<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Oleoturismo &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<atom:link href="https://www.qualivita.it/argomento/oleoturismo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Jul 2026 13:13:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>

<image>
	<url>https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/04/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>Oleoturismo &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Oleoturismo: una leva per la valorizzazione dell&#8217;olivicoltura e i territori rurali</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/oleoturismo-una-leva-per-la-valorizzazione-dellolivicoltura-e-i-territori-rurali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:38:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Oleoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[olivicoltura]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=525292</guid>

					<description><![CDATA[<p>CREA – Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia: un’analisi dell’offerta oleoturistica e del quadro normativo per rafforzare la promozione, le reti territoriali e la qualità dell’esperienza legata all’olio EVO L’oleoturismo è una delle espressioni più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/oleoturismo-una-leva-per-la-valorizzazione-dellolivicoltura-e-i-territori-rurali/">Oleoturismo: una leva per la valorizzazione dell&#8217;olivicoltura e i territori rurali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>CREA – Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia: un’analisi dell’offerta oleoturistica e del quadro normativo per rafforzare la promozione, le reti territoriali e la qualità dell’esperienza legata all’olio EVO</em></p>
<p>L’oleoturismo è una delle espressioni più recenti e dinamiche del turismo enogastronomico: un insieme di esperienze che ruotano attorno all’olivicoltura e all’olio extravergine di oliva, e che includono visite agli oliveti e ai frantoi, degustazioni guidate, attività didattiche, iniziative culturali e momenti di scoperta del territorio. Al centro non c’è solo l’assaggio di un pro dotto, ma la possibilità di comprendere come nasce un olio di qualità, quali competenze e scelte agronomiche e tecnologiche lo determinano, e in che modo cultivar, paesaggio e tradizioni locali si intrecciano in un patrimonio identitario che caratterizza le aree rurali italiane.</p>
<p>La crescente attenzione dei consumatori verso la sostenibilità, la tracciabilità e il benessere, insieme alla domanda di esperienze autentiche e “lente”, sta ridefinendo le aspettative dei visitatori: il turista ricerca narrazioni credibili, il contatto diretto con i produttori, e le occasioni di apprendimento che trasformino la visita in un’esperienza significativa. In questo scenario l’oleoturismo assume la funzione di ponte tra il mondo agricolo e il turista/consumatore, perché stimola la conoscenza e la consapevolezza: dalla lettura dell’etichetta della bottiglia al riconoscimento dei profili sensoriali, fino alla comprensione del valore culturale e paesaggistico degli oliveti.</p>
<p>Un’ulteriore prospettiva, rilevante per la promozione all’estero, è quella del turismo delle radici: i viaggi di ritorno nei luoghi d’origine degli italiani di seconda, terza e successive generazioni. Questo target tende a privilegiare i borghi e le aree rurali e mostra un interesse specifico per le attività legate all’olivicoltura, anche perché alcuni alimenti simbolo – tra cui l’olio – funzionano come “prodotti nostalgia”, cioè capaci di evocare ricordi familiari e l’identità culturale. In questo senso, oleoturismo e turismo delle radici possono rafforzarsi a vicenda: l’esperienza tra ulivi e frantoi diventa un dispositivo narrativo potente per raccontare i territori, riattivare legami e aumentare la propensione all’acquisto consapevole di oli di qualità.</p>
<p>Da queste considerazioni nasce l’approfondimento pro mosso dal CREA – Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia nell’ambito delle attività di analisi dedicate al comparto oli vicolo. L’obiettivo è duplice: da un lato comprendere come le imprese e i territori stiano costruendo un’offerta oleoturistica in grado di valorizzare l’olio EVO e la filiera; dall’altro individuare condizioni, requisiti e criticità che influenzano la qualità dell’esperienza e la capacità di trasformare la visita in sviluppo locale. In particolare, assumono rilievo la forma zione degli operatori, la costruzione di reti territoriali (tra aziende, ristorazione, ricettività, cultura e istituzioni) e le strategie di marketing e comunicazione, indispensabili per intercettare turisti nazionali e internazionali.</p>
<p>Un passaggio chiave riguarda la definizione stessa di oleoturismo e il suo riconoscimento istituzionale. In Italia, a partire dal 2020, le disposizioni previste per l’enoturismo sono state estese alle attività connesse al turismo dell’olio; successivamente sono state definite linee guida nazionali sui requisiti e sugli standard minimi, mentre l’attuazione concreta dipende dal recepimento regionale. Poiché la normativa è ancora in evoluzione e varia da regione a regione, è essenziale valutare come queste regole influenzino le scelte delle aziende, dalla gestione delle prenotazioni alla formazione del personale.</p>
<p>In definitiva, l’oleoturismo si configura come una leva strategica per diversificare il reddito agricolo, destagionalizzare i flussi, attivare sinergie tra filiere e promuovere interventi di tutela del paesaggio olivicolo, contribuendo anche alla salvaguardia di oliveti storici e delle aree interne a rischio abbandono. Analizzare il fenomeno significa quindi leggere insieme economia, cultura e territorio: una prospettiva indispensabile per trasformare un prodotto identitario della Dieta Mediterranea in uno strumento di creazione di valore condiviso, capace di rafforzare reputa zione e competitività dei territori olivicoli italiani sui mercati internazionali.</p>
<blockquote><p><strong>Milena Verrascina<br />
</strong>Ricercatrice del CREA (Centro Politiche e Bioeconomia &#8211; già INEA – Istituto Nazionale di Economia Agraria) si occupa della Politica Agricola Comune e di interventi per lo sviluppo delle aree rurali. Negli ultimi anni si è dedicata a progetti e iniziative per la valorizzazione di percorsi di sviluppo di filiere, microfiliere e produzioni tradizionali, tra cui la filiera olivicola.</p>
<p><strong>Barbara Zanetti</strong><br />
Ricercatrice del CREA (Centro Politiche e Bioeconomia – già INEA &#8211; Istituto Nazionale di Economia Agraria) si occupa della Politica Agricola Comune e di interventi di sviluppo rurale. Approfondisce le dinamiche socio economiche delle aree rurali e il tema della diversificazione aziendale, con particolare attenzione, negli ultimi anni, alla filiera olivicola e all’agroecologia. È autrice di diverse pubblicazioni scientifiche e tecnico istituzionali sui temi dello sviluppo rurale.</p></blockquote>
<h4>Metodologia</h4>
