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	<title>malattie &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>malattie &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>XXIII Rapporto Ismea-Qualivita: Dop economy da 20,7 miliardi e +25% dal 2020</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/xxiii-rapporto-ismea-qualivita-dop-economy-da-207-miliardi-e-25-dal-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:01:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2023]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato il XXIII Rapporto Ismea-Qualivita sui prodotti italiani DOP IGP STG e le bevande spiritose IG: l&#8217;export supera i 12 miliardi €, record sia per cibo che per vino Continua il trend positivo della Dop [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentato il XXIII Rapporto Ismea-Qualivita sui prodotti italiani DOP IGP STG e le bevande spiritose IG: l&#8217;export supera i 12 miliardi €, record sia per cibo che per vino</em></p>
<p>Continua il trend positivo della Dop economy italiana: secondo l’analisi del XXIII Rapporto Ismea-Qualivita il settore raggiunge 20,7 miliardi € di valore alla produzione nel 2024 (+3,5% su base annua), registrando una crescita del +25% rispetto al 2020 e contribuendo per il 19% al fatturato complessivo dell’agroalimentare nazionale. Prosegue per il quarto anno con­secutivo l’aumento del comparto del cibo che con un +7,7% supera i 9,6 miliar­di €, mentre il vino imbottigliato si conferma stabile a 11,0 miliardi. Ottimi i ri­sultati dell’export dei prodotti DOP IGP, che nel 2024 raggiunge i 12,3 miliardi € (+8,2%) grazie al “doppio record” del settore cibo (per la prima volta sopra i 5 miliardi) e del settore vino (prima volta oltre 7 miliardi). Cresce nell’anno an­che il numero di Consorzi di tutela autorizzati dal Ministero dell’agricoltura: 328 realtà attive in tutta Italia che coordinano il lavoro di 184.000 operatori dei comparti cibo, vino e bevande spiritose generando lavoro per oltre 864.00 occupati.</p>
<p><strong>Intro metodologica</strong></p>
<p>Il Rapporto Ismea-Qualivita dal 2003 offre ogni anno un quadro dettaglia­to del settore italiano del cibo e del vino a Indicazione Geografica, con dati produttivi ed economici, analisi sulle ricadute territoriali, sulle evoluzioni nel mercato nazionale ed estero. Il Rapporto, unico studio in Europa sull’im­patto economico delle Indicazioni Geografiche a livello nazionale, è frutto dell’integrazione delle competenze sviluppate da Ismea e dall’Osservato­rio Qualivita. Il lavoro si basa sulla raccolta di dati attraverso indagini di­rette presso gli operatori del settore (Consorzi di tutela, Associazioni dei produttori e Organismi di controllo), fonti istituzionali (ICQRF, Istat, Inps, Commissione UE) e altri enti (NielsenIQ). I dati raccolti vengono controllati, normalizzati e inseriti nelle banche dati Ismea e Qualivita, integrando le se rie storiche relative al settore, prima di essere sottoposti alle elaborazioni.</p>
<p><strong>Export DOP IGP</strong></p>
<p>Le esportazioni del comparto DOP IGP raggiungono 12,3 miliardi €, in crescita del +8,2% sul 2023 e del +24% rispet­to al 2020. Crescita più consistente per il settore cibo che sale a 5,15 miliardi € (+12,7% in un anno), evidenziando un incremento a doppia cifra per formaggi, ortofrutticoli e cereali, oli di oliva. Bene anche il vino che con un +5,2% su base annua raggiunge 7,19 miliardi €, rappresentando l’88% dell’export vinicolo italiano. Complessivamente, per cibo e vino, l’export cresce sia nei Paesi UE (+5,9%) che nei Paesi Extra-UE (+10,4%), con gli USA primo mercato di destinazione con oltre un quinto (22%) delle esportazioni italiane DOP IGP. Un focus realizzato con Origin Italia evi­denzia che, a ottobre 2025, il 48% delle filiere avverte gli effetti negativi dei dazi statunitensi e il 61% dei Consorzi ha avviato strategie di diversificazione dei mercati, seb­bene solo uno su tre preveda un impatto significativo dei dazi nel lungo periodo.</p>
<p><strong>Filiera produttiva</strong></p>
<p>Alla base delle filiere DOP IGP vi sono 183.823 operatori (175.358 produttori e 31.724 trasformatori) in calo del -5,6% sul 2023. L’elaborazione dei dati Inps sui rapporti di lavoro nella fase agricola e di trasformazione mostra, in­vece, per il 2024 una stima di 864.441 occupati nel setto­re IG, pari al +1,6% sul 2023. Un inedito approfondimen­to dell’Istat sulle aziende della Dop economy in Italia, delinea un sistema produttivo guidato da imprenditori più giovani della media, con maggiore formazione spe­cialistica, propensione all’innovazione e alla multifun­zionalità: fattori che si traducono in risultati economici migliori, con una produzione standard media superiore di oltre tre volte rispetto al complesso delle aziende agri­cole nazionali.</p>
<p><strong>Cibo DOP IGP STG</strong></p>
<p>L’agroalimentare DOP IGP STG nel 2024 cresce per il quarto anno di fila, con un valore alla produzione di 9,64 miliardi € (+7,7% in un anno e +48% dal 2014) e un fatturato al consumo finale di 18,57 miliardi €. I primi 10 prodotti per valore (<strong>Figura 2</strong>) mostra no un andamento molto variegato fra le varie IG, come avvenuto comples­sivamente nel settore. Si mantiene piuttosto stabile il valore alla produzione per i prodotti di panetteria e pa­sticceria (+0,7%) e per i prodotti a base di carne (-0,9%), a fronte della crescita, in certi casi anche a doppia cifra, di tutte le altre categorie: formaggi (+10,5%), ortofrutticoli (+6,0%), aceti balsamici (+7,9%), paste alimentari (+11%), oli di oliva (+46,9%) e carni fresche (+4,3%). L’export su­pera per la prima volta i 5 miliardi € (+12,7% su base an­nua +91% dal 2014) con un incremento del +9,4% in UE e del +17,8% Extra-UE. Il sistema conta 86.346 operatori, 597mila occupati (+2,0%), 189 Consorzi di tutela autoriz­zati dal Masaf e 36 Organismi di controllo.</p>
