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	<title>guerra &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Jun 2026 07:58:05 +0000</lastBuildDate>
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	<title>guerra &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<item>
		<title>Costi di produzione fuori controllo: l’appello del Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/costi-di-produzione-fuori-controllo-lappello-del-consorzio-igp-pomodoro-di-pachino-al-governo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:58:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’appello di DOSES e Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo: costi di produzione fuori controllo, gasolio agricolo e i fertilizzanti mostrano un +60% rispetto al pre-crisi Il DOSES – Distretto Ortofrutticolo Sud-Est Sicilia e il Consorzio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’appello di DOSES e Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo: costi di produzione fuori controllo, gasolio agricolo e i fertilizzanti mostrano un +60% rispetto al pre-crisi</em></p>
<p>Il <strong><a href="https://share.google/Wu7l8tHaPcSctSGRQ">DOSES – Distretto Ortofrutticolo Sud-Est Sicilia</a></strong> e il <strong><a href="https://share.google/ZGdrveiokRwexSW9m">Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino</a></strong> lanciano un appello congiunto al Governo nazionale e alla Regione Siciliana: servono misure strutturali e continuative per proteggere la serricoltura siciliana dall’impennata dei costi di produzione. Le soluzioni tampone non bastano più. Le tensioni internazionali su energia e materie prime colpiscono duramente un territorio dove la serricoltura intensiva è il modello prevalente. Qui l’incidenza di gasolio agricolo, fertilizzanti e film plastici in polietilene per le coperture è strutturalmente più alta.</p>
<p>I numeri della crisi sono drammatici: il gasolio agricolo e i fertilizzanti mostrano un +60% rispetto al pre-crisi, rendendo i costi di trasporto dall’isola insostenibili; i film plastici per serre hanno subìto rincari record su un fattore produttivo non sostituibile, oggi privo di qualsiasi agevolazione. Questi aumenti non sono più assorbibili dalle imprese. Quando il produttore non regge, il costo si scarica sulla filiera e arriva diretto sulle tavole delle famiglie italiane, alimentando l’inflazione.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.agenfood.it/agricoltura/costi-di-produzione-fuori-controllo-lappello-di-doses-e-consorzio-igp-pomodoro-di-pachino-al-governo/" target="_blank" rel="noopener">AgenFood.it</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aceto Balsamico di Modena IGP: oltre il 90% export, dalla crisi del Golfo pressioni su costi e consumi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/aceto-balsamico-di-modena-igp-oltre-il-90-export-dalla-crisi-del-golfo-pressioni-su-costi-e-consumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 06:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Altri prodotti dell'allegato I del Trattato]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mazzetti, Presidente Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena: “L’aumento dei costi lungo la filiera incide sui consumi: fondamentale garantire continuità e presidio dei mercati” Le tensioni in Medio Oriente e lo stallo nello Stretto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mazzetti, Presidente Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena: “L’aumento dei costi lungo la filiera incide sui consumi: fondamentale garantire continuità e presidio dei mercati”</em></p>
<p>Le <a href="https://www.qualivita.it/argomento/guerra/" target="_blank" rel="noopener">tensioni in Medio Oriente e lo stallo nello Stretto di Hormuz</a> stanno già producendo impatti concreti sulle filiere agroalimentari globali, con l’<a href="https://www.qualivita.it/argomento/inflazione/" target="_blank" rel="noopener">aumento dei costi energetici</a>, rallentamenti nei trasporti marittimi e una crescente instabilità nei mercati internazionali. Questo scenario incide direttamente sull’equilibrio tra produzione, distribuzione e domanda, aggravato dalle difficoltà nell’accesso alle rotte commerciali strategiche.</p>
