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	<title>#DopEconomy &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>#DopEconomy &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Dop economy, i dati 2026 su produzione ed export di Gorgonzola DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-economy-i-dati-2026-su-produzione-ed-export-di-gorgonzola-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 07:15:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dop economy. Il Gorgonzola DOP resta stabile, nella produzione e nell&#8217;export, rispetto al 2025: Germania primo mercato, crescono Francia e Giappone Nel primo semestre di quest’anno la produzione di Gorgonzola DOP è stata di 2.581.021 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dop economy. Il Gorgonzola DOP resta stabile, nella produzione e nell&#8217;export, rispetto al 2025: Germania primo mercato, crescono Francia e Giappone</em></p>
<p>Nel primo semestre di quest’anno la <strong>produzione</strong> di Gorgonzola DOP è stata di 2.581.021 forme, sostanzialmente stabile <strong>(+0,40%)</strong> rispetto al primo semestre 2025. Nel mese di giugno gli aumenti hanno riguardato sia le province di produzione dislocate in Lombardia (+2,17%) che quelle piemontesi (+5,26%).</p>
<p>Si attestano su valori sostanzialmente stabili (+0,1%) anche le <strong>esportazioni</strong> registrate nel primo trimestre 2026. Sono state esportate 6.350 tonnellate di Gorgonzola Dop, di cui 5.508 nel mercato europeo e la restante parte nel resto del mondo. Continua a crescere il <strong>mercato francese</strong> che nel periodo in esame ha importato 121.228 forme (+1,1%), mentre quello <strong>tedesco</strong> si conferma secondo per importanza con 109.394 forme di Gorgonzola Dop importate, ma con una contrazione dell’11,5% rispetto al primo trimestre 2025.<br />
<strong>All’interno dell’UE</strong> ottime performance le fanno registrare la Polonia (+13%), il Lussemburgo (+14,4%), l’Austria (+25,3%) e i Paesi Bassi (+26%).<br />
Nei <strong>Paesi extra UE</strong> domina il <strong>Giappone</strong> con poco meno di 10mila forme importate in crescita del 16,4% seguito dal <strong>Regno Unito</strong> (8.610 forme) che torna finalmente a crescere del 4,2% (<em>dati Clal</em>).</p>
<p>Il Consorzio è sempre attivo, con campagne digital mirate e la partecipazione a fiere ed eventi di settore all’estero, per la promozione e la valorizzare delle caratteristiche della Dop Gorgonzola in tutto il mondo.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.gorgonzola.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola DOP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/cs_Gorgonzola-dati-produzione-ed-export.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Champagne DOP, il Comité sceglie di continuare ad abbassare la produzione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/champagne-dop-il-comite-sceglie-di-continuare-ad-abbassare-la-produzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 06:52:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I vignaioli e le maisons francesi scelgono di continuare ad abbassare la produzione di Champagne DOP, fissata la resa della vendemmia 2026 a 8.800 kg per ettaro. I vignaioli e le maisons produttrici di Champagne hanno fissato a [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I vignaioli e le maisons francesi scelgono di continuare ad abbassare la produzione di Champagne DOP, fissata la resa della vendemmia 2026 a 8.800 kg per ettaro.</em></p>
<p><strong>I vignaioli</strong> e le maisons produttrici di <strong>Champagne</strong> hanno fissato a 8.800 Kg per ettaro la resa destinata alla commercializzazione della vendemmia 2026. Una quantità in calo per il quarto anno consecutivo quella annunciata dal <strong>Comité Champagne</strong> alla luce di un contesto geopolitico con notevoli incertezze e per le ricorrenti problematiche dettate dall&#8217;andamento climatico.</p>
<p>&#8220;Si tratta &#8211; spiega in una nota l&#8217;interprofessione della filiera delle pregiate bollicine d&#8217;Oltralpe, che rappresenta oltre 16.000 Vigneron e 350 Maison &#8211; di una decisione collettiva è volta a riequilibrare progressivamente gli stock, salvaguardando al tempo stesso la sostenibilità economica del vigneto e il mantenimento dei loro elevati standard qualitativi&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.lanazione.it/economia/ultimaora/champagne-vignaioli-francesi-scelgono-di-d2b40eb6" target="_blank" rel="noopener">La Nazione.it</a></strong></p>
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		<title>Parmigiano Reggiano si conferma la più importante DOP italiana ottenuta in montagna</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/parmigiano-reggiano-si-conferma-la-piu-importante-dop-italiana-ottenuta-in-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 08:04:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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		<category><![CDATA[prodotti di montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con oltre 921.000 forme prodotte nel 2025 (+4,2% sul 2024) in 82 caseifici dell’Appennino emiliano, il Consorzio del Parmigiano Reggiano si prepara a festeggiare la 60a Fiera di Casina (in programma dal 31 luglio al [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con oltre 921.000 forme prodotte nel 2025 (+4,2% sul 2024) in 82 caseifici dell’Appennino emiliano, il Consorzio del Parmigiano Reggiano si prepara a festeggiare la 60a Fiera di Casina (in programma dal 31 luglio al 3 agosto) che ospiterà il 14° Palio del Parmigiano Reggiano “Città di Casina”</em></p>
