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	<title>GDO &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>GDO &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Stati Uniti e vino italiano, i consumatori restano fedeli</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/stati-uniti-e-vino-italiano-i-consumatori-restano-fedeli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 07:46:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati dell&#8217;Osservatorio di Federvini. Il principale driver di scelta degli americani resta l&#8217;alta qualità percepita, che i consumatori americani associano ai vini italiani (47%), agli spirits (48%) e all&#8217;Aceto Balsamico di Modena IGP (42%). [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I dati dell&#8217;Osservatorio di Federvini. Il principale driver di scelta degli americani resta l&#8217;alta qualità percepita, che i consumatori americani associano ai vini italiani (47%), agli spirits (48%) e all&#8217;Aceto Balsamico di Modena IGP (42%).</em></p>
<p>Come esplorare un territorio sconosciuto senza mappa. Il settore italiano di vini, spiriti e aceti affronta un contesto del tutto inedito per complessità e velocità di cambiamento. L&#8217;evoluzione dei consumi, le tensioni commerciali, le turbolenze geopolitiche stanno ridisegnando le rotte commerciali e il comparto italiano cerca nuovi strumenti per orientarsi. Una bussola, in tale senso è l&#8217;elaborazione dell&#8217;Osservatorio Federvini realizzato in collaborazione con Nomisma, sul primo trimestre 2026.</p>
<p>I dati dicono che la Gdo italiana mostra dinamiche divergenti tra comparti: il vino segna un lieve calo a volume (-1%), ma cresce a valore (+2,2%), con gli spumanti in accelerazione (+8,7%).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Il panorama internazionale</h4>
<p>E se <strong>l&#8217;Italia tiene il passo</strong> (soprattutto per i vini di qualità), sul fronte internazionale, <strong>il primo trimestre 2026 si è aperto in frenata</strong> per tutti i grandi Paesi produttori di vino a causa di una contrazione generalizzata del valore delle importazioni registrata in tutti i 12 principali mercati di riferimento.</p>
<p>Ma<strong> la frenata peggiore è quella che arriva dagli Stati Uniti</strong>, con il -38,9% di valore delle importazioni rispetto allo stesso trimestre del 2025. Ma non tutte le notizie provenienti dagli States sono negative visto che dalla Consumer Survey dell&#8217;Osservatorio Federvini arriva un segnale che incoraggia l&#8217;ottimismo: è vero che <strong>il mercato statunitense ha importato meno ma si dimostra fedele al made in Italy</strong>. Nonostante l&#8217;aumento dei prezzi legato ai dazi sia stato avvertito dalla grande maggioranza degli acquirenti, meno del 10% ha sostituito i prodotti italiani.</p>
<p>Di fronte a una prospettiva di rincaro del 20%, una quota significativa di consumatori dichiara che non modificherebbe le proprie abitudini d&#8217;acquisto.<strong> Il principale driver di scelta resta l&#8217;alta qualità percepita</strong>, che i consumatori americani associano ai vini italiani (47%), agli spirits (48%) e all&#8217;Aceto Balsamico di Modena IGP (42%).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere della Sera</strong></p>
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		<title>Per la Gdo la parola chiave è diventata “assortimento”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/per-la-gdo-la-parola-chiave-e-diventata-assortimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 06:21:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>De Camillis (NielsenIQ): “Selezione mirata dei prodotti da esporre, pricing coerente e una gestione più efficiente delle superfici” La crescita dei volumi della Gdo è qualcosa che ormai appartiene al passato e che molto difficilmente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>De Camillis (NielsenIQ): “Selezione mirata dei prodotti da esporre, pricing coerente e una gestione più efficiente delle superfici”</em></p>
<p>La <strong>crescita dei volumi della Gdo</strong> è qualcosa che ormai appartiene al passato e che molto difficilmente tornerà, ma esistono lo stesso buoni margini di crescita. A patto che l’offerta presente sugli scaffali sia quella effettivamente cercata dai consumatori.</p>
<p><strong>La parola chiave è “assortimento”</strong> che, a differenza del passato, non va più interpretata con un metro quantitativo ma qualitativo. <strong>I clienti non sono più attratti da un numero infinito di referenze</strong>, ma da quelle coerenti con le loro esigenze.</p>
<p>In<strong> aiuto delle insegne arrivano gli strumenti digitali</strong>, gli unici in grado di risolvere il problema della profilazione del cliente in base a cluster basati su posizione geografica e disponibilità economica.</p>
<p>L’altra buona notizia per gli operatori della Gdo è che le fasce sociali meno abbienti non sono “perse”. Pur in presenza di una <strong>diminuzione del potere di acquisto di molte famiglie</strong>, il trend di polarizzazione dei consumi, che fino a pochi anni fa sembrava essere strutturale, si è arrestato. I <strong>prodotti dedicati al benessere</strong>, per esempio, non vengono messi nel carrello solo da chi ha maggiori disponibilità economiche, ma anche da chi deve fare bene i conti per arrivare a fine mese.</p>
<p>Questo comportamento ha sorpreso gli stessi analisti di NielsenIQ, che solo qualche anno fa avevano rilevato il fenomeno della “polarizzazione”.</p>
