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	<title>domini &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>domini &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Zanette, Consorzio Prosecco Doc: accordo sulla Riforma DOP e IGP è migliore intesa possibile</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Oct 2023 07:15:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dichiarazione del Presidente del Consorzio di tutela della DOC Prosecco, Stefano Zanette, sulla conclusione del trilogo “on geographical indications and quality schemes”. Credo che il compromesso raggiunto dai rappresenti del Consiglio, della Commissione e del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dichiarazione del Presidente del Consorzio di tutela della DOC Prosecco, Stefano Zanette, sulla conclusione del trilogo “on geographical indications and quality schemes”.</em></p>
<p>Credo che il <strong>compromesso</strong> raggiunto dai rappresenti del Consiglio, della Commissione e del Parlamento Europeo, per quanto riguarda la revisione delle norme relative alle <strong>Indicazioni Geografiche</strong> dell’Unione Europea, rappresenti quanto di meglio si potesse ottenere in questo momento.</p>
<p>Credo infatti che la riforma risponda ad alcune esigenze fondamentali del mondo delle IG: in primis la definizione del ruolo delle <strong>Associazioni di produttori</strong> e di quelle “riconosciute”, in particolare; ma ha anche il pregio di aver introdotto delle novità in tema di <strong>Nomi a dominio</strong>, ancorché limitatamente ai nomi di primo livello con codice paese stabiliti nell’unione;  per non parlare della soluzione relativa alle <strong>Menzioni tradizionali</strong> e ai loro possibili conflitti con le Indicazioni Geografiche</p>
<p>In ogni caso, permangono buoni motivi per ritenere che, se non ci fosse stata un’aprioristica avversione al progetto da parte di alcuni soggetti &#8211; che fino all’ultimo hanno cercato di boicottare l’iter normativo della riforma &#8211; si sarebbe potuto lavorare maggiormente sul merito e migliorare, in questo modo, alcuni contenuti del testo, come ad esempio regolamentazione relativa all’<strong>uso delle IG come ingrediente negli alimenti trasformati</strong> preimballati.</p>
<p>Lasciatemi quindi ringraziare per il lavoro svolto il Ministro dell’agricoltura spagnolo Luis Planas Puchades, che ha saputo far sintesi, con questo compromesso, delle posizioni dei governi dei 27 paesi della UE; il Commissario Europeo Janusz Wojciechowski e tutti gli uffici della Commissione UE, primi promotori della riforma ed il relatore al Parlamento Europeo, Paolo De Castro che con pazienza e competenza &#8211; assieme ai relatori ombra e al suo staff &#8211; ha lavorato sul testo.</p>
<p>Fonte: <strong> Consorzio di tutela della DOC Prosecco</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/10/Riforma-IG-prosecco-dop.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Tutela Digitale, Cybersquatting: dominio “gorgonzola.blue” riassegnato al Consorzio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2021 12:58:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>WIPO accoglie la richiesta avanzata dal Consorzio di Tutela del Formaggio Gorgonzola DOP che torna così in possesso del nome a dominio Ancora una volta un’eccellenza italiana del settore alimentare è stata oggetto del contendere, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>WIPO accoglie la richiesta avanzata dal Consorzio di Tutela del Formaggio Gorgonzola DOP che torna così in possesso del nome a dominio</em></p>
<p>Ancora una volta un’eccellenza italiana del settore alimentare è stata oggetto del contendere, il <a href="https://www.gorgonzola.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola DOP</strong></a> per la quarta volta si è rivolto all’Arbitration and Mediation Center della WIPO, per richiedere la riassegnazione del nome a dominio “<strong>gorgonzola.blue</strong>”.</p>
