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	<title>inflazione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Jun 2026 07:58:05 +0000</lastBuildDate>
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	<title>inflazione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Costi di produzione fuori controllo: l’appello del Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:58:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’appello di DOSES e Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo: costi di produzione fuori controllo, gasolio agricolo e i fertilizzanti mostrano un +60% rispetto al pre-crisi Il DOSES – Distretto Ortofrutticolo Sud-Est Sicilia e il Consorzio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’appello di DOSES e Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo: costi di produzione fuori controllo, gasolio agricolo e i fertilizzanti mostrano un +60% rispetto al pre-crisi</em></p>
<p>Il <strong><a href="https://share.google/Wu7l8tHaPcSctSGRQ">DOSES – Distretto Ortofrutticolo Sud-Est Sicilia</a></strong> e il <strong><a href="https://share.google/ZGdrveiokRwexSW9m">Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino</a></strong> lanciano un appello congiunto al Governo nazionale e alla Regione Siciliana: servono misure strutturali e continuative per proteggere la serricoltura siciliana dall’impennata dei costi di produzione. Le soluzioni tampone non bastano più. Le tensioni internazionali su energia e materie prime colpiscono duramente un territorio dove la serricoltura intensiva è il modello prevalente. Qui l’incidenza di gasolio agricolo, fertilizzanti e film plastici in polietilene per le coperture è strutturalmente più alta.</p>
<p>I numeri della crisi sono drammatici: il gasolio agricolo e i fertilizzanti mostrano un +60% rispetto al pre-crisi, rendendo i costi di trasporto dall’isola insostenibili; i film plastici per serre hanno subìto rincari record su un fattore produttivo non sostituibile, oggi privo di qualsiasi agevolazione. Questi aumenti non sono più assorbibili dalle imprese. Quando il produttore non regge, il costo si scarica sulla filiera e arriva diretto sulle tavole delle famiglie italiane, alimentando l’inflazione.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.agenfood.it/agricoltura/costi-di-produzione-fuori-controllo-lappello-di-doses-e-consorzio-igp-pomodoro-di-pachino-al-governo/" target="_blank" rel="noopener">AgenFood.it</a></p>
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		<item>
		<title>Aceto Balsamico di Modena IGP: oltre il 90% export, dalla crisi del Golfo pressioni su costi e consumi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/aceto-balsamico-di-modena-igp-oltre-il-90-export-dalla-crisi-del-golfo-pressioni-su-costi-e-consumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 06:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Altri prodotti dell'allegato I del Trattato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mazzetti, Presidente Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena: “L’aumento dei costi lungo la filiera incide sui consumi: fondamentale garantire continuità e presidio dei mercati” Le tensioni in Medio Oriente e lo stallo nello Stretto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mazzetti, Presidente Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena: “L’aumento dei costi lungo la filiera incide sui consumi: fondamentale garantire continuità e presidio dei mercati”</em></p>
<p>Le <a href="https://www.qualivita.it/argomento/guerra/" target="_blank" rel="noopener">tensioni in Medio Oriente e lo stallo nello Stretto di Hormuz</a> stanno già producendo impatti concreti sulle filiere agroalimentari globali, con l’<a href="https://www.qualivita.it/argomento/inflazione/" target="_blank" rel="noopener">aumento dei costi energetici</a>, rallentamenti nei trasporti marittimi e una crescente instabilità nei mercati internazionali. Questo scenario incide direttamente sull’equilibrio tra produzione, distribuzione e domanda, aggravato dalle difficoltà nell’accesso alle rotte commerciali strategiche.</p>
<p>Il comparto dell’<strong>Aceto Balsamico di Modena IGP</strong>, uno dei prodotti agroalimentari italiani con la maggiore esposizione ai mercati internazionali (oltre il 90% dell’export), è tra i più vulnerabili, visto che il prodotto è distribuito in oltre 100 Paesi. In un contesto di incertezze, le <strong>difficoltà logistiche</strong> e le <strong>fluttuazioni dei costi energetici</strong> possono mettere a rischio il normale flusso delle esportazioni.</p>
