<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>La Nazione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<atom:link href="https://www.qualivita.it/argomento/la-nazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Jul 2020 16:05:14 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>

<image>
	<url>https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/04/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>La Nazione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Marketing vincente sposare in Toscana eccellenze alimentari ed eventi sportivi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/marketing-vincente-sposare-in-toscana-eccellenze-alimentari-ed-eventi-sportivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2011 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[MARKETING]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.net/news/marketing-vincente-sposare-in-toscana-eccellenze-alimentari-ed-eventi-sportivi/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dalla Ferrero alla Saiwa, passando per la Danone le grandi multinazionali del food hanno da tempo capito che associare i propri prodotti allo sport è cosa buona e giusta. Buona perché il ritorno di immagine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/marketing-vincente-sposare-in-toscana-eccellenze-alimentari-ed-eventi-sportivi/">Marketing vincente sposare in Toscana eccellenze alimentari ed eventi sportivi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/89f3c59ddc47758d75e04aa58eb7e461.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Dalla Ferrero alla Saiwa, passando per la Danone le grandi multinazionali del food hanno da tempo capito che associare i propri prodotti allo sport è cosa buona e giusta.</strong> </p>
<p></p>
<p>Buona perché il ritorno di immagine che ne deriva è senza dubbio degno di nota, giusta in quanto porre l’accento sull’attività sportiva significa porre l’accento su uno stile di vita sano e salutare. Organizzare strategie di co-marketing tra prodotti agroalimentari e grandi eventi sportivi è sicuramente un modo per promuovere al meglio un brand. In questi anni tante spedizioni, tanti eventi sono stati organizzati all’estero per far conoscere il Made in Italy, ma non sempre i risultati sono stati quelli auspicati. Alla fine infatti molte di queste iniziative si sono tradotte in una bella cena in ambasciata o poco più. In questo fine settimana un grande evento sportivo abbraccia non solo Siena ma tutta la Toscana con le Final Four di basket a Barcellona dove appunto sarà presente la squadra senese Mens Sana MPS. La Catalogna, regione ospitante, ha spiegato in massa il suo potenziale per promuovere i prodotti della Spagna. Per “contrastare”&nbsp; anche sul piano gastronomico gli spagnoli la Toscana ha messo in campo le sue migliori DOP ; Pecorino Toscano, Prosciutto Toscano e Cinta Senese. Queste infatti saranno le tre eccellenze del vasto paniere agroalimentare regionale che faranno bella mostra del nostro patrimonio gastronomico e soprattutto intratterranno le migliaia di visitatori e giornalisti presenti nei tre giorni dell’evento sportivo. Un’occasione quindi unica per dare un risalto internazionale non solo alle squadre, ai giocatori, ma anche ai veri attori dei territori; ovvero le nostre produzioni che sono sempre di più alla ricerca di spazi di mercato all’estero. La toscana sportiva insieme alla toscana agroalimentare: un binomio che rafforza l’immagine della nostra regione a costo zero. In una parola : co-marketing!</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2011/05/06052011.pdf" alt="06052011.pdf">20110506_La Nazione.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/marketing-vincente-sposare-in-toscana-eccellenze-alimentari-ed-eventi-sportivi/">Marketing vincente sposare in Toscana eccellenze alimentari ed eventi sportivi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anteprima DOP Sipario al Vinitaly</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/anteprima-dop-sipario-al-vinitaly/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.net/news/anteprima-dop-sipario-al-vinitaly/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Circa 150.000 visitatori attesi, 4.200 espositori presenti di 114 diverse nazionalita&#8217; e circa 2.500 giornalisti accreditati. &#160; Questi i primi numeri della 45ma edizione del Vinitaly, il salone internazionale dedicato ai vini e distillati che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/anteprima-dop-sipario-al-vinitaly/">Anteprima DOP Sipario al Vinitaly</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/9d232fe10819aa1647f0aee610508837.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Circa 150.000 visitatori attesi, 4.200 espositori presenti di 114 diverse nazionalita&#8217; e circa 2.500 giornalisti accreditati.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><br />
