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	<title>mercati emergenti &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>mercati emergenti &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>L’enoturismo mondiale continuerà a crescere ed entro il 2033 toccherà 119,7 miliardi di euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 08:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo studio di Persistent Market Research sull&#8217;enoturismo: Europa leader con le destinazioni iconiche di Italia, Francia e Spagna grazie a solidi sistemi normativi come le certificazioni DOP e IGP. L’Asia-Pacifico in forte crescita C’è un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lo studio di Persistent Market Research sull&#8217;enoturismo: Europa leader con le destinazioni iconiche di Italia, Francia e Spagna grazie a solidi sistemi normativi come le certificazioni DOP e IGP. L’Asia-Pacifico in forte crescita</em></p>
<p>C’è un <strong>trend</strong> che sembra non conoscere battute di arresto nel mondo del vino ed è quello dell<strong>’enoturismo</strong>. Coinvolge, ovviamente, anche <strong>l’Italia</strong>, considerando che sono oltre <strong>138 milioni i turisti che hanno visitato il Belpaese</strong> nel 2025 per<strong> 3,1 miliardi di euro di fatturato</strong> derivante da questa voce per le aziende vinicole italiane, cifra che è il <strong>21% del contributo medio al fatturato aziendale</strong>, secondo un <a href="https://winenews.it/it/ammonta-a-31-miliardi-di-euro-il-fatturato-derivante-dallenoturismo-per-le-aziende-italiane_588225/">report by Nomisma</a>, realizzato in partnership con UniCredit e Vinitaly e in collaborazione con Città del Vino.</p>
<p><strong>Numeri destinati a crescere</strong> ulteriormente, a livello internazionale, secondo <a href="https://www.persistencemarketresearch.com/market-research/wine-tourism-market.asp">la fotografia scattata da Persistent Market Research</a>, società specializzata nelle ricerche di mercato, che prevede che <strong>il mercato globale del turismo enologico raggiungerà un valore di 57,4 miliardi di dollari nel 2026 per arrivare a 138,4 miliardi</strong> di dollari (119,7 miliardi di euro, ndr) entro il 2033 con un tasso di crescita annuo composto (Cagr) del 13,4% tra il 2026 e il 2033.</p>
<p>L’aumento del reddito disponibile e la crescente preferenza per i viaggi esperienziali, del resto, stanno alimentando la domanda di visite immersive ai vigneti, degustazioni ed esperienze culturali: <strong>non sorprende, pertanto, che dal 2020 al 2025 ci sia stata una crescita del mercato pari al 12,3%. </strong></p>
<p><strong>L’Europa è leader nel mercato del turismo enologico con una quota di circa il 42% nel 2025, trainata da destinazioni iconiche come Bordeaux, la Toscana e la Rioja, che attraggono un forte flusso di visitatori internazionali. </strong></p>
<h4>La crescita dell’Asia-Pacifico</h4>
<p><strong>La zona con la più rapida crescita è, però, quella dell’Asia-Pacifico</strong> che nel 2025 ha toccato una quota di mercato del 32%, sostenuta da un Cagr del 15,2%, trainata dalla crescente domanda della classe media e dall’espansione delle infrastrutture per l’enoturismo. <strong>Le degustazioni ed i tour del vino dominano la categoria delle esperienze con una quota del 52% nel 2025</strong>, e continuano ad attrarre in quanto offrono un accesso diretto ai vigneti, esperienze in cantina e interazioni guidate con i produttori di vino.</p>
<p>[…]</p>
<h4>Il ruolo di infrastrutture e accessibilità</h4>
<p>L’enoturismo viene favorito anche dallo sviluppo nelle infrastrutture e nell’accessibilità alle cantine da parte dei turisti (anche se non mancano le difficoltà e, di riflesso, le potenzialità per crescere ancora, <a href="https://winenews.it/it/accessibilita-visibilita-digitale-e-sinergie-ecco-come-lenoturismo-italiano-puo-crescere-ancora_587997/">come dimostra lo scenario italiano</a>, ndr). <strong>“Regioni consolidate come la Toscana e Bordeaux &#8211; afferma il report &#8211; stanno migliorando l’accessibilità grazie a reti di trasporto più efficienti e investimenti nel settore dell’ospitalità, aumentando la comodità per i visitatori e la qualità complessiva dell’esperienza. Lo sviluppo delle infrastrutture, tra cui i collegamenti ferroviari, le piste ciclabili e le strutture ricettive nelle aziende vinicole, sta aumentando il tempo di permanenza dei visitatori e consentendo un’offerta diversificata</strong>. Questi miglioramenti permettono alle regioni di gestire maggiori flussi turistici, promuovendo al contempo esperienze integrate come itinerari enogastronomici, turismo culinario e tour del patrimonio culturale, supportando così una crescita sostenuta del mercato e la competitività della destinazione”.</p>
<p>[…]</p>
<h4>Il ruolo delle Indicazioni Geografiche</h4>
<p><strong>L’Europa è leader nel mercato dell’enoturismo (42% nel 2025), grazie a destinazioni iconiche come Bordeaux, Toscana, Rioja, Valle della Mosella (ed ovviamente non solo, ndr). L’attrattiva di queste regioni è dovuta a tradizioni vitivinicole secolari, paesaggi di grande valore culturale e un forte afflusso di turisti internazionali. Francia, Italia e Spagna rimangono protagoniste, offrendo esperienze enologiche diversificate</strong>, che spaziano da lussuosi tour di châteaux a percorsi enogastronomici rurali. L’Europa, sottolinea lo studio, continua a mantenere la sua leadership grazie a solidi sistemi normativi come le <a href="https://www.qualivita.it/turismo-dop-2/" target="_blank" rel="noopener">certificazioni DOP e IGP</a>, che garantiscono uniformità qualitativa e fiducia dei consumatori.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/lenoturismo-mondiale-continuera-a-crescere-ed-entro-il-2033-tocchera-1197-miliardi-di-euro_593616/" target="_blank" rel="noopener">Wine News.it</a></p>
