<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>inflazione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<atom:link href="https://www.qualivita.it/argomento/inflazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Wed, 30 Sep 2026 07:29:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.19</generator>

<image>
	<url>https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/04/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>inflazione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Mozzarella di Bufala Campana DOP, Pier Maria Saccani: &#8220;costi su ma difendiamo la qualità&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/mozzarella-di-bufala-campana-dop-pier-maria-saccani-costi-su-ma-difendiamo-la-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 07:29:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=529483</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il direttore del Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP: gestione della filiera più onerosa dai trasporti agli imballaggi, ma non abbassiamo gli standard. Crescono produzione ed export Dottor Saccani, produzione e vendite [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/mozzarella-di-bufala-campana-dop-pier-maria-saccani-costi-su-ma-difendiamo-la-qualita/">Mozzarella di Bufala Campana DOP, Pier Maria Saccani: &#8220;costi su ma difendiamo la qualità&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il direttore del Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP: gestione della filiera più onerosa dai trasporti agli imballaggi, ma non abbassiamo gli standard. Crescono produzione ed export</em></p>
<p><em>Dottor Saccani, produzione e vendite della mozzarella di bufala campana Dop sono in crescita ma fino a che punto la filiera potrà arginare l&#8217;impatto dei costi in aumento, a partire dall&#8217;energia?</em></p>
<p>«È sicuramente vero che l&#8217;estate ha visto, in particolare tra luglio e agosto, numeri importanti, con un <strong>aumento delle vendite del 4,5%</strong> rispetto allo stesso periodo dello scorso anno &#8211; risponde <strong>Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop che</strong> ha sede nella Reggia di Caserta &#8211; E questo ci permette di vedere il bicchiere mezzo pieno. Il problema è che, come diceva lei, sono <strong>cresciuti i costi</strong> che non riescono a essere assorbiti dalla filiera».</p>
<p><em>Faccia qualche esempio.</em></p>
<p>«<strong>II trasporto è aumentato del 18-20 per cento</strong>, gli imballaggi del 30% ma anche in ambito agricolo ci sono stati incrementi significativi, a partire dai costi dall&#8217;energia. Tutto questo sta generando un appesantimento finanziario per tutti gli operatori della filiera ed è il punto sul quale come Consorzio stiamo ragionando».</p>
<p><em>Cosa vuol dire, in concreto?</em></p>
<p>«Che ci saranno aumenti dei listini, e speriamo che non si riflettano troppo sul consumatore finale e dunque si possano assorbire lungo la filiera, evitando impatti molto rilevanti che potrebbero generare anche cali di vendita».</p>
<p><em>Come affrontare, allora, la questione nella sua complessità?</em></p>
<p>«Bisogna <strong>trovare soluzioni condivise</strong> per avere un equilibrio nella filiera e gestire, anche tramite regolamentazioni, i volumi di prodotto. È quello che accade già in altre filiere, dal Parmigiano al Grana Padano. Questo vuol dire anche che avendo noi una filiera che copre quattro regioni, Campania, Puglia, Lazio e Molise, bisognerebbe <strong>costituire un tavolo unico a livello nazionale</strong> per individuare quelle soluzioni condivise di cui parlavo prima.<br />
Significa, in altre parole, avere un fine ultimo per continuare a lavorare sulla qualità del prodotto che è quello che dà un valore aggiunto al mercato, Non possiamo, insomma, competere sulla quantità ma andare sempre sulle eccellenze e dunque sulla qualità».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.ilmattino.it/cambio_di_paradigma/intervista_a_pier_maria_saccani_mozzarella_dop_costi_su_ma_difendiamo_la_qualita-9793358.html" target="_blank" rel="noopener">Il Mattino.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/mozzarella-di-bufala-campana-dop-pier-maria-saccani-costi-su-ma-difendiamo-la-qualita/">Mozzarella di Bufala Campana DOP, Pier Maria Saccani: &#8220;costi su ma difendiamo la qualità&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Battaglia sul mais, l’Italia cede alle superpotenze</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/battaglia-sul-mais-litalia-cede-alle-superpotenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 07:56:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
		<category><![CDATA[Zootecnia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=528923</guid>

					<description><![CDATA[<p>La produzione di mais arretra in tutta Europa. Con l’Ucraina bloccata, Usa e Brasile la fanno da padroni. Il peso di tecnologie e fertilizzanti Anche il 2026 si preannuncia un anno negativo per la produzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/battaglia-sul-mais-litalia-cede-alle-superpotenze/">Battaglia sul mais, l’Italia cede alle superpotenze</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La produzione di mais arretra in tutta Europa. Con l’Ucraina bloccata, Usa e Brasile la fanno da padroni. Il peso di tecnologie e fertilizzanti</em></p>
