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	<title>Farm to Fork &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Farm to Fork &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Nutri-Score: scacco matto alle Indicazioni Geografiche?</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nutri-score-scacco-matto-alle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 10:51:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[Farm to Fork]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[Nutriscore]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio condotto dall’Università degli Studi di Padova, in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, sulle preferenze dei consumatori italiani per prodotti DOP e generici etichettati con Nutri-Score, evidenzia le principali criticità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Uno studio condotto dall’Università degli Studi di Padova, in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, sulle preferenze dei consumatori italiani per prodotti DOP e generici etichettati con Nutri-Score, evidenzia le principali criticità legate all’adozione di questo strumento</em></p>
<p>Sovrappeso e obesità rappresentano una delle principali sfide globali per la salute, colpendo il 60% della popolazione (OMS, 2021) e incidendo per il 7% sulla spesa sanitaria complessiva per la prevenzione e il trattamento di queste patologie. Per promuovere abitudini alimentari più sane, le etichette nutrizionali fronte pacco si sono affermate a livello globale come strumenti efficaci, capaci di offrire informazioni semplici e immediate sul profilo nutrizionale degli alimenti. Diversi Paesi europei hanno adottato queste etichette su base volontaria e la Commissione Europea, nell’ambito della strategia Farm-to-Fork, ha proposto di renderle obbligatorie, individuando nel Nutri-Score il candidato più promettente. Il Nutri-Score classifica gli alimenti in cinque categorie, dalla più salutare (A, verde scuro) alla meno salutare (E, rosso), basandosi su una valutazione nutrizionale complessiva per 100 g di prodotto e considerando il contenuto di alimenti e nutrienti da favorire nel consumo, come fibre, proteine, frutta e verdura e legumi, e il contenuto di elementi da limitare, come calorie, grassi saturi, zuccheri e sale. Questo sistema dovrebbe aiutare i consumatori a identificare più rapidamente le opzioni più salutari all&#8217;interno di una stessa categoria di alimenti. Tuttavia, nonostante vari Paesi utilizzino il Nutri-Score come etichetta nutrizionale fronte pacco, la sua adozione a livello comunitario suscita ancora dibattiti e resistenze. Mentre in Francia, primo Paese europeo a introdurlo nel 2017, le iniziali opposizioni dell’industria agroalimentare sono diminuite nel tempo, in Italia il Nutri-Score è ancora oggetto di controversie politiche, perché percepito come penalizzante per i prodotti della dieta mediterranea e per le certificazioni note come Indicazioni Geografiche, soprattutto di origine animale. Anche in Spagna sono emerse preoccupazioni simili, con rappresentanti del governo che ritengono che il Nutri-Score possa penalizzare prodotti simbolo della tradizione culinaria nazionale, come l&#8217;olio d&#8217;oliva. Secondo quanto emerso in letteratura, i prodotti con Nutri- Score negativo tendono a subire una riduzione della disponibilità a pagare da parte dei consumatori, con conseguente calo di prezzi e volumi di vendita. Sebbene questo sia in linea con le raccomandazioni dell’OMS e con gli obiettivi della strategia Farm-to-Fork di ridurre il consumo di grassi saturi, sale e calorie, l’introduzione di questa etichetta può rappresentare una sfida per le IG. Questo assume particolare valore se consideriamo che, nonostante la qualità delle IG sia attribuita principalmente all’area geografica di produzione e non a specifici valori nutrizionali, studi recenti hanno dimostrato che i prodotti DOP sono spesso più sani dei generici, perché privi di additivi, come nel caso dei nitriti e nitrati nel Prosciutto di Parma DOP. Anche se apparentemente non sovrapposte, la coesistenza di informazioni contrastanti – sia positive (come IG) che negative (come il Nutri-Score D o E) – sulla confezione di uno stesso prodotto potrebbe confondere i consumatori, riducendo il valore percepito delle certificazioni IG.</p>
<blockquote><p><strong>Alice Stiletto</strong><br />
assegnista di ricerca presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF) dell’Università degli Studi di Padova.</p>
<p><strong>Samuele Trestini</strong><br />
Professore Associato presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF) dell’Università degli Studi di Padova e direttore del Centro Interuniversitario di Contabilità e Gestione Agraria, Forestale e Ambientale (CONTAGRAF).</p>
<p><strong>Riccardo Vecchio</strong><br />
Professore Associato presso l&#8217;Università degli Studi di Napoli Federico II, Dipartimento di Scienze Agrarie. Attualmente, professore a contratto presso la KEDGE Business School di Bordeaux.</p>
<p><strong>Luigi Cembalo</strong><br />
Professore Ordinario presso l&#8217;Università degli Studi di Napoli Federico II, Dipartimento di Scienze Agrarie. È stato direttore del CRISP (Centro di ricerca interdipartimentale sulla &#8220;Earth Critical Zone&#8221;) e membro del SESS (Centro di Simulazione dei Sistemi Socio- Ecologici, Danimarca).</p></blockquote>
<p><strong>Metodologia</strong></p>
<p>Nonostante la rilevanza del tema, pochi studi scientifici hanno analizzato l&#8217;impatto del Nutri-Score sulle preferenze dei consumatori per i prodotti di qualità, specialmente in mercati non ipotetici. Per fare luce sul tema, il Dipartimento TESAF dell’Università di Padova e il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli hanno condotto un’asta sperimentale su 188 consumatori italiani, analizzando le loro preferenze espresse in termini monetari, ovvero la disponibilità a pagare per prodotti generici e IG etichettati con Nutri-Score. Questo approccio, largamente impiegato nell&#8217;economia sperimentale per identificare le preferenze reali dei consumatori, riproduce un contesto di acquisto non ipotetico. I partecipanti sono invitati a indicare la loro massima disponibilità a pagare per i prodotti proposti (Figura 1) in due diverse fasi: una in cui i prodotti non presentano l&#8217;etichetta Nutri-Score (Round 1) e una in cui gli stessi prodotti sono etichettati con il Nutri-Score (Round 2). Al termine dell&#8217;esperimento, viene selezionato uno dei prodotti oggetto di studio e, se la disponibilità a pagare del partecipante per quel prodotto è maggiore o uguale al prezzo di mercato di quel bene, estratto casualmente da un insieme predefinito di suoi possibili prezzi di mercato, il partecipante acquista effettivamente il prodotto al prezzo di mercato estratto. Questa metodologia minimizza le distorsioni nelle stime della disponibilità a pagare, fornendo una rappresentazione più precisa e affidabile delle preferenze dei consumatori.</p>
<blockquote><p><strong>Nutriscore</strong></p>
<p>Il Nutriscore è un sistema di etichettatura nutrizionale che assegna un punteggio ai prodotti alimentari in base alla loro composizione nutrizionale. Va da A (più sano) a E (meno sano), e dovrebbe aiutare i consumatori a prendere decisioni informate sulla qualità nutrizionale degli alimenti. Tuttavia questo sistema semplifica eccessivamente la valutazione della qualità nutrizionale, non considerando la complessità della dieta individuale. Il Nutriscore non valuta infatti aspetti fondamentali come il contenuto di micronutrienti (es. vitamine e amminoacidi) e la porzione assunta. Questo sistema rischia di penalizzare alimenti tradizionali come l’olio extravergine di oliva, universalmente riconosciuto come salutare, favorendo prodotti altamente processati e di scarso valore nutrizionale.</p></blockquote>