<p><strong>Vino DOP IGP</strong></p>
<p>Dopo la battuta d’arresto del 2023, il settore del vino DOP e IGP torna a mostrarsi stabile nel 2024, sia per pro­duzione sia per valore, mentre le esportazioni riprendo­no a crescere , come evidenziano anche i dati relativi ai primi dieci pro dotti per valore (<strong>Figura 3</strong>). Il valore del vino imbottigliato raggiunge 11,04 miliardi €, con anda­menti eterogenei tra aree e denominazioni: tra le prime dieci DOP e IGP, cinque registrano un aumento e cinque un calo su base annua, mentre a livello territoriale nove regioni su venti hanno variazione positiva. L’export del vino IG per la prima volta supera 7 miliardi € (+5,2% in un anno e + 66% dal 2014) rappresentando l’88% dell’export complessivo vinicolo italiano. La filiera conta 97.236 ope­ratori, 331mila occupati (-0,6%), 138 Consorzi di tutela autorizzati dal Masaf e 12 Organismi di controllo.</p>
<p><strong>Bevande spiritose IG</strong></p>
<p>Con il nuovo Regolamento UE 2024/1143 sulle Indicazioni Geografiche, le bevande spiritose entrano a far parte del medesimo impianto normativo che disciplina le DOP e IGP dei settori agroalimentare e vitivinicolo. Alla luce di questa importante novità, l’Osservatorio Ismea-Qualivita ha, per il primo anno, realizzato la fotografia del comparto.</p>
<p>Le Bevande spiritose IG comprendono 36 Indicazioni Geografiche, di cui 2 a carattere nazionale (Grappa IG e Brandy Italiano IG) e 34 distribuite in 11 regioni. La re­gione con il maggior numero di denominazioni è il Tren­tino-Alto Adige (18 IG), seguita da Friuli Venezia Giulia e Piemonte (6 IG ciascuna). Un sistema produttivo che, composto da 241 operatori e 7.346 occupati, ha prodotto complessivamente circa 152.000 ettolitri idrati nel 2024. Inoltre, il 28 ottobre 2025 è stato riconosciuto dal Masaf il primo Consorzio di tutela delle bevande spiritose: il Consorzio nazionale per la tutela della Grappa.</p>
<p><strong>GDO italiana</strong></p>
<p>Nel 2024 la spesa per i prodotti DOP IGP nella GDO italia­na è cresciuta del +1,1% ed è pari a 6,2 miliardi €, di cui 4,3 miliardi € in prodotti alimentari (+1,2%) e 1,9 miliardi € in vino (+0,9%). La dinamica delle DOP IGP è migliore dei pro­dotti generici nei comparti più rilevanti, come ad esempio formaggi (+1% DOP IGP, stabili generici), prodotti a base di carne (+1,3% DOP IGP, -0,4% generici) e vino (+0,9% DOP IGP, +0,1% generici). Sono ancora i discount il canale con i più alti tassi di crescita (+1,9%) mentre a livello territoriale il Sud è l’area con l’incremento maggiore (+4,7%). Nei primi nove mesi del 2025, la spesa degli italiani per DOP IGP nella GDO continua ad aumentare con un +1,0% su base annua, di cui +1,2% per i prodotti alimentari e +0,3% per il vino.</p>
<p><strong>Impatti territoriali</strong></p>
<p>Il Rapporto Ismea-Qualivita riporta ogni anno un’analisi economica territoriale, attraverso l’elaborazione di indicatori di impatto stimati secondo una metodologia che con­sidera, per ogni denominazione, il valore alla produ zione, l’areale di riferimento, il numero di operatori per provincia (settore cibo) e il dato relativo alla superficie vitata per pro­vincia (settore vino). Osservare l’effetto della Dop economy nei territori italia ni è un’operazione particolarmente em­blematica: non si gnifica semplicemente calcolare il ritorno economico di un settore produttivo, ma misurare il valore che “appar tiene” a quei territori, frutto di filiere non delo­calizzabili, espressione di un patrimonio collettivo e di un insieme di fattori ambientali, storici e culturali.</p>
<p>Il 2024 si conferma un anno di crescita diffusa e capillare per la Dop economy regionale che mostra valori più alti rispetto al 2023 in quattordici regioni italiane su venti. Anche a livello provinciale i dati evidenziano una crescita in valore per due province su tre (65%), con oltre una pro­vincia su quattro (26%) che mette a segno un incremento a doppia cifra.</p>
<p>Le quattro regioni del Nord-Est si confermano “motore pulsante” dalla Dop economy nazionale, con un valo­re di 11,24 miliardi € (+2,8% sul 2023) che rappresenta il 54% del settore nazionale delle DOP IGP: cresce il Vene­to (+2,2%), che sfiora i 5 miliardi di fatturato alla produ­zione (4,94 mld €), insieme a Emilia-Romagna (+3,0%) e Fiuli Venezia Giulia (+8,1%), mentre arretra leggermente il Trentino-Alto Adige (-0,9%).</p>
<p>Molto bene nel complesso il Nord-Ovest (+7,1%) in cui la Dop economy vale 4,58 miliardi €, trainato per il secondo anno di fila dalla Lombardia, che raggiunge i 2,9 miliardi € e con il +13,1% registra una crescita per il quarto anno consecutivo; frena il Piemonte (-2,8%), mentre registrano un incremento rispetto al 2023 sia la Liguria (+18,8%), sia la Valle d’Aosta (+3,5%).</p>
<p>L’area Sud e Isole raggiunge complessivamente 3,16 mi­liardi €, con un aumento del +3,4% su base annua. Trai­nano la Campania (+3,1%), la Puglia (+12,2%) e la Sicilia (+4,0%), in un contesto positivo anche per Abruzzo (+4,1%) e Calabria (+8,2%). Segnali flessivi arrivano invece dalla Sardegna (-6,5%) e dal Molise (-17%).</p>
<p>Il Centro, dopo il calo del 2023, cede un ulteriore 0,9%, malgrado il lieve recupero della Toscana (+0,5%) e la cre­scita dell’Umbria (+3,4%).</p>
<p>Fra le prime venti province per valore, i risultati migliori del 2024 in termini assoluti sono quelli di Mantova (+121 mln €), Modena (+65 mln €), Treviso (+64 mln €) e Brescia (+63 mln €). In calo, rispetto al 2023, Parma (-4,3%), Vero­na (-2,0%), Cuneo (-3,4%), Trento (-4,7%) e Caserta (-3,8%).</p>