<p>Il comparto dell’<strong>Aceto Balsamico di Modena IGP</strong>, uno dei prodotti agroalimentari italiani con la maggiore esposizione ai mercati internazionali (oltre il 90% dell’export), è tra i più vulnerabili, visto che il prodotto è distribuito in oltre 100 Paesi. In un contesto di incertezze, le <strong>difficoltà logistiche</strong> e le <strong>fluttuazioni dei costi energetici</strong> possono mettere a rischio il normale flusso delle esportazioni.</p>
<p><em>“Il contesto attuale è in continua evoluzione e richiede una gestione attenta e tempestiva da parte delle aziende </em>&#8211; afferma <strong>Cesare Mazzetti, Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena</strong> -. <em>L’aumento dei costi in tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, rischia di influenzare significativamente l’equilibrio dei mercati e la domanda finale. A questo si aggiungono gli effetti collaterali legati al blocco delle principali rotte commerciali, che stanno creando incertezze sulle catene di distribuzione. La nostra priorità in questa fase è <strong>diversificare i mercati di sbocco</strong> e cercare di <a href="https://www.qualivita.it/argomento/consumi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>aumentare la domanda dei consumatori europei</strong></a> mantenendo continuità e stabilità. L’Aceto Balsamico di Modena IGP non è solo un prodotto, è un simbolo di <strong>eccellenza</strong> che ha saputo rispondere alle crisi, dimostrando la solidità della nostra filiera e la forza del Made in Italy nel mondo. In momenti come questo, è proprio il nostro valore riconosciuto che fa la differenza </em>&#8211; prosegue <strong>Mazzetti</strong> -.</p>
<p>La solidità e la riconoscibilità dell’Aceto Balsamico di Modena IGP sui mercati internazionali, insieme alla sua filiera strutturata e consolidata, sono oggi più che mai fondamentali per garantire continuità e presidio del mercato.</p>
<p>“<em>Anche in fasi di incertezze, è proprio il valore riconosciuto del prodotto e la capacità della filiera di reagire alle crisi che fanno la differenza</em> – conclude <strong>Mazzetti</strong> -. <em>La nostra capacità di sostenere la competitività dipende dalla resilienza della nostra filiera e dal supporto a un posizionamento forte e responsabile del Made in Italy. In questo quadro, il Consorzio si augura una rapida de-escalation delle tensioni e una conclusione del conflitto nel più breve tempo possibile, auspicabilmente entro aprile secondo quanto riportato oggi dalla stampa, per favorire la stabilizzazione dei mercati e il ripristino delle normali dinamiche commerciali.”</em></p>
<p>In questo quadro, il Consorzio si augura una rapida de-escalation delle tensioni e una conclusione del conflitto nel più breve tempo possibile, auspicabilmente entro aprile secondo quanto riportato oggi dalla stampa, per favorire la stabilizzazione dei mercati e il ripristino delle normali dinamiche commerciali.”</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziobalsamico.it/news-blog/aceto-balsamico-di-modena-igp-oltre-il-90-export-dalla-crisi-del-golfo-pressioni-su-costi-e-consumi/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/aceto-balsamico-di-modena-igp-oltre-il-90-export-dalla-crisi-del-golfo-pressioni-su-costi-e-consumi/">Aceto Balsamico di Modena IGP: oltre il 90% export, dalla crisi del Golfo pressioni su costi e consumi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vino: causa guerra, fermi mercati da 80 milioni euro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-causa-guerra-fermi-mercati-da-80-milioni-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 06:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Export del vino in crisi a causa della guerra: ordini bloccati in 20 mercati e costi in forte aumento per imprese già sotto pressione “Il settore del vino sta già subendo i primi danni diretti generati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Export del vino in crisi a causa della guerra: ordini bloccati in 20 mercati e costi in forte aumento per imprese già sotto pressione</em></p>
