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	<title>globalizzazione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>globalizzazione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Il piano della UE per la sicurezza alimentare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-piano-della-ue-per-la-sicurezza-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2024 07:59:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Commissione UE ha elaborato un piano di emergenza per affrontare i rischi futuri di interruzione delle catene di approvvigionamento globali. La globalizzazione ha evidenziato l&#8217;emergere di problemi di approvvigionamento e sicurezza alimentare in relazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Commissione UE ha elaborato un piano di emergenza per affrontare i rischi futuri di interruzione delle catene di approvvigionamento globali.</em></p>
<p>La <strong>globalizzazione</strong> ha evidenziato l&#8217;emergere di problemi di approvvigionamento e sicurezza alimentare in relazione a situazioni nuove e complesse.</p>
<p>La <strong>pandemia di Covid-19</strong>, l<strong>&#8216;invasione Russa</strong> ai danni dell&#8217;Ucraina e, da ultimo, gli attacchi alle navi nel Canale di Suez hanno rappresentato un <strong>rischio per la filiera alimentare</strong> in tutto il mondo. La resilienza e l&#8217;autosufficienza del <strong>sistema alimentare dell&#8217;Unione europea</strong> hanno finora fatto sì che non vi fossero problemi di disponibilità per i consumatori.</p>
<p>Ma per fare in modo che l&#8217;Ue sia in grado di affrontare i rischi futuri di interruzione delle catene di approvvigionamento globali, idonei a incidere sulla <strong>disponibilità di prodotti essenziali</strong>, la <strong>Commissione UE</strong> ha elaborato un <strong>piano di emergenza</strong>, con la creazione di un meccanismo europeo di preparazione e risposta alle crisi in materia di sicurezza alimentare (Efscm). Ciò anche in quanto &#8220;garantire la sicurezza degli approvvigionamenti&#8221; è un obiettivo stabilito dal Trattato sul funzionamento dell&#8217;Ue (art. 39).</p>
<p><strong>Il piano di emergenza</strong> &#8211; come si spiega nella comunicazione della Commissione del 12 novembre 2021 &#8211; si fonda su una serie di principi. Tra gli altri, l&#8217;<strong>approccio collaborativo</strong> tra tutte le parti pubbliche e private coinvolte nell&#8217;ambito delle filiere alimentari nell&#8217;Ue; il <strong>coordinamento orizzontale</strong> a livello politico e amministrativo; il <strong>monitoraggio</strong> degli squilibri di mercato; la <strong>comunicazione tempestiva</strong>, regolare e trasparente alle parti interessate e al pubblico per evitare che la crisi sia aggravata da informazioni inappropriate o mistificatorie e che vi possano essere reazioni spropositate.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Cibo</strong></p>
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		<title>Economia, l&#8217;allarme dei Servizi: filiere italiane da proteggere</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/economia-lallarme-dei-servizi-filiere-italiane-da-proteggere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Feb 2024 08:40:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[tutela agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viviamo una &#8220;competizione globale sempre più accesa&#8221;, spiega la direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Elisabetta Belloni, introducendo la relazione annuale sulla sicurezza. &#8220;Aumentano i conflitti con compromissione delle parità a livello [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Viviamo una &#8220;competizione globale sempre più accesa&#8221;, spiega la direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Elisabetta Belloni, introducendo la relazione annuale sulla sicurezza. &#8220;Aumentano i conflitti con compromissione delle parità a livello globale&#8221;.</em></p>
<p>Da un lato la &#8220;politica economica coercitiva&#8221; ed espansionistica della <strong>Cina</strong>, dall&#8217;altro la &#8220;campagna ibrida in danno dell&#8217;Italia e dell&#8217;Occidente intero&#8221; portata avanti innanzitutto dalla <strong>Russia</strong> attraverso spionaggio, attacchi cyber, <strong>disinformazione</strong>, sfruttamento dei flussi migratori.</p>