<p><strong>Risultati</strong></p>
<p>I risultati dello studio, rappresentati graficamente in Figura 2, evidenziano chiaramente il ruolo cruciale del Nutri-Score nel guidare le preferenze dei consumatori e nell’influenzarne la disponibilità a pagare. In particolare, i consumatori si sono mostrati disposti a pagare in media 24 centesimi in più per un pacco di pasta da 500 g etichettato con Nutri-Score = A, indipendentemente dal tipo di prodotto (convenzionale o certificato Pasta di Gragnano IGP). Questo dato sottolinea l’efficacia dell’etichetta nel valorizzare i prodotti percepiti come più salutari, anche nel caso dei prodotti DOP e IGP. Al contrario, i prodotti con un punteggio negativo (Nutri- Score = D) registrano una riduzione della disponibilità a pagare dei consumatori. Tuttavia, nel caso del Parmigiano Reggiano DOP, l’effetto negativo del Nutri-Score è completamente compensato dal valore positivo attribuito alla Denominazione di Origine. La solida reputazione del Parmigiano Reggiano DOP nel mercato nazionale sembra, infatti, generare un “effetto alone”, che estende il valore associato a una caratteristica specifica del prodotto, come la Denominazione di Origine, all’intero prodotto, aumentando l’utilità percepita dai consumatori. Sebbene questo risultato sia promettente, non trova ampio supporto nella letteratura scientifica: studi precedenti hanno infatti riscontrato effetti opposti nel caso di IG meno note, come la Casatella Trevigiana DOP o l’Asiago DOP, che sono, invece, ampiamente penalizzate dal Nutri-Score negativo. Ciò conferma che il valore percepito delle diverse IG non è uniforme, ma è strettamente legato alla reputazione che i consumatori vi attribuiscono. Per i prodotti che non si trovano agli estremi della scala nutrizionale (Nutri-Score = C), come la piadina, la presenza dell’etichetta non sembra invece avere un impatto significativo sulla disponibilità a pagare dei consumatori, sia nel caso dei prodotti generici che DOP IGP.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Analizzando più approfonditamente i fattori che influenzano le preferenze dei consumatori, emerge che una corretta interpretazione dell’etichetta Nutri-Score è un fattore cruciale nelle scelte d’acquisto; quanto più un prodotto è percepito come nutrizionalmente valido, tanto maggiore è la disponibilità dei consumatori a pagare per acquistarlo. Questo vale non solo quando i consumatori interpretano correttamente un prodotto con Nutri-Score = A come &#8220;salutare&#8221;, ma anche quando, fraintendendo l’etichetta, considerano un Nutri-Score = D come segnale di alta qualità nutrizionale, sottolineando come la percezione di salubrità rappresenti un fattore determinante nelle decisioni di acquisto e come una corretta interpretazione dell’etichetta sia fondamentale per orientare le scelte alimentari dei consumatori. Analogamente, la fedeltà dei consumatori verso le IG influisce in modo significativo sulle loro preferenze monetarie. Paradossalmente, i consumatori che più apprezzano i prodotti IG tendono a ridurre maggiormente la loro disponibilità a pagare per questi prodotti quando vengono etichettati con il Nutri-Score, anche nel caso di valutazioni nutrizionali positive. Vedendo che ai prodotti DOP e IGP viene attribuito lo stesso profilo nutrizionale dei corrispettivi generici, questi consumatori potrebbero sentirsi “traditi” nelle loro aspettative, riducendo di conseguenza la loro disponibilità a pagare. Questo fenomeno assume particolare rilevanza alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, che vedono sempre più consumatori ritenere le IG non solo come sinonimo di tradizione e autenticità del prodotto, ma anche come beni più salutari, nonostante tale caratteristica non siano una condizione richiesta e certificata dalle IG. In conclusione, i risultati dello studio dimostrano che l’etichetta Nutri-Score genera premi e penalità nelle preferenze monetarie dei consumatori, premiando i prodotti con punteggi elevati (Nutri-Score = A) e penalizzando quelli con punteggi negativi (Nutri-Score = D). Tuttavia, per le IG ben conosciute, come il Parmigiano Reggiano DOP, la penalizzazione attribuita al Nutri-Score è annullata dalla presenza della Denominazione di Origine. La reputazione consolidata e la percezione di alta qualità delle IG giocano quindi un ruolo fondamentale nel preservare la preferenza dei consumatori per questi prodotti, mitigando l’impatto di un’etichettatura nutrizionale sfavorevole. Questo effetto, però, non si estende a IG meno conosciute, dove la differenza di valore tra prodotti IG e generici tende a ridursi in presenza del Nutri-Score. Inoltre, lo studio ha evidenziato l’importanza di colmare il deficit di comprensione del Nutri- Score da parte dei consumatori, specialmente in Paesi come l’Italia, dove l’etichetta non è ancora stata implementata. Questo potrebbe contribuire a ridurre l’asimmetria informativa, favorendo un uso più efficace dell’etichetta nel guidare le scelte alimentari dei consumatori, limitando gli impatti negativi sulle IG.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><strong>Titolo</strong><br />
The impact of nutri-score on consumers’ preferences for geographical indications. Evidence from a non-hypothetical experiment.</p>
<p><strong>Autori</strong><br />
A. Stiletto, R. Vecchio, L. Cembalo, S. Trestini</p>
<p><strong>Fonte</strong><br />
Appetite, Volume 199, 1 August 2024<br />
https://doi.org/10.1016/j.appet.2024.107400</p>
<p><strong>Abstract</strong><br />
La strategia Farm to Fork (F2F) dell&#8217;UE promuove l&#8217;adozione obbligatoria di un&#8217;etichetta nutrizionale sul fronte della confezione per migliorare la dieta dei cittadini e supportare scelte alimentari più sane. Nel dibattito pubblico, il Nutri-Score (NS) è il candidato più favorito. Sebbene ampiamente sostenuto, il NS incontra opposizioni politiche e da parte dei produttori, principalmente a causa dell&#8217;impatto economico che potrebbe avere su specifici settori alimentari, in particolare sulle Indicazioni Geografiche (IG). La letteratura recente ha evidenziato la necessità di approfondire ulteriormente questo tema. Il presente studio contribuisce a colmare questa lacuna analizzando le preferenze monetarie dei consumatori per i prodotti IG etichettati con diversi livelli di NS. È stato condotto un esperimento non ipotetico incentivato su 188 consumatori italiani, utilizzando prodotti rappresentativi di vari livelli di NS. In particolare, l&#8217;indagine ha considerato una pasta convenzionale e la Pasta di Gragnano IGP (NS = A), una piadina convenzionale e la Piadina Romagnola IGP (NS = C) e un formaggio duro convenzionale e il Parmigiano Reggiano DOP (NS = D). I risultati mostrano che il NS genera risposte favorevoli o sfavorevoli nelle preferenze dei consumatori, rispettivamente in linea con i punteggi A e D. La percezione di salubrità del prodotto influisce significativamente sulla disponibilità a pagare (WTP) dei consumatori, aumentandola. I risultati evidenziano l&#8217;importanza di strategie di comunicazione efficaci all&#8217;interno dell&#8217;UE per il raggiungimento degli obiettivi della strategia F2F. Tuttavia, il NS riduce il premio di prezzo associato alle IG, indipendentemente dal livello di NS, tra i consumatori che apprezzano maggiormente le IG. Le IG più note, però, non subiscono questo effetto negativo, poiché il valore positivo associato alla loro reputazione compensa l&#8217;impatto sfavorevole del NS.</p>
<p><strong>Bibliografia essenziale</strong></p>
<ol>
<li>Dobbs, R., &amp; Manyika, J. (2015). The obesity crisis. The Cairo Review of Global Affairs, 44–57. https://doi.org/10.1159/000355993</li>
<li>Glogovețan, A. I., Dabija, D. C., Fiore, M., &amp; Pocol, C. B. (2022). Consumer Perception and Understanding of European Union Quality Schemes: A Systematic Literature Review. Sustainability (Switzerland), 14(3), 1–16. https://doi.org/10.3390/su14031667</li>
