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	<title>Energia green &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Jul 2026 08:03:27 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Energia green &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Rinnovabili, il “no” del Consorzio Vini Suvereto e Val di Cornia: “profonde ricadute sul paesaggio”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Ma non è un “no” alla sostenibilità”, dice il presidente del Consorzio Vini Suvereto e Val di Cornia, Daniele Petricci, chiedendo che sia la Regione Toscana ad individuare i territori idonei Energie rinnovabili e tutela [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Ma non è un “no” alla sostenibilità”, dice il presidente del Consorzio Vini Suvereto e Val di Cornia, Daniele Petricci, chiedendo che sia la Regione Toscana ad individuare i territori idonei</em></p>
<p><strong>Energie rinnovabili e tutela del paesaggio, un binomio che non sembra sia sempre facile da far convivere e dove, a volte, “alza la voce” anche il mondo del vino</strong> che, pur non chiudendo le porte alle nuove tecnologie e alla transizione energetica, rivendica la bellezza di un paesaggio da difendere, “modellato” anche dalla viticoltura, oltre alla tutela della produzione.</p>
<p>Un caso salito recentemente alla ribalta è quello di<strong> Suvereto, in Toscana. </strong>Sul tema<strong> si è espresso anche il Consorzio dei Vini Suvereto e Val di Cornia che ha parlato di “forte preoccupazione per le progettualità legate alla produzione e gestione di energia elettrica da fonti rinnovabili </strong>che vorrebbero trovare spazio nell’area.</p>
<p>Un sistema così articolato e diffuso da avere &#8211; ad avviso dell’ente di tutela &#8211; <strong>profonde ricadute sul paesaggio, sulla destinazione agricola dei luoghi e sulla tenuta dell’identità territoriale</strong>.</p>
<p>Pur <strong>ribadendo la piena adesione ai presupposti della transizione energetica verso fonti rinnovabili, il Consorzio chiede, dunque, un più risoluto intervento regionale, volto a governare la transizione energetica</strong> nel rispetto del proprio territorio”.</p>
<p><strong>Daniele Petricci, presidente Consorzio Vini Suvereto e Val di Cornia</strong>, ha affermato che “il recente progetto di installazione di un Bess da 100 Mw a Suvereto <strong>rischia di essere solo il primo di una serie di graffi a un territorio che negli ultimi 40 anni si è immaginato un futuro diverso da quello industriale, fatto di tutela e valorizzazione delle proprie bellezze paesaggistiche e produzioni agricole di qualità”. </strong></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/rinnovabili-il-no-del-consorzio-vini-suvereto-e-val-di-cornia-profonde-ricadute-sul-paesaggio_596468/" target="_blank" rel="noopener">Wine News.it</a></p>
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		<title>Le DOP come argine giuridico agli impianti energetici che minacciano il paesaggio e l’agricoltura</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/le-dop-come-argine-giuridico-agli-impianti-energetici-che-minacciano-il-paesaggio-e-lagricoltura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 13:57:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il TAR Veneto riconosce la centralità dell’Aglio Bianco Polesano DOP nel definire l’identità e il valore del territorio di origine. Una decisione che attribuisce rilievo culturale e giuridico alle Indicazioni Geografiche dell’agroalimentare. Editoriale di Mauro [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il TAR Veneto riconosce la centralità dell’Aglio Bianco Polesano DOP nel definire l’identità e il valore del territorio di origine. Una decisione che attribuisce rilievo culturale e giuridico alle Indicazioni Geografiche dell’agroalimentare.</em></p>
<blockquote><p><strong>Editoriale di Mauro Rosati</strong></p></blockquote>
<p>Ad aprile 2026 il TAR Veneto ha annullato l’autorizzazione regionale relativa all’impianto di biometano previsto a Sarzano, nel comune di Rovigo, riconoscendo che la presenza dell’<a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/aglio-bianco-polesano-dop/" target="_blank" rel="noopener">Aglio Bianco Polesano DOP</a> non è un elemento neutrale, ma parte integrante dell’ecosistema economico, agricolo e culturale del territorio. Una produzione DOP, per sua natura, non è delocalizzabile: vive del legame con il luogo che la genera, con la sua storia produttiva, con il paesaggio e con la comunità che la custodisce.</p>
