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	<title>Matteo Renzi &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Matteo Renzi &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>300esimo Chianti Classico DOP: futuro e progetti per lo sviluppo del territorio</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2016 10:06:02 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“L’Italia deve smettere di aver paura della globalizzazione e tornare ad essere leader, a partire da turismo ed enogastronomia, e il <strong>Chianti Classico</strong> <strong>DOP</strong> rappresenta uno straordinario strumento di successo per il nostro Paese”. Con queste parole il premier <strong>Matteo Renzi</strong> è intervenuto sabato 24 settembre alle celebrazioni del 300esimo anniversario della prima delimitazione del territorio del Chianti Classico DOP, che hanno riunito al Teatro dell’Opera di Firenze le più alte cariche istituzionali e i rappresentanti più autorevoli dell’universo enologico italiano e internazionale.</p>
<p>“Dobbiamo vivere questo anniversario con lo sguardo rivolto al futuro – ha continuato il Presidente del Consiglio – perché l’industria del vino produce oggi 5,5 miliardi di euro di fatturato l’anno e si stima che nel 2020 possa arrivare a 7 miliardi. Dobbiamo difendere il made in Italy, c’è bisogno di investire e il <a href="http://www.chianticlassico.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Consorzio del Chianti Classico DOP</strong></a> – ha dichiarato Renzi &#8211; lo ha fatto quando ancora nessuno ci pensava: considerate il Governo e il Parlamento al vostro fianco”.</p>
<p>La proiezione verso il futuro del Gallo Nero è testimoniata dai tre obiettivi presentati proprio oggi: un accordo con la più prestigiosa denominazione vinicola al mondo, la candidatura a patrimonio dell’umanità per il territorio e la costituzione del Distretto Rurale del Chianti, riconoscimento finale di un’area a vocazione agricola tra le più produttive d’Italia. “A 300 anni dalla nostra denominazione – ha <strong>ribadito il Presidente del Consorzio Sergio Zingarelli </strong>– presentiamo l’avvio di tre progetti che daranno ulteriore linfa al territorio a cui apparteniamo, alle 600 aziende che costituiscono il Consorzio del Gallo Nero e alle oltre 6 mila persone a cui danno lavoro direttamente”. “Il Chianti costituisce senza dubbio uno dei Distretti più importanti dell’agroalimentare italiano – continua Zingarelli – e per tale motivo deve ottenere il suo riconoscimento ufficiale”.</p>
<p>A partire dalla costituzione del <strong>Distretto Rurale del Chianti</strong>, “che consentirà a imprese e istituzioni di utilizzare al meglio gli strumenti finanziari e normativi oggi disponibili, pianificando investimenti pubblici e privati in una cornice di programmazione comune”. &#8220;Il legame indissolubile tra territorio e qualità del prodotto &#8211; ha dichiarato <strong>Giuseppe Liberatore,  Direttore Generale Consorzio Vino Chianti Classico </strong>&#8211;  ha reso il Chianti Classico e le colline del Chianti un’icona del turismo internazionale. Tale risultato deve spingerci ad andare avanti. Per questo ci siamo dotati di strumenti indispensabili per il futuro, e ieri abbiamo ratificato un documento di collaborazione con le istituzioni politiche e le rappresentanze economiche del  territorio, stringendo un legame tra mondo dell’impresa e politica, che ha come oggetto l’istituzione del Distretto Rurale del Chianti. E’ stato necessario superare incomprensioni, ritardi e trovare un linguaggio comune. Il risultato è infine arrivato, dopo un percorso lungo quasi due decenni. Infatti la prima proposta risale ai primi anni del 2000. Alcuni problemi bloccarono a quel tempo il percorso che oggi finalmente si conclude con il riconoscimento del Distretto, con l’obiettivo di delineare strategie di sviluppo nell’ottica di una programmazione economico-turistica integrata.</p>