<li>Höhn, G. L., Huysmans, M., &amp; Crombez, C. (2023). Healthy food traditions? Nutritional quality and food composition of EU geographic</li>
<li>Monier-Dilhan, S. (2018). Food labels: consumer’s information or consumer’s confusion. OCL, 25(2), 4–7.</li>
<li>Stiletto, A., &amp; Trestini, S. (2022). Is it really a piece of cake to label geographical indications with the nutri-score ? Consumers ’ behaviour and policy implications. PLoS One, 17(11), 1–18. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0277048</li>
<li>Stiletto, A., Cei, L., &amp; Trestini, S. (2023). A Little Bird Told Me. . . Nutri-score Panoramas from a Flight over Europe, connecting science and society. Nutrients, 15(15), 3367.</li>
<li>Thøgersen, J., &amp; Nohlen, H. U. (2022). Consumer understanding of origin labeling on food packaging and its impact on consumer product evaluation and choices: A Systematic literature review</li>
<li>World Health Organization. (2021). Malnutrition: Fact sheets.</li>
</ol>
</blockquote>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2024-04/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2024_04</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/02/Nutriscore_Consortium-25.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>DOP e IGP alla prova della sostenibilità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-alla-prova-della-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 08:31:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Rapporto DOP Sostenibilità realizzato da Qualivita punta a fornire una mappa della sostenibilità del mondo delle IG italiane, in grado di mettere in evidenza punti di forza, carenze e aree di miglioramento delle attività [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Rapporto DOP Sostenibilità realizzato da Qualivita punta a fornire una mappa della sostenibilità del mondo delle IG italiane, in grado di mettere in evidenza punti di forza, carenze e aree di miglioramento delle attività consortili</em></p>
<p>Il <strong>Green Deal</strong>, destinato a traghettare i cittadini dell&#8217;Unione verso una società sostenibile, verde e prospera, passa anche per la forchetta. Infatti, tra le strategie adottate dalla Commissione Europea per raggiungere gli obiettivi del piano, c&#8217;è anche quella della <strong>Farm to Fork</strong>, mirata a <strong>garantire entro il 2030 la transizione delle economie alimentari verso produzioni più sostenibili</strong>. Attraverso, tra i tanti interventi, la riduzione dell&#8217;uso dei pesticidi e della perdita di nutrienti, la promozione dell&#8217;agricolture biologica, il miglioramento del benessere animale e la salvaguardia dei paesaggi agricoli tradizionali. E questo grazie all&#8217;introduzione di nuovi atti legislativi e la revisione di quelli già esistenti.</p>
<p><strong>Il regolamento UE 2024/1143</strong>, entrato in vigore lo scorso maggio, rientra sicuramente tra questi atti, visto che per la prima volta <strong>stabilisce un&#8217;unica base legislativa per tutte le produzioni alimentari IG europee</strong>, insieme al <strong>rafforzamento dei poteri e gli</strong> <strong>strumenti di gestione dei Consorzi di tutela</strong>. Ai quali viene chiesto di redigere, al momento su base volontaria, rapporti che illustrino quanto messo in atto in termini di <strong>sostenibilità ambientale, economica, sociale e di rispetto del benessere animale</strong>.</p>
<p><strong> Il nostro Paese</strong>, forte della sua <strong>leadership nella produzione di prodotti DOP e IGP</strong> (settore che <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2024/" target="_blank" rel="noopener">nel 2022 ha superato la soglia dei 20 miliardi di euro</a> di valore) sta da tempo lavorando per raggiungere obiettivi sempre più green, soprattutto nel settore agroalimentare.</p>
<h4>Approccio scientifico</h4>
<p>Ma la sostenibilità non è una narrazione poetica, si misura con dati scientifici. Per capire quindi quanto le <em>good sustainability practices</em> siano in effetti percepite e messe in atto dai Consorzi nelle varie filiere, arriva il <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-dop-sostenibilita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rapporto DOP Sostenibilità</strong></a>, pubblicato lo scorso ottobre e curato dalla <strong>Fondazione Qualivita con il contributo del MASAF</strong>.</p>
<p>Scopo del poderoso lavoro: fornire una <strong>mappa della sostenibilità del mondo delle IG italiane</strong>, in grado di mettere in evidenza punti di forza, carenze e aree di miglioramento delle attività consortili. Dando così &#8220;chiavi in mano&#8221; strumenti analitici idonei a rendere le varie produzioni IG sempre più ecocompatibili.</p>
<p>Il report, articolato in quattro sezioni, esplora temi di importanza centrale per la <strong>transizione del comparto agroalimentare italiano e analizza normative, schemi di certificazione e un campione rappresentativo di 30 prodotti agroalimentari italiani DOP e IGP</strong>, ed è stato elaborato utilizzando la <strong>metodologia FAO-oriGln</strong> pubblicata nel marzo 2024 con lo studio &#8220;<em>Developing a roadmap towards increased Sustainability in Geographical Indication Systems</em>&#8220;.</p>
<p>Nella <strong>sezione Analisi dei processi produttivi e gestione delle IG</strong>, viene per l&#8217;appunto <strong>valutata la conformità degli indicatori FAO-oriGln ai processi produttivi e di controllo dei 30 prodotti DOP e IGP esaminati</strong> (appartenenti ai principali settori merceologici agroalimentari e cioè formaggi, prodotti a base di carne, ortofrutticoli, oli evo, carni fresche, pesci e molluschi e altre categorie).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Latte</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-alla-prova-della-sostenibilita/">DOP e IGP alla prova della sostenibilità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
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		<title>L&#8217;UE apre alla riforma della PAC, salvacondotto sugli obblighi ambientali</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lue-apre-alla-riforma-della-pac-salvacondotto-sugli-obblighi-ambientali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 08:35:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[EUGreenDeal]]></category>
		<category><![CDATA[Farm to Fork]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>UE: più elasticità per consentire agli agricoltori di scansare le sanzioni. Una interpretazione più elastica della &#8220;causa di forza maggiore&#8221; (prevista all&#8217;art. 3 del regolamento n. 2021/2116 sulla gestione della politica agricola comune), per consentire agli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>UE: più elasticità per consentire agli agricoltori di scansare le sanzioni.</em></p>
<p>Una interpretazione più elastica della &#8220;causa di forza maggiore&#8221; (prevista all&#8217;art. 3 del regolamento n. 2021/2116 sulla gestione della politica agricola comune), per consentire agli agricoltori, che non rispettano le &#8220;condizionalità&#8221; ambientali previste dalla <strong>PAC</strong>, di scansare le sanzioni.</p>
<p>In sostanza, non sarà colpito chi non può rispettare vincoli come la messa a riposo dei terreni, la rotazione delle colture, ecc.. È questa l&#8217;apertura più consistente, per l&#8217;immediato, fatta ieri a margine del Consiglio dei ministri europei dell&#8217;agricoltura (Agrifish), dal commissario Ue per il primario e lo sviluppo rurale, <strong>Janusz Wojciechowski</strong>.</p>
