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	<title>crediti carbonio &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>crediti carbonio &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Crediti di carbonio: costi certi, ma i vantaggi?</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/crediti-di-carbonio-costi-certi-ma-i-vantaggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 13:20:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Regolamento europeo sui crediti di carbonio ancora in alto mare ma intanto in Italia si fanno esperimenti con risultati incoraggianti. CSQA e Confagricoltura Emilia-Romagna lanciano un webinar dedicato Il webinar promosso da Confagricoltura Emilia-Romagna con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Regolamento europeo sui crediti di carbonio ancora in alto mare ma intanto in Italia si fanno esperimenti con risultati incoraggianti. CSQA e Confagricoltura Emilia-Romagna lanciano un webinar dedicato</em></p>
<p>Il webinar promosso da Confagricoltura Emilia-Romagna con Csqa ha affrontato il tema dei crediti di carbonio in agricoltura e della biodiversità, con un taglio tecnico e operativo. Al centro dell’incontro, gli interventi di <strong>Davide Troncon</strong>, responsabile schemi forestali e biodiversità, <strong>Marco Omodei Salè</strong>, responsabile innovazione, e <strong>Gherardo Rangoni Machiavelli</strong>, presidente della cooperativa ortofrutticola Monterè.</p>
<p>Il confronto ha messo in evidenza un passaggio ormai centrale per le imprese agricole: la possibilità di misurare, certificare e valorizzare pratiche agronomiche capaci di incrementare la sostanza organica del suolo e di migliorare la qualità degli agroecosistemi.</p>
<h4><strong><em>Le foreste</em></strong></h4>
<p>Sul piano forestale, Troncon ha illustrato gli schemi già disponibili, a partire dalla certificazione Pefc, che in Italia ha superato il milione di ettari certificati. La gestione forestale si basa su criteri quali il mantenimento delle risorse, la rinnovazione naturale, la funzione produttiva, la biodiversità forestale, la protezione del suolo e delle acque e le ricadute socio-economiche sulle comunità locali.</p>
<p>Un elemento chiave riguarda i servizi ecosistemici, tra cui lo stoccaggio del carbonio, la biodiversità forestale e le attività legate al benessere in foresta. Perché tali servizi possano essere riconosciuti, devono rispettare tre condizioni: permanenza degli effetti nel tempo, addizionalità rispetto a uno scenario di riferimento e trasparenza nella registrazione e verifica dei risultati.</p>
<h4><strong><em>I campi</em></strong><em> colti</em><em>vati</em></h4>
<p>La parte agricola è stata approfondita attraverso lo schema Biodiversity Friend, sviluppato con <a href="https://biodiversityassociation.org/en/"><strong>World Biodiversity Association</strong></a>. Lo schema valuta dieci ambiti aziendali, tra cui modello colturale, fertilità del suolo, gestione dell’acqua, presenza di siepi, boschi e aree rifugio, biodiversità agraria e strutturale, recupero di varietà o razze locali, energia e responsabilità ambientale. La certificazione viene rilasciata sopra una soglia minima di 60 punti su 100; oltre gli 80 punti l’azienda accede a una verifica biennale.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4><em>L&#8217;esperienza di Monterè</em></h4>
<p>In questo quadro si colloca il progetto pilota sviluppato da <a href="https://www.montere.it/it/"><strong>Monterè</strong></a>, cooperativa nata nel 1967 nel Modenese e specializzata nella filiera della prugna da essiccazione. Oggi conta oltre venti soci e circa 600 ettari distribuiti tra Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Molise e Basilicata.</p>
<p><strong>Il progetto, realizzato con Csqa, Nagor 4.0 e Accademia Nazionale di Agricoltura</strong>, ha avuto l’obiettivo di misurare l’assorbimento netto di carbonio nei pruneti e di codificare buone pratiche comuni per tutti i soci. Il punto di forza è stato il ruolo della cooperativa come capofiliera, in grado di coordinare le aziende, uniformare le procedure e centralizzare il monitoraggio.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://terraevita.edagricole.it/economia-circolare/crediti-di-carbonio-costi-certi-ma-i-vantaggi/" target="_blank" rel="noopener">TerraèVita</a></p>