<p><em>“Il contesto attuale è in continua evoluzione e richiede una gestione attenta e tempestiva da parte delle aziende </em>&#8211; afferma <strong>Cesare Mazzetti, Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena</strong> -. <em>L’aumento dei costi in tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, rischia di influenzare significativamente l’equilibrio dei mercati e la domanda finale. A questo si aggiungono gli effetti collaterali legati al blocco delle principali rotte commerciali, che stanno creando incertezze sulle catene di distribuzione. La nostra priorità in questa fase è <strong>diversificare i mercati di sbocco</strong> e cercare di <a href="https://www.qualivita.it/argomento/consumi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>aumentare la domanda dei consumatori europei</strong></a> mantenendo continuità e stabilità. L’Aceto Balsamico di Modena IGP non è solo un prodotto, è un simbolo di <strong>eccellenza</strong> che ha saputo rispondere alle crisi, dimostrando la solidità della nostra filiera e la forza del Made in Italy nel mondo. In momenti come questo, è proprio il nostro valore riconosciuto che fa la differenza </em>&#8211; prosegue <strong>Mazzetti</strong> -.</p>
<p>La solidità e la riconoscibilità dell’Aceto Balsamico di Modena IGP sui mercati internazionali, insieme alla sua filiera strutturata e consolidata, sono oggi più che mai fondamentali per garantire continuità e presidio del mercato.</p>
<p>“<em>Anche in fasi di incertezze, è proprio il valore riconosciuto del prodotto e la capacità della filiera di reagire alle crisi che fanno la differenza</em> – conclude <strong>Mazzetti</strong> -. <em>La nostra capacità di sostenere la competitività dipende dalla resilienza della nostra filiera e dal supporto a un posizionamento forte e responsabile del Made in Italy. In questo quadro, il Consorzio si augura una rapida de-escalation delle tensioni e una conclusione del conflitto nel più breve tempo possibile, auspicabilmente entro aprile secondo quanto riportato oggi dalla stampa, per favorire la stabilizzazione dei mercati e il ripristino delle normali dinamiche commerciali.”</em></p>
<p>In questo quadro, il Consorzio si augura una rapida de-escalation delle tensioni e una conclusione del conflitto nel più breve tempo possibile, auspicabilmente entro aprile secondo quanto riportato oggi dalla stampa, per favorire la stabilizzazione dei mercati e il ripristino delle normali dinamiche commerciali.”</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziobalsamico.it/news-blog/aceto-balsamico-di-modena-igp-oltre-il-90-export-dalla-crisi-del-golfo-pressioni-su-costi-e-consumi/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/aceto-balsamico-di-modena-igp-oltre-il-90-export-dalla-crisi-del-golfo-pressioni-su-costi-e-consumi/">Aceto Balsamico di Modena IGP: oltre il 90% export, dalla crisi del Golfo pressioni su costi e consumi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Allarme del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP: da stop trasporti gravi ripercussioni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/allarme-del-consorzio-arancia-rossa-di-sicilia-igp-da-stop-trasporti-gravi-ripercussioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 07:57:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 15 aprile si festeggiano la Giornata Mondiale del Made in Italy, ma il sentiment va altrove: l’attuale situazione geopolitica internazionale rischia di dare il fianco all’ingresso di produzioni dall’estero. Il caro petrolio, gli scioperi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 15 aprile si festeggiano la Giornata Mondiale del Made in Italy, ma il sentiment va altrove: l’attuale situazione geopolitica internazionale rischia di dare il fianco all’ingresso di produzioni dall’estero. Il caro petrolio, gli scioperi dei trasportatori e il futuro incerto sono al centro di questa giornata di riflessione per le produzioni italiane. Diana (presidente Consorzio): “Necessari interventi per evitare catastrofi economiche”</em></p>
