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	<title>MADE IN ITALY &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>MADE IN ITALY &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Il Consorzio del vino Brunello di Montalcino accelera la promozione tra USA, Canada, UK e Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 07:14:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente del Consorzio Bartolommei dichiara: &#8220;Stati Uniti mercato irrinunciabile, ma puntiamo anche su altre piazze per consolidare posizionamento denominazione&#8221; Dall&#8217;Italia al Nord America fino al Regno Unito, seguendo la rotta del Brunello di Montalcino. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Presidente del Consorzio Bartolommei dichiara: &#8220;Stati Uniti mercato irrinunciabile, ma puntiamo anche su altre piazze per consolidare posizionamento denominazione&#8221;</em></p>
<p>Dall&#8217;Italia al Nord America fino al Regno Unito, seguendo la rotta del Brunello di Montalcino. Il Consorzio di tutela del principe dei rossi toscani si prepara ad affrontare l&#8217;ultimo quadrimestre del 2026 con <strong>un programma di promozione che prende il via nel Belpaese, fa tappa in Canada e negli Stati Uniti – primo mercato di riferimento per la denominazione, che assorbe il 30% delle bottiglie destinate all&#8217;export – per poi tornare a Montalcino in occasione della 35ª edizione di Benvenuto Brunello e infine volare in Inghilterra.</strong> Un calendario articolato di <em>walk around tasting</em>, masterclass, partecipazioni a fiere internazionali e iniziative di incoming dedicate a stampa e trade.</p>
<p>“Gli Stati Uniti restano centrali per noi e continuiamo a presidiarli con costanza, anche in una fase di incertezza diffusa. Ma il programma promozionale dell&#8217;ultimo quadrimestre del 2026 guarda anche oltre: Canada e Regno Unito rappresentano mercati strategici per i vini di alta gamma, mentre l&#8217;Italia continua a essere un riferimento imprescindibile per la nostra denominazione, con Red Montalcino a Siena e Benvenuto Brunello a Montalcino &#8211; commenta il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino Giacomo Bartolommei -. È attraverso un calendario articolato di iniziative nei mercati chiave che intendiamo consolidare il posizionamento del Brunello e del Rosso di Montalcino, valorizzandone le rispettive identità e creando nuove opportunità per le nostre aziende”.</p>
<p>Il piano promozionale prende il via il 14 settembre con la quinta edizione del <strong>Serralunga Day</strong>, la giornata mondiale dedicata al Barolo del Comune di Serralunga d&#8217;Alba che, per il secondo anno consecutivo, vedrà il Brunello di Montalcino protagonista di un confronto tra due grandi denominazioni simbolo dell&#8217;enologia italiana grazie alla partecipazione di una delegazione di produttori del Consorzio. Il 2 ottobre è quindi la volta di <strong>Red Montalcino</strong>, in programma al Palazzo delle Papesse di Siena: la quinta edizione dell&#8217;evento dedicato al Rosso di Montalcino propone un <em>walk around tasting</em> rivolto a operatori <em>e wine lover</em>. La rotta internazionale fa poi tappa in <strong>Canada</strong>, con due appuntamenti dedicati a degustazioni e masterclass: il 10 ottobre a Montréal, guidata dalla Master of Wine Jacqueline Cole Blisson, e il 14 ottobre a Toronto con il <em>wine expert</em> Michael Godel. A fine mese, il 26 e 27 ottobre, il Consorzio fa scalo a New York per la terza edizione di <strong>Vinitaly.USA</strong>, la manifestazione di Veronafiere che ha già confermato la partecipazione di circa 250 espositori in rappresentanza dei principali territori e delle più importanti denominazioni italiane. La missione promozionale prosegue con il ritorno a casa. Dal 19 al 23 novembre Montalcino torna a riunire a stampa, operatori e produttori per la 35^ edizione di <strong>Benvenuto Brunello</strong>, l&#8217;anteprima dedicata alla presentazione delle nuove annate che porterà nei calici il Brunello di Montalcino 2022, la Riserva 2021, il Rosso di Montalcino 2025, oltre a una selezione di Moscadello e Sant&#8217;Antimo. Appuntamento, infine, a Londra il 25 novembre per l’edizione inglese di Benvenuto Brunello.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/583/vini" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del Vino Brunello di Montalcino</strong></a></p>
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		<title>Il Consorzio Vino Chianti chiude il tour sudamericano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-vino-chianti-chiude-il-tour-sudamericano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 07:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra masterclass e incontri con gli operatori, il Consorzio Vino Chianti chiude il tour sudamericano: “Un mercato in crescita con tanti appassionati” Sei tappe in America Latina tra Messico, Perù, Colombia, Guatemala e Repubblica Dominicana, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra masterclass e incontri con gli operatori, il Consorzio Vino Chianti chiude il tour sudamericano: “Un mercato in crescita con tanti appassionati”</em></p>
<p><em>Sei tappe in America Latina tra Messico, Perù, Colombia, Guatemala e Repubblica Dominicana, dove ha partecipato l’Ambasciatore d’Italia Sergio Maffettone</em></p>