<p>Il contributo si basa su una ricerca di tipo qualitativo e documentale, finalizzata a ricostruire l’evoluzione dell’oleoturismo in Italia e a inquadrarne opportunità e criticità in relazione alla valorizzazione dell’olio EVO e dei territori rurali. In primo luogo, è stata condotta un’analisi della letteratura tecnico-scientifica e divulgativa sul turismo enogastronomico e sull’oleoturismo, ponendo attenzione ai fattori che determinano la qualità dell’esperienza (accoglienza, narrazione, competenze professionali, marketing, sostenibilità e integrazione con il territorio). Parallelamente è stato sviluppato l’approfondimento del quadro normativo nazionale e delle principali modalità di recepimento regionale, ricostruendo l’insieme delle disposizioni e mettendo in evidenza differenze procedurali e contenutistiche (requisiti, standard minimi, formazione, registri/elenco operatori, controlli). L’analisi è stata integrata con l’osservazione di modelli ed esperienze oleoturistiche in alcuni contesti territoriali italiani e in Paesi del bacino mediterraneo (Spagna, Grecia e Portogallo), utili a evidenziare soluzioni organizzative, strumenti di promozione e forme di “brand territoriale” replicabili. I risultati sono stati rielaborati in chiave interpretativa, collegando le evidenze emerse ai principali obiettivi di policy e di sviluppo locale: diversificazione aziendale, costruzione di reti tra attori economici e istituzionali, innalzamento degli standard di qualità dell’offerta e rafforza mento della promozione sui mercati esteri, anche in sinergia con il turismo delle radici.</p>
<h4>Risultati</h4>
<p>Il settore olivicolo-oleario italiano, pur mantenendo un ruolo di rilievo internazionale grazie al valore del made in Italy, soffre una forte frammentazione aziendale, la prevalenza di sistemi colturali tradizionali e la presenza di squilibri territo riali lungo la filiera, tutti fattori che ne limitano la competitività.</p>
<p>A conferma di questa situazione, i dati mostrano che le aziende con olivo sono circa 620.000 (ISTAT, 2020), concentrate per quasi l’80% nel Centro-Sud, con la Puglia come principale regione. Relativamente alla frammentazione il 60% delle aziende possiede meno di 1 ettaro (pur coprendo solo il 16% della superficie), con ricadute su massa critica, investimenti e potere contrattuale. A ciò si aggiunge la persistenza di sistemi colturali tradizionali spesso difficili da meccanizzare: il 61% della superficie ha olivi oltre i 50 anni e circa la metà presenta densità inferiori a 140 piante/ha, condizioni che tendono ad aumentare i costi di produzione e la vulnerabilità alle oscillazioni produttive e ai cambiamenti climatici. Queste fragilità strutturali si riflettono anche nella distribuzione delle attività lungo la filiera: la produzione si concentra prevalentemente nel Mezzogiorno, mentre le fasi a maggior valore aggiunto (raffinazione, miscelazione, imbottiglia mento e confezionamento) risultano più presenti nel Cen tro-Nord, con conseguenze rilevanti sulla ripartizione del valore lungo la catena.</p>
<p>A livello internazionale, tali dinamiche si inseriscono in un contesto competitivo molto vivace: nella campagna 2024/25 la stima in 3,504 milioni di tonnellate della produzione mondiale ha collocato l’Italia al quinto posto con circa il 7% del totale. Al tempo stesso, il Paese presenta un profilo peculiare nei flussi commerciali: è il primo importatore mondiale e il secondo esportatore, dopo la Spagna, con mercati di destinazione guidati da Stati Uniti (32%), Germania (14%) e Francia (7%).<br />
Nonostante la rilevanza sui mercati esteri, le certificazioni DOP e IGP sono ancora poco diffuse: a fine 2023 si contano 42 DOP e 8 IGP, ma insieme rappresentano meno del 4% della produzione nazionale e circa il 6% del valore. Nono stante i 190.000 ettari certificati (pari al 17% della superficie), molte aree, soprattutto nel Mezzogiorno, sono ancora poco sfruttate rispetto al loro potenziale.<br />
Tenuto conto di queste criticità, emerge chiaramente la necessità di promuovere l’aggregazione tra produttori, rafforzare l’integrazione di filiera e investire in innovazione e formazione, anche attraverso una comunicazione efficace che educhi il consumatore sulle qualità dell’olio italiano. In questo contesto, l’oleoturismo emerge come una leva strategica: permette al produttore di interagire direttamente con il visitatore, diversifica le fonti di reddito, trasforma il paesaggio olivicolo in risorsa esperienziale e rafforza la domanda di prodotti certificati e sostenibili.<br />
Tuttavia, l’analisi normativa sull’oleoturismo e le esperienze territoriali esaminate rivelano un quadro di attua zione ancora disomogeneo, con differenze significative tra Regioni in termini di requisiti, formazione, procedure amministrative e strumenti di promozione. Tali difformità rappresentano un limite allo sviluppo sistemico dell’oleo turismo e rischiano di penalizzare soprattutto le aziende di piccole e medie dimensioni.</p>
<h4>Conclusioni</h4>
<p>L’analisi condotta ha indagato se l’oleoturismo possa configurarsi come una risposta operativa alle criticità strutturali del comparto olivicolo-oleario italiano. La frammentazione aziendale, la ridotta capacità di generare massa critica e gli squilibri nella distribuzione del valore lungo la filiera rendono infatti necessario l’affiancamento alla produzione di strumenti in grado di rafforzare la redditività delle imprese. In questo contesto, l’integrazione di attività esperienziali legate all’olio e al paesaggio olivicolo consente di attivare forme di diversificazione del reddito, migliorando il posizionamento competitivo delle aziende e riducendo la dipendenza dalla sola vendita del prodotto. I risultati mettono inoltre in luce un effetto rilevante sul piano della valorizzazione economica: l’esperienza diretta in oliveto e in frantoio favorisce una maggiore consapevolezza del valore dell’olio extravergine di qualità e incrementa la disponibilità del consumatore a riconoscere prezzi più adeguati, anche per produzioni certificate DOP e IGP. L’oleoturismo assume quindi anche una funzione di media zione culturale tra produzione e consumo, contribuendo al rafforzamento della reputazione del made in Italy e alla diffusione di una cultura del prodotto più informata e con sapevole. Sul piano territoriale, i risultati confermano che l’efficacia dell’oleoturismo dipende in larga misura dalla capacità di costruire reti tra attori locali. La cooperazione tra imprese agricole, settore ricettivo, ristorazione e istituzioni appare una condizione essenziale per trasformare iniziative isola te in strategie di sviluppo locale integrate. In questa prospettiva, il paesaggio olivicolo non rappresenta solo una risorsa estetica, ma un asset produttivo e identitario che contribuisce alla permanenza delle attività economiche nelle aree interne e alla tutela attiva del territorio.</p>
<p>L’analisi suggerisce inoltre che la connessione con il turismo delle radici può ampliare significativamente la domanda potenziale, rafforzando il legame tra comunità, memoria e produzione. Permangono tuttavia elementi critici che ne limitano la piena efficacia. La disomogeneità normativa tra regioni, in sieme alla frammentazione delle procedure e dei requisiti applicativi, crea infatti condizioni di sviluppo non uniformi e penalizza soprattutto le piccole imprese. Tale aspetto evidenzia la necessità di politiche di coordinamento multilivello, capaci di armonizzare il quadro regolatorio e di sostenere l’accesso al settore attraverso percorsi formati vi, strumenti di comunicazione e processi di innovazione organizzativa. Alla luce di queste considerazioni, l’oleoturismo può es sere interpretato come una leva di sviluppo integrato, in grado di connettere produzione, territorio e consumo in un’ottica di sostenibilità economica e culturale. Tuttavia, per valutarne pienamente l’impatto sul settore olivicolo, risultano necessari ulteriori approfondimenti empirici, ad esempio un&#8217;analisi del contributo dell’oleoturismo al red dito aziendale, sull’analisi comparativa tra aree con diversi livelli di sviluppo oleoturistico o sulla valutazione dell’efficacia delle politiche regionali. Ulteriori studi potrebbero inoltre indagare il ruolo delle reti territoriali e delle piattaforme digitali nella costruzione della domanda, nonché l’evoluzione delle preferenze dei visitatori rispetto alle esperienze legate al paesaggio olivicolo. Nel complesso, l’oleoturismo emerge come una strategia promettente ma ancora in fase di consolidamento, la cui capacità di incidere strutturalmente sulle criticità del settore dipenderà dalla qualità della governance, dal grado di coordinamento istituzionale e dalla maturazione delle reti territoriali.</p>