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		<title>Consorzio Vino Chianti: “Da Asia segnali positivi per il nostro vino”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-vino-chianti-da-asia-segnali-positivi-per-il-nostro-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 07:44:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre giorni di incontri, degustazioni e relazioni internazionali per il Consorzio Vino Chianti al Vinexpo Asia 2026: presenti oltre 100 etichette. Il presidente Busi: “ Mercato rallentato rispetto al passato, ma investire nella promozione resta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tre giorni di incontri, degustazioni e relazioni internazionali per il Consorzio Vino Chianti al Vinexpo Asia 2026: presenti oltre 100 etichette. Il presidente Busi: “ Mercato rallentato rispetto al passato, ma investire nella promozione resta strategico”</em></p>
<p>“Nonostante le difficoltà del mercato asiatico, che oggi è molto rallentato rispetto a qualche anno fa, torniamo da Hong Kong con segnali positivi. Abbiamo registrato attenzione, curiosità e un interesse concreto da parte di buyer, importatori e operatori internazionali verso il Chianti Docg e le sue diverse espressioni territoriali”.</p>
<p>Così il presidente del<a href="https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-vino-chianti-vola-a-hong-kong-per-vinexpo-asia-2026/" target="_blank" rel="noopener"> <strong>Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi commenta la partecipazione a Vinexpo Asia 2026</strong></a>, la manifestazione internazionale di riferimento per il mercato asiatico del vino che si è svolta dal <strong><a href="https://vinexpoasia.com/newfront" target="_blank" rel="noopener">26 al 28 maggio all’Hong Kong Convention and Exhibition Centre</a>.</strong></p>
<p>Per tre giorni il Consorzio è stato protagonista con uno spazio istituzionale dedicato alla denominazione Chianti, che ha ospitato 19 imprese con desk individuale, un Institutional Wine Bar dedicato al Chianti Docg e numerose attività di degustazione rivolte a buyer, operatori Horeca, importatori, distributori e stampa specializzata internazionale.</p>
<p>Complessivamente sono state <strong>oltre 100 le etichette </strong>protagoniste della presenza consortile tra desk aziendali e wine bar istituzionale. Nello specifico, le aziende partecipanti hanno presentato 66 etichette della denominazione Chianti Docg, comprese tipologie annata, Superiore, Riserva e sottozone della denominazione, mentre il banco istituzionale ha proposto 47 etichette Chianti Docg e sue tipologie, compreso Vin Santo del Chianti Doc, in rappresentanza di 25 aziende del territorio.</p>
<p>Buona partecipazione anche per la masterclass dedicata alla denominazione dal titolo “Chianti, a land and its wine. Versatility without borders: the Tuscan icon that conquers global fine dining as well as the authentic flavors of local cuisines”, guidata da Jerry Chen, docente della scuola Asia Wine Service &amp; Education Centre e titolare del diploma Wine &amp; Spirit Education Trust (Wset). L’incontro ha accompagnato operatori e stampa internazionale alla scoperta della versatilità del Chianti Docg e delle sue differenti identità territoriali.</p>
<p>“La presenza a Vinexpo Asia conferma quanto sia strategico continuare a investire nella promozione internazionale della denominazione. Il mercato asiatico, pur in una fase difficile, mostra una crescente attenzione verso vini capaci di unire qualità, riconoscibilità e forte legame con il territorio. E il Chianti Docg – conclude Busi – ha dimostrato ancora una volta di avere tutte queste caratteristiche”.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovinochianti.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vino Chianti</strong></a></p>
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		<title>Export vino italiano: vendite negli Usa giù del 20%, bene Russia, Cina, Brasile e Messico</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/export-vino-italiano-vendite-negli-usa-giu-del-20-bene-russia-cina-brasile-e-messico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 07:53:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Osservatorio Uiv: sui mercati extra Ue a marzo calo delle spedizioni di vino italiano dell’11%. Male gli Stati Uniti una boccata d’ossigeno da Sudamerica e Asia. Frescobaldi: indispensabile ridurre la produzione Ancora nessun segnale di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Osservatorio Uiv: sui mercati extra Ue a marzo calo delle spedizioni di vino italiano dell’11%. Male gli Stati Uniti una boccata d’ossigeno da Sudamerica e Asia. Frescobaldi: indispensabile ridurre la produzione</em></p>
