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	<title>granchio blu &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>granchio blu &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Il Masaf presenta il &#8220;Piano Straordinario Granchio Blu&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-masaf-presenta-il-piano-straordinario-granchio-blu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 08:11:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[granchio blu]]></category>
		<category><![CDATA[pesci e molluschi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Realizzato in collaborazione con enti di ricerca, capitanerie di porto e Enti territoriali, il il piano straordinario contro il granchio blumira a tutelare la biodiversità degli habitat colpiti, contenere e contrastare la proliferazione della specie [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Realizzato in collaborazione con enti di ricerca, capitanerie di porto e Enti territoriali, il il piano straordinario contro il granchio blumira a tutelare la biodiversità degli habitat colpiti, contenere e contrastare la proliferazione della specie invasiva, prevenire ulteriori danni economici e promuovere la ripresa delle attività di allevamento e pesca</em></p>
<p>Presentato al <abbr lang="it" title="Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste">MASAF</abbr>  il &#8220;<strong>Piano di intervento per contenere e contrastare il fenomeno della diffusione e della proliferazione della specie granchio blu</strong>&#8220;. All&#8217;evento hanno partecipato il <strong>Commissario Straordinario per il Granchio Blu, Enrico Caterino</strong>, il <strong>Ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida</strong>, il <strong>Ministro dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica</strong>, <strong>Gilberto Pichetto</strong> <strong>Fratin</strong> e il <strong>Sottosegretario del <abbr lang="it" title="Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste">MASAF</abbr>, Patrizio La Pietra</strong>.</p>
<p>Il Piano vede la <strong>collaborazione di ISPRA, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), <abbr lang="it" title="Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria">CREA</abbr>, Capitanerie di Porto ed Enti territoriali delle regioni più colpite</strong> dall&#8217;emergenza.</p>
<p>Con un <strong>finanziamento complessivo di 10 milioni di euro</strong> &#8211; stanziati nel DL Agricoltura &#8211; per il biennio 2025-2026, il Piano mira a tutelare la biodiversità degli habitat colpiti, contenere e contrastare la proliferazione della specie invasiva, prevenire ulteriori danni economici e promuovere la ripresa delle attività di allevamento e pesca. Tra le principali misure si segnalano il contenimento e lo smaltimento del granchio blu, la protezione delle strutture di acquacoltura, la valorizzazione delle biomasse attraverso utilizzi alternativi e il sostegno economico alle imprese del settore. Le risorse stanziate per la realizzazione del piano straordinario, si sommano agli oltre 44 milioni di euro stanziati dal <abbr lang="it" title="Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste">Masaf</abbr> negli ultimi anni.</p>
<p>&#8220;Desidero ringraziare il commissario Caterino per l&#8217;impegno e la competenza dimostrati nella gestione di questa emergenza. Con rapidità ed entro i tempi stabiliti, grazie al lavoro del &#8216;Sistema Italia&#8217;, siamo riusciti a trasformare una criticità come il granchio blu in un&#8217;opportunità concreta di crescita per il settore dell&#8217;acquacoltura, attraverso un piano strategico mirato ed efficace. Questo risultato, frutto della collaborazione tra amministrazioni locali, regionali e centri di ricerca, rappresenta un esempio virtuoso di come affrontare le sfide per creare sviluppo e valore&#8221;, <strong>ha dichiarato il Ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida</strong>.</p>
<p>&#8220;Il Piano per fronteggiare la proliferazione del granchio blu è la risposta del Governo a una doppia emergenza: economica e ambientale&#8221;, ha affermato il <strong>Ministro dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Frati</strong><abbr lang="it" title="numero"><strong>n</strong>.