<p>I prodotti a Indicazione Geografica, come l’Arancia Rossa di Sicilia IGP, sono un esempio di ambasciatori di made in Italy nel mondo grazie alla loro presenza nei mercati internazionali e al territorio che per natura si portano dietro, ma <strong>nell’attuale contesto geopolitico il rischio è una contaminazione di prodotti dall’estero che potrebbe affossare il patrimonio produttivo italiano</strong>. È la <strong>riflessione del Consorzio dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP nella Giornata nazionale del made in Italy</strong> che si celebra il 15 aprile, per promuovere l’importanza delle manifatture italiane, agroalimentare incluso. Il Consorzio, infatti, esprime forte preoccupazione per le conseguenze dello sciopero degli autotrasportatori in Sicilia, azione condivisibile, ma che rischia di compromettere gravemente la distribuzione dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP verso il mercato nazionale. La situazione, se non affrontata con misure tempestive, potrebbe causare una significativa perdita per i produttori siciliani e favorire l’ingresso di prodotti di altre regioni o addirittura esteri sugli scaffali della grande distribuzione italiana.</p>
<p>“<strong>Il blocco dei trasporti</strong> minaccia la presenza delle nostre arance rosse nei punti vendita del Continente, dove la domanda potrebbe essere facilmente soddisfatta da agrumi provenienti dall’estero – in allarme in <strong>Presidente del Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP, Gerardo Diana</strong> &#8211; così facendo, la Sicilia rischia di perdere quote di mercato fondamentali, con ripercussioni economiche su tutta la filiera proprio nella fase finale della raccolta dell’Arancia Rossa IGP”.  La situazione è aggravata anche dall’aumento vertiginoso dei costi del gasolio agricolo, oltre che dal rincaro di concimi, fertilizzanti e dell’energia elettrica. Questi fattori stanno mettendo a dura prova la sostenibilità delle imprese agricole siciliane, minacciando la qualità e la competitività dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP.</p>
<p>Continua Gerardo Diana: “Siamo di fronte a una crisi senza precedenti, che fa seguito ai danni che abbiamo ricevuto dal passaggio dei vari cicloni, per questo chiediamo con forza alle istituzioni regionali, nazionali di intervenire immediatamente con misure concrete a sostegno della nostra filiera, per evitare una guerra tra poveri e salvaguardare il valore di quel made in Italy che proprio nella giornata di oggi celebriamo”.</p>
<p>Nel 2025, confermando lo scorso anno,<strong> l’Arancia Rossa di Sicilia IGP è al terzo posto per valore e produzione tra i prodotti ortofrutticoli italiani a marchio IG</strong> secondo i dati dell’ultimo rapporto Ismea-Qualivita (nel 2023 era al quinto). La produzione certificata IGP è infatti cresciuta dell’8,4%, e arrivando a un valore di circa 20 milioni di euro (+11,8% rispetto al 2023). Questa situazione rischia di far invertire una tendenza che fa bene al sistema economico regionale.</p>
<p><strong>La giornata nazionale del made in Italy</strong>. Istituita dal Ministero delle Imprese e del made in Italy (MIMIT) ogni anno il 15 aprile è La Giornata Nazionale del made in Italy. La data non è casuale: è infatti l’anniversario della nascita del genio italiano più conosciuto al mondo, Leonardo Da Vinci.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.tutelaaranciarossa.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/04/11-Giornata-del-made-in-Italy-Arancia-Rossa-Sicilia-IGP-.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<item>
		<title>Mozzarella di Bufala Campana DOP e crisi in Iran, l’allarme del Consorzio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/mozzarella-di-bufala-campana-dop-e-crisi-in-iran-lallarme-del-consorzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 07:54:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
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		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’aumento dei costi di produzione legati alla crisi del Golfo in Iran minaccia anche la Mozzarella di Bufala Campana DOP. I produttori stanno subendo incrementi significativi in ogni passaggio della filiera e l’allarme cherosene negli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/mozzarella-di-bufala-campana-dop-e-crisi-in-iran-lallarme-del-consorzio/">Mozzarella di Bufala Campana DOP e crisi in Iran, l’allarme del Consorzio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’aumento dei costi di produzione legati alla crisi del Golfo in Iran minaccia anche la Mozzarella di Bufala Campana DOP. I produttori stanno subendo incrementi significativi in ogni passaggio della filiera e l’allarme cherosene negli aeroporti mette a rischio anche l’export della Bufala Campana, che vale il 35% della produzione.</em></p>
<p>Sono questi i nodi affrontati dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP, riunitosi ieri per discutere della nuova emergenza.<br />
