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	<title>Nutrizione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Apr 2026 08:29:29 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Nutrizione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Montasio DOP, il formaggio che rientra nelle diete equilibrate</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/montasio-dop-il-formaggio-che-rientra-nelle-diete-equilibrate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 08:14:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli studi e gli approfondimenti hanno dimostrato come il formaggio Montasio DOP possa integrarsi in diversi modelli alimentari e nutrizionali.  Elaborati piani per bambini, donne in gravidanza, anziani e sportivi Il formaggio Montasio Dop entra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gli studi e gli approfondimenti hanno dimostrato come il formaggio Montasio DOP possa integrarsi in diversi modelli alimentari e nutrizionali.  Elaborati piani per bambini, donne in gravidanza, anziani e sportivi</em></p>
<p>Il formaggio Montasio Dop entra a pieno titolo nelle diete equilibrate. Lo conferma lo studio promosso dal <strong>Consorzio per la Tutela del formaggio Montasio Dop in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine che ha portato alla definizione di piani alimentari e nutrizionali mirati per età evolutiva e stili di vita, rispondendo alle esigenze delle diverse fasce della popolazione: dai bambini agli anziani, fino agli sportivi e alle donne in gravidanza, e con possibili applicazioni anche nell’inserimento nei menu delle mense scolastiche. </strong></p>
<p>Uno studio che ha portato alla realizzazione di una <strong>sessantina di ricette</strong>, <strong>l’elaborazione di piani alimentari</strong> per persone sane e la <strong>classificazione di proposte culinarie</strong> adatte anche a specifici contesti clinici. Un lavoro che offre a medici, nutrizionisti e professionisti della salute strumenti concreti per integrare il Montasio in un’alimentazione equilibrata.</p>
<p>I piani nutrizionali elaborati si rivolgono a target specifici quali i bambini in età scolare, per supportare crescita e sviluppo osseo; donne in gravidanza, con un focus su fabbisogni nutrizionali aumentati; uomini e donne sportivi, per favorire recupero muscolare ed energia. Ogni proposta integra il Montasio DOP in combinazione con altri alimenti, garantendo equilibrio nutrizionale, varietà e gusto.</p>
<p>“Il Montasio DOP si conferma protagonista di una nutrizione moderna, equilibrata e scientificamente validata &#8211; commenta il <strong>direttore del Consorzio di tutela, Renato Romanzin</strong>. <strong>Grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, </strong><strong>abbiamo lavorato per tradurre le evidenze scientifiche in strumenti concreti, sviluppando piani alimentari facilmente applicabili e l’inserimento del Montasio DOP nei menu scolastici rappresenta un’opportunità rilevante sia dal punto nutrizionale sia educativo.</strong> I piani sviluppati infatti prevedono l’inserimento del Montasio DOP in piatti equilibrati e facilmente replicabili, con l’obiettivo di migliorare la qualità nutrizionale dei pasti, educare al consumo consapevole di prodotti certificati e inoltre valorizzare le eccellenze del territorio”.</p>
<p>“Consumato nelle giuste porzioni, il formaggio Montasio DOP rappresenta una fonte preziosa di proteine ad alto valore biologico, calcio biodisponibile e micronutrienti essenziali, rientrando pienamente nei principi della dieta mediterranea” – ha sottolineato anche la Prof.ssa Nadia Innocente, referente scientifico del progetto.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.montasio.com/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio per la Tutela del formaggio Montasio </a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/04/Montasio_Tradizione-e-conoscenza-per-scelte-consapevoli.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA QUI IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Prosciutto di Modena DOP: “La qualità come ingrediente dell’eccellenza, il valore del territorio di Modena”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-modena-dop-la-qualita-come-ingrediente-delleccellenza-il-valore-del-territorio-di-modena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 08:21:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consorzio del Prosciutto di Modena, a Modena, un convegno per presentare la nuova ricerca su valori nutrizionali, qualità sensoriali e shelf life del Prosciutto di Modena DOP Il Consorzio di Tutela del Prosciutto di Modena [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-modena-dop-la-qualita-come-ingrediente-delleccellenza-il-valore-del-territorio-di-modena/">Prosciutto di Modena DOP: “La qualità come ingrediente dell’eccellenza, il valore del territorio di Modena”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Consorzio del Prosciutto di Modena, a Modena, un convegno per presentare la nuova ricerca su valori nutrizionali, qualità sensoriali e shelf life del Prosciutto di Modena DOP</em></p>
<p>Il Consorzio di Tutela del <strong>Prosciutto di Modena DOP</strong> ha presentato oggi, nel corso del Convegno <strong><em>“<a href="https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-modena-dop-nuova-ricerca-su-composizione-aspetti-nutrizionali-sensoriali-e-shelf-life/" target="_blank" rel="noopener">La qualità come ingrediente dell’eccellenza: il valore del territorio di Modena</a>”</em></strong>, i risultati della nuova ricerca scientifica condotta in collaborazione con la <strong>Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari (SSICA)</strong>.<br />
Lo studio analizza in modo approfondito <strong>composizione nutrizionale</strong>, <strong>qualità sensoriale</strong> e <strong>shelf life</strong> del <strong>Prosciutto di Modena DOP</strong>, confermando l’alto profilo qualitativo di questa eccellenza del territorio.</p>
<h4>Un prodotto naturalmente ricco e bilanciato</h4>
<p>La ricerca evidenzia un prosciutto con caratteristiche nutrizionali di rilievo, con un profilo costante e armonico lungo tutto il periodo di stagionatura. Dalla ricerca emerge che il prodotto presenta <strong>proteine ad alto valore biologico</strong>, in aumento con la stagionatura (dal 26,4% a 16 mesi fino al 27,6% a 24 mesi); <strong>ferro eme altamente biodisponibile</strong>, insieme a zinco, fosforo e potassio; <strong>ottimo contenuto di vitamine del gruppo B</strong>, in particolare B1 (tiamina), B3 (niacina) e B6 (piridossina); <strong>rapporto equilibrato di acidi grassi</strong>, con un contenuto moderato nella fetta sgrassata (tra il 6,47% e l’8,09%); incremento degli amminoacidi liberi essenziali e ramificati con il progredire della stagionatura, responsabili della complessità gusto-olfattiva.</p>
<p><em>“Il Prosciutto di Modena DOP offre vitamine del gruppo B e minerali essenziali come zinco e ferro, proteine di alta qualità, amminoacidi e peptidi che ne esaltano il sapore tipico &#8211; </em>commentano le ricercatrici della SSICA che hanno condotto la ricerca.<em> “La lunga stagionatura ne aumenta la digeribilità e favorisce la naturale evoluzione del colore e dell’aroma, assicurando un profilo nutrizionale pulito. Grazie alla stabilità raggiunta, vanta sicurezza microbiologica e una shelf life prolungata. Sulla base di studi di shelf life accelerata si delineano anche i tempi di conservazione dei tranci sottovuoto a temperatura ambiente”.</em></p>
<h4>Il percorso del Convegno</h4>
<p>Il Convegno è stato strutturato come un vero e proprio viaggio attraverso le diverse<strong> dimensioni</strong> del Prosciutto di Modena DOP. Dopo la presentazione della ricerca, un <strong>focus nutrizionale</strong> da parte della nutrizionista, <strong>Dott.ssa Livia Galletti</strong>, ha illustrato il corretto posizionamento del prodotto all’interno di una dieta varia ed equilibrata, evidenziandone i punti di forza dal punto di vista nutrizionale.</p>
<p><em>“I nuovi dati raccolti dalla ricerca della Stazione Sperimentale evidenziano come il Prosciutto di Modena DOP possa essere inserito in un’alimentazione equilibrata a qualsiasi età, </em>commenta la nutrizionista<em>”. È un’ottima fonte di amminoacidi, proteine ad alta biodisponiblità, sali minerali quali ferro eme e zinco. Inoltre, il suo gusto dolce e con una equilibrata sapidità lo rendono particolarmente gradevole al palato ed è importante salvaguardare anche il piacere a tavola quando ci occupiamo di nutrizione”.</em></p>
<p>A seguire, un <strong>talk </strong>a cui hanno preso parte, insieme<strong> alla Presidente del Consorzio Giorgia Vitali</strong>, referenti del territorio modenese e del settore della salumeria italiana tutelata<strong>: </strong></p>