<p><strong>Regioni – impatto economico DOP IGP</strong></p>
<p>Come riportato nella <strong>Tabella 1 </strong>il Veneto (4,94 mld €) e l’E­milia-Romagna (3,99 mld €) si confermano prime regio­ni per valore economico, seguite dalla Lombardia (2,90 mld €), che cresce per il quarto anno consecutivo, e dal Piemonte (1,56 mld €). Seguono la Toscana (1,33 mld €) e le altre due regioni del “Nord-Est”: Friuli Venezia Giulia (1,30 mld €) e Trentino-Alto Adige (1,01 mld €). La ripar­tizione “Sud e Isole” è trainata dalla crescita di Campania (+3,1%), Puglia (+12,2%) e Sicilia (+4,0%). In tutto 14 regio­ni segnano un incremento della Dop economy sul 2023.</p>
<p><strong>Province – impatto economico DOP IGP</strong></p>
<p>I dati sulle province riportati nella <strong>Tabella 2 </strong>mostrano Treviso (2,26 mld €) in testa, seguita da Parma (1,61 mld €), Verona (1,40 mld €) e Brescia (1,03 mld €) che supera il mi­liardo di euro. Vicina a questa soglia anche Cuneo (923 mln €). Fra le prime dieci province bene anche Modena (+8,4%), Udine (+8,2%), Reggio Emilia (+8,0%) e Mantova (+20,9%), che supera Siena, sostanzialmente stabile rispetto al 2023 (-0,1%). Tra le prime dieci province per valore del cibo e del vino, sono rappresentate 12 regioni italiane.</p>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<div class="entry-content">
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>La Dop economy vale 20 miliardi, in crescita del +0,2% con 850.000 occupati</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-dop-economy-vale-20-miliardi-in-crescita-del-02-con-850-000-occupati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 11:39:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2023]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il XXII Rapporto Ismea-Qualivita descrive il settore dei prodotti DOP IGP con valori in crescita per quasi tutte le filiere La Dop economy italiana, malgrado le varie criticità del sistema produttivo agricolo e dei mercati, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-dop-economy-vale-20-miliardi-in-crescita-del-02-con-850-000-occupati/">La Dop economy vale 20 miliardi, in crescita del +0,2% con 850.000 occupati</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il XXII Rapporto Ismea-Qualivita descrive il settore dei prodotti DOP IGP con valori in crescita per quasi tutte le filiere</em></p>
<p>La Dop economy italiana, malgrado le varie criticità del sistema produttivo agricolo e dei mercati, si mostra in buona salute. I dati del <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2024/" target="_blank" rel="noopener">XXII Rapporto Ismea-Qualivita</a> descrivono un <strong>settore da 20,2 miliardi €</strong> di valore alla produzione nel 2023 (+0,2% su base annua), per una crescita del +52% in dieci anni e un contributo del 19% al fatturato complessivo dell’agroalimentare italiano.</p>
<p>Cresce del +3,5% il comparto del cibo che supera per la prima volta i 9 miliardi €, mentre il vino imbottigliato frena sia come quantità (-0,7%) che come valore (-2,3%) e si attesta su 11 miliardi €. Bene l’export, con i prodotti DOP IGP leva del made in Italy nel mondo, che conferma un valore di 11,6 miliardi € con trend positivo nei Paesi UE. Il sistema della Dop economy italiana si fonda su 317 Consorzi di tutela autorizzati dal Ministero dell’agricoltura che coordinano il lavoro di oltre 194.000 imprese delle filiere cibo e vino capaci di generare lavoro per quasi 850.000 occupati (Figura 1).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<blockquote><p><strong>Titolo</strong><br />
<em>Rapporto Ismea-Qualivita 2023</em><br />
<strong>Fonte</strong><br />
<em>Fondazione Qualivita</em></p></blockquote>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2024_04</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/01/Consortium25_rapportoismea-qualivita.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-dop-economy-vale-20-miliardi-in-crescita-del-02-con-850-000-occupati/">La Dop economy vale 20 miliardi, in crescita del +0,2% con 850.000 occupati</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Agricoltura in Legge di bilancio 2025: fondi per contrastare il &#8220;mal secco&#8221; degli agrumi IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/agricoltura-in-legge-di-bilancio-2025-fondi-per-contrastare-il-mal-secco-degli-agrumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 08:35:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agrumi]]></category>
		<category><![CDATA[difesa fitosanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di Bilancio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La manovra estende al 2025 il tax credit ZES per il settore della produzione primaria di prodotti agricoli, delle foreste, della pesca e dell&#8217;acquacoltura, con una dote di 50 milioni di euro. In arrivo anche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/agricoltura-in-legge-di-bilancio-2025-fondi-per-contrastare-il-mal-secco-degli-agrumi/">Agricoltura in Legge di bilancio 2025: fondi per contrastare il &#8220;mal secco&#8221; degli agrumi IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La manovra estende al 2025 il tax credit ZES per il settore della produzione primaria di prodotti agricoli, delle foreste, della pesca e dell&#8217;acquacoltura, con una dote di 50 milioni di euro. In arrivo anche agevolazioni per imprese agricole danneggiate da alluvioni e blue tongue, novità sui PSR e un nuovo Fondo per la blue economy.</em></p>