<blockquote>
<h4>RIFERIMENTI RICERCA</h4>
<p><strong>Titolo</strong><br />
L’oleoturismo per la valorizzazione dell’olivicoltura e dei territori rurali</p>
<p><strong>Autore</strong><br />
M. Verrascina, B. Zanetti</p>
<p><strong>Fonte</strong><br />
<a href="https://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/27504">https://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/27504</a></p>
<p><strong>Abstract</strong><br />
L’oleoturismo rappresenta una forma emergente di diversificazione del turismo enogastronomico e una possibile strategia di sostegno al comparto olivicolo-oleario italiano, caratterizzato da elevata frammentazione aziendale, ridotta competitività e squilibri nella distribuzione del valore lungo la filiera. Il contributo analizza il ruolo dell’oleoturismo come leva di sviluppo integrato, capace di connettere produzione, territorio e consumo attraverso esperienze immersive legate all’olivicoltura, quali visite agli oliveti e ai frantoi, degustazioni e attività culturali e didattiche. La ricerca adotta un approccio qualitativo e documentale basato su letteratura scientifica e tecnico-divulgativa, analisi del quadro normativo nazionale e regionale e osservazione di esperienze oleoturistiche in Italia e nell’area mediterranea. L’obiettivo è valutare l’oleoturismo come possibile leva di sviluppo del settore, analizzandone al contempo potenzialità e principali criticità, con particolare riferimento alla formazione, alle reti territoriali e alle strategie di promozione. I risultati evidenziano che l’oleoturismo contribuisce alla diversificazione del reddito agricolo e al rafforzamento della competitività delle imprese, favorendo il contatto diretto tra produttore e consumatore e aumentando la percezione del valore dell’olio extravergine di qualità. L’esperienza turistica assume inoltre una funzione educativa e culturale, rafforzando la consapevolezza del legame tra prodotto, paesaggio e identità territoriale. Sul piano territoriale emerge il ruolo centrale delle reti tra attori locali e la possibile sinergia con il turismo delle radici, che amplia la domanda e rafforza i legami tra comunità e aree rurali. Tuttavia, lo sviluppo del settore è limitato da una marcata disomogeneità normativa tra regioni, che genera differenze negli strumenti attuativi e penalizza soprattutto le piccole imprese. Ciò evidenzia la necessità di un maggiore coordinamento istituzionale e di politiche orientate a formazione, innovazione e comunicazione. In conclusione, l’oleoturismo si configura come una strategia promettente ma ancora in fase di consolidamento, la cui efficacia dipenderà dalla qualità della governance, dall’integrazione delle reti territoriali e da ulteriori analisi empiriche sull’impatto economico e sociale del fenomeno.</p>
<p><strong>Bibliografia essenziale</strong><br />
1. Belletti G., Marescotti A., Turismo sostenibile e sistemi rurali: multifunzionalità, reti di impresa e percorsi, in Turismo sostenibile e sistemi rurali: multifunzionalità, reti di impresa e percorsi, a cura di Meloni B. e Pulina P., Rosenberg &amp; Sellier, 2020, Torino<br />
2. Carrillo-Hidalgo I., Casado-Montilla J., Pulido-Fernández J.I., Sustainable development of oleo tourism: An analysis of the collaboration between actors, in Revista de Ciencias Sociales, Universidad de Jaen, 202, ISSN-e 1315-9518, Vol. 27, Nº. 2<br />
3. Ferrari S., Nicotera T. Verrascina M., Zanetti B., Turismo delle radici e promozione all’estero dei prodotti agroalimentari italiani, CREA, 2024, Roma<br />
4. ISTAT, 7° Censimento generale dell’Agricoltura 2020, 2022, Roma<br />
5. Stefàno D., Pulieri F., Oleoturismo. Opportunità per imprese e territori, Agra Editrice, 2022, Roma</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2026-02/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2026 n°02</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Consortium-31-Oleoturismo-_una-leva-per-la-valorizzazione-dellolivicoltura-e-i-territori-rurali.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/oleoturismo-una-leva-per-la-valorizzazione-dellolivicoltura-e-i-territori-rurali/">Oleoturismo: una leva per la valorizzazione dell&#8217;olivicoltura e i territori rurali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Turismo dell&#8217;olio, l&#8217;Italia accelera</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turismo-dellolio-litalia-accelera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 07:12:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[Oleoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Enogastronomico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=521379</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra esperienze coinvolgenti, reti territoriali e nuovi format urbani, l&#8217;oleoturismo italiano evolve e interroga il settore: crescita reale o narrazione da governare? Il turismo dell&#8217;olio non è più una tendenza emergente: è un segmento che sta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turismo-dellolio-litalia-accelera/">Turismo dell&#8217;olio, l&#8217;Italia accelera</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra esperienze coinvolgenti, reti territoriali e nuovi format urbani, l&#8217;oleoturismo italiano evolve e interroga il settore: crescita reale o narrazione da governare?</em></p>
<p>Il <strong>turismo dell&#8217;olio</strong> non è più una tendenza emergente: è un segmento che sta progressivamente ridefinendo il rapporto tra agricoltura, territorio e mercato. Non si tratta più soltanto di visite in frantoio o degustazioni per appassionati, ma di un sistema articolato di esperienze, capace di intercettare un pubblico ampio, trasversale e sempre più internazionale.</p>
<p>Il <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-turismo-dop-2026-download/" target="_blank" rel="noopener"><strong>secondo Rapporto sul turismo Dop di Fondazione Qualivita</strong></a> restituisce l&#8217;immagine di un comparto dinamico, in cui l&#8217;olio extravergine di oliva si afferma come leva strategica dell&#8217;economia dell&#8217;esperienza. Cresce l&#8217;interesse per attività legate alla produzione, aumentano le esperienze offerte dalle aziende e si rafforza il ruolo delle denominazioni di origine come elementi distintivi nella costruzione dell&#8217;offerta.</p>
<h4>DALL&#8217;AZIENDA AL TERRITORIO, QUANDO L&#8217;OLIO DIVENTA ESPERIENZA</h4>
<p>Il cambiamento più evidente riguarda il ruolo delle imprese olivicole. <strong>L&#8217;oleoturismo non è più un&#8217;attività accessoria</strong>, ma una componente sempre più integrata nel modello di business aziendale. I frantoi si trasformano in spazi di accoglienza e racconto: degustazioni guidate, percorsi sensoriali, visite durante la raccolta, attività didattiche e cammini tra gli ulivi diventano strumenti per costruire una relazione diretta con il consumatore.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>UN TURISTA NUOVO: CURIOSO, CONSAPEVOLE, INTERNAZIONALE</h4>