</strong> Questi i primi numeri della 45ma edizione del Vinitaly, il salone internazionale dedicato ai vini e distillati che si è aperto ieri a Verona. Focus dunque sul settore vinicolo per il quale si spera ancora in una stagione in miglioramento, anche se gli accadimenti internazionali rappresentano una minaccia costante.  Uno su tutti l’indebolimento del mercato Giapponese, target importante per il comparto del wine che ha contribuito a rendere ancora più instabile lo scenario economico del settore. Ed è proprio al Vinitaly, dove si misurerà il polso del comparto vitivinicolo, che la Fondazione Qualivita e il Ministero delle politiche agricole hanno presentato “Anteprima Dop”, iniziativa dedicata ai prodotti di qualità del panorama agroalimentare Made in Italy che hanno da poco ottenuto il marchio DOP e IGP. La scelta di Vinitaly come sipario per il primo appuntamento di “Anteprima Dop” ha significato infatti sottolineare la necessità di fare sistema fra due mondi fino ad oggi separati: quello dell’agroalimentare e quello del vino. Alla luce dell’attuale scenario di crisi economica mondiale, dare vita a un meccanismo di promozione e di commercializzazione integrato può essere davvero l’unica strada per affrontare nel migliore dei modi il mercato. Ecco perché questi due settori, che fino ad oggi hanno viaggiato su binari paralleli senza mai incontrarsi, devono iniziare a progettare linee comuni di sviluppo anche in considerazione del fatto che dal 2010 il settore dei vini è entrato nel sistema comunitario delle DOP e IGP. Rafforzamento della conoscenza dei marchi, aggregazione dei servizi legati all’export, co-marketing, sono obiettivi facilmente raggiungibili e soprattutto potrebbero abbattere notevolmente i costi aziendali. In un periodo così sarebbe già un bel risultato, visto che la radice comune dei prodotti è la stessa: la terra.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2011/04/08042011.pdf">20110408_La Nazione.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/anteprima-dop-sipario-al-vinitaly/">Anteprima DOP Sipario al Vinitaly</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il cibo al mondo è più salato</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-cibo-al-mondo-e-piu-salato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.net/news/il-cibo-al-mondo-e-piu-salato/</guid>

					<description><![CDATA[<p>E’ impressionante, basta dare un occhiata a tutta la stampa internazionale, di come sia in forte aumento l’attenzione sul fronte “emergenza cibo”; difficile è trovarne traccia invece in quella italiana. Di qui, la necessità mia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-cibo-al-mondo-e-piu-salato/">Il cibo al mondo è più salato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/814c5fa8cc246f42c53a91bddf076dee.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>E’ impressionante, basta dare un occhiata a tutta la stampa internazionale, di come sia in forte aumento l’attenzione sul fronte “emergenza cibo”; difficile è trovarne traccia invece in quella italiana.</strong></p>
<p></p>
<p>Di qui, la necessità mia personale, di ritornare sull’argomento che avevo altre volte trattato , soprattutto in concomitanza di nuove informazioni ed aggiornamenti che il mondo scientifico elabora in continuazione. L’aumento del costo delle materie prime, le calamità naturali, la speculazione finanziaria, sono solo alcuni dei fenomeni che hanno portato alla situazione attuale di crisi; il mondo intero sta subendo le conseguenze di una politica economica e sociale guidata più dalle lobby e da interessi privati che da una strategia di crescita e sviluppo condivisa a livello planetario.