<p><strong>Giuseppe Molinari</strong>, Presidente della Camera di Commercio di Modena, ha approfondito il tema della positiva ricaduta delle filiere ad Indicazione Geografica sul sistema economico e sociale locale. <em>“La Camera di Commercio è convinta che investire nella valorizzazione delle eccellenze agroalimentari modenesi significhi non solo tutelare il patrimonio culturale, ma anche sostenere la crescita dell&#8217;economia locale e l&#8217;occupazione. Dobbiamo operare in una logica di filiera, dove il successo di un prodotto traina l&#8217;intera economia del distretto”</em><em> – </em>il commento del Presidente.</p>
<p>Lo <strong>Chef Luca Marchini </strong>ha valorizzato l’utilizzo e il racconto dei prodotti a Indicazione Geografica all’interno dei suoi menu, sottolineando il ruolo della ristorazione nella narrazione dei territori. <em>&#8220;Il territorio nella mia cucina è fondamentale in quanto elemento identitario, imprescindibile nelle ricette più apprezzate. Persino nei piatti più creativi e fondati su una sperimentazione, l&#8217;imprinting della cultura gastronomica locale è presente. L&#8217;eccellenza della materia prima è un must in ogni Cucina che desideri offrire un’esperienza autentica da ricordare. Il nostro territorio è ricchissimo di prodotti di eccellenza riconosciuti in tutto il mondo e questa la considero una grande risorsa attraverso cui esprimermi” &#8211; </em>il commento dello Chef.</p>
<p><strong>Cristiano Costantino Loddo</strong>, <strong>Direttore di Salumitalia</strong>, ha ripercorso l’evoluzione delle Indicazioni Geografiche nel tempo e il ruolo, sempre più strategico, dei Consorzi di Tutela.</p>
<p><em>“Il settore delle Indicazioni Geografiche rappresenta un asset consolidato per l’economia del nostro Paese e portavoce della capacità produttiva riconosciuta e sempre più apprezzata nel mondo</em>”, commenta il direttore di Salumitalia. <em>&#8220;Un contributo fattivo, quello dei Consorzi di Tutela, soggetti deputati non solo alla tutela delle IG, ma alla sua valorizzazione a tutto tondo, anche individuando virtuosi percorsi di adeguamento delle caratteristiche che riescano a coniugare la fondamentale e rigorosa tradizionalità &#8211; che ha legittimato la registrazione come IG &#8211; all&#8217;innovazione, per favorirne la durabilità anche rispetto a nuove esigenze dei consumatori”, </em>conclude il Direttore Loddo.</p>
<h4>Una filiera che investe in territorio e trasparenza nelle parole della Presidente del Consorzio Giorgia Vitali</h4>
<p><strong>La Presidente del Consorzio</strong> ha chiuso il talk evidenziando il valore identitario che il Prosciutto di Modena rappresenta per il suo territorio d’origine e come l’impegno del Consorzio verso la qualità sia costante: nel corso degli ultimi anni, il Consorzio ha infatti introdotto aggiornamenti al Disciplinare di produzione, tra cui – nel 2024 – una riduzione dell’utilizzo del sale, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente un prodotto già riconosciuto per equilibrio nutrizionale e bontà.</p>
<p>Realizzato con cosce di <strong>suini italiani</strong>, salate e stagionate tra le colline modenesi e bolognesi, il Prosciutto di Modena DOP è un alimento <strong>nutrizionalmente valido, sensorialmente ricco e sicuro dal punto di vista della conservazione</strong>.</p>
<p>Il convegno ha rappresentato un momento di dialogo tra istituzioni, mondo scientifico e filiera produttiva, confermando l’importanza di un approccio basato su <strong>trasparenza, ricerca e tutela del consumatore</strong>.</p>
<p>Il Consorzio rinnova il proprio impegno nella valorizzazione di un prodotto identitario del patrimonio gastronomico italiano e nella diffusione di dati scientifici chiari e verificati a beneficio del consumatore.</p>
<p>Fonte: <a href="https://consorzioprosciuttomodena.it/prosciutto-di-modena-dop-pubblicata-la-nuova-ricerca-su-composizione-aspetti-nutrizionali-sensoriali-e-shelf-life/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del Prosciutto di Modena</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/12/Comunicato-Stampa_Convegno.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-modena-dop-la-qualita-come-ingrediente-delleccellenza-il-valore-del-territorio-di-modena/">Prosciutto di Modena DOP: “La qualità come ingrediente dell’eccellenza, il valore del territorio di Modena”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Prosciutto di Modena DOP: nuova ricerca su composizione, aspetti nutrizionali, sensoriali e shelf life</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-modena-dop-nuova-ricerca-su-composizione-aspetti-nutrizionali-sensoriali-e-shelf-life/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 07:59:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
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		<category><![CDATA[Shelf life]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio di Tutela del prosciutto di Modena DOP ha promosso uno studio scientifico approfondito per rispondere alle esigenze di trasparenza e qualità del consumatore moderno. Il Consorzio di Tutela del Prosciutto di Modena DOP [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-modena-dop-nuova-ricerca-su-composizione-aspetti-nutrizionali-sensoriali-e-shelf-life/">Prosciutto di Modena DOP: nuova ricerca su composizione, aspetti nutrizionali, sensoriali e shelf life</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio di Tutela del prosciutto di Modena DOP ha promosso uno studio scientifico approfondito </em><em>per rispondere alle esigenze di trasparenza e qualità del consumatore moderno.</em></p>
<p>Il <strong>Consorzio di Tutela del Prosciutto di Modena DOP</strong> annuncia la pubblicazione di una nuova e approfondita ricerca condotta in collaborazione con la <strong>Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari (SSICA)</strong>, con l’obiettivo di analizzare in maniera dettagliata la <strong>composizione nutrizionale</strong>, le <strong>caratteristiche sensoriali</strong> e la <strong>shelf life</strong> del <strong>Prosciutto di Modena DOP</strong>.</p>
<p>In un contesto in cui i consumatori sono sempre più attenti a <strong>origine, trasparenza e chiarezza informativa su ingredienti, processi produttivi e valori nutrizionali</strong>, il Consorzio ha voluto fornire un’analisi aggiornata, confermando così anche l’impegno costante per la <strong>valorizzazione di un prodotto di eccellenza del patrimonio gastronomico italiano</strong>.</p>
<p><strong><em><u>Un prodotto naturalmente ricco e bilanciato</u></em></strong></p>
<p>Dallo studio emerge la conferma di un prosciutto di eccellente qualità con un proﬁlo nutrizionale caratterizzato da proteine ad alto valore biologico, ferro eme biodisponibile, vitamine del gruppo B e minerali essenziali, con un contenuto e qualità di acidi grassi che mantengono un rapporto nutrizionalmente equilibrato e sostanzialmente invariati con il progredire della stagionatura. In particolare:</p>
<ul>
<li><strong>Proteine ad alto valore biologico</strong>, in aumento con la stagionatura (dal 26,4% a 16 mesi fino al 27,6% a 24 mesi);</li>
<li>Presenza di <strong>ferro eme</strong>, altamente biodisponibile, insieme a <strong>zinco, fosforo e potassio</strong>;</li>
<li>Ottimo apporto di <strong>vitamine del gruppo B</strong>, in particolare B1 (tiamina), B3 (niacina) e B6 (piridossina);</li>
<li>Rapporto equilibrato di <strong>acidi grassi</strong>, con un contenuto moderato nella fetta sgrassata (tra il 6,47% e l’8,09%).</li>
</ul>
<p>La stagionatura, che varia da un minimo di <strong>14 mesi fino a oltre 24 mesi</strong>, arricchisce il prodotto di <strong>amminoacidi liberi, essenziali e ramificati</strong>, contribuendo a un gusto complesso e a un valore nutrizionale superiore.</p>
<p><em>“I risultati ottenuti non sono un punto di arrivo, ma rappresentano uno sprone per continuare a migliorare il prodotto in termini nutrizionali e di sicurezza, così da salvaguardare anche in futuro un prodotto fortemente legato alla tradizione e al suo territorio” </em>&#8211; afferma <strong>la Presidente del Consorzio Giorgia Vitali</strong><em>. Fornire informazioni chiare, verificate e trasparenti è oggi fondamentale per incontrare le aspettative dei consumatori, sempre più consapevoli e informati. Uno speciale ringraziamento va alla <strong>SSICA,</strong> che ha visto impegnato il suo team di ricerca per oltre un anno sul progetto, e al <strong>Masaf </strong>che &#8211; da sempre &#8211; sostiene la valorizzazione e la salvaguardia del Prosciutto di Modena DOP”, conclude Giorgia Vitali.</em></p>