<p>Alla base del <strong>reclamo</strong>, il Consorzio Novarese ha posto la circostanza che sin dal 1970, svolge «<em>un’attività di controllo per il pieno rispetto e l’applicazione delle norme vigenti in Italia ed all’estero dove la denominazione di origine “Gorgonzola” è protetta</em>», nonché il fatto che il formaggio Gorgonzola DOP, ha ottenuto il riconoscimento dall’Unione Europea e l’inserimento nella lista dei prodotti d.o.p. già nel 1996. Ulteriore elemento di doglianza era riferito al fatto che l’assegnatario del nome a dominio conteso, lo utilizzasse per attività di collegamenti PPC (Pay Per Click) riferibili a prodotti alimentari, compresi formaggi, di soggetti terzi.</p>
<p>A differenza di quanto accade nella maggioranza delle <strong>procedure di riassegnazione</strong>, dove la parte Resistente resta sostanzialmente “<em>contumace</em>”, in questa procedura l’assegnatario del dominio ha depositato una corposa replica, con la quale ha innanzitutto richiamato due precedenti procedure che hanno visto come protagonista il Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola DOP, entrambe concluse con un provvedimento di diniego (WIPO Case No. D2017-0554 &lt;gorgonzola.club&gt; e  WIPO Case No. D2017-0253 &lt;gorgonzola.city&gt;).</p>
<p>Il Resistente ha sostenuto di avere in programma la realizzazione di una <strong>serie di siti web “<em>Wiki-Style</em>”</strong> con lo scopo di fornire informazioni e notizie al pubblico, e che la registrazione del nome a dominio “gorgonzola.blue” rientrava nel più ampio progetto di un portale da realizzare sul nome a dominio “<em>cheese.network</em>”, attività che, sempre secondo il Resistente, addirittura avrebbe potuto apportare dei benefici economici al Consorzio per il Gorgonzola. Da ultimo il Resistente pur ammettendo di essere a conoscenza dell’esistenza del formaggio Gorgonzola, dichiarava che in fase di registrazione del nome a dominio contestato fosse assolutamente inconsapevole dell’esistenza di un <strong>marchio registrato</strong>, pertanto avrebbe agito nell’assoluta buona fede.</p>
<p>Il Panelist Steven A. Maier, incaricato dalla <strong>WIPO</strong>, ha in via preliminare evidenziato che il richiamo alle precedenti procedure, era privo di rilevanza in quanto le circostanze che avevano comportato il rigetto dei precedenti ricorsi non erano presenti né applicabili nel procedimento in corso.</p>
<p>Per quanto riguarda la presenza dei tre elementi richiesti dall’UDRP (Uniform Domain Name Dispute Resolution Policy), il Panelist ha evidenziato l’assoluta identità del nome a dominio contestato con il marchio registrato di titolarità della Reclamante, ribadendo che il suffisso “.blue” non ha rilevanza nel raffronto con il segno distintivo “usurpato”.</p>
<p>Il merito alla presenza di <strong>diritti o interessi legittimi</strong> in capo alla Resistente, il Panelist non ha potuto fare altro che prendere atto del fatto che nessun sito o blog “Wiki-Style” era mai stato realizzato dalla Resistente sul dominio “gorgonzola.blue”, né tale attività era stata approntata sugli altri siti della Resistente riconducibili ad altri formaggi rinomati (roquefort.blue, danish.blue, stilton.blue).</p>
<p>Infine, con riferimento all’elemento della <strong>malafede</strong> nella registrazione e nell’utilizzo del dominio oggetto di contestazione, il Collegio Arbitrale ha ritenuto non sostenibile la tesi secondo cui il Resistente ignorasse l’esistenza di un marchio registrato “Gorgonzola”. Il dato di fatto che il Resistente, a suo dire, si apprestava a realizzare un sito informativo sul formaggio Gorgonzola, un prodotto rinomato e presente sui mercati da oltre 50 anni, è sufficiente ad evidenziare che non potesse ignorarne l’esistenza.</p>
<p>Rilevando quindi la sussistenza dei tre elementi richiesti dalla Policy, il Panelist con la decisione D2021-0722 del 30 maggio 2021, ha disposto il <strong>trasferimento del nome</strong> a dominio “gorgonzola.blue” a favore del <strong>Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.altalex.com/documents/news/2021/06/14/cybersquatting-gorgonzola-blue-riassegnato-consorzio-novarese" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>altalex.com</strong></a></p>
