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	<title>#DopEconomy &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Jul 2026 09:41:22 +0000</lastBuildDate>
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	<title>#DopEconomy &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<item>
		<title>Cala l&#8217;export dei vini Dop europei nel primo quadrimestre, Italia -6,2%</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cala-lexport-dei-vini-dop-europei-nel-primo-quadrimestre-italia-62/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:21:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nomisma Wine Monitor sui vini Dop europei, perdite limitate per bianchi e spumanti giù molti rossi. Nessuno dei principali paesi esportatori di vini Dop europei chiude in positivo il primo quadrimestre 2026. Secondo il nuovo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nomisma Wine Monitor sui vini Dop europei, perdite limitate per bianchi e spumanti giù molti rossi.</em></p>
<p>Nessuno dei principali paesi esportatori di vini Dop europei chiude in positivo il primo quadrimestre 2026.</p>
<p>Secondo il nuovo Report di Nomisma Wine Monitor, rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente l&#8217;Italia perde il 6,2% a valore, la Francia il 3,4%, la Germania il 5,5%. Peggio di tutti la Spagna, con un -8,5%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Tra le singole denominazioni, partendo dagli spumanti, lo Champagne chiude i primi quattro mesi con volumi in crescita del 3%, ma il vero exploit è dei Cremant francesi con +19,4%. In Italia il <strong>Prosecco</strong> tiene, con un calo dello 0,8% nei volumi; l&#8217;<strong>Asti</strong> <strong>DOP</strong> prova invece il rimbalzo (+1% a volume) dopo un 2025 difficile, puntando anche sulla Cina, dove gli spumanti restano una nicchia ma crescono nei consumi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>In <strong>Italia</strong> reggono <strong>Sicilia</strong> e <strong>Toscana</strong>, con l&#8217;export a valore rispettivamente a +2,8% e +3,3%. Segno negativo invece per il Riesling della Mosella, che crolla dell&#8217;11%, e per i bianchi veneti con quasi -4% sul quadrimestre dello scorso anno. Nel capitolo dei rossi, il più critico, gli aumenti sono minimi. La Borgogna si salva anche qui, con l&#8217;export a valore con quasi +3%, ma a fronte di un calo nei volumi della stessa entità.</p>
<p>Continua la crisi di Bordeaux che nei rossi segna -19% a valore e -8% a volume. Anche i<strong> rossi Dop italiani</strong> non brillano: Toscana e Veneto perdono oltre il 10% a valore, mentre il Piemonte contiene i danni (-2,5%) e cresce addirittura del 9% a volume.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino/2026/07/29/cala-lexport-dei-vini-dop-europei-nel-primo-quadrimestre-italia_574d29f3-49af-4225-b374-39fa3cb3797d.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ansa.it</strong></a></p>
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		<title>[Cervia] Presentazione del Libro &#8220;La filosofia della Dop economy&#8221; di Mauro Rosati</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cervia-presentazione-del-libro-la-filosofia-della-dop-economy-di-mauro-rosati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#TourPresentazioneLibro2026]]></category>
		<category><![CDATA[Agenda Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 28 agosto 2026, sarà presentato il libro “La filosofia della Dop economy” di Mauro Rosati, edito da Treccani. Il 28 agosto 2026 il Comune di Cervia, in occasione della 12° edizione di CerviaGustaLibro, ospiterà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cervia-presentazione-del-libro-la-filosofia-della-dop-economy-di-mauro-rosati/">[Cervia] Presentazione del Libro &#8220;La filosofia della Dop economy&#8221; di Mauro Rosati</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 28 agosto 2026, sarà presentato il libro “La filosofia della Dop economy” di Mauro Rosati, edito da Treccani.</em></p>
<p>Il 28 agosto 2026 il Comune di Cervia, in occasione della 12° edizione di <em>CerviaGustaLibro</em>, ospiterà la presentazione del volume <em><strong>La filosofia della Dop economy</strong></em> di Mauro Rosati, edito da Treccani e realizzato in collaborazione con <strong>Fondazione Qualivita</strong> e <strong>Origin Italia</strong>. Un dialogo sul modello della Dop economy e sul valore delle Indicazioni Geografiche.</p>
<p>(*) Programma in aggiornamento</p>
<h3 style="text-align: center;">PROGRAMMA*<br />
28 agosto 2026</h3>
<h4 style="text-align: center;">Cervia (RA)</h4>
<h4 style="text-align: center;">Presentazione del libro</h4>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><em>La filosofia della Dop economy</em></span><br />
<strong>Mauro Rosati</strong>, Direttore Qualivita</p>
<p style="text-align: left;"><em>*Programma in fase di definizione</em></p>
