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	<title>etichettatura &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>etichettatura &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Etichettatura, DOP e IGP più trasparenti con il nuovo regolamento</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/etichettatura-dop-e-igp-piu-trasparenti-con-il-nuovo-regolamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 08:22:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prodotti DOP e IGP, il nome del produttore o dell&#8217;operatore dovranno comparire in etichetta al pari dei marchi del supermercato: così la circolare Masaf del 6 marzo 2026. Dal 14 maggio 2026 sulle etichette dei prodotti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Prodotti DOP e IGP, il nome del produttore o dell&#8217;operatore dovranno comparire in etichetta al pari dei marchi del supermercato: così la circolare Masaf del 6 marzo 2026.</em></p>
<p>Dal 14 maggio 2026 sulle etichette dei prodotti Dop e Igp non basterà più il marchio del supermercato, ma denominazione e nome del produttore o dell&#8217;operatore responsabile dovranno essere leggibili allo stesso colpo d&#8217;occhio. L&#8217;articolo 37 del regolamento Ue 2024/1143 sulle indicazioni geografiche è stato modificato dall&#8217;articolo 4 del regolamento Ue 2026/471 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 febbraio 2026, ed è stato interpretato da una recente circolare del Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) del 6 marzo 2026, la n. 110473.</p>
<h4>Cosa dice il legislatore</h4>
<p>Andiamo con ordine, iniziando dal testo della norma: &#8220;Se i prodotti agricoli sono designati da un&#8217;indicazione geografica, un&#8217;indicazione del nome del produttore o dell&#8217;operatore appare nell&#8217;etichettatura nello stesso campo visivo dell&#8217;indicazione geografica. In tal caso, il 3.487 TOTALE PRODOTTI IG 80MLD DI EURO di Elisa Latella nome dell&#8217;operatore è inteso come il nome dell&#8217;operatore responsabile della fase dí produzione in cui è ottenuto il prodotto che deve essere oggetto dell&#8217;indicazione geografica o responsabile della trasformazione sostanziale di tale prodotto&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Prosciutto, formaggio e tanti altri prodotti potrebbero avere ora un&#8217;identità inequivocabile, mentre prima in presenza di private label, marche private, proprie della catena dei distributori, potevano sorgere dubbi. I produttori potranno riottenere quella parte della reputazione, costruita in tanti anni di soddisfazione dei clienti e poi assorbita dai supermercati, che tramite le marche private invece avevano costruito una loro immagine e discreti vantaggi commerciali.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Altro Consumo</strong></p>
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		<title>La Puglia e la Calabria ottengono due nuove IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-puglia-e-la-calabria-hanno-appena-ottenuto-due-nuove-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 08:01:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[NUOVE IG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Zampina di Sammichele di Bari IGP e il Peperoncino di Calabria IGP hanno ottenuto il riconoscimento, e faranno aumentare il valore del loro territorio Con la registrazione di 13 nuove IGP in tutta Europa, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Zampina di Sammichele di Bari IGP e il Peperoncino di Calabria IGP hanno ottenuto il riconoscimento, e faranno aumentare il valore del loro territorio</em></p>
<p>Con la registrazione di 13 nuove IGP in tutta Europa, l’11 giugno scorso, anche in Italia è arrivata la notizia che due domande per l’Indicazione geografica protetta sono state accolte: il P<strong>eperoncino di Calabria</strong> e la<strong> Zampina di Sammichele di Bari</strong> sono diventati ufficialmente prodotti IGP.</p>