<p>La <strong>proroga del tax credit ZES Unica </strong>per gli investimenti effettuati dalle imprese del settore della produzione primaria di prodotti agricoli, delle foreste della pesca e dell&#8217;acquacoltura dal 1° gennaio al 15 novembre 2025 è senz&#8217;altro la principale novità in materia di agricoltura prevista dalla <strong>legge di Bilancio 2025</strong>, partita povera di interventi per il settore e poi arricchitasi con diverse misure.</p>
<h4>Fondi per assicurazioni agricole, fibre tessili, fauna selvatica e blue tongue</h4>
<p>La manovra incrementa poi le dotazioni di una serie di strumenti già esistenti, come:</p>
<ul>
<li>il <strong>Fondo di solidarietà nazionale incentivi assicurativi</strong>;</li>
<li>gli <strong>incentivi per la filiera delle fibre tessili naturali e provenienti da processi di riciclo</strong> previsti dalla <a href="https://wnews.warranthub.it/it/articoli/approfondimenti/25896-nuova-legge-made-in-italy.html" target="_blank" rel="noopener">legge sul made in Italy</a>;</li>
<li>il <strong>Fondo per il recupero della fauna selvatica</strong>.</li>
</ul>
<p>Tra le novità anche un <strong>contributo a fondo perduto, a valere su un budget di 10 milioni di euro</strong>, in favore delle imprese zootecniche che abbiano subito danni in conseguenza dell’abbattimento di animali affetti dalla malattia nota come <strong>blue tongue virus</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Sostegno alla ricerca in agricoltura</h4>
<p>La manovra stanzia<strong> 3 milioni di euro </strong>per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027 a favore del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (<strong>CREA</strong>) per le <strong>attività di ricerca </strong>finalizzate alle sperimentazioni mediante tecniche di <strong>editing genomico</strong> mediante mutagenesi sito-diretta o di cisgenesi a fini sperimentali e scientifici. Un contributo di 6 milioni di euro è inoltre destinato al CREA, per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027, per garantirne il funzionamento.</p>
<p>Ulteriori <strong>3 milioni di euro </strong>per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027 sono invece destinati alla prosecuzione del <strong>Progetto Livestock Environment Opendata (LEO)</strong> per la realizzazione del coordinamento informatico dei dati relativi al patrimonio zootecnico nazionale che garantisca l&#8217;operatività della Banca dati unica zootecnica (BDUZ).</p>
<p>Infine, la legge di Bilancio modifica l’articolo 1, comma 426, della manovra 2023, relativo al<strong> Fondo a sostegno delle attività di ricerca finalizzate al contenimento della diffusione dell&#8217;organismo nocivo “Phoma tracheiphila”, noto come “mal secco degli agrumi”</strong>. In particolare, una parte dei 9 milioni di euro (3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025) destinati dalla legge di bilancio 2023 a <strong>contrastare la diffusione del mal secco degli agrumi</strong>, soprattutto con riferimento alle cultivar<strong> IGP</strong>, potrà andare anche a supportare la ricerca per promuovere la competitività dell&#8217;agricoltura italiana attraverso lo sviluppo di tecnologie digitali per la meccatronica in agricoltura e il modeling dei sistemi agroalimentari.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://wnews.warranthub.it/it/notizie/approfondimenti/27657-agricoltura-legge-di-bilancio-2025-credito-d-imposta-investimenti-zes.html" target="_blank" rel="noopener">WarrantHub.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/agricoltura-in-legge-di-bilancio-2025-fondi-per-contrastare-il-mal-secco-degli-agrumi/">Agricoltura in Legge di bilancio 2025: fondi per contrastare il &#8220;mal secco&#8221; degli agrumi IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>ASSICA: sostegno per il settore della salumeria colpito dalla peste suina</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/assica-sostegno-per-il-settore-della-salumeria-colpito-dalla-peste-suina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 07:41:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lorenzo Beretta: ridurre l’IVA per non pesare sulle tasche dei consumatori. ASSICA a sostegno del settore della salumeria e dei prodotti a base di carne, messo a dura prova dalla PSA (peste suina africana) e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lorenzo Beretta: ridurre l’IVA per non pesare sulle tasche dei consumatori. ASSICA a sostegno del settore della salumeria e dei prodotti a base di carne, messo a dura prova dalla PSA (peste suina africana) e dall’aumento dei costi di produzione.</em></p>
<p>&#8220;<em>Il settore sta affrontando una grossa sfida, che rischia di compromettere la tenuta economica delle aziende e un numero importante di posti di lavoro dell&#8217;intera filiera. Servono urgentemente risorse straordinarie per finanziare interventi strutturali e ristabilire le normali condizioni di mercato restituendo una sana competitività alle aziende</em>.&#8221;</p>
<p>Così il <strong>Presidente di ASSICA</strong> (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi), <strong>Lorenzo Beretta</strong>, incalza il governo in vista della prossima legge di bilancio. <strong>Il settore dei salumi italiani, ricordiamo, perde da gennaio 2022 ogni mese 20 milioni</strong> <strong>di euro di export</strong> a causa della presenza della PSA sul suolo nazionale, situazione che ha indotto numerosi Paesi terzi a bloccare le importazioni dei nostri prodotti in via precauzionale per evitare l&#8217;ingresso accidentale del virus che, sebbene contagi solo gli animali, non prevede né cura né vaccino, obbligando a decimare migliaia animali anche sani per arrestare il diffondersi della malattia.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/argomento/peste-suina/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La PSA e la sua evoluzione</strong></a> con contagi sempre più frequenti, prima nei cinghiali e ora anche nei suini domestici, ha inoltre innescato una spirale stringente che ha spinto e continua a spingere i <strong>prezzi della materia prima nazionale</strong> (<strong>indispensabile per la produzione dei salumi DOP del nostro Paese</strong>) verso l&#8217;alto, a livelli mai visti fino ad ora. La situazione purtroppo non accenna a migliorare; porre in atto rimedi e prevenzioni diviene fondamentale e prioritario, ma più complesso e oneroso di giorno in giorno.</p>