<blockquote>
<h4><a href="https://www.qualivita.it/la-filosofia-della-dop-economy/" target="_blank" rel="noopener">LA FILOSOFIA DELLA DOP ECONOMY</a></h4>
<p><strong><em>Come il cibo di qualità può generare cultura, comunità e futuro</em></strong></p>
<p>Il libro propone una lettura organica del sistema agroalimentare italiano, evidenziando il ruolo delle Indicazioni Geografiche come strumenti capaci di connettere economia, territorio, cultura e istituzioni. Attraverso un percorso che intreccia analisi, territori ed esperienze concrete, il volume restituisce il valore delle DOP e IGP come patrimonio produttivo e culturale del Paese. Un contributo alla riflessione sul modello italiano della qualità, letto come espressione di identità, responsabilità e visione del futuro.</p></blockquote>
<p>Fonte: <strong>Comune di Cervia </strong></p>
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		<item>
		<title>Culatello di Zibello DOP, il preaffettato traina il primo semestre 2026: crescono dell&#8217;8,2% le vaschette sul mercato</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/culatello-di-zibello-dop-il-preaffettato-traina-il-primo-semestre-2026-crescono-dell82-le-vaschette-immesse-sul-mercato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 07:29:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da gennaio a giugno sono state 527.457 le confezioni di Culatello di Zibello DOP prodotte, con 17.789 culatelli destinati al preaffettato (+10% rispetto allo stesso periodo del 2025). Il preaffettato si conferma il motore della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Da gennaio a giugno sono state 527.457 le confezioni di Culatello di Zibello DOP prodotte, con 17.789 culatelli destinati al preaffettato (+10% rispetto allo stesso periodo del 2025).</em></p>
<p>Il preaffettato si conferma il motore della crescita del Culatello di Zibello Dop. Nei <strong>primi sei mesi</strong> del 2026 il Consorzio di Tutela ha immesso sul mercato <strong>527.457 vaschette</strong>, con un incremento dell&#8217;<strong>8,2%</strong> <strong>rispetto alle 487.628</strong> dello stesso periodo dell&#8217;anno scorso. In crescita anche il numero di culatelli destinati alla specifica lavorazione, saliti da 16.178 a <strong>17.789 (+10%)</strong>: una quota che rappresenta <strong>oggi il 41,7% dell&#8217;intera produzione</strong> della Dop, <strong>contro il 36,8%</strong> del primo semestre 2025. I culatelli totali avviati alla produzione nel semestre sono stati invece 42.661, in leggera flessione (-3%) rispetto ai primi sei mesi dell&#8217;anno scorso, che avevano però fatto registrare un balzo del +12,8%.</p>
<p>Numeri che confermano il consolidamento di un comparto in continua espansione. Nel 2025 il Consorzio aveva immesso sul mercato 1,06 milioni di vaschette destinando al preaffettato 34.392 culatelli, pari al 41,5% dell&#8217;intero volume, per un fatturato al comparto superiore ai 12 milioni di euro. Una crescita che assume ancora più valore se si guarda al decennio: nel <strong>2015 la produzione</strong> destinata all&#8217;affettato era ferma al 4,6% del totale, con <strong>71mila vaschette prodotte</strong>.</p>
<p>Il Consorzio – che riunisce tutti e 20 i produttori della Dop, realizzata in soli sette comuni della Bassa Parmense – prosegue intanto nelle attività di promozione. Lo scorso <strong>18 luglio il &#8216;Re dei salumi&#8217; è stato protagonista di Tramonto DiVino</strong>, il roadshow del gusto dell&#8217;Emilia-Romagna che sposa i vini regionali con le Dop e Igp più pregiate del territorio, nella tappa di Riccione che ha totalizzato <strong>600 presenze</strong>. Un appuntamento che ha rinnovato la collaborazione con le altre eccellenze regionali e confermato la capacità della manifestazione, promossa dalla Regione Emilia-Romagna, di fare sistema tra le produzioni agroalimentari di qualità.</p>
<p><strong>Romeo Gualerzi</strong>, presidente del Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello Dop: <em>«I dati del primo semestre confermano quanto auspicavamo: il preaffettato continua a crescere in modo strutturale e garantisce ai consorziati un mercato più stabile, capace di sostenere la produzione anche nelle fasi di assestamento. È la conferma di una scelta strategica che negli ultimi dieci anni ha cambiato il volto della nostra Dop, allargando il pubblico del Culatello di Zibello senza mai rinunciare alla qualità. Un percorso che portiamo avanti anche attraverso appuntamenti come la recente presenza a Tramonto DiVino, dove abbiamo raccontato quel legame con il territorio che rende unico questo prodotto d&#8217;eccellenza».