<p>Tutto per seminare instabilità. Un obiettivo che allarma nell&#8217;anno in cui andranno al voto 74 Paesi, il 51% della popolazione mondiale.</p>
<p>La diagnosi degli 007 nella nuova <strong>relazione annuale al Parlamento sulla politica dell&#8217;informazione per la sicurezza</strong>&#8211; presentata ieri a Roma dalla numero uno del Dis <strong>Elisabetta Belloni</strong>, dal sottosegretario <strong>Alfredo Mantovano</strong>, autorità delegata ai servizi, dai vertici di Aise e Aisi, <strong>Giovanni Caravelli</strong> e <strong>Mario Parente</strong>, e dal presidente del Copasir <strong>Lorenzo Guerini</strong>&#8211; è chiara: viviamo una <strong>fase di &#8220;trasformazione della globalizzazione&#8221;</strong>, con una competizione globale sempre più accesa, progressive restrizioni del commercio ed evidenti vulnerabilità che mettono a rischio la tenuta delle economie e delle società liberaldemocratiche.</p>
<p>Ecco perché <strong>diventa cruciale una &#8220;robusta intelligence economica</strong>, indispensabile per mitigare i rischi e cogliere le opportunità&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Editoriale &#8211; Parlare di DOP IGP in tempo di guerra</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/editoriale-parlare-di-dop-igp-in-tempo-di-guerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 10:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Farm to Fork]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Green Deal]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parlare di qualità e di eccellenze agroalimentari mentre è in corso una guerra a pochi passi dall’Italia è sicuramente molto difficile soprattutto per il grande senso di smarrimento che colpisce tutti noi di fronte ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Parlare di <strong>qualità</strong> e di <strong>eccellenze agroalimentari</strong> mentre è in corso una guerra a pochi passi dall’Italia è sicuramente molto difficile soprattutto per il grande senso di smarrimento che colpisce tutti noi di fronte ad immagini così devastanti. Una difficoltà che si amplifica e si acuisce anche per le criticità che il settore primario sta affrontando a causa delle carenze di materie prime, del rincaro energetico e della conseguente inflazione. Una mutazione così improvvisa che ha colto di sorpresa tutti, soprattutto di fronte ad una auspicabile ripresa che doveva rilanciare il nostro made in Italy dopo la pandemia.</p>
<p>Di punto in bianco tutte le certezze granitiche del pensiero filosofico e politico del “<strong>Green Deal</strong>” e dell’agenda “<strong>Farm to Fork</strong>” sembrano scomparire all’orizzonte; il faticoso equilibrio sulla riforma della PAC e il conseguente Piano Strategico Nazionale, frutto di una estenuante mediazione fra Regioni, Ministero e organizzazioni professionali, perdono d’improvviso il loro peso nella nostra percezione del presente e del futuro. Come sarà, come dovrà essere soprattutto la nuova agricoltura italiana ed europea alla luce del conflitto ucraino, è ancora presto per prevederlo e in questo contesto prefigurare una strategia per lo sviluppo delle Indicazioni Geografiche sembra davvero molto difficile.</p>
<p>La pandemia ci aveva già avvisato della criticità delle <strong>filiere lunghe</strong> e della <strong>globalizzazione</strong> come la abbiamo vissuta fino al 2020. Logistica in affanno, materie prime non sempre disponibili, canali di distribuzione bloccati, export con alti e bassi, hanno evidenziato tutti i limiti di un sistema alimentare frutto di un crescente sviluppo e di una visione del mondo interconnesso e di mercati aperti. La resistenza delle produzioni locali DOP IGP ha dimostrato che questi sistemi produttivi, dove le catene di approvvigionamento di <strong>materie prime</strong> si muovono sullo stesso territorio, possono essere modelli più performanti di fronte alla crisi della globalizzazione.</p>
<p>Il sistema sviluppato da <strong>Consorzi, produttori, aziende, istituzioni e attori del territorio</strong> nell’ambito delle Indicazioni Geografiche – in uno scenario straordinario e imprevedibile – è stato capace di dare risposte efficaci. Un’ulteriore conferma che rafforza una solida convinzione: qualunque sia il futuro che ci aspetta, il sistema DOP IGP può rappresentare il modello di riferimento per individuare le strade per la tenuta e il progresso agroalimentare del Paese.</p>
