Argomento: Nomisma

  • 5 dicembre 2018

    Osservatorio Vinitaly-Nomisma. Export 2018: senza bollicine è recessione

    Se gli spumanti italiani sono “mossi”, letteralmente, sui mercati del mondo, altrettanto alla lettera, i vini “fermi”, lo sono davvero. Anzi, sono in recessione, in tutti i mercati più importanti. Anche, o soprattutto, per questo, per il vino italiano, che negli ultimi anni è cresciuto solo grazie alle esportazioni, ha bisogno davvero, dopo tante parole, di cambiare strategia, di una promozione organica che metta al primo posto il made in Italy, e poi le tante peculiarità che l’Italia del vino sa esprimere. Concetto sul quale tutti concordano, dal Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio ai vertici di Veronafiere e Vinitaly, il presidente Maurizio Danese ed il dg Giovanni Mantovani, i leader delle rappresentanze del vino italiano, da Sandro Boscaini, presidente Federvini, ad Ernesto Abbona, guida di Unione Italiana Vini - Uiv, a Matilde Poggi, leader della Fivi - Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, oggi a Wine2Wine, il business forum di ...
  • 26 settembre 2018

    Marchi italiani sconosciuti in Cina

    Le Ferrari, il Barolo, Gucci, la pasta. E poi? La verità è che in Cina il grosso dei simboli del made in Italy è ancora sconosciuto a sette consumatori di classe medio-alta su dieci. Per i marchi dello stile italiano è una brutta notizia, quella che esce dall'indagine dell'Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies sul posizionamento del made in Italy in Cina condotta lo scorso giugno da Nomisma Wine Monitor. Tra Pechino, Shanghai, Canton e Hong Kong, c'è ancora molto lavoro da fare. Tra i brand più noti, al primo posto ci sono le rosse di Maranello, riconosciute dal 18% dei cinesi intervistati; al secondo posto c'è un generico "pasta" (1o%), poi viene la moda di Gucci (9%). Nel campo dell'alimentare, consumatori sporadici segnalano Ferrero, Illy, Barilla, l'Amarone e il Chianti, ma quel che colpisce di più è che il 69% degli intervistati, tra cibo e vino, non è in grado di citare alcun simbolo del made in Italy. Nella moda, oltre a Gucci, ci si ricorda di ...
  • 3 luglio 2018

    Patrimonio e meno debiti l’agroalimentare è più forte

    Tra il 2011 e il 2016, anni attraversati dalla crisi economica, il settore agroalimentare italiano ha evidenziato la sua natura anticiclica con una redditività in crescita dal 7,8% all'8,6% «utilizzata per "mettere in sicurezza" le aziende, aumentando il grado di patrimonializzazione e riducendo i debiti». A inquadrare così il comparto è stato uno studio Nomisma per Agronetwork realizzato su un campione di oltre 5.400 bilanci di imprese di capitale del settore agricolo ed alimentare, «in grado di esprimere un fatturato cumulato di quasi 92 miliardi di euro». In base allo studio, pur a fronte di uno «scenario di mercato complicato», l'agroalimentare italiano ha visto crescere «l'export del 69% nel periodo 2007-2017, crescendo in termini di valore aggiunto di oltre il 10% contro un calo del 2% del totale manifatturiero». La redditività, misurata come rapporto tra margine operativo lordo e fatturato, è passata dal 7,8% del 2011 all'8,6% del 2016, «mantenendosi ...
  • 19 aprile 2018

    USA, mercato del vino in crescita e ancora da conquistare

    Consumatori maturi in un mercato ancora per nulla maturo. È la dicotomia che emerge dall’indagine Vinitaly-Nomisma Wine Monitor realizzata su modelli di consumo, fattori chiave d’acquisto, preferenze, perception italiana e trend futuri del vino di 3.000 consumatori in 5 Stati (New York, California, Illinois, Minnesota, Winsconsin) e presentata oggi a Vinitaly. L’America infatti accelera sui consumi di vino (il 65% lo ha bevuto almeno una volta nell’ultimo anno) grazie ai suoi millennials (69%), i giovani compresi tra i 21 e i 35 anni che rappresentano il primo target tra i consumatori, e le sue metropoli (a New York i wine-addicted sono il 71%), ma sono ancora enormi i margini di crescita. “Lo dimostra - ha detto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani - per esempio l’analisi sulle regioni emergenti del “Mid West”, con il Minnesota che in 10 anni ha aumentato del +277% le importazioni di vino made in Italy, o l’Illinois che si è “ferma...
  • 14 novembre 2017

