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	<title>CONSORTIUM 2020_02 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>CONSORTIUM 2020_02 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Trust IT &#8211; Un riferimento unico per le esigenze di rilancio, valorizzazione e tutela del Food di qualità</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 20:30:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le eccellenze alimentari italiane sono conosciute e apprezzate in tutto il mondo e costituiscono un vero e proprio elemento distintivo del nostro Paese, oltre che uno dei motori principali dell’economia italiana. I numeri parlano chiaro: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le eccellenze alimentari italiane sono conosciute e apprezzate in tutto il mondo e costituiscono un vero e proprio elemento distintivo del nostro Paese, oltre che uno dei motori principali dell’economia italiana. I numeri parlano chiaro: la <strong>DopEconomy</strong>, ovvero il segmento del food dedicato alle <strong>Indicazioni Geografiche</strong>, ha registrato nel 2019 un valore della produzione di oltre 16,2 miliardi di euro e un volume di export di oltre 9 miliardi di euro – il 21% dell’export agroalimentare nazionale – offrendo lavoro a più di 180.000 operatori e 285 Consorzi di tutela riconosciuti (cfr. XVII Rapporto Ismea-Qualivita).</p>
<p>Proprio per la loro appetibilità sui mercati nazionalie internazionali, i nostri prodotti di qualità si ritrovano spesso nel mirino di frodi o tentativi di imitazione, a danno delle imprese nazionali e della salute dei consumatori. “L’emergenza sanitaria in atto ha contribuito ad innalzare il livello di attenzione di tutti sulla sicurezza delle persone e di conseguenza sulla qualità dei prodotti acquistati, in particolare in ambito alimentare” afferma <strong>il direttore Sviluppo Soluzioni Integrate del Poligrafico e Zecca dello Stato Stefano Imperatori</strong>, e continua “una delle tendenze che ne derivano è quella di orientarsi verso la scelta di prodotti nazionali o locali, provenienti da agricoltura sostenibile o da filiere certificate e di qualità. Ma nonsempre tutte le informazioni disponibili in etichetta permettono al consumatore di conoscere appieno l’insieme delle informazioni che qualificano il prodotto di qualità.</p>
<p>A tal proposito, il Poligrafico, soggetto tecnico dotato di terzietà e indipendenza rispetto alle dinamiche e agli interessi dei mercati, sta realizzando una soluzione denominata “<strong>Trust IT</strong>” con l’obiettivo di contrastare la dispersione di informazioni, valorizzare la cultura agri-food di qualità a supporto di tutta la filiera e determinare un rafforzamento della sostenibilità sociale derivante”.</p>
<p><strong>Il Poligrafico presenta una nuova soluzione per valorizzare il settore dell’agroalimentare di qualità italiano. In che modo la piattaforma può essere uno strumento a vantaggio degli attori della filierae dei consumatori?</strong> “Trust IT è una soluzione progettata per sensibilizzare il consumatore, e non solo, sui temi di qualità certificata, tracciabilità e lotta alla contraffazione. L’enorme patrimonio informativo connesso alle produzioni agroalimentari, pur essendo una risorsa strategica di uno dei settori chiave per l’economia del nostro Paese, risulta spesso frammentato e difficile da reperire. Al contrario, in un contesto particolarmente complesso come quello attuale, l’esigenza di sentirsi sicuri nelle scelte di consumo quotidiane non può prescindere dalla chiarezza e esaustività delle informazioni. L’obiettivo di Trust IT è quello di rendere accessibili in modo semplice, attraverso un canale unico e immediatamente fruibile, tutti i dati che identificano un prodotto di qualità”.</p>
<p><strong>Parliamo quindi di dati che coinvolgono l’intera filiera, dal produttore al consumatore finale. La soluzione permette di rendere immediatamente accessibili tutti questi dati sui prodotti di qualità?</strong> “Trust IT si basa principalmente su una piattaforma realizzata e gestita dal Poligrafico per rendere fruibili le informazioni più rilevanti e garantite, come le certificazionidi prodotto, le normative di riferimento, i dati di filiera, di provenienza. Tutte queste informazioni sono rese disponibili con il collegamento diretto con le banche dati dei principali attori del settore. che vi aderiscono. Grazie ad un portale web e all’appTrust your Food®, è possibile accedere alla piattaforma per la semplice consultazione di dati relativi al prodotto che si vuole acquistare”.</p>
<p><strong>Gli operatori convolti nell’Agri-food sono chiamati a fornire un prezioso contributo per perseguire l’obiettivo. Come si può scegliere di aderire a Trust IT? </strong>“Su adesione volontaria, ciascun operatore della filiera può decidere di aderire al servizio per rendere disponibili i dati di prodotto – ci riferiamo ad esempio a Organismi di certificazione, Produttori, Consorzi. I contenuti resi disponibili sono organizzati in differenti sezioni personalizzabili sull’app Trust your Food®, ad esempio Tracciabilità, Certificazioni,Controlli, News. La piattaforma fornisce, inoltre,un accesso riservato a tutti gli utenti accreditati per garantire la massima sicurezza e affidabilità delle informazioni. Anche altri soggetti, come Autorità e Forze di Polizia, possono contribuire ad arricchire il patrimonio informativo divulgando dati e report sulle attività specifiche oltre che effettuare attività di controllo e verifica”.</p>
<p><strong>La volontarietà è dunque l’elemento chiave che permette di differenziare la scelta di condivisione da parte dei diversi stakeholders. Quali sono i benefici attesi da parte dei soggetti che scelgono Trust IT? </strong>“Puntando sull’informazione e sulla possibilità di far conoscere nel dettaglio i prodotti offerti sul mercato attraverso un canale unico ed immediato, consente al produttore di valorizzare il lavoro svolto per garantire produzioni di qualità e permette a tutta la filiera di rafforzare l’identità dei prodotti nei mercati internazionali, proteggendo e valorizzando gli investimenti effettuati. Nella complessità del contesto attuale, l’informazione e la conoscenza sono dei punti chiave su cui rivolgersi per garantire la sicurezza e gestire il rischio”.</p>