</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello Dop</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/1-Culatello_di_Zibello_dati_semestrali_2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Cozza di Scardovari DOP, il Consorzio di tutela ridimensiona l&#8217;allarme: &#8220;Venduto circa il 90% del prodotto&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cozza-di-scardovari-dop-il-consorzio-di-tutela-ridimensiona-lallarme-venduto-circa-il-90-del-prodotto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 07:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo i dati diffusi dalla Cia di Rovigo sulla perdita del 99% della produzione della cozza di Scardovari Dop, il presidente del Consorzio ridimensiona l&#8217;allarme: &#8220;Venduto circa il 90% del prodotto&#8221;. Restano però i problemi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dopo i dati diffusi dalla Cia di Rovigo sulla perdita del 99% della produzione della cozza di Scardovari Dop, il presidente del Consorzio ridimensiona l&#8217;allarme: &#8220;Venduto circa il 90% del prodotto&#8221;. Restano però i problemi legati al caldo e al granchio blu</em></p>
<p><em>&#8220;Da marzo ai primi di luglio abbiamo venduto quasi tutta la produzione della <strong>Cozza di Scardovari Dop</strong>. Non capiamo da dove vengono questi numeri&#8221;</em>. A ridimensionare la situazione, dopo gli ultimi allarmismi sulla perdita quasi totale della produzione della celebre cozza del Delta del Po, ci pensa il presidente del Consorzio di Tutela della Cozza di Scardovari Dop <strong>Paolo Mancin</strong> che nega in modo netto i numeri riportati dalla Cia di Rovigo in un comunicato stampa del 14 luglio scorso.</p>
<p>Nel testo, infatti, si riportava una perdita del 99% della produzione della celebre cozza Dop e un dimezzamento di quella delle vongole locali. Un’annata da analizzare bene per un territorio che, oltre a questa eccellenza, alleva anche l’incredibile ostrica rosa apprezzata da molti chef italiani.</p>
<h4 class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-section-id="7qpc6w" data-start="2210" data-end="2243">Cosa dice davvero il Consorzio</h4>
<p><em>&#8220;In realtà abbiamo venduto circa il 90% del prodotto. Purtroppo dall’inizio di luglio ha cominciato a fare molto più caldo e si sono alzate le temperature dell’acqua, rovinando così l’ultima parte di cozze da raccogliere. Una <strong>perdita di circa un migliaio di quintali</strong> che però non ha compromesso l’annata&#8221;</em>, ci rivela al telefono il presidente Mancin. L’eccessivo riscaldamento dell’acqua è quindi tra le cause principali della moria di mitili, proprio come avevamo visto un paio di anni fa nella Costa dei Trabocchi dove l’impatto, all’epoca, è stato molto più pesante.</p>
<p>Un problema non indifferente anche nella zona del Delta del Po che in questi ultimi anni toccato con mano i <strong>cambiamenti climatici</strong> e la siccità. Problematiche che però non riguarderebbero questa annata in particolare: <em>&#8220;Ora abbiamo finito la produzione della Cozza di Scardovari Dop che vengono allevate in laguna, ma stiamo prendendo quelle <strong>in mare aperto</strong> che però non possono fregiarsi della denominazione&#8221;</em>, aggiunge Mancin.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/attualita/cozza-scardovari-allarme-produzione-consorzio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gambero Rosso</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cozza-di-scardovari-dop-il-consorzio-di-tutela-ridimensiona-lallarme-venduto-circa-il-90-del-prodotto/">Cozza di Scardovari DOP, il Consorzio di tutela ridimensiona l&#8217;allarme: &#8220;Venduto circa il 90% del prodotto&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pecorino Romano DOP, confermati i dazi al 10%</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pecorino-romano-dop-confermati-i-dazi-al-10/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 07:33:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dazi confermati al 10%. Gianni Maoddi, presidente del Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP: &#8220;La politica deve aiutarci a gestire questo delicato momento&#8221; &#8220;Trump ha confermato i dazi del 10% sul Pecorino Romano, ora [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dazi confermati al 10%. Gianni Maoddi, presidente del Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP: &#8220;La politica deve aiutarci a gestire questo delicato momento&#8221;<br />
</em></p>
<p>&#8220;<strong>Trump ha confermato i dazi del 10% sul Pecorino Romano</strong>, ora la politica deve aiutarci a gestire questo delicato momento&#8221;. Così il <strong>presidente del Consorzio di Tutela del Pecorino Romano, Gianni Maoddi</strong>, commenta l&#8217;esito della revisione tariffaria varata dall&#8217;amministrazione statunitense, che lascia invariato il dazio sull’export del primo formaggio ovino italiano nel mercato americano.</p>