    Export agroalimentare record da 40 miliardi. DOP e IGP si confermano fattore di traino

    La previsione per l'export agroalimentare made in Italy nel 2017, è il superamento dei 40 miliardi di euro (+6% sul 2016), un record che deriva particolarmente da prodotti come vino, salumi e formaggi che in questi ultimi mesi hanno accresciute le vendite tra il +7 e il +9%, e che vede i propri clienti più promettenti nei Paesi extra-UE che, seppure rappresentino ancora meno del 35% dell'export totale, segnano in alcuni casi tassi di crescita in doppia cifra (ad esempio, Russia e Cina segnano un +20%). Elementi di traino del settore si confermano i prodotti DOP e IGP, i veri simboli del made in Italy sempre più orientati verso i mercati internazionali, che saranno protagonisti di un'analisi socio-economica specifica con il Rapporto Ismea-Qualivita 2017 che sarà presentato nel prossimo mese di Dicembre a Roma. Sono alcuni dei risultati riportati dall'Agrifood Monitor di Nomisma che, accanto a questi numeri di successo, sottolinea come il 60% delle vendite ...
  • 6 giugno 2017

    Vino made in Italy cresce in Russia del +5,5%: Italia importatore leader

    Nonostante l’embargo commerciale che si è fatto sentire sull'export Wine & Food italiano, il mercato russo mostra segni di ripresa: nel 2016 le importazioni di vino tricolore sono cresciute in quantità (+1%) e in valore (+5,5%, 660 milioni di euro), consolidando la leadership italiana tra i Paesi importatori, con una quota di mercato del 29%, e consolidato la crescita sul 2015 (+4,1%, a 189 milioni di euro, per 609.000 ettolitri, +5,2%). Inoltre aumenta il divario con la Francia, la cui quota di mercato è ora del 18% (-5%), al pari della Spagna: un trend notevole, se si considera che era di ben il 28% in valore, e quella italiana solo del 22%. I vini fermi imbottigliati fanno la parte del leone (70% dell’import in valore), mentre è negli spumanti che il “testa-a-testa” con la Francia è comprensibilmente più acceso: il Belpaese vale il 58% del mercato complessivo, contro il 32% francese e il 6% spagnolo, e mantiene tassi positivi (+3,5% in valore e +2,5% in ...
  • 12 maggio 2017

    NOMISMA – Ortofrutta Biologico nei consumi degli italiani

    Le vendite di ortofrutta biologico nella GDO salgono a 147 milioni di euro, con un trend del +28% a fronte del +9% dell’intera categoria: 6 italiani su 10 hanno acquistato frutta e verdura biologica principalmente per motivazioni legate a salute e sicurezza. Sono i dati principali che emergono dall'analisi di Nomisma predisposta in occasione di MACFRUT BIO - sezione speciale della fiera internazionale dell’ortofrutta dedicata per la prima volta alla produzione naturale - con il patrocinio di CCPB, ente di certificazione e controllo di prodotti biologici - per il Workshop “Il mercato dell’ortofrutta biologica in Italia e Germania”. All'interno del paniere ortofrutticolo, l’ortofrutta biologica ha un grande successo ed è sempre di più apprezzata dai consumatori. I dati Nielsen indicano che in Italia le vendite di ortofrutta Bio a peso imposto (mese terminante marzo 2017) hanno raggiunto 147 milioni di euro nella sola GDO, segnando un balzo del +28% rispetto ...
  • 3 aprile 2017

    Vino, Wine Monitor: ecco chi compra online

    Maschio, età media 48 anni, residente nelle regioni del Centro-Nord Italia e con una predilezione verso i vini rossi fermi e gli spumanti: è questo l’identikit dell’acquirente di vino on-line in Italia, secondo uno studio realizzato da Wine Monitor Nomisma in collaborazione con Vino75.com, enoteca specializzata per la vendita online nata a Firenze nel 2014 all’interno dell’acceleratore di startup Nana Bianca.L’approfondimento ha messo in luce come l’identikit del “consumatore tipo” che si rivolge all’online riguardi una persona di genere maschile, di 48 anni di età (il 61% degli acquirenti appartiene alla cosiddetta “generazione X”, di fascia di età 36-55 anni), residente nelle regioni del Centro-Nord Italia e con una predilezione verso i vini rossi fermi e gli spumanti. Mediamente, nel canale di vendita on-line, il prezzo medio di una bottiglia acquistata (da 0,75 ml, Iva inclusa) si aggira attorno ai 13 euro, ma arriva a superare i 14 nel caso dei ...
  • 6 dicembre 2016