<p>Ancora nessun segnale di inversione di tendenza sul fronte delle <strong>esportazioni di vino italiano</strong> il prodotto più export oriented dell’intero agroalimentare made in Italy. Secondo i <strong>dati dell’Osservatorio dell’Unione italiana vini</strong> nel primo trimestre del 2026 le <strong>vendite sui mercati extra Ue</strong> hanno chiuso con un<strong> fatturato vicino al miliardo di euro (-11%)</strong> risultato che pur rappresentando un miglioramento rispetto al primo bimestre (-16%) continua a restare saldamente in terreno negativo.</p>
<p>Il <strong>leggero miglioramento</strong> è stato determinato da un mese di marzo di sostanziale stabilità con un <strong>-2,3% a valore ma un +3,9% in volume</strong>. Secondo l’analisi Uiv basata su dati ufficiali, a calmierare parte della perdita non sono tradizionali mercati di sbocco ma quelli “<strong>nuovi</strong>”. Forti <a href="https://www.qualivita.it/news/ecco-i-13-mercati-emergenti-dove-lexport-di-vino-italiano-non-smette-di-crescere/" target="_blank" rel="noopener">incrementi della domanda sono venuti infatti da Russia, Cina, Brasile</a> (si cominciano a registrare i primi positivi effetti dell’accordo Ue-Mercosur) e <strong>Messico</strong>. Restano invece <strong>in forte calo le vendite nel principale mercato: gli Usa</strong>.</p>
<p><strong>A marzo il vino italiano ha registrato negli Usa un calo del 20,5%</strong>. Un dato quest’ultimo però da maneggiare con cautela perché il confronto con il primo trimestre dello scorso anno sconta la forte corsa agli acquisti (cosiddetto frontloading) da parte degli importatori americani che già “vedevano” l’arrivo dei dazi aggiuntivi da parte del presidente Trump.</p>
<p>«I dati di mercato che riscontriamo – ha commentato il <strong>presidente dell’Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi</strong> &#8211; indicano che, in generale, il livello di guardia resta alto e che l’attenzione deve essere massima. L’imperativo, oggi, è misurare le proprie forze per mantenere il più possibile in equilibrio la filiera e continuare a garantire l’alto livello qualitativo oggi unanimemente riconosciuto al vino italiano. In tal senso, <a href="https://www.qualivita.it/news/ecco-i-13-mercati-emergenti-dove-lexport-di-vino-italiano-non-smette-di-crescere/" target="_blank" rel="noopener"><strong>apprezziamo le decisioni assunte da alcune denominazioni di ridurre le rese</strong></a> in vista della prossima vendemmia e auspichiamo che questa indicazione possa essere condivisa e promossa anche a livello nazionale».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/vino-italiano-vendite-usa-giu-20percento-bene-russia-cina-brasile-e-messico-AIRj3qJD" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Sole 24 Ore.it</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/export-vino-italiano-vendite-negli-usa-giu-del-20-bene-russia-cina-brasile-e-messico/">Export vino italiano: vendite negli Usa giù del 20%, bene Russia, Cina, Brasile e Messico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Ecco i 13 mercati emergenti dove l’export di vino italiano non smette di crescere</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ecco-i-13-mercati-emergenti-dove-lexport-di-vino-italiano-non-smette-di-crescere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 06:29:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Wine Monitor di Nomisma, vino italiano: l&#8217;export in questi mercati emergenti è cresciuto mediamente del +7,1% all’anno nel periodo 2019-2025 Non sono solo i dazi americani (costati almeno 180 milioni di euro) e la crisi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ecco-i-13-mercati-emergenti-dove-lexport-di-vino-italiano-non-smette-di-crescere/">Ecco i 13 mercati emergenti dove l’export di vino italiano non smette di crescere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Wine Monitor di Nomisma, vino italiano: l&#8217;export in questi mercati emergenti è cresciuto mediamente del +7,1% all’anno nel periodo 2019-2025</em></p>
<p>Non sono solo i dazi americani (<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/al-vino-italiano-dazi-usa-sono-costati-180-milioni-AIudCm4C" target="_blank" rel="noopener">costati almeno 180 milioni di euro</a>) e la crisi internazionale a <strong>frenare l’export del vino italiano</strong>: il calo dei consumi è un fenomeno in atto ormai da qualche anno (soprattutto per i rossi) e ormai non è più un tabù parlare di sovraproduzione con gli espianti di vigneti che in Francia sono già realtà. Ma, come si dice, “il mondo è grande”, e sono molte le mete che potrebbero dare, nel medio periodo, nuova linfa alle cantine italiane, bravissime a conquistare le piazze straniere.</p>
<p>In questa direzione si muove l’ultimo <a href="https://www.qualivita.it/news/vini-italiani-i-mercati-emergenti-sono-la-nuova-frontiera-dellexport/" target="_blank" rel="noopener">report <strong>Wine Monitor di Nomisma</strong></a>, che individua<strong> 13 Paesi emergenti (Angola, Bulgaria, Colombia, Costa d’Avorio, India, Kazakistan, Marocco, Messico, Perù, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Tailandia)</strong> che, negli ultimi cinque anni, hanno registrato tassi di crescita significativi nelle importazioni di vino.</p>
<p>In questi Paesi, <strong>l’import di vino dall’Italia, dal 2019 a oggi registra una crescita costante, fino a raggiungere un valore di 405,6 milioni di euro nel 2025</strong>. Rispetto al 2024 si registra un<strong> incremento del +4,3%</strong>, mentre il tasso medio annuo di crescita (Cagr 2019–2025) si attesta al +11,4%, «notevolmente superiore a quello medio registrato per le importazioni totali di vino».</p>
