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	<title>Contenziosi IG &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Contenziosi IG &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Corte UE: il Salame Felino può essere tutelato dall&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2014 06:59:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Contenziosi IG]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/60e7665555aed397f245d17f269425d3.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Gazzetta di Parma</strong></p>
<p>L&#8217;Associazione dei produttori: «E&#8217; una grande vittoria, perché la decisione fa chiarezza sul rapporto che esiste tra normativa nazionale e comunitaria». Un prodotto agricolo o alimentare non registrato dall&#8217;Unione europea può essere tutelato a livello nazionale. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia dell&#8217;Ue intervenendo nell&#8217;ambito di una causa di Assica e Kraft contro l&#8217;Associazione fra i Produttori per la Tutela del<strong> Salame Felino IGP</strong>. La Cassazione si è rivolta alla Corte di Giustizia Ue per chiarire se il regolamento europeo tutela la denominazione geografica priva di registrazione comunitaria. E a questo proposito la Corte ricorda, in particolare, che «il regolamento non impedisce che si applichi un regime di protezione delle denominazioni/indicazioni geografiche che si colloca al di fuori del suo ambito di applicazione».</p>
<p>Il regolamento comunitario 2081/92, spiega la Corte «non attribuisce un regime di protezione a una denominazione geografica priva di registrazione comunitaria, ma quest&#8217;ultima può essere protetta in forza di una disciplina nazionale relativa alle denominazioni/indicazioni a condizione che l&#8217;applicazione non comprometta gli obiettivi perseguiti dal regolamento e non sia in contrasto con la libera circolazione delle merci».</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/05/GAZZETTA_DI_PARMA_12.pdf" alt="GAZZETTA_DI_PARMA_12.pdf">GAZZETTA_DI_PARMA_12.pdf</a></p>
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		<title>Prosek contro Prosecco: la Croazia va alla guerra</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/prosek-contro-prosecco-la-croazia-va-alla-guerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 07:34:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Contenziosi IG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gazzettino Treviso Presentata una interrogazione urgente alla UE. Prosecco contro Prosek, si gioca in Europa la sfida dei viticoltori di Conegliano e Valdobbiadene contro i colleghi croati. I due vini in comune hanno soltanto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/e3286d4b3c277d45a2b15daf7d5d9e4e.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Il Gazzettino Treviso</strong></p>
<p>Presentata una interrogazione urgente alla UE. Prosecco contro Prosek, si gioca in Europa la sfida dei viticoltori di Conegliano e Valdobbiadene contro i colleghi croati. I due vini in comune hanno soltanto una parte di nome, perché in quanto a caratteristiche organolettiche sono decisamente diversi, ma è proprio il nome ad essere al centro della diatriba internazionale. Il prossimo 1 luglio la Croazia entrerà a far parte dell&#8217;Unione europea, e secondo le norme comunitarie sui prodotti a denominazione, non potrà commercializzare il vino chiamato Prosek perché il nome è troppo simile a quello del Prosecco. A difesa dei viticoltori nostrani è sceso in campo Giancarlo Scottà, europarlamentare della Lega Nord, che non ha alcuna intenzione di trattare sulla questione. «Non scherziamo</p>
<p>&nbsp; e soprattutto rispettiamo il lavoro di generazioni di produttori afferma Scottà -. In un momento in cui stiamo lavorando a livello comunitario per tutelare il Prosecco nei confronti di Usa, Cina e Australia &#8211; continua l&#8217;eurodeputato &#8211; sembra incredibile che ci fermiamo a considerare di ammettere un vino nel sistema UE, il Prosek croato, che ha solo il sounding italiano». Gli agricoltori croati sono pronti a rispondere alla battaglia nonostante i loro rappresentanti istituzionali non abbiano fatto nulla per tutelare i prodotti in vista dell&#8217;ingresso nella UE.</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2013/06/20130603_Gazzettino_Treviso_1.pdf" alt="20130603_Gazzettino_Treviso_1.pdf">20130603_Gazzettino_Treviso_1.pdf</a></p>
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		<title>La DOCG del Moscato resta in mano ai viticoltori</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-docg-del-moscato-resta-in-mano-ai-viticoltori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 08:22:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Contenziosi IG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gazzetta D&#8217;Asti Il salone della Cassa di Risparmio di Asti a Canelli venerdì scorso era affollato all&#8217;inverosimile, segno evidente che l&#8217;argomento era di quelli che scottavano. Il perché lo si capisce facilmente, i viticoltori di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/7e1dc8b9134f1e90b7387fabc1f747cc.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Gazzetta D&#8217;Asti</p>
<p></strong></p>