&nbsp; Quali sono i motivi e le implicazioni dell’attuale scenario? Analizzando oggettivamente l’andamento economico globale non si può non vedere il disequilibrio che si è venuto a creare tra domanda e offerta. Se da un lato i Paesi emergenti sono in continua ricerca di commodities, dall’altro il cambiamento climatico e l’andamento economico rendono l’offerta sempre più limitata e incapace di far fronte alle richieste. Le alluvioni in Australia e Pakistan, gli incendi in Russia e la siccità in Cina, che ha colpito il 42% delle coltivazioni di grano, hanno portato in poco tempo a rialzi vertiginosi dei costi delle materie prime. Basti pensare che negli ultimi 6 mesi è aumentato del 33% il prezzo dello zucchero, del 37% quello della soia, del 47% il caffè e del 26% il petrolio. L’indice FAO dei prezzi alimentari ha raggiunto il picco storico di 236 punti, con un incremento del 2,2% rispetto a inizio anno superando la soglia di attenzione di 213,5 toccata nel 2008; è il valore più alto dal 1990. Per mais e grano la situazione nell’ultimo periodo è peggiorata drasticamente arrivando ad un aumento dei prezzi, registrato dalla Borsa di Chicago, rispettivamente del 87% e 74%. A causa di ciò il numero di persone che vivono in situazioni di estrema povertà è aumentato di 44 milioni che vanno ad aggiungersi agli oltre 900 milioni di individui che soffrono già la fame. &nbsp;A fronte di un incremento della popolazione mondiale, che si stima arriverà nel 2050 attorno ai 9 miliardi, la produzione di cibo dovrà aumentare almeno del 70%. Numeri e cifre che parlano da soli e che&nbsp; ci proiettano in un futuro difficile.</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2011/03/04032011_pdf.pdf" alt="04032011_pdf.pdf">20110304_ La Nazione.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-cibo-al-mondo-e-piu-salato/">Il cibo al mondo è più salato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Evitiamo di comprare alimenti inutili</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/evitiamo-di-comprare-alimenti-inutili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
		<category><![CDATA[OGM]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.net/news/evitiamo-di-comprare-alimenti-inutili/</guid>

					<description><![CDATA[<p>E’ tornato prepotentemente alla ribalta &#160;il tema dell’origine del cibo che ogni giorno arriva sulle nostra tavola. A causa dell’allarme della diossina tedesca, infatti, i media e di conseguenza l’opinione pubblica stanno dimostrando un crescente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/evitiamo-di-comprare-alimenti-inutili/">Evitiamo di comprare alimenti inutili</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/935f53728951bc3cb330c7ecdddd7991.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>E’ tornato prepotentemente alla ribalta &nbsp;il tema dell’origine del cibo che ogni giorno arriva sulle nostra tavola.</p>
<p></strong></p>
<p><strong><br /></strong> A causa dell’allarme della diossina tedesca, infatti, i media e di conseguenza l’opinione pubblica stanno dimostrando un crescente e rinnovato bisogno di conoscere la provenienza e la composizione degli alimenti che si acquistano. Ogni volta che accadono cose di questo tipo, l’ondata di sdegno e preoccupazione è forte ma gli effetti durano veramente poco. Sfumate le copertine dei giornali, i consumatori continuano il loro tram tram giornaliero : ovvero riprendiamo a mangiare in modo “inconsapevole”, senza porsi tante domande. Il problema invece è serio. &nbsp;Casi di allarme in materia di sicurezza alimentare sono sempre di più all’ordine del giorno&nbsp; e le motivazioni sono solo di tipo economico. Per dirla con semplicità : sempre più popolazione vuole il proprio frigorifero pieno; la crisi economica internazionale impone alle industrie di utilizzare materie prime di scarso valore; i terreni coltivabili iniziano a scarseggiare. Tutto questo si traduce in una modifica delle pratiche agricole ormai totalmente condizionate da un’accelerazione dei cicli produttivi, dal ricorso alla chimica, agli OGM e la trasformazione impiega quasi esclusivamente di mezzi artificiali a sostituzione dei normali processi naturali. Non so fino a dove potremo spingerci. Un dato è certo: le grandi industrie alimentari e agroindustriali non si stanno facendo troppi scrupoli. I loro sonni sono molto più tranquilli dei nostri. E pensare che per cambiare le cose basterebbe solo mangiare tutti un po’ meno e soprattutto non affollare la nostra dispensa con alimenti inutili messi in commercio solo per fare fatturato.</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2011/01/14012011.pdf" alt="14012011.pdf">20110114_La Nazione.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/evitiamo-di-comprare-alimenti-inutili/">Evitiamo di comprare alimenti inutili</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cibi sicuri: più burocrazia negli USA</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cibi-sicuri-piu-burocrazia-negli-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.net/news/cibi-sicuri-piu-burocrazia-negli-usa/</guid>