<p>Parmigiano Reggiano si conferma il <strong>più importante formaggio Dop ottenuto in montagna</strong>, con <strong>oltre il 22% della produzione totale</strong>. Lo dimostrano i nuovi dati forniti dal <strong>Consorzio </strong>in occasione della conferenza stampa di presentazione della <strong>60a Fiera del Parmigiano Reggiano </strong>a<strong> Casina </strong>(31 luglio &#8211; 3 agosto). Nel <strong>2025</strong> la <strong>produzione </strong>degli<strong> 82 caseifici di montagna </strong>della Dop (situati nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna a sinistra del fiume Reno) ha superato le <strong>921.000 forme</strong>, con un aumento del <strong>+4,2% </strong>sul <strong>2024</strong> e del <strong>+20,4%</strong> sul <strong>2016</strong>, anno in cui è stata inaugurata la politica del Consorzio di rilancio e valorizzazione. Inoltre, nei <strong>primi sei mesi del 2026</strong> la produzione in montagna ha segnato un <strong>+5,9%</strong> sullo stesso periodo del 2025, superiore al +5,5% della media comprensoriale. Cresce in parallelo anche la <strong>produzione di latte</strong>, che tocca quota <strong>436.000 tonnellate</strong> (<strong>+2,6%</strong> sul <strong>2024</strong> e <strong>+14,7%</strong> sul <strong>2016</strong>), grazie al lavoro dei <strong>785 allevatori</strong> oggi attivi sull’Appennino emiliano (pari al <strong>36,8%</strong> degli allevatori totali che conferiscono il latte per la Dop).</p>
<p>Un impulso fondamentale è arrivato anche dal lancio nel 2016 della certificazione <strong>Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”</strong>, pensata per dare maggiore sostenibilità economica al territorio e offrire ai consumatori garanzie ancora più stringenti sull’origine e la qualità del formaggio. I numeri confermano il successo dell’iniziativa: si contano oltre <strong>218.000 forme</strong> lavorate da <strong>30 caseifici certificati</strong>, con una quota di quasi il 24% della produzione nelle zone di montagna. Questi dati testimoniano il successo delle politiche introdotte dal Consorzio, capaci di ribaltare una pericolosa tendenza negativa. Tra il 2000 e il 2010 l’Appennino aveva infatti perso 60 caseifici e il 10% della produzione di latte. Un deficit arrestato dal <strong>2014</strong> con il <strong>Piano Regolazione Offerta</strong>, che ha introdotto sconti specifici e un bacino quote latte dedicato espressamente alle zone montane.</p>
<p>È per valorizzare e promuovere la produzione di montagna che <strong>da venerdì 31 luglio a lunedì 3 agosto</strong> si terrà la <strong>60a Fiera del Parmigiano Reggiano </strong>a<strong> Casina</strong>, insignita lo scorso anno del riconoscimento di <strong>Città del formaggio</strong> da parte di <strong>ONAF</strong> (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio) come località rappresentativa per la produzione della Dop. Oltre a concerti, dj set, aperitivi, mercatini, fuochi d’artificio e spettacoli per adulti e bambini, la quattro giorni prevederà la presenza di ben <strong>42 caseifici di montagna</strong>, più della metà di quelli del comprensorio, per presentare i propri “gioielli” offrendo a tutti i visitatori degustazioni con la possibilità di acquisto. Sarà inoltre un’occasione per scoprire inusuali abbinamenti curati dall&#8217;Associazione Assaggiatori Parmigiano Reggiano (APR), che proporrà <strong>pairing con vini, mieli, aceti e cocktail</strong>.</p>
<p>Il clou della festa sarà la <strong>14ª edizione del Palio del Parmigiano Reggiano “Città di Casina”</strong>, in programma <strong>lunedì 3 agosto</strong> alle <strong>20:00</strong> in piazza IV Novembre. I 42 caseifici si sfideranno con i Parmigiano Reggiano di montagna <strong>24 mesi</strong>, e <strong>10</strong> di loro gareggeranno anche con il <strong>40 mesi</strong>. I due caseifici che si classificheranno al primo posto verranno celebrati insieme ai vincitori degli altri <strong>11 Palii </strong><strong>del Parmigiano Reggiano 2026</strong> in una serata di gala in cui sarà assegnato il prestigioso <strong>Casello d’Oro</strong> (la cui prossima edizione si terrà a <strong>Berlino</strong> a <strong>febbraio 2027</strong>). Durante la fiera, si terrà anche la <strong>9a gara di taglio della forma</strong>, in cui i mastri casari si sfideranno in precisione e velocità per porzionare a mano forme fino a raggiungere le classiche punte da chilo.</p>
<p>«<em>Il Parmigiano Reggiano si conferma l’asse portante dell’economia dell’Appennino emiliano, la più importante Dop prodotta in quota</em>», dichiara <strong>Nicola Bertinelli</strong>, presidente del Consorzio. «<em>Operare in queste aree significa affrontare sfide continue e costi superiori, ma il presidio agricolo-zootecnico è essenziale per la sopravvivenza stessa della montagna. Senza il Parmigiano Reggiano, l’agricoltura in queste zone verrebbe abbandonata. Invece, grazie all’opera del Consorzio, alla certificazione “Prodotto di Montagna” e al progetto Vivi Parmigiano Reggiano, stiamo trasformando queste sfide in opportunità, costruendo un ecosistema turistico di qualità, dove paesaggio, tradizioni e accoglienza si fondono per attrarre visitatori consapevoli, dando linfa vitale a zone straordinarie che meritano di essere vissute e raccontate. Per il Consorzio, sono il territorio e la comunità che lo abita i beni più preziosi e il nostro intento è quello di impegnarci sempre di più per preservarli ed essere un modello di sostenibilità ambientale, economica e sociale</em>».</p>
<p>«<em>Il Consorzio ha profuso negli anni un impegno costante a sostegno della montagna, uno sforzo che oggi è chiamato a riprendere vigore</em>», ha dichiarato <strong>Andrea Lori</strong>, amministratore delegato alla montagna del Consorzio. «<em>La nostra priorità non si esaurisce nella sola tutela della produzione, ma punta a una forte accelerazione sugli strumenti e sulle politiche di valorizzazione del prodotto. A tal fine, tra i mesi di settembre e ottobre, avvieremo un ciclo di incontri sul territorio per un confronto diretto e operativo con tutti i caseifici montani. L&#8217;obiettivo è definire congiuntamente un nuovo pacchetto di interventi strategici, che costituirà l&#8217;asse portante delle proposte per il bilancio preventivo 2027 e per la programmazione futura</em>».</p>
