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	<title>Master of Wine &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Master of Wine &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Irpinia Wine Days: occasione unica per celebrare le DOP del territorio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/irpinia-wine-days-occasione-unica-per-celebrare-le-dop-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2024 08:40:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 29 novembre, Irpinia Wine Days, un evento dal respiro internazionale di valorizzazione della vitivinicoltura irpina, un’occasione unica per celebrare le prestigiose DOP del territorio – Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi – [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Venerdì 29 novembre, Irpinia Wine Days, un evento dal respiro internazionale di valorizzazione della vitivinicoltura irpina, un’occasione unica per celebrare le prestigiose DOP del territorio – Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi – e tracciare le prospettive per il futuro del vino irpino.</em></p>
<p>Una iniziativa fortemente voluta dal Presidente della <strong>Commissione Agricoltura della Regione Campania</strong> Maurizio Petracca e promossa dal <strong>GAL Irpinia</strong> con il sostegno della <strong>Regione Campania</strong>, che vedrà per la prima volta in Campania i tre <a href="https://www.qualivita.it/argomento/master-of-wine/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Master of Wine italiani</strong></a> – Gabriele Gorelli MW, Andrea Lonardi MW e Pietro Russo MW –insieme per guidare tre Masterclass esclusive dedicate alle eccellenze enologiche del territorio, insieme a Stevie Kim, Managing Partner di Vinitaly, che porterà una visione innovativa e internazionale sul futuro del vino irpino, rafforzandone il ruolo nei mercati globali. Presenze di rilievo eccezionale che rappresentano un riconoscimento dell’importanza dell’Irpinia nel panorama vitivinicolo nazionale e internazionale.</p>
<p>“Ho pensato a questo evento – <strong>dichiara Maurizio Petracca, presidente della Commissione Agricoltura della Regione Campania</strong> – attraverso un apposito emendamento nell’ultima finanziaria regionale per celebrare sicuramente degli anniversari, il <strong>trentennale del riconoscimento DOCG per il Taurasi DOP</strong> ed il ventennale per <strong>Fiano di Avellino DOP</strong> e <strong>Greco di Tufo DOP</strong>, ma soprattutto per dare una opportunità di respiro internazionale ai nostri vini che hanno bisogno proprio di questo, di posizionarsi sui mercati esteri, di imporsi di fronte a platea più vaste per l’indiscutibile qualità che esprimono. La presenza dei tre Master of Wine italiani, gli unici italiani, per la prima volta insieme in Campania è una occasione unica di conoscenza delle nostre realtà produttive. Una opportunità di dare vita ad una rete di relazioni che può rivelarsi molto utile per il destino di tante realtà aziendali. D’altronde questo evento è pensato proprio per le aziende a cui è destinato. Di comunicazione del vino e marketing si parlerà con Stevie Kim, rifermento autorevole e molto influente del mondo del vino che conta. Ci saranno approfondimenti, focus, momenti celebrativi. E ci saranno i vini, assoluti protagonisti di queste giornate così intense e così importanti”.</p>
<p>Gli <strong>Irpinia Wine Days si articoleranno in tre appuntamenti chiave</strong>: domani, venerdì 29 novembre ad Avellino, alle ore 15.00, presso le Cantine Storiche A.M.A., <strong>conferenza sulle politiche e visioni per il futuro del vino irpino</strong>. Dopo i saluti di <strong>Teresa Bruno, Presidente del <a href="https://www.consorziovinidirpinia.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia</a></strong>, interverranno Giovanni Maria Chieffo, Presidente Gal Irpinia, Tommaso Luongo, Presidente AIS Campania, Stevie Kim, Managing Partner di Vinitaly e Maurizio Petracca, Presidente Commissione Agricoltura Regione Campania. A moderare i lavori sarà il giornalista Luciano Pignataro. A seguire Masterclass su Fiano di Avellino DOCG, Greco di Tufo DOCG e Taurasi DOCG guidata dai tre Master of Wine italiani.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.irpinianews.it/al-via-domani-irpinia-wine-days-occasione-unica-per-celebrare-le-prestigiose-docg-del-territorio/" target="_blank" rel="noopener">IrpiniaNews.it</a></p>