<p>La categoria più esportata è quella dei<strong> vini fermi e frizzanti imbottigliati</strong>, il cui peso sul valore complessivo dell’export italiano è pari al 58%, ma se guardiamo all’incidenza espressa nel 2019, si evince un calo (era al 61%) <strong>a tutto vantaggio degli spumanti</strong> che nello stesso periodo di tempo sono passati dal 32% al 37%.</p>
<p><strong>Le importazioni cumulate in questi mercati emergenti sono cresciute mediamente del +7,1% all’anno nel periodo 2019-2025</strong> e hanno raggiunto nell’ultimo anno un <strong>valore pari a 1,7 miliardi di euro</strong> (+5,1% nel 2025 rispetto al 2024). Nel complesso,<strong> i 13 mercati analizzati oggi incidono per circa il 5% del totale</strong> <strong>a valore del vino importato a livello mondiale</strong> ma il dato è rilevante alla luce del loro profilo macroeconomico.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/ecco-13-mercati-emergenti-dove-l-export-vino-italiano-non-smette-crescere-AIXByVBD?utm_term=Autofeed&amp;utm_medium=FBSole24Ore&amp;utm_source=Facebook&amp;fbclid=IwY2xjawR9RzZleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFtdEpncHI4bTRhTVBmOGM1c3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvoJxs9bK7cYo2xADbzgO3Sp0QrLH1DWrsvcvPZYLr0AcmxVQxDAVINmFckT_aem_1A0BTr8RJqpw3zFvFOGKPA#Echobox=1779315801" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Sole 24 Ore.it</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ecco-i-13-mercati-emergenti-dove-lexport-di-vino-italiano-non-smette-di-crescere/">Ecco i 13 mercati emergenti dove l’export di vino italiano non smette di crescere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Vini italiani: i mercati emergenti sono la nuova frontiera dell’export</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vini-italiani-i-mercati-emergenti-sono-la-nuova-frontiera-dellexport/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 07:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il report Wine Monitor di Nomisma individua 13 Paesi ad alto potenziale – da Polonia a India, dal Messico alla Tailandia – dove le esportazioni italiane crescono a un tasso medio annuo dell’11,4%, superando di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vini-italiani-i-mercati-emergenti-sono-la-nuova-frontiera-dellexport/">Vini italiani: i mercati emergenti sono la nuova frontiera dell’export</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il report Wine Monitor di Nomisma individua 13 Paesi ad alto potenziale – da Polonia a India, dal Messico alla Tailandia – dove le esportazioni italiane crescono a un tasso medio annuo dell’11,4%, superando di gran lunga i mercati tradizionali.</em></p>
<p>In un contesto di mercato che risente dall’incertezza causata dalle tensioni geo-politiche, del calo dei consumi che caratterizza molti Paesi e dei dazi che hanno frenato le esportazioni negli Stati Uniti, che restano la principale destinazione per i nostri vini, i produttori italiani hanno necessariamente iniziato a guardare con maggiore attenzione ad altre aree geografiche, inclusi i Paesi emergenti.</p>
<p>Il nuovo report realizzato da <strong>Wine Monitor – l’Osservatorio di Nomisma</strong> dedicato al mercato del vino, nato con l’obiettivo di aiutare imprese e istituzioni della filiera vitivinicola italiana a interpretare correttamente le dinamiche del mercato – focalizza l’attenzione sui mercati delle aree dell’Europa orientale, dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina e, in particolare, individua 13 Paesi emergenti (Angola, Bulgaria, Colombia, Costa d’Avorio, India, Kazakistan, Marocco, Messico, Perù, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Tailandia) che, negli ultimi cinque anni, hanno registrato tassi di crescita significativi nelle importazioni di vino.</p>
<p>“Considerando il calo nei consumi di vino che da tempo interessa i mercati consolidati, per compensare la flessione delle esportazioni che si registra ormai da alcuni anni in questi paesi è necessario individuare nuovi sbocchi superando riserve e stereotipi che a volte condizionano le strategie di internazionalizzazione dei nostri produttori. Per questo è fondamentale individuare i mercati con il maggiore potenziale di sviluppo, rilevare i segnali di cambiamento nelle preferenze di consumo e nella struttura della domanda e sviluppare una strategia solida e di lungo periodo”, commenta <strong>Denis Pantini, Responsabile Wine Monitor di Nomisma.</strong></p>
<h4><a href="https://www.qualivita.it/argomento/mercati-emergenti/" target="_blank" rel="noopener">Nuove opportunità di crescita sui mercati emergenti</a></h4>
<p>Le importazioni cumulate in questi mercati emergenti sono cresciute mediamente del +7,1% all’anno nel periodo 2019-2025 e hanno raggiunto nell’ultimo anno un valore pari a 1,7 miliardi di euro (+5,1% nel 2025 rispetto al 2024). Nel complesso, <strong>i 13 mercati analizzati oggi incidono per circa il 5% del totale a valore del vino importato a livello mondiale</strong> ma il dato è rilevante alla luce del loro profilo macroeconomico: si tratta di Paesi in via di sviluppo che, pur partendo da livelli di reddito e consumi inferiori rispetto ai mercati più avanzati, stanno accrescendo progressivamente il proprio peso, sostenuti da crescita economica solida, un importante processo di urbanizzazione e un significativo rafforzamento della classe media. In questo contesto, il vino si afferma come prodotto a maggior valore, grazie a modelli di consumo in evoluzione e a una crescente apertura verso l’import. Ne emerge un percorso di sviluppo graduale ma strutturale, con ampi margini di ulteriore crescita nel medio-lungo periodo. In particolare, Polonia, Repubblica Ceca e Messico si distinguono come i mercati più attrattivi, con quote già intorno all’1% delle importazioni mondiali di vino.</p>
