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	<title>MADE IN ITALY &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>MADE IN ITALY &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Il Canada premia il Chianti DOP: successo per le masterclass di Toronto e Montréal</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-canada-premia-il-chianti-dop-successo-per-le-masterclass-di-toronto-e-montreal/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 07:37:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Vino Chianti ha dedicato due giorni a operatori, importatori e professionisti canadesi del vino. Il presidente Busi: &#8220;Il confronto diretto con il mercato è fondamentale per far conoscere l&#8217;identità del Chianti&#8221; Due giornate [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio Vino Chianti ha dedicato due giorni a operatori, importatori e professionisti canadesi del vino. Il presidente Busi: &#8220;Il confronto diretto con il mercato è fondamentale per far conoscere l&#8217;identità del Chianti&#8221;</em></p>
<p>Due giornate di <strong>approfondimento, degustazione e confronto</strong> con il mondo professionale del vino canadese. Si è conclusa con un bilancio positivo la terza missione del Consorzio Vino Chianti in Canada con il format delle masterclass istituzionali, che si sono tenute il 31 agosto a Toronto e il 1° settembre a Montréal.</p>
<p>&#8220;Il riscontro che abbiamo avuto in questi due appuntamenti conferma quanto sia importante continuare a <strong>investire sulla conoscenza del Chianti</strong> <strong>e sulla formazione di chi ogni giorno lo propone al consumatore</strong> – dice il <strong>presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi</strong> –. Il Canada è un mercato attento e competente, nel quale c&#8217;è spazio per approfondire sempre di più la nostra denominazione. La masterclass ci permette di andare oltre la semplice degustazione e di spiegare cosa c&#8217;è dietro ogni vino: territori, altitudini, suoli, vitigni e differenti espressioni del Sangiovese. È attraverso questo racconto che possiamo rafforzare il valore del Chianti e il suo posizionamento internazionale&#8221;.</p>
<p>A <strong>Toronto</strong>, negli spazi di Aria Ristorante, la masterclass &#8220;Chianti: The Geometry of Terroir. Mapping the Diversity, Sub-zones, and Soul of Tuscany&#8217;s Most Iconic Appellation&#8221;, guidata da Megha Jandhyala, ha proposto un percorso attraverso cinque Chianti DOP scelti per rappresentare la varietà della denominazione e delle sue sottozone. L&#8217;incontro, realizzato con il co-hosting del Consolato Generale d&#8217;Italia a Toronto, ha messo a fuoco la geografia produttiva del Chianti e il rapporto tra territorio e caratteristiche del vino.</p>
<p>Il giorno successivo il programma si è spostato a <strong>Montréal</strong>, all&#8217;Institut de tourisme et d&#8217;hôtellerie du Québec (ITHQ), dove la Master of Wine Jacky Blisson ha condotto &#8220;La Renaissance du Chianti: l&#8217;évolution d&#8217;un classique contemporain. Altitude, fraîcheur et expression moderne du Sangiovese et de ses cépages apparentés&#8221;. Al centro dell&#8217;incontro l&#8217;evoluzione della denominazione e la capacità del Sangiovese di restituire, attraverso territori e condizioni differenti, interpretazioni contemporanee mantenendo riconoscibile l&#8217;identità del Chianti. La degustazione ha proposto vini rappresentativi della denominazione, del territorio e delle sue sottozone. Partner dell&#8217;iniziativa è stata la Fondation Magnani-Montaruli.</p>
<p>&#8220;Le due masterclass &#8211; spiega Busi &#8211; hanno confermato il valore della <strong>formazione come leva di promozione sui mercati internazionali</strong>. Un approccio che come Consorzio abbiamo sviluppato in Canada a partire dal 2024 e che prosegue con l&#8217;obiettivo di costruire una conoscenza sempre più approfondita della denominazione tra i professionisti della filiera, rafforzando il dialogo diretto con i mercati di riferimento&#8221;.</p>
<p>Le iniziative sono state organizzate da IEM – International Event &amp; Exhibition Management e realizzate con il contributo del Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste nell&#8217;ambito del decreto ministeriale 685310 del 18 dicembre 2025.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovinochianti.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vino Chianti</strong></a></p>
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		<title>Vino alfiere dell’export a Tokyo, l’agroalimentare resta altalenante</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-alfiere-dellexport-a-tokyo-lagroalimentare-resta-altalenante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 07:38:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
