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	<title>impronta ambientale &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>impronta ambientale &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Il Consorzio Vini Bolgheri scrive al Ministro dell&#8217;Ambiente: tutela del territorio al centro del confronto</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/bolgheri-il-consorzio-scrive-al-ministro-gilberto-pichetto-fratin-tutela-del-territorio-al-centro-del-confronto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:43:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Preoccupazione per l’impatto del progetto eolico offshore e delle opere di connessione su paesaggio e viticoltura di eccellenza. Richiesta un’attenta valutazione per salvaguardare il Viale dei Cipressi e la continuità della DOP Bolgheri Il Consorzio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Preoccupazione per l’impatto del progetto eolico offshore e delle opere di connessione su paesaggio e viticoltura di eccellenza. Richiesta un’attenta valutazione per salvaguardare il Viale dei Cipressi e la continuità della DOP Bolgheri</em></p>
<p><strong>Il Consorzio per la Tutela dei Vini Bolgheri DOP e Bolgheri Sassicaia DOP ha inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin </strong>per richiamare l’attenzione sulla tutela del territorio agricolo e paesaggistico della costa livornese nell’ambito dei procedimenti autorizzativi relativi a nuove infrastrutture energetiche.</p>
<p>Al centro della comunicazione istituzionale vi è <strong>il progetto del parco eolico offshore flottante nel Mar Ligure</strong>, con particolare riferimento alle opere di connessione alla rete elettrica nazionale che interesserebbero la fascia costiera toscana e le aree interne. Il Consorzio evidenzia come, dalle analisi progettuali, emergano potenziali criticità legate al passaggio dell’elettrodotto in zone di altissimo valore paesaggistico e agricolo.</p>
<p>Tra le principali preoccupazioni espresse vi è la possibile interferenza con il celebre <strong>Viale dei Cipressi di Bolgheri</strong>,<strong> elemento identitario di straordinario valore storico e culturale</strong>, nonché simbolo <strong>riconosciuto a livello internazionale</strong>. Parallelamente, viene sottolineato il rischio di impatti sul territorio della DOP Bolgheri, un sistema agricolo d’eccellenza la cui qualità è strettamente connessa all’equilibrio tra suolo, clima e paesaggio.</p>
<p>“<em>Il Consorzio condivide pienamente gli obiettivi della transizione energetica, ma ritiene imprescindibile che ogni intervento sia valutato con estrema attenzione rispetto alle specificità dei territori coinvolti”</em>, ha dichiarato la <strong>Presidente Cinzia Merli</strong>. “<em>Il paesaggio, l’integrità dei suoli agricoli e l’identità produttiva della DOP Bolgheri rappresentano un patrimonio non replicabile, che deve essere tutelato attraverso scelte progettuali capaci di minimizzare gli impatti e salvaguardare le aree più sensibili</em>”.</p>
<p>Il Consorzio ribadisce inoltre la necessità che, nell’ambito delle procedure autorizzative in corso, vengano considerati <strong>non solo gli effetti diretti delle opere, ma anche quelli cumulativi su ecosistemi, paesaggio e attività agricole</strong>, con particolare attenzione agli elementi identitari e alla continuità dei terreni vitati.</p>
<p>Infine, viene confermata la piena disponibilità a collaborare con le istituzioni competenti, partecipando a eventuali tavoli tecnici o momenti di confronto, con l’obiettivo di <strong>individuare soluzioni condivise capaci di coniugare sviluppo energetico e tutela di un patrimonio territoriale unico</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.bolgheridoc.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio per la Tutela dei Vini Bolgheri DOP e Bolgheri Sassicaia DOP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/03/CSLetteraApertaConsorzioBolgherialMinistroPichettoFratin.