					<description><![CDATA[<p>CON L&#8217;APPROVAZIONE a larga maggioranza del Senato americano (73 voti favorevoli e 25 contrari) dell&#8217;emendamento s510 si è conclusa in questi giorni una lunga discussione in materia di sicurezza alimentare. La legge «Food Safety Modernization [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cibi-sicuri-piu-burocrazia-negli-usa/">Cibi sicuri: più burocrazia negli USA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/9e742c00b6831ce5ef1ecffa26793251.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>CON L&#8217;APPROVAZIONE a larga maggioranza del Senato americano (73 voti favorevoli e 25 contrari) dell&#8217;emendamento s510 si è conclusa in questi giorni una lunga discussione in materia di sicurezza alimentare.</strong></p>
<p>La legge «Food Safety Modernization Act», questo il nome del pomo della discordia, prevede infatti un nuovo piano di sicurezza alimentare americano che punterà a migliorare, secondo i sostenitori, il livello di sicurezza del cibo tramite sia ispezioni più approfondite dei prodotti importati, sia controlli più severi nelle aziende. L&#8217;emendamento invece, secondo gli oppositori, danneggerà le piccole realtà a produzione locale (escluse dalla s510) che operano solo nel mercato della vendita diretta, che potrebbero essere considerate dai consumatori poco sicure perché appunto non soggette a tale controllo. CIBI SICURI: PIU&#8217; BUROCRAZIA NEGLI USA Se da un lato tale iniziativa, voluta ed appoggiata anche dallo stesso Obama, mira a garantire una più precisa protezione dei cittadini di fronte al rischio delle contaminazioni che il cibo su scala industriale in questi ultimi anni ha provocato, causando anche la morte di alcune persone, dall&#8217;altro complica notevolmente la vita soprattutto ai piccoli produttori, inclusi nella legge, che potrebbero trovarsi immersi in dinamiche burocratiche difficili da gestire. E&#8217; certo che questa nuova normativa americana, che si inserisce in un quadro legislativo federale già complicato, dove ad oggi esistono enti ed agenzie che hanno un potere di controllo sul cibo, non facilita la vita a nessuno. L&#8217;orizzonte dei consumatori e dei produttori è tutt&#8217;altro che limpido.</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2010/12/10122010.pdf" alt="10122010.pdf">20101210_La Nazione.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cibi-sicuri-piu-burocrazia-negli-usa/">Cibi sicuri: più burocrazia negli USA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Agropirateria corre sul web</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lagropirateria-corre-sul-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[agropirateria]]></category>
		<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.net/news/lagropirateria-corre-sul-web/</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questi giorni la Ue ha messo sotto inchiesta uno dei principali motori di ricerca per una presunta violazione delle regole sulla concorrenza. Non ci vuole una laurea in marketing ed economia per capire che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lagropirateria-corre-sul-web/">L&#8217;Agropirateria corre sul web</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/a45484ba179cef1dbc1529b14ac4e4b2.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>In questi giorni la Ue ha messo sotto inchiesta uno dei principali motori di ricerca per una presunta violazione delle regole sulla concorrenza.</p>
<p></strong></p>