<p><strong>“Il settore del vino sta già subendo</strong> i primi danni diretti generati dal <strong>conflitto iraniano.</strong> Registriamo l’arresto degli ordini in una ventina di mercati – da quelli del Golfo ad altri limitrofi – che sommano complessivamente un valore annuo delle esportazioni per circa 80 milioni di euro. Oltre a ciò, si prospettano criticità importanti –<strong> dal costo delle materie prime secche</strong> a quelle dei trasporti al calo turistico ed enoturistico &#8211; non sostenibili da un settore già provato da una domanda in evidente contrazione. <strong>Come Uiv,</strong> richiamiamo il Governo italiano e l’Ue a risposte urgenti sulle possibili misure da adottare anche in favore del<strong> nostro settor</strong>e per mitigare attuali e future dinamiche involutive”. Lo ha detto oggi il presidente di Unione italiana (Uiv), Lamberto Frescobaldi nel corso del Consiglio nazionale dell’associazione ospitato da<strong> Cantina Girlan</strong> a Cornaiano (BZ).</p>
<p>Secondo l’Osservatorio Uiv<strong>, i soli eventuali costi aggiuntivi stimati per le materie prime secche (vetro carta, cartone, capsule, gabbiette) potrebbero influire sul prezzo finale</strong> di una bottiglia da 4 euro in un range compreso tra 10% e 20%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://finanza.lastampa.it/News/2026/04/23/vino-uiv-causa-guerra-fermi-mercati-da-80-milioni-euro/MTY1XzIwMjYtMDQtMjNfVExC" target="_blank" rel="noopener">La Stampa.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-causa-guerra-fermi-mercati-da-80-milioni-euro/">Vino: causa guerra, fermi mercati da 80 milioni euro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il peso delle guerre sul vino: &#8220;Rincari e futuro incerto&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-peso-delle-guerre-sul-vino-rincari-e-futuro-incerto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 07:02:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A tracciare le prospettive del settore vitivinicolo è Stefano Amerighi presidente del Consorzio Vini Cortona Doc: &#8220;Il contraccolpo anche sui consumi calanti e giovani meno attratti dall’alcol&#8221;. Rincari, guerre, incertezza sui mercati internazionali: il 2026 si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-peso-delle-guerre-sul-vino-rincari-e-futuro-incerto/">Il peso delle guerre sul vino: &#8220;Rincari e futuro incerto&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A tracciare le prospettive del settore vitivinicolo è Stefano Amerighi presidente del Consorzio Vini Cortona Doc: &#8220;Il contraccolpo anche sui consumi calanti e giovani meno attratti dall’alcol&#8221;.</em></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/argomento/panorama-internazionale/" target="_blank" rel="noopener">Rincari, guerre, incertezza sui mercati internazionali</a>:</strong> il 2026 si preannuncia come uno degli anni più difficili per il settore vitivinicolo. Ma il <strong>Consorzio Vini Cortona Doc</strong> si presenta all’appuntamento di Vinitaly con una carta in più: la revisione del disciplinare, che punta a fare di Cortona il sinonimo di Syrah.</p>
<p>A tracciare le prospettive è <strong>Stefano Amerighi</strong>, presidente del consorzio, reduce dal successo di Chianina e Syrah. &#8220;Ci muoviamo su uno scenario internazionale terribile, come mai forse era stato ultimamente — dice Amerighi — le guerre, l’inflazione, l’incertezza: questo è quello che giocherà di più su questo 2026. Il non sapere che cosa ci aspetta non nei prossimi mesi, ma proprio nelle prossime settimane&#8221;.</p>
<p>A pesare non c’è solo la congiuntura geopolitica: &#8220;Non solo le guerre e l’inflazione: pesano anche i consumi calanti e fasce giovanili sempre meno attratte dall’alcol&#8221;.</p>