<p>«Un fattore determinante &#8211; <strong>spiega Romolo de Camillis, retailer director di NielsenIQ</strong> &#8211; è rappresentato dalla riduzione dei consumi fuori casa, che ha liberato risorse per la spesa al supermercato. La situazione continua dunque a presentare criticità, ma il bilancio per la Gdo è sicuramente positivo».</p>
<p>Anche il <strong>calo della disoccupazione</strong> che si è registrato negli ultimi anni ha probabilmente contribuito a sostenere i consumi di prodotti di qualità. I dati raccolti da NielsenIQ illustrano bene il quadro dei consumi alimentari degli italiani. <strong>Negli ultimi dodici mesi il “fresco” ha messo a segno un progresso del 4%</strong> e hanno fatto molto bene anche “frutta e verdura” (+5,5%), “macelleria &amp; polleria” (+6,8%) e “prodotti freschi confezionati” (+3,7%).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Repubblica &#8211; Affari&amp;Finanza</strong></p>
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		<item>
		<title>Crescono vendite e boom export per la Mortadella Bologna IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/crescono-vendite-e-boom-export-per-la-mortadella-bologna-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 07:33:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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		<category><![CDATA[GDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2025 produzione e vendite di Mortadella Bologna IGP cresciute rispettivamente del +3,0% e + 3,3%. Boom dell’export + 12,4%. Confermato il gradimento dell’affettato in vaschetta, con un incremento del 6,4% Con oltre 40 milioni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel 2025 produzione e vendite di Mortadella Bologna IGP cresciute rispettivamente del +3,0% e + 3,3%. Boom dell’export + 12,4%. Confermato il gradimento dell’affettato in vaschetta, con un incremento del 6,4%</em></p>
<p><strong>Con oltre 40 milioni e 700 mila Kg prodotti nel 2025</strong> <em>(fonte: IFCQ Certificazioni),</em> la Mortadella Bologna IGP registra un <strong>incremento della produzione del 3,0%</strong> rispetto all’anno precedente <strong>e del 3,3% dei volumi di vendita</strong>. Inarrestabile <strong>il gradimento dell’affettato </strong>che con <strong>+6,4%</strong> conferma un fenomeno ormai consolidato, che ha visto <strong>più che raddoppiare i volumi negli ultimi 10 anni</strong>, passati dai 6 milioni e 700mila Kg lavorati nel 2015 agli oltre 13 milioni e 200mila Kg del 2025.</p>
<p>A livello di canali di vendita in Italia, la <strong>GDO resta al primo posto con una quota del</strong> <strong>55,0%,</strong> seguita dal <strong>Normal Trade</strong> col 27,2% e dal <strong>Discount</strong> col 17,8%.</p>
<p>Molto positivo il versante <strong>export, </strong>che rappresenta circa <strong>il 25% delle vendite</strong> totali e<strong> che, con l’aumento a due cifre, pari a +12,4% </strong>si conferma un fattore trainante della crescita della IGP.</p>
<p>Nella classifica degli oltre 70 Paesi in cui la Mortadella Bologna IGP è esportata la <strong>Francia</strong> è al primo posto con un incremento del 3,0% delle vendite, seguita dalla <strong>Germania</strong> (+7,7%), <strong>Spagna</strong> (+15,3%) e <strong>Belgio</strong> che registra un balzo del <strong>71,5%.</strong> A livello extra-UE, si segnala anche l’ottima performance della <strong>Svizzera</strong> (+30,9%) e lo straordinario risultato del <strong>Canada</strong> (+565,8%) dovuto alla riapertura del mercato dopo la pausa dovuta alla PSA. Da sottolineare che i mercati citati, (ad eccezione del Canada e della Francia) sono quelli in cui il Consorzio sta svolgendo programmi di promozione finanziati dalla UE.</p>
<p><em>“Siamo estremamente orgogliosi dei dati ottenuti nel 2025 dalla Mortadella Bologna che,  nonostante gli aumenti del carrello della spesa e della bolletta energetica, continua a crescere, a conferma del fatto che la Regina Rosa dei Salumi è un bene del paniere della spesa irrinunciabile per gli Italiani, sia per la sua alta qualità certificata sia per il valore di appagamento che procura, un vero e proprio “comfort food” particolarmente apprezzato in una fase storica dove il contesto internazionale è particolarmente incerto – </em>afferma <strong>Guido Veroni</strong>, Presidente del Consorzio Italiano Tutela Mortadella Bologna che prosegue<em> – di grande rilievo, infine, la crescita dell’export sia nei Paesi oggetto di nostri programmi di promozione (Germania, Spagna, Belgio, Svizzera) sia in quelli dove si stanno aprendo nuove possibilità di sviluppo come la Croazia che è cresciuta del 27,6% e la Polonia che ha registrato un incremento dell’88,8%”.</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://mortadellabologna.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/04/CS_DATI-2025_VR_GL.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Sorpresa Prosecco DOP: ordini in crescita del +4%</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/sorpresa-prosecco-dop-ordini-in-crescita-del-4/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 08:29:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