<p><strong>Cambia anche il profilo del visitatore</strong>. Non più soltanto esperti o appassionati, ma viaggiatori interessati a esperienze autentiche, sostenibili e culturali. Si tratta spesso di un pubblico internazionale, con <strong>una crescente presenza di turisti europei e nord-americani</strong>, attratti dalla dieta mediterranea e dal valore simbolico dell&#8217;extravergine.</p>
<p>La permanenza media si allunga, così come la spesa sul territorio, generando ricadute economiche che coinvolgono ospitalità, ristorazione e commercio locale. Il dato forse più significativo è però un altro: l&#8217;olio diventa linguaggio. Un codice culturale attraverso cui raccontare paesaggi, comunità e identità.</p>
<h4>ESPERIENZE E NUOVI FORMAT, IL VALORE DELLA CONTAMINAZIONE</h4>
<p>In un mercato turistico sempre più competitivo, la qualità del prodotto non basta più. E l&#8217;esperienza a fare la differenza. Nascono così format innovativi che Mi ecce i, rno agricoltura, cultura e benessere. In questa direzione si collocano esperienze come il Museo dell&#8217;Olio EVO, che costruisce un racconto accessibile e strutturato dell&#8217;extravergine, o il <a href="https://parcodegliulivi-garda.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Parco degli Ulivi del Garda</strong></a>, dove il paesaggio diventa parte integrante dell&#8217;esperienza turistica. Sono esempi che mostrano come l&#8217;oleoturismo possa evolvere in chiave sistemica, andando oltre la semplice visita in azienda per diventare esperienza territoriale completa.</p>
<h4>DALLE CAMPAGNE ALLE CITTÀ, L&#8217;OLEOTURISMO DIVENTA URBANO</h4>
<p>Accanto alla crescita nei territori rurali, si affaccia una nuova dimensione: quella urbana. L&#8217;olio entra nelle città e dialoga con il turismo culturale.</p>
<p>È in questo scenario che si inserisce la nascita del <a href="https://www.qualivita.it/news/nasce-il-primo-festival-dellolio-di-roma-igp-un-mese-di-eventi-tra-storia-arte-tradizioni-e-gusto/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Festival dell&#8217;Olio di Roma Igp</strong></a>, iniziativa che nel mese di aprile 2026 trasformerà Roma in un palcoscenico diffuso.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Olivo e Olio</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turismo-dellolio-litalia-accelera/">Turismo dell&#8217;olio, l&#8217;Italia accelera</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Turismo DOP cresce nel Nordovest</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-turismo-dop-cresce-nel-nordovest/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 07:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari enogastronomici]]></category>
		<category><![CDATA[Oleoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Strade del vino e dei sapori]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Enogastronomico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=520340</guid>

					<description><![CDATA[<p>2° Rapporto Turismo DOP: ai vertici della classifica 2026 ci sono anche Piemonte e Lombardia. In tutto sono 16 le Regioni dove i dati sono positivi: e nascono anche comunità attive Il Turismo Dop cresce [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-turismo-dop-cresce-nel-nordovest/">Il Turismo DOP cresce nel Nordovest</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>2° Rapporto Turismo DOP: ai vertici della classifica 2026 ci sono anche Piemonte e Lombardia. In tutto sono 16 le Regioni dove i dati sono positivi: e nascono anche comunità attive</em></p>
<p><strong>Il Turismo Dop cresce in 16 regioni su 20, con Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna ai vertici</strong>. Quarto posto per il Piemonte e quinto per la Lombardia, nella classifica stilata attraverso oltre 20 indicatori qualitativi e quantitativi; la Liguria è 14a. Nel <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-turismo-dop-2026-download/" target="_blank" rel="noopener">2° Rapporto Turismo Dop</a> (realizzato da <strong>Fondazione Qualivita</strong> in collaborazione con <a href="https://www.origin-italia.it/" target="_blank" rel="noopener">Origin Italia</a> e con il supporto del <strong>Masaf</strong> per monitorare le attività di turismo enogastronomico legate ai prodotti agroalimentari a Indicazione Geografica e al lavoro dei Consorzi di tutela) sono state censite 667 attività nel 2025 di cui 292 eventi (+26% sul 2024) tra feste, degustazioni, festival culturali e sport realizzati da 367 Consorzi di tutela.</p>
<p><strong> La Cucina italiana</strong>, riconosciuta patrimonio dell&#8217;<strong>Unesco</strong>, è un potenziale nuovo driver di sviluppo del Turismo Dop.</p>
<p><strong>Il 76% dei visitatori riconosce il ruolo del Consorzio</strong> come garante dell&#8217;autenticità dei prodotti DOP IGP protagonisti dell&#8217;evento, mentre le «degustazioni» sono la principale motivazione che spinge i visitatori a partecipare nel 63% dei casi.</p>
<p>Significative anche le risposte relative alla conoscenza acquisita: <strong>il 64% segnala una maggiore comprensione delle caratteristiche del prodotto</strong>, il 54% del metodo di produzione e il 53% di storia e cultura locale.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://corrieredeiterritori.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Corriere dei Territori</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-turismo-dop-cresce-nel-nordovest/">Il Turismo DOP cresce nel Nordovest</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Turismo DOP in Emilia-Romagna: roadshow gastronomici dedicati alle produzioni DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-in-emilia-romagna-roadshow-gastronomici-dedicati-alle-produzioni-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 06:59:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari enogastronomici]]></category>
		<category><![CDATA[Oleoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Strade del vino e dei sapori]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Enogastronomico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=520212</guid>

					<description><![CDATA[<p>Asparago verde di Altedo Igp, Tramonto DiVino, E-Risalutami tuo fratello: il Turismo DOP a maggio in Emilia-Romagna con i roadshow gastronomici dedicati al vino e alle produzioni Dop e Igp. Mammi: “Sul territorio attraverso degustazioni, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-in-emilia-romagna-roadshow-gastronomici-dedicati-alle-produzioni-dop-e-igp/">Turismo DOP in Emilia-Romagna: roadshow gastronomici dedicati alle produzioni DOP e IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Asparago verde di Altedo Igp, Tramonto DiVino, E-Risalutami tuo fratello: il Turismo DOP a maggio in Emilia-Romagna con i roadshow gastronomici dedicati al vino e alle produzioni Dop e Igp. Mammi: “Sul territorio attraverso degustazioni, assaggi, spettacolo e musica valorizziamo i nostri prodotti di eccellenza, trasformandoli in leve di sviluppo, promozione e coesione sociale”</em><br />
<em>La sagra dell’asparago verde nel Bolognese (dall’8 al 29 maggio), gli appuntamenti in sette province da giugno a ottobre della nuova edizione di Tramonto DiVino e lo spettacolo itinerante di Andrea Barbi e Marco Ligabue. Le iniziative presentate oggi a Bologna per promuovere le produzioni certificate e la cultura del cibo, mettendo al centro il lavoro delle comunità locali</em></p>