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		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cucina italiana. Con esportazioni pari a 1 miliardo, il Sol Levante è il dodicesimo Paese nella lista dei mercati food &#38; beverage. Mascarino (Federalimentare): «Completare l’accordo nippo europeo» Da bambino amavo molto il bonét, dolce [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cucina italiana. Con esportazioni pari a 1 miliardo, il Sol Levante è il dodicesimo Paese nella lista dei mercati food &amp; beverage. Mascarino (Federalimentare): «Completare l’accordo nippo europeo»</em></p>
<p>Da bambino amavo molto il bonét, dolce tipico piemontese che mi preparava mia nonna. Nessuno in famiglia sapeva farlo come lei. Per molto tempo ne ho assaggiati tanti, ma nessuno che si avvicinasse a quello di mia nonna. Poi improvvisamente, diversi decenni dopo, ne ho trovato uno uguale, identico a quello che faceva mia nonna. E sai dove? In un ristorante di Tokyo». Nell’episodio raccontato qualche tempo fa dal celebre vignaiolo piemontese, Angelo Gaja c’è molto del grande appeal che la cucina italiana ha in Giappone.</p>
<p><strong> Tiramisu e pasta alla carbonara vengono riprodotte sempre più fedelmente mentre a Napoli sono frequenti gli apprendistato di pizzaioli giapponesi</strong> per riproporre in patria la vera pizza napoletana.</p>
<p>Tuttavia, tutta questa attenzione, se non vero amore, per la cucina made in Italy non si traduce in una parallela crescita delle esportazioni di prodotti alimentari italiani verso il Sol Levante. Secondo i dati dell’ufficio studi di Federalimentare,<strong> l’Italia nel 2025 ha esportato in Giappone food &amp; wine per poco meno di un miliardo di euro</strong> (924 milioni) a fronte di importazioni alimentari dal Giappone per 19,6 milioni. <strong>Al primo posto nell’export italiano il vino</strong> con un giro d’affari di 181 milioni, seguito dalle conserve (137), da oli e grassi (124), formaggi (119) e pasta (87).</p>
<p>Un <strong>fatturato che nel complesso è aumentato del 27% rispetto al 2015</strong>. Una percentuale che, però, è inferiore alla media dell’export alimentare italiano che nello stesso arco temporale è cresciuto nel mondo del 108%. Per effetto di questi numeri <strong>il Giappone rappresenta oggi il dodicesimo sbocco estero per l’alimentare italiano</strong> e la sua incidenza sul totale è passata dal 2,4% del 2015 all’1,6% del 2025. E questo nonostante sia in vigore <strong>dal 2019 un importante accordo commerciale tra Ue e Giappone</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>L’accordo del 2019 ha abbattuto una parte rilevante delle barriere tariffarie, ma per l’agroalimentare il lavoro non è ancora concluso. Per alcune categorie restano infatti contingenti tariffari e periodi transitori di riduzione dei dazi. A questo si aggiungono barriere tecniche e sanitarie, procedure di accesso complesse e un sistema distributivo articolato e costoso. In più, negli ultimi anni, la forte debolezza dello yen ha reso relativamente più cari i prodotti importati dall’Europa.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Le nuove rotte del Prosecco DOP contro i dazi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/le-nuove-rotte-del-prosecco-dop-contro-i-dazi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 07:20:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nomisma: le produzioni DOP continuano a vendere più degli altri vini. Il sistema Prosecco seduce l&#8217;Oriente: si sono aperti mercati emergenti (Cina e Thailandia) ed è decollata la Russia. Pantini: «I francesi amano le nostre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nomisma: le produzioni DOP continuano a vendere più degli altri vini. Il sistema Prosecco seduce l&#8217;Oriente: si sono aperti mercati emergenti (Cina e Thailandia) ed è decollata la Russia. Pantini: «I francesi amano le nostre bollicine, il mercato è cresciuto de113,4%»</em></p>
<p>Il <strong>Prosecco</strong> non si è lasciato intimorire dai dazi. Anzi. <strong>Nei primi 5 mesi del 2026 le vendite a volume sono cresciute del 9%</strong> <strong>negli States</strong> rispetto allo stesso periodo del 2024 (senza dazi), e sono calate del 6,4% rispetto al 2025 solo a causa dell&#8217;effetto scorta dei primi mesi di quell&#8217;anno. Non solo.</p>
<p>Il Prosecco ha avuto anche la forza di guardarsi altrove: i mercati consolidati si sono rinforzati e, in più, si sono aperti nuovi varchi, fino a qualche anno fa considerati impercorribili. <strong>Le bollicine italiane ora stanno seducendo l&#8217;Oriente</strong> (Thailandia e Cina, in primis) e dominando le terre dello champagne segnando un aumento dell&#8217;8%.</p>
<h4>L&#8217;analisi</h4>
<p>I dati emergono dall&#8217;<strong>ultima edizione del Wine monitor redatto da Nomisma</strong>. Il quadro, confrontato con tutti gli altri vini è uno dei più rosei a livello nazionale. La ricerca si riferisce al Prosecco DOP, che aggrega al suo interno i risultati della denominazione <strong>Prosecco Doc</strong>, quella del <strong>Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Docg</strong> e quella dell&#8217;<strong>Asolo Montello</strong>.</p>
