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	<title>LEGISLAZIONE &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>LEGISLAZIONE &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Il pasticcio europeo delle IG artigianali e industriali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[IG non-agri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le prime quattro Indicazioni Geografiche non-agri italiane sono partite verso l&#8217;EUIPO. Una notizia storica che porta però con sé un vizio d&#8217;origine: due sistemi di garanzia diversi dietro lo stesso simbolo. Editoriale di Mauro Rosati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le prime quattro Indicazioni Geografiche non-agri italiane sono partite verso l&#8217;EUIPO. Una notizia storica che porta però con sé un vizio d&#8217;origine: due sistemi di garanzia diversi dietro lo stesso simbolo.</em></p>
<blockquote><p><strong>Editoriale di Mauro Rosati</strong></p></blockquote>
<p>Il <strong>Vetro di Murano,</strong> il <strong>Merletto di Burano</strong>, il <strong>Corallo di Torre del Greco</strong> e il <strong>Cammeo di Torre del Greco</strong> hanno ottenuto dal <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/igp-non-agri-via-libera-alle-prime-quattro-eccellenze-artigianali-italiane" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mimit</strong> </a>&#8211; sentite le Regioni di appartenenza &#8211; la decisione nazionale favorevole alla registrazione come Indicazioni Geografiche Protette per prodotti artigianali e industriali, le cosiddette IG non-agri. Le domande sono state trasmesse ieri all&#8217;EUIPO, l&#8217;ufficio di Alicante che gestisce la fase unionale della procedura. Sono le prime quattro IG artigianali italiane della storia: quattro nomi che raccontano secoli di saper fare e che meritano ogni tutela. Il traguardo è di quelli che meritano di essere celebrati. E proprio per questo va detto, con altrettanta chiarezza, che il quadro dentro il quale queste quattro denominazioni entrano è, allo stato, un bel pasticcio.</p>
<h4><span style="text-decoration: underline;">Da un&#8217;ottima idea a un compromesso ambiguo</span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Facciamo un passo indietro. L&#8217;estensione del modello delle Indicazioni Geografiche oltre il perimetro agroalimentare è una battaglia che il mondo delle IG ha sostenuto per anni. L&#8217;idea era semplice e giusta: far viaggiare insieme cibo e artigianato, i due grandi giacimenti dell&#8217;identità territoriale europea, e dare finalmente uno strumento di valorizzazione a quella miriade di piccole produzioni artigiane che vivono di reputazione, di mani e di comunità, e che fino a ieri non avevano alcuna difesa giuridica contro le imitazioni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con il <strong>Regolamento (UE) 2023/2411</strong>, applicabile dal 1° dicembre 2025, e con il <strong>decreto legislativo 2 aprile 2026, n. 51</strong>, in vigore dal 7 maggio, quel sistema è finalmente operativo. Ma lungo il percorso legislativo molte cose sono cambiate, e non in meglio.</p>
<p style="font-weight: 400;">In primo luogo, accanto alle produzioni artigianali <strong>sono state introdotte anche quelle industriali</strong>: un mondo che con l&#8217;artigianato ha poco a che vedere e che in larga parte dispone già di strumenti di protezione privata -brevetti, marchi, privative. Un innesto che ha spostato il baricentro dell&#8217;intero impianto, trasformando uno strumento di tutela delle comunità produttive in un titolo di proprietà industriale come un altro.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poi, a Bruxelles, in piena emergenza Covid, gli uffici delle diverse Direzioni Generali coinvolte hanno pensato bene di introdurre nel regolamento <strong>l&#8217;uso del simbolo IGP</strong>: quello giallo e blu con le colline, che da oltre trent&#8217;anni identifica agli occhi del consumatore europeo i prodotti agroalimentari e vitivinicoli a denominazione. E qui la domanda sorge spontanea: che cosa c&#8217;entra? Perché usare lo stesso segno per sistemi di garanzia costruiti su presupposti completamente diversi?</p>
<h4><span style="text-decoration: underline;"><b>Due patenti, una sola automobile</b></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Ma passi anche questo. L&#8217;aspetto davvero insostenibile è un altro: <strong>il regolamento lascia agli Stati membri la facoltà di scegliere tra la certificazione del prodotto da parte di un ente terzo e la semplice autodichiarazione dell&#8217;azienda</strong>. Nonostante i ripetuti allarmi lanciati dalle associazioni dei Consorzi di tutela, il Mimit ha imboccato la strada dell&#8217;autocertificazione, affidando alla stessa DGPI-UIBM il ruolo di autorità di controllo e monitoraggio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il risultato è una disparità difficile da giustificare. Le imprese del food e del vino, per esporre quel simbolo, devono sottoporsi ai controlli rigorosi di un organismo di certificazione indipendente, autorizzato e vigilato, e pagarne il costo. Le imprese artigianali e industriali, per esporre lo stesso identico simbolo, devono limitarsi a dichiarare di essere conformi al proprio disciplinare, senza alcun ente terzo e senza alcun onere.</p>
<p style="font-weight: 400;">È come dire che io, per guidare l&#8217;automobile, devo prendere la patente, superare gli esami e pagare la scuola guida, mentre un&#8217;altra persona può guidare la stessa automobile senza patente &#8211; e avere esattamente i miei stessi diritti.</p>