<p>Un quadro complesso, che tuttavia non frena la spinta propulsiva del consorzio. Il punto di svolta è la modifica del disciplinare, proposta in Regione Toscana, con l’introduzione della menzione superiore e una novità che Amerighi considera cruciale: &#8220;Cortona sarà sinonimo di Syrah. Non sarà più bisogno di specificare Cortona-Syrah&#8221;. Un cambio di identità preciso, frutto di anni di lavoro: &#8220;Non è stato facile cercare di traghettare una produzione un po’ più generalista, che sì aveva sempre avuto sulla Syrah la propria bandiera, ma che logicamente aveva anche un focus su tante altre varietà&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.lanazione.it/arezzo/cronaca/il-peso-delle-guerre-sul-e0e112ef" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Nazione</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-peso-delle-guerre-sul-vino-rincari-e-futuro-incerto/">Il peso delle guerre sul vino: &#8220;Rincari e futuro incerto&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Stagione decisiva per il vino italiano tra sfida dei mercati e conflitti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/stagione-decisiva-per-il-vino-italiano-tra-sfida-dei-mercati-e-conflitti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 08:15:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
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		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Accanto alla produzione di vino italiano resta centrale il tema delle giacenze e soprattutto le crisi internazionali. Negli ultimi decenni il consumo pro capite è progressivamente diminuito a causa dei cambi degli stili di vita [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/stagione-decisiva-per-il-vino-italiano-tra-sfida-dei-mercati-e-conflitti/">Stagione decisiva per il vino italiano tra sfida dei mercati e conflitti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Accanto alla produzione di vino italiano resta centrale il tema delle giacenze e soprattutto le crisi internazionali. Negli ultimi decenni il consumo pro capite è progressivamente diminuito a causa dei cambi degli stili di vita</em></p>
<p>Il <strong>vino italiano</strong> si prepara ad affrontare una stagione decisiva. Tra consumi in rallentamento, <strong>tensioni sui mercati internazionali</strong> e un quadro economico ancora incerto. Il settore guarda con attenzione al prossimo <strong>Vinitaly di Verona</strong>, in programma dal 12 al 15 aprile prossimi, tradizionale punto di incontro tra produttori, buyer e operatori del commercio mondiale.</p>
<p>In questo scenario, la Puglia &#8211; una delle principali regioni vitivinicole del Paese &#8211; si presenta con numeri importanti ma anche con alcune criticità da gestire. La regione continua infatti a rappresentare uno dei pilastri della produzione nazionale. Secondo le stime più recenti, la produzione regionale ha raggiunto nel 2025 circa 11 milioni di ettolitri di vino, in forte recupero rispetto al 2023, annata segnata da condizioni climatiche difficili e da un sensibile calo produttivo. La Puglia si conferma così tra le principali regioni vitivinicole italiane, grazie soprattutto ai suoi vitigni simbolo come Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia.</p>
<h4>La questione giacenze</h4>
<p>Accanto alla produzione resta però centrale il tema delle <a href="https://www.qualivita.it/news/dazi-e-consumi-in-calo-troppo-vino-in-cantina-salvagente-dalleuropa/" target="_blank" rel="noopener"><strong>giacenze</strong></a>. I dati dei registri telematici indicano che <strong>nel corso del 2025 lo stock ha superato 3,7 milioni di ettolitri</strong>, con una quota significativa rappresentata dai vini a Indicazione geografica protetta. In particolare,<strong> le giacenze comprendono circa 1,38 milioni di ettolitri di Igp Puglia e quasi 900 mila ettolitri di Igp Salento</strong>. Altra questione è il calo della domanda interna. Negli ultimi decenni <a href="https://www.qualivita.it/news/bordeaux-il-collasso-di-un-modello-secolare-richiede-un-cambio-di-paradigma/" target="_blank" rel="noopener">il consumo pro-capite è progressivamente diminuito, complice un cambiamento negli stili di vita</a>, una maggiore attenzione alla salute e una minore abitudine al consumo quotidiano.