<p><em>«È con grande entusiasmo che presentiamo la 60ª edizione di questa fiera storica</em>», conclude <strong>Stefano Costi</strong>, sindaco di Casina. «<em>Quest’anno i numeri sono da record, con oltre metà dei caseifici del comprensorio presenti in piazza. Per Casina, nominata l’anno scorso Città del formaggio ONAF proprio per la produzione della Dop, è un momento di grande orgoglio. Questa fiera non è solo una vetrina enogastronomica, ma la celebrazione di un prodotto che rappresenta l’anima sociale ed economica del territorio e una delle principali attrazioni per il turismo enogastronomico, dando un contributo fondamentale al mantenimento delle comunità in zone altrimenti a rischio abbandono</em>».</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.parmigianoreggiano.com/it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Parmigiano Reggiano</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/CS-Fiera-di-Casina-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<item>
		<title>Dop economy. Coppa di Parma IGP vola sul preaffettato (+26%), Salame Felino IGP stabile</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-economy-coppa-di-parma-igp-vola-sul-preaffettato-26-salame-felino-igp-stabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 08:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le due Igp parteciperanno alle tappe di Cervia (24 luglio) e Cesenatico (7 agosto). Coppa di Parma IGP vola sul preaffettato: +26% nei primi 5 mesi del 2026. Bene anche il Salame Felino, che consolida [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le due Igp parteciperanno alle tappe di Cervia (24 luglio) e Cesenatico (7 agosto).</em><br />
<em>Coppa di Parma IGP vola sul preaffettato: +26% nei primi 5 mesi del 2026. Bene anche il Salame Felino, che consolida i volumi record del 2025: carne destinata alla filiera stabile sopra i 2 milioni di chilogrammi</em></p>
<p>Doppio appuntamento in Romagna per la <strong>Coppa di Parma e il Salame Felino</strong>, che parteciperanno alle tappe di Cervia (24 luglio) e Cesenatico (7 agosto) di Tramonto DiVino, il roadshow del gusto dell&#8217;Emilia-Romagna che sposa i vini regionali con le Dop e Igp più pregiate. Lo hanno annunciato i due rispettivi Consorzi di Tutela, confermando per il quarto anno consecutivo la presenza: <strong>due serate</strong> che nella <strong>scorsa edizione</strong> avevano richiamato <strong>oltre 1.200 presenze complessive</strong>, con la tappa di Cesenatico – la più storica del tour, dove tutto è nato nell&#8217;estate del 2005 – andata come da tradizione verso il tutto esaurito.</p>
<p>Primo appuntamento come detto a Cervia venerdì 24 luglio, a partire dalle 19,30, nella suggestiva cornice tra la Torre San Michele e i Magazzini del Sale: una tappa &#8216;speciale&#8217; che ospiterà anche la nuova edizione del &#8216;Craft Gin Summer Fest&#8217;, con una ventina di produttori artigiani da tutta Italia pronti ad abbinare i celebri salumi della Parma Food Valley alle rispettive proposte di gin e vermouth, sia in purezza che accompagnate alle toniche. Circa due settimane dopo, venerdì 7 agosto, si tornerà in scena a Cesenatico, in piazza Spose dei Marinai, sempre a partire dalle 19,30. Per accedere è previsto un ticket d&#8217;ingresso fissato, a seconda delle tappe e delle proposte in degustazione, tra i 20 e i 30 euro, acquistabile online sul sito <a href="https://shop.emiliaromagnavini.it/">shop.emiliaromagnavini.it</a>.</p>
<p>I due <strong>Consorzi intanto continuano a registrare numeri importanti</strong> per quanto riguarda <strong>il preaffettato</strong>. A volare è soprattutto la <strong>Coppa di Parma</strong>: secondo gli ultimi dati comunicati a maggio, nei primi 5 mesi del 2026 le vaschette hanno toccato quota 225mila chilogrammi, <strong>in crescita del 26% sull&#8217;anno precedente</strong>, con oltre 46mila chilogrammi in più. Un ritmo più che raddoppiato rispetto a dodici mesi fa, quando nello stesso periodo la crescita si era fermata al +10,4%: segno di un trend ormai strutturale, se si considera che il preaffettato è arrivato a incidere per un terzo sul fatturato complessivo dell&#8217;Igp (era il 25% nel 2021). <strong>Tiene invece i valori dell&#8217;anno record il Salame Felino</strong>: dopo un 2025 chiuso ai massimi, la carne fresca destinata alla filiera resta stabile sopra i 2 milioni di chilogrammi nei primi 5 mesi (-0,5%), con il picco del mese di marzo in cui il prodotto certificato ha segnato un +28% sul 2025, pari a quasi 74mila chilogrammi in più.</p>
<p><strong>Fabrizio Aschieri</strong>, Presidente del Consorzio di Tutela della Coppa di Parma Igp e vicepresidente del Salame Felino Igp: «<em>Torniamo a Tramonto DiVino con due tappe storiche e un afflusso di pubblico importante, in un contesto ideale per far conoscere e degustare le nostre due Igp. La promozione, soprattutto all&#8217;interno di un turismo enogastronomico in costante crescita, resta una leva fondamentale: lo confermano i dati, con la Coppa di Parma che corre sul preaffettato a ritmi mai visti e il Salame Felino che consolida i volumi record dello scorso anno. Presidiare eventi come questo, dove i nostri salumi incontrano vini, gin e cocktail nel momento dell&#8217;aperitivo, significa continuare a costruire questa crescita</em>».</p>
<div class="entry-content">
<p>Fonte: <a href="https://www.coppadiparmaigp.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzi di Tutela di Coppa di Parma</strong></a> e <a href="https://www.salamefelinoigp.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di tutela del Salame Felino IGP</strong></a></p>