</abbr> Secondo ISPRA, in Italia si contano oltre 3300 specie invasive, un numero molto importante, che ci ricorda l&#8217;importanza di tutelare la biodiversità marina, cioè la vita e la natura presente dei mari, che per noi sono elemento di benessere ambientale, di sviluppo economico e di attrattiva unica al mondo, senza trascurare l&#8217;emergenza economica per i gravissimi danni che il granchio blu e altre specie &#8220;aliene&#8221; hanno creato agli allevamenti di molluschi con danni che hanno raggiunti in alcuni casi il 100% delle produzioni&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il piano contro il granchio blu &#8211; ha detto il <strong>Commissario Enrico Caterino</strong> &#8211; è il frutto di un lavoro congiunto realizzato in collaborazione con ministeri, Regioni, pescatori e altri attori coinvolti, a cui va un sentito ringraziamento per il contributo fondamentale offerto. La strategia integrata prevede pesca selettiva, monitoraggio e protezione degli ecosistemi, con interventi concreti che vedranno protagoniste le flotte locali. Saranno finanziati cattura, smaltimento e installazione di recinzioni nelle aree idonee. L&#8217;obiettivo è unire competenze e risorse per ripristinare l&#8217;equilibrio ambientale e garantire il sostegno alle attività produttive&#8221;.</p>
<p>&#8220;Insieme al ministro Lollobrigida, dal primo giorno della crisi che ha colpito il comparto, abbiamo dato massima attenzione al comparto, con un decreto ad hoc e con la nomina del commissario per l&#8217;emergenza. Scelte rapide e concrete a riprova dell&#8217;importanza che il <abbr lang="it" title="Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste">Masaf</abbr> ha sempre dato alla pesca e all&#8217;acquacoltura fin dal giorno dell&#8217;insediamento al ministero&#8221; dichiara il <strong>Sottosegretario del <abbr lang="it" title="Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste">MASAF</abbr>, Patrizio La Pietra</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.politicheagricole.it/piano_straordinario_granchioblu" target="_blank" rel="noopener"><strong>Masaf &#8211; Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste</strong></a></p>
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		<item>
		<title>Acquacoltura: l&#8217;Italia è terza in Europa, il granchio blu resta il grande nemico</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/acquacoltura-litalia-e-terza-in-europa-il-granchio-blu-resta-il-grande-nemico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2024 07:19:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[granchio blu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rapporto FAO sulla pesca. La produzione di vongole è crollata del 70%, a Goro e Scardovari niente semine. Nel Golfo di Follonica la maricoltura è minacciata dalla direttiva Bolkestein. Secondo il rapporto pubblicato dalla FAO [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Rapporto FAO sulla pesca. La produzione di vongole è crollata del 70%, a Goro e Scardovari niente semine. Nel Golfo di Follonica la maricoltura è minacciata dalla direttiva Bolkestein.</em></p>
<p>Secondo il <strong>rapporto pubblicato dalla FAO</strong> in occasione della giornata mondiale degli oceani, nel mondo <strong>l&#8217;acquacoltura per la prima volta ha superato la pesca</strong>: gli animali acquatici allevati nel 2022 sono stati <strong>130,9 milioni di tonnellate</strong>, il 51% di tutti quelli finiti sulle tavole globali.</p>
<p>E in Italia? Nel nostro Paese il sorpasso, in realtà, non c&#8217;è ancora stato. Secondo l&#8217;Eumofa, l&#8217;osservatorio europeo del mercato ittico, <strong>in Italia le attività di pesca forniscono 149.600 tonnellate</strong> di prodotto, contro le 145.900 garantite dagli allevamenti ittici.</p>
<p>&#8220;<strong>L&#8217;acquacoltura in Italia sta avendo una notevole crescita</strong> e siamo già il <strong>terzo Paese UE</strong> in termini di produzione acquicola &#8211; ricorda <strong>Francesca Biondo, direttrice di Federpesca</strong> -. Pesca e acquacoltura non devono però essere considerati due comparti in competizione: devono lavorare insieme per rispondere al crescente domanda di prodotti ittici degli italiani e <strong>ridurre così la dipendenza dalle importazioni</strong>&#8220;.</p>
<p>Trote, spigole, orate, <a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/cozza-di-scardovari-dop/" target="_blank" rel="noopener"><strong>cozze</strong> </a>e vongole sono tra le specie più allevate. E proprio su queste ultime continua a incombere una delle minacce più pressanti per il mondo dell&#8217;allevamento ittico italiano, cioè il <a href="https://www.qualivita.it/news/granchio-blu-cosi-il-cambiamento-climatico-mette-a-rischio-gli-ecosistemi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>granchio blu</strong></a>.</p>