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		<title>Cambia il sistema di valutazione del Brunello di Montalcino DOP: critica affidata ai Master of Wine</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cambia-il-sistema-di-valutazione-del-brunello-di-montalcino-dop-critica-affidata-ai-master-of-wine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 07:05:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Benvenuto Brunello: cambia il sistema di valutazione, la critica delle nuove annate in commercio affidata a gruppo di lavoro con 8 Master of Wine. Bindocci (Presidente Consorzio): per la prima volta ci affidiamo anche a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Benvenuto Brunello: cambia il sistema di valutazione, la critica delle nuove annate in commercio affidata a gruppo di lavoro con 8 Master of Wine. Bindocci (Presidente Consorzio): per la prima volta ci affidiamo anche a una commissione esterna di super esperti internazionali.</em></p>
<p>Al via a <strong>Montalcino</strong> un <strong>nuovo modello di valutazione delle annate</strong>. Da quest’anno, infatti, <strong>l’annata presentata a Benvenuto Brunello</strong> non sarà più la vendemmia appena conclusa ma quella che <strong>entrerà in commercio il prossimo gennaio</strong>, la 2020.</p>
<p>Per la prima volta un <strong>Consorzio lancia un progetto in più fasi</strong> (metereologica, analitica, sensoriale) che culmina con un <strong>panel internazionale di 8 Master of Wine (MW)</strong>.  L’obiettivo è quello di evidenziare la personalità stilistica e distintiva del vino principe della Toscana. Dopo la riapertura del format ai produttori in presenza, è questa l’ulteriore grande novità del Consorzio del vino Brunello di Montalcino per la <strong>33^ edizione</strong> della manifestazione che, <strong>dal 14 al 18 novembre</strong>, terrà a battesimo il <strong>millesimo 2020</strong> e la <strong>Riserva 2019</strong>.</p>
<p><strong>Il gruppo di lavoro del nuovo progetto</strong>, guidato dal cda dell’ente consortile e formato da esperti climatologi, specialisti di analisi territoriali e degustatori internazionali, ha realizzato un <strong>metodo innovativo di valutazione</strong> che tiene conto dei fattori di grande eterogeneità ed identità che caratterizzano la denominazione. <strong>Il sistema</strong> ideato unisce i dati oggettivi legati agli andamenti climatici delle diverse annate, le conseguenze che le stagioni hanno sul comportamento vegeto-produttivo della varietà Sangiovese e le sensazioni soggettive di un campione rappresentativo di degustatori per percepire e valorizzare le peculiarità delle diverse annate.</p>
<p>“Dopo aver abbandonato nel 2021 il giudizio espresso dal numero di stelle per l’anticipazione a novembre di Benvenuto Brunello, era necessario definire un nuovo paradigma di analisi dell’annata non più meramente quantitativo ma basato su dati oggettivi, autorevoli e non autoreferenziali” – <strong>spiega il presidente del Consorzio, Fabrizio Bindocci</strong> –. “Per la prima volta, un Consorzio di tutela affida la lettura del proprio vino di punta anche a un team esterno di esperti, che potranno cambiare a ogni edizione. Una innovazione che consentirà ai produttori di Montalcino di presentarsi sul mercato sulla base di un modello di valutazione solido e contemporaneo, che tenga conto del cambiamento climatico, dello stile attuale e dei trend di consumo del Brunello”.</p>
<p>Per questo progetto, <strong>il Consorzio si è affidato ai MW italiani</strong>, <strong>Gabriele Gorelli</strong> e <strong>Andrea Lonardi</strong> e a <strong>Copernico</strong>, società ilcinese leader nell’ambito dell’high tech farming. “Questo modello, costruito e sviluppato per Montalcino, rappresenta uno strumento per meglio tracciare in modo contemporaneo l’elevata qualità, il continuo rinnovo stilistico della denominazione oltre che le sfide e gli effetti generati dal cambio climatico – commentano i <strong>MW Gabriele Gorelli</strong> e <strong>Andrea Lonardi</strong> -. Un metodo che consente anche al territorio e alle aziende di fare comunicazione in modo identitario”.</p>
<p>Domani, 15 ottobre, presso la sede dell’ente, <strong>Gorelli e Lonardi guideranno il primo panel</strong> di degustazione alla cieca dei campioni di Brunello 2020, già imbottigliati e pronti ad entrare sul mercato gennaio. <strong>Per questo esordio sono stati selezionati i MW</strong>: <strong>Madeleine Stenwreth</strong> (Svezia), <strong>Justin Knock</strong> (UK), <strong>Michelle Cherutti-Kowal</strong> (UK), <strong>Tracey Dobbin</strong> (Francia), <strong>Frank Roeder</strong> (Germania) e <strong>Philip Goodband</strong> (Usa). <strong>Presente al <em>blind tasting</em> anche il comitato di presidenza del Consorzio</strong>. L’analisi dell’annata sarà svelata a Benvenuto Brunello, sabato 16 novembre al Teatro degli Astrusi dopo il <strong>talk dedicato a “Quale futuro per i Consorzi del vino”</strong> (dalle 10.30).</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/home/home" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del vino Brunello di Montalcino</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/10/CS-nuova-valutazione-annata-Benvenuto-Brunello-2024.