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://ledicola.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>L&#8217;Edicola</strong></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Effetto guerra sul cibo: prezzi più alti ed export giù</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/effetto-guerra-sul-cibo-prezzi-piu-alti-ed-export-giu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 09:29:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro-cibo in arrivo: energia alle stelle e traffici bloccati per la guerra in IRAN mettono a rischio produzione, scorte e prezzi degli alimenti. Il petrolio alle stelle manda in crisi campi, serre e stalle e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Caro-cibo in arrivo: energia alle stelle e traffici bloccati per la guerra in IRAN mettono a rischio produzione, scorte e prezzi degli alimenti.</em></p>
<p>Il petrolio alle stelle manda in<strong> crisi campi, serre e stalle</strong> e rischia di prosciugare presto le borse degli italiani. La nuova guerra del Golfo, con l`aumento dei costi energetici cauati dalla guerra e il blocco di buona parte dei commerci via mare che passano dallo Stretto di Hormuz, sta colpendo duro la produzione agricola e agroalimentare italiana (e non solo). In forse, è la buona chiusura dei bilanci aziendali ma, secondo alcuni, anche lo stesso approvvigionamento di alimenti.</p>
<p>L`aumento del prezzo del petrolio e del gas naturale sta devastando i <strong>bilanci</strong>. Il costo della produzione di fertilizzanti e concimi è pesantemente influenzato da quello dell`energia oltre che dal prezzo stesso delle<strong> materie prime</strong> per ottenerli che spesso derivano proprio dal petrolio e dal gas naturale. E non basta.</p>
<p>Le <strong>ripercussioni</strong> di quanto sta accadendo sono anche su tutte le macchine agricole, sugli impianti di essiccazione, su quelli di irrigazione, sulla produzione di mangimi per gli allevamenti, sulla conservazione e trasformazione del latte e su molto altro ancora della produzione agricola e alimentare.</p>
<p>Per comprendere ancora meglio cosa sta accadendo, basta sapere che, stando ad una <strong>stima</strong> Coldiretti, consumi energetici e concimi rappresentano oggi in media il 25% dei consumi intermedi di un`azienda agricola e che quanto sta accadendo arriva a toccare costi che negli ultimi anni sono già saliti quasi del 50% per i fertilizzanti e di oltre il 65% per l`energia.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Avvenire</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Crisi Medio Oriente: rotte marittime più lunghe e rischi per l&#8217;export ortofrutticolo italiano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/crisi-medio-oriente-rotte-marittime-piu-lunghe-e-rischi-per-lexport-ortofrutticolo-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 08:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi geopolitica in Medio Oriente mette a rischio l&#8217;export ortofrutticolo italiano. Tra le produzioni colpite anche l&#8217;Asparago verde di Canino IGP e l&#8217;Uva da Tavola di Mazzarrone IGP. L&#8217;attuale situazione geopolitica in Medio Oriente, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La crisi geopolitica in Medio Oriente mette a rischio l&#8217;export ortofrutticolo italiano. Tra le produzioni colpite anche l&#8217;Asparago verde di Canino IGP e l&#8217;Uva da Tavola di Mazzarrone IGP.</em></p>