<p>&#8220;Prima dell&#8217;arrivo di questo crostaceo nel nostro Paese &#8211; ricorda Biondo &#8211; soprattutto nel Nordest venivano prodotte oltre 30mila tonnellate all&#8217;anno di vongole, mentre oggi abbiamo un bilancio drammatico, con un <strong>calo della produzione tra il 70% e il 100%</strong>&#8220;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Rispetto all&#8217;estate scorsa, la situazione è addirittura peggiorata: negli ultimi mesi i due principali consorzi italiani, <strong>Scardovari</strong> e Goro, hanno dovuto sospendere l&#8217;attività di produzione delle vongole perché il granchio blu non solo ha mangiato la quasi totalità dei molluschi, ma ha anche <strong>impedito la nuova semina e riproduzione</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Governo: intesa sui terreni per il fotovoltaico. Un commissario per il granchio blu</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/governo-intesa-sui-terreni-per-il-fotovoltaico-un-commissario-per-il-granchio-blu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2024 07:46:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia green]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fino all&#8217;ultimo nessuna certezza sulle misure per lo stop all&#8217;installazione degli impianti fotovoltaici sui terreni agricoli. Sostegni per numerose filiere in difficoltà. [&#8230;] A riassumere l&#8217;accordo per l&#8217;istallazione dei pannelli fotovoltaici è il ministro Lollobrigida: [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Fino all&#8217;ultimo nessuna certezza sulle misure per lo stop all&#8217;installazione degli impianti fotovoltaici sui terreni agricoli. Sostegni per numerose filiere in difficoltà.<br />
</em></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>A riassumere l&#8217;accordo per l&#8217;istallazione dei pannelli fotovoltaici è il ministro <strong>Lollobrigida</strong>: <em>«Poniamo fine all`installazione selvaggia di fotovoltaico a terra, interveniamo con pragmatismo salvaguardando alcune aree. Lo Stato considera i terreni agricoli produttivi un bene prezioso con delle agevolazioni importanti, ma se ci vuoi mettere i panelli fotovoltaici stai cambiando la destinazione d`uso e non riteniamo che questa prassi debba continuare. Abbiamo scelto di limitare ai terreni produttivi questo divieto», per esempio nelle «aree intorno alle cave e alle miniere si potrà continuare a produrre energia»</em>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Tra i sostegni figurano anche lo stanziamento di 10 milioni annui in più per il <strong>Fondo per la sovranità alimentare</strong> e i 20 milioni per la lotta contro la <strong>peste suina africana</strong> (per abbattere i suini e i cinghiali colpiti dalla malattia, oltre che per il controllo della fauna selvatica, è previsto l`impiego di un contingente di 177 militari).</p>
<p>Il provvedimento stanzia poi 12 milioni in favore delle attività dell`acquacoltura danneggiate dal <strong>granchio blu</strong>, in questa ottica il governo istituisce un commissario straordinario ad hoc.</p>
<p>Ritoccato, con l`aggiunta di 2 milioni, anche il fondo destinato alle aziende colpite dalla moria del <strong>kiwi</strong>, altri 10 milioni sono in arrivo per combattere la <strong>peronospora</strong> e 20 milioni andranno alle imprese <strong>cerealicole</strong> e del grano duro.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere della Sera</strong></p>
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			</item>
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		<title>Emergenze in agricoltura, in arrivo un nuovo decreto</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/emergenze-in-agricoltura-in-arrivo-un-nuovo-decreto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2024 06:48:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[granchio blu]]></category>
		<category><![CDATA[peste suina]]></category>
		<category><![CDATA[Siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dai kiwi alla peste suina è emergenza continua in agricoltura, in arrivo anche lo stop allo sfruttamento del suolo con il fotovoltaico. In arrivo una terapia d&#8217;urto per fronteggiare le emergenze che hanno messo in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dai kiwi alla peste suina è emergenza continua in agricoltura, in arrivo anche lo stop allo sfruttamento del suolo con il fotovoltaico.</em></p>
<p>In arrivo una terapia d&#8217;urto per <strong>fronteggiare le emergenze</strong> che hanno messo in grave difficoltà i <strong>settori dell&#8217;agricoltura e della pesca made in Italy</strong> ma anche per dare risposte alle richieste degli agricoltori di maggiore trasparenza sui mercati.</p>
<p>A uno dei prossimi Consiglio dei ministri dovrebbe infatti approdare un <strong>decreto legge con interventi a tutela del settore agroalimentare e della pesca</strong>.</p>