<p>Un ulteriore importante attestato potrebbe arrivare dall’<strong>Unesco</strong>, a cui il Consorzio ha presentato la candidatura del territorio come patrimonio dell’umanità. La decisione, già deliberata dall’Assemblea dei Soci lo scorso febbraio, è stata ufficializzata dalla Conferenza dei Sindaci a sostegno dell’iniziativa. E’ già realtà, invece, l’<strong>accordo di collaborazione</strong> tra il <strong>Chianti Classico DOP</strong> e lo <strong>Champagne DOP</strong>, non solo il vino più celebre al mondo, ma anche un’icona di qualità e un modello di business da perseguire, anche nel cuore della Toscana. “Lo Champagne – sottolinea Zingarelli &#8211; è riuscito in un’impresa unica nel nostro settore: stabilizzare i prezzi alla fonte (sfuso) ad un livello remunerativo per tutti gli operatori della filiera”. Ancora da definire i dettagli dell’accordo, ma i contorni sono già chiari. “In questa strada – conclude il Presidente del Consorzio Chianti Classico DOP &#8211; ci impegneremo come Consorzio in maniera condivisa con le Amministrazioni comunali e la Regione”.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/09/CHIANTI-CLASSICO_Premier-Renzi-e-tre-progetti-futuri-c.pdf" target="_blank" rel="attachment wp-att-204314 noopener noreferrer">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA COMPLETO</a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>L’Italia apre la strada di un e-commerce più sicuro in Cina</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2016 09:47:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’11 novembre dello scorso anno, in occasione della festa dei single in Cina, Alibaba ha raggiunto in un solo giorno circa 9 miliardi di vendite online; basta questo dato a capire quale sarà nel prossimo futuro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’11 novembre dello scorso anno, in occasione della festa dei single in Cina, <strong>Alibaba</strong> ha raggiunto in un solo giorno circa 9 miliardi di vendite online; basta questo dato a capire quale sarà nel prossimo futuro il potere delle piattaforme di commercio elettronico anche nelle vendite di articoli al dettaglio. Appena 15 anni fa nessuno avrebbe scommesso su <a href="http://booking.com/">booking.com</a> o <a href="http://tripadvisor.com/">tripadvisor.com</a>, mentre oggi tutti possono toccare con mano come il settore turistico mondiale ruoti intorno a queste due realtà. Per tale motivo i grandi <strong>big informatici</strong> rappresentano non solo dei <strong>player economici</strong> ma delle proprie entità sovranazionali sempre più difficili da regolare.</p>
<p>La multa di svariati miliardi alla Apple delle scorse settimane è solo un timido tentativo da parte della debole Unione Europea di aprire una difficile trattativa con il colosso di Cupertino. Alla base delle azioni giuridiche del commissario Ue alla concorrenza, Margrethe Vestager, manca una vera <strong>riflessione politica da parte di tutti gli stati</strong>; rapportarsi con i nuovi poteri mondiali è necessario sia per definire i termini di tassazione, ma anche per fissare regole di privacy e commercio.  Le difficoltà sono evidenti perché i singoli Paesi fanno fatica anche a dialogare fra di loro in termine di accordi e norme commerciali. Ne sono testimonianza  il fallimento dei negoziati del WTO e il continuo disconoscimento dei trattati TTIP e TPP  fra i contraenti.</p>
<p>In questo contesto di apatia e di stallo della politica europea, sicuramente l&#8217;iniziativa italiana volta a cercare intese di carattere privato con i grandi big del commercio elettronico &#8211; avviata già da diversi anni &#8211; è un faro che brilla nella notte. Proprio in questi giorni il primo ministro <strong>Renzi</strong>, in <strong>Cina</strong> per il G20, ha siglato un <strong>accordo con Alibaba per la tutela e la promozione dei prodotti agroalimentari italiani DOP IGP che segue quello già in corso con Ebay</strong>.</p>