<p><strong><a class="qualivitapdfnew" href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/11/Merano-Wine-Festival.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>La filosofia della Dop economy, il nuovo libro di Mauro Rosati al Museo Bailo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-filosofia-della-dop-economy-il-nuovo-libro-di-mauro-rosati-al-museo-bailo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 07:38:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#TourDOP]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[filosofiaDopeconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 24 luglio 2026 alle ore 17.30, presso il Museo Luigi Bailo di Treviso si terrà, in collaborazione con il Consorzio di tutela della DOC Prosecco, la presentazione del volume La filosofia della Dop economy [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-filosofia-della-dop-economy-il-nuovo-libro-di-mauro-rosati-al-museo-bailo/">La filosofia della Dop economy, il nuovo libro di Mauro Rosati al Museo Bailo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 24 luglio 2026 alle ore 17.30, presso il Museo Luigi Bailo di Treviso si terrà, in collaborazione con il Consorzio di tutela della DOC Prosecco, la presentazione del volume La filosofia della Dop economy di Mauro Rosati</em></p>
<p>Negli ultimi anni, il <strong>sistema delle Denominazioni di Origine Protette (DOP) e delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP)</strong> ha modellato i territori italiani, dando forma a una nuova economia geografica, oggi definita con il neologismo <strong>Dop economy</strong>. Ha valorizzato patrimoni culturali e artistici, rafforzato le comunità e la riconoscibilità del made in Italy nel mondo, restituendo un senso più pieno ai nostri prodotti agroalimentari.</p>
<p>Il <strong>Consorzio di Tutela della DOC Prosecco porta al venerdì alle 17,30 al Museo Bailo la presentazione del libro &#8220;La filosofia della Dop economy</strong>. <strong>Come il cibo di qualità può generare cultura, comunità e futuro&#8221; di Mauro Rosati</strong>, edito da Treccani con la prefazione di Umberto Galimberti.<br />
L&#8217;iniziativa, promossa e ospitata dal Consorzio nella propria città sede, Treviso, si terrà in <strong>collaborazione con Fondazione Qualivita</strong> e con il patrocinio del Comune di Treviso.</p>
<p>La presentazione sarà preceduta dai saluti di <strong>Giancarlo Guidolin</strong>, Presidente Consorzio di Tutela della DOC Prosecco, <strong>Mario Conte</strong> — Sindaco della Città di Treviso e <strong>Cesare Mazzetti</strong>, Presidente Fondazione Qualivita. La presentazione del libro, moderata da <strong>Luca Ferrua</strong>, vedrà un talk con la partecipazione dell&#8217;autore, <strong>Mauro Rosati</strong>, di <strong>Giulia Casagrande</strong>, Presidente Fondazione Marca Treviso e <strong>Luca De Carlo</strong>, Presidente Commissione Agricoltura del Senato.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<strong> Il Gazzettino &#8211; Treviso</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/treviso-presentazione-del-libro-la-filosofia-della-dop-economy-di-mauro-rosati/" target="_blank" rel="noopener">PROGRAMMA COMPLETO</a></p>
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		<title>Arancia Rossa di Sicilia IGP: la campagna 2025-26 si chiude con oltre 24 milioni di kg in commercio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/arancia-rossa-di-sicilia-igp-la-campagna-2025-26-si-chiude-con-oltre-24-milioni-di-kg-in-commercio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:27:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Ismea]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2025 tra i migliori ortofrutticoli per valore nel panorama delle IG. Nell’ultimo raccolto crescono anche l’e-commerce e la vendita diretta. Gerardo Diana (Presidente Consorzio): “Una stagione complessa, ma la filiera ha reagito con forza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel 2025 tra i migliori ortofrutticoli per valore nel panorama delle IG. Nell’ultimo raccolto crescono anche l’e-commerce e la vendita diretta. Gerardo Diana (Presidente Consorzio): “Una stagione complessa, ma la filiera ha reagito con forza e responsabilità”. L’IGP fa la differenza in valore per la produzione</em></p>
<p>L’ultima annata di raccolto dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP, la 2025/2026, si chiude come una delle più complesse e, allo stesso tempo, più significative degli ultimi anni per la filiera. Dopo i danni provocati dal <strong>ciclone Harry, che ha colpito duramente gli agrumeti dell’areale IGP</strong> con venti eccezionali e condizioni meteorologiche senza precedenti, il sistema consortile ha saputo reagire con determinazione, mantenendo alta l’attenzione sulla qualità del prodotto e sulla tenuta commerciale della denominazione. “Quella appena conclusa è stata un’annata che ci ha messo di fronte a qualcosa che non avevamo mai visto prima – sottolinea <strong>Gerardo Diana</strong>, <strong>Presidente del Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong> – il ciclone Harry ha generato danni enormi, con raffiche di vento superiori ai 120 chilometri orari e conseguenze pesanti sia in campo, sia nelle fasi successive di lavorazione, eppure i nostri soci, sostenendo direttamente i costi e affrontando l’emergenza con grande senso di responsabilità anche nei confronti del consumatore, hanno saputo gestire una crisi straordinaria con intelligenza, organizzazione e lungimiranza”.</p>
<p><strong>Una stagione difficile, ma con un risultato ottimo.</strong> La stagione ha richiesto, dunque, uno sforzo eccezionale da parte di produttori, confezionatori e operatori della filiera. La perdita di prodotto in campo, la selezione rigorosa negli stabilimenti e la necessità di più passaggi di controllo hanno comportato costi aggiuntivi e una gestione più complessa rispetto alle annate ordinarie. Nonostante una riduzione significativa della disponibilità iniziale, il comparto è riuscito a mantenere la propria presenza sul mercato, confermando il valore dell’IGP come strumento di tutela, tracciabilità e riconoscibilità. In sintesi, <strong>con oltre 24 milioni di Kg di Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong>. “Alla luce di tutto questo il saldo finale va letto come un successo – prosegue Diana – perché partivamo da una situazione in cui si stimavano danni molto rilevanti, tra perdite agricole, prodotto caduto a terra e ulteriori scarti in lavorazione; invece, l’essere riusciti a portare avanti la campagna, garantendo qualità e serietà al mercato, è un segnale di grande forza della dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP che esce da questa prova più forte, più consapevole e più organizzata di prima”.</p>