<p>Mentre <strong>per alcuni dei principali concorrenti del comparto lattiero-caseario italiano sul mercato americano la nuova intesa commerciale ha portato una riduzione della tariffa dal 25 al 15%</strong>, per il Pecorino Romano il quadro resta invariato: il dazio si conferma al 10%, un aggravio sempre più insostenibile per il comparto.</p>
<p>&#8220;<strong>Per il Pecorino Romano al momento è tutto confermato così com&#8217;era</strong>”, dice Maoddi. “Ora analizzeremo in modo puntuale il documento Usa di oltre 400 pagine e siamo in attesa della convocazione della task force ministeriale nei prossimi giorni.<strong> Il nostro auspicio è che ci sia ancora qualche spiraglio per far rientrare il Pecorino Romano tra i prodotti esentati</strong>, e continueremo a lavorare intensamente per questo: seguiamo con attenzione ogni margine che le trattative in corso possano ancora aprire. Ma ci servono aiuto e supporto da parte della politica, di quella nazionale e di quella regionale, con azioni e interventi immediati a supporto di un comparto che è fondamentale per l’economia della Sardegna e dell’agroalimentare italiano”.</p>
<p><strong>Intanto, la delibera con cui la Regione estende anche al comparto lattiero-caseario gli strumenti finanziari attivati dalla Sfirs</strong>, la società in house della Regione, viene accolta con soddisfazione dal Consorzio. &#8220;È una delibera attesa, che viene incontro alle esigenze della nostra filiera in un momento in cui ogni strumento di sostegno è importante – sottolinea Maoddi –. Bene anche il coinvolgimento della Sfirs: ci affidiamo ora alle competenze di entrambe, Regione e Sfirs, per entrare subito nella fase operativa. Non c’è un minuto da perdere: tra due mesi inizia la nuova campagna produttiva e dobbiamo assolutamente invertire la rotta per garantire stabilità al comparto”.</p>
<div class="entry-content">
<p>Fonte: <a href="https://www.pecorinoromano.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di tutela del Pecorino Romano</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Cs-Dazi-Confermati-24-luglio-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/pecorino-romano-dop-confermati-i-dazi-al-10/">Pecorino Romano DOP, confermati i dazi al 10%</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Dop economy eccellenza italiana&#8221;, al Bailo l&#8217;incontro con Mauro Rosati</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-economy-eccellenza-italiana-al-bailo-lincontro-con-mauro-rosati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 07:22:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#TourDOP]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[filosofiaDopeconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=526399</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mauro Rosati presenta il libro &#8220;La Filosofia della Dop economy&#8221; al museo Bailo di Treviso: &#8220;le filiere DOP e IGP fanno economia vera. I Consorzi riescono a migliorare le filiere ma la forza più importante [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-eccellenza-italiana-al-bailo-lincontro-con-mauro-rosati/">&#8220;Dop economy eccellenza italiana&#8221;, al Bailo l&#8217;incontro con Mauro Rosati</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mauro Rosati presenta il libro &#8220;La Filosofia della Dop economy&#8221; al museo Bailo di Treviso: &#8220;le filiere DOP e IGP fanno economia vera. I Consorzi riescono a migliorare le filiere ma la forza più importante sono i produttori&#8221;.</em></p>
<p><strong>La Dop economy è il sistema economico e produttivo basato sui prodotti agroalimentari e vitivinicoli con certificazione di origine Dop, Igt e Stg</strong>. Un insieme di fattori che rappresenta il pilastro fondamentale del made in Italy (e del suo export), sostenuto soprattutto dalla coesione dei consorzi di tutela; crea valore non delocalizzabile e tutela tradizione, comunità, occupazione e territori.</p>
<p>L&#8217;Italia è un giacimento ricchissimo per la Dop economy, con oltre 180 mila imprese legate alle Dop e alle Igp, per un totale di oltre mille &#8220;tesori&#8221; agroalimentari certificati, assestando il nostro Paese al primo posto in Europa. Il Veneto fa la sua larga parte, con una quarantina di eccellenze tra formaggi, ortaggi, radicchi, asparagi. A cui si aggiungono le denominazioni vitivinicole e il fenomeno Prosecco, uno dei tanti &#8220;miracoli&#8221; italiani e un modello di successo. Ma non è un caso unico, se si pensa al boom planetario del Parmigiano Reggiano, della mozzarella di bufala campana o del cioccolato di Modica.</p>
<h4>I PRODOTTI</h4>
<p>Prodotti il cui valore non è più solo riconducibile al mero prezzo di mercato, ma che, invece, sono il frutto di una filiera di qualità, mantenendo un legame autentico con i territori e la cultura d&#8217;origine. Sistemi di sviluppo dinamici, sempre attenti all&#8217;evoluzione del mercato, con uno scopo primario: garantire al consumatore finale che quel che mangia e beve corrisponde, effettivamente, a ciò che si aspetta da un cibo e da un vino certificato.</p>