<p>Anche il 2026 si preannuncia un anno negativo per la produzione di mais in Italia. Il caldo estremo raggiunto nei mesi estivi, sommato alla scarsità di precipitazioni, ha messo a dura prova i campi di granturco, con produzioni che Confagricoltura stima in calo fino al 50% nei campi non irrigui, e una qualità della granella non sempre soddisfacente a causa della contaminazione da micotossine.</p>
<p>Ma il 2026 è solo l’ultimo di una lunga serie di anni problematici per la maiscoltura italiana, che ormai da un ventennio non riesce a produrre quanto richiesto dal mercato interno.</p>
<p><strong>Il principale sbocco della granella è la zootecnia: bovini e suini che alimentano le filiere dei formaggi e dei salumi DOP</strong>. Su questa commodity agricola si basa dunque una parte importante del Made in Italy agroalimentare, che genera miliardi di fatturato ed è il cuore delle nostre esportazioni food.</p>
<p>«Negli anni abbiamo avuto prezzi del mais talmente bassi da far sparire la redditività per molte aziende», spiega Thurn Valsassina, presidente dei produttori di cereali da foraggio di Confagricoltura. «<strong>Nel mio Friuli-Venezia Giulia le superfici sono passate da 100-110 mila ettari dei primi anni Duemila a circa 35 mila.</strong> Hanno resistito le zone più vocate, con disponibilità sicura di acqua, e le aziende in grado di assorbire gli elevati costi di produzione».</p>
<p>La stessa fragilità riguarda l’Europa. Secondo Areté, l’Unione nell’ultimo quinquennio ha prodotto mediamente circa 60 milioni di tonnellate di mais, ma ne consuma più di 70. In questa campagna, con la <strong>produzione europea ridotta dalla siccità</strong>, il fabbisogno di importazioni dovrebbe superare i 23 milioni di tonnellate, contro i 18,5 della precedente. Il continente deve quindi comprare più granella proprio mentre il mercato internazionale diventa più incerto.</p>
<p><strong> Negli ultimi anni il principale fornitore europeo è stata l’Ucraina</strong>, favorita dalla vicinanza geografica e da produzioni adatte al mercato comunitario. Ma la guerra ha ridotto l’affidabilità del corridoio del Mar Nero. Kiev ha aumentato il ricorso ai trasporti ferroviari, su strada a via fiume, con il Danubio che però è in sofferenza a causa della siccità. Il risultato sono costi maggiori e capacità inferiori: sul frumento, osserva Areté, la capacità di export è arrivata nel mese di agosto a dimezzarsi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Repubblica &#8211; Affari&amp;Finanza</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/battaglia-sul-mais-litalia-cede-alle-superpotenze/">Battaglia sul mais, l’Italia cede alle superpotenze</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dazi e guerre stravolgono il mercato: Europa e Ai per la sovranità alimentare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dazi-e-guerre-stravolgono-il-mercato-europa-e-ai-per-la-sovranita-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 07:58:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo De Castro]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=528132</guid>

					<description><![CDATA[<p>Azzerata la crescita dell’export agroalimentare. Le strade per resistere a guerre e dazi: innovazione e piani strategici UE C&#8217;è un luogo molto vicino a noi per capire quanto la geopolitica sia entrata nelle nostre vite: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dazi-e-guerre-stravolgono-il-mercato-europa-e-ai-per-la-sovranita-alimentare/">Dazi e guerre stravolgono il mercato: Europa e Ai per la sovranità alimentare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Azzerata la crescita dell’export agroalimentare. Le strade per resistere a guerre e dazi: innovazione e piani strategici UE</em></p>
<p>C&#8217;è un luogo molto vicino a noi per capire quanto la geopolitica sia entrata nelle nostre vite: il carrello della spesa. Trump che impone un dazio dalla Casa Bianca, una nave che evita lo Stretto di Hormuz o un missile che colpisce un porto ucraino non sono solo un fronte della terza guerra mondiale a pezzi. Prima o poi diventano una voce nei costi di un pastificio, di un caseificio, di un allevamento. E da lì arrivano fino al piatto in cui mangiamo.</p>
<h4>L’agroalimentare italiano, per ora, resiste.</h4>
<p><strong>Nel 2025 l’export ha raggiunto il record di circa 73 miliardi di euro</strong>, confermando il settore come primo comparto manifatturiero italiano. Ma il vento sta cambiando. Nel <strong>primo semestre 2026 la crescita delle esportazioni agroalimentari si è fermata allo 0,6%</strong>, contro il +5% del 2025. Il segno è ancora positivo, ma siamo a uno “zerovirgola”.</p>
<p><strong>A rallentare, inevitabilmente, sono soprattutto gli Stati Uniti</strong>, un mercato da 8 miliardi di euro per il cibo italiano. Ma un mercato zavorrato dalla battaglia commerciale di Trump. Vino, formaggi, olio, pasta e salumi hanno un forte valore aggiunto, ma proprio per questo sono più esposti quando il prezzo finale aumenta.</p>
<p>«C’è un’incertezza drammatica che attraversa tutte le imprese», osserva<strong> Paolo De Castro</strong>, ordinario di Economia e Politica Agraria all’università di Bologna, presidente di Nomisma e una vita all’Europarlamento a occuparsi del settore primario.</p>
