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	<title>difesa fitosanitaria &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Fri, 29 May 2026 07:41:57 +0000</lastBuildDate>
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	<title>difesa fitosanitaria &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Da 18 quintali per ettaro nel 2014 a poco più di 6-8: la crisi della nocciola in cifre</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/da-18-quintali-per-ettaro-nel-2014-a-poco-piu-di-6-8-la-crisi-della-nocciola-in-cifre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 07:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
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		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Nocciola Piemonte IGP affronta una forte crisi produttiva causata da cambiamenti climatici, siccità e fitopatie: ricerca, innovazione e tecniche sostenibili al centro del confronto della filiera corilicola piemontese. Dai 18 quintali per ettaro nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Nocciola Piemonte IGP affronta una forte crisi produttiva causata da cambiamenti climatici, siccità e fitopatie: ricerca, innovazione e tecniche sostenibili al centro del confronto della filiera corilicola piemontese.</em></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/crolla-la-produzione-di-nocciola-in-piemonte-allarme-degli-agricoltori/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Dai 18 quintali per ettaro nel 2014 a poco più di 6-8 quintali per ettaro delle ultime annate</strong></a>. La crisi della nocciola piemontese sta tutta in questi numeri. Fino al 2020 il comparto corilicolo regionale ha garantito produzioni soddisfacenti, sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo. Negli ultimi tre anni, però, molte aziende si sono trovate ad affrontare una situazione estremamente difficile, caratterizzata da un <a href="https://www.qualivita.it/news/la-crisi-delle-nocciole-mette-a-rischio-lindustria-dolciaria-made-in-italy/" target="_blank" rel="noopener"><strong>drastico calo della produzione</strong></a> che, in alcuni casi, ha raggiunto punte del 90%. Si tratta di un fenomeno complesso e multifattoriale, <strong>determinato dall’azione congiunta di diversi fattori ambientali e dalla recrudescenza di nuove e vecchie fitopatie</strong>.</p>
<h4>I numeri del mercato</h4>
<p><strong>Le cause principali della crisi</strong> sono gli eventi meteorologici estremi e i periodi di siccità abbinati a temperature elevate. Questo provoca una caduta dei frutti prima del periodo di raccolta. <strong>Meno prodotto, spesso attaccato da malattie e parassiti</strong>, si traduce in un’<a href="https://www.qualivita.it/news/per-la-nocciola-prezzi-alti-ma-raccolto-incostante-il-clima-incide-al-70/" target="_blank" rel="noopener">impennata dei prezzi</a> e nella <strong>difficoltà di un mercato che in Piemonte fattura quasi 80 milioni di euro l’anno</strong> e coinvolge 8 mila aziende agricole su circa 30 mila ettari. Così, dopo la corsa degli ultimi anni a estendere la produzione, ora il comparto si trova a dover affrontare <strong>ritardi nel miglioramento delle tecniche produttive</strong> insieme all’impatto globale dei <strong>cambiamenti climatici</strong>.</p>
<p>[…]</p>
<p>Particolarmente partecipato il <strong>talk «La Nocciola Piemonte Igp e la Nocciola Piemonte Igp delle Langhe: prodotti di eccellenza, risorsa e valorizzazione di un territorio»</strong>, organizzato da Confagricoltura Cuneo con il contributo della Regione e del nuovo brand «PiemonteIS – Eccellenza Piemonte». Il confronto ha messo al centro il <strong>valore strategico di un prodotto certificato Igp</strong>, riconosciuto come elemento distintivo dell’eccellenza piemontese e strumento fondamentale per la promozione e la valorizzazione del territorio.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.lastampa.it/cuneo/2026/05/28/news/nocciola_crisi-15639477/" target="_blank" rel="noopener">La Stampa.it</a></strong></p>
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		<title>Genetisti in campo nel Salento per la due giorni anti-Xylella</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/genetisti-in-campo-nel-salento-per-la-due-giorni-anti-xylella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 06:31:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[difesa fitosanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[olivicoltura]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[Xylella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si terrà oggi e domani a Lecce il final meeting del progetto nazionale «Cleargenes» volto a combattere la Xylella in Salento e migliorare produttività e sostenibilità dell&#8217;olivicoltura salentina Il futuro dell&#8217;agricoltura salentina al centro di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si terrà oggi e domani a Lecce il final meeting del progetto nazionale «Cleargenes» volto a combattere la Xylella in Salento e migliorare produttività e sostenibilità dell&#8217;olivicoltura salentina</em></p>