<p>L&#8217;attuale <strong>situazione geopolitica in Medio Oriente</strong>, con la chiusura dello Stretto di Hormuz e la sospensione di diversi vettori nel Mar Rosso, sta determinando <strong>conseguenze critiche e situazioni di incertezza anche per l&#8217;esportazione di ortofrutta italiana</strong>. I venti di guerra hanno imposto una riorganizzazione forzata delle rotte marittime, con effetti diretti sull&#8217;efficienza della catena di fornitura. Un&#8217;ulteriore preoccupazione per gli esportatori italiani riguarda la solvibilità dei clienti. In fasi di instabilità bellica e logistica, cresce il timore che le forniture già inviate o programmate non vengano regolarmente pagate dai partner commerciali esteri.</p>
<p>Il presidente della Federazione nazionale di prodotto/Frutticoltura di Confagricoltura, Michele Ponso, spiega in una nota: &#8220;Ci sono grossi problemi per la frutta, in particolare per quanto riguarda le mele. Ci sono navi cariche di prodotto che sono ferme e non possono arrivare a destinazione. Inoltre, sono già arrivate moltissime disdette di ordini per le prossime settimane&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Le filiere ortofrutticole DOP e IGP</h4>
<p>Il Medio Oriente, e in particolare Dubai, è da tempo un mercato strategico per l&#8217;<strong>Asparago verde di Canino IGP</strong>. Il presidente di COPA, Sergio Marcoaldi, al momento commenta così: &#8220;Per ora non sappiamo come evolverà la situazione; fortunatamente i nostri clienti non hanno subito danni. C&#8217;è da vedere cosa succederà nei prossimi giorni. Di solito iniziamo con gli asparagi proprio nel mese di marzo. Speriamo bene&#8221;.</p>
<p>Gianni Raniolo, presidente del <strong>Consorzio di Tutela dell&#8217;Uva da Tavola di Mazzarrone IGP</strong>, riferisce che dalle interlocuzioni con partner e amici residenti negli Emirati Arabi, emerge un contrasto netto tra la comunicazione ufficiale e la percezione esterna. &#8220;Oggi dire qualcosa è impossibile&#8230; loro cercano di tranquillizzarci. Vedremo come evolverà la situazione nei prossimi mesi&#8221;. Nonostante i partner commerciali ostentino normalità, Raniolo teme ripercussioni a lungo termine, come l&#8217;aumento dei costi delle materie prime, quali petrolio e fertilizzanti. La campagna dell&#8217;uva siciliana si prospetta favorevole, con una produzione normale e di qualità, prevista per la fine di maggio/inizio giugno.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.freshplaza.it/article/9816507/crisi-medio-oriente-rotte-marittime-piu-lunghe-e-rischi-per-l-export-ortofrutticolo-italiano/" target="_blank" rel="noopener">FreshPlaza.it</a></strong></p>
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		<title>Inflazione, tensioni e possibili tariffe Usa non fermano il mercato vitivinicolo italiano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/inflazione-tensioni-e-possibili-tariffe-usa-non-fermano-il-mercato-vitivinicolo-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 08:23:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal Brunello di Montalcino DOP al Prosecco DOP: chi non teme dazi e conflitti. Inflazione, tensioni e possibili tariffe Usa non fermano il mercato vitivinicolo italiano: l&#8217;export nei primi 8 mesi di quest&#8217;anno sale a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal Brunello di Montalcino DOP al Prosecco DOP: chi non teme dazi e conflitti. Inflazione, tensioni e possibili tariffe Usa non fermano il mercato vitivinicolo italiano: l&#8217;export nei primi 8 mesi di quest&#8217;anno sale a 5,17 miliardi (+4,6% sul 2023). Il rosso è in calo, crescono gli spumanti.</em></p>
<p>Ci sono luci. Come la buona <strong>performance del Brunello di Montalcino DOP sul mercato americano nei primi 9 mesi di quest&#8217;anno</strong>: in una cornice depressa, con risultati negativi per i vini rossi fermi, non solo italiani, il Brunello ha messo a segno una crescita del +5% a volume e dell&#8217;1% a valore, piazzandosi anche al vertice del mercato luxury statunitense.</p>
<p>Non solo. È un progetto importante la creazione di un <strong>distretto della spumantistica umbra</strong>, nella fascia appenninica Eugubino Gualdese, che coinvolge le aziende agricole Semonte e Arnaldo Caprai. L&#8217;obiettivo è valorizzare zone montane abbandonate, <strong>offrendo alla vite un territorio più idoneo di fronte allo stravolgimento climatico in atto</strong>.</p>