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Nasce Accademia Brunello, progetto di alta formazione per operatori internazionali</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nasce-accademia-brunello-progetto-di-alta-formazione-per-operatori-internazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2023 06:50:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nasce l’Accademia Brunello, dal 9 ottobre primo appuntamento con Gabriele Gorelli, Jeff Porter, Claire Hennessy e 10 top buyer USA. Nasce l’Accademia Brunello, un percorso di alta formazione voluto e organizzato dal Consorzio del vino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nasce l’Accademia Brunello, dal 9 ottobre primo appuntamento con Gabriele Gorelli, Jeff Porter, Claire Hennessy e 10 top buyer USA.</em></p>
<p><strong>Nasce l’Accademia Brunello</strong>, un percorso di alta formazione voluto e organizzato dal <strong>Consorzio del vino Brunello di Montalcino</strong> e rivolto a trade ed esperti internazionali. Il primo appuntamento è previsto il 9 ottobre, con una quattro giorni di focus assieme a 10 top buyer provenienti dagli Stati Uniti, primo mercato di sbocco per il principe dei rossi toscani.</p>
<p>Il <strong>Master of wine Gabriele Gorelli</strong> curerà la giornata di formazione, mentre le successive visite presso alcune delle cantine più rappresentative saranno coordinate da <strong>Jeff Porter e Claire Hennessy, sommelier e wine expert</strong> tra i più influenti negli Stati Uniti.</p>
<p>“Siamo convinti – ha detto <strong>il presidente del Consorzio, Fabrizio Bindocci</strong> – che per conoscere i nostri vini ci sia la necessità di capire come un piccolo vigneto &#8211; anche 10 o 20 volte meno esteso di quello dei nostri competitor internazionali &#8211; sia divenuto un’icona dell’enologia mondiale. Accademia Brunello è un tributo identitario a una terra in cui tutto, dal microclima al lavoro dell’uomo, contribuisce a renderla naturalmente vocata per la viticultura; oltre a un progetto culturale che si concretizzerà anche attraverso un nuovo percorso reputazionale della denominazione, con la <strong>nomina dei futuri Brunello di Montalcino Ambassador</strong>”.</p>
<p>I <strong>10 professionisti del vino statunitensi</strong> individuati sono operation manager, sommelier, proprietari e direttori beverage e di sviluppo di alcuni dei principali ristoranti di alta fascia e catene di ristorazione a stelle e strisce e provengono da sette città chiave degli Usa: New York, Chicago, Los Angeles, Washington, Charleston, San Francisco e Santa Barbara.</p>
<p>Sono quasi 3.200 gli ettari di vigneto iscritti a Doc e Docg e tutelati dal Consorzio; di questi, 2.100 a Brunello, estensione rimasta invariata dal 1997, per una produzione media di 9 milioni di bottiglie l’anno. A crescere è stato il valore delle vendite, i Paesi buyer e l’economia di un intero territorio, a partire dalle imprese del vino, che nell’arco di 13 anni hanno visto incrementare dal 37% al 63% il proprio patrimonio netto. Un’economia agricola che ha portato benefici anche in chiave turistica, con il boom dell’enoturismo: i 2/3 degli arrivi provengono dall’estero, a partire dagli Stati Uniti, e una crescita del 20% rispetto al pre-Covid.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio del vino Brunello di Montalcino</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/10/nasce-lAccademia-Brunello.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Vini di pregio, l&#8217;asset batte arte e gioielli</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vini-di-pregio-lasset-batte-arte-e-gioielli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2023 08:15:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Master of Wine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più che un &#8220;bene rifugio&#8221;, un &#8220;bene cantina&#8221;. Dopo anni in cui investire in bottiglie di pregio era puro divertissement adesso il rapporto tra vino e finanza è profondamente cambiato. Resta un segmento all`intero di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Più che un &#8220;bene rifugio&#8221;, un &#8220;bene cantina&#8221;. Dopo anni in cui investire in bottiglie di pregio era puro divertissement adesso il rapporto tra vino e finanza è profondamente cambiato. </em></p>
<p>Resta un segmento all`intero di un portafoglio diversificato di investimenti, ma è sempre meno una scommessa al buio e sempre più una scelta effettuata anche grazie all`affiancamento di esperti, con cognizione di causa. E questo emerge dai risultati. <strong>Negli ultimi dieci anni i rendimenti dei vini di pregio sono cresciuti del 231%,</strong> facendo meglio di quelli dei gioielli (+142%) e delle opere d`arte (113%).</p>