<p>«Il Prosecco tiene: in questi 5 mesi rispetto al 2025 perde circa un 2,2% a valore e un 1,5% a volume, niente rispetto agli altri vini», spiega Denis Pantini, responsabile del Nomisma Wine Monitor, che analizza il trend dei 10 principali mercati.</p>
<p>«La Russia, tra i top 10 mercati di destinazione, si conferma il mercato più dinamico con una crescita a doppia cifra: 75,1% a valore e 79,4% a volume. I primi due mercati di sbocco mostrano segnali di debolezza: gli Stati Uniti calano del 12,5% a valore e 6,4% a volume mentre il Regno Unito perde l&#8217;11,3% a valore e l&#8217;8,8% a volume. Continua, invece, a crescere l&#8217;export in Francia, che dopo un 2025 in forte spolvero, registra un ulteriore aumento del 13,4% a valore e del 12,7% a volume».</p>
<h4>I mercati emergenti</h4>
<p>«Ci sono dei mercati, soprattutto quelli che escono dai soliti contesti tradizionali, che stanno crescendo», sottolinea Pantini, che però specifica alcuni dettagli. Secondo il responsabile della ricerca, la performance migliore la starebbe operando il Doc, che sta dimostrando di avere un ottimo riscontro soprattutto in mercati consolidati come quello francese, che negli ultimi anni ha avuto un exploit, riuscendo a surclassare anche la Germania: «La Francia cresce sia rispetto al 2025 che al 2024, in questi primi 5 mesi stiamo assistendo ad una crescita molto importante».</p>
<p>Pantini spiega i motivi: «Sta andando forte la moda dell&#8217;aperitivo, dello spritz, ma comincia a piacere anche il Prosecco puro». Non solo Francia. A riservare grandi sorprese è anche il mercato dell&#8217;Est Europa: dalla Polonia alla Repubblica Ceca, dalla Romania, alla Slovacchia.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Messaggero</strong></p>
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		<title>Doppio appuntamento in Canada per il Consorzio Vino Chianti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/doppio-appuntamento-in-canada-per-il-consorzio-vino-chianti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 05:54:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Masterclass a Toronto e Montréal per raccontare l&#8217;anima della denominazione Chianti DOP. Il Consorzio in Canada per un doppio appuntamento. Il 31 agosto e il 1° settembre il Chianti torna in Canada con due incontri [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Masterclass a Toronto e Montréal per raccontare l&#8217;anima della denominazione Chianti DOP. Il Consorzio in Canada per un doppio appuntamento.<br />
Il 31 agosto e il 1° settembre il Chianti torna in Canada con due incontri dedicati a operatori e professionisti del settore. Il presidente Busi: &#8220;Raccontiamo una storia che sa rinnovarsi senza perdere la propria identità&#8221;<br />
</em></p>
<p>Il<strong> Chianti torna protagonista in Canada</strong> con due appuntamenti che racconteranno, calice dopo calice, la ricchezza di una delle denominazioni simbolo dell&#8217;enologia italiana. <strong>Il 31 agosto a Toronto e il 1° settembre a Montréal</strong> il Consorzio Vino Chianti proporrà due masterclass istituzionali dedicate a importatori, professionisti del vino, giornalisti e operatori del settore, con l&#8217;obiettivo di approfondire la conoscenza del territorio, delle sue sottozone e delle molteplici espressioni del Sangiovese. Per il Consorzio si tratta della terza iniziativa di questo tipo nel Paese nordamericano, dopo l&#8217;avvio del progetto nel 2024.</p>
<p>&#8220;Il Canada continua a dimostrarsi un mercato particolarmente ricettivo verso il Chianti. Tornare per la terza volta con queste masterclass significa consolidare un percorso di promozione fondato sulla cultura del vino e sulla formazione degli operatori. Raccontare il Chianti oggi vuol dire raccontare una denominazione che sa rinnovarsi senza perdere la propria identità, capace di esprimere sfumature diverse attraverso i suoi territori, le sottozone e il patrimonio vitivinicolo che la rende unica&#8221;, dice il <strong>presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi.</strong></p>
<p>Il primo appuntamento si terrà il<strong> 31 agosto, dalle 10 alle 12, all&#8217;Aria Ristorante di Toronto con la masterclass &#8220;Chianti: The Geometry of Terroir. </strong><strong>Mapping the Diversity, Sub-zones, and Soul of Tuscany&#8217;s Most Iconic Appellation&#8221;</strong>. A guidare l&#8217;incontro sarà Megha Jandhyala, che accompagnerà i partecipanti in una degustazione di cinque Chianti Docg rappresentativi della denominazione, del suo territorio e delle sue sottozone.</p>
<p>Il secondo appuntamento è in programma il <strong>1° settembre, dalle 10 alle 12, all&#8217;Institut de tourisme et d&#8217;hôtellerie du Québec (ITHQ) di Montréal</strong>. La Master of Wine Jacky Blisson condurrà la <strong>masterclass &#8220;La Renaissance du Chianti: l&#8217;évolution d&#8217;un classique contemporain. Altitude, fraîcheur et expression moderne du Sangiovese et de ses cépages apparentés&#8221;,</strong> dedicata all&#8217;evoluzione della denominazione e alle interpretazioni contemporanee del Sangiovese, con una degustazione rappresentativa della denominazione, del suo territorio e delle sue sottozone.</p>