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA QUI IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Asiago DOP: arriva il secondo riconoscimento Made Green in Italy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/asiago-dop-arriva-il-secondo-riconoscimento-made-green-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 08:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Made Green in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caseificio Latterie Vicentine è stato tra i primi in Italia ad ottenere la prestigiosa certificazione Made Green in Italy in classe A per l&#8217;Asiago DOP Fresco e per lo Stagionato Il formaggio può essere [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il caseificio Latterie Vicentine è stato tra i primi in Italia ad ottenere la prestigiosa certificazione Made Green in Italy in classe A per l&#8217;Asiago DOP Fresco e per lo Stagionato</em></p>
<p>Il formaggio può essere buono, ma anche <strong>rispettoso dell&#8217;ambiente</strong> e a ridotto impatto. Questo è l&#8217;obiettivo che si erano proposte Latterie Vicentine, obiettivo raggiunto in quanto sono risultate tra le prime aziende italiane a ricevere la prestigiosa <strong>certificazione &#8220;Made Green in Italy&#8221;</strong> per <strong>Asiago DOP</strong> Fresco e Asiago Dop Stagionato. Entrambi i formaggi hanno ottenuto la <strong>classificazione in Classe A,</strong> il massimo livello previsto dallo schema volontario promosso dal ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica per valorizzare i prodotti a ridotto impatto ambientale.</p>
<p>Latterie Vicentine, principale produttrice del <strong>Consorzio Tutela Formaggio Asiago</strong>, ha raggiunto questo importante traguardo confermando il proprio impegno concreto verso la sostenibilità ambientale.</p>
<p>Il <strong>marchio Made Green in Italy</strong> certifica prodotti realizzati in Italia che rispettano <strong>precisi criteri di sostenibilità lungo tutto il processo produttivo</strong>, dall&#8217;utilizzo di materiali ecologici e riciclabili ai processi di trasformazione, dagli imballaggi eco-compatibili alla responsabilità sociale d&#8217;impresa.</p>
<p><strong>La certificazione è stata rilasciata dall&#8217;ente indipendente CSQA</strong> sulla base di uno studio approfondito del ciclo di vita (<strong>LCA &#8211; Life Cycle Assessment</strong>) condotto con il software SSDA, secondo le Regole di Categoria di Prodotto (RCP) approvate dal Ministero.</p>
<p><strong>La valutazione ha analizzato l&#8217;intera filiera</strong>: dalla produzione del latte alla trasformazione in caseificio, dalla stagionatura alla distribuzione, fino all&#8217;uso e allo smaltimento dell&#8217;imballaggio attento alla massimo riciclaggio.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Giornale di Vicenza</strong></p>
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		<title>Logo Made Green in Italy per il Caseificio Torre Pallavicina</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/logo-green-in-italy-per-il-caseificio-torre-pallavicina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 10:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il disco verde made Green in Italy è un passaggio storico per la filiera del Grana Padano DOP e della filiera lattiero-casearia italiana Il Caseificio Torre Pallavicina ottiene l`uso del logo made Green in Italy. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il disco verde made Green in Italy è un passaggio storico per la filiera del Grana Padano DOP e della filiera lattiero-casearia italiana</em></p>
<p>Il <strong>Caseificio Torre Pallavicina ottiene l`uso del logo made Green in Italy</strong>. Questo segna un passaggio storico per la filiera lattiero-casearia italiana per la quale si aprono nuove prospettive di sostenibilità. Il riconoscimento ottenuto dal <strong>Caseificio Torre Pallavicina</strong> è promosso dal <strong>ministero dell`Ambiente e della Sicurezza Energetica</strong> e valorizza le prestazioni ambientali dei prodotti attraverso criteri scientifici, misurabili e comparabili.</p>
<p>Il risultato del caseificio, aderente al Consorzio di tutela, è frutto di un <strong>percorso strutturato e condiviso</strong>, sviluppato con il contributo scientifico del Politecnico di Milano, dell`Università Cattolica del Sacro Cuore ed Enersem, spin-off del Politecnico, e <strong>certificato da Csqa</strong>.</p>