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		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dentro l’uovo di Pasqua, ecco la sorpresa per le bollicine. Dopo due mesi di flessione tra gennaio e febbraio ora gli imbottigliamenti del Prosecco sono ritornati a correre. Il sistema è dunque pronto a una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dentro l’uovo di Pasqua, ecco la sorpresa per le bollicine. Dopo due mesi di flessione tra gennaio e febbraio ora gli imbottigliamenti del Prosecco sono ritornati a correre. Il sistema è dunque pronto a una nuova accelerazione, sostenuta da un export che ha superato la soglia dei 2,2 miliardi di euro nel 2025.</em></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Osservando i numeri si può notare che <strong>l’avvio del 2026</strong>, sostanzialmente, è simile a quello del 2024, anno in cui son state <a href="https://www.qualivita.it/argomento/volumi-produttivi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>imbottigliate 660 milioni di bottiglie</strong></a> (lo scorso anno furono 667 milioni). È infatti <a href="https://www.qualivita.it/news/prodotto-di-riferimento/6163/" target="_blank" rel="noopener"><strong>iniziato male l’anno del Prosecco</strong></a>: meno 19% a gennaio e meno 14% a febbraio; analizzando <strong>la media degli ultimi quattro anni, si è imbottigliato in media il 7% in meno</strong>. Dati arrivati dopo una continua flessione fin dal mese di settembre dello scorso anno.</p>
<p><strong>Nell’attuale fase di mercato, <a href="https://www.qualivita.it/argomento/gdo/" target="_blank" rel="noopener">il sell out (vendita a scaffale) è però sostanzialmente</a></strong> <strong><a href="https://www.qualivita.it/argomento/gdo/">stabile</a>.</strong> «Se il tendenziale del primo bimestre presenta una sensibile flessione, il risultato va letto in una dinamica degli approvvigionamenti che ha cercato, in tutti i modi, di evitare la penalizzazione determinata dall’introduzione dei dazi imposti da Trump — <strong>commenta il dato del primo bimestre il presidente della Doc Prosecco Giancarlo Guidolin</strong> —. Andamento che non ha rappresentato una sorpresa per la denominazione, in quanto già ipotizzato. Quello che appare positivo, invece, sono i dati relativi alle vendite, corrispondenti al consumo reale delle nostre produzioni».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://corrieredelveneto.corriere.it/" target="_blank" rel="noopener">Corriere del Veneto</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>DOP e IGP: da maggio obbligatorio indicare il produttore in etichetta</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-da-maggio-obbligatorio-indicare-il-produttore-in-etichetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 08:27:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[private label]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stop all’anonimato delle private label: su salumi, formaggi e altri prodotti DOP e IGP dovrà comparire anche il nome di chi li produce davvero in etichetta. Dal 14 maggio 2026 cambia una cosa semplice ma [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Stop all’anonimato delle private label: su salumi, formaggi e altri prodotti DOP e IGP dovrà comparire anche il nome di chi li produce davvero in etichetta.</em></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/nuove-regole-per-letichettatura-dop-e-igp-obbligo-di-indicare-il-produttore/" target="_blank" rel="noopener">Dal 14 maggio 2026 cambia una cosa semplice ma decisiva</a>: sulle etichette dei prodotti DOP e IGP non basterà più il marchio del supermercato. Accanto alla denominazione infatti dovrà comparire, nello stesso campo visivo, anche quello del produttore. È l’effetto dell’articolo 37 del <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202401143">regolamento UE 2024/1143</a> sulle indicazioni geografiche, chiarito da <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24326">una recente circolare</a> del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF). Una norma che, almeno sulla carta, mette fine a una pratica diffusa: vendere prodotti di qualità certificata dietro l’anonimato della marca del distributore.</p>
<p>La novità è più concreta di quanto sembri. Oggi sugli scaffali troviamo Prosciutto di Parma DOP Esselunga o Gorgonzola DOP Coop, ma il nome di chi quel prodotto lo ha davvero fatto resta spesso nascosto sul retro, scritto in piccolo o sostituito da codici e indirizzi. Dal 2026 non sarà più possibile. <strong>Nello stesso spazio visivo della denominazione dovrà comparire il nome del produttore o dell’operatore responsabile</strong>. Tradotto: la vaschetta di prosciutto o il pezzo di formaggio potrebbero cambiare volto, rivelando finalmente chi c’è dietro.</p>
<h4>Salumi, formaggi e non solo…</h4>
<p><strong>Nel caso dei salumi DOP e IGP il cambiamento è immediato e facilmente comprensibile</strong>. Dietro molte <strong>private label della GDO</strong> operano gruppi ben noti come Citterio, Beretta e Rovagnati. Aziende che vendono anche con il proprio marchio, ma che sono fornitori della grande distribuzione. Finora il loro nome poteva restare in secondo piano. Con la nuova norma, dovrà comparire accanto alla denominazione. Per alcune denominazioni tuttavia era già prassi indicare il nome del produttore nella parte frontale della confezione, in particolare il Prosciutto di Parma e la Mortadella di Bologna.</p>
<p><strong>Il caso dei formaggi</strong> è ancora più emblematico. Qui il marchio del produttore sparisce spesso del tutto dietro quello del supermercato. Eppure dietro un Gorgonzola o un Provolone venduto a marchio Coop o Conad possono esserci realtà industriali ben riconoscibili come Igor, Galbani, Auricchio, Zanetti e Latteria Soresina. Con le nuove regole, questi nomi torneranno in primo piano.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<a href="https://ilfattoalimentare.it/dop-igp-etichette-trasparenti.html" target="_blank" rel="noopener"> Il Fatto Alimentare.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-da-maggio-obbligatorio-indicare-il-produttore-in-etichetta/">DOP e IGP: da maggio obbligatorio indicare il produttore in etichetta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vendite di vino in GDO: 2025 in rosso</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vendite-di-vino-in-gdo-2025-in-rosso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:09:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