<h4>Le esportazioni di vini italiani nei mercati target</h4>
<p>Per quanto riguarda <strong>l’import di vino dall’Italia, dal 2019 a oggi si osserva una crescita costante nei 13 mercati emergenti</strong>, fino a raggiungere un valore di <strong>405,6 milioni di euro nel 2025</strong>. Rispetto al 2024 si registra un incremento del +4,3%, mentre il tasso medio annuo di crescita (CAGR 2019–2025) si attesta al +11,4%, notevolmente superiore a quello medio registrato per le importazioni totali di vino. Questi risultati evidenziano il buon apprezzamento dei vini italiani in tali mercati, con una domanda in progressivo aumento.</p>
<p>Ne deriva un contesto favorevole per gli operatori del settore, con opportunità di business sempre più rilevanti in Paesi caratterizzati da un potenziale di sviluppo ancora ampio. Tra i driver di crescita, almeno per alcuni Paesi gioca un ruolo importante anche la rete di ristoranti italiani o di operatori posizionati su un’offerta di livello medio-alta. Secondo i dati presentati da Nomisma Wine Monitor, le importazioni di vino italiano nei 13 mercati target mostrano, nel complesso, una <strong>crescita diffusa sia in valore sia in volume</strong>, tanto nel lungo quanto nel breve periodo. Relativamente alle importazioni di vini italiani, <strong>sia a valore sia a volumi guida la Polonia, seguita nell’ordine da Repubblica Ceca, Messico e Romania</strong>. Nel periodo di osservazione tutti i 13 Paesi mostrano un incremento ad eccezione dell’Angola.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.winemeridian.com/news/mecati-emergenti-frontiera-export-vini-italiani/" target="_blank" rel="noopener">WineMeridian.com</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vini-italiani-i-mercati-emergenti-sono-la-nuova-frontiera-dellexport/">Vini italiani: i mercati emergenti sono la nuova frontiera dell’export</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Dazi e consumi in calo: troppo vino in cantina. Salvagente dall&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dazi-e-consumi-in-calo-troppo-vino-in-cantina-salvagente-dalleuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 08:31:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
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		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al lavoro la task force ministeriale per trovare nuovi mercati dal Mercosur all&#8217;India. Ok al pacchetto di aiuti per la promozione che superino l&#8217;effetto dazi. Un calo dell&#8216;export extra-Ue del 6,5%, che arriva al 9% [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Al lavoro la task force ministeriale per trovare nuovi mercati dal Mercosur all&#8217;India. Ok al pacchetto di aiuti per la promozione che superino l&#8217;effetto dazi.</em></p>
<p>Un <strong>calo</strong> dell<strong>&#8216;export</strong> extra-Ue del <strong>6,5%</strong>, che arriva al 9% per le vendite negli Stati Uniti. E una <strong>produzione</strong> stabile di 44,4 milioni di ettolitri, che però non evita un aumento del 6% delle giacenze, 61 milioni di ettolitri di vino depositati nelle cantine perché non c`è abbastanza domanda, né in Italia né all`estero.</p>
<p>I <strong>dati del 2025</strong> mostrano il peggioramento di una crisi partita con un calo della domanda, anche interna, e aggravata poi dalla guerra dei dazi. Per rimettere in equilibrio il settore negli ultimi giorni sono state avviate iniziative italiane ed europee.</p>
<p>Ieri è partita ufficialmente la <strong>campagna di comunicazione istituzionale</strong> dedicata al vino promossa dal <strong>Ministero</strong> dell<strong>&#8216;Agricoltura</strong>.</p>
<p>Contemporaneamente, al <strong>ministero</strong> degli <strong>Esteri</strong> si è tenuta la “<strong>Task Force Dazi</strong>” per cercare nuovi mercati, visto che i dazi americani si sono tradotti in una barriera. Perché quel calo del 9% nel mercato più importante per gli italiani è il risultato di una media che vede la seconda parte dell`anno, contrassegnata dalle tariffe al 15%, con una riduzione delle vendite che arriva fino al 23%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Repubblica</strong></p>
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		<title>Consorzio DOC Sicilia: crescono i mercati asiatici e vendemmia in ripresa</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-doc-sicilia-crescono-i-mercati-asiatici-e-vendemmia-in-ripresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 08:10:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[CDA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bilancio positivo per il Consorzio di Tutela vini Doc Sicilia: mercati asiatici in crescita nel 2025, vendemmia in ripresa e nuove strategie per il 2026 Il 2025 si chiude con un bilancio più che positivo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Bilancio positivo per il Consorzio di Tutela vini Doc Sicilia: mercati asiatici in crescita nel 2025, vendemmia in ripresa e nuove strategie per il 2026</em></p>