<p><em>A cura di Mauro Rosati, direttore editoriale Consortium</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2022_01</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/03/Consortium13-EditorialeMR.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Pera Mantovana IGP colpita dalla cimice asiatica: preoccupa la situazione di crisi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pera-mantovana-igp-colpita-dalla-cimice-asiatica-preoccupa-la-situazione-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2021 09:13:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
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		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Preoccupa la situazione di crisi per la Pera Mantovana IGP colpita dalla cimice asiatica Alcuni degli elementi &#8211; se non critici ma almeno meritevoli di massima attenzione &#8211; evidenziati dall&#8217; analisi di Coldiretti Mantova sono, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Preoccupa la situazione di crisi per la Pera Mantovana IGP colpita dalla cimice asiatica</em></p>
<p>Alcuni degli elementi &#8211; se non critici ma almeno meritevoli di massima attenzione &#8211; evidenziati dall&#8217; analisi di Coldiretti Mantova sono, per la stessa associazione di categoria, gli effetti di una globalizzazione ancora imperfetta, i cui risvolti negativi si delineano anche con riferimento alla presenza, una volta (quasi) impensabile, di insetti alloctoni che minacciano la sopravvivenza di alcune colture.</p>
<p>È il caso ad esempio della cimice asiatica, uno dei grandi flagelli dell&#8217;agricoltura mantovana, che da alcuni anni sta colpendo a macchia di leopardo il territorio mantovano, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa di alcune colture simbolo.</p>
<p>In questo contesto, la Pera Mantovana Igp rischia di subire un marcato ridimensionamento già a partire dal 2022, se non si troveranno soluzioni alla cimice e per rispondere efficacemente a quello che sembra essere l&#8217;altra grande emergenza: i cambiamenti climatici, responsabili di una serie di stravolgimenti che hanno ripercussioni sulla redditività delle imprese e sugli orientamenti colturali stessi.</p>
<p>Nonostante le difficoltà congiunturali, l&#8217;agricoltura mantovana si rafforza, cercando di contenere i costi e ridurre gli input, così da favorire una sostenibilità ambientale che sempre più sarà un driver di acquisto dei prodotti alimentari da parte dei consumatori.</p>
<p>Fonte: <strong>Voce di Mantova</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/11/document30.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<item>
		<title>Food Industry Summit: così la sostenibilità diventa un vantaggio competitivo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/food-industry-summit-cosi-la-sostenibilita-diventa-un-vantaggio-competitivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 May 2021 07:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Food Industry Summit: evento online con 1.900 partecipanti. Le strategie non vanno viste come costo ma come opportunità e occorre evitare operazioni di «green washing» «Il nuovo Europarlamento e la nuova Commissione hanno messo l’accento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="asummary d-none d-lg-block"><em>Food Industry Summit: evento online con 1.900 partecipanti. Le strategie non vanno viste come costo ma come opportunità e occorre evitare operazioni di «green washing»</em></p>
<p>«<em>Il nuovo Europarlamento e la nuova Commissione hanno messo l’accento su un’Europa più sostenibile e le imprese italiane devono vedere la sostenibilità non come un costo, ma piuttosto come un’opportunità per ricavare dai prodotti agroalimentari ancora più valore aggiunto</em>». Lo ha detto ieri l’europarlamentare <strong>Herbert Dorfmann</strong> intervenendo ai lavori del <strong>Food Industry Summit</strong> del Sole 24 Ore, la cui edizione 2021 &#8211; digitale come quella dell’anno scorso &#8211; ha visto oltre 1.900 iscritti ed è stato aperto dall’intervento di <strong>Fabio Tamburini</strong>, direttore del Sole 24 Ore.</p>
<p>«<em>La pandemia</em> &#8211; ha aggiunto Dorfmann &#8211; <em>ha rimesso al centro gli obiettivi di <strong>sicurezza alimentare</strong> e ha invertito una tendenza trentennale alla <strong>globalizzazione</strong> degli scambi facendo emergere una sorta di patriottismo alimentare, con i consumatori sempre più propensi ad acquistare prodotti se non locali, almeno europei. In questa ottica ritengo che la prossima riforma della Politica agricola debba tornare a premiare chi realmente svolge il lavoro dell’agricoltore, meglio se giovane e innovativo</em>».</p>