<p>Le due masterclass sono organizzate da IEM – International Event &amp; Exhibition Management e realizzate con il contributo del Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste nell&#8217;ambito del decreto ministeriale 685310 del 18 dicembre 2025.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovinochianti.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vino Chianti</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/doppio-appuntamento-in-canada-per-il-consorzio-vino-chianti/">Doppio appuntamento in Canada per il Consorzio Vino Chianti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP ospite all&#8217;arena di Verona con oltre cento soci</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-tutela-aceto-balsamico-tradizionale-di-modena-dop-ospite-allarena-di-verona-con-oltre-cento-soci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 07:52:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Verona, un legame che si rinnova nel segno dell&#8217;eccellenza italiana, della cultura e della valorizzazione del territorio. Prosegue infatti la collaborazione tra il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e la Fondazione Arena di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Verona, un legame che si rinnova nel segno dell&#8217;eccellenza italiana, della cultura e della valorizzazione del territorio. Prosegue infatti la collaborazione tra il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e la Fondazione Arena di Verona, una partnership avviata ormai da alcuni anni che continua a creare occasioni di incontro tra due autentiche eccellenze del Made in Italy.</em></p>
<p>Anche quest&#8217;anno oltre un centinaio di soci del Consorzio hanno preso parte alla tradizionale trasferta veronese, vivendo un&#8217;esperienza esclusiva che ha unito convivialità, cultura e spettacolo. La serata è iniziata alle ore 19 nella prestigiosa cornice della Gran Guardia di Verona, dove gli ospiti del Consorzio sono stati accolti con tutti gli onori dalla Fondazione Arena di Verona. Un momento di incontro e condivisione che ha ulteriormente consolidato il rapporto tra le due istituzioni, accomunate dalla volontà di promuovere nel mondo le eccellenze italiane.</p>
<p>Successivamente il gruppo si è trasferito all&#8217;Arena di Verona per assistere a <strong>&#8220;Paganini Paradise. Superlive Immersive Concert&#8221;</strong>, uno spettacolo capace di fondere musica, tecnologia e arti visive in una produzione immersiva di grande impatto emotivo, nella straordinaria cornice del teatro all&#8217;aperto simbolo della lirica italiana.</p>
<p>La collaborazione tra il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e la Fondazione Arena di Verona rappresenta ormai un appuntamento consolidato. Dopo il concerto della <strong>Nona Sinfonia di Beethoven</strong> nel 2024 e la partecipazione nel 2025 alla serata <strong>&#8220;Roberto Bolle &amp; Friends&#8221;</strong>, anche l&#8217;edizione 2026 conferma la volontà di proseguire un percorso comune che mette al centro la promozione delle eccellenze italiane, unendo arte, musica, cultura e gastronomia.<br />
A rappresentare il Consorzio erano presenti il Presidente <strong>Enrico Corsini</strong>, insieme ai componenti del Consiglio di Amministrazione e ai soci produttori, protagonisti di una serata che ha confermato quanto la cultura possa essere un efficace strumento di valorizzazione dei territori e delle loro produzioni più identitarie.</p>
<p><em>«La collaborazione con Fondazione Arena di Verona rappresenta molto più di una semplice partnership </em>– afferma il Presidente del Consorzio Enrico Corsini –. <em>Da alcuni anni abbiamo costruito insieme un percorso che mette in relazione due patrimoni italiani straordinari: da una parte il tempio mondiale della musica lirica, dall&#8217;altra un prodotto che nasce da secoli di storia, tradizione e saper fare. Anche quest&#8217;anno è stato emozionante vedere oltre cento nostri soci condividere un&#8217;esperienza così prestigiosa. Continueremo a investire in iniziative capaci di raccontare il valore culturale dell&#8217;Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, affiancandolo alle più alte espressioni dell&#8217;arte italiana.»</em></p>
<p>Negli anni questa sinergia ha contribuito a rafforzare la presenza dell&#8217;Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP in contesti di grande prestigio internazionale, confermando come la promozione delle eccellenze italiane passi anche attraverso il dialogo tra cultura, spettacolo e territorio, valori condivisi tanto dalla Fondazione Arena di Verona quanto dal Consorzio di Tutela.</p>