<p><strong> L’incertezza ha un effetto immediato</strong>: frena gli investimenti proprio nell’era della rivoluzione dell’intelligenza artificiale. I <strong>fertilizzanti</strong>, dopo gli shock degli ultimi anni, sono arrivati a costare il doppio rispetto ai livelli precedenti. <strong>Energia, carburanti, trasporti e materie prime</strong> aggiungono pressione sui margini.</p>
<p>Se Hormuz significa soprattutto stangata sui costi di produzione, l’Ucraina ha mostrato l’altra faccia della vulnerabilità: materie prime e rotte commerciali.</p>
<p>La guerra ha costretto l’Europa a riorganizzare i flussi di cereali e altri prodotti agricoli, mentre la dipendenza da fornitori esterni resta significativa per alcuni input essenziali. <strong>L’Europa è infatti una grande potenza agroalimentare, ma non è autosufficiente</strong>. Nel primo semestre 2026 ha esportato per 117,2 miliardi, mantenendo un surplus commerciale di 23,9 miliardi. Eppure, ad esempio, importa gran parte delle proteine vegetali necessarie alla zootecnia: soia e derivati arrivano soprattutto dalle Americhe.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dazi-e-guerre-stravolgono-il-mercato-europa-e-ai-per-la-sovranita-alimentare/">Dazi e guerre stravolgono il mercato: Europa e Ai per la sovranità alimentare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La guerra del grano, prezzi su, meno sicurezza: la sfida per l&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-guerra-del-grano-prezzi-su-meno-sicurezza-la-sfida-per-leuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 07:13:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[grano]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=528037</guid>

					<description><![CDATA[<p>Contro l’inflazione legata al cibo le banche centralisono impotenti. Cina, India, Russia e Ucraina formano la mappa dei granai del mondo, che si sovrappone a quella delle grandi tensioni geopolitiche. Dall’aumento del valore finanziario delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-guerra-del-grano-prezzi-su-meno-sicurezza-la-sfida-per-leuropa/">La guerra del grano, prezzi su, meno sicurezza: la sfida per l&#8217;Europa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Contro l’inflazione legata al cibo le banche centralisono impotenti. Cina, India, Russia e Ucraina formano la mappa dei granai del mondo, che si sovrappone a quella delle grandi tensioni geopolitiche. Dall’aumento del valore finanziario delle materie prime alle fiammate di polizze e noli, fino alla siccità degli ultimi mesi che mette a rischio le scorte: il Vecchio Continente e gli Stati Uniti devono fare i conti con un mercato che continua a complicarsi. E con le richieste dei Paesi più poveri che sono in difficoltà</em></p>
<p>Non c’è solo lo stretto di Hormuz. E non c’è solo il petrolio o il gas. Ci sono anche le <strong>materie prime agricole</strong> che sono persino più strategiche delle fonti fossili. Anche perché — ed è il paradosso — è molto più facile che manchino, soprattutto nei Paesi più poveri, gli alimenti essenziali.</p>
<p>L’energia, là dove c’è, è quasi sempre disponibile seppur più cara. Il cibo può mancare del tutto. <strong>La geopolitica delle materie prime agricole è largamente sottovalutata in Europa</strong>. Non così nel resto del mondo. Noi siamo abituati all’abbondanza, non alla scarsità che i prezzi hanno segnalato, soprattutto in agosto, in misura drammatica.</p>
<p>Nota con una punta di amarezza il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti: «Si sta ridefinendo, sotto i nostri distratti occhi europei, la mappa degli approvvigionamenti strategici, per esempio di grano duro e tenero, soia. Parliamo giustamente di sicurezza ma non di quella alimentare. Qualche esempio? <strong>La Cina detiene la metà delle scorte alimentari e di fertilizzanti</strong> al mondo. Il premier indiano Modi ha comprato, a costi proibitivi, tutta l’urea disponibile per distribuirla a prezzi calmierati, altrimenti non avrebbero seminato il riso. <strong>In Ucraina e in Russia la guerra ora vede come bersagli, da una parte e dall’altra, i depositi di cereali</strong>, oltre alle navi di trasporto. C’è una forte speculazione finanziaria sui future. L’inflazione da materie prime è imbattibile anche dalle banche centrali».</p>
<p>Allora, che cosa sta succedendo realmente sui mercati delle materie prime agricole? <strong>I prezzi internazionali del grano tenero e duro sono cresciuti, dall’inizio dell’anno, rispettivamente del 50 e del 58 per cento</strong>. L’ampia fiammata registrata, in agosto, al Chicago Board of Trade (Cbot) e all’Euronext di Parigi è motivata soprattutto dal nuovo inasprimento della guerra in Ucraina. Il nodo fondamentale non è tanto la mancanza assoluta di raccolto, quanto le difficoltà logistiche nell’esportarlo.</p>
<p>Le <strong>restrizioni al traffico navale nelle rotte strategiche</strong>, le minacce ai porti commerciali del Mar Nero e il rallentamento nei ritmi di carico stanno trattenendo milioni di tonnellate di frumento nei magazzini locali.</p>
<p>Gli acquirenti internazionali (in particolare del Nord Africa e del Medio Oriente) sono quindi costretti a cercare forniture alternative in Europa o America, facendo salire i prezzi. I recenti attacchi militari contro gli scali marittimi civili e le infrastrutture portuali (specialmente nell’area di Odessa) hanno paralizzato le attività di imbarco.</p>