<p>Il futuro dell&#8217;<strong>agricoltura salentina al centro di una due giorni di convegni</strong> e sopralluoghi con l&#8217;intervento di esperti genetisti da tutta Italia. La Camera di commercio di Lecce e la serra sperimentale degli innesti di Gagliano del Capo ospitano, tra oggi e domani, un programma denso di <strong>approfondimenti scientifici e confronti istituzionali</strong>, dove l&#8217;attenzione sarà focalizzata su come <strong>coniugare produttività e sostenibilità</strong> in un territorio fortemente colpito dal batterio della <strong>Xylella fastidiosa</strong>.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è il <strong>final meeting del progetto nazionale «Cleargenes» (Climate change resilience genes in italian fruits and vegetables)</strong>, finanziato nell&#8217;ambito del programma Agritech Spoke 4 (Università di Padova-Dafnae) e coordinato da IgaTech.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Durante la due giorni, che si terrà presso la sede della Camera di commercio di Lecce a partire dalle 09.30 di oggi, interverrà anche <strong>Giovanni Melcarne, Presidente Consorzio olio DOP Terra d&#8217;Otranto</strong>. Il convegno si chiuderà con una visita alla serra sperimentale degli innesti d&#8217;olivo dell&#8217;azienda ForestaForte di Gagliano del Capo, dove saranno valutati su campo i progressi sulla selezione varietale per la resistenza a Xylella.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Gazzetta del Mezzogiorno</strong></p>
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		<title>Nasce il Comitato Ortofrutta DOP IGP: la risposta di Origin Italia alle sfide del settore ortofrutta</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nasce-il-comitato-ortofrutta-dop-igp-la-risposta-di-origin-italia-alle-sfide-del-settore-ortofrutta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 13:58:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[difesa fitosanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comitato Ortofrutta DOP IGP è un nuovo organismo dei Consorzi di Tutela per coordinare le strategie del comparto e affrontare i cambiamenti climatici In occasione di Macfrut 2025, il principale evento fieristico italiano dedicato al [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Comitato Ortofrutta DOP IGP è un nuovo organismo dei Consorzi di Tutela per coordinare le strategie del comparto e affrontare i cambiamenti climatici</em></p>
<p>In occasione di <strong>Macfrut 2025</strong>, il principale evento fieristico italiano dedicato al settore ortofrutticolo, <strong>Origin Italia</strong> ha ufficialmente presentato il <strong>Comitato Ortofrutta DOP IGP</strong>, un nuovo organismo interno all’Associazione che punta a rafforzare la sinergia tra i Consorzi di Tutela e a dare risposte concrete alle esigenze delle filiere ortofrutticole a Indicazione Geografica.</p>
<p>Coordinato da <strong>Ernesto Seppi</strong>, in rappresentanza del <strong>Consorzio di Tutela della DOP Mela Val di Non</strong>, il Comitato nasce con l’obiettivo di valorizzare in maniera unitaria e strategica le produzioni ortofrutticole certificate, potenziando il coordinamento tra i Consorzi e affrontando in modo condiviso le sfide poste dall’evoluzione climatica e sanitaria. Ne fanno parte rappresentanti designati dai Consorzi soci di Origin Italia, scelti tra presidenti, direttori o esperti delegati, per garantire una governance qualificata e rappresentativa dell’intero comparto.</p>
<p>Come prima iniziativa operativa, il Comitato Ortofrutta &#8211; con la partecipazione del Presidente <strong>Cesare Baldrighi</strong> e del Direttore <strong>Mauro Rosati &#8211; </strong>ha promosso un importante momento di confronto con <strong>Maria Chiara Zaganelli</strong>, Direttrice Generale del <a href="https://www.crea.gov.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>CREA</strong></a>, e con <strong>Livio Proietti</strong>, Presidente dell’<a href="https://www.ismea.it/istituto-di-servizi-per-il-mercato-agricolo-alimentare" target="_blank" rel="noopener"><strong>ISMEA</strong></a>. Con la Direttrice Zaganelli sono state analizzate le prospettive future del comparto ortofrutticolo a IG, con un focus sulle <strong>cultivar</strong> e sulla necessità di aggiornare i <strong>disciplinari di produzione</strong> per rispondere in modo adeguato agli effetti del cambiamento climatico e alla diffusione di nuove fitopatie. Il Presidente Proietti ha invece illustrato le <strong>azioni già messe in campo da ISMEA</strong> a sostegno del settore e confermato l’impegno dell’Istituto nel predisporre ulteriori strumenti efficaci per rafforzare la competitività delle produzioni ortofrutticole DOP e IGP, anche attraverso misure mirate e tempestive.</p>
<blockquote><p>“<em>L’istituzione del Comitato Ortofrutticolo rappresenta un passo fondamentale per tutto il comparto”</em> – ha dichiarato <strong>Cesare Baldrighi</strong>, Presidente di Origin Italia. “<em>Come già avvenuto per i formaggi e i prodotti a base di carne, anche l’ortofrutta sta maturando la consapevolezza che le grandi sfide del settore si affrontano solo attraverso il gioco di squadra. I Consorzi di Tutela sono oggi lo strumento ideale per integrare competenze imprenditoriali, pubbliche e scientifiche in una visione strategica condivisa</em>”.</p></blockquote>
<p><img class="aligncenter wp-image-495137 size-blog-169" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/05/Comitato-ortofrutta-Origin-640x360.jpg" alt="" width="640" height="360" /></p>
<p><strong>I 32 Consorzi di tutela che fanno parte del Comitato</strong>:</p>