<p><strong>Da Medellin a Lima, da Santo Domingo a Città del Guatemala fino a Querétaro e Cancùn</strong>: sono le tappe del tour sudamericano delle Chianti Masterclass che si è svolto tra il 16 e il 30 giugno. Sei tappe dedicate a importatori, distributori, sommelier, ristoratori e altri professionisti del settore, che hanno coinvolto cinque Paesi con un unico obiettivo: far conoscere sempre di più il Chianti nel mondo.</p>
<p>“Il tour in America Latina – dice <strong>Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti</strong> – ci ha permesso di incontrare realtà molto diverse ma accomunate da un crescente interesse verso il vino italiano di qualità. In Repubblica Dominicana abbiamo avuto la prestigiosa presenza di Sergio Maffettone, Ambasciatore d’Italia. A Lima abbiamo dialogato con una scena gastronomica tra le più dinamiche al mondo, in Guatemala abbiamo raccolto l’interesse concreto degli importatori, mentre in Messico abbiamo incontrato numerosi operatori qualificati”.</p>
<p>“<strong>L’internazionalizzazione rappresenta una componente fondamentale della crescita del settore vitivinicolo italiano</strong> – conclude Busi –. Attraverso iniziative mirate come le Masterclass possiamo costruire relazioni più profonde e far comprendere pienamente il valore della denominazione. Il Chianti ha una storia secolare, un’identità riconosciuta e un patrimonio di qualità che dobbiamo continuare a raccontare nel mondo”.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovinochianti.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vino Chianti</strong></a></p>
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		<title>Il calo dell’export di vino colpisce tutto un territorio: il “caso Verona”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-calo-dellexport-di-vino-colpisce-non-solo-le-cantine-ma-tutto-un-territorio-il-caso-verona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 08:01:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Turismo DOP e Dop economy: le riflessioni dal “Forum sul futuro del vino” della Camera di Commercio della città dell’Arena. Un -5% di esportazioni “costa” 261 milioni di euro “Capitale della Valpolicella”, ma che si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Turismo DOP e Dop economy: le riflessioni dal “Forum sul futuro del vino” della Camera di Commercio della città dell’Arena. Un -5% di esportazioni “costa” 261 milioni di euro</em></p>
<p><strong>“Capitale della Valpolicella”, </strong>ma che si affaccia su altri distretti del vino importanti come quelli del<strong> Soave e del Lago di Garda, </strong>e <strong>“capitale del vino italiano”</strong>, grazie a Vinitaly, l’evento internazionale di riferimento del settore, Verona, tra le città d’arte italiane più visitate, Patrimonio Unesco, è legatissima al vino per storia, cultura ed economia, perché è il vigneto urbano più grande del Belpaese ed il suo territorio è n. 1 per valore dell’export e della produzione enoica, oltre a<strong> guardare all’enoturismo come asset strategico per il futuro</strong>. Nella “buona e nella cattiva sorte”, perché, se in fase di espansione l’economia vinicola ha arricchito la città e il suo territorio, ora, nel complesso periodo che il mercato del vino sta vivendo, a risentirne non è solo il bilancio delle cantine.</p>
<p><strong> Tanto che, con un calo delle esportazioni ipotetico del -5%, il danno economico per Verona ed il suo territorio ammonterebbe a 261 milioni di euro, mentre con un calo intorno al -7% (come sta avvenendo in questa prima metà 2026), la perdita arriverebbe a 366 milioni di euro. </strong>Scenari disegnati dallo studio condotto da Economics Living Lab, spin-off dell’Università di Verona (Dipartimento di Scienze Economiche), ed illustrato, ieri, alla Camera di Commercio di Verona che lo ha commissionato (e che, nelle ipotesi più estreme, prevede danni economici fino a -1,3 miliardi di euro).</p>
<p>Una <strong>case history</strong>, quella di Verona &#8211; città che, comunque, vive anche di altri business importanti, dalla logistica alla manifattura, per esempio, e capitale anche della lirica italiana grazie all’Arena &#8211; <strong>che deve far riflettere in maniera profonda sui possibili impatti di un’ulteriore contrazione del business del vino in territori in cui questo rappresenta il principale, se non l’unico, motore economico.</strong></p>
<p>Un quadro, quello fornito, ieri, <strong>dal professor Francesco Pecci nel “Forum sul futuro del vino” (che ha visto sul palco, tra gli altri, Pierluigi Guarise, ad Collis Veneto Wine, Roberta Corrà, dg Gruppo Italiano Vini-Giv, Michele Tessari dell’azienda vitivinicola Ca’ Rugate, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente Federdoc, Alessandro Rossi, National Category Manager wine Partesa, e Paolo Artelio, vicepresidente amministratore Fipe), che tiene conto non solo delle potenziali perdite delle imprese vinicole, ma anche dei fornitori, della comunità che lavora e trae beneficio da un comparto storicamente contraddistinto da un forte valore aggiunto.</strong> “Una contrazione della domanda &#8211; ha detto Pecci &#8211; genera impatti rilevanti non solo diretti, ma soprattutto indiretti e indotti, con effetti significativi sul Pil, e destinati a ripercuotersi sui redditi delle famiglie e sulle entrate fiscali”.</p>