<p>Alla base dello schema made Green in Italy c`è la <strong>metodologia Pef</strong> – Product Environmental Footprint, che analizza l`impatto ambientale lungo l`intero ciclo di vita del prodotto.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
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		<title>Grana Padano DOP: Caseificio Torre Pallavicina ottiene logo Made Green in Italy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/grana-padano-dop-caseificio-torre-pallavicina-ottiene-logo-green-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 10:53:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[impronta ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Risultato di sistema che apre nuove prospettive di sostenibilità per l’intera filiera Un importante riconoscimento per il settore lattiero-caseario italiano: il Caseificio Torre Pallavicina è il primo caseificio di Grana Padano Dop che ha ufficialmente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Risultato di sistema che apre nuove prospettive di sostenibilità per l’intera filiera</em></p>
<p>Un importante <strong>riconoscimento per il settore lattiero-caseario italiano</strong>: il <strong>Caseificio Torre Pallavicina è il primo caseificio di Grana Padano Dop che ha ufficialmente ottenuto l’autorizzazione all’uso del logo Made Green in Italy</strong>, lo schema nazionale promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per la valorizzazione delle performance ambientali dei prodotti italiani.</p>
<p>Il risultato rappresenta un traguardo di assoluto rilievo per una delle filiere agroalimentari più rappresentative del Made in Italy e costituisce l’esito di un percorso strutturato e condiviso, reso possibile grazie alla collaborazione tra il sistema produttivo e una qualificata squadra di enti di ricerca. In particolare, il lavoro è stato sviluppato con il contributo scientifico del Politecnico di Milano (Polimi), dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (UniCatt) e di Enersem, realtà di riferimento nell’analisi ambientale e nella sostenibilità dei sistemi agroalimentari, con la <strong>certificazione rilasciata da Csqa</strong>, organismo accreditato e riconosciuto a livello nazionale e internazionale.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.efanews.eu/it/item/56355-grana-padano-caseificio-torre-pallavicina-ottiene-logo-green-in-italy.html#google_vignette" target="_blank" rel="noopener"><strong>EFA News.eu</strong></a></p>
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		<item>
		<title>L&#8217;oro del bosco: Veneto Agricoltura pronta a lanciare i crediti di carbonio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/loro-del-bosco-veneto-agricoltura-pronta-a-lanciare-i-crediti-di-carbonio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2025 09:53:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
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		<category><![CDATA[crediti carbonio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si generano certificando la CO2 assorbita da risorse naturali. In provincia ci sono 221 mila ettari che sono sfruttabili La provincia di Belluno si propone come la &#8220;cassaforte dei crediti di carbonio&#8221; e l&#8217;agenzia regionale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si generano certificando la CO2 assorbita da risorse naturali. In provincia ci sono 221 mila ettari che sono sfruttabili</em></p>
<p>La <strong>provincia di Belluno</strong> si propone come la &#8220;<strong>cassaforte dei crediti di carbonio</strong>&#8221; e l&#8217;agenzia regionale &#8220;Veneto Agricoltura&#8221; è pronta per gestirla, fissando anzitutto gli standard e aprendo poi il Registro dei Crediti. Con una novità assoluta: «I crediti li &#8220;coltiveremo&#8221; non solo nei boschi, magari rinnovati finalmente con essenze autoctone e più resistenti, ma anche nei pascoli e più in generale nell&#8217;agricoltura di montagna e di collina».</p>
<p>Lo annuncia Nicola<strong> Dell&#8217;Acqua, direttore di &#8220;Veneto Agricoltura&#8221;,</strong> a pochi giorni dal convegno del 23 maggio, al park Hotel Villa Carpendada, su &#8220;<em>Generazione e valorizzazione dei crediti di carbonio</em>&#8220;.</p>