<p>Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP; Consorzio di Tutela dell’Arancia di Ribera DOP; Consorzio di Tutela Basilico Genovese DOP; Consorzio di Tutela IGP Carota Novella di Ispica; Consorzio di Tutela del Cavolfiore della Piana del Sele IGP; Consorzio per la Valorizzazione e la Tutela della Cipolla Bianca di Margherita IGP; Consorzio di Tutela della Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP; Consorzio per la Tutela della IGP Clementine di Calabria; Consorzio di Tutela IGP Clementine del Golfo di Taranto; Consorzio di Tutela Fichi di Cosenza DOP; Consorzio di Tutela IGP Finocchio di Isola Capo Rizzuto; Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Lenticchia di Altamura IGP; Consorzio di Tutela Limone Costa d’Amalfi I.G.P.; Consorzio di Tutela della Liquirizia di Calabria DOP; Consorzio Mela Alto Adige IGP; Consorzio di Tutela della DOP Mela Val di Non; Consorzio di Tutela Melone Mantovano IGP; Consorzio per la Valorizzazione e la Tutela della Nocciola Piemonte IGP; Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dell’Oliva di Gaeta DOP; Consorzio di Tutela oliva da mensa DOP La Bella della Daunia – Varietà Bella di Cerignola; Consorzio di Tutela Patata di Bologna D.O.P.; Consorzio di Tutela della Patata della Sila IGP; Consorzio di Tutela della Pera dell’Emilia Romagna IGP; Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione della Pesca di Verona I.G.P.; Consorzio di Tutela del Pistacchio Verde di Bronte DOP; Consorzio di Tutela del Pomodoro di Pachino IGP; Consorzio di Tutela del Pomodoro S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP; Consorzio Tutela Radicchio Rosso di Treviso IGP e Radicchio Variegato di Castelfranco IGP; Consorzio di Tutela della DOP Riso di Baraggia Biellese e Vercellese; Consorzio di Tutela del Riso del Delta del Po IGP; Consorzio di Tutela della Rucola della Piana del Sele IGP; Consorzio per la Valorizzazione e la Tutela dell’Uva di Puglia IGP.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.origin-italia.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Origin Italia </strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/05/20250506-CS-COMITATO-ORTOFRUTTICOLO-ORIGIN-ITALIA.pdf">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/nasce-il-comitato-ortofrutta-dop-igp-la-risposta-di-origin-italia-alle-sfide-del-settore-ortofrutta/">Nasce il Comitato Ortofrutta DOP IGP: la risposta di Origin Italia alle sfide del settore ortofrutta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Castanicoltura italiana in calo, necessario un rinnovamento del settore</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-castanicoltura-italiana-oggi-necessita-di-rinnovamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 06:13:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[difesa fitosanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo rurale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Castanicoltura italiana, 18 i prodotti castanicoli DOP e IGP: a Macfrut sarà presentato il libro &#8220;Eccellenze castanicole DOP e IGP&#8221; &#8220;La castanicoltura in Italia &#8211; spiega Luciano Trentini, vice presidente del Centro studi e documentazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Castanicoltura italiana, 18 i prodotti castanicoli DOP e IGP: a Macfrut sarà presentato il libro &#8220;Eccellenze castanicole DOP e IGP&#8221;</em></p>
<p>&#8220;La <strong>castanicoltura in Italia</strong> &#8211; spiega <strong>Luciano Trentini</strong>, vice presidente del Centro studi e documentazione sul castagno &#8211; occupa una superficie di poco inferiore ai 40.000 ettari ed è realizzata da <strong>migliaia di piccole aziende agricole professionali e non</strong>, che hanno una consistenza aziendale media intorno ai 2/3 ettari di castagne o marroni. Questi frutti dell&#8217;albero del castagno sono una risorsa importante per il castanicoltore poiché permettono di fornire una interessante integrazione al reddito agricolo di <strong>tanti operatori che vivono e conservano il territorio montano</strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;Da qualche anno a questa parte, si sta verificando un <strong>sensibile calo della produzione</strong>, e contestualmente delle superfici coltivate, a causa di molteplici fattori quali lo <strong>spopolamento delle aree montane</strong>, l&#8217;invecchiamento dei castanicoltori, la <strong>mancanza di raccoglitori</strong>, la scarsa produttività dei vecchi impianti, i <a href="https://www.qualivita.it/argomento/cambiamenti-climatici/" target="_blank" rel="noopener"><strong>cambiamenti climatici</strong></a>, i <a href="https://www.qualivita.it/argomento/difesa-fitosanitaria/" target="_blank" rel="noopener"><strong>funghi e gli insetti</strong></a> che attaccano la specie. Tali fattori mettono a dura prova il castagno e chi lo coltiva.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>&#8220;La castanicoltura italiana &#8211; interviene il <strong>professor Elvio Bellini, presidente del CSDC di Marradi</strong> &#8211; <strong>necessita di rinnovamento</strong>, a fianco dei vecchi impianti tradizionali, ne servono di nuovi, moderni, e realizzati con il metodo del frutteto. Servono anche nuovi studi per disporre informazioni e monitoraggi in questa fase di cambiamento climatico. Occorre anche, in questa fase, incentivare i consumi e, per riuscirci, è necessario promuovere il territorio oltre a vendere qualità&#8221;.</p>
<p>Prosegue Trentini: &#8220;Questo ci è stato riconosciuto dalla Ue che ha sancito il riconoscimento comunitario <a href="https://www.qualigeo.eu/risultati/?testo=castagna&amp;geo=Italia&amp;geoistat=ita&amp;geoid=33205&amp;geoidpro=&amp;geoidreg=&amp;categoria=food&amp;classe=cl_106&amp;tipologia=&amp;orderby=&amp;order=" target="_blank" rel="noopener"><strong>DOP e IGP a ben 18 prodotti castanicoli</strong></a>&#8220;.</p>