<p>Infine, <strong>il generale andamento dei consumi di salumi registra una contrazione</strong> ormai durevole da diversi mesi, sostenuta solo da una buona tenuta del valore che tuttavia non è sufficiente a compensare le aziende di tutti gli extra costi che quotidianamente sostengono e degli investimenti attuati e che sarà necessario affrontare.</p>
<p>&#8220;<em>La prima e più urgente misura è dunque oggettivamente un&#8217;adeguata dotazione finanziaria per il commissario straordinario alla PSA, </em>prosegue Beretta<em>. Lo abbiamo segnalato da oltre un anno e non smetteremo di chiedere fondi per le azioni di eradicazione finché questa situazione, che pregiudica gli scambi e il valore delle nostre produzioni, non sarà superata</em>.&#8221;</p>
<p>É, inoltre, evidente che occorra anche una risposta precisa per i <strong>consumatori</strong> che vivono una <strong>spirale inflazionistica</strong> da troppo tempo. Una situazione che sta comprimendo la capacità di spesa e colpisce tutti i consumi, ma soprattutto quelli alimentari.</p>
<p>&#8220;<em>Le nostre aziende di salumi hanno assorbito gli aumenti dei fattori di produzione finché hanno potuto, per salvaguardare il più possibile il potere d&#8217;acquisto dei consumatori, ma ora con la materia prima a oltre il doppio di costo da più di 24 mesi e un’ulteriore previsione di aumento dei costi energetici per il prossimo inverno, non abbiamo potuto fare altro che rivedere i listini per cercare di resistere. Chiediamo allora un intervento del governo sull&#8217;IVA del settore salumi, azzerandola o almeno portandola dal 10 al 4 percento – </em>ha continuato Beretta.<em> Sarebbe un onere in meno per il consumatore e una possibile spinta ai consumi di prodotti simbolo della nostra tradizione gastronomica. Se si è potuta ridurre l&#8217;IVA per sostenere l&#8217;ippica, con altrettanta ragionevolezza tale misura dovrebbe essere presa in considerazione anche per il settore salumi a tutto vantaggio anzitutto delle tasche dei consumatori e auspicabilmente delle produzioni della filiera</em>”.</p>
<p>Da ultimo non dimentichiamo gli investimenti: <strong>l&#8217;export rimane sempre un canale da presidiare e sviluppare</strong> specie in un momento come questo dove la PSA innesca la chiusura dei mercati di interi Paesi con i quali occorre poi concordare una riapertura con particolari condizioni di produzione. &#8220;<em>Sono situazioni che le nostre aziende conoscono molto bene &#8211; </em>commenta Beretta<em> &#8211; perché coloro che esportano salumi spesso devono investire anche qualche milione di euro per adeguare lo stabilimento alle richieste specifiche di determinati Paesi</em>”.</p>
<p>“<em>Un credito di imposta a supporto degli investimenti fatti per l&#8217;export sarebbe una misura estremamente efficace e utile a sostenere gli interventi in sviluppo che gli imprenditori del settore vogliono continuare ad attuare anche in questo periodo storico particolarmente complesso</em>&#8221; – conclude il Presidente.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.assica.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ASSICA &#8211; Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/09/2024-09-03-Assica_psa_finanziaria.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Il Limone Costa d’Amalfi IGP è in pericolo per una malattia. Ecco cosa sta succedendo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-limone-costa-damalfi-igp-e-in-pericolo-per-una-malattia-ecco-cosa-sta-succedendo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 07:25:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Limoni della Costa d’Amalfi IGP minacciati da un fungo letale: la redazione di Cibo Today è andata a vedere costa sta succedendo nei giardini dove si coltivano i limoni amalfitani che vengono utilizzati anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I Limoni della Costa d’Amalfi IGP minacciati da un fungo letale: la redazione di Cibo Today è andata a vedere costa sta succedendo nei giardini dove si coltivano i limoni amalfitani che vengono utilizzati anche per dolci e liquori come il limoncello.</em></p>
<h4>La malattia che minaccia i limoni di Amalfi</h4>
<p>Sulle piante i limoni non ci sono più. L’ultimo ciclo di raccolta è appena terminato. Ora bisognerà aspettare i prossimi mesi per una nuova fioritura. A preoccupare, quindi, non è l’assenza del frutto. Ma <strong>l’ingiallimento delle foglie e le piante secche</strong>, arse non per la siccità ma a causa di una <strong>malattia fungina chiamata malsecco</strong>. Non di certo una novità per gli agricoltori siciliani, da qualche tempo questa patologia – che colpisce anche cedro e bergamotto – si è accanita con forza contro lo <strong>sfusato amalfitano, limone tipico della Costa d’Amalfi</strong>, simbolo di un territorio intero e <strong>tutelato da marchio IGP</strong>. I produttori, il <strong>Consorzio di tutela</strong>, e le amministrazioni locali hanno lanciato l’allarme e sono in costante dialogo con le istituzioni (Regione e Ministero dell’Agricoltura) per trovare una soluzione ed avere degli indennizzi. Primo passo la costituzione di un tavolo.</p>