<p>In provincia insistono <strong>oltre 221 mila ettari di superfici boscate</strong> (circa il 53% del Veneto) in grado di assorbire grandi quantità di anidride carbonica. I crediti di carbonio infatti si generano <strong>certificando la CO2 assorbita da risorse naturali</strong> (boschi e foreste, ma, appunto, anche superfici agricole) e <strong>calcolando le mancate emissioni</strong> (per esempio l&#8217;energia generata da fonti rinnovabili (fotovoltaico, idroelettrico, geotermico, eolico).</p>
<p>«L&#8217;ordine di grandezza è di diversi milioni di euro l&#8217;anno dal momento in cui tali assorbimenti vengono certificati ufficialmente e poi messi sul mercato. Da questo punto di vista si configura una centralità del Bellunese nel processo di decarbonizzazione. Un territorio finora considerato periferico può infatti diventare protagonista della transizione ambientale grazie alle sue risorse naturali e proprio grazie al fatto di essere vasto e scarsamente popolato» riflette Dell&#8217;Acqua. Si è calcolato, ancora due anni fa, da parte di studiosi del settore, che l&#8217;<strong>80% di aree naturali del Bellunese può garantire un assorbimento pari a 1 milione e 650 mila tonnellate di CO2 l&#8217;anno</strong>. Ovvero circa 500.000 tonnellate di CO2 assorbita in più rispetto quella prodotta.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>«E vero, però, che il risultato genera risorse ingenti da mettere a disposizione della collettività» assicura il direttore Dell&#8217;Acqua. «Ebbene, noi di veneto Agricoltura ci poniamo come l&#8217;azienda pubblica che, con la società di <strong>certificazione Csqa</strong>, potrebbe anzitutto fissare gli standard per certificare il credito carbonio e, di seguito, aprire il Registro dei Crediti come Regione».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere delle Alpi</strong></p>
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		<item>
		<title>Biodiversity Friend: progetto pilota per certificare la sostenibilità in agricoltura</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/biodiversity-friend-un-progetto-pilota-per-certificare-la-sostenibilita-in-agricoltura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 13:15:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La certificazione ambientale Biodiversity Friend, realizzata in collaborazione con CSQA, valuta la sostenibilità in agricoltura e l&#8217;impatto delle attività agricole su biodiversità. Biodiversity Friend è una certificazione ambientale europea che, su base volontaria e tramite ausili [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La certificazione ambientale Biodiversity Friend, realizzata in collaborazione con CSQA, valuta la sostenibilità in agricoltura e l&#8217;impatto delle attività agricole su biodiversità.</em></p>
<p><strong>Biodiversity Friend</strong> è una <strong>certificazione ambientale europea</strong> che, su base <strong>volontaria</strong> e tramite ausili scientifici, permette alle aziende di valutare l&#8217;<strong>impatto della propria attività</strong> sulla <strong>biodiversità</strong> e, più in generale, la propria <strong>sostenibilità in agricoltura</strong>.</p>
<p>Grazie a un nuovo progetto presentato in partenariato tra Institut Agricole Régional, Coldiretti Valle d&#8217;Aosta, <strong>CSQA</strong>, Parco naturale del Mont-Avic, Cave Mont-Blanc de Morgex et La Sulle e comune di Nus, la certificazione potrebbe essere calibrata e modificata su scala regionale e perciò adattata alle specificità del territorio nostrano.</p>
<p>«I criteri alla base di tale iniziativa sono generici per tutta l&#8217;Europa e perciò non tengono conto delle particolari condizioni agricole e agroalimentari valdostane, tarate su zootecnica e alpeggi oltre che sulle sole coltivazioni &#8211; spiega <strong>Denise Chabloz</strong>, una delle responsabili del progetto e consigliera comunale neuventse -. Vorremmo così andare ad approfondire tutta quella parte di biodiversità floristica che permetterà di quantificare su prati e pascoli, superfici ben più ampie dei soli frutteti e vigneti sui quali è innestata la documentazione».</p>