    QUALIVITA – Convegno Soft Power e made in Italy

    Una presentazione per al convegno “Soft Power, Made in Italy e Italian Lifestyle: Quale ruolo per la gastronomia?” organizzato da Nomisma – Società di Studi Economici con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale il 6 dicembre 2016. Il direttore generale di Qualivita Mauro Rosati è stato protagonista di un dialogo sul legame tra cibo e politica estera incentrato sull’idea della cultura gastronomica come strumento di soft power e leva potente della diplomazia economica, utile per promuovere l’export di beni e servizi. Presentazione-Nomisma Appeal Power
  • 6 dicembre 2016

    Convegno Soft Power e made in Italy – Quale ruolo per la gastronomia?

    Martedì 6 dicembre 2016, Mauro Rosati, direttore generale di Fondazione Qualivita interverrà al convegno "Soft Power, Made in Italy e Italian Lifestyle: Quale ruolo per la gastronomia?" organizzato da Nomisma - Società di Studi Economici con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale. Il progetto vuole evidenziare il legame tra cibo e politica estera incentrato sull'idea della cultura gastronomica come strumento di soft power e leva potente della diplomazia economica, utile per promuovere l'export di beni e servizi. L'appuntamento avrà luogo presso Palazzo Bargellini a Bologna e vedrà confrontarsi un'ampia platea di esperti, operatori e attori del settore agroalimentare e della ristorazione sui temi della valorizzazione e promozione del patrimonio gastronomico italiano.  
  • 23 novembre 2016

    Export vino: frenata in UE e Russia

    Nello scenario mondiale, le stime di Wine Monitor sugli acquisti di vino dei primi 8 mercati export (che realizzano circa i due terzi dell'import mondiale) sono decisamente negative: gli USA dovrebbero chiudere l'anno con un incremento inferiore al 2% rispetto al 2015, il Regno Unito importerà meno vino (-9%) così come la Germania (-4%) e la Russia (-3%), mentre il Giappone chiuderà con una crescita vicina al +3% e solamente la Cina continuerà a correre a ritmi sostenuti, quasi il +20%. «In uno scenario di mercato contraddistinto da più ombre che luci - osserva Denis Pantini, responsabile Wine Monitor Nomisma - anche i vini italiani risentono di queste incertezze. I cali sono in larga parte generalizzati e risparmiano pochi grandi esportatori». Lo scivolone export riguarda i vini fermi imbottigliati (oltre il 7o% degli scambi mondiali della categoria) mentre guadagnano ancora terreno le importazioni di sparkling, con il Prosecco in primis che la fa da padrone: +30% ...
  • 16 novembre 2016

    Vino italiano, super performance in Cina

    Scatto d'orgoglio dei produttori italiani. Nei primi otto mesi del 2016 l'export tricolore di vino in Cina sovraperforma il mercato: oltre sei punti in più della media delle importazioni (+24,2%). La quota di mercato italiana (5,5%) rimane comunque troppo bassa per un top exporter, ancora al quinto posto tra i principali partner di Pechino. Nei primi otto mesi del 2016, la Cina ha importato vino per 1,4 miliardi, con un balzo del 24%. L'Italia è cresciuta del 30,4%, secondo i dati di Wine monitor Nomisma. “Sono i primi effetti positivi delle politiche di promozione in Cina del Governo italiano - osserva Giovanni Mantovani, dg di Veronafiere -. Il trend dell'export ci proietta, a fine anno, verso vendite record di 120 milioni. Vinitaly farà la sua parte, sia sul fronte dell'incoming che sul presidio capillare del territorio cinese, fondamentale per recuperare il gap di mercato accumulato negli anni”. Denis Pantini, responsabile di Wine Monitor di Nomisma, vede una ...
  • 2 novembre 2016