<p>L’<strong>operatività ridotta ai minimi nei terminal ucraini</strong> e minacce dirette alle rotte commerciali verso il Bosforo hanno azzerato la disponibilità di stive e fatto impennare i costi di assicurazione per le navi che si avventurano nella regione. <strong>Anche il commercio di grano russo sta affrontando serie difficoltà</strong> nei porti del Mar Nero e di Azov. Per ovviare all’incertezza e alle restrizioni nel bacino meridionale, molti esportatori russi stanno progressivamente dirottando una parte consistente delle spedizioni verso i terminal baltici.</p>
<p>Significativo un episodio poco conosciuto. Il 31 agosto il porto russo nel Baltico di Ust Luga (nella regione di Leningrado) ha subito un attacco di droni ucraini. L’incursione ha provocato un incendio all’interno dell’area portuale, un hub strategico per le esportazioni russe di petrolio, carbone e fertilizzanti. Si teme che altri porti, in cui vengono imbarcati i cereali, possano diventare obiettivi degli attacchi ucraini.</p>
<p><strong>La reazione </strong><br />
L’effetto sui future, i contratti a termine, di quell’episodio di guerra è stato immediato. In questo momento la differenza tra il prezzo spot (pronta consegna) e la quotazione dei future per il grano e per il mais è influenzata dalle dinamiche dei raccolti, dai costi di stoccaggio e dai flussi commerciali tra Europa e mercati globali. Sono state poi chiuse, nelle scorse settimane, diverse posizioni ribassiste (short covering) alimentando i rialzi. Diversi Paesi intermediari, tra cui la Turchia, stanno tentando di riaprire canali diplomatici con Mosca e Kyiv per stabilire corridoi di navigazione sicuri e sbloccare il transito merci.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;Economia &#8211; Corriere della Sera</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-guerra-del-grano-prezzi-su-meno-sicurezza-la-sfida-per-leuropa/">La guerra del grano, prezzi su, meno sicurezza: la sfida per l&#8217;Europa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Costi di produzione fuori controllo: l’appello del Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/costi-di-produzione-fuori-controllo-lappello-del-consorzio-igp-pomodoro-di-pachino-al-governo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:58:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=524089</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’appello di DOSES e Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo: costi di produzione fuori controllo, gasolio agricolo e i fertilizzanti mostrano un +60% rispetto al pre-crisi Il DOSES – Distretto Ortofrutticolo Sud-Est Sicilia e il Consorzio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/costi-di-produzione-fuori-controllo-lappello-del-consorzio-igp-pomodoro-di-pachino-al-governo/">Costi di produzione fuori controllo: l’appello del Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’appello di DOSES e Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo: costi di produzione fuori controllo, gasolio agricolo e i fertilizzanti mostrano un +60% rispetto al pre-crisi</em></p>
<p>Il <strong><a href="https://share.google/Wu7l8tHaPcSctSGRQ">DOSES – Distretto Ortofrutticolo Sud-Est Sicilia</a></strong> e il <strong><a href="https://share.google/ZGdrveiokRwexSW9m">Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino</a></strong> lanciano un appello congiunto al Governo nazionale e alla Regione Siciliana: servono misure strutturali e continuative per proteggere la serricoltura siciliana dall’impennata dei costi di produzione. Le soluzioni tampone non bastano più. Le tensioni internazionali su energia e materie prime colpiscono duramente un territorio dove la serricoltura intensiva è il modello prevalente. Qui l’incidenza di gasolio agricolo, fertilizzanti e film plastici in polietilene per le coperture è strutturalmente più alta.</p>
<p>I numeri della crisi sono drammatici: il gasolio agricolo e i fertilizzanti mostrano un +60% rispetto al pre-crisi, rendendo i costi di trasporto dall’isola insostenibili; i film plastici per serre hanno subìto rincari record su un fattore produttivo non sostituibile, oggi privo di qualsiasi agevolazione. Questi aumenti non sono più assorbibili dalle imprese. Quando il produttore non regge, il costo si scarica sulla filiera e arriva diretto sulle tavole delle famiglie italiane, alimentando l’inflazione.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.agenfood.it/agricoltura/costi-di-produzione-fuori-controllo-lappello-di-doses-e-consorzio-igp-pomodoro-di-pachino-al-governo/" target="_blank" rel="noopener">AgenFood.