<p><strong>Se ne è parlato venerdì, nella sala Zanini del Museo Bailo di Treviso</strong>, alla presentazione del libro &#8220;<strong>La filosofia della Dop Economy. Come il cibo di qualità può generare cultura</strong>&#8221; (Treccani), <strong>scritto da Mauro Rosati</strong>, direttore della Fondazione Qualivita, esperto di politiche agroalimentari.</p>
<h4>L&#8217;APPUNTAMENTO</h4>
<p>Rosati, in un tour di quaranta date, sta presentando il suo saggio in tutta Italia; la tappa trevigiana è stata organizzata con il sostegno del Consorzio Prosecco Doc e del Comune di Treviso, in collaborazione con la Fondazione Qualivita. Sono intervenuti il direttore del Prosecco Doc, <strong>Luca Giavi</strong>, il sindaco <strong>Mario Conte</strong>, <strong>Giulia Casagrande</strong>, presidente di Fondazione Marca Treviso, <strong>Luca De Carlo</strong> presidente della Commissione agricoltura del Senato e <strong>Cesare Mazzetti</strong> a capo di Qualivita.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<strong> Il Gazzettino &#8211; Treviso</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-eccellenza-italiana-al-bailo-lincontro-con-mauro-rosati/">&#8220;Dop economy eccellenza italiana&#8221;, al Bailo l&#8217;incontro con Mauro Rosati</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Dop economy, i dati 2026 su produzione ed export di Gorgonzola DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-economy-i-dati-2026-su-produzione-ed-export-di-gorgonzola-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 07:15:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dop economy. Il Gorgonzola DOP resta stabile, nella produzione e nell&#8217;export, rispetto al 2025: Germania primo mercato, crescono Francia e Giappone Nel primo semestre di quest’anno la produzione di Gorgonzola DOP è stata di 2.581.021 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dop economy. Il Gorgonzola DOP resta stabile, nella produzione e nell&#8217;export, rispetto al 2025: Germania primo mercato, crescono Francia e Giappone</em></p>
<p>Nel primo semestre di quest’anno la <strong>produzione</strong> di Gorgonzola DOP è stata di 2.581.021 forme, sostanzialmente stabile <strong>(+0,40%)</strong> rispetto al primo semestre 2025. Nel mese di giugno gli aumenti hanno riguardato sia le province di produzione dislocate in Lombardia (+2,17%) che quelle piemontesi (+5,26%).</p>
<p>Si attestano su valori sostanzialmente stabili (+0,1%) anche le <strong>esportazioni</strong> registrate nel primo trimestre 2026. Sono state esportate 6.350 tonnellate di Gorgonzola Dop, di cui 5.508 nel mercato europeo e la restante parte nel resto del mondo. Continua a crescere il <strong>mercato francese</strong> che nel periodo in esame ha importato 121.228 forme (+1,1%), mentre quello <strong>tedesco</strong> si conferma secondo per importanza con 109.394 forme di Gorgonzola Dop importate, ma con una contrazione dell’11,5% rispetto al primo trimestre 2025.<br />
<strong>All’interno dell’UE</strong> ottime performance le fanno registrare la Polonia (+13%), il Lussemburgo (+14,4%), l’Austria (+25,3%) e i Paesi Bassi (+26%).<br />
Nei <strong>Paesi extra UE</strong> domina il <strong>Giappone</strong> con poco meno di 10mila forme importate in crescita del 16,4% seguito dal <strong>Regno Unito</strong> (8.610 forme) che torna finalmente a crescere del 4,2% (<em>dati Clal</em>).</p>
<p>Il Consorzio è sempre attivo, con campagne digital mirate e la partecipazione a fiere ed eventi di settore all’estero, per la promozione e la valorizzare delle caratteristiche della Dop Gorgonzola in tutto il mondo.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.gorgonzola.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola DOP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/cs_Gorgonzola-dati-produzione-ed-export.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Champagne DOP, il Comité sceglie di continuare ad abbassare la produzione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/champagne-dop-il-comite-sceglie-di-continuare-ad-abbassare-la-produzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 06:52:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I vignaioli e le maisons francesi scelgono di continuare ad abbassare la produzione di Champagne DOP, fissata la resa della vendemmia 2026 a 8.800 kg per ettaro. I vignaioli e le maisons produttrici di Champagne hanno fissato a [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I vignaioli e le maisons francesi scelgono di continuare ad abbassare la produzione di Champagne DOP, fissata la resa della vendemmia 2026 a 8.800 kg per ettaro.</em></p>