<p>Durante Macfrut, sarà presentato il <strong>libro del prof. Elvio Bellini, dedicato proprio alle DOP e IGP riconosciute dalla UE all&#8217;Italia</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.freshplaza.it/article/9724094/la-castanicoltura-italiana-oggi-necessita-di-rinnovamento/" target="_blank" rel="noopener">FreshPlaza.it</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nocciola del Piemonte IGP, un progetto triennale contro fitopatie e cambiamenti climatici</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nocciola-del-piemonte-igp-un-progetto-triennale-contro-fitopatie-e-cambiamenti-climatici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 06:36:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[difesa fitosanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un progetto triennale di ricerca applicata alla filiera della Nocciola del Piemonte IGP, affidato alla Fondazione Agrion, per contrastare le fitopatie e gli effetti dei cambiamenti climatici La Nocciola del Piemonte IGP è riconosciuta in tutto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/nocciola-del-piemonte-igp-un-progetto-triennale-contro-fitopatie-e-cambiamenti-climatici/">Nocciola del Piemonte IGP, un progetto triennale contro fitopatie e cambiamenti climatici</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un progetto triennale di ricerca applicata alla filiera della Nocciola del Piemonte IGP, affidato alla Fondazione Agrion, per contrastare le fitopatie e gli effetti dei cambiamenti climatici</em></p>
<p>La<a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/nocciola-del-piemonte-igp/" target="_blank" rel="noopener"><strong> Nocciola del Piemonte IGP</strong></a> è riconosciuta in tutto il mondo come una delle grandi eccellenze della produzione agroalimentare <b>made in Piemonte</b>. Un settore strategico con i suoi <b>28.000 ettari </b>di terreni dedicati, quasi 8<b>.000 aziende agricole</b> e un <b>fatturato </b>che sfiora gli <b>80 milioni di euro </b>l’anno. Un settore che ha le sue radici storiche in Alta Langa, in Provincia di Cuneo, dove ancora oggi rimane quasi il 50% delle aziende e dei terreni dedicati a produrre nocciole di alta qualità.</p>
<p>Negli ultimi anni, <strong>la <a href="https://www.qualivita.it/news/prodotto-di-riferimento/5676/" target="_blank" rel="noopener">produzione di nocciole in Piemonte</a> ha subito però un significativo calo con un –50% </strong>in media nella produzione regionale e punte del 90% in aree dell’Astigiano. Nel 2023, ad esempio, si prevedeva un raccolto di oltre 220.000 quintali, ma la produzione effettiva è stata di soli 150.000 quintali. Le cause principali di questa crisi risiedono in <strong>eventi meteorologici estremi</strong>, periodi prolungati di <strong>siccità</strong>, piogge persistenti e <a href="https://www.qualivita.it/argomento/cambiamenti-climatici/" target="_blank" rel="noopener"><strong>temperature elevate</strong></a>, che hanno portato a stress idrico, cascola precoce e <a href="https://www.qualivita.it/argomento/difesa-fitosanitaria/" target="_blank" rel="noopener"><strong>aumento di fitopatie</strong></a> come quelle causate da funghi del genere <strong>Cytospora</strong>.</p>
<p>Per salvare la preziosa coltura da questa situazione di crisi e restituire un adeguato livello di produttività ai noccioleti, la strada maestra è la ricerca applicata. La <b>Regione Piemonte</b> affida così alla <b>Fondazione Agrion</b> il progetto triennale di ricerca applicata “<b>Nocciola Tonda Gentile produttiva</b>”, che mette insieme le migliori competenze scientifiche per dare indicazioni nell’immediato e a più lungo termine su come riportare in equilibrio produttivo i pregiati noccioleti del Piemonte, anche intervenendo sulla selezione genetica.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://ilcorriere.net/nocciola-tonda-gentile-bongioanni-un-progetto-triennale-di-ricerca-applicata-affidato-alla-fondazione-agrion/" target="_blank" rel="noopener">Il Corriere.net</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/nocciola-del-piemonte-igp-un-progetto-triennale-contro-fitopatie-e-cambiamenti-climatici/">Nocciola del Piemonte IGP, un progetto triennale contro fitopatie e cambiamenti climatici</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Prosecco DOP, il Consorzio presenta nuove ricerche sulla genetica della Glera</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/prosecco-dop-il-consorzio-presenta-nuove-ricerche-sulla-genetica-della-glera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 06:55:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viticoltura e innovazione: il Consorzio di tutela del Prosecco DOP presenta le nuove ricerche sulla genetica della varietà Glera In occasione di Vinitaly, nel Prosecco DOC Theatre (Stand B4, Pad.4), il Consorzio di Tutela della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Viticoltura e innovazione: il Consorzio di tutela del Prosecco DOP presenta le nuove ricerche sulla genetica della varietà Glera</em></p>