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/costi-di-produzione-fuori-controllo-lappello-del-consorzio-igp-pomodoro-di-pachino-al-governo/">Costi di produzione fuori controllo: l’appello del Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aceto Balsamico di Modena IGP: oltre il 90% export, dalla crisi del Golfo pressioni su costi e consumi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/aceto-balsamico-di-modena-igp-oltre-il-90-export-dalla-crisi-del-golfo-pressioni-su-costi-e-consumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 06:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Altri prodotti dell'allegato I del Trattato]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=521898</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mazzetti, Presidente Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena: “L’aumento dei costi lungo la filiera incide sui consumi: fondamentale garantire continuità e presidio dei mercati” Le tensioni in Medio Oriente e lo stallo nello Stretto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/aceto-balsamico-di-modena-igp-oltre-il-90-export-dalla-crisi-del-golfo-pressioni-su-costi-e-consumi/">Aceto Balsamico di Modena IGP: oltre il 90% export, dalla crisi del Golfo pressioni su costi e consumi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mazzetti, Presidente Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena: “L’aumento dei costi lungo la filiera incide sui consumi: fondamentale garantire continuità e presidio dei mercati”</em></p>
<p>Le <a href="https://www.qualivita.it/argomento/guerra/" target="_blank" rel="noopener">tensioni in Medio Oriente e lo stallo nello Stretto di Hormuz</a> stanno già producendo impatti concreti sulle filiere agroalimentari globali, con l’<a href="https://www.qualivita.it/argomento/inflazione/" target="_blank" rel="noopener">aumento dei costi energetici</a>, rallentamenti nei trasporti marittimi e una crescente instabilità nei mercati internazionali. Questo scenario incide direttamente sull’equilibrio tra produzione, distribuzione e domanda, aggravato dalle difficoltà nell’accesso alle rotte commerciali strategiche.</p>
<p>Il comparto dell’<strong>Aceto Balsamico di Modena IGP</strong>, uno dei prodotti agroalimentari italiani con la maggiore esposizione ai mercati internazionali (oltre il 90% dell’export), è tra i più vulnerabili, visto che il prodotto è distribuito in oltre 100 Paesi. In un contesto di incertezze, le <strong>difficoltà logistiche</strong> e le <strong>fluttuazioni dei costi energetici</strong> possono mettere a rischio il normale flusso delle esportazioni.</p>
<p><em>“Il contesto attuale è in continua evoluzione e richiede una gestione attenta e tempestiva da parte delle aziende </em>&#8211; afferma <strong>Cesare Mazzetti, Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena</strong> -. <em>L’aumento dei costi in tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, rischia di influenzare significativamente l’equilibrio dei mercati e la domanda finale. A questo si aggiungono gli effetti collaterali legati al blocco delle principali rotte commerciali, che stanno creando incertezze sulle catene di distribuzione. La nostra priorità in questa fase è <strong>diversificare i mercati di sbocco</strong> e cercare di <a href="https://www.qualivita.it/argomento/consumi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>aumentare la domanda dei consumatori europei</strong></a> mantenendo continuità e stabilità. L’Aceto Balsamico di Modena IGP non è solo un prodotto, è un simbolo di <strong>eccellenza</strong> che ha saputo rispondere alle crisi, dimostrando la solidità della nostra filiera e la forza del Made in Italy nel mondo. In momenti come questo, è proprio il nostro valore riconosciuto che fa la differenza </em>&#8211; prosegue <strong>Mazzetti</strong> -.</p>
<p>La solidità e la riconoscibilità dell’Aceto Balsamico di Modena IGP sui mercati internazionali, insieme alla sua filiera strutturata e consolidata, sono oggi più che mai fondamentali per garantire continuità e presidio del mercato.</p>
<p>“<em>Anche in fasi di incertezze, è proprio il valore riconosciuto del prodotto e la capacità della filiera di reagire alle crisi che fanno la differenza</em> – conclude <strong>Mazzetti</strong> -. <em>La nostra capacità di sostenere la competitività dipende dalla resilienza della nostra filiera e dal supporto a un posizionamento forte e responsabile del Made in Italy. In questo quadro, il Consorzio si augura una rapida de-escalation delle tensioni e una conclusione del conflitto nel più breve tempo possibile, auspicabilmente entro aprile secondo quanto riportato oggi dalla stampa, per favorire la stabilizzazione dei mercati e il ripristino delle normali dinamiche commerciali.”</em></p>
<p>In questo quadro, il Consorzio si augura una rapida de-escalation delle tensioni e una conclusione del conflitto nel più breve tempo possibile, auspicabilmente entro aprile secondo quanto riportato oggi dalla stampa, per favorire la stabilizzazione dei mercati e il ripristino delle normali dinamiche commerciali.”</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziobalsamico.it/news-blog/aceto-balsamico-di-modena-igp-oltre-il-90-export-dalla-crisi-del-golfo-pressioni-su-costi-e-consumi/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/aceto-balsamico-di-modena-igp-oltre-il-90-export-dalla-crisi-del-golfo-pressioni-su-costi-e-consumi/">Aceto Balsamico di Modena IGP: oltre il 90% export, dalla crisi del Golfo pressioni su costi e consumi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Allarme del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP: da stop trasporti gravi ripercussioni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/allarme-del-consorzio-arancia-rossa-di-sicilia-igp-da-stop-trasporti-gravi-ripercussioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 07:57:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=519546</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 