<p>Degustazioni, spettacoli, musica dal vivo, mercatini, iniziative culturali e sportive. Dalla primavera all’autunno sono decine di appuntamenti imperdibili con il gusto, la qualità e l’identità agroalimentare dell’Emilia-Romagna. Dall’8<strong> al 29 maggio</strong> la tradizionale “<strong>Sagra dell’Asparago Verde di Altedo Igp”, </strong>nel Bolognese, e poi<strong> “Tramonto DiVino”</strong>, il roadshow enogastronomico itinerante che,<strong> dal 10 giugno al 18 ottobre,</strong> toccherà sette province della regione. Infine, a puntare i riflettori sui prodotti regionali anche l’edizione 2026 dello spettacolo <strong>“E- Risalutami tuo fratello”</strong>, con una serie di iniziative degli artisti <strong>Andrea Barbi e Marco Ligabue</strong>.</p>
<p>Le manifestazioni, diverse per format e unite da un forte filo conduttore, quello della valorizzazione del patrimonio Dop e Igp dell’Emilia-Romagna, rappresentano esempi concreti di promozione delle produzioni certificate e della cultura del cibo, mettendo al centro il lavoro delle comunità locali in una delle principali regioni agroalimentari del Paese. Dalla dimensione comunitaria della <strong>Sagra di Altedo</strong>, che si propone come laboratorio di innovazione nella comunicazione agroalimentare &#8211; Ghino Asparghino, la mascotte della manifestazione, basato su tecnologia IA, diventa un assistente digitale interattivo per il pubblico, esempio concreto di come una sagra di territorio possa farsi piattaforma di promozione dei valori Dop e Igp della Food Valley &#8211;  a quella itinerante e internazionale di <strong>Tramonto DiVino</strong>, fino a quella dello spettacolo di Barbi e Ligabue, l’Emilia-Romagna conferma il proprio ruolo di protagonista nel panorama enogastronomico italiano, capace di coniugare tradizione, qualità e innovazione.</p>
<p>Le iniziative sono state presentate oggi in Regione dall’assessore all’Agricoltura, <strong>Alessio Mammi</strong>, dal sindaco del comune di Malalbergo <strong>Massimiliano Vogli,</strong> insieme al presidente del Consorzio dell’Asparago Verde di Altedo Igp, <strong>Gianni Cesari</strong>, e alla responsabile editoriale di Prima Pagina per Tramonto DiVino, <strong>Giulia Fellini</strong>, ai curatori del roadshow E-Risalutami Tuo Fratello <strong>Andrea Barbi e Marco Ligabue</strong>.</p>
<p>“Anche attraverso eventi popolari come questi valorizziamo i nostri prodotti di eccellenza sul territorio, trasformandoli in leve di sviluppo, promozione e coesione sociale- afferma <strong>Mammi</strong>-. Iniziative che rafforzano il legame tra agricoltura, prodotti enogastronomici e comunità locali e raccontano l’identità della nostra regione a livello nazionale e internazionale. Con 45 prodotti Dop e Igp, l’Emilia-Romagna si conferma la Food Valley d’Italia: un patrimonio da 3,9 miliardi di euro, all’interno di un comparto agroalimentare che vale 37 miliardi alla produzione e quasi 10 miliardi di export, sempre più attrattivo anche sul fronte enoturistico. Il settore vitivinicolo è un pilastro di questo sistema: un modello fondato su qualità e apertura ai mercati, che continueremo a sostenere con investimenti concreti, come gli oltre 26 milioni di euro nell’ambito dell’Ocm (Organizzazione comune di mercato), destinati a bandi per viticoltori che vogliono reimpiantare i propri vigneti, fare investimenti e promuovere la propria produzione a livello internazionale. Il vino e i prodotti certificati sono identità, economia e futuro della nostra regione”.</p>
<h4>Sagra dell’Asparago Verde di Altedo Igp: tradizione e comunità</h4>
<p>Da fine aprile Altedo ospita la 57esima edizione della Sagra dedicata all’Asparago Verde di Altedo Igp, eccellenza orticola riconosciuta a livello europeo e simbolo del territorio tra Bologna e Ferrara. Per oltre un mese il paese sarà animato da un ricco programma di eventi tra degustazioni, spettacoli, iniziative <strong>culturali e momenti di comunità. </strong>Tra gli appuntamenti principali, <strong>l’apertura ufficiale l’8 maggio, </strong>in piazza XXV Aprile, alla presenza delle autorità, con il taglio del nastro e la consegna dei riconoscimenti ai produttori, e la presenza del ristorante “<strong>TuttAsparago</strong>”, con i menù interamente dedicati al prodotto.</p>
<p>In programma anche eventi musicali e serate a tema – tra cui Rewind ’90 e Jova Band Tour – oltre allo spettacolo “<strong>E-RiSalutami Tuo Fratello</strong>” con <strong>Andrea Barbi e Marco Ligabue</strong>. Non mancheranno mercatini, mostre, tornei sportivi, la tradizionale sfilata di trattori e un’area luna park.</p>
<p>Una manifestazione che unisce promozione del prodotto, socialità e identità territoriale, coinvolgendo istituzioni, produttori e cittadini.</p>
<p>Da un prodotto con storia millenaria, una manifestazione che sa unire tradizione e innovazione nella promozione dell&#8217;identità agroalimentare del territorio, coinvolgendo istituzioni, produttori e cittadini.</p>
<p>Tutte le news sui social: <a href="https://eur03.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.instagram.com%2Fghino_asparghino&amp;data=05%7C02%7CCinzia.Leoni%40regione.emilia-romagna.it%7Ce6157dbc288942e350bc08dea4f9f667%7Cf45c8468d4164da9aadb9ab75944617b%7C0%7C0%7C639129590695481444%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJFbXB0eU1hcGkiOnRydWUsIlYiOiIwLjAuMDAwMCIsIlAiOiJXaW4zMiIsIkFOIjoiTWFpbCIsIldUIjoyfQ%3D%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=6n%2FOwrBEshj2wj6yEN9EY%2F%2BdvY9Fvk1zfDoKx3wkhvI%3D&amp;reserved=0">https://www.instagram.com/ghino_asparghino</a></p>
<p>Altre info su <a href="https://eur03.safelinks.protection.outlook.com/?url=http%3A%2F%2Fwww.asparagoverde.eu%2F&amp;data=05%7C02%7CCinzia.Leoni%40regione.emilia-romagna.it%7Ce6157dbc288942e350bc08dea4f9f667%7Cf45c8468d4164da9aadb9ab75944617b%7C0%7C0%7C639129590695534609%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJFbXB0eU1hcGkiOnRydWUsIlYiOiIwLjAuMDAwMCIsIlAiOiJXaW4zMiIsIkFOIjoiTWFpbCIsIldUIjoyfQ%3D%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=kRGbeBfOcSY3eIXmFX5QXY1xKriZ%2B%2BvayPc3C6%2FdvMw%3D&amp;reserved=0">www.asparagoverde.eu</a></p>
<h4>Tramonto DiVino: il viaggio del food&amp;wine regionale</h4>
<p>Da giugno a ottobre torna <strong>Tramonto DiVino</strong>, il roadshow che da oltre vent’anni porta nelle piazze, nei borghi e nelle città d’arte dell’Emilia-Romagna il meglio della produzione enogastronomica regionale. <strong>Sette tappe</strong>, <strong>dalla Riviera fino a Parma</strong>, città Unesco per la gastronomia, costruiscono un percorso esperienziale che unisce degustazioni, cultura e turismo. Protagonisti <strong>oltre mille etichette di vini regionali </strong>– tra cui i “Best 100” della guida Ais – e i <strong>45 prodotti Dop e Igp</strong>, raccontati da sommelier, chef e produttori.</p>
<p>Ogni serata, <strong>dalle 19.30 alle 23.30</strong>, trasforma piazze storiche, rocche e parchi in vere e proprie “arene del gusto”, dove il pubblico può vivere un’esperienza immersiva tra sapori, racconti e musica.</p>
<p>Un’iniziativa che conferma la vocazione dell’Emilia-Romagna come Food Valley italiana e rafforza l’attrattività del territorio anche dal punto di vista turistico ed enogastronomico<em>.</em></p>
<p><a href="https://eur03.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.travelemiliaromagna.it%2Ftramonto-divino%2F&amp;data=05%7C02%7CCinzia.Leoni%40regione.emilia-romagna.it%7Ce6157dbc288942e350bc08dea4f9f667%7Cf45c8468d4164da9aadb9ab75944617b%7C0%7C0%7C639129590695582853%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJFbXB0eU1hcGkiOnRydWUsIlYiOiIwLjAuMDAwMCIsIlAiOiJXaW4zMiIsIkFOIjoiTWFpbCIsIldUIjoyfQ%3D%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=oWGbL82JvTiG%2BcWHiLn1%2B%2FikuMTDgT%2BcW%2FRm6mP1GXg%3D&amp;reserved=0">Il programma di Tramonto DiVino</a></p>
<h4>Lo spettacolo 2026 “E-RiSalutami Tuo Fratello”</h4>