<p>Obiettivo: venire incontro alle difficoltà degli agricoltori, che ieri hanno protestato ancora una volta a <strong>Bruxelles</strong>. E non senza disordini.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lue-apre-alla-riforma-della-pac-salvacondotto-sugli-obblighi-ambientali/">L&#8217;UE apre alla riforma della PAC, salvacondotto sugli obblighi ambientali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il piano della Commissione UE: meno controlli e vincoli burocratici, più libertà sui terreni agricoli</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-piano-della-commissione-ue-meno-controlli-e-vincoli-burocratici-piu-liberta-sui-terreni-agricoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2024 08:35:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[Farm to Fork]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=450906</guid>

					<description><![CDATA[<p>La strategia della Commissione in vista del Consiglio agricolo di lunedì. Idea salvacondotto che consenta agli agricoltori di scansare le sanzioni dei mancati vincoli sulla PAC Facilitazioni burocratiche, più libertà nella gestione dei terreni, e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La strategia della Commissione in vista del Consiglio agricolo di lunedì. Idea salvacondotto che consenta agli agricoltori di scansare le sanzioni dei mancati vincoli sulla PAC</em></p>
<p><strong>Facilitazioni burocratiche</strong>, più <strong>libertà</strong> <strong>nella gestione dei terreni</strong>, e un <strong>salvacondotto</strong> che consenta agli agricoltori di scansare le sanzioni se, per cause di forza maggiore, non riescono a rispettare i vincoli imposti dalla <strong>Politica agricola comune</strong> (Pac).</p>
<p>Poggia su questi <strong>tre pilastri</strong> la proposta inviata ieri dalla commissione europea alla presidenza belga dell`Unione, in vista del Consiglio agricoltura di lunedì prossimo (si veda, da ultimo, ItaliaOggi di ieri); l&#8217;appuntamento è stato fissato per trovare soluzioni alle proteste esplose in tutta Europa.</p>
<p>I primi interventi, quelli più immediati, puntano a ridurre gli <strong>oneri</strong> sugli agricoltori, generati dalla nuova <strong>Pac</strong>, dal <strong>Green Deal</strong> e dalla strategia <strong>Farm2Fork</strong>.</p>
<p>Sul tavolo dei governi dell&#8217;Ue ci saranno, però, anche misure per alleggerire nel medio periodo gli oneri in capo agli agricoltori, specie più piccoli, attraverso <strong>modifiche ai regolamenti di base della Pac</strong>, decisi da Europarlamento e Consiglio Ue nel 2021.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
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		<title>De Castro: &#8220;Bruxelles non ha ascoltato agricoltori, sbagliato trattarli da nemici dell&#8217;ambiente&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/de-castro-bruxelles-non-ha-ascoltato-agricoltori-sbagliato-trattarli-da-nemici-dellambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Feb 2024 12:55:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Farm to Fork]]></category>
		<category><![CDATA[Green Deal]]></category>
		<category><![CDATA[Green Economy]]></category>
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		<category><![CDATA[OGM]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo De Castro]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista all&#8217;Eurodeputato Paolo De Castro Perché gli agricoltori europei . contestano il Green New Deal? L&#8217;Europa ha commesso l&#8217;errore di creare un clima negativo nei confronti dell&#8217;agricoltura &#8211; risponde Paolo De Castro, già ministro dell&#8217;agricoltura [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/de-castro-bruxelles-non-ha-ascoltato-agricoltori-sbagliato-trattarli-da-nemici-dellambiente/">De Castro: &#8220;Bruxelles non ha ascoltato agricoltori, sbagliato trattarli da nemici dell&#8217;ambiente&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="ep_gridcolumn ep-m_product" data-view1200="6" data-view1020="6" data-view750="10" data-view640="6" data-view480="8" data-view320="4">
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<p><em>Intervista all&#8217;Eurodeputato Paolo De Castro</em></p>
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<div class="ep_gridcolumn-content">
<div class="ep-a_text">
<p><strong>Perché gli agricoltori europei . contestano il Green New Deal?</strong></p>
<p>L&#8217;Europa ha commesso l&#8217;errore di creare un clima negativo nei confronti dell&#8217;agricoltura &#8211; risponde <strong>Paolo De Castro</strong>, già ministro dell&#8217;agricoltura e oggi primo vicepresidente della Commissione agricoltura dell&#8217;Europarlamento &#8211; quando ha presentato la strategia<strong> Farm to fork</strong>, che applica il <strong>Green Deal</strong> al mondo agroalimentare, ha creato la percezione che l&#8217;agricoltura fosse &#8220;nemica&#8221; dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Da allora, ha preso delle decisioni importanti senza minimamente consultare il mondo agricolo; e in taluni casi contenevano aspetti punitivi.</p>
<p><strong>Parliamo del regolamento SUR e della riduzione dei pesticidi del 50% e dei fertilizzanti chimici del 20% entro il 2030?</strong></p>
<p>Uno è quello. Sarebbe stato diverso se Bruxelles avesse messo nero su bianco un progetto di accompagnamento invece di dire &#8220;si fa così&#8221;: le scelte sulle nuove biotecnologie non transgeniche sono arrivate molto dopo e il mondo agricolo le ha accolte benissimo, in quanto permettono di creare varietà resistenti alle malattie senza la chimica.</p>
<p>Esistono già, ad esempio per difendere la vite, ma sono ancora assimilate, sul piano regolamentare, agli Ogm&#8230; Ma anche quando si parla di precision farming e droni l&#8217;Europa è in ritardo: si finanziano provvedimenti come agricoltura 4.0 ma poi non si norma l`uso di droni nei trattamenti. Si è creata una inutile distanza tra Bruxelles e le campagne</p>
<p><strong>Intanto, però, il Farm to fork è stato bocciato. Per sempre?</strong></p>
<p>Sospeso e rinviato. Se ne riparlerà nella prossima legislatura. Tuttavia la decisione della presidente von der Leyen di ritirare il regolamento SUR, comunicata in queste ore, rappresenta una ammissione di fatto del mancato coinvolgimento degli agricoltori!</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Avvenire</strong></p>
</div>
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		<title>Rapporto Ismea-Qualivita 2023, l’analisi per conoscere e guidare la Dop economy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/rapporto-ismea-qualivita-2023-lanalisi-per-conoscere-e-guidare-la-dop-economy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 17:09:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2023]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
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		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentata a Roma a dicembre 2023 l’indagine annuale che analizza i dati economici, produttivi e gli impatti territoriali del settore italiano DOP IGP, alla presenza del Ministro Lollobrigida e dei referenti del settore In uno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentata a Roma a dicembre 2023 l’indagine annuale che analizza i dati economici, produttivi e gli impatti territoriali del settore italiano DOP IGP, alla presenza del Ministro Lollobrigida e dei referenti del settore</em></p>
<p>In uno scenario macroeconomico condizionato dalla crisi energetica e climatica, la Dop economy italiana mostra ancora una volta un quadro positivo contrassegnato da valori record, anche se la prospettiva appare molto incerta. Se da un lato la recente approvazione della Riforma europea sul sistema delle Indicazioni Geografiche prevista nella strategia <strong>Farm to Fork</strong> rappresenta un elemento di grande opportunità, dall’altro l’indagine di settore realizzata da <strong>Origin Italia</strong> e <strong>Fondazione Qualivita</strong> presso i Consorzi di tutela e le Associazioni di produttori delle DOP IGP rileva con chiarezza come le emergenze climatiche, le problematiche fitosanitarie, la fluttuazione dei mercati internazionali, la crescente inflazione degli ultimi mesi e l’attuazione di alcune norme controverse contribuiscano a creare una condizione di instabilità per il settore.</p>