<p><strong>On line e vendita diretta ancora in crescita rispetto al passato.</strong> Tra gli elementi incoraggianti dell’annata emerge anche la crescita dei canali online e della vendita diretta, segnale della capacità della denominazione di mantenere un rapporto solido con i consumatori anche nei momenti di maggiore difficoltà. Il confronto avviato con la grande distribuzione dopo il ciclone ha contribuito a sostenere la presenza del prodotto sugli scaffali, valorizzando il lavoro svolto dalla filiera per selezionare e immettere sul mercato arance conformi agli standard qualitativi dell’Indicazione Geografica Protetta. “Come Consorzio vogliamo continuare a dire la nostra, con ancora più convinzione – conclude Gerardo Diana &#8211; e per questo rivolgo un grazie sincero a tutti i nostri consorziati che hanno dimostrato che anche davanti a un evento estremo è possibile fare sistema, difendere il prodotto, tutelare il territorio e rafforzare la reputazione dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP”.</p>
<p><strong>Il Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong> nasce nel 1994 su iniziativa di produttori locali per promuovere e tutelare in Italia e nel mondo l’Arancia Rossa di Sicilia, nelle sue tre varietà Tarocco, Moro e Sanguinello. È una realtà che vede operativi, oltre alle migliaia di impiegati nel settore, più di 500 aziende agricole associate per un totale di oltre 7200 ettari certificati con l’IGP, di cui 1000 in regime biologico, in trentadue comuni del territorio. Sono sei gli intermediari di mercato e oltre 70 i centri di confezionamento associati, più di 300 sono le etichette autorizzate all’uso della denominazione protetta IGP come ingrediente nei prodotti elaborati, trasformati, composti pubblicati in un albo consortile. Nel 2025, confermando l’anno precedente, l’Arancia Rossa di Sicilia IGP è risultata al terzo posto per valore e produzione tra i prodotti ortofrutticoli italiani a marchio IG secondo i <strong>dati dell’ultimo rapporto Ismea-Qualivita</strong> (nel 2023 era al quinto).</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.tutelaaranciarossa.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/19-Arancia-Rossa-Sicilia-IGP-dati-su-campagna-2025-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Mercosur, Australia e India: le nuove rotte dell’agroalimentare di qualità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dal-mercosur-allaustralia-passando-per-lindia-le-nuove-rotte-dellagroalimentare-di-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:25:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MERCOSUR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Italia leader mondiale nell&#8217;agroalimentare e nella Dop economy. Mentre scendono i consumi nei mercati di riferimento come USA, Germania e UK, crescono i nuovi mercati come Mercosur (Brasile +17,8%) e India Quota 100 miliardi. È [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Italia leader mondiale nell&#8217;agroalimentare e nella Dop economy. Mentre scendono i consumi nei mercati di riferimento come USA, Germania e UK, crescono i nuovi mercati come Mercosur (Brasile +17,8%) e India</em></p>
<p>Quota 100 miliardi. È questo il traguardo a cui punta nei prossimi cinque anni l’export agroalimentare made in Italy. Un settore che, nonostante pandemia, guerre e dazi, ha tenuto alta la bandiera. Nel 2025 ha segnato un risultato record con 73 miliardi di spedizioni in tutto il mondo. Il cibo (+6,3%) ha trainato la crescita dell’export totale nazionale, con farmaceutica e mezzi di trasporto.</p>
<h4>Il primato</h4>
<p>Il primo <strong>rapporto sulle politiche agroalimentari di “The European House Ambrosetti e Teha Group”</strong>, ha rilevato come le risorse stanziate dal governo, anche per la promozione, abbiano centrato l’obiettivo.</p>
<p>Il nostro Paese è <strong>numero uno al mondo per le spedizioni di pasta e passate di pomodoro</strong>, primo produttore e secondo esportatore di vino, <strong>leader Ue nella Dop economy che fattura 20,7 miliardi</strong> di euro. In una situazione geopolitica complessa e segnata da incertezze, per garantire un futuro brillante alla produzione alimentare tricolore l’unica chance è allargare e diversificare i mercati. I recenti accordi siglati o in cantiere tra l’Ue e numerosi Paesi terzi sono un’opportunità unica per il made in Italy, brand vincente in tutto il mondo, soprattutto ora con l’ultima medaglia del riconoscimento Unesco della cucina italiana.</p>
<h4>Eccellenze e criticità</h4>
<p><strong>Olio, vino, pasta, pomodoro, sono eccellenze</strong>, ma per alcuni settori, è il caso delle produzioni vinicole, le criticità ci sono.</p>
<p>E non solo <strong>negli Usa</strong>, dove l’Unione italiana vini ha segnalato <strong>nei primi quattro mesi un calo del 15,4%</strong>, ma anche in <strong>Germania</strong> (-6,8%) e <strong>Regno Unito</strong> (-6,1%). A pesare più dei dazi il calo dei consumi (in Italia -18% in 20 anni, secondo i dati di Divulga).</p>
<p>Se si esplorano nuove destinazioni si può riguadagnare il terreno perso. Nel <strong>Mercosur</strong> l’Uiv ha calcolato un incremento del 36,4% (+ 17,8% il Brasile). <strong>L’India</strong> poi è tra le mete a cui si guarda con maggiore interesse.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Messaggero</strong></p>
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		<title>Pecorino Romano DOP, 39 milioni di chili nell’ultima campagna</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pecorino-romano-dop-39-milioni-di-chili-nellultima-campagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 07:24:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP in assemblea tra situazione dei mercati e battaglia sui dazi USA: 39 milioni di chili nell’ultima campagna. Trentanove milioni di chili di Pecorino Romano DOP prodotti nell’ultima [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP in assemblea tra situazione dei mercati e battaglia sui dazi USA: 39 milioni di chili nell’ultima campagna.</em></p>