<h4><span style="text-decoration: underline;"><b>Che cosa dirà il consumatore</b></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Sarà curioso capire che cosa ne pensano le associazioni di tutela dei consumatori. Perché il punto, alla fine, è tutto qui: <strong>allo stesso bollino di garanzia corrispondono oggi livelli effettivi di garanzia diversi</strong>. Il consumatore che al supermercato o in una bottega riconosce quel logo non ha alcuno strumento per sapere se dietro c&#8217;è una verifica indipendente o una dichiarazione dell&#8217;azienda su se stessa. E un simbolo pubblico che significa due cose diverse a seconda dello scaffale su cui si trova non è un simbolo: è un equivoco istituzionalizzato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non voglio usare parole grosse. Se non è una “truffa”, un bel pasticcio lo è di sicuro. E ha <strong>due vittime annunciate: il consumatore</strong>, a cui viene promessa una garanzia che in un caso su due non è verificata da nessuno; <strong>e gli stessi artigiani</strong>, ai quali si consegna un titolo strutturalmente più debole, esposto al primo furbo che si autodichiara conforme e ne erode la reputazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">C&#8217;è ancora tempo per correggere il tiro. L&#8217;Italia, che sul sistema dei controlli delle IG agroalimentari ha costruito un modello studiato in tutto il mondo, avrebbe tutte le competenze per farlo. Ma la strada imboccata va nella direzione opposta. E vale la pena ricordare da dove viene il successo del Made in Italy. Le nostre piccole imprese non hanno conquistato i mercati internazionali per dimensione, per capacità di spesa o per forza commerciale: ci sono riuscite perché hanno saputo offrire una qualità garantita e verificata, credibile agli occhi di un compratore che sta a diecimila chilometri di distanza e non può venire a controllare di persona. <strong>La certificazione di terza parte non è un orpello burocratico: è l&#8217;infrastruttura fiduciaria che ha permesso a un piccolo produttore italiano di stare sullo scaffale di Tokyo o di New York accanto ai grandi marchi globali</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Rinunciarvi proprio ora, e proprio per l&#8217;artigianato &#8211; il comparto più fragile, più frammentato e più esposto all&#8217;imitazione &#8211; significa spingere il Made in Italy esattamente nella direzione contraria a quella che lo ha reso grande. Con un rischio che nessuna campagna promozionale potrà poi riparare: incrinare la reputazione, che per queste imprese è l&#8217;unico vero patrimonio.</p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/20260330_Editoriale-IG-non-agri-Mauro-Rosati.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;EDITORIALE</a></p>
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		<title>IGP non-agri, via libera alle prime quattro eccellenze artigianali italiane</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/igp-non-agri-via-libera-alle-prime-quattro-eccellenze-artigianali-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:25:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[IG non-agri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Istruttoria relativa alle Indicazioni Geografiche Protette non-agri trasmessa all’EUIPO per la registrazione finale Il Vetro di Murano, il Merletto di Burano, il Corallo di Torre del Greco e il Cammeo di Torre del Greco hanno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Istruttoria relativa alle Indicazioni Geografiche Protette non-agri trasmessa all’EUIPO per la registrazione finale</em></p>
<p>Il <strong>Vetro di Murano</strong>, il <strong>Merletto di Burano</strong>, il <strong>Corallo di Torre del Greco</strong> e il <strong>Cammeo di Torre del Greco</strong> hanno ottenuto, sentite le Regioni di appartenenza, dal Mimit la decisione nazionale favorevole per la registrazione come Indicazioni Geografiche Protette per prodotti artigianali e industriali, le cosiddette<strong> <a href="https://www.qualivita.it/argomento/ig-non-agri/" target="_blank" rel="noopener">IGP non-agri</a></strong>.</p>
<p>Si tratta delle prime quattro domande accolte nell’ambito del<strong> nuovo sistema europeo di tutela</strong> introdotto dal Regolamento UE 2023/2411 e disciplinato, a livello nazionale, dal decreto legislativo 2 aprile 2026, n. 51.</p>
<p>Il nuovo quadro normativo consente anche ai prodotti artigianali e industriali di beneficiare di una protezione analoga a quella già prevista per le eccellenze agroalimentari, valorizzando <strong>settori simbolo del Made in Italy</strong> come vetro artistico, gioielleria, tessuti, pizzi, porcellana, lavorazioni del cuoio, pietre naturali, ceramica, posateria e strumenti musicali.</p>
<p>Le decisioni favorevoli saranno ora trasmesse dalla Direzione generale per la proprietà industriale &#8211; Ufficio italiano brevetti e marchi all<strong>’EUIPO</strong> (Ufficio dell&#8217;Unione europea per la proprietà intellettuale), che proseguirà l’istruttoria a livello europeo fino alla <strong>registrazione finale</strong> delle denominazioni.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/igp-non-agri-via-libera-alle-prime-quattro-eccellenze-artigianali-italiane" target="_blank" rel="noopener"><strong>MIMIT</strong></a></p>
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		<title>Indicazioni Geografiche: le sfide per i gruppi di produttori nell’attuale scenario di mercato</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/indicazioni-geografiche-le-sfide-per-i-gruppi-di-produttori-nellattuale-scenario-di-mercato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 07:11:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo regolamento europeo ridefinisce il ruolo delle Indicazioni Geografiche: ai Consorzi di tutela è affidata la governance di una qualità che integra sostenibilità ambientale, sociale, economica e valore sensoriale. I prodotti con indicazione geografica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il nuovo regolamento europeo ridefinisce il ruolo delle Indicazioni Geografiche: ai Consorzi di tutela è affidata la governance di una qualità che integra sostenibilità ambientale, sociale, economica e valore sensoriale.</em></p>
<p>I prodotti con indicazione geografica (IG), ossia i <strong>prodotti DOP, IGP e STG</strong>, sono una componente essenziale del <strong>sistema agroalimentare dell’UE</strong> e, in particolare, del sistema agroalimentare italiano.</p>
<p><strong>In Italia il sistema delle IG coinvolge un grandissimo numero di operatori (183.000)</strong>, occupando (864.000) addetti, e esprime un’offerta che ha raggiunto un valore di 21 miliardi di euro nel 2024, circa il 25% in più rispetto al 2020. Il sistema delle IG è tuttavia sottoposto a una pressione competitiva che sta attivando processi di riorganizzazione strutturale che viene rivelata, in Italia, da una riduzione del numero degli operatori, a fronte di una crescita degli occupati (Ismea-Qualivita, 2025).</p>