I numeri per la filiera sono allarmanti: logistica, materiali per confezionamento ed energia rappresentano le voci principali degli aumenti, con il record del gas, che ha registrato un picco di incremento di quasi il 70%. La somma di tutti questi costi impoverisce la filiera, che rischia il collasso, stretta tra le difficoltà produttive e il caro-carrello per le famiglie. Inoltre, il clima di incertezza rispetto agli scenari internazionali danneggia ulteriormente gli imprenditori del comparto, frenando progetti e generando instabilità.<br />
Il comparto della DOP aveva chiuso il 2025 in positivo, con una crescita del 3,35%, pari a 57.584 tonnellate prodotte di Mozzarella di Bufala Campana DOP.</p>
<p><em>“Tutti gli sforzi di crescita fatti finora sono vanificati da questo nuovo fronte di guerra, che ci preoccupa molto seriamente, innanzitutto per il carico di vittime, ma anche per i risvolti economici. Servono interventi mirati e urgenti per poter continuare a produrre. Occorre difendere il Made in Italy di successo nel mondo. Invece, i rischi sui rifornimenti degli aerei in alcuni scali mettono in difficoltà anche il nostro sistema dell’export, soprattutto verso i Paesi oltreoceano, come gli Usa, dove già scontiamo i dazi di Trump</em>”, commenta il presidente del Consorzio di Tutela, <strong>Domenico Raimondo.</strong></p>
<p><em>“È necessario un dialogo nuovo, in particolare con la distribuzione per evitare scelte al ribasso, che minano la competitività della nostra DOP. L’aumento dei costi di produzione incide lungo tutta la filiera, dunque, non ci dovremo sorprendere se nelle prossime settimane assisteremo a un rialzo dei listini, con l’obiettivo di continuare a garantire la qualità e la distintività della mozzarella di bufala campana”</em>, dichiara il direttore del Consorzio, <strong>Pier Maria Saccani</strong>.</p>
<p>Fonte:<strong> Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/04/COMUNICATO-CRISI-IRAN.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Tutti i mal di pancia della Grande Distribuzione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/tutti-i-mal-di-pancia-della-grande-distribuzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 09:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dietro le polemiche sulle chiusure, il confronto sul futuro delle aziende. Associazioni di categoria contro la provocazione delle Coop. E l&#8217;indagine Antitrust sui rincari ben oltre l&#8217;inflazione apre un altro fronte. Intanto tremila singoli punti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dietro le polemiche sulle chiusure, il confronto sul futuro delle aziende. Associazioni di categoria contro la provocazione delle Coop. E l&#8217;indagine Antitrust sui rincari ben oltre l&#8217;inflazione apre un altro fronte. Intanto tremila singoli punti vendita sono a rischio&#8230;</em></p>
<p>Per carità, pensare di tornare alle chiusure domenicali della grande distribuzione suona inequivocabilmente come una proposta anacronistica. Equivale a voler rimettere il dentifricio nel tubetto dopo che ne è uscito fuori del tutto. Ma è anche vero che sottovalutare il tema è un errore perché dietro la questione delle domeniche open c&#8217;è in discussione la redditività e lo stato di salute del settore. De te fabula narratur, direbbero i nostri avi. Ed è indubbio che in questo momento <strong>diversi fattori concorrano a mettere sotto pressione le insegne</strong>.</p>
<p>L&#8217;ultima è stata l&#8217;<a href="https://www.qualivita.it/news/prezzi-alimentari-lantitrust-indaga-sulla-grande-distribuzione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>indagine conoscitiva lanciata dall&#8217;Autorità Antitrust sui rapporti economici nella filiera agro-industriale</strong></a>. La premessa non è beneaugurante per la grande distribuzione organizzata visto che sostanzialmente la si <strong>accusa di far crescere l&#8217;inflazione e di comprimere i margini dei fornitori</strong>. Federdistribuzione ha già risposto sostenendo di aver fatto barriera contro l&#8217;inflazione finché le insegne hanno potuto, ma vedremo gli sviluppi del dossier.</p>
<p>Antitrust quindi ma non solo, lo stress di mercato è testimoniato dalla <strong>decisione di Carrefour di uscire dall&#8217;Italia</strong> e ha il suo punto più dolente nell&#8217;andamento zoppicante dei consumi. Partiamo da questi ultimi: secondo i risultati del recente Radar Swg, <strong>43 italiani su 100 «cercheranno di contenere complessivamente i consumi</strong> per rafforzare la loro sicurezza economica» e un altro 19% sostiene che preferirà concedersi piccole spese o sfizi rinviando gli acquisti più importanti.</p>