<p>«<em>Le imprese sono più pronte di quanto si pensi nel cogliere la sfida della sostenibilità</em> &#8211; ha detto <strong>Mauro Rosati</strong>, direttore generale della <strong>Fondazione Qualivita</strong> -. <em>Quello che manca, al momento, è la voce delle istituzioni. Occorrono infatti investimenti e capacità gestionali per accompagnare la transizione e modificare i paradigmi di produzione. Il sistema dei consorzi di tutela e delle cooperative ha già guidato le imprese nella corsa ai mercati internazionali e in quella all’innovazione</em>». I <strong>fondi europei</strong> per sostenere questo processo non mancano, «<em>occorre però che la politica scenda in campo per accompagnare questo processo</em> &#8211; ha aggiunto Rosati &#8211; <em>altrimenti in Europa, nonostante i nostri punti di forza e le risorse, rischiamo di arrivare ultimi</em>».</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/food-industry-summit-cosi-sostenibilita-diventa-vantaggio-competitivo-AES1qhK" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il pomodoro cinese e la globalizzazione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-pomodoro-cinese-e-la-globalizzazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2021 07:32:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pomodoro cinese, prodotto nello Xinjiang nei campi dove vengono sfruttati gli uiguri arriva anche in Italia, diluito e esportato con bandiera tricolore. C&#8217;è un commercio che riguarda da vicino il nostro Paese e che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il pomodoro cinese, prodotto nello Xinjiang nei campi dove vengono sfruttati gli uiguri arriva anche in Italia, diluito e esportato con bandiera tricolore.</em></p>
<p>C&#8217;è un commercio che riguarda da vicino il nostro Paese e che tuttavia è poco discusso nel dibattito sulle sanzioni imposte alla Cina dall&#8217;<strong>Unione europea</strong> per la repressione attuata nello Xinjiang. Secondo un rapporto degli esperti delle <strong>Nazioni Unite</strong>, circa un milione di uiguri &#8211; la minoranza etnica di religione musulmana che abita nella regione &#8211; sarebbero internati in «campi di rieducazione», dove sarebbero sottoposti a programmi di indottrinamento. Così da fine marzo quattro funzionari di alto rango del Partito comunista locale sono soggetti a un divieto di ingresso nei Paesi Ue e al congelamento di eventuali beni detenuti nel territorio dell`Unione.</p>
<p>Alcune aziende d&#8217;abbigliamento &#8211; tra queste l&#8217;Oviesse in Italia &#8211; hanno annunciato che non si riforniranno più di <strong>cotone</strong> dallo Xinjiang, che è una delle principali regioni produttrici del mondo, per timore che nei campi sia impiegata manodopera sfruttata. Ma oltre al cotone, lo Xinjiang esporta massicciamente un altro prodotto: il triplo concentrato di pomodoro. Il frutto rosso viene qui coltivato su migliaia di ettari, per poi essere trasformato in una trentina di fabbriche disseminate su tutto il territorio della provincia.</p>
<p>Esattamente come il cotone, il <strong>concentrato di pomodoro</strong> è una merce globalizzata: non viene consumato nel mercato interno, ma è esportato nella sua totalità. Una volta prodotto in questa remota regione dell&#8217;Asia centrale, inizia infatti un lungo viaggio che lo condurrà ai quattro angoli del pianeta, con una destinazione privilegiata: il porto di Salerno.</p>
<p>Alcune aziende campane acquistano <strong>triplo concentrato</strong> proveniente dallo Xinjiang, vi aggiungono acqua e sale e lo trasformano in doppio concentrato prodotto in Italia. In questa veste lo <strong>riesportano con la bandiera tricolore</strong> in tutto il mondo. Intendiamoci, il processo è del tutto legale. Ma solleva una serie di questioni: perché questi industriali si riforniscono di materia prima in Cina piuttosto che in Italia, primo produttore europeo di pomodoro? Quali sono le implicazioni morali di questa importazione? Il pomodoro concentrato cinese ha un prezzo notevolmente inferiore rispetto a quello prodotto in Italia. I costi di produzione cinesi sono molto bassi proprio perché la raccolta nei campi è compiuta da coorti di braccianti pagati pochissimo, con l`impiego diffuso di manodopera minorile. Molti di questi lavoratori sono uiguri.</p>