15 aprile si festeggiano la Giornata Mondiale del Made in Italy, ma il sentiment va altrove: l’attuale situazione geopolitica internazionale rischia di dare il fianco all’ingresso di produzioni dall’estero. Il caro petrolio, gli scioperi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/allarme-del-consorzio-arancia-rossa-di-sicilia-igp-da-stop-trasporti-gravi-ripercussioni/">Allarme del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP: da stop trasporti gravi ripercussioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 15 aprile si festeggiano la Giornata Mondiale del Made in Italy, ma il sentiment va altrove: l’attuale situazione geopolitica internazionale rischia di dare il fianco all’ingresso di produzioni dall’estero. Il caro petrolio, gli scioperi dei trasportatori e il futuro incerto sono al centro di questa giornata di riflessione per le produzioni italiane. Diana (presidente Consorzio): “Necessari interventi per evitare catastrofi economiche”</em></p>
<p>I prodotti a Indicazione Geografica, come l’Arancia Rossa di Sicilia IGP, sono un esempio di ambasciatori di made in Italy nel mondo grazie alla loro presenza nei mercati internazionali e al territorio che per natura si portano dietro, ma <strong>nell’attuale contesto geopolitico il rischio è una contaminazione di prodotti dall’estero che potrebbe affossare il patrimonio produttivo italiano</strong>. È la <strong>riflessione del Consorzio dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP nella Giornata nazionale del made in Italy</strong> che si celebra il 15 aprile, per promuovere l’importanza delle manifatture italiane, agroalimentare incluso. Il Consorzio, infatti, esprime forte preoccupazione per le conseguenze dello sciopero degli autotrasportatori in Sicilia, azione condivisibile, ma che rischia di compromettere gravemente la distribuzione dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP verso il mercato nazionale. La situazione, se non affrontata con misure tempestive, potrebbe causare una significativa perdita per i produttori siciliani e favorire l’ingresso di prodotti di altre regioni o addirittura esteri sugli scaffali della grande distribuzione italiana.</p>
<p>“<strong>Il blocco dei trasporti</strong> minaccia la presenza delle nostre arance rosse nei punti vendita del Continente, dove la domanda potrebbe essere facilmente soddisfatta da agrumi provenienti dall’estero – in allarme in <strong>Presidente del Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP, Gerardo Diana</strong> &#8211; così facendo, la Sicilia rischia di perdere quote di mercato fondamentali, con ripercussioni economiche su tutta la filiera proprio nella fase finale della raccolta dell’Arancia Rossa IGP”.  La situazione è aggravata anche dall’aumento vertiginoso dei costi del gasolio agricolo, oltre che dal rincaro di concimi, fertilizzanti e dell’energia elettrica. Questi fattori stanno mettendo a dura prova la sostenibilità delle imprese agricole siciliane, minacciando la qualità e la competitività dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP.</p>
<p>Continua Gerardo Diana: “Siamo di fronte a una crisi senza precedenti, che fa seguito ai danni che abbiamo ricevuto dal passaggio dei vari cicloni, per questo chiediamo con forza alle istituzioni regionali, nazionali di intervenire immediatamente con misure concrete a sostegno della nostra filiera, per evitare una guerra tra poveri e salvaguardare il valore di quel made in Italy che proprio nella giornata di oggi celebriamo”.</p>
<p>Nel 2025, confermando lo scorso anno,<strong> l’Arancia Rossa di Sicilia IGP è al terzo posto per valore e produzione tra i prodotti ortofrutticoli italiani a marchio IG</strong> secondo i dati dell’ultimo rapporto Ismea-Qualivita (nel 2023 era al quinto). La produzione certificata IGP è infatti cresciuta dell’8,4%, e arrivando a un valore di circa 20 milioni di euro (+11,8% rispetto al 2023). Questa situazione rischia di far invertire una tendenza che fa bene al sistema economico regionale.</p>
<p><strong>La giornata nazionale del made in Italy</strong>. Istituita dal Ministero delle Imprese e del made in Italy (MIMIT) ogni anno il 15 aprile è La Giornata Nazionale del made in Italy. La data non è casuale: è infatti l’anniversario della nascita del genio italiano più conosciuto al mondo, Leonardo Da Vinci.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.tutelaaranciarossa.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/04/11-Giornata-del-made-in-Italy-Arancia-Rossa-Sicilia-IGP-.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/allarme-del-consorzio-arancia-rossa-di-sicilia-igp-da-stop-trasporti-gravi-ripercussioni/">Allarme del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP: da stop trasporti gravi ripercussioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mozzarella di Bufala Campana DOP e crisi in Iran, l’allarme del Consorzio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/mozzarella-di-bufala-campana-dop-e-crisi-in-iran-lallarme-del-consorzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 07:54:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=519002</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’aumento dei costi di produzione legati alla crisi del Golfo in Iran minaccia anche la Mozzarella di Bufala Campana DOP. I produttori stanno subendo incrementi significativi in ogni passaggio della filiera e l’allarme cherosene negli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/mozzarella-di-bufala-campana-dop-e-crisi-in-iran-lallarme-del-consorzio/">Mozzarella di Bufala Campana DOP e crisi in Iran, l’allarme del Consorzio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’aumento dei costi di produzione legati alla crisi del Golfo in Iran minaccia anche la Mozzarella di Bufala Campana DOP. I produttori stanno subendo incrementi significativi in ogni passaggio della filiera e l’allarme cherosene negli aeroporti mette a rischio anche l’export della Bufala Campana, che vale il 35% della produzione.</em></p>