<p>L’analisi dell’impatto si basa sulla matrice di contabilità sociale dell’economia provinciale; <strong>a una contrazione dell’export del 5% corrisponde un calo delle vendite di vino pari a 53 milioni di euro che generano una riduzione di oltre 186 milioni di euro sui settori produttivi coinvolti direttamente e indirettamente e una riduzione dei redditi di lavoro e di capitale, che si traducono in una diminuzione della ricchezza prodotta (il Pil) di 75,5 milioni di euro per un totale di oltre 261 milioni di euro.</strong> Applicando <strong>una riduzione dell’export del 7%, valore assai vicino al saldo dell’export scaligero nel primo trimestre 2026 del settore bevande (dove il vino pesa per oltre il 90%), di -7,4%, la perdita totale per l’economia veronese supera i 366 milioni di euro.</strong></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/il-calo-dellexport-di-vino-colpisce-non-solo-le-cantine-ma-tutto-un-territorio-il-caso-verona_595972/" target="_blank" rel="noopener">WineNews.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-calo-dellexport-di-vino-colpisce-non-solo-le-cantine-ma-tutto-un-territorio-il-caso-verona/">Il calo dell’export di vino colpisce tutto un territorio: il “caso Verona”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>AFIDOP rafforza la presenza dei formaggi DOP e IGP italiani negli Stati Uniti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/afidop-rafforza-la-presenza-dei-formaggi-dop-e-igp-italiani-negli-stati-uniti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 07:45:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della principale manifestazione nordamericana dedicata alle specialità alimentari, l&#8217;Associazione ha confermato il proprio impegno nella promozione delle eccellenze casearie certificate in uno dei mercati più strategici per il Made in Italy Si è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>In occasione della principale manifestazione nordamericana dedicata alle specialità alimentari, l&#8217;Associazione ha confermato il proprio impegno nella promozione delle eccellenze casearie certificate in uno dei mercati più strategici per il Made in Italy</em></p>
<p>Si è conclusa la presenza di AFIDOP al <strong>Summer Fancy Food Show 2026</strong>, la principale manifestazione nordamericana dedicata alle specialità alimentari, svoltasi dal <strong>28 al 30 giugno</strong> al Javits Center di New York. Un appuntamento di riferimento per il settore agroalimentare internazionale, che ha visto i Consorzi di tutela impegnati nella valorizzazione delle eccellenze casearie italiane certificate e nel consolidamento della loro presenza sul mercato statunitense.</p>
<p>&#8220;L&#8217;edizione del Summer Fancy Food Show appena conclusa conferma ancora una volta la straordinaria vitalità dei formaggi DOP italiani sul mercato statunitense. Gli Stati Uniti si confermano un mercato strategico per le nostre denominazioni, un terreno dove la cultura del vero Made in Italy caseario continua a crescere, nonostante le sfide commerciali e doganali che il settore deve affrontare. Come AFIDOP rinnoviamo il nostro impegno nel tutelare e promuovere questo patrimonio, accompagnando i nostri Consorzi nei mercati internazionali e contrastando con determinazione ogni forma di imitazione e Italian Sounding. Continueremo a investire in informazione, promozione e presenza nei mercati strategici come quello americano, perché la qualità autentica del Made in Italy DOP merita un riconoscimento pieno e duraturo&#8221;, dichiara il<strong> Presidente di AFIDOP, Antonio Auricchio.</strong></p>
<p><strong>AFIDOP all&#8217;Authentic Italian Aperitivo</strong></p>
<p>Tra i momenti più significativi della manifestazione, AFIDOP ha preso parte <strong>all&#8217;Authentic Italian Aperitivo</strong> – <em>Celebrating Italian Cooking: The First in the World</em>, iniziativa promossa dall&#8217;Italian Trade Agency per celebrare la <strong>candidatura della cucina italiana a patrimonio culturale immateriale dell&#8217;UNESCO.</strong></p>
<p>L&#8217;evento, svoltosi il <strong>28 giugno</strong> presso il Javits Center di New York, ha riunito istituzioni, operatori e rappresentanti del settore agroalimentare italiano e internazionale. In questa occasione, AFIDOP ha animato un corner dedicato ai formaggi DOP e IGP italiani, offrendo ai visitatori un percorso di degustazione e approfondimento volto a valorizzare le caratteristiche distintive delle produzioni certificate, la loro origine e il legame con i territori di provenienza.</p>
<p>Erano presenti l&#8217;Ambasciatore d&#8217;Italia negli Stati Uniti, Marco Peronaci, il Presidente di ICE-Agenzia, Matteo Zoppas, e il Ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. Un&#8217;importante occasione per promuovere la cultura gastronomica italiana e valorizzare il ruolo delle produzioni DOP e IGP quali ambasciatrici di qualità, tradizione e autenticità del Made in Italy nel mondo.</p>