<p>Trentanove milioni di chili di Pecorino Romano DOP prodotti nell’ultima campagna, quasi 9mila allevatori e 47 caseifici coinvolti nella filiera, un export che vale il 60% della produzione e il mercato interno fra luci e ombre: i dati della campagna 2024/2025 sono stati resi noti oggi nell’annuale assemblea dei soci del Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP. Durante i lavori, che si sono svolti oggi a Siamaggiore, il presidente Gianni Maoddi ha fatto il punto anche sulle attività di tutela, vigilanza e promozione svolte nel corso dell&#8217;anno, con particolare attenzione alla questione dei dazi Usa che continuano ad alimentare incertezza e creare instabilità.</p>
<h4>La produzione</h4>
<p>Nella campagna 2024/2025 sono stati realizzati poco più di 39 milioni di chili di Pecorino Romano DOP, come certificato dall&#8217;ente di controllo. I 47 caseifici della filiera hanno lavorato oltre 300 milioni di litri di latte, di cui il 76% destinato alla produzione della DOP. La Sardegna resta il cuore produttivo, con il 92% del totale, contro l&#8217;8% di Lazio e provincia di Grosseto; il sistema cooperativo realizza il 54% della produzione, l&#8217;industria privata il restante 46%. Nel sistema di controllo risultano oggi iscritti quasi 9mila allevatori, 47 caseifici, 15 stagionatori e 91 tra confezionatori e grattugiatori</p>
<h4>Il mercato interno</h4>
<p>Sul mercato italiano le vendite di Pecorino Romano DOP nella grande distribuzione crescono per il secondo anno consecutivo, raggiungendo quasi 48mila quintali, con un aumento del 4,3% rispetto al 2024. Un risultato in controtendenza rispetto al resto del comparto: considerando anche i volumi assorbiti da industria alimentare, canale horeca (ristoranti, bar e catering) e vendita al dettaglio, il consumo interno complessivo del Pecorino Romano DOP si stima in circa 123mila quintali.</p>
<h4>I mercati esteri</h4>
<p>Gli Stati Uniti, ha sottolineato ancora il presidente Maoddi, restano saldamente il primo mercato estero del Pecorino Romano, con circa 131mila quintali esportati nel 2025, in leggera crescita per quanto riguarda il volume ma in calo in termini di valore per effetto dei dazi. Subito dopo gli Usa segue l&#8217;Unione Europea, che assorbe quasi 55mila quintali, in aumento del 2,4%. A crescere con più forza sono però i mercati emergenti: il Regno Unito segna un +8,6%, il Canada un +16%, l&#8217;Australia un +19,6%, confermandosi una delle scommesse vincenti degli ultimi anni, confermata dalla partecipazione del Consorzio alla Fiera Fine Food di Sydney. Nel complesso, l&#8217;export 2025 sfiora i 218mila quintali, pari al 60% della produzione vendibile.</p>
<h4>Il fronte dazi USA</h4>
<p>Il tema dei dazi statunitensi ha caratterizzato i tre quarti del 2025 e li ha inevitabilmente e fortemente condizionati, anche se si è riusciti a mantenere gli stessi volumi esportati dell’anno precedente. Dopo le tariffe introdotte nel 2019 nell&#8217;ambito della disputa Airbus-Boeing e la loro sospensione nel 2021, il 2 aprile 2025 l&#8217;amministrazione Trump ha varato un nuovo schema di dazi reciproci, sfociato ad agosto in una tariffa minima del 15% sui prodotti europei. A febbraio 2026 questi dazi sono stati dichiarati illegittimi, ma gli Stati Uniti hanno immediatamente introdotto, attraverso la Section 122 del Trade Act del 1974, un nuovo dazio generale del 10%, tutt’ora in vigore. Per difendere la filiera, il Consorzio ha promosso nel 2025, in collaborazione con lo studio legale Gibbons di New York, una serie di incontri a Washington con i vertici di importanti componenti del Congresso americano, sia democratici che repubblicani, con l&#8217;obiettivo di costruire un consenso bipartisan per l&#8217;esenzione tariffaria del Pecorino Romano. In parallelo è proseguito il confronto con il ministero degli Esteri italiano, che da settembre 2025 ha inserito il Consorzio nella Task Force dedicata alla questione dazi. Una battaglia ancora lunga e complessa, che impegna quotidianamente la filiera nella difesa di un prodotto che resta fondamentale per l’economia in particolare della Sardegna.</p>
<h4>Tutela e vigilanza</h4>
<p>Il 2025 si è aperto con un riconoscimento storico: l&#8217;ufficio statunitense dei marchi e brevetti (USPTO) ha dichiarato incontestabile il marchio tridimensionale di certificazione del Pecorino Romano, rafforzandone in modo significativo la protezione giuridica negli Stati Uniti in un momento negoziale particolarmente delicato. Prosegue intanto il servizio di sorveglianza web attivo da un decennio, mentre in centro America si moltiplicano le azioni di opposizione contro tentativi di registrazione di marchi simili al toponimo &#8220;Romano&#8221;, con il sostegno delle ambasciate italiane in Ecuador, Guatemala e Cile. Il Consorzio ha inoltre dotato il laboratorio Laore di una nuova tecnologia di analisi rapida, a disposizione di tutti i soci, per il controllo di latti estranei, sporigeni e Listeria.</p>
<h4>Promozione</h4>
<p>Prosegue il piano di promozione internazionale sostenuto dai fondi europei. Si è concluso <strong>PR ON TOP</strong>, il progetto triennale dedicato al mercato statunitense, con un evento finale a New York che ha riunito importatori e distributori americani. Vanno avanti <strong>TASK EU</strong> su Regno Unito e Svizzera, realizzato insieme ai Consorzi Vini Alto Adige e Vini Etna, <strong>EMPIR EU</strong> su Italia e Germania, con la presenza alle fiere Cibus, Tuttofood e Anuga, e <strong>KYOI</strong> sul mercato giapponese. In Australia il progetto <strong>Marchi Collettivi</strong>, finanziato da MIMIT e Unioncamere, ha portato il Pecorino Romano a Sydney con una cena evento nel ristorante dello chef stellato Giovanni Pilu e una masterclass dedicata. È inoltre in attesa di avvio la <strong>Misura SRG 10</strong> della Regione Lazio, che finanzierà il nuovo sito istituzionale del Consorzio e attività didattiche nelle scuole. Nel corso dell&#8217;anno il Consorzio ha inoltre partecipato a nove fiere internazionali di settore, tra cui Summer Fancy Food a New York, Anuga a Colonia e Fine Food Australia a Sydney. “Investire nella promozione internazionale significa rafforzare il valore del Pecorino Romano sui mercati esteri e raccontare al mondo la storia, la qualità e il legame profondo di questo prodotto con i territori di origine”, dice <strong>il direttore del Consorzio Riccardo Pastore</strong>. “I progetti di promozione rappresentano uno strumento fondamentale per aumentare la conoscenza del nostro formaggio, sostenere le imprese della filiera e creare nuove opportunità di crescita. Attraverso queste iniziative possiamo valorizzare non solo un’eccellenza agroalimentare, ma anche il patrimonio di tradizioni, competenze e cultura che il Pecorino Romano porta con sé”.</p>