<p>Forse stupirà che il peperoncino di Calabria, ingrediente fondamentale della ‘nduja e simbolo della gastronomia regionale, non lo fosse ancora. E in effetti l’iter per il riconoscimento era cominciato <strong>molti anni fa</strong>, addirittura una ventina, per poi subire numerose battute d’arresto fino alla pubblicazione della domanda nella Gazzetta Ufficiale italiana nella primavera del 2025, a circa un mese di distanza da quella della Zampina di Sammichele di Bari.</p>
<p>Ottenere una IGP è un processo generalmente piuttosto lungo, che <strong>può richiedere dai due ai cinque anni</strong>. Si parte con la costituzione di un comitato promotore incaricato di redigere il disciplinare, documento che definisce le caratteristiche peculiari del prodotto e il suo legame storico con il territorio. Dopo la fase nazionale e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la pratica passa all’esame delle istituzioni europee che prendono la decisione finale.</p>
<p>L’<strong>Italia</strong> conta attualmente <strong>892 riconoscimenti complessivi tra DOP</strong>, <strong>IGP</strong> e <strong>STG</strong>. Si tratta di certificazioni profondamente legate alle economie locali, perché valorizzano le produzioni agricole e artigianali, ampliando il mercato di riferimento e consentendo spesso una maggiore remunerazione dei prodotti. Per il territorio, l’ottenimento della IGP è molto più interessante della DOP, la denominazione infatti indica un legame strettissimo di quel prodotto con il suo territorio di appartenenza, tanto che se viene prodotto all’esterno non può avere lo stesso nome.</p>
<p>I dati dell’<strong>Osservatorio Qualivita</strong>, riportati dal <strong>Sole 24 Ore</strong>, confermano il valore economico delle filiere nei due territori coinvolti. La Puglia, si situa al secondo posto tra le regioni del sud Italia per valore della cosiddetta “<strong>Dop economy</strong>” con <strong>711 milioni di euro</strong> nel 2024, e 61 denominazioni (compresa la Zampina di Sammichele di Bari IGP). La Calabria, invece, ha ottenuto 42 riconoscimenti, per un valore complessivo di <strong>51 milioni di euro</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.dissapore.com/notizie/la-puglia-e-la-calabria-hanno-appena-ottenuto-due-nuove-igp/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Dissapore</strong></a></p>
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		<item>
		<title>Etichettatura d’origine, si allarga il fronte Ue: 12 Paesi chiedono di “rafforzarla ed estenderla”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/etichettatura-dorigine-si-allarga-il-fronte-ue-12-paesi-chiedono-di-rafforzarla-ed-estenderla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 08:39:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dodici Paesi UE chiedono alla Commissione europea di rafforzare l’etichettatura obbligatoria d’origine per gli alimenti, con l’obiettivo di aumentare trasparenza, tutela dei consumatori e competitività della filiera agroalimentare europea. Ad Italia, Austria e Francia si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dodici Paesi UE chiedono alla Commissione europea di rafforzare l’etichettatura obbligatoria d’origine per gli alimenti, con l’obiettivo di aumentare trasparenza, tutela dei consumatori e competitività della filiera agroalimentare europea. </em><em>Ad Italia, Austria e Francia si aggiungono altri 9 Stati membri. Coldiretti: “primo importante riscontro politico della direzione da noi indicata”</em></p>
<p><strong>Si allarga il fronte dei Paesi dell’Unione Europea decisi a rafforzare il sistema di etichettatura obbligatoria d’origine </strong>ed estenderla “al maggior numero possibile di prodotti alimentari”. Una <strong>richiesta rilanciata e avanzata ancora una volta alla Commissione Europea</strong>, in occasione del Consiglio Ue Agrifish in corso a Bruxelles, dagli<strong> Stati Membri in prima linea rispetto al tema, ovvero Italia, Austria e Francia, ma sostenuti stavolta anche da Bulgaria, Croazia, Finlandia, Grecia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Spagna.</strong></p>