<p><strong>Gli Stati Uniti: un mercato strategico per i formaggi DOP italiani</strong></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti si confermano il principale mercato extraeuropeo per i formaggi italiani DOP e IGP</strong> e uno sbocco strategico per l&#8217;export del comparto. In questo contesto, AFIDOP prosegue il proprio impegno al fianco dei Consorzi di tutela per rafforzare la presenza delle denominazioni italiane, promuovere una corretta informazione sulle produzioni certificate e contrastare il fenomeno dell&#8217;Italian Sounding, che continua a rappresentare una delle principali sfide per il settore.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.afidop.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>AFIDOP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Afidop-Summer-Fancy-Food-Word-B.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Il Brunello di Montalcino DOP a bordo dell&#8217;Amerigo Vespucci per la campagna Nord America 2026</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-brunello-di-montalcino-dop-a-bordo-dellamerigo-vespucci-per-la-campagna-nord-america-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 07:55:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vino Brunello di Montalcino DOP salpa con l&#8217;Amerigo Vespucci per promuovere il Made in Italy, il Consorzio sarà l&#8217;unico partner per la categoria vini rossi della campagna Nord America 2026. Ci sarà anche il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il vino Brunello di Montalcino DOP salpa con l&#8217;Amerigo Vespucci per promuovere il Made in Italy, il Consorzio sarà l&#8217;unico partner per la categoria vini rossi della campagna Nord America 2026.</em></p>
<p>Ci sarà anche il Consorzio del vino <strong>Brunello di Montalcino a bordo della Nave Amerigo Vespucci</strong> che il 5 luglio attraccherà a New York in ambito della <strong>campagna <em>Nord America 2026</em></strong>, il progetto istituzionale dedicato alla promozione del Made in Italy <strong>promosso dal ministero della Difesa e della Marina Militare</strong> e in collaborazione con i <strong>ministeri degli Affari esteri e della Cultura e con i ministri dello Sport e dei giovani, della Disabilità e con il supporto di ITA-Italian Trade Agency</strong>. Scelto tra i testimonial dell&#8217;eccellenza enologica italiana negli Stati Uniti &#8211; primo mercato di destinazione della denominazione &#8211; il Consorzio prenderà parte agli appuntamenti ufficiali in programma sul veliero in occasione della presentazione di Vinitaly.USA (26-27 ottobre).</p>
<p>In particolare, l’ente consortile sarà l’unico partner per la tipologia dei vini rossi sia per quanto riguarda il brindisi istituzionale dedicato alla viticoltura italiana che per la cena ufficiale organizzata nella stessa serata, servendo nei calici una selezione di Brunello e Rosso di Montalcino.</p>
<p>“Essere presenti a bordo della Nave Amerigo Vespucci, uno dei simboli più riconosciuti dell’Italia nel mondo, rappresenta un’opportunità di grande valore per raccontare i nostri vini in un contesto che unisce diplomazia, promozione e identità nazionale &#8211; commenta il <strong>presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Giacomo Bartolommei</strong> -. Gli Stati Uniti sono il nostro primo mercato di esportazione e iniziative come questa contribuiscono a consolidare il posizionamento della nostra denominazione, rafforzando al tempo stesso il dialogo con interlocutori strategici. Un prologo che precede la nostra partecipazione a Vinitaly.USA”.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/home/home" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del Vino Brunello di Montalcino</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/cs-cons.-Brunello-Vespucci.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-brunello-di-montalcino-dop-a-bordo-dellamerigo-vespucci-per-la-campagna-nord-america-2026/">Il Brunello di Montalcino DOP a bordo dell&#8217;Amerigo Vespucci per la campagna Nord America 2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Summer Fancy Food Show, il Pecorino Romano DOP guarda al mercato USA</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/summer-fancy-food-show-il-pecorino-romano-dop-guarda-al-mercato-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:32:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Pecorino Romano DOP al Summer Fancy Food Show di New York, il più importante appuntamento commerciale del Nord America dedicato alle specialità alimentari e una delle principali vetrine internazionali per il settore agroalimentare. All’interno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Pecorino Romano DOP al <strong>Summer Fancy Food Show di New York</strong>, il più importante appuntamento commerciale del Nord America dedicato alle specialità alimentari e una delle principali vetrine internazionali per il settore agroalimentare. </em></p>
<p>All’interno dell’<strong>Italian Pavilion</strong>, il grande spazio dedicato alle eccellenze del Made in Italy, il Consorzio di tutela del Pecorino Romano presenta una delle denominazioni più rappresentative della tradizione casearia italiana, espressione di una filiera fortemente radicata in Sardegna: <strong>circa il 95% della produzione di Pecorino Romano DOP nasce infatti nell’isola</strong>, dove allevatori e imprese di trasformazione contribuiscono a mantenere vivo un patrimonio produttivo riconosciuto in tutto il mondo. Un comparto che rappresenta un elemento di rilievo per l’economia agroalimentare regionale e nazionale. Il Pecorino Romano DOP è infatti una delle principali produzioni casearie italiane a vocazione internazionale, capace di generare valore lungo tutta la filiera, dal settore zootecnico alla trasformazione, sostenendo migliaia di operatori e contribuendo al posizionamento dell’agroalimentare italiano sui mercati esteri. In Sardegna, in particolare, la filiera del Pecorino Romano costituisce un presidio economico e territoriale strategico, strettamente legato al sistema produttivo dell’isola.</p>