<p><strong>Il settore agri-food in Italia è oltretutto già fortemente colpito da tentativi di frode e contraffazione, includendo anche il fenomeno sempre più diffuso dell’Italian sounding…</strong>“Il Poligrafico persegue l’obiettivo di tutelare la salute e la sicurezza del cittadino sviluppando soluzioni <em>ad hoc</em> sempre più sofisticate e innovative. L’insidia della contraffazione, oltre a costituire una grave minacciaper la salute delle persone, reca un ingente danno all’economia nazionale, agli investimenti e al lavoro dei produttori – insieme a tutti gli attori della filiera – in termini sia di mancato guadagno che di danno reputazionale. Senza considerare il preoccupante impatto sui diritti di proprietà intellettuale connessi e sul loro regolare esercizio. La soluzione del Poligrafico si propone dunque come strumento a disposizione della collettività per combattere la contraffazione e rafforzare la cultura del vero made in Italy”.</p>
<p><strong>Abbiamo già citato l’integrazione di Trust IT con servizi di contrasto alla contraffazione, oltre che di tracciabilità di prodotto. Quali sono questi servizi? </strong>“Attraverso Trust IT la filiera può richiedere degli ID di prodotto univoci, generati ed emessi dal Poligrafico e riportati in etichetta su ciascuna unità del bene sia in chiaro che in barcode, QR code o datamatrix, al fine di permetterne una lettura automatizzata. La registrazione del codice lungo tutti gli step della filiera ne assicurala tracciabilità, e la conservazione di tutti i dati sulle movimentazioni rende inoltre possibile la rintracciabilitàdel prodotto e garantisce l’accesso ai dati certificati. Qualora il produttore voglia aggiungere un ulteriore elemento di protezione è possibile stampare i suddetti codici su specifici contrassegni di sicurezza, realizzati con sofisticate tecniche di stampa dal Poligrafico”.</p>
<p><strong>I contrassegni di sicurezza del Poligrafico sono una soluzione ormai consolidata per la tutela di prodotti analoghi al food, come i vini certificati a DOCG e DOC, ma anche eterogenei, come farmaci, tabacchi. A quale modello si fa riferimento?</strong> “Sul modello delle fascette vini, a tutela del settore vitivinicolo a Indicazione Geografica, il Poligrafico stampa contrassegni per l’agri-food, personalizzati in base alla tipologia di prodotto e dotati di codici di tracciabilità oltre che di elementi di sicurezza assimilabili alla stampa di banconote. Il contrassegno rappresenta quindi anche una soluzione di anticontraffazione per tutti i prodotti su cui è apposto. Per di più, interrogando il codice stampato attraverso l’app Trust Your Food® è garantito l’accesso alla piattaforma Trust IT e alle banche dati connesse, oltre all’opportunità di ricevere approfondimenti sul prodotto, news di settore e la possibilità di contattare direttamente la filiera con un semplice clic”.</p>
<p><strong>L’ID issuing e il contrassegno sono soluzioni facilmente identificabili e quindi particolarmente efficaci nel commercio attraverso i canali tradizionali, vendita al dettaglio e GDO, ma è possibile offrire un’adeguata protezione anche per l’e-commerce?</strong> “La registrazione dell’ID univoco di prodotto garantisce il tracciamento di tutte le movimentazioni logistiche, permettendo anche l’integrazione del sistema con la tecnologia blockchain e l’introduzione di SmartContract per tutte le transazioni acquisite tra le fasi di produzione, distribuzione e vendita compresi i canali di e-commerce, sempre più diffusi e ad alto rischio. Ad esempio, il codice identificativo può essere mostrato in fase di acquisto online con una duplice funzione: innanzitutto la possibilità di effettuare un controllo prima ancora dell’acquisto, grazie al supporto della piattaforma Trust IT e dell’app al fine di smascherare eventuali frodi, e infine di effettuare una verifica di autenticità dei dati riportati in etichetta alla consegna fisica del bene”.</p>
<p>C<strong>ome descriverebbe in sintesi i benefici del consumatore derivanti dall’utilizzo di Trust IT?</strong> “Il principale vantaggio per il consumatore è disporre di informazioni sicure in tempo reale, per poter effettuare le proprie scelte in maniera consapevole ed attenta a tutti gli aspetti, compreso, laddove presente,quello di sostenibilità. La possibilità quindi di accederea tutti i dati della filiera, che non è possibile rappresentare in modo esaustivo in etichetta, permette quindi di migliorare il rapporto di fiducia e di conoscenza tra il consumatore e il produttore. La qualità dei prodotti italiani, attraverso Trust IT, sarà quindi ulteriormente valorizzata e permetterà di creare una nuova consapevolezza nel consumatore a beneficio di una crescita sul mercato dei prodotti di qualità certificata made in Italy”.</p>
<p><em>a cura di Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2020_02</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2020/07/IPZS.pdf">SCARICA ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>OriGIn Italia e la strategia per la ripresa delle denominazioni ai tempi del Coronavirus</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/origin-italia-e-la-strategia-per-la-ripresa-delle-denominazioni-ai-tempi-del-coronavirus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 20:00:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo stati, come OriGIn Italia (Link), fin dal primo giorno dell’emergenza sanitaria COVID-19 in Italia al centro del sistema economico e sociale nazionale, garantendo la qualità e l’approvvigionamento di cibo sulle tavole degli italiani, continuando [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo stati, come <strong>OriGIn Italia </strong>(<a href="https://www.origin-italia.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Link</a>), fin dal primo giorno dell’emergenza sanitaria <strong>COVID-19</strong> in Italia al centro del sistema economico e sociale nazionale, garantendo la qualità e l’approvvigionamento di cibo sulle tavole degli italiani, continuando a lavorare senza fermarci mai, seppur nelle difficoltà del momento e con i rischi per la salute di ognuno di noi. Il settore agroalimentare è apparso da subito al centro dell’attenzione, sul fronte dei consumatori c’è stata un’immediata reazione istintiva all’accaparramento di beni mentre sul fronte politico la consapevolezza che il buon funzionamento della filiera e la capacità di assicurare l’approvvigionamento alimentare rappresentasse un segnale importante sia dal punto di vista economico che sociale.</p>
<p>I <strong>Consorzi</strong> che rappresentano il mondo delle <strong>Indicazioni Geografiche</strong> non si sono mai fermati, e continuano incessantemente a lavorare, a dialogare con la politica, con le istituzioni, per supportare le imprese, per sostenere un sistema che ha bisogno di misure concrete per non perdere quote di mercato interno ed estero.</p>