<p>In occasione di Vinitaly, nel Prosecco DOC Theatre (Stand B4, Pad.4), il Consorzio di Tutela della DOC Prosecco ha accolto i propri partner dell’Università di Padova e del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) per annunciare le attività in via di sviluppo sull’ampio tema della genetica. Infatti, in conformità con le normative vigenti, sono ben due le iniziative che si stanno spingendo verso le frontiere di tale materia, con l&#8217;obiettivo di garantire una <a href="https://www.qualivita.it/news/cambiamento-climatico-opportunita-ampelografiche-per-il-prosecco-dop" target="_blank" rel="noopener">viticoltura sempre più sostenibile e resiliente ai cambiamenti climatici</a>.</p>
<p>La prima, con il <strong>progetto Gleres</strong> (investimento di 160.000€), mira ad ottenere, mediante incrocio, una nuova varietà che possa conservare le caratteristiche delle varietà parentali, ovvero il profilo sensoriale della Glera e gli elementi di resistenza dell’altro vitigno. Le produzioni della prima varietà &#8220;figlia&#8221; della Glera, registrata con il nome <em>Glaurum</em>, sono state degustate oggi presso lo stand.</p>
<p>La seconda iniziativa, con il <strong>progetto Glera 2.0 </strong>(investimento di 270.000€ per il 2025), mira ad indagare l’applicazione delle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) direttamente sulla varietà Glera, con l&#8217;obiettivo di migliorarne la resistenza senza alterarne l&#8217;identità genetica e, quindi, le peculiarità qualitative caratterizzanti.</p>
<p><em>&#8220;Queste ricerche rappresentano un&#8217;importante opportunità per il nostro settore. &#8211; </em><strong>Dichiara Giancarlo Guidolin, Presidente del Consorzio di tutela della DOC Prosecco </strong><em>&#8211; L&#8217;adozione di tecniche avanzate di miglioramento genetico ci potrebbe consentire di affrontare le sfide future della viticoltura senza compromettere la tradizione e la qualità che caratterizzano il nostro prodotto. Il nostro impegno è quello di garantire una produzione vinicola sostenibile, sul piano ambientale e sociale, assicurando il grado di eccellenza riconosciuto dai consumatori di tutto il mondo.&#8221;</em></p>
<p><strong>Alessandro Vannozzi, Professore presso l’Università di Padova e Riccardo Velasco, Direttore del CREA, commentano: </strong><em>“Questa collaborazione tra il Consorzio, il CIRVE dell’Università di Padova e il CREA è fondamentale per il progresso della viticoltura nel territorio della DOC Prosecco. L’attenzione del Consorzio verso il miglioramento genetico, sia convenzionale che attraverso tecnologie di evoluzione assistita (TEA), evidenzia una chiara volontà di rispondere alle sfide del settore puntando sulla ricerca e sull’innovazione. L’obiettivo principale del progetto Glera 2.0 è gettare le basi per l’applicazione delle TEA alla varietà Glera, fortemente identitaria per il territorio. Sfruttare le potenzialità offerte da queste nuove tecnologie rappresenta un passo cruciale per il miglioramento di questa varietà, non solo in termini di resistenza, ma anche per il mantenimento delle sue caratteristiche qualitative minacciate dal cambiamento climatico.”</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.prosecco.wine/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela del Prosecco DOC</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/04/9.0_GENETICA-GLERA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Cambiamento climatico: AmpeloPros, opportunità ampelografiche per il Prosecco DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cambiamento-climatico-opportunita-ampelografiche-per-il-prosecco-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 06:39:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Prosecco DOC lancia Ampelopros, progetto per sperimentare varietà di vitigni resistenti alle patologie della vite da inserire nel disciplinare di produzione In occasione di Vinitaly, presso il Prosecco DOC Theatre (Stand B4, Pad.4), [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio Prosecco DOC lancia Ampelopros, progetto per sperimentare varietà di vitigni resistenti alle patologie della vite da inserire nel disciplinare di produzione</em></p>
<p>In occasione di Vinitaly, presso il Prosecco DOC Theatre (Stand B4, Pad.4), il Consorzio di Tutela della DOC Prosecco e Veneto Agricoltura hanno presentato <em>AmpeloPros</em>, <a href="https://www.qualivita.it/news/il-prosecco-dop-sperimenta-varieta-piu-resistenti/" target="_blank" rel="noopener">progetto avviato in un momento strategico per il settore vitivinicolo</a> per quanto riguarda l’attenzione alla <strong>sostenibilità ambientale</strong> e l’offerta sul mercato.</p>
<p><em>“Gli impatti dei cambiamenti climatici sulle colture agricole sono sempre più evidenti e, nel caso del vino, stanno influendo sulle caratteristiche organolettiche e sensoriali delle uve e quindi dei vini, con il rischio di variare le caratteristiche distintive del prodotto.</em> <em>In questa progettualità sperimentale il contributo di Veneto Agricoltura è di collaborare con il Consorzio Prosecco DOC mettendo a disposizione un’esperienza pluriennale nell’ambito della sperimentazione vitivinicola ed enologica condotta sia su varietà resistenti alle malattie fungine (PIWI) che su vitigni autoctoni. – </em><strong>Dichiara il Direttore di Veneto Agricoltura Nicola Dell’Acqua </strong><em>– Inoltre, nelle Aziende Pilota e Dimostrative dell’Agenzia si stanno realizzando vigneti sperimentali utili ad identificare le varietà di vite potenzialmente in grado di integrarsi con la base ampelografica prevista dal disciplinare della denominazione e che soddisfino le caratteristiche di freschezza e aromaticità che contraddistinguono il Prosecco DOC. Sono infine in corso i test di analisi sensoriale per la verifica della tipicità del vino Prosecco DOC: in occasione di Vinitaly 2025 è stata infatti organizzata proprio la degustazione di una prima selezione di vini.”</em></p>