<p>Sono questi i nodi affrontati dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP, riunitosi ieri per discutere della nuova emergenza.<br />
I numeri per la filiera sono allarmanti: logistica, materiali per confezionamento ed energia rappresentano le voci principali degli aumenti, con il record del gas, che ha registrato un picco di incremento di quasi il 70%. La somma di tutti questi costi impoverisce la filiera, che rischia il collasso, stretta tra le difficoltà produttive e il caro-carrello per le famiglie. Inoltre, il clima di incertezza rispetto agli scenari internazionali danneggia ulteriormente gli imprenditori del comparto, frenando progetti e generando instabilità.<br />
Il comparto della DOP aveva chiuso il 2025 in positivo, con una crescita del 3,35%, pari a 57.584 tonnellate prodotte di Mozzarella di Bufala Campana DOP.</p>
<p><em>“Tutti gli sforzi di crescita fatti finora sono vanificati da questo nuovo fronte di guerra, che ci preoccupa molto seriamente, innanzitutto per il carico di vittime, ma anche per i risvolti economici. Servono interventi mirati e urgenti per poter continuare a produrre. Occorre difendere il Made in Italy di successo nel mondo. Invece, i rischi sui rifornimenti degli aerei in alcuni scali mettono in difficoltà anche il nostro sistema dell’export, soprattutto verso i Paesi oltreoceano, come gli Usa, dove già scontiamo i dazi di Trump</em>”, commenta il presidente del Consorzio di Tutela, <strong>Domenico Raimondo.</strong></p>
<p><em>“È necessario un dialogo nuovo, in particolare con la distribuzione per evitare scelte al ribasso, che minano la competitività della nostra DOP. L’aumento dei costi di produzione incide lungo tutta la filiera, dunque, non ci dovremo sorprendere se nelle prossime settimane assisteremo a un rialzo dei listini, con l’obiettivo di continuare a garantire la qualità e la distintività della mozzarella di bufala campana”</em>, dichiara il direttore del Consorzio, <strong>Pier Maria Saccani</strong>.</p>
<p>Fonte:<strong> Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/04/COMUNICATO-CRISI-IRAN.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/mozzarella-di-bufala-campana-dop-e-crisi-in-iran-lallarme-del-consorzio/">Mozzarella di Bufala Campana DOP e crisi in Iran, l’allarme del Consorzio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tutti i mal di pancia della Grande Distribuzione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/tutti-i-mal-di-pancia-della-grande-distribuzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 09:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=512469</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dietro le polemiche sulle chiusure, il confronto sul futuro delle aziende. Associazioni di categoria contro la provocazione delle Coop. E l&#8217;indagine Antitrust sui rincari ben oltre l&#8217;inflazione apre un altro fronte. Intanto tremila singoli punti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/tutti-i-mal-di-pancia-della-grande-distribuzione/">Tutti i mal di pancia della Grande Distribuzione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dietro le polemiche sulle chiusure, il confronto sul futuro delle aziende. Associazioni di categoria contro la provocazione delle Coop. E l&#8217;indagine Antitrust sui rincari ben oltre l&#8217;inflazione apre un altro fronte. Intanto tremila singoli punti vendita sono a rischio&#8230;</em></p>
<p>Per carità, pensare di tornare alle chiusure domenicali della grande distribuzione suona inequivocabilmente come una proposta anacronistica. Equivale a voler rimettere il dentifricio nel tubetto dopo che ne è uscito fuori del tutto. Ma è anche vero che sottovalutare il tema è un errore perché dietro la questione delle domeniche open c&#8217;è in discussione la redditività e lo stato di salute del settore. De te fabula narratur, direbbero i nostri avi. Ed è indubbio che in questo momento <strong>diversi fattori concorrano a mettere sotto pressione le insegne</strong>.</p>
<p>L&#8217;ultima è stata l&#8217;<a href="https://www.qualivita.it/news/prezzi-alimentari-lantitrust-indaga-sulla-grande-distribuzione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>indagine conoscitiva lanciata dall&#8217;Autorità Antitrust sui rapporti economici nella filiera agro-industriale</strong></a>. La premessa non è beneaugurante per la grande distribuzione organizzata visto che sostanzialmente la si <strong>accusa di far crescere l&#8217;inflazione e di comprimere i margini dei fornitori</strong>. Federdistribuzione ha già risposto sostenendo di aver fatto barriera contro l&#8217;inflazione finché le insegne hanno potuto, ma vedremo gli sviluppi del dossier.</p>