<p>Oltre agli <strong>interventi</strong> nazionali, necessari per tutte le imprese, indispensabili anche nelle filiere DOP e IGP, e agli interventi legati al comparto agroalimentare, è necessario tuttavia programmare azioni mirate per le filiere agroalimentari di origine geografica. Inoltre è opportuna una semplificazione delle procedure amministrative, in coerenza con le limitazioni che fino adesso abbiamo avuto. Ne abbiamo parlato anche durante l’Assemblea 2020 di Origin Italia che si è svolta a fine maggio, seppur in video conferenza, con la partecipazione della totalità dei Consorzi di tutela aderenti, con numerosi interventi dei rappresentanti del mondo produttivo DOP IGP, delle istituzioni e con una grande e significativa attenzione da parte della politica.</p>
<p>Abbiamo ribadito come i Consorzi di tutela italiani, in questa fase delicata, ancor più che in passato, vogliano governare ed essere al centro della <strong>gestione del settore agroalimentare</strong>; senza subire quindi la ripartenza dopo il Coronavirus. Quello che è emerso, infine, è una grande coesione e unione d’intenti fra tutti i Consorzi italiani, e questo, credo sia l’aspetto più importante da sottolineare e che ci permette di avere fiducia per il futuro.</p>
<p><strong>Cesare Baldrighi</strong><br />
<em>Presidente Origin Italia</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2020_02</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2020/06/OriginItalia.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Turni e produzione sempre garantiti. L’Asiago DOP e la nuova strategia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turni-e-produzione-sempre-garantiti-lasiago-dop-e-la-nuova-strategia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 18:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Luca Cracco, quale effetto ha avuto nelle vostre imprese dell’Asiago DOP la crisi del COVID-19? “Sono stati mesi difficili, in cui abbiamo dato priorità alla tutela della salute dei nostri operatori. Molti caseifici si sono [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Luca Cracco, quale effetto ha avuto nelle vostre imprese dell’Asiago DOP la crisi del COVID-19? </strong><br />
“Sono stati mesi difficili, in cui abbiamo dato priorità alla tutela della salute dei nostri operatori. Molti caseifici si sono organizzati per lavorare il formaggio a turni, per avere meno persone nello stabilimento ma garantire la produzione. Questa emergenza ha colpito settori determinanti come l’Horeca e le esportazioni che sono state molto difficili. I prodotti partivano senza la certezza che arrivassero a destinazione. Nonostante questo la produzione di formaggio Asiago DOP è sempre stata costante, anzi negli ultimi mesi c’è stato addirittura un leggero aumento”.</p>
<p><strong>Quali azioni pensate di mettere in atto il Consorzio per supportare le imprese nel mercato? </strong><br />
“Come <a href="https://www.asiagocheese.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio</a> non ci siamo mai fermati; abbiamo scelto di spingere sul canale web, coinvolgendo blogger e giornalisti che potessero aumentare la comunicazione del prodotto, abbiamo lanciato attività e contest per premiare chi da casa cercava di creare una ricetta a base di formaggio Asiago DOP; è stata una cosa coinvolgente, con la voglia di mettersi ai fornelli usando l’Asiago DOP, sia fresco che stagionato. Ci siamo anche collegati in video con i ristoratori dell’Altopiano di Asiago, che hanno mostrato come utilizzano la DOP nelle loro ricette, con interventi molto apprezzati sulle nostre pagine social”.</p>
<p><strong>Quale sarà l’attività/azione che il Consorzio pensa di mettere in atto per supportare le imprese nel mercato? </strong><br />
“Abbiamo deciso di concentrare gran parte del nostro budget in attività che possano essere utili ai consumatori: faremo due campagne pubblicitarie, su emittenti tv sia locali che nazionali. Una in tutto il mese di giugno, verso fine 2020. Per noi è importante avere una campagna pubblicitaria in questo periodo, perché a giugno i nostri malghesi andranno in montagna e abbiamo bisogno di supportarli nella loro produzione con una buona comunicazione”.</p>
<p><strong>Quale sarà l’attività che il Consorzio pensa di mettere in atto per comunicare e informare il consumatore? </strong><br />
“In questo periodo abbiamo lavorato per presentare due progetti europei che se verranno approvati partiranno dal 2021, uno con il Consorzio del Vino Chianti DOP che farà da capofila per un progetto negli Stati Uniti e Canada e un altro, molto interessante, con il Prosecco DOP, rivolto ai mercati europei, mirato soprattutto al settore Horeca. Noi crediamo che tutto ripartirà nel 2021 e vogliamo essere pronti, i nostri soci stanno producendo tantissimo formaggio Asiago DOP stagionato e alla ripresa avremo un ventaglio di offerta molto più grande che in passato”.</p>
<p><strong>Quale opportunità potranno cogliere le imprese in questo cambiamento? </strong><br />
“I nostri soci si stanno attrezzando con quelle che potranno diventare delle leve molto importanti in futuro. Tantissimi stanno usando l’e-commerce e lo stanno inserendo nei loro canali per avere un valore aggiunto di vendita. Credo che sia importante pensare a come evolverà il mercato in futuro, sempre più aziende cercheranno di fare consegne a domicilio, dobbiamo essere vicini a questo canale e farci trovare pronti per intercettare la domanda”.</p>
<p><strong>Quale attività possono organizzare le imprese e il Consorzio per rilanciare anche il turismo nel territorio? </strong><br />
“Ripartiamo con le nostre malghe, per le quali il turismo è una voce molto importante. Fra le nostre aziende, c’è chi lavora con la GDO ma ce ne sono tante sul territorio, soprattutto sull’Altopiano di Asiago, che hanno piccoli spacci e se manca il turismo diventa difficile la vendita. Per questo cerchiamo di sostenere la ripresa del turismo”.</p>
<p><em>a cura di Elena Conti</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2020-02/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2020_02</strong></a></p>
<p><strong> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2020/07/Asiago.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA ARTICOLO COMPLETO</a><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/news/luca-cracco-consorzio-tutela-formaggio-asiago-dop-podcast/" target="_blank" rel="noopener">ASCOLTA IL PODCAST</a> </strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/luca-cracco-consorzio-tutela-formaggio-asiago-dop-webcast/" target="_blank" rel="noopener"><strong>VEDI IL WEBCAST</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turni-e-produzione-sempre-garantiti-lasiago-dop-e-la-nuova-strategia/">Turni e produzione sempre garantiti. L’Asiago DOP e la nuova strategia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Consorzio Finocchiona IGP riparte dalla collaborazione con i Cuochi Toscani</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-finocchiona-igp-riparte-dalla-collaborazione-con-i-cuochi-toscani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 17:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[CONSORTIUM 2020_02]]></category>