<p>Un “corpo” composto da <strong>12 soggetti che hanno promosso una discussione informale tra i Ministri europei dell’Agricoltura, tornando a insistere su una questione già sollevata più volte negli anni </strong>e della quale anche associazioni di categoria, come Coldiretti in primis, si sono fatte più volte promotrici, <a href="https://winenews.it/it/da-coldiretti-1-milione-di-firme-al-commissario-ue-varhelyi-per-la-sicurezza-alimentare_589949/">raccogliendo anche oltre un milione di firme</a>, consegnate direttamente al Commissario Europeo alla Salute Olivér Várhelyi nell’ultimo incontro a Roma a Palazzo Rospigliosi, <strong>per chiedere l’obbligo dell’indicazione di origine su tutti gli alimenti commercializzati nell’Unione Europea</strong>, o con <a href="https://winenews.it/it/cambiare-codice-doganale-e-si-alletichetta-di-origine-coldiretti-al-brennero-per-il-made-in-italy_589423/">mobilitazioni nazionali come la più recente al Brennero</a>, dove 10.000 agricoltori sono scesi in piazza per denunciare le distorsioni del codice doganale europeo e della norma dell’ultima trasformazione sostanziale, che consente a prodotti stranieri di diventare formalmente made in Italy dopo lavorazioni minime effettuate nel nostro Paese.</p>
<p>A Bruxelles, i 12 Paesi hanno denunciato che la “<strong>trasparenza per i consumatori e la parità normativa tra produttori europei ed extraeuropei rimangono insufficienti</strong>”, invitando l’esecutivo europeo ad accelerare la revisione del regolamento sull’informazione alimentare ai consumatori per “garantire maggiore trasparenza ai consumatori, rafforzare la posizione degli agricoltori europei e sostenere la sovranità alimentare dell’Ue”.</p>
<p>La misura consentirebbe “ai consumatori di compiere scelte di acquisto informate, rafforzerebbe la posizione degli agricoltori europei nella catena di approvvigionamento alimentare e contribuirebbe a migliorare la sovranità alimentare e a rafforzare la resilienza dell’agricoltura europea”, si legge nella nota informativa.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://winenews.it/it/etichettatura-dorigine-si-allarga-il-fronte-ue-12-paesi-chiedono-di-rafforzarla-ed-estenderla_592118/" target="_blank" rel="noopener">Wine News.it</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Per le Indicazioni Geografiche due riforme e un gran pasticcio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/per-le-indicazioni-geografiche-due-riforme-e-un-gran-pasticcio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 08:02:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[IG non-agri]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In vigore il Testo unico Ue che salva gli interessi dei fornitori nord europei. Mentre diventa operativo il nuovo regime delle IGP «non agroalimentari» A distanza di pochi giorni, a metà maggio, sono arrivate due [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>In vigore il Testo unico Ue che salva gli interessi dei fornitori nord europei. Mentre diventa operativo il nuovo regime delle IGP «non agroalimentari»</em></p>
<p>A distanza di pochi giorni, a metà maggio, sono arrivate due notizie che sembrano raccontare vicende diverse ma in realtà raccontano la medesima storia. <a href="https://www.qualivita.it/news/registrazione-delle-ig-in-tempi-certi-pubblicate-disposizioni-nella-gazzetta-ufficiale-italiana/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il 14 maggio è scaduto il periodo di deroga previsto dal Regolamento Ue 1143 del 2024</strong></a>: da quel giorno è illegale per i supermercati nascondere il <a href="https://www.qualivita.it/news/nuove-regole-per-letichettatura-dop-e-igp-obbligo-di-indicare-il-produttore/" target="_blank" rel="noopener"><strong>nome del produttore effettivo sul retro delle confezioni a marchio</strong></a> del distributore che portano un logo Dop o Igp. Il nome deve comparire nello stesso campo visivo del bollino europeo.</p>
<p>Presentata come una conquista della trasparenza, la norma in realtà cambia poco per i consumatori: <strong>la garanzia di un prodotto a Indicazione geografica, Dop o Igp che sia, è già assicurata dal rispetto del disciplinare e dai controlli dei Consorzi di tutela</strong>. Saper quale sia il caseificio che ha prodotto e stagionato una forma di Grana Padano o quale il salumificio da cui sia uscito un Prosciutto di Parma sposta poco.</p>