<p>La presenza a New York assume quest’anno un significato particolare alla luce del quadro internazionale e delle incertezze legate alle politiche commerciali. Gli Stati Uniti rappresentano infatti uno dei mercati di riferimento per il Pecorino Romano DOP: <strong>circa il 40% della produzione complessiva viene esportata negli Usa</strong>, rendendo il mercato americano fondamentale per la crescita e la stabilità del comparto.<br />
“Il rapporto con gli Stati Uniti è costruito su decenni di lavoro e su relazioni consolidate – sottolinea <strong>Gianni Maoddi, presidente del Consorzio di tutela del Pecorino Romano</strong> –. In passato appuntamenti come questo erano occasioni per definire accordi di fornitura annuali, programmando volumi importanti. Oggi il contesto è profondamente cambiato: gli operatori sono costretti a ragionare sulle singole spedizioni perché le regole commerciali continuano a evolvere e manca ancora una piena visibilità sugli scenari futuri.</p>
<p>Tutto il settore guarda con attenzione alle decisioni attese nei prossimi mesi e agli effetti concreti che potranno avere sui rapporti commerciali”.<br />
Nonostante le preoccupazioni iniziali legate al possibile impatto dei dazi, il Pecorino Romano DOP ha dimostrato una buona capacità di tenuta sul mercato americano. “Malgrado i dazi il 2025 si è chiuso con un lieve incremento delle esportazioni verso gli Stati Uniti – aggiunge Maoddi – mentre il 2026 è iniziato con una contrazione intorno al 20%, siamo però sicuri che nel corso dei prossimi mesi questo dato tenderà verso un differenziale pari a zero sempre per effetto che le vendite del 2025 non hanno avuto un andamento lineare, è infatti per questo motivo che si deve confrontare il 2026 con il 2024 che ha avuto un andamento regolare nelle vendite. Sono comunque dati che confermano la necessità di continuare a presidiare questo mercato, ma anche l’importanza di poter contare su un quadro commerciale stabile, indispensabile per consentire alle imprese di programmare investimenti e produzione”.</p>
<p>Il <strong>Summer Fancy Food Show</strong> rappresenta per il Consorzio un momento strategico di incontro con importatori, distributori e operatori della ristorazione americana. “Questa manifestazione è molto più di un evento fieristico – spiega <strong>Riccardo Pastore, direttore del Consorzio di tutela del Pecorino Romano</strong> –. È una grande vetrina internazionale per le eccellenze alimentari e un luogo dove si costruiscono relazioni commerciali e si racconta il valore delle denominazioni italiane. Il Pecorino Romano porta qui la forza di una filiera che nasce dal territorio e dalla capacità delle imprese di competere sui mercati globali”.</p>
<p>Organizzato dalla <strong>Specialty Food Association</strong>, network statunitense fondato nel 1952 e oggi punto di riferimento per il settore food negli Stati Uniti e a livello internazionale, il Summer Fancy Food Show conferma il proprio ruolo di osservatorio privilegiato sulle evoluzioni del comparto alimentare mondiale. Anche quest’anno la manifestazione ospita una forte presenza italiana attraverso il tradizionale Italian Pavilion, dedicato alle principali espressioni del Made in Italy agroalimentare. Con la partecipazione a New York, il Consorzio di tutela del Pecorino Romano rinnova il proprio impegno nella promozione di una DOP che nasce dalla Sardegna e rappresenta nel mondo il valore della qualità italiana, della tradizione e di una filiera capace di creare sviluppo economico e occupazione.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di tutela del Pecorino Romano</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Cs-Fancy-Summer-NY.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Autogrill e Qualivita, il made in Italy certificato entra nel viaggio quotidiano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/autogrill-e-qualivita-il-made-in-italy-certificato-entra-nel-viaggio-quotidiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 14:22:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il network globale di Avolta diventa vetrina per il patrimonio agroalimentare italiano con il progetto “Origini Edition”. L’iniziativa, sostenuta da Masaf e FIPE, promuove il sistema dei prodotti DOP IGP e dei Consorzi di tutela [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il network globale di Avolta diventa vetrina per il patrimonio agroalimentare italiano con il progetto “Origini Edition”. L’iniziativa, sostenuta da Masaf e FIPE, promuove il sistema dei prodotti DOP IGP e dei Consorzi di tutela attraverso la rete della mobilità</em></p>
<p>Trasformare la rete della risto razione e del retail da viaggio in uno dei principali spazi con temporanei di incontro tra mobilità, qualità certificata e cultura italiana. È questa la visione alla base del pro getto promosso da Avolta-Autogrill in collaborazione con Fondazione Qualivita: una piattaforma integrata del made in Italy certificato DOP e IGP, pensata per valorizzare le eccellenze agroalimentari italiane nei luoghi del viaggio e intercettare milioni di consumatori italiani e stranieri ogni anno.</p>