<p>&#8220;Gli accordi con Alibaba &#8211; ha sottolineato il <strong>Ministro Maurizio Martina</strong> &#8211; rappresentano un punto concreto della nostra strategia di sostegno al Made in Italy nel mondo, che sfrutta anche formule innovative per tutelare e promuovere i prodotti. Siamo riusciti a garantire ai nostri marchi geografici un livello molto alto di protezione sulla piattaforma e-commerce cinese. Un risultato fondamentale, che in sede di WTO inseguiamo da decenni e che invece sul web siamo riusciti a costruire in pochi mesi e con risultati eccezionali. Sul versante della promozione avevamo preso l&#8217;impegno a Vinitaly per essere protagonisti nella giornata del vino il 9 settembre e lo abbiamo mantenuto: il mercato cinese offre opportunità che vanno colte subito&#8221;.</p>
<p>Un fatto che dimostra come i grandi player del commercio online abbiano come <strong>obiettivo primario quello di garantire la massima legalità</strong> all&#8217;interno delle proprie piattaforme per incentivare le vendite con trasparenza e legalità, dimostrando così che le sovraentità sono più sicure degli stessi stati. Un paradosso tutto da decifrare, anche se i numeri della crescita degli acquisti online non lasciano dubbi sulla progressiva fiducia dei consumatori dell’intero pianeta nei confronti di queste società.</p>
<p><strong>Alibaba</strong> da oggi rappresenta uno <strong>spazio commerciale libero da contraffazione</strong> e per i produttori italiani che si vorranno confrontare con la difficile sfida dell&#8217;export in Cina il compito potrebbe essere meno arduo. Un fatto molto positivo che può convincere le imprese italiane ad aprirsi ai mercati esteri, percorrendo una nuova &#8220;Via della seta&#8221; più sicura  grazie all&#8217;intraprendenza del nostro Paese.</p>
<p><strong>Mauro Rosati</strong><br />
<em>Direttore Generale Fondazione Qualivita</em></p>
<p>Fonte: <strong>l&#8217;Unità</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/09/20160908_UNITA.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Grana Padano DOP, decreto etichettatura: bene il governo. L&#8217;Europa ci ascolti</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2016 16:13:47 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Finalmente. Trasparenza. Speranza. Sono le tre parole chiave con cui desidero commentare la firma del “decreto interministeriale per <strong>l&#8217;origine in etichetta per il latte e i prodotti trasformati</strong>”, da parte del premier<strong> Matteo Renzi</strong> e dei Ministri <strong>Maurizio Martina (<a href="https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/202" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mipaaf</a>) e Carlo Calenda (<a href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mise</a>)</strong>, annunciata oggi dallo stesso premier davanti alla platea di <strong><a href="http://www.coldiretti.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Coldiretti</a></strong>. Finalmente, perché sono anni che ci battiamo in tutte le sedi preposte per sollecitare una soluzione definitiva in merito a questo dramma legalizzato che continua a danneggiare i produttori e i consumatori; <strong>Trasparenza</strong>, perché è un diritto poter <strong>scegliere liberamente cosa acquistare</strong> e lo si può fare solo avendo le informazioni necessarie, senza essere confusi dalla mancanza di chiarezza riportata su moltissimi prodotti similari;<strong> Speranza</strong>, perché auspichiamo che questo decreto possa essere sufficiente, insieme all’impegno del Premier Renzi e dei Ministri co-firmatari, <strong>a convincere l’Europa</strong> che sul <strong>mercato italiano</strong> dovranno approdare<strong> solo prodotti</strong> in cui sia<strong> riportata chiaramente in etichetta l’origine delle materie prime</strong>”.</p>
<p>Con queste parole <strong>Stefano Berni</strong>,<strong> direttore generale del Consorzio Grana Padano DOP</strong>, è intervenuto oggi a margine dell’intervento del Premier Matteo Renzi tenuto dal palco della <strong>Giornata nazionale del latte di Coldiretti</strong> presso Milano Congressi (Milano), dove ha annunciato la firma del <strong>decreto  interministeriale</strong> <strong>per l&#8217;origine in  fase di etichettatura per il latte e i prodotti trasformati</strong>”, da parte sua e dei Ministri Maurizio Martina (Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali) e Carlo Calenda (Ministro per lo sviluppo economico).</p>