<p>Il 2025 si chiude con un <strong>bilancio più che positivo per il Consorzio di Tutela vini Doc Sicilia</strong>, che conferma la denominazione tra i protagonisti della scena enologica nazionale e internazionale. L’anno è stato segnato da un’intensa attività di <strong>valorizzazione e promozione dei vitigni autoctoni</strong>, con un lavoro crescente sulla biodiversità e sulla riscoperta delle varietà storiche dell’isola, un patrimonio che racconta l’identità profonda di un territorio unico.</p>
<p><em>“Dopo due annate complesse, la vendemmia 2025 ha segnato un ritorno a livelli produttivi più regolari, con circa 3 milioni di ettolitri raccolti su 97.000 ettari vitati. Un risultato che conferma la Sicilia tra le principali regioni viticole italiane e ne evidenzia la sua capacità di coniugare biodiversità e sostenibilità</em>” afferma <strong>Camillo Pugliesi, Direttore del Consorzio</strong><em> “</em><em>Per quanto riguarda i mercati esteri, il 2025 ha mostrato dinamiche differenziate: negli Stati Uniti la tenuta del mercato è stata complessivamente positiva, pur in un contesto reso più complesso dalle politiche commerciali, mentre nell’area asiatica si è registrato un interesse crescente verso i vini siciliani. In questo scenario, il Consorzio di Tutela vini Doc Sicilia ha rafforzato il proprio presidio attraverso attività mirate di promozione e comunicazione.</em><em>”</em></p>
<p>Nel 2025, il mercato ha registrato infatti un <strong>crescente interesse soprattutto per i vini bianchi</strong>, con Grillo e Lucido (Catarratto) in primo piano. Un risultato che conferma la capacità della denominazione di interpretare al meglio le tendenze del consumo internazionale. Con i suoi 29.000 ettari, il Lucido è la varietà bacca bianca più diffusa in Sicilia; la sua notevole versatilità e la straordinaria variabilità intra-varietale rendono il Lucido capace di esprimersi con coerenza e tipicità tanto in zone costiere quanto in aree collinari e montane. Questo apre scenari importanti sia per la produzione di vini bianchi di pronta beva e freschezza, sia per l’elaborazione di bianchi strutturati da affinamento e basi spumante di grande pregio, come dimostrato nell&#8217;ambito del progetto &#8220;<strong>Vista Lucido</strong>&#8221; appena concluso. Parallelamente, è proseguito lo studio sulle oltre 70 varietà autoctone presenti sull’isola: le micro-vinificazioni condotte nel 2025 hanno evidenziato almeno 7-8 biotipi di particolare interesse, che potranno arricchire ulteriormente il panorama enologico siciliano.</p>
<p>Con l&#8217;arrivo del 2026, il Consorzio darà avvio a nuove azioni di comunicazione e promozione della DOC Sicilia, che avranno uno dei momenti clou al Vinitaly<span style="text-decoration: line-through;">.</span> Oltre alla partecipazione alle principali fiere del settore, in Italia e nel mondo, verranno organizzati anche una serie di appuntamenti dedicati non solo al trade ma anche ai consumatori, pensati per far conoscere le mille sfaccettature della Sicilia come autentico continente vitivinicolo, attraverso esperienze che uniscono territorio, cultura e stile enologico.</p>
<p>Oggi il Consorzio rappresenta oltre 7.000 viticoltori e circa 500 imbottigliatori, custodi di una produzione che supera gli 80 milioni di bottiglie e che esprime la ricchezza di un mosaico viticolo esteso in tutta l’isola. Un sistema coeso che ha contribuito a rafforzare la reputazione dei vini siciliani nel mondo, rendendoli espressione contemporanea di un territorio dalla storia millenaria.</p>
<p>Fonte: <a href="https://siciliadoc.wine/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela vini DOC Sicilia</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/12/CS-BILANCIO-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Il direttore del Consorzio Vino Chianti DOP ricevuto dall’ambasciatore del Messico García de Alba</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-direttore-del-consorzio-vino-chianti-dop-ricevuto-dallambasciatore-del-messico-garcia-de-alba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 07:30:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[MERCOSUR]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;incontro a Roma per rafforzare i rapporti tra la denominazione toscana e un mercato in forte crescita. Galli Torrini: &#8220;Investire in formazione e costruire relazioni solide con i mercati emergenti è una strategia che paga [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;incontro a Roma per rafforzare i rapporti tra la denominazione toscana e un mercato in forte crescita. Galli Torrini: &#8220;Investire in formazione e costruire relazioni solide con i mercati emergenti è una strategia che paga nel tempo&#8221;</em></p>
<p>L’<strong>ambasciatore del Messico in Italia, Carlos Eugenio García de Alba</strong>, ha ricevuto oggi nella sede diplomatica messicana a Roma il <strong>direttore del Consorzio Vino Chianti docg, Saverio Galli Torrini</strong>. Al centro del colloquio, le prospettive di collaborazione e promozione del Vino Chianti in uno dei Paesi più dinamici dell’America Latina.</p>