<p>Realizzato con cosce di suini italiani, salate in modo naturale e stagionate nelle <strong>colline modenesi e bolognesi, </strong>il Prosciutto di Modena DOP è un alimento <strong>nutrizionalmente valido, sensorialmente ricco e sicuro dal punto di vista della conservazione</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://consorzioprosciuttomodena.it/prosciutto-di-modena-dop-pubblicata-la-nuova-ricerca-su-composizione-aspetti-nutrizionali-sensoriali-e-shelf-life/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del Prosciutto di Modena</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-modena-dop-nuova-ricerca-su-composizione-aspetti-nutrizionali-sensoriali-e-shelf-life/">Prosciutto di Modena DOP: nuova ricerca su composizione, aspetti nutrizionali, sensoriali e shelf life</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nutri-Score: scacco matto alle Indicazioni Geografiche?</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nutri-score-scacco-matto-alle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 10:51:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[Farm to Fork]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio condotto dall’Università degli Studi di Padova, in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, sulle preferenze dei consumatori italiani per prodotti DOP e generici etichettati con Nutri-Score, evidenzia le principali criticità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/nutri-score-scacco-matto-alle-indicazioni-geografiche/">Nutri-Score: scacco matto alle Indicazioni Geografiche?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Uno studio condotto dall’Università degli Studi di Padova, in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, sulle preferenze dei consumatori italiani per prodotti DOP e generici etichettati con Nutri-Score, evidenzia le principali criticità legate all’adozione di questo strumento</em></p>
<p>Sovrappeso e obesità rappresentano una delle principali sfide globali per la salute, colpendo il 60% della popolazione (OMS, 2021) e incidendo per il 7% sulla spesa sanitaria complessiva per la prevenzione e il trattamento di queste patologie. Per promuovere abitudini alimentari più sane, le etichette nutrizionali fronte pacco si sono affermate a livello globale come strumenti efficaci, capaci di offrire informazioni semplici e immediate sul profilo nutrizionale degli alimenti. Diversi Paesi europei hanno adottato queste etichette su base volontaria e la Commissione Europea, nell’ambito della strategia Farm-to-Fork, ha proposto di renderle obbligatorie, individuando nel Nutri-Score il candidato più promettente. Il Nutri-Score classifica gli alimenti in cinque categorie, dalla più salutare (A, verde scuro) alla meno salutare (E, rosso), basandosi su una valutazione nutrizionale complessiva per 100 g di prodotto e considerando il contenuto di alimenti e nutrienti da favorire nel consumo, come fibre, proteine, frutta e verdura e legumi, e il contenuto di elementi da limitare, come calorie, grassi saturi, zuccheri e sale. Questo sistema dovrebbe aiutare i consumatori a identificare più rapidamente le opzioni più salutari all&#8217;interno di una stessa categoria di alimenti. Tuttavia, nonostante vari Paesi utilizzino il Nutri-Score come etichetta nutrizionale fronte pacco, la sua adozione a livello comunitario suscita ancora dibattiti e resistenze. Mentre in Francia, primo Paese europeo a introdurlo nel 2017, le iniziali opposizioni dell’industria agroalimentare sono diminuite nel tempo, in Italia il Nutri-Score è ancora oggetto di controversie politiche, perché percepito come penalizzante per i prodotti della dieta mediterranea e per le certificazioni note come Indicazioni Geografiche, soprattutto di origine animale. Anche in Spagna sono emerse preoccupazioni simili, con rappresentanti del governo che ritengono che il Nutri-Score possa penalizzare prodotti simbolo della tradizione culinaria nazionale, come l&#8217;olio d&#8217;oliva. Secondo quanto emerso in letteratura, i prodotti con Nutri- Score negativo tendono a subire una riduzione della disponibilità a pagare da parte dei consumatori, con conseguente calo di prezzi e volumi di vendita. Sebbene questo sia in linea con le raccomandazioni dell’OMS e con gli obiettivi della strategia Farm-to-Fork di ridurre il consumo di grassi saturi, sale e calorie, l’introduzione di questa etichetta può rappresentare una sfida per le IG. Questo assume particolare valore se consideriamo che, nonostante la qualità delle IG sia attribuita principalmente all’area geografica di produzione e non a specifici valori nutrizionali, studi recenti hanno dimostrato che i prodotti DOP sono spesso più sani dei generici, perché privi di additivi, come nel caso dei nitriti e nitrati nel Prosciutto di Parma DOP. Anche se apparentemente non sovrapposte, la coesistenza di informazioni contrastanti – sia positive (come IG) che negative (come il Nutri-Score D o E) – sulla confezione di uno stesso prodotto potrebbe confondere i consumatori, riducendo il valore percepito delle certificazioni IG.</p>
<blockquote><p><strong>Alice Stiletto</strong><br />
assegnista di ricerca presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF) dell’Università degli Studi di Padova.</p>
<p><strong>Samuele Trestini</strong><br />
Professore Associato presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF) dell’Università degli Studi di Padova e direttore del Centro Interuniversitario di Contabilità e Gestione Agraria, Forestale e Ambientale (CONTAGRAF).</p>
<p><strong>Riccardo Vecchio</strong><br />
Professore Associato presso l&#8217;Università degli Studi di Napoli Federico II, Dipartimento di Scienze Agrarie. Attualmente, professore a contratto presso la KEDGE Business School di Bordeaux.</p>
<p><strong>Luigi Cembalo</strong><br />
Professore Ordinario presso l&#8217;Università degli Studi di Napoli Federico II, Dipartimento di Scienze Agrarie. È stato direttore del CRISP (Centro di ricerca interdipartimentale sulla &#8220;Earth Critical Zone&#8221;) e membro del SESS (Centro di Simulazione dei Sistemi Socio- Ecologici, Danimarca).</p></blockquote>
<p><strong>Metodologia</strong></p>
<p>Nonostante la rilevanza del tema, pochi studi scientifici hanno analizzato l&#8217;impatto del Nutri-Score sulle preferenze dei consumatori per i prodotti di qualità, specialmente in mercati non ipotetici. Per fare luce sul tema, il Dipartimento TESAF dell’Università di Padova e il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli hanno condotto un’asta sperimentale su 188 consumatori italiani, analizzando le loro preferenze espresse in termini monetari, ovvero la disponibilità a pagare per prodotti generici e IG etichettati con Nutri-Score. Questo approccio, largamente impiegato nell&#8217;economia sperimentale per identificare le preferenze reali dei consumatori, riproduce un contesto di acquisto non ipotetico. I partecipanti sono invitati a indicare la loro massima disponibilità a pagare per i prodotti proposti (Figura 1) in due diverse fasi: una in cui i prodotti non presentano l&#8217;etichetta Nutri-Score (Round 1) e una in cui gli stessi prodotti sono etichettati con il Nutri-Score (Round 2). Al termine dell&#8217;esperimento, viene selezionato uno dei prodotti oggetto di studio e, se la disponibilità a pagare del partecipante per quel prodotto è maggiore o uguale al prezzo di mercato di quel bene, estratto casualmente da un insieme predefinito di suoi possibili prezzi di mercato, il partecipante acquista effettivamente il prodotto al prezzo di mercato estratto. Questa metodologia minimizza le distorsioni nelle stime della disponibilità a pagare, fornendo una rappresentazione più precisa e affidabile delle preferenze dei consumatori.</p>
<blockquote><p><strong>Nutriscore</strong></p>
<p>Il Nutriscore è un sistema di etichettatura nutrizionale che assegna un punteggio ai prodotti alimentari in base alla loro composizione nutrizionale. Va da A (più sano) a E (meno sano), e dovrebbe aiutare i consumatori a prendere decisioni informate sulla qualità nutrizionale degli alimenti. Tuttavia questo sistema semplifica eccessivamente la valutazione della qualità nutrizionale, non considerando la complessità della dieta individuale. Il Nutriscore non valuta infatti aspetti fondamentali come il contenuto di micronutrienti (es. vitamine e amminoacidi) e la porzione assunta. Questo sistema rischia di penalizzare alimenti tradizionali come l’olio extravergine di oliva, universalmente riconosciuto come salutare, favorendo prodotti altamente processati e di scarso valore nutrizionale.</p></blockquote>
<p><strong>Risultati</strong></p>