<p><span dir="auto">Fonte: </span><a href="https://mailchi.mp/4e9127c9196e/il-consorzio-tutela-aceto-balsamico-tradizionale-di-modena-dop-ospite-allarena-di-verona-con-oltre-cento-soci?e=79902983c8" target="_blank" rel="noopener"><strong><span dir="auto">Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena</span></strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-tutela-aceto-balsamico-tradizionale-di-modena-dop-ospite-allarena-di-verona-con-oltre-cento-soci/">Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP ospite all&#8217;arena di Verona con oltre cento soci</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Consorzio del vino Brunello di Montalcino accelera la promozione tra USA, Canada, UK e Italia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-del-vino-brunello-di-montalcino-accelera-la-promozione-tra-usa-canada-uk-e-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 07:14:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente del Consorzio Bartolommei dichiara: &#8220;Stati Uniti mercato irrinunciabile, ma puntiamo anche su altre piazze per consolidare posizionamento denominazione&#8221; Dall&#8217;Italia al Nord America fino al Regno Unito, seguendo la rotta del Brunello di Montalcino. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Presidente del Consorzio Bartolommei dichiara: &#8220;Stati Uniti mercato irrinunciabile, ma puntiamo anche su altre piazze per consolidare posizionamento denominazione&#8221;</em></p>
<p>Dall&#8217;Italia al Nord America fino al Regno Unito, seguendo la rotta del Brunello di Montalcino. Il Consorzio di tutela del principe dei rossi toscani si prepara ad affrontare l&#8217;ultimo quadrimestre del 2026 con <strong>un programma di promozione che prende il via nel Belpaese, fa tappa in Canada e negli Stati Uniti – primo mercato di riferimento per la denominazione, che assorbe il 30% delle bottiglie destinate all&#8217;export – per poi tornare a Montalcino in occasione della 35ª edizione di Benvenuto Brunello e infine volare in Inghilterra.</strong> Un calendario articolato di <em>walk around tasting</em>, masterclass, partecipazioni a fiere internazionali e iniziative di incoming dedicate a stampa e trade.</p>
<p>“Gli Stati Uniti restano centrali per noi e continuiamo a presidiarli con costanza, anche in una fase di incertezza diffusa. Ma il programma promozionale dell&#8217;ultimo quadrimestre del 2026 guarda anche oltre: Canada e Regno Unito rappresentano mercati strategici per i vini di alta gamma, mentre l&#8217;Italia continua a essere un riferimento imprescindibile per la nostra denominazione, con Red Montalcino a Siena e Benvenuto Brunello a Montalcino &#8211; commenta il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino Giacomo Bartolommei -. È attraverso un calendario articolato di iniziative nei mercati chiave che intendiamo consolidare il posizionamento del Brunello e del Rosso di Montalcino, valorizzandone le rispettive identità e creando nuove opportunità per le nostre aziende”.</p>
<p>Il piano promozionale prende il via il 14 settembre con la quinta edizione del <strong>Serralunga Day</strong>, la giornata mondiale dedicata al Barolo del Comune di Serralunga d&#8217;Alba che, per il secondo anno consecutivo, vedrà il Brunello di Montalcino protagonista di un confronto tra due grandi denominazioni simbolo dell&#8217;enologia italiana grazie alla partecipazione di una delegazione di produttori del Consorzio. Il 2 ottobre è quindi la volta di <strong>Red Montalcino</strong>, in programma al Palazzo delle Papesse di Siena: la quinta edizione dell&#8217;evento dedicato al Rosso di Montalcino propone un <em>walk around tasting</em> rivolto a operatori <em>e wine lover</em>. La rotta internazionale fa poi tappa in <strong>Canada</strong>, con due appuntamenti dedicati a degustazioni e masterclass: il 10 ottobre a Montréal, guidata dalla Master of Wine Jacqueline Cole Blisson, e il 14 ottobre a Toronto con il <em>wine expert</em> Michael Godel. A fine mese, il 26 e 27 ottobre, il Consorzio fa scalo a New York per la terza edizione di <strong>Vinitaly.USA</strong>, la manifestazione di Veronafiere che ha già confermato la partecipazione di circa 250 espositori in rappresentanza dei principali territori e delle più importanti denominazioni italiane. La missione promozionale prosegue con il ritorno a casa. Dal 19 al 23 novembre Montalcino torna a riunire a stampa, operatori e produttori per la 35^ edizione di <strong>Benvenuto Brunello</strong>, l&#8217;anteprima dedicata alla presentazione delle nuove annate che porterà nei calici il Brunello di Montalcino 2022, la Riserva 2021, il Rosso di Montalcino 2025, oltre a una selezione di Moscadello e Sant&#8217;Antimo. Appuntamento, infine, a Londra il 25 novembre per l’edizione inglese di Benvenuto Brunello.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/583/vini" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del Vino Brunello di Montalcino</strong></a></p>
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		<title>Il Consorzio Vino Chianti chiude il tour sudamericano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-vino-chianti-chiude-il-tour-sudamericano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 07:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra masterclass e incontri con gli operatori, il Consorzio Vino Chianti chiude il tour sudamericano: “Un mercato in crescita con tanti appassionati” Sei tappe in America Latina tra Messico, Perù, Colombia, Guatemala e Repubblica Dominicana, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra masterclass e incontri con gli operatori, il Consorzio Vino Chianti chiude il tour sudamericano: “Un mercato in crescita con tanti appassionati”</em></p>