<h4>La dichiarazione del presidente del Consorzio Gianni Maoddi</h4>
<p><em>&#8220;I dati presentati oggi in assemblea confermano la solidità di una filiera che continua a crescere nonostante le difficoltà in un contesto internazionale complesso, ne siamo orgogliosi e siamo consapevoli che è il risultato di un anno di duro lavoro da parte di tutti”, dice il presidente del Consorzio Gianni Maoddi. “Purtroppo, il mercato interno nel 2025 è stato caratterizzato sì da una tenuta in termini di volumi di vendita, ma da una progressiva seppur ingiustificata diminuzione in termini di valore. Per quanto riguarda i mercati esteri, registriamo una crescita interessante </em>su mercati come il Canada e l&#8217;Australia, sui quali continueremo a puntare esplorando allo stesso tempo nuove opportunità commerciali<em>. </em><em>Ma il 2025 – sottolinea Maoddi &#8211; sarà ricordato soprattutto per l&#8217;intenso lavoro diplomatico svolto negli Stati Uniti: abbiamo portato le ragioni della nostra filiera fino al Congresso americano, costruendo un dialogo bipartisan che oggi ci consente di guardare al futuro con maggiore fiducia anche se sicuramente gli ostacoli da affrontare sono tanti e la situazione resta molto incerta, cosa che naturalmente non fa bene ai mercati che invece chiedono stabilità. Dunque siamo in un momento che richiede grande impegno e determinazione da parte dell’intera filiera e il supporto delle istituzioni regionali e nazionali, a cui chiediamo di mettere in campo ogni azione utile per affiancare il nostro lavoro. Noi, come Consorzio, continueremo a difendere con determinazione il valore del Pecorino Romano DOP, la sua origine e il lavoro di migliaia di allevatori e produttori che ogni giorno rendono grande questa denominazione”, conclude il presidente Maoddi.</em></p>
<div class="entry-content">
<p>Fonte: <a href="https://www.pecorinoromano.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di tutela del Pecorino Romano</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Cs-Pecorino-Romano-Assemblea-15-luglio-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></div>
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		<title>Fondazione Banfi e Qualivita a confronto sulla Dop economy del vino</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/fondazione-banfi-e-qualivita-a-confronto-sulla-dop-economy-del-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 07:01:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[filosofiaDopeconomy]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=525690</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il “Modello Montalcino” protagonista della presentazione del libro “La filosofia della Dop economy“, di Mauro Rosati ed edito da Treccani, organizzata da Fondazione Banfi e Fondazione Qualivita. Il futuro delle Indicazioni Geografiche del vino, il ruolo delle [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il “Modello Montalcino” protagonista della presentazione del libro “La filosofia della Dop economy“, di Mauro Rosati ed edito da Treccani, organizzata da Fondazione Banfi e Fondazione Qualivita.</em></p>
<p>Il <strong>futuro delle Indicazioni Geografiche</strong> del vino, il ruolo delle filiere a denominazione nello <strong>sviluppo dei territori</strong> e le grandi trasformazioni che attendono il settore sono stati al centro della presentazione de “<strong><em>La filosofia della Dop economy</em></strong>“, il nuovo libro del Direttore della Fondazione Qualivita <strong>Mauro Rosati</strong>, edito da Treccani, ospitata venerdì 10 luglio a Montalcino nella prestigiosa cornice della <strong><em>Summer School Sanguis Jovis</em></strong>, il programma di alta formazione organizzato da <strong>Fondazione Banfi</strong>.</p>
<p>L’incontro si è tenuto presso la storica azienda <strong>Banfi</strong>, uno dei protagonisti del cosiddetto “<strong>Modello Montalcino</strong>” raccontato nel volume: l’impresa, infatti, ha avuto un ruolo determinante nell’affermazione internazionale del Brunello di Montalcino DOP, contribuendo all’apertura dei mercati internazionali, alla crescita di una moderna cultura del marketing del vino e alla valorizzazione del territorio attraverso ricerca, formazione e innovazione, facendo di Montalcino uno dei casi più emblematici della Dop economy italiana.</p>
<p>Insieme all’autore sono intervenuti alcuni tra i più autorevoli protagonisti del panorama vitivinicolo italiano: <strong>Rodolfo Maralli</strong>, Presidente dell’azienda Banfi e della Fondazione Banfi e protagonista dell’affermazione internazionale di uno dei marchi simbolo dell’enologia italiana; <strong>Alberto Mattiacci</strong>, docente della Sapienza Università di Roma ed esperto di marketing strategico; <strong>Attilio Scienza</strong>, tra i massimi studiosi italiani di viticoltura ed enologia; e <strong>Gabriele Gorelli</strong>, primo Master of Wine italiano e membro del Comitato Scientifico Fondazione Qualivita.</p>