<p>Tra i momenti più attesi della <strong>Sagra dell’Asparago Verde di Altedo Igp</strong>, <strong>sabato 10 maggio</strong> (ore 21), lo spettacolo di <strong>Marco Ligabue</strong> e <strong>Andrea Barbi</strong>. Il duo, ambasciatore ufficiale delle <strong>45 eccellenze Dop e Igp dell&#8217;Emilia-Romagna</strong>, porterà in scena un format rinnovato dopo il successo di oltre 200 date in tutta Italia.</p>
<p>Lo spettacolo è un mix travolgente di musica dal vivo, sketch e racconti, pensato per omaggiare l’identità emiliana con ironia e ritmo. Un modo fresco e coinvolgente di narrare l’Emilia-Romagna, e i nostri prodotti più pregiati, tra cui l’Asparago verde di Altedo.</p>
<h4>Le altre date dello spettacolo</h4>
<ul>
<li>30/06 – Forlimpopoli (FC): Casa Artusi</li>
<li>26/07 – Riolo Terme (RA): Sagra dello Scalogno di Romagna Igp</li>
<li>20/09 – Reggio Emilia: Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop (serata in attesa di conferma)</li>
<li>18/10 – Castel del Rio (BO): Sagra del Marrone di Castel del Rio Igp</li>
<li>27/10 – Borgo Val di Taro (PR): Fiera del Fungo di Borgotaro Igp</li>
<li>Novembre – Germania: Data Scim (Settimana della cucina italiana nel mondo)</li>
</ul>
<p>Fonte: <a href="https://notizie.regione.emilia-romagna.it/comunicati/2026/agroalimentare-asparago-verde-di-altedo-igp-tramonto-divino-e-risalutami-tuo-fratello-al-via-da-maggio-in-emilia-romagna-i-roadshow-gastronomici-dedicati-al-vino-e-alle-produzioni-dop-e-igp-mammi-sul-territorio-attraverso-degustazioni-assaggi-spettacolo-e" target="_blank" rel="noopener">Regione Emilia-Romagna</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-in-emilia-romagna-roadshow-gastronomici-dedicati-alle-produzioni-dop-e-igp/">Turismo DOP in Emilia-Romagna: roadshow gastronomici dedicati alle produzioni DOP e IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Turismo DOP: al Tempio di Adriano presentate le Vie dell’Olio di Roma IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-al-tempio-di-adriano-presentate-le-vie-dellolio-di-roma-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 07:13:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Oleoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=519851</guid>

					<description><![CDATA[<p>Aziende produttrici, agricoltori, istituzioni e operatori turistici insieme per creare valore condiviso: firmato anche il protocollo d’Intesa sulla “Settimana dell’Olio di Roma IGP”, per favorire la collaborazione tra i mondi della ristorazione, del commercio, del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-al-tempio-di-adriano-presentate-le-vie-dellolio-di-roma-igp/">Turismo DOP: al Tempio di Adriano presentate le Vie dell’Olio di Roma IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Aziende produttrici, agricoltori, istituzioni e operatori turistici insieme per creare valore condiviso: firmato anche il protocollo d’Intesa sulla “Settimana dell’Olio di Roma IGP”, per favorire la collaborazione tra i mondi della ristorazione, del commercio, del turismo e dell’ospitalità</em></p>
<p>Una giornata dedicata alla valorizzazione dell’Olio Evo e, in particolare, dell’Olio di Roma IGP, come strumento di promozione territoriale, culturale e di sviluppo economico, grazie alla firma di due protocolli operativi che creeranno una rete tra filiera, istituzioni, ricerca, ristorazione, associazioni e mondo del turismo e dell’ospitalità.</p>
<h4>LE VIE DELL’OLIO DI ROMA IGP PER UN TURISMO ESPERIENZIALE E SOSTENIBILE</h4>
<p>Al tempio di Adriano, questa mattina, tra talk, masterclass di assaggio e l’esposizione dei produttori, il <strong>Consorzio dell’Olio di Roma IGP, FIAVET e ITS Turismo Academy</strong> hanno siglato e presentato <strong>il protocollo d’Intesa “Le vie dell’Olio di Roma IGP”,</strong> volto a creare e promuovere una rete di percorsi turistici, culturali ed enogastronomici che, partendo da Roma, valorizzino l’Olio di Roma IGP e il territorio della Città Metropolitana e della Regione Lazio.</p>
<p>Attraverso la creazione di itinerari e percorsi tematici, l’organizzazione di tour, degustazioni, eventi culturali e attività didattiche e lo sviluppo di pacchetti turistici integrati, promossi attraverso i media e i canali social, il protocollo si fa strumento operativo per la valorizzazione dell’olivicoltura romana come patrimonio storico e identitario; per lo sviluppo del turismo esperienziale e sostenibile; l’integrazione tra cultura, gastronomia, educazione e territorio e il sostegno all’economia locale e alle filiere certificate.</p>
<h4>LA PROMOZIONE DELL’EDUCAZIONE ALIMENTARE E DELLA DIETA MEDITERRANEA</h4>
<p>Il secondo <strong>Protocollo d’intesa, “<a href="https://www.qualivita.it/news/nasce-il-primo-festival-dellolio-di-roma-igp-un-mese-di-eventi-tra-storia-arte-tradizioni-e-gusto/" target="_blank" rel="noopener">Settimana dell’Olio di Roma IGP</a>”,</strong> è stato siglato dal <strong>Consorzio Olio di Roma IGP e da Unione Cuochi Lazio</strong>, con l’obiettivo di realizzare una settimana diffusa di iniziative dedicate alla promozione dell’Olio di Roma IGP, coinvolgendo scuole, imprese e operatori del territorio.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.fooday.it/oleoturismo-al-tempio-di-adriano-presentate-le-vie-dellolio-di-roma.html" target="_blank" rel="noopener">Fooday.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-al-tempio-di-adriano-presentate-le-vie-dellolio-di-roma-igp/">Turismo DOP: al Tempio di Adriano presentate le Vie dell’Olio di Roma IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Turismo DOP, da nicchia a sistema per l’Italia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-da-nicchia-a-sistema-per-litalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 07:25:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari enogastronomici]]></category>
		<category><![CDATA[Oleoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Strade del vino e dei sapori]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Enogastronomico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=518837</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 2° Rapporto sul tema, stilato da Fondazione Qualivita e Origin Italia, parla di 667 attività nel 2025 e di un nuovo modello di viaggio legato ai territori Non più contorno folkloristico delle eccellenze agroalimentari, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-da-nicchia-a-sistema-per-litalia/">Turismo DOP, da nicchia a sistema per l’Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 2° Rapporto sul tema, stilato da Fondazione Qualivita e Origin Italia, parla di 667 attività nel 2025 e di un nuovo modello di viaggio legato ai territori</em></p>
<p>Non più contorno folkloristico delle eccellenze agroalimentari, né semplice calendario di sagre. Il cosiddetto <strong>Turismo DOP</strong> nel 2025 ha cambiato pelle e adesso prova a diventare un sistema. A dirlo è il <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-turismo-dop-2026-download/" target="_blank" rel="noopener">2° Rapporto Turismo DOP di Fondazione Qualivita e Origin Italia</a>, che fotografa un comparto in piena espansione: 667 attività censite, 73 in più rispetto al 2024, con un’accelerazione soprattutto sul fronte degli eventi, arrivati a 292, in crescita del 26% in un solo anno.</p>
<h4>Il dato quantitativo, da solo, dice già molto, ma non abbastanza per spiegare la novità.</h4>