<p><strong>L’offerta dei prodotti con IG si confronta con una congiuntura economica che dal 2020 è stata particolarmente critica</strong>, prima per la pandemia, successivamente per le conseguenze economiche della pandemia e poi per quelle della guerra in Ucraina, cui ora si aggiungono le conseguenze del conflitto in Medio Oriente che limita il potere di acquisto di ampie fasce di consumatori e induce anche in chi non vede una contrazione del reddito disponibile una minore propensione agli acquisti. Ciò nonostante, nei consumatori rimane elevato l’interesse per il tema della sostenibilità.</p>
<p>Una recente indagine su scala globale di P&amp;W (2025) sul rapporto tra consumatori e acquisto di prodotti alimentari evidenzia che <strong>più dell’80% dei consumatori è preoccupato per il cambiamento climatico e il 62% per la presenza di pesticidi nel cibo</strong>; a fronte di questo, però, <strong>solo il 44% dei consumatori è disposto a pagare un premio di prezzo per prodotti sostenibili</strong> e il 43% è incerto. Per tutte le aziende coinvolte nelle filiere dei prodotti IG si impone, quindi, un affinamento delle strategie commerciali, un’ottimizzazione dei costi di produzione innalzando gli standard della qualità sensoriale e l’attenzione ai temi della sostenibilità.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.georgofili.info/contenuti/indicazioni-geografiche-le-sfide-per-i-gruppi-di-produttori-nellattuale-scenario-di-mercato/33661" target="_blank" rel="noopener">Accademia dei Georgofili.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/indicazioni-geografiche-le-sfide-per-i-gruppi-di-produttori-nellattuale-scenario-di-mercato/">Indicazioni Geografiche: le sfide per i gruppi di produttori nell’attuale scenario di mercato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>DOP e IGP più trasparenti: da maggio il nome del produttore in etichetta</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-piu-trasparenti-da-maggio-il-nome-del-produttore-in-etichetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 06:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 14 maggio 2026 le etichette DOP e IGP dovranno riportare chiaramente anche il nome del produttore o dell&#8217;operatore responsabile, rendendo più trasparente l&#8217;origine dei prodotti. Chi c&#8217;è dietro? Dal 14 maggio 2026 sulle etichette [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal 14 maggio 2026 le etichette DOP e IGP dovranno riportare chiaramente anche il nome del produttore o dell&#8217;operatore responsabile, rendendo più trasparente l&#8217;origine dei prodotti.</em></p>
<p>Chi c&#8217;è dietro? Dal 14 maggio 2026 sulle <strong>etichette dei prodotti DOP e IGP</strong> non basterà più il marchio del supermercato, ma denominazione e nome del produttore o dell&#8217;operatore responsabile dovranno essere leggibili allo stesso colpo d&#8217;occhio. L&#8217;articolo 37 del regolamento Ue 2024/1143 sulle indicazioni geografiche è stato modificato dall&#8217;articolo 4 del regolamento Ue 2026/471 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 febbraio 2026, ed è stato interpretato da una recente circolare del Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) del 6 marzo 2026, la n. 110473.</p>
<h4>Cosa dice il legislatore</h4>
<p>Andiamo con ordine, iniziando dal testo della norma: «Se i prodotti agricoli sono designati da un&#8217;indicazione geografica, un&#8217;indicazione del nome del produttore o dell&#8217;operatore appare nell&#8217; etichettatura nello stesso campo visivo dell&#8217;indicazione geografica. In tal caso, il nome dell&#8217;operatore è inteso come il nome dell&#8217;operatore responsabile della fase dí produzione in cui è ottenuto il prodotto che deve essere oggetto dell&#8217;indicazione geografica o responsabile della trasformazione sostanziale di tale prodotto.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Se la superficie maggiore degli imballaggi o dei contenitori corrisponde a quella descritta all&#8217;articolo 16, paragrafo 2, del regolamento (Ue) n. 1169/2011 (meno di 10 cm2, ndg),l&#8217;indicazione del nome del produttore o dell&#8217;operatore è volontaria. I prodotti agricoli [&#8230;] commercializzati come indicazione geografica ed etichettati prima del 14 maggio 2026 possono continuare a essere immessi sul mercato senza rispettare l&#8217;obbligo di indicare il nome del produttore o dell&#8217;operatore nello stesso campo visivo dell&#8217;indicazione geografica, fino a esaurimento delle scorte esistenti».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Largo Consumo</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Indicazioni Geografiche, la nuova stagione della responsabilità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/indicazioni-geografiche-la-nuova-stagione-della-responsabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:44:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[CONSORTIUM]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la pubblicazione del nuovo decreto ministeriale sui Consorzi di tutela dei prodotti agricoli e alimentari DOP e IGP, ben analizzato in questo numero dall’avvocato Alberto Improda, si completa una parte importante dell’attuazione nazionale del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/indicazioni-geografiche-la-nuova-stagione-della-responsabilita/">Indicazioni Geografiche, la nuova stagione della responsabilità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la pubblicazione del <a href="https://www.qualivita.it/news/dop-igp-fondazione-qualivita-il-nuovo-dm-consorzi-rafforza-il-ruolo-delle-filiere-di-qualita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>nuovo decreto ministeriale sui Consorzi di tutela dei prodotti agricoli e alimentari DOP e IGP</strong></a>, ben analizzato in questo numero dall’avvocato <a href="https://www.qualivita.it/news/i-consorzi-di-tutela-motore-delle-indicazioni-geografiche/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Alberto Improda</strong></a>, si completa una parte importante dell’attuazione nazionale del Regolamento UE 2024/1143. Resta ancora da adottare il decreto relativo ai Consorzi del settore vitivinicolo: un’assenza che appare in parte disallineata rispetto all’impianto unitario del regolamento europeo.</p>