<p><strong><br /></strong> Non ci vuole una laurea in marketing ed economia per capire che il forte&nbsp; utilizzo che facciamo ogni giorno di Google orienta molte delle nostre decisioni soprattutto quelle relative ai consumi. Di fatto, &nbsp;anche se &nbsp;non è mai decollato il commercio elettronico, soprattutto in Italia, quando si parla di &nbsp;ristoranti, della mete turistiche per un viaggio, di alberghi o più semplicemente quali &nbsp;libri comprare, ci si trova di fronte a scelte che sono tutte pesantemente condizionate dalla rete. &nbsp; Per i brand forti, che hanno la possibilità di “dominare” e “gestire” il fenomeno della rete, rimane una grande opportunità. Per i brand deboli dal punto di vista economico, ma conosciuti in tutto il mondo come le nostre produzioni agroalimentari di eccellenza, tutto questo rappresenta un grande problema. Il fenomeno dell’agropirateria che si consuma negli scaffali dei negozi americani diventa più difficile da controllare quando si trasferisce in rete. E così può capitare &nbsp;di cercare su un motore di ricerca un olio toscano, un chianti e come risultato trovare &nbsp;aziende o informazioni riferite a ben altri &nbsp;prodotti. &nbsp; Ed allora tutti quegli sforzi che in questi anni sono stati fatti per tutelare le nostre indicazioni geografiche potrebbero risultare vani se all’interno dell’agorà telematica non fosse possibile far rispettare le stesse regole. Teoricamente i regolamenti europei che hanno istituito&nbsp; il registro delle denominazioni&nbsp; e sancito il loro corretto uso, dovrebbero dare una forte garanzia sia per permettere la corretta informazione al consumatore, che per tutelare le imprese produttrici.&nbsp; Teoricamente, perché poi&nbsp; nel Web non sempre questo è vero. Basta cliccare su Google Parmigiano Reggiano e Paarmesean Cheese per renderci conto !</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2010/12/03122010.pdf" alt="03122010.pdf">20101203_La Nazione.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lagropirateria-corre-sul-web/">L&#8217;Agropirateria corre sul web</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;indifferenza uccide l&#8217;ambiente</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lindifferenza-uccide-lambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.net/news/lindifferenza-uccide-lambiente/</guid>

					<description><![CDATA[<p>IN QUESTI GIORNI siamo stati inondati e allarmati, in tutti sensi, dall&#8217;acqua e dalle parole; Saviano ci ha raccontato che le imprese agricole meridionali affittano i campi alla malavita organizzata per sotterrare i veleni industriali; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lindifferenza-uccide-lambiente/">L&#8217;indifferenza uccide l&#8217;ambiente</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/17b301a9eaaea28033c8225451a773ca.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>IN QUESTI GIORNI siamo stati inondati e allarmati, in tutti sensi, dall&#8217;acqua e dalle parole; Saviano ci ha raccontato che le imprese agricole meridionali affittano i campi alla malavita organizzata per sotterrare i veleni industriali; la Commissione europea ci ha informato sul pessimo stato dell&#8217;acqua dei nostri rubinetti; i Tg ci hanno riproposto ogni giorno le immagini inqualificabili della spazzatura di Napoli e infine il disastro ambientale dell&#8217;alluvione in Veneto.</strong> </p>
<p></p>
<p>L&#8217;immagine dell&#8217;agricoltura e dell&#8217;ambiente che ogni cittadino potrebbe ricavarne è allarmante quanto basta. Ma la nostra reazione non è commisurata alla realtà di ciò che sta accadendo; l&#8217;atteggiamento comune di fronte a questi fatti e a queste notizie è superficiale, come se la cosa non ci riguardasse mai direttamente. E invece ci riguarda, perché tutto questo è strettamente connesso con il cibo, che fa parte della nostra quotidianità e condiziona il nostro futuro. Ogni giorno mi chiedo cosa realmente potremmo fare, per far crescere una consapevolezza diversa; per ritrovare quel senso civico del vivere e quel senso etico del produrre, che era patrimonio dei nostri avi, ma si è letteralmente dissolto in questi anni. Nonostante oggi le persone siano tutte più istruite, sembra che si sia persa quella spontaneità nel percepire le cose che un tempo era innata: agricoltura, ambiente e salute viaggiano inesorabilmente insieme. I nostri vecchi lo sapevano, noi lo stiamo dimenticando. mauro@maurorosati.it</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2010/11/26112010.pdf" alt="26112010.pdf">20101126_La Nazione.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lindifferenza-uccide-lambiente/">L&#8217;indifferenza uccide l&#8217;ambiente</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Beffa Unesco sulla dieta</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/beffa-unesco-sulla-dieta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[EXPO 2015]]></category>