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		<category><![CDATA[horeca]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Direttore Francesco Seghi, quale effetto ha avuto nelle vostre imprese della Finocchiona IGP la crisi del COVID-19? “La crisi innescata dal COVID-19 ha avuto un forte effetto sulla produzione di Finocchiona IGP, perché è un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Direttore Francesco Seghi, quale effetto ha avuto nelle vostre imprese della Finocchiona IGP la crisi del COVID-19? </strong><br />
“La crisi innescata dal COVID-19 ha avuto un forte effetto sulla produzione di Finocchiona IGP, perché è un prodotto utilizzato soprattutto nella ristorazione e il blocco che ha coinvolto il canale Horeca ha portato a un forte calo di richiesta. Nei mesi di marzo e aprile, inoltre, abbiamo cambiato drasticamente le nostre abitudini per effetto della quarantena, in molti hanno scelto di fare la spesa settimanale, privilegiando prodotti diversi da quelli consumati abitualmente. Così le vendite hanno registrato un calo importante del 33%. Con la Fase 2 c’è una ritrovata parziale normalità, ma si registrano ancora forti cali. Questo è un periodo decisamente complicato per tutta la filiera, che deve fare i conti con la stagnazione del prodotto pronto, causata dalle mancate vendite”.</p>
<p><strong>Quali azioni pensa di mettere in atto il Consorzio per supportare le imprese nel mercato? </strong><br />
“Come <a href="https://www.finocchionaigp.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio</a> stiamo cercando di capire cosa fare di nuovo in questo periodo così delicato, quali canali sfruttare dal momento che sono venuti a mancare quelli tradizionali e determinanti di promozione come il sistema fieristico. Tutti i grandi appuntamenti annullati, in Italia e all’estero. È difficile la programmazione di nuovi metodi di comunicazione, ma come Consorzio dobbiamo cercare di individuare nuove strategie e pianificare interventi per rilanciare il prodotto”.</p>
<p><strong>Quale sarà l’attività che il Consorzio pensa di mettere in atto per comunicare e informare il consumatore? </strong><br />
“Nel periodo della quarantena le nuove tecnologie sono state determinanti. I social sono diventati lo spazio privilegiato dove proporre e raccontare la Finocchiona IGP, per mantenere il contatto con i consumatori. Adesso è decisivo cercare di capire dove fare business, dove trovare nuovi spazi per attività di presentazione del prodotto, nell’attesa che la situazione torni alla normalità e si recuperino i canali tradizionali. I social network ci hanno consentito di essere seguiti e apprezzati anche in un momento particolarmente difficile. Il nostro sforzo adesso è individuare e pianificare nuove attività di comunicazione per essere pronti a riprendere da dove ci siamo fermati e recuperare tutto quello che abbiamo seminato in questi anni”.</p>
<p><strong>Quale opportunità potranno cogliere le imprese in questo cambiamento? </strong><br />
“In questo cambiamento le aziende dovranno sfruttare l’onda che si è creata dalle nuove modalità di acquisto. Anche le aziende più piccole e meno interessate ad inserire nuove modalità di vendita, hanno sicuramente capito che è necessario adeguarsi ai cambiamenti per fare impresa 2.0. E-commerce e delivery dovranno diventare sistemi adottati da tutti. Di fronte alle difficoltà che ci sono state per la crisi COVID-19, chi non era attrezzato o pronto ha capito che è necessario rivedere il sistema di vendita, e sicuramente noteremo un aumento delle aziende che propongono anche la stessa e-commerce”.</p>
<p><strong>Quale attività possono organizzare le imprese e il Consorzio per rilanciare anche il turismo nel territorio? </strong><br />
“Il turismo enogastronomico in Toscana ha un valore strategico e determinante. Era una delle principali motivazioni delle presenze in questo territorio, con un’offerta molto ricca, fondata su prodotti di qualità come la Finocchiona IGP. Dobbiamo supportare e rilanciare il turismo, ma non sarà facile, perchè dobbiamo fare i conti con cosa succederà. Riprenderemo la collaborazione con l’Unione Regionale Cuochi Toscani che ci hanno sempre supportato. Dobbiamo pensare a rilanciare iniziative di questo tipo per tornare a parlare di territorio e di eccellenze”.</p>
<p><em>a cura di Elena Conti</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2020-02/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2020_02</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2020/07/Finocchiona.pdf">SCARICA ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Gorgonzola DOP, 2019 record ma la pandemia ridisegna tutto</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/gorgonzola-dop-2019-record-ma-la-pandemia-ridisegna-tutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 16:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[CONSORTIUM 2020_02]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Calo della produzione e forte contrazione del mercato per il Consorzio Gorgonzola DOP dopo un 2019 record. Il presidente Renato Invernizzi ha parole chiare sulla crisi dovuta al COVID-19: “La produzione di Gorgonzola DOP dall&#8217;inizio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Calo della produzione e forte contrazione del mercato per il <a href="https://www.gorgonzola.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Consorzio Gorgonzola DOP</strong></a> dopo un 2019 record. Il presidente <strong>Renato Invernizzi</strong> ha parole chiare sulla crisi dovuta al COVID-19: “La produzione di Gorgonzola DOP dall&#8217;inizio del 2020 a fine aprile è stata di oltre un milione e seicentomila forme con una diminuzione rispetto all’anno precedente del 3,16%. Confrontando i dati relativi al solo mese di aprile in rapporto allo stesso mese del 2019 si nota un significativo calo del 17% nella produzione. Questa importante frenata è dovuta alla presa di coscienza delle aziende che si sono auto limitate nella produzione per far fronte al crollo degli ordini e dei consumi del canale Horeca, ma anche di altri mercati importanti come Stati Uniti, Canada e Corea del Sud. I nostri migliori clienti stranieri in Europa sono Germania, Francia e Spagna, e purtroppo sono tutti Paesi colpiti come noi dalla pandemia. Nel mese di marzo, come Consorzio, abbiamo contattato ogni singolo socio per verificare la situazione. Nonostante questo terribile momento, i caseifici hanno garantito il ritiro di tutto il quantitativo di latte concordato nei contratti con le proprie aziende agricole, per tutelare l’anello più fragile della filiera.</p>