<p><strong>Quello che la riforma non ha scalfito è il nodo vero: l’origine della materia prima</strong>. A differenza delle Dop (Denominazioni d’origine protette) per le quali la materia prima deve essere 100% italiana, chi compra una bresaola della Valtellina Igp al banco del supermercato continuerà a non sapere che in massima parte la carne viene dal Sudamerica.</p>
<p>Il 18-19 maggio il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato sul Bollettino nazionale le <strong>prime quattro domande di Igp per prodotti artigianali e industriali</strong> — le cosiddette <a href="https://www.qualivita.it/news/la-tutela-igp-si-estende-allartigianato-e-il-vetro-di-murano-fa-da-apripista/" target="_blank" rel="noopener">Igp non-agri</a>: Vetro di Murano, Merletti di Burano, Cammeo e Corallo di Torre del Greco. Non si tratta ancora di una registrazione definitiva: devono trascorrere 60 giorni senza che arrivino eventuali opposizioni. Solo allora le domande verranno trasmesse all’Euipo &#8211; l’ufficio Ue per la proprietà intellettuale &#8211; per l’esame finale e la registrazione a livello europeo.</p>
<p>Ma è un passaggio storico: <strong>per la prima volta il bollino Igp certificherà prodotti che non hanno nulla a che fare con il cibo</strong>. Messi insieme, i due fatti descrivono un sistema che si espande e si aggiusta ai margini senza affrontare il problema centrale: cosa garantisce davvero il bollino giallo-blu della Igp.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.liberoquotidiano.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Libero</strong></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nuovo logo per il Monti Lessini DOP Metodo Classico</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nuovo-logo-per-il-monti-lessini-dop-metodo-classico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 07:50:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Essenziale, iconico, elegante: ecco il logo del Monti Lessini DOP Metodo Classico. Presentato durante le giornate di Vinitaly, il lavoro creativo, firmato dall’agenzia Epico, rimanda all’essenzialità della zona di produzione ed evoca, nei tratti grafici, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Essenziale, iconico, elegante: ecco il logo del Monti Lessini DOP Metodo Classico. Presentato durante le giornate di Vinitaly, il lavoro creativo, firmato dall’agenzia Epico, rimanda all’essenzialità della zona di produzione ed evoca, nei tratti grafici, il vulcano.</em></p>
<p>Il 2026 è un anno molto significativo per la denominazione <strong>Monti Lessini DOP, la sola in Veneto ad essere esclusivamente dedicata alla produzione di spumante metodo classico</strong>. Oltre alla revisione al disciplinare di produzione è stato infatti presentato durante lo scorso Vinitaly anche <strong>il nuovo logo</strong> che da adesso in poi accompagnerà queste sapide bollicine da suolo vulcanico, nate sulle colline tra <strong>Verona e Vicenza</strong>.</p>
<p><strong>Essenziale, iconico, elegante. <a href="https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2026/04/verona-vinitaly-spumante-monti-lessini-doc-adesso-ha-il-suo-marchio-0d10c06a-3193-4dbc-b10c-f464578b2f14.html" target="_blank" rel="noopener">Ecco i tratti distintivi del logo dello spumante Monti Lessini DOP Metodo Classico, un lavoro firmato da Epico, agenzia creativa di Verona, guidata da Luca Rebesani</a>.</strong></p>
<p>Il linguaggio visivo individuato fa riferimento ai canoni del design più rigoroso: quello che non insegue le mode, ma che sceglie la forma essenziale e necessaria, e che proprio per questo rimane nel tempo. Una scelta che conferisce al brand solidità, autorevolezza e capacità di proiettarsi nel futuro senza invecchiare.</p>
<p>Il simbolo è composto da tre elementi in sviluppo verticale, ciascuno portatore di un significato preciso:</p>
<ul>
<li>il <strong>rombo</strong>, alla base, evoca <strong>l&#8217;origine vulcanica dei suoli dei Monti Lessini</strong>: una forma solida, minerale, che radica il brand nella sua matrice geologica più profonda;</li>
<li>la <strong>montagna, al centro, richiama la geografia del territorio</strong>: le alture ai cui piedi crescono i vigneti, l&#8217;elevazione come condizione del carattere del vino e come metafora dell&#8217;eccellenza della DOC;</li>