<p>Il nuovo decreto chiude, almeno in parte, <strong>un ciclo di provvedimenti nazionali ed europei che, dal 2020 al 2026, ha cambiato il volto e il senso delle Indicazioni Geografiche</strong>.</p>
<p>Nel 2020, durante la crisi Covid, le DOP e IGP entrano nelle misure di sostegno economico. Il <strong>D.M. 23 luglio 2020 sul pegno rotativo</strong> consente di costituire pegno su prodotti agricoli e alimentari DOP IGP, compresi vini e bevande spiritose. Un prodotto certificato di­venta così anche garanzia finanziaria, perché riconosciuto, tracciabile e controllabile. Nello stesso periodo, il <strong>Fondo per la filiera del­la ristorazione</strong> valorizza gli acquisti di prodotti DOP IGP, considerandoli prioritari. Qui cambia la prospettiva: la DOP IGP non è più solo una certificazione settoriale, ma uno strumento di politica pubblica per sostenere ristorazione, agricoltura e filiere territoriali.</p>
<p>Un passaggio decisivo arriva poi con la <strong>Legge 24 luglio 2023, n. 102, che modifica il Codice della proprietà industriale</strong>. Non è un aggiornamento tecnico, ma il <strong>riconoscimento delle Indicazioni Geografiche come diritti di proprietà intellettuale collettiva</strong>. La modifica dell’art. 14 stabilisce infatti che non possono essere registrati come marchi i segni evocativi, usurpativi o imitativi di Indicazioni Geografiche e Denominazioni di Origine Protette, secondo la normativa italiana, europea e gli accordi internazio­nali di cui l’Italia o l’Unione europea sono parte.</p>
<p>Nello stesso quadro si colloca il <strong>Regolamento UE 2023/2411</strong>, che introduce la protezione europea delle Indicazioni Geografiche per i prodotti artigianali e industriali, pienamente applicabile dal 1° dicembre 2025. <strong>In Italia, il sistema è stato reso operativo con il D.Lgs. 2 aprile 2026, n. 51</strong>, che adegua l’ordinamento nazionale al regolamento europeo e individua nel MIMIT, tramite UIBM, l’autorità competente per la fase nazionale di registrazione.</p>
<p><strong>Il passaggio centrale resta però il Regolamento UE 2024/1143</strong>, entrato in vigore nel 2024: un vero codice europeo delle Indica­zioni Geografiche agroalimentari, vitivinicole e delle bevande spiritose. <strong>Il regolamento conferma le IG come diritti di proprietà intellettuale e, insieme, come strumenti per valorizzare beni immateriali</strong>, rafforzare il mercato interno e sostenere anche il commercio elettronico.</p>
<p>A questo quadro europeo risponde<strong> il D.M. 22 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 marzo 2026, che attua in Ita­lia il Reg. (UE) 2024/1143</strong>. Il decreto disciplina le procedure nazionali di registrazione, modifica dei disciplinari e cancellazione delle IG dei vini, delle bevande spiritose e dei prodotti agricoli, oltre alle STG e alle indicazioni facoltative di qualità.</p>
<p>Un ulteriore tassello è la <strong>Legge 14 gennaio 2026, n. 13</strong>, con cui<strong> l’Italia ratifica ed esegue l’Atto di Ginevra dell’Accordo di Lisbona sulle Denominazioni d’Origine e le Indicazioni Geografiche</strong>. La tutela delle IG assume così una dimensione internazionale più forte, dentro un sistema multilaterale di protezione.</p>
<p>Infine, con la <strong>Legge 21 aprile 2026, n. 75, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 14 maggio 2026</strong> ed entrata in vigore il 29 maggio 2026, il tema compie un altro salto: non siamo più soltanto nel campo delle procedure, dei disciplinari e dei controlli, ma anche in quello della <strong>repressione delle frodi agroalimentari</strong>.</p>
<p><strong>Il nuovo D.M. Consorzi 2026 si inserisce dunque come ultimo tassello di questo percorso</strong>. Traduce il Reg. (UE) 2024/1143 in <strong>funzioni operative per i Consorzi di tutela</strong>, rafforzando il ruolo delle filiere di qualità e dei territori con la gestione del <strong>Turismo DOP</strong> e la <strong>sostenibilità</strong>.</p>
<p>Tra il 2020 e il 2026 le Indicazioni Geografiche hanno cambiato natura giuridica e politica: da certificazioni di qualità sono diventate infrastrutture di proprietà intellettuale collettiva, strumenti di governo delle filiere, presìdi della reputazione terri­toriale e beni strategici da proteggere anche sui mercati internazionali.</p>
<p>La domanda, a questo punto, è se i Consorzi (e le amministrazioni pubbliche) saranno in grado di reggere questa nuova centra­lità, conquistata sul campo ma oggi resa molto più impegnativa dal quadro normativo. Molti di essi restano strutture fragili, spesso leggere sul piano organizzativo, chiamate però a svolgere funzioni sempre più complesse. La nuova stagione delle In­dicazioni Geografiche non sarà quindi soltanto una stagione di maggiori poteri, ma soprattutto di maggiore responsabilità.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2026-02/" target="_blank" rel="noopener">Consortium n° 31 &#8211; 2026/02</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Editoriale-MR_Consortium-31.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>I Consorzi di tutela motore delle Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/i-consorzi-di-tutela-motore-delle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:43:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più rappresentanza, più responsabilità, più strumenti: il nuovo decreto del Masaf consolida il ruolo sempre più centrale dei Consorzi nello sviluppo delle filiere DOP e IGP e dei territori Il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Più rappresentanza, più responsabilità, più strumenti: il nuovo decreto del Masaf consolida il ruolo sempre più centrale dei Consorzi nello sviluppo delle filiere DOP e IGP e dei territori</em></p>