<h4>Temperature, clima e limoni a Maiori</h4>
<p>“<em>Siamo preoccupati”</em> spiega a Cibotoday <strong>Enzo Tropiano</strong>, direttore di Coldiretti Salerno “<em>su 250 ettari coltivati, 40 sono stati colpiti dal malsecco e il fungo continua a diffondersi.  Questa malattia colpisce le parti apicali della pianta e ne determina il disseccamento in brevissimo tempo. In alcuni casi, parte addirittura dalla radice per poi intaccare il tronco. Ad oggi non c’è un antidoto ma solamente linee guida da applicare e fornire agli agricoltori per evitare la diffusione del fungo</em>”. Come specifica il <strong>presidente del Consorzio di tutela del Limone Costa d’Amalfi IGP,</strong> <strong>Angelo Amato</strong>, “<em>il fungo si sviluppa tra i 20 e i 25 °C, quindi non possiamo additare il problema alle alte temperature, anzi, secondo gli studi che stiamo facendo con il Crea, stiamo notando che, superati i 30 °C, questo interrompe la sua propagazione</em>”. Un vero e proprio paradosso: per fermare il malsecco gli agricoltori devono sperare che il “<em>caldo faccia andare in protezione la pianta e faccia cadere al suolo i limoni</em>” prima del tempo di maturazione.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.cibotoday.it/storie/agricoltura/limoni-amalfi-malattia-malsecco.html" target="_blank" rel="noopener">Cibo Today</a></strong></p>
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		<title>I limoni Costa d’Amalfi IGP minacciati dal fungo del &#8220;mal secco&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/i-limoni-costa-damalfi-igp-minacciati-dal-fungo-mal-secco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 07:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Limoni della Costa d’Amalfi IGP minacciati da un fungo letale: &#8220;Economia e paesaggio a rischio&#8221;. I sindaci convocano esperti, produttori e istituzioni: situazione grave. È uno dei simboli della Costiera Amalfitana e della Penisola [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I Limoni della Costa d’Amalfi IGP minacciati da un fungo letale: &#8220;Economia e paesaggio a rischio&#8221;. I sindaci convocano esperti, produttori e istituzioni: situazione grave.</em></p>
<div id="m12385-12384-12386" class="content ">
<p class="chapter-paragraph">È uno dei simboli della Costiera Amalfitana e della Penisola Sorrentina. Probabilmente, nel catalogo oleografico caro all’immaginario turistico internazionale, occupa lo stesso posto della pizza e del Vesuvio per Napoli. È il <strong>limone</strong> che è anche o soprattutto una <strong>eccellenza tutelata dal consorzio IGP della Costa d’Amalfi</strong> e una voce significativa dell’economia del posto.</p>
<p class="chapter-paragraph">Ora, però, la sua esistenza è seriamente minacciata da un <strong>contagiosissimo fungo (il <em>Plenodomus Tracheiphilus</em>)</strong> che ne attacca le piante. La malattia si manifesta con l’<strong>ingiallimento delle foglie</strong>, il disseccamento dei rami e, nei casi più gravi, la <strong>morte delle stesse piante</strong>.</p>
<p class="chapter-paragraph">Una malattia volgarmente detta <strong>mal secco</strong> che ha finito per allertare il primo cittadino di Cetara, Fortunato Della Monica, il quale, in qualità di presidente, ha <strong>convocato per il 23 luglio la Conferenza dei sindaci della Costiera Amalfitana</strong>, della <strong>Comunità montana Monti Lattari</strong>, il <strong>dipartimento agricoltura della Regione Campania</strong>, il <strong>Comando dei Carabinieri Forestali di Salerno</strong>, il <strong>Consorzio di tutela del limone di Amalfi IGP</strong> e la <strong>OP Costiera Agrumi</strong>.</p>
</div>
<div id="m12390-12389-12391" class="content ">
<p class="chapter-paragraph">&#8220;La Coldiretti di Salerno ci ha attenzionato circa il problema del mal secco dei limoni presente in Costiera Amalfitana — <strong>scrive Della Monica</strong> nella comunicazione inviata —, che anno dopo anno sta seriamente compromettendo la coltivazione dei limoni. Sopralluoghi presso i limoneti hanno evidenziato che <strong>la malattia causata dal fungo Plenodomus Tracheiphilus ha già attaccato oltre il 25% delle piante di limone del nostro comprensorio</strong>. Per condividere la problematica e analizzare le possibili azioni da porre in essere si rende assolutamente necessario incontrarci al fine di mettere in campo una strategia comune di lotta a questa malattia che rischia realmente di modificare radicalmente il nostro territorio sia dal punto di vista produttivo che paesaggistico&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://napoli.corriere.it/notizie/cronaca/24_luglio_04/i-limoni-della-costa-d-amalfi-minacciati-da-un-fungo-letale-economia-e-paesaggio-a-rischio-1fc1e8ff-2818-4e06-8991-4cbbd49d5xlk.shtml" target="_blank" rel="noopener">Corriere del Mezzogiorno</a></strong></p>
</div>
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		<title>Emergenza da fungo per il Limone Costa di Amalfi IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/emergenza-da-fungo-per-il-limone-costa-di-amalfi-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2024 07:21:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[TREND2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Coldiretti e Consorzio Tutela chiedono un piano straordinario contro l&#8217;emergenza &#8216;Mal secco&#8217; che preoccupa gli agricoltori della costiera amalfitana. Il fungo che colpisce i limoni rischia di mettere in ginocchio l&#8217;economia del territorio. Secondo una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Coldiretti e Consorzio Tutela chiedono un piano straordinario contro l&#8217;emergenza &#8216;Mal secco&#8217; che preoccupa gli agricoltori della costiera amalfitana. Il fungo che colpisce i limoni rischia di mettere in ginocchio l&#8217;economia del territorio.</em></p>