<li>il <strong>cerchio</strong>, in alto, <strong>ha una doppia valenza</strong>: rappresenta al tempo stesso il <strong>chicco di Durella</strong>, vitigno autoctono e anima del prodotto, e la <strong>bollicina che ne affiora</strong>, il lapillo vulcanico che ne plasma l&#8217;identità.</li>
</ul>
<p><strong>«</strong>Il 2026 è per noi un anno molto importante – ribadisce <strong><a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/430959/" target="_blank" rel="noopener">Gianni Tessari, Presidente del Consorzio Lessini Durello</a> </strong>&#8211; poiché la revisione del disciplinare è giunta a termine e oggi il consumatore può scegliere tra due denominazioni distinte, a cominciare dall’etichetta: la denominazione <strong>“<a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/monti-lessini-dop/" target="_blank" rel="noopener">Monti Lessini</a>” per il solo Metodo Classico</strong>; la denominazione<strong> “Lessini Durello” per il solo Metodo Charmat</strong>. Era quindi necessario creare una differenziazione anche dal punto di vista dell’identità di marchio. Ci siamo posti così una sfida progettuale precisa e ambiziosa: costruire un&#8217;identità di marca forte, autonoma e riconoscibile, capace di posizionarsi nel segmento di fascia alta delle bollicine italiane, convivere con la brand identity già consolidata di Lessini Durello, distinguendosene nettamente, e integrarsi con le identità grafiche delle singole cantine in modo armonico, senza sovrapporsi<strong>»</strong>.</p>
<h4>Una sfida che Epico comunicazione ha colto e sviluppato</h4>
<p><strong>«</strong>Fin da subito – evidenzia <strong>Luca Rebesani, fondatore di Epico</strong> &#8211; abbiamo lavorato per far percepire il Monti Lessini DOC come il gioiello più prezioso di queste colline: l’unica DOC dedicata unicamente al Metodo Classico in tutto il Veneto, espressione di struttura, profondità e capacità di affinamento. Un prodotto per un pubblico consapevole, che cerca nel calice la sintesi tra territorio, vitigno autoctono e metodo produttivo. Da queste considerazioni si è optato per dare alla doc un posizionamento premium da cui far discendere ogni scelta progettuale: estetica, linguaggio, tono, sistema visivo. Nulla è decorativo. Tutto ha un significato preciso<strong>»</strong>.</p>
<div class="entry-content">
<p>Fonte: <a href="https://www.montilessini.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini Lessini Durello</strong></a></p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Vino italiano sotto pressione tra dazi USA e stretta UE</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-italiano-sotto-pressione-tra-dazi-usa-e-stretta-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 07:47:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dazi ed etichette salutiste: vino italiano sotto pressione. I dazi di Trump hanno fatto perdere il 9,2% delle vendite di vino negli Usa (export totale a &#8211; 3,7%). Mercati esteri ed etichette salutiste al centro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dazi ed etichette salutiste: vino italiano sotto pressione. I dazi di Trump hanno fatto perdere il 9,2% delle vendite di vino negli Usa (export totale a &#8211; 3,7%). Mercati esteri ed etichette salutiste al centro del Vinitaly al via domenica.</em></p>
<p><em>Per il prodotto nazionale export giù del 3,7% zavorrato dal -9,2% negli Stati Uniti Al Vinitaly, dal 12 al 15 aprile alla Fiera di Verona, settore in cerca di contromisure</em></p>
<p>Serrare le file e reagire. È questo l’imperativo che si è dato il <strong>mondo del vino italiano dopo un 2025 complesso.</strong></p>
<p>I <a href="https://www.qualivita.it/argomento/dazi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>dazi di Trump</strong></a> hanno fatto perdere il <strong>-9,2% delle vendite negli Stati Uniti</strong> (quasi 180 milioni di euro in meno), principale sbocco per il vino italiano appesantendo così l’intero export (che ha chiuso l’anno a -3,7%), da sempre il driver della crescita del settore. E i dazi non sono l’unica minaccia.</p>