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		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le anticipazioni dello studio Circana per Vinitaly: vendite di vino nella Gdo calano del -3,4% a volume nel 2025, reggono meglio i vini a denominazione (-2,6%) Sono 737 milioni i litri di vino e spumante [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vendite-di-vino-in-gdo-2025-in-rosso/">Vendite di vino in GDO: 2025 in rosso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le anticipazioni dello studio Circana per Vinitaly: vendite di vino nella Gdo calano del -3,4% a volume nel 2025, reggono meglio i vini a denominazione (-2,6%)</em></p>
<p><strong>Sono 737 milioni i litri di vino e spumante venduti nel 2025 nella Gdo</strong>, 20 in meno rispetto al 2024. Il settore chiude il 2025 con un <strong><a href="https://www.qualivita.it/news/stagione-decisiva-per-il-vino-italiano-tra-sfida-dei-mercati-e-conflitti/" target="_blank" rel="noopener">-3,4% a volume</a> </strong>sull’anno precedente, che quest’anno non trova alcuna compensazione sul dato a valore, anch’esso negativo: <strong>-1,1%</strong>. È fissato per <strong>lunedì 13 aprile </strong>il consueto appuntamento con la tavola rotonda <strong>‘Il vino nella Grande distribuzione: dinamiche di mercato e criticità emergenti</strong>’, organizzata da Veronafiere. In quell’occasione sarà presentato lo <strong>studio realizzato da Circana per Vinitaly</strong> per fare il punto sull’andamento delle vendite di vino e spumante nei <a href="https://www.qualivita.it/argomento/GDO/" target="_blank" rel="noopener"><strong>supermercati e discount</strong></a> italiani, di cui sono state diffuse oggi alcune anticipazioni.</p>
<p>Gli <strong>spumanti </strong>continuano invece il loro percorso parallelo e, sebbene a rilento rispetto al 2024, crescono dell’1,5% a volume e dell’1,2% a valore. I <strong>vini in bottiglia a denominazione </strong>d’origine, che nell’anno precedente avevano registrato un dato positivo, quest’anno <strong>perdono 2,6 punti percentuali.</strong></p>
<p>Il vino più acquistato è il <strong>rosso fermo</strong>, con oltre 261 milioni di litri venduti. Tra gli <strong>spumanti</strong>, è il <strong>bianco frizzante </strong>a prevalere, con oltre 98 milioni di litri venduti contro i quasi 7 milioni del rosato frizzante e i 2,5 milioni del rosso frizzante. Ad aggiudicarsi il titolo di <strong>‘top seller’ </strong>dell’anno è il <strong>Prosecco DOP</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.alimentando.info/vendite-di-vino-in-gdo-2025-in-rosso-le-anticipazioni-dello-studio-circana-per-vinitaly/" target="_blank" rel="noopener">Alimentando.info</a></strong></p>
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		<title>Gli italiani e i consumi alimentari. Stili di vita e sguardi al futuro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/gli-italiani-e-i-consumi-alimentari-stili-di-vita-e-sguardi-al-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 08:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2025]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consumi alimentari, gli italiani prestano attenzione sempre maggiore al rapporto qualità prezzo: il valore tangibile del prodotto sale in primo piano, cresce l&#8217;interesse per le marche del distributore e la Dop economy supera i 20 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Consumi alimentari, gli italiani prestano attenzione sempre maggiore al rapporto qualità prezzo: il valore tangibile del prodotto sale in primo piano, cresce l&#8217;interesse per le marche del distributore e la Dop economy supera i 20 miliardi € di valore. Il cibo si conferma bussola di benessere, cambia la società e cambiano le priorità del consumatore</em></p>
<p>Un <strong>mondo in bilico tra instabilità e progresso</strong> segna la fine della globalizzazione. <strong>Incertezze politiche, guerre, cambiamenti climatici</strong> <strong>e transizione energetica</strong> destabilizzano le popolazioni e gli equilibri mondiali. In questo clima di caos il mondo appare fragile, scenario che si riflette sui comportamenti dei consumatori e ne determina le scelte.</p>
<p>L&#8217;<a href="https://italiani.coop/rapporto-coop-2025-winter-edition/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ultimo Rapporto Coop (clicca qui per leggere il rapporto)</strong></a> realizzato in collaborazione con Nomisma rivela che solo il 396 delle persone interpellate è ottimista che nei prossimi anni la situazione possa migliorare.</p>
<p>Conflitti, spese militari, dazi, misure restrittive che si riflettono sul valore del commercio influiscono sullo scenario globale:</p>
<ul>
<li>la logistica è il nuovo terreno della geopolitica,</li>
<li>la globalizzaaione lineare lascia spazio a un commercio frammentato, selettivo e strategico;</li>
<li>le tensioni geopolitiche rendono il futuro del commercio più incerto che mai.</li>
</ul>
<p>Il passaggio è epocale, la trasformazione strutturale. <strong>La globalizzazione si dissolve</strong> e si trasforma in un sistema più selettivo. Si scommette sull&#8217;intelligenza Artificiale come moltiplicatore della produttività, con impatti positivi o negativi ancora da verificare.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>DOP ECONOMY, IN CRESCITA</h4>