<p>Più nel dettaglio, a fungere da aree pilota oggetto di studi di tipo scientifico saranno il Vallone di Saint-Barthélemy, alcune zone del Parco del Mont-Avic, i vigneti della Cave Mont-Blanc e ulteriori superfici dell&#8217;Institut Agricole ancora in fase di definizione.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Gazzetta Matin</strong></p>
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		<title>Coltivare l’acqua per resistere al nuovo clima</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/coltivare-lacqua-per-resistere-al-nuovo-clima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2025 09:49:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[crediti idrici]]></category>
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		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’Alto Vicentino i primi esperimenti per &#8220;coltivare l&#8217;acqua&#8221;. Il progetto Svolta Blu, certificato CSQA, mira a creare un sistema di crediti idrici. Scorte sempre più povere di acqua, nel Veneto si è estinto un quarto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nell’Alto Vicentino i primi esperimenti per &#8220;coltivare l&#8217;acqua&#8221;. Il progetto Svolta Blu, certificato CSQA, mira a creare un sistema di crediti idrici.</em></p>
<p><em>Scorte sempre più povere di acqua, nel Veneto si è estinto un quarto degli affioramenti: prendono corpo gli interventi di raccolta attraverso infiltrazioni naturali.</em></p>
<p><strong>Coltivare l’acqua</strong> è l’ultima spiaggia della <strong>resistenza al cambiamento climatico</strong>. E può rivelarsi anche un buon affare per chi deciderà di destinare a questa “coltura” i propri terreni. Nonostante le frequenti precipitazioni dell’ultimo anno abbiano rimpinguato sorgenti e corsi d’acqua del <strong>Veneto</strong>, è infatti tutt’altro che risolto il problema strutturale dell’impoverimento delle falde acquifere, che secondo gli studiosi nell’ultimo cinquantennio hanno perso il venti per cento del loro volume, mentre tutti i nostri fiumi hanno ridotto la loro portata.</p>
<p>A livello nazionale uno studio dell’Ispra ha mostrato che rispetto all’inizio del secolo scorso <strong>la <a href="https://www.qualivita.it/argomento/risorse-idriche/" target="_blank" rel="noopener">disponibilità di acqua in Italia</a> si è già ridotta di un quinto</strong>, una percentuale che è destinata a raddoppiare nei prossimi anni, facendo del nostro paese quello con il più alto livello di rischio di stress idrico in Europa. Anche di questo si occuperanno la Giornata mondiale dell’acqua, in programma domenica e il Festival di Staranzano (Go), tra il 22 e il 25 maggio.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>“<a href="https://www.viacqua.it/it/azienda/cosa-facciamo/progetto-life-svolta-blu/life-svolta-blu-6663a1-ita.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Svolta blu</strong></a>”, l’ultimo arrivato dei <strong>progetti Life</strong> per l’implementazione di queste tecniche e l’attivazione di una rete di enti pubblici e di soggetti privati per la loro gestione, è stato avviato a ottobre e può contare su un <strong>finanziamento di 2 milioni</strong> di euro: ne fanno parte <strong>Viacqua</strong>, la <strong>Fondazione Palazzo Festari IPA Alto Vicentino</strong>, 35 fra <strong>Comuni e Unioni Montane</strong>, categorie economiche, il <strong>Consorzio di Bonifica Alta pianura Veneta</strong>, l’<strong>ANBI</strong>, l’<strong>Università di Padova</strong> e l’ente di certificazione <strong>CSQA</strong>: la presenza del CQSA e della professoressa Mara Thiene del Tesaf UniPd, esperta di valutazione dei costi dell’acqua, è propedeutica a uno sviluppo particolarmente innovativo di questa iniziativa, cioè la messa a punto di <strong>un sistema di “<a href="https://www.qualivita.it/argomento/crediti-idrici/" target="_blank" rel="noopener">crediti blu</a>”</strong> per finanziare l’operazione e renderla anche economicamente interessante.</p>