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		<title>I crediti di carbonio al centro dell’incontro tecnico di Coldiretti Rovigo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/i-crediti-di-carbonio-al-centro-dellincontro-tecnico-di-coldiretti-rovigo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 11:31:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I crediti di carbonio al centro dell’incontro tecnico del 4 marzo di Coldiretti Rovigo. Marco Omodei Salè di Csqa spiega la genesi dei crediti di carbonio e gli anni di studio nei campi sperimentali in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I crediti di carbonio al centro dell’incontro tecnico del 4 marzo di Coldiretti Rovigo. Marco Omodei Salè di Csqa spiega la genesi dei crediti di carbonio e gli anni di studio nei campi sperimentali in Veneto.</em></p>
<p>Si è tenuto mercoledì 4 marzo l’<strong>incontro tecnico organizzato da Coldiretti Rovigo</strong> dal titolo “<strong>Crediti di carbonio in agricoltura</strong>”. La sala era gremita, segno che l’argomento è di forte interesse per i soci dell’associazione, è stata presentata questa nuova opportunità, sia da un lato, che dall’altro potrebbe invece rappresentare ‘terra fertile’ per proposte poco concrete e fondate di soggetti che si immettono in questo nuovo mercato.</p>
<p><strong>L’agricoltura può partecipare attivamente al cosiddetto ‘mercato delle emissioni’ attraverso lo strumento di scambio dei crediti di carbonio</strong> (da carbon credit). I ‘crediti’ sono strumenti economico-ambientali, sotto forma di certificato, che possono essere scambiati tramite un ‘mercato delle emissioni’ dell’Unione Europea noto come EU Emissions Trading System. L’agricoltura, quindi, potrebbe scambiare i crediti con chi ha bisogno di compensare le emissioni.</p>
<p>Per l’occasione, dopo i saluti e l’introduzione del <strong>direttore di Coldiretti Rovigo Gerardo Forina Rampolla</strong> che ha spiegato che alla base dell’incontro c’era la volontà dell’associazione di fornire le basi per comprendere questa opportunità che non è fantascienza, ma un possibile valore aggiunto per le aziende.</p>
<p>Hanno quindi relazionato <strong>Marco Omodei Salè del Csqa</strong>, <strong>Gianni Rossi</strong> responsabile area tecnica di Impresa Verde Rovigo e <strong>Lorenzo Furlan</strong> di Veneto Agricoltura. A loro il compito di spiegare la genesi dei crediti di carbonio, gli impegni e gli effetti collaterali, partendo da lunghi anni di studi, bibliografia, monitoraggi e analisi gestiti proprio da Veneto Agricoltura in collaborazione con Csqa in campi sperimentali.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.padovanews.it/2026/03/05/i-crediti-di-carbonio-al-centro-dellincontro-tecnico-del-4-marzo-di-coldiretti-rovigo/" target="_blank" rel="noopener">Padova News.it</a></p>
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		<title>Parco Nord di Milano è il primo in Italia certificato PEFC per il verde urbano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/parco-nord-di-milano-e-il-primo-in-italia-certificato-pefc-per-il-verde-urbano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 14:09:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
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		<category><![CDATA[foreste]]></category>
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		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il riconoscimento PEFC al Parco Nord di Milano riguarda 443,8 ettari di boschi, parchi, giardini e alberature che si estendono tra Milano, Sesto San Giovanni, Bresso, Cinisello Balsamo, Novate Milanese, Cormano e Cusano Milanino Il Parco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il riconoscimento PEFC al Parco Nord di Milano riguarda 443,8 ettari di boschi, parchi, giardini e alberature che si estendono tra Milano, Sesto San Giovanni, Bresso, Cinisello Balsamo, Novate Milanese, Cormano e Cusano Milanino</em></p>