<p>I risultati dello studio, rappresentati graficamente in Figura 2, evidenziano chiaramente il ruolo cruciale del Nutri-Score nel guidare le preferenze dei consumatori e nell’influenzarne la disponibilità a pagare. In particolare, i consumatori si sono mostrati disposti a pagare in media 24 centesimi in più per un pacco di pasta da 500 g etichettato con Nutri-Score = A, indipendentemente dal tipo di prodotto (convenzionale o certificato Pasta di Gragnano IGP). Questo dato sottolinea l’efficacia dell’etichetta nel valorizzare i prodotti percepiti come più salutari, anche nel caso dei prodotti DOP e IGP. Al contrario, i prodotti con un punteggio negativo (Nutri- Score = D) registrano una riduzione della disponibilità a pagare dei consumatori. Tuttavia, nel caso del Parmigiano Reggiano DOP, l’effetto negativo del Nutri-Score è completamente compensato dal valore positivo attribuito alla Denominazione di Origine. La solida reputazione del Parmigiano Reggiano DOP nel mercato nazionale sembra, infatti, generare un “effetto alone”, che estende il valore associato a una caratteristica specifica del prodotto, come la Denominazione di Origine, all’intero prodotto, aumentando l’utilità percepita dai consumatori. Sebbene questo risultato sia promettente, non trova ampio supporto nella letteratura scientifica: studi precedenti hanno infatti riscontrato effetti opposti nel caso di IG meno note, come la Casatella Trevigiana DOP o l’Asiago DOP, che sono, invece, ampiamente penalizzate dal Nutri-Score negativo. Ciò conferma che il valore percepito delle diverse IG non è uniforme, ma è strettamente legato alla reputazione che i consumatori vi attribuiscono. Per i prodotti che non si trovano agli estremi della scala nutrizionale (Nutri-Score = C), come la piadina, la presenza dell’etichetta non sembra invece avere un impatto significativo sulla disponibilità a pagare dei consumatori, sia nel caso dei prodotti generici che DOP IGP.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Analizzando più approfonditamente i fattori che influenzano le preferenze dei consumatori, emerge che una corretta interpretazione dell’etichetta Nutri-Score è un fattore cruciale nelle scelte d’acquisto; quanto più un prodotto è percepito come nutrizionalmente valido, tanto maggiore è la disponibilità dei consumatori a pagare per acquistarlo. Questo vale non solo quando i consumatori interpretano correttamente un prodotto con Nutri-Score = A come &#8220;salutare&#8221;, ma anche quando, fraintendendo l’etichetta, considerano un Nutri-Score = D come segnale di alta qualità nutrizionale, sottolineando come la percezione di salubrità rappresenti un fattore determinante nelle decisioni di acquisto e come una corretta interpretazione dell’etichetta sia fondamentale per orientare le scelte alimentari dei consumatori. Analogamente, la fedeltà dei consumatori verso le IG influisce in modo significativo sulle loro preferenze monetarie. Paradossalmente, i consumatori che più apprezzano i prodotti IG tendono a ridurre maggiormente la loro disponibilità a pagare per questi prodotti quando vengono etichettati con il Nutri-Score, anche nel caso di valutazioni nutrizionali positive. Vedendo che ai prodotti DOP e IGP viene attribuito lo stesso profilo nutrizionale dei corrispettivi generici, questi consumatori potrebbero sentirsi “traditi” nelle loro aspettative, riducendo di conseguenza la loro disponibilità a pagare. Questo fenomeno assume particolare rilevanza alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, che vedono sempre più consumatori ritenere le IG non solo come sinonimo di tradizione e autenticità del prodotto, ma anche come beni più salutari, nonostante tale caratteristica non siano una condizione richiesta e certificata dalle IG. In conclusione, i risultati dello studio dimostrano che l’etichetta Nutri-Score genera premi e penalità nelle preferenze monetarie dei consumatori, premiando i prodotti con punteggi elevati (Nutri-Score = A) e penalizzando quelli con punteggi negativi (Nutri-Score = D). Tuttavia, per le IG ben conosciute, come il Parmigiano Reggiano DOP, la penalizzazione attribuita al Nutri-Score è annullata dalla presenza della Denominazione di Origine. La reputazione consolidata e la percezione di alta qualità delle IG giocano quindi un ruolo fondamentale nel preservare la preferenza dei consumatori per questi prodotti, mitigando l’impatto di un’etichettatura nutrizionale sfavorevole. Questo effetto, però, non si estende a IG meno conosciute, dove la differenza di valore tra prodotti IG e generici tende a ridursi in presenza del Nutri-Score. Inoltre, lo studio ha evidenziato l’importanza di colmare il deficit di comprensione del Nutri- Score da parte dei consumatori, specialmente in Paesi come l’Italia, dove l’etichetta non è ancora stata implementata. Questo potrebbe contribuire a ridurre l’asimmetria informativa, favorendo un uso più efficace dell’etichetta nel guidare le scelte alimentari dei consumatori, limitando gli impatti negativi sulle IG.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><strong>Titolo</strong><br />
The impact of nutri-score on consumers’ preferences for geographical indications. Evidence from a non-hypothetical experiment.</p>
<p><strong>Autori</strong><br />
A. Stiletto, R. Vecchio, L. Cembalo, S. Trestini</p>
<p><strong>Fonte</strong><br />
Appetite, Volume 199, 1 August 2024<br />
https://doi.org/10.1016/j.appet.2024.107400</p>
<p><strong>Abstract</strong><br />
La strategia Farm to Fork (F2F) dell&#8217;UE promuove l&#8217;adozione obbligatoria di un&#8217;etichetta nutrizionale sul fronte della confezione per migliorare la dieta dei cittadini e supportare scelte alimentari più sane. Nel dibattito pubblico, il Nutri-Score (NS) è il candidato più favorito. Sebbene ampiamente sostenuto, il NS incontra opposizioni politiche e da parte dei produttori, principalmente a causa dell&#8217;impatto economico che potrebbe avere su specifici settori alimentari, in particolare sulle Indicazioni Geografiche (IG). La letteratura recente ha evidenziato la necessità di approfondire ulteriormente questo tema. Il presente studio contribuisce a colmare questa lacuna analizzando le preferenze monetarie dei consumatori per i prodotti IG etichettati con diversi livelli di NS. È stato condotto un esperimento non ipotetico incentivato su 188 consumatori italiani, utilizzando prodotti rappresentativi di vari livelli di NS. In particolare, l&#8217;indagine ha considerato una pasta convenzionale e la Pasta di Gragnano IGP (NS = A), una piadina convenzionale e la Piadina Romagnola IGP (NS = C) e un formaggio duro convenzionale e il Parmigiano Reggiano DOP (NS = D). I risultati mostrano che il NS genera risposte favorevoli o sfavorevoli nelle preferenze dei consumatori, rispettivamente in linea con i punteggi A e D. La percezione di salubrità del prodotto influisce significativamente sulla disponibilità a pagare (WTP) dei consumatori, aumentandola. I risultati evidenziano l&#8217;importanza di strategie di comunicazione efficaci all&#8217;interno dell&#8217;UE per il raggiungimento degli obiettivi della strategia F2F. Tuttavia, il NS riduce il premio di prezzo associato alle IG, indipendentemente dal livello di NS, tra i consumatori che apprezzano maggiormente le IG. Le IG più note, però, non subiscono questo effetto negativo, poiché il valore positivo associato alla loro reputazione compensa l&#8217;impatto sfavorevole del NS.</p>
<p><strong>Bibliografia essenziale</strong></p>
<ol>
<li>Dobbs, R., &amp; Manyika, J. (2015). The obesity crisis. The Cairo Review of Global Affairs, 44–57. https://doi.org/10.1159/000355993</li>
<li>Glogovețan, A. I., Dabija, D. C., Fiore, M., &amp; Pocol, C. B. (2022). Consumer Perception and Understanding of European Union Quality Schemes: A Systematic Literature Review. Sustainability (Switzerland), 14(3), 1–16. https://doi.org/10.3390/su14031667</li>
<li>Höhn, G. L., Huysmans, M., &amp; Crombez, C. (2023). Healthy food traditions? Nutritional quality and food composition of EU geographic</li>
<li>Monier-Dilhan, S. (2018). Food labels: consumer’s information or consumer’s confusion. OCL, 25(2), 4–7.</li>
<li>Stiletto, A., &amp; Trestini, S. (2022). Is it really a piece of cake to label geographical indications with the nutri-score ? Consumers ’ behaviour and policy implications. PLoS One, 17(11), 1–18. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0277048</li>
<li>Stiletto, A., Cei, L., &amp; Trestini, S. (2023). A Little Bird Told Me. . . Nutri-score Panoramas from a Flight over Europe, connecting science and society. Nutrients, 15(15), 3367.</li>
<li>Thøgersen, J., &amp; Nohlen, H. U. (2022). Consumer understanding of origin labeling on food packaging and its impact on consumer product evaluation and choices: A Systematic literature review</li>
<li>World Health Organization. (2021). Malnutrition: Fact sheets.</li>
</ol>
</blockquote>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2024-04/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2024_04</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/02/Nutriscore_Consortium-25.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Le tradizioni alimentari sono più sane? Evidenze dalle Indicazioni Geografiche UE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 07:26:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Uno studio condotto dal LICOS di Leuven (Belgio), dalla Utrecht University e dal The Europe Center della Stanford University, emerge come le Indicazioni Geografiche europee siano associate a contenuti inferiori di additivi alimentari e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<section class="abstract"><em>Uno studio condotto dal LICOS di Leuven (Belgio), dalla Utrecht University e dal The Europe Center della Stanford University, emerge come le Indicazioni Geografiche europee siano associate a contenuti inferiori di additivi alimentari e una probabilità inferiore di essere ultra-processati.</em></p>