<p>Il meccanismo sarebbe lo stesso dei crediti di carbone, ideati per compensare le emissioni di Co2: una volta determinato il loro valore essi verranno messi sul mercato e potranno essere acquistati da aziende ad alto consumo di acqua, che in questo modo finanzieranno indirettamente la realizzazione dei pozzi bevitori o delle aree di infiltrazione, azzerando o ridimensionando la loro impronta idrica.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilnordest.it/dossier/cambiamento-climatico/siccita-veneto-progetto-coltivare-acqua-kx0n3rce" target="_blank" rel="noopener"><strong>ilNordEst.it</strong></a></p>
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		<title>Aziende Vending: l&#8217;80% utilizza energia rinnovabile</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/aziende-vending-l80-utilizza-energia-rinnovabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Mar 2025 13:54:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[impronta ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo il primo &#8220;report di sostenibilità&#8221; del settore della distribuzione automatica promosso da CONFIDA, l&#8217;80% delle Aziende Vending utilizza energia rinnovabile e adotta sistemi per ridurre l&#8217;impatto climatico. Il 59% delle imprese vending investe in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Secondo il primo &#8220;report di sostenibilità&#8221; del settore della distribuzione automatica promosso da CONFIDA, l&#8217;80% delle Aziende Vending utilizza energia rinnovabile e adotta sistemi per ridurre l&#8217;impatto climatico. Il 59% delle imprese vending investe in sistemi di welfare aziendale. Il 37% si impegna contro lo spreco alimentare.</em></p>
<p>Negli ultimi anni, la <strong>sostenibilità ambientale</strong> e sociale all&#8217;interno del settore della distribuzione automatica ha assunto un ruolo di crescente importanza: <strong>l&#8217;80% delle imprese, infatti, utilizza energia rinnovabile e il 78% adotta dei sistemi di gestione ambientale</strong> volti alla riduzione dell&#8217;impatto climatico delle loro attività.</p>
<p>È quanto emerge dal &#8220;<a href="https://www.csqa.it/it-it/press/confida-presenta-il-report-di-sostenibilita-di-settore-2023" target="_blank" rel="noopener"><strong>Report di Sostenibilità di settore 2023</strong></a>&#8221; promosso da <strong>CONFIDA</strong>, il primo dedicato a questo comparto che in Italia è composto da oltre 4.000 imprese di gestione per un indotto occupazionale di circa 30.000 persone, a cui si aggiungono le altre aziende della filiera.</p>
<p>&#8220;La sostenibilità è un tema che tocca vari aspetti dell&#8217;attività di un&#8217;azienda del vending &#8211; commenta <strong>Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA</strong> &#8211; dalla gestione dell&#8217;energia e dei magazzini, alla sostenibilità nei trasporti, dalla scelta dei prodotti alimentari alla gestione dei rifiuti&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Dallo studio realizzato per il Report di CONFIDA emerge, inoltre, che <strong>il 50% delle aziende del vending realizza un report di sostenibilità</strong> e il 60% si è dotato di un responsabile dedicato al tema. Il settore, in particolare, è molto attento alla <strong>sicurezza alimentare</strong> poiché i distributori automatici sono dei veri e propri punti di ristoro che rispettano tutte le norme in materia di igiene e sicurezza, il cosiddetto sistema dell&#8217;<strong>HACCP</strong>, per la tutela della salute del consumatore finale.</p>
<p>Inoltre, grazie alla collaborazione con l&#8217;ente <strong>CSQA</strong>, è stata creata la <strong>certificazione TQS Vending</strong> che richiede agli operatori del settore standard qualitativi superiori a quelli di legge. Anche per il caffè, il prodotto più venduto nei distributori automatici, è nata un&#8217;ulteriore <strong>certificazione di qualità -DTP-114</strong> che definisce specifici parametri funzionali qualitativi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.vendingnews.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>VendingNews</strong></a></p>