<p>A conclusione dell’intervento, oltre la Glera in purezza, la degustazione ha riguardato diversi blend tra Glera all’85% e varietà con elevata componente acidica come il Raboso Piave al 15%, e con varietà resistenti quali il Johanniter, sempre al 15%.</p>
<p><em>“Il cambiamento climatico impone al settore vitivinicolo scelte strategiche e soluzioni innovative per tutelare l’identità e la qualità dei propri prodotti. – </em><strong>Commenta il Presidente del Consorzio Giancarlo Guidolin</strong><em> – Questo progetto si inserisce in un percorso di ricerca e sperimentazione fondamentale per il futuro della DOC Prosecco. Grazie al contributo scientifico e tecnico di Veneto Agricoltura, il Consorzio rafforza il proprio impegno nella sostenibilità e nella salvaguardia del territorio, assicurando alla Denominazione un futuro all’altezza della sua tradizione e del mercato internazionale.”</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.prosecco.wine/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela del Prosecco DOC</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/04/5_AMPELOPROS.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Il Consorzio Melinda protagonista di Agricoltura È</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-melinda-protagonista-di-agricoltura-e/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 08:34:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Melinda protagonista all&#8217;evento Masaf a Roma “Agricoltura È”, inaugurato dal presidente della Repubblica Mattarella, porta il suo Melinda Theatre. All&#8217;incontro pubblico con i rappresentanti istituzionali e dei produttori, una forte richiesta di strategie [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio Melinda protagonista all&#8217;evento Masaf a Roma “Agricoltura È”, inaugurato dal presidente della Repubblica Mattarella, porta il suo Melinda Theatre. All&#8217;incontro pubblico con i rappresentanti istituzionali e dei produttori, una forte richiesta di strategie comuni e investimenti a livello nazionale e continentale per favorire la difesa attiva e passiva contro eventi meteo estremi e crescita delle fitopatie</em></p>
<p>La <strong>crisi climatica</strong>, la crescente diffusione delle <strong>fitopatie</strong> e un <strong>quadro internazionale sempre più incerto</strong> mettono a rischio le produzioni agricole europee. Per garantire un futuro sostenibile al settore è fondamentale affrontare la <strong>sfida del ricambio generazionale</strong>, incentivare i processi di aggregazione, promuovere le <strong>esperienze di cooperazione</strong> e adottare un <strong>uso consapevole delle risorse naturali</strong>, a partire dall’acqua. È altresì essenziale sviluppare strategie valide di <strong>difesa attiva e passiva contro gli eventi meteorologici estremi</strong> e assicurare l&#8217;accesso agli strumenti più efficaci per contrastare gli agenti patogeni, intervenendo tempestivamente e insieme per proteggere la produzione.</p>
<p>Tutti temi cruciali dei quali il <strong>Consorzio Melinda</strong>, che rappresenta 4000 famiglie di agricoltori, si è fatto <strong>portavoce all&#8217;interno del Villaggio &#8220;Agricoltura È&#8221;</strong>, organizzato dal Ministero dell&#8217;Agricoltura dal 24 al 26 marzo in Piazza della Repubblica a Roma.</p>
<p>Durante l&#8217;evento, nel quale viene ospitato il <strong>Melinda Theatre</strong>, subito preso d&#8217;assalto da visitatori e gruppi di studenti, il <strong>presidente del Consorzio, Ernesto Seppi,</strong> ha illustrato le principali problematiche che l&#8217;ortofrutta italiana deve affrontare con urgenza, avanzando proposte concrete all&#8217;Europa, in occasione della visita del Commissario Europeo per l&#8217;Agricoltura, Christophe Hansen.</p>
<p>“Tutti gli agricoltori, ma in particolar modo chi opera in territori complessi come quelli montani, devono affrontare gelate tardive sempre più frequenti anche in primavera, siccità alternate a bombe d&#8217;acqua e alluvioni, una crescente diffusione delle fitopatie” ha ricordato Seppi in occasione del tavolo di lavoro tra addetti ai lavori e rappresentanti istituzionali realizzato in collaborazione con Confcooperative. “A queste sfide si deve far fronte con strategie comuni e stimolando l&#8217;aggregazione di qualità, che da un lato, costituisce un autentico valore aggiunto e, dall&#8217;altro, permette di diffondere efficacemente azioni di contrasto e adattamento anche tra i piccoli agricoltori. L&#8217;esperienza delle cooperative di melicoltori della Val di Non è sicuramente un modello al quale guardare con attenzione. Serve al tempo stesso che le istituzioni di ogni livello siano al loro fianco, a partire dalla tutela dell&#8217;accesso alle risorse idriche, che costituisce, oltre a una cruciale questione agricola, anche un delicato tema sociale”.</p>
<p>In tal senso, molta speranza sta suscitando il documento <em>“Vision for Agriculture and Food”</em> presentato dalla Commissione Ue, che rappresenta un cambio di strategia rispetto all&#8217;impostazione della precedente legislatura europea. “La novità è senza dubbio interessante ma aspettiamo i fatti. Finora, alle aperture fatte sono seguite misure del tutto insufficienti e molte delle nostre richieste non hanno ricevuto risposte efficaci” ha commentato <strong>Davide Vernocchi, presidente del Consorzio cooperativo emiliano-romagnolo Apoconerpo,</strong> secondo il quale “per garantire il futuro delle produzioni agricole sarà essenziale mettere in piedi un sistema di difesa attiva e un gioco di squadra tra regioni, istituzioni nazionali e comunitarie. Il mondo ortofrutticolo da solo non può riuscire ad affrontare il problema”.</p>