<p>E così accanto alle aste (è notizia di questi giorni un appuntamento dedicato ad aprile da Sotheby&#8217;s esclusivamente al Masseto, uno dei vini italiani più celebri) che si sono evolute e aggiornate, sono <strong>nate piattaforme di valutazione dei vini specializzate con un focus sui vini rari</strong>, indici focalizzati solo sulle performance di mercato dei Premium Wines differenziati anche per singole annate, <strong>NFT (Non Fungible Token) dedicati ai vini</strong> che hanno affiancato i vecchi future sulle vendite en primeur. E a questa nuova stagione si sono adeguati anche i <a href="https://www.mastersofwine.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Master of Wines</strong></a>, i superesperti del vino nati nel 1953 per promuovere l`eccellenza e che oggi sono in prima fila nel consigliare quelle che possiamo definire &#8220;red chip&#8221; visto che i vini da investimento sono soprattutto rossi.</p>
<p>A questa nuova stagione eno-finanziaria è dedicato la Guida &#8220;Vino &amp; Finanza: dalle aste per le bottiglie cimelio agli investimenti nelle cantine&#8221; in edicola con il Sole 24 Ore (al prezzo di un euro) il prossimo 29 marzo.</p>
<p>Ma quali sono le bottiglie da investimento? <strong>Non più di 100-150 etichette al mondo</strong>. Di questi circa 70-80 francesi, <strong>tra i 20 e i 3o italiani</strong>, poi in misura minore NapaValley e poco altro. Brand che per storia, prestigio e qualità riconosciuta che vengono da territori rinomati, prodotti in vendemmie perfette con capacità acclamata di durare nel tempo. Solo per fare qualche nome Chàteau Lafite, Chàteau Margaux, Chàteau Mouton Rothschild, Chàteau Haut-Brion, Cheval Blanc, Petrus, d`Yquem. La Borgogna con Domaine Romanée-Conti, Rousseau, Henri layer. Gli Champagne Dom Perignon, Krug, Roederer, Bollinger, Pol Roger. In Italia, Sassicaia, Tignanello, Solaia e a seguire Ornellaia, Masseto, Barolo Monfortino di Conterno, i cru di Gaja, Case Basse di Soldera, BiondiSanti con le Riserve di Brunello.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 ore</strong></p>
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		<title>È di Montalcino il primo Master of Wine italiano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/e-di-montalcino-il-primo-master-of-wine-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 15:52:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[MARKETING]]></category>
		<category><![CDATA[Master of Wine]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci &#8220;Montalcino non produce solo grandi vini ma anche grandi personaggi del vino”. Si chiama Gabriele Gorelli il nuovo ‘Maestro del vino’. Ha 36 anni, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci &#8220;Montalcino non produce solo grandi vini ma anche grandi personaggi del vino”.</em></p>
<p>Si chiama Gabriele Gorelli il nuovo<strong> ‘Maestro del vino’</strong>. Ha 36 anni, è wine expert, designer e brand builder ed è nato e cresciuto a Montalcino. Le sue radici vinicole – cita la sua presentazione sul sito dell’Institute of Masters of Wine – “risalgono a suo nonno, il più piccolo rinomato produttore di <strong>Brunello di Montalcino</strong>”. Nel 2004 ha fondato <strong>Brookshaw &amp; Gorelli</strong>, agenzia di design specializzata in comunicazione visiva di vini pregiati.</p>
<p>Nel 2015, ha poi costituito una società di consulenza per la vendita e il marketing di vino, <strong>KH Wines</strong>, con clienti che vanno dalle cantine agli importatori ai ristoranti. Gorelli è il primo italiano e il 418mo super esperto da oggi iscritto all’Institute of Masters of Wine di Londra, dal 1955 autentico<em> think tank</em> del vino in grado di influire sulle strategie commerciali del vino nel mondo.</p>
<p>&#8220;<strong>Montalcino</strong> non produce solo grandi vini ma anche grandi personaggi del vino”. È il commento del presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci, all’annuncio del primo Master of Wine italiano, Gabriele Gorelli, nato e cresciuto a Montalcino.</p>
<p>“Penso non sia un caso – ha aggiunto Bindocci &#8211; se il primo italiano accolto nella più autorevole e antica organizzazione dedicata alla conoscenza e al commercio del vino nel mondo provenga da un territorio che ha vigne e cantine nel proprio dna. Gabriele – ha concluso Bindocci &#8211; oggi ci rende tutti più orgogliosi”.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio del vino Brunello di Montalcino</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/02/CS-VINO-CONSORZIO-BRUNELLO_DI-MONTALCINO-PRIMO-MASTER-OF-WINE-ITALIANO.doc">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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