<p>L&#8217;analisi dei <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2025/" target="_blank" rel="noopener">XXIII Rapporto Ismea-Oualivita</a> evidenzia che nel 2024 il comparto della DOP Economy italiana ha raggiunto un valore alla produzione di 20,7 miliardi di euro, con un incremento del +3,5% rispetto all&#8217;anno precedente. Per il quarto anno consecutivo aumenta il comparto del cibo, che con un +7,7% supera i 9,6 miliardi di euro, e l&#8217;<strong>export dei prodotti DOP IGP registra risultati che toccano i 12,3 miliardi di euro (+ 8,2%)</strong>.</p>
<p>Aumenta anche il numero di <strong>Consorzi di tutela autorizzati dal Ministero dell&#8217;agricoltura</strong>: 328 realtà attive su tutto il territorio italiano che coordinano l&#8217;attività di 184.000 operatori dei comparti cibo, vino e bevande spiritose, generando lavoro per oltre 864.000 occupati. L&#8217;export si attesa a 12,3 miliardi di euro dove il settore cibo si attesta a 5,15 miliardi di curo (+12,7% annuale), con una dinamica a doppia cifra per formaggi, ortofrutticoli e cereali, oli di oliva. Gli Stati Uniti si confermano primo mercato di destinazione assorbendo oltre un quinto (22%) delle esportazioni italiane DOP IGP.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>La nuova mappa del benessere italiano</h4>
<p><strong>Gli italiani riscrivono la mappa del proprio benessere</strong> riducendo i consumi e privilegiando esperienze e relazioni. Scelgono sempre più spesso <strong>salute</strong>, <strong>prevenzione</strong> e <strong>tempo di qualità</strong>, con cibo, sport e svago culturale che diventano i pilastri di uno <strong>stile di vita sobrio e consapevole</strong>.</p>
<p><strong>Calano i consumi legati a lusso</strong>, auto dì proprietà e shopping compulsivo, il nuovo motto è &#8220;meno, ma meglio&#8221;.</p>
<p>Cibo, prevenzione e stile di vita sano suggeriscono diete controllate, meal prep, alimenti funzionali e pasti cucinati in casa: <strong>la tendenza è acquistare solo l&#8217;indispensabile</strong>, riparare anziché sostituire, <strong>preferire prodotti sostenibili</strong> anche se più costosi. Una logica che mette al centro la qualità e la durata, più che la quantità e l&#8217;accumulo.</p>
<ul>
<li>6 italiani su 10 indicano una dieta sana e bilanciata come uno dei principali accorgimenti per la cura di sé,</li>
<li>oltre il 90% di loro vogliono aumentare la propria abitudine di cucinare in casa,</li>
<li>7 italiani su 10 vedono nell&#8217;IA un elemento chiave per la cucina del futuro.</li>
</ul>
<p>La cucina è il laboratorio simbolico di questa trasformazione. <strong>Meal prep, nuove ricette e persino l&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale ai fornelli</strong> raccontano la volontà dì coniugare innovazione e tradizione, piacere e salute. La cucina resta presidio di identità e convivialità, ma si reinventa per rispondere a nuove esigenze di funzionalità.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Ingegneria Alimentare</strong></p>
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		<title>Ambrosini Carni: competenza industriale e visione internazionale nel banco hamburger</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ambrosini-carni-competenza-industriale-e-visione-internazionale-nel-banco-hamburger/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 15:47:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[Carni fresche]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli hamburger di Ambrosini Carni superano i 6 milioni di pezzi all&#8217;anno nella GDO. CSQA certifica il senza conservanti e senza glutine Ambrosini Carni è una realtà italiana specializzata nella produzione di carne in vaschetta, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gli hamburger di Ambrosini Carni superano i 6 milioni di pezzi all&#8217;anno nella GDO. CSQA certifica il senza conservanti e senza glutine</em></p>
<p>Ambrosini Carni è una realtà italiana specializzata nella produzione di carne in vaschetta, con una capacità produttiva, riferita ai singoli hamburger, che supera i 6 milioni di pezzi all&#8217;anno. Un partner strutturato e affidabile per la GDO, in grado di garantire continuità di fornitura, standard qualitativi costanti e una gamma pensata per creare valore a scaffale e fidelizzare il consumatore finale. La produzione si basa su filiera controllata e processi industrializzati evoluti che consentono di offrire hamburger senza conservanti e senza glutine, certificati CSQA.</p>
<p>Un assortimento completo, dal premium al mondo La gamma Ambrosini Carni è progettata per coprire diversi posizionamenti di prezzo e target di consumo, valorizzando le migliori razze bovine provenienti da diverse aree del mondo. Le linee Gran Selezione e Sapori dal Mondo riuniscono eccellenze italiane e internazionali accuratamente selezionate: dalla Chiani na e dalla Piemontese, simboli del made In Italy, alla Scottona, fino a razze e provenienze iconiche come Black Angus USA, Wagyu giapponese, Irlanda, Argentina, Australia, Scozia e Danimarca. Un assortimento ampio e riconoscibile, pensato per differenziare lo scaffale, intercettare consumatori diversi e sostenere la rotazione a banco</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Eurocarni</strong></p>
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		<title>XXIII Rapporto Ismea-Qualivita: Dop economy da 20,7 miliardi e +25% dal 2020</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/xxiii-rapporto-ismea-qualivita-dop-economy-da-207-miliardi-e-25-dal-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:01:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2023]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[big data]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato il XXIII Rapporto Ismea-Qualivita sui prodotti italiani DOP IGP STG e le bevande spiritose IG: l&#8217;export supera i 12 miliardi €, record sia per cibo che per vino Continua il trend positivo della Dop [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentato il XXIII Rapporto Ismea-Qualivita sui prodotti italiani DOP IGP STG e le bevande spiritose IG: l&#8217;export supera i 12 miliardi €, record sia per cibo che per vino</em></p>