<p>“Il Messico rappresenta per il Chianti un mercato giovane ma in forte crescita, ricettivo verso i prodotti di qualità e capace di apprezzare la cultura che il nostro Vino porta con sé &#8211; ha detto Galli Torrini -. Con l’ambasciatore García de Alba abbiamo condiviso la volontà di proseguire e potenziare la collaborazione sia sul piano commerciale sia su quello culturale, favorendo iniziative di promozione e formazione rivolte agli operatori e ai consumatori messicani”.</p>
<p>I <strong>rapporti tra il Consorzio e il Messico non nascono oggi</strong>: già negli ultimi anni il Paese ha ospitato numerose iniziative firmate Chianti, tra cui la <a href="https://www.qualivita.it/news/chianti-academy-latam-cento-diplomandi-in-messico/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Chianti Academy Latam a Monterrey</strong></a> e, più recentemente, le sessioni di <strong>Puerto Vallarta e Cancun</strong> di qualche giorno fa, che ha visto coinvolti numerosi professionisti del settore in un percorso di formazione avanzata sulla denominazione. Un progetto che, fin dal 2014, ha fatto tappa sempre a a Cancun, Città del Messico e altre località strategiche, contribuendo a creare una solida rete di conoscenza e apprezzamento del Vino toscano.</p>
<p>“Investire in formazione e costruire relazioni solide con i mercati emergenti è una strategia che paga nel tempo – ha aggiunto Galli Torrini – perché non si tratta solo di esportare un prodotto, ma di portare nel mondo la storia, la qualità e l’identità del nostro territorio”.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovinochianti.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vino Chianti</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-direttore-del-consorzio-vino-chianti-dop-ricevuto-dallambasciatore-del-messico-garcia-de-alba/">Il direttore del Consorzio Vino Chianti DOP ricevuto dall’ambasciatore del Messico García de Alba</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Il Delle Venezie DOP Pinot Grigio al &#8220;Vietnam best sommelier in italian wines 2025&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-delle-venezie-dop-pinot-grigio-al-vietnam-best-sommelier-in-italian-wines-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2025 03:47:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Delle Venezie DOP Pinot Grigio protagonista in Vietnam: al via la prima edizione del Vietnam Best Sommelier in Italian Wines per promuovere l’eccellenza del vino italiano nel Sud-est asiatico. Non si arresta il percorso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Delle Venezie DOP Pinot Grigio protagonista in Vietnam: al via la prima edizione del Vietnam Best Sommelier in Italian Wines per promuovere l’eccellenza del vino italiano nel Sud-est asiatico.</em></p>
<p>Non si arresta il percorso di promozione del <strong>Delle Venezie DOP Pinot Grigio</strong>, guidato dal <strong>Consorzio di tutela</strong>, nei mercati emergenti e in particolare nel <strong>Sud-est asiatico</strong>. Il prossimo <strong>25 luglio</strong>, infatti, il Pinot Grigio DOC Delle Venezie sarà protagonista della prima edizione del <i><strong>Vietnam Best Sommelier in Italian Wines</strong></i>, iniziativa organizzata dalla Camera di Commercio Italiana in Vietnam (ICHAM) sotto il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia ad Hanoi e del Consolato Generale d’Italia a Ho Chi Minh City, in collaborazione con Associazione Sommellerie Professionale Italiana (ASPI) e Vietnam Sommelier Association (VSA).</p>
<p>L’evento, che si svolgerà a <strong>Ho Chi Minh</strong> nel prestigioso Hotel The Reverie Saigon, mira a promuovere l’eccellenza dei vini italiani in Vietnam, valorizzando al tempo stesso la figura del sommelier. L’iniziativa fa parte del progetto <i>A Taste of Italian Wines</i>, lanciato da ICHAM nel 2022, e prevede diverse fasi di selezione che culminano in una prestigiosa finale e in una cena di gala alla presenza di autorità, stampa e stakeholder del settore vino e ristorazione. Nel corso dell’evento il Delle Venezie DOP Pinot Grigio sarà presente con un banco degustazione e al centro di una masterclass dedicata, condotta dal Brand Ambassador Paul Vo, durante la quale il pubblico di operatori e professionisti del settore enogastronomico verrà guidato alla scoperta dello stile iconico e distintivo del bianco fermo italiano più consumato al mondo attraverso la degustazione di una selezione di etichette.</p>
<p>Dopo il debutto e il riscontro estremamente positivo registrato nello scorso anno, si tratta di un’occasione unica per continuare a trasferire nel mercato vietnamita le caratteristiche e l’identità della denominazione, tappa importante che si inserisce nel sempre più ampio percorso di valorizzazione del Delle Venezie DOP Pinot Grigio nei paesi extra-UE. Commenta <strong>Stefano Sequino, Direttore del Consorzio DOC Delle Venezie</strong>: “<i>Il mercato vietnamita rappresenta una delle realtà più dinamiche ed interessanti del Sud-Est asiatico ed il nostro obiettivo è sostenere e raccontare la nostra identità territoriale e culturale, trasferendo la conoscenza dei territori viticoli del Triveneto ed i valori del Pinot Grigio DOC Delle Venezie in termini di freschezza, versatilità e stile contemporaneo. Si tratta di un’attività strategica che stiamo portando avanti grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio Italiana in Vietnam </i>– continua Stefano Sequino –<i> con l’intento di creare nuovi network con il pubblico specializzato di buyer, stampa e professionisti del settore</i>”.</p>