<p>Di conseguenza, il latte corrispondente al calo del 17% della produzione, è stato immesso sul mercato per altre destinazioni, con ingenti perdite che graveranno sui conti economici di tutte le aziende del comparto Gorgonzola DOP. Il calo di aprile, si aggiunge ai sacrifici del precedente mese di marzo e sicuramente le prospettive future non sono confortanti. Come Consorzio abbiamo chiesto al Mipaaf una deroga al disciplinare per congelare il Gorgonzola DOP fresco già prodotto, mentre parte di questo prodotto fresco che era nelle scorte, è stato devoluto in beneficenza”.</p>
<p><strong>Quale sarà l’azione che il Consorzio pensa di mettere in atto per supportare le imprese nel mercato?</strong><br />
“Sicuramente dopo questa esperienza andrà ridisegnato il canale distributivo. Con la Fase 2 è cominciata una graduale ripartenza sia in Italia che all’estero con le esportazioni. È tutto da vedere, si può solo aspettare per capire come reagiranno i mercati e come evolverà il contagio”.</p>
<p><strong>Quale sarà l’attività che il Consorzio pensa di mettere in atto per comunicare e informare il consumatore?<br />
</strong>“Quest’anno avremmo dovuto festeggiare i 50 anni della DOP. Ovviamente non è il caso di andare avanti con i programmi che avevamo in mente, quindi destineremo l’intero budget stanziato non nella festa ma nella comunicazione, chiedendo inoltre sostegno sia al Mipaaf che all’ICE per nuove campagne di promozione all’estero, rivolte soprattutto a quei Paesi dove il Pil si è mantenuto o non si è abbassato troppo, puntando soprattutto sui mercati dell’Unione europea”.</p>
<p><strong>Quale opportunità potranno cogliere le imprese in questo cambiamento?</strong><br />
“Andranno rimodellati i canali distributivi, dovranno puntare su attività promozionali autonome implementando i canali social che in questo periodo, lo abbiamo notato anche come Consorzio, sono stati molto utili per poter essere vicini al consumatore mentre tutto era fermo ed eravamo in quarantena”.</p>
<p><strong>Quale attività possono organizzare le imprese e il Consorzio per rilanciare anche il turismo nel territorio?</strong><br />
“Per il Gorgonzola DOP il legame con il territorio è determinante, ma la nostra zona di produzione (Lombardia e Piemonte, ndr) coincide purtroppo con le due regioni più colpite dalla pandemia. Credo che per tutto il 2020 non sarà possibile fare nessun intervento sul territorio. Per il momento è tutto ancora incerto, servono i dati del contagio durante la Fase 2, e in base ai dati sull’andamento del virus che verrà registrato, potremmo programmare importanti azioni di rilancio”.</p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2020_02</strong></p>
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		<title>La Mozzarella di Bufala Campana DOP vera regina nelle tavole italiane in quarantena</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-mozzarella-di-bufala-campana-dop-vera-regina-nelle-tavole-italiane-in-quarantena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 15:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[CONSORTIUM 2020_02]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La versatilità della Mozzarella di Bufala Campana DOP è stata confermata anche durante la pandemia dovuta al COVID-19. Sempre garantita nelle case, sulla pizza, come pasto veloce e sano, ha rappresentato un punto di riferimento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La versatilità della <strong>Mozzarella di Bufala Campana DOP</strong> è stata confermata anche durante la pandemia dovuta al COVID-19. Sempre garantita nelle case, sulla pizza, come pasto veloce e sano, ha rappresentato un punto di riferimento per gli italiani in quarantena. Addirittura il Los Angeles Times, ha dedicato a maggio un ampio reportage sulla DOP ai tempi del Coronavirus descrivendola capace di unire il territorio “e rappresenta una sorta di biglietto da visita per la Regione Campania, con immagini iconiche come il Vesuvio, la mozzarella e Pompei, tutte collegate nella mente delle persone”.<br />
<strong>Domenico Raimondo</strong>, presidente del <a href="https://www.mozzarelladop.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio</a> è entusiasta nonostante la forte crisi che ha colpito anche questa Denominazione: “Ringrazio gli operatori della filiera. I danni sono stati significativi, abbiamo perso l’intero canale Horeca a cui si aggiunge la mancata crescita. Colpito anche l’export, perché la specificità della Mozzarella di Bufala Campana DOP è che si tratta di un prodotto deperibile, che ha bisogno di una logistica veloce, per cui hanno inciso anche i problemi di trasporto. Ma sull’estero già registriamo piccoli segnali di ripresa, a partire da Germania e Francia. In questo scenario il Consorzio ha fatto fronte comune, mantenendo unita la filiera. Ora puntiamo su un nuovo slancio”.</p>
<p><strong>Quale sarà l’azione che il Consorzio pensa di mettere in atto per supportare le imprese nel mercato?</strong><br />
“Bisogna accelerare sulla digital innovation, questa è la grande lezione di questo periodo. Sicuramente dobbiamo adeguarci ad alcuni cambiamenti imposti dall&#8217;emergenza. Spingeremo dunque su innovazione digitale e studieremo nuove modalità di promozione del prodotto sia in Italia che all’estero. Sarà un periodo nuovo, ma non cambia nulla sul fronte della qualità ed eccellenza della Mozzarella di Bufala Campana DOP”.</p>
<p><strong>Quale sarà l’attività che il Consorzio pensa di mettere in atto per comunicare e informare il consumatore?</strong><br />
“Rafforzeremo gli strumenti di comunicazione, a partire dal digitale, candidandoci a essere sempre più l’hub di riferimento per i consumatori nel mare magnum del flusso continuo di notizie. Un lavoro capillare che punta sulla qualità e chiarezza dei messaggi. Rimoduleremo le attività di promozione, rafforzando il legame con gli utenti in un dialogo diretto e trasparente”.</p>
<p><strong>Quale opportunità potranno cogliere le imprese in questo cambiamento?</strong><br />
“In questa crisi vincono le aziende che sanno non solo reagire per tempo, ma anche contribuire al periodo, con un approccio che coniuga strumenti innovativi a una tradizione secolare. Se le imprese lavorano su questi temi, sono convinto che avranno nuove opportunità nel prossimo futuro”.</p>
<p><strong>Quale attività possono organizzare le imprese e il Consorzio per rilanciare anche il turismo nel territorio?</strong><br />