<p>La decisione rappresenta un passaggio significativo per il <a href="https://www.agliodop.eu/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di tutela dell’Aglio Bianco Polesano DOP</a> e per il suo presidente Massimo Tovo, impegnati nella difesa di un territorio in cui la qualità agroalimentare non è soltanto un valore economico, ma anche un presidio culturale e identitario.</p>
<p>Negli ultimi anni diversi consorzi di tutela italiani si sono opposti a progetti energetici ritenuti incompatibili con i territori delle denominazioni. È accaduto, ad esempio, con il <a href="https://www.qualivita.it/news/eolico-nel-territorio-del-primitivo-di-manduria-dop-il-consorzio-servono-scelte-piu-equilibrate/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria DOC</a>, contrario a un impianto eolico in Puglia ritenuto potenzialmente lesivo del paesaggio e dell’identità locale, e con il <a href="https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-suvereto-e-val-di-cornia-si-schiera-a-difesa-del-terroir/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vini Suvereto e Val di Cornia, in Toscana</strong></a>, contro un grande parco solare capace di ridisegnare profondamente il volto dell’area, incidendo sulla sua vocazione agricola, turistica e paesaggistica.</p>
<h4>Le Indicazioni Geografiche non sono spazi agricoli neutri</h4>
<p>La sentenza del TAR Veneto sull’impianto di biometano previsto a Rovigo rappresenta un passaggio importante nel percorso di maturazione giuridica e culturale del sistema italiano delle Indicazioni Geografiche. Non tanto per l’esito relativo all’impianto energetico, tema sul quale il dibattito resta aperto e complesso, quanto per il principio che afferma: i territori delle DOP e delle IGP non sono semplici superfici agricole disponibili a qualunque trasformazione.</p>
<p>Sono ecosistemi economici, culturali e sociali costruiti nel tempo attraverso regole condivise, investimenti collettivi, reputazione, paesaggio, biodiversità e comunità produttive.</p>
<p>Il TAR afferma infatti che, in presenza di produzioni DOP, non basta verificare la sola compatibilità urbanistica o tecnica di un impianto. Occorre valutare se l’intervento possa compromettere o interferire con le finalità di tutela e valorizzazione delle produzioni agroalimentari di qualità, nonché con le tradizioni agroalimentari locali previste dalla normativa nazionale. È un punto decisivo.</p>
<p>Per molti anni il sistema delle DOP e delle IGP è stato interpretato quasi esclusivamente come una disciplina commerciale o produttiva: uno strumento utile a certificare un prodotto, proteggerne il nome e garantirne l’origine. Oggi, però, questa visione appare insufficiente.</p>
<p>Le Indicazioni Geografiche sono diventate qualcosa di più profondo: infrastrutture territoriali che organizzano il rapporto tra economia, ambiente e identità locale.</p>
<p>La sentenza coglie esattamente questo aspetto. Il giudice non si limita a rilevare che nell’area esiste una produzione DOP, ma riconosce che la presenza dell’Aglio Bianco Polesano DOP contribuisce a definire la natura stessa del territorio. Non conta soltanto il singolo appezzamento interessato dall’impianto. Conta il contesto agricolo complessivo, il sistema produttivo, il paesaggio rurale, la funzione reputazionale dell’area.</p>
<p>È un passaggio culturale prima ancora che giuridico: significa riconoscere che le DOP non sono semplici marchi sovrapposti ai territori, ma elementi che, nel tempo, contribuiscono a modellare il territorio stesso.</p>
<h4>Transizione energetica e tutela delle DOP: serve un’istruttoria adeguata</h4>
<p>Naturalmente la sentenza non introduce alcun divieto assoluto rispetto agli impianti energetici nelle aree agricole interessate da produzioni DOP. Sarebbe una lettura sbagliata e ideologica, soprattutto di fronte a una priorità strategica come la transizione energetica, che richiede equilibrio, pianificazione e capacità di leggere la complessità dei territori.</p>