<p class="chapter-para">La strategia &#8220;Farm to Fork&#8221; dell&#8217;UE mira a promuovere diete più sane che includano cibi più nutrienti e naturali invece di prodotti ultra-processati. Sebbene diversi produttori di alimenti a Indicazione Geografica (IG) come il Prosciutto di Parma DOP pubblicizzino i loro prodotti come artigianali e sani, si sa ancora poco se le IG possano contribuire a queste ambizioni.</p>
<p class="chapter-para">Pertanto, <strong>questo studio esamina la qualità nutrizionale e la composizione alimentare delle IG rispetto alle non IG</strong>.</p>
<p class="chapter-para">Sono stati analizzati oltre 6.000 formaggi e carni preparate commercializzate in Francia. Lo studio evidenzia come, secondo il Nutri-Score, in queste categorie alimentari, le IG sono associate a una qualità nutrizionale inferiore. Pertanto, le normative sulle IG potrebbero dover facilitare le riformulazioni dei prodotti orientate alla salute.</p>
<p class="chapter-para">Contrariamente a quanto sostiene la metrica del Nutri-Score, <strong>lo studio evidenzia un legame positivo tra prodotti a Indicazione Geografica e qualità nutrizionale</strong>: scopriamo che <strong>le IG nelle categorie considerate</strong> (latticini e carne) <strong>tendono ad avere meno probabilità di contenere additivi alimentari</strong> e di essere ultra-processate.</p>
<p class="chapter-para">Tuttavia, questo sembra essere più vero per le Denominazioni di Origine Protette che per le Indicazioni Geografiche Protette. Pertanto, le norme armonizzate sugli additivi potrebbero rafforzare il carattere naturale delle IG.</p>
</section>
<div class="article-metadata-panel clearfix at-ArticleMetadata">Fonte: <a href="https://doi.org/10.1093/qopen/qoad014" target="_blank" rel="noopener">Gero Laurenz Höhn, Martijn Huysmans, Christophe Crombez, Healthy food traditions? Nutritional quality and food composition of EU geographical indications, Q Open, Volume 3, Issue 1, 2023, qoad014</a></div>
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		<title>Scontro tra agricoltura tradizionale e alimenti artificiali</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/scontro-tra-agricoltura-tradizionale-e-alimenti-artificiali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2024 07:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da una parte la produzione legata alle coltivazioni tradizionali, dall&#8217;altra l&#8217;apertura ad alimenti ottenuti artificialmente. Si fronteggiano due concezioni economiche e, soprattutto, sociali. In gioco c&#8217;è l&#8217;autentica dieta mediterranea sulle nostre tavole. Come il futuro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Da una parte la produzione legata alle coltivazioni tradizionali, dall&#8217;altra l&#8217;apertura ad alimenti ottenuti artificialmente. Si fronteggiano due concezioni economiche e, soprattutto, sociali. In gioco c&#8217;è l&#8217;autentica dieta mediterranea sulle nostre tavole. Come il futuro di chi nei campi ci lavora.</em></p>
<p>Il dado (da brodo, in questo caso) è tratto. E in atto uno scontro tra <strong>Filiera Italia e Coldiretti</strong> da una parte e <strong>Unione italiana Food</strong> &#8211; 530 aziende per 100 mila addetti, 900 marchi rappresentati per 56 miliardi di fatturato &#8211; e Confagricoltura dall&#8217;altra.</p>
<p>La posta in gioco è stabilire chi realmente produce per la dieta mediterranea con la massima identità italiana. La faccenda è seria: il campo di battaglia è il <strong>Nutri-score</strong> &#8211; la famigerata etichetta a semaforo &#8211; l&#8217;azione è difendersi dai <strong>cibi sintetici</strong> per evitare che i contadini tornino a essere servi della gleba. É la deflagrazione di enormi interessi planetari con l&#8217;azzeramento della <strong>democrazia alimentare</strong> e dunque della libertà agricola per il venir meno del &#8220;dilemma dell&#8217;onnivoro&#8221;, ovvero della scelta del cibo.</p>
<p>Quel che potrebbe succedere in Italia è solo l&#8217;onda d&#8217;urto anche se per noi e la nostra economia è esiziale, visto che dal campo, alla tavola, al turismo, <strong>l&#8217;agroalimentare muove 580 miliardi di euro</strong>.</p>
<p>Lo scontro su &#8220;<strong>Mediterranea</strong>&#8221; &#8211; è la nuova sigla che unisce Confagricoltura e Unione Italiana Food con a capo Paolo Barilla, vicepresidente dell&#8217;omonimo gruppo alimentare, accompagnato da alcune delle più &#8220;ingombranti&#8221; multinazionali: Unilever, Nestlé, Lactalis, Mondelez, <strong>favorevoli al Nutri-score</strong>, impegnate nella ricerca e produzione dei cibi da laboratorio come le bistecche artificiali &#8211; nasce dal fatto che <strong>Coldiretti e Filiera Italia la ritengono fuorviante</strong>.</p>
<p>Sostiene <strong>Luigi Scordamaglia</strong>, amministratore delegato di Filiera Italia che riunisce gli agricoltori e i migliori trasformatori italiani a<strong> difesa della qualità del made in Italy</strong> &#8211; &#8220;bisogna scegliere: non si possono rappresentare le multinazionali che producono cibi omologati che sono uguali in tutto il mondo e allo stesso tempo le aziende che si battono e custodiscono la distintività italiana&#8221;.</p>
<p><strong> Massimiliano Giansanti</strong>, presidente di Confagricoltura, ribatte che l&#8217;accordo è finalizzato a mettere in relazione chi coltiva e chi trasforma per la massima profittabilità difendendo il reddito agricolo. Resta però che da una <strong>ricerca fatta dal CNR</strong> risulta che <strong>il 40% degli italiani abbia abbandonato la dieta mediterranea</strong> e quelli che la seguono davvero, sostiene il CREA, sono solo il 13%: costa troppo. Lo sanno bene le <strong>multinazionali che sfruttano il &#8220;mediterranean sounding&#8221;</strong> per vendere cibi ultra processati a basso prezzo che sono la prima causa di obesità. Ed è lì che entra in gioco lo scontro di livello planetario.</p>
<p>L&#8217;<strong>ONU</strong> si è fatto convincere sull&#8217;onda dell&#8217;allarme sul climate change e della fame che occorra cambiare le abitudini alimentari e cambiare le pratiche agricole. La Food Foundation, che è finanziata dalla Wbcsd (è l&#8217;organizzazione delle maggiori società energetiche mondiali), ha convinto organizzazioni come OMS, FAO e ONU che bisogna arrivare alla dieta mondiale anche attraverso i cibi che non provengono dalla terra.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Panorama</strong></p>
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		<title>Online il nuovo portale &#8220;Educazione Nutrizionale Grana Padano&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/online-il-nuovo-portale-educazione-nutrizionale-grana-padano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2024 11:31:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il portale che dal 2005 diffonde le good practice dell’alimentazione e del corretto stile di vita ha una nuova struttura con nuovi servizi per contribuire a migliorare la salute e il benessere delle persone Desenzano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/online-il-nuovo-portale-educazione-nutrizionale-grana-padano/">Online il nuovo portale &#8220;Educazione Nutrizionale Grana Padano&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il portale che dal 2005 diffonde le good practice dell’alimentazione e del corretto stile </em><em>di vita ha una nuova struttura con nuovi servizi per contribuire a migliorare la salute e il benessere delle persone</em></p>
<p>Desenzano del Garda (BS), 6 Febbraio 2024 &#8211; Il Consorzio Tutela del Formaggio <a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/grana-padano-dop/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Grana Padano DOP</strong></a> annuncia la creazione di una nuova e più performante piattaforma a conferma del successo che <strong>il portale Educazione Nutrizionale Grana Padano</strong> ha conseguito in quasi 20 anni di attività, con oltre 6 milioni di pagine visitate solo nel 2023 e un alto indice di autorevolezza riconosciuto da Google.</p>
<p>Il portale, realizzato con le tecnologie digitali più avanzate, ha un nuovo layout e una maggiore capacità di coinvolgere l’utente per informarlo sui principi della prevenzione primaria e diffondere informazioni sull’equilibrata alimentazione e un corretto stile di vita, volte a migliorare il benessere e la salute di ciascun individuo.</p>
<p><strong>Il portale Educazione Nutrizionale Grana Padano</strong> ha rinnovato e implementato il prestigioso <strong>comitato scientifico di medici specialisti</strong> inserendo <strong>nuove e autorevoli figure nel campo della psicologia e della medicina dello sport.</strong> Anche la redazione del portale si è ampliata per rinnovare i servizi e ottimizzare la fruizione delle informazioni sui diversi device.</p>