<p><em>Sei tappe in America Latina tra Messico, Perù, Colombia, Guatemala e Repubblica Dominicana, dove ha partecipato l’Ambasciatore d’Italia Sergio Maffettone</em></p>
<p><strong>Da Medellin a Lima, da Santo Domingo a Città del Guatemala fino a Querétaro e Cancùn</strong>: sono le tappe del tour sudamericano delle Chianti Masterclass che si è svolto tra il 16 e il 30 giugno. Sei tappe dedicate a importatori, distributori, sommelier, ristoratori e altri professionisti del settore, che hanno coinvolto cinque Paesi con un unico obiettivo: far conoscere sempre di più il Chianti nel mondo.</p>
<p>“Il tour in America Latina – dice <strong>Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti</strong> – ci ha permesso di incontrare realtà molto diverse ma accomunate da un crescente interesse verso il vino italiano di qualità. In Repubblica Dominicana abbiamo avuto la prestigiosa presenza di Sergio Maffettone, Ambasciatore d’Italia. A Lima abbiamo dialogato con una scena gastronomica tra le più dinamiche al mondo, in Guatemala abbiamo raccolto l’interesse concreto degli importatori, mentre in Messico abbiamo incontrato numerosi operatori qualificati”.</p>
<p>“<strong>L’internazionalizzazione rappresenta una componente fondamentale della crescita del settore vitivinicolo italiano</strong> – conclude Busi –. Attraverso iniziative mirate come le Masterclass possiamo costruire relazioni più profonde e far comprendere pienamente il valore della denominazione. Il Chianti ha una storia secolare, un’identità riconosciuta e un patrimonio di qualità che dobbiamo continuare a raccontare nel mondo”.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovinochianti.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vino Chianti</strong></a></p>
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		<title>Il calo dell’export di vino colpisce tutto un territorio: il “caso Verona”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-calo-dellexport-di-vino-colpisce-non-solo-le-cantine-ma-tutto-un-territorio-il-caso-verona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 08:01:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Turismo DOP e Dop economy: le riflessioni dal “Forum sul futuro del vino” della Camera di Commercio della città dell’Arena. Un -5% di esportazioni “costa” 261 milioni di euro “Capitale della Valpolicella”, ma che si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Turismo DOP e Dop economy: le riflessioni dal “Forum sul futuro del vino” della Camera di Commercio della città dell’Arena. Un -5% di esportazioni “costa” 261 milioni di euro</em></p>
<p><strong>“Capitale della Valpolicella”, </strong>ma che si affaccia su altri distretti del vino importanti come quelli del<strong> Soave e del Lago di Garda, </strong>e <strong>“capitale del vino italiano”</strong>, grazie a Vinitaly, l’evento internazionale di riferimento del settore, Verona, tra le città d’arte italiane più visitate, Patrimonio Unesco, è legatissima al vino per storia, cultura ed economia, perché è il vigneto urbano più grande del Belpaese ed il suo territorio è n. 1 per valore dell’export e della produzione enoica, oltre a<strong> guardare all’enoturismo come asset strategico per il futuro</strong>. Nella “buona e nella cattiva sorte”, perché, se in fase di espansione l’economia vinicola ha arricchito la città e il suo territorio, ora, nel complesso periodo che il mercato del vino sta vivendo, a risentirne non è solo il bilancio delle cantine.</p>
<p><strong> Tanto che, con un calo delle esportazioni ipotetico del -5%, il danno economico per Verona ed il suo territorio ammonterebbe a 261 milioni di euro, mentre con un calo intorno al -7% (come sta avvenendo in questa prima metà 2026), la perdita arriverebbe a 366 milioni di euro. </strong>Scenari disegnati dallo studio condotto da Economics Living Lab, spin-off dell’Università di Verona (Dipartimento di Scienze Economiche), ed illustrato, ieri, alla Camera di Commercio di Verona che lo ha commissionato (e che, nelle ipotesi più estreme, prevede danni economici fino a -1,3 miliardi di euro).</p>
<p>Una <strong>case history</strong>, quella di Verona &#8211; città che, comunque, vive anche di altri business importanti, dalla logistica alla manifattura, per esempio, e capitale anche della lirica italiana grazie all’Arena &#8211; <strong>che deve far riflettere in maniera profonda sui possibili impatti di un’ulteriore contrazione del business del vino in territori in cui questo rappresenta il principale, se non l’unico, motore economico.</strong></p>