<p><strong>I vignaioli</strong> e le maisons produttrici di <strong>Champagne</strong> hanno fissato a 8.800 Kg per ettaro la resa destinata alla commercializzazione della vendemmia 2026. Una quantità in calo per il quarto anno consecutivo quella annunciata dal <strong>Comité Champagne</strong> alla luce di un contesto geopolitico con notevoli incertezze e per le ricorrenti problematiche dettate dall&#8217;andamento climatico.</p>
<p>&#8220;Si tratta &#8211; spiega in una nota l&#8217;interprofessione della filiera delle pregiate bollicine d&#8217;Oltralpe, che rappresenta oltre 16.000 Vigneron e 350 Maison &#8211; di una decisione collettiva è volta a riequilibrare progressivamente gli stock, salvaguardando al tempo stesso la sostenibilità economica del vigneto e il mantenimento dei loro elevati standard qualitativi&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.lanazione.it/economia/ultimaora/champagne-vignaioli-francesi-scelgono-di-d2b40eb6" target="_blank" rel="noopener">La Nazione.it</a></strong></p>
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		<title>Parmigiano Reggiano si conferma la più importante DOP italiana ottenuta in montagna</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/parmigiano-reggiano-si-conferma-la-piu-importante-dop-italiana-ottenuta-in-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 08:04:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti di montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con oltre 921.000 forme prodotte nel 2025 (+4,2% sul 2024) in 82 caseifici dell’Appennino emiliano, il Consorzio del Parmigiano Reggiano si prepara a festeggiare la 60a Fiera di Casina (in programma dal 31 luglio al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con oltre 921.000 forme prodotte nel 2025 (+4,2% sul 2024) in 82 caseifici dell’Appennino emiliano, il Consorzio del Parmigiano Reggiano si prepara a festeggiare la 60a Fiera di Casina (in programma dal 31 luglio al 3 agosto) che ospiterà il 14° Palio del Parmigiano Reggiano “Città di Casina”</em></p>
<p>Parmigiano Reggiano si conferma il <strong>più importante formaggio Dop ottenuto in montagna</strong>, con <strong>oltre il 22% della produzione totale</strong>. Lo dimostrano i nuovi dati forniti dal <strong>Consorzio </strong>in occasione della conferenza stampa di presentazione della <strong>60a Fiera del Parmigiano Reggiano </strong>a<strong> Casina </strong>(31 luglio &#8211; 3 agosto). Nel <strong>2025</strong> la <strong>produzione </strong>degli<strong> 82 caseifici di montagna </strong>della Dop (situati nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna a sinistra del fiume Reno) ha superato le <strong>921.000 forme</strong>, con un aumento del <strong>+4,2% </strong>sul <strong>2024</strong> e del <strong>+20,4%</strong> sul <strong>2016</strong>, anno in cui è stata inaugurata la politica del Consorzio di rilancio e valorizzazione. Inoltre, nei <strong>primi sei mesi del 2026</strong> la produzione in montagna ha segnato un <strong>+5,9%</strong> sullo stesso periodo del 2025, superiore al +5,5% della media comprensoriale. Cresce in parallelo anche la <strong>produzione di latte</strong>, che tocca quota <strong>436.000 tonnellate</strong> (<strong>+2,6%</strong> sul <strong>2024</strong> e <strong>+14,7%</strong> sul <strong>2016</strong>), grazie al lavoro dei <strong>785 allevatori</strong> oggi attivi sull’Appennino emiliano (pari al <strong>36,8%</strong> degli allevatori totali che conferiscono il latte per la Dop).</p>
<p>Un impulso fondamentale è arrivato anche dal lancio nel 2016 della certificazione <strong>Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”</strong>, pensata per dare maggiore sostenibilità economica al territorio e offrire ai consumatori garanzie ancora più stringenti sull’origine e la qualità del formaggio. I numeri confermano il successo dell’iniziativa: si contano oltre <strong>218.000 forme</strong> lavorate da <strong>30 caseifici certificati</strong>, con una quota di quasi il 24% della produzione nelle zone di montagna. Questi dati testimoniano il successo delle politiche introdotte dal Consorzio, capaci di ribaltare una pericolosa tendenza negativa. Tra il 2000 e il 2010 l’Appennino aveva infatti perso 60 caseifici e il 10% della produzione di latte. Un deficit arrestato dal <strong>2014</strong> con il <strong>Piano Regolazione Offerta</strong>, che ha introdotto sconti specifici e un bacino quote latte dedicato espressamente alle zone montane.</p>