<p>Sul nuovo portale Educazione Nutrizionale Grana Padano è possibile, inoltre, <strong>scaricare 10 App facili da usare </strong>(<a href="https://www.educazionenutrizionale.granapadano.it/it/app-e-diete/">https://www.educazionenutrizionale.granapadano.it/it/app-e-diete/</a>) e utili per seguire <strong>programmi alimentari </strong>che promuovono il benessere, danno indicazioni sul proprio stato fisico o sulle calorie da consumare in una giornata per rimanere in forma.</p>
<p><strong>Le App offrono servizi adatti a tutte le generazioni, compresi i millennial, per stimolarli ad occuparsi della loro salute</strong>. Sono, inoltre, disponibili <strong><em>App per l’infanzia e l’adolescenza</em></strong>, utili ai genitori per il benessere dei loro figli ed anche servizi e informazioni adatti ad un target più maturo, che trattano di menopausa o invecchiamento precoce per affrontare con maggiore serenità l’avanzare del tempo. Di seguito i nomi delle App sviluppate:</p>
<ol>
<li>Calorie&amp;Menu della salute</li>
<li>Calorie&amp;Menu della salute per la menopausa</li>
<li>O.Ve Dieta Sostenibile, vegetariana</li>
<li>O.Ve Dieta Sostenibile, vegetariana per la menopausa</li>
<li>La Dieta del Grana Padano</li>
<li>Calcolo del BMI e massa grassa</li>
<li>Calcolo del BMI per bambini e adolescenti</li>
<li>La buona merenda</li>
<li>Zuccherometro</li>
<li>Calcolo del fabbisogno di calorie quotidiane</li>
</ol>
<p>Il nuovo sito si occupa anche d’informare sul binomio tra sport e alimentazione con programmi alimentari idonei per gli sport più diffusi. <strong>Il portale Educazione Nutrizionale Grana Padano</strong> dedica anche un importante spazio ai disagi psicologici e alle conseguenze che il cibo ha per problematiche sempre più diffuse come ansia, stress o insonnia.</p>
<p>Il nuovo portale mantiene le <strong>due aree dedicate una al grande pubblico e l’altra ai professionisti medico-sanitari</strong> per i quali ha implementato il servizio di aggiornamento sull’alimentazione, raccogliendo e pubblicando gli studi maggiormente significativi tratti dalla letteratura scientifica internazionale più autorevole.</p>
<p><strong>Il Presidente del Consorzio Tutela del Formaggio Grana Padano Renato Zaghini</strong> ha dichiarato: <em>“Con l’attività Educazione Nutrizionale Grana Padano, ampliamo le nostre attività rivolte alla collettività, perché crediamo che una realtà importante come Grana Padano abbia anche il compito d’informare il cittadino consumatore sull’importanza dell’equilibrata alimentazione per la salute di grandi e piccini” – e continua – “La nuova piattaforma di ENGP conferma il nostro impegno nella diffusione della <strong>health literacy</strong> secondo i canoni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e nella conoscenza degli alimenti che il nostro Paese produce, tra i quali il nostro formaggio considerato un alimento funzionale per la salute oltre che un grande protagonista del gusto italiano, il formaggio DOP più consumato al mondo.”</em></p>
<p><strong>Il portale, aggiornato e rivisto con tecnologie digitali all’avanguardia dalla società di comunicazione integrata Life</strong>, ha un nuovo layout e una maggiore capacità di coinvolgere l’utente per diffondere i principi della prevenzione primaria e informare il pubblico sul giusto equilibrio tra sana alimentazione e corretto stile di vita</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.granapadano.it/it-it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio per la Tutela del Formaggio Grana Padano</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/02/Cs-Grana-Padano-nuovo-portale-Online.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/online-il-nuovo-portale-educazione-nutrizionale-grana-padano/">Online il nuovo portale &#8220;Educazione Nutrizionale Grana Padano&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>DOP vs Nutri-Score: scontro fra Titani?</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-vs-nutri-score-scontro-fra-titani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 15:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[Farm to Fork]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una ricerca condotta dall’Università degli Studi di Padova sulle preferenze dei consumatori italiani per prodotti DOP etichettati con Nutri-Score evidenzia le principali criticità legate all’adozione di questo strumento Secondo l’OMS, sovrappeso e obesità rappresentano il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una ricerca condotta dall’Università degli Studi di Padova sulle preferenze dei consumatori italiani per prodotti DOP etichettati con Nutri-Score evidenzia le principali criticità legate all’adozione di questo strumento</em></p>
<p>Secondo l’OMS, sovrappeso e obesità rappresentano il principale problema nutrizionale imperante nel contesto europeo, colpendo circa il<strong> 60% della popolazione adulta</strong> e causando 1,2 milioni di decessi all’anno, pari al<strong> 13% della mortalità in Europa</strong>. Data la natura epidemica che caratterizza attualmente queste patologie, le Autorità Competenti si stanno ampiamente prodigando per prevenirne la diffusione, agendo su più fronti e a più livelli per correggere i comportamenti alimentari dei consumatori.</p>
<p>Le etichette nutrizionali giocano un ruolo fondamentale in questo contesto, perché, riducendo l’asimmetria informativa esistente fra produttori e consumatori, permettono a questi ultimi di fare scelte alimentari più consapevoli.</p>
<p>Tuttavia, la recente ricerca scientifica ha messo in dubbio la reale efficacia di questo strumento; infatti, nonostante il 40% dei consumatori dichiari di prestare attenzione all’etichettatura nutrizionale al momento dell’acquisto, solo il 10% di essi lo fa realmente se osservato durante studi in-store, a causa del limitato tempo a disposizione generalmente destinato agli acquisti alimentari e a causa della posizione poco evidente delle etichette nutrizionali sulla confezione.</p>
<p>Per ovviare a questo problema, l’Unione Europea ha recentemente promosso l’adozione di etichette Fronte Pacco, ovvero di etichette grafiche poste sulla parte anteriore della confezione che, informando in modo semplice e rapido il consumatore sul profilo nutrizionale del prodotto, dovrebbero orientare le scelte alimentari della popolazione verso prodotti più sani.</p>
<p>Data la recente diffusione di queste etichette nel mercato europeo, la<strong> Commissione Europea</strong>, mediante la Strategia<strong> Farm to Fork</strong>, si propone di uniformarne e regolamentarne l’uso, individuando l’etichettatura Fronte Pacco più efficiente da utilizzare su base obbligatoria per tutti i prodotti confezionati e in tutti gli Stati Membri. Attualmente, il Nutri-Score sembra essere il candidato più promettente per assolvere questa funzione, essendo largamente supportato dalla comunità scientifica, che lo considera l’etichetta più efficacie per discriminare i prodotti in funzione del loro profilo nutrizionale.</p>
<p>Infatti, nonostante le forti pressioni politiche – soprattutto nel contesto italiano e, in parte in quello spagnolo – e la mancanza di sufficienti evidenze scientifiche abbiano portato al rinvio della decisione circa l’etichetta più adatta da utilizzare, buona parte di ricercatori e politici di spicco nel contesto europeo continuano a sostenere il Nutri-Score, considerandolo come il deus ex machina dei problemi nutrizionali nel panorama europeo.</p>
<blockquote><p><strong>Alice Stiletto</strong> è assegnista di ricerca presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro- Forestali (TESAF) dell’Università degli Studi di Padova.</p>
<p><strong>Samuele Trestini</strong> è Professore Associato presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro- Forestali (TESAF) dell’Università degli Studi di Padova e direttore del Centro Interuniversitario di Contabilità e Gestione Agraria, Forestale e Ambientale (CONTAGRAF).</p></blockquote>
<p>Questa etichetta<strong> (Fig. 1)</strong> semplifica l’identificazione delle caratteristiche nutrizionali di un prodotto attraverso una scala cromatica (da verde a rosso) e alfabetica (da A ad E), considerando, per 100 g di prodotto, il contenuto di elementi da favorire (fibre, proteine, frutta e verdura, olio di oliva e/o di colza e legumi) e quelli da limitare nel consumo (calorie, acidi grassi saturi, zuccheri e sale). Coerentemente con questo sistema di profilazione, i prodotti di origine animale, notoriamente ricchi in grassi saturi e calorie, sono generalmente etichettati come prodotti “da limitare nel consumo” (Nutri-Score pari a D o E).</p>
<p>Nonostante questa classificazione sia tendenzialmente in linea con i precetti della dieta Mediterranea, che suggeriscono in che misura consumare i diversi cibi per perseguire uno stile di vita sano ed equilibrato, va ricordato che l’obiettivo del Nutri-Score, secondo quanto espresso dal <strong>Ministero della Salute francese</strong>, è quello di guidare i consumatori verso i prodotti nutrizionalmente più validi all’interno di una stessa categoria di prodotto – e non fra diverse categorie – stimolando, al contempo, le industrie alimentari a riformulare i propri alimenti per migliorarne il livello di Nutri-Score, senza bollare alcune categorie di prodotto come malsane.</p>