<p>Antitrust quindi ma non solo, lo stress di mercato è testimoniato dalla <strong>decisione di Carrefour di uscire dall&#8217;Italia</strong> e ha il suo punto più dolente nell&#8217;andamento zoppicante dei consumi. Partiamo da questi ultimi: secondo i risultati del recente Radar Swg, <strong>43 italiani su 100 «cercheranno di contenere complessivamente i consumi</strong> per rafforzare la loro sicurezza economica» e un altro 19% sostiene che preferirà concedersi piccole spese o sfizi rinviando gli acquisti più importanti.</p>
<p>Il motivo principale della nuova strategia del braccino corto è la <strong>riduzione del potere d&#8217;acquisto</strong> (28%) seguita dal <strong>timore che la situazione economica possa peggiorare</strong> (24%). Ma anche tra coloro che hanno mantenuto il potere d&#8217;acquisto dei propri stipendi non ci sarà una corsa ai consumi, <strong>cresce la propensione al risparmio</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Le liberalizzazioni</p>
<p>A lanciare l&#8217;ipotesi di <strong>tornare alle chiusure di domenica</strong>, e quindi fare un passo indietro dalle liberalizzazioni del governo Monti, è stato un top manager del mondo Coop (2.200 supermercati), Ernesto Dalle Rive. Le motivazioni addotte sono state di due tipi: a) la contrazione della capacità di spesa dei consumatori; b) la sensibilità da parte dei lavoratori, specie in fase di reclutamento, alla conciliazione dei tempi.</p>
<p>La terza motivazione, rimasta sullo sfondo, è quella che riguarda <strong>i costi di chi paga la maggiorazione del lavoro festivo</strong> (30-40%), tra cui la Coop. Secondo i dati citati da Dalle Rive, <strong>solo il 10% degli italiani ha l&#8217;insopprimibile desiderio/necessità di fare acquisti la domenica</strong>, mentre il 43% sarebbe disponibile a utilizzare senza drammi gli altri sei giorni della settimana.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere della Sera &#8211; L&#8217;Economia</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/tutti-i-mal-di-pancia-della-grande-distribuzione/">Tutti i mal di pancia della Grande Distribuzione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prezzi alimentari, l’Antitrust indaga sulla grande distribuzione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/prezzi-alimentari-lantitrust-indaga-sulla-grande-distribuzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 08:58:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=512230</guid>

					<description><![CDATA[<p>Inchiesta dell&#8217;Antitrust sui prezzi della grande distribuzione e sul forte divario tra i prodotti food e la crescita dell’inflazione 2021-2025 Indagine Antitrust per far luce sui rincari del carrello della spesa degli ultimi anni, tra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prezzi-alimentari-lantitrust-indaga-sulla-grande-distribuzione/">Prezzi alimentari, l’Antitrust indaga sulla grande distribuzione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Inchiesta dell&#8217;Antitrust sui prezzi della grande distribuzione e sul forte divario tra i prodotti food e la crescita dell’inflazione 2021-2025</em></p>
<p>Indagine <strong>Antitrust</strong> per far luce sui <strong>rincari del carrello della spesa degli ultimi anni</strong>, tra ottobre 2021 e ottobre 2025: in questo periodo <a href="https://www.qualivita.it/argomento/inflazione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>secondo l’Istat i prezzi dei beni alimentari hanno segnato un +24,9%</strong> </a>contro il +17,3% dell’indice generale dei prezzi al consumo. Un divario di circa 8 punti percentuali.</p>
<p>A fronte di questi aumenti dei prezzi al consumo, <strong>i produttori agricoli hanno lamentato spesso una compressione o, quanto meno, una crescita inadeguata dei propri margini</strong>, che, scrive l’Agcm, potrebbe essere in parte <strong>riconducibile al forte squilibrio di potere contrattuale degli agricoltori</strong> rispetto alle grandi catene della distribuzione organizzata.</p>
<p>Tra gli obiettivi dell’Antitrust c’è anche quello di <a href="https://www.qualivita.it/argomento/gdo/" target="_blank" rel="noopener">indagate sul potere della Gdo e delle centrali d’acquisto</a>. La grande distribuzione chiede ai fornitori tutta una serie di contributi per servizi come, per esempio, l’inserimento dei prodotti, la visibilità sugli scaffali, le promozioni, i costi per i volantini e altro.</p>
<p>Secondo l’Autorità il potere di acquisto della Gdo ha un rilievo concorrenziale perché rappresenta un’importante leva di competizione a valle tra le insegne della Gdo e incide direttamente sulle dinamiche della formazione dei prezzi finali.</p>
<p>Nella mattinata di ieri la notizia dell’avvio dell’indagine si è diffusa rapidamente tra gli addetti ai lavori (industria alimentare e catene distributive) , presenti all’apertura di Marca by BolognaFiere, manifestazione dedicata ai prodotti con la marca del distributore (si veda anche l’articolo accanto).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prezzi-alimentari-lantitrust-indaga-sulla-grande-distribuzione/">Prezzi alimentari, l’Antitrust indaga sulla grande distribuzione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