“Noi siamo pronti a fare la nostra parte sul versante dell’accoglienza e della promozione, ma soltanto di fronte a un piano strategico su turismo, beni culturali e ristorazione, di cui ha bisogno il Paese. Sono tre asset fondamentali, a cui la Mozzarella di Bufala Campana DOP è strettamente legata. L’obiettivo deve essere quello di tornare a richiamare flussi di visitatori da ogni parte del mondo, a cui noi intendiamo offrire un approccio sempre più da ‘experience’, rendendoli cioè protagonisti, ad esempio facendo toccare con mano come nasce un’eccellenza del Food, in questo caso la Mozzarella di Bufala Campana DOP”.</p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2020_02</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2020/06/Consortium2020_02_MozzBufala-DOP.pdf">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Il Pane Toscano DOP accelera i tempi sul packaging anti contaminazione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-pane-toscano-dop-accelera-i-tempi-sul-packaging-anti-contaminazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 14:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[CONSORTIUM 2020_02]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[horeca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Direttore Roberto Pardini, quale effetto ha avuto nelle vostre imprese del Pane Toscano DOP la crisi del COVID-19? “L’attività di panificazione, essendo una produzione di beni alimentari, rientrava fra le attività che dovevano continuare ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Direttore Roberto Pardini, quale effetto ha avuto nelle vostre imprese del Pane Toscano DOP la crisi del COVID-19?</strong><br />
“L’attività di panificazione, essendo una produzione di beni alimentari, rientrava fra le attività che dovevano continuare ad operare e i nostri associati hanno lavorato, introducendo tutte le tutele per la sicurezza delle persone. La logistica era a posto, le forniture hanno funzionato, purtroppo quello che ci ha penalizzati è stato il blocco legato ai movimenti delle persone e alle abitudini dei consumatori. I piccoli centri di distribuzione, i panifici autorizzati, hanno continuato a lavorare, forse anche di più, sono invece crollate tutte le forniture. Il canale Horeca si è fermato. A marzo e aprile locali e ristoranti erano chiusi, ed erano chiusi anche gli alberghi. Sono mancate perfino le mense scolastiche. Alle difficoltà del canale Horeca si è aggiunto il crollo delle nostre vendite nella GDO, che ha continuato a lavorare, ma ha risentito della spesa settimanale. E chi si è avvicinato alla grande distribuzione ha scelto prodotti confezionati. Noi lavoriamo molto nella GDO con Coop e Conad, ma vendiamo prodotto sfuso, tagliato al banco da grandi pezzature dove c’è maggior qualità. Ma questa attività è stata fermata”.</p>
<p><strong>Quale sarà l’attività/azione che il <a href="https://www.panetoscanodop.it/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio</a> pensa di mettere in atto per supportare le imprese nel mercato?</strong><br />
“Inutile dire che questa fase ci ha molto penalizzato. Pensiamo al futuro in modo diverso. Abbiamo cominciato uno studio sul packaging, una confezione che mantenga il pane per più tempo. Lo studio era iniziato per l’esportazione del pane, ma adesso potrà essere utile anche per la vendita normale, per la protezione dalla contaminazione. Vorremmo realizzare un prodotto compatibile che abbia caratteristiche di biodegradabilità perché il futuro sarà anche quello di un’accelerata verso l’allontanamento dalle plastiche. Le confezioni comuni in atmosfera modificata che si utilizzano oggi per i prodotti da forno, contengono alcool etilico e si sente quando si apre una confezione. Sarà importante per noi presentare un prodotto al top sia sotto l’aspetto qualitativo, che della sicurezza alimentare”.</p>
<p><strong>Quale sarà l’attività che il Consorzio pensa di mettere in atto per comunicare e informare il consumatore?</strong><br />
“Subito abbiamo realizzato delle mascherine, quelle che dovremo utilizzare per molto tempo, personalizzate con il nostro logo da distribuire gratuitamente al consumatore che ci riporterà il classico bollino con la DOP che trova sul pane, un’idea per fidelizzare i nostri clienti. E lavoriamo molto sui social che si sono dimostrati determinanti per la comunicazione in questa fase particolarmente delicata”.</p>
<p><strong>Quale opportunità potranno cogliere le imprese in questo cambiamento?</strong><br />
“Come Consorzio spingiamo affinché le aziende investano sia in innovazione dei processi produttivi, che in tecnologie. Questa esperienza ha rimodulato il sistema di vendita e ci dovremo adeguare con le richieste nuove del mercato, anche se speriamo che, una volta tornati alla normalità, certe tradizioni non vadano a scomparire, come quella di comprare il pane da forme grandi divise al banco”.</p>
<p><strong>Quale attività possono organizzare le imprese e il Consorzio per rilanciare anche il turismo nel territorio?</strong><br />
“Appena ci saranno nuove aperture per il turismo nei territori della Toscana, riprenderemo con tutte quelle attività di promozione sul territorio che abbiamo sempre fatto, ricominciando da dove siamo stati interrotti, con la nostra presenza nei locali tipici, nelle scuole e nei ristoranti”.</p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2020_02</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2020/06/Consortium2020_02_Pane-Toscano-DOP.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Melinda non risente della crisi e scommette sul futuro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/melinda-non-risente-della-crisi-e-scommette-sul-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 13:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[CONSORTIUM 2020_02]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Melinda è famosa per il marchio costituito ormai da 25 anni. Il Consorzio che produce la Mela Val di Non DOP firma tre mele storiche della della zona trentina: la Golden, la Red e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/melinda-non-risente-della-crisi-e-scommette-sul-futuro/">Melinda non risente della crisi e scommette sul futuro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Melinda</strong> è famosa per il marchio costituito ormai da 25 anni. Il <a href="https://melinda.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio</a> che produce la <strong>Mela Val di Non DOP</strong> firma tre mele storiche della della zona trentina: la Golden, la Red e la Renetta. Nel tempo si sono aggiunte anche altre varietà come la Fuji, la Gala e l’Evelina.</p>