<p>È per valorizzare e promuovere la produzione di montagna che <strong>da venerdì 31 luglio a lunedì 3 agosto</strong> si terrà la <strong>60a Fiera del Parmigiano Reggiano </strong>a<strong> Casina</strong>, insignita lo scorso anno del riconoscimento di <strong>Città del formaggio</strong> da parte di <strong>ONAF</strong> (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio) come località rappresentativa per la produzione della Dop. Oltre a concerti, dj set, aperitivi, mercatini, fuochi d’artificio e spettacoli per adulti e bambini, la quattro giorni prevederà la presenza di ben <strong>42 caseifici di montagna</strong>, più della metà di quelli del comprensorio, per presentare i propri “gioielli” offrendo a tutti i visitatori degustazioni con la possibilità di acquisto. Sarà inoltre un’occasione per scoprire inusuali abbinamenti curati dall&#8217;Associazione Assaggiatori Parmigiano Reggiano (APR), che proporrà <strong>pairing con vini, mieli, aceti e cocktail</strong>.</p>
<p>Il clou della festa sarà la <strong>14ª edizione del Palio del Parmigiano Reggiano “Città di Casina”</strong>, in programma <strong>lunedì 3 agosto</strong> alle <strong>20:00</strong> in piazza IV Novembre. I 42 caseifici si sfideranno con i Parmigiano Reggiano di montagna <strong>24 mesi</strong>, e <strong>10</strong> di loro gareggeranno anche con il <strong>40 mesi</strong>. I due caseifici che si classificheranno al primo posto verranno celebrati insieme ai vincitori degli altri <strong>11 Palii </strong><strong>del Parmigiano Reggiano 2026</strong> in una serata di gala in cui sarà assegnato il prestigioso <strong>Casello d’Oro</strong> (la cui prossima edizione si terrà a <strong>Berlino</strong> a <strong>febbraio 2027</strong>). Durante la fiera, si terrà anche la <strong>9a gara di taglio della forma</strong>, in cui i mastri casari si sfideranno in precisione e velocità per porzionare a mano forme fino a raggiungere le classiche punte da chilo.</p>
<p>«<em>Il Parmigiano Reggiano si conferma l’asse portante dell’economia dell’Appennino emiliano, la più importante Dop prodotta in quota</em>», dichiara <strong>Nicola Bertinelli</strong>, presidente del Consorzio. «<em>Operare in queste aree significa affrontare sfide continue e costi superiori, ma il presidio agricolo-zootecnico è essenziale per la sopravvivenza stessa della montagna. Senza il Parmigiano Reggiano, l’agricoltura in queste zone verrebbe abbandonata. Invece, grazie all’opera del Consorzio, alla certificazione “Prodotto di Montagna” e al progetto Vivi Parmigiano Reggiano, stiamo trasformando queste sfide in opportunità, costruendo un ecosistema turistico di qualità, dove paesaggio, tradizioni e accoglienza si fondono per attrarre visitatori consapevoli, dando linfa vitale a zone straordinarie che meritano di essere vissute e raccontate. Per il Consorzio, sono il territorio e la comunità che lo abita i beni più preziosi e il nostro intento è quello di impegnarci sempre di più per preservarli ed essere un modello di sostenibilità ambientale, economica e sociale</em>».</p>
<p>«<em>Il Consorzio ha profuso negli anni un impegno costante a sostegno della montagna, uno sforzo che oggi è chiamato a riprendere vigore</em>», ha dichiarato <strong>Andrea Lori</strong>, amministratore delegato alla montagna del Consorzio. «<em>La nostra priorità non si esaurisce nella sola tutela della produzione, ma punta a una forte accelerazione sugli strumenti e sulle politiche di valorizzazione del prodotto. A tal fine, tra i mesi di settembre e ottobre, avvieremo un ciclo di incontri sul territorio per un confronto diretto e operativo con tutti i caseifici montani. L&#8217;obiettivo è definire congiuntamente un nuovo pacchetto di interventi strategici, che costituirà l&#8217;asse portante delle proposte per il bilancio preventivo 2027 e per la programmazione futura</em>».</p>
<p><em>«È con grande entusiasmo che presentiamo la 60ª edizione di questa fiera storica</em>», conclude <strong>Stefano Costi</strong>, sindaco di Casina. «<em>Quest’anno i numeri sono da record, con oltre metà dei caseifici del comprensorio presenti in piazza. Per Casina, nominata l’anno scorso Città del formaggio ONAF proprio per la produzione della Dop, è un momento di grande orgoglio. Questa fiera non è solo una vetrina enogastronomica, ma la celebrazione di un prodotto che rappresenta l’anima sociale ed economica del territorio e una delle principali attrazioni per il turismo enogastronomico, dando un contributo fondamentale al mantenimento delle comunità in zone altrimenti a rischio abbandono</em>».</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.parmigianoreggiano.com/it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Parmigiano Reggiano</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/CS-Fiera-di-Casina-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Dop economy. Coppa di Parma IGP vola sul preaffettato (+26%), Salame Felino IGP stabile</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-economy-coppa-di-parma-igp-vola-sul-preaffettato-26-salame-felino-igp-stabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 08:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le due Igp parteciperanno alle tappe di Cervia (24 luglio) e Cesenatico (7 agosto). Coppa di Parma IGP vola sul preaffettato: +26% nei primi 5 mesi del 2026. Bene anche il Salame Felino, che consolida [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-coppa-di-parma-igp-vola-sul-preaffettato-26-salame-felino-igp-stabile/">Dop economy. Coppa di Parma IGP vola sul preaffettato (+26%), Salame Felino IGP stabile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le due Igp parteciperanno alle tappe di Cervia (24 luglio) e Cesenatico (7 agosto).</em><br />