<p>“Le recenti <strong>aperture dell’Europa in materia di etichettatura</strong> – spiega Stefano Berni – ci fanno ben sperare perché non possiamo più reggere una situazione del genere. Oltre ad un danno economico, è uno spregio nei confronti dei <strong>consumatori</strong> che sono quotidianamente ingannati e non se ne rendono conto. Nei negozi e nei supermercati è forte e in continua crescita la presenza di prodotti che per aspetto, presentazione e packaging sembrano uguali a quelli <strong>DOP o IGP</strong>, ma che nulla hanno a che vedere con il livello qualitativo degli stessi.<strong> Un danno</strong> che, solo per il Grana Padano, vale<strong> 1 miliardo di euro, 700 milioni all’estero e 300 milioni in Italia</strong>. Si pensi, poi, che nel segmento dei grattugiati il 36% è Grana Padano, il 14% è Parmigiano Reggiano e il 50% è rappresentato dai similari, provenienti per la maggior parte dall’estero”.</p>
<p>“A questo punto – conclude Berni – con la firma di questo decreto e la garanzia dell’impegno da parte del Governo nell&#8217;ambito dell&#8217;etichettatura, abbiamo <strong>la certezza di non essere soli in questa battaglia</strong> che portiamo avanti da sempre. Noi ci siamo e siamo pronti ad affiancare le Istituzioni nelle azioni che vorranno mettere in campo per risolvere questo annoso problema”.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.granapadano.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio Tutela Grana Padano</a></strong></p>
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		<title>Per l&#8217;agroalimentare 6 miliardi di credito in 3 anni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/da-intesa-sanpaolo-plafond-di-6-miliardi-per-lagricoltura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 10:52:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;alleggerimento della pressione fiscale (taglio del 25% delle tasse) scatta per l&#8217;agricoltura un&#8217;apertura di credito. Intanto, si punta a fare del Ministero delle Politiche Agricole un centro decisionale unico per l&#8217;agroalimentare. Il primo passo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;alleggerimento della pressione fiscale (taglio del 25% delle tasse) scatta per l&#8217;agricoltura un&#8217;apertura di credito. Intanto, si punta a fare del <a href="https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/202" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ministero delle Politiche Agricole</strong></a> un centro decisionale unico per l&#8217;<strong>agroalimentare</strong>. Il primo passo è il credito, con un plafond di 6 miliardi finalizzato agli investimenti delle aziende agroalimentari, ma anche potenziamento degli strumenti di garanzia quelli attualmente previsti da Ismea sono giudicati troppo onerosi), semplificazione, prodotti finanziari ad hoc, sportelli specializzati e team dedicati.</p>
<p>La svolta, che si basa sulla «riscoperta» della specializzazione del credito agrario, arriva dal <strong>protocollo </strong>siglato ieri, alla presenza del premier, <strong>Matteo Renzi</strong>, dal <strong>Ministro delle Politiche Agricole</strong>, <strong>Maurizio Martina</strong> c dal consigliere delegato di <strong>Intesa Sanpaolo</strong>, <strong>Carlo Messina</strong>. Il fondo alimenterà progetti per 10 miliardi. Dialogo a tre fra aziende, banca e Pubblica amministrazione.</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 ore</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/01/20160114_RS_IL-SOLE-24-ORE.