<p>L’iniziativa è stata presentata a Roma, il 10 aprile scorso, nella sede di FIPE, da Massimiliano Santoro, CEO Italy di Avolta, e dal direttore generale Luca D’Alba, con la partecipazione del presidente di Origin Italia Cesare Baldri ghi e alla presenza del Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida (Foto intestazione articolo). Il progetto si inserisce in un percorso sostenuto dal Masaf e da FIPE, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra ristorazione da viaggio, filiere certificate e cultura agroalimentare italiana. Sintetizzato nel claim “Il viaggio più buono del mondo”, il progetto non nasce come una semplice linea di prodotto né come una campagna di comunicazione, ma come una piattaforma trasversale destinata a coinvolgere progressivamente snack, retail, risto razione e, più in generale, l’esperienza quotidiana dei viaggiatori. L’obiettivo è portare nei punti vendita Autogrill un racconto coerente della qualità certificata italiana, trasformando gli ingredienti premium DOP e IGP in va lore culturale, i piatti in narrazione e la relazione con produttori e Consorzi di tutela in una leva di crescita.</p>
<p>Il banco di prova è rappresentato da “Origini Edition”, iniziativa già avviata nel mondo snack con la realizzazione di panini che utilizzano ingredienti DOP e IGP selezionati in collaborazione con Fondazione Qualivita e i Consorzi di tutela coinvolti. Un primo passo che ha consentito di valorizzare materie prime certificate all’interno dell’offerta Autogrill, attraverso la costruzione di relazioni con i Consorzi di tutela e la realizzazione di contenuti digitali, mate riali in-store e comunicazione istituzionale. La prospettiva, tuttavia, è molto più ampia con l’obiettivo di estendere progressivamente il modello anche al retail, attraverso spazi espositivi dedicati e una maggiore riconoscibilità dei prodotti certificati, e alla ristorazione, dove le DOP e IGP possono diventare ingredienti qualificanti dei menu e delle esperienze gastronomiche. In questo modo la piattaforma può contribuire a creare una presenza più strutturata e continuativa delle Indicazioni Geografiche all’interno della rete Autogrill, superando la logica delle iniziative occasionali e costruendo un progetto riconoscibile nel tempo.</p>
<p>In questo percorso Fondazione Qualivita svolge un ruolo di presidio culturale, tecnico e relazionale: supporta la selezione dei prodotti, facilita il rapporto con i Consorzi di tutela, contribuisce alla correttezza dei contenuti informativi e promozionali e favorisce il dialogo con istituzioni, territori e stakeholder dell’agroalimentare italiano. Un’attività che mira a garantire coerenza e autorevolezza all’intero progetto, valorizzando le produzioni certificate nel rispetto delle loro specificità. Particolarmente rilevante è il coinvolgimento diretto dei Consorzi di tutela, chiamati non solo a fornire prodotti e competenze, ma anche a condividere la progetta zione dei contenuti e delle attività di valorizzazione. In questo senso, la piattaforma può rappresentare un nuovo spa zio di visibilità per il sistema delle Indicazioni Geografiche italiane e un’opportunità concreta per rafforzare il rapporto tra filiere produttive e consumatori.</p>
<p>Uno degli aspetti più delicati riguarda la necessità di evitare ogni forma di DOPwashing: le DOP e le IGP non possono es sere utilizzate come un generico richiamo all’origine o alla tipicità, ma devono diventare una componente strutturale, riconoscibile e continuativa dell’offerta, capace di dare certezza al consumatore e valore reale alle filiere. La credibilità dell’iniziativa dipenderà proprio dalla capacità di mantenere nel tempo una coerenza tra prodotti utilizzati, comunica zione e attività di valorizzazione.</p>
<p>La piattaforma potrà inoltre svilupparsi attraverso degu stazioni guidate, conferenze stampa territoriali, attività di formazione e iniziative legate al Turismo DOP, creando un collegamento diretto tra l’esperienza del viaggio e la scoperta dei luoghi di origine delle produzioni certificate. Un approccio che consente di ampliare il racconto delle DOP e IGP oltre il momento dell’acquisto, favorendo una relazione più profonda con i territori e con le comunità che li esprimono.</p>
<p>La rete internazionale di Avolta apre infine una prospettiva strategica di particolare interesse. Il modello sviluppato in Italia potrebbe infatti essere progressivamente esteso ad altri Paesi, trasformando la presenza globale del gruppo in uno strumento di promozione del made in Italy certificato. In questa prospettiva, Autogrill può diventare una grande infrastruttura quotidiana del soft power agroalimentare italiano, capace di portare nel mondo non soltanto prodotti, ma anche cultura, territori e identità.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2026-02/" target="_blank" rel="noopener">Consortium 2026 n°02</a></strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/Consortium-31_Autogrill-e-Qualivita.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Mozzarella di Bufala Campana DOP protagonista al Summer Fancy Food di New York</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/mozzarella-di-bufala-campana-dop-protagonista-al-summer-fancy-food-di-new-york/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 07:47:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Summer Fancy Food di New York: torna protagonista la Mozzarella di Bufala Campana DOP. L’iniziativa mira a rafforzare la presenza del prodotto nel mercato statunitense, attualmente tra il 4% e il 7% dell’export Dal 28 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Summer Fancy Food di New York: torna protagonista la Mozzarella di Bufala Campana DOP. L’iniziativa mira a rafforzare la presenza del prodotto nel mercato statunitense, attualmente tra il 4% e il 7% dell’export</em></p>