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		<title>Arrivano i nuovi domini di primo livello .Wine, grazie alla politica</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/arrivano-i-nuovi-domini-di-primo-livello-wine-grazie-alla-politica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2015 10:08:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non è una novità che i nuovi domini generici di primo livello (gTLD), come ad esempio .Wine e .Vin, saranno annunciati a breve da Donuts  (la società privata che ne ha rilevato i diritti da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è una novità che i <strong>nuovi domini generici di primo livello</strong> (gTLD), come ad esempio .<strong>Wine e .Vin</strong>, saranno annunciati a breve da Donuts  (la società privata che ne ha rilevato i diritti da Icann) &#8211; ma il mese di novembre è il mese che tutti attendono dato che, con l&#8217;inizio dei Periodi di Sunrise (periodo che i possessori di un marchio hanno per preregistrare un dominio web), molte domande sorgono per concretizzare le misure di protezione relative alle Indicazioni Geografiche, in particolare sul vino.</p>
<p>C&#8217;è molto da commentare sulla lunghezza dei tempi necessari al lancio  dei .wine e .vin nuovi domini generici di primo livello (gTLD) e, soprattutto, quanto sia stato difficile proteggere quelli relativi alle Indicazioni Geografiche di vini (chiamati anche Wine GIs) . La via francese è stata molto efficiente per affrontare una tale minaccia per la nostra cultura. E questo grazie al team di esperti che ci ha lavorato ma anche grazie alla classe politica a che ha preso in mano il problema e li ha supportati nel trovare una soluzione.</p>
<p><a href="http://foodsafety.einnews.com/article/289963042/fTdx-vMoMR_6_rcx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LEGGI L&#8217;ARTICOLO COMPLETO IN LINGUA INGLESE</a></p>
<p>Fonte: <strong>CircleID</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Domini on line, priorità ai produttori</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/domini-on-line-priorita-ai-produttori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2015 10:03:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La tutela delle Indicazioni Geografiche viaggia on line. Infatti mentre nei negoziati internazionali, primo tra tutti quello sull&#8217;accordo commerciale Usa-Ue, la tutela dei prodotti alimentari di qualità fa fatica a essere recepita, on line, invece, si riescono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La tutela delle <strong>Indicazioni Geografiche </strong>viaggia on line. Infatti mentre nei negoziati internazionali, primo tra tutti quello sull&#8217;accordo commerciale Usa-Ue, la tutela dei prodotti alimentari di qualità fa fatica a essere recepita, on line, invece, si riescono a individuare soluzioni in grado di conciliare le esigenze di mercato con l&#8217;esigenza di difesa delle contraffazioni.</p>
<p>Va decisamente in questa direzione l&#8217;accordo raggiunto nei giorni scorsi e che ha visto da un lato Efow (l&#8217;associazione europea dei vini a Indicazione Geografica) e l&#8217;Avas (l&#8217;associazione americana che coinvolge la Sonoma Country Vintners, l&#8217;Oregon Winegrowers Association) e dall&#8217;altro l&#8217;Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers). L&#8217;intesa chiude un negoziato sui domini durato all&#8217;incirca due anni e mezzo.</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore &#8211; Agrisole</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2015/07/20150710_RS_AGRISOLE.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Domini web: è battaglia sul vino</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/domini-web-e-battaglia-sul-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 14:35:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[frodi alimentari]]></category>