		<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.net/news/beffa-unesco-sulla-dieta/</guid>

					<description><![CDATA[<p>MA CHE ci facciamo con il riconoscimento dell&#8217;Unesco della dieta Mediterranea? La domanda viene a quanti sono soliti vedere le cose oltre le apparenze. Passato il momento dei titoli dei giornali e delle bandiere alle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/beffa-unesco-sulla-dieta/">Beffa Unesco sulla dieta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/c995d3e38fa081bb173cb05e49774209.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>MA CHE ci facciamo con il riconoscimento dell&#8217;Unesco della dieta Mediterranea? La domanda viene a quanti sono soliti vedere le cose oltre le apparenze.</p>
<p></strong></p>
<p><strong><br /></strong> Passato il momento dei titoli dei giornali e delle bandiere alle finestre sarebbe giusto interrogarsi sulle opportunità che questo può rappresentare per il Paese. I tesori di Pompei, nonostante fossero Patrimonio dell&#8217;Unesco, sono crollati lanciandoci un monito da tenere in considerazione: ci sono già tanti beni tutelati in Italia che non riescono più ad apportare quel valore aggiunto ed essere il volano economico per un territorio. Che senso ha aumentare la lista quando non riusciamo neanche a gestire l&#8217;esistente? Ma se sposto un po&#8217; indietro il mio pensiero mi torna alla mente anche l&#8217;assegnazione dell&#8217;Expo 2015 a Milano. Dopo il primo momento di euforia bipartisan, sono iniziati i problemi; lotte, liti che quotidianamente animano la cronaca nazionale ed internazionale. Fatti questi che ci fanno capire come la sindrome, tutta italiana, del tafazzismo è sempre in agguato. La dieta Mediterranea confrontata al mondo reale, sia quello agricolo, sia quello alimentare, è distante anni luce. Basta fare una fotografia sulle tavole degli italiani, dare un&#8217;occhiata agli scaffali dei supermercati, per non parlare della crisi agricola che investe l&#8217;Italia. Se non cambiano le cose, ho l&#8217;impressione che il riconoscimento dell&#8217;Unesco corra il rischio di diventare uno dei tanti tappeti dove nascondere la polvere.</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2010/11/19112010.pdf" alt="19112010.pdf">20101119_La Nazione.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/beffa-unesco-sulla-dieta/">Beffa Unesco sulla dieta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Se la Cina produce &#8220;IGP&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/se-la-cina-produce-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.net/news/se-la-cina-produce-igp/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Arrivano i cinesi! Qualcuno potrebbe giustamente dire che non se ne può più di parlare dei cinesi che vengono sempre tirati in ballo per qualsiasi cosa. Ma questa volta dobbiamo inevitabilmente parlare del Made in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/se-la-cina-produce-igp/">Se la Cina produce &#8220;IGP&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/0ea0e8797ce553e1f2fef81bff857868.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Arrivano i cinesi! Qualcuno potrebbe giustamente dire che non se ne può più di parlare dei cinesi che vengono sempre tirati in ballo per qualsiasi cosa.</strong></p>
<p>Ma questa volta dobbiamo inevitabilmente parlare del Made in China sotto un altro aspetto; nuovo e perfino imprevisto. Da qualche giorno anche la Cina ha il suo prodotto agroalimentare registrato; perché nell’aprile 2006 la Comunità europea ha previsto la possibilità, di presentare domande di registrazione DOP/IGP/STG anche per i produttori dei paesi terzi. Il primo prodotto cinese registrato è &nbsp;uno spaghetto d’amido dal nome Longkou Fen Si IGP. Non credo che la Barilla si debba preoccupare per questo, ma invece dovremo seriamente iniziare a vedere le cose anche con un’ ottica diversa quando parliamo dei prodotti cinesi. &nbsp; Il messaggio sotteso a questa nuova denominazione&nbsp; comunitaria è chiaro ( ci sono anche&nbsp; altri nove prodotti