<p>Dal 28 al 30 giugno la <strong>Mozzarella di Bufala Campana DOP</strong> sarà tra i protagonisti del<strong> Summer Fancy Food di New York,</strong> il principale appuntamento dedicato al settore agroalimentare negli Stati Uniti. Il Consorzio di Tutela sarà presente allo stand 2925 con un programma di degustazioni, masterclass e dimostrazioni di filatura per raccontare al pubblico americano il processo produttivo che trasforma il latte di bufala mediterranea italiana in uno dei prodotti simbolo del Made in Italy.</p>
<p>La partecipazione alla manifestazione punta a consolidare la presenza della DOP sul mercato statunitense, che rappresenta oggi una quota compresa<strong> tra il 4% e il 7% dell’export</strong>. L’iniziativa arriva in una fase in cui il comparto lattiero-caseario guarda con attenzione alle possibili ripercussioni dei dazi sul commercio internazionale.</p>
<p>«Gli Stati Uniti rappresentano un mercato strategico per la Mozzarella di Bufala Campana DOP – sottolinea il <strong>presidente del Consorzio</strong>, <strong>Domenico Raimondo</strong> –. Il nostro impegno è continuare a portare nel mondo il valore di una filiera che unisce territorio, tradizione e innovazione. Al Summer Fancy Food vogliamo far conoscere non soltanto un prodotto straordinario, ma anche il patrimonio di saperi che lo accompagna. Dalla bufala fino ai rigorosi controlli che garantiscono il prodotto a marchio DOP. I laboratori di filatura saranno un’occasione unica per mostrare ai consumatori americani come nasce una vera eccellenza italiana».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.winemag.it/mozzarella-di-bufala-campana-dop-protagonista-al-summer-fancy-food-di-new-york-tra-filatura-dal-vivo-e-promozione-negli-usa/" target="_blank" rel="noopener">Winemag.it</a></p>
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		<title>Vino, il mercato premia la concentrazione: le aziende possono rispondere facendo rete</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-il-mercato-premia-la-concentrazione-le-aziende-possono-rispondere-facendo-rete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 06:35:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Rapporto Valoritalia 2026 evidenzia un’importante concentrazione lungo la filiera vitivinicola: un dato che offre lo spunto per riflettere sul rapporto tra dimensione, rappresentatività e competitività. Lo scorso 16 giugno è stato presentato l’Annual Report [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Rapporto Valoritalia 2026 evidenzia un’importante concentrazione lungo la filiera vitivinicola: un dato che offre lo spunto per riflettere sul rapporto tra dimensione, rappresentatività e competitività.</em></p>
<p>Lo scorso 16 giugno è stato presentato l’<strong>Annual Report 2026 di Valoritalia</strong>, nell’appuntamento annuale con cui l’organismo di controllo e certificazione del vino a denominazione offre una fotografia aggiornata dello stato di salute del settore. Alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, consorzi di tutela, aziende e stampa specializzata, l’incontro ha fornito come di consueto, importanti dati e spunti di riflessione sul comparto.</p>
<p>Tra i dati di Valoritalia che meritano una riflessione più ampia, perché aiutano a leggere una delle caratteristiche più identificative del vino italiano, vi è quello dell’elevato grado di <strong>concentrazione del settore</strong>: le prime 5 imprese imbottigliatrici realizzano il 18,7% del fatturato, in termini di volumi; le prime 40 aziende raggiungono il 55,5% dei volumi imbottigliati. Sul fronte gestionale la concentrazione genera massa critica, capacità di investimento, maggiore presenza sui mercati e forza contrattuale. È un fenomeno che, come ha sottolineato <strong>Francesco Liantonio, presidente di Valoritalia</strong>, interessa le imprese, ma anche gli organismi di rappresentanza e le denominazioni.</p>
<p>Per quanto riguarda i <strong>Consorzi, i primi 20 per volumi di produzione rappresentano il 78,4%</strong> del totale della produzione certificata da Valoritalia; a livello di denominazioni, le prime 20 per volumi di produzione rappresentano l’86% della produzione certificata. Nell’analisi del presidente il grado di concentrazione, e quindi di dimensione, si accompagna a una maggiore rappresentatività e quindi efficacia, delle aggregazioni.</p>
<p>La concentrazione del settore riguarda quindi l’intera filiera, non solo il comparto produttivo, e sembra premiare quei sistemi capaci di raggiungere una dimensione adeguata per affrontare contesti sempre più complessi, competitivi e internazionali. Non è difficile comprenderne le ragioni: più ampia è la base produttiva, maggiori sono le risorse disponibili per attività di promozione, ricerca, organizzazione e presidio dei mercati; <strong>la dimensione, in molto casi, è la condizione che permette di generare altro valore aggiunto</strong>.</p>