<p>In quest’ottica, i prodotti DOP e IGP sembrano risentire doppiamente dell’effetto del Nutri-Score, non solo perché rientrano in una categoria di prodotto quasi totalmente penalizzata da questa etichetta (9 dei primi 10 prodotti IG per valore di produzione sono, infatti, di origine animale e rappresentano circa l’85% del valore della produzione delle IG e il 40% delle esportazioni dei prodotti di origine animale), ma anche perché, contrariamente a quanto permesso ai prodotti non IG della medesima categoria, non possono essere facilmente riformulati per migliorare il proprio livello di Nutri-Score, a causa del disciplinare di produzione che sono tenuti a rispettare.</p>
<p><strong>Figura 1</strong>. Calcolo del Nutri-Score</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-448048 size-full" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Figura-1.-Calcolo-del-Nutri-Score.jpg" alt="" width="914" height="126" /></p>
<p><strong>Metodologia</strong></p>
<p>Nonostante la rilevanza dell’argomento nel contesto nazionale ed europeo, la ricerca scientifica sembra non essere particolarmente interessata a stimare l’impatto economico che un’adozione Comunitaria ed obbligatoria del Nutri-Score potrebbe avere sui prodotti a Denominazione di Origine. Per questo motivo, il Dipartimento <strong>TESAF</strong>, dell’Università degli Studi di Padova, ha condotto diversi studi in merito: un esperimento di scelta condotto su 600 consumatori italiani, finalizzato a determinare le preferenze dei consumatori per prodotti IG etichettati (negativamente) con il Nutri-Score, un’analisi di prezzo edonico, volta a stimare l’impatto monetario del Nutri-Score sui prezzi al dettaglio dei prodotti DOP/IGP nel mercato francese, e un’asta sperimentale, a complemento dell’esperimento di scelta, mirata a determinare le preferenze dei consumatori per diversi prodotti DOP/IGP etichettati (positivamente e negativamente) con il Nutri-Score.</p>
<blockquote><p><strong>Nutriscore</strong></p>
<p>Il Nutriscore è un sistema di etichettatura nutrizionale che assegna un punteggio ai prodotti alimentari in base alla loro composizione nutrizionale. Va da A (più sano) a E (meno sano), e dovrebbe aiutare i consumatori a prendere decisioni informate sulla qualità nutrizionale degli alimenti. Tuttavia questo sistema semplifica eccessivamente la valutazione della qualità nutrizionale, non considerando la complessità della dieta individuale. Il Nutriscore non valuta infatti aspetti fondamentali come il contenuto di micronutrienti (es. vitamine e amminoacidi) e la porzione assunta. Questo sistema rischia di penalizzare alimenti tradizionali come l’olio extravergine di oliva, universalmente riconosciuto come salutare, favorendo prodotti altamente processati e di scarso valore nutrizionale.</p></blockquote>
<p><strong>Risultati</strong></p>
<p>Le prime evidenze sul tema, pubblicate sulla rivista PLoS One e relative all’esperimento di scelta, non delineano di certo un futuro roseo per le DOP e le IGP, quantomeno considerando i prodotti di origine animale! I consumatori italiani sembrano infatti ridurre la propria disponibilità a pagare per entrambi i casi di studio analizzati (Casatella Trevigiana DOP e Asiago DOP, entrambi con Nutri-Score pari a D) quando etichettati con Nutri-Score negativo (Tab. 1: parametro “Effetto del Nutri-Score: per chi conosce il Nutri-Score”), nonostante la Denominazione venga ampiamente riconosciuta come un attributo di qualità dalla quasi totalità del campione (Tab. 1: parametro “Effetto della DOP”).</p>
<p>Da un’analisi più approfondita dei dati si evince, però, che la familiarità dei consumatori con questo sistema di etichettatura nutrizionale gioca un ruolo fondamentale nell’orientare le preferenze dei consumatori, coerentemente con la più recente letteratura scientifica sul tema. In genere, infatti, i consumatori di una data Regione sembrano prediligere le etichette ivi già in uso, ritenendole più facili da interpretare di quelle utilizzate in altri contesti.</p>
<p>Il Nutri-Score, ad esempio, è considerato un’etichetta particolarmente efficace dai consumatori francesi e tedeschi, ma risulta più ostico per gli italiani. Ciò non sorprende, considerando che solo il 12.45% degli intervistati ha dichiarato di conoscere il Nutri-Score in quest’indagine. Come conseguenza, i consumatori del nostro campione che non conoscono il significato del Nutri-Score sono sorprendentemente disposti a pagare di più per un formaggio etichettato con Nutri-Score negativo (Tabella 1: parametro “Effetto del Nutri-Score: per chi non conosce il Nutri-Score”), poiché lo interpretano come un segnale di qualità del prodotto e non come una indicazione di “bassa qualità nutrizionale”.</p>
<p><strong>Tabella</strong> <strong>1</strong>. Stime del modello econometrico (mixed logit)</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Tabella-1.-Stime-del-modello-econometrico.jpg"><img class="aligncenter wp-image-448052 size-full" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Tabella-1.-Stime-del-modello-econometrico.jpg" alt="" width="937" height="517" /></a></p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>I risultati mettono in dubbio la natura auto-esplicativa del Nutri-Score: contrariamente a quanto sostenuto dai ricercatori francesi, questa etichetta non è agevolmente e totalmente compresa dai consumatori europei (o, quantomeno, non da tutti), ma necessita di adeguate informazioni di supporto che spieghino in modo chiaro e univoco come interpretarla correttamente. Infatti, da un’analisi approfondita della letteratura sul tema è emerso che sono i ricercatori e i promotori stessi del Nutri-Score i primi a non avere le idee chiare; prodotti con lo stesso livello di Nutri-Score sono infatti definiti sia come “prodotti da limitare nel consumo” – come l’etichetta stessa richiederebbe – ma anche (e spesso) come prodotti non salutari o malsani, con conseguenze attese sui consumi drasticamente diverse.</p>
<p>Infatti, definire un prodotto come “non sano” potrebbe facilmente indurre i consumatori ad evitare completamente quell’alimento (o quella categoria di prodotti), perché ritenuto di bassa qualità. In quest’ottica, se il Nutri-Score (soprattutto se non adeguatamente compreso) diventasse l’elemento discriminante nelle scelte d’acquisto dei consumatori europei, si rischierebbe di raggiungere un effetto contrario rispetto a quanto desiderato; i consumatori potrebbero infatti orientarsi verso i prodotti ritenuti più sani, evitando completamente alcune categorie di alimenti (come quella dei formaggi o dei salumi), con una conseguente riduzione della diversificazione degli alimenti e un impoverimento della dieta.</p>
<p>Infatti, il sistema di profilazione dei nutrienti che regola il Nutri-Score si basa sui soli macronutrienti del prodotto, perché ritenuti adeguati indicatori del contenuto di micronutrienti ed altri elementi essenziali. Tuttavia, affidarsi puramente ed unicamente a questo sistema di classificazione potrebbe causare alcune distorsioni nella valutazione della qualità nutrizionale di un alimento. Infatti, i prodotti etichettati con Nutri-Score positivo (pari ad A o B) non sono tutti uguali e possono avere profili nutrizionali significativamente differenti. Perciò, acquistare un prodotto bollato con Nutri-Score A non è una condizione sufficiente a garantire ai consumatori l’assunzione di tutti gli elementi necessari al corretto funzionamento dell’organismo.</p>
<p>Allo stesso modo, i prodotti etichettati con Nutri-Score negativo (D o E) sono spesso ricchi di amminoacidi o nutrienti essenziali, anche se vanno consumati con moderazione. In conclusione, i risultati di questo studio mettono in luce alcune criticità legate all’uso del Nutri-Score in Italia, soprattutto considerando il potenziale effetto negativo che questa etichettatura avrebbe sui prodotti IG di origine animale.</p>
<p>Ulteriori studi sul tema sono necessari per comprenderne appieno le dinamiche di mercato, considerando anche gli alimenti etichettati positivamente dal Nutri-Score. Esso, infatti, potrebbe fungere da cassa di risonanza per i prodotti con Nutri-Score pari ad A o B, esaltandone la qualità. Inoltre, è necessario valutare con più chiarezza il comportamento dei consumatori per i prodotti etichettati con il Nutri-Score, non solo considerando le valutazioni date a specifici prodotti o in specifici mercati, ma delineandone le valutazioni d’acquisto in modo più accurato e completo, considerando l’intero paniere di prodotti realmente acquistati dai consumatori e le motivazioni che governano le loro scelte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><strong>Titolo</strong><br />