<p>Il punto vero non è soltanto che aumentano feste, degustazioni o festival: ciò che conta è che questo mondo, fin qui un po’ “sparso”, ha cominciato a darsi una forma. <strong>Nel Rapporto il 2025 viene definito un “nuovo inizio”: l’anno in cui il turismo legato alle Dop e Igp smette di essere una pratica intuitiva e diventa un ambito riconosciuto, misurato e organizzato</strong>. Alla base c’è anche il <strong>cambio di quadro normativo introdotto dal Regolamento Ue 2024/1143</strong>, che ha inserito fra le competenze dei Consorzi di tutela lo sviluppo di servizi turistici nelle aree di produzione.</p>
<p>È questo il passaggio più innovativo: <strong>il Turismo DOP</strong> non viene più trattato come un’appendice promozionale del prodotto, ma come <strong>una leva di governance territoriale</strong>. Non solo marketing, dunque, ma costruzione di esperienze autentiche, educative e legate alla sostenibilità. Nel Rapporto, del resto, <strong>il fenomeno viene letto proprio all’incrocio fra turismo enogastronomico, turismo culturale e turismo sostenibile</strong>, con tre parole chiave a fare da bussola: <strong>autenticità, educazione, sostenibilità</strong>.</p>
<h4>Anche la composizione dell’offerta mostra che il fenomeno si sta strutturando.</h4>
<p>Le 667 attività del 2025 non coincidono infatti solo con gli eventi: accanto ai 292 appuntamenti censiti ci sono 197 infrastrutture, 135 iniziative di valorizzazione e 44 attività di in-formazione. Dentro gli eventi prevalgono 147 sagre e feste, 97 degustazioni, 39 festival e 18 eventi sportivi. Il dato forse più interessante, però, è quello delle 60 prime edizioni, segnale di una progettualità nuova che si allarga anche oltre le filiere più grandi e rodate.</p>
<h4>Il Turismo DOP, dunque, non cresce solo in quantità: si diversifica.</h4>
<p>E proprio qui sta la seconda novità. Per anni il turismo del gusto è stato raccontato quasi esclusivamente come esperienza di consumo. Il Rapporto prova invece a restituire una filiera più complessa: strade del vino e del gusto, spazi didattici, musei del cibo, patrimoni culturali, convegni, pubblicazioni, formazione e comunicazione. In una parola: ecosistema.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.telepress.news/turismo-dop-da-nicchia-a-sistema-per-litalia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Telepress.it</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-da-nicchia-a-sistema-per-litalia/">Turismo DOP, da nicchia a sistema per l’Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Olio di Roma IGP: il fatturato vola a 6 milioni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/olio-di-roma-igp-il-fatturato-vola-a-6-milioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 07:12:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Oleoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=518627</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 60% dell&#8217;Olio di Roma IGP si esporta, fatturato da 6 milioni: sono i numeri presentati durante l&#8217;apertura del 1° festival organizzato dal Consorzio [&#8230;] Da venerdì al 21 aprile la tradizione agricola millenaria della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/olio-di-roma-igp-il-fatturato-vola-a-6-milioni/">Olio di Roma IGP: il fatturato vola a 6 milioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 60% dell&#8217;Olio di Roma IGP si esporta, fatturato da 6 milioni: sono i numeri presentati durante l&#8217;apertura del 1° festival organizzato dal Consorzio</em></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Da venerdì al 21 aprile la tradizione agricola millenaria della Capitale si rinnova con il primo «<a href="https://www.qualivita.it/news/nasce-il-primo-festival-dellolio-di-roma-igp-un-mese-di-eventi-tra-storia-arte-tradizioni-e-gusto/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Festival dell’olio di Roma Igp</strong></a>», un prodotto che affonda le radici nella storia e, al contempo, punta ai mercati internazionali.</p>
<p>Merito di <strong>un comparto di 600 addetti</strong> e di un consorzio di 500 aziende, che <strong>nel 2025 hanno prodotto 3.500 quintali</strong> di olio a chilometro zero per un <strong>fatturato di circa 6 milioni</strong>, di cui <strong>il 60% va all’estero</strong>. Sul futuro <strong>incombono i dazi americani</strong> (gli Stati Uniti sono il primo Paese d’esportazione) ma il vero ago della bilancia è dato dai <strong>cambiamenti climatici</strong>.</p>
<p>«L’olio è, con il vino, il primo ambasciatore del territorio — ha detto l’<strong>assessore regionale all’Agricoltura, Giancarlo Righini</strong> —. Non a caso abbiamo varato la <a href="https://www.regione.lazio.it/Legge-eno-oleoturismo-Lazio" target="_blank" rel="noopener"><strong>prima legge sull’enooleoturismo</strong> del Lazio</a>».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere della Sera &#8211; Roma</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/olio-di-roma-igp-il-fatturato-vola-a-6-milioni/">Olio di Roma IGP: il fatturato vola a 6 milioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Turismo DOP, l’Italia accelera: +12% di iniziative nel 2025, eventi +26%</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-litalia-accelera-12-di-iniziative-nel-2025-eventi-26/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 07:04:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari enogastronomici]]></category>
		<category><![CDATA[Oleoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Strade del vino e dei sapori]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Enogastronomico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=518623</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il turismo enogastronomico italiano legato ai prodotti DOP e IGP vive un vero e proprio boom: nel 2° Rapporto Turismo DOP 667 attività, con un balzo del 12% rispetto all’anno precedente Nel 2025 le attività [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-litalia-accelera-12-di-iniziative-nel-2025-eventi-26/">Turismo DOP, l’Italia accelera: +12% di iniziative nel 2025, eventi +26%</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il turismo enogastronomico italiano legato ai prodotti DOP e IGP vive un vero e proprio boom: nel 2° Rapporto Turismo DOP 667 attività, con un balzo del 12% rispetto all’anno precedente</em></p>
<p>Nel 2025 le attività di “Turismo DOP” sono schizzate a <strong>667</strong>, con un balzo del <strong>12%</strong> rispetto all’anno precedente e ben <strong>73 iniziative in più</strong>. A trainare la crescita sono soprattutto gli eventi: 292 tra feste, degustazioni, festival e manifestazioni sportive, con un balzo del <strong>26%</strong> in dodici mesi.</p>
<p>È quanto emerge dal <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-turismo-dop-2026-download/" target="_blank" rel="noopener"><strong>2° Rapporto Turismo DOP</strong></a>, realizzato da <strong>Fondazione Qualivita</strong> in collaborazione con <strong>Origin Italia</strong> e con il supporto del <strong>MASAF</strong>.</p>
<p>Il dato più significativo è la capacità del sistema di recepire rapidamente le novità introdotte dal <strong>Regolamento europeo 2024/1143</strong>, che ha ufficialmente inserito la gestione delle attività turistiche tra le competenze dei Consorzi di tutela. Un cambio di paradigma che sta trasformando i Consorzi da semplici organismi di difesa del prodotto a veri e propri <strong>registi dello sviluppo territoriale</strong>.</p>