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		<category><![CDATA[Maurizio Martina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È guerra aperta quella dichiarata dall’Unione Europea alla Donuts, l’azienda privata che sta per conquistare il diritto esclusivo all’utilizzo dei domini legati al mondo del vino, .wine e .vin. In questo modo il pericolo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/65bd12b74dbfe9d83ae6e8745bf95553.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">È guerra aperta quella dichiarata dall’Unione Europea alla Donuts, l’azienda privata che sta per conquistare il diritto esclusivo all’utilizzo dei domini legati al mondo del vino, .wine e .vin. In questo modo il pericolo di frodi alimentari paventato da paesi di lunga tradizione enologica come l’Italia e la Francia diverrebbe realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">L’assegnazione “selvaggia” ad aziende private di domini legati all’artigianalità di un Paese rischia infatti di mandare in confusione il consumatore e far largo a opportunità di frodi commerciali a scapito del made in Italy. Responsabile delle assegnazioni è l’Icann, l’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, ente no profit statunitense nato come agenzia del Dipartimento del commercio americano; Maurizio Martina, ministro dell’Agricoltura, e i rappresentanti degli altri Stati membri dell’Unione Europea si stanno muovendo in questo periodo chiedendo all’Icann di tutelare i consumatori per evitare che tale assegnazione porti aziende qualsiasi a vendere sul web vini che non hanno alcun legame con il territorio di produzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Se da un lato gli Stati europei temono il peggio, dall’altro la Donuts afferma che tale assegnazione altro non servirebbe che a giovare al giro di affari nel mondo dell’agroalimentare, e dal canto suo può già vantare una vittoria: dal 3 dicembre infatti la Donuts conquisterà ufficialmente il diritto esclusivo all’utilizzo del dominio .pizza.</p>
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		<title>Icann avanti sui &#8220;domini del vino&#8221;, Sahel: &#8220;Dalla Ue nessun esposto&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/icann-non-molla-sui-domini-del-vino-sahel-dalla-ue-nessun-esposto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2014 07:02:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CorrieredelleComunicazioni.it Avanti tutta sull&#8217;assegnazione dei &#8220;.vin&#8221; e &#8220;.wine&#8221;. Il Vice Presidente Icann per l&#8217;Europa dichiara: &#8220;Siamo trasparenti, rispetteremo le regole sviluppate con stakeholder e governi&#8221;. Avanti tutta con l’assegnazione dei domini generici di primo livello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/icann-non-molla-sui-domini-del-vino-sahel-dalla-ue-nessun-esposto/">Icann avanti sui &#8220;domini del vino&#8221;, Sahel: &#8220;Dalla Ue nessun esposto&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/ca0e53d5d532c6bce47147c5ac5bac47.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>CorrieredelleComunicazioni.it</strong></p>
<p>Avanti tutta sull&#8217;assegnazione dei &#8220;.vin&#8221; e &#8220;.wine&#8221;. Il Vice Presidente Icann per l&#8217;Europa dichiara: &#8220;Siamo trasparenti, rispetteremo le regole sviluppate con stakeholder e governi&#8221;. Avanti tutta con l’assegnazione dei domini generici di primo livello .vin and .wine. Anche perché, a dispetto delle rimostranze pubbliche europee, “l’Icann non ha ad oggi ricevuto alcun esposto ufficiale” contro il procedimento. E’ quanto afferma al Corriere delle Comunicazioni Jean-Jacques Sahel, vicepresidente per l’Europa dell’organismo no profit che gestisce alcune delle funzioni chiave della governance di Internet. Improbabile una retromarcia anche dopo le rimostranze del GAC.</p>