<p>Il motivo principale della nuova strategia del braccino corto è la <strong>riduzione del potere d&#8217;acquisto</strong> (28%) seguita dal <strong>timore che la situazione economica possa peggiorare</strong> (24%). Ma anche tra coloro che hanno mantenuto il potere d&#8217;acquisto dei propri stipendi non ci sarà una corsa ai consumi, <strong>cresce la propensione al risparmio</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Le liberalizzazioni</p>
<p>A lanciare l&#8217;ipotesi di <strong>tornare alle chiusure di domenica</strong>, e quindi fare un passo indietro dalle liberalizzazioni del governo Monti, è stato un top manager del mondo Coop (2.200 supermercati), Ernesto Dalle Rive. Le motivazioni addotte sono state di due tipi: a) la contrazione della capacità di spesa dei consumatori; b) la sensibilità da parte dei lavoratori, specie in fase di reclutamento, alla conciliazione dei tempi.</p>
<p>La terza motivazione, rimasta sullo sfondo, è quella che riguarda <strong>i costi di chi paga la maggiorazione del lavoro festivo</strong> (30-40%), tra cui la Coop. Secondo i dati citati da Dalle Rive, <strong>solo il 10% degli italiani ha l&#8217;insopprimibile desiderio/necessità di fare acquisti la domenica</strong>, mentre il 43% sarebbe disponibile a utilizzare senza drammi gli altri sei giorni della settimana.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere della Sera &#8211; L&#8217;Economia</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Prezzi alimentari, l’Antitrust indaga sulla grande distribuzione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/prezzi-alimentari-lantitrust-indaga-sulla-grande-distribuzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 08:58:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Inchiesta dell&#8217;Antitrust sui prezzi della grande distribuzione e sul forte divario tra i prodotti food e la crescita dell’inflazione 2021-2025 Indagine Antitrust per far luce sui rincari del carrello della spesa degli ultimi anni, tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Inchiesta dell&#8217;Antitrust sui prezzi della grande distribuzione e sul forte divario tra i prodotti food e la crescita dell’inflazione 2021-2025</em></p>
<p>Indagine <strong>Antitrust</strong> per far luce sui <strong>rincari del carrello della spesa degli ultimi anni</strong>, tra ottobre 2021 e ottobre 2025: in questo periodo <a href="https://www.qualivita.it/argomento/inflazione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>secondo l’Istat i prezzi dei beni alimentari hanno segnato un +24,9%</strong> </a>contro il +17,3% dell’indice generale dei prezzi al consumo. Un divario di circa 8 punti percentuali.</p>
<p>A fronte di questi aumenti dei prezzi al consumo, <strong>i produttori agricoli hanno lamentato spesso una compressione o, quanto meno, una crescita inadeguata dei propri margini</strong>, che, scrive l’Agcm, potrebbe essere in parte <strong>riconducibile al forte squilibrio di potere contrattuale degli agricoltori</strong> rispetto alle grandi catene della distribuzione organizzata.</p>
<p>Tra gli obiettivi dell’Antitrust c’è anche quello di <a href="https://www.qualivita.it/argomento/gdo/" target="_blank" rel="noopener">indagate sul potere della Gdo e delle centrali d’acquisto</a>. La grande distribuzione chiede ai fornitori tutta una serie di contributi per servizi come, per esempio, l’inserimento dei prodotti, la visibilità sugli scaffali, le promozioni, i costi per i volantini e altro.</p>
<p>Secondo l’Autorità il potere di acquisto della Gdo ha un rilievo concorrenziale perché rappresenta un’importante leva di competizione a valle tra le insegne della Gdo e incide direttamente sulle dinamiche della formazione dei prezzi finali.</p>
<p>Nella mattinata di ieri la notizia dell’avvio dell’indagine si è diffusa rapidamente tra gli addetti ai lavori (industria alimentare e catene distributive) , presenti all’apertura di Marca by BolognaFiere, manifestazione dedicata ai prodotti con la marca del distributore (si veda anche l’articolo accanto).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a></p>
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		<title>Usa, retromarcia sui dazi: l’inflazione sul cibo spaventa la Casa Bianca</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/usa-retromarcia-sui-dazi-linflazione-sul-cibo-spaventa-la-casa-bianca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 08:56:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dazi: dalla carne al caffè, dalle banane ai pomodori, Washington abbassa le tasse doganali su duecento prodotti dell&#8217;agroalimentare Negli Stati Uniti la carne di manzo – che costa il 14,7% in più, di media – [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dazi: dalla carne al caffè, dalle banane ai pomodori, Washington abbassa le tasse doganali su duecento prodotti dell&#8217;agroalimentare</em></p>