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Arriva il Ministero dell&#8217;Agroalimentare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/arriva-il-ministero-dellagroalimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 10:45:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuova vita per il Ministero delle Politiche agricole guidato dal Ministro Martina, che a breve diverrà ministero dell&#8217;Agroalimentare, secondo l&#8217;annuncio del premier Renzi, per riconoscere ancora di più che resta «un ministero centrale nello sviluppo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuova vita per il <strong>Ministero delle Politiche agricole </strong>guidato dal Ministro Martina, che a breve diverrà ministero dell&#8217;<strong>Agroalimentare</strong>, secondo l&#8217;annuncio del premier Renzi, per riconoscere ancora di più che resta «un ministero centrale nello sviluppo e nell&#8217;identità del sistema Paese». Per il dicastero si sta dunque per aprire un nuovo capitolo di una storia ultracentenaria intercalata da continui cambi di nome e dall&#8217;onta dell&#8217;abrogazione per referendum nel 1993. A seguito di quel voto, il ministero fu sostanzialmente svuotato delle competenze più importanti.</p>
<p>Da allora, il ministro dell&#8217;Agricoltura e delle foreste è stato più volte ridenominato, fino a divenire ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali (dal 16 maggio 2008). In realtà la notizia è un&#8217;altra: la fine del Corpo forestale, nato nel 1822 per opera dire Carlo Felice. Ora è destinato a sciogliersi nell&#8217;Arma dei Carabinieri. Intanto a <strong>Palazzo Chigi</strong> è stato firmato il <strong>protocollo d&#8217;intesa</strong> tra il <strong>Ministero delle Politiche agricole e Intesa Sanpaolo</strong> che mette a disposizione sei miliardi di credito in tre anni a favore dell&#8217;agroalimentare, con la previsione di generare 70mila nuovi posti di lavoro e dieci miliardi di investimenti.</p>
<p>Fonte: <strong>Avvenire</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/01/20160114_RS_AVVENIRE.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Vinitaly, è mezzo pieno il calice del nostro vigneto</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vinitaly-e-mezzo-pieno-il-calice-del-vigneto-italia-2/</link>
		
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2014 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chiude i battenti la 48esima edizione del Vinitaly e lo fa tra sorrisi e messaggi fortemente positivi, corroborati dai numeri e, finalmente, da una sensazione di diffuso ottimismo. 155.000 (+ 6% rispetto all’anno passato) i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/0482fc77902d0b4c9a449d5d1e0345a8.jpg" alt="" /></p>
<p>Chiude i battenti la 48esima edizione del Vinitaly e lo fa tra sorrisi e messaggi fortemente positivi, corroborati dai numeri e, finalmente, da una sensazione di diffuso ottimismo. 155.000 (+ 6% rispetto all’anno passato) i visitatori</p>
<p>che hanno affollato i 90.000 metri quadrati della manifestazione. 56.000 i buyer internazionali (36% sul totale) che hanno potuto degustare le etichette degli oltre 4.000 espositori. Cifre importantiche, del resto, sono la cartina tornasole di un Paese che sul vino punta in modo deciso, con 654.000 ettari di superficie vitata, una produzione che nel 2013 ha superato agevolmente i 47 milioni di ettolitri e un numero impressionante di aziende che offre lavoro a oltre un milione di addetti. Ma Vinitaly 2014 sarà soprattutto ricordato come un’edizione fortemente politica, dove finalmente questo termine torna ad avere dei connotati positivi. A nessuno è sfuggito il fatto che per la prima volta un Presidente del Consiglio ha partecipato alla manifestazione scaligera. Lo ha fatto Matteo Renzi e lo ha fatto alla sua maniera, precisando che non si trovava a Verona per una passeggiata tra i padiglioni ma per portare al mondo dell’agricoltura in generale e a quello del vino in particolare il messaggio che il Governo punta in modo deciso sul Made in Italy agroalimentare, driver di comunicazione ed economico fondamentale per l’immagine e il portafoglio del Paese.</p>