<p>È di ieri la notizia, rilanciata dall’Unione italiana vini, della <strong>richiesta della Commissione Salute a Bruxelles di accelerare sugli health warnings in etichetta</strong> per i prodotti che contengono alcol. Una proposta che non distingue tra vino e superalcolici, tra abuso e consumo moderato e che finirebbe per <a href="https://www.qualivita.it/news/slitta-la-norma-ue-etichette-del-vino-salve-potranno-essere-impiegate-fino-al-30-giugno/" target="_blank" rel="noopener">riportare indicazioni sui rischi per la salute sulle bottiglie di vino</a>, sulla scorta di quanto avviene da anni per i pacchetti di sigarette.</p>
<p><strong> Mercati internazionali e offensive salutiste saranno tra i principali temi al centro del 58mo Vinitaly</strong> (da domenica 12 al 15 aprile a Veronafiere), l’appuntamento clou di un settore, quello del <strong>vino italiano</strong>, che <strong>conta 530mila imprese</strong> (4mila delle quali Giorgio dell’Orefice presenti a Verona), <strong>670mila ettari di vigneto</strong>, <strong>870mila occupati</strong> e un <strong>giro d’affari di 14 miliardi di euro</strong> (che salgono a 31 con l’indotto), <strong>7,78 dei quali realizzati sui mercati esteri</strong>. ù</p>
<p>Senza dimenticare che<strong> Il vino made in Italy</strong> assolve anche altre funzioni forse meno misurabili ma di sicuro impatto. È da sempre un ambasciatore della qualità made in Italy e dello stile di vita italiano mentre la viticoltura svolge anche una <strong>importante funzione di presidio del territorio</strong>. Vigneti coltivati e “pettinati” si possono osservare in ogni regione del Paese e sono ormai un elemento caratterizzante del paesaggio italiano. Una leva, inoltre, di <a href="https://www.qualivita.it/argomento/enoturismo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>forte attrattività considerati i numeri in costante crescita registrati dal turismo nei territori del vino</strong></a>. Non a caso tra le novità di Vinitaly c’è la sezione dedicata all’enoturismo oltre agli spazi dedicati alla mixology e ai vini dealcolati.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.ilsole24ore.com/" target="_blank" rel="noopener">Il Sole 24 Ore</a></strong></p>
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		<title>IG: in etichetta chi produce, ma le scorte restano valide</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ig-in-etichetta-chi-produce-ma-le-scorte-restano-valide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 07:17:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Deroga temporanea per le etichette di DOP e IGP: etichette senza nome del produttore ancora valide fino a esaurimento scorte I prodotti agricoli commercializzati come Indicazione Geografica (le DOP e IGP) ed etichettati prima del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Deroga temporanea per le etichette di DOP e IGP: etichette senza nome del produttore ancora valide fino a esaurimento scorte</em></p>
<p>I <strong>prodotti agricoli commercializzati come Indicazione Geografica</strong> (le DOP e IGP) ed <strong>etichettati prima del 14/5/2026 possono continuare ad essere immessi sul mercato senza rispettare l’obbligo di indicare il nome del produttore o dell’operatore</strong> nello stesso campo visivo della denominazione tutelata e fino all’esaurimento delle scorte esistenti.</p>
<p>Lo prevede la <strong>circolare del ministero dell’agricoltura (Masaf) n. 110473 del 6/3/2026</strong> che recepisce l’obbligo previsto all’articolo 37, paragrafo 5, del regolamento 2024/1143 (il testo quadro europeo in materia di indicazioni geografiche dei prodotti agricoli, dei vini e delle bevande spiritose), così come recentemente modificato dal regolamento 2026/471.</p>
<p><strong>Il provvedimento del Masaf introduce inoltre una specifica disposizione</strong> formulata su richiesta delle associazioni di categoria <strong>che consente lo smaltimento delle etichette già stampate</strong> prima del 14/5/2026, fino ad esaurimento delle scorte e, comunque, fino al prossimo 14 agosto.</p>
<p>Tale deroga però<strong> si applica solo per i prodotti agricoli tutelati dalle indicazioni Dop e Igp</strong> <strong>che circolano sul territorio nazionale</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
