Corriere di Siena</a></p>
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