<p>Renzi ha scelto Vinitaly insieme al Ministro Maurizio Martina per presentare #campolibero, progetto in 18 punti che ha come pietre angolari la semplificazione degli iter burocratici, il sostegno alle imprese, l’attenzione nei confronti dei giovani imprenditori. Il progetto è consultabile fino al 30 aprile sul sito del Mipaaf e il premier ha chiesto suggerimenti ai vari attori del comparto con l’impegno, entro il 15 maggio, di presentare un provvedimento caratterizzato anche da investimenti da parte del Governo sull’intero settore. Gli obiettivi? Ambiziosi ma anche raggiungibili: incrementare del 50% l’export dell’agroalimentare entro il 2020, portandolo dai 33 miliardi attuali fino alla cifra tonda di 50. Stesso discorso per l’export vitivinicolo, ora a 5 miliardi ma che Renzi prevede di riuscire a portare a 7,5 sempre entro la stessa data. </p>
<p>“Renzi ha riportato entusiasmo e non ha sparato cifre a caso – commenta Stefano Carboni, esperto di comunicazione enogastronomica e coordinatore dell’Atlante Qualivita Wine – Il vino italiano è una blue chip di valore assoluto che purtroppo non ha quasi mai trovato adeguato sostegno da parte delle istituzioni, che spesso lo hanno sfruttato solo per stucchevoli operazioni di immagine. Il fatto che l’attuale Governo mostri una particolare attenzione nei confronti dei bisogni e dei suggerimenti di chi il vino lo vive quotidianamente, è un messaggio estremamente importante che lascia ben sperare. Siamo nella fase “yes, we can” e personalmente sono certo che possiamo davvero sfruttare questo momento per fare la differenza e conquistare, grazie soprattutto alla qualità dei nostri vini, anche quei fondamentali mercati sui quali finora ci siamo mossi senza precise strategie”. </p>
<p>In tal senso c’è grande attesa per il futuro viaggio del Governo in Cina; una missione nel corso della quale Renzi ha garantito che il vino italiano avrà un ruolo rilevante su un mercato che sarebbe riduttivo definire di primaria importanza. Così come sarà fondamentale valorizzare al massimo i 52 miliardi di euro messi a disposizione dalla Pac da qui fino al 2020 e, ovviamente, l’appuntamento con l’Expo 2015. Un puzzle complesso dove è lecito aspettarsi un grande impegno da parte del Ministero delle Politiche Agricole. Conforta, a questo proposito, sottolineare i grandi consensi ricevuti dal Ministro Maurizio Martina, apparso sin da subito sensibile ai problemi delle imprese e al tempo stesso consapevole della necessità di sanare al più presto alcuni dei mali che affliggono da troppo tempo l’intero settore. Controlli, trasparenza, riconoscibilità, sono soltanto alcuni dei temi che il Ministro ha portato sotto la luce dei riflettori e la cui soluzione non potrà che portare benefici sia sul mercato interno che su quelli esteri. </p>
<p>In sintesi il quadro che emerge dalla 48esima edizione di Vinitaly è quello di uno scacchiere dove l’Italia comincia, nonostante le tante cassandre nostrane che continuano a parlare di “crisi del vino italiano”, a piazzare in modo strategico i propri pezzi (non va dimenticato il lavoro che da anni svolge Paolo de Castro, apprezzato Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo). Ora non resta che muovere questi pezzi con intelligenza e giocare, finalmente da vincenti, la nostra partita.<br /> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/04/Unita_food_politics_1204.pdf" alt="Unita_food_politics_1204.pdf">Unita_food_politics_1204.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vinitaly-e-mezzo-pieno-il-calice-del-vigneto-italia-2/">Vinitaly, è mezzo pieno il calice del nostro vigneto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Vinitaly, è mezzo pieno il calice del nostro vigneto</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vinitaly-e-mezzo-pieno-il-calice-del-vigneto-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2014 16:23:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[EXPO 2015]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Martina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Unità &#8211; Food Politics Chiude i battenti la 48esima edizione del Vinitaly e lo fa tra sorrisi e messaggi fortemente positivi, corroborati dai numeri e, finalmente, da una sensazione di diffuso ottimismo. 155.000 (+ 6% [&#8230;]</p>