<p>“Le aspettative di una revisione della regolamentazione Ue sono enormi” ha confermato <strong>Giuseppe Blasi, capo Dipartimento della politica agricola comune e dello sviluppo rurale del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. </strong>“Sul tema della valorizzazione delle risorse idriche, ad esempio, abbiamo molto apprezzato la posizione espressa dal vicepresidente della Commissione, Raffaele Fitto, che pone l&#8217;acqua tra le priorità strategiche delle future politiche europee. Ora sarà necessario mettersi al lavoro per sostenere la proposta di finanziamenti dedicati alle infrastrutture per l’irrigazione, in modo che se ne possa tener conto nel futuro bilancio comune. Nel frattempo, tra fondi comunitari, nazionali, della coesione e del PNRR, il Masaf sta investendo oltre 2,2 miliardi di euro per l’ammodernamento e l’efficientamento delle strutture esistenti e l’introduzione di innovazioni nelle tecniche di irrigazione”.</p>
<p>La siccità è d&#8217;altro canto un problema non solo agricolo ma più in generale economico e dai gravi risvolti sociali, da gestire in modo lungimirante. Sia attraverso infrastrutture adeguate sia valorizzando il lavoro garantito dagli agricoltori. “Bisogna in primo luogo sfatare il falso mito secondo cui l&#8217;agricoltura spreca acqua” ammonisce<strong> Francesco Vincenzi, presidente ANBI.</strong> “In realtà, essendo un costoso fattore produttivo, per gli agricoltori è controproducente consumarla più del necessario. Inoltre dobbiamo sempre ricordare che proprio l&#8217;irrigazione per l&#8217;agricoltura, attraverso oltre 220.000 chilometri di canali, irrora il territorio e lo tutela dall&#8217;aridificazione. Senza questo importante intervento. i costi per i cittadini sarebbero molto maggiori. È quindi fondamentale riconoscere il contributo dell&#8217;agricoltura nel garantire questo fondamentale servizio ecosistemico”.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://melinda.it/" target="_blank" rel="noopener">Melinda</a></strong></p>
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		<title>Olivicoltura 4.0: nuove tecnologie al servizio dell&#8217;Olio Riviera Ligure DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/olivicoltura-4-0-nuove-tecnologie-al-servizio-dellolio-riviera-ligure-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 14:18:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura di precisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Tutela Olio Extravergine di oliva Riviera Ligure punta sull&#8217;Olivicoltura 4.0 con sensori e nuove tecnologie al servizio degli agricoltori. Un partenariato pubblico &#8211; privato sta sperimentando un sistema integrato che servirà a raccogliere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio Tutela Olio Extravergine di oliva Riviera Ligure punta sull&#8217;Olivicoltura 4.0 con sensori e nuove tecnologie al servizio degli agricoltori. Un partenariato pubblico &#8211; privato sta sperimentando un sistema integrato che servirà a raccogliere dati, catalogarli e gestirli per una presa di decisione in oliveto ottimale e a portata di click.</em></p>
<p>Un progetto in grado di traghettare l’agricoltura tradizionale del comparto olivicolo in una coltura delle olive davvero proiettata nel futuro, un’<strong>olivicoltura 4.0</strong> tra droni, sensori, IoT e nuove tecnologie.</p>
<p>È stato fatto oggi un altro <strong>passo in avanti verso l’<a href="https://www.qualivita.it/argomento/agricoltura-di-precisione/" target="_blank" rel="noopener">olivicoltura di precisione</a></strong>, che segue la sperimentazione in corso sull’utilizzo dei droni per la <a href="https://www.qualivita.it/argomento/difesa-fitosanitaria/" target="_blank" rel="noopener">difesa fitosanitaria</a>. Questa volta parliamo di sensori e di <a href="https://www.qualivita.it/argomento/intelligenza-artificiale/" target="_blank" rel="noopener">intelligenza artificiale</a> a servizio diretto dell’olivicoltore: permetteranno di raccogliere dati in modo automatico sulle condizioni di stress delle piante, sulla presenza di patogeni e parassiti e sulle interazioni tra questi e le variabili ambientali, ossia tutte quelle condizioni che devono essere conosciute, analizzate e poi governate attraverso decisioni consapevoli e mirate da parte dell’olivicoltore al fine di conservare – e anzi migliorare – il più possibile la capacità produttiva dell’oliveto e la qualità delle produzioni stesse.</p>
<p>La <strong>sperimentazione avviene presso l’oliveto dimostrativo del Consorzio di tutela</strong> dell’olio extra vergine di oliva Riviera Ligure a DOP a Lucinasco, in provincia di Imperia.</p>
<p>Il progetto vede come <strong>ente finanziatore la FILSE</strong> – Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico ed un <strong>partenariato composto dalle migliori competenze nel settore</strong>, sia private che pubbliche, tutte liguri: <strong>Sitem srl</strong> (soggetto capofila), <strong>Relatech srl</strong>, <strong>CERSAA</strong> (Centro di Sperimentazione e Assistenza Agricola), <strong>Flairbit srl</strong>, <strong>Genoa Instruments srl</strong>, <strong>Globi Hi-Tec srl</strong>, <strong>Bees srl</strong>, oltre al <strong>CNR</strong> – Consiglio Nazionale delle Ricerche.</p>