<p>Come afferma <strong>Mauro Rosati</strong>, Direttore Generale della Fondazione Qualivita, per affrontare questo complesso scenario serve un vero e proprio cambio di paradigma: “Il settore delle DOP IGP cresce nonostante un quadro congiunturale difficile ed è un dato indubbiamente positivo. Gli 890 mila occupati nella fase agricola e di trasformazione esprimono un ulteriore elemento di valore della Dop economy da non sottovalutare. Permangono le criticità, a partire dalle emergenze climatiche che coinvolgono da alcuni anni tutta l’agricoltura, ma in particolare le produzioni DOP IGP legate a micro-areali.</p>
<p>La <strong>Riforma europea</strong> apre una nuova fase per la qualità agroalimentare italiana che impone a tutti gli attori una riflessione su tre punti cardine: governance dei territori, rapporto con il <strong>consumatore</strong> e <strong>ricerca</strong> <strong>scientifica</strong>.</p>
<p>L’indagine che abbiamo realizzato testimonia come proprio la ricerca sia già divenuta uno degli asset primari di investimento dei Consorzi di tutela per accompagnare l’evoluzione delle filiere, in linea con la strategia europea e italiana, che solo attraverso il <strong>PNRR</strong> ha destinato risorse per quasi 500 milioni di euro alla ricerca scientifica sull’alimentazione e sulle nuove tecnologie in agricoltura.</p>
<p>Possiamo lavorare insieme ad un nuovo paradigma della qualità italiana anche con il sostegno delle recenti misure del Governo e del Ministero”.</p>
<p>In questa fase di trasformazione, le filiere dei prodotti <strong>agroalimentari</strong> e <strong>vitivinicoli</strong> <strong>DOP</strong> <strong>IGP</strong> hanno necessità di condividere sforzi e strategie con le istituzioni come successo negli ultimi mesi con il DDL Made in Italy e due fondi da 25 milioni di euro – uno per il comparto vino e uno per il comparto agroalimentare – istituiti con due distinti Decreti del Ministero dell’agricoltura per la promozione e l’apertura di nuovi mercati.</p>
<p>Come ha ribadito il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste <strong>Francesco Lollobrigida</strong> alla presentazione del Rapporto Ismea-Qualivita 2023: “Quelli legati alle Indicazioni Geografiche sono valori intrinseci nei nostri produttori, queste filiere non sono solo un obiettivo di un Paese che non guarda alla quantità. L’Italia punta alla qualità e noi vogliamo difenderla creando sinergie e rafforzando il vero sistema Paese in tutto il mondo. Il nostro impegno è attuare anche una visione strategica che impedisca la proliferazione dei marchi di qualità pubblici e l’affermazione di etichette scorrette che disorientano il consumatore”.</p>
<p>L’impatto che la Dop economy con le sue produzioni non delocalizzabili ha lungo tutta la penisola rimane fattore centrale dello sviluppo sostenibile dei territori italiani. Come ha documentato <strong>Maria Chiara Zaganelli</strong>, Direttore Generale ISMEA, presentando i dati dell’indagine in un contesto macroeconomico sfavorevole e instabile, le produzioni DOP e IGP hanno continuato a esercitare il loro impatto positivo in numerose aree: “Insieme ai valori produttivi le filiere a Indicazione Geografica hanno contribuito ad attrarre flussi rilevanti di turismo enogastronomico, diffondendo la reputazione della qualità agroalimentare italiana e mantenendo vitale il tessuto socio-economico di aree rurali spesso interne.</p>
<p>Un settore in continua crescita che non sviluppa quindi solo valore economico sui territori. Con 890.000 contratti di lavoro nel settore IG, la Dop economy afferma anche un valore sociale, etico e occupazionale indiscutibile. Si tratta di un settore che si caratterizza per la sua eterogeneità, e proprio per questo è importante che non sia sottoposto a frammentazione da spinte localistiche, che mantenga un legame con i territori attraverso un sistema coeso che permette di esprimere nel mondo l’eccellenza italiana”.</p>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2023_04</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/2.-Notizia-Rapporto-Ismea-Qualivita-2023.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>DOP vs Nutri-Score: scontro fra Titani?</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-vs-nutri-score-scontro-fra-titani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 15:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
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		<category><![CDATA[Nutriscore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una ricerca condotta dall’Università degli Studi di Padova sulle preferenze dei consumatori italiani per prodotti DOP etichettati con Nutri-Score evidenzia le principali criticità legate all’adozione di questo strumento Secondo l’OMS, sovrappeso e obesità rappresentano il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una ricerca condotta dall’Università degli Studi di Padova sulle preferenze dei consumatori italiani per prodotti DOP etichettati con Nutri-Score evidenzia le principali criticità legate all’adozione di questo strumento</em></p>
<p>Secondo l’OMS, sovrappeso e obesità rappresentano il principale problema nutrizionale imperante nel contesto europeo, colpendo circa il<strong> 60% della popolazione adulta</strong> e causando 1,2 milioni di decessi all’anno, pari al<strong> 13% della mortalità in Europa</strong>. Data la natura epidemica che caratterizza attualmente queste patologie, le Autorità Competenti si stanno ampiamente prodigando per prevenirne la diffusione, agendo su più fronti e a più livelli per correggere i comportamenti alimentari dei consumatori.</p>
<p>Le etichette nutrizionali giocano un ruolo fondamentale in questo contesto, perché, riducendo l’asimmetria informativa esistente fra produttori e consumatori, permettono a questi ultimi di fare scelte alimentari più consapevoli.</p>
<p>Tuttavia, la recente ricerca scientifica ha messo in dubbio la reale efficacia di questo strumento; infatti, nonostante il 40% dei consumatori dichiari di prestare attenzione all’etichettatura nutrizionale al momento dell’acquisto, solo il 10% di essi lo fa realmente se osservato durante studi in-store, a causa del limitato tempo a disposizione generalmente destinato agli acquisti alimentari e a causa della posizione poco evidente delle etichette nutrizionali sulla confezione.</p>
<p>Per ovviare a questo problema, l’Unione Europea ha recentemente promosso l’adozione di etichette Fronte Pacco, ovvero di etichette grafiche poste sulla parte anteriore della confezione che, informando in modo semplice e rapido il consumatore sul profilo nutrizionale del prodotto, dovrebbero orientare le scelte alimentari della popolazione verso prodotti più sani.</p>
<p>Data la recente diffusione di queste etichette nel mercato europeo, la<strong> Commissione Europea</strong>, mediante la Strategia<strong> Farm to Fork</strong>, si propone di uniformarne e regolamentarne l’uso, individuando l’etichettatura Fronte Pacco più efficiente da utilizzare su base obbligatoria per tutti i prodotti confezionati e in tutti gli Stati Membri. Attualmente, il Nutri-Score sembra essere il candidato più promettente per assolvere questa funzione, essendo largamente supportato dalla comunità scientifica, che lo considera l’etichetta più efficacie per discriminare i prodotti in funzione del loro profilo nutrizionale.</p>
<p>Infatti, nonostante le forti pressioni politiche – soprattutto nel contesto italiano e, in parte in quello spagnolo – e la mancanza di sufficienti evidenze scientifiche abbiano portato al rinvio della decisione circa l’etichetta più adatta da utilizzare, buona parte di ricercatori e politici di spicco nel contesto europeo continuano a sostenere il Nutri-Score, considerandolo come il deus ex machina dei problemi nutrizionali nel panorama europeo.</p>