<em>Coppa di Parma IGP vola sul preaffettato: +26% nei primi 5 mesi del 2026. Bene anche il Salame Felino, che consolida i volumi record del 2025: carne destinata alla filiera stabile sopra i 2 milioni di chilogrammi</em></p>
<p>Doppio appuntamento in Romagna per la <strong>Coppa di Parma e il Salame Felino</strong>, che parteciperanno alle tappe di Cervia (24 luglio) e Cesenatico (7 agosto) di Tramonto DiVino, il roadshow del gusto dell&#8217;Emilia-Romagna che sposa i vini regionali con le Dop e Igp più pregiate. Lo hanno annunciato i due rispettivi Consorzi di Tutela, confermando per il quarto anno consecutivo la presenza: <strong>due serate</strong> che nella <strong>scorsa edizione</strong> avevano richiamato <strong>oltre 1.200 presenze complessive</strong>, con la tappa di Cesenatico – la più storica del tour, dove tutto è nato nell&#8217;estate del 2005 – andata come da tradizione verso il tutto esaurito.</p>
<p>Primo appuntamento come detto a Cervia venerdì 24 luglio, a partire dalle 19,30, nella suggestiva cornice tra la Torre San Michele e i Magazzini del Sale: una tappa &#8216;speciale&#8217; che ospiterà anche la nuova edizione del &#8216;Craft Gin Summer Fest&#8217;, con una ventina di produttori artigiani da tutta Italia pronti ad abbinare i celebri salumi della Parma Food Valley alle rispettive proposte di gin e vermouth, sia in purezza che accompagnate alle toniche. Circa due settimane dopo, venerdì 7 agosto, si tornerà in scena a Cesenatico, in piazza Spose dei Marinai, sempre a partire dalle 19,30. Per accedere è previsto un ticket d&#8217;ingresso fissato, a seconda delle tappe e delle proposte in degustazione, tra i 20 e i 30 euro, acquistabile online sul sito <a href="https://shop.emiliaromagnavini.it/">shop.emiliaromagnavini.it</a>.</p>
<p>I due <strong>Consorzi intanto continuano a registrare numeri importanti</strong> per quanto riguarda <strong>il preaffettato</strong>. A volare è soprattutto la <strong>Coppa di Parma</strong>: secondo gli ultimi dati comunicati a maggio, nei primi 5 mesi del 2026 le vaschette hanno toccato quota 225mila chilogrammi, <strong>in crescita del 26% sull&#8217;anno precedente</strong>, con oltre 46mila chilogrammi in più. Un ritmo più che raddoppiato rispetto a dodici mesi fa, quando nello stesso periodo la crescita si era fermata al +10,4%: segno di un trend ormai strutturale, se si considera che il preaffettato è arrivato a incidere per un terzo sul fatturato complessivo dell&#8217;Igp (era il 25% nel 2021). <strong>Tiene invece i valori dell&#8217;anno record il Salame Felino</strong>: dopo un 2025 chiuso ai massimi, la carne fresca destinata alla filiera resta stabile sopra i 2 milioni di chilogrammi nei primi 5 mesi (-0,5%), con il picco del mese di marzo in cui il prodotto certificato ha segnato un +28% sul 2025, pari a quasi 74mila chilogrammi in più.</p>
<p><strong>Fabrizio Aschieri</strong>, Presidente del Consorzio di Tutela della Coppa di Parma Igp e vicepresidente del Salame Felino Igp: «<em>Torniamo a Tramonto DiVino con due tappe storiche e un afflusso di pubblico importante, in un contesto ideale per far conoscere e degustare le nostre due Igp. La promozione, soprattutto all&#8217;interno di un turismo enogastronomico in costante crescita, resta una leva fondamentale: lo confermano i dati, con la Coppa di Parma che corre sul preaffettato a ritmi mai visti e il Salame Felino che consolida i volumi record dello scorso anno. Presidiare eventi come questo, dove i nostri salumi incontrano vini, gin e cocktail nel momento dell&#8217;aperitivo, significa continuare a costruire questa crescita</em>».</p>
<div class="entry-content">
<p>Fonte: <a href="https://www.coppadiparmaigp.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzi di Tutela di Coppa di Parma</strong></a> e <a href="https://www.salamefelinoigp.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di tutela del Salame Felino IGP</strong></a></p>
<p><strong><a class="qualivitapdfnew" href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/11/Merano-Wine-Festival.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-coppa-di-parma-igp-vola-sul-preaffettato-26-salame-felino-igp-stabile/">Dop economy. Coppa di Parma IGP vola sul preaffettato (+26%), Salame Felino IGP stabile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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