<p>La <strong>filiera di produzione di pomodoro</strong> nello Xinjiang, avviata negli anni &#8217;90 del Novecento proprio su sollecitazione di alcuni industriali italiani, è legata a doppio filo al sistema di controllo e repressione attuato negli anni nei confronti degli uiguri. Una delle due aziende che produce ed esporta pomodoro &#8211; la Chalkis &#8211; è proprietà dello Xinjiang Shengchan Jianshe Bingtuan (Corpi di produzione e costruzione dello Xinjiang &#8211; Xpcc nel suo acronimo inglese). Fondato nel 1954 per colonizzare lo Xinjiang, questo ente ha assunto negli anni interessi variegati nella regione, amministrando direttamente terre, città, tribunali, holding e aziende, fra cui la Chalkis. Con l&#8217;accusa di gestire i campi di internamento, lo Xpcc è finito nel mirino delle sanzioni Ue.</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;Espresso</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/04/20210419_RS_LESPRESSO.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il mercato non ha più confini, ma attenzione alla relazione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-mercato-non-ha-piu-confini-ma-attenzione-alla-relazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Conti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 08:07:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[E-COMMERCE]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[MARKETING DIGITALE]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mercato del tempo fragile segnato dalla pandemia a imporsi sono i comparti alimentari (+64%), media e intrattenimento (35%), pickup e delivery da ristoranti (27%). Nel momento in cui il mondo fisico si è ristretto, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel mercato del tempo fragile segnato dalla pandemia a imporsi sono i comparti alimentari (+64%), media e intrattenimento (35%), pickup e delivery da ristoranti (27%). Nel momento in cui il mondo fisico si è ristretto, quello digitale si è espanso a livello globale aprendo nuove opportunità per il &#8220;made in Italy&#8221; anche in ambito B2C</em></p>
<p>&#8220;Ogni viaggio sospeso prima o poi ricomincerà&#8221;. Un messaggio in mandarino scritto su sfondo arancio ocra e pubblicato sulla piattaforma WeChat è diventato uno dei più condivisi sugli smartphone cinesi. Così a inizio 2020, prima ancora che la pandemia fosse dichiarata tale e quando le immagini dei lockdown a Wuhan iniziavano a rimbalzare su tutti i tg del mondo, il colosso del lusso Louis Vuitton ha comprato spazi sulla piattaforma social più diffusa in Oriente.</p>
<p>Un&#8217;azione anche commerciale: la griffe francese ha chiuso il 2020 con un fatturato consolidato di 44,7 miliardi di euro e realizza un terzo delle proprie vendite nel mercato cinese. Ma in filigrana si legge anche altro, ossia quel mettersi in ascolto di una comunità.<strong> Vendere prodotti e servizi, posizionandosi al meglio sui mercati esteri, nel momento in cui il mondo fisico si è ristretto e quello digitale si è espanso</strong>. E farlo intercettando fasce di popolazione geograficamente lontane e alfabetizzate agli acquisti online. La fotografia scattata da PwC nella survey Global Consumer Insight 2021 racconta come <strong>il 79% dei consumatori oggi scelga di andare online con lo smartphone:</strong> il mobile diventa così un accesso privilegiato agli store virtuali, che hanno registrato nel 2020 +45% di vendite. Intanto i142% dei consumatori quando acquista online premia velocità e affidabilità nelle consegne. <strong>Nel tempo fragile segnato dalla pandemia a imporsi sono i comparti alimentari (+64%)</strong>, media e intrattenimento (35%), pickup e delivery da ristoranti (27%).</p>
<p>Ma il mercato allarga le sue maglie e gli analisti stimano che l&#8217;<strong>acquisto online di beni nel 2021 arriverà a 461 miliardi di euro (+93%),</strong> mentre quello dei servizi a 107 miliardi di euro (+26.2%)(&#8230;) Quindi <strong>per affrontare l&#8217;estero occorre conoscere le strategie digitali</strong> &#8211; dalla generazione di contatti commerciali alla vendita online &#8211; e gli investimenti necessari per sviluppare una presenza in mercati spesso più maturi e quindi più competitivi. Si può iniziare gradualmente una collaborazione con i partner locali o avvantaggiarsi del supporto operativo e logistico dei marketplace.(&#8230;)&#8221;, dice Boscaro.</p>