<p>Commenta anche <strong>Tran Thanh Quyet, Direttore Esecutivo di ICHAM</strong>: “<i>Il mercato vietnamita mostra un interesse crescente verso i vini bianchi freschi, leggeri e versatili, caratteristiche che descrivono perfettamente il Pinot Grigio DOC Delle Venezie. Grazie al gusto moderno dei consumatori locali e all’espansione della ristorazione di fascia media e alta, prevediamo per questo vino uno spazio sempre più rilevante nelle carte dei vini in Vietnam. Siamo particolarmente orgogliosi di avere al nostro fianco il Consorzio Pinot Grigio delle Venezie come partner ufficiale di questa prima edizione in Vietnam</i>”.</p>
<p>Fonte: <a href="https://dellevenezie.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio DOC Delle Venezie</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-delle-venezie-dop-pinot-grigio-al-vietnam-best-sommelier-in-italian-wines-2025/">Il Delle Venezie DOP Pinot Grigio al &#8220;Vietnam best sommelier in italian wines 2025&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Dazi USA, Consorzio Vino Chianti: “Inutile piangersi addosso, bene l&#8217;apertura di una trattativa UE”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dazi-usa-consorzio-vino-chianti-inutile-piangersi-addosso-bene-lapertura-di-una-trattativa-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 07:37:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ASIA]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[MERCOSUR]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dazi, il presidente Busi del Consorzio Chianti DOP: “Apprezzabile la volontà dell’Europa di evitare il muro contro muro. Bisogna investire nelle nuove rotte per l’export: Sud America, Asia e Africa” “Davanti alla possibilità di dazi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dazi-usa-consorzio-vino-chianti-inutile-piangersi-addosso-bene-lapertura-di-una-trattativa-ue/">Dazi USA, Consorzio Vino Chianti: “Inutile piangersi addosso, bene l&#8217;apertura di una trattativa UE”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dazi, il presidente Busi del Consorzio Chianti DOP: “Apprezzabile la volontà dell’Europa di evitare il muro contro muro. Bisogna investire nelle nuove rotte per l’export: Sud America, Asia e Africa”</em></p>
<p>“Davanti alla <strong>possibilità di dazi fino al 30% </strong>sui prodotti agroalimentari italiani, incluso il vino, serve una reazione concreta e orientata al futuro. È inutile piangersi addosso:<strong> va vista come l’occasione per accelerare una nuova strategia di export</strong>, che punti su mercati alternativi e più stabili”.</p>
<p>A dirlo è<strong> Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti docg</strong>, in relazione alla lettera del presidente Usa Donald Trump sui dazi che dovrebbero entrare in vigore dal 1 agosto e alla volontà dell’Unione Europea di avviare una trattativa.</p>
<p>“Apprezziamo l’orientamento dell’Unione Europea ad aprire una trattativa con gli Stati Uniti, mercato fondamentale per il vino italiano, senza innescare una guerra di dazi e controdazi – spiega Busi – ma non possiamo continuare a rincorrere gli annunci che arrivano da Oltreoceano e che cambiano ogni giorno. Serve una visione più ampia e strutturata”.</p>
<p>“<a href="https://www.qualivita.it/argomento/mercati-emergenti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Sud America, Asia e Africa rappresentano oggi rotte fondamentali per il futuro del vino italiano</strong></a> – prosegue Busi – e l’accordo tra Unione Europea e Mercosur può diventare una leva reale per lo sviluppo del nostro comparto”.</p>
<p>“Mercati come <a href="https://www.qualivita.it/argomento/mercosur/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay</strong></a> – continua il presidente del Consorzio Vino Chianti – offrono grandi margini di crescita per un vino come il Chianti, simbolo della tradizione, della qualità e dei territori italiani”.</p>
<p>“Anche in <a href="https://www.qualivita.it/argomento/asia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Asia</strong> </a>registriamo segnali positivi – sottolinea Busi – con una domanda crescente in paesi come Cina, Giappone, Vietnam e Thailandia: dobbiamo essere presenti in modo strutturato, con promozione e distribuzione mirate”.</p>
<p>“Non vanno trascurate Africa e India – aggiunge il presidente del Consorzio Vino Chianti – aree in cui il consumo di vino sta cominciando a diffondersi e dove possiamo posizionarci con prodotti di alta qualità e forte identità culturale”.</p>
<p>“Se da una parte <strong>è importante evitare il muro contro muro con gli Usa</strong> – conclude Busi – dall’altra <strong>è nostro compito costruire nuove opportunità.</strong> L’export del vino italiano ha bisogno di mercati diversificati e di una strategia europea solida, capace di accompagnare le imprese in un mondo che cambia”.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovinochianti.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vino Chianti</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dazi-usa-consorzio-vino-chianti-inutile-piangersi-addosso-bene-lapertura-di-una-trattativa-ue/">Dazi USA, Consorzio Vino Chianti: “Inutile piangersi addosso, bene l&#8217;apertura di una trattativa UE”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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