<p>Negli Stati Uniti la carne di manzo – che costa il 14,7% in più, di media – spinge <strong>alle stelle il prezzo degli amatissimi hamburger</strong>. Il casco di banane &#8211; da settembre 2024 a oggi &#8211; si è impennato del 6,9%. Il caffè in polvere del 18,9%, con una spinta soprattutto dalla scorsa estate.</p>
<p>I <strong>dazi di Trump</strong> hanno prodotto un effetto boomerang sul carrello della spesa del ceto medio e basso degli Usa. E così <strong>il presidente americano fa retromarcia</strong> abolendo le imposizioni doganali che lui stesso ha deciso.</p>
<p><strong>Liberi dai dazi &#8211; che erano almeno al 10% &#8211; saranno circa 200 beni alimentari</strong>.</p>
<p>I più importanti sono elencati nella “scheda informativa” che la Casa Bianca diffonde il 14 novembre. Parliamo di caffè e tè; frutta tropicale e succhi di frutta; cacao e spezie; banane, arance e pomodori; carne bovina e fertilizzanti “aggiuntivi”.</p>
<p><strong>Nessuna produzione tipica dell’Italia</strong> &#8211; nota Coldiretti &#8211; è interessata. Nessun sollievo, dunque, arriverà al nostro Paese dal pentimento trumpiano.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Repubblica</strong></p>
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		<title>Inflazione in frenata ma sale la spesa alimentare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/inflazione-in-frenata-ma-sale-la-spesa-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 06:46:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inflazione a maggio è rimasta ferma su base congiunturale ed è salita dell&#8217;1,7% sull&#8217;anno. Sale però il carrello: spesa alimentare a +3,1%. Ritocco al rialzo del Pil nel primo trimestre: da +0,6 a +0,7% il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;inflazione a maggio è rimasta ferma su base congiunturale ed è salita dell&#8217;1,7% sull&#8217;anno. Sale però il carrello: spesa alimentare a +3,1%. Ritocco al rialzo del Pil nel primo trimestre: da +0,6 a +0,7% il dato tendenziale, +0,5% (da +0,4%) la crescita acquisita nel 2025.</em></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/argomento/inflazione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>L&#8217;inflazione in Italia rallenta</strong></a>, presentando dopo cinque mesi consecutivi di crescita una variazione congiunturale nulla. I <strong>dati preliminari Istat</strong> relativi al mese di maggio evidenziano infatti un tasso zero, mentre su base annua rispetto a maggio 2024 l&#8217;indice è aumentato dell&#8217;1,7%, in decelerazione rispetto al +19% del mese precedente, invertendo in questo caso un trend di risalita avviato a gennaio.</p>
<p><strong>Frenata</strong>, spiega Istat, <strong>legata soprattutto alla dinamica dei prezzi dei beni energetici regolamentati</strong> (da +31,7% a +29,1%) e non regolamentati (da -3,4%a -4,3%), degli alimentari non lavorati (da +4,2% a +3,7%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,6% a +3,o%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +4,4%a +2,6%).</p>
<p><strong>Non si tratta ad ogni modo di un arretramento dei listini</strong> a tutto tondo e corale, come evidenziato dall&#8217;andamento dei soli beni acquistati con maggiore frequenza, il cosiddetto <strong>carrello della spesa</strong>, che contiene alimentari e i prodotti per la cura della casa e della persona, paniere che su base annua <strong>lievita del +3,1%</strong>, dal +2,6% rilevato ad aprile. La stessa variazione congiunturale nulla dell&#8217;indice generale è in realtà il combinato disposto di dinamiche opposte delle diverse componenti: se da un lato scendono rispetto ad aprile i prezzi degli energetici non regolamentati (-2,1%) e dei servizi relativi ai trasporti (-1,7%); dall&#8217;altro <a href="https://www.qualivita.it/argomento/agroalimentare/" target="_blank" rel="noopener"><strong>aumentano gli alimentari</strong></a>, sia non lavorati (+0,9%) che lavorati (+0,8%), e i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,9%).</p>