<p>Il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste in data 3 giugno 2026 ha emanato il Decreto Ministeriale n. 264637. Il prov­vedimento reca “disposizioni generali in materia di costituzione e ricono­scimento dei Consorzi di tutela per le Denominazioni di Origine Protette e le Indicazioni Geografiche Protette dei prodotti agricoli e alimentari ai sensi del Regolamento (UE) n. 2024/1143 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 aprile 2024”.</p>
<p>Il testo normativo ribadisce e rafforza il ruolo centrale svolto dai Consorzi nel sistema italiano delle Indicazioni Geografiche, ottimizzando la discipli­na riguardante le attività più tradizionali, nonché attribuendo loro alcune funzioni nuove e di estrema attualità.</p>
<blockquote><p><strong>Alberto Improda</strong><br />
Avvocato, Docente e Saggista. Managing Partner di Studio Legale Improda – Avvocati Associati. Professore di Innovation Management all’Istituto Universitario ISIA. Presidente di Fondazione Città Italia e del Centro Studi Cross Route Impresa. Membro del Board dell’ESG European Institute e del Comitato ESG di REAM SGR, Gruppo Intesa Sanpaolo. Autore di vari saggi, tra i quali Italian Soul, Il Design Crisalide e La Rotta dei Brand.</p></blockquote>
<p><strong>Rafforzamento della governance: riconoscimento e rappresentanza</strong></p>
<p>Novità significative sono introdotte dal Decreto sui requisiti per il ricono­scimento dei Consorzi (Articolo 7) e sui criteri di rappresentanza all’inter­no degli organi sociali (Articolo 11). Le relative disposizioni, esplicitamente improntate ai principi di trasparenza, equilibrio e partecipazione, prevedo­no soglie differenziate per specifiche filiere, allo scopo di garantire un ra­gionevole equilibrio tra le diverse categorie della filiera produttiva. Dette norme delineano una cornice giuridica di carattere indispensabile, al fine di assicurare al sistema una governance moderna, capace di rappresentare correttamente la complessità delle filiere e di sostenere decisioni strategi­che condivise.</p>
<p><strong>Modelli consortili pluridenominazione</strong></p>
<p>Di particolare interesse appare l’Articolo 9, che prevede la possibilità di costituire un unico Consorzio per più In­dicazioni Geografiche, anche appartenenti a filiere pro­duttive differenti. La norma favorisce l’aggregazione dei produttori e degli operatori, nel tentativo di superare storiche e anacronistiche frammentazioni, per costruire modelli consortili più forti, efficienti e stabili, sempre tutelando l’autonomia decisionale di ciascuna denomi­nazione. Si tratta di una disposizione largamente condivi­sibile, finalizzata a consentire anche alle denominazioni organizzativamente meno robuste di dotarsi di strumenti di rappresentanza efficaci e rispondenti alle esigenze dei mercati.</p>
<p><strong>Ridefinizione delle funzioni dei Consorzi</strong></p>
<p>Particolare rilievo sistematico, nel corpo normativo, è ri­vestito dall’Articolo 17, che compie un&#8217;ampia ricognizio­ne riepilogativa delle molteplici funzioni attribuite agli enti consortili, comprese quelle di tutela e protezione, con utili specifiche al riguardo sub 2b, 2i), 3d).</p>
<p>L’Articolo 18, inoltre, coordina e armonizza le previsioni concernenti la fondamentale attività di vigilanza svolta dai Consorzi, in collaborazione e sotto il coordinamento dell’ICQRF.</p>
<p>Tra le varie attribuzioni conferite ai Consorzi rientra, ai sensi dell’Articolo 19, la gestione dell’utilizzo delle deno­minazioni nei prodotti composti, elaborati o trasformati, attraverso il rilascio di autorizzazioni e la tenuta di elen­chi degli operatori autorizzati.</p>
<p>Gli aspetti più innovativi del Decreto sono enunciati nell’ultimo punto della parte introduttiva, secondo il quale si è “ritenuto necessario introdurre norme per la gestione della DOP o IGP da parte del Consorzio di tute­la, in particolare relative alle modalità di predisposizione di regolazione dell’offerta, delle buone pratiche di soste­nibilità ambientale, sociale ed economica connesse alla produzione della DOP o IGP, nonché la procedura per atti­vare la promozione del turismo collegato alla DOP o IGP”.</p>
<p><strong>Regolazione dell&#8217;offerta</strong></p>
<p>Per quanto concerne la predisposizione e la regolazione dell’offerta, terreno da sempre scivoloso anche sul ver­sante Antitrust, il provvedimento interviene sull’argo­mento con approccio pragmatico e innovativo. L’Artico­lo 21, in particolare, introduce la possibilità di proporre misure finalizzate a migliorare la programmazione pro­duttiva, l’equilibrio dei mercati, la valorizzazione delle produzioni e la trasparenza del sistema di offerta, nel rispetto delle norme sulla concorrenza, fermo restando, come si legge al numero 3, che l’attività dei Consorzi “non può comportare il controllo dei prezzi, né restringere in­debitamente la libera circolazione delle merci all’interno dell’Unione europea”. Letteralmente, al numero 2, la di­sposizione prevede l’introduzione di piani finalizzati “a migliorare la programmazione produttiva, l’equilibrio di mercato, la valorizzazione del prodotto e la trasparenza del sistema di offerta, nel rispetto dei principi di propor­zionalità, non discriminazione e libera concorrenza”.</p>
<p><strong>Sostenibilità e Turismo DOP</strong></p>
<p>Riguardo alle nuove competenze in materia di sostenibi­lità e turismo legato alle Indicazioni Geografiche, i Con­sorzi potranno promuovere iniziative ambientali, sociali ed economiche coerenti con i disciplinari di produzione e con i territori di riferimento, oltre a definire linee guida per lo sviluppo del turismo enogastronomico.</p>
<p>L’Articolo 22, al numero 4, chiarisce “a titolo esemplifi­cativo e non esaustivo” che “il Consorzio di tutela può promuovere pratiche di produzione rispettose dell’am­biente, incentivando l’adozione di tecniche agronomi­che sostenibili, il risparmio idrico, la conservazione delle risorse naturali, l’efficienza energetica, la biodiversità agraria, la riduzione degli sprechi lungo la filiera produt­tiva, la riduzione delle emissioni e l’economia circolare all&#8217;interno della filiera”.</p>