<p>A fare la differenza è l&#8217;effetto &#8220;<strong>aloha spirit</strong>&#8220;, cioè lo spirito conversazionale, come ha scritto Lawrence Downes sul New York Times: ciò che conta è entrare in sintonia con la comunità specifica alla quale ci si rivolge. &#8220;La tecnologia conta, ma è sempre più accessibile grazie all&#8217;enorme diffusione delle soluzioni open source e delle community che sviluppano anche le funzionalità necessarie per i siti multi-lingua e multi-valuta: per esempio Google ha introdotto strumenti per facilitare la corretta indicizzazione dei siti in relazione ai mercati di riferimento.<strong> Ecco perché l&#8217;ecommerce ha a che fare con la psicologia, tanto quanto ha a che fare con la tecnologia</strong>: non può prescindere da un efficiente customer care in lingua, soprattutto nella prevendita&#8221;, conclude Boscaro. Ancora una volta la partita per l&#8217;attenzione e il relativo acquisto nell&#8217;agone digitale si gioca su competenze relazionali, oltre a quelle tecnologiche.</p>
<p>Fonte: <strong>Sole 24 Ore &#8211; Nova.Tech</strong></p>
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		<title>Negli USA sospesi i dazi aggiuntivi su Parmigiano Reggiano DOP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2021 14:32:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La soddisfazione dell&#8217;assessore Mammi per l&#8217;accordo UE-Usa sulla sospensione dei dazi aggiuntivi su Parmigiano Reggiano DOP: &#8220;Una boccata d&#8217;ossigeno per l&#8217;export regionale&#8221;. L’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, accoglie con soddisfazione la notizia della fine della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La soddisfazione dell&#8217;assessore Mammi per l&#8217;accordo UE-Usa sulla sospensione dei dazi aggiuntivi su Parmigiano Reggiano DOP: &#8220;Una boccata d&#8217;ossigeno per l&#8217;export regionale&#8221;.</em></p>
<p><span style="display: inline !important; float: none; background-color: #ffffff; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;">L’assessore regionale all’Agricoltura, <strong>Alessio Mammi</strong>, accoglie con soddisfazione la notizia della fine della guerra commerciale tra le due sponde dell’Atlantico innescata dal contenzioso <strong>Airbus-Boeing</strong>: </span>“<em>La sospensione dei <strong>dazi aggiuntivi</strong> sui prodotti agroalimentari europei da parte della nuova amministrazione Biden, nell’ambito di un più ampio accordo con l’Unione europea, è davvero una boccata d’ossigeno per l’export agroalimentare dell’Emilia-Romagna verso gli Usa, in particolare per i prodotti lattiero-caseari come il Parmigiano Reggiano DOP, ma non solo</em>”.</p>
<p><span style="display: inline !important; float: none; background-color: #ffffff; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;">Dall&#8217;ottobre </span><strong>2019</strong><span style="display: inline !important; float: none; background-color: #ffffff; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"> pesavano sui &#8220;re dei formaggi&#8221; tariffe aggiuntive del</span><strong> 25% da 2,15 a 6 dollari al chilo</strong><span style="display: inline !important; float: none; background-color: #ffffff; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;">, con un aumento del prezzo a scaffale dai 40 ai 45 dollari al chilo. Gli Usa primo mercato all&#8217;export per il Parmigiano, per un totale di circa </span><strong>12 mia tonnellate</strong><span style="display: inline !important; float: none; background-color: #ffffff; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"> all&#8217;anno.</span></p>
<p>“<em>Dopo un anno di contrazione del <strong>mercato horeca</strong> a causa della pandemia- </em>sottolinea l’assessore<em> &#8211; è molto importante che per le aziende emiliano-romagnole si aprano prospettive positive verso un Paese che rimane uno dei principali mercati per la nostra regione. Il nostro Parmigiano Reggiano DOP, in particolare, è stato molto penalizzato dai dazi introdotti nel 2019 dalla precedente <strong>amministrazione Trump</strong>, con cali significativi delle esportazioni che hanno toccato anche altri settori</em>”. continua l&#8217;assessore <strong>Mammi</strong>.</p>