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<p><strong>Unità &#8211; Food Politics</p>
<p></strong></p>
<p>Chiude i battenti la 48esima edizione del Vinitaly e lo fa tra sorrisi e messaggi fortemente positivi, corroborati dai numeri e, finalmente, da una sensazione di diffuso ottimismo. 155.000 (+ 6% rispetto all’anno passato) i visitatori che hanno affollato i 90.000 metri quadrati della manifestazione. 56.000 i buyer internazionali (36% sul totale) che hanno potuto degustare le etichette degli oltre 4.000 espositori. Cifre importanti</p>
<p>che, del resto, sono la cartina tornasole di un Paese che sul vino punta in modo deciso, con 654.000 ettari di superficie vitata, una produzione che nel 2013 ha superato agevolmente i 47 milioni di ettolitri e un numero impressionante di aziende che offre lavoro a oltre un milione di addetti.</p>
<p>Ma Vinitaly 2014 sarà soprattutto ricordato come un’edizione fortemente politica, dove finalmente questo termine torna ad avere dei connotati positivi. A nessuno è sfuggito il fatto che per la prima volta un Presidente del Consiglio ha partecipato alla manifestazione scaligera. Lo ha fatto Matteo Renzi e lo ha fatto alla sua maniera, precisando che non si trovava a Verona per una passeggiata tra i padiglioni ma per portare al mondo dell’agricoltura in generale e a quello del vino in particolare il messaggio che il Governo punta in modo deciso sul Made in Italy agroalimentare, driver di comunicazione ed economico fondamentale per l’immagine e il portafoglio del Paese. </p>
<p>Renzi ha scelto Vinitaly insieme al Ministro Maurizio Martina per presentare #campolibero, progetto in 18 punti che ha come pietre angolari la semplificazione degli iter burocratici, il sostegno alle imprese, l’attenzione nei confronti dei giovani imprenditori. Il progetto è consultabile fino al 30 aprile sul sito del Mipaaf e il premier ha chiesto suggerimenti ai vari attori del comparto con l’impegno, entro il 15 maggio, di presentare un provvedimento caratterizzato anche da investimenti da parte del Governo sull’intero settore. Gli obiettivi? Ambiziosi ma anche raggiungibili: incrementare del 50% l’export dell’agroalimentare entro il 2020, portandolo dai 33 miliardi attuali fino alla cifra tonda di 50. Stesso discorso per l’export vitivinicolo, ora a 5 miliardi ma che Renzi prevede di riuscire a portare a 7,5 sempre entro la stessa data. </p>
<p>“Renzi ha riportato entusiasmo e non ha sparato cifre a caso – commenta Stefano Carboni, esperto di comunicazione enogastronomica e coordinatore dell’Atlante Qualivita Wine – Il vino italiano è una blue chip di valore assoluto che purtroppo non ha quasi mai trovato adeguato sostegno da parte delle istituzioni, che spesso lo hanno sfruttato solo per stucchevoli operazioni di immagine. Il fatto che l’attuale Governo mostri una particolare attenzione nei confronti dei bisogni e dei suggerimenti di chi il vino lo vive quotidianamente, è un messaggio estremamente importante che lascia ben sperare. Siamo nella fase “yes, we can” e personalmente sono certo che possiamo davvero sfruttare questo momento per fare la differenza e conquistare, grazie soprattutto alla qualità dei nostri vini, anche quei fondamentali mercati sui quali finora ci siamo mossi senza precise strategie”. </p>