<p>La medesima disposizione, al successivo numero 5, sot­tolinea: “Il Consorzio di tutela può adottare delle linee di indirizzo che abbiano a oggetto lo sviluppo del turismo gastronomico nella zona geografica pertinente della IG, e la promozione della conoscenza del prodotto e delle sue caratteristiche qualitative, del suo legame con l’ambien­te, della sua storia e del valore aggiunto territoriale che esso esprime”.</p>
<p><strong>Il Consorzio come perno del sistema italiano</strong> <strong>delle Indicazioni Geografiche</strong></p>
<p>Il Decreto, in buona sostanza, letto nel suo complesso, appare come una vera e propria investitura dei Consor­zi quali elementi cardine del sistema Italia, insostituibili strumenti preposti alla promozione, alla tutela e alla va­lorizzazione delle nostre eccellenze agroalimentari. Lo scopo ultimo del provvedimento, in altri termini, è quello di rendere i Consorzi soggetti sempre più forti, moderni ed efficienti, al fine di poter operare in modo efficace e adempiere in pieno alle diverse e fondamentali funzioni delle quali risultano insigniti.</p>
<p>Possiamo conclusivamente dire che ci troviamo dinanzi a un passaggio di portata storica, uno snodo di cruciale im­portanza nell’ambito dei grandi cambiamenti in atto nel contemporaneo, nello specifico comparto dell’agricoltu­ra e con riferimento all’economia a tutto tondo.</p>
<p>Giova ricordare, per coglierne meglio il significato, al­cuni passaggi del Considerando 19 del Regolamento 2024/1143: “I produttori che agiscono collettivamente hanno maggiori poteri rispetto ai singoli produttori e si assumono la responsabilità collettiva di gestire le loro In­dicazioni Geografiche, anche rispondendo alle esigenze della società rivolte a prodotti che sono il risultato di una produzione sostenibile. Analogamente, l’organizzazio­ne collettiva dei produttori di un prodotto designato da un’Indicazione Geografica può garantire meglio un’equa distribuzione del valore aggiunto tra gli attori della cate­na di approvvigionamento, al fine di fornire un reddito equo ai produttori che copra i loro costi e consenta loro di investire ulteriormente nella qualità e nella sostenibilità dei loro prodotti. L’uso delle Indicazioni Geografiche ri­compensa i produttori in modo equo per il loro impegno nel produrre una gamma diversificata di prodotti di qua­lità. Al tempo stesso, ciò può andare a vantaggio dell’eco­nomia rurale, in particolare nelle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici, come le zone montane e le regioni remote, comprese le regioni ultraperiferiche, dove il settore agricolo ha un peso economico notevole e i costi di produzione sono elevati”.</p>
<p>Il Decreto 264637/26, in estrema sintesi, riconosce e abi­lita i Consorzi quali protagonisti di una sfida al tempo stesso fortemente pragmatica ed estremamente alta. Le organizzazioni dei produttori, infatti, vengono investite della responsabilità di creare nell’immediato sviluppo per imprese e territori, contemporaneamente ponendo più ad ampio raggio le basi per un domani di progresso e di equità.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2026-02/" target="_blank" rel="noopener">Consortium n° 31 &#8211; 2026/02</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/I-Consorzi-di-tutela-motore-delle-Indicazioni-Geografiche_Consortium-31.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Vino, dal Rosé alla sottozona &#8220;Terre di Vinci&#8221;: ecco le novità del nuovo disciplinare del Chianti DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-dal-rose-alla-sottozona-terre-di-vinci-ecco-le-novita-del-nuovo-disciplinare-del-chianti-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 07:42:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entrano in vigore le nuove regole della denominazione: nasce il Chianti DOP Rosé, debutta la sottozona Terre di Vinci e si rafforzano controlli e tracciabilità. Busi, Consorzio Vino Chianti: “Punto di equilibrio tra identità e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Entrano in vigore le nuove regole della denominazione: nasce il Chianti DOP Rosé, debutta la sottozona Terre di Vinci e si rafforzano controlli e tracciabilità. Busi, Consorzio Vino Chianti: “Punto di equilibrio tra identità e innovazione”</i>.</p>
<p>Il <strong>Chianti DOP </strong>si rafforza e rilancia con l&#8217;entrata in vigore del <strong>nuovo disciplinare di produzione</strong>, approvato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. È il più significativo aggiornamento degli ultimi anni, frutto del percorso avviato dal <a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/5523/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vino Chianti</strong></a> nel 2020 per adeguare la denominazione all’evoluzione del settore.</p>
<p>Debutta il<strong> Chianti DOP Rosé,</strong> una nuova tipologia pensata per ampliare l’offerta della denominazione in un segmento in costante crescita sul mercato italiano e su quelli internazionali. E viene introdotta la nuova sottozona “Terre di Vinci”, che entra ufficialmente nella geografia del Chianti DOP valorizzando un’area di grande rilievo storico e vitivinicolo, legata alla terra natale di Leonardo da Vinci, dopo un lungo percorso voluto fermamente dalle aziende del territorio.</p>
<p>Si rafforzano i <strong>controlli</strong> a tutela della trasparenza e dei consumatori. Diventa obbligatorio ottenere il certificato di idoneità dell’Organismo di Controllo prima del trasferimento delle partite delle DOP Chianti e Chianti Superiore destinate alla commercializzazione. È inoltre prevista la comunicazione preventiva allo stesso organismo per il trasferimento di vino nuovo ancora in fermentazione destinato alla DOP.</p>
<p><em>“Queste modifiche rappresentano il punto di equilibrio tra identità e innovazione </em>– commenta <strong>Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti</strong><em>. Da una parte continuiamo a difendere gli elementi che hanno reso il Chianti uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo; dall’altra introduciamo strumenti che consentono alle aziende di affrontare con maggiore efficacia le sfide del mercato e del cambiamento climatico”</em>.</p>