<p>Non si tratta di un fenomeno limitato alle grandi filiere: nel 2025 sono state censite <strong>60 prime edizioni</strong> di eventi, segno che anche realtà più piccole stanno entrando con decisione nel gioco del turismo esperienziale. Crescono in 16 regioni su 20, con Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte che confermano la leadership nazionale.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.agricultura.it/2026/04/07/turismo-dop-litalia-accelera-12-di-iniziative-nel-2025-eventi-in-crescita-del-26/" target="_blank" rel="noopener">Agricultura.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-litalia-accelera-12-di-iniziative-nel-2025-eventi-26/">Turismo DOP, l’Italia accelera: +12% di iniziative nel 2025, eventi +26%</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>[Podcast] Turismo DOP, il territorio si veste a festa</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/podcast-turismo-dop-il-territorio-si-veste-a-festa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 06:59:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari enogastronomici]]></category>
		<category><![CDATA[Oleoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Strade del vino e dei sapori]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Enogastronomico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=518509</guid>

					<description><![CDATA[<p>Rosanna Magnano, nel podcast Madre Terra di Radio 24, intervista Mauro Rosati, Direttore della Fondazione Qualivita, sul valore del Turismo DOP. Il Turismo delle DOP piace sempre di più a italiani e stranieri e con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/podcast-turismo-dop-il-territorio-si-veste-a-festa/">[Podcast] Turismo DOP, il territorio si veste a festa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Rosanna Magnano, nel podcast Madre Terra di Radio 24, intervista Mauro Rosati, Direttore della Fondazione Qualivita, sul valore del Turismo DOP.</em></p>
<p><strong>Il Turismo delle DOP piace sempre di più</strong> a italiani e stranieri e con circa 300 eventi tra feste, degustazioni e sport la crescita è stata del 26 per cento nel 2025. Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte si confermano ai vertici.</p>
<p>Un viaggio nel turismo enogastronomico con la guida del <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-turismo-dop-2026-download/" target="_blank" rel="noopener">Rapporto &#8220;Turismo Dop&#8221; realizzato da Fondazione Qualivita</a> in collaborazione con Origin Italia e con il supporto del ministero dell&#8217;Agricoltura.</p>
<div  class='avia-button-wrap avia-button-center  avia-builder-el-0  avia-builder-el-no-sibling ' ><a href='https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/madre-terra/puntata/trasmissione-5-aprile-2026-5500-2330950540894842' class='avia-button   avia-icon_select-no avia-color-dark avia-size-medium avia-position-center ' target="_blank" rel="noopener"><span class='avia_iconbox_title' >ASCOLTA IL PODCAST</span></a></div>
<p>La sfida è quella di fare sistema tra imprese agricole, ricettive e culturali con la regia attenta dei Consorzi di tutela senza perdere l&#8217;occasione &#8211; dopo il flop della dieta mediterranea &#8211; del riconoscimento Unesco per la cucina italiana.</p>
<p>Nel podcast seguono le interviste a <strong>Federico De Simoni,</strong> Direttore del Consorzio di tutela Aceto Balsamico di Modena IGP e <strong>Andrea Petrini</strong>, Direttore del Consorzio di tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP che raccontano le esperienze di successo nel Turismo DOP delle due filiere certificate.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/madre-terra" target="_blank" rel="noopener"><strong>Radio24 &#8211; Il Sole 24 Ore</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/podcast-turismo-dop-il-territorio-si-veste-a-festa/">[Podcast] Turismo DOP, il territorio si veste a festa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Turismo DOP: Aceto Balsamico di Modena IGP rappresenta un valore di 1 miliardo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-laceto-balsamico-di-modena-igp-rappresenta-un-valore-di-1-miliardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 08:02:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare Mazzetti]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari enogastronomici]]></category>
		<category><![CDATA[Oleoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Strade del vino e dei sapori]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Enogastronomico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=518344</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Aceto Balsamico di Modena IGP si afferma come motore del turismo enogastronomico, attirando visitatori internazionali e creando sinergie tra cultura, produzione e ospitalità nel territorio. Il settore dell’Aceto Balsamico di Modena, con un fatturato al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-laceto-balsamico-di-modena-igp-rappresenta-un-valore-di-1-miliardo/">Turismo DOP: Aceto Balsamico di Modena IGP rappresenta un valore di 1 miliardo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’Aceto Balsamico di Modena IGP si afferma come motore del turismo enogastronomico, attirando visitatori internazionali e creando sinergie tra cultura, produzione e ospitalità nel territorio.</em></p>
<p>Il settore dell’<strong>Aceto Balsamico di Modena</strong>, con un fatturato al consumo che supera il miliardo di euro, sta dimostrando un crescente potenziale nel campo del <strong>turismo enogastronomico</strong>. Nel 2025, il comparto si sta affermando come una leva strategica, grazie a iniziative che spaziano da visite guidate con degustazioni a corsi di cucina, fino a eventi distribuiti su tutto il territorio.</p>
<p>Ogni anno, tra le <strong>150.000</strong> e le <strong>200.000</strong> persone visitano le acetaie della provincia di Modena, di cui circa l’<strong>80%</strong> sono turisti stranieri. Questo dato evidenzia l’attrattiva internazionale dell’<strong>Aceto Balsamico</strong>, che si distingue nel panorama del <strong>turismo delle Indicazioni Geografiche (IG)</strong>. Secondo il <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-turismo-dop-2026-download/" target="_blank" rel="noopener"><strong>2° Rapporto Turismo Dop 2026</strong></a>, sono state registrate <strong>667 attività</strong> legate a prodotti DOP e IGP, con un incremento del <strong>12%</strong> rispetto all’anno precedente, e un aumento del <strong>26%</strong> degli eventi, consolidando la sua posizione come uno dei principali driver per lo sviluppo territoriale. Inoltre, il rapporto rivela che 1 turista italiano su 10 ha già partecipato a un’esperienza con l’<strong>Aceto Balsamico di Modena</strong>, mentre il <strong>62%</strong> degli intervistati ha manifestato interesse a farlo, indicando ampi margini di crescita per il settore.</p>
<h4>Un modello di integrazione tra cultura e produzione</h4>
<p>Modena si distingue come un territorio unico, capace di fondere <strong>filiere produttive</strong>, patrimonio culturale e attrattività turistica in un modello riconoscibile. <strong>Cesare Mazzetti</strong>, presidente del <strong>Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena</strong>, sottolinea l’importanza di questo fenomeno, affermando che il turismo legato all’<strong>Aceto Balsamico di Modena</strong> non è più un aspetto secondario, ma rappresenta una parte fondamentale del valore della filiera.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.fornelliditalia.it/turismo-laceto-balsamico-di-modena-igp-rappresenta-un-valore-di-1-miliardo/" target="_blank" rel="noopener">Fornelli d&#8217;Italia</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-laceto-balsamico-di-modena-igp-rappresenta-un-valore-di-1-miliardo/">Turismo DOP: Aceto Balsamico di Modena IGP rappresenta un valore di 1 miliardo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