<p>Ed è proprio qui che emerge il punto centrale della decisione del TAR: l’obbligo di un’istruttoria adeguata.</p>
<p>Non è sufficiente autorizzare un intervento considerando esclusivamente gli aspetti tecnici dell’impianto. Bisogna comprendere se quell’opera possa alterare equilibri agricoli consolidati, interferire con produzioni di qualità o incidere sul valore identitario e competitivo di un territorio costruito in decenni di investimenti collettivi.</p>
<p>In fondo, è lo stesso principio che sta emergendo con sempre maggiore chiarezza anche a livello europeo. Il Regolamento (UE) 2024/1143 sulle Indicazioni Geografiche rafforza il legame tra IG, sostenibilità, ruolo dei gruppi di produttori, turismo e sviluppo territoriale. La decisione del TAR Veneto si inserisce in questa evoluzione culturale, che supera la semplice protezione del nome per affermare la tutela di un sistema territoriale complesso.</p>
<p>Per il mondo delle DOP e delle IGP italiane è un segnale importante. Non perché attribuisca una sorta di primato assoluto alle produzioni certificate, ma perché riconosce che esiste un interesse pubblico legato ai territori delle Indicazioni Geografiche: un interesse che merita valutazioni approfondite, equilibrio e responsabilità.</p>
<p>Per anni abbiamo raccontato le DOP come patrimonio economico. Oggi, forse, dobbiamo iniziare a considerarle sempre più come infrastrutture civili dei territori italiani.</p>
<p>Questa sentenza apre una strada nuova per la tutela delle Indicazioni Geografiche: una tutela che non si gioca soltanto sugli scaffali, nei ristoranti o sulle piattaforme digitali, ma parte dal territorio.</p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/20260513_Editoriale_Le-DOP-come-argine-giuridico.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;EDITORIALE</a></p>
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		<title>Governo: intesa sui terreni per il fotovoltaico. Un commissario per il granchio blu</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/governo-intesa-sui-terreni-per-il-fotovoltaico-un-commissario-per-il-granchio-blu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2024 07:46:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fino all&#8217;ultimo nessuna certezza sulle misure per lo stop all&#8217;installazione degli impianti fotovoltaici sui terreni agricoli. Sostegni per numerose filiere in difficoltà. [&#8230;] A riassumere l&#8217;accordo per l&#8217;istallazione dei pannelli fotovoltaici è il ministro Lollobrigida: [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Fino all&#8217;ultimo nessuna certezza sulle misure per lo stop all&#8217;installazione degli impianti fotovoltaici sui terreni agricoli. Sostegni per numerose filiere in difficoltà.<br />
</em></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>A riassumere l&#8217;accordo per l&#8217;istallazione dei pannelli fotovoltaici è il ministro <strong>Lollobrigida</strong>: <em>«Poniamo fine all`installazione selvaggia di fotovoltaico a terra, interveniamo con pragmatismo salvaguardando alcune aree. Lo Stato considera i terreni agricoli produttivi un bene prezioso con delle agevolazioni importanti, ma se ci vuoi mettere i panelli fotovoltaici stai cambiando la destinazione d`uso e non riteniamo che questa prassi debba continuare. Abbiamo scelto di limitare ai terreni produttivi questo divieto», per esempio nelle «aree intorno alle cave e alle miniere si potrà continuare a produrre energia»</em>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Tra i sostegni figurano anche lo stanziamento di 10 milioni annui in più per il <strong>Fondo per la sovranità alimentare</strong> e i 20 milioni per la lotta contro la <strong>peste suina africana</strong> (per abbattere i suini e i cinghiali colpiti dalla malattia, oltre che per il controllo della fauna selvatica, è previsto l`impiego di un contingente di 177 militari).</p>
<p>Il provvedimento stanzia poi 12 milioni in favore delle attività dell`acquacoltura danneggiate dal <strong>granchio blu</strong>, in questa ottica il governo istituisce un commissario straordinario ad hoc.</p>