<p>Continua il trend positivo della Dop economy italiana: secondo l’analisi del XXIII Rapporto Ismea-Qualivita il settore raggiunge 20,7 miliardi € di valore alla produzione nel 2024 (+3,5% su base annua), registrando una crescita del +25% rispetto al 2020 e contribuendo per il 19% al fatturato complessivo dell’agroalimentare nazionale. Prosegue per il quarto anno con­secutivo l’aumento del comparto del cibo che con un +7,7% supera i 9,6 miliar­di €, mentre il vino imbottigliato si conferma stabile a 11,0 miliardi. Ottimi i ri­sultati dell’export dei prodotti DOP IGP, che nel 2024 raggiunge i 12,3 miliardi € (+8,2%) grazie al “doppio record” del settore cibo (per la prima volta sopra i 5 miliardi) e del settore vino (prima volta oltre 7 miliardi). Cresce nell’anno an­che il numero di Consorzi di tutela autorizzati dal Ministero dell’agricoltura: 328 realtà attive in tutta Italia che coordinano il lavoro di 184.000 operatori dei comparti cibo, vino e bevande spiritose generando lavoro per oltre 864.00 occupati.</p>
<p><strong>Intro metodologica</strong></p>
<p>Il Rapporto Ismea-Qualivita dal 2003 offre ogni anno un quadro dettaglia­to del settore italiano del cibo e del vino a Indicazione Geografica, con dati produttivi ed economici, analisi sulle ricadute territoriali, sulle evoluzioni nel mercato nazionale ed estero. Il Rapporto, unico studio in Europa sull’im­patto economico delle Indicazioni Geografiche a livello nazionale, è frutto dell’integrazione delle competenze sviluppate da Ismea e dall’Osservato­rio Qualivita. Il lavoro si basa sulla raccolta di dati attraverso indagini di­rette presso gli operatori del settore (Consorzi di tutela, Associazioni dei produttori e Organismi di controllo), fonti istituzionali (ICQRF, Istat, Inps, Commissione UE) e altri enti (NielsenIQ). I dati raccolti vengono controllati, normalizzati e inseriti nelle banche dati Ismea e Qualivita, integrando le se rie storiche relative al settore, prima di essere sottoposti alle elaborazioni.</p>
<p><strong>Export DOP IGP</strong></p>
<p>Le esportazioni del comparto DOP IGP raggiungono 12,3 miliardi €, in crescita del +8,2% sul 2023 e del +24% rispet­to al 2020. Crescita più consistente per il settore cibo che sale a 5,15 miliardi € (+12,7% in un anno), evidenziando un incremento a doppia cifra per formaggi, ortofrutticoli e cereali, oli di oliva. Bene anche il vino che con un +5,2% su base annua raggiunge 7,19 miliardi €, rappresentando l’88% dell’export vinicolo italiano. Complessivamente, per cibo e vino, l’export cresce sia nei Paesi UE (+5,9%) che nei Paesi Extra-UE (+10,4%), con gli USA primo mercato di destinazione con oltre un quinto (22%) delle esportazioni italiane DOP IGP. Un focus realizzato con Origin Italia evi­denzia che, a ottobre 2025, il 48% delle filiere avverte gli effetti negativi dei dazi statunitensi e il 61% dei Consorzi ha avviato strategie di diversificazione dei mercati, seb­bene solo uno su tre preveda un impatto significativo dei dazi nel lungo periodo.</p>
<p><strong>Filiera produttiva</strong></p>
<p>Alla base delle filiere DOP IGP vi sono 183.823 operatori (175.358 produttori e 31.724 trasformatori) in calo del -5,6% sul 2023. L’elaborazione dei dati Inps sui rapporti di lavoro nella fase agricola e di trasformazione mostra, in­vece, per il 2024 una stima di 864.441 occupati nel setto­re IG, pari al +1,6% sul 2023. Un inedito approfondimen­to dell’Istat sulle aziende della Dop economy in Italia, delinea un sistema produttivo guidato da imprenditori più giovani della media, con maggiore formazione spe­cialistica, propensione all’innovazione e alla multifun­zionalità: fattori che si traducono in risultati economici migliori, con una produzione standard media superiore di oltre tre volte rispetto al complesso delle aziende agri­cole nazionali.</p>
<p><strong>Cibo DOP IGP STG</strong></p>
<p>L’agroalimentare DOP IGP STG nel 2024 cresce per il quarto anno di fila, con un valore alla produzione di 9,64 miliardi € (+7,7% in un anno e +48% dal 2014) e un fatturato al consumo finale di 18,57 miliardi €. I primi 10 prodotti per valore (<strong>Figura 2</strong>) mostra no un andamento molto variegato fra le varie IG, come avvenuto comples­sivamente nel settore. Si mantiene piuttosto stabile il valore alla produzione per i prodotti di panetteria e pa­sticceria (+0,7%) e per i prodotti a base di carne (-0,9%), a fronte della crescita, in certi casi anche a doppia cifra, di tutte le altre categorie: formaggi (+10,5%), ortofrutticoli (+6,0%), aceti balsamici (+7,9%), paste alimentari (+11%), oli di oliva (+46,9%) e carni fresche (+4,3%). L’export su­pera per la prima volta i 5 miliardi € (+12,7% su base an­nua +91% dal 2014) con un incremento del +9,4% in UE e del +17,8% Extra-UE. Il sistema conta 86.346 operatori, 597mila occupati (+2,0%), 189 Consorzi di tutela autoriz­zati dal Masaf e 36 Organismi di controllo.</p>
<p><strong>Vino DOP IGP</strong></p>