<p>Un quadro, quello fornito, ieri, <strong>dal professor Francesco Pecci nel “Forum sul futuro del vino” (che ha visto sul palco, tra gli altri, Pierluigi Guarise, ad Collis Veneto Wine, Roberta Corrà, dg Gruppo Italiano Vini-Giv, Michele Tessari dell’azienda vitivinicola Ca’ Rugate, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente Federdoc, Alessandro Rossi, National Category Manager wine Partesa, e Paolo Artelio, vicepresidente amministratore Fipe), che tiene conto non solo delle potenziali perdite delle imprese vinicole, ma anche dei fornitori, della comunità che lavora e trae beneficio da un comparto storicamente contraddistinto da un forte valore aggiunto.</strong> “Una contrazione della domanda &#8211; ha detto Pecci &#8211; genera impatti rilevanti non solo diretti, ma soprattutto indiretti e indotti, con effetti significativi sul Pil, e destinati a ripercuotersi sui redditi delle famiglie e sulle entrate fiscali”.</p>
<p>L’analisi dell’impatto si basa sulla matrice di contabilità sociale dell’economia provinciale; <strong>a una contrazione dell’export del 5% corrisponde un calo delle vendite di vino pari a 53 milioni di euro che generano una riduzione di oltre 186 milioni di euro sui settori produttivi coinvolti direttamente e indirettamente e una riduzione dei redditi di lavoro e di capitale, che si traducono in una diminuzione della ricchezza prodotta (il Pil) di 75,5 milioni di euro per un totale di oltre 261 milioni di euro.</strong> Applicando <strong>una riduzione dell’export del 7%, valore assai vicino al saldo dell’export scaligero nel primo trimestre 2026 del settore bevande (dove il vino pesa per oltre il 90%), di -7,4%, la perdita totale per l’economia veronese supera i 366 milioni di euro.</strong></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/il-calo-dellexport-di-vino-colpisce-non-solo-le-cantine-ma-tutto-un-territorio-il-caso-verona_595972/" target="_blank" rel="noopener">WineNews.it</a></p>
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		<title>AFIDOP rafforza la presenza dei formaggi DOP e IGP italiani negli Stati Uniti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/afidop-rafforza-la-presenza-dei-formaggi-dop-e-igp-italiani-negli-stati-uniti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 07:45:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della principale manifestazione nordamericana dedicata alle specialità alimentari, l&#8217;Associazione ha confermato il proprio impegno nella promozione delle eccellenze casearie certificate in uno dei mercati più strategici per il Made in Italy Si è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>In occasione della principale manifestazione nordamericana dedicata alle specialità alimentari, l&#8217;Associazione ha confermato il proprio impegno nella promozione delle eccellenze casearie certificate in uno dei mercati più strategici per il Made in Italy</em></p>
<p>Si è conclusa la presenza di AFIDOP al <strong>Summer Fancy Food Show 2026</strong>, la principale manifestazione nordamericana dedicata alle specialità alimentari, svoltasi dal <strong>28 al 30 giugno</strong> al Javits Center di New York. Un appuntamento di riferimento per il settore agroalimentare internazionale, che ha visto i Consorzi di tutela impegnati nella valorizzazione delle eccellenze casearie italiane certificate e nel consolidamento della loro presenza sul mercato statunitense.</p>
<p>&#8220;L&#8217;edizione del Summer Fancy Food Show appena conclusa conferma ancora una volta la straordinaria vitalità dei formaggi DOP italiani sul mercato statunitense. Gli Stati Uniti si confermano un mercato strategico per le nostre denominazioni, un terreno dove la cultura del vero Made in Italy caseario continua a crescere, nonostante le sfide commerciali e doganali che il settore deve affrontare. Come AFIDOP rinnoviamo il nostro impegno nel tutelare e promuovere questo patrimonio, accompagnando i nostri Consorzi nei mercati internazionali e contrastando con determinazione ogni forma di imitazione e Italian Sounding. Continueremo a investire in informazione, promozione e presenza nei mercati strategici come quello americano, perché la qualità autentica del Made in Italy DOP merita un riconoscimento pieno e duraturo&#8221;, dichiara il<strong> Presidente di AFIDOP, Antonio Auricchio.</strong></p>
<p><strong>AFIDOP all&#8217;Authentic Italian Aperitivo</strong></p>
<p>Tra i momenti più significativi della manifestazione, AFIDOP ha preso parte <strong>all&#8217;Authentic Italian Aperitivo</strong> – <em>Celebrating Italian Cooking: The First in the World</em>, iniziativa promossa dall&#8217;Italian Trade Agency per celebrare la <strong>candidatura della cucina italiana a patrimonio culturale immateriale dell&#8217;UNESCO.</strong></p>
<p>L&#8217;evento, svoltosi il <strong>28 giugno</strong> presso il Javits Center di New York, ha riunito istituzioni, operatori e rappresentanti del settore agroalimentare italiano e internazionale. In questa occasione, AFIDOP ha animato un corner dedicato ai formaggi DOP e IGP italiani, offrendo ai visitatori un percorso di degustazione e approfondimento volto a valorizzare le caratteristiche distintive delle produzioni certificate, la loro origine e il legame con i territori di provenienza.</p>