<p>Ritoccato, con l`aggiunta di 2 milioni, anche il fondo destinato alle aziende colpite dalla moria del <strong>kiwi</strong>, altri 10 milioni sono in arrivo per combattere la <strong>peronospora</strong> e 20 milioni andranno alle imprese <strong>cerealicole</strong> e del grano duro.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere della Sera</strong></p>
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		<title>Agrivoltaico, in arrivo incentivi per 1,1 miliardi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/agrivoltaico-in-arrivo-incentivi-per-11-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2024 08:22:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia green]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo rurale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caso della Sicilia, dove un decreto vuole proteggere le eccellenze dell&#8217;isola. Si attendono le regole operative per l&#8217;uso dei fondi provenienti dal PNRR. &#8220;Scopriremo tra pochi giorni se l&#8217;agrivoltaico avrà successo, quando saranno approvatele [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il caso della Sicilia, dove un decreto vuole proteggere le eccellenze dell&#8217;isola.</em></p>
<p><em>Si attendono le regole operative per l&#8217;uso dei fondi provenienti dal PNRR.</em></p>
<p>&#8220;Scopriremo tra pochi giorni se l&#8217;agrivoltaico avrà successo, quando saranno approvatele regole operative che dovranno disciplinare le modalità e le tempistiche di riconoscimento degli incentivi&#8221;.</p>
<p><strong> Rolando Roberto</strong>, vicepresidente di Italia Solare e co-coordinatore del gruppo di lavoro sull&#8217;agrivoltaico, fa riferimento ai <strong>fondi per 1,1 miliardi</strong>, provenienti dal <strong>PNRR</strong>, che il decreto dedicato del ministero dell&#8217;Ambiente mette sul piatto per la costruzione di 1,04 GW di impianti agrivoltaici avanzati entro il 30 giugno 2026, in cui coesistano la produzione di energia solare, con pannelli rialzati, e, sotto, l`attività agricola.</p>
<p>&#8220;Ci sono requisiti tecnici, come un`altezza minima da terra di 1,3 metri per l&#8217;allevamento odi 2,1 per l`agricoltura. Sono impianti con un costo più elevato, sia come investimenti iniziale che come manutenzione. Quelli esistenti sono al momento di natura sperimentale, in Italia come in Francia, USA, Germania, Giappone. Non c&#8217;è ancora uno storico completo se non per poche colture specifiche. Potrebbero costare dal 20-30% fino al 50-60% in più. Con il fondamentale accordo tra la parte agronomica e quella tecnico-elettrica&#8221;.</p>
<p>Roberto riflette anche sull&#8217;impatto sul mondo agricolo: &#8220;Se un agricoltore è piccolo, e non ha capacità finanziaria, possibilità di prestare garanzie, non riuscirà a realizzare questi impianti: è più facile che si affianchi a un partner industriale che possa far fronte agli aspetti economici e di rischio d`impresa. Chi invece se lo può permettere, le aziende agricole più strutturate, potrà beneficiare direttamente di questa Miziativa,+ differenziando il reddito agricolo con la vendita di energia&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<item>
		<title>Rinnovabili, risparmi record per 3.700 imprese energivore</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/rinnovabili-risparmi-record-per-3-700-imprese-energivore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Conti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2023 07:41:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[Energia green]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono lo 0,4% delle aziende italiane sono energivore, ma impiegano 45omila addetti e rappresentano un quinto dei consumi energetici nazionali. Report Cerved: stipulare un contratto di acquisto a lungo termine di energia verde (Ppa) permetterebbe [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sono lo 0,4% delle aziende italiane sono energivore, ma impiegano 45omila addetti e rappresentano un quinto dei consumi energetici nazionali. Report Cerved: stipulare un contratto di acquisto a lungo termine di energia verde (Ppa) permetterebbe di spendere 2,6 miliardi di euro in meno tre anni.</em></p>