<blockquote><p><strong>Alice Stiletto</strong> è assegnista di ricerca presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro- Forestali (TESAF) dell’Università degli Studi di Padova.</p>
<p><strong>Samuele Trestini</strong> è Professore Associato presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro- Forestali (TESAF) dell’Università degli Studi di Padova e direttore del Centro Interuniversitario di Contabilità e Gestione Agraria, Forestale e Ambientale (CONTAGRAF).</p></blockquote>
<p>Questa etichetta<strong> (Fig. 1)</strong> semplifica l’identificazione delle caratteristiche nutrizionali di un prodotto attraverso una scala cromatica (da verde a rosso) e alfabetica (da A ad E), considerando, per 100 g di prodotto, il contenuto di elementi da favorire (fibre, proteine, frutta e verdura, olio di oliva e/o di colza e legumi) e quelli da limitare nel consumo (calorie, acidi grassi saturi, zuccheri e sale). Coerentemente con questo sistema di profilazione, i prodotti di origine animale, notoriamente ricchi in grassi saturi e calorie, sono generalmente etichettati come prodotti “da limitare nel consumo” (Nutri-Score pari a D o E).</p>
<p>Nonostante questa classificazione sia tendenzialmente in linea con i precetti della dieta Mediterranea, che suggeriscono in che misura consumare i diversi cibi per perseguire uno stile di vita sano ed equilibrato, va ricordato che l’obiettivo del Nutri-Score, secondo quanto espresso dal <strong>Ministero della Salute francese</strong>, è quello di guidare i consumatori verso i prodotti nutrizionalmente più validi all’interno di una stessa categoria di prodotto – e non fra diverse categorie – stimolando, al contempo, le industrie alimentari a riformulare i propri alimenti per migliorarne il livello di Nutri-Score, senza bollare alcune categorie di prodotto come malsane.</p>
<p>In quest’ottica, i prodotti DOP e IGP sembrano risentire doppiamente dell’effetto del Nutri-Score, non solo perché rientrano in una categoria di prodotto quasi totalmente penalizzata da questa etichetta (9 dei primi 10 prodotti IG per valore di produzione sono, infatti, di origine animale e rappresentano circa l’85% del valore della produzione delle IG e il 40% delle esportazioni dei prodotti di origine animale), ma anche perché, contrariamente a quanto permesso ai prodotti non IG della medesima categoria, non possono essere facilmente riformulati per migliorare il proprio livello di Nutri-Score, a causa del disciplinare di produzione che sono tenuti a rispettare.</p>
<p><strong>Figura 1</strong>. Calcolo del Nutri-Score</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-448048 size-full" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Figura-1.-Calcolo-del-Nutri-Score.jpg" alt="" width="914" height="126" /></p>
<p><strong>Metodologia</strong></p>
<p>Nonostante la rilevanza dell’argomento nel contesto nazionale ed europeo, la ricerca scientifica sembra non essere particolarmente interessata a stimare l’impatto economico che un’adozione Comunitaria ed obbligatoria del Nutri-Score potrebbe avere sui prodotti a Denominazione di Origine. Per questo motivo, il Dipartimento <strong>TESAF</strong>, dell’Università degli Studi di Padova, ha condotto diversi studi in merito: un esperimento di scelta condotto su 600 consumatori italiani, finalizzato a determinare le preferenze dei consumatori per prodotti IG etichettati (negativamente) con il Nutri-Score, un’analisi di prezzo edonico, volta a stimare l’impatto monetario del Nutri-Score sui prezzi al dettaglio dei prodotti DOP/IGP nel mercato francese, e un’asta sperimentale, a complemento dell’esperimento di scelta, mirata a determinare le preferenze dei consumatori per diversi prodotti DOP/IGP etichettati (positivamente e negativamente) con il Nutri-Score.</p>
<blockquote><p><strong>Nutriscore</strong></p>
<p>Il Nutriscore è un sistema di etichettatura nutrizionale che assegna un punteggio ai prodotti alimentari in base alla loro composizione nutrizionale. Va da A (più sano) a E (meno sano), e dovrebbe aiutare i consumatori a prendere decisioni informate sulla qualità nutrizionale degli alimenti. Tuttavia questo sistema semplifica eccessivamente la valutazione della qualità nutrizionale, non considerando la complessità della dieta individuale. Il Nutriscore non valuta infatti aspetti fondamentali come il contenuto di micronutrienti (es. vitamine e amminoacidi) e la porzione assunta. Questo sistema rischia di penalizzare alimenti tradizionali come l’olio extravergine di oliva, universalmente riconosciuto come salutare, favorendo prodotti altamente processati e di scarso valore nutrizionale.</p></blockquote>
<p><strong>Risultati</strong></p>
<p>Le prime evidenze sul tema, pubblicate sulla rivista PLoS One e relative all’esperimento di scelta, non delineano di certo un futuro roseo per le DOP e le IGP, quantomeno considerando i prodotti di origine animale! I consumatori italiani sembrano infatti ridurre la propria disponibilità a pagare per entrambi i casi di studio analizzati (Casatella Trevigiana DOP e Asiago DOP, entrambi con Nutri-Score pari a D) quando etichettati con Nutri-Score negativo (Tab. 1: parametro “Effetto del Nutri-Score: per chi conosce il Nutri-Score”), nonostante la Denominazione venga ampiamente riconosciuta come un attributo di qualità dalla quasi totalità del campione (Tab. 1: parametro “Effetto della DOP”).</p>
<p>Da un’analisi più approfondita dei dati si evince, però, che la familiarità dei consumatori con questo sistema di etichettatura nutrizionale gioca un ruolo fondamentale nell’orientare le preferenze dei consumatori, coerentemente con la più recente letteratura scientifica sul tema. In genere, infatti, i consumatori di una data Regione sembrano prediligere le etichette ivi già in uso, ritenendole più facili da interpretare di quelle utilizzate in altri contesti.</p>
<p>Il Nutri-Score, ad esempio, è considerato un’etichetta particolarmente efficace dai consumatori francesi e tedeschi, ma risulta più ostico per gli italiani. Ciò non sorprende, considerando che solo il 12.45% degli intervistati ha dichiarato di conoscere il Nutri-Score in quest’indagine. Come conseguenza, i consumatori del nostro campione che non conoscono il significato del Nutri-Score sono sorprendentemente disposti a pagare di più per un formaggio etichettato con Nutri-Score negativo (Tabella 1: parametro “Effetto del Nutri-Score: per chi non conosce il Nutri-Score”), poiché lo interpretano come un segnale di qualità del prodotto e non come una indicazione di “bassa qualità nutrizionale”.</p>
<p><strong>Tabella</strong> <strong>1</strong>. Stime del modello econometrico (mixed logit)</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Tabella-1.-Stime-del-modello-econometrico.jpg"><img class="aligncenter wp-image-448052 size-full" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Tabella-1.-Stime-del-modello-econometrico.jpg" alt="" width="937" height="517" /></a></p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>I risultati mettono in dubbio la natura auto-esplicativa del Nutri-Score: contrariamente a quanto sostenuto dai ricercatori francesi, questa etichetta non è agevolmente e totalmente compresa dai consumatori europei (o, quantomeno, non da tutti), ma necessita di adeguate informazioni di supporto che spieghino in modo chiaro e univoco come interpretarla correttamente. Infatti, da un’analisi approfondita della letteratura sul tema è emerso che sono i ricercatori e i promotori stessi del Nutri-Score i primi a non avere le idee chiare; prodotti con lo stesso livello di Nutri-Score sono infatti definiti sia come “prodotti da limitare nel consumo” – come l’etichetta stessa richiederebbe – ma anche (e spesso) come prodotti non salutari o malsani, con conseguenze attese sui consumi drasticamente diverse.</p>