<p>Dopo la battuta d’arresto del 2023, il settore del vino DOP e IGP torna a mostrarsi stabile nel 2024, sia per pro­duzione sia per valore, mentre le esportazioni riprendo­no a crescere , come evidenziano anche i dati relativi ai primi dieci pro dotti per valore (<strong>Figura 3</strong>). Il valore del vino imbottigliato raggiunge 11,04 miliardi €, con anda­menti eterogenei tra aree e denominazioni: tra le prime dieci DOP e IGP, cinque registrano un aumento e cinque un calo su base annua, mentre a livello territoriale nove regioni su venti hanno variazione positiva. L’export del vino IG per la prima volta supera 7 miliardi € (+5,2% in un anno e + 66% dal 2014) rappresentando l’88% dell’export complessivo vinicolo italiano. La filiera conta 97.236 ope­ratori, 331mila occupati (-0,6%), 138 Consorzi di tutela autorizzati dal Masaf e 12 Organismi di controllo.</p>
<p><strong>Bevande spiritose IG</strong></p>
<p>Con il nuovo Regolamento UE 2024/1143 sulle Indicazioni Geografiche, le bevande spiritose entrano a far parte del medesimo impianto normativo che disciplina le DOP e IGP dei settori agroalimentare e vitivinicolo. Alla luce di questa importante novità, l’Osservatorio Ismea-Qualivita ha, per il primo anno, realizzato la fotografia del comparto.</p>
<p>Le Bevande spiritose IG comprendono 36 Indicazioni Geografiche, di cui 2 a carattere nazionale (Grappa IG e Brandy Italiano IG) e 34 distribuite in 11 regioni. La re­gione con il maggior numero di denominazioni è il Tren­tino-Alto Adige (18 IG), seguita da Friuli Venezia Giulia e Piemonte (6 IG ciascuna). Un sistema produttivo che, composto da 241 operatori e 7.346 occupati, ha prodotto complessivamente circa 152.000 ettolitri idrati nel 2024. Inoltre, il 28 ottobre 2025 è stato riconosciuto dal Masaf il primo Consorzio di tutela delle bevande spiritose: il Consorzio nazionale per la tutela della Grappa.</p>
<p><strong>GDO italiana</strong></p>
<p>Nel 2024 la spesa per i prodotti DOP IGP nella GDO italia­na è cresciuta del +1,1% ed è pari a 6,2 miliardi €, di cui 4,3 miliardi € in prodotti alimentari (+1,2%) e 1,9 miliardi € in vino (+0,9%). La dinamica delle DOP IGP è migliore dei pro­dotti generici nei comparti più rilevanti, come ad esempio formaggi (+1% DOP IGP, stabili generici), prodotti a base di carne (+1,3% DOP IGP, -0,4% generici) e vino (+0,9% DOP IGP, +0,1% generici). Sono ancora i discount il canale con i più alti tassi di crescita (+1,9%) mentre a livello territoriale il Sud è l’area con l’incremento maggiore (+4,7%). Nei primi nove mesi del 2025, la spesa degli italiani per DOP IGP nella GDO continua ad aumentare con un +1,0% su base annua, di cui +1,2% per i prodotti alimentari e +0,3% per il vino.</p>
<p><strong>Impatti territoriali</strong></p>
<p>Il Rapporto Ismea-Qualivita riporta ogni anno un’analisi economica territoriale, attraverso l’elaborazione di indicatori di impatto stimati secondo una metodologia che con­sidera, per ogni denominazione, il valore alla produ zione, l’areale di riferimento, il numero di operatori per provincia (settore cibo) e il dato relativo alla superficie vitata per pro­vincia (settore vino). Osservare l’effetto della Dop economy nei territori italia ni è un’operazione particolarmente em­blematica: non si gnifica semplicemente calcolare il ritorno economico di un settore produttivo, ma misurare il valore che “appar tiene” a quei territori, frutto di filiere non delo­calizzabili, espressione di un patrimonio collettivo e di un insieme di fattori ambientali, storici e culturali.</p>
<p>Il 2024 si conferma un anno di crescita diffusa e capillare per la Dop economy regionale che mostra valori più alti rispetto al 2023 in quattordici regioni italiane su venti. Anche a livello provinciale i dati evidenziano una crescita in valore per due province su tre (65%), con oltre una pro­vincia su quattro (26%) che mette a segno un incremento a doppia cifra.</p>
<p>Le quattro regioni del Nord-Est si confermano “motore pulsante” dalla Dop economy nazionale, con un valo­re di 11,24 miliardi € (+2,8% sul 2023) che rappresenta il 54% del settore nazionale delle DOP IGP: cresce il Vene­to (+2,2%), che sfiora i 5 miliardi di fatturato alla produ­zione (4,94 mld €), insieme a Emilia-Romagna (+3,0%) e Fiuli Venezia Giulia (+8,1%), mentre arretra leggermente il Trentino-Alto Adige (-0,9%).</p>
<p>Molto bene nel complesso il Nord-Ovest (+7,1%) in cui la Dop economy vale 4,58 miliardi €, trainato per il secondo anno di fila dalla Lombardia, che raggiunge i 2,9 miliardi € e con il +13,1% registra una crescita per il quarto anno consecutivo; frena il Piemonte (-2,8%), mentre registrano un incremento rispetto al 2023 sia la Liguria (+18,8%), sia la Valle d’Aosta (+3,5%).</p>
<p>L’area Sud e Isole raggiunge complessivamente 3,16 mi­liardi €, con un aumento del +3,4% su base annua. Trai­nano la Campania (+3,1%), la Puglia (+12,2%) e la Sicilia (+4,0%), in un contesto positivo anche per Abruzzo (+4,1%) e Calabria (+8,2%). Segnali flessivi arrivano invece dalla Sardegna (-6,5%) e dal Molise (-17%).</p>
<p>Il Centro, dopo il calo del 2023, cede un ulteriore 0,9%, malgrado il lieve recupero della Toscana (+0,5%) e la cre­scita dell’Umbria (+3,4%).</p>
<p>Fra le prime venti province per valore, i risultati migliori del 2024 in termini assoluti sono quelli di Mantova (+121 mln €), Modena (+65 mln €), Treviso (+64 mln €) e Brescia (+63 mln €). In calo, rispetto al 2023, Parma (-4,3%), Vero­na (-2,0%), Cuneo (-3,4%), Trento (-4,7%) e Caserta (-3,8%).</p>
<p><strong>Regioni – impatto economico DOP IGP</strong></p>
<p>Come riportato nella <strong>Tabella 1 </strong>il Veneto (4,94 mld €) e l’E­milia-Romagna (3,99 mld €) si confermano prime regio­ni per valore economico, seguite dalla Lombardia (2,90 mld €), che cresce per il quarto anno consecutivo, e dal Piemonte (1,56 mld €). Seguono la Toscana (1,33 mld €) e le altre due regioni del “Nord-Est”: Friuli Venezia Giulia (1,30 mld €) e Trentino-Alto Adige (1,01 mld €). La ripar­tizione “Sud e Isole” è trainata dalla crescita di Campania (+3,1%), Puglia (+12,2%) e Sicilia (+4,0%). In tutto 14 regio­ni segnano un incremento della Dop economy sul 2023.</p>