<p>Uno strumento vantaggioso per le <strong>imprese</strong>,  dal punto divista economico e di rating. Un volano per la diffusione delle rinnovabili. Un meccanismo di &#8220;assicurazione&#8221; per chi realizza l`impianto, che così si garantisce un compratore dell`energia a un prezzo sufficiente a ripagarsi l&#8217;investimento e ottenere un profitto. Sono triplici i vantaggi dei Ppa (Power purchas e agreement), contratti di acquisto a lungo termine di energia elettrica rinnovabile a un prezzo definito.</p>
<p>Secondo stime di <strong>Cerved</strong>, che il Sole 24 Ore del lunedì è in grado di anticipare, se le 3.715 imprese energivore italiane &#8211; che consumano da almeno GWh all&#8217;anno fino a oltre 100 &#8211; sottoscrivessero un Ppa, potrebbero risparmiare oltre 2,6 miliardi di euro nei prossimi tre anni se il costo dell&#8217;energia si stabilizzasse e quattro miliardi se continuasse a salire(si veda il grafico in alto per i tre scenari in base ai possibili trend del prezzo dell&#8217;energia al 2025).</p>
<p><em>&#8220;Abbiamo stimato il totale dei consumi energetici di tutte le imprese energivore italiane in 56.1 terawattora, tenendo conto di una serie di parametri &#8211; come le dimensioni e la quota assorbitile dal fotovoltaico di ciascun settore -, abbiamo calcolato che il 17,5%, ovvero 9,3 TWh, potrebbe essere approvvigionato tramite Ppa&#8221;</em>, spiega <strong>Andrea Mignanelli</strong>, amministratore delegato di Cerved.</p>
<p>L&#8217;identikit delle imprese: le<strong> aziende energivore</strong> rappresentano lo o,4% delle imprese italiane, ma generano 40 miliardi di valore aggiunto (6%), impiegano quasi 45omila addetti e rappresentano un quinto dei consumi energetici nazionali (18%).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<strong> Il Sole 24 Ore</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/07/sole-24.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/rinnovabili-risparmi-record-per-3-700-imprese-energivore/">Rinnovabili, risparmi record per 3.700 imprese energivore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Agrifotovoltaico, allarme Coldiretti: 100mila ettari di campi a rischio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/agrifotovoltaico-allarme-coldiretti-100mila-ettari-di-campi-a-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 08:47:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia green]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo rurale]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Enogastronomico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È la stima dell`associazione che segnala la Puglia tra le regioni più esposte. Il presidente Prandini ha visto il ministro Pichetto Fratin per porre il tema. A Guagnano, in provincia di Lecce, le vigne di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>È la stima dell`associazione che segnala la Puglia tra le regioni più esposte. Il presidente Prandini ha visto il ministro Pichetto Fratin per porre il tema.</em></p>
<p>A Guagnano, in provincia di Lecce, le vigne di Gianni Cantele il fotovoltaico se lo sono ritrovato fino sotto alle porte. <strong>Là dove finisce l`uva, cominciano i pannelli</strong>. Con buona pace di chi vorrebbe <strong>sviluppare il turismo del vino</strong>. «Le intenzioni sono buone &#8211; racconta &#8211; ma il risultato è che decine di ettari di terra agricola sono stati venduti a società straniere che hanno riempito i campi di pannelli fotovoltaici. Non solo quelli incolti, anche quelli a seminativi. Anche io ho 100 KWh di pannelli, mali ho messi sui tetti, non nelle vigne».</p>
<p><strong>In Puglia il 75% degli impianti fotovoltaici è a terra</strong>, contro una media nazionale del 42%, con <strong>effetti negativi sul consumo di suolo</strong>. La Coldiretti è preoccupata: qualche giorno fa il suo presidente, <strong>Ettore Prandini, ha incontrato il ministro dell`Ambiente Gilberto Pichetto Fratin</strong> per ribadire la necessità di salvaguardare le campagne <strong>fermando le speculazioni e il consumo di suolo.</strong> <strong>L`associazione è favorevole allo sviluppo delle energie rinnovabili, purché sostenibile</strong>: i pannelli, cioè,vanno bene sui tetti delle aziende e delle stalle, o anche in una parte dei campi a debita altezza dal suolo &#8211; il cosidetto <strong>agrifotovoltaico</strong> &#8211; ma non a terra, a rubare spazio alle colture.</p>