<em>Is it really a piece of cake to label Geographical Indications with the Nutri-Score? Consumers’ behaviour and policy implications</em></p>
<p><strong>Autori</strong><br />
<em>A. Stiletto, S. Trestini</em></p>
<p><strong>Fonte</strong><br />
<em>PLoS ONE, 2022, 17(11): e0277048 <a href="https://doi.org/10.1371/journal.pone.0277048">https://doi.org/10.1371/journal.pone.0277048</a></em></p></blockquote>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2023_04</strong></p>
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		<title>Perché il Nutri-score non è una buona idea</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/perche-il-nutri-score-non-e-una-buona-idea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2023 08:18:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[Nutriscore]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il paper pubblicato dal Centro Studi DIVULGA tenta di fare chiarezza sugli obiettivi del nutri-score e sui potenziali rischi associati alla sua adozione.</em></p>
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<div class="elementor-widget-container">
<p>In <strong>Europa</strong> da tempo il dibattito è concentrato sull’opportunità di adottare il <strong>Nutri-score</strong>, un sistema che esprime, attraverso colori e lettere, il giudizio sulle <strong>qualità nutrizionali</strong> degli alimenti.</p>
<p>Il <strong>Paper del Centro Studi Divulga</strong> ha l’obiettivo di fare chiarezza sui <strong>potenziali rischi</strong> di questo sistema di etichettatura fuorviante. Il primo fra tutti è di incentivare il consumo di prodotti ultra-trasformati.</p>
<p>Il sistema, infatti, non tiene conto delle trasformazioni subite dai prodotti e il paradossale risultato è che <strong>i cibi ultra-processati risultano migliori di quelli naturali</strong>.</p>
<p>Altro grande limite del Nutri-score è che <strong>il sistema trascura il concetto di porzione</strong> e basa il suo calcolo su una porzione standard di 100 grammi, senza tener conto di quanto effettivamente viene consumato di quel prodotto, creando confusione e disinformazione.</p>
<p>Inoltre il Nutri-score, se da un lato si pone l’obiettivo di informare il consumatore nella scelta dei prodotti da comprare e mangiare, dall’altro ne <strong>limita e condiziona la libertà di acquisto</strong>, assegnando un punteggio (score) sulla base di un algoritmo pensato male.</p>
<p>Il paper, dunque, pur sottolineando l’importanza di introdurre un’etichettatura nutrizionale che informi il consumatore, evidenzia il fatto che il <strong>Nutri-score non sia ancora un sistema pronto per essere utilizzato</strong> e ne rimarca i suoi limiti e rischi.</p>
</div>
</div>
<div class="elementor-element elementor-element-70e63e4 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="70e63e4" data-element_type="widget" data-widget_type="text-editor.default">Fonte: <strong><a href="https://www.divulgastudi.it/prodotti/la-dieta-dei-saldi/" target="_blank" rel="noopener">Centro Studi Divulga</a></strong></div>
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		<title>Etichettatura UE: Consorzio Tutela Lambrusco chiede deroga per adeguamento alle linee guida</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/etichettatura-ue-consorzio-tutela-lambrusco-chiede-deroga-per-adeguamento-alle-linee-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Dec 2023 11:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[norme]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Valorizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nuova interpretazione di fine novembre della normativa europea sull’etichettatura, in vigore dall’8 dicembre, rischia di rendere inutilizzabili le etichette già stampate da numerosi produttori del Consorzio Tutela Lambrusco per adeguarsi al regolamento. Al centro [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span style="font-weight: 400;">La nuova interpretazione di fine novembre della normativa europea sull’etichettatura, in vigore dall’8 dicembre, rischia di rendere inutilizzabili le etichette già stampate da numerosi produttori del Consorzio Tutela Lambrusco per adeguarsi al regolamento. Al centro c’è una specifica sul QR-code che richiede l’integrazione della parola “ingredienti” in etichetta.  </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La pubblicazione il 24 novembre scorso di una <strong>nuova interpretazione della normativa UE sull’etichettatura</strong>, a 14 giorni di distanza dalla data della sua applicazione prevista per l’8 dicembre, ha scosso gli operatori del mondo del vino che potrebbero vedersi costretti a distruggere milioni di etichette già stampate.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Il Consorzio Tutela Lambrusco si unisce così all’appello già espresso da altri Consorzi e associazioni chiedendo alla<strong> Commissione Europea</strong> di concedere alle aziende vitivinicole una deroga rispetto alle ultime linee guida introdotte.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Regolamento (UE) 2021/2117 che era stato pubblicato il 6 dicembre 2021 indicava che a partire dall&#8217;8 dicembre 2023 l&#8217;etichettatura obbligatoria avrebbe dovuto riportare sulla bottiglia dei vini e dei prodotti vitivinicoli aromatizzati l’elenco degli ingredienti insieme alla <strong>dichiarazione</strong> <strong>nutrizionale</strong>. La norma, tuttavia, dava la possibilità ai produttori di rendere disponibili al consumatore queste informazioni in formato elettronico attraverso l’inserimento di un <strong>codice QR</strong>. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I produttori del Consorzio Tutela Lambrusco si sono da subito attivati per produrre etichette in linea, spesso utilizzando proprio la soluzione del codice QR. Tuttavia, a due settimane dall’entrata in vigore del regolamento sull’etichettatura, il 24 novembre 2023 la Commissione ha fornito una nuova interpretazione che spiega come risulti necessario rendere chiaro in etichetta il contenuto del QR-code attraverso l’aggiunta del termine “ingredienti”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">L’adeguamento ad una nuova interpretazione delle linee guida pubblicata pochi giorni prima dell’entrata in vigore della normativa UE creerebbe notevoli difficoltà alle cantine del territorio </span></i><span style="font-weight: 400;">– spiega </span><b>Claudio Biondi, Presidente del Consorzio Tutela Lambrusco</b><span style="font-weight: 400;">. </span><i><span style="font-weight: 400;">I nostri produttori hanno accolto subito le nuove disposizioni emanate a dicembre 2021 dal momento che queste garantivano una corretta informazione ai consumatori e in tal senso si sono impegnati per implementarle con i giusti tempi. Oggi, questo nuovo chiarimento legato all’introduzione del termine “ingredienti” in etichetta ci mette in grande difficoltà dal momento che dobbiamo considerare i tempi non immediati per la modifica e la stampa di nuove etichette e l’impossibilità in molti casi di utilizzare quelle che erano già state predisposte. Alla luce di questo</span></i><span style="font-weight: 400;"> – </span><b>prosegue Claudio Biondi</b><span style="font-weight: 400;"> – </span><i><span style="font-weight: 400;">il Consorzio Tutela Lambrusco si unisce all’appello dei produttori e delle istituzioni che chiedono una deroga per l’adeguamento alle linee guida appena pubblicate</span></i><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<blockquote><p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>Consorzio Tutela Lambrusco</b><span style="font-weight: 400;"> comprende circa 70 soci che, tra Modena e Reggio Emilia, coltivano uve Lambrusco su oltre 10.000 ettari. Nato nel gennaio 2021 dalla fusione di tre realtà &#8211; </span><a href="https://lambrusco.net/consorzi-marchi-storici/"><span style="font-weight: 400;">Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena, Consorzio Tutela e Promozione dei Vini Reggiani DOP e Consorzio Tutela Vini Reno</span></a><span style="font-weight: 400;"> &#8211; il Consorzio è incaricato della tutela e della promozione di sei DOC del Lambrusco: Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC, Lambrusco di Sorbara DOC, Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC, Modena DOC, Reggiano DOC, Colli di Scandiano e di Canossa DOC. A queste si aggiungono altre due denominazioni che comprendono vini differenti, Reno DOC e Castelfranco Emilia IGT. </span></p></blockquote>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Tutela Lambrusco</strong></p>
<p><em>Crediti foto: Consorzio Tutela Lambrusco</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/etichettatura-ue-consorzio-tutela-lambrusco-chiede-deroga-per-adeguamento-alle-linee-guida/">Etichettatura UE: Consorzio Tutela Lambrusco chiede deroga per adeguamento alle linee guida</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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