<p>Il <strong>Parco Nord di Milano </strong>è la <strong>prima realtà italiana a ottenere la certificazione PEFC </strong>(<em>Programme for the Endorsement of Forest Certification</em>, organizzazione no profit nata nel 1999) per la gestione sostenibile del verde urbano, portando nel nostro Paese uno standard internazionale applicato soprattutto alle foreste. Il riconoscimento, rilasciato da CSI e CSQA, riguarda <strong>443,8 ettari di boschi, parchi, giardini e alberature</strong> che si estendono tra Milano, Sesto San Giovanni, Bresso, Cinisello Balsamo, Novate Milanese, Cormano e Cusano Milanino. La certificazione attesta<strong> l’adozione di criteri di gestione trasparenti e verificati:</strong> tutela della biodiversità, monitoraggio delle alberature, attenzione al ciclo del carbonio e alla qualità degli ecosistemi, oltre alla cura degli aspetti sociali e ricreativi degli spazi verdi. Il percorso tecnico è stato supportato da <strong>«Rete Clima», un progetto innovativo «sia in Italia e sia anche nel contesto internazionale,</strong> in cui ciascuno degli attori coinvolti ha giocato una parte di rilievo per la messa a terra della prima certificazione italiana che valorizza le foreste urbane ed il verde nelle città», commenta <strong>Paolo Viganò</strong>, presidente di «Rete Clima».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.corriere.it/animali/biodiversita/25_dicembre_15/il-parco-nord-di-milano-e-il-primo-in-italia-a-ricevere-la-certificazione-pefc-per-il-verde-urbano-8d5ef2f0-2ce4-4baf-9beb-8e183201exlk.shtml" target="_blank" rel="noopener"><strong>Corriere della Sera.it</strong></a></p>
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		<title>Nascono nei boschi i crediti ambientali che superano la CO2</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nascono-nei-boschi-i-crediti-ambientali-che-superano-la-co2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 11:23:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
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		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da gennaio in vendita i &#8220;Laudato si&#8221;&#8216; creati da un prete a prova di greenwashing. I boschi devono essere tutelati secondo criteri rigorosi e certificati da enti come CSQA Certificazioni Nei boschi attorno a Vezzolano [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Da gennaio in vendita i &#8220;Laudato si&#8221;&#8216; creati da un prete a prova di greenwashing. I boschi devono essere tutelati secondo criteri rigorosi e certificati da enti come CSQA Certificazioni</em></p>
<p>Nei boschi attorno a Vezzolano è nato un <strong>nuovo &#8220;carbon credit&#8221;</strong>: va oltre l&#8217;obiettivo di vendere ossigeno alle fabbriche. Lo ha inventato un sacerdote della Diocesi di Asti, don Claudio Berardi, e lo ha battezzato &#8220;Laudato si&#8221;&#8216;, come l&#8217;enciclica ecologista di papa Francesco. Il cammino per crearlo si è appena concluso.</p>
<p><strong>Cos&#8217;ha di originale?</strong> Il fatto che serve anche a rigenerare i boschi stessi. Il progetto prende il via dal fatto che le produzioni industriali generano grandi quantità di sostanze inquinanti, come l&#8217;anidride carbonica. Alcune aziende, come acciaierie e fonderie, devono compensare queste emissioni con azioni che rigenerano l&#8217;ambiante.</p>
<p>Una possibilità è acquistare dei &#8220;carbon credit&#8221;. Così, l&#8217;azienda inquinatrice finanzia azioni che contrastano la produzione di anidride carbonica. Per misurare quanto valgono queste azioni, si usa comeunità di misura il &#8220;carbon credit&#8221;: uno solo vale una tonnellata di CO2 assorbita in atmosfera.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Crediti certificati</h4>
<p>Attenzione: non tutti i boschi possono vale questi crediti. <strong>Devono essere tutelati secondo criteri rigorosi e certificati da enti come il Csqa</strong>. Una volta certificati, i crediti sono vendibili sul mercato libero a chiunque. Tra i criteri si annoverano ad esempio la addizionalità (il progetto non sarebbe realizzabile senza i proventi dei crediti); la permanenza (le riduzioni di emissione sono durature); la misurabilità e verificabilità (i risultati sono quantificabili e controllabili da terzi indipendenti); la realtà (le riduzioni sono effettivamente avvenute).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere di Chieri e dintorni</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Conviene vendere crediti di carbonio? I guadagni del carbon farming</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/conviene-vendere-crediti-di-carbonio-i-guadagni-del-carbon-farming/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2025 07:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[crediti carbonio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pratiche sostenibili come il carbon farming trasformano i campi in risorse ambientali e fonti di reddito green per gli agricoltori Agricoltura rigenerativa e carbon farming si stanno diffondendo finalmente anche in Italia. Si tratta di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="entry-subtitle"><em>Pratiche sostenibili come il carbon farming trasformano i campi in risorse ambientali e fonti di reddito green per gli agricoltori</em></p>