<p>Ma quanto è grande il rischio di consumo di suolo in Italia? <strong>Secondo la Coldiretti, in pericolo ci sono 100mila ettari di terra arabile.</strong></p>
<p><strong>La Puglia è tra le regioni più esposte</strong>, ma non è l`unica. Nella Val di Noto, un angolo di Sicilia famoso per l`arte ma anche per le coltivazioni di mandorle, di Pomodoro Pachino IGP, di olio e di Limone di Siracusa IGP, un anno e mezzo fa è sbarcato il progetto della Limes Renewables per <strong>ricoprire con i pannelli solari a terra 180 ettari di terreni agricoli</strong>. «Ci siamo opposti per le vie legali &#8211; racconta Calogero Fasulo, direttore di Coldiretti Siracusa &#8211; e a ottobre abbiamo ottenuto un`ordinanza della tribunale amministrativo regionale che bloccava tutto».</p>
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<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Sostenibilità, Bertinelli: &#8220;Parmigiano Reggiano, il marchio come garanzia della filiera&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2021 07:42:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[Energia green]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sostenibilità, energia green e benessere animale: il marchio Parmigiano Reggiano come garanzia della filiera. La sostenibilità è un valore aziendale imprescindibile anche per la realizzazione di un ottimo prodotto, a maggior ragione quando, come nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sostenibilità, energia green e benessere animale: il marchio Parmigiano Reggiano come garanzia della filiera.</em></p>
<p>La <strong>sostenibilità</strong> è un valore aziendale imprescindibile anche per la realizzazione di un ottimo prodotto, a maggior ragione quando, come nel caso del <strong>Parmigiano Reggiano</strong>, si tratta di un <strong>marchio DOP</strong> e di un simbolo di tradizione territoriale.</p>
<p>«<em>Non deve essere solo il formaggio più buono, ma che rappresenta i migliori ideali</em> &#8211; spiega Nicola Bertinelli, presidente del <a href="https://www.parmigianoreggiano.com/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio del Parmigiano Reggiano</a> -. <em>Sostenibilità e rispetto per gli animali sono da sempre parte del nostro patrimonio genetico».</em></p>
<p>E dall&#8217;esigenza di metterli in luce che nasce la volontà di diventare cabina di regia per tutta la filiera produttiva, di cui fanno parte ben 2.520 produttori di latte, 3o7 caseifici, 15 operatori che trasformano le forme di formaggio in prodotti derivati e infine i retailer.</p>
<p>L&#8217;obiettivo del consorzio è fare in modo che il <strong>consumo energetico</strong> della filiera sia pari a zero, con l&#8217;ambizione di arrivare a una quantità di energia prodotta, rigorosamente in maniera green, maggiore di quella utilizzata.</p>
<p>Dopo aver stabilito un manifesto che fosse una presa di responsabilità nei confronti dell&#8217;ambiente e dei cittadini consumatori, il consorzio ha deliberato un progetto pluriennale di 12 milioni di euro per permettere agli allevatori di raggiungere il livello di<strong> benessere animale</strong> ritenuto necessario dal consorzio stesso.</p>
<p>Il presidente Bertinelli continua: <em>«2,5 milioni sono già stati disposti per migliorare gli stabilimenti. Stiamo lavorando per convertire i tetti delle stalle in parchi fotovoltaici</em>».</p>
<p>Uno dei tanti obiettivi che il consorzio, anche grazie all&#8217;impiego delle risorse riservate all&#8217;agricoltura nel Pnrr, ha intenzione di realizzare, portando a casa importanti risultati entro il 2024.</p>
<p><em>«Stiamo puntando anche all&#8217;utilizzo di deiezioni dei bovini per la produzione di biometano liquido &#8211; racconta Bertinelli &#8211; e abbiamo avviato uno studio di ricerca per produrre packaging alternativi alla plastica, biocompostabili»</em>.</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere della Sera</strong><br />
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