<p><strong>Direttore Paolo Gerevini, quale effetto ha avuto nelle vostre imprese la crisi del COVID19?</strong><br />
“COVID-19 è un fenomeno che in tante realtà ha avuto effetti devastanti. Non è stato così per Melinda, in quanto, producendo beni alimentari, rientrava fra le aziende che dovevano continuare la propria attività. E l’ha proseguita, introducendo tutte le tutele del caso per la sicurezza dei dipendenti, ma garantendo ai consumatori italiani ed europei la presenza delle proprie mele. Melinda opera prevalentemente nel retail e nei mercati ortofrutticoli, che sono canali che hanno continuato ad avere un’attività costante, anzi i retail l’hanno addirittura sviluppata”.</p>
<p><strong>Quale sarà l’attività che il Consorzio pensa di mettere in atto per supportare le imprese nel mercato?</strong><br />
“Come ho detto le nostre aziende sono sempre rimaste operative e non hanno risentito troppo della crisi COVID-19. Per noi l’Horeca è un settore marginale, quindi c’è stata una contrazione che ci ha coinvolto poco. Tutto quello che è stato fatto però è avvenuto grazie alla continuità operativa dei nostri dipendenti e alla preziosa collaborazione degli esportatori che ci hanno consentito di arrivare fino ai punti di vendita e ai mercati”.</p>
<p><strong>Quale sarà l’azione che il Consorzio pensa di mettere in atto per comunicare e informare il consumatore?</strong><br />
“Da subito Melinda ha deciso di destinare 400 mila euro alla sanità italiana perché si individuassero gli interventi più opportuni a tutela dei nostri concittadini e ha sviluppato una seconda iniziativa che ha riguardato i nostri imballi che riportavano sia ricette per gli adulti, sia giochi per i bambini in modo da intrattenerli durante questo periodo che ci ha visti obbligati in casa”.</p>
<p><strong>Quale opportunità potranno cogliere le imprese in questo cambiamento?</strong><br />
“Da tutte le vicende, anche quelle negative, credo che si possa sempre imparare. Gli apprendimenti sono di due tipi: il primo le modalità con cui prestiamo la nostra attività lavorativa, e quindi il telelavoro che credo non sia solo per l’emergenza ma una metodica da tenere in considerazione anche per il futuro, il secondo è un’attenta riflessione sul modo con cui portare valore al consumatore, sia in termini di imballi che in termini di prodotti che rispondano davvero ai loro bisogni”.</p>
<p><strong>Quale attività possono organizzare le imprese e il Consorzio per rilanciare anche il turismo nel territorio?</strong><br />
“Come stimolare l’attività turistica e legarla alla produzione di mele è un tema che Melinda si era già posto anche in collaborazione con gli enti che operano sul territorio, grazie anche al fatto che la Val di Non e la Val di Sole hanno delle attrattive forti. Cercheremo di intensificare questo tipo di attività attraverso due modalità, la prima nella comunicazione al consumatore, dando ulteriore spazio alla bellezza del territorio in cui nascono i nostri prodotti e la seconda in collaborazione con gli enti locali, sviluppando le celle ipogee non solo come strumenti rispettosi dell’ambiente, per la conservazione della nostra frutta, ma anche come luoghi accessibili al pubblico. Speriamo anzi che questo avvenga anche in tempi non lontani, in modo da farne un elemento di attrattiva turistica”.</p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2020_02</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2020/06/Consortium2020_02_Melinda.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/paolo-gerevini-consorzio-melinda-podcast/" target="_blank" rel="noopener">ASCOLTA IL PODCAST</a></p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/melinda-non-risente-della-crisi-e-scommette-sul-futuro/">Melinda non risente della crisi e scommette sul futuro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Pecorino Toscano DOP a caccia di nuovi canali della grande distribuzione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-pecorino-toscano-dop-a-caccia-di-nuovi-canali-della-grande-distribuzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 12:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[CONSORTIUM 2020_02]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=319434</guid>

					<description><![CDATA[<p>Presidente Carlo Santarelli, quale effetto ha avuto nelle vostre imprese del Pecorino Toscano DOP la crisi del COVID-19? “Prima della pandemia stavamo lavorando con soddisfazione. Il Pecorino Toscano DOP ha un appeal importante perché è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-pecorino-toscano-dop-a-caccia-di-nuovi-canali-della-grande-distribuzione/">Il Pecorino Toscano DOP a caccia di nuovi canali della grande distribuzione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Presidente Carlo Santarelli, quale effetto ha avuto nelle vostre imprese del Pecorino Toscano DOP la crisi del COVID-19?</strong><br />
“Prima della pandemia stavamo lavorando con soddisfazione. Il Pecorino Toscano DOP ha un appeal importante perché è diverso dagli altri pecorini, è molto dolce, ha pochissimo sale, si differenzia dai gusti molto accesi. Proprio per questa caratteristica incontra le esigenze dei consumatori. La crisi innescata dal COVID-2019 ha dato effetti negativi su produzione e commercializzazione. Il canale più colpito è stato l’Horeca; il lockdown dei primi di marzo ha congelato tutto, creando difficoltà alla distribuzione interna, ma anche alle esportazioni. Ci sono state difficoltà nella logistica, pure con l’estero, tutti i Paesi sono stati toccati dalla pandemia. La GDO nazionale è quella che ha tenuto, ma non può compensare ciò che è stato perso dal mercato Horeca. Ovviamente la produzione di latte non si può fermare, e nonostante tutto quello che sta succedendo, è una produzione che in natura avviene in modo regolare, pertanto le nostre aziende hanno cercato di salvaguardare il primo anello della filiera”.</p>
<p><strong>Quale sarà l’azione che il <a href="https://www.pecorinotoscanodop.it/il-pecorino-toscano-dop/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio</a> pensa di mettere in atto per supportare le imprese nel mercato?</strong><br />
“Stiamo cercando di trovare nuovi spazi per il prodotto, e nuovi canali per incentivare la nostra presenza nella GDO. Il Consorzio sta facendo davvero di tutto per cercare di aiutare le imprese a commercializzare il prodotto e stiamo puntando sugli investimenti attraverso PSR per aiutare le aziende a migliorare. Abbiamo anche indirizzato parte del prodotto eccedente verso gli indigenti, perché era doveroso in questo momento avere un atteggiamento solidale”.</p>