<p><strong>Agricoltura rigenerativa</strong> e <strong>carbon</strong> <strong>farming</strong> si stanno diffondendo finalmente anche in Italia. Si tratta di modelli pensati per affrontare il cambiamento climatico trasformando i campi coltivati in “banche di carbonio” capaci di assrbire e trattenere la CO₂ con pratiche agricole sostenibili. La transizione però non è solo una questione ambientale, ma anche un’<strong>opportunità di investimento</strong> (e guadagno) tanto per il settore pubblico che per i privati. Alimenta infatti il mercato di crediti di carbonio. [&#8230;]</p>
<h4><span id="Carbon_farming_e_cattura_del_carbonio" class="ez-toc-section">Carbon farming e cattura del carbonio</span></h4>
<p>La strategia <em>Farm to Fork</em> della Commissione Europea e il Green Deal puntano a promuovere pratiche agricole rigenerative, sostenendo gli agricoltori con fondi della <a href="https://quifinanza.it/economia/politica-agricola-comune-pac-2023-2027-la-commissione-approva-i-primi-piani-strategici/663964/">Politica Agricola Comune</a> (Pac) e incoraggiando la certificazione delle pratiche di <strong>cattura del carbonio</strong>.</p>
<p>Il <em>carbon farming</em> è l’insieme di pratiche agricole che favoriscono l’<strong>assorbimento della CO₂</strong> atmosferica da parte del <strong>suolo</strong>. Il carbonio stoccato sotto forma di sostanza organica può restare nel terreno per decenni.</p>
<p>In Italia, dove oltre il 40% del territorio è agricolo, la diffusione di questo approccio potrebbe essere indispensabile per rendere il settore primario più sostenibile. Soprattutto nelle aree colpite da <a href="https://quifinanza.it/green/ambiente/siccita-ettari-perdita/915155/">siccità</a> e degrado del suolo.</p>
<h4><span id="Come_funzionano_i_crediti_di_carbonio" class="ez-toc-section">Come funzionano i crediti di carbonio</span></h4>
<p>Uno degli aspetti più promettenti per gli agricoltori è la possibilità di monetizzare il carbonio sequestrato vendendo <strong>crediti di carbonio</strong> a imprese e soggetti che vogliono compensare le proprie emissioni.</p>
<p>Nel decreto Pnrr 2023, è stato approvato un emendamento per istituire un registro nazionale dei <a href="https://quifinanza.it/economia/finanza/crediti-di-carbonio-mercato-da-1-miliardo-di-dollari-nel-2022/778372/">crediti di carbonio</a> agricoli, aprendo la strada a un mercato regolato e trasparente (obiettivo che potrebbe essere raggiunto tra diversi anni).</p>
<p>In pratica ogni volta che un’azienda agricola <strong>rimuove una tonnella</strong> di CO₂ dell’atmosfera, raggiunge un credito, che deve essere misurato e certificato secondo gli standard riconosciuti. Il credito di carbonio può essere venduto a soggetti pubblici e privati che vogliono compensare le proprie emissioni.</p>
<p>Le aziende possono infatti acquistare i crediti per <strong>bilanciare le emissioni</strong> che non riescono a eliminare con i propri mezzi. Si tratta in pratica di “permessi” per emettere una tonnellata di CO₂.</p>
<h4><span id="Quanto_vale_un_credito_di_carbonio" class="ez-toc-section">Quanto vale un credito di carbonio</span></h4>
<p>Nel mercato regolamentato europeo (<em>Eu Ets</em>), un credito di carbonio <strong>vale tra i 70 e gli 80 euro</strong>. In Italia ci si muove principalmente però nel <strong>mercato</strong> <strong>volontario</strong>, dove i prezzi sono più variabili.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4><span id="Come_si_vendono_i_crediti" class="ez-toc-section">Come si vendono i crediti</span></h4>
<p>Per accedere a questo mercato, l’agricoltore deve:</p>
<ul>
<li>adottare pratiche certificate di carbon farming e agricoltura rigenerativa;</li>
<li>quantificare la CO₂ effettivamente assorbita o evitata con strumenti tecnici validati;</li>
<li>ottenere la certificazione da un ente riconosciuto (come <strong>CSQA</strong>, Bioagricert, Pefc) che garantisce la validità e la tracciabilità del credito;</li>
<li>registrare il credito su una piattaforma (come eCO₂care) o un registro pubblico;</li>
<li>vendere il credito a soggetti interessati.</li>
</ul>