<p>Infatti, definire un prodotto come “non sano” potrebbe facilmente indurre i consumatori ad evitare completamente quell’alimento (o quella categoria di prodotti), perché ritenuto di bassa qualità. In quest’ottica, se il Nutri-Score (soprattutto se non adeguatamente compreso) diventasse l’elemento discriminante nelle scelte d’acquisto dei consumatori europei, si rischierebbe di raggiungere un effetto contrario rispetto a quanto desiderato; i consumatori potrebbero infatti orientarsi verso i prodotti ritenuti più sani, evitando completamente alcune categorie di alimenti (come quella dei formaggi o dei salumi), con una conseguente riduzione della diversificazione degli alimenti e un impoverimento della dieta.</p>
<p>Infatti, il sistema di profilazione dei nutrienti che regola il Nutri-Score si basa sui soli macronutrienti del prodotto, perché ritenuti adeguati indicatori del contenuto di micronutrienti ed altri elementi essenziali. Tuttavia, affidarsi puramente ed unicamente a questo sistema di classificazione potrebbe causare alcune distorsioni nella valutazione della qualità nutrizionale di un alimento. Infatti, i prodotti etichettati con Nutri-Score positivo (pari ad A o B) non sono tutti uguali e possono avere profili nutrizionali significativamente differenti. Perciò, acquistare un prodotto bollato con Nutri-Score A non è una condizione sufficiente a garantire ai consumatori l’assunzione di tutti gli elementi necessari al corretto funzionamento dell’organismo.</p>
<p>Allo stesso modo, i prodotti etichettati con Nutri-Score negativo (D o E) sono spesso ricchi di amminoacidi o nutrienti essenziali, anche se vanno consumati con moderazione. In conclusione, i risultati di questo studio mettono in luce alcune criticità legate all’uso del Nutri-Score in Italia, soprattutto considerando il potenziale effetto negativo che questa etichettatura avrebbe sui prodotti IG di origine animale.</p>
<p>Ulteriori studi sul tema sono necessari per comprenderne appieno le dinamiche di mercato, considerando anche gli alimenti etichettati positivamente dal Nutri-Score. Esso, infatti, potrebbe fungere da cassa di risonanza per i prodotti con Nutri-Score pari ad A o B, esaltandone la qualità. Inoltre, è necessario valutare con più chiarezza il comportamento dei consumatori per i prodotti etichettati con il Nutri-Score, non solo considerando le valutazioni date a specifici prodotti o in specifici mercati, ma delineandone le valutazioni d’acquisto in modo più accurato e completo, considerando l’intero paniere di prodotti realmente acquistati dai consumatori e le motivazioni che governano le loro scelte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><strong>Titolo</strong><br />
<em>Is it really a piece of cake to label Geographical Indications with the Nutri-Score? Consumers’ behaviour and policy implications</em></p>
<p><strong>Autori</strong><br />
<em>A. Stiletto, S. Trestini</em></p>
<p><strong>Fonte</strong><br />
<em>PLoS ONE, 2022, 17(11): e0277048 <a href="https://doi.org/10.1371/journal.pone.0277048">https://doi.org/10.1371/journal.pone.0277048</a></em></p></blockquote>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2023_04</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/13.-Analisi-DOP-vs-Nutri-Score.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Comportamento dei consumatori e implicazioni politiche del nutri-score applicato ai prodotti IG</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/comportamento-dei-consumatori-e-implicazioni-politiche-del-nutri-score-applicato-ai-prodotti-ig/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 08:10:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Farm to Fork]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Nutriscore]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio dell&#8217;Università di Padova condotto da Alice Stiletto e Samuele Trestini indaga il possibile impatto dell&#8217;etichetta Nutri-Score sui prodotti DOP IGP e le relative implicazioni politiche. Per migliorare le abitudini alimentari della popolazione, l’UE, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Uno studio dell&#8217;Università di Padova condotto da Alice Stiletto e Samuele Trestini indaga il possibile impatto dell&#8217;etichetta Nutri-Score sui prodotti DOP IGP e le relative implicazioni politiche.</em></p>
<div class="abstract toc-section abstract-type-">
<div class="abstract-content">
<p>Per migliorare le abitudini alimentari della popolazione, l’UE, nell’ambito della <strong>strategia Farm to Fork</strong>, sostiene fortemente l’etichetta Nutri-Score Front Of Pack. Nel sistema Nutri-Score, le Indicazioni Geografiche (IG) sono generalmente classificate come alimenti “non salutari”, data la predominanza di prodotti di origine animale che sono, notoriamente, prodotti ad alto contenuto di grassi.</p>
<p>Questo studio del <strong>dipartimento TeSAF dell&#8217;Università di Padova, condotto da Alice Stiletto e Samuele Trestini,</strong> cerca di determinare l&#8217;<strong>impatto dell&#8217;etichetta Nutri-Score sulle preferenze dei consumatori</strong> per due formaggi a Denominazione di Origine Protetta (<a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/asiago-dop/" target="_blank" rel="noopener">Asiago DOP</a> e <a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/casatella-trevigiana-dop/" target="_blank" rel="noopener">Casatella Trevigiana DOP</a>), rispetto a quelli generici.</p>
<p>Un &#8220;Discrete Choice Experiment&#8221; è stato condotto su 600 consumatori italiani. I risultati hanno evidenziato che <strong>i consumatori italiani generalmente non hanno familiarità con il Nutri-Score</strong> e lo percepiscono come una <strong>caratteristica positiva</strong> del prodotto, anche se segnala una scelta non salutare (punteggio D). Tuttavia, i <strong>consumatori consapevoli</strong> del significato del Nutri-Score sono <strong>disposti a pagare meno per acquistare un prodotto considerato “malsano”</strong> secondo questo sistema. Inoltre, abbiamo riscontrato che i consumatori che già conoscevano il sistema Nutri-Score hanno comportamenti omogenei nel rifiutare il prodotto, indipendentemente dall&#8217;associazione ad una certificazione DOP.</p>
<p>Questo risultato ha importanti implicazioni sul settore agroalimentare: <strong>Se il Nutri-Score diventasse obbligatorio nell’UE, i consumatori potrebbero rifiutare molte IG</strong> a causa dei loro valori Nutri-Score negativi. <strong>Tuttavia, la qualità di questi prodotti è riconosciuta e protetta in tutto il mondo</strong>.</p>
<p>In quest’ottica, <strong>la politica delle infrastrutture verdi potrebbe essere messa in discussione dal Nutri-Score nell&#8217;ambito della strategia Farm to Fork</strong>: entrambe mirano a ridurre l’asimmetria informativa producendo, allo stesso tempo, risultati contrastanti.</p>
<p>Nell&#8217;ambito della politica delle Indicazioni Geografiche, <strong>i prodotti DOP e IGP sono tutelati per i loro attributi di qualità, che sono strettamente legati all&#8217;origine geografica dei prodotti e al know-how tradizionale</strong>. Tuttavia,<strong> l’adozione da parte dell’UE del Nutri-Score potrebbe danneggiare questi prodotti, riducendone la qualità/valore percepito.</strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0277048" target="_blank" rel="noopener"><strong>Stiletto A, Trestini S (2022). <em>Is it really a piece of cake to label Geographical Indications with the Nutri-Score? Consumers’ behaviour and policy implications</em>. PLOS ONE 17(11): e0277048</strong></a></p>
</div>