<p>E’ un fenomeno, quello della concentrazione, che può sembrare in contrasto con l’evidenza strutturale del mercato italiano, che, stando al solo sistema Valoritalia, annovera 48 DOCG certificate, 136 DOC, 35 IGT e 89.000 operatori inseriti nel sistema dei controlli, tra viticoltori, vinificatori e imbottigliatori; e che pone una domanda cruciale: come può un sistema, come quello del <strong>vino italiano, strutturalmente fondato sulla pluralità delle identità territoriali e sulla parcellizzazione dell’offerta</strong> vivere, distinguersi e svilupparsi, se a vivere meglio sono le grandi concentrazioni?</p>
<p>Le piccole e medie aziende rappresentano l’ossatura del sistema, custodiscono territori, tradizioni, vitigni e paesaggi, contribuendo in modo determinante alla reputazione internazionale del Made in Italy; <strong>il 75% delle imprese italiane ha una produzione che non supera le 67.000 bottiglie.</strong></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.winemeridian.com/approfondimenti/concentrazione-vitivinicola-piccole-imprese-fare-rete-valoritalia-giugno-2026/?utm_source=ActiveCampaign&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=Wine%20Meridian%20Today%20-%2029%2F06%2F2026&amp;utm_campaign=Wine%20Meridian%20Today%20-%2029%2F06%2F2026&amp;vgo_ee=OJI0pP8NNH0E6XeH9YGafTYJ1iqn8Wd%2BO3euVrYcU3dwUH3ECp6SP8mIIg%3D%3D%3AXp60UesZYgdkdCHs72sTnKbCkqufkj4s" target="_blank" rel="noopener">Wine Meridian.com</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-il-mercato-premia-la-concentrazione-le-aziende-possono-rispondere-facendo-rete/">Vino, il mercato premia la concentrazione: le aziende possono rispondere facendo rete</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Export vino italiano, segnali di ripresa dagli USA: il quadrimestre chiude a -8,5%</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/export-vino-italiano-segnali-di-ripresa-dagli-usa-il-quadrimestre-chiude-a-85/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 07:10:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ad aprile il mercato americano registra il primo +1,6% dopo 10 mesi consecutivi di perdite, ma i consumi interni restano sotto pressione. Il 24 luglio la partita decisiva sui dazi. Il vino italiano chiude il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/export-vino-italiano-segnali-di-ripresa-dagli-usa-il-quadrimestre-chiude-a-85/">Export vino italiano, segnali di ripresa dagli USA: il quadrimestre chiude a -8,5%</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ad aprile il mercato americano registra il primo +1,6% dopo 10 mesi consecutivi di perdite, ma i consumi interni restano sotto pressione. Il 24 luglio la partita decisiva sui dazi.</em></p>
<blockquote>
<p class="has-background"><em>Il vino italiano chiude il primo quadrimestre 2026 con esportazioni extra-Ue a -8,5% in valore. Segnale positivo dagli USA, dove aprile registra +1,6% dopo 10 mesi consecutivi di cali. I consumi americani restano sotto pressione (-10,1%), con il Prosecco come eccezione virtuosa. Frescobaldi (Uiv) auspica il rinnovo dell’alleanza commerciale in vista delle nuove tariffe del 24 luglio.</em></p>
</blockquote>
<p><strong>Migliora</strong>, ma rimane negativo,<strong> il trend delle esportazioni di vino italiano verso i Paesi extra-Ue</strong> nel primo quadrimestre di quest’anno, con una performance a valore a -8,5% (il trimestre aveva chiuso a -11%) sul pari periodo 2025, a oltre 1,36 miliardi di euro. A frenare la discesa ha contribuito soprattutto la domanda statunitense.</p>
<p>Secondo le elaborazioni dell’<strong>Osservatorio Uiv</strong> su dati ufficiali, ad aprile i valori commercializzati verso gli USA hanno segnato una lieve inversione di rotta (+1,6%), dopo 10 mesi consecutivi di pesanti perdite. Il risultato porta il saldo del quadrimestre sul mercato americano a -15,4%, alleggerendo di cinque punti il passivo del solo primo trimestre (-20,5%). Una boccata d’ossigeno – rileva l’Osservatorio – che incide poco su un mercato ancora compresso, ma che può rappresentare un primo timido segnale di riequilibrio, a patto che si riattivino adeguatamente i consumi. Da luglio 2025 allo scorso aprile la contrazione per il vino italiano oltreoceano è stata del 20% e del 29% per quelli francesi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Se l’export registra lievi segnali di recupero, lo stesso non si può dire per i consumi americani di vino. Secondo l’Osservatorio Uiv su base <em>SipSource</em>(piattaforma che misura i flussi della distribuzione verso i punti vendita americani), i primi 5 mesi si sono chiusi con un ulteriore gap generale dei volumi consumati dagli statunitensi, a -10,1%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.winemeridian.com/news/export-vino-italiano-ripresa-usa-primo-quadrimestre-giugno-2026/" target="_blank" rel="noopener">WineMeridian.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/export-vino-italiano-segnali-di-ripresa-dagli-usa-il-quadrimestre-chiude-a-85/">Export vino italiano, segnali di ripresa dagli USA: il quadrimestre chiude a -8,5%</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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