<p>L’agricoltore smette così di essere solo un produttore di cibo e diventa un fornitore di servizi green, contribuendo attivamente alla lotta al cambiamento climatico e guadagnando.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://quifinanza.it/green/innovazione-sostenibile/carbon-farming-crediti-carbonio/915743/" target="_blank" rel="noopener"><strong>quifinanza.it</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/conviene-vendere-crediti-di-carbonio-i-guadagni-del-carbon-farming/">Conviene vendere crediti di carbonio? I guadagni del carbon farming</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;oro del bosco: Veneto Agricoltura pronta a lanciare i crediti di carbonio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/loro-del-bosco-veneto-agricoltura-pronta-a-lanciare-i-crediti-di-carbonio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2025 09:53:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[crediti carbonio]]></category>
		<category><![CDATA[impronta ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si generano certificando la CO2 assorbita da risorse naturali. In provincia ci sono 221 mila ettari che sono sfruttabili La provincia di Belluno si propone come la &#8220;cassaforte dei crediti di carbonio&#8221; e l&#8217;agenzia regionale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/loro-del-bosco-veneto-agricoltura-pronta-a-lanciare-i-crediti-di-carbonio/">L&#8217;oro del bosco: Veneto Agricoltura pronta a lanciare i crediti di carbonio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si generano certificando la CO2 assorbita da risorse naturali. In provincia ci sono 221 mila ettari che sono sfruttabili</em></p>
<p>La <strong>provincia di Belluno</strong> si propone come la &#8220;<strong>cassaforte dei crediti di carbonio</strong>&#8221; e l&#8217;agenzia regionale &#8220;Veneto Agricoltura&#8221; è pronta per gestirla, fissando anzitutto gli standard e aprendo poi il Registro dei Crediti. Con una novità assoluta: «I crediti li &#8220;coltiveremo&#8221; non solo nei boschi, magari rinnovati finalmente con essenze autoctone e più resistenti, ma anche nei pascoli e più in generale nell&#8217;agricoltura di montagna e di collina».</p>
<p>Lo annuncia Nicola<strong> Dell&#8217;Acqua, direttore di &#8220;Veneto Agricoltura&#8221;,</strong> a pochi giorni dal convegno del 23 maggio, al park Hotel Villa Carpendada, su &#8220;<em>Generazione e valorizzazione dei crediti di carbonio</em>&#8220;.</p>
<p>In provincia insistono <strong>oltre 221 mila ettari di superfici boscate</strong> (circa il 53% del Veneto) in grado di assorbire grandi quantità di anidride carbonica. I crediti di carbonio infatti si generano <strong>certificando la CO2 assorbita da risorse naturali</strong> (boschi e foreste, ma, appunto, anche superfici agricole) e <strong>calcolando le mancate emissioni</strong> (per esempio l&#8217;energia generata da fonti rinnovabili (fotovoltaico, idroelettrico, geotermico, eolico).</p>
<p>«L&#8217;ordine di grandezza è di diversi milioni di euro l&#8217;anno dal momento in cui tali assorbimenti vengono certificati ufficialmente e poi messi sul mercato. Da questo punto di vista si configura una centralità del Bellunese nel processo di decarbonizzazione. Un territorio finora considerato periferico può infatti diventare protagonista della transizione ambientale grazie alle sue risorse naturali e proprio grazie al fatto di essere vasto e scarsamente popolato» riflette Dell&#8217;Acqua. Si è calcolato, ancora due anni fa, da parte di studiosi del settore, che l&#8217;<strong>80% di aree naturali del Bellunese può garantire un assorbimento pari a 1 milione e 650 mila tonnellate di CO2 l&#8217;anno</strong>. Ovvero circa 500.000 tonnellate di CO2 assorbita in più rispetto quella prodotta.</p>
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<p>«E vero, però, che il risultato genera risorse ingenti da mettere a disposizione della collettività» assicura il direttore Dell&#8217;Acqua. «Ebbene, noi di veneto Agricoltura ci poniamo come l&#8217;azienda pubblica che, con la società di <strong>certificazione Csqa</strong>, potrebbe anzitutto fissare gli standard per certificare il credito carbonio e, di seguito, aprire il Registro dei Crediti come Regione».</p>
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<p>Fonte: <strong>Corriere delle Alpi</strong></p>
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