<p>Nel corso del confronto sul modello italiano delle Indicazioni Geografiche come leva di sviluppo economico, culturale e sociale è emerso con forza il ruolo strategico delle<strong> filiere DOP IGP e </strong>dei<strong> Consorzi di tutela </strong>come<strong> motori di sviluppo economico, sociale e culturale dei territori</strong>. Una riflessione sviluppata a partire dal caso di Montalcino, considerato uno degli esempi più emblematici della capacità di una denominazione di origine di trasformare un territorio, creando valore economico, reputazione internazionale e un modello di crescita fondato sulla qualità, sulla tutela e sulla governance condivisa della filiera.</p>
<p>Fonte: <b>La Nazione &#8211; Siena</b></p>
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		<item>
		<title>Parmigiano Reggiano DOP, Console USA in visita alla filiera: sul tavolo export, sinergie e turismo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/parmigiano-reggiano-dop-console-usa-in-visita-alla-filiera-sul-tavolo-export-sinergie-e-turismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:59:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=525698</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Console Generale degli Stati Uniti Douglass Benning in visita alla filiera del Parmigiano Reggiano DOP: sul tavolo export, sinergie istituzionali e il turismo dagli USA Si è tenuta il 13 luglio la visita istituzionale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Console Generale degli Stati Uniti Douglass Benning in visita alla filiera del Parmigiano Reggiano DOP: sul tavolo export, sinergie istituzionali e il turismo dagli USA</em></p>
<p>Si è tenuta il 13 luglio la <strong>visita istituzionale</strong> del <strong>Console Generale degli Stati Uniti</strong>, <strong>Douglass Benning</strong>, presso l&#8217;Azienda Agricola Bertinelli a Noceto. Dopo un tour guidato della filiera produttiva e una degustazione di <strong>Parmigiano Reggiano</strong> a diverse stagionature, il Console ha incontrato <strong>Nicola Bertinelli</strong>, <strong>presidente del Consorzio</strong>, per un confronto dedicato allo <strong>sviluppo delle relazioni economiche e istituzionali</strong> tra il territorio della Dop e gli Stati Uniti.</p>
<p>L&#8217;incontro è stato l&#8217;occasione per fare il punto sull&#8217;andamento del <a href="https://www.qualivita.it/news/parmigiano-reggiano-dop-gli-stati-uniti-al-centro-della-strategia-di-crescita-internazionale/" target="_blank" rel="noopener"><strong>principale mercato estero del Parmigiano Reggiano</strong></a>, con<strong> esportazioni in crescita del 2,5% nei primi cinque mesi del 2026 </strong>rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un<strong> totale di circa 7.000 tonnellate</strong>. Nonostante un contesto caratterizzato da incertezze legate ai dazi e allo scenario geopolitico, il mercato americano continua infatti a dimostrare una forte domanda e una crescente fedeltà dei consumatori verso la Dop. Al centro del colloquio anche le prospettive di sviluppo della <strong>Parmigiano Reggiano USA Corporation</strong>, nata per rafforzare il dialogo con istituzioni, operatori economici e stakeholder locali, promuovere attività di formazione e educazione sul prodotto e consolidare la tutela della Dop sul mercato nordamericano.</p>
<p>Durante l&#8217;incontro, sono state inoltre condivise alcune delle principali linee strategiche presentate dal Consorzio durante il recente <strong>Summer Fancy Food Show</strong> di New York, dove il Parmigiano Reggiano ha riunito retailer, distributori, istituzioni e media statunitensi per discutere il futuro della Dop in Nord America. Tra i temi affrontati, il ruolo delle Indicazioni Geografiche come modello di sviluppo per le eccellenze agroalimentari, la valorizzazione degli autentici ingredienti italiani quale presupposto imprescindibile della candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio Immateriale UNESCO e la necessità di costruire una collaborazione stabile tra produttori, istituzioni e distribuzione per creare valore lungo l&#8217;intera filiera.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;incontro il Consorzio ha inoltre proposto di avviare, in sinergia con la rete consolare, <strong>collaborazioni in ambito governativo e accademico</strong> dedicate alla ricerca e all&#8217;educazione alimentare, valorizzando le proprietà nutrizionali del Parmigiano Reggiano anche in relazione al programma statunitense &#8220;Make America Healthy Again&#8221;. È stata infine ribadita l&#8217;importanza di mantenere un <strong>confronto costante sulle politiche tariffarie e commerciali</strong>, con l&#8217;obiettivo di favorire uno sviluppo equilibrato degli scambi tra Italia e Stati Uniti.</p>
<p>Un ulteriore focus è stato dedicato al turismo. Attraverso il progetto Vivi Parmigiano Reggiano, il Consorzio punta a trasformare la Dop in una destinazione da vivere durante tutto l&#8217;anno, intercettando anche i <strong>flussi turistici provenienti dagli Stati Uniti</strong>. L&#8217;obiettivo è triplicare le visite ai caseifici, passando dalle circa 100.000 presenze attuali a 300.000 entro il 2029, contribuendo allo sviluppo economico del territorio di origine.</p>
<p>«<em>L&#8217;incontro di oggi con il Console Generale Douglass Benning rappresenta un passo importante per consolidare un&#8217;alleanza istituzionale strategica tra il Consorzio e gli Stati Uniti</em>», dichiara <strong>Nicola Bertinelli</strong>. «<em>Gli Stati Uniti non sono soltanto il nostro primo mercato estero: rappresentano un partner con cui vogliamo costruire relazioni sempre più profonde. Attraverso la Parmigiano Reggiano USA Corporation intendiamo sviluppare un dialogo stabile con le istituzioni americane, promuovere la cultura del prodotto autentico, sostenere progetti di educazione alimentare e rafforzare la collaborazione su temi economici, commerciali e turistici. Il nostro obiettivo è creare valore condiviso, per la filiera del Parmigiano Reggiano e per i territori dei due Paesi</em>».</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.parmigianoreggiano.com/it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/CS-Visita-console-Benning.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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