<p>Scenario complessivo di riduzione delle tensioni inflazionistiche visibile anche eliminando dal calcolo le componenti più volatili (alimentari non lavorati ed energia), guardando cioè all&#8217;inflazione di fondo, che vede un valore tendenziale del 2%, un decimale in meno rispetto a quanto rilevato ad aprile.</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a></p>
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		<title>L&#8217;inflazione 2024 inchiodata a +1% ma il cibo rincara</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/linflazione-2024-inchiodata-a-1-ma-il-cibo-rincara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 08:29:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati Istat segnano un rallentamento dell&#8217;inflazione, che si attesta all&#8217;1%, ma per i beni alimentari si registrano incrementi più marcati che arrivano al +2,2%. &#8220;I dati Istat confermano che siamo sulla strada giusta: nel [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I dati Istat segnano un rallentamento dell&#8217;inflazione, che si attesta all&#8217;1%, ma per i beni alimentari si registrano incrementi più marcati che arrivano al +2,2%.</em></p>
<p>&#8220;I dati Istat confermano che siamo sulla strada giusta: nel 2024 <strong>l&#8217;inflazione è scesa all&#8217;1%, rispetto al 5,7% del 2023</strong> e all&#8217;8,1% del 2022&#8243;. A dirlo è il <strong>ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso</strong>, commentando le rilevazioni sull&#8217;andamento dei prezzi al consumo resi noti dall&#8217;Istituto.</p>
<p><strong>Nessun scossone significativo</strong> dunque per le tasche degli italiani: &#8220;Si stima che l&#8217;indice nazionale dei prezzi al consumo per l&#8217;intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, abbia registrato un aumento dello 0,1% su novembre e dell&#8217;1,3% su dicembre 2023&#8221;, osserva l&#8217;Istat.</p>
<p>Nonostante il netto rallentamento rispetto agli anni precedenti, <strong>sono i beni alimentari a registrare incrementi più marcati</strong>. Sebbene la dinamica dei prezzi abbia mostrato un rapido ridimensionamento rispetto al +9,8% del 2023, <strong>gli alimentari segnano comunque +2,2%</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Libero</strong></p>
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		<item>
		<title>Salutare, DOP e green guidano la graduale ripresa del largo consumo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/salutare-dop-e-green-guidano-la-graduale-ripresa-del-largo-consumo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 08:54:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inflazione spartiacque del 16esimo Osservatorio Immagino GS1 Italy. Salute e benessere, DOP e sostenibilità traino dei consumi. Un’inflazione che allenta la sua morsa nella prima metà di quest’anno consentendo una ripresa della crescita dei volumi, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Inflazione spartiacque del 16esimo Osservatorio Immagino GS1 Italy. Salute e benessere, DOP e sostenibilità traino dei consumi.</em></p>
<p>Un’<strong>inflazione che allenta</strong> la sua morsa nella prima metà di quest’anno consentendo una ripresa della crescita dei volumi, proprio lungo quelle direttrici che la corsa dei prezzi nel semestre precedente aveva penalizzato. La <strong>16esima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy</strong> mostra i due volti di un periodo, quello tra giugno 2023 e giugno 2024, diviso da un ideale spartiacque, l’inflazione, che ha pesantemente condizionato le abitudini di consumo degli italiani.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Il 16esimo Osservatorio Immagino, grazie alle rilevazioni condotte da NielsenIQ, attraverso il monitoraggio delle etichette, ha analizzato le <strong>vendite di oltre 138 mila prodotti</strong>, pari a più dell’83% del giro d’affari di supermercati e ipermercati italiani.</p>
<p>Tra i <strong>12 fenomeni presi in esame</strong>, emerge come nella seconda parte dell’anno gli italiani siano tornati a riporre attenzione a quei <strong>trend che negli ultimi anni avevano guidato il largo consumo</strong>: parliamo di <strong>salute e benessere</strong>, territorialità, col <strong>traino delle DOP</strong>, e <strong>sostenibilità</strong>, un tema quest’ultimo sfaccettato ed esteso ormai a quasi l’85% (l’84,8%) dei prodotti analizzati, sebbene i dati a volume parlino ancora di un calo delle vendite.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://askanews.it/2024/12/16/salutare-dop-e-green-guidano-la-graduale-ripresa-del-largo-consumo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>AskaNews.it</strong></a></p>
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