in attesa di registrazione): la Cina non è solo “impresa del tarocco”, sta lentamente nascendo anche una cultura imprenditoriale che cerca la qualità,&nbsp; per crearsi uno spazio nei mercati dove questa è richiesta, come quelli agricolo ed alimentare. Questo ci deve portare a pensare che presto ci troveremo di fronte a scenari e dinamiche commerciali completamente nuovi. &nbsp; Le altre implicazione che restano aperte di fronte all’avanzata dei prodotti cinesi certificati sono di natura strettamente geopolitica; la prima è come riuscire a traghettare la Cina a favore dell’Europa nella ormai annosa discussione all’interno del WTO per il riconoscimento dello IG; la seconda è sulla reciprocità che l’Unione Europea invoca e attua in tutta la legislazione, ma che purtroppo è quasi sempre ad un senso solo; ovvero noi concediamo tutto, gli altri paesi poco o niente.</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2010/11/05112010.pdf" alt="05112010.pdf">20101105_La Nazione.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/se-la-cina-produce-igp/">Se la Cina produce &#8220;IGP&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una questione di etichetta</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/una-questione-di-etichetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[La Nazione]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.net/news/una-questione-di-etichetta/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi (ieri ndr), leggendo gli articoli relativi alle nuove norme sull&#8217; etichettatura sul cibo, mi è venuto da chiedermi , se la coda alla vaccinara e la polenta veneta, usate come prodotti per il pranzo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/una-questione-di-etichetta/">Una questione di etichetta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/e4277b24b080d69d4b50c2dc533bc4bc.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Oggi (ieri ndr), leggendo gli articoli relativi alle nuove norme sull&#8217; etichettatura sul cibo, mi è venuto da chiedermi , se la coda alla vaccinara e la polenta veneta, usate come prodotti per il pranzo della riconciliazione fra Nord e Roma, avessero avuto una corretta etichetta con la scritta Made in Padania e Made in Roma.</p>
<p></strong></p>
<p><strong><br /></strong> La questione può sembrare peregrina, ma non è così, perché potrebbe essere facile oggi trovare sugli scaffali della GDO sia la polenta fatta con un mais coltivato in America, sia &nbsp;la carne di mucca allevata in Francia, ma con la scritta Made in Italy. Che il tema della trasparenza delle informazioni, soprattutto quelle relative al cibo, sia una questione fondamentale per i consumatori ed anche per il nostro settore agroalimentare, è fuori dubbio, come è anche positivo che il Parlamento italiano se ne occupi; quello che eviterei però, sono le esaltazioni riportate spesso sui media. Questo per due ragioni fondamentali. La prima, che è bene ricordare a tutti, sia ai parlamentari che ai giornalisti, che qualsiasi decisione adottata dal nostro Parlamento rimane un principio politico che non è direttamente applicabile perché deve essere comunque conforme alle norme comunitarie; è bene essere chiari&nbsp;per non prendere in giro agricoltori e consumatori. Resta inteso che la vera battaglia dovrà avvenire a Bruxelles, dove il giorno 8 dicembre, il commissario Ciolus presenterà il pacchetto qualità in cui potrebbero essere inserite queste norme. La seconda ragione è che, se la crisi persiste senza interventi di sistema, la nostra agricoltura rischia veramente molto. I fronti aperti sono tanti e soprattutto, richiedono un&#8217; attenzione diversa. Rincorrere le varie criticità che si presentano volta volta sembra non produrre effetti positivi. Ripensare l’agricoltura con un nuovo piano nazionale resta l’unica strada. Molte presto, ma spero proprio di no, potremmo trovarci nella situazione paradossale di&nbsp; avere finalmente un sistema di etichettatura chiaro e trasparente, senza però avere materia prima o prodotto finale su cui apporre la scritta Made in Italy!</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2010/10/08102010.pdf" alt="08102010.pdf">20101008_La Nazione.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/una-questione-di-etichetta/">Una questione di etichetta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