<p>Secondo una stima rivelata dal direttore provinciale della Coldiretti, Vincenzo Tropiano, <strong>un terzo della superficie investita a limone, tra IGP e non, è stata colpita dal disseccamento delle piante</strong>. Ne risentono non solo gli agricoltori, ma anche tutto l&#8217;indotto che coinvolge l&#8217;industria dolciaria e i liquorifici industriali e artigianali.</p>
<p>&#8220;Il Mal secco non è certo un problema di oggi &#8211; spiega <strong>Tropiano</strong> &#8211; da tempo stiamo provando a individuare soluzioni insieme alla Regione per l&#8217;<strong>adozione di nuovi metodi e l&#8217;utilizzo di nuovi strumenti per mitigare le fonti di infezione</strong>. Affiancheremo il <strong>Consorzio di Tutela &#8220;Limone Costa d&#8217;Amalfi IGP&#8221;</strong> per elaborare una strategia comune volta a contrastare questa emergenza fitosanitaria che ha serie ripercussioni sull&#8217;economia del territorio&#8221;.</p>
<p>&#8220;La diffusione del Mal secco sta raggiungendo livelli preoccupanti e potrebbe avere conseguenze devastanti per la nostra economia &#8211; fa eco <strong>Angelo Amato, presidente del Consorzio di Tutela</strong> &#8211; è necessario agire tempestivamente e con decisione. Abbiamo chiesto l&#8217;istituzione di un tavolo di concertazione con gli enti preposti per mettere in campo tutte le misure necessarie a contenere e debellare questo fungo. <strong>La salvaguardia del Limone Costa d&#8217;Amalfi IGP è fondamentale non solo per i nostri produttori, ma per tutta la comunità della Costiera Amalfitana</strong>&#8220;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.ansa.it/campania/notizie/2024/06/24/emergenza-da-fungo-mal-secco-per-limoni-della-costa-di-amalfi_f1f70e59-b056-4998-8e3e-a20ba18b65cb.html" target="_blank" rel="noopener">Ansa.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/emergenza-da-fungo-per-il-limone-costa-di-amalfi-igp/">Emergenza da fungo per il Limone Costa di Amalfi IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Patate italiane tra danni da clima e invasione dall’estero</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/patate-italiane-tra-danni-da-clima-e-invasione-dallestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2024 07:53:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRAFFAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sul settore delle patate italiane pesano cambiamenti climatici, import e fitopatie. Sei le varietà IG riconosciute dall’Unione Europea. Patate italiane sotto attacco degli effetti dei cambiamenti climatici e dell’invasione di prodotto estero, con le importazioni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sul settore delle patate italiane pesano cambiamenti climatici, import e fitopatie. Sei le varietà IG riconosciute dall’Unione Europea.</em></p>
<p><strong>Patate italiane sotto attacco</strong> degli effetti dei <strong>cambiamenti climatici</strong> e dell’invasione di prodotto estero, con le<strong> importazioni che nel 2024 sono cresciute del 18%</strong> e quelle dall’Egitto che sono addirittura triplicate nei primi due mesi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti su dati Istat diffusa in occasione della prima giornata internazionale indetta dalla Fao per il 30 maggio con lo scopo di mettere in evidenza il ruolo chiave di questo prodotto nell’alimentazione globale, con una produzione mondiale di patate che si aggira intorno ai 3,75 miliardi di quintali.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><strong>L’aumento delle importazioni</strong> quest’anno segue un 2023 durante il quale hanno attraversato le frontiere nazionali <strong>791 milioni di chili di patate straniere</strong>, in crescita del 39% rispetto a dodici mesi prima, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat. A questi ne vanno aggiunti altri 288 milioni di chili congelate e 74 milioni di chili cotte e congelate, <strong>oltre a 10 milioni di chili di patatine già pronte</strong> tipo quelle fritte dei sacchetti. <strong>Prodotto che spesso finisce per essere venduto come italiano</strong> grazie al principio dell’ultima trasformazione permesso dal codice doganale sull’origine dei cibi. Ma sono state scoperte anche delle truffe con patate francesi vendute come nazionali.</p>
<p>Alla <strong>concorrenza sleale</strong> si aggiungono i <strong>problemi legati al clima</strong>, con il maltempo al Nord che ha compromesso parte dei raccolti per eccesso di pioggia, mentre al sud pesa la siccità. E a pesare – ricorda Coldiretti – ci sono anche gli <strong>attacchi dei parassiti</strong> come gli elateridi della patata.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<div class="single-blog-content single-content entry wpex-mt-20 wpex-mb-40 wpex-clr">
<p><strong>Sei le varietà IG riconosciute dall’Unione Europea</strong>: Patata di Bologna DOP, Patata novella di Galatina DOP, Patata dell’Alto Viterbese IGP, Patata della Sila IGP, Patata rossa di Colfiorito IGP, Patata del Fucino IGP.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.agenfood.it/approfondimenti/patate-italiane-tra-danni-da-clima-e-invasione-dallestero/" target="_blank" rel="noopener"><strong>AgenFood</strong></a></p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/patate-italiane-tra-danni-da-clima-e-invasione-dallestero/">Patate italiane tra danni da clima e invasione dall’estero</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Rischio peste suina, adesso gli allevatori chiedono interventi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/rischio-peste-suina-adesso-gli-allevatori-chiedono-interventi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 08:26:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[peste suina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il primo caso di peste suina in un cinghiale a Varese Ligure, preoccupa gli allevatori della vicina provincia di Parma. Ma anche a Piacenza sono in allarme. La scoperta del caso numero 11 di peste [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/rischio-peste-suina-adesso-gli-allevatori-chiedono-interventi/">Rischio peste suina, adesso gli allevatori chiedono interventi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il primo caso di peste suina in un cinghiale a Varese Ligure, preoccupa gli allevatori della vicina provincia di Parma. Ma anche a Piacenza sono in allarme.</em></p>