    Il vino italiano in cerca di export

    La vendemmia 2016 ha incoronato l'Italia quale principale Paese produttore di vino al mondo con oltre 48,8 milioni di ettolitri. In seconda posizione, in base alle stime dell'Organizzazione Mondiale della Vite e del Vino (Oiv), c'è la Francia con 42 milioni e al terzo la Spagna con 37,8 milioni. Seguono Germania e Portogallo. Questo primato italiano, spiega uno studio di Unione Italiana Vini e Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), si lega in particolare a un decorso climatico piuttosto favorevole nel Paese e all'entrata in piena produzione di nuovi vigneti in sostituzione di quelli più obsoleti. Non a caso tra le prime (per quantità) quattro grandi regioni produttrici solo la Sicilia (-15%) mostra una flessione (legata soprattutto al fatto che in alcune aree, come nel Ragusano, si sono registrati periodi di prolungata siccità che hanno finito per influire sui quantitativi), mentre in lieve crescita sono stimate le produzioni di Veneto (+2% in ...
  • 16 settembre 2016

    OSSERVATORIO SANA – Bio, ancora crescita nel 2016

    Ancora crescita in doppia cifra per il biologico italiano, secondo la versione 2016 dell'Osservatorio SANA, progetto promosso e finanziato da ICE e con analisi di Nomisma e Ismea, con il patrocinio di FederBio e Assobio che da anni si occupa di monitorare l’agroalimentare biologico italiano nel nostro Paese e all'estero, per creare un quadro completo del mercato e fornire informazioni essenziali sulla filiera agli attori del sistema produttivo e commerciale. Per il primo semestre 2016 si registra un aumento del +20,6% dei consumi, una crescita importante se paragonata al contemporaneo calo del -1,2% gli acquisti agroalimentari generali delle famiglie italiane. Altri dati importanti sono quelli sul numero degli operatori, arrivati a 60.000 nel 2015 (+8,2% rispetto al 2014), e la superficie coltivata bio è arrivata al 12% della SAU nazionale (1.492.579 ettari, +7,8% rispetto al 2014). In particolare, i dati dell'Osservatorio Ismea-Nielsen confermano anche per il ...
  • 12 settembre 2016

    Biologico, consumo abituale per 10 milioni di famiglie italiane

    Ormai da dieci anni il giro d'affari legato al biologico non fa che crescere e l'Osservatorio Sana 2016 - promosso e finanziato da ICE e realizzato da Nomisma - conferma ancora una volta questa tendenza: +15% le vendite, +7,5% le superfici coltivate, +8,2% il numero degli operatori, +16% le esportazioni - che dal 2008 a oggi hanno fatto segnare un aumento di oltre il 400% - mentre le superfici coltivate con metodo biologico in Italia hanno raggiunto la quota record di 1,5 milioni di ettari, il 12% della superficie agricola totale utilizzata (nell'ultimo anno più di 100mila ettari di campagne sono passati da colture convenzionali a biologico). Il tutto, naturalmente, giustificato dai comportamenti di consumo degli italiani: tre famiglie su quattro negli ultimi 12 mesi hanno acquistato almeno una volta alimenti bio, più di 10 milioni di nuclei familiari li consumano una volta a settimana e addirittura 6 milioni di famiglie mangiano biologico ogni giorno o quasi. ...
  • 13 luglio 2016

    Agroalimentare, frenano export e consumi interni: ma è ancora crescita

    Frenano l'export italiano e i consumi domestici:  l'agroalimentare italiano ha subito un ridimensionamento, solo in parte atteso per il venir meno dell'effetto dollaro e per il rallentamento del commercio mondiale. Poi si è aggiunto Brexit con un punto di domanda sulla sostenibilità dell'export tricolore (circa 3,6 miliardi tra alimentare e macchine per il food nel Regno Unito). Tutti questi elementi fanno dubitare che la boa dei 5o miliardi di export possa essere doppiata entro il 2020. Questi sono alcuni dei dati fotografati da Agrifood Monitor, la piattaforma informativa realizzata in partnership da Nomisma e Crif presentata ieri a Bologna con l'obiettivo di offrire alle imprese italiane del settore agroalimentare una bussola per le strategie di internazionalizzazione e di marketing. Dopo il recupero dei consumi alimentari nel 2015 (per fattori climatici e per Expo) sul mercato interno ( 2,8% a valore e 2,1% a volume secondo Iri), i primi 5 mesi del 2016 ...