<p><strong>Sahel, può quindi confermarci che l’Icann sta portando a termine le operazioni di assegnazione dei domini di primo livello .wine e .vin nonostante l’opposizione di diversi paesi europei?<br /></strong>Sì, stiamo andando avanti secondo la procedura stabilita. L’Icann è certamente sensibile alle preoccupazioni espresse da alcuni governi e siamo consapevoli di quanto la questione sia per costoro delicata. Inoltre, abbiamo già fatto presente che terremo in debita considerazione ogni ulteriore indicazione proveniente dal Gac (il comitato consultivo dell’Icann composto da rappresentanti governativi, ndr), così come gli esiti di un’eventuale trattiva in altri forum internazionali, quali il Wto. Tuttavia è importante non solo precisare che l’Icann ha seguito alla lettera il proprio Statuto, ma che la base di tutte le decisioni adottate nel quadro del programma di assegnazione dei nuovi domini è da trovarsi in quello stesso Applicant Guidebook (la guida che definisce le regole per le domande di registrazione) che è stato sviluppato nel corso di più anni con la partecipazione di tutti gli stakeholder, inclusi i governi.</p>
<p><strong>Quali sono a questo punto le tempistiche per l’assegnazione dei due domini?<br /></strong>Per quanto riguarda .wine il prossimo passo sarà la risoluzione di un contenzioso tra i tre soggetti che hanno contemporaneamente presentato richiesta di registrazione. Se la fase conciliatoria non andasse a buon fine, procederemo all’assegnazione per il tramite di un’asta pubblica. Quanto a .vin, invece, la tappa successiva sarà l’invito all’unico richiedente a completare la procedura di registrazione.</p>
<p><strong>Perché secondo voi non occorre introdurre clausole di salvaguardia come domandato, ad esempio, dalla Commissione europea?<br /></strong>La comunità ha a lungo dibattuto sull’opportunità di introdurre salvaguardie speciali per i domini .wine e .vin ma non v’è consenso sull’argomento, neppure in seno al Gac. Peraltro, è doveroso ricordare che l’Icann ha istituito una “procedura di obiezione” grazie alla quale aziende, enti governativi, associazioni della società civile o semplici cittadini possono formalmente ricorrere contro l’introduzione dei nuovi domini nel caso in cui li ritengano lesivi di alcuni diritti. Ad oggi, però, non abbiamo ricevuto alcun esposto ufficiale contro il rilascio di .vin e .wine. Ciò detto, come per i governi, teniamo in massima considerazione le preoccupazioni della Commissione europea, e la incoraggiamo a continuare a darci i suoi input e a rafforzare il suo coinvolgimento nei lavori dell’Icann.&nbsp;</p>
<p><strong>Intanto le critiche, anche aspre, continuano ad imperversare. Il segretario di stato francese per gli affari digitali, Axelle Lemaire, ha definito l’Icann un’organizzazione “opaca”.<br /></strong>L’Icann è al contrario uno degli organismi più aperti e trasparenti in circolazione. Tutti i nostri incontri non solo sono pubblici, ma anche gratuiti e trasmessi in trasmessi via web. Alla stessa stregua, le nostre decisioni e i nostri bilanci sono sempre sottoposti a scrutinio pubblico. Sarebbe forse interessante verificare quanti organismi, si tratti di grandi corporation o agenzie governative, rendono pubbliche così tante informazioni.</p>
<p><strong>Sempre il governo francese ha caldeggiato l’istituzione di un’assemblea generale responsabile per l’assegnazione dei domini di primo livello e in cui viga il principio “un paese, un voto”. Cosa ne pensa?<br /></strong>Se c’è un principio che è stato sempre sostenuto con forza, anche dall’ultimo World Summit on the Information Society (Wsis) promosso dalle Nazioni Unite, è che la governance di Internet deve restare ancorata ad un modello multi-stakeholder. I governi hanno un ruolo forte ed efficace in seno all’Icann, tant’è vero che per il tramite del Gac hanno sostanzialmente contribuito a definire il programma di liberalizzazione dei nuovi domini curato dal “New gTld Program Committee” (Ngpc). Ma non sono i solo attori ad avere voce in capitolo. Tenuto conto della sua inerente natura transnazionale e globale, Internet richiede un modello di governance e di rappresentanza il più possibile ampio e diversificato. Il modello multi-stakeholder permette nei fatti ad una vasta gamma di attori, che si estende dalle aziende alla società civile, passando per i semplici utenti, di partecipare direttamente al dibattito sulla governance di Internet contribuendo secondo le proprie competenze e prospettive ad un Rete che resti globale, aperta e sicura.</p>
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