<p>La scoperta del <strong>caso numero 11 di peste suina in Liguria.</strong> Il primo nello Spezzino, a Varese Ligure, al confine con la provincia di Parma, riaccende i riflettori sull&#8217;espansione dell&#8217;emergenza.</p>
<p>Quella di un contagio che si muove ovviamente ignorando ogni confine amministrativo e va a insidiare, oltre la <strong>Liguria</strong>, la <strong>Lombardia</strong>, il <strong>Piemonte</strong>, anche l&#8217;<strong>Emilia-Romagna</strong>. Il cuore della produzione italiana di qualità.</p>
<p>Basta ascoltare le parole allarmate del <strong>Consorzio del Prosciutto di Parma</strong> al Secolo XIX per comprendere l&#8217;entità dell&#8217;allarme: &#8220;Il diffondersi della peste suina africana genera profonda <strong>preoccupazione lungo tutta la filiera di cui il Prosciutto di Parma DOP</strong> fa parte. Allarmano le conseguenze che questo virus ha sulla salute degli animali, nonché gli influssi produttivi che possono derivare da una drastica riduzione della materia prima&#8221;. Il Consorzio raggruppa i produttori di un&#8217;eccellenza italiana apprezzata e comprata in tutto il mondo.</p>
<p>Parlare di preoccupazione è riduttivo, perché le conseguenze dell&#8217;emergenza hanno già iniziato a produrre ripercussioni pesanti: &#8220;È soprattutto sull&#8217;<strong>export del nostro prodotto</strong> &#8211; spiega ancora il Consorzio &#8211; che le conseguenze si stanno facendo sentire in modo estremamente rilevante: la <strong>chiusura di alcuni mercati esteri strategici</strong> (Giappone e Cina) ha generato perdite commerciali ed enormi danni alle esportazioni, delineando un quadro ancor più problematico&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Secolo XIX</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/rischio-peste-suina-adesso-gli-allevatori-chiedono-interventi/">Rischio peste suina, adesso gli allevatori chiedono interventi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>(Rovigo) Aglio Bianco Polesano DOP: la coltivazione dell&#8217;aglio a livello europeo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/rovigo-aglio-bianco-polesano-dop-la-coltivazione-dellaglio-a-livello-europeo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 12:22:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aspetti produttivi e fitosanitari. Quale futuro per le DOP e le IGP Europee? Si terrà giovedì 14 marzo, a partire dalle ore 09:00, presso il Salone del Grano della Camera di Commercio Venezia Rovigo (Piazza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Aspetti produttivi e fitosanitari. Quale futuro per le DOP e le IGP Europee?</em></p>
<p>Si terrà <strong>giovedì 14 marzo</strong>, a partire dalle ore 09:00, presso il Salone del Grano della Camera di Commercio Venezia Rovigo (Piazza Garibaldi, 6 Rovigo), l&#8217;incontro sulla coltivazione dell&#8217;aglio a livello europeo, organizzato dal <a href="https://www.agliodop.eu/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela dell&#8217;Aglio Bianco Polesano DOP</strong> </a>con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Rovigo, del Comune di Rovigo e della Camera di Commercio Venezia Rovigo.</p>
<p><strong>PROGRAMMA:</strong></p>
<p><strong>Registrazione</strong> &#8211; ORE 09:00<br />
<strong>Saluto di benvenuto Presidente Massimo Tovo</strong> (Consorzio di Tutela Aglio Bianco Polesano DOP) &#8211; ORE 09:30<br />
<strong>Inizio della giornata di lavoro </strong>&#8211; DALLE ORE 09:45:</p>
<ul>
<li>Informazioni sullo sviluppo della campagna in corso per Paese (dinamiche di mercato, scorte del raccolto 2023&#8230;).</li>
<li>Previsioni del raccolto per il 2024 (situazione della semina, congiuntura per Paese).</li>
<li>Analisi della situazione attuale del mercato mondiale.</li>
<li>Analisi Comparativa della situazione fitosanitaria europea della coltivazione dell&#8217;Aglio.</li>
<li>&#8220;I prodotti DOP e IGP: che ruolo hanno nell&#8217;industria agraria e nell&#8217;economia delle imprese?&#8221; &#8211; Dott. Lorenzo Bazzana &#8211; Direttore Economico della Coldiretti</li>
<li>&#8220;La difesa fitosanitaria dell&#8217;aglio: quali principi attivi sono consentiti?&#8221; &#8211; Intervento del rappresentante del Consorzio Tutela Aglio Bianco Polesano DOP</li>
</ul>
<p><strong>Conclusione lavori</strong><br />
<strong>Pranzo leggero</strong></p>
<p>Per informazioni contattare la segreteria organizzativa &#8211; T. +39 0425 426530 / 426428 | e-mail: stefano.milan@dl.camcomit</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.agliodop.eu/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela dell&#8217;Aglio Bianco Polesano DOP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/02/Aglio-Bianco-Polesano-DOP-la-coltivazione-dellaglio-a-livello-europeo.jpg" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">SAVE THE DATE</span></a></p>
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