<p><em>“Il nuovo Rosé ci permette di entrare in un segmento in espansione, tanto più in un periodo particolare come quello estivo in cui solitamente il Chianti subisce un naturale rallentamento nelle vendite. Questo nuovo disciplinare </em>&#8211; conclude <strong>Busi</strong> &#8211; <em>è il risultato di un lavoro condiviso con la filiera che guarda al futuro senza rinunciare alla nostra storia”</em>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovinochianti.it/vino-dal-rose-alla-sottozona-terre-di-vinci-ecco-le-novita-del-nuovo-disciplinare-del-chianti-docg/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vino Chianti</strong> </a></p>
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		<title>Consorzi di tutela: il nuovo Decreto MASAF completa la riforma italiana delle Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzi-di-tutela-il-nuovo-decreto-masaf-completa-la-riforma-italiana-delle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 07:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il nuovo decreto attuativo del Regolamento (UE) 2024/1143, il MASAF aggiorna il quadro normativo nazionale, rafforza il ruolo dei Consorzi di tutela e introduce nuove competenze in materia di sostenibilità, vigilanza e valorizzazione delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con il nuovo decreto attuativo del Regolamento (UE) 2024/1143, il MASAF aggiorna il quadro normativo nazionale, rafforza il ruolo dei Consorzi di tutela e introduce nuove competenze in materia di sostenibilità, vigilanza e valorizzazione delle Indicazioni Geografiche.</em></p>
<p>Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha adottato il nuovo <a href="https://www.qualivita.it/news/dop-igp-fondazione-qualivita-il-nuovo-dm-consorzi-rafforza-il-ruolo-delle-filiere-di-qualita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Decreto ministeriale di attuazione del Regolamento (UE) 2024/1143</strong></a>, completando il percorso di aggiornamento della disciplina nazionale sui <strong>Consorzi di tutela delle DOP e delle IGP</strong>. Il provvedimento si inserisce nel quadro della riforma europea delle Indicazioni Geografiche, avviata con il <strong>pacchetto qualità 2024</strong> e finalizzata a rafforzare la competitività, la trasparenza e la governance delle filiere certificate.</p>
<p>Il decreto interviene in modo organico sulla normativa nazionale, aggiornando i criteri di riconoscimento dei Consorzi, ridefinendo le loro funzioni e ampliando le competenze operative. In particolare, vengono recepite le innovazioni introdotte dal Regolamento (UE) 2024/1143 in materia di <strong>sostenibilità ambientale e sociale</strong>, <strong>tutela della proprietà intellettuale</strong>, <strong>gestione dell’uso delle IG nei prodotti composti</strong> e <strong>regolazione dell’offerta</strong>, in coerenza con quanto già previsto dal <strong>Regolamento (UE) n. 1151/2012</strong> e successive modifiche.</p>
<p>Tra gli elementi più significativi, il decreto riconosce ai Consorzi un ruolo rafforzato nella <strong>vigilanza sul mercato</strong>, nella prevenzione delle evocazioni e delle imitazioni, anche online, e nella gestione degli elenchi degli operatori autorizzati all’uso dell’IG come ingrediente. Viene inoltre introdotta la possibilità di costituire <strong>Consorzi unici per più denominazioni</strong>, anche appartenenti a filiere diverse, favorendo processi di aggregazione e razionalizzazione già auspicati dal settore.</p>
<p>Il provvedimento attribuisce ai Consorzi nuove funzioni in ambiti strategici quali la <strong>sostenibilità</strong>, la <strong>valorizzazione territoriale</strong> e il <strong>turismo enogastronomico</strong>, in linea con gli orientamenti europei sulla multifunzionalità agricola e con gli obiettivi del <strong>Green Deal europeo</strong> e della <strong>Strategia Farm to Fork</strong>. Sul piano economico, viene confermata la possibilità di proporre misure temporanee di <strong>regolazione dell’offerta</strong>, nel rispetto delle norme sulla concorrenza e delle previsioni del <strong>Regolamento (UE) 2021/2117</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://agenparl.eu/2026/06/08/consorzi-di-tutela-il-nuovo-decreto-masaf-completa-la-riforma-italiana-delle-indicazioni-geografich/" target="_blank" rel="noopener">AgenParl.eu</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consorzi-di-tutela-il-nuovo-decreto-masaf-completa-la-riforma-italiana-delle-indicazioni-geografiche/">Consorzi di tutela: il nuovo Decreto MASAF completa la riforma italiana delle Indicazioni Geografiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Dalla riforma dei Consorzi una nuova spinta alla crescita della Dop economy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dalla-riforma-dei-consorzi-una-nuova-spinta-alla-crescita-della-dop-economy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 07:17:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
		<category><![CDATA[regolamentoIG]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG2024]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=522978</guid>

					<description><![CDATA[<p>Rosati, Direttore della Fondazione Qualivita e Origin Italia: dal turismo alla regolazione dell’offerta, l’allargamento del ruolo degli enti può rafforzare la parte agricola della filiera Al via la riforma dei Consorzi di tutela delle indicazioni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dalla-riforma-dei-consorzi-una-nuova-spinta-alla-crescita-della-dop-economy/">Dalla riforma dei Consorzi una nuova spinta alla crescita della Dop economy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Rosati, Direttore della Fondazione Qualivita e Origin Italia: dal turismo alla regolazione dell’offerta, l’allargamento del ruolo degli enti può rafforzare la parte agricola della filiera</em></p>
<p>Al via la <a href="https://www.qualivita.it/news/dop-igp-fondazione-qualivita-il-nuovo-dm-consorzi-rafforza-il-ruolo-delle-filiere-di-qualita/" target="_blank" rel="noopener">riforma dei Consorzi di tutela delle indicazioni geografiche agroalimentari (Ig)</a> e per Mauro Rosati, inventore del neologismo “<a href="https://www.qualivita.it/dop-economy/" target="_blank" rel="noopener">Dop economy</a>” e direttore generale della Fondazione Qualivita e di Origin Italia (oltre 90 Consorzi di tutela delle Dop associati), non vi sono molti dubbi.</p>