<p>“<em>La pandemia mondiale </em>&#8211; conclude <strong>Mammi</strong>&#8211;<em> ha rimesso al centro il valore del cibo di qualità, controllato e sicuro, come quello che proviene dai nostri territori. Resto convinto che questo è il tempo nel quale serve uno sforzo corale da parte di tutti i Paesi per creare un <strong>mercato globale</strong> delle opportunità, mettere da parte guerre commerciali tra Paesi che non giovano a nessuno. Ringrazio la Commissione europea per l’impegno profuso nell’ ottenere questo importante risultato di mediazione politica con gli Stati Uniti</em>”.</p>
<p>Il grande <strong>Paese nordamericano</strong> è il primo mercato all’export per il “re dei formaggi”, con una quota del <strong>20%</strong> sul totale delle esportazioni, pari a circa 12 mila tonnellate di prodotto all’anno. Sul Parmigiano Reggiano dall&#8217;ottobre 2019 pesavano tariffe aggiuntive pari al<strong> 25% &#8211; da 2,15</strong> a 6 dollari al chilo in più &#8211; con un aumento del prezzo a scaffale per i consumatori americani dai<strong> 40 ai 45 dollari</strong> al chilo./G.Ma.</p>
<p>Fonte:<a href="https://www.regione.emilia-romagna.it/agenzia-di-informazione-e-comunicazione/@@comunicatodettaglio_view?codComunicato=97359" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> <strong>Regione Emilia-Romagna</strong>.</a></p>
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		<title>Pavan Sukhdev, banchiere buono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2014 08:08:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Internazionale Ha preso un’aspettativa dal suo lavoro di manager alla Deutsche Bank in India per dedicarsi a una missione ambiziosa: salvare il mondo cambiando i bilanci contabili delle aziende. Prendiamo questo piccolo registratore argentato. Dovremmo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/55de6e9b5e244d9a5ed131b4f33deee4.jpg" alt="" /><strong>Internazionale</strong></p>
<p>Ha preso un’aspettativa dal suo lavoro di manager alla Deutsche Bank in India per dedicarsi a una missione ambiziosa: salvare il mondo cambiando i bilanci contabili delle aziende. Prendiamo questo piccolo registratore argentato. Dovremmo sapere cosa c’è al suo interno per capire perché il cambiamento climatico ci sta sfuggendo di mano. In una calda giornata piovosa Pavan Sukhdev è seduto in un’anonima saletta di Bloomsbury, a Londra. Tiene il mio registratore a cassette tra le mani come se fosse la mela di Adamo ed Eva nel paradiso terrestre.  L’ex banchiere spiega che questo apparecchio è come quasi tutti gli altri prodotti tecnologici: da nessuna parte c’è scritto quali sono stati i costi della sua fabbricazione. Chi lo compra non può sapere se la produzione ha causato danni all&#8217;ambiente attraverso lo sfruttamento delle materie prime, del suolo odelle risorse idriche, se ha causato l&#8217;emissione di gas serra, né quali saranno le conseguenze del suo smaltimento.<br /> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2013/03/internazionale.jpg" alt="Internazionale.pdf">Internazionale.pdf</a></p>
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		<title>I nuovi sapori dell&#8217;insalata globale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2012 08:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/580ec6e22c8909e49df20c679c74d1c3.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>La Stampa</strong></p>
<p>Un fenomeno che prende piede e che, nell&#8217;ultimo anno, ha registrato una crescita dell&#8217;1,2%: si tratta della coltivazione di prodotti etnici nelle campagne italiane,soprattutto del nord. Per osservare con i propri occhi la globalizzazione dell&#8217;agricoltura basta farsi un giro fra i campi della Pianura Padana. Secondo i dati Infocamere nel 2011 le imprese agricole condotte da stranieri erano 13.553. E sono sempre di più gli imprenditori agricoli immigrati (soprattutto indiani e bengalesi)&nbsp;che alle nostre preferiscono le verdure dei loro Paesi d&#8217;origine, così come i loro acquirenti connazionali. Il pericolo è quello di non riuscire a controllare, anche dal punto di vista legislativo, queste coltivazioni. «Nel 2009 abbiamo sequestrato 20 ettari di terreno coltivati con semi arrivati dalla Cina senza autorizzazione» spiega Giuseppe Vadalà, responsabile del Nucleo agroalimentare del Corpo forestale dello Stato.</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2012/09/20120912_LA_STAMPA_INSALATA.pdf" alt="20120912_LA_STAMPA_INSALATA.pdf">20120912_LA STAMPA.pdf</a></p>
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