<p><strong>Quale sarà l’azione che il Consorzio pensa di mettere in atto per comunicare e informare il consumatore?</strong><br />
“Stiamo facendo molta comunicazione verso i consumatori cercando canali alternativi da quello che è il nostro solito lavoro. Noi puntavamo molto sulla scuola, per avvicinare i ragazzi al mondo della trasformazione di un prodotto DOP visitando i caseifici, ma oggi purtroppo tutte queste attività sono ferme. Ora stiamo lavorando maggiormente su canali social, che non sono per noi una cosa nuova, ma stiamo rafforzando la nostra presenza per cercare di essere vicini ai consumatori in modo più incisivo per far sì che non ci si dimentichi del Pecorino Toscano DOP. Tutto il mercato sta cambiando, a fianco del Consorzio le aziende devono capire cosa sarà il futuro e quali saranno i cambiamenti da mettere in atto. Per questo stiamo studiando con le stesse aziende, all’interno dei PSR, nuove confezioni biodegradabili per il prodotto sottovuoto. Dobbiamo pensare, visto l’aumento della richiesta della merce confezionata, di studiare forme di sottovuoto biodegradabili, per non aggravare una situazione già complessa, immettendo molto materiale plastico in circolazione. Stiamo lavorando affinché l’incarto di confezionamento del prodotto possa essere riciclato nell’organico. Stiamo andando sempre di più verso questo tipo di soluzione”.</p>
<p><strong>Quale attività possono organizzare le imprese e il Consorzio per rilanciare anche il turismo nel territorio?</strong><br />
“Dobbiamo cercare di far conoscere il prodotto in sinergia col turismo, sempre di più, e appena potrà tornare la normalità, continueremo a cercare di far capire ai visitatori quanto è forte il legame del prodotto con il territorio. La DOP vuol dire territorio, garantisce che tutta la filiera proviene da quella zona, dove ci sono i pascoli, ci viene prodotto il latte, ci sono tutte quelle caratteristiche ambientali uniche e irripetibili, che fanno in modo che mai un altro prodotto possa essere uguale a una DOP”.</p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2020_02</strong></p>
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		<title>Pecorino Romano DOP: diversificazione dei prodotti e nuove aggregazioni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pecorino-romano-dop-diversificazione-dei-prodotti-e-nuove-aggregazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 11:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[CONSORTIUM 2020_02]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presidente Salvatore Palitta, quale effetto ha avuto nelle vostre imprese dell Pecorino Romano DOP la crisi del COVID-19? “Il primo effetto del Coronavirus è stato quello di innescare un forte moto di solidarietà nel comparto, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Presidente Salvatore Palitta, quale effetto ha avuto nelle vostre imprese dell Pecorino Romano DOP la crisi del COVID-19?</strong><br />
“Il primo effetto del Coronavirus è stato quello di innescare un forte moto di solidarietà nel comparto, con i caseifici produttori di Pecorino Romano DOP che sono corsi in soccorso dei piccoli produttori dei prodotti freschi da tavola e si sono fatti carico anche del latte a loro destinato, trasformandolo nella DOP. Infatti, per via della chiusura delle principali filiere di consumo, i produttori del fresco in questo momento non avrebbero potuto sopportare il carico economico del ritiro e della trasformazione del latte. La pandemia ha fatto precipitare la produzione di prodotto fresco sia per le scelte di prodotti a lunga conservazione del consumatore sia per la chiusura degli Horeca e dei mercati rionali, dove il prodotto più fresco aveva un mercato molto forte. Le aziende agropastorali, hanno svolto regolarmente le loro attività. Il conferimento del latte ai caseifici ha proceduto con regolarità, pur con qualche ritardo derivante dalla necessità di adottare misure di prevenzione e contenimento. Anche le vendite nella GDO non hanno subito per ora rallentamenti, anzi parrebbe che in un primo momento vi sia stata una sorta di corsa agli accaparramenti di merce per paura di restare senza stock. Le vendite estere per ora non hanno mostrato particolari segnali, ma tutto sarà determinato dall’evolversi del mercato USA nei prossimi mesi. Si prevede da parte degli operatori un aumento della produzione a fine annata casearia fino a 300mila quintali, con un incremento della produzione del 15/20 % circa”.</p>
<p><strong>Quale sarà l’attività/azione che il Consorzio pensa di mettere in atto per supportare le imprese nel mercato?</strong><br />
“Il nostro auspicio è che il sistema bancario si renda disponibile a sostenere i magazzini destinati alla lunga conservazione, per limitare l’immissione nel mercato di esagerate quantità del prodotto. Contemporaneamente, è indispensabile che le Regioni finanzino la produzione di formaggi pecorini freschi da destinare agli indigenti. In questo modo si ottengono tre risultati: si sostiene la ripresa della produzione del fresco, si aiutano famiglie bisognose e si crea un meccanismo virtuoso che, grazie all’impiego del latte in modo differenziato, assicura equilibrio al mercato. Infine, in questo momento è indispensabile rafforzare il sistema impresa, che affronterà un mercato che non è più quello conosciuto finora. Dobbiamo essere forti, creare un’aggregazione dell’offerta per poter entrare e farci valere in un sistema internazionale dove ogni Paese tenderà a proteggere e valorizzare il consumo di prodotti interni”.</p>
<p><strong>Quale sarà l’attività/azione che il Consorzio pensa di mettere in atto per comunicare e informare il consumatore?</strong><br />
“Si può citare l’evento del 40esimo online che cade proprio nel mese di giugno e il proseguo delle attività promozionali già in campo alla ripresa della normalità”.</p>
<p><strong>Quale opportunità potranno cogliere le imprese in questo cambiamento?</strong><br />
“Senz’altro creando le condizioni per le aggregazioni commerciali e per diversificare i prodotti, con tropologie innovative e speciali, penso agli snack per i più giovani o ai prodotti di montagna, frutto del lavoro di resilienza di alcune aree geografiche”.</p>
<p><strong>Quale attività possono organizzare le imprese e il Consorzio per rilanciare anche il turismo nel territorio?</strong><br />
“Coinvolgendo le scuole alberghiere per diffondere la cultura gastronomica collegata al prodotto e le famiglie per un nuovo percorso di educazione familiare, considerato che il turismo sarà caratterizzato dalla spiccata territorialità, causa la pandemia”.</p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2020_02</strong></p>
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