<p><strong>Il decreto ministeriale</strong> firmato dal ministro Lollobrigida assegna compiti nuovi e decisivi ad un settore che ha grande parte nello sviluppo dell’agroalimentare made in Italy, con 20,7 miliardi di valore alla produzione e 12,3 di export, un contributo del 19% al fatturato complessivo del settore agroalimentare italiano e del 21% all’export nazionale.</p>
<p>&#8220;Il decreto – <strong>commenta Rosati</strong> – fissa finalmente una serie di compiti che i Consorzi possono svolgere. È dunque una grande evoluzione rispetto al passato, non più solo funzioni classiche di rispetto delle norme e controlli da svolgere, ma anche <strong>attività in materia di sostenibilità, promozione del Turismo DOP, programmazione</strong> che riguarda tutta la produzione, l’offerta, il prezzo, dando così valore anche alla parte agricola&#8221;.</p>
<p>Coinvolta nella fase di predisposizione del decreto di riforma chiamato ad attuare il <strong>regolamento Ue 1143/2024</strong>, <strong>Origin Italia</strong> ha svolto quello che Rosati definisce un lavoro di «portatore di idee» all’elaborazione del testo con <strong>interlocuzioni costanti con Paolo De Castro</strong>, riconosciuto tra i principali protagonisti della riforma Ue delle Ig, con il ministero, <strong>con tutti gli attori di questo mondo delle produzioni Dop e Igp che, nei giorni scorsi, si è ritrovato ad Altamura</strong>, nella Murgia barese, in occasione dell’assemblea annuale della stessa associazione, tutta concentrata sui temi decisivi per il futuro del comparto: sostenibilità, digitale e turismo.</p>
<p>Ora il mondo delle denominazioni di origine deve misurarsi con la riforma ( il decreto Lollobrigida è arrivato a due anni esatti dal regolamento Ue 1143) chiamato a sfide decisive.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.agrisole.ilsole24ore.com/art/imprese/2026-06-05/dalla-riforma-consorzi-nuova-spinta-crescita-dop-economy-153422.php?uuid=AIn4mMUD" target="_blank" rel="noopener"><b>Agrisole &#8211; Il Sole 24 Ore</b></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dalla-riforma-dei-consorzi-una-nuova-spinta-alla-crescita-della-dop-economy/">Dalla riforma dei Consorzi una nuova spinta alla crescita della Dop economy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Lollobrigida: &#8220;Rafforziamo i Consorzi di tutela, più sostegno a DOP e IGP&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lollobrigida-rafforziamo-i-consorzi-di-tutela-piu-sostegno-a-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 07:17:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato Scientifico Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Svolta strategica per la gestione delle Indicazioni Geografiche: ai Consorzi di tutela nuove competenze strategiche come la promozione del Turismo DOP e l&#8217;adozione di forme volontarie di sostenibilità ambientale, economica e sociale delle produzioni I [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Svolta strategica per la gestione delle Indicazioni Geografiche: ai Consorzi di tutela nuove competenze strategiche come la promozione del Turismo DOP e l&#8217;adozione di forme volontarie di sostenibilità ambientale, economica e sociale delle produzioni</em></p>
<p>I Consorzi di tutela per i prodotti DOP e IGP diventano ancora più forti, moderni e protagonisti nella valorizzazione delle eccellenze agroalimentari italiane. &#8220;Con questo nuovo decreto rafforziamo e modernizziamo il ruolo dei Consorzi di tutela, compiendo un importante passo in avanti per la promozione, la sostenibilità e la tutela delle produzioni italiane a Indicazione Geografica. I Consorzi sono uno dei pilastri del successo della Dop Economy: un mercato da 20,7 miliardi di euro di valore alla produzione e un export che nel 2024 ha superato i 12 miliardi. L&#8217;Italia è leader in Europa per prodotti a Indicazione Geografica: eccellenze uniche al mondo, fondate sulla qualità, sull&#8217;identità e sul legame inscindibile con il territorio e le nostre tradizioni. Un patrimonio motivo di orgoglio, che continueremo a sostenere con determinazione, in Italia e sui mercati esteri anche perché è una delle vie per far riconoscere alle nostre eccellenze il giusto valore e distribuirlo lungo la filiera&#8221;. Così il ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, <strong>Francesco Lollobrigida</strong>.</p>
<p>Il decreto firmato dal ministro Lollobrigida rappresenta una svolta strategica per la gestione delle Indicazioni Geografiche, offrendo ai gruppi di produttori riconosciuti nuovi e più completi strumenti per far crescere il mondo DOP e IGP.  Le principali novità riguardano l&#8217;inserimento di nuove competenze strategiche: alle tradizionali attività di tutela, valorizzazione e vigilanza si aggiungono la regolazione dell&#8217;offerta, la promozione del turismo legato alle DOP e IGP e l&#8217;adozione di forme volontarie di sostenibilità ambientale, economica e sociale delle produzioni.</p>
<p>Novità significative sono introdotte anche sui requisiti per il riconoscimento dei Consorzi e sulla rappresentatività negli organi sociali, ridefinendo i criteri di conferma triennale con soglie differenziate per specifiche filiere e garantendo un rigoroso equilibrio tra le diverse categorie della filiera produttiva. Si prevede, inoltre, la possibilità di costituire Consorzi di tutela dedicati a più Indicazioni Geografiche, anche afferenti a filiere differenti, il contrasto alle pratiche scorrette, la vigilanza online in stretto coordinamento con l&#8217;ICQRF e nuove disposizioni per garantire trasparenza e governance negli incarichi degli organi consortili.</p>
<p>Il provvedimento, emanato ai sensi del Regolamento UE n. 2024/1143, è il risultato di un ampio e proficuo percorso di confronto promosso dal MASAF con la filiera e le principali associazioni di categoria del comparto agroalimentare.</p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
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