<p>Si tratta dello studio e della progettazione di un’architettura informatica per l’acquisizione, <strong>l’archiviazione dei dati e la loro analisi</strong> grazie all’applicazione di <strong>algoritmi di intelligenza artificiale</strong> mirati allo sviluppo di un sistema avanzato di supporto alle decisioni ad uso dell’olivicoltore, con relativa dimostrazione.</p>
<p>In pratica, <strong>il Consorzio di tutela dell’olio extravergine di oliva Riviera Ligure DOP sta creando, insieme ai partners, un vero e proprio “oliveto 4.0”</strong> grazie all’impiego di sensoristica di precisione dedicata al monitoraggio di parametri (del suolo e dell’ambiente in generale) potenzialmente responsabili dell’instaurarsi di condizioni favorevoli alla presenza e la diffusione di patogeni e parassiti, oltre a quelli che forniscono indicazioni precise sulla dotazione idrica delle piante. Verrà a tal fine sperimentato un sistema integrato di capannine meteo, sensori posizionati nel suolo e sulle piante, trappole “intelligenti” per la lotta alla mosca dell’olivo in grado di acquisire ed elaborare immagini del parassita, oltre a dissuasori ottico – acustici per gli animali selvatici.</p>
<p>“Il Consorzio di tutela sta svolgendo un ruolo di animatore e guida in tutti quei processi di innovazione e sperimentazione che possono aiutare le imprese della filiera olivicola e favorire la crescita delle produzioni di qualità. La ricerca e l’innovazione possono aiutare l’olivicoltura a far fronte ai cambiamenti in atto e intraprendere con consapevolezza la strada della sostenibilità” afferma il <strong>Presidente del Consorzio di tutela dell’olio extra vergine di oliva Riviera Ligure DOP Carlo Siffredi</strong>.</p>
<p>“L’innovazione in campo agricolo – e olivicolo in questo caso – deve produrre ricadute concrete, applicabili e sostenibili per le imprese. La continuità nell’azione di ricerca, sperimentazione e pre-applicazione è strategica per raggiungere risultati efficaci e trasferibili nella pratica. Da molti anni il CeRSAA persegue questi obiettivi partendo da solide basi di conoscenza agronomica, fitopatologica e fitoiatrica, con uno sguardo sempre molto attento alle innovazioni tecnologiche, alfine di interpretare al meglio i cambiamenti ambientali, colturali, sociali ed economici del settore” sottolinea il <strong>Direttore Generale del CeRSAA, Giovanni Minuto</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.oliorivieraligure.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Olio Extravergine di oliva Riviera Ligure</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/03/Consorzio-Olio-Riv-Lig-DOP-cs-sensori-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/olivicoltura-4-0-nuove-tecnologie-al-servizio-dellolio-riviera-ligure-dop/">Olivicoltura 4.0: nuove tecnologie al servizio dell&#8217;Olio Riviera Ligure DOP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Il Prosecco DOP sperimenta varietà più resistenti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-prosecco-dop-sperimenta-varieta-piu-resistenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 07:55:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[difesa fitosanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Prosecco DOC lancia Ampelopros, progetto per sperimentare varietà di vitigni resistenti alle patologie della vite da inserire nel disciplinare di produzione Si chiama Ampelopros ed è un programma sperimentale, lanciato dal Consorzio di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-prosecco-dop-sperimenta-varieta-piu-resistenti/">Il Prosecco DOP sperimenta varietà più resistenti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio Prosecco DOC lancia Ampelopros, progetto per sperimentare varietà di vitigni resistenti alle patologie della vite da inserire nel disciplinare di produzione</em></p>
<p>Si chiama <strong>Ampelopros</strong> ed è un <strong>programma sperimentale, lanciato dal Consorzio di tutela del Prosecco DOC</strong> e da Veneto Agricoltura, per <strong>testare numerosi vitigni</strong>, alcuni già presenti nel panorama viticolo italiano, altri che rappresentano invece <strong>nuove varietà resistenti alle principali patologie della vite</strong>, in due aree nel territorio della denominazione.</p>
<p><strong>Dopo la sperimentazione</strong>, la filiera produttiva, nel rispetto dei principi a base del riconoscimento della denominazione di origine, potrà <strong>valutare l&#8217;opportunità o meno di inserire le nuove varietà nel disciplinare di produzione</strong>. L&#8217;iniziativa è stata presentata a Wine Paris, la fiera vinicola della capitale francese. Il progetto sarà realizzato grazie al contributo del Piano regionale Veneto Fers 2021-2027.</p>
<p>«L&#8217;accordo con Veneto Agricoltura rappresenta un passo fondamentale per la valorizzazione e la tutela della nostra denominazione alle prese con le ripercussioni dei cambiamenti climatici &#8211; afferma <strong>Giancarlo Guidolin, alla guida del Consorzio Prosecco DOC</strong> &#8211; La nostra missione è supportare il settore viticolo-enologico del Prosecco con progetti che possano garantire competitività e sostenibilità».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore Nord-Est</strong></p>
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