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		<title>DOP e IGP: da maggio obbligatorio indicare il produttore in etichetta</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-da-maggio-obbligatorio-indicare-il-produttore-in-etichetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 08:27:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[private label]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stop all’anonimato delle private label: su salumi, formaggi e altri prodotti DOP e IGP dovrà comparire anche il nome di chi li produce davvero in etichetta. Dal 14 maggio 2026 cambia una cosa semplice ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Stop all’anonimato delle private label: su salumi, formaggi e altri prodotti DOP e IGP dovrà comparire anche il nome di chi li produce davvero in etichetta.</em></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/nuove-regole-per-letichettatura-dop-e-igp-obbligo-di-indicare-il-produttore/" target="_blank" rel="noopener">Dal 14 maggio 2026 cambia una cosa semplice ma decisiva</a>: sulle etichette dei prodotti DOP e IGP non basterà più il marchio del supermercato. Accanto alla denominazione infatti dovrà comparire, nello stesso campo visivo, anche quello del produttore. È l’effetto dell’articolo 37 del <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202401143">regolamento UE 2024/1143</a> sulle indicazioni geografiche, chiarito da <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24326">una recente circolare</a> del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF). Una norma che, almeno sulla carta, mette fine a una pratica diffusa: vendere prodotti di qualità certificata dietro l’anonimato della marca del distributore.</p>
<p>La novità è più concreta di quanto sembri. Oggi sugli scaffali troviamo Prosciutto di Parma DOP Esselunga o Gorgonzola DOP Coop, ma il nome di chi quel prodotto lo ha davvero fatto resta spesso nascosto sul retro, scritto in piccolo o sostituito da codici e indirizzi. Dal 2026 non sarà più possibile. <strong>Nello stesso spazio visivo della denominazione dovrà comparire il nome del produttore o dell’operatore responsabile</strong>. Tradotto: la vaschetta di prosciutto o il pezzo di formaggio potrebbero cambiare volto, rivelando finalmente chi c’è dietro.</p>
<h4>Salumi, formaggi e non solo…</h4>
<p><strong>Nel caso dei salumi DOP e IGP il cambiamento è immediato e facilmente comprensibile</strong>. Dietro molte <strong>private label della GDO</strong> operano gruppi ben noti come Citterio, Beretta e Rovagnati. Aziende che vendono anche con il proprio marchio, ma che sono fornitori della grande distribuzione. Finora il loro nome poteva restare in secondo piano. Con la nuova norma, dovrà comparire accanto alla denominazione. Per alcune denominazioni tuttavia era già prassi indicare il nome del produttore nella parte frontale della confezione, in particolare il Prosciutto di Parma e la Mortadella di Bologna.</p>
<p><strong>Il caso dei formaggi</strong> è ancora più emblematico. Qui il marchio del produttore sparisce spesso del tutto dietro quello del supermercato. Eppure dietro un Gorgonzola o un Provolone venduto a marchio Coop o Conad possono esserci realtà industriali ben riconoscibili come Igor, Galbani, Auricchio, Zanetti e Latteria Soresina. Con le nuove regole, questi nomi torneranno in primo piano.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<a href="https://ilfattoalimentare.it/dop-igp-etichette-trasparenti.html" target="_blank" rel="noopener"> Il Fatto Alimentare.it</a></p>
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		<title>Nuove regole per l’etichettatura DOP e IGP: obbligo di indicare il produttore</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nuove-regole-per-letichettatura-dop-e-igp-obbligo-di-indicare-il-produttore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 15:11:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[regolamentoIG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nuova circolare del Ministero riguarda l&#8217;applicazione dell’articolo 37 del Regolamento UE 2024/1143 sull’etichettatura delle Indicazioni Geografiche. Le nuove regole europee rafforzano la tracciabilità delle filiere IG. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La nuova circolare del Ministero riguarda l&#8217;applicazione dell’articolo 37 del Regolamento UE 2024/1143 sull’etichettatura delle</em> <em>Indicazioni Geografiche. Le nuove regole europee rafforzano la tracciabilità delle filiere IG.</em></p>