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		<title>Consorzio Funghi di Treviso porta a Fruit Logistica la gamma ‘Zero residui’</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-funghi-di-treviso-porta-a-fruit-logistica-la-gamma-zero-residui/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 15:43:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[impronta ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>O.P. Consorzio Funghi di Treviso presente a Fruit Logistica di Berlino con la linea ‘Zero residui’ certificata da CSQA O.P. Consorzio Funghi di Treviso, insieme alla Regione Veneto, è protagonista a Fruit Logistica (Berlino, 5-7 febbraio), la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>O.P. Consorzio Funghi di Treviso presente a Fruit Logistica di Berlino con la linea ‘Zero residui’ certificata da CSQA</em></p>
<p><strong>O.P. Consorzio Funghi di Treviso</strong>, insieme alla Regione Veneto, è protagonista a <strong>Fruit Logistica</strong> (Berlino, 5-7 febbraio), la fiera dedicata al settore dell’ortofrutta. Per l’occasione, la cooperativa trevigiana <strong>presenta la sua linea ‘Zero residui’</strong>, composta da diverse referenze: Pleurotus ostreatus, Champignon Bianco intero e affettato, Champignon Crema e Portobello. Come fanno sapere dall’azienda, la <strong>certificazione Residuo Zero</strong> – rilasciata dall’ente certificatore <strong>CSQA</strong> – rappresenta un valore aggiunto a prodotti già caratterizzati da gusto, ottime caratteristiche nutrizionali e grande versatilità in cucina.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.alimentando.info/consorzio-funghi-di-treviso-porta-a-fruit-logistica-di-berlino-la-gamma-completa-zero-residui/" target="_blank" rel="noopener">Alimentando.info</a></strong></p>
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		<title>Prosciutto di Parma DOP verso la transizione ecologica</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-parma-dop-verso-la-transizione-ecologica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2025 14:34:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Csqa]]></category>
		<category><![CDATA[impronta ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato il progetto realizzato dal Consorzio in collaborazione con il Politecnico di Milano Enersem e CSQA Il Consorzio del Prosciutto di Parma conferma conferma il proprio impegno verso l&#8217;ambiente e porta a termine un progetto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentato il progetto realizzato dal Consorzio in collaborazione con il Politecnico di Milano Enersem e CSQA</em></p>
<p>Il <strong>Consorzio del Prosciutto di Parma conferma conferma il proprio impegno verso l&#8217;ambiente</strong> e porta a termine un progetto pluriennale volto a supportare la transizione ecologica delle proprie aziende. Avviato nel 2022, <strong>il progetto si è posto l&#8217;obiettivo di definire una politica ambientale per il comparto del Prosciutto di Parma</strong> DOP che sia al servizio dei propri produttori, ottimizzandone le prestazioni in fatto di sostenibilità.</p>
<p>Per fare questo, l&#8217;ente di tutela del Parma DOP ha coinvolto partner altamente qualificati e di riconosciuta autorevolezza: il <strong>Politecnico di Milano</strong> per la fase di definizione e realizzazione del progetto, il suo spin-off <strong>Enersem</strong> per lo sviluppo del software previsto dalla ricerca e <strong>CSQA</strong> per gli aspetti relativi alle verifiche.</p>
<p><strong>Il progetto</strong>, nel corso di oltre due anni, ha previsto la realizzazione di alcune fasi distinte. In un primo momento è stato effettuato il <strong>calcolo dell&#8217;impronta ambientale</strong> del comparto del Prosciutto di Parma DOP, attraverso l&#8217;applicazione della <strong>metodologia ufficiale PEF</strong> (Product Environmental Footprint), uno strumento messo a disposizione dalla Commissione europea per valutare, tramite specifici indicatori, l&#8217;impatto sull&#8217;ambiente delle attività produttive. Questa operazione è stata resa possibile grazie al coinvolgimento e alla partecipazione attiva di un cospicuo numero di aziende del comparto ed è stata, in seguito, <strong>validata dall&#8217;organismo di certificazione CSQA</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Premiata Salumeria Italiana</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-parma-dop-verso-la-transizione-ecologica/">Prosciutto di Parma DOP verso la transizione ecologica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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