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		<title>DOP IGP: UE penalizza salumi e carni rosse, Origin Italia chiede aiuto a Lollobrigida</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-igp-ue-penalizza-salumi-e-carni-rosse-origin-italia-chiede-aiuto-a-lollobrigida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 10:20:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[Farm to Fork]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Lollobrigida]]></category>
		<category><![CDATA[Green Deal]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Baldrighi (Origin Italia): &#8220;Inaccettabile la posizione dell’UE, chiediamo al Ministro Lollobrigida di stare dalla parte delle nostre filiere e votare contro&#8221; A rischio la promozione dei prodotti DOP IGP italiani a base di carni rosse [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Baldrighi (Origin Italia): &#8220;Inaccettabile la posizione dell’UE, chiediamo al Ministro Lollobrigida di stare dalla parte delle nostre filiere e votare contro&#8221;</em></p>
<p>A rischio la promozione dei <strong>prodotti DOP IGP italiani a base di carni rosse</strong> (come salumi e prosciutti). Per scongiurare la minaccia dell’<strong>Unione Europea</strong>, una lettera indirizzata al Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, nella quale <a href="https://www.origin-italia.it/" target="_blank" rel="noopener">Origin Italia</a>, l’Associazione che rappresenta i Consorzi di tutela delle Indicazioni Geografiche, chiede al Ministero di votare contro la proposta di<strong> Programma di Lavoro Annuale 2024</strong> della Commissione sulla Promozione dei prodotti agricoli, durante la seduta del Comitato OCM del prossimo 25 ottobre.</p>
<p>Le preoccupazioni esplicitate da Origin Italia al Ministro Lollobrigida nello specifico sono relative a un determinato passaggio contenuto dal documento di Promozione dei prodotti agricoli e alimentari per l’anno 2024 (<strong>Annual Work Program</strong>) nel quale emerge un punto critico nei criteri di assegnazione del Programma.</p>
<p>Infatti, alla voce “rilevanza” è stato introdotto un sotto-criterio concernente “il contributo del progetto di informazione e promozione proposto rispetto agli obiettivi dell’ambizione climatica e ambientale della <strong>PAC</strong>, del <strong>Green Deal</strong> e della Strategia<strong> Farm to Fork</strong>, specificatamente sulla sostenibilità della produzione e del consumo”, utilizzando come riferimento la definizione di agricoltura sostenibile della <strong>F</strong><a href="https://www.fao.org/home/en" target="_blank" rel="noopener">ood and Agriculture Organization of the United Nations (FAO)</a>. Proprio questo sotto-criterio valuterà, per le proposte destinate al mercato interno, anche l’allineamento con gli obiettivi del Piano europeo di lotta contro il cancro, che mira ad incoraggiare una dieta basata maggiormente su cibi vegetali a discapito di altri prodotti come carni rosse, prosciutti, salumi, vino e bevande alcoliche.</p>
<p>Un pericolo che si ripropone dopo che era stato scongiurato nello scorso anno anche grazie a Origin Italia che aveva invocato a gran voce un intervento del Ministro che, dopo pochi giorni dal suo insediamento, manifestò la netta <strong>opposizione all’introduzione di criteri penalizzanti per alcuni simboli delle eccellenze agroalimentari italiane</strong>, tutelando una parte rilevante del comparto IG.</p>
<p>&#8220;<em>Il programma proposto dalla Commissione Europea penalizza e discrimina alcuni prodotti simbolo del Made in Italy, con il rischio di arrecare un considerevole danno in termini economici e d’immagine al settore DOP IGP&#8221;</em> sottolinea nella lettera<strong> Cesare Baldrighi, </strong>Presidente di Origin Italia<strong>, </strong>&#8220;<em>per questo chiediamo al Ministro Lollobrigida di esprimere parere negativo in sede di votazione al fine di tutelare questi prodotti i cui comparti necessitano delle campagne promozionali per creare nuove opportunità di mercato e consolidare quelle già esistenti&#8221;.</em></p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.origin-italia.it/incontri-di-in-formazione-sulla-tutela-dei-prodotti-dop-igp/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Origin Italia</a></strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/10/20231017-CS-LETTERA-MINISTRO-LOLLOBRIGIDA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Economia del Buono: la Sicilia scommette sulle IG al CIA meeting</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/economia-del-buono-la-sicilia-scommette-sulle-denominazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 07:21:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Farm to Fork]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Valorizzazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dibattito Cia domani a San Vito Lo Capo, alla presenza di politici e operatori del settore C’è un’agricoltura in Sicilia che guarda al futuro con una nuova consapevolezza dei valori in campo: è l’Economia del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-dtype="d3ifr" data-local-attribute="d3bn" data-attrid="title" data-ved="2ahUKEwi1mNi85ML_AhUPRvEDHSsCDu0Q3B0oAXoECE0QAg"><em>Dibattito Cia domani a San Vito Lo Capo, alla presenza di politici e operatori del settore</em></p>
<p>C’è un’agricoltura in Sicilia che guarda al futuro con una nuova consapevolezza dei valori in campo: è l’Economia del Buono. Un sistema complesso, fatto anche da piccoli produttori, che può generare effetti straordinariamente importanti, per accrescere il valore di remunerazione dei prodotti agricoli e trasformati, per il territorio non solo per gli effetti di sostenibilità ambientale, e per le comunità. Se ne parlerà a <strong>San Vito Lo Capo</strong>, in Sicilia, al <strong>Cia Meeting</strong> organizzato da Cia Sicilia Occidentale in occasione del <strong>Cous Cous Fest</strong>, una delle vetrine dell’enogastronomia dell’isola, che esalta il ruolo dell’agricoltura e delle denominazioni.</p>
<p><strong>Venerdì 15 settembre</strong>, con un programma organizzato in diverse sessioni a tema, il mondo agricolo, l’associazionismo datoriale, i consorzi di tutela, le governance di filiera e le istituzioni, si confronteranno per definire strategie, strumenti ed alleanze per conseguire una maggiore capacità di convergenza e coesione tra le diverse filiere dell’agroalimentare di qualità, con gli altri sistemi – dal<strong> turismo alla ristorazione</strong>, ma anche <strong>logistica</strong> e <strong>grande</strong> <strong>distribuzione</strong> &#8211; che concorrono a integrare e rafforzare i processi di crescita dell’economia agricola e della sua trasformazione.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>La seconda sessione si svilupperà sul tema delle normative con gli interventi di <strong>Luca De Carlo</strong>, presidente della Commissione Agricoltura del Senato, <strong>Paolo De Castro</strong>, europarlamentare e relatore sulla riforma della Ig, e di <strong>Riccardo Deserti</strong>, direttore generale del Consorzio Parmigiano Reggiano. Il programma proseguirà poi con la sessione mercati, con gli interventi di <strong>Alessandra Corsi</strong>, direttore marketing dell’offerta Conad, e di <strong>Graziano Scardino</strong>, presidente di Cia Sicilia. Ad affrontare il tema della Governance saranno <strong>Giuseppe Bursi</strong> della Doc Sicilia, <strong>Mauro Rosati</strong>, direttore Fondazione Qualivita, <strong>Dario Cartabellotta</strong>, dirigente generale Dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana, e <strong>Flavio Innocenzi</strong>, direttore Consorzio dell’Asiago Dop. Le conclusioni della prima parte della giornata saranno affidate al vicepresidente nazionale della Cia <strong>Gianmichele Passarini</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.efanews.eu/?item=34282" target="_blank" rel="noopener"><strong>EFANews.it</strong></a></p>
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