<p>Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha dato applicazione alle nuove <strong>regole europee per l’etichettatura dei prodotti DOP e IGP</strong> con una circolare pubblicata il 6 marzo 2026. Il documento fornisce indicazioni operative sull’adozione dell’articolo 37 del Regolamento UE 2024/1143, introducendo un nuovo obbligo di trasparenza: il <strong>nome del produttore</strong> <strong>o dell’operatore responsabil</strong>e dovrà comparire in <strong>etichetta</strong> accanto all’indicazione geografica del prodotto.</p>
<div  class='avia-button-wrap avia-button-center  avia-builder-el-0  avia-builder-el-no-sibling ' ><a href='https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/03/Circolare_etichettatura_prodotti_agricoli_DOP_e_IG_260306_145414-1.pdf'  class='avia-button   avia-icon_select-no avia-color-dark avia-size-medium avia-position-center '  target="_blank"   ><span class='avia_iconbox_title' >VISUALIZZA LA CIRCOLARE</span></a></div>
<p>In particolare, il nome del produttore o dell’operatore dovrà essere indicato nello stesso <strong>campo visivo dell’Indicazione Geografica</strong> (DOP o IGP), cioè in un’area dell’etichetta leggibile da un unico punto di vista senza dover ruotare la confezione. L’indicazione può comparire anche nella retro-etichetta, purché sia visibile insieme alla denominazione geografica almeno una volta.</p>
<p>La normativa precisa inoltre che, nel caso di prodotti realizzati da <strong>più produttori</strong>, può essere indicato un solo soggetto, generalmente quello responsabile della fase produttiva che conferisce al prodotto le sue caratteristiche essenziali. Non è invece sufficiente indicare soltanto il <strong>marchio commerciale</strong> se questo non coincide con la ragione sociale del produttore o dell’operatore.</p>
<p>È prevista una<strong> fase transitoria</strong>: i prodotti DOP e IGP già etichettati prima del 14 maggio 2026 potranno essere commercializzati fino a esaurimento delle scorte anche senza rispettare il nuovo obbligo.</p>
<p>La misura mira a rafforzare <strong>tracciabilità</strong> e <strong>trasparenza</strong> nelle filiere delle Indicazioni Geografiche, facilitando per i consumatori l’identificazione del soggetto responsabile della produzione.</p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
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		<title>Etichettatura dei prodotti agricoli DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/etichettatura-dei-prodotti-agricoli-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 07:58:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?post_type=normativa&#038;p=515703</guid>

					<description><![CDATA[<p>ITALIA &#8211; Circolare sull&#8217;obbligo di indicazione del nome del produttore o dell&#8217;operatore nell&#8217;etichettatura dei prodotti agricoli DOP e IGP &#8211; Art. 37, par. 5, reg. (UE) 2024/1143. Pubblicata la circolare prot. n. 110473 del 06/03/2026 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ITALIA &#8211; Circolare sull&#8217;obbligo di indicazione del nome del produttore o dell&#8217;operatore nell&#8217;etichettatura dei prodotti agricoli DOP e IGP &#8211; Art. 37, par. 5, reg. (UE) 2024/1143.<br />
Pubblicata la circolare prot. n. 110473 del 06/03/2026 relativa all&#8217;obbligo di indicazione, nell&#8217;etichettatura dei prodotti agricoli DOP e IGP, del nome del produttore o dell&#8217;operatore nello stesso campo visivo dell&#8217;indicazione geografica, previsto dall&#8217;articolo 37, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2024/1143.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24326" target="_blank" rel="noopener">www.masaf.gov.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/etichettatura-dei-prodotti-agricoli-dop-e-igp/">Etichettatura dei prodotti agricoli DOP e IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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