<p>In tal senso c’è grande attesa per il futuro viaggio del Governo in Cina; una missione nel corso della quale Renzi ha garantito che il vino italiano avrà un ruolo rilevante su un mercato che sarebbe riduttivo definire di primaria importanza. Così come sarà fondamentale valorizzare al massimo i 52 miliardi di euro messi a disposizione dalla Pac da qui fino al 2020 e, ovviamente, l’appuntamento con l’Expo 2015. Un puzzle complesso dove è lecito aspettarsi un grande impegno da parte del Ministero delle Politiche Agricole. Conforta, a questo proposito, sottolineare i grandi consensi ricevuti dal Ministro Maurizio Martina, apparso sin da subito sensibile ai problemi delle imprese e al tempo stesso consapevole della necessità di sanare al più presto alcuni dei mali che affliggono da troppo tempo l’intero settore. Controlli, trasparenza, riconoscibilità, sono soltanto alcuni dei temi che il Ministro ha portato sotto la luce dei riflettori e la cui soluzione non potrà che portare benefici sia sul mercato interno che su quelli esteri. </p>
<p>In sintesi il quadro che emerge dalla 48esima edizione di Vinitaly è quello di uno scacchiere dove l’Italia comincia, nonostante le tante cassandre nostrane che continuano a parlare di “crisi del vino italiano”, a piazzare in modo strategico i propri pezzi (non va dimenticato il lavoro che da anni svolge Paolo de Castro, apprezzato Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo). Ora non resta che muovere questi pezzi con intelligenza e giocare, finalmente da vincenti, la nostra partita.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vinitaly-e-mezzo-pieno-il-calice-del-vigneto-italia/">Vinitaly, è mezzo pieno il calice del nostro vigneto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Martina e Renzi lanciano &#8220;Campo Libero&#8221; «18 mosse per l&#8217;agricoltura»</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/piano-del-governo-per-il-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2014 07:08:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Sole 24 Ore Nell&#8217;ultimo giorno di Vinitaly, tradizionalmente più tranquillo, il ciclone Matteo Renzi ha riacceso l&#8217;attenzione sul business del vino e sulle sue straordinarie potenzialità di crescita. Ieri, peraltro, il 48 ° Salone [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/piano-del-governo-per-il-vino/">Martina e Renzi lanciano &#8220;Campo Libero&#8221; «18 mosse per l&#8217;agricoltura»</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/9c2039f411fe6a5376862495c57ac5ae.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Il Sole 24 Ore</p>
<p></strong> Nell&#8217;ultimo giorno di Vinitaly, tradizionalmente più tranquillo, il ciclone Matteo Renzi ha riacceso l&#8217;attenzione sul business del vino e sulle sue straordinarie potenzialità di crescita. Ieri, peraltro, il 48 ° Salone internazionale del vino (quello del sold out da 100mila mq) ha chiuso i battenti con l&#8217;ennesimo record: una crescita dei visitatori del 6% a 155mila di cui esteri +6% a 56mila (il 36% del totale). Ieri il presidente del consiglio, dopo aver visitato gli stand del Veneto e del <strong>Chianti Classico DOP</strong>, ha detto che nel settore agroalimentare «siamo a 33 miliardi di export e dobbiamo darci un obiettivo, da qui al 2020, di salire a 50 miliardi.</p>
<p>Nel vino possiamo crescere da 5 a 7,5 miliardi: sono alla nostra portata. Potremmo dire che basterebbe combattere le truffe e la strumentalizzazione dei prodotti dell&#8217;Italian sounding però ci limitiamo a segnalare che c&#8217;è uno spazio su tutto ciò che è italianità nei prodotti dell&#8217;agroalimentare».&nbsp;Per centrare gli obiettivi «è necessario partire ora &#8211; ha detto Renzi-. Per questo da oggi pomeriggio sul sito del ministero delle Politiche agricole partirà l&#8217;iniziativa #campolibero, un piano di azione di 18 iniziative sulle quali chiediamo agli operatori del settore di farci le pulci». Quindi, entro tre settimane «vi proponiamo di fare tutte le verifiche su questi 8 punti e poi il ministro Martina entro il 15 maggio formulerà laversione definitiva» del piano.</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/04/Il_sole_34_ore.pdf" alt="Il_sole_34_ore.pdf">Il_sole_34_ore.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/piano-del-governo-per-il-vino/">Martina e Renzi lanciano &#8220;Campo Libero&#8221; «18 mosse per l&#8217;agricoltura»</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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