<p>Sono solo due tra i molti <strong>esempi di vitalità e capacità progettuale del comparto vitivinicolo italiano</strong>, in procinto di chiudere una delle sue annate più complesse e in vista di difficili sfide. &#8220;Inflazione, salutiamo e geopolitica hanno pesato sul mercato del vino e continueranno a farlo anche nel 2025&#8221;, sottolinea <strong>Alessandro Regoli, direttore di Winenews</strong>, sito di riferimento del settore, sintetizzando lo scenario tracciato da Iwsr-International wine &amp; spirits research.</p>
<p>Tra le ombre, oltre a quelle dovute ai <strong>conflitti aperti in Ucraina e Medio Oriente</strong>, ci sono preoccupazioni per la riforma delle <strong>imposte sugli alcolici nel Regno Unito</strong> (da febbraio 2025) e<br />
per le <strong>politiche che Donald Trump, rieletto presidente degli Stati Uniti, vorrà attuare</strong> in quello che è il primo mercato del vino al mondo e dove si temono nuovi dazi.</p>
<p>La riprova del peso della piazza Usa per gli operatori italiani arriva anche dai <strong>dati Istat dell&#8217;export del vino italiano</strong> nei primi 8 mesi del 2024, analizzati da Winenews. Le <strong>esportazioni hanno raggiunto i 5,17 miliardi di euro di valore, con un incremento del +4,6% sul 2023.</strong></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Ma che cosa si compra? Puntando i riflettori questa volta sui consumi fuori casa, l&#8217;indagine registra una <strong>maggiore propensione per gli spumanti</strong> (63,4%) rispetto ai vini fermi (61%). Un <strong>risultato legato anche alle occasioni di consumo</strong>, che sono sempre più focalizzate sull&#8217;aperitivo a ogni età.</p>
<p>La riprova di questa preferenza è anche nell&#8217;ultima <strong>rilevazione delle vendite di vino nella Gdo</strong>, registrata a settembre dall&#8217;Osservatorio Uiv-Ismea. In un contesto stagnante, con vendite che dimagriscono dell&#8217;1% in volume e crescono in valore (+1% per un totale di 2,1 miliardi),<strong> è la categoria degli spumanti che aiuta il risultato complessivo, grazie a una crescita del +4%</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;Economia &#8211; Corriere della Sera</strong></p>
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		<title>Bertinelli, presidente Consorzio Parmigiano Reggiano: i prodotti IG restino fuori dalle guerre del trade</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/bertinelli-presidente-consorzio-parmigiano-reggiano-i-prodotti-ig-restino-fuori-dalle-guerre-del-trade/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 07:37:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[G7 Agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Oggi politiche e ritorsioni commerciali sono diventate una leva geopolitica da azionare per raggiungere un nuovo ordine mondiale. Sono scoppiate due guerre che nessuno si sarebbe sognato di fare. Tutto è iniziato quando gli Usa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Oggi politiche e ritorsioni commerciali sono diventate una leva geopolitica da azionare per raggiungere un nuovo ordine mondiale. Sono scoppiate due guerre che nessuno si sarebbe sognato di fare. Tutto è iniziato quando gli Usa hanno abbandonato in fretta e furia l&#8217;Afghanistan il 31 agosto 2021”; <strong>Nicola Bertinelli</strong> va dritto al punto. Raggiunto a margine del <strong>G7 Agricoltura e pesca di Siracusa</strong>, il <strong>presidente del consorzio del Parmigiano Reggiano</strong> e componente del comitato strategico di<strong> Origin</strong>, accetta di condurre con ItaliaOggi una rilettura del complicato scenario di mercato.</em></p>
<p>Domanda. <strong>Perché tanto disordine? </strong></p>
<p>Risposta. Pezzi di mondo non si riconoscono nei modelli di vita e cultura occidentali e gli States non avevano più il pieno controllo della situazione; questo ha innescato nuovi meccanismi di <strong>contrapposizione tra blocchi di macro potenze</strong>: Usa e Ue, Russia e Cina. In mezzo le potenze regionali. Tutti cercano di misurare la loro influenza rispetto agli altri.</p>
<p><strong>D. E la guerra in Ucraina?</strong></p>
<p><strong>R.</strong> Ha fatto capire che la <strong>sicurezza alimentare nazionale</strong> è un fattore d&#8217;indipendenza come lo è la politica energetica. Dopo decenni di globalizzazione, i paesi tornano a ragionare di <strong>protezionismo per tutelare la manifattura locale</strong>. Pensiamo agli Usa: si dice sempre che, qualora vincesse Trump, torneranno i dazi sull&#8217;import; io sono convinto che il tema sia trasversale a repubblicani e democratici.</p>
<p><strong>D. In effetti, prima dell&#8217;avvento di Trump, i democrats erano più protezionisti dei repubblicani.</strong></p>
<p><strong>R.</strong> Il nodo è semplice: oggi, <strong>i farmers Usa percepiscono 28 cent. di dollaro per litro di latte</strong>. Chi produce latte commodity in Italia, invece, incassa 66 cent/euro al kg. E <strong>chi fa prodotti IG supera gli 80-85 cent.</strong> Certo, gli oneri sono diversi, ma 28 cent. di dollaro sono parecchio sotto il costo di produzione.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.italiaoggi.it/news/un-salvacondotto-per-la-qualita-2641201" target="_blank" rel="noopener"><strong>Italia Oggi</strong></a></p>
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		<title>Fotovoltaico, i paletti: stop sui terreni agricoli</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/fotovoltaico-i-paletti-stop-sui-terreni-agricoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2024 07:10:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio agricolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella bozza del decreto vietate nuove installazioni di pannelli fotovoltaici sui campi. In arrivo la nomina di un commissario contro l&#8217;emergenza dei granchi Blu. Stop all&#8217;installazione di nuovi impianti fotovoltaici sui terreni agricoli. Aiuti e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nella bozza del decreto vietate nuove installazioni di pannelli fotovoltaici sui campi. In arrivo la nomina di un commissario contro l&#8217;emergenza dei granchi Blu.</em></p>
<p><strong>Stop all&#8217;installazione di nuovi impianti fotovoltaici </strong>sui terreni agricoli. <strong>Aiuti</strong> e una moratoria di un anno per il pagamento dei mutui per le <strong>aziende colpite</strong> dalla riduzione dei rifornimenti legati alla <strong>guerra russo ucraina</strong>, dall&#8217;<strong>invasione dei grandi blu</strong> sulle coste italiane o dalla <strong>peste suina</strong>.</p>
<p>Al riguardo, sarà nominato un commissario per contrastare l&#8217;emergenza legata al crostaceo, affiancato da rappresentanti dei ministeri di Agricoltura, Ambiente, Mef, Mit, Salute, Turismo e dalle capitanerie Maggiori poteri all&#8217;Arma dei Carabinieri e alla Forestale nella attività di polizia agroalimentare.</p>
<p><strong>Prende forma il decreto legge Agricoltura</strong>, che il titolare del Masaf, Francesco Lollobrigida, vuole portare in Consiglio dei ministri lunedì prossimo. Ma le bozze che circolano, stanno scatenando polemiche, soprattutto sul fronte del settore energetico. <strong>Per le aziende sono a rischio investimenti fio a 35 miliardi</strong>.</p>
<p>All&#8217;articolo 6 del testo si legge che &#8220;le zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici sono aree non idonee all&#8217;installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra&#8221;. Quindi <strong>il divieto non riguarderebbe i pannelli montati sulle serre o sui tetti degli edifici</strong> come stalle o case coloniche.</p>
<p>Sempre la stessa norma, presente nella bozza, precisa che &#8220;i procedimenti di autorizzazione in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto sono conclusi ai sensi della normativa previgente&#8221;, quindi tutelandoli.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Messaggero</strong></p>
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