<p>Erano presenti l&#8217;Ambasciatore d&#8217;Italia negli Stati Uniti, Marco Peronaci, il Presidente di ICE-Agenzia, Matteo Zoppas, e il Ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. Un&#8217;importante occasione per promuovere la cultura gastronomica italiana e valorizzare il ruolo delle produzioni DOP e IGP quali ambasciatrici di qualità, tradizione e autenticità del Made in Italy nel mondo.</p>
<p><strong>Gli Stati Uniti: un mercato strategico per i formaggi DOP italiani</strong></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti si confermano il principale mercato extraeuropeo per i formaggi italiani DOP e IGP</strong> e uno sbocco strategico per l&#8217;export del comparto. In questo contesto, AFIDOP prosegue il proprio impegno al fianco dei Consorzi di tutela per rafforzare la presenza delle denominazioni italiane, promuovere una corretta informazione sulle produzioni certificate e contrastare il fenomeno dell&#8217;Italian Sounding, che continua a rappresentare una delle principali sfide per il settore.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.afidop.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>AFIDOP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Afidop-Summer-Fancy-Food-Word-B.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/afidop-rafforza-la-presenza-dei-formaggi-dop-e-igp-italiani-negli-stati-uniti/">AFIDOP rafforza la presenza dei formaggi DOP e IGP italiani negli Stati Uniti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Il Brunello di Montalcino DOP a bordo dell&#8217;Amerigo Vespucci per la campagna Nord America 2026</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-brunello-di-montalcino-dop-a-bordo-dellamerigo-vespucci-per-la-campagna-nord-america-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 07:55:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vino Brunello di Montalcino DOP salpa con l&#8217;Amerigo Vespucci per promuovere il Made in Italy, il Consorzio sarà l&#8217;unico partner per la categoria vini rossi della campagna Nord America 2026. Ci sarà anche il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-brunello-di-montalcino-dop-a-bordo-dellamerigo-vespucci-per-la-campagna-nord-america-2026/">Il Brunello di Montalcino DOP a bordo dell&#8217;Amerigo Vespucci per la campagna Nord America 2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il vino Brunello di Montalcino DOP salpa con l&#8217;Amerigo Vespucci per promuovere il Made in Italy, il Consorzio sarà l&#8217;unico partner per la categoria vini rossi della campagna Nord America 2026.</em></p>
<p>Ci sarà anche il Consorzio del vino <strong>Brunello di Montalcino a bordo della Nave Amerigo Vespucci</strong> che il 5 luglio attraccherà a New York in ambito della <strong>campagna <em>Nord America 2026</em></strong>, il progetto istituzionale dedicato alla promozione del Made in Italy <strong>promosso dal ministero della Difesa e della Marina Militare</strong> e in collaborazione con i <strong>ministeri degli Affari esteri e della Cultura e con i ministri dello Sport e dei giovani, della Disabilità e con il supporto di ITA-Italian Trade Agency</strong>. Scelto tra i testimonial dell&#8217;eccellenza enologica italiana negli Stati Uniti &#8211; primo mercato di destinazione della denominazione &#8211; il Consorzio prenderà parte agli appuntamenti ufficiali in programma sul veliero in occasione della presentazione di Vinitaly.USA (26-27 ottobre).</p>
<p>In particolare, l’ente consortile sarà l’unico partner per la tipologia dei vini rossi sia per quanto riguarda il brindisi istituzionale dedicato alla viticoltura italiana che per la cena ufficiale organizzata nella stessa serata, servendo nei calici una selezione di Brunello e Rosso di Montalcino.</p>
<p>“Essere presenti a bordo della Nave Amerigo Vespucci, uno dei simboli più riconosciuti dell’Italia nel mondo, rappresenta un’opportunità di grande valore per raccontare i nostri vini in un contesto che unisce diplomazia, promozione e identità nazionale &#8211; commenta il <strong>presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Giacomo Bartolommei</strong> -. Gli Stati Uniti sono il nostro primo mercato di esportazione e iniziative come questa contribuiscono a consolidare il posizionamento della nostra denominazione, rafforzando al tempo stesso il dialogo con interlocutori strategici. Un prologo che precede la nostra partecipazione a Vinitaly.USA”.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/home/home" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del Vino Brunello di Montalcino</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/cs-cons.-Brunello-Vespucci.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-brunello-di-montalcino-dop-a-bordo-dellamerigo-vespucci-per-la-campagna-nord-america-2026/">Il Brunello di Montalcino DOP a bordo dell&#8217;Amerigo Vespucci per la campagna Nord America 2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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