<p><strong>Province – impatto economico DOP IGP</strong></p>
<p>I dati sulle province riportati nella <strong>Tabella 2 </strong>mostrano Treviso (2,26 mld €) in testa, seguita da Parma (1,61 mld €), Verona (1,40 mld €) e Brescia (1,03 mld €) che supera il mi­liardo di euro. Vicina a questa soglia anche Cuneo (923 mln €). Fra le prime dieci province bene anche Modena (+8,4%), Udine (+8,2%), Reggio Emilia (+8,0%) e Mantova (+20,9%), che supera Siena, sostanzialmente stabile rispetto al 2023 (-0,1%). Tra le prime dieci province per valore del cibo e del vino, sono rappresentate 12 regioni italiane.</p>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<div class="entry-content">
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/xxiii-rapporto-ismea-qualivita-dop-economy-da-207-miliardi-e-25-dal-2020/">XXIII Rapporto Ismea-Qualivita: Dop economy da 20,7 miliardi e +25% dal 2020</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Farine, una fase di stabilizzazione dopo gli alti e bassi precedenti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/farine-una-fase-di-stabilizzazione-dopo-gli-alti-e-bassi-precedenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2026 15:32:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=515153</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei preparati per dolci, a differenza degli sfarinati 00 dove domina la mdd, i brand di riferimento mantengono una posizione di forza con una quota del 65% Sfiorano i 365 milioni di euro di vendite [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/farine-una-fase-di-stabilizzazione-dopo-gli-alti-e-bassi-precedenti/">Farine, una fase di stabilizzazione dopo gli alti e bassi precedenti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nei preparati per dolci, a differenza degli sfarinati 00 dove domina la mdd, i brand di riferimento mantengono una posizione di forza con una quota del 65%</em></p>
<p>Sfiorano i <strong>365 milioni di euro di vendite in gdo</strong> i molteplici segmenti delle farine nel 2025, pari a poco meno di <strong>320 milioni di confezioni</strong>. Le <strong>farine classiche</strong> (0 e 00) rappresentano ancora il cuore del mercato in termini di volumi, raccogliendo circa 230 milioni di euro. Risentono di un&#8217;accentuata pressione promozionale mentre la forte incidenza della mdd mantiene il valore più basso rispetto al potenziale dei volumi. I dati definitivi di chiusura anno mostrano un mercato delle farine in fase di stabilizzazione dopo le forti oscillazioni subite negli anni precedenti.</p>
<p>Rispetto al mercato alimentare generale, il comparto specifico ha seguito dinamiche più legate alla razionalizzazione della spesa, mettendo a segno una crescita contenuta, di poco superiore all&#8217;1,5% e per l&#8217;80% realizzata mediante inflazione aggiuntiva piuttosto che da un aumento dei consumi reali.</p>
<p><strong>I volumi sono rimasti sostanzialmente piatti</strong>, riflettendo un consumatore attento agli sprechi e meno propenso allo stocking casalingo. In questo contesto un ruolo protagonista lo ha giocato la marca del distributore, che ha raggiunto livelli da primato superando in alcuni casi la quota del 40% a valore. Voce fuori dal coro sono le proposte speciali, quali le farine proteiche, senza glutine, con cereali alternativi o integrali, che realizzano crescite reali superiori ai 4 punti percentuali. Questo segmento (che include farine per pizza, Manitoba, preparati per dolci, farine integrali e multi-cereali) ha un valore di circa 150 milioni di euro. È<strong> l&#8217;area a più alta marginalità e quella che ha sostenuto la crescita a valore del comparto negli ultimi semestri</strong>.</p>
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<h4>Molino Pivetti, la responsabilità messa al centro</h4>
<p>Prosegue il percorso di <strong>Molino Pivetti</strong> verso una <strong>sostenibilità</strong> concreta e un&#8217;agricoltura responsabile. Un impegno, quest&#8217;ultimo, portato avanti non solo per scelta strategica, ma anche per rispondere a una domanda crescente da parte dei consumatori, più attenti all&#8217;origine delle materie prime e alle tipologie speciali di farine, come quelle biologiche, di grani antichi, o le farine macinate a pietra. Su questo fronte, grazie alla <strong>partnership con Yara Italia</strong>, Molino Pivetti ha avviato la fase sperimentale di un piano di nutrizione delle colture di grano tenero nell&#8217;ambito della filiera agricola &#8216;Campi Protetti Pivetti&#8217;, il modello di filiera corta e certificata alla base delle farine 100% emiliane dell&#8217;azienda. Il progetto punta a ridurre l&#8217;impatto ambientale delle produzioni, accompagnando l&#8217;azienda verso farine sempre più sostenibili. Da questa filiera nascono, per la gdo, le <strong>farine &#8216;Da agricoltura sostenibile&#8217;</strong>, ottenute dalla macinazione di grani 100% emiliani con un&#8217;impronta ambientale <strong>certificata dall&#8217;ente internazionale Csqa</strong>. Accanto a questa gamma, la linea &#8216;Gran Riserva&#8217; offre farine 100% emiliane garantite da Csqa per origine e tracciabilità, pensate per chi cerca qualità superiore e trasparenza lungo tutta la filiera. Molini Pivetti è presente in gdo sia con le proprie farine per uso domestico, sia attraverso progetti di pl.</p>
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<p>Fonte: <strong>GDO Week</strong></p>
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