<p>Il salone della Cassa di Risparmio di Asti a Canelli venerdì scorso era affollato all&#8217;inverosimile, segno evidente che l&#8217;argomento era di quelli che scottavano. Il perché lo si capisce facilmente, i viticoltori di uva Moscato mal tolleravano la perdita del loro sacrosanto diritto di essere gli unici detentori della docgg, diritto preziosissimo dal punto di vista legale ed economico, quantificabile in oltre 35.000€ ad ettaro. La conferenza ha avuto come tema di svolgimento la sentenza del Tar del Lazio di lunedì 18 febbraio che, accogliendo i ricorsi dell&#8217;Associazione Produttori Moscato d&#8217;Asti Associati, della Coldiretti, dei Comuni del Moscato e di Muscatellum, ha annullato il decreto ministeriale del 16 maggio 2012 reo di aver inserito i terreni del comune di Asti nella zona docg. Il principio che i viticoltori sono gli unici ed esclusivi detentori della docg e che la proposta di variazioni alla DOCG deve essere&nbsp; avallata da non meno &nbsp; del 51% dei viticoltori i quali devono possedere non meno del 66% dei terreni, è stato ribadito dai legali che hanno portato avanti la lite giudiziaria contro un &#8220;anomalo&#8221; decreto dell&#8217;allora ministro dell&#8217;Agricoltura Paolo De Castro, regalando tout court all&#8217;azienda Zonin i diritti per una ventina di ettari di <strong>Moscato d&#8217;Asti</strong>.</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2013/03/20130313_GazzettaDAsti.pdf" alt="20130313_GazzettaDAsti.pdf">20130313_GazzettaDAsti.pdf</a></p>
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		<item>
		<title>La Spagna tenta di accreditare lambrusco DOP IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-spagna-tenta-di-accreditare-lambrusco-dop-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2013 09:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Contenziosi IG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gazzetta di Mantova Il nostro Lambrusco piace agli spagnoli, tanto che hanno tentato una imitazione, nemmeno in maniera tanto velata.La Spagna ha infatti cercato di accreditare un vino rosso frizzante con lo stesso nome del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/30c159f7039f4f65df10cdb5a5bd4371.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Gazzetta di Mantova</p>
<p></strong></p>
<p>Il nostro Lambrusco piace agli spagnoli, tanto che hanno tentato una imitazione, nemmeno in maniera tanto velata.<br />La Spagna ha infatti cercato di accreditare un vino rosso frizzante con lo stesso nome del Doc-Igp modenese. Subito è nato uno scontro di bollicine.</p>
<p>Pare infatti che stesse per essere promosso un &#8220;Lambrusco Emilia Canottieri&#8221; e un &#8220;Lambrusco Antico Casato&#8221;: due denominazioni che sarebbero state sicuramente &#8220;ingannevoli&#8221; perì consumatori.</p>
<p>«Abbiamo inoltrato un&#8217;interrogazione al Commissario Ue all&#8217;Agricoltura Ciolos &#8211; dice il presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro Lambrusco é denominazione tutelata: impensabile che sia usurpata in ambito della UE».</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2013/03/20130305_Gazzetta_di_Modena.pdf" alt="20130305_Gazzetta_di_Modena.pdf">20130305_Gazzetta_di_Modena.pdf</a></p>
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		<item>
		<title>Turchia: messi al bando formaggi da latte crudo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turchia-messi-al-bando-formaggi-da-latte-crudo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2013 08:05:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Contenziosi IG]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gazzetta di Parma La Turchia ha messo al bando i formaggi ottenuti da latte crudo. Un provvedimento che ha frenato le esportazioni di Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Provolone Valpadana ed altri formaggi a denominazione d&#8217;origine [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/84539653a443b2fbca6229d447cdcd0d.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Gazzetta di Parma</p>
<p></strong></p>
<p>La Turchia ha messo al bando i formaggi ottenuti da latte crudo. Un provvedimento che ha frenato le esportazioni di <strong>Parmigiano Reggiano</strong>, <strong>Grana Padano</strong>, <strong>Provolone Valpadana</strong> ed altri formaggi a denominazione d&#8217;origine protetta. La misura cautelare, messa in atto dal governo turco, nasce dal fatto che in molti Paesi del Mediterraneo la brucellosi rappresenta un problema per la salute umana e animale. La diffusione della malattia può avvenire attraverso il latte di pecora e di capra come pure attraverso i formaggi freschi, alimenti piuttosto diffusi in Turchia. A seguito di tali timori, dal i febbraio 2013 i formaggi ottenuti da latte crudo, in Turchia, sono fuori legge. La presa di posizione della Turchia ha irritato gli animi dei produttori lattiero caseari italiani che hanno rimarcato, a gran voce, come i formaggi DOP italiani &nbsp; siano sicuri ed esportati senza problemi in tutto il mondo.</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2013/02/20130226_Gazzetta_di_Parma.pdf" alt="20130226_Gazzetta_di_Parma.pdf">20130226_Gazzetta_di_Parma.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turchia-messi-al-bando-formaggi-da-latte-crudo/">Turchia: messi al bando formaggi da latte crudo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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