<p>Il piatto forte del provvedimento sono le misure per fronteggiare le <strong>emergenze sia di carattere climatico che fitosanitario</strong> (come la &#8220;moria del kiwi&#8221;) <strong>che sanitario</strong> (come la Psa, peste suina africana) o come ancorai danni subiti dalle imprese del settore della pesca a causa dell&#8217;<strong>invasione di una specie aliena come il &#8220;granchio blu&#8221;</strong>.</p>
<p>Su quest&#8217;ultimo capitolo <strong>il decreto prevede la nomina di un Commissario al <em>Callinectes sapidus</em></strong> (il nome scientifico del predatore d&#8217;importazione americana che ha fatto strage di molluschi in particolare nell&#8217;Alto Adriatico) e il <strong>varo di una struttura commissariale</strong> che saranno chiamati a <strong>predisporre un piano di intervento</strong> con &#8220;misure idonee a contrastare la proliferazione di specie alloctone&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Granchio blu: così il cambiamento climatico mette a rischio gli ecosistemi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/granchio-blu-cosi-il-cambiamento-climatico-mette-a-rischio-gli-ecosistemi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2023 09:45:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questioni emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
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		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[pesci e molluschi]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’invasione del Mediterraneo di questa specie è uno dei fenomeni dell’estate. La ricerca universitaria da anni ha preso in esame le dinamiche di spostamento del granchio blu che oggi sta minando la biodiversità di molti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/granchio-blu-cosi-il-cambiamento-climatico-mette-a-rischio-gli-ecosistemi/">Granchio blu: così il cambiamento climatico mette a rischio gli ecosistemi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’invasione del Mediterraneo di questa specie è uno dei fenomeni dell’estate. La ricerca universitaria da anni ha preso in esame le dinamiche di spostamento del granchio blu che oggi sta minando la biodiversità di molti ecosistemi</em></p>
<p><strong><em>Il granchio blu (Callinectes sapidus Rathbun, 1896) è una specie dell’Atlantico occidentale che si trova naturalmente tra Canada meridionale e Argentina settentrionale. È presente nel Mediterraneo dalla metà del XX secolo: il primo avvistamento ufficiale è avvenuto nel 1948 nel mare Adriatico settentrionale, anche se la sua la presenza nel Mar Egeo è probabile già nel 1935. Si tratta di una specie con elevata fecondità, forte capacità natatoria e comportamenti aggressivi. Questi tratti hanno contribuito alla sua proliferazione nel Mar Mediterraneo e alla sua inclusione nella lista delle 100 specie marine aliene più invasive nei nostri mari.</em></strong></p>
<p>Una grande attitudine riproduttiva, forte capacità natatoria e di spostamento, comportamento aggressivo. Sono i tratti salienti del Callinectes sapidus Rathbun, più comunemente noto come granchio blu per via della sua livrea, una specie proveniente dall’Atlantico Occidentale che nell’ultimo anno è tornata a far parlare di sé nel Mar Mediterraneo. Numerose ricerche scientifiche negli anni hanno analizzato i suoi comportamenti e la sua attitudine, prevenendo in parte quello che in realtà è un ritorno nel Mediterraneo, dove era stato già rilevato a metà degli anni ’50 del Novecento. Il numero di nuovi casi che entrano nel bacino continua ad aumentare negli ultimi anni e questa specie si trova ormai quasi ovunque (Mancinelli et al. 2017) soprattutto in ambienti variabili come i sistemi lagunari poco profondi marini e salmastri, gli ecosistemi estuari e costieri. Il crostaceo è considerato un forte concorrente e predatore della fauna marina con la capacità di modificare gli habitat bentonici, interagendo negativamente con la biodiversità locale. La rapida e diffusa distribuzione del granchio blu in tutto il Mediterraneo, combinata con la relativa mancanza di informazioni sugli impatti delle attuali e future condizioni di riscaldamento sulle prestazioni della specie (Marchessaux et al. 2022), fa pressione al mondo scientifico per ottenere una valutazione credibile dell’effetto del disturbo climatico sui tratti funzionali della specie.</p>
<p><strong>Il cambiamento climatico come principale causa della presenza del granchio blu</strong></p>
<p>Secondo le ricerche fino a oggi realizzate e in analisi, sarebbe il graduale riscaldamento delle acque costiere ad aver agevolato gli spostamenti di questa specie. In ambienti caratterizzati da temperature dell’acqua invernali inferiori a 10 gradi centigradi infatti, i granchi blu diventano inattivi, con effetti negativi sia sulla sopravvivenza che sui tassi di riproduzione. L’attuale aumento della temperatura superficiale delle acque dell’Atlantico meridionale e del Mediterraneo, con effetti di riscaldamento ancora più evidenti nell’area Adriatico/Ionio e nel Mar Nero, potrebbe aver influenzato positivamente il tasso di sopravvivenza delle popolazioni svernanti così come i loro tassi di maturazione e la produzione di covate, in ultima analisi, aumentando la loro forma fisica e promuovendo la loro espansione.</p>
<p><strong>L’impatto devastante del granchio blu sulla biodiversità locale</strong></p>
<p>La capacità del granchio blu di attaccare pesci e altri crostacei in impianti di allevamento, o intrappolati nelle reti da pesca e di danneggiare gli attrezzi da pesca, sono le ragioni per cui questa specie è ora considerata un potenziale impatto negativo a livello sociale ed economico, oltre al suo effetto sulla biodiversità nativa (Mancinelli et al. 2017). A rimetterci a livello di ecosistema sono state specie autoctone come il granchio verde, l’anguilla, la triglia. Laddove è presente una colonia di granchio blu anche la cattura complessiva di pesce ha dimostrato un declino costante, anche questa in parte attribuibile all’invasione del crostaceo. Questi impatti sono probabilmente guidati dalla predazione, perché il granchio blu consuma in modo efficiente un’ampia varietà di prede di invertebrati e vertebrati ed è stato precedentemente dimostrato che influenza la struttura delle comunità di prede (Marchessaux et al. 2022).</p>
<p>In Italia in questa estate abbiamo assistito a un attacco continuo anche di allevamenti di molluschi, soprattutto nelle zone maggiormente vocate a questa attività, con forti ripercussioni a livello non solo economico, ma soprattutto ecosistemico.</p>
<p><strong>Ecco come convivere con il granchio blu secondo la scienza</strong></p>
<p>Secondo una delle più recenti ricerche condotte dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali dell’Università del Salento, in collaborazione con altri enti di ricerca tra cui il CREA, tre sono gli approcci per gestire l’espansione del granchio blu. Il primo è semplicemente uno scenario “no action”. La pesca eccessiva, l’inquinamento, i cambiamenti indotti dall’uomo nelle condizioni oceanografiche o il tamponamento naturale dovuto a controlli intra o inter-specifici dipendenti dalla densità all’interno delle comunità bentoniche possono in definitiva limitare o addirittura invertire l’espansione del granchio.</p>
<p>La seconda possibilità è quella di sviluppare una politica di controllo delle specie. In linea di principio, l’eradicazione rimane l’approccio primario. Tuttavia, i requisiti in termini di tempo e risorse monetarie per completare con successo le campagne di eradicazione, in particolare per gli invasori acquatici, sono riconosciuti come enormi.</p>
<p>Il terzo approccio, quello al momento più praticabile, prevede una gestione avanzata della specie come risorsa di pesca di alto valore da attuare con una gestione volta a ridurre al minimo i costi di controllo e mitigazione del granchio azzurro come specie invasiva, sfruttandolo come prodotto di molluschicoltura. Questo ultimo approccio è stato già sperimentato nella costa sarda dove si sono messe in campo politiche di successo di sfruttamento e commercializzazione di un prodotto ittico il cui valore economico è già stato riconosciuto negli Stati Uniti (Mancinelli et al. 2017).</p>
<p><strong>Cozza di Scardovari DOP, modello di pesca sostenibile, è ora a rischio</strong></p>
<p>Tra gli ecosistemi maggiormente danneggiati dal granchio blu c’è quello della Sacca di Scardovari, in Veneto, dove prendono vita gli allevamenti dell’unica cozza europea DOP.</p>
<p>Questo paesaggio, che fa parte del Delta del Po, è caratterizzato da risacche dove le acque del mare si incontrano con quelle dei canali della foce, rappresentando in Italia una delle maggiori espressioni di biodiversità. La Cozza di Scardovari DOP, oltre a essere una eccellenza gastronomica in grado di generare centinaia di posti di lavoro, ha dato vita negli anni anche a un esempio di promozione del territorio come volano del cosiddetto Turismo DOP. Gli allevamenti della Cozza di Scardovari DOP sono stati anche oggetto di un recente studio condotto dal CREA che ha dimostrato come questa eccellenza abbia una bassissima impronta di carbonio, divenendo così una delle filiere di produzione di proteine animali tra le più